<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>tango-bond &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/tango-bond/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "tango-bond"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 12:57:58 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Criminal tango]]></title>
<link>http://johnmaynard.wordpress.com/2009/10/15/criminal-tango/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 06:40:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>johnmaynard</dc:creator>
<guid>http://johnmaynard.wordpress.com/2009/10/15/criminal-tango/</guid>
<description><![CDATA[Il governo di Buenos Aires, presieduto da Cristina Kirchner sta tentando di chiudere le pendenze rel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://johnmaynard.wordpress.com/files/2009/10/tango.jpg"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-1050" title="tango" src="http://johnmaynard.wordpress.com/files/2009/10/tango.jpg?w=150" alt="tango" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Il governo di Buenos Aires, presieduto da Cristina Kirchner sta tentando di chiudere le pendenze relative ai cosiddetti <em>tango-bond</em>, ovvero le famigerate obbligazioni statali emesse dal Tesoro della Repubblica Argentina ed in <em>default</em> dal 2001. La chiusura si rende necessaria per procedere a nuove emissioni dal 2010, senza dover sottostare agli eccessivi vincoli del Fmi. Da fonte Indec si apprende che il 40% del totale del debito ancora in essere e che non è andato a fare parte della transazione del 2005, è in mano di risparmiatori italiani (per la precisione si tratta di 8 miliardi di dollari su circa 20).</p>
<p>La notizia del tentativo di sistemazione con i creditori è positiva e va salutata con favore, soprattutto se risulterà più seria di quelle che l&#8217;hanno preceduta. Tuttavia, la lettura della notizia, personalmente, mi ha fatto venire in mente due cose: che tuttora sull&#8217;Euromercato i titoli del Tesoro argentino sono trattati per ammontari molto elevati; e che, conoscendo i risparmiatori italiani, la loro <em>non-cultura finanziaria</em>, la ricerca spasmodica di extra-rendimenti a prescindere dal rischio di credito, quel 40% detenuto non sia frutto di banche che li hanno malamente consigliati. Per meglio dire: se una quota di quei titoli ancora in mano a risparmiatori italiani è ancora lì a causa delle banche, la maggior parte di essi sta nei portafogli di molti perché costoro non stavano risparmiando ma, molto più semplicemente, scommettendo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Bond Alitalia: l'ennesimo furto ai danni dei piccoli risparmiatori]]></title>
<link>http://veritanascoste.wordpress.com/2009/04/16/bond-alitalia-lennesimo-furto-ai-danni-dei-piccoli-risparmiatori/</link>
<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 11:58:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francesco</dc:creator>
<guid>http://veritanascoste.wordpress.com/2009/04/16/bond-alitalia-lennesimo-furto-ai-danni-dei-piccoli-risparmiatori/</guid>
<description><![CDATA[Per alcuni la vicenda Alitalia è un caso archiviato e sepolto, ma per tanti altri la commedia italia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-280" title="cordata-alitalia" src="http://veritanascoste.wordpress.com/files/2009/04/cordata-alitalia.jpg" alt="cordata-alitalia" width="300" height="239" /></p>
<p style="text-align:justify;">Per alcuni la vicenda <strong>Alitalia</strong> è un caso archiviato e sepolto, ma per tanti altri la commedia italiana che ruota attorno alla compagnia di bandiera continua ad avere il sapore di una truffa. <strong>Beffati e ingannati sono ancora e per l&#8217;ennesima volta i piccoli obbligazionisti in possesso di obbligazioni Alitalia</strong><strong>, che adesso pensano di essere &#8220;rimborsati&#8221; con i titoli di Stato.  </strong>Qualcuno di voi negli  ultimi giorni è riuscito a capire cosa ha architettato il nostro governo sulla questione bond Alitalia? Anche questa volta i media nazionali hanno tralasciato la notizia, unica eccezione il quotidiano Milano Finanza.  Ma vediamo cosa ci ha &#8221; regalato&#8221; questa volta il nostro Governo.</p>
