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	<title>tienanmen &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/tienanmen/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "tienanmen"</description>
	<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 21:33:13 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Vogliono cancellare Tienanmen]]></title>
<link>http://memoriastorica.wordpress.com/2009/11/03/vogliono-cancellare-tienanmen/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 05:00:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>memoriastorica</dc:creator>
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<description><![CDATA[Intervista uscita su Avvenire Vent’anni possono essere sufficienti per dimenticare tutto. Lo spirito]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:right;"><em>Intervista uscita su </em><a href="http://memoriastorica.wordpress.com/files/2009/11/31102009-tienanmen.pdf" target="_blank"><em>Avvenire</em></a></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://memoriastorica.wordpress.com/files/2009/11/massacro1.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1910" title="massacro" src="http://memoriastorica.wordpress.com/files/2009/11/massacro1.jpg?w=300" alt="massacro" width="300" height="200" /></a>Vent’anni possono essere sufficienti per dimenticare tutto. Lo spirito della grande mobilitazione studentesca per la democrazia che fu repressa nel sangue in piazza Tien An Men rischia di essere inghiottito nell’oblio e dimenticato anche dai libri di storia cinesi. Per evitarlo, e per commemorare il coraggio di coloro che vi presero parte, il ricercatore statunitense Philip J. Cunningham ha scritto <em>“Tienanmen Moon. Inside the Chinese Student Uprising in 1989”</em>, un libro importante, poiché l’autore ha vissuto quegli eventi in prima persona. “Non si tratta dell’ennesimo racconto sul massacro degli studenti, piuttosto della storia di quel formidabile movimento popolare che ha conquistato le menti e i cuori dei pechinesi, e gran parte del resto della nazione nella primavera del 1989”. Vent’anni fa Cunningham era solo un giovane straniero che studiava all’università di Pechino quando, senza volerlo, si trovò a faccia a faccia con la storia, divenendo testimone di uno dei fatti più importanti e drammatici del XX secolo. In quelle settimane marciò con gli studenti cinesi ed ebbe modo di osservare dall’interno, nei campus di Pechino, la nascita di una gigantesca protesta pacifica, che il governo cinese avrebbe poi schiacciato facendo uccidere centinaia di persone. Oggi non esita a definire “straordinari, unici e indimenticabili” i mesi che precedettero la strage. “Il modo crudele e maldestro in cui è stata soffocata la rivolta – spiega &#8211; ha rappresentato un grave battuta d’arresto per la Cina. Ma quelle settimane ispirarono la mobilitazione di milioni di persone dietro agli striscioni di un movimento estremamente pacifico e affiatato. Che purtroppo è stato poi oscurato proprio da quanto è accaduto dopo”.<!--more--><br />
<strong>Cunningham, nel suo libro lei esclude categoricamente che gli studenti siano stati manipolati dall’esterno come ha sempre affermato il governo di Pechino.</strong> <strong>Crede che la protesta sia stata quindi totalmente spontanea?</strong><br />
Fu sicuramente molto spontanea, anche se non del tutto. Fin dall’inizio molte fazioni politiche hanno fatto a gara per cercare d’influenzarla. Alla fine, anche i servizi segreti occidentali che sembrava fossero stati colti impreparati come tutti noi, risultarono coinvolti, sebbene a quanto mi è dato sapere, la maggior parte di essi cercò semplicemente di aiutare gli attivisti più a rischio a scappare all’estero. I leader studenteschi erano degli individui assai difficili da inquadrare, considerevolmente più ambiziosi ed egocentrici della media dei partecipanti alla protesta. Ma in base a quanto ho visto posso affermare che la maggioranza assoluta dei manifestanti era davvero spontanea, animata da un misto d’idealismo, curiosità e desiderio di esprimere sentimenti sinceri, oltre a un pizzico d’avventura.<br />
<strong>Dove si trovava esattamente in quei tragici giorni di giugno di vent’anni fa?</strong><br />
Ho frequentato la piazza tutti i giorni, per un mese intero. Ed ero lì la notte del 3 e nelle prime ore del 4 giugno, quando arrivò l’esercito con i cannoni e i carri armati.<br />
<strong>Cosa fece nei giorni successivi al massacro?</strong><br />
Ho dato rifugio ad alcuni attivisti studenteschi e ho messo la mia stanza d’albergo a disposizione di una troupe televisiva della Bbc; ho aiutato a portare di nascosto delle videocassette fuori dall’albergo e poi fuori dal paese. Poi mi sono messo in viaggio verso Hong Kong con la Bbc e ho lavorato a un documentario televisivo che fu mandato in onda alcune settimane dopo. Infine ho lavorato insieme al conduttore americano Ted Koppel a un documentario più approfondito sullo stesso argomento.<br />
<strong>Da allora lei ha continuato a frequentare la Cina e ha vissuto a lungo in Asia. Cosa pensano adesso i cinesi di quei giorni?</strong><br />
Per loro Tien an Men è e resta un problema irrisolto del quale non si può parlare. Invece è una vicenda di cui dovremmo occuparci non ogni anno od ogni decennio, ma ogni quindici giorni, e farlo prima possibile. Eppure, nonostante i tentativi di rimozione, si tratta di una vicenda che fa parte ormai della vita stessa dei pechinesi, oltre a essere un momento importante nella storia della loro città. Eventi simili di minore portata si sono verificati in molte altre città. Ma in generale, soprattutto per quanto riguarda le giovani generazioni, non c’è un’idea chiara su quanto sia realmente accaduto.<br />
<strong>Perché ritiene che sia importante per la Cina mantenere viva la memoria del 4 giugno?</strong><br />
Oggi c’è la tendenza a girare intorno al problema &#8211; che per i media è ancora un tabù – e spesso si assiste a una discussione alquanto artificiosa e maldestra sull’importanza della stabilità, per spiegare i successi economici della Cina odierna, presumendo che siano stati possibili proprio grazie ad essa. Trovo che questa spiegazione sia assai poco convincente, poiché anche la verità e la riconciliazione portano stabilità, e probabilmente una stabilità più profonda e durevole di quella portata da una folle corsa verso il successo materiale a discapito di tutto il resto. La Cina dovrebbe sicuramente indirizzare meglio il lato umanitario e spirituale del suo grande sviluppo.<br />
RM</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[C [H] I N A ]]></title>
<link>http://hagemman.wordpress.com/2009/10/19/c-h-i-n-a/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 04:30:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>hagemman</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sebulan ini, Beijing sibuk menyiapkan perayaan 60 tahun Republik Rakyat Cina. Tak hanya itu. Media p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3155" title="cina" src="http://hagemman.wordpress.com/files/2009/10/cina.jpeg?w=130" alt="cina" width="130" height="150" />Sebulan ini, Beijing sibuk menyiapkan perayaan 60 tahun Republik Rakyat Cina.</p>
<p>Tak hanya itu. Media penuh program patriotik. Parade disiapkan, memamemrkan kekuatan militer dan bidaya Cina. Film epik Berdirinya Sebuah Republik yang melibatkan artis-artis besar seperti Jackie Chan, Jet Li, dan Andy Lau memecahkan rekor  penjualan tiket terbesar. Hajatan sepekan itu ditutup pergelaran opera Turandot karya Puccini di megastadim Sarang Burung oleh sutradara Zhang Yimou, sebagai simbol “ Cina yang baru “, perpaduan budaya tradisional Kerajaan Tengah dan republik yang mendunia.</p>
<p>Namun, di sela-sela kemeriahan pesta, keamanan ibu kota dan wilayah rentan, seperti Tibet  dan Xinjiang, diperketat. Warga lokal, sejumlah diplomat, dan wartawan asing yang tinggal di sekitar Tiananmen mengeluhkan peringatan untuk tidak membuka jendela saat parade berlangsung. Akses internet kian dibatasi, bahwa Facebook dan Twitter diblok. Apa yang sebenarnya terjadi dalam merefleksikan enam dekade kehadiran Cina di dunia ?</p>
<p><strong>Setelah enam dekade<br />
</strong><br />
Dari era Mao Zedong, modernisasi Deng Xiaoping, dan globalisasi saat ini, kompleksitas dari realitas Cina kian nyata. Pertumbuhan ekonomi yang menghasilkan devisa dua triliun dollar AS mengangkat 200 juta lebih penduduk Cina dari kemiskinan dan melahirkan kota-kota megapolitan. Namun, masih ada ratusanjuta warga yang miskin dan menganggur. Melebarnya kesenjangan ekonomi sosial dan degradasi lengkungan meningkatkan potensi instabilitas.</p>
<p>Kecepatan pembangunan fisik tak sepenuhnya diimbangi pembangunan nonfisik. Problem terkikisnya komunisme sebagai ideologi negara belum nyaman terjawab oleh kehadiran nasionalisme. Felora nasionalisme mendapat tantangan konflik sosial dimana faktor kesenjangan, politik identitas, dan hak asasi manusia bersilangan.</p>
<p><!--more-->Dari kasus obor olimpiade di Paris, konflik Tibet dan Xinjiang, gempa Wanchuan, hingga astronot Cina pertama menampilkan ekspresi nasionalisme yang berwarna. Pemerintah sering kelimpungan saat harus menangani gelombang pasang nasionalisme.</p>
<p>Sebuah arena interaksi narasi nasionalisme adalah dunia maya. Birokrasi ruang maya menjadi fenomena sosial yang hangat. Lebih dari 380 juta pengguna dari kelas menengah/atas berkelit dari polisi internet serta mencari gelanggang berekspresi secara kritis dan kreatif di dunia maya sebagai alternatif kekakuan dunia nyata. Banyak kebijakan direvisi/dihapus karena tekanan opini publik bertebaran di blog.</p>
