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	<title>su-di-me &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "su-di-me"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 19:53:48 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Diario Glamour - primo giorno a Berlino]]></title>
<link>http://simonamelani.wordpress.com/2009/11/20/diario-glamour-primo-giorno-a-berlino/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 22:02:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>simonamelani</dc:creator>
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<description><![CDATA[12.00 - Arrivo a Stoccarda per un breve scalo. Vista dall&#8217; alto la cittá e i villaggi accanto ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://www.vacanzeingermania.com/applications/xmas/htdocs/img/431640347/web/1213951549.jpg" alt="" width="245" height="184" /></p>
<p><strong>12.00 </strong>- Arrivo a Stoccarda per un breve scalo. Vista dall&#8217; alto la cittá e i villaggi accanto sembrano l&#8217;ambientazione delle fiabe dei Grimm. Tetti spioventi, case bianche e migliaia di alberi &#8220;a punta&#8221; di colore verde scuro. La foresta di Hansel e Gretel, da piccola, me la immaginavo cosí. L&#8217;aeroporto é davvero fantastico: wifi, postazioni pc, vetrate immense che danno sul bosco.</p>
<p><strong>13.50 </strong>- Si riparte. Sull&#8217;aereo per Berlino sale una signora favolosamente anni 80: cardigan leopardato, orecchini d&#8217;oro, capello scultura, matita blu e 6 kg di fondotinta ultracompatto. Sembra una delle televendite tedesche. Favolosamente kitsch.</p>
<p>Gli aerei Air Berlin non hanno hostess che si sbracciano per fare le dimostrazioni di sicurezza. Ogni 3 file di sedili c&#8217;é uno schermo che mostra un cartoon 3 D sottotitolato in inglese, che spiega tutto quanto, mentre le hostess fanno il lavoro serio. Servire panini disgustosi. Dopo le dimostrazioni, lo schermo trasmette il percorso dell&#8217;aereo &#8211; sempre cartoon 3d. I bambini sono ipnotizzati e noi viaggiamo piú tranquilli e felici, senza strepiti.</p>
<p><strong>16.00 &#8211; </strong>Arrivata in albergo, penso giusto per 7 secondi che forse dovrei riposare. E invece esco. Fermandomi al primo chiosco di currywurst, perché l&#8217;odore é irresistibile. Mi dirigo alla metro per raggiungere AlexanderPlatz quando vedo &#8230; KeDeWe, un centro commerciale sterminato che campeggia nella piazza accanto al mio albergo. Lusso sfrenato &#8211; quasi tutto made in Italy &#8211; piani infiniti di abiti, profumi e commesse che ti inseguono per dimostrarti il loro amore. Al centro della sala a pianterreno hanno ricreato un parco divertimento old style a tema natalizio. Una gigantesca giostra al centro, alberi di natale immensi, carrillon dorati a forma di luna e sole che pendono dal soffitto. Vorrei rimanere lí tutto il pomeriggio, anche perché fuori ci sono 8 gradi e da KeDeWe 40. Ma non posso fermarmi.</p>
<p>12 fermate di metro e arrivo ad AlexanderPlatz. Sono le 5 ed é buio pesto. Ma ci sono le luci delle gallerie commerciali, dei mille locali e sopratutto di una gigantesca ruota panoramica montata per le feste, che manda luci quasi psichedeliche. E in piú stanno montando i mercatini di Natale. Mi sento a casa e mi dispiace di essere sola in questo momento.</p>
<p>Ampelmann &#8211; Si lo so, l&#8217;omino del semaforo é roba da turisti. Ma io lo amo e non so resistere. Per chi non lo sapesse a Berlino est gli omini dei semafori erano molto diversidai nostri. E lo sono ancora. Sono stilosi, hanno anche un cappello. Insomma, io entro e compro. A due passi, negozio Birkenstock: giusto per crepare d&#8217;invidia, i sandali che da noi vendono a piú di cento euro qui costano 49.90.</p>
<p><strong>19.00</strong> &#8211; Sono a Nikolajviertel, una specie di villaggio fittizio fatto costruire dalla DDR in pieno centro di Berlino a immagine e somiglianza &#8220;dei bei vecchi posti di una volta. Un posto per turisti fondamentalmente, ma i pub sono proprio tipici qui. Entro per sconfiggere il freddo a colpi di zuppa di patate. Stesso locale di quest&#8217;estate &#8211; come sono abitudinaria &#8211; atmosfera stile casa di mia nonna, con carta da parati beige tono su tono e tende verde splavido. Ma la zuppa merita proprio. Del resto non tutto puo´essere design a Berlino, ci vogliono anche i posti con gli orteggi finti esposti sul bancone.</p>
<p>&#8220;Un popolo puó dirsi civile quando nei bagni delle donne c&#8217;é sempre la carta igienica.&#8221; In Germania non manca mai. I bagni sono puliti. Berlino é bella anche per questo.</p>
<p><strong>22.00 &#8211; </strong>Sono in albergo. Aspetto Chiara, la fotoreporter. E intanto muoio di caldo alla meravigliosa temperatura dei 35 gradi artificiali.</p>
<p>ps: chiedo scusa per gli eventuali errori di battitura&#8230; ma la tastiera tedesca é una follia!!!</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il cielo sopra Simona (a Berlino)]]></title>
<link>http://simonamelani.wordpress.com/2009/11/19/il-cielo-sopra-simona-a-berlino/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 07:00:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>simonamelani</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quando la Condè Nast &#8211; casa editrice di Vogue, Vanity Fair e Glamour &#8211; mi ha contattata,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://radioincorso.it/appartamentotriestino/files/2009/03/berlino.jpg" alt="" width="371" height="232" /> Quando la Condè Nast &#8211; casa editrice di Vogue, Vanity Fair e Glamour &#8211; mi ha contattata, pensavo di aver vinto un abbonamento a Vanity Fair. La ragazza dall&#8217;altro lato del telefono, però, ha chiarito subito: &#8220;Lei ha vinto un week end a Berlino per realizzare un reportage per Glamour&#8221;.</p>
<p>Ovviamente, credevo di essere pazza. E questa deve essere stata anche l&#8217;impressione della ragazza che mi ha contattata.</p>
<p>Qualche tempo fa avevo partecipato online su Style.it al concorso per promuovere la nuova C3. Bisognava proporre un weekend in una città europea a scelta, da girare con la nuova Citroen. Berlino è la mia città preferita, è il posto più bello che abbia mai visto quando quest&#8217;estate sono andata via da lì ho pensato che ci sarei tornata assolutamente. Certo, non mi aspettavo così presto e in questo modo. Ho proposto alla direttrice della rivista un itinerario di luoghi, negozi e locali da vedere assolutamente. E poi&#8230; quest&#8217;anno è il ventennale del muro.</p>