<p style="text-align:justify;">La conversione in legge del c.d. <em>&#8220;</em><em>decreto incentivi&#8221;</em><em> </em>porta una amara sorpresa pasquale per i titolari dei bond Alitalia, i quali rischiano di veder rimborsata solo una minima parte del proprio investimento. Come molti ricorderanno, durante la fase delle trattative tra la vecchia <strong>Alitalia </strong>ed <strong>Air France</strong>, l&#8217;attuale Presidente del Consiglio aveva pesantemente criticato l&#8217;ipotesi di accordo italo-francese promettendo, nel caso in cui la compagnia fosse rimasta in mani italiane, che tutti i titolari di titoli obbligazionari emessi dalla compagnia di bandiera sarebbero stati integralmente rimborsati del proprio credito. Tale promessa era stata ribadita dal Governo anche durante la vicenda &#8220;good company&#8221; &#8211; &#8220;bad company&#8221; terminata con la cessione degli assets sani di Alitalia alla <strong>Compagnia Aeronautica Italiana C.A.I. </strong>di Colannino e soci. Alla resa dei conti, come già evidenziato da autorevoli voci, i bondholders Alitalia corrono il serio rischio di ritrovarsi tra le mani un nuovo titolo obbligazionario, emesso dallo Stato Italiano, dal valore pari al 30% di quello ora posseduto. In particolare, i termini del mini-rimborso previsto dal Governo fanno sì che i titolari delle obbligazioni &#8220;Alitalia 7,5% 2002-2010 convertibile&#8221; (cod. ISIN IT0003331888) possono, cedendo al Ministero dell&#8217;Economia il proprio valore mobiliare, ottenere in cambio titoli di Stato di nuova emissione, senza cedola, con scadenza al 31 dicembre 2012.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> Alle obbligazioni Alitalia cedute allo Stato, peraltro, verrebbe attribuito un controvalore pari al prezzo medio di borsa delle medesime nell&#8217;ultimo mese, ridotto del 50%.</strong> Tale adesione, inoltre, vincola il singolo obbligazionista sotto altro profilo: ogni possessore del titolo &#8220;Alitalia 7,5% 2002-2010 convertibile&#8221; potrà ottenere obbligazioni di nuova emissione <strong>per un valore che non superi i 100mila euro.</strong> Come ben potete comprendere, ci troviamo di fronte ad una &#8220;offerta capestro&#8221; la quale porterà ad un rimborso in favore dei risparmiatori pari solo al 30% del valore della obbligazione oggi posseduta. Occorre peraltro osservare che il Governo, nell&#8217;evidente intento di chiudere velocemente la vicenda evitando possibili &#8211; anzi probabili &#8211; cause avviate dai bondisti Alitalia, ha stabilito che questi ultimi, laddove fossero interessati all&#8217;operazione di scambio, dovranno presentare domanda al Ministero dell&#8217;Economia entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della legge a pena di decadenza del diritto.<br />
Federcontribuenti ritiene che l&#8217;operazione ora descritta presenta molte analogie con l&#8217;iniziativa, intrapresa qualche anno fa dal Governo argentino il quale, attraverso una ristrutturazione del proprio debito, intendeva risolvere l&#8217;intera vicenda legata ai celeberrimi &#8220;tango bond&#8221;. Questa proposta non convince e dimostra, ancora una volta, che i piccoli investitori sono oggetto scarsa considerazione da parte delle Istituzioni, le quali a parole promettono piena tutela degli interessi, ma nei fatti tengono ben altro comportamento.<br />
Il piccolo obbligazionista Alitalia si trova di fronte alla scelta se aderire immediatamente alla proposta governativa, e quindi ottenere un titolo di stato che verrà rimborsato tra oltre 2 anni, o partecipare alla procedura avviata dall&#8217;amministratore straordinario.<br />
In entrambi i casi il diritto del piccolo investitore verrà fatalmente calpestato, in ampio contrasto con le dichiarazioni rassicuranti rilasciate dal premier.<br />
L&#8217;iniziativa in parola ha come finalità quella di salvaguardare interessi diversi da quelli dei risparmiatori e più precisamente quelli delle banche che hanno partecipato attivamente al collocamento delle azioni e delle obbligazioni Alitalia. Le banche, infatti, sarebbero le prime a venire coinvolte nelle azioni legali avanzate dai risparmiatori e volte al risarcimento del danno subito a causa della cattiva consulenza offerta dai propri funzionari.
