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	<title>strategia-di-lisbona &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "strategia-di-lisbona"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 01:50:21 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Crisi finanziaria e terrorismo: due sfide imminenti per l’Unione Europea ]]></title>
<link>http://mariomauro.wordpress.com/2009/04/14/crisi-finanziaria-e-terrorismo-due-sfide-imminenti-per-l%e2%80%99unione-europea/</link>
<pubDate>Tue, 14 Apr 2009 13:41:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mario Mauro</dc:creator>
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<description><![CDATA[martedì 23 settembre 2008 L&#8217;Europa è molto preoccupata per la crisi finanziaria mondiale, dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span>martedì 23 settembre 2008</span></p>
<div></div>
<p><span></p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;Europa è molto preoccupata per la crisi finanziaria mondiale, della quale risentirà da qui ai prossimi anni. Dopo un anno dall&#8217;inizio delle turbolenze che si sono abbattute sui mercati internazionali, dopo la crisi dei mutui americani, invece di risolversi, l&#8217;instabilità sembra infatti propagarsi su terreni che vanno ben oltre il settore finanziario.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Una naturale conseguenza del fatto che in molti settori il sistema finanziario alimenta considerevolmente l&#8217;economia, ogni inconveniente si riflette perciò sull&#8217;economia reale, e quindi sui risparmi dei cittadini. Non solo: con l&#8217;impennata del prezzo dell&#8217;energia e degli alimenti ai più alti livelli dalla creazione dell&#8217;Unione monetaria europea nel 1999, l&#8217;inflazione ha sfondato lo scorso marzo quota 3,6% e come confermato dalla Banca Centrale Europea, sembra destinata a protrarsi nel tempo.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Ha ragione l&#8217;ex Commissario europeo Mario Monti quando afferma che l&#8217;Europa rispetto agli Stati Uniti «ha costruito nel tempo una governance dell&#8217;economia più moderna e più solida. La politica della Banca Centrale europea è generalmente giudicata migliore di quella del Federal Reserve System». Tuttavia ciò non basterà a far sì che si eviti il ripercuotersi della crisi sul bilancio comunitario, e sugli ambiziosi, ma indispensabili obiettivi contenuti nella &#8220;Strategia di Lisbona&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Dobbiamo assolutamente evitare di trovarci senza risorse. La priorità per l&#8217;Unione Europea, a maggior ragione in un periodo di difficoltà come quello odierno, deve essere quella di dare attuazione alle politiche di sviluppo per non farsi schiacciare dagli eventi negativi, ma al contrario, per accelerare il più possibile il cambiamento della congiuntura economica.</p>
<p style="text-align:justify;">Per questo le istituzioni europee devono prendere in considerazione l&#8217;ipotesi di utilizzare gli Eurobond come fonte addizionale di finanziamento al di fuori del bilancio nazionale degli Stati membri. Si può fare attraverso una ridefinizione del ruolo delle istituzioni finanziarie, al fine di sostenere le iniziative previste nell&#8217;ambito dei Piani nazionali per la Strategia di Lisbona e le iniziative europee in settori strategici come le reti trans-europee di trasporto, l&#8217;energia e le nuove tecnologie.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Si tratta di una scelta obbligata considerando la crescente e ormai quasi completa dipendenza del bilancio europeo dai trasferimenti di risorse nazionali, oltre alla necessità, riconosciuta nell’Accordo interistituzionale, che il bilancio europeo sia sottoposto a un’accurata riforma per garantire una migliore capacità di fare fronte agli obiettivi di crescita, stabilità e coesione dell’Unione.</p>
<p style="text-align:justify;">Misure di finanziamento centralizzate collegate al bilancio comunitario, quali gli Eurobond, andrebbero ad integrare il quadro dei finanziamenti possibili collegati ai Programmi d&#8217;azione nazionali per la Strategia di Lisbona presentati dagli Stati Membri e vagliati dalla Commissione europea. Verrà presentata al Parlamento europeo una Dichiarazione scritta per sollecitare in tal senso l&#8217;esecutivo comunitario.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Altra preoccupazione per il Vecchio Continente è il ritorno a una pericolosa escalation di terrore in Medio Oriente. Gli attacchi contro i convogli italiani a Kabul, e soprattutto l&#8217;attentato al Marriot di Islamabad ci riportano repentinamente a fare i conti con il terrorismo di matrice islamica, indebolito ma mai sconfitto, che destabilizza un clima internazionale già abbastanza anarchico e sregolato.