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	<title>straniera &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/straniera/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "straniera"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 02:23:34 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[La vita femminile che non conta]]></title>
<link>http://comunicazionedigenere.wordpress.com/2009/10/29/la-salute-che-non-conta/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 17:40:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>LatoI</dc:creator>
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<description><![CDATA[In Canada esce uno spot vergognosissimo sul tema del cancro al seno. Tratta il tema non come importa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/o_xEUi_OSHE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/o_xEUi_OSHE&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><br />
In Canada esce uno spot vergognosissimo sul tema del cancro al seno. </p>
<p>Tratta il tema non come importantissimo per la salute e la vita della donna ma subordinandolo alla funzione estetica. come se facessero uno spot contro il cancro alla prostata che chiede ai maschi di preservare un pene superdotato.</p>
<p>Se il seno si ammala, secondo lo spot, si corre il rischio che gli uomini non potranno godere del &#8216;ben di dio&#8217; e le donne dovranno preservarlo non per vivere ma per preservare lo standard estetico e per compiacere i maschi. Inoltre mostra toni molto sessisti poichè veicolano un immagine femminile di poco valore, dove la propria vita vale meno di zero e che è importante solo perchè l&#8217;uomo deve usufrire del corpo femminile dopo l&#8217;usufrutto può anche morire. </p>
<p>Ora ho capito perchè le donne vengono uccise con molta facilità e perchè la maggior parte degli stupri si concludono con la soppressione della vittima o sul menefreghismo circa le ripercussioni che questo puo avere nella salute femminile. Il messaggio veicola cultura dello stupro, punto! Dove la donna è solo strumento d&#8217;uso altrui e un corpo privo di ogni valore.<br />
Della serie: Curati perchè le tette piacciono ai maschi non perchè muori. Tu donna esisti solo per il loro piacere.</p>
<p>Inoltre nello spot la donna ha un bel corpo da pin-up ciò vuol dire che se una ha un seno brutto allora se muore poco male.<br />
Il sessismo in Italia fa tanto notizia inatti la distanza di oceano si è annullata e lo spot è diventato popolare e di facile accesso ai minorenni sui giornali online che lo rendono accessibile anche ai minori.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L’imprenditoria straniera]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/09/19/l%e2%80%99imprenditoria-straniera/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 14:16:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Udine. Lunedì 21 settembre ore 12 Camera di Commercio (Sala Giunta – 5° piano) Sarà il tema della co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Udine. Lunedì 21 settembre ore 12 Camera di Commercio (Sala Giunta – 5° piano) Sarà il tema della conferenza stampa cui interverranno il presidente Giovanni Da Pozzo e  l’amministratore delegato di Nomisma Giorgio De Rita. Proprio all’osservatorio di studi economici Nomisma, infatti, assieme a Demetra – società specializzata in indagini alle imprese, è stata affidata l’indagine che mette in luce le caratteristiche del fenomeno sul territorio, di cui sono stati analizzati nello specifico, tramite interviste telefoniche a un campione significativo di imprese straniere, diversi fattori: le motivazioni dell’arrivo in Italia; le motivazioni della costituzione dell’azienda attraverso la definizione dei percorsi di transizione dal lavoro subordinato al lavoro autonomo, fino all’avvio di attività imprenditoriali vere e proprie; i fattori che hanno indotto la creazione dell’azienda in provincia di Udine; le forme di impresa; le modalità di avvio delle imprese; i riflessi della cultura di origine dell’imprenditore immigrato sulla struttura e il comportamento dell’impresa nei contesti sociali e di mercato; i fabbisogni di crescita e sviluppo; le linee portanti generali e specifiche per l’arricchimento dei servizi territoriali di supporto alla crescita delle imprese con titolare straniero in provincia di Udine. Lunedì saranno presentati i primi risultati dell’indagine conoscitiva, che sarà completata poi entro fine ottobre. La ricerca servirà alla Camera di Commercio per acquisire gli elementi conoscitivi necessari a definire le caratteristiche dell’imprenditoria straniera in provincia di Udine, ma anche a capire le principali peculiarità che differenziano il fenomeno rispetto al contesto nazionale. Tutto ciò consentirà di individuare l’esistenza di possibili aree di intervento a supporto dell’imprenditoria immigrata a livello provinciale, definendo i possibili servizi necessari allo sviluppo.