<p>Adesso che sono arrivate le prenotazioni dell&#8217;aereo e dell&#8217;albergo ci credo veramente. Parto domani per passare 3 giorni in giro per Berlino insieme ad una fotografa di Glamour. Insieme realizzeremo un reportage per la rivista che verrà pubblicato, con tanto di servizio fotografico.</p>
<p>Io chiudo la valigia. L&#8217;aereo parte domattina. E  non vedo l&#8217;ora!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Emozioni chiamate "Michael Bublè"]]></title>
<link>http://dariosulpizio.wordpress.com/2009/11/15/emozioni-chiamate-michael-buble/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 17:57:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dario Sulpizio</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[recensione come una perla]]></title>
<link>http://byzance.wordpress.com/2009/11/04/recensione-come-una-perla/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 00:10:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzance</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ad una iridata recensione di Fernanda Ferraresso  Su il Ponte del Sale di Rovigo scriverò in momento]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="size-medium wp-image-98 alignleft" title="perla" src="http://byzance.wordpress.com/files/2009/11/perla.jpg?w=260" alt="perla" width="260" height="300" /></p>
<p>Ad una iridata recensione di Fernanda Ferraresso</p>
<p> Su il Ponte del Sale di Rovigo scriverò in momento dedicato: si tratta di una casa editrice che è come una di quelle ostriche che quando percepiscono la loro cavità intrusa da un corpo estraneo come un granello di sabbia, o lo espellono senza ipocrisie, oppure iniziano un lungo e metodico lavorio per avvolgerlo e ricoprirlo da successivi e sovrapposti strati di <em>nacre</em>  fino a formare una preziosa sfera iridescente: la perla.  Ma oggi parlo di una recensione che mi è stata dedicata a sorpresa da Fernanda Ferraresso che da quella ostrica è stata mineralizzata, pubblicata e della cui redazione fa parte integrante e attiva. Della recensione, come di troppo altro, oggi si abusa e, quando si abusa di una cosa la si svaluta con lo stesso meccanismo che si da per le monete: divengono pesante conio senza valore. Si perchè in una settimana sono davvero enumerabili sulle dita di una mano le recensioni che si leggono sulle pagine culturali dei quotidiani o dei periodici fatte con amore per la bellezza. La maggioranza all&#8217;opposto suonano come campane crepate, come pratiche da sbrigare; come incombenze da svolgere e si risolvono alla fine in svogliati riassunti di quarte di copertina, cose sciatte, non sentite e perciò inutili. Ribadisco, non parlo di libri ma dell&#8217;opera di critica: anche questa deve essere lavoro letterario dotata di originalità, forza estetica e autonomia rispetto al libro di cui parla. Questo è un concetto illuminante che mi è stato instillato da una cara amica al cui senso estetico mi affido anche con una benda sugli occhi, ed io &#8211; ladro &#8211; ne faccio tesoro. Ma di queste raccomandazioni non ha bisogno Fernanda Ferraresso che di cuore e di lavoro ne mette assai in quello che fa e che del suo sentimento non fa mistero. E di questo sentire ho percepito la presenza e l&#8217;importanza anche nei non pochi righi appassionati che ha dedicato a parlare del libro. E&#8217; per questo che ora, sicuro, Vi indirizzo al suo vibrante commento sul mio romanzo <em>La Condanna dei Tre Capitoli, </em>pubblicato ieri sul sito CARTESENSIBILI.</p>
<p> Buona lettura e grazie a Fernanda Ferraresso:</p>
<p> <a href="http://cartesensibili.wordpress.com/2009/11/03/non-so-come-ho-fattoma-ne-sono-uscita-piu-viva-di-prima-la-condanna-dei-tre-capitoli/">http://cartesensibili.wordpress.com/2009/11/03/non-so-come-ho-fattoma-ne-sono-uscita-piu-viva-di-prima-la-condanna-dei-tre-capitoli/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quest'autunno]]></title>
<link>http://essenzaindivisibile.wordpress.com/2009/11/01/questautunno/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 16:46:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Excalibur</dc:creator>
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<description><![CDATA[così inconsueto, così anomalo, così strano..sono tutti sinonimi lo so. Eppure avrei potuto continuar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">così inconsueto, così anomalo, così strano..sono tutti sinonimi lo so. Eppure avrei potuto continuare all&#8217;infinito con gli aggettivi.</p>
<p style="text-align:justify;">Quest&#8217;autunno, che per me ha rappresentato la fine di un&#8217;epoca e l&#8217;inizio di un&#8217;altra, avrei voluto viverlo diversamente&#8230;Mi sarei voluta ritirare in qualche bosco a vedere le foglie che esplodevano di colori per poi farsi trascinare dal vento. Passeggiare su viali completamente ricoperti da un manto di foglie e ascoltare solo il rumore dei nostri passi silenziosi. Avrei voluto nascondermi agli occhi del mondo per metabolizzare gli eventi ed avere come interlocutore solo la mia anima, la natura e il mio Lui.</p>
<p style="text-align:justify;">Avrei voluto abbandonare per un pò la routine quotidiana, quella che a volte  nasconde al mio cuore che certi eventi sono successi..mentre sono sempre lì dietro l&#8217;angolo  a fare capolino quando meno me lo aspetto..</p>
<p style="text-align:justify;">Sarebbe stato giusto invece prendere una pausa, perchè la mia vita, anche se apparentemente la stessa fin dal minuto successivo, invece proprio non lo è più, uguale a prima. Purtroppo non si può..non ci è concessa la riflessione, non ci è concesso il dolore..Bisogna rialzarsi subito e ricominciare..forse per la salute mentale è meglio così altrimenti la tendenza sarebbe quella di crogiolarsi nella sofferenza e nel ricordo struggente..</p>
<p style="text-align:justify;">Non dico un mese, ma qualche giorno..di quello avrei avuto bisogno. Per dare un degno saluto ai miei genitori che non ci sono più, per riemergere con maggiore consapevolezza e non forzatamente perchè questa vita alienante ce lo impone.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[....]]></title>