<p>Seputar sistem politik, sekilas tidak tampak perubahan dari esensi struktur multipartai yang didominasi Partai Komunis (tertutup dan tanpa oposisi riil), tetapi internal partai ternyata lebih dinamis. Era pemimpin karismatik diganti kepemimpinan kolektif, diwarnai persaingan kubu “populis” (Liga Pemuda Komunis) dan kubu “pangeran” (penerus pemimpin era lalu).</p>
<p>PKC menunjukkan peningkatan kemampuan beradaptasi, terutama dalam pemanfaatan media dan pemberdayaan kaum intelektual. Desentralisasi dan “konsultasi publik” dengan proses kebijakan kian mendapat angin.</p>
<p>Cina bersiap menjalani transisi, dari generasi ke-4 (Hu jintao) ke generasi ke-5 (Xi Jinping?). Pengamat menerka-nerka, bagaimana transisi pada 2012 akan berlangsung setelah dalam rapat ke-17 PKC lalu, Xi tidak ditunjuk sebagai Wakil Ketua Komisi Militer Pusat, posisi yang dulu memuluskan jalan Hu.</p>
<p><strong>Cina dan dunia</strong></p>
<p>Cina tidak berpretensi ingin mengubah dunia, kata beberapa pemikir strategis Cina. Hanya dengan mengubah diri Cina sendiri, seluruh dunia akan ikut berubah. Apa pun motivasinya, meningkatnya kepercayaan diri atau keinginan untuk menenangkan dunia sulit dimungkiri.</p>
<p>Meski masih jauh bagi Cina untuk menggantikan hegemoni Amerika Serikat, kehadirannya mendorong kita untuk mau tidak mau menggunakan lensa berbeda dalam meretas perjalanan dan pemikiran baru komunitas global. Kehadiran konsep “Konsensus Beijing” telah mengundang perdebatan kritis seputar sebaran kapitalisme dan demokrasi liberal yang terpatri dalam “Konsensus Washington”.</p>
<p>Selama krisis keuangan dunia, ekonomi terbesar ketiga dunia ini muncul sebagai salah satu penyangga dunia. Bahkan, dalam pertemuan G-20 lalu, Cina tampak kian lugas menuntut rekayasa ulang sistem keuangan global dan tatanan ekonomi baru. Perdebatan perlunya G-20, meski dikatakan prematur, mengindikasikan nilai strategis Cina untuk bersanding dengan AS. Yang helas, Cina kian piawai memanfaatkan mekanisme multilateral.</p>
<p><strong>Menuju “mitra strategis”</strong></p>
<p>Bagaimana posisi hubungan Indonesia – Cina ? Meski lambat, posisu Cina bergeser, merefleksikan aspirasi mengangkat peran Indonesia ke tataran global. Kecanggungan kita sebagai aktor global masih terasa, dan ini diperburuk oleh institusionalisasi persepsi “ancaman Cina”  semasa Orde Baru. Ini akan memengaruhi kita dalam berinteraksi dengan Cina. Sejak penandatanganan kemitraan strategis 2006, pertanyaan “mana dagingnya?” masih belum terjawab.</p>
<p>Dalam pertemuan G-20, Hu menggarisbawahi skema pertukaran mata uang antarnegara sebesar 95 milliar dollar AS, termasuk Indonesia, yang menjanjikan perdagangan lebih dinamis. Pertukaran mata uang bilateral masih diwarnai kebingungan dan keraguan. Kajian mendalam diperlukan guna menimbang manfaat skema ini dan mengurangi ketergantungan terhadap dollar, terutama pada saat krisis.</p>
<p>Diplomasi kita harus didukung kajian kritis tentang dampak perubahan Cina. Jangan sampai kecanggungan kita, terefleksi dalam kebingungan menyebut nama Negara Tirai Bambu (China, Cina, atau Tiongkok), trauma sejarah, dan kesenjangan pengetahuan, menghilangkan kesempatan mengambil manfaat dari perkembangan Cina.<br />
Sumber  :</p>
<p>C(h)ina &#124; Christine Susanna Tjhin, Peneliti d CSIS ; Sedang Mengambil Doktor di Jurusan Diplomasi Universitas Peking, Cina<br />
Kompas, 01.10.2009</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Vendicare Tienanmen]]></title>
<link>http://andreapomella.wordpress.com/2009/10/12/vendicare-tienanmen/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 15:32:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Pomella</dc:creator>
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<description><![CDATA[L’Unione Sarda ha pubblicato oggi un mio articolo sullo scrittore dissidente cinese Ma Jian e sui fa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L’Unione Sarda ha pubblicato oggi un mio articolo sullo scrittore dissidente cinese Ma Jian e sui fa]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Confini del Tibet chiusi per i festeggiamenti dei 60 anni della Repubblica Popolare Cinese]]></title>
<link>http://buddhismoloto.wordpress.com/2009/09/22/confini-del-tibet-chiusi-per-i-festeggiamenti-dei-60-anni-della-repubblica-popolare-cinese/</link>
<pubDate>Tue, 22 Sep 2009 08:29:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>hokkekyoshu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Free Tibet for free China Per evitare qualsiasi problema durante i festeggiamenti del 60° anniversar]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Free Tibet for free China Per evitare qualsiasi problema durante i festeggiamenti del 60° anniversar]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Se le lacrime lavano via i ricordi di Tienanmen]]></title>
<link>http://andreapomella.wordpress.com/2009/08/22/se-le-lacrime-lavano-via-i-ricordi-di-tienanmen/</link>
<pubDate>Sat, 22 Aug 2009 17:33:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Andrea Pomella</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il 4 giugno 1989 avevo sedici anni, la Cina per me era come un muro scuro e umido coperto di rampica]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il 4 giugno 1989 avevo sedici anni, la Cina per me era come un muro scuro e umido coperto di rampica]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Human Rights Quote (136): Censorship in China]]></title>
<link>http://filipspagnoli.wordpress.com/2009/06/30/human-rights-quote-136-censorship-in-china/</link>
<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 07:04:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Filip Spagnoli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tien-An-Men Square, by www.graffiti.bbdo.ro (source) From a &#8220;letter to the editor&#8221; of Th]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_12970" class="wp-caption alignnone" style="width: 317px"><a href="http://filipspagnoli.wordpress.com/files/2009/06/tien-an-men-square.jpg"><img class="size-full wp-image-12970" title="Tien-An-Men-Square" src="http://filipspagnoli.wordpress.com/files/2009/06/tien-an-men-square.jpg" alt="Tien-An-Men Square, by www.graffiti.bbdo.ro" width="307" height="460" /></a><p class="wp-caption-text">Tien-An-Men Square, by www.graffiti.bbdo.ro</p></div>
<h6>(<a href="http://www.graffiti.bbdo.ro/">source</a>)</h6>
<p>From a &#8220;letter to the editor&#8221; of The Economist:</p>
<blockquote><p>SIR – I thought your readers would be interested to learn that I bought a copy of The Economist at Shanghai airport intending to read the article on the 20th anniversary of Tiananmen listed in the contents (&#8220;<a href="http://www.economist.com/world/asia/displaystory.cfm?story_id=13754101">Silence on the square</a>&#8220;, May 30th). The article was missing. I went back to the news stall and checked all the other copies only to find the same page had been removed from all of them, and some had been reassembled with the pages in the wrong order.</p>
<p>I complained to a member of staff tongue in cheek that I should not have to pay full price for a publication with pages missing, and was amazed when she agreed and, after talking to her superior, offered a discount of 5%. Chris Lowsley, Bidborough, Kent</p></blockquote>
<p>What a concise description of the typical Chinese combination of authoritarianism and a shrewd business sense.</p>
<p>More on <a href="http://filipspagnoli.wordpress.com/tag/tienanmen/">Tienanmen</a>. More on <a href="http://filipspagnoli.wordpress.com/tag/china/">China</a> in general. More on <a href="http://filipspagnoli.wordpress.com/tag/censorship/">censorship</a> in general.</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Ffilipspagnoli.wordpress.com%2F2009%2F06%2F30%2Fhuman-rights-quote-136-censorship-in-china%2F&#38;linkname=Human%20Rights%20Quote%20(136)%3A%20Censorship%20in%20China"><img src="http://filipspagnoli.wordpress.com/files/2009/10/share61.png" alt="Share" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Domenico Losurdo su Tienanmen]]></title>
<link>http://delledonne.wordpress.com/2009/06/18/domenico-losurdo-su-tienanmen/</link>
<pubDate>Wed, 17 Jun 2009 23:00:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>DD</dc:creator>
<guid>http://delledonne.wordpress.com/2009/06/18/domenico-losurdo-su-tienanmen/</guid>
<description><![CDATA[Il prof. Losurdo, autore del controverso libro su Stalin, a vent&#8217;anni dai fatti di Tienanmen c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Il prof. Losurdo, autore del controverso libro su Stalin, a vent&#8217;anni dai fatti di Tienanmen ci offre un&#8217;analisi che, anche se non condivisa, offre sicuramente molti spunti di riflessione.</p>
<p>Tienanmen 20 anni dopo</p>
<p>di Domenico Losurdo</p>
<p>&#8220;In questi giorni, la grande stampa di «informazione» è impegnata a ricordare il ventesimo anniversario del «massacro» di piazza Tienanmen. Le rievocazioni «commosse» degli avvenimenti, le interviste ai «dissidenti» e gli editoriali «indignati», i molteplici articoli che si sussseguono e si preparano mirano a ricoprire di perpetua infamia la Repubblica Popolare Cinese e a rendere solenne omaggio alla superiore civiltà dell’Occidente liberale. Ma cosa è realmente avvenuto venti anni fa?<br />
