<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>teleticino &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/teleticino/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "teleticino"</description>
	<pubDate>Sat, 05 Dec 2009 23:49:32 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Lega dei Ticinesi will Libyen den Krieg erklären]]></title>
<link>http://mazingazeta.wordpress.com/2009/09/06/lega-dei-ticinesi-will-libyen-den-krieg-erklaren/</link>
<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 14:11:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Mazinga Z</dc:creator>
<guid>http://mazingazeta.wordpress.com/2009/09/06/lega-dei-ticinesi-will-libyen-den-krieg-erklaren/</guid>
<description><![CDATA[Grossrat Bignasca hat eine Resolution geschrieben, in der er fordert, Libyen den Krieg zu erklären. ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="Grossrat Bignasca hat Resolution geschrieben" rel="lightbox[artdetail]" href="http://www.tagblatt.ch/storage/pic/newsml-sda/schweiz/274649_1_20090904200132.jpg" target="_blank"><img title="Grossrat Bignasca hat Resolution geschrieben" src="http://www.tagblatt.ch/storage/pic/newsml-sda/schweiz/274649_1_20090904200132.jpg" alt="Grossrat Bignasca hat Resolution geschrieben" width="468" height="351" /> <img style="display:none;" src="http://www.tagblatt.ch/_CPiX/pic-274649-627/pixel.gif" border="0" alt="" width="1" height="1" /></a></p>
<h6>Grossrat Bignasca hat eine Resolution geschrieben, in der er fordert, Libyen den Krieg zu erklären. <span>Bild: Keystone</span></h6>
<h3>BERN. Die <a href="http://www.legaticinesi.ch/200909061170/news/attualit/dichiariamo-guerra-alla-libia">Lega dei Ticinesi </a>fordert die Schweiz auf, Libyen den Krieg zu erklären. Die in Tripolis festgehaltenen Geiseln müssten mit Waffengewalt befreit werden, schreibt Lega-Grossrat Boris Bignasca in einer Resolution.</h3>
<p><!--more--></p>
<p>Er verlangt von den Tessiner Behörden, dass sie sich vor der Bundesversammlung für diese &#8220;aussergewöhnliche, aber unausweichliche Initiative&#8221; stark machen.</p>
<p>Die Schweizer müssten die Risiken und Opfer eines bewaffneten Konflikts mit Entschlossenheit angehen. Schweizer Soldaten könnten in einer Blitzaktion die in der Schweizer Botschaft festgehaltenen Geiseln befreien.</p>
<p>Damit würden die Rechte, Interessen und nicht zuletzt auch die Ehre der Schweiz gewahrt, schreibt der 22-jährige Student der Rechtswissenschaften und Sohn von Lega-Präsident <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=380260">Giuliano Bignasca</a> in der Resolution.</p>
<p><a href="http://www.tagblatt.ch/aktuell/international/international/Lega-dei-Ticinesi-will-Libyen-den-Krieg-erklaeren;art620,1377233">Bignasca</a> hofft, dass das Tessiner Kantonsparlament die Resolution in der Septembersession, die am 21. September beginnt, behandeln wird, wie er gegenüber dem Lokalsender &#8220;TeleTicino&#8221; sagte.</p>
<p>Die Schweiz hat laut dem Eidgenössischen Departement für auswärtige Angelegenheiten (EDA) keine Angaben darüber, ob die zwei Männer vor ein libysches Gericht gestellt werden, wie es der libysche Aussenminister angekündigt hatte.</p>
<p>Es lägen keine konkreten Angaben zu diesem Gerichtsverfahren vor, sagte eine EDA-Sprecherin auf Anfrage der SDA. Insbesondere sei die Schweiz nicht im Besitz einer entsprechenden Anklageschrift aus Libyen.</p>
<p>Dass die Schweizer vor ein libysches Gericht gestellt würden, bevor sie heimkehren könnten, hatte der libysche Aussenminister Musa Kusa am Donnerstagabend gegenüber dem Nachrichtenmagazin &#8220;10vor10&#8243; auf Schweizer Fernsehen SF gesagt. Diese Aussage kommentiere das EDA nicht.</p>
<p>Die zwei Geschäftsleute werden in Tripolis seit Juli 2008 an der Ausreise gehindert. Am 20. August, als Bundespräsident Hans-Rudolf Merz sich entschuldigte, sah es aus, als ob die Schweizer bald heimreisen könnten. Libyen brach jedoch ihr Versprechen, die zwei Männer bis zum 1. September ausreisen zu lassen. <span>(sda)</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Informazione multimediale]]></title>
<link>http://fuorionda.wordpress.com/2008/01/14/informazione-multimediale/</link>