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[L’essere straniera non è un difetto]]></title>
<link>http://associazioneconcausa.wordpress.com/2009/07/20/l%e2%80%99essere-straniera-non-e-un-difetto/</link>
<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 00:16:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Concausa</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;1955. Arrivo a Milano. Ho un’idea molto vaga dell’Italia, ammetto di non conoscerla ma tutto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.neripozza.it/collane_dett.php?id_coll=1&#38;id_lib=460"><img src="http://associazioneconcausa.wordpress.com/files/2009/07/straniera4.jpg" alt="straniera4" title="straniera4" width="160" height="251" class="aligncenter size-full wp-image-1208" /></a></p>
<p>&#8220;1955. Arrivo a Milano. Ho un’idea molto vaga dell’Italia, ammetto di non conoscerla ma tutto mi piace qui. Anzitutto la gentilezza degli italiani. Il loro modo di accoglierti subito, di aiutarti. Il solo fatto di essere una straniera è una qualità in più. Se chiedi dove si trova una strada la risposta è “Venga con me! L’accompagno”. La loro disponibilità mi meraviglia, non ci sono abituata, nella Francia che ho lasciato i rapporti umani sono più freddi e chiedere un’informazione al giornalaio vuol dire disturbare qualcuno che non ha tempo per te. Qui la gente dà l’impressione di essere lì ad aspettarti da sempre. Ti senti viva, e hai l’illusione di esistere. L’essere straniera non è un difetto, anzi è una qualità, e mi regala l’illusione di avere trovato la risposta a tutti i miei problemi fuorché al più importante che, come sempre è sopravvivere, trovarsi un lavoro.&#8221;</p>
<p>Helene Visconti, un&#8217;amica di un&#8217;amica.<br />
Anche lei una &#8220;straniera&#8221; che avrebbe tanto da scrivere&#8230;</p>
<p>Helene Visconti, <em>Straniera</em>, Neri Pozza<br />
Il brano citato si trova a pag. 201.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[At first just ghostly]]></title>
<link>http://radiofarlokka.wordpress.com/2009/06/23/at-first-just-ghostly/</link>
<pubDate>Tue, 23 Jun 2009 15:05:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>radiofarlokka</dc:creator>
<guid>http://radiofarlokka.wordpress.com/2009/06/23/at-first-just-ghostly/</guid>
<description><![CDATA[Prima prova per Radio Farlokka, questo piccolo esperimento per una radio distratta. Una radio pigra,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">Prima prova per <strong>Radio Farlokka</strong>, questo piccolo esperimento per una radio distratta.</p>
<p style="text-align:center;">Una radio pigra, che chiede al pubblico lo sforzo di cliccare su Play per ascoltare la musica proposta. Ma perlomeno, nei migliori dei casi, la musica avrà anche un video. Tanto di guadagnato, no?</p>
<p style="text-align:center;">Perché questa idea sgangherata e priva di futuro? Semplice! Perchè ieri ho visto un film eccezionale, che caldamente consiglio a tutti:<em> I love Radio Rock</em>, di Richard Curtis col grande <strong>Philip Seymour Hoffman</strong>! Chi respira a tempo di rock&#8217;n'roll non se lo può assolutamente perdere, sia per la brillante sceneggiatura, che per la pazzesca colonna sonora.</p>
<p style="text-align:center;">Una delle canzoni del film è la celebre <em>A whiter shade of pale</em>, presente tra l&#8217;altro nella colonna sonora di un altro bel film sulle radio libere, stavolta tutto italiano: <em>I cento passi</em>.<br />
Qui è <strong>Alter</strong> che vi scrive, e in nome di questi due film, e delle radio libere e indipendenti, vi suggerisce come prima canzone proprio il pezzo dei <strong>Procol Harum</strong>, con tanto di video in 16 millimetri!</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/Mb3iPP-tHdA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/Mb3iPP-tHdA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un black-out nell'uso della propria lingua?]]></title>