</p>
<p style="text-align:justify;">Questa è la naturale fine di Alitalia. Una compagnia nata, cresciuta e morta male. </p>
<p style="text-align:justify;">Vergognatevi tutti&#8230;..</p>
<p style="text-align:justify;">W L&#8217;Italia</p>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/9HrtnqTOlfA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/9HrtnqTOlfA&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Investire ed essere guardinghi]]></title>
<link>http://itsyourmoneystupid.wordpress.com/2009/03/02/investire-madoff/</link>
<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 10:04:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Cesare Nistri</dc:creator>
<guid>http://itsyourmoneystupid.wordpress.com/2009/03/02/investire-madoff/</guid>
<description><![CDATA[Primo consiglio per evitare le truffe finanziarie: essere sempre guardinghi. “In molti casi alla bas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Primo consiglio per evitare le truffe finanziarie: essere sempre guardinghi. “In molti casi alla base del raggiro c’è l’amicizia. E, sempre, c’è un rapporto di fiducia tra la vittima e il truffatore” racconta l’avvocato Roberto Vassalle di Mantova, uno dei legali più noti in Italia nel campo della difesa del risparmio. “A volte i promotori e i funzionari di banca infedeli sono addirittura parenti dei truffati. A Reggio Emilia mi sto occupando di tre clienti che hanno perso un totale di 1,5 milioni di euro fidandosi di un funzionario di banca che era un loro vicino di casa. Alla base della truffa c’era un rapporto di fiducia andato avanti per anni”. Proprio come nel caso Madoff? “Sì. Spesso vengono prodotti estratti conto falsi, mentre quelli veri sono domiciliati presso la banca e occultati al cliente” avverte Vassalle. Seconda avvertenza: non prendere per garantiti nemmeno i consigli, mai disinteressati, delle banche. Agli sportelli in molti casi vengono proposte forme di investimento complicate e rischiose, prodotti finanziari che di sua iniziativa il cliente non comprerebbe mai. Per esempio le obbligazioni strutturate, le polizze unit e index linked o i derivati per le imprese. Tutti strumenti che servono anzitutto a far guadagnare chi li vende.Terzo punto: occorre avere un’idea chiara di quello che si compra. “Attenzione agli ingredienti, bisogna sempre sapere quali titoli contiene il fondo o la polizza in cui s’investe” interviene l’avvocato Antonio Tanza di Lecce, vicepresidente nazionale dell’Adusbef, associazione di difesa degli utenti bancari. “Altrimenti si scopre magari che i prodotti sono titoli di stato travestiti. Per esempio, è composta per l’84 per cento da titoli di stato la polizza Scudo 42, offerta per risarcire i clienti che avevano titoli Lehman Brothers da parte dell’Unicredit Banca di Roma”. E quali sono le dimensioni delle truffe vere e proprie? Gli importi sono molto variabili, da 100 mila euro fino a 5 milioni. In molti casi si tratta di ammanchi provocati da promotori finanziari. Nel 2008 la Consob, la commissione che controlla le società e la borsa, ha radiato 45 promotori dall’albo, mentre per altri 43 ha adottato una sospensione sanzionatoria (da un minimo di un mese a un massimo di quattro). Inoltre in 31 casi la Consob ha segnalato all’autorità giudiziaria un’attività illecita da parte dei promotori. Comunque nel 2008 le truffe finanziarie sembrano leggermente diminuite dato che nel 2007 le radiazioni di promotori decise dalla Consob erano state 64, le sospensioni cautelari 25 e le sospensioni sanzionatorie 44. Tanza in questo senso consiglia di “accertarsi che si abbia a che fare effettivamente con un promotore, facendogli esibire il tesserino, e poi controllare sui siti della Banca d’Italia e della Consob che non sia stato sospeso o radiato”. Va aggiunto che, per fortuna, la legge italiana tutela i risparmiatori truffati: la banca risponde in solido del comportamento fraudolento di promotori finanziari e funzionari infedeli. “Certo, è rarissimo che la banca si faccia carico spontaneamente della perdita. In genere paga dopo l’iniziativa di un legale” avverte Vassalle, che ha ottenuto centinaia di sentenze favorevoli in cause per investimenti finanziari: è stato il primo avvocato in Italia a vincere in Cassazione sul caso dell’anatocismo (cioè gli interessi sugli interessi, giudicati illegittimi) e sull’uso di piazza (un altro sistema con cui le banche tosavano i clienti applicando tassi più alti). Ha pure ottenuto, nel 2004, la prima condanna di un istituto di credito costretto a rimborsare i tango bond argentini. Per quanto riguarda le truffe orchestrate da promotori e funzionari, secondo Vassalle “metà delle cause si risolve con