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Il Pakistan, dopo la morte di Benazir Bhutto è il teatro principale. Non sarà facile per il nuovo Governo uscire dal tunnel di una destabilizzazione che è sempre stata il frutto della posizione e della condizione geopolitica di uno stato indipendente dal 1947, da sempre incastrato tra la minaccia fondamentalista talebana e l&#8217;obbligata influenza americana. Obiettivo raggiungibile solo insistendo sulla promozione di una reale democrazia capace di sostenere la crescita della società civile e favorire la distinzione tra poteri dello Stato, e allo stesso modo però bisognerà prestare attenzione al fatto che il nuovo Governo sappia tenere ben salde le redini del potere. Questo è molto più difficile dopo l&#8217;uscita di scena del Presidente Musharraf. Questi, in un modo o nell&#8217;altro era sempre riuscito a scendere a patti con i partiti estremisti islamici, e guarda caso l&#8217;attentato sembrava avere come obiettivo il nuovo Presidente Asif Ali Zardari, nemico di Musharraf.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Considerando il fatto che Benazir Bhutto non aveva mai formato alcuna alleanza con altre parti politiche e che questo fu uno dei motivi che portarono al suo esilio e che forse hanno contribuito anche alla sua uccisione, viene da chiedersi se lo scenario non si sia ulteriormente complicato con l&#8217;uscita del controverso Musharraf. Non dimentichiamo che il Pakistan è una potenza nucleare. Il pericolo è quello di vedere le mani degli integralisti sulla bomba atomica con conseguenze scontate e catastrofiche.</p>
<p style="text-align:justify;">Tutto il mondo occidentale è sempre più seriamente preoccupato dalle notizie provenienti da Islamabad, vista la presunta costruzione di nuovi reattori in aree strategiche del paese. E la vicinanza con i talebani afghani fa il resto.</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[OCCUPAZIONE E STRATEGIA DI LISBONA]]></title>
<link>http://ricostituente.wordpress.com/2009/03/28/occupazione-e-strategia-di-lisbona/</link>
<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 22:45:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcos0974</dc:creator>
<guid>http://ricostituente.wordpress.com/2009/03/28/occupazione-e-strategia-di-lisbona/</guid>
<description><![CDATA[Con l’articolo “L’Europa questa sconosciuta” mi ero riproposto di iniziare una serie di interventi c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Con l’articolo <a href="http://ricostituente.wordpress.com/2009/02/24/leuropa-questa-sconosciuta/">“L’Europa questa sconosciuta”</a> mi ero riproposto di iniziare una serie di interventi che evidenziassero l’importanza dell’Unione europea sulla nostra vita quotidiana. Oggi vi presento alcune osservazioni sulle politiche europee dell’occupazione.</p>
<p>La crisi economica che sta attraversando il mondo riporta alla ribalta la questione della disoccupazione che era stata considerata meno prioritaria in Europa negli ultimi anni a causa della <a href="http://www.corriere.it/economia/09_marzo_20/ue_disoccupazione_dati_eurozona_08226660-1538-11de-91ff-00144f02aabc.shtml">continua discesa del tasso di disoccupazione</a>. Oggi che vediamo intorno a noi le imprese chiudere, ci chiediamo cosa può fare il governo per questo problema, ma dovremmo anche chiederci se le strategie europee complessive siano state adeguate e se lo siano ancora. L’economia di mercato funziona infatti su scala globale e le politiche per l’occupazione devono quindi superare l’ambito dei singoli stati. I Paesi membri dell’Unione europea al Consiglio europeo del 2000 tenutosi a Lisbona hanno dato avvio ad un processo, denominato <strong>strategia di Lisbona</strong>, attraverso il quale si voleva rendere “l’Unione europea l&#8217;economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo, in grado di realizzare una crescita economica sostenibile con nuovi e migliori posti di lavoro e una maggiore coesione sociale di pervenire alla piena occupazione entro il 2010”. Essa si fonda su tre pilastri:</p>
<ul>
<li>un pilastro economico che deve preparare la transizione verso un’economia competitiva, dinamica e fondata sulla conoscenza. L’accento è posto sulla necessità di adattarsi continuamente alle evoluzioni della società dell’informazione e sulle iniziative da incoraggiare in materia di ricerca e di sviluppo;</li>
<li>un pilastro sociale che deve consentire di modernizzare il modello sociale europeo grazie all&#8217;investimento nelle risorse umane e alla lotta contro l&#8217;esclusione sociale. Gli Stati membri sono invitati a investire nell&#8217;istruzione e nella formazione e a condurre una politica attiva per l&#8217;occupazione onde agevolare il passaggio all&#8217;economia della conoscenza;</li>