<link>http://essenzaindivisibile.wordpress.com/2009/10/21/707/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 16:25:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Excalibur</dc:creator>
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<description><![CDATA[ora siete insieme, non so dove perchè la fede in questo non mi assiste. Ma io lo so che siete insiem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">ora siete insieme, non so dove perchè la fede in questo non mi assiste. Ma io lo so che siete insieme da qualche parte. Non riesco a lasciare fluire il dolore, forse è compresso in una qualche parte di me che ancora non ha smesso di piangere per te papà e ora mamma non sa da dove cominciare con te.</p>
<p style="text-align:justify;">Tanti anni passati lontano bussano alla mia porta..anni di non esperienza familiare che vengono a chiedere il conto di ricordi mai avuti. E il rimpianto monta come un&#8217;onda, il rimpianto di non esserci stata in anni sereni e di ricordarti così sofferente mamma, così arrabbiata nei riguardi di una vita che forse non ti è mai piaciuta e che a noi figli faceva male sentirti disprezzare.</p>
<p style="text-align:justify;">Te ne sei andata quando noi tutti non eravamo pronti, non eravamo allerta. Dopo tante crisi ci pareva che fossi diventata immortale e invece l&#8217;ultima ti ha portato via da noi. E io mi sento sradicata, senza guida. Tu e papà eravate il collante fortissimo della nostra numerosa famiglia e io spero con tutto il cuore che questo ultimo colpo non ci divida, anzi spero che in qualche modo rafforzi l&#8217;affetto tra noi figli perchè io mi sento persa senza la mia famiglia, anche se per tanti anni ho dovuto fare i conti solo sulle mie forze a causa della lontananza.</p>
<p style="text-align:justify;">Le parole che non ti ho detto sono tutte sparpagliate nella mia testa e cercano un filo logico che ora non so trovare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rimando ad una intervista di Sebastiano Aglieco...]]></title>
<link>http://byzance.wordpress.com/2009/10/18/rimando-ad-una-intervista-di-sebastiano-aglieco/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 14:24:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzance</dc:creator>
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<description><![CDATA[    Buona domenica, oggi non scrivo, non pubblico nulla se non un link, un rimando al sito del poeta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> </p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-69" title="Luce" src="http://byzance.wordpress.com/files/2009/10/luce.jpg" alt="Luce" width="497" height="655" /><em> </em></p>
<p>Buona domenica,</p>
<p>oggi non scrivo, non pubblico nulla se non un link, un rimando al sito del poeta  Sebastiano Aglieco che mi ha pazientemente posto alcune domande, dando vita ad  un&#8217;intervista che, data la &#8220;superficie in byte&#8221; che gli ha sottratto, ritengo abbia voluto proporzionare alla lunghezza da<em> feuilleton</em> del mio romanzo. Un sentito ringraziamento a Sebastiano.</p>
<p><em>Et donc: plongez vous dans la lecture!</em></p>
<p><a href="http://miolive.wordpress.com/2009/10/18/una-nuova-voce-alberto-frappa/">http://miolive.wordpress.com/2009/10/18/una-nuova-voce-alberto-frappa/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Memorabile ritorno ad Aquileia - di Luigi Bressan]]></title>
<link>http://byzance.wordpress.com/2009/10/17/memorabile-ritorno-ad-aquileia-di-luigi-bressan/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 10:02:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzance</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pubblico oggi la partecipata recensione che Luigi Bressan, grande poeta dialettale (che ha scelto di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Pubblico oggi la partecipata recensione che Luigi Bressan, grande poeta dialettale (che ha scelto di esprimere la nuova realtà che lo circonda in italiano), mi ha fatto il regalo di pubblicare sulla rivista CAFFE&#8217; MICHELANGIOLO  (Gennaio-Aprile 2008), edita a Firenze dall&#8217; Accademia degli Incamminati.<img class="alignleft size-full wp-image-58" title="aquile08" src="http://byzance.wordpress.com/files/2009/10/aquile08.jpg" alt="aquile08" width="300" height="459" /></strong></p>
<p>Il giovane aquileiese Lucio Valerio Cantio, di facoltosa famiglia rurale, milita a Roma all&#8217;epoca della guerra gotico-bizantina, dei tormentati rapporti tra i poteri di Costantinopoli e il Papa; s&#8217;innamora della nobile e bella Corinna e con lei si trova coinvolto in un intreccio di vicende pubbliche e private; la perde, la ritrova alla corte imperiale e riesce avventurosamente a ricondurla a sé e a una vita serena, lontana da quell&#8217;ambiente d&#8217;intrighi e ordite violenze. La storia d&#8217;amore a lieto fine è una traccia delicata e quasi pudica su un percorso di eventi ed episodi poderosi: i preparativi per la difesa di Roma nel ventre d&#8217;acque e di canali della città; gli avventurosi collegamenti tra Roma e Napoli; la nomina di Papa Vigilio col sacrificio del suo predecessore per cambiare l&#8217;orientamento della Chiesa; la presa di coscienza e il drammatico tergiversare del nuovo pontefice; il suo esorcismo praticato in Sicilia; gli illusionismi della corte bizantina (tutti densamente illustrati in sequenze di notevole presa).</p>