<link>http://traduzioniealtrestorie.wordpress.com/2009/02/17/un-black-out-nelluso-della-propria-lingua/</link>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 11:26:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>biblitra</dc:creator>
<guid>http://traduzioniealtrestorie.wordpress.com/2009/02/17/un-black-out-nelluso-della-propria-lingua/</guid>
<description><![CDATA[Mi stupisce sempre, quando leggo traduzioni amatoriali, osservare che la capacità di utilizzare con ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mi stupisce sempre, quando leggo traduzioni amatoriali, osservare che <strong>la capacità di utilizzare con naturalezza la propria lingua madre viene fortemente inibita quando si traduce</strong>. Quando, cioè, si ha davanti un testo in lingua straniera, ci si sente totalmente calamitati da esso, si cerca di stargli tanto aderenti da dimenticare momentaneamente l&#8217;uso corrente del proprio idioma, producendo traduzioni poco scorrevoli e piene di espressioni straniere italianizzate.</p>
<p>Questa attrazione è sentita da chiunque, anche dai traduttori professionisti. La differenza tra loro e gli altri è che loro sono allenati a riconoscere quel &#8220;richiamo&#8221; e ad evitarlo, tenendo sempre presente la propria lingua e le sue normali strutture, e non avendo paura ad allontanarsi dal testo di partenza tutte le volte che è necessario. <strong>Una traduzione, infatti (pur tenendo sempre in considerazione la </strong><em><strong><a href="http://traduzioniealtrestorie.wordpress.com/2008/08/12/fedelta/">Skopostheorie</a></strong></em><strong>), dovrebbe avere l&#8217;aspetto di un testo &#8220;originale&#8221;</strong>, dando ai suoi lettori la stessa impressione che il testo-fonte dà ai propri.</p>
<p>Rimango sempre perplessa da questo fenomeno: non riesco proprio a spiegarmelo! Parliamo nella nostra lingua quotidianamente, ma basta così poco per provocare un black-out temporaneo? Qualcuno ha qualche spiegazione scientifica da proporre?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Santa Barbara]]></title>
<link>http://santodelgiorno.wordpress.com/2008/12/04/santa-barbara/</link>
<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 17:42:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>wolf75</dc:creator>
<guid>http://santodelgiorno.wordpress.com/2008/12/04/santa-barbara/</guid>
<description><![CDATA[Santa Barbara &#8211; 4 Dicembre Protettrice dei Vigili del Fuoco Nacque a Nicomedia nel 273. Si dis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://santodelgiorno.wordpress.com/files/2008/12/santa_barbara.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4" title="santa_barbara" src="http://santodelgiorno.wordpress.com/files/2008/12/santa_barbara.jpg" alt="santa_barbara" width="450" height="603" /></a></p>
<h2 style="text-align:center;">Santa Barbara &#8211; 4 Dicembre</h2>
<h3 style="text-align:center;">Protettrice dei Vigili del Fuoco</h3>
<p><strong>Nacque a Nicomedia nel 273</strong>. Si distinse per <strong>l&#8217;impegno nello studio e per la riservatezza</strong>, qualità che le giovarono la <strong>qualifica di «barbara», cioè straniera, non romana</strong>. Tra il 286-287 <strong>Barbara si trasferì presso la villa rustica di Scandriglia</strong>, oggi in provincia di <strong>Rieti</strong>, al seguito del <strong>padre Dioscoro</strong>, collaboratore <strong>dell&#8217;imperatore Massimiano Erculeo</strong>. La conversione alla <strong>fede cristiana</strong> di Barbara <strong>provocò l&#8217;ira di Dioscoro</strong>. La ragazza fu così <strong>costretta a rifugiarsi in un bosco dopo aver distrutto gli dei nella villa del padre</strong>. Trovata, fu <strong>consegnata al prefetto Marciano</strong>. Durante il processo che iniziò il 2 dicembre 290 Barbara difese il proprio credo ed <strong>esortò Dioscoro</strong>, il prefetto ed i presenti a <strong>ripudiare la religione pagana per abbracciare la fede cristiana</strong>. Questo le <strong>costò dolorose torture</strong>. Il 4 dicembre, infine, <strong>fu decapitata con la spada dallo stesso Dioscoro</strong>, che fu <strong>colpito però da un fulmine</strong>. La tradizione <strong>invoca Barbara contro i fulmini, il fuoco e la morte improvvisa</strong>. I suoi <strong>resti si trovano nella cattedrale di Rieti</strong>. (Avvenire)</p>