<pubDate>Mon, 14 Jan 2008 23:52:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>fuorionda</dc:creator>
<guid>http://fuorionda.wordpress.com/2008/01/14/informazione-multimediale/</guid>
<description><![CDATA[Mettiamoci in testa una cosa: non è sulle news che televisione, radio e quotidiani staranno in piedi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mettiamoci in testa una cosa: non è sulle news che televisione, radio e quotidiani staranno in piedi. È sul tipo di immagini, di linguaggio, di scrittura e approfondimento che l&#8217;informazione proposta dai tre media potrà essere vincente. Tutto ruota e ruoterà attorno a internet, il fulcro che ingloba le caratteristiche presenti nei singoli mezzi: testi, voci, foto, video e interazione. Ecco perché radio, tv e giornali dovranno esaltare le proprie peculiarità, senza per questo tralasciare il flusso.</p>
<p>I <strong>quotidiani </strong>a pagamento, e in parte già avviene, dovranno raccontare storie originali con stile, approfondire, fare inchieste, interviste, ricorrere a belle immagini e all&#8217;infografica. Non ha più senso avere quotidiani pieni zeppi di agenzie; non è la quantità ma la qualità che permetterà al tradizionale foglio stampato, al televisore e all&#8217;autoradio di continuare a vivere.</p>
<p>La <strong>televisione </strong>dovrà invece mostrare il mondo sfruttando la potenza del video, proponendo inchieste, interviste e servizi giornalistici non scritti per essere sporcati con delle immagini ma sapientemente abbinate.</p>
<p>La <strong>radio</strong> dovrà esaltare il concetto di immediatezza, abbattere i confini geografici grazie al telefono, mantenere il contatto con gli ascoltatori, coinvolgerli, dare voce ai fatti, dibattere.</p>
<p><strong>Internet</strong>, in questo contesto, sarà sempre più il fil rouge: quello che offre un costante e sempre accessibile flusso di news, che trasmette immagini &#8220;sporche&#8221; all&#8217;istante, audio integrali di interviste, che permette di recuperare trasmissioni radiotelevisive, accedere agli archivi dei quotidiani, interagire, dialogare con altri internauti, creare link per approfondire, mostrare il backstage e così via. Ed è in questo &#8220;contenitore&#8221; che gli altri tre mezzi inseriranno il loro materiale (grezzo o lavorato) e da dove attingeranno per poter elaborare i loro pezzi. In altre parole internet sarà la piattaforma tecnologica attorno al quale radio, tv e giornali ruoteranno. Una piattaforma gestita rigorosamente dal desk, da coordinatori del flusso.</p>
<p>Se certi redattori saranno quindi seduti in comodi uffici con tutte le tecnologie a raffinare per sito, tg o rg le news, altri giornalisti saranno invece sul territorio per raccogliere materiale grezzo (notizie, dichirazioni di politici, conferenze stampa, eventi), destinato prima di tutto al web e, in secondo luogo, agli altri vari media. Ma non è finita, un sempre più elevato numero di professionisti dovrà avere necessariamente il tempo e lo spazio per elaborare, approfondire e quindi realizzare inchieste, reportage televisivi o talk radiofonici.  Solo così i quotidiani avranno più lettori, le tv piu spettatori e le radio più ascoltatori.</p>
<p>L&#8217;evoluzione che mi sembra di intercettare è quindi questa: ognuno insomma dovrà continuare ad offrire un servizio adeguato al media d&#8217;appartenenza ma, e qui si inserisce il tema delle &#8220;fusioni redazionali&#8221;, all&#8217;interno di un recinto di una comunità garantita da un grande marchio.</p>
<p>Come spiegava <strong>Carlo Verdelli,</strong> direttore della <strong><a target="_blank" href="http://www.gazzetta.it">Gazzetta dello Sport</a></strong> &#8220;se fosse vero che il web toglie lettori alla carta stampata, la Gazzetta non esisterebbe più. Invece, cresce. Il giornale aumenta le copie perché cresce la comunità attorno al marchio Gazzetta&#8221;. Il giornale cartaceo e quello virtuale offrono due servizi diversi, destinati spesso anche e target diversi. Ma, e questo è fondamentale, <strong>&#8220;Gazzetta quotidiano&#8221;</strong> e <strong>&#8220;Gazzetta.it&#8221;</strong> sono accomunati da un nome e da una linea comune, premessa basilare per la formazione di un&#8217;ampia comunità.</p>
