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	<title>stranieri &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "stranieri"</description>
	<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 12:16:25 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Mauro Palma: "Nel Trattato di Lisbona opportunità di garantire i diritti sociali"]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/29/mauro-palma-nel-trattato-di-lisbona-opportunita-di-garantire-i-diritti-sociali/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 13:21:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
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<description><![CDATA[Nel corso del Forum della Società Civile per l&#8217;anno europeo della lotta alla povertà che si è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#008000;"><strong><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/20070418_news_palma_en-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1609" title="Mauro Palma" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/20070418_news_palma_en-1.jpg" alt="" width="250" height="167" /></a>Nel corso del Forum della Società Civile per l&#8217;anno europeo della lotta alla povertà che si è svolto a Napoli venerdì e sabato, i relatori del focus su Cittadinanza, Diritti Sociali ed Inclusione hanno discusso di beni comuni, politiche sociali e flexicurity, obiettivi di Lisbona che il Trattato introduce nelle norme scritte dell&#8217;Unione Europea</strong></span></p>
<p><strong><span style="color:#008000;">                     </span>                                                                                            di    Aldo Ciummo</strong></p>
<p>Venerdì pomeriggio, in uno dei focus più importanti in materia di lotta a tutte le forme di povertà nella nostra Europa Mauro Palma (Presidente del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura del Consiglio d&#8217;Europa) ha moderato il dibattito sulle garanzie che la Ue assicura alle persone che vivono nell&#8217;area dei 27 (e soprattutto su quelle che non assicura affatto e questo è proprio lo spazio che si apre all&#8217;azione politica che riguarda l&#8217;Europa). La conferenza si è svolta presso il Maschio Angioino di Napoli.</p>
<p>L&#8217;impostazione del Trattato di Lisbona è, contrariamente a quello che spesso si pensa, per l&#8217;Economia Sociale di Mercato e non per i due sistemi che hanno portato l&#8217;uno all&#8217;attuale crisi economica e ad infinite guerre e brutture, l&#8217;altro all&#8217;azzeramento dell&#8217;iniziativa privata e delle persone (e c&#8217;è un 3 per cento tendente al 2 per cento che in molti paesi come Italia, Spagna e Francia ancora insiste). Ma questa Economia Sociale di Mercato è tutta da fare. Non sembra che ne facciano parte gli immigrati extraeuropei ed europei, che sono carne da cannone dell&#8217;industria a basso costo con il beneplacito di leggi razziste, non sembra che ci stiano nella bambagia i precari e pensionati autoctoni, che appena aprono bocca sono razzisti ma l&#8217;attenzione dei professori illuminati dei partiti rivoluzionari per questi occidentali si ferma lì, perchè i cittadini di oggi per il resto spesso non sono operai nè braccianti e non starebbero bene sul quadro del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo.</p>
<p>Andrea Fumagalli è intervenuto proprio sulla flexicurity, la parola magica che per i liberisti all&#8217;italiana significa che quelli che perdono il lavoro stanno al sicuro a causa della libertà di investire le proprie competenze sul mercato. Ma che fine fa la flexicurity se uno è immigrato e perde il lavoro (che non sempre è regolare nel mondo reale) rischiando la repressione? se uno è pensionato al minimo e i costi di tutto, specialmente quelli di chi ha un modello di consumi che non prevede acquisti di lusso ma ordinari, salgono mentre agli enti locali vengono tolti i mezzi per fare assistenza? cosa succede se la formazione anche quando c&#8217;è conta poco, perchè chi avvia imprese per lo stato ultraliberista non esiste e per la sinistra residuale è un padrone delle ferriere?</p>
<p>Andrea Fumagalli, docente dell&#8217;Università di Pavia, da parte sua ha fatto notare che in Danimarca ed in Olanda c&#8217;è la flexicurity, ma ciò significa coerentemente presenza di ammortizzatori sociali, di formazione e di accesso al mercato del lavoro sulla base delle competenze. E senza troppe discriminazioni che (come è reso evidente per contrasto dalla solidità oltre le crisi e dalle capacità di rinnovamento di paesi come Danimarca, Olanda, USA, Svezia, Regno Unito che hanno una cultura di scambio con gli altri) sono zavorre che non aiutano il corretto sviluppo del mercato in nazioni come Grecia, Italia, Francia e Spagna, stati che (basta guardare le leggi, le carceri e talvolta i disordini di stranieri che non ce la fanno più) hanno puntato soltanto sulla repressione.</p>
<p>Altrove le leggi sull&#8217;immigrazione sono anche rigorose, ma il discorso è che poi non si fanno le differenze. In altri casi abbiamo situazioni che apparentemente sono aperte ma poi recludono non solo stranieri ma in blocco chi vive nelle periferie in stati di emarginazione (Francia) oppure situazioni in cui per comprimere gli emigranti nello schema di pura forza lavoro (si vedano le leggi italiane) si finisce per ignorare anche la realtà, cioè che non si può chiedere agli immigrati di raggiungere condizioni perfettamente stabili nel lavoro quando il mercato del lavoro non ne offre in generale, e soprattutto che costringerli alla clandestinità serve solo a permettere a chi sfrutta di farne concorrenti al ribasso.</p>
<p>Nel corso del dibattito Giuseppe Bronzini, di Magistratura Democratica, ha ricordato che quell&#8217;articolo 6 del Trattato di Nizza che tutela i diritti sociali acquista un valore giuridico con l&#8217;attuale affermazione del Trattato di Lisbona. Il vituperato progetto di costituzione europea infatti contiene anche cose buone, stratificate nelle norme che eredita anche dai Trattati passati (l&#8217;Europa è una casa che non si costruisce in un giorno). Venendo all&#8217;opinione di Bronzini, &#8220;sancire che i livelli minimi di trattamento sociale raggiunti ad oggi non devono essere inficiati significa che il giudice ordinario potrà essere interpellato per ottenere il rispetto delle garanzie primarie europee&#8221;.</p>
<p>Un fatto davvero interessante è che il giudice potrà anche disapplicare le norme nazionali qualora queste cozzino visibilmente contro i diritti che l&#8217;Europa impone. In un paese che in genere ha un numero di cinque donne su ventidue ministri e dove alcuni cittadini sono morti pestati in caserma una novità del genere non è propriamente un dettaglio, perchè potrebbe produrre la positiva imposizione di standard occidentali.</p>
<p>Gli altri relatori, Raymond Van Herman per il Forum permanente della società civile europeo, Pietro Barbieri presidente della Federazione italiana per il superamento dell&#8217;handicap e Antonello Scialdone dell&#8217;Isfol, l&#8217;organizzazione che si occupa di formazione, come pure Enrico Tedesco (dell&#8217;associazione Polis) e Francesco Fioretti (dell&#8217;associazione Enzo Aprea di Avellino) hanno sottolineato sotto vari aspetti  la necessità che l&#8217;Europa si attrezzi a garantire quella che è la base dell&#8217;esercizio dei diritti politici e cioè l&#8217;esistenza dei diritti sociali minimali.</p>
<p>Mauro Palma, come presidente del comitato che si occupa di contrasto alla tortura per il Consiglio d&#8217;Europa quindi per la diffusione dei diritti anche oltre la Ue di oggi, ha parlato in maniera accorata della opportunità di estendere i diritti di tutte le persone che vivono nello spazio europeo e non soltanto le garanzie contro gli abusi ma anche quelle che mettono gli immigrati e tutti i cittadini nelle condizioni di non cadere in situazioni che spesso vengono risolte dagli stati nazionali soltanto con la repressione. &#8220;Bisogna fare uno sforzo &#8211; ha detto Mauro Palma &#8211; per far valere nel diritto europeo le norme che vanno in questa direzione&#8221;. E&#8217;  un impegno, si può aggiungere, al quale non bisogna sottrarsi. Ma la strada sarà molto lunga.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Viaggio della memoria ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/29/viaggio-della-memoria/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 23:06:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Berlino 29 novembre.  120 studenti delle scuole superiori romane sono arrivati oggi a Berlino, e vi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Berlino 29 novembre.  120 studenti delle scuole superiori romane sono arrivati oggi a Berlino, e vi resteranno sino al primo dicembre prossimo, con un viaggio organizzato, nell’ambito del Progetto didattico &#8211; educativo “Viaggi nella Memoria. Per non dimenticare la tragedia del ‘900”, dal Comune di Roma &#8211; Assessorato alle Politiche Educative Scolastiche, della Famiglia  e della Gioventù. Ad accompagnare gli studenti l’assessore capitolino alle Politiche Educative Scolastiche, Laura Marsilio, il delegato del Sindaco alla Memoria, Claudio Procaccia e Marcello Pezzetti, direttore scientifico della Fondazione Museo Nazionale della Shoah di Roma e consulente scientifico del  Progetto. Il viaggio di studio nella capitale tedesca per gli studenti romani inizierà dalla Porta di Brandeburgo, simbolo della città e della Germania riunificata, per proseguire con la visita al Memoriale del Muro e al Checkpoint Charlie il più celebre punto di transito tra le due Berlino divise dal muro, per cittadini stranieri,  militari e diplomatici. “Il viaggio a Berlino vede coinvolte per la prima volta le scuole romane e va ad ampliare il Progetto della Memoria  &#8211; ha detto l’assessore alle Politiche Educative Scolastiche, Laura Marsilio &#8211; ma soprattutto è un’importante  occasione per questi giovani ragazzi nati dopo la caduta del Muro per approfondire, attraverso la visita ai luoghi  simbolo e più rappresentativi della città, una pagina centrale della storia europea e del XX secolo”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[ora la lega vuole le leggi razziali]]></title>