Nel 2001 furono pubblicati e successivamente tradotti nelle principali lingue del mondo i cosiddetti Tienanmen Papers che, stando alle dichiarazioni dei curatori, riproducono rapporti segreti e i verbali riservati del processo decisionale sfociato nella repressione del movimento di contestazione. E’ un libro che, sempre secondo le intenzioni dei curatori e degli editori, dovrebbe mostrare l’estrema brutalità di una dirigenza (comunista) che non esita a sommergere in un bagno di sangue una protesta «pacifica». Sennonché, una lettura attenta del libro in questione finisce col far emergere un quadro ben diverso della tragedia che si consuma a Pechino tra maggio e giugno del 1989. Leggiamo qualche pagina qua e là:<br />
«Più di cinquecento camion dell’esercito sono stati incendiati in corrispondenza di decine di incroci […] Su viale Chang’an un camion dell’esercito si è fermato per un guasto al motore e duecento rivoltosi hanno assalito il conducente picchiandolo a morte […] All’incrocio Cuiwei, un camion che trasportava sei soldati ha rallentato per evitare di colpire la folla. Allora un gruppo di dimostranti ha cominciato a lanciare sassi, bombe molotov e torce contro di quello, che a un certo punto si è inclinato sul lato sinistro perché uno dei suoi pneumatici si è forato a causa dei chiodi che i rivoltosi avevano sparso. Allora i manifestanti hanno dato fuoco ad alcuni oggetti e li hanno lanciati contro il veicolo, il cui serbatoio è esploso. Tutti e sei i soldati sono morti tra le fiamme».<br />
Non solo è ripetuto il ricorso alla violenza, ma talvolta entrano in gioco armi sorprendenti:<br />
«Un fumo verde-giallastro si è levato improvvisamente da un’estremità del ponte. Proveniva da un’autoblindo guasto che ora costituiva esso stesso un blocco stradale […] Gli auotoblindo e i carri armati che erano giunti per sgomberare la strada dai blocchi non hanno potuto fare altro che accodarsi alla testa del ponte. Improvvisamente è sopraggiunto di corsa un giovane, ha gettato qualcosa in un autoblindo ed è fuggito via. Alcuni secondi dopo lo stesso fumo verde-giallastro è stato visto fuoriuscire dal veicolo, mentre i soldati si trascinavano fuori e si distendevano a terra, in strada, tenendosi la gola agonizzanti. Qualcuno ha detto che avevano inalato gas venefico. Ma gli ufficiali e i soldati nonostante la rabbia sono riusciti a mantenere l’autocontrollo».<br />
Questi atti di guerra, col ricorso ripetuto ad armi vietate dalle convenzioni internazionali, si intrecciano con iniziative che danno ancora di più da pensare: viene «contraffatta la testata del “Quotidiano del popolo”». Sul versante opposto vediamo le direttive impartite dai dirigenti del partito comunista e del governo cinese alle forze militari incaricate della repressione:<br />
«Se dovesse capitare che le truppe subiscano percosse e maltrattamenti fino alla morte da parte della masse oscurantiste, o se dovessero subire l’attacco di elementi fuorilegge con spranghe, mattoni o bombe molotov, esse devono mantenere il controllo e difendersi senza usare le armi. I manganelli saranno le loro armi di autodifesa e le truppe non devono aprire il fuoco contro le masse. Le trasgressioni verranno prontamente punite».<br />
Se è attendibile il quadro tracciato da un libro pubblicato e propagandato dall’Occidente, a dare prova di cautela e di moderazione non sono i manifestanti ma piuttosto l’Esercito Popolare di Liberazione!<br />
Nei giorni successivi il carattere armato della rivolta diviene più evidente. Un dirigente di primissimo piano del partito comunista richiama l’attenzione su un fatto decisamente allarmante: «Gli insorti hanno catturato alcuni autoblindo e sopra vi hanno montato delle mitragliatrici, al solo scopo di esibirle». Si limiteranno ad una minacciosa esibizione? E, tuttavia, le disposizioni impartite all’esercito non subiscono un mutamento sostanziale: «Il Comando della legge marziale deve rendere chiaro a tutte le unità che è necessario aprire il fuoco solo in ultima istanza».<br />
Lo stesso episodio del giovane manifestante che blocca col suo corpo un carro armato, celebrato in Occidente quale simbolo di eroismo non-violento in lotta contro una violenza cieca e indiscriminata, viene letto dai dirigenti cinesi, stando sempre al libro qui più volte citato, in chiave diversa e contrapposta:<br />
«Abbiamo visto tutti le immagini del giovane uomo che blocca il carro armato. Il nostro carro armato ha ceduto il passo più e più volte, ma lui stava sempre lì in mezzo alla strada, e anche quando ha tentato di arrampicarsi su di esso i soldati si sono trattenuti e non gli hanno sparato. Questo la dice lunga! Se i militari avessero fatto fuoco, le ripercussioni sarebbero state molto diverse. I nostri soldati hanno eseguito alla perfezione gli ordini del Partito centrale. E’ stupefacente che siano riusciti a mantenere la calma in una situazione del genere!».<br />
Il ricorso da parte dei manifestanti a gas asfissianti o velenosi e soprattutto l’edizione-pirata del «Quotidiano del popolo» dimostrano chiaramente che gli incidenti di piazza Tienanmen non sono una vicenda esclusivamente interna alla Cina. Altri particolari significativi emergono dal libro celebrato in Occidente: «”Voice of America” ha avuto un ruolo davvero inglorioso nel gettare benzina sul fuoco»; incessantemente essa «diffonde notizie infondate e istiga ai disordini». E non è tutto: «Dall’America, Gran Bretagna e Hong Kong sono arrivati più di un milione di dollari di Hong Kong. Parte dei fondi è stata utilizzata per l’acquisto di tende, cibo, computer, stampanti veloci e sosfisticate attezzature per le comunicazioni».<br />
A cosa mirassero l’Occidente e soprattutto gli Usa lo possiamo desumere da un altro libro, scritto da due autori statunitensi fieramente anticomunisti. Essi ricordano come in quel periodo di tempo Winston Lord, ex-ambasciatore a Pechino e consiglere di primo piano del futuro presidente Clinton, non si stancava di ripetere che la caduta del regime comunista in Cina era «una questione di settimane o mesi». Tanto più fondata appariva questa previsione per il fatto che al vertice del governo e del Partito spiccava la figura di Zhao Ziyang, il quale – sottolineano i due autori statunitensi qui citati – è da considerare «probabilmente il leader cinese più filo-americano nella storia recente».<br />
In questi giorni, parlando col «Financial Times», l’ex-segretario di Zhao Ziyang, e cioè Bao Tong, agli arresti domiciliari a Pechino, sembra rimpiangere il mancato colpo di Stato al quale nel 1989, mentre il «socialismo reale» cadeva in pezzi, aspiravano personalità e circoli importanti in Cina e negli Usa: disgraziatmente, «neppure un soldato avrebbe prestato ascolto a Zhao»; i soldati «prestavano ascolto ai loro ufficiali, gli ufficiali ai loro generali, e i generali a Deng Xiaoping».<br />
Visti retrospettivamente, gli incidenti di piazza Tienanmen di venti anni fa si presentano come un tentativo fallito di colpo di Stato e un fallito tentativo di instaurazione di un Impero mondiale pronto a sfidare i secoli…<br />
Fra non molto cadrà un altro ventesimo anniversario. Nel dicembre del 1989, senza essere neppure preceduti da una dichiarazione di guerra, i bombardieri amercani si scatenavano sul Panama e la sua capitale. Come risulta dalla ricostruzione di un autore ancora una volta statunitense, quartieri densamente popolati furono sorpresi nella notte dalle bombe e dalle fiamme; a perdere la vita furono in grandissima parte «civili, poveri e di pelle scura»; a almeno 15 mila ammontarono i senza tetto; si tratta comunque dell’«episodio più sanguinoso» nella storia del piccolo paese. E’ facile prevedere che giornali impegnati a spargere lacrime su piazza Tienanmen sorvoleranno sull’anniversario di Panama, come d’altro canto è avvenuto in tutti questi anni. I grandi organi di «informazione» sono i grandi organi di selezione delle informazioni e di orientamento e di controllo della memoria.&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nero variegato]]></title>
<link>http://intenso73.wordpress.com/2009/06/15/nero-variegato/</link>
<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 18:00:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Intenso73</dc:creator>
<guid>http://intenso73.wordpress.com/2009/06/15/nero-variegato/</guid>
<description><![CDATA[Quanto non sopporto i gusti di gelato &#8220;variegati&#8221; L&#8217;ho già detto? Boh? Vabbè]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Quanto non sopporto i gusti di gelato &#8220;variegati&#8221;<br />
L&#8217;ho già detto? Boh?<br />
Vabbè&#8230;</p>
<ul>
<li>Sempre a proposito delle dubbie intenzioni della Guardia Nazionale, braccio del Partito UltraNazionalista Italiano, a Milano e Torino è stata aperta un inchiesta per indagare sul possibile reato di ricostituzione del disciolto partito fascista. Il min. dell&#8217;Interno Maroni afferma che l&#8217;intervento di privati cittadini secondo quanto stabilito dal decreto sicurezza non può avvenire &#8216;alla garibaldina&#8217;, e pare voler prendere le distanze da questa GNI; o forse vuole tirarsi fuori dalla boutade. In <a href="http://zucconi.blogautore.repubblica.it/2009/06/15/il-caro-leader/" target="_blank"><strong>un post sul suo log</strong></a>, V.Zucconi si domanda se sia possibile avvertire i segni di un incombente regime populista-fascista: i commenti mostrano varie posizioni, dimostrando come sia sensato il pensiero che Anna Arendth ha espresso ne &#8220;La banalità del male&#8221; che a volte si compiano nefandezze senza rendersene conto, convinti di stare facendo il bene della nazione, essendosi dimenticati di pensare con la propria testa. Del resto, durante il regime di Hitler vi erano tre grandi gruppi di nazionalsocialisti: gli psicopatici che commettevano crimini godendone, travolti dal fanatismo nazionalista, coloro che obbedivano ciecamente o quasi agli ordini, e coloro che credevano in ciò che facevano; manco a dirlo quest&#8217;ultima categoria rappresentava il nazista perfetto.<br />
