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	<title>tra-me-me &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/tra-me-me/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "tra-me-me"</description>
	<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 22:09:34 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Grazie.]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/09/21/grazie/</link>
<pubDate>Sun, 21 Sep 2008 13:40:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non voglio deragliare il tema del mio blog. Voglio semplicemente trovare un termine per definire que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Non voglio deragliare il tema del mio blog.</p>
<p>Voglio semplicemente trovare un termine per definire quei turbamenti piacevoli che sempre più stanno coinvolgendo tutto il mio compatto <em>mente-corpo</em>.<br />
Potrei definirli Emozioni, ma sarebbe troppo generico, poco appropriato.<br />
Questi sono qualcosa di più..che mi sollecitano anche solo camminando per strada, vedendo un monumento o un semplice cartello stradale, tanto da stamparmi un sorriso ingenuo che non mi fa affato sembrar un&#8217; idiota.</p>
<p>Tre giorni fa è stato il mio compleanno. Io che a differenza di Aurora, che <a href="http://auryness.wordpress.com/2008/09/01/15/">nel suo post</a> iniziava già da 15 giorni prima il conto alla rovescia  per tale ricorrenza,(precisando che lei è nata il mio stesso giorno), volevo che il 16 settembre non arrivasse mai.</p>
<p>Non arrivasse per non essere avvolta, in quel giorno più che mai, da quella solitudine che mi affianca in questo soggiorno Parigino.<br />
E&#8217; inutile negarlo, come all&#8217; inizio di ogni grande avventura , io sto facendo i conti con due <em>antagonisti-protagonisti-compagn</em>i che sono il Passato e la Solitudine. Essi stanno giocando un ruolo fondamentale, quasi volessero mettere alla prova la mia forza..ma io mi sto dimostrando più forte di loro.</p>
<p>Il giorno del mio comleanno è arrivato, <strong><em>l&#8217; ho vissuto</em></strong> ed è passato, come tutto del resto (anzi è durato ben 3 giorni).<br />
La &#8220;paura&#8221; è stata spazzata via dalla concretezza e dalla conferma o meglio dimostrazione: che io non sono mai stata sola, che qui non sono sola, e che degli sconosciuti-che poi in realtà sconosciuti non sono- non mi fanno sentire sola.<br />
Tre giorni di festeggiamento, tre modalità di calore differenti in tempi e luoghi, hanno caratterizzato il Mio 16 Settembre 2008.</p>
<p>Non mi soffermo a raccontare, voglio solo ringraziare: grazie a <strong>TE</strong> che sei stato il regalo più grande seppur io non possa tenerlo sempre con me, grazie a Voi che nel vostro gesto apparentemente rituale avete fatto molto di più.<br />
Grazie ad<strong> Aurora</strong> che è stata con me-seppur distanti-sin dallo scoccare della mezzanotte.</p>
<p><a href="http://tizvue.files.wordpress.com/2008/09/dscn0326.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-176" title="dscn0326" src="http://tizvue.wordpress.com/files/2008/09/dscn0326.jpg?w=225" alt="" width="189" height="252" /></a></p>
<p><a href="http://tizvue.files.wordpress.com/2008/09/dscn0356.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-177" title="dscn0356" src="http://tizvue.wordpress.com/files/2008/09/dscn0356.jpg?w=300" alt="" width="253" height="190" /></a></p>
<p><a href="http://tizvue.files.wordpress.com/2008/09/compl.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-175" title="compl" src="http://tizvue.wordpress.com/files/2008/09/compl.jpg?w=300" alt="" width="259" height="155" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Due mesi]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/09/10/due-mesi/</link>
<pubDate>Wed, 10 Sep 2008 20:58:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono passati ben due mesi da quando ho scritto l&#8217; ultima volta, non ho dimenticato perchè null]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sono passati ben due mesi da quando ho scritto l&#8217; ultima volta, non ho dimenticato perchè nulla si dimentica.</p>
<p>Ho avuto cosi tante cose da fare che trovare una frazione di secondo per dedicarmi solo ed interamente al mio blog mi è stato impossibile.</p>
<p><strong>Parigi</strong>- Non ho abbandonato le lenti prese in prestito dalla piccola Heidi, ma al contrario, esse si sono adattate alla mia pupilla aumentando le loro potenzialità: qui tutto assume una dimensione incantevole, ed io come una bambina che con i suoi piccoli grandi occhioni inizia a focalizzare per la prima volta, mi sto lasciando incantare.</p>
<p>Ma poi pensandoci bene, cosa sono due mesi? Semplicemente un tempo istituzionalizzato.<br />
Cosa sono in realtà due mesi? Il tempo che corre, che in maniera esplicita o implicita cattura o respinge tutto ciò che ha <em>incontrato-visto-toccato-cancellato-provato</em>.</p>
<p>Sono solo due mesi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Heidi e Guglielmo Tell: seguaci della libertà]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/06/19/heidi-e-guglielmo-tell-seguaci-della-liberta/</link>