<li>un pilastro ambientale aggiunto in occasione del Consiglio europeo di Göteborg nel giugno 2001 e che attira l’attenzione sul fatto che la crescita economica va dissociata dall’utilizzazione delle risorse naturali.</li>
</ul>
<p>Il Consiglio europeo di Lisbona ha considerato che l&#8217;obiettivo generale in ambito occupazionale era quello di aumentare il tasso di occupazione globale dell&#8217;Unione europea al 70 % e il tasso di occupazione femminile a più del 60 % entro il 2010. Il bilancio a metà percorso realizzato nel 2005 ha dimostrato che la concreta realizzazione degli obiettivi posti era insufficiente. Ad esempio in Italia il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni a fine 2007 era ancora al 58,7%. Per tale motivo sono state approvate nuove procedure che dovrebbero rendere più efficiente la realizzazione della strategia. Oltre a queste modifiche organizzative, l’Unione europea utilizza tre strumenti finanziari per sostenere l’occupazione: il programma PROGRESS, i fondi strutturali e il programma per l&#8217;apprendimento reciproco che consiste nel mettere in evidenza il trasferimento delle politiche più efficaci.</p>
<p>L’Unione tuttavia non ha competenze dirette ed esclusive sulle politiche per l’occupazione previste all’interno della strategia di Lisbona; a qualcuno quindi tale strategia potrebbe sembrare ininfluente. In realtà i governi nazionali sanno che è necessario un coordinamento delle politiche dell’occupazione ed accettano volontariamente i vincoli derivanti dalle proposte e dalle normative comunitarie. D’altro canto l’Unione europea è fondata sulla libera adesione degli stati che ne accettano i vincoli pur di partecipare ai vantaggi che derivano dalla partecipazione. All’inizio la Comunità Economica Europea era un accordo molto limitato ma con il passare degli anni si sono aggiunte nuove competenze alle strutture europee. Con il trattato di Amsterdam del 1997 l’occupazione diventa una materia di interesse comune e oggi si trova inserita nel nuovo Titolo VIII (articoli da 125 a 130) del trattato CE che precisa obiettivi e mezzi per raggiungerli.</p>
<p>In tutti i documenti italiani che riguardano la programmazione delle politiche del lavoro e della formazione sono citati gli obiettivi della strategia di Lisbona che sono quindi anche obiettiva nazionali. Io vedo positivamente questa “limitazione di sovranità” perché mi sembra che aiuti i nostri governi, di solito occupati ad affrontare l’oggi, ad effettuare una programmazione di lungo periodo, quindi <em>bipartisan</em>. Inoltre sia la qualità della documentazione, sia i contenuti delle politiche proposte in ambito Europeo sono mediamente migliori delle nostre. Noi siamo un paese che continua ad infilare le riforme della scuola all’articolo 622 della legge finanziaria 2007 o in norme che riguardano la tutela del consumatore. E siamo un paese in cui spesso si preferiscono le politiche che hanno un effetto immediato sull&#8217;opinione pubblica piuttosto che quelle realmente tarate sul contesto e che avranno effetti magari nel lungo periodo.</p>
<p>Marco</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le notizie che non fanno più scalpore]]></title>
<link>http://lottadiclasse.wordpress.com/2008/02/08/le-notizie-che-non-fanno-piu-scalpore/</link>
<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 16:34:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Lotta di classe</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono sette milioni, le donne italiane in età lavorativa senza lavoro. Grecia, Polonia, Ungheria, Slo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sono sette milioni, le donne italiane in età lavorativa senza lavoro.</p>
<p>Grecia, Polonia, Ungheria, Slovacchia e Romania.<br />
Anche da loro,  il tasso di occupazione femminile è più alto che da noi.</p>
<p>A fronte di una media europea del 57,2% in Italia l&#8217;occupazione femminile si attesta al 43,6. Siamo i penultimi, nell&#8217;Europa dei 27, di peggio c&#8217;è  solo Malta.</p>
<p>L&#8217;Analisi dei dati della Nota Aggiuntiva al Rapporto sullo stato d’attuazione della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strategia_di_Lisbona" target="_blank">Strategia di Lisbona </a> è <a href="http://www.politichecomunitarie.it/file_download/365" target="_blank">impietosa. </a></p>
<p>Se si scende nel dettaglio, si scopre un devastante  dualismo territoriale. Nel Mezzogiorno il tasso d’occupazione femminile è del 31, %, contro il 56% del Nord-Ovest e il 57% del Nord-Est (dati 2006).</p>
<p>Inoltre, a parità di lavoro con il sesso forte, le donne guadagnano il 9% in meno: un gap che sale al 26,3% se si prendono in considerazione ruoli manageriali. Ruoli tra l&#8217;altro, assai difficilmente raggiungibili.</p>
<p>Ma tutto questo già si sapeva&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
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