<link>http://pagineonlife.wordpress.com/2009/11/28/ora-la-lega-vuole-le-leggi-razziali/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 12:10:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>pagineonlife</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Lega insiste: niente voto agli immigrati e cassa integrazione limitata a sei mesi. Da aggiungere ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La Lega insiste: niente voto agli immigrati e cassa integrazione limitata a sei mesi. Da aggiungere ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Nude MOD!]]></title>
<link>http://daoitalia.wordpress.com/2009/11/28/nude-mod/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 23:41:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Damyxx</dc:creator>
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<description><![CDATA[Onestamente mi aspettavo un &#8220;nude mod&#8221; prima o poi, anche se, per la precisione, questo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://daoitalia.wordpress.com/files/2009/11/bollino-rosso.gif"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-101" title="Bollino rosso" src="http://daoitalia.wordpress.com/files/2009/11/bollino-rosso.gif?w=150" alt="" width="150" height="142" /></a>Onestamente mi aspettavo un &#8220;<em>nude mod</em>&#8221; prima o poi, anche se, per la precisione, questo toglie soltanto il reggiseno lasciando in topless le nostre eroine! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /><br />
Ma &#8211; mentre vi pulite la bavetta &#8211; devo informarvi che il <strong><a href="http://social.bioware.com/project/738/#details" target="_blank">progetto</a></strong> è ancora in corso e <strong><a href="http://social.bioware.com/34638/" target="_blank">ngen</a></strong> (l&#8217;autore) non ha ancora rilasciato nessun file a riguardo.</p>
<p>Ora la parola a voi maschietti: che ne pensate? Sarà uno dei vostri prossimi MOD? <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[TUTELARE E RISPETTARE I DIRITTI DEI MINORI IMMIGRATI. PRIORITA' NON TRATTABILE DI BENEDETTO XVI ]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/11/27/tutelare-e-rispettare-i-diritti-dei-minori-immigrati-priorita-non-trattabile-di-benedetto-xvi/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 15:15:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; I diritti dei migranti devono essere rispettati da tutti e sempre:]]></description>
<content:encoded><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO &#8211; I diritti dei migranti devono essere rispettati da tutti e sempre:]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Stranieri al volante: serata informativa]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/26/stranieri-al-volante-serata-informativa/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:59:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono ormai molti i cittadini stranieri che utilizzano l&#8217;auto o la moto per spostarsi in città ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sono ormai molti i cittadini stranieri che utilizzano l&#8217;auto o la moto per spostarsi in città e sul territorio. Non sempre, però, le norme del Codice della Strada relative all’uso in Italia della patente internazionale o alle modalità di adeguamento della patente straniera sono note. Capita così che, in caso di controlli o incidenti stradali, un cittadino straniero debba fare i conti con pesanti sanzioni proprio per la mancata regolarità dei documenti. Un fenomeno che, nella zona, viene monitorato soprattutto dagli agenti della Polizia locale di Cusago, che <a href="http://www.giornalelibero.com/dblog/articolo.asp?articolo=1536">hanno già effettuato diversi sequestri</a>.</p>
<p>E&#8217; da questa premessa che nasce l’iniziativa voluta dall’Assessorato alla Sicurezza del Comune e realizzata in collaborazione con la Consulta degli stranieri di Abbiategrasso: una serata informativa dedicata al tema della guida e al corretto uso della patente, rivolta, appunto, in modo particolare, ai cittadini stranieri. &#8220;Abbiamo voluto offrire un&#8217;opportunità concreta &#8211; osserva l&#8217;assessore alla Sicurezza,<strong> Nicola Ninno</strong> &#8211; per conoscere meglio le norme in materia di riconoscimento della patenta straniera, di conversione dei documenti e, in più in generale, in relazione al Codice della strada. Sappiamo che molti cittadini sono già informati al riguardo, però capita non di rado, ad esempio in caso di incidenti, di scoprire che purtroppo i documenti non sono a posto. Accanto alla fase di controllo, quindi, abbiamo voluto proporre anche un momento di informazione, utile anche questo ad aumentare la sicurezza sulle nostre strade e, quindi, sul nostro territorio&#8221;.</p>
<p>&#8220;Considero positiva ogni sinergia con le istituzioni che possa essere utile a migliorare la consapevolezza e la conoscenza da parte dei &#8216;nuovi cittadini&#8217; rispetto alle norme da rispettare &#8211; osserva <strong>Francisca Abregù Lòpez</strong>, presidente della Consulta degli stranieri di Abbiategrasso - così come alle opportunità, ovvero in merito ai diritti e ai doveri. Con questo spirito abbiamo volentieri collaborato all’organizzazione di questa iniziativa&#8221;. L&#8217;incontro, sul tema &#8220;Guidare in Italia: tutte le informazioni utili&#8221;, si terrà venerdì 4 dicembre alle 21 nella sala conferenze dello Spazio Fiera di via Ticino, con ingresso libero.</p>
<p>Fonte: <a href="http://www.giornalelibero.com/">www.giornalelibero.com</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La “generazione Balotelli”: aumentano i bambini nati a Lodi da genitori stranieri ]]></title>
<link>http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/11/26/la-%e2%80%9cgenerazione-balotelli%e2%80%9d-aumentano-i-bambini-nati-a-lodi-da-genitori-stranieri/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 13:53:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>michelemerola</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mi è piaciuto molto questo articolo di Matteo Brunello (su Il Cittadino di ieri) sulla &#8220;genera]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/11/balotelli.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2210" title="balotelli" src="http://briciolecaotiche.wordpress.com/files/2009/11/balotelli.jpg?w=150" alt="" width="150" height="115" /></a><span style="color:#0000ff;">Mi è piaciuto molto questo articolo di Matteo Brunello (su Il Cittadino di ieri) sulla &#8220;generazione <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Balotelli">Balotelli&#8221;</a>: i bambini nati a Lodi da genitori stranieri.<br />
Racconta di una società che è ormai nei fatti multietnica, <a href="http://briciolecaotiche.wordpress.com/2009/06/05/piu-imprenditori-quasi-tutti-immigrati/">nonostante i proclami demagogici di alcuni politici</a>. Mia figlia di 3 anni, che frequenta uno degli asili di cui si racconta nell’articolo, parla indifferentemente di Luca, Abdel, Le Prince, Malak o Melissa tra i suoi compagni di classe. Ad alcuni può sembrare strano, ma per i bambini è l’assoluta normalità!</span></p>
<p>Da Il Cittadino del 26 novembre 2009<br />
<em>Parlano italiano, frequentano le scuole del territorio, ma per avere la cittadinanza devono aspettare la maggiore età </em><br />
<strong>L’ondata della “generazione Balotelli” </strong><br />
<em>Cresce il numero dei bambini nati a Lodi da genitori stranieri </em></p>
<p>Crescono sul territorio e frequentano le scuole del territorio, ma senza essere cittadini.<br />
La chiamano “generazione Balotelli”, un popolo di ragazzi stranieri nati in Italia, come il calciatore neroazzurro, un campione che ha però ottenuto la cittadinanza solo al 18esimo anno di età. Un fenomeno che è sempre più diffuso anche a Lodi.<br />
Dagli ultimi dati, in corso di elaborazione dal comune (relativi al 2008), risulta infatti che dei nuovi nati in città è straniero quasi uno su cinque. La media l’anno scorso è stata di 396 bambini in culla, registrati nel capoluogo, di cui ben 81 non italiani. «È in atto un cambiamento profondo, che si rifletterà anche sugli istituti scolastici e sulla loro organizzazione &#8211; spiega l’assessore alle politiche sociali del comune, Silvana Cesani -: per ora si investe molto sui mediatori linguistici e culturali a scuola, ma in futuro ci troveremo sempre di più di fronte bambini che sono nati in Italia e nella maggioranza dei casi parlano la nostra lingua».<br />
Dagli studi che il settore politiche sociali di palazzo Broletto sta svolgendo, per elaborare il nuovo bilancio sociale, emerge inoltre che alla fine dell’anno scorso in città risultavano 1.163 ragazzi stranieri (nella fascia 0-19 anni). E di questi circa la metà (593) erano nati nel nostro Paese e una fetta consistente (453 persone) nati e cresciuti a Lodi. «Siamo praticamente al 50 per cento circa di minori stranieri nati in Italia, e di questi una larga parte non solo ha mosso i primi passi in città, ma qui ha sempre vissuto &#8211; continua l’assessore Cesani -. Si pone dunque un problema d’integrazione per quelle che sono definite le seconde generazioni, che sono ormai una presenza consistente».<br />
Bambini dagli occhi a mandorla o dalla pelle un po’ più scura, che sono iscritti stabilmente alle scuole del capoluogo. Vivono in città magari da tempo, ma non hanno gli stessi diritti dei loro coetanei e per acquistare il diritto di cittadinanza devono attendere diversi anni. Sono spesso poi portatori di culture di provenienza differenti, che si manifestano con tradizioni e costumi, tuttavia risultano di sovente radicati al pari di tanti loro amici. Una presenza di minori stranieri dunque che anche nel capoluogo continua ad aumentare, per effetto dei flussi migratori. E la situazione interpella sia le istituzioni, per la proposta di strategie educative, che tutto il territorio, per favorire un confronto di tipo culturale. «È un fenomeno sociale che va capito bene, per cercare di comprendere i problemi che possono emergere, soprattutto nell’impatto che le due culture, quella del loro Paese di provenienza e della realtà in cui vivono e si integrano &#8211; rimarca l’assessore Cesani &#8211; per questo ritengo importanti le iniziative che sono state promosse nell’ambito del progetto “Viviamo insieme il nostro quartiere”, che è promosso dal comune in collaborazione con una serie di associazioni del territorio».<br />
<em>Matteo Brunello</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Antonio Palmieri: il deputato del nord che difende il Presepe]]></title>