E a sorpresa il giorno dopo il mio ultimo post il quotidiano Il Giornale non ha postato in tono ilare secondo quanto da me prospettato, ma pure loro si sono mostrati scettici; si saranno messi d&#8217;accordo con Maroni? Vabbè vah, auguriamoci tutto il bene possibile; anche il luciferino La Russa ha presentato azione legale contro costoro per improprio utilizzo del simbolo dell&#8217;MSI, e con tutte queste prese di posizione contro la proposta del PNI difficile dubitare della buona fede (non impossibile, ma nulla lo è). Il mio parere è che si può essere vicini a un regime nostrano quando una persona di buon senso inizia a essere disgustato dalla propria patria; quando tanti lo sono, succede come in Iran? o piazza Tienanmen? Ho la sensazione che quei tanti rimangano pochi, ma ho sempre amato la storiella di Davide contro Golia.</li>
<li>Il picaresco Gheddafi ha levato le tende dal nostro paese (nel vero senso della parola); il summenzionato prolifico V. Zucconi in <a href="http://zucconi.blogautore.repubblica.it/2009/06/10/colonnello-non-voglio-pene/" target="_blank"><strong>un altro post</strong></a> si rivolge giustamente a certi &#8220;crociati della democrazia da esportare e della cristianità da difendere&#8221; che hanno mostrato disappunto/sdegno quando Obama si è mostrato deferente nei confronti di Gheddafi, salvo poi annotare come anche il nostrano pres.del.cons. abbia tenuto simile comportamento.</li>
<li>Ultima, ma non per sdegno: In Iran ha vinto Ahmadinedjad, forse i numeri non saranno giusti fino all&#8217;unità, ma sostanzialmente una sua maggioranza ci sta, non che fosse troppo in dubbio; la novità è che c&#8217;e&#8217; qualcuno che in Iran &#8216;osa&#8217; ribellarsi (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=jldrmmFWB2I" target="_blank"><strong>video</strong></a>): non dico faccia male, anzi, se si ritiene un regime sia liberticida si ha il diritto di manifestare il proprio sdegno, ma in paesi ove &#8216;esprimere una propria opinione dissonante dal tono costituito&#8217; non è propriamente ben accetto, lamentarsi apertamente puo richiedere una buona dose di coraggio; vedi anche <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&#38;ID_articolo=6067" target="_blank"><strong>Piazza Tienanmen</strong></a> 20 anni giusti fa.<br />
Ci puo scappare il marasma, i manganelli, il ferito, il morto.<br />
La colpa di questo però è del fatto che tutta questa gente non se ne sta zitta e buona a casa propria. Dovrebbe? Non in un mondo ove diritti e doveri non sono equilibratamente assunti da tutti.<br />
Poi chiaro che le forze di informazione con la minuscola al servizio dei destinatari del malcontento tendono volentieri a utilizzare termini come &#8220;facinorosi&#8221; &#8220;personaggi pericolosi&#8221; &#8220;gente che spacca cose per diletto&#8221; sorvolando sulle notizie per dare spazio alle opinioni.<br />
Mica dobbiamo andare tanto lontano eh. Pure al G8 del 2001, secondo alcuni, i manifestanti NoGlobal &#8220;misero a ferro e fuoco la città&#8221; e un ragazzo morì (non venne ucciso) perchè tentò di assalire una jeep con un estintore; si sottace che il 90% dei manifestanti erano pacifici, quelli che facevano casino erano 3-4 deficienti in tutina nera, e che io posso essere un manifestante bravo buono e tranquillo nel 90% di cui sopra, ma se parte la scintilla di un disordine fra migliaia di persone, provino a spegnerla questi benpensanti che non stavano a Brignole quando le cose succedevano ma magari su una bella poltroncina di pelle Frau. A onor del vero c&#8217;e&#8217; anche da dire che Carlo Giuliani ha subito post una sorta di processo di &#8216;martirizzazione&#8217; un poco esagerato, ma questo è uno dei tanti incendi accesi dalle scintille di cui sopra, da tenere a bada.</li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sembra Tienanmen]]></title>
<link>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/06/15/sembra-tienanmen/</link>
<pubDate>Mon, 15 Jun 2009 15:15:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>legvaldicornia</dc:creator>
<guid>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/06/15/sembra-tienanmen/</guid>
<description><![CDATA[di Lucia Annunziata La Stampa, 15/06/09 C’è un solo parallelo capace di descrivere la sanguinosa riv]]></description>
<content:encoded><![CDATA[di Lucia Annunziata La Stampa, 15/06/09 C’è un solo parallelo capace di descrivere la sanguinosa riv]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Memorial of Twenty Years]]></title>
<link>http://mandrewsprong.wordpress.com/2009/06/08/memorial-of-twenty-years/</link>
<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 13:54:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>mandrewsprong</dc:creator>
<guid>http://mandrewsprong.wordpress.com/2009/06/08/memorial-of-twenty-years/</guid>
<description><![CDATA[The stood in queues, They stood in lines, They waited for their lunch. Big brother had another plan,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>The stood in queues,<br />
They stood in lines,<br />
They waited for their lunch.<br />
Big brother had another plan,<br />
That put them in the crunch.</p>
<p>They lost their girls,<br />
They lost their joy,<br />
They sold them off to others.<br />
Their spoiled boys were all alone,<br />
Pampered, without brothers.</p>
<p>They gave up freedom,<br />
They worked as slaves,<br />
They yearned for better days.<br />
Big brother had another plan,<br />
That crushed their hopeful ways.</p>
<p>They counted children,<br />
They hid the best,<br />
They sent them overseas.<br />
Thrown to gender genocide,<br />
So their masters, they could please.</p>
<p>They tried one day,<br />
They tried one week,<br />
They stood up to the beast.<br />
But no one in the big wide world,<br />
Helped them in the least.</p>
<p>They remember now,<br />
They bear the wounds,<br />
They own those twenty years,<br />
Tiananmen Square where they once stood,<br />
Is filled with mother’s tears.</p>
<p>Let’s hope for change,<br />
Let’s yearn for truth,<br />
Let’s seek a better path.<br />
We can never let the despot win,<br />
Or give in to their wrath.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quel giorno con Lech Walesa]]></title>
<link>http://mezzogiornocritico.wordpress.com/2009/06/06/quel-giorno-con-lech-walesa/</link>
<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 14:40:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>alafolix</dc:creator>
<guid>http://mezzogiornocritico.wordpress.com/2009/06/06/quel-giorno-con-lech-walesa/</guid>
<description><![CDATA[Sono passati trent’anni da quando Karol Wojtyla compie il suo primo viaggio in Polonia, nel giugno d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sono passati trent’anni da quando Karol Wojtyla compie il suo primo viaggio in Polonia, nel giugno d]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[An Interesting New Perspective on the Famous "Tank Man" of Tienanmen]]></title>
<link>http://filipspagnoli.wordpress.com/2009/06/06/an-interesting-new-perspective-on-the-famous-tank-man-of-tienanmen/</link>
<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 08:36:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>Filip Spagnoli</dc:creator>
<guid>http://filipspagnoli.wordpress.com/2009/06/06/an-interesting-new-perspective-on-the-famous-tank-man-of-tienanmen/</guid>
<description><![CDATA[See here.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>See <a href="http://filipspagnoli.wordpress.com/2009/04/08/iconic-images-of-human-rights-violations-1-tienanmen/">here</a>.</p>
<p><a href="http://www.addtoany.com/share_save?linkurl=http%3A%2F%2Ffilipspagnoli.wordpress.com%2F2009%2F06%2F06%2Fan-interesting-new-perspective-on-the-famous-tank-man-of-tienanmen%2F&#38;linkname=An%20Interesting%20New%20Perspective%20on%20the%20Famous%20%22Tank%20Man%22%20of%20Tienanmen"><img src="http://filipspagnoli.wordpress.com/files/2009/10/share61.png" alt="Share" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Η σφαγή της Πλατείας Τιανανμέν - Υπολογίζεται ότι σκοτώθηκαν 2.500 άτομα και τραυματίστηκαν 10.000! - Δείτε την ζωντανή ανταπόκριση του BBC (Παρακαλώ απομακρύνετε τα παιδιά από την οθόνη του υπολογιστή)]]></title>
<link>http://christiannaloupa.wordpress.com/2009/06/06/%ce%b7-%cf%83%cf%86%ce%b1%ce%b3%ce%ae-%cf%84%ce%b7%cf%82-%cf%80%ce%bb%ce%b1%cf%84%ce%b5%ce%af%ce%b1%cf%82-%cf%84%ce%b9%ce%b1%ce%bd%ce%b1%ce%bd%ce%bc%ce%ad%ce%bd-%cf%85%cf%80%ce%bf%ce%bb%ce%bf%ce%b3/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 11:19:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>christiannaloupa</dc:creator>