<p>Questo è un po&#8217; quello che è già successo nel 2007 con <strong><a target="_blank" href="http://www.ticinonews.ch">Ticinonews</a></strong>: un portale, un telegiornale e un radiogiornale. Ogni media segue una linea comune, tracciata da un unico direttore e contraddistinta da un unico nome. La differenza la fanno i singoli mezzi: per la tv è indispensabile puntare sulla qualità delle immagini e dei servizi e per la radio bisognerà puntare sull&#8217;approfondimento, sul talk e sulle voci. Il web, come dicevo in precedenza, dovrà invece essere il collante.</p>
<p>La <strong><a target="_blank" href="http://www.rtsi.ch">RTSI</a></strong> sta tentando di andare in questa direzione. A mio modo di vedere, per quel poco che so, si sta procedendo in maniera troppo regionalistica e disordinata. Questo è un discorso globale che dovrebbe coinvolgere tutta la potente <strong>SRG SSR idée suisse</strong> e che non può essere affrontato unicamente a livello locale.</p>
<p>Cosa farei concretamente per rendere multimediale l&#8217;informazione SSR? Piglierei il marchio già esistente <strong><a target="_blank" href="http://www.swissinfo.org">Swissinfo</a> </strong>e lo moltiplicherei in tutta la Svizzera; lo farei diventare un portale informativo multilingue mondiale, un canale radio/tv all-news trilingue disponibile in dvb-t/dab/cavo e satellite, telegiornali e radiogiornali per le singole regioni linguistiche. Questo dovrebbe essere il cappello dell&#8217;informazione SSR, sotto il quale troverebbero posto le trasmissioni di approfondimento, d&#8217;inchiesta, i dibattiti e via dicendo, destinate ai singoli mass media.</p>
<p>La multimedialità comporta uno scardinamento del concetto di appartenenza ad una rete radio o televisiva. Non si dovrà più pensare di lavorare per <strong>&#8220;TSI 1&#8243;</strong>, <strong>&#8220;Rete Due&#8221;</strong> o <strong>&#8220;TSR 2&#8243; </strong>ma per una testata giornalistica nazionale.</p>
<p>È vero che la localizzazione delle redazioni è fondamentale ma prima bisogna dare un nome e un volto alle cose (il marchio è il punto di partenza!), stabilirne le strategie, gli obiettivi, i tempi, scegliere le tecnologie adatte, coinvolgere il personale, attuare un piano su larga scala e ragionare pensando di essere, prima di tutto, una testata giornalistica nazionale che raggruppa radio, tv e web.</p>
<p>Internet, per capirci, ci permette non solo di abbattere i confini mediatici ma anche quelli geografici. È per questo che la <strong>SSR</strong> dovrebbe sfruttare tutte le proprie risorse e non ragionare per &#8220;regioni linguistiche&#8221;, come invece può e deve fare un&#8217;emittente locale come <strong>TeleTicino</strong>.</p>
<p>A mo&#8217; di esempio prenderei le informazioni stradali. La SSR ha creato qualche anno fa, suscitando meno scandalo, <strong>&#8220;Viasuisse&#8221;:</strong> redazione unica, un marchio comune e un solo stile per la viabilità radiofonica di tutta la Svizzera. Voilà, il concetto è questo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Multimedialità]]></title>
<link>http://fuorionda.wordpress.com/2007/12/26/multimedialita/</link>
<pubDate>Wed, 26 Dec 2007 23:36:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>fuorionda</dc:creator>
<guid>http://fuorionda.wordpress.com/2007/12/26/multimedialita/</guid>
<description><![CDATA[Putin mi è pure un tantino antipatico. E allora, alla faccia di quelli del TIME, ho deciso di lascia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://fuorionda.wordpress.com/files/2007/12/wordoftheyear.jpg" title="wordoftheyear.jpg"></p>
<div style="text-align:center;"><img width="565" src="http://fuorionda.wordpress.com/files/2007/12/wordoftheyear.jpg" alt="wordoftheyear.jpg" height="754" style="width:527px;height:714px;" /></div>
<p></a></strong></p>