<link>http://davideconte.wordpress.com/2009/11/26/antonio-palmieri-il-deputato-del-nord-che-difende-il-presepe/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 11:20:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Davide Conte</dc:creator>
<guid>http://davideconte.wordpress.com/2009/11/26/antonio-palmieri-il-deputato-del-nord-che-difende-il-presepe/</guid>
<description><![CDATA[Si chiama Antonio Palmieri, ha 48 anni e dal ’93 milita nel PdL. Quello che sto per proporvi non è a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://davideconte.wordpress.com/files/2009/11/palmieri.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-398" title="palmieri" src="http://davideconte.wordpress.com/files/2009/11/palmieri.jpg?w=108" alt="" width="108" height="150" /></a>Si chiama Antonio Palmieri, ha 48 anni e dal ’93 milita nel PdL. Quello che sto per proporvi non è affatto un pistolotto di lode al politico di turno, ma la cronaca di un’iniziativa tanto singolare quanto (a mio avviso) lodevole. Palmieri (nella foto) ha creato un sito <a href="http://www.natalesiamonoi.it/">www.natalesiamonoi.it</a> , che punta a promuovere la realizzazione del presepe in ogni ambiente, ma in particolare nelle scuole. Tutti ricorderanno infatti che nel 2006 in alcune scuole italiane si scelse di evitarne la realizzazione per non “offendere i bambini stranieri”. Ecco, quindi, il ripetersi puntuale della messa in rete di tale sito da parte dell’On. Palmieri, il quale ha le idee ben chiare al riguardo: “<em>Sono convinto che promuovere il presepe significa valorizzare tutti, atei e stranieri compresi, in quanto la conoscenza reciproca alimenta il dialogo e il rispetto</em>.” Dal sito <a href="http://www.natalesiamonoi.it/">www.natalesiamonoi.it</a> è scaricabile anche un interessante promemoria, dedicato in particolare alle scuole e ai dirigenti scolastici, utile a comprendere perché il Presepe è di fatto un momento culturale che prescinde dall’identità religiosa degli studenti.</p>
<p>Complimenti, Antonio!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Promemoria]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/26/promemoria-2/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 08:42:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/26/promemoria-2/</guid>
<description><![CDATA[Fini definisce &#8220;stronzo&#8221; chi offende gli stranieri. La legge con Bossi deve averla firma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fini definisce &#8220;stronzo&#8221; chi offende gli stranieri. La legge con Bossi deve averla firmata quello dei tortellini.</p>
<p style="text-align:right;">(<a href="http://www.spinoza.it/2009/un-movimento-impercettibile" target="_blank">Spinoza</a>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Age of Irony]]></title>
<link>http://nuovayorkoutpost.wordpress.com/2009/11/25/age-of-irony/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 05:58:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Nicola di Bowery</dc:creator>
<guid>http://nuovayorkoutpost.wordpress.com/2009/11/25/age-of-irony/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;Stronzo chi insulta gli stranieri&#8221;. E&#8217; iniziata la stagione del fascismo autoiron]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Stronzo chi insulta gli stranieri&#8221;. E&#8217; iniziata la stagione del fascismo autoiron]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Perché credo che il futuro sarà meraviglioso]]></title>
<link>http://cittadiffusa.wordpress.com/2009/11/24/perche-credo-che-il-futuro-sara-meraviglioso/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:29:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>martinoaiello</dc:creator>
<guid>http://cittadiffusa.wordpress.com/2009/11/24/perche-credo-che-il-futuro-sara-meraviglioso/</guid>
<description><![CDATA[Forse perché ancora non lavoro e non sono &#8220;precario&#8221; con famiglia a carico dirà qualche ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://cittadiffusa.wordpress.com/files/2009/11/5456_1093306660680_1466946509_30213434_1028568_n.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-94" title="5456_1093306660680_1466946509_30213434_1028568_n" src="http://cittadiffusa.wordpress.com/files/2009/11/5456_1093306660680_1466946509_30213434_1028568_n.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a>Forse perché ancora non lavoro e non sono &#8220;precario&#8221; con famiglia a carico dirà qualche mio lettore.</p>
<p>Invece no. Ne sono convinto anche se penso alle centinaia di famiglie precarie per la loro condizione e tristi perché hanno difficoltà a comprare il necessario (altro che le stupidaggini che sentiremo di qui a poco sul Natale e l&#8217;impossibilità di comprare i regali inutili di ogni anno).</p>
<p>Sono fiducioso perché se anche la mia &#8220;annata&#8221; non troverà lavoro appena uscita dall&#8217;università ci sono dei segnali che mi fanno ben sperare. Ci sono parole che mi fanno pensare in positivo.</p>
<p><strong>Strada</strong>, ad esempio. Per strada vedo decine di culture mescolarsi. E&#8217; vero, ora c&#8217;è odio, emarginazione e xenofobia (ne ho già parlato altre volte). Ma rimane il dato di fatto. Nelle nostre scuole i bambini con genitori italiani crescono e vivono insieme a bimbi con i genitori di altre parti del mondo. Sono ancora diversi, perché parlano poco l&#8217;italiano, perché mamma dice che portano malattie. Sono ancora diversi perché la loro mamma straniera non parla con la mia e forse dice a suo figlio di frequentare solo amichetti &#8220;connazionali&#8221;. Ma pensate davvero che una volta diventato padre il bimbo italiano reputi stranieri i figli del suo amico con i genitori stranieri? Quella generazione crescerà alla pari, arricchita come solo il mescolamento di culture può fare. E saremo persone migliori, che sanno convivere e affermarsi per il loro valore. Come si fa a non aspettarsi che il futuro sia meraviglioso?</p>
<p><strong>Scienza.</strong> C&#8217;è bisogno di dire altro? I progressi nella conoscenza dei sistemi biologici è velocissima. Siamo stati in grado di &#8220;bloccare&#8221; l&#8217;avanzata dell&#8217;HIV. Precediamo sempre più veloci nella conoscenza delle dinamiche dei tumori. Si continua a morire, mi dirà qualcuno. La morte è NORMALE. La qualità della vita è la sfida di ognuno di noi!! Come si fa a non aspettarsi che il futuro sia meraviglioso?</p>
<p><strong>Europa</strong>. C&#8217;è moltissimo da fare ancora. Ma da più parti si leva alta la voce di chi vuole UNA politica ENERGETICA, UNA politica nella RICERCA SCIENTIFICA, UNA politica ESTERA. Siamo una nazione. La Nazione Europa. Sapete che per i vostri genitori non è così, che non si sentono europei. Voi vi sentite europei a metà, ma andate in Erasmus e se vi succede qualcosa all&#8217;estero siete curati gratuitamente da qualsiasi ospedale pubblico europeo. Credete davvero che i vostri figli sentiranno tanto lontana Bruxelles? Come si fa a non aspettarsi che il futuro sia meraviglioso?</p>
<p><strong>Obama.</strong> Non ho comprato una T-shirt con il suo volto e mi chiedo perché alcuni miei coetanei italiani lo abbiano fatto. Carenza di miti probabilmente&#8230;Così come non mi piace l&#8217;&#8221;obamismo&#8221; provinciale italiano e soprattutto della sinistra. Ma rimane un dato. Un afroamericano alla Casa Bianca, che ha vinto le elezioni parlando di PACE, UGUAGLIANZA, DIRITTI civili e ha fatto la differenza grazie al modo in cui ha utilizzato INTERNET. Gli USA sono (ancora per poco) il centro del mondo, ma per molto ancora saranno un punto di riferimento degli affari del nostro pianeta. Come si fa a non aspettarsi che il futuro sia meraviglioso?</p>
<p><strong>Internet</strong>. Milioni di persone connesse tra loro contemporaneamente, tutto il giorno, tutti i giorni. La rete non va in vacanza. La rete si protegge. La rete si cerca, si trova, si aiuta. Senza chiedere niente in cambio. La rete è stimoli, connessioni. In rete nascono confronti, progetti, collaborazioni, amicizie, amori. Tra persone lontane fisicamente e culturalmente. Ma vicine. Più di quanto immaginino. Come si fa a non aspettarsi che il futuro sia meraviglioso?</p>
<p>E&#8217; vero. A questo minuscolo si potebbe affiancare un elenco di negatività che lo sommergerebbe come un&#8217;onda alta e capace di soffocare ogni speranza. Ma se proprio deve esserci, il futuro, perché non corrergli incontro? Costruirselo, con il proprio lavoro, con la dedizione. Così come ci costruiamo il Paese che saremo. Lamentarsi del presente e non sperare nel futuro è proprio dei vecchi (badate non &#8220;anziani&#8221;), che non riescono a decifrare la realtà in cui vivono e non immaginano nuovi mondi da costruire.</p>
<p>Io ho ancora il coraggio di sognare il futuro che voglio, e come me migliaia di altri giovani (al di là dell&#8217;età anagrafica).</p>
<p>Come si fa a non aspettarsi che il futuro sia meraviglioso?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Università per Stranieri  in difficoltà?]]></title>
<link>http://goodmorningumbria.wordpress.com/2009/11/23/universita-per-stranieri-e-in-difficolta/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:20:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>goodmorningumbria</dc:creator>
<guid>http://goodmorningumbria.wordpress.com/2009/11/23/universita-per-stranieri-e-in-difficolta/</guid>
<description><![CDATA[Stefania Giannini La Provincia di Perugia, nel quadro delle collaborazioni e degli scambi aperti di ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1514" class="wp-caption aligncenter" style="width: 193px"><a href="http://goodmorningumbria.wordpress.com/files/2009/11/stefania-giannini.jpg"><img class="size-full wp-image-1514" title="Stefania Giannini" src="http://goodmorningumbria.wordpress.com/files/2009/11/stefania-giannini.jpg" alt="" width="183" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Stefania Giannini</p></div>
<p>La Provincia di Perugia, nel quadro delle collaborazioni e degli scambi aperti di recente dal Presidente dell’Ente <strong>Marco Vinicio Guasticchi</strong> con l’Università degli Stranieri di Perugia, sosterrà l’Ateneo al fine di fronteggiare alcune difficoltà che porteranno ad una riduzione di un numero cospicuo di studenti. La decisione è stata presa dai vertici della Provincia di Perugia a seguito di una recente seduta del Consiglio di Amministrazione dell’Università per Stranieri a cui ha preso parte il Vice Presidente dell’Ente <strong>Aviano Rossi </strong>per conto del Presidente Guasticchi. Il Magnifico Rettore <strong>Stefania Giannini</strong>, pur proseguendo con politiche gestionali tese a sostenere gli attuali livelli qualitativi e quantitativi della didattica, si trova adesso di fronte ad alcune aree in difficoltà. In particolare pesa la riduzione di fondi da parte del <em>Ministero</em> degli Affari Esteri che porterà ad una riduzione di numerosi studenti.</p>