<p>E coinvolgenti sono anche le tematiche che si delineano lungo il percorso d&#8217;un&#8217;epoca dal fascino tragico: il complesso rapporto tra il potere politico e l&#8217;autorità della Chiesa in presenza del confronto tra diverse formulazioni teologiche; i grandi mutamenti che coinvolgono intere popolazioni, istituti e funzioni pubbliche e pongono le basi per nuovi rapporti territoriali, per una diversa configurazione delle forme sociali e del consenso; la coesistenza di ordini di valori nuovi, che si vanno affermando in contrasto o in una dialettica con la tradizione.  Il giovane autore del libro &#8211; dopo la laurea in giurisprudenza alla Cattolica di Milano, una collaborazione con alcune riviste tra cui &#8220;Controcorrente&#8221;, fondata e diretta da Indro Montanelli &#8211; rientra a dirigere l&#8217;azienda agricola di famiglia a Camino al Tagliamento, nella terra dell&#8217;antico Patriarcato di Aquileia, dove i paesi e i borghi hanno nomi di derivazione celtica, romana e slava, dove la memoria si è fatta carne e, questa, ricerca di sé nella fedeltà alla terra e alle origini. Scrivere come opera prima un romanzo storico in meno di un anno, passando le notti a documentarsi sulle fonti di un&#8217;epoca per molti aspetti atroce, risulta dallo svolgersi dello stesso racconto &#8220;aquileiese&#8221; un progetto ambizioso e coraggioso, ispirato quasi a una necessità d&#8217;ordine antropologico. Colpiscono l&#8217;urgenza, la passione narrativa e l&#8217;attenzione al concreto, suscettibili di dar luogo a pagine di animato bozzetto come di rifonderne la materia in affreschi di ampio respiro; l&#8217;abilità nel gettare ponti e raccordi tra parti e piani di diverso amalgama, nel rendere plausibile l&#8217;insistenza descrittiva come talvolta l&#8217;accavallarsi delle sequenze logiche. Il romanzo, nel suo genere dichiarato, evoca altri generi, come l&#8217;avventuroso e il picaresco. Il suo stile proprio è la risultante dell&#8217;entusiasmo creativo e della forza morale capaci di piegare gli stili appresi, di produrre un testo che, nel rivelarli, afferma la propria genuina diversità, s&#8217;impone alla più attenta considerazione del lettore e ne cattura la simpatia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["La condanna dei tre capitoli", opera prima di Alberto Frappa - di Luca De Clara]]></title>
<link>http://byzance.wordpress.com/2009/10/12/la-condanna-dei-tre-capitoli-opera-prima-di-alberto-frappa/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 11:14:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzance</dc:creator>
<guid>http://byzance.wordpress.com/2009/10/12/la-condanna-dei-tre-capitoli-opera-prima-di-alberto-frappa/</guid>
<description><![CDATA[Ravenna in epoca tricapitolina. Non capita spesso di questi tempi di avere tra e mani una novità lib]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div class="mceTemp">
<dl class="wp-caption alignright">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-medium wp-image-50" title="copertina ip. 1" src="http://byzance.wordpress.com/files/2009/10/copertina-ip-1.jpg?w=227" alt="Ravenna in epoca tricapitolina." width="227" height="300" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Ravenna in epoca tricapitolina.</dd>
</dl>
<p>Non capita spesso di questi tempi di avere tra e mani una novità libraria che si presenti esplicitamente come romanzo storico. Ci riferiamo a opere che possano essere a pieno titolo considerate appartenere ad un genere letterario e non semplicemente frutto di un fenomeno di costume o di moda. Le ambientazioni medievali, ad esempio, hanno offerto spunti notevolissimi a chi ha avuto l&#8217;ardire di confrontarsi con un genere evoluto per qualsiasi lingua, quale è il romanzo. E altrettanto si può dire per l&#8217;epoca moderna o per quelle antiche. Ma non sempre chi ha voluto utilizzare la storia come luogo di narrazione è riuscito poi a produrre un romanzo storico. Non è il caso dell&#8217;opera prima di un giovane scrittore friulano, il caminese Alberto Frappa, che nel suo &#8220;La condanna dei tre capitoli&#8221; uscito per i tipi delle Edizioni segno, rispetta appieno due criteri fondamentali per discernere appunto il romanzo storico da tutto il resto: in primo luogo la struttura narrativa, sostenibile, complessa ed articolata, che agevola l&#8217;emersione dalle pieghe del testo di personaggi completi, tondi, riconoscibili per il singolo tratto umano e allo stesso tempo per l&#8217;universalità che li contraddistingue; in secondo luogo il contesto, la storia che fa da sfondo alle vicende narrate, che è frutto di una meditata ed accurata ricerca, e che non lascia al caso una singola parola né un solo oggetto. L&#8217;equilibrio non forzoso tra questi due elementi nell&#8217;opera c&#8217;è tutto. Frappa ambienta le vicende che vedono coinvolto il suo protagonista, il milite aquileiese Lucio Valerio Cantio, in un&#8217;epoca per certi versi ancora poco sondata e poco &#8220;sfruttata&#8221;: i decenni della guerra goto-bizantina che, nel corso del VI secolo, trasformò l&#8217;Italia in un insanguinato campo di battaglia che vide le une contro l&#8217;altro armate le truppe imperiali inviate da Giustiniano a conquistare e pacificare la penisola e quelle dell&#8217;esercito goto che dalle stesse finirà per essere cacciato. Si trattò di una guerra atroce, fatta di assedi e saccheggi: fu forse l&#8217;ultimo grande evento del mondo antico e, per l&#8217;Italia, porta d&#8217;ingresso sufficiente e necessaria al medioevo. Il libro dispiega le sue vicende attorno a tre grandi poli: la città di Roma, dimora del papa, ma soprattutto delle grandi macchinazioni che vedono coinvolte le potenti famiglie della nobiltà, nella quale Lucio Valerio Cantio giunge, giovane soldato, al seguito dell&#8217;esercito imperiale; la splendida Costantinopoli, luogo della corte giustinianea, laddove sembrano decidersi i destini del mondo, dove l&#8217;inaccessibile imperatrice Teodora <em>(nella foto, in una rappresentazione musiva)</em> svolge le sue trame e dove sfarzo e potere trasudano ad ogni passo; infine la natia Aquileia, ormai decadente ma luogo della pace e del ristoro, dove Lucio, dismessi gli abiti del guerriero, ritrova la sua autentica dimensione di uomo legato alla terra. La galleria dei personaggi è ricchissima, personaggi ai quali Frappa sa dedicare un&#8217;attenzione particolare, sì che, quand&#8217;anche solo si limita a tratteggiarli, ce ne fornisce un&#8217;immagine completa e convincente: dai generali goti e imperiali a Giustiniano e Teodora, dai papi e dalle loro corti alle figure più significative della nobiltà romana, dalle semplici figure di cortigiani alla rustica plebe romana, dalle dolci figure incontrate nell&#8217;agro aquileiese alla splendida Corinna, la donna-musa che Lucio segue lungo tutto il romanzo fino al felice epilogo. La struttura dell&#8217;opera è picaresca: stabilito il personaggio e le sue finalità, lo seguiamo per ogni dove sul filo di una trama intricatissima, ricca di colpi di scena, ma anche di dotte disquisizioni teologiche, infarcita di graziose e accuratissime descrizioni e di scene che facilmente restano impresse nella mente: tra le