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<description><![CDATA[ ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/XJBnHMpHGRY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/XJBnHMpHGRY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p> </p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/O4xtkpO7ZqU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/O4xtkpO7ZqU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[H σφαγή της Πλατείας Τιενανμέν - 4 Ιουνίου 1989 - ΕΛΕΥΘΕΡΟΤΥΠΙΑ]]></title>
<link>http://christiannaloupa.wordpress.com/2009/06/06/h-%cf%83%cf%86%ce%b1%ce%b3%ce%ae-%cf%84%ce%b7%cf%82-%cf%80%ce%bb%ce%b1%cf%84%ce%b5%ce%af%ce%b1%cf%82-%cf%84%ce%b9%ce%b5%ce%bd%ce%b1%ce%bd%ce%bc%ce%ad%ce%bd-4-%ce%b9%ce%bf%cf%85%ce%bd%ce%af%ce%bf/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 10:33:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>christiannaloupa</dc:creator>
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<description><![CDATA[Θυμάμαι την Τιενανμέν 10/6/2004 ΚΕΙΜΕΝΑ &#8211; ΕΠΙΜΕΛΕΙΑ: ΤΕΤΑ ΠΑΠΑΔΟΠΟΥΛΟΥ tetpapa@otenet.gr Πριν ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://christiannaloupa.wordpress.com/files/2009/06/tank-man-tiananmen-square-19891.jpg" alt="tank-man-tiananmen-square-19891" title="tank-man-tiananmen-square-19891" width="640" height="435" class="aligncenter size-full wp-image-1551" /></p>
<p><strong>Θυμάμαι την Τιενανμέν</strong></p>
<p>10/6/2004<br />
ΚΕΙΜΕΝΑ &#8211; ΕΠΙΜΕΛΕΙΑ: ΤΕΤΑ ΠΑΠΑΔΟΠΟΥΛΟΥ tetpapa@otenet.gr</p>
<p>Πριν ακριβώς δεκαπέντε χρόνια. Αρχές Ιουνίου 1989. Στο Πεκίνο. Στην πλατεία Τιενανμέν. Η άγρια καταστολή. Τότε, στις 4 Ιουνίου τη νύχτα, ο στρατός επενέβη και έπνιξε την ειρηνική εξέγερση των φοιτητών. Με σφαγή στην πλατεία Τιενανμέν τελείωσε η «άνοιξη της Κίνας». Η εξέγερση των φοιτητών είχε ξεκινήσει έναν μήνα πριν εκεί και, στη συνέχεια, εξαπλώθηκε σε πολλές μεγάλες πόλες της Κίνας. Τι ζητούσαν οι Κινέζοι φοιτητές με αυτή την -απολύτως ειρηνική, ξαναλέω- εξέγερση; Στοιχειώδεις πολιτικές ελευθερίες.</p>
<p>Μια συγκλονιστική φωτογραφία που έκανε τον γύρο του κόσμου έγινε το σύμβολο της αντίστασης και της τραγωδίας στην πλατεία Τιενανμέν: ένας νέος Κινέζος προτάσσει το σώμα του, επιχειρώντας έτσι να σταματήσει μια φάλαγγα έξι αρμάτων. </p>
<p>Ποιος θυμάται την Τιενανμέν; Τις μεγαλειώδεις διαδηλώσεις που διογκώνονταν μέρα με την ημέρα; Το άγαλμα της Ελευθερίας που έστησαν οι φοιτητές στην πλατεία; Τον ενθουσιασμό και την προσδοκία στα πρόσωπά τους;</p>
<p>Ποιος θυμάται την Τιενανμέν; Ποιος θυμάται την επόμενη μέρα; Αυτά που έγιναν μετά τη σφαγή; Τις συλλήψεις. Τις ταπεινώσεις. Τις δίκες (δίκες, τρόπος του λέγειν) των αντιφρονούντων. Τις βαριές καταδίκες. Τις άγριες διώξεις. Το καθεστώς πήρε όλα τα «μέτρα» για να φιμώσει όσους ξέφυγαν, για να τρομοκρατήσει τους συγγενείς και τις οικογένειες των θυμάτων.</p>
<p>Ποιος θυμάται την Τιενανμέν; Για τον μικρό μας κόσμο η Κίνα πέφτει πολύ μακριά. Εξάλλου, η πολιτική αμνησία είναι τόσο βολική. </p>
<p>Θυμάμαι την Τιενανμέν. Θυμάμαι τη στάση που κράτησε, τότε, η ελληνική Αριστερά απέναντι σε όσα συνέβαιναν στην Κίνα. </p>
<p>Ο επίσημος ραδιοφωνικός σταθμός του ΚΚΕ, ο «902», εκφράζοντας την αυθεντική φωνή του σταλινισμού και της συνωμοσιολογίας, έβλεπε στο κίνημα των εξεγερμένων Κινέζων φοιτητών&#8230; «αντεπαναστάτες» και&#8230; «εγκάθετους του ιμπεριαλισμού». Κλασικά πράγματα. Ο,τι δεν χωρά στον σταλινικό κορσέ τους το καταδικάζουν και το δαιμονοποιούν. Μια ζωή παίζουν την ίδια κασέτα. </p>
<p>Ας θυμηθούμε όμως τι είχε πει εκείνες τις ημέρες ο κ. Φλωράκης, πρόεδρος του ενιαίου τότε «Συνασπισμού». Οταν τον ρώτησαν λοιπόν να σχολιάσει το μακελειό με τους εκατοντάδες νεκρούς στην πλατεία Τιενανμέν, ο κ. Φλωράκης απάντησε: «Ξέρετε πόσα εκατομμύρια είναι οι Κινέζοι;».</p>
<p>Γενικά, η ελληνική Αριστερά διχάστηκε. Αλλοι εντελώς ανεπιφύλακτα υποστήριξαν τη φοιτητική εξέγερση στην Κίνα. Αλλοι την καταδίκασαν λυσσαλέα και είδαν με ανακούφιση να εισβάλλουν τα τανκς στην Τιενανμέν. Αλλοι περιορίστηκαν σε μισόλογα, λίγο έτσι και λίγο αλλιώς.</p>
<p>Πέντε μήνες μετά τη σφαγή στην πλατεία Τιενανμέν, το φθινόπωρο του 1989, έπεσε το Τείχος του Βερολίνου. Τα κομμουνιστικά καθεστώτα στην Ευρώπη κατέρρευσαν, ενώ λίγο αργότερα διαλύθηκε και η ίδια η Σοβιετική Ενωση. Με την κατάρρευση αποκαλύφθηκε πλήρως το τι κρυβόταν πίσω από τον υπερήφανο «υπαρκτό». Τέτοια χάλια και διάλυση, ώστε οι άνθρωποι από αυτές τις χώρες, ιδίως οι νέοι, να εκλαμβάνουν ακόμη και τον άγριο καπιταλισμό για παράδεισο&#8230;</p>
<p>Η τραγωδία του κομμουνισμού σφραγίζει τον 20ό αιώνα. Εννοώ την ανθρώπινη τραγωδία. Την τραγωδία η οποία σημάδεψε τις γενιές που έζησαν στις ολοκληρωτικές κοινωνίες και μπόρεσαν να επιζήσουν· πράγμα όχι αυτονόητο, δεδομένου ότι τα θύματα των διώξεων ανέρχονται σε εκατομμύρια. Πάντως, μετά την κατάρρευση του 1989, διασώζονται πλέον μόνον τα καθεστώτα της Βόρειας Κορέας, του Βιετνάμ και της Κούβας. Και φυσικά ο γίγας Κίνα. </p>
<p>Τιενανμέν, 4 Ιουνίου 1989. Συμπληρώθηκαν δεκαπέντε χρόνια από τότε. Η πλατεία Τιενανμέν κάθε χρόνο αυτή την ημέρα είναι κλειστή. </p>
<p>Με τι μοιάζει όμως το καθεστώς της Κίνας σήμερα; Με τέρας. Με εκείνο μάλιστα το μυθολογικό τέρας, τη Χίμαιρα. Και εξηγούμαι. Το κομμουνιστικό κόμμα διατηρεί πάντα το μονοπώλιο της εξουσίας, πλην όμως τώρα το κόμμα οικοδομεί τον&#8230; καπιταλισμό! Τέτοια καινοτομία. Η κατάσταση είναι, λοιπόν, κυριολεκτικά τερατώδης. </p>
<p>«Ιδού, ένας νέος ασιατικός τρόπος παραγωγής». Κάπως έτσι, παραφράζοντας τον Μαρξ, θα μπορούσε να περιγράψει κανείς την κατάσταση της Κίνας σήμερα. Μετά από μισό και πλέον αιώνα αμείλικτης κομμουνιστικής εξουσίας -θυμηθείτε μόνο τα εγκλήματα της Πολιτιστικής Επανάστασης- η Κίνα περνάει με αυτήν ακριβώς την κομμουνιστική εξουσία στον&#8230; κομμουνιστικό καπιταλισμό. </p>
<p>«Μπορείτε να κάνετε μπίζνες, αλλά να μην ακούσουμε λέξη για πολιτική». «Μπορείτε να κερδίσετε χρήματα, αλλά ούτε κουβέντα για ανθρώπινα δικαιώματα, εκδημοκρατισμό και πολιτικές ελευθερίες». Αυτό λέει κυνικά και ξεκάθαρα το καθεστώς του Πεκίνου στους Κινέζους. </p>
<p>Τώρα, πώς μπορεί να λειτουργήσει ο καπιταλισμός σε μια «Λαϊκή Δημοκρατία» -σε μια χώρα που απαγορεύεται στους πολίτες όχι μόνο να ιδρύσουν πολιτικά κόμματα αλλά ακόμη και συνδικάτα ή συνεταιρισμούς- αυτό είναι άλλου παπά ευαγγέλιο. </p>
<p>«Ζητούσαμε να εξαλειφθεί η κυβερνητική διαφθορά. Ζητούσαμε πολιτικές ελευθερίες. Ζητούσαμε να εκδημοκρατιστεί το καθεστώς (&#8230;) Η Τιενανμέν μάς δίδαξε ότι το κόμμα ζει μόνο για τον εαυτό του». Ετσι γράφει στο τελευτείο τεύχος του «Newsweek» ο Γουάνγκ Νταν, ένας από τους ηγέτες της εξέγερσης που απελάθηκε από την Κίνα το 1998, αφού έμεινε έξι χρόνια στις φυλακές.</p>
<p>Αντί για επίλογο, δυό λέξεις μόνο. Θυμάμαι την Τιενανμέν</p>
<p>ΥΓ.Το πολυδιαφημισμένο ντιμπέιτ, η κοινή τηλεοπτική συνέντευξη των πολιτικών αρχηγών, έγινε επειδή την Κυριακή έχουμε Ευρωεκλογές. Δεν είναι έτσι; Ομως η δημοσιογραφική εσωστρέφεια οδήγησε το ντιμπέιτ ουσιαστικά εκτός θέματος. Πού ήταν οι ερωτήσεις για την Ευρώπη; </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tienanmen recover]]></title>
<link>http://ilcomizietto.wordpress.com/2009/06/05/tienanmen-recover/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 10:27:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilcomizietto</dc:creator>
<guid>http://ilcomizietto.wordpress.com/2009/06/05/tienanmen-recover/</guid>
<description><![CDATA[Segnalo questo articolo: Ci scrive un turista obbligato a cancellare alcune foto scattate in piazza ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Segnalo questo articolo:</p>
<p><a target="_blank" href="http://it.peacereporter.net/articolo/16074/Le+foto+proibite+di+Tienanmen">Ci scrive un turista obbligato a cancellare alcune foto scattate in piazza Tienanmen. Ecco perché.</a><br />di Ernesto Corvetti</p>
<p>per due ragioni;</p>
<p>1) ricordare Tienanmen;</p>
<p>2) non sono sicuro al 100%, ma sono ragionevolmente certo che, se il turista non ha fatto altre foto, è possibile recuperare quelle cancellate. Forse anche se ne ha fatte altre, anche se è più difficile.<br /><b>Aggiornamento: </b>se pò fa&#8217;! <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Il mio collega ha recuperato foto cancellate per errore con un software trovato in rete (ce ne sono tanti, non ricorda quale). Ha avuto l&#8217;accortezza di non fare altre attività sul supporto prima del recupero.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tienanmen, mise en perspective historique]]></title>
<link>http://larocheauxloups.wordpress.com/2009/06/05/tienanmen-mise-en-perspective-historique/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 23:07:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>larocheauxloups</dc:creator>
<guid>http://larocheauxloups.wordpress.com/2009/06/05/tienanmen-mise-en-perspective-historique/</guid>
<description><![CDATA[Réseau Voltaire propose un article passionnant sur les dessous de la révolution estudiantine de 1989]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Réseau Voltaire propose un article passionnant sur les dessous de la révolution estudiantine de 1989]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il giorno in cui morirono gli anni '80]]></title>
<link>http://paperogaedintorni.wordpress.com/2009/06/05/il-giorno-in-cui-morirono-gli-anni-80/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 23:06:16 +0000</pubDate>
<dc:creator>paperogaedintorni</dc:creator>
<guid>http://paperogaedintorni.wordpress.com/2009/06/05/il-giorno-in-cui-morirono-gli-anni-80/</guid>
<description><![CDATA[Io so quando sono finiti gli anni &#8216;80. O almeno, ho una mia teoria, credo convincente: gli ann]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Io so quando sono finiti gli anni &#8216;80. O almeno, ho una mia teoria, credo convincente: gli anni &#8216;80 sono terminati di botto il 5 giugno 1989.</p>