<p><em>“Ciò che emerge immediatamente</em> <em>all’attenzione</em> – sono le parole del Vice Presidente Aviano Rossi – <em>è che l’Istituzione è considerata una ‘buona scuola’ che permette di accedere ai corsi di lingue piuttosto che essere valutata nella sua potenzialità di strumento di integrazione culturale e sociale. A questo scopo, infatti, l’Università per Stranieri di Perugia può essere ritenuta un modello”</em>. <em>“Troppo spesso</em> – continua il Vice Presidente della Provincia di Perugia &#8211; <em>il problema degli stranieri viene affrontato come problema da gestire, da presidiare, senza accorgerci che l’Università per Stranieri è l’esempio più nobile di modello di integrazione perché costruito sul patrimonio culturale del quale gli stranieri sono portatori. La Provincia di Perugia, nella consapevolezza del valore culturale, economico e sociale che può offrire questa Istituzione, sarà partner motivato nel sostenerne le attività”.</em></p>
<p><em>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<br />
</em></p>
<p><strong>VUOI ESSERE AMICO DI GOODMORNINGUMBRIA?</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>scrivi a <a href="mailto:redazione@goodmorningumbria.it">redazione@goodmorningumbria.it</a> </strong></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
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<p><strong>&#8220;C’ERA UNA VOLTA&#8221;   –    GIOCATTOLI</strong></p>
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<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em> </em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dragon Age incontra Stargate?]]></title>
<link>http://daoitalia.wordpress.com/2009/11/23/dragon-age-incontra-stargate/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 14:03:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Damyxx</dc:creator>
<guid>http://daoitalia.wordpress.com/2009/11/23/dragon-age-incontra-stargate/</guid>
<description><![CDATA[Tranquilli, non ci sono DLC ufficiali o accordi per una cosa simili ma solo la passione di un giocat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright" title="Stargate" src="http://social.bioware.com/uploads_project/project_photos/1000/114/3725.jpg" alt="" width="200" height="112" />Tranquilli, non ci sono DLC ufficiali o accordi per una cosa simili ma solo la passione di un giocatore straniero che ha aperto un suo progetto intitolato <strong><a href="http://social.bioware.com/project/114/#details" target="_blank">Wells of the Maker</a></strong>.<br />
Di seguito la descrizione ufficiale rilasciata dal ideatore <strong><a href="http://social.bioware.com/4928/" target="_blank">Kemor</a></strong>.</p>
<p><em>Synopsis (very early draft, will change post release of DA:O):<br />
When the latest Blight arrived, the city and its inhabitants were not prepared. Pushed by the Darkspawns into an underground refuge, a large group of survivors from all origins is trying to wait it out, praying the Maker for help. Refusing defeat, some of them find strange writings and a secret passage leading to what seems to be an age old doorway: one of the Wells of the Maker as painted in the ancient texts of the Chantry&#8230;</p>
<p>As the Darkspawn finally break through the defenses and the battle rages everywhere, the Well comes to life and soon the refugees have no choice but to enter what seems to be a portal away from the Blight.</p>
<p>Now safe, the survivors are however in a foreign environment, apparently completely cut off from the surface. While the Well of the Maker remains mute, they are forced to explore and try to survive, facing racial and religious tensions, famine and power-struggles. But what sleeps in the depth of what they now call their home may prove to be a threat even bigger than the Blight itself&#8230;</p>
<p>Design concept:<br />
Season based project, with episodic content. Each episode will focus around one particular issue that the character can solve within 3-5 hours as well as a season overall plot.</em></p>
<p>Attualmente non ci sono ancora date sul rilascio di questo interessanto MOD, sempre se mai riuscirà a finirlo <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /><br />
Che ne pensate?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diamo i numeri. Ecco come siamo.]]></title>
<link>http://frz40.wordpress.com/2009/11/22/diamo-i-numeri-ecco-come-siamo/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 11:26:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>frz40</dc:creator>
<guid>http://frz40.wordpress.com/2009/11/22/diamo-i-numeri-ecco-come-siamo/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; uscito, a cura dell&#8217;ISTAT, l&#8217; Annuario statistico italiano 2009 che ci propone,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://frz40.wordpress.com/files/2009/11/italia.gif"><img src="http://frz40.wordpress.com/files/2009/11/italia.gif?w=266" alt="" title="italia" width="266" height="300" class="aligncenter size-medium wp-image-2079" /></a></p>
<p>E&#8217; uscito, a cura dell&#8217;ISTAT,  l&#8217; <strong>Annuario statistico italiano 2009</strong> che ci propone, tra gli altri, questi dati:</p>
<p><strong>Popolazione</strong></p>
<p>Alla fine del 2008 i <strong>residenti</strong> in Italia sono <strong>60.045.068</strong>, circa 426.000 in più rispetto all’anno precedente. Questo incremento si deve tutto agli stranieri in base al saldo attivo del movimento migratorio (+434.245 unità)</p>
<p>Sempre a fine 2008 <strong>gli stranieri residenti sono 3.891.295</strong>, con 458.644 persone in più rispetto all’anno precedente. (Non sono, credo, inclusi, gli irregolari).</p>
<p>La maggior parte degli stranieri proviene dall’Unione europea (29,1%), seguono l’Europa centroorientale (24,1%) e l’Africa settentrionale (15,6%).</p>
<p>In Italia la <strong>fecondit</strong>à delle donne si attesta nel 2008 a <strong>1,41 figli per donna</strong> (da 1,37 nel 2007). Prosegue dunque il trend crescente osservato dopo il 1995, anno in cui, con 1,19 figli per donna, la fecondità ha toccato il punto minimo. All’interno dell’Unione Europea a 27 Paesi (dati 2007), l’Italia si colloca nella parte bassa della graduatoria. (nota: questo aumento della fecondità è dovuto per gran parte alle nascite di figli da donne straniere che, secondo altre rilevazioni hanno tasso di fecondità di oltre 2 figli per donna contro 1 delle italiane)</p>
<p>Nota: <strong>Aumentano dunque gli immigrati che fanno più figi di noi, e lo si vede nelle scuole elementari</strong></p>
<p>Nel 2008 i <strong>matrimon</strong>i segnano una <strong>battuta d’arresto</strong> dopo la ripresa osservata l’anno precedente, passando da 250.360 a 249.242.(nota: sono comunque <strong>molti  meno che negli anni 90</strong>)</p>
<p>Prosegue il processo di <strong>invecchiamento</strong> della popolazione, al punto che ormai un italiano su cinque è ultrassessantacinquenne.<br />
A fine 2008 l’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella con meno di 15) registra un ulteriore incremento, raggiungendo un valore pari al 143,1%. Nella graduatoria internazionale (dati 2007), la Germania, con un indice pari a 146,4, è il paesemaggiormente investito dal fenomeno dell’invecchiamento, seguita dall’Italia.</p>
<p>Nel 2007 risultano in crescita sia i <strong>divorzi </strong>(+2,3%, per un totale di 50.669) che le <strong>separazioni</strong> (+1,2%, pari a 81.359). (Nota: meno matrimoni e più divorzi, questo è il trend) In forte aumento risulta l’<strong>affidamento</strong> <strong>condiviso</strong>, stabilito per la metà dei casi di divorzio (era il 28% nel 2006) e per quasi due terzi delle separazioni. Diminuisce di conseguenza il ricorso alla custodia esclusiva della madre, che risulta pari al 25,6% per le separazioni e al 46,1% nei divorzi (rispettivamente 58,3% e 67,1% nel 2006).</p>
<p><strong>Istruzione</strong></p>
<p>Sono <strong>8.960.311</strong> gli studenti iscritti all’anno scolastico 2007/2008,.<br />
L’aumento della scolarizzazione ha prodotto, nel corso degli anni, un costante innalzamento del livello di istruzione della popolazione italiana; la quota di persone con qualifica o diploma di scuola secondaria superiore si attesta al 32,6%, mentre il 10,7% possiede un titolo di studio universitario.</p>
<p>Nel complesso la popolazione universitaria è composta da 1.808.665 studenti con una mobilità territoriale piuttosto elevata: uno studente su cinque studia in una regione diversa da quella di residenza. La partecipazione agli studi universitari risulta particolarmente elevata in Molise, Abruzzo, Basilicata, Lazio e Calabria.</p>
<p>Le donne sono più propense degli uomini a proseguire gli studi oltre la scuola secondaria (le diplomate che si iscrivono a un corso universitario sono circa 71 su 100, i diplomati circa 60), ma anche a portare a termine il percorso accademico (le laureate sono c</p>
<p><strong>Personal Computer</strong></p>
<p>Sempre nel 2009 crescono gli utilizzatori del personal computer e di Internet, che ormai<br />
rappresentano rispettivamente il 47,5% (44,9 nel 2008) della popolazione di 3 anni e oltre e il 44,4% (era 40,2%) di quella di 6 anni e più. L’uso del pc coinvolge soprattutto i <strong>giovani</strong> e tocca il livello massimo tra i 15 e i 19 anni (86% rispetto all’80% del 2008); con il crescere dell’età diminuisce l’uso e fra i 65 e i 74 anni la percentuale scende al 9,9%, per raggiungere il 2,4% fra gli ultra settantacinquenni. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Stronzi e stronzate]]></title>
<link>http://lerane.wordpress.com/2009/11/22/stronzi-e-stronzate/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 09:08:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>lerane</dc:creator>
<guid>http://lerane.wordpress.com/2009/11/22/stronzi-e-stronzate/</guid>