più efficaci ricordiamo sicuramente quelle relative al viaggio sotterraneo nel dedalo dei canali artificiali che alimentano gli acquedotti romani, le diverse scene alla corte di Teodora, per le quali viene reso benissimo l&#8217;equilibrio tra il nascondere e lo svelare, ed infine l&#8217;alta pagina di scrittura nella quale si descrive l&#8217;esorcismo praticato da papa Vigilio in Sicilia. E&#8217; un peccato, però, che in qualche passaggio la prosa non sia sempre all&#8217;altezza della trama e della qualità degli affreschi proposti, rischiando di perdersi in ingenuità o barocchismi: ma all&#8217;opera prima che ben si presenta, tali debolezze si perdonano presto. Al di là delle vicende romanzate emergono dal testo alcuni temi che sono decisamente interessanti: da un lato lo sforzo di analisi, descrizione e memoria di un&#8217;epoca affascinante e tragica, in particolare per ricostruire la ricchezza della storia della Chiesa; dall&#8217;altro il rapporto città-campagna, colto in un momento critico della storia, in cui le città non riescono più a esercitare quell&#8217;autorevolezza e quella forza anche morale che le aveva per secoli contraddistinte, affidando alla rustica campagna (e qui gli accenni del Frappa ad alcuni luoghi e personaggi del suo Friuli sono efficacissimi) un ruolo nuovo di conservazione e trasmissione dei valori dell&#8217;antichità; dall&#8217;altro ancora la volontà e la capacità dell&#8217;autore di confrontarsi con modelli di scrittura e con tematiche non localistiche, partendo dal Friuli ma guardando ben oltre la terra natia; infine il tema delle relazioni, affettive ed amorose, che per Frappa guidano e salvano il mondo, e senza le quali non capiremmo la struttura e la forza d&#8217;impatto di questo romanzo. Per il quale una seconda lettura sarebbe quasi d&#8217;obbligo.</p>
</div>
<p><strong>Luca De Clara, La Vita Cattolica, Sabato 9 Febbraio 2008, pagina 23</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Noi a Roma sull' informazione]]></title>
<link>http://dariosulpizio.wordpress.com/2009/10/08/noi-a-roma-sull-informazione/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 14:50:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dario Sulpizio</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Sono a Teramo! No mail: telefonatemi]]></title>
<link>http://dariosulpizio.wordpress.com/2009/10/07/sono-a-teramo-no-mail-telefonatemi/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 16:09:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dario Sulpizio</dc:creator>
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<description><![CDATA[vi prego di non mandarmi mail: le leggo solo sabato e domenica. Chiamatemi o fatemi un mex al 339681]]></description>
<content:encoded><![CDATA[vi prego di non mandarmi mail: le leggo solo sabato e domenica. Chiamatemi o fatemi un mex al 339681]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ - LA CONDANNA DEI TRE CAPITOLI - romanzo storico - di Federica Ravizza]]></title>
<link>http://byzance.wordpress.com/2009/10/06/la-condanna-dei-tre-capitoli/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 16:20:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzance</dc:creator>
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<description><![CDATA[La Condanna dei Tre Capitoli     Il romanzo storico rivive ad Aquileia Messaggero Veneto , 6 dicembr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_15" class="wp-caption alignleft" style="width: 215px"><img class="size-medium wp-image-15" title="KOPERTINA NEWWW" src="http://byzance.wordpress.com/files/2009/10/kopertina-newww.jpg?w=205" alt="La Condanna dei Tre Capitoli" width="205" height="300" /><p class="wp-caption-text">La Condanna dei Tre Capitoli</p></div>
<div class="mceTemp"><strong>   </strong></div>
<div class="mceTemp"><strong>Il romanzo storico rivive ad Aquileia</strong></div>
<div class="mceTemp">
<p>Messaggero Veneto , 6 dicembre 2007   -  sezione: CULTURA &#8211; SPETTACOLO</p>
<div><strong>di FEDERICA RAVIZZA.</strong></div>
<div><strong> </strong></div>
<div>Aquileia nel VI secolo, uno scenario suggestivo di acque e rovine che ha lo stesso fascino dei quadri di capricci settecenteschi con maestose vestigia marmoree divorate dalla vegetazione e le antiche pietre di dimensioni imperiali popolate a contrasto con figure di pastori, viandanti e villanelle abbigliate sommariamente che hanno la funzione di fare da parametro per esaltare la scala gigantesca dei monumenti. E su una scala gigantesca si muovono i personaggi del romanzo storico di Alberto Frappa: La condanna dei tre capitoli (Edizioni Segno, 370 pagine, 15, 00 euro) che sarà presentato a Udine, alla liberia Feltrinelli, sabato 15 dicembre alle 18.</div>
<div>Costantinopoli, Roma e Aquileia, le verdi acque della laguna di Grado, verso Torcello e la futura Venezia, sono lo sfondo di un percorso tra storia ed emozioni. Anzi, Aquileia stessa è una dei protagonisti, certo tra i più riusciti, perché si avverte una conoscenza profonda del luogo e la carica di un amore inespresso. Ma sullo sfondo si apre poi uno spaccato del Friuli antico: Varmo, Gemona, Zuglio, Camino e il Tagliamento; e, accanto a questa dimensione elegiaca, una miriade di altre scene di timbro più ridondante, vere e proprie scenografie che rievocano la Roma della decadenza e la Costantinopoli giustinianea.</div>