<p><strong>Patronato: Architetti, Minatori, Moribondi, Fucili e polvere da sparo, Vigili del Fuoco<br />
Etimologia: Barbara = straniera, dal greco<br />
Emblema: Palma, Torre</strong></p>
<p>Martirologio Romano: <strong>A Nicomedia, commemorazione di Santa Barbara</strong>, che fu, secondo la tradizione, <strong>vergine e martire</strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il viaggio di Seemap...seconda tappa]]></title>
<link>http://seemap.wordpress.com/2008/11/03/il-viaggio-di-seemapseconda-tappa/</link>
<pubDate>Mon, 03 Nov 2008 18:00:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>cdbagencynet</dc:creator>
<guid>http://seemap.wordpress.com/2008/11/03/il-viaggio-di-seemapseconda-tappa/</guid>
<description><![CDATA[&#8230;Resiste al sole cocente e alla pioggia battente, resiste da duecento anni ben saldo nelle rad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">&#8230;Resiste al sole cocente e alla pioggia battente, resiste  da duecento anni ben saldo nelle radici della nostra cultura, avvolto dal velo di eterno ricordo proprio di chi è divenuto mito, tra i massimi compositori di melodrammi romantici italiani, il cui nome onora il primo teatro della città.<br />
È, e sarà, <strong>Vincenzo Bellini</strong>.<br />
L&#8217;imponenza della sua musica e di ciò che rappresenta non passa inosservata alla lente di Seemap, eccolo &#8211; protetto da Norma, Sonnambula, Straniera e dal suo Pirata &#8211; ergersi sulla Piazza Stesicoro.<br />
C&#8217;è qualcosa oltre la superficie, oltre il frenetico via vai di persone che sfiorano continuamente la sua statua, oltre gli innumerevoli flash dei turisti, c&#8217;è un&#8217;eterea bellezza che si respira nell&#8217;aria, lontana anni luce da quella intensa e profana dei banchi di frutta e vestiti, appena a pochi metri di distanza. Solo la lente Seemap intrave l&#8217;anima di Bellini: genio appassionato e romanticamente malinconico, nato nel cuore del centro storico catanese, vissuto poco più di 30 anni e morto lontano dalla sua terra. Sublime&#8230;lui, il suo aspetto, la sua musica. Oltre il dramma,oltre la passione. Oltre. Ed è proprio l&#8217;alone della melodia ad avere la meglio, annebbiando per un istante la nostra lente&#8230;<br />
&#8230;Sicilia, crocevia di conquiste, sconfitte, progresso e tradizioni, terreno fertile per la semina musicale, imprescindibile intreccio di oralità e scrittura, di colto e popolare, di sacro e profano, a volte cullata e altre rinchiusa dal Mediterraneo.<br />
Ma in superficie sembra esserci il deserto musicale, eppure l&#8217;occhio scrutatore di Seemap riesce a intravedere piccole isole musicali, da poco innestate e che danno i primi frutti: sono gli strumenti musicali popolari, flessibili al punto da diventare parte integrante di nuovi linguaggi musicali e della &#8220;nuova tradizione siciliana. I clarinetti e le zampogne a paro, si giocano la carta della versatilità, diventando strumenti &#8220;etnici&#8221; da manipolare o contaminare, seguendo le effimere mode del consumo musicale toutcourt o esibendo credenziali da world-music.<br />
Ed ecco sbucare uno ad uno i nomi di <strong>Franco Battiato</strong>, <strong>Mario Biondi</strong>, <strong>Vincenzo Spampinato</strong>, <strong>Gianni Bella, Carmen Consoli, Strummula</strong>&#8230;e <strong>I Lautari</strong>, una perfetta combinazione tra tradizione e avanguardia: la Sicilia vista e suonata da polistrumentisti e cantanti di lunga esperienza che compongono innovando, senza mai trascurare le radici. Mandolino, chitarra classica e acustica, contrabbasso, flauti e percussioni, toccano il Sud America, l&#8217;Africa e il Medio Oriente, all&#8217;appello rispondono Roberto Fuzio, Puccio Castrogiovanni, Gionni Allegra, Salvo Farruggio, Enrico Luca e Daniele Zappalà.<br />
<strong>La nostra lente, curiosa e forte dell&#8217;idea che vedere è sapere, prosegue lungo via Etnea, strada madre di Catania, e indimenticato sfondo di quel &#8220;bellissimo novembre&#8221; di Ercole Patti&#8230;</strong></p>
<p style="text-align:right;"><strong>fdl</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La sfida straniera che aspetta]]></title>
<link>http://advehild.wordpress.com/2008/08/02/la-sfida-straniera-che-aspetta/</link>