<description><![CDATA[Fa scalpore lo stronzo di Fini e scatena gli editorialisti che ronzano come mosche attorno alla paro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://lerane.wordpress.com/files/2009/11/cesso.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1313" title="cesso" src="http://lerane.wordpress.com/files/2009/11/cesso.jpg" alt="" width="164" height="167" /></a>Fa scalpore lo stronzo di <strong>Fini</strong> e scatena gli editorialisti che ronzano come mosche attorno alla parolaccia. Un noto magister elegantiarum come <strong>Maurizio Belpietro</strong> spara in apertura un &#8220;Volano gli Stronzi&#8221;. Un&#8217;altra penna gentile come <strong>Feltri</strong> titola, sempre in prima, &#8220;C&#8217;è stronzo e stronzo&#8221;. E via via tutti gli altri.</p>
<p>Un florilegio di stronzi che fa passare in secondo piano le stronzate. Leggete <strong>Sacconi</strong> sul Corsera, che propone &#8220;<strong>la cittadinanza a punti</strong> per dare all&#8217;integrazione degli stranieri un percorso graduale. Una patente &#8211; spiega il ministro del Welfare &#8211; che definisca e monitori il percorso di integrazione di chi vuole diventare italiano passando da criteri meramente cronologico-quantitativi a requisiti anche di tipo valutativo-qualitativi&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sempre più immigrati diventano imprenditori]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/21/sempre-piu-immigrati-diventano-imprenditori/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 17:38:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
<guid>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/21/sempre-piu-immigrati-diventano-imprenditori/</guid>
<description><![CDATA[«GLI STRANIERI hanno un’attitudine imprenditoriale spiccata e in continuo aumento». A dichiararlo è ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>«GLI STRANIERI hanno un’attitudine imprenditoriale spiccata e in continuo aumento». A dichiararlo è stato Vico Valassi, presidente della Camera di Commercio di Lecco, che ha presentato dati molto significativi. Infatti a fine settembre del 2009 su 49.754 imprenditori in provincia il 3,9% sono stranieri, un dato che registra una crescita del 13,2% negli ultimi due anni e soprattutto il dato più alto di tutta la Lombardia. «IL 56% DEGLI IMPRENDITORI &#8211; ha spiegato Valassi &#8211; ricopre la carica di titolare, mentre soci e altre cariche sono meno presenti. Si tratta comunque per lo più di piccole aziende, guidate soprattutto da marocchini che con 233 imprese rappresentato il 22 degli imprenditori stranieri, seguiti da romeni ed egiziani». È soprattutto il settore costruzione ad attrarre chi prova la strada dell’imprenditoria tanto che 499 imprese sono registrate nel settore edile, seguite da oltre 400 imprese commerciali e oltre 200 nel manufatturiero. Nel primo semestre del 2009 sono invece state aperte ben 48 nuove attività artigianali. Nel settore dell’industria metallurgica invece un dipendente su quattro è nato all’estero. ANCHE le previsioni per il futuro nel mondo del lavoro sembrano sorridere all’immigrazione nel Lecchese infatti le proiezioni indicano che dal prossimo anno una assunzione ogni tre riguarderà uno straniero e dovrebbero esserci fino a 600 nuove assunzioni soprattutto in settori quali commercio, ristorazione e servizi alle persone. «La realtà locale &#8211; ha concluso Valassi &#8211; è in continua evoluzione ma quello che stiamo vedendo è un reale coinvolgimento e una forte integrazione degli stranieri nella vita delle imprese». </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Character Respecialization]]></title>
<link>http://daoitalia.wordpress.com/2009/11/20/character-respecialization/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:48:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Damyxx</dc:creator>
<guid>http://daoitalia.wordpress.com/2009/11/20/character-respecialization/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Ecco colui che vi aiuterà a rispecializzarvi Avete sbagliato nel mettere un punto talento? Op]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 210px"><img title="Raven" src="http://social.bioware.com/uploads_project/project_photos/1000/469/2315.jpg" alt="" width="200" height="169" /><p class="wp-caption-text">Ecco colui che vi aiuterà a rispecializzarvi</p></div>
<p>Avete sbagliato nel mettere un punto talento? Oppure vi siete accorti che le statistiche di Alistar non sono come dovrebbero? Insomma, se volete resettare attributi, specializzazioni, magie, talenti e abilità&#8230;allora dovete scaricare: <strong><a href="http://social.bioware.com/project/469/#details" target="_blank">Character Respecialization v1.5</a></strong></p>
<p>Questo mod aggiungerà un corvo (<strong>Raven</strong>, questo nell&#8217;immagine accanto) nel vostro accampamento e nella capanna di Flemeth.<br />
Parlandoci vi darà la possibilità di&#8230;sistemare qualsiasi personaggio del vostro party, voi compresi.</p>
<p>Il progetto è in sviluppo, quindi se volete segnalare Bug o proporre miglioramenti potete visualizzare il <a href="http://social.bioware.com/project/469/#discussions">forum dedicato</a> (ovviamente, essendo un progetto straniero, dovrete masticare un pò di inglese <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  )</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Casa, agli stranieri piace in Italia]]></title>
<link>http://divideicoli.wordpress.com/2009/11/19/casa-agli-stranieri-piace-in-italia/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 18:03:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>divideicoli</dc:creator>
<guid>http://divideicoli.wordpress.com/2009/11/19/casa-agli-stranieri-piace-in-italia/</guid>
<description><![CDATA[Il casale in Toscana per gli inglesi, la casa in Emilia Romagna magari vicino al mare per i tedeschi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il casale in Toscana per gli inglesi, la casa in Emilia Romagna magari vicino al mare per i tedeschi, l&#8217;abitazione di lusso nella capitale per i russi.</p>
<p>Roma, 12-11-2009Gli inglesi sognano un casale in Toscana, i tedeschi si &#8216;accontentano&#8217; di un bilocale in Emilia, mentre i russi cercano il lusso in Sardegna.</p>
<p>L&#8217;Italia non attrae solo turisti, ma anche stranieri in cerca di una splendida seconda casa: secondo le rilevazioni del sito &#8216;Immobiliare.it&#8217;, portale leader nel mercato online, nell&#8217;ultimo anno le ricerche di immobili italiani da parte di acquirenti stranieri sul sito sono aumentate del 15%.</p>
<p>Per i sudditi di Sua Maestà, è noto, non c&#8217;è niente di meglio della campagna toscana: il 29% delle ricerche riguarda proprio questa regione, dove fanno la parte del leone i casolari, estremamente richiesti.</p>
<p> Fonte:</p>
<p>http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=133981</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Baldur's Gate series remake]]></title>
<link>http://daoitalia.wordpress.com/2009/11/19/baldurs-gate-series-remake/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 15:50:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Damyxx</dc:creator>
<guid>http://daoitalia.wordpress.com/2009/11/19/baldurs-gate-series-remake/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Il mitico Baldur&#39;s Gate Progetto, purtroppo, straniero e ancora in fase di sviluppo. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 176px"><img title="BaldursGate" src="http://social.bioware.com/uploads_project/project_photos/1000/386/1964.jpg" alt="" width="166" height="200" /><p class="wp-caption-text">Il mitico Baldur&#39;s Gate</p></div>
<p>Progetto, purtroppo, straniero e ancora in fase di sviluppo.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Project meant to produce a remake of the Baldur&#8217;s Gate series, through the Dragon Age Engine toolset. The goal is to recreate these wondrous games in a new and better engine.</p>
<p>This would first mean remaking all of the areas, and later scripting the story as the original. This has already been attempted with the NWN and NWN2 engine toolsets, but never finished.</p>
<p>At the moment I&#8217;m looking for people interested to join this project, if they like the idea. I&#8217;m thinking of starting with Athkatla from Baldur&#8217;s Gate II, as this city hosts so much of the story.</p>
<p>Feel free to join and brainstorm with me.</p>
<p>&#160;</p>
<p>Se siete interessati al suo sviluppo e masticate un buon inglese, vi consiglio di provare ad unirvi al <a href="http://social.bioware.com/project/386/" target="_blank"><strong>progetto</strong></a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Camp storage chest]]></title>
<link>http://daoitalia.wordpress.com/2009/11/19/camp-storage-chest/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 15:43:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Damyxx</dc:creator>
<guid>http://daoitalia.wordpress.com/2009/11/19/camp-storage-chest/</guid>
<description><![CDATA[Ecco un MOD/Proggetto abbastanza utile. Praticamente avrete, nel vostro accampamento, la possibilità]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ecco un MOD/Proggetto abbastanza utile.<br />
Praticamente avrete, nel vostro accampamento, la possibilità di utilizzare uno scrigno che fungerà da deposito. Potrete così salvare oggetti e armamentari utili ma che vi ingombrano troppo l&#8217;inventario.</p>
<p>&#160;</p>
<p><strong>&#62;&#62; <a href="http://social.bioware.com/project/463/#details" target="_blank">SCARICA &#8220;Camp storage chest&#8221;</a></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gli stranieri regolari sono quattro milioni e mezzo, il 7,2% della popolazione]]></title>
<link>http://sensocivicocesena.wordpress.com/2009/11/19/gli-stranieri-regolari-sono-quattro-milioni-e-mezzo-il-72-della-popolazione/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 13:16:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>Kurt</dc:creator>
<guid>http://sensocivicocesena.wordpress.com/2009/11/19/gli-stranieri-regolari-sono-quattro-milioni-e-mezzo-il-72-della-popolazione/</guid>
<description><![CDATA[fonte: il Fatto Quotidiano Gli stranieri regolari in Italia sono più di 4 milioni e mezzo e ben 862.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em><a href="http://sensocivicocesena.wordpress.com/files/2009/11/gruppo.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-777" title="gruppo" src="http://sensocivicocesena.wordpress.com/files/2009/11/gruppo.jpg?w=300" alt="" width="240" height="179" /></a>fonte: <strong>i<a href="http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578" target="_blank">l Fatto Quotidiano</a></strong></em></p>