<p style="text-align:justify;">Certo, verranno sollevate delle obiezioni a questa mia tesi. E siccome qua siamo abbastanza voltairiani (maledetto tu sia ignobile illuminista padre della tolleranza che ci fai perdere un sacco di tempo) vediamo di analizzarle.</p>
<p style="text-align:justify;">1) <strong>Teoria del calendario gregoriano</strong>. I più precisi (e morti dentro) tra voi mi risponderanno che gli anni &#8216;80 sono terminati alla mezzanotte del 1 gennaio 1990, nè un minuto più nè uno meno, e che qualsiasi altra risposta sconfina nel simbolico e nella metafora, dunque nell&#8217;irreale. Ma è una risposta talmente loffia e incartapecorita che merita solo uno sbadiglio e una querela per tentata noia aggravata.</p>
<p style="text-align:justify;">2) <strong>Teoria dei cocci del Muro di Berlino</strong>. Altri mi risponderanno che la mia è una cazzata di ipotesi  perchè lo sanno tutti che gli anni &#8216;80 sono finiti qualche mese dopo, ad ottobre, quando centinaia di migliaia di berlinesi si ritrovarono a spaccare pezzi di muro come tante piccole termiti fino a riabbracciarsi e festeggiare ubriachi per decine di giorni davanti alla Porta di Brandeburgo. Molti di loro si sono portati a casa un bel pezzetto di cemento armato che, ogni tanto, gira su ebay con tanto di certificato di originalità a prezzi mostruosi.</p>
<p style="text-align:justify;">Beh, si, è un altro bel momento, in effetti, ricordo che ho comprato per la prima volta un giornale per adulti in quell&#8217;occasione (dove per adulti non intendo Le Ore o Blitz, ma un giornale non sportivo). Sarebbe inutile negarlo, qualunque storico o sociologo astrologo o finanche grafologo oppure ornitologo mi riderebbe in faccia, però visto che è inutile lo nego lo stesso. Qualcuno vi ha anticipato di qualche mese, cari berlinesi, fatevene una ragione.</p>
<p style="text-align:justify;">3) <strong>Teoria delle banane di Michael Chang</strong>. Qualcun altro, forse più fatuo e meno avvezzo alla politica internazionale, mi dirà che ho ragione, che sì, gli anni &#8216;80 sono finiti il 5 giugno 1989, ma per un altro motivo ed un altro avvenimento.  In un afoso pomeriggio parigino di quel lunedì lo sconosciuto cino-americano Michael Chang umiliò, mangiando banane e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=KU2-jsRJRJE" target="_blank">servendo da sotto,</a> l&#8217;incontrastato re del tennis del decennio che andava a finire, Ivan Lendl, un marcantonio dalle movenze di un Robocop costruito nell&#8217;ex Cecoslovacchia, noto per il suo sfiancante tennis da fondocampo, la paresi facciale che lo restituiva sempre serio ed incazzato, ed una strana nevrosi durante i cambi di campo, ovvero il furibondo strapparsi le sopracciglia per dominare l&#8217;ansia repressa. Il cinesino, allora 17enne, gli fece crollare i nervi e infine lo sconfisse dopo 5 set, per poi a prendersi il Roland Garros la settimana dopo. C&#8217;è chi dice che Lendl non si riprese più dopo quella mazzolata.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; una risposta più che sensata, per noi amanti del tennis perchè, per chi c&#8217;era quel pomeriggio in televisione a sorbirsi l&#8217;insopportabile Galeazzi commentare uno sport che palesemente non conosceva e non conosce, quel giorno è stato davvero un piccolo momento di rivoluzione. Se si aggiunge poi che la piccola Arantxa Sanchez (per la quale provavo una inspiegabile cotta) nello stesso torneo ebbe l&#8217;ardire di battere l&#8217;allora indistruttibile tedesca dalle gambe da gazzella e dal naso adunco meglio nota come Steffi Graff, effettivamente quei giorni di giugno segnarono la fine di un decennio.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma non mi riferisco a quel 5 giugno, dannati superficialoni.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">4) <strong>Teoria della nuca di Claudio Caniggia</strong>. E non vengano i tifosi del buon vecchio football, quelli per cui i mesi gli anni e le decadi si misurano in avvenimenti calcistici, a dirmi che in realtà gli anni &#8216;80 sono terminati oltre un anno dopo, il 6 luglio 1990, dopo che al termine di un mese di notti magiche ci prendemmo una ancor più magica inchiappettata, la  più dolorosa che le mie natiche ossute ricordino, a causa di quella sciagurata uscita a farfalle del portiere dell&#8217;Inter e delle mani calamitate di quel dannato portiere argentino dal cognome basco che parò qualunque cosa,  punizione di Baggio all&#8217;incrociom dei pali e due rigori compresi.</p>
<p style="text-align:justify;">Vabbè, quanto siete melodrammatici, c&#8217;ero anche io, ma quella non è la fine degli anni &#8216;80: quando la realtà dura stupra i tuoi sogni mai smentiti di un lieto fine necessario, quella è la fine di una intera infanzia, altro che cazzi,  e nel mio caso terminò dunque alla bellezza di 15 anni e 4 mesi. E ciò spiega molte cose allo psichiatra che è eventualmente in ascolto.</p>
<p style="text-align:justify;">5) <strong>Teoria del &#8220;gancio-cielo&#8221; di Kareem Abdul Jabbar</strong>. Ma poi potrebbero saltar fuori i tifosi del basket, a dire che sono tutte minchiate rispetto al grande crollo dei Los Angeles Lakers nella finale NBA del giugno 1989, quando furono piallati dai Detroit Pistons per 4-0. Vedere il mitico quintetto dominatore degli anni &#8216;80 composto da Magic Johnson, A.C. Green, J. Worthy, Byron Scott e Kareem Abdul Jabbar ormai prossimo al ritiro scomparire di fronte alla giovane squadra dei vari Isiah Thomas, Joe Dumars e Dennis Rodman, segnò per alcuni la fine di una intera era geologica.</p>
<p style="text-align:justify;">Vabbè, sportivi, avete rotto il cazzo.</p>
<p style="text-align:justify;">6) <strong>Teoria Paperoghiana</strong>. Gli anni &#8216;80 sono finiti il 5 giugno 1989, quando sui nostri schermi comparvero, un po&#8217; annebbiate dalle incerte trasmissioni satellitari del tempo, le immagini di un pazzo magrolino in camicia bianca e pantaloni scuri che si agitava con due buste di plastica davanti ad una fila di carri armati. Finirono di un botto quegli anni schifosamente conformisti, annoiati, disimpegnati nella maniera più arrogante e stupida, talmente insopportabili che viverli dai 5 ai 15 anni e non oltre fu la mia unica salvezza (andate a chiedere agli orridi 40enni di oggi, i danni che gli anni &#8216;80 hanno fatto ai cervelli di chi se li è bevuti tutti di un sorso come il Ramazzotti).</p>
<p style="text-align:justify;">Quella sagoma di cui mai sapremo il nome, forse involontariamente, e sicuramente oltre qualsiasi sua iniziale intenzione bruciò un intero decennio, o forse un intero secolo di immagini emblematiche. Altro che la foto del Che, o le icone warholiane, o effigi di uomini sulla luna o concerti sui tetti. La potenza di quelle immagini, la sfida suicida  lanciata ad un potere inscalfibile con gesti semplici quasi quanto lo spezzare il pane, fu l&#8217;inizio, e forse la fine stessa, immediata e muta, di un&#8217;altra era, di un altro decennio. Un decennio di speranze andate in fumo, certo. Ma meglio di quel niente a forma di caleidoscopio che furono gli anni &#8216;80.</p>
<p style="text-align:justify;">Beh, che dire. Grazie, Tank man.</p>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/HxaqkzuGuM8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/HxaqkzuGuM8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tiananmen : la mobilisation se réfugie à Hongkong]]></title>
<link>http://climenole.wordpress.com/2009/06/04/tiananmen-la-mobilisation-se-refugie-a-hongkong/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 20:45:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Claude LaFrenière</dc:creator>
<guid>http://climenole.wordpress.com/2009/06/04/tiananmen-la-mobilisation-se-refugie-a-hongkong/</guid>
<description><![CDATA[via lefigaro.fr Une véritable marée humaine a convergé, jeudi soir, pour une veillée aux chandelles ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><a href="http://www.lefigaro.fr/international/2009/06/05/01003-20090605ARTFIG00001-tiananmen-la-mobilisation-se-refugie-a-hongkong-.php"><img src="http://www.lefigaro.fr/medias/2009/06/05/fc50c468-513b-11de-9175-d1708a80ef19.jpg" border="0" alt="" width="493" height="271" /></a></p>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.lefigaro.fr/international/2009/06/05/01003-20090605ARTFIG00001-tiananmen-la-mobilisation-se-refugie-a-hongkong-.php">lefigaro.fr</a></div>
<p>Une véritable marée humaine a convergé, jeudi soir, pour une veillée aux chandelles dans le parc Victoria, à Hongkong.  Crédits photo : AP<br />
<span style="color:#ffffff;">. </span><br />
«Quelque 150 000 personnes ont commémoré la répression du printemps chinois de 1989 dans la seule partie du territoire où un tel rassemblement était permis.»</p>
<p>«Il reste que ces tracasseries hongkongaises ne sont rien à côté du verrouillage total observé à Pékin, [...] à Hongkong, on peut encore parler du «4 juin», alors que les internautes chinois contournaient avec humour la censure ces derniers jours en parlant du «35 mai»… »</p></div>


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</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[O zi cu semnificaţii cruciale: 4 iunie 1989 (interviu cu Vladimir Tismăneanu, EvZ)]]></title>