<p><strong><a target="_blank" href="http://www.nydailynews.com/img/2007/12/20/asm_putin.jpg">Putin </a></strong>mi è pure un tantino antipatico. E allora, alla faccia di quelli del <strong><a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Time">TIME</a></strong>, ho deciso di lasciare da parte le persone e mandare avanti le parole. Quella che ha sconvolto il mio 2007 è il termine <strong><a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Multimedialit%C3%A0">&#8220;multimedialità&#8221;</a></strong>. A livello professionale è stata una vera rivoluzione. Non si tratta però solo di un aspetto personale, nel 2007 si sono concretizzati molti progetti interessanti: oltre alla creazione di una redazione &#8220;multimediale&#8221; per Radio 3iii, TeleTicino e <strong><a href="http://www.ticinonews.ch">Ticinonews.ch</a></strong>, c&#8217;è stata l&#8217;unione giornalistica tra <a target="_blank" href="http://www.lemanbleu.ch/"><strong>Leman Bleu </strong></a>e <a target="_blank" href="http://www.onefm.ch"><strong>One Fm</strong></a><strong>,</strong> la &#8220;radiovisione&#8221; di <strong><a target="_blank" href="http://www.rtl.it">RTL 102.5</a></strong> e il lancio, da parte di <a target="_blank" href="http://www.rougefm.ch"><strong>Rouge FM</strong></a>, di <a target="_blank" href="http://www.rougefm.com/rougetv/">Rouge Tv</a>. Ma la parola &#8220;multimedialità&#8221; sarà ben presente anche l&#8217;anno prossimo: sulla scia di quel che stanno facendo le private, con il mese di gennaio pure la <a target="_blank" href="http://www.rtsi.ch"><strong>RTSI</strong></a> avvierà un processo di trasformazione per unire le redazioni giornalistiche di radio e tv. Come avvenuto tra TeleTicino e Radio 3iii, anche l&#8217;attualità regionale della RTSI, nel 2008, avrà un unico cappello e la sede sarà a Comano.</p>
<p><strong>Ticinonews e Leman Bleu/OneFm</strong><br />
Il primo sconvolgimento è personale. Col mese di maggio è nata la redazione &#8220;multimediale&#8221; che unisce una televisione, <strong>TeleTicino</strong>, una radio, <strong>Radio 3iii</strong>, e un portale, <strong>Ticinonews.ch</strong>. Uno staff di quindici persone che operano insieme per produrre un telegiornale, tredici radiogiornali e un sito internet. Ora mi capita di preparare un servizio per la televisione, per la radio e per il sito internet. È appassionante poter operare su tre fronti. Lavorare per la tv significa saper fare un gioco di squadra, confrontarsi con altri professionisti. Tutti aspetti che finora non avevo considerato. La radio, e pure il web, sono mezzi decisamente più agili, immediati, rapidi e anche un po&#8217; solitari. Per farvi un esempio, un servizio radiofonico lo registro e lo edito senza bisogno di altre persone. Stesso discorso per il web: scrivi e pubblichi da solo. Il bello della tv, per capirci, è il confronto che spesso nasce con le altre persone che lavorano con te. Spesso mi chiedono di esprimere una preferenza tra i tre mezzi e, senza esitare, rispondo: il web. Il motivo è presto detto: con la rete puoi fare sia la radio sia la tv!<br />
Vicenda simile quella che ha coinvolto invece la televisione <strong>Leman Bleu</strong> e l&#8217;emittente radiofonica <strong>One FM</strong>. Le due redazioni si sono unite ufficialmente in aprile. Il progetto si è però avviato tralasciando un po&#8217; il web. Per il momento, infatti, i notiziari radiofonici vengono ripresi con alcune webcam e ritrasmessi sul canale televisivo.</p>
<p><strong>La radiovisione e Rouge TV<br />
RTL 102.5</strong> ha lanciato ufficalmente la &#8220;radiovisione&#8221;. Un progetto estramente interessante che porta, letteralmente, la radio in televisione. Il budget del gruppo guidato dai Suraci è sufficiente per poterci offrire gli speaker in tv che lanciano i pezzi musicali&#8230;sia da ascoltare sia da vedere. Il tutto, e questo è il bello, senza snaturare la radio! Come se non bastasse, a colpi di mouse è possibile accedere al sito <a href="http://www.rtl.it/">www.rtl.it</a> per vedere/ascoltare RTL. Un progetto analogo è partito nella Svizzera romanda, dove la privata Rouge Fm è sbarcata on line con <strong>&#8220;Rouge TV&#8221;.</strong> Dopo aver acquistato <strong><a target="_blank" href="http://www.radiolac.ch">Radio Lac</a>,</strong> Rouge Fm si è quindi tuffata nel mondo della televisione realizzando un vero e proprio canale. Per l&#8217;occasione gli studi sono anche stati trasferiti in una nuovissima sede durante il mese di luglio.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