transazioni, mentre nel 50 per cento dei casi si deve arrivare a sentenza. E se è provata la responsabilità del promotore o del funzionario, la banca perde sempre”.Attenzione, però, a quelle che Tanza definisce “le truffe più pericolose, perché organizzate con la complicità dei direttori delle filiali bancarie che presentano promotori esterni, spesso proponendo prodotti completamente inadeguati”. Ma quali sono i tipi di truffa orchestrati dai piccoli Madoff all’italiana? I metodi sono due: il primo è il più semplice, con il promotore che si appropria il denaro versato dal risparmiatore facendosi dare contanti o assegni intestati a lui anziché alla banca. Il secondo sistema, ed è il più ricorrente, è quello in cui il promotore per occultare le perdite architetta nuove operazioni sempre più a rischio, in genere dando ai clienti estratti conto falsi.Non sono solo i promotori a truffare gli investitori. Racconta Vassalle: “Ho avuto un caso a Firenze in cui l’infedeltà era da parte dei funzionari della banca e ho già ottenuto tre sentenze favorevoli, per diversi clienti, con obbligo della banca a restituire complessivamente oltre 1 milione di euro. Per la stessa vicenda ci sono ulteriori cause in corso”. In definitiva, quali sono i consigli per evitare brutte sorprese? Tanza raccomanda: “Non bisogna mai firmare subito il contratto, ma farsi consegnare il prospetto e studiarselo con calma a casa. E poi, nel modulo che si compila per verificare che il rischio sia adeguato, un trucco per evitare fregature è indicare sempre un profilo molto cautelativo. In questo modo sarà lo stesso computer della banca a evitare i prodotti più rischiosi”. <strong>Vassalle consiglia di “rivolgersi a consulenti indipendenti che non eseguono direttamente gli investimenti”. Insomma, per non cadere in trappola meglio distinguere i ruoli di chi consiglia e di chi opera sul mercato. </strong></p>
<p>tratto da articolo di <a href="http://blog.panorama.it/economia/2009/03/01/come-investire-limitando-i-rischi-al-minimo/">Panorama</a> del 2/3/2009</p>
<p>La consulenza finanziaria indipendente è sempre più una realtà, anche nella tutela dei risparmiatori da eventuali truffe.</p>
<p>Iscriviti anche tu al gruppo Facebook <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=47580576739#/group.php?gid=35910079353">&#8220;Io vado dal consulente finanziario indipendente&#8221;</a> e sostieni la causa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Risarcimento Bond Argentini]]></title>
<link>http://dambra.wordpress.com/2008/01/14/tango-bond-bond-argentini-come-chiedere-il-risarcimento/</link>
<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 18:40:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea D'Ambra</dc:creator>
<guid>http://dambra.wordpress.com/2008/01/14/tango-bond-bond-argentini-come-chiedere-il-risarcimento/</guid>
<description><![CDATA[Se avete comprato dei Bond Argentini e volete richiedere il risarcimento dei soldi investiti, più gl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="right"><img src="http://www.beppegrillo.it/images/Tango-bond.jpg" height="62" width="116" /></div>
<p>Se avete comprato dei Bond Argentini e volete richiedere il risarcimento dei soldi investiti, più gli interessi,            potete fare riferimento alla sentenza del <a href="http://www.beppegrillo.it/documenti/bond_sentenza_mantova_18_marzo_2004.zip"><u>18/3/2004 del Tribunale di Mantova</u></a>, sezione II.</p>
<p>Il Tribunale ha condannato la B.A.M. (Banca Agricola Mantovana) a restituire, ad una coppia di coniugi, i            soldi investiti in obbligazioni argentine.</p>
<p>La sentenza ha concluso per la nullità dell&#8217;ordine di acquisto di ben            315.000 obbligazioni Argentine, con conseguente condanna alla restituzione           agli attori di quanto investito oltre agli interessi da corrispondersi, al            tasso legale, dal momento dell&#8217;investimento.</p>
<p>Il testo integrale della sentenza è stato pubblicato sulla rivista &#8220;La responsabilità civile&#8221;<br />
della casa editrice UTET, sul numero di marzo 2005.</p>
<p>La prescrizione dei Bond Argentini è nei 10 anni. Per chiedere il risarcimento potete rivolgervi ad un avvocato di fiducia e fare riferimento alla sentenza del Tribunale di Mantova.</p>
<p align="center"><a href="http://www.beppegrillo.it/documenti/bond_sentenza_mantova_18_marzo_2004.zip">	<img src="http://www.beppegrillo.it/images/bottoni/sentenza.png" alt="Scarica la sentenza" align="middle" border="0" height="15" width="80" /></a></p>
<p><a href="http://www.beppegrillo.it/risarcimento_bond_argentini.php" target="_blank"> Fonte</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