<p style="text-align:justify;">Gli stranieri regolari in Italia sono più di 4 milioni e mezzo e ben <strong>862.453</strong> sono bambini. Secondo l’ultimo Dossier immigrazione della Caritas, presentato il 28 ottobre, la popolazione immigrata cresce ogni anno +13,4% rispetto al 2008). E nel 2009 è arrivata a costituire il 7,2% della popolazione italiana.</p>
<p style="text-align:justify;">I <strong>bambini</strong>, poi, costituiscono il <strong>22%</strong> della popolazione immigrata. Dato interessante, visto che il rapporto minorenni-adulti fra gli italiani è fermo al 16,7%. Il livello di fecondità delle donne straniere (2,5 figli per donna) è doppio rispetto a quello delle italiane. E i nati da genitori stranieri sono l&#8217;11,4% del totale dei nati in Italia lo scorso anno. Negli ultimi cinque anni gli <strong>alunni stranieri</strong> presenti nelle scuole sono cresciuti del <strong>139,4%</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Chi pensa che il fenomeno si fermerà, ma soprattutto che non avrà conseguenze sul tessuto sociale futuro, si sbaglia quindi di grosso. Anche perchè sono <strong>2 milioni</strong>, quasi un decimo degli occupati a livello nazionale, i <strong>lavoratori stranieri</strong>. Che contribuiscono per <strong>134 miliardi</strong> di euro, ovvero circa il <strong>10%</strong> del prodotto interno lordo, all’economia italiana.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.antefatto.it/prenotazioni"><img class="aligncenter size-full wp-image-780" title="logo_fatto_abbonamenti" src="http://sensocivicocesena.wordpress.com/files/2009/11/logo_fatto_abbonamenti3.gif" alt="" width="498" height="127" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Camion: i controlli aumentano, ma non bastano]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/19/camion-i-controlli-aumentano-ma-non-bastano/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 07:23:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/11/19/camion-i-controlli-aumentano-ma-non-bastano/</guid>
<description><![CDATA[di Maurizio Caprino Si sta muovendo molto nei controlli sui camion. Se poi sarà sufficiente in un ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<div>
<p>di Maurizio Caprino</p>
<p>Si sta muovendo molto nei controlli sui camion. Se poi sarà sufficiente in un campo dove le irregolarità riscontrate su italiani e stranieri nelle verifiche dell&#8217;anno scorso sono state poco sotto il 50% (va benino solo con gli autotrasportatori comunitari, 35%), è un altro discorso. Ma di sicuro si sta agendo. Il nuovo protocollo d&#8217;intesa tra i ministeri delle Infrastrutture e dell&#8217;Interno per rafforzare quelle pattuglie miste tra Polstrada e Motorizzazione attivate negli ultimi anni traccia direzioni precise, che ho trovato ben riassunte su TuttoTrasporti di ottobre (assieme alle interessanti statistiche sul 2008):</p>
<p>- <strong>ancora più attenzione </strong>(schierando anche Capitanerie di porto e Guardia di finanza) <strong>ai camion stranieri</strong>, che più facilmente possono avere autisti in nero e mezzi non in regola, comprimendo ancor più i loro costi operativi, che già sono spesso inferiori a quelli delle imprese di trasporto italiane;</p>
<p>- <strong>più verifiche sui documenti </strong>del settore cabotaggio, cioè degli stranieri che compiono tratte nazionali (è da questi documenti che si capisce se il vettore rientra in limiti e requisiti necessari per poter effettuare il cabotaggio);</p>
<p>- <strong>occhio agli italiani furbi, </strong>come quelli che hanno un camion ufficialmente a servizio solo della loro impresa (il cosiddetto &#8220;conto proprio&#8221;) e poi li usano per fare autotrasporto come gli altri vettori che hanno le regolari licenze (&#8220;conto terzi&#8221;) o quelli che hanno licenze irregolari.</p>
<p>L&#8217;amico Paolo Giachetti mi conferma che le Prefetture si sono mosse subito per dare attuazione al protocollo. Ma bisognerà vedere se tutto ciò basterà a migliorare i controlli in modo decisivo, perché non è chiaro se si riuscirà a risolvere problemi che rallentano i controlli, come per esempio gli straordinari del personale della Motorizzazione che revisiona i mezzi fermati a campione su strada. Di positivo c&#8217;è che è stata approntata una modulistica che rende omogenei i controlli e veloce l&#8217;elaborazione statistica dei loro risultati, quindi sapremo presto come sta andando.</p>
<p>Il protocollo non è l&#8217;unica novità di rilievo nel settore. Eccovi una sintesi curata da Paolo Giachetti, cui chiedo scusa per la pubblicazione tardiva (tra lavoro e impegni familiari, è un periodo in cui non so da che parte girarmi). (<a href="http://mauriziocaprino.typepad.com/files/09-09-09-note-su-autotrasporto.doc">Scarica 09-09-09 Note su Autotrasporto</a>)</p>
<p>°°°</p>
<div>
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<p>Sapete bene che penso spesso al caso di Carlo Massone, finito sul lastrico per aver acquistato nei decenni scorsi da concessionarie ufficiali vari camion con gru o cestelli elevatori talmente irregolari che in un Paese con autorità serie si sarebbero potuti vedere solo nei piazzali dei demolitori. Vi ho scritto più volte che forse nel frattempo la situazione è un po&#8217; migliorata, ma vi segnalo una notizia che ho visto su TuttoTrasporti di ottobre: su gru e simili i controlli periodici sono spesso carenti, tanto che non sempre le si mantiene in condizioni di adeguata sicurezza ed efficienza. Lo ha denunciato l&#8217;Anfia (l&#8217;associazione dei costruttori nazionali di autoveicoli).</p>
<p>Certo, come tutte le cose che provengono dalle associazioni di categoria, è probabile che si debba fare un po&#8217; di tara perché sono dichiarazioni dirette a ottenere qualcosa dal Governo (in questo caso, l&#8217;affidamento dei controlli a privati certificati). Non è nemmeno detto che gli obiettivi delle associazioni siano tutti condivisibili (per esempio, in questo caso occorrerà stare molto attenti a evitare che i controlli effettuati dai privati prendano la stessa piega delle revisioni, privatizzate nel &#8216;97). Ma mi sento di dire che, se il problema è stato sollevato, è probabile che esista davvero.</p>
<p>Fonte: <a href="http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/">http://mauriziocaprino.blog.ilsole24ore.com/</a></div>
</div>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Scuse agli immigrati: replica in Consiglio provinciale]]></title>
<link>http://rodolfoborga.wordpress.com/2009/11/18/scuse-agli-immigrati-replica-in-consiglio-provinciale/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 17:35:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>rodolfoborga</dc:creator>
<guid>http://rodolfoborga.wordpress.com/2009/11/18/scuse-agli-immigrati-replica-in-consiglio-provinciale/</guid>
<description><![CDATA[In data odierna la Giunta provinciale, per bocca del Vicepresidente Pacher ha finalmente risposto, a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">In data odierna la Giunta provinciale, per bocca del Vicepresidente Pacher ha finalmente risposto, a distanza di quasi un anno dal deposito, all’interrogazione  n. 22 con cui il sottoscritto chiedeva al Presidente Dellai se la Giunta condividesse o meno  le pubbliche dichiarazioni con cui l’Assessore Beltrami &#8211; approfittando del pulpito (è proprio il caso di dirlo) offerto dalla S.Messa  celebrata da Monsignor Bressan in Duomo nel giorno dell’Epifania – si era scusata <em>“a nome dei Trentini”</em> con gli stranieri residenti in Trentino per <em>“tutte le volte che in questa terra avete trovato delle porte che vi sono state chiuse in faccia, che avete avuto a che fare diffidenze immotivate che siete stati guardati dall’alto in basso, che avete avuto difficoltà a trovare una casa o a risolvere una pratica burocratica”.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Francamente non potevamo aspettarci una netta presa di distanza del Presidente Dellai dal suo assessore autore delle improvvide dichiarazioni sopra riportate, così come, peraltro, sarebbe stato doveroso.<br />
Altrettanto francamente non credevamo però che la Giunta esprimesse una piena adesione alle dichiarazioni dell’Assessore Beltrami, la quale peraltro, forse anche perché privata di competenze aventi un minimo di consistenza, non è nuova ad iniziative aventi preminente finalità propagandistica, così come dimostrano le “paginate” guadagnate  dall’Assessore in più di un’occasione sulla stampa locale.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Vicepresidente Pacher, dopo aver osservato che “<em>il Trentino è una delle Regioni italiane che ha creato buone e opportune condizioni per l’accoglienza”</em> e che <em>“una particolare attenzione è stata messa in campo in questi anni per garantire un pieno accesso ai servizi di base, ai servizi sanitari, ai servizi sociali, al locale sistema di welfare provinciale anche ai nuovi cittadini”,</em> ciononostante conclude, infatti, affermando che “<em>è evidente, pertanto, e non solo per spirito di collegialità, che la Giunta condivide quanto espresso in quell’occasione dall’assessore”.</em><br />
Per parte mia ribadisco, proprio per le ragioni esposte dal Vicepresidente Pacher, che:</p>
<p style="text-align:justify;">-<strong> i Trentini nel loro complesso non si debbono scusare di nulla;</strong><strong><br />
</strong>-<strong> semmai i Trentini nel loro complesso dovrebbero essere ringraziati dagli stranieri proprio per l’accoglienza di cui hanno dato ampia prova, così come peraltro riconosciuto anche dal Vicepresidente</strong>;<br />
- <strong>se effettivamente si verificano – e si verificano – difficoltà e lungaggini burocratiche, a scusarsi dovranno essere gli amministratori responsabili, in primo luogo la Giunta provinciale, e le scuse andranno rivolte a tutti, in primo luogo ai Trentini, che gli ostacoli della burocrazia pubblica ben conoscono e che magari attendono invano da lustri di vedersi assegnare quegli alloggi, che non di rado ottengono coloro che in Trentino risiedono da molto meno tempo.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;">Di seguito l&#8217;interrogazione n. 22<em> </em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong> Lo scorso 6 gennaio, giorno dell’Epifania, l’assessore provinciale Lia Beltrami ha pensato bene di cogliere l’occasione della S.Messa celebrata in Duomo da Monsignor Bressan, per scusarsi pubblicamente (la stampa non riporta se le scuse siano state fatte direttamente dal pulpito) con gli stranieri residenti in Trentino per, riporto testualmente, “<em>tutte le volte che in questa terra avete trovato delle porte che vi sono state chiuse in faccia, che avete avuto a che fare con diffidenza immotivate o siete stati guardati dall’alto in basso</em>”, nonché, ancora, “ <em>per tutte le volte che avete trovato porte chiuse, che avete avuto difficoltà a trovare una casa o a risolvere una pratica burocratica</em>”. </p>