<pubDate>Sat, 02 Aug 2008 17:05:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>advehild</dc:creator>
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<description><![CDATA[La scelta del consiglio di sorveglianza di Mediobanca «di proceduralizzare» il ritorno ad una tradiz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La scelta del consiglio di sorveglianza di Mediobanca «di proceduralizzare» il ritorno ad una tradizionale forma di governo della società ci sembra saggia per la prudenza  e per la determinazione. La prudenza è legata ad una capacità di ascolto anche verso quei manager scelti a suo tempo e peraltro figli autorevoli della nidiata Cuccia-Maranghi. La determinazione è a sua volta legata ad una decisione irrevocabile degli azionisti e cioè l&#8217;abbandono del cosiddetto sistema duale che prevede un consiglio di gestione e un consiglio di sorveglianza. Subito si è scatenato un dibattito che ha visto i maggiori opinionisti dividersi in guelfi e ghibellini secondo la migliore tradizione italica. C&#8217;è chi ha detto tutto il male possibile dell&#8217;uno e dell&#8217;altro sistema e chi ne ha tessuto alternativamente le lodi. </p>
<p>In entrambi i casi vi sono state esagerazioni come sempre accade quando c&#8217;è di mezzo il tifo. A costo di apparire democristiani, noi riteniamo che entrambe le forme di «governance» possono, di volta in volta, essere delle scelte positive o negative. Come si sa, infatti, le idee camminano sulle gambe degli uomini e i loro comportamenti possono stravolgere le migliori intenzioni o al contrario trasformare in bene ciò che era partito male. Nel dibattito sulla «governance» societaria, infatti, si rincorrono e si intrecciano una serie di valori tutti da tutelare. </p>
<p>Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280329 </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Satisfiction: Sergej Dovlatov]]></title>
<link>http://contentistheking.wordpress.com/2008/07/05/satisfiction-sergej-dovlatov/</link>
<pubDate>Sat, 05 Jul 2008 03:02:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Ciavatta</dc:creator>
<guid>http://contentistheking.wordpress.com/2008/07/05/satisfiction-sergej-dovlatov/</guid>
<description><![CDATA[Sergej Dovlatov, Il libro invisibile, Sellerio, pp. 184, euro 10 Chi l’ha detto che per essere russi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;"> </span></span><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;"></p>
<p></span></span></div>
<p><span style="font-size:medium;"><span style="font-family:Times New Roman;"></span></span></p>
<p class="articoli13" style="text-align:center;"><img class="alignnone" src="http://www.sergeidovlatov.com/img/photo6.jpg" alt="" /></p>
<p>Sergej Dovlatov, Il libro invisibile, Sellerio, pp. 184, euro 10</p>
<p style="text-align:justify;">Chi l’ha detto che per essere russi bisogna pagare ancora dazio al demoniaco abissale angosciato dell’eredità dostoveskiana? E che il libro invisibile sia solo quello postmoderno che è fatto di impalcature teoriche e divagazioni di ogni tipo? Di libri invisibili Sergej Dovlatov fu costretto a metterne da parte molti, per il semplice fatto che non poterono mai essere pubblicati nella sua URSS, per i suoi lettori, nella sua amata lingua, ma soltanto in America.</p>
<p style="text-align:justify;">Laureato ‘scrittore’ da Brodskij e accolto come un promettente talento da Vonnegut, giornalista indisciplinato di provincia, cacciato dall’università per lo stesso motivo, poteva un formidabile bevitore di vodka (morto a soli 49 anni) ricalcare le orme apocalittiche del dissidente Solženitsin?</p>
<p style="text-align:justify;">Per Sereza fu sufficientemente drammatico l’esilio, la notizia più tragica dopo “la morte di Anna Karenina”. La letteratura è la mia vita, scriveva Dovlatov, e in questo senso -come racconta Mauro Martini- è stato l’ultimo scrittore sovietico prima del neocapitalismo, quando ancora la letteratura aveva un ruolo fondamentale nella cultura russa.</p>
<p style="text-align:justify;">Vocazione, ambizione, venerazione per l’opera scritta, leggo quindi sono, nel bene e soprattutto nel male: per Dovlatov questo si traduceva con molta naturalezza e bonarietà nel sacro rispetto di Puskin, patria portatile dei russi, nel mito delle poesie di Brodskij e per rovescio nell’invidia e la mediocrità dei colleghi fino al conformismo della propaganda, la lingua della parola al potere.</p>