<div>Un romanzo storico scritto con cura sulla scia di certa narrativa inglese che per la storia altomedioevale ha sempre avuto un debole e ha sempre cercato di gettare un fascio di luce su quel mondo apparentemente buio e imbarbarito scoprendo tesori di cultura e bellezza, ricreando ambienti e personaggi con una vivace plausibilità. Il sottotitolo Romanzo storico rimanda a tempi lontani quando i nostri nonni si entusiasmavano per <em>Quo vadis?,</em> Fabiola, ma anche La sposa di Lamermoor, o Il visconte di Bragelonne, letture che erano un must. Il pendant pittorico potrebbero essere quei quadri storici che, tra il finire dell’Ottocento e il primo Novecento, tanto piacevano; e più gli episodi erano trascelti, più la fantasia si sbizzarriva: ed ecco dipinta la morte del venerabile Beda, i due Foscari, druidi spettrali, vestali discinte e gli immancabili Orazi e Curiazi, per tacere dei quadri di Alma Tadema traboccanti petali e ghirlande, terme marmoree e bella gioventù pompeiana. Alberto Frappa si cimenta in un genere difficile, non si cela dietro personali sperimentazioni che potrebbero giustificare qualsiasi incertezza compositiva, si sottopone a un giudizio vasto e anche popolare, proprio come avviene per la pittura figurativa. Il romanzo ha una struttura lineare che inizia dall’inizio e finisce con la fine. Narra la peripezia del protagonista, l’ ufficiale imperiale Lucio Valerio Cantio, che ritornerà alla nativa Aquileia con regolare anabasi e scioglimento sentimentale che esalta le ragioni del cuore, come avrebbe detto Pascal. Un romanzo denso, esuberante, barocco, picaresco, dove accade di tutto: assedi, fughe notturne, un esorcismo, viaggi per mare, catacombe e percorsi sotterranei lungo antichi acquedotti, travestimenti e barbe posticce, congiure e monasteri, biblioteche imperiali e bassifondi, intrighi politici e dispute teologiche con l’eresia monofisista come impegnativo filo conduttore di questa trama. Un mondo in fieri del quale Frappa coglie più la vitalità che la decadenza. Ed eccoli, dopo averli confinati ai lontani anni della scuola, riappaiono Teodora e Giustiniano, Silverio Papa, Severino Boezio ( proprio quello di Carducci con «la sua fronte luminosa di martirio e di splendor») e il suo persecutore Teodorico da Verona, Belisario, Totila, Galla Placidia, Amalasunta, Goti, Avari… li avevamo tutti dimenticati!</div>
<div>Frappa non è un timido, non è un minimalista, le sue descrizioni sono lunghi elenchi di oggetti e materiali ad abundantiam e questi secoli bui ci abbagliano. Alcune pagine, tra le più riuscite, sono dedicate alle figure femminili e Teodora morente è tratteggiata con assoluta mancanza di indulgenza al patetico. Le matrone romane sono intellettuali depositarie e custodi della cultura latina come pure tesa a conservare le tradizioni è l’ava di Lucio, una matriarca aquileiese connotata di un’austerità che appartiene all’immaginario collettivo friulano. Con animo manicheo, Lucio si divide tra l’amore per l’algida, ma costante Corinna e l’attrazione per la sulfurea Lupicina, una <em>femme fatale</em> ben tratteggiata perché, come sapeva bene Manzoni, è più gratificante descrivere la peccatrice Signora di Monza che non la scialba Lucia. Quindi, per il protagonista, niente tormenti d’amore per una sola donna, niente <em>odi et amo</em>, il bene ed il male sono giudiziosamente impersonati da due figure diverse.</div>
<div>Romanzo ortodosso, come nella migliore tradizione, nel quale ogni capitolo inizia con una citazione da fonti latine. Alla fine l’autore ringrazia con gentile erudizione i suoi collaboratori e si rimane sorpresi nel venire a sapere che tra questi vi sono, oltre a Severino Boezio e a San Colombano, i «dimenticati compilatori del Liber Pontificalis» lontani e perduti negli annali di quei secoli affascinanti.</div>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Presente! e sabato a Roma per l' Informazione! con la I maiuscola]]></title>
<link>http://dariosulpizio.wordpress.com/2009/09/30/presente-e-sabato-a-roma-per-l-informazione-con-la-i-maiuscola/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 22:54:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dario Sulpizio</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
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<title><![CDATA[Facciamoci due risate col nostro caro Nduccio: tutta verità nelle risate]]></title>
<link>http://dariosulpizio.wordpress.com/2009/09/29/facciamoci-due-risate-col-nostro-caro-nduccio-tutta-verita-nelle-risate/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 20:44:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dario Sulpizio</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
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<title><![CDATA[Da oggi Moros' Blog]]></title>
<link>http://morolandia.wordpress.com/2009/09/25/da-oggi-moros-blog/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 12:21:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>morolandia</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da oggi morolandia non è più solo il mio blog personale, diventa il blog di famiglia. Quindi con mia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-563" title="festa" src="http://morolandia.wordpress.com/files/2009/09/festa.jpg" alt="festa" width="104" height="79" />Da oggi morolandia non è più solo il mio blog personale, diventa il blog di famiglia. Quindi con mia moglie Francesca che non commenterà più solo i miei post, ma ne proporrà di suoi.</p>
<p>Ovviamente tratterremo argomenti differenti, io continuerò con i miei soliti (linux, informatica, politica, società); lei scriverà ricette e consigli utili (sulla casa, ma anche su mostre e chissà che altro); insieme continueremo (già c&#8217;era lei che mi aiutava) con le recensioni dei film, spettacoli ed altro.</p>
<p>La giusta evoluzione per questo blog&#8230; Da oggi non più <em>Moro&#8217;s Blog</em>, ma <em>Moros&#8217; Blog</em>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Gran Finale... la Fenice risorgerà dalle sue spoglie]]></title>
<link>http://dariosulpizio.wordpress.com/2009/09/20/gran-finale-la-fenice-risorgera-dalle-sue-spoglie/</link>
<pubDate>Sun, 20 Sep 2009 20:40:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Dario Sulpizio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Esco e torno sul blog dopo 3 giorni duri sotto il profilo politico, con grandi eventi e peripezie a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Esco e torno sul blog dopo 3 giorni duri sotto il profilo politico, con grandi eventi e peripezie a ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[fiera..]]></title>