<link>http://tismaneanu.wordpress.com/2009/06/04/o-zi-cu-semnificatii-cruciale-4-iunie-1989-interviu-cu-vladimir-tismaneanu-evz/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 16:26:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>tismaneanu</dc:creator>
<guid>http://tismaneanu.wordpress.com/2009/06/04/o-zi-cu-semnificatii-cruciale-4-iunie-1989-interviu-cu-vladimir-tismaneanu-evz/</guid>
<description><![CDATA[Vlad Stoicescu (EvZ): Domnule Tismăneanu, puţine zile au şansa istorică să producă un impact de dime]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span><strong>Vlad Stoicescu (EvZ): Domnule Tismăneanu, puţine zile au şansa istorică să producă un impact de dimensiunile celui provocat, în urmă cu două decenii, de ziua de 4 iunie. Vorbim, în primul rând, de breşa produsă în spatele Cortinei de <a id="anchorbbtBubble227" href="void(0)">Fier </a>de primele alegeri libere, ţinute în Polonia. Mai mult însă, 4 iunie este momentul reprimării brutale a demonstranţilor din Piaţa Tiananmen, dar şi ziua în care Ali Khamenei a devenit “Liderul Suprem” al regimului teocratic iranian. Fiecare în parte, aceste evenimente au schimbat – şi continuă să o facă – milioane de destine. Cum ar fi arătat, în bine şi în rău, lumea de astăzi fără acel 4 iunie 1989?</strong></span></p>
<p><span><strong></strong><br />
<strong>Vladimir Tismăneanu</strong>: Revoluţiile, breşele istorice, marile convulsii politice nu încep într-o zi, o ştim de la François Furet. Dar există clipe-simbol, momente care parafează despărţirile de “vechiul regim” de o manieră decisivă şi de neuitat. Aşa a fost, de pildă, 14 iulie 1789. Ziua de 4 iunie1989 a înglobat, într-un ansamblu ameţitor de semnificaţii,  deopotrivă finalul despotismului bolşevic în Europa, reacţia revanşardă a birocraţiei comuniste post-maoiste din China şi persistenţa aspiraţiilor fundamentaliste în Iran. Mă voi rezuma la a spune că, după 4 iunie 1989, “blocul sovietic” a încetat să mai existe în sensul cunoscut după înfiinţarea Pactului de la Varşovia în 1955.</span></p>
<p>Atunci a devenit de negândit o intervenţie a „statelor frăţeşti” pentru a împiedica evoluţiile pluraliste. Sigur, Ceauşescu şi Honecker puteau deplora această direcţie revoluţionară, o puteau osândi drept o „deviere de dreapta”, buharinistă, dar vocile lor răsunau de-acum în pustiu. Peste câteva săptămâni avea să înceapă marele exod al cetăţenilor din RDG către RFG. O lume fără 4 iunie, în acest sens, ar fi fost una sărăcită, întunecată, sumbră. <a href="http://www.evz.ro/articole/detalii-articol/853604/Cum-se-exorcizeaza-demonii-comunismului/">După cum una fără represaliile sângeroase din Piaţa Tiananmen ar fi putut însemna tranziţia Chinei către un postcomunism civic-democratic.</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tian An, enfant de Tiananmen]]></title>
<link>http://climenole.wordpress.com/2009/06/04/tian-an-enfant-de-tiananmen/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 13:15:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Claude LaFrenière</dc:creator>
<guid>http://climenole.wordpress.com/2009/06/04/tian-an-enfant-de-tiananmen/</guid>
<description><![CDATA[via cyberpresse.ca Laura-Julie Perreault &#8211; La Presse . «La répression de la place Tiananmen a ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><a href="http://www.cyberpresse.ca/international/200906/04/01-862953-tian-an-enfant-de-tiananmen.php"><img src="http://www.cyberpresse.ca/images/bizphotos/435x290/200906/04/76338.jpg" border="0" alt="" width="435" height="290" /></a></p>
<div class="posterous_quote_citation">via <a href="http://www.cyberpresse.ca/international/200906/04/01-862953-tian-an-enfant-de-tiananmen.php">cyberpresse.ca</a></div>
<p>Laura-Julie Perreault &#8211; La Presse<br />
<span style="color:#ffffff;">. </span><br />
«La répression de la place Tiananmen a englouti des centaines de vies et en a transformé des milliers d&#8217;autres. Vingt ans après la fin abrupte du mouvement prodémocratique chinois, deux anciens manifestants et leur fille se souviennent de l&#8217;événement qui a tout changé, pour eux comme pour leur pays.»</div>


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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tienanmen: 20 de ani de la masacru]]></title>
<link>http://bernardnoghiu.wordpress.com/2009/06/04/tienanmen-20-de-ani-de-la-masacru/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:45:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>bernardnoghiu</dc:creator>
<guid>http://bernardnoghiu.wordpress.com/2009/06/04/tienanmen-20-de-ani-de-la-masacru/</guid>
<description><![CDATA[La aniversarea a 20 de ani de la masacrul din Piaţa Tienanmen, China ia măsuri pentru a aşterne cât ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">La aniversarea a 20 de ani de la masacrul din Piaţa Tienanmen, China ia măsuri pentru a aşterne cât mai mult liniştea asupra acestui eveniment. În zilele de 3 şi 4 iunie 1989 manifestanţii din piaţă au fost masacraţi de către armată. Acum, autorităţile păstrează tăcerea şi se străduiesc să împiedice cât mai mult posibil păstrarea memoriei celor ucişi.</p>
<p style="text-align:justify;">Accesul în piaţă a fost blocat. S-au luat măsuri de cenzură mult mai drastice a reţelei de Internet. Un mare număr de poliţişti au fost trimişi în zonă, iar persoanele care trec prin apropiere sunt percheziţionate. Evenimentul este încă unul tabu şi este periculos să vorbeşti în public despre el, pe străzile oraşului.</p>
<p style="text-align:justify;">Pentru a preîntâmpina orice manifestare cu această ocazie, autorităţile au luat măsuri drastice de supraveghere a dizidenţilor. Unul dintre cei mai cunoscuţi, Qi Zhiyong, care a fost rănit grav în timpul manifestaţiei din 1989, pierzându-şi un picior, a fost scos forţat din oraş, conform informaţiei pe care personal a trimis-o către Agenţia France Presse.</p>
<p style="text-align:justify;">Cenzura afectează şi posturile CNN şi BBC în limba chineză, unde elimină orice informaţie legată de eveniment.</p>
<p style="text-align:justify;">Referindu-se la eficienţa cenzurii, Reporteri fără Frontiere arată că prin măsurile luate s-a ajuns la situaţia în care mare parte dintre tinerii chinezi nu ştiu nimic despre eveniment.</p>
<p style="text-align:justify;">Apropiaţii victimelor şi dizidenţii din exil încearcă să atragă atenţia asupra evenimentului şi să readucă în memoria mondială, dar mai ales a chinezilor cele întâmplate în zilele de 3 şi 4 iunie 1989.</p>
<p style="text-align:justify;">În aceste zile, zona a fost accesibilă doar turiştilor, dar jurnaliştii au fost împiedicaţi să ajungă în piaţă. Cenzura a împiedicat publicarea oricărei informaţii atât în media scrise, cât şi în audio-vizual. Doar Global Times, un cotidian în limba engleză, a publicat câteva rânduri care se referă la eveniment şi la cei ucişi în ziua de 4 iunie.</p>
<p>Acest articol a fost publicat şi în revista <a href="http://www.revista22.ro/tienanmen-20-de-ani-de-la-masacru-6151.html" target="_blank">„22“</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La meglio gioventù]]></title>
<link>http://61cygni.wordpress.com/2009/06/04/the-tiananmen-square-story/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:07:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>61cygni</dc:creator>
<guid>http://61cygni.wordpress.com/2009/06/04/the-tiananmen-square-story/</guid>
<description><![CDATA[more about &#8220;The Tiananmen Square Story&#8220;, posted with vodpod]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="display:block;width:425px;margin:0 auto;"> <embed src='http://widgets.vodpod.com/w/video_embed/Groupvideo.2662854' type='application/x-shockwave-flash' AllowScriptAccess='always' pluginspage='http://www.macromedia.com/go/getflashplayer' wmode='transparent' flashvars='' /></span></p>
<div style="font-size:10px;">more about &#8220;<a href="http://vodpod.com/watch/1714529-untitled?pod=eldontyrell">The Tiananmen Square Story</a>&#8220;, posted with <a href="http://vodpod.com/wordpress">vodpod</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Per non dimenticare]]></title>
<link>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/06/04/per-non-dimenticare/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 08:02:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>legvaldicornia</dc:creator>
<guid>http://legvaldicornia.wordpress.com/2009/06/04/per-non-dimenticare/</guid>
<description><![CDATA[Forse la foto più emblematica degli ultimi decenni. Un ragazzo cinese con le buste della spesa si op]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Forse la foto più emblematica degli ultimi decenni. Un ragazzo cinese con le buste della spesa si op]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tienanmen 1989, socialismo di mercato contro comunismo]]></title>
<link>http://insorgenze.wordpress.com/2009/06/04/tienanmen-1989-socialismo-di-mercato-contro-comunismo/</link>
<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 10:54:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>insorgenze</dc:creator>
<guid>http://insorgenze.wordpress.com/2009/06/04/tienanmen-1989-socialismo-di-mercato-contro-comunismo/</guid>
<description><![CDATA[L’uomo e il carrarmato Oreste Scalzone l&#8217;Altro 5 giugno 2009 http://altronline.it/node/295 Un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1><span style="color:#ff0000;">L’uomo e il carrarmato</span></h1>
<p>Oreste Scalzone<span style="color:#ff0000;"><em><br />
l&#8217;Altro</em></span> 5 giugno 2009</p>