<p style="text-align:justify;">In America Dovlatov ci arrivò nel 1978 da solo e con una valigia, unico bagaglio che l’Urss concedeva di portar fuori. Un anno prima era arrivato il microfilm del Libro Invisibile, ottavo testo pubblicato da Sellerio che resiste alle lusinghe di  Einaudi e Adelphi. E’ la cronaca autobiografica della sua fallimentare carriera letteraria fatta di rimandi, rifiuti e censure. “Uno scrittore non può abbandonare la sua attività. Questo lo porta inevitabilmente a una distorsione della sua personalità. Ecco perché penso a Gubin con trepidazione e speranza”. Ed è al mondo degli scrittori come Gubin, convertiti a funzionari della centrale del gas (e viceversa) che Dovlatov è sodale, allo sgangherato impero di personaggi crudeli, saggi, pazzi e generosi  che popolano il caos sovietico.</p>
<p style="text-align:justify;">Anche qui Dovlatov rovescia le cuciture di un destino amaro sempre in primo piano, con una prosa levigata, colloquiale e controllata, pura e ordinaria nello spazio di una riga. Tutt’altro che letteratura invisibile.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[C'era una volta il metodo di studio]]></title>
<link>http://scioglilingua.wordpress.com/2008/02/11/lottimismo-di-una-stagione-allinferno/</link>
<pubDate>Mon, 11 Feb 2008 21:19:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giuliana Guazzaroni</dc:creator>
<guid>http://scioglilingua.wordpress.com/2008/02/11/lottimismo-di-una-stagione-allinferno/</guid>
<description><![CDATA[ Oggetto dell&#8217;e-mail: &#8220;L&#8217;ottimismo di una stagione all&#8217;inferno&#8221; Ho di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[ Oggetto dell&#8217;e-mail: &#8220;L&#8217;ottimismo di una stagione all&#8217;inferno&#8221; Ho di ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La versione di Barney - Richler Mordecai]]></title>
<link>http://fredbooks.wordpress.com/2008/02/04/la-versione-di-barney-richler-mordecai/</link>
<pubDate>Mon, 04 Feb 2008 17:54:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>fredbooks</dc:creator>
<guid>http://fredbooks.wordpress.com/2008/02/04/la-versione-di-barney-richler-mordecai/</guid>
<description><![CDATA[Ecco un libro che ho letto e che non dimenticherò mai&#8230; Credo sia un libro che non lascia spazi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://fredbooks.wordpress.com/files/2008/02/la_versione_di_barney.jpg" title="La versione di Barney"><img src="http://fredbooks.wordpress.com/files/2008/02/la_versione_di_barney.thumbnail.jpg" alt="La versione di Barney" /></a></p>
<p>Ecco un libro che ho letto e che non dimenticherò mai&#8230;</p>
<p>Credo sia un libro che non lascia spazio a commenti ponderati: lo si ama (certo ci sarebbe l&#8217;opzione &#8220;lo si odia&#8221;, ma non ho ancora conosciuto nessuno che ne abbia parlato male). E&#8217; un romanzo molto divertente sulle vicissitudini dell&#8217;irriverente Barney <span class="tcorpotesto">Panofsky. Da qualche parte ho letto che questo è un libro &#8220;da imporre&#8221; più che da consigliare&#8230; e non posso che essere d&#8217;accordo.</span> E&#8217; un libro scritto dal protagonista che descrive la sua vita in modo ironico, anticonformista. Attenzione: credo sia un libro da leggere in modo continuativo, evitate pause troppo lunghe tra una lettura e la successiva, perché i riferimenti sono molti e una lettura spezzettata potrebbe farvelo risultare un libro difficile. Ad ogni modo credo che dopo averlo letto, se vi ricapiterà sottomano, non potrete fare a meno di leggere alcuni passi e ridere da soli.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Scioglilingua: Listening to Tokio Hotel Monsoon to improve your English]]></title>
<link>http://scioglilingua.wordpress.com/2008/01/23/listening-tokio-hotel-monsoon/</link>
<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 13:09:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giuliana Guazzaroni</dc:creator>
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<description><![CDATA[Attività di ascolto: Tokio Hotel &#8220;Monsoon&#8221; A grande richiesta dei miei studenti e studen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Attività di ascolto: Tokio Hotel &#8220;Monsoon&#8221; A grande richiesta dei miei studenti e studen]]></content:encoded>
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