<p style="text-align:justify;">E ciò non già a titolo personale, ma “<em>a nome dei Trentini</em>”, che evidentemente l’assessore ritiene responsabili di comportamenti tali da giustificare una pubblica formulazione di scuse. Le reazioni a tale singolare assunzione di responsabilità (per conto terzi, e cioè noi tutti) non sono mancate.</p>
<p style="text-align:justify;">Ho pertanto atteso qualche giorno prima d’intervenire, per vedere se il l’assessore avrebbe in qualche misura “corretto il tiro”. Non avendo la dott.ssa Beltrami rettificato le sue affermazioni, ho ritenuto opportuno, quale membro di quella Comunità trentina che tanto male si comporta da dover chiedere pubblicamente scusa agli stranieri che in Trentino risiedono, proporre la presente interrogazione, finalizzata a sapere se le singolari convinzioni dell’assessore siano o meno condivise dalla Giunta cui la stessa appartiene.</p>
<p style="text-align:justify;">Di cosa, infatti, viene da chiedersi, i Trentini dovrebbe scusarsi? Forse di avere dato possibilità di lavoro a migliaia di stranieri? O di aver messo a loro disposizione alloggi pubblici e provvidenze varie in misura, tra l’altro, proporzionalmente superiore a quelli riconosciuti ai Trentini? O, ancora, di fornire a tutti, stranieri compresi, servizi (asili, scuole, sanità, impianti sportivi, assistenza sociale, etc . . .) di qualità assai superiore a quelli dei Paesi da cui gli stranieri provengono?</p>
<p style="text-align:justify;">         Peraltro, se la Comunità trentina deve chiedere scusa agli stranieri “che hanno avuto difficoltà a trovare una casa od a risolvere una pratica burocratica”, perché l’assessore, che ha ora una ben precisa responsabilità amministrativa, non ha invece sentito il dovere di scusarsi, magari a nome proprio e della Giunta cui appartiene, con tutti i Trentini (e non sono pochi) che gli ostacoli posti da una burocrazia asfissiante conoscono da lungo tempo e che invano aspettano da anni un alloggio.Forse che quando a dover fare i conti con i problemi della nostra burocrazia o con la carenza d’alloggi sono i Trentini nessuna scusa è dovuta?</p>
<p style="text-align:justify;">Ed ancora, per quale ragione l’assessore ha voluto coinvolgere tutti i Trentini nella scuse che si è sentita di chiedere pubblicamente? Non è forse un errore estendere ad un’intera Comunità scuse che, ove effettivamente motivate, dovrebbero eventualmente essere formulate dai singoli responsabili di comportamenti riprovevoli?  A mio avviso certamente lo è; anzi, di più, può anche essere pericoloso, poiché, ad esempio, tutti potrebbero sentirsi legittimati a pretendere le pubbliche scuse da questa o quella Comunità di residenti stranieri in Trentino per i reati commessi da singoli appartenenti alle rispettive Comunità.   </p>
<p style="text-align:justify;"> In definitiva pare opportuno che l’assessore Beltrami non coinvolga l’intera Comunità trentina in richieste di scuse, che, ove giustificate, dovrebbero essere formulate, senza distinzione di destinatari, a nome proprio a fronte di eventuali responsabilità personali o, magari, amministrative.        <em></em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Tutto ciò premesso, il Gruppo Consiliare Il Popolo della Libertà </strong><strong>interroga</strong><strong>il Presidente della Giunta Provinciale per sapere</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>se l’assessore Beltrami, nel richiedere pubblicamente scusa agli stranieri residenti in Trentino per i presunti torti che i medesimi avrebbero subito ad opera dei Trentini, a nome dei quali le scuse sono state richieste, abbia o meno espresso la posizione della Giunta provinciale al riguardo.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il mio primo consiglio di classe]]></title>
<link>http://canneorifamily.wordpress.com/2009/11/18/il-mio-primo-consiglio-di-classe/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 14:54:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tiziano</dc:creator>
<guid>http://canneorifamily.wordpress.com/2009/11/18/il-mio-primo-consiglio-di-classe/</guid>
<description><![CDATA[Lunedì scorso ho partecipato al mio primo consiglio di classe. Sulle pagine di questo blog non ho ri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Lunedì scorso ho partecipato al mio primo consiglio di classe.</p>
<p style="text-align:justify;">Sulle pagine di questo blog non ho riportato l&#8217;esperienza della mia &#8220;<em>elezione</em>&#8221; (ero l&#8217;unico candidato!) perchè ne avevo parlato dov&#8217;ero scappato ma mi riprometto di trascriverla a breve.</p>
<p style="text-align:justify;">Di fatto lunedì c&#8217;è stato il mio primo impegno <em>ufficiale</em> e vi confesso che ho preso la cosa molto seriamente. Sono arrivato con il solito &#8220;<em>netto anticipo Canneori</em>&#8221; (20 minuti prima!?!?) e nell&#8217;attesa ho controllato più volte di avere con me il taccuino e la penna!!! Mi era stato accennato che c&#8217;erano da prendere appunti per poi informare i genitori e non volevo assolutamente perdere neanche una virgola.</p>
<p style="text-align:justify;">Fortunatamente tutti, maestre e rappresentanti, mi sono sembrati partecipi, attenti; non ho visto facce svogliate e questo mi è sembrato almeno un buon inizio. Sono consapevole che per le maestre al termine di una giornata con 20/25 bambini non dev&#8217;essere semplice spendere altre 2 ore per confrontarsi con i genitori e lo stesso vale forse per i rappresentanti che magari arrivano dopo 8 ore di ufficio e una buona dose di traffico! Comunque mi è sembrato che tutti avessimo gli stessi buoni propositi, ovvero quello di rendere sempre più proficua, piacevole e costruttiva l&#8217;esperienza della scuola per i nostri bambini.</p>
<p style="text-align:justify;">Tra i tanti argomenti che sono venuti fuori ce ne sono stati un paio particolarmente sentiti: gli atteggiamenti violenti di alcuni bambini e la difficoltà per le maestre di portare avanti una certa didattica vista la presenza di molti bambini stranieri.</p>
<p style="text-align:justify;">Purtroppo è stato sottolineato come tanti bambini, specialmente maschi, continuino, pur essendo molti di loro al secondo o terzo anno, ad essere violenti e aggressivi con gli altri. Questi bambini tendono a concentrarsi in gruppi e non riescono a fare altre attività se non litigare con spintoni e botte. Non riescono ad instaurare un legame che non comporti una certa &#8220;<em>fisicità</em>&#8221; nè a fare dei giochi insieme. Se uniamo a questa tendenza anche il fatto che spesso le maestre sono da sole visto il drastico calo delle compresenze si capisce benissimo in quale clima queste devono lavorare. Purtroppo è un comportamento diffuso; in certe sezioni più esasperato che in altre ma soprattutto nelle classi eterogenee (<em>presenza di bambini con età diverse</em>) è stato notato un generale scarso rispetto delle regole.</p>
<p style="text-align:justify;">C&#8217;è poi la questione dei bambini stranieri. In classe di Matteo ce ne sono 13 su 24, ovvero più del 50% mentre nelle altre classi la concentrazione è un pò minore. Il problema è che tanti di questi bambini non parlano l&#8217;Italiano nè lo comprendono. E questo cosa comporta? Che certe piccole attività diventano di difficile attuazione, come leggere le favole o spiegare le regole di un gioco. Allora capita che i bambini non sentendosi partecipi si allontanano iniziando autonomamente delle attività e questo porta instabilità nella classe e le maestre devono compiere uno sforzo maggiore per tentare di ricoinvolgere tutti.</p>
<p style="text-align:justify;">Per quanto riguarda il primo problema, ovvero la violenza e il diffuso scarso rispetto delle regole non ho difficoltà ad immaginare che la questione non sta a scuola, ovvero che il problema dell&#8217;ingestibilità dei bambini un pò troppo irrequieti non sia da ricondurre alle maestre e al solo ambiente scolastico ma soprattutto ad una scarsa collaborazione dei genitori che spesso, troppo spesso, prendono sotto gamba l&#8217;importanza della scuola dell&#8217;infanzia, riducendola a mero parcheggio per i propri figli in vista dell&#8217;inizio della scuola &#8220;<em>vera</em>&#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;">Se i primi a non ascoltare ciò che dicono le maestre sono i genitori come possiamo sperare che certe regole le rispettino i bambini? Se un bambino si comporta male e la maestra lo riferisce alla mamma (<em>solo per fare un esempio</em>) e questa invece di punirlo o sgridarlo lo premia portandolo al parco o gli da una bella merendina  lo sforzo della maestra sarà stato del tutto inutile. Il genitore in quel momento avrà vanificato lo sforzo dell&#8217;insegnante, avrà sminuito la sua autorità davanti agli occhi del bambino. Purtroppo questo accade sempre più sovente perchè è diventato inaccettabile essere criticati, non si tollera che il proprio figlio venga ripreso, non si tollera che i comportamenti del proprio figlio vengano associati ad una scarsa o pessima educazione. L&#8217;equazione è: se mio figlio si comporta male vuol dire che l&#8217;ho educato male, se mio figlio è cattivo o violento lo sono anch&#8217;io, se mio figlio è un pessimo elemento lo sono anch&#8217;io. In realtà questo è parzialmente vero. E vero che molto dipende da noi genitori, che molto dipende da ciò che vive il bambino a casa ma ci sono anche altre variabili da tenere in considerazione e soprattutto bisogna capire che se c&#8217;è qualcosa che non va questo non vuol dire essere messi alla gogna.</p>
<p style="text-align:justify;">Vuol dire prendere consapevolezza che effettivamente qualche errore è stato fatto e iniziare, genitori e figli, a rimediarvi; tutto qua. Fare come gli struzzi, nascondendo la testa sotto la sabbia e ridimensionare sempre tutto come se fossero episodi sporadici o fare una scrollata di spalle e dire &#8220;<em>&#8230;purtroppo questo è il suo carattere&#8230;</em>&#8221; non aiuta nessuno, nè il bambino in futuro, nè il nostro rapporto con lui, nè la scuola.</p>