<link>http://mmaffy.wordpress.com/2009/09/06/fiera/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 13:29:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>mmaffy</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ultimamente sono fiera di me stessa. Sono anni che nn mi sentivo così, felice di essere quello che s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#00ff00;"><strong>Ultimamente sono fiera di me stessa. Sono anni che nn mi sentivo così, felice di essere quello che sono. Cioè, sia chiaro, non sono felice in generale.. ci sarebbero tanti pezzi della mia vita da riordinare, e i desideri irrealizzati stanno in un cassetto ad aspettarmi. Ma da quando ho lasciato f., il mio ex con cui sono stata 4 anni, mi sento rinascere.. sono più consapevole di me. Rompere il nostro rapporto &#8220;perfetto&#8221; è stato un sollievo. </strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#00ff00;"><strong>La perfezione di quel rapporto mi opprimeva. Lui, sempre gentile e onesto e innamorato, lui che mi ha perdonato un tradimento. Lui, bravo ed educato, gran lavoratore, l&#8217;uomo perfetto. Mai un litigio, mai uno sgarro da parte sua. Chiudere cn lui è stato difficile, ma necessario. Non provavo trasporto, non era un amore di quelli che ti accende il cuore e ti fa ardere di passione. </strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#00ff00;"><strong>E sono fiera di me. Sono fiera perchè ho chiuso con lui, ma anche perchè da maggio amavo un altro che non mi aveva mai vista. Sono fiera di aver fatto tutto io,  di essermi fatta conoscere, e anche se per lui non sono il Grande amore, almeno mi vuole come compagnia nel suo letto&#8230; devo accontentarmi di quello, al momento.</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#00ff00;"><strong>Sono fiera di me per la scelta dell&#8217;università. Perchè sapevo da tempo ciò che volevo fare, chi volevo diventare, e così sarà. Fiera perchè non ho fatto la scelta più comoda, non ho scelto di andare a Macerata come volevano i miei, ma mi sono spinta più in là, in un università ritenuta migliore ma + lontana da casa.</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#00ff00;"><strong>Sono fiera di me perchè mi sono accorta di un&#8217;amicizia al capolinea. Dopo anni di amicizia intensa e profonda..non avevo capito niente. E ora quella persona è così diversa da me.. sembra lontana anni luce. Un tempo avre cercato con le unghie e con i denti di salvare il rapporto.. ma adesso no. Non mi va..sarebbe inutile, ormai le strade si sono divise. Per quanto mi dispiaccia, non insisterò.</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#00ff00;"><strong>baci <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </strong></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Razza Sizzi]]></title>
<link>http://lombardista.wordpress.com/2009/08/30/razza-sizzi/</link>
<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 20:28:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
<guid>http://lombardista.wordpress.com/2009/08/30/razza-sizzi/</guid>
<description><![CDATA[Sono un Europeo appartenente alla sottorazza alpina, con influenze nordiche. Lombardo dalla notte de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://4.bp.blogspot.com/_d0c_2i9DrKY/SpWHioHWk2I/AAAAAAAAADY/0B2l8nrBuF0/s1600-h/Odal.png"><img style="text-align:center;width:200px;display:block;height:200px;cursor:hand;margin:0 auto 10px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_d0c_2i9DrKY/SpWHioHWk2I/AAAAAAAAADY/0B2l8nrBuF0/s200/Odal.png" border="0" alt="" /></a></p>
<div>Sono un Europeo appartenente alla sottorazza alpina, con influenze nordiche.</div>
<div>Lombardo dalla notte dei tempi, il ramo paterno deve il cognome all&#8217;antica famiglia fiorentina dei Sizi citata da Dante nella Commedia, per bocca di Cacciaguida, come uno dei casati più antichi di Firenze. L&#8217;etimo deriva da Sizo/Sizio, ipocoristico di nomi germanici in sig- (termine che significa &#8220;vittoria&#8221;) ed è molto probabile il lignaggio longobardo. I Sizi diedero alla città gigliata diversi consoli, tra cui Sizzo, nel 1201, che inaugurò il ramo dei Sizzi.</div>
<div>Guelfi, dopo la Battaglia di Montaperti nel 1260, alcuni di loro si trasferirono nel Bergamasco, in Valgandino precisamente.</div>
<div>Il casato continuò a Firenze dove nacque Francesco Sizzi, astronomo avversario di Galileo, nel Bergamasco e a Trento, dove giunsero sul finire del XV secolo i conti Sizzo de&#8217; Noris che diedero alla città un vescovo-principe, Cristoforo, nel XVIII secolo.</div>
<div>Io discendo dai Gandinesi che alla fine del &#8216;700 si spostarono in Val di Scalve, sempre in terra orobica. Ivi mio nonno si sposò con una Bettoni: Bettoni è un possente cognome lombardo orientale che deriva da ipocoristici di nomi germanici in berth- (&#8220;illustre, splendente&#8221;) o dalla contrazione del nome latino augurale Benedetto.</div>
<div>Ecco quindi che il mio retaggio paterno presenta una Stirpe squisitamente lombarda, anche perché la Tuscia fu profondamente longobardizzata e gli stessi Sizi-Sizzi, nobili, con tutta probabilità erano germanici.</div>
<div>Per quanto concerne il ramo materno, anche qui abbiamo un&#8217;Eredità di stampo schiettamente lombardo.</div>
<div>Ci spostiamo nell&#8217;Isola Bergamasca, cosiddetta perché è la zona incuneata tra i fiumi Adda e Brembo. Mia madre è cognominata in Caccia, cognome piuttosto insubrico ma con buona frequenza nel Bergamasco, ovviamente legato all&#8217;attività venatoria.</div>
<div>Sua madre è invece cognominata in Mazzoleni che è un casato originario della Valle Imagna. Deriva, o dal germanico &#8220;Matzo&#8221; più -land o -ing, col senso di &#8220;fondo, proprietà di Matteo&#8221; oppure da attività belliche legate all&#8217;uso della mazza. In Valle Imagna c&#8217;è pure un toponimo chiamato Mazzoleni e può darsi che la famiglia, una delle bergamasche più numerose, provenga da lì.</div>
<div>Posso quindi orgogliosamente affermare di essere un duro e puro Bergamasco, Lombardo ed Europeo, fiero della propria Stirpe, delle proprie Radici, desideroso di difenderle e preservarle in tempi sempre più cupi e bui come questi in cui la Razza è del tutto obliata, bollata come &#8220;blasfemità&#8221;, e a prevalere immeritatamente sono solo gli squallidi &#8220;valori&#8221; standardizzati prodotti dal capitalismo, dal consumismo, dall&#8217;edonismo.</div>
<div>Difendere la propria Identità con fierezza non è razzismo, solo un meschino può pensarlo, è un dovere sacro che abbiamo nei confronti di chi ci ha permesso di essere qui, ora: non parlo di certo del progresso e dell&#8217;insulsa provvidenza giudaico-cristiana ma solo del Sangue dei nostri Avi che continua a scorrere glorioso nelle nostre vene.</div>
<div>Paolo Sizzi</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eccomi, Lombardia]]></title>