<p><a href="http://altronline.it/node/295">http://altronline.it/node/295</a></p>
<p>Un uomo, solo, camicia bianca su calzoni neri, ripreso di spalle. Dritto, fragile e possente, armato di niente, niente di concreto ma molto di più, come transumano si erige contro una colonna di carrarmati. Non sappiamo chi sia, come la pensi e cosa voglia. Rispetto all’essenziale, questo è relativamente un dettaglio – la scena lo trascende. Un esemplare di specie umana, specie di esseri parlanti e perciostesso “pericolosa”. Nel fondo del fondo comune, di specie, potremmo dire paroletari. Un uomo, astratto-eguale e al contempo singolare, unico, è il segno forte di chissà quante migliaia. Uno, <img class="alignright size-full wp-image-2687" title="tiennamen1" src="http://insorgenze.wordpress.com/files/2009/06/tiennamen1.jpg" alt="tiennamen1" width="300" height="315" />centomila, nessuno. Lui può essere tutto, e tutt’altro. Questo, nella nostra percezione indélébile, viene dopo, specificazione ulteriore.  Un carrarmato è cosa complicatissima. Si può adattare ad esso la definizione marxiana della merce, plesso di relazioni invisibili eppur materialmente costituenti il suo<em> ontos</em>. Carrarmato ha un fondo eguale ad altro, ogni altro carrarmato, come merce con ogn’altra, in ultima analisi. Implica, traduce, incarna reca in sé – condizione d’esistenza, essere, qualità, natura e funzione – una complessità énorme di relazioni, traduce rapporto sociale, un’intera sistemica. Abbiamo visto che innanzitutto è una merce. Come un flacone di penicillina che può salvare. Cambia il valore d’uso, ma sul piano del Valore, ovverossia valore-di-scambio, questa è la primordiale qualità. In quanto merce, sottende, implica denaro, accumulazione, lavoro, mercato del lavoro (della forza-lavoro), estrazione di plusvalore, profitto.  Eppoi, un carrarmato ha altri caratteri essenziali sul piano di altre economie politiche. È mezzo di distruzione, di riproduzione allargata di essa. È dispositivo e funzione dello Stato. Un padrone, uno statista, un colonialista, un monarca, un tiranno, un gerarca, un rappresentante, un “democratòcrate”, sono tutti compatibili con la forma-carrarmato. Un comunista, nel senso etimologico del termine, coniato e/o ripescato all’altezza dei tempi del diluvio rivoluzionario – come diceva Marx – dilagato in Europa attorno al 1848, un comunista, nel senso che questa parola aveva nell’Associazione internazionale dei lavoratori, quella che i suoi becchini avevano poi etichettato come Prima internazionale ; un comunista, nel senso che il termine aveva all’epoca della Comune di Parigi, «la forma finalmente scoperta che mostra come il proletariato non possa che liberarsi da sé » – cioé un comunardo, un comun’autonomo (autonomia e comunanza essendo consustanziali, reciprocamente costitutivi), non potrebbe che essere incompatibile con la forma-carrarmato. La forma-carrarmato è infatti intrinsecamente statale. E comunismo statale è perfetta contraddizione in termini, come comunismo capitalistico, padronale, nazionale, ideologico, governante, governativo, politico, identitario – cioè proprietario –, razzistico, moralista – penale. Comunismo critico è agli antipodi di comunismo cratico. A meno del verificarsi di una situazione per cui un’insurrezione si trovasse ad aver requisito carrarmati per rivolgerli contro le forze armate dell’oppressione, come i cannoni presi dalla Guardia repubblicana all’Armée nei giorni della Comune, i carrarmati, come gli aerei o le portaerei… non possono essere – come non può mai esserlo un Libertador, soggetto individuale o corporazione, casta, gerarchia che pretende autonomizzarti in tuo nome e per tuo conto – un mezzo, una forma, un’arma liberatrice.  Se la semantica non fosse stata violentata, se i fatti e le cose, la loro interpretazione, la loro costruzione, non fossero stati distorti da malinteso e concatenamenti di vere e proprie alienazioni, contraffatti, resi mutanti mutageni mostruosi, questo non potrebbe che essere il nòcciolo primordiale, semplice e chiaro. Si discute tanto di mezzi e fini, di violenza, di terrorismo… Non avremo mai abbastanza disprezzo – stavolta sì– per tutti quegli ipocriti o, peggio, sfrontati che mostrano di considerare mostruosa una sassaiola, impensabile ogni rivolta e qualsivoglia spunto di violenza se non come, addirittura, provocazione, frutto di manipolazione, mossa da marionettisti e pupari, ma ritengono più che compatibile comunismo e violenza statale.<br />
Un thank è un thank è un thank… Non può esserci un carrarmato “Compagno”. Se questo accade, se una colonna di carrarmati – contro uno solo o  contro una folla di operai scioperanti in tumulto, come a Berlino ’53, come a Budapest ’56, come a Tienanmen nell’’89 – si avanza inalberando la bandiera rossa, lo stesso colore di quella de la Sociale che, accanto a quelle nere degli anarchici – nere come i grembiuli dei tessitori Canuts delle rivolte degli anni ’30 dell’Ottocento alla Croix rousse di Lione – è stata un vessillo degli insorti comunardi, vuol dire che è avvenuta una sorta di catastrofica e mostruosa mutazione di ogni parametro e termine della questione. Che il termine comunismo è stato sottoposto ad una serie di stupri semantici a catena. Se una vertigine identitaria, cioè la peggior forma della patrimonialità, della proprietarietà, fa pensare a tanti rivoltosi, a tanti antagonisti, che il colore e i simboli facciano la differenza e contino più della natura, della natura dei rapporti sociali, inter-umani che fatti e cose rivelano, questo è segno che c’è qualcosa di profondamente insensato e malato sotto tutto questo, che dura da più di un secolo, e che rischia di esser mortale.<br />
Ha scritto su queste colonne Piero Sansonetti che «noi sessantottini  avevamo fatto della Cina un’icona, e avevamo visto  nel maoismo non un’orrenda variante dello stalinismo e del comunismo di Stato oppressivo, ma al contrario una forma di rinnovamento del cupo socialismo sovietico, un modo per restituire potere al popolo il potere espropriato dalla nomenclatura di partito [...] Avevamo visto nel maoismo, e nella Cina, una forma libertaria di comunismo. I carrarmati di Deng hanno sotterrato definitivamente questa speranza».<br />
Vorrei segnalare a Piero, e a chi legge, alcune obiezioni cominciando col dire che il Sessantotto non è certo stato tutto dominato dall’ideologia maoista o da altre varianti consimili di un’idea comunque statalista, post-giacobina e lassalliana più che, certo non solo anarchica, ma anche marxiana. Dovrei ricordare tutta una cartografia dei comunismi “altri”, che non sono piccole élites, ma &#8211; per esempio negli anni ‘20 &#8211; hanno condotto una durissima guerra su due fronti, due fronti della controrivoluzione, quello statal-padronale diretto, classico, e quello del socialismo reale staliniano, conseguenza estrema di quello che qualcuno ha chiamato il “kautsko-bolscevismo”. Il discorso diverrebbe, qui e ora, lunghissimo. Si può dire piuttosto che i Viet-cong, sì, sono stati un mito sessantottesco largamente condiviso. Ma, chi avrebbe potuto aver una pre-scienza, allora, per capire come sarebbe andata a finire? Non conoscevamo le pagine straordinarie dell’operaio rivoluzionario Ngo Van, <em>Vietnam 1920-45, rivoluzione e contro-rivoluzione sotto la dominazione coloniale</em>. Mi limito dunque a dire che, per tanti come me, il comunismo come non ha una data e luogo di nascita per questo non può avere un certificato di morte. Comunismo non è un’invenzione, o un regime da instaurare. Come istanza, come figura della potenza nel senso spinoziano, cioè dell’etica, esso è sempre vissuto nelle pieghe del reale, venendo a tratti allo scoperto. Vale quello che vale per la facoltà della parola, l’amore, la rivolta. Forse che possono avere una territorializzazione, una forma di Stato, un luogo e certificazione di nascita e dunque di morte? Quello che è morto (e voglio dire: sempre troppo tardi!) è una radicale contraffazione &#8211; derivante da malinteso, da omologia &#8211; del comunismo come movimento, movimento della critica radicale, teorico/pratica. Nel mio piccolo, vorrei ricordare il poster che  nell’89 &#8211; dopo la caduta del Muro e prima di Tienanmen &#8211; chiedemmo a Mario Schifano di illustrare (e lo fece, con una bellissima faccia di Marx che era confusa con la cartografia di un globo terracqueo). Lo slogan stampigliato sopra era: Marx 1989, finalmente libero! Certo che la previsione era sognante e quella riapertura che ci sembrava di intravedere e speravamo non si è prodotta. Ma come arrivare a dire che la partita sia chiusa? Non è forse idea da “fine della Storia” alla Fukujama? Il comunismo non l’ha inventato nessuno, è una virtualità, che c’è, come la potenza di vita. Non è un articolo di fede, una giaculatoria. Ma, forse, il comunismo potrà  riemergere solo quando, e se, il suo “doppio” mostruosamente contraffatto avrà finito di esser dimenticato per sempre.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Link</strong><br />
<a href="http://insorgenze.wordpress.com/2008/12/18/muro-di-berlino-i-guardiani-delle-macerie/">Muro di Berlino, i guardiani delle macerie</a><br />
<a href="http://insorgenze.wordpress.com/2009/02/18/un-futuro-anticapitalista-e-fuori-dalla-storia-del-pci/">Un futuro anticapitalista è fuori dalla storia del Pci</a><br />
<a href="http://insorgenze.wordpress.com/2004/12/30/il-secolo-che-viene/">Il secolo che viene</a></p>
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