<p style="text-align:justify;">Per quanto riguarda il discorso dei bambini stranieri io sono felice che ci siano perchè ritengo sinceramente che l&#8217;integrazione, così tanto strombazzata, o avviene a scuola, da piccoli, da piccolissimi o diventa sempre più difficile. Se un bambino di 3 anni impara l&#8217;Italiano o almeno qualcosina è facile che lo trasmetta ai genitori, diventando lui, il più piccolo, una sorta di grimaldello, qualcosa con cui forzare certi isolamenti in cui le comunità di stranieri spesso si immergono. E&#8217; attraverso di loro, dal basso oserei dire, che si possono cambiare certi atteggiamenti, smussare certe ostilità. Per Matteo, che il suo compagno abbia gli occhi più o meno a mandorla non interessa, l&#8217;importante è che giochi con lui, che gli sorrida, che si divertano insieme. Spesso non si chiamano per nome, non fa differenza se si chiama Xiang o Mohamed il bambino al suo fianco, l&#8217;importante è ciò che fanno insieme, ciò che condividono, perchè in fondo sono &#8220;<em>solo</em>&#8221; bambini, nè gialli, nè neri e di tutti gli stupidi pregiudizi che abbiamo noi adulti e questa stupida società semplicemente se ne fregano.</p>
<p style="text-align:justify;">Il vero problema sono le risorse, perchè affrontare l&#8217;integrazione non è facile, ci vuole tempo, ci vogliono insegnanti preparate, ci vuole materiale adatto. La scuola invece sembra essere carente in tutto questo. Le ore vengono tagliate, la compresenza è sempre più scarsa e di materiale neanche l&#8217;ombra. Non si può sempre contare sul buon cuore e sulla capacità di improvvisare del personale che lavora. Ci vogliono investimenti e non parlo di milioni di euro, ci vuole solo più attenzione perchè spetta allo Stato fare il primo passo, mettere genitori e bambini stranieri nella condizione di potersi sentire &#8220;<em>a casa</em>&#8220;, senza ulteriori attriti, senza inasprimento delle differenze culturali. Si parla di integrazione, di politiche sociali, ma basterebbe davvero poco per far andare le cose meglio di così.</p>
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<title><![CDATA[Stranieri e servizi i dati ufficiali]]></title>
<link>http://moriredicantiere.wordpress.com/2009/11/11/stranieri-e-servizi-i-dati-ufficiali/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 09:32:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>moriredicantiere</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Piccolo, 11 novembre 2009    I BENGALESI ”UFFICIALI” SONO 1420   Oltre quattromila stranieri in c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il Piccolo, 11 novembre 2009 <br />
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<strong>I BENGALESI ”UFFICIALI” SONO 1420  <br />
Oltre quattromila stranieri in città Sono il 14,5% dell’intera popolazione</strong> <br />
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Al 31 ottobre gli stranieri comunitari ed extracomunitari hanno superato la soglia delle 4mila unità a Monfalcone. Su un totale di 28.027 residenti gli immigrati alla fine dello scorso mese erano 4.058, cioè il 14,48% della popolazione. Gli arrivi continuano inoltre, anche se forse con minore intensità rispetto al biennio 2007-2008, perchè gli stranieri residenti a fine ottobre sono 55 in più rispetto al 16 settembre. Sul piano dei contributi per affitti, maternità e aiuti a indigenti, agli extracomunitari sono andati circa 340mila euro, il 30% circa del dato complessivo.<br />
La comunità più numerosa rimane quella del Bangladesh con 1.420 persone (914 maschi e 506 femmine) seguita da quella croata (406), macedone (373), rumena (368), bosniaca (327), serba (177) e albanese (140). Alla scorsa settimana, in base i dati forniti dall’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin, i beneficiari dei contributi taglia-affitti erogati dal Comune in base ai trasferimenti regionali sono stati per un 30% agli extracomunitari e per il restante 70% a italiani e stranieri comunitari. Si tratta di 141 cittadini per un totale di 248.804 euro e di 329 cittadini per un totale di 573.731 euro. Per quel che riguarda gli assegni di maternità i beneficiari extracomunitari sono stati 48 per un’assegnazione complessiva di fondi di 74.186 euro e 28 gli italiani e stranieri comunitari per uno stanziamento di 43.275 euro. Infine sul fronte dei contributi economici agli indigenti i beneficari extracomunitari sono stati 32 per una spesa complessiva di 17.627 euro e gli italiani e comunitari 127 per un esborso di 83.122 euro. «I dati dimostrano che sappiamo esattamente quanti stranieri ci sono in città e come vengono ripartiti i fondi del settore sociale &#8211; osserva l’assessore alle Politiche sociali -. Il criterio di valutazione è ora l’Isee, l’Indicatore della situazione economica equivalente. I servizi sociali stanno inoltre effettuando un lavoro di controllo imponente e che ha portato al rientro di contributi assegnati nel caso in cui i beneficiari non abbiano rispettato le regole. Viviamo in un momento di crisi economica molto forte e questo credo sia il problema principale per Monfalcone, tutta, senza distinzioni».<br />
Anche il sindaco Gianfranco Pizzolitto sottolinea di ritenere che il problema principale al momento sia quello del lavoro. «Rispetto agli immigrati &#8211; ha aggiunto il primo cittadino &#8211; la loro presenza a Monfalcone è determinata dall’offerta di lavoro nel territorio legata principalmente alle modalità produttive adottate da Fincantieri». (la.bl.)<br />
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Messaggero Veneto, 11 novembre 2009<br />
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<strong>Monfalcone. L’assessore Morsolin ha snocciolato i dati ufficiali assicurando che la moschea non ci sarà <br />
«Regolari i contributi agli immigrati»</strong><br />
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MONFALCONE. La giunta di Monfalcone esprime forte preoccupazione per il clima creatosi in città anche in seguito alla raccolta firme, avviata dalla Lega Nord, a sostegno della petizione locale contro la moschea e della petizione nazionale per il mantenimento del crocefisso nella scuole. «Due temi che devono essere scissi, perché mettendoli insieme, si corre il rischio di diventare xenofobi e razzisti» dice il sindaco Gianfranco Pizzolitto, che assieme all’assessore ai servizi sociali, Cristiana Morsolin, vuole fare chiarezza in merito alla situazione cittadina, sia rispetto alla moschea «che non esiste e non ci sarà» e sia rispetto ai contribuiti «distribuiti non agli immigrati, senza distinzione, ma seguendo le regole e le norme, in modo trasparente».<br />
Senza entrare nel merito della sentenza sul crocefisso, «di cui sottolineiamo il valore identitario e sulla cui presenza nei luoghi pubblici non eccepiamo, ma che non è il problema più rilevante», il sindaco chiarisce con fermezza che «gli extracomunitari presenti in città non sono certo venuti per fare la moschea, ma per lavorare. Il loro problema, soprattutto per i bengalesi, è legato al posto di lavoro, visto anche il periodo non brillante che vive Fincantieri. Non ci risulta che si facciano pressioni particolari sul sociale e su tutte le etnie che potevamo incontrare quella del Bangladesh è sicuramente la meno aggressiva. Una popolazione sradicata dalla sua terra è logico che voglia mantenere il collegamento con il luogo di origine e con la propria religione: non possiamo negare questo conforto, né negare il diritto di professore la propria fede».<br />
Secondo Pizzolitto la raccolta di firme della Lega non ha senso, visto che la moschea non c’è e «non c’è possibilità che ci sia visto che l’ente pubblico non la fa e che la comunità musulmana non ha le risorse e che gli edifici indicati come possibili moschee non hanno una destinazione d’uso religioso. C’è però il diritto di ognuno di professare la propria religione e quindi le firme sono state raccolte contro tale principio».<br />
Oltre tutto è stato ricordato come già in consiglio comunale siano state date risposte formali sul fatto che una moschea non è programma. «Si dicono cose senza senso anche in merito alla realtà della comunità straniera. Si dice che non esiste un censimento, ma non è vero e gli extracomunitari sono anche più controllati degli immigrati italiano o comunitari» aggiunge Cristiana Morsolin, indicando che in città risiedono 4.058 stranieri su 28.027 abitanti, pari al 14,48%. Di questi la comunità più numerosa è quella del Bangladesh con 1.420 persone (506 donne, 914 maschi), seguiti dai croati 406 (99 donne, 307 uomini), macedoni 373 (134, 239) romeni 368 (177, 191), bosniaci 327 (105, 222), serbi 177 (76, 101). «Occorre fare un discorso di responsabilità collettiva. Viviamo un momento di crisi economica e la rabbia e l’insofferenza vengono incanalate verso i più deboli. Ma la crisi è finanziaria e i poteri che la determinano stanno da altri parti. La gente deve capire – dice l’assessore – che l’unione delle forze deve andare contro un’ulteriore recessione economica, verso la tutela del lavoro e la sicurezza del lavoro. Questo è un problema di Monfalcone. I contributi non sono assegnati in modo indiscriminato, ma esistono regole che valgono per tutti. Ci si basa sui redditi e oltretutto gli uffici fanno un lavoro imponente di controllo, tanto che si riscontrano situazioni non chiare i soldi devono essere restituiti. Oppure se ci sono famiglie insolventi di alcuni servizi, i contribuiti sono usati direttamente dal comune per pagare quanto dovuto. Smettiamola quindi – conclude – di dire cose che non esistono. Le sedute dei consigli e i bilanci sono pubblici e trasparenti: si vengano a vedere».<br />
Ecco i dati snocciolati dalla Morsolin. Su un totale di 822 mila 536 euro assegnanti dal fondo per il sostegno delle abitazioni in affitto, 248 mila 804 sono andati a extracomunitari (141 beneficiari), 573 mila 731 a italiani e comunitari (470 beneficiari).<br />
Per l’assegno di maternità, 43 mila 257 euro su un totale di 117 mila 461 sono stati per extracomunitari (48 beneficiari) e 74 mila 186 per italiani e comunitari (48) e in merito ai contributi per indigenti gli extracomunitari hanno avuto 17.627 euro (32), gli italiani e comunitari 83.122 euro (127), per un totale di 100 mila 175 euro. (cri.vis.)</p>
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