<link>http://lombardista.wordpress.com/2009/08/30/eccomi-lombardia/</link>
<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 09:20:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo Sizzi</dc:creator>
<guid>http://lombardista.wordpress.com/2009/08/30/eccomi-lombardia/</guid>
<description><![CDATA[Sono Paolo Sizzi, ventiquattrenne studente universitario bergamasco, e ho deciso di aprire e utilizz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><a href="http://4.bp.blogspot.com/_d0c_2i9DrKY/SpWG7XoPr5I/AAAAAAAAADQ/DAlakSl2wnU/s1600-h/Lumbardia.png"><img style="text-align:center;width:200px;display:block;height:100px;cursor:hand;margin:0 auto 10px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_d0c_2i9DrKY/SpWG7XoPr5I/AAAAAAAAADQ/DAlakSl2wnU/s200/Lumbardia.png" border="0" alt="" /></a><br />
Sono Paolo Sizzi, ventiquattrenne studente universitario bergamasco, e ho deciso di aprire e utilizzare questo spazio virtuale per motivi identitari.<br />
Lo farò alla mia maniera, senza pretese e barocchismi, lo farò alla bergamasca, con stile aspro, sobrio e conciso.<br />
È mia precisa volontà impegnarmi, ora virtualmente ma in un futuro prossimo direttamente, per la mia Gente e la mia Terra, vale a dire per Bergamo, per la Lombardia, per l&#8217;Europa.<br />
Sì, queste sono le mie uniche vere Patrie, non certo l&#8217;Italia, che è solamente il meridione dello stato italiano e non certo l&#8217;artificiale Padania, scadente trovata leghista. Bergamo mi ha dato il Sangue, la Lombardia la Nazione, l&#8217;Europa l&#8217;Identità e non rinuncerò per nulla al mondo al mio sacro Retaggio e alla Verità.<br />
Mio dovere è quello di ogni buon patriota lombardo: lottare per l&#8217;autodeterminazione e l&#8217;indipendenza della Lombardia, che ormai da 150 anni è schiacciata dal lurido tallone dell&#8217;occupazione italiana e, più recentemente, da quello della Globalizzazione.<br />
Missione utopica mi si direbbe; certo, se non ci crediamo e vogliamo darla subito vinta ai detrattori e alle loro menzogne meglio lasciar perdere e lasciarsi corrompere dalla borghese indifferenza, come la stragrande maggioranza degli Europei.<br />
Io però sono fermamente ottimista e convinto che con l&#8217;impegno concreto di tutti gli interessati le cose cambiano e l&#8217;egemonia maligna ha fine. Tutto ha una fine, soprattutto ciò che è fallace e artificiale, e se ci pensiamo bene, al di là del risultato, la vera vittoria sta nella ribellione, nella lotta, nella tenace autodifesa quotidiana contro la peste modernista che tenta con ogni mezzo di annientarci.<br />
Partendo con questo sano entusiasmo, sapendo che il Bene e la Verità sono dalla nostra parte, la vittoria è già con noi. Non dobbiamo comunque lasciarci prendere la mano; abbiamo davanti i negativi esempi di personaggi finto-identitari come leghisti e neofascisti che hanno, i primi, banalizzato ed infangato le ragioni dei popoli alpino-padani, i secondi, deturpato sacri concetti come Popolo, Patria, Nazione, pervertendoli e piegandoli ai propri biechi scopi reazionari.<br />
Noi Lombardi dobbiamo divenire tutti lombardisti e lottare non per il lombardismo, che ha una negativa sfumatura per colpa della propaganda italiana che ci riduce a macchiette ma anche per via della sicumera di qualche industrialotto nostrano e delle sparate della Lega Nord, quanto, a mio dire, per il Lombardesimo che ha uno squisito sapore di Sangue e di Suolo, come il Germanesimo.<br />
Mettiamo finalmente da parte il becero individualismo che ci divide e ci svuota rendendoci solo utili marionette nelle grinfie dei poteri forti e corrotti. Impariamo invece a sentirci Fratelli quali siamo, dalle Alpi alla Pianura, dall&#8217;Insubria e l&#8217;Orobia alla Padania (quella vera), e allora la Grande Lombardia risorgerà fulgida e libera.<br />
&#8220;Il Lombardista&#8221; non è un termine anacronistico e razzista ma è l&#8217;essenza della mia natura identitaria ed europea. Spero che lo possano comprendere tutti, soprattutto i miei Compatrioti.</p>
<p>Paolo Sizzi</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La scrittura va allenata.]]></title>
<link>http://vogliosoloscrivere.wordpress.com/2009/08/20/la-scrittura-va-allenata/</link>
<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 21:25:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ale</dc:creator>
<guid>http://vogliosoloscrivere.wordpress.com/2009/08/20/la-scrittura-va-allenata/</guid>
<description><![CDATA[Lo dice chiunque se ne intenda un pochino. Non che io, finora, non mi sia allenata abbastanza, figur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Lo dice chiunque se ne intenda un pochino.<br />
Non che io, finora, non mi sia allenata abbastanza, figuriamoci.<br />
Sono una campionessa di sollevamento penne.<br />
Ho all&#8217;attivo qualcosa come 69.000 messaggi su un noto circuito di forum (a dirla così spaventa persino me). Eppure <em>mi sembra</em> di avere una soddisfacente vita privata.</p>
<p>Bando alle ciance: l&#8217;idea di aprire un blog mi è balenata in mente solo in questi ultimi giorni e il motivo è semplice ed è anche il titolo che vedete nell&#8217;indirizzo. Amo la scrittura da sempre.<br />
Dato che è il primo messaggio e dovrebbe funzionare anche come presentazione allora vi dirò la verità e tutta la verità: mi chiamo Alessandra e ho <del datetime="2009-08-20T20:57:29+00:00">venti</del> trent&#8217; anni. Ai tempi di mia madre sarei stata una &#8220;signora&#8221;: brrr preferisco non pensarci.<br />
Il mio sogno nel cassetto (come -credo &#8211; il 110% di coloro che scrivono in rete) è pubblicare le mie storie. Ma sono anche realista e mi sono trovata un lavoro diverso, che non mi dispiace e, soprattutto, mi consente di arrivare a fine mese.<br />
Amo anche leggere e infatti troverete qualche mia recensione su <a href="http://liblog.blogdo.net/">questo stesso circuito.</a><br />
D&#8217;altro canto credo fermamente che <strong>la prima regola per scrivere bene sia leggere tanto</strong>. Sembra banale, ma sfido chiunque a dire il contrario.<br />
Infine: devo ancora imparare ad utilizzare le proprietà di un blog, quindi spero mi scuserete se troverete cambiamenti, esperimenti, errori di ogni sorta (spero NON di grammatica!).</p>
</div>]]></content:encoded>
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