<pubDate>Thu, 19 Jun 2008 17:44:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Più volte nelle mie immersioni virtuali nel mondo di Heidi mi è capitato di incontrare il nome ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Più volte nelle mie immersioni virtuali nel mondo di Heidi mi è capitato di incontrare il nome <em>&#8220;Guglielmo Tell&#8221;</em>, sul cui bigliettino da visita è ben stampata la professione di &#8220;eroe nazionale svizzero&#8221;.<br />
Devo dir la verità, prima di trovarlo in un contesto di conflittualità sul primato di notorietà svizzera che lo vedeva affiancato a Heidi, io  il nome &#8220;Guglielmo Tell&#8221; non l&#8217; avevo mai sentito nominare, scusate la mia ignoranza ma apprezzate la mia sincerità.</p>
<p>La sua esistenza storica è ancora in disputa, ma la sua biografia è da sempre ben profilata: Guglielmo Tell visse nel Canton Uri, avente come capoluogo Altdorf; arciere dalle grandi doti e che tutti stimavano, uomo pieno di un unico amore, quello per il figlio.</p>
<p>Ma su quali basi due figure cosi tanto diverse come Guglielmo Tell e Heidi-<em>mediante uno sguardo superficiale</em>-vengono messe in paragone o addirittura sulla stessa linea?</p>
<p>Questi due personaggi sono l&#8217; icona di quella libertà nazionale della quale solo la popolazione svizzera può vantare, non solo liberazione dalla Svizzera originaria ( per tradizione è avvenuta il 1 gennaio del 1308 in seguito al famoso &#8220;tiro alla mela&#8221;) che fa di Guglielmo Tell il creatore, ma anche libertà intesa come filosofia di vita, una vita libera da ogni processo di urbanizzazione della quale si è fatta portavoce ufficiale Heidi.</p>
<p>Entrambi divenuti miti globali grazie all&#8217; <em>&#8220;alimentazione mediale</em>&#8220;, che ha fatto di questi due personaggi immaginari o meglio costruiti,delle vere e proprie figure da adorare ( anche se la reale  esistenza di Guglielmo Tell è in bilico tra fiaba e realtà).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La mia intervista a Heidimadrid]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/06/16/la-mia-intervista-a-heidimadrid/</link>
<pubDate>Mon, 16 Jun 2008 13:21:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
<guid>http://tizvue.wordpress.com/2008/06/16/la-mia-intervista-a-heidimadrid/</guid>
<description><![CDATA[Certamente non potevo soffermarmi ad ammirare questo &#8220;luogo di culto&#8221; , ovvero Heidimadr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Certamente non potevo soffermarmi ad ammirare <a href="http://tizvue.wordpress.com/2008/06/15/madrid-heidicom-l-unica-tienda-monomarca/">questo &#8220;luogo di culto&#8221;</a> , ovvero Heidimadrid, dal di fuori.</p>
<p>Nel momento in cui sono entrata la mia unica intenzione era osservare il tutto con occhi curiosi; il negozio è molto piccolo, per visitarlo seppur attentamente ho impiegato tre minuti, al fine dei quali una strana voglia ha stimolato la mia curiosità: improvvisarmi giornalista.</p>
<p>Ho tirato fuori la mia Moleskine, la mia penna &#8220;mangiucchiata&#8221; e gli occhialini da vista hanno sostituito quelli da sole, il tutto per assumere <em>un&#8217; aria più credibile.</em><br />
Non ho molta dimestichezza con la lingua spagnola, ma al mio fianco vi era una traduttrice d&#8217; eccezione: la mia amica Nadia , in Erasmus a Madrid, grazie alla quale sono riuscita a dare più credibilità alla mia improvvisazione.</p>
<p>Il proprietario del negozio, Jesus è stato molto disponibile, non solo si è sottoposto alle mie domande ma mi ha perfino dato la possibilità di scattare foto e pubblicarle sul mio blog.</p>
<p><a href="http://tizvue.files.wordpress.com/2008/06/ssm15827.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-139" src="http://tizvue.wordpress.com/files/2008/06/ssm15827.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>In questo momento mi rendo conto che avrei potuto fargli un questionario più articolato, ma sono soddisfatta di ciò che ho scoperto e del dialogo che si è creato: la mia prima domanda è stata chiedergli la motivazione che l&#8217; ha spinto ad aprire un negozio Heidi.com, alla quale lui mi ha risposto dicendomi che conosce i creatori del brand e tale marchio, tale filosofia e linea di vestiti gli è da subito piaciuta.<br />
Jesus con la sua compagna Cristina, sono stati molto bravi non solo nell&#8217; allestirlo creando al suo interno una sorta di salottino, ma anche nel trovargli una collocazione perfetta: nel pieno centro della capitale spagnola, esso è l&#8217; unico negozio al mondo monomarca Heidi.com in vita dal novembre 2007.</p>
<p><a href="http://tizvue.files.wordpress.com/2008/06/ssm15833.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-140" src="http://tizvue.wordpress.com/files/2008/06/ssm15833.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p>Il proprietario è stato cosi disponibile tanto da svelarmi una curiosita: i creatori del brand stanno progettando di aprire un negozio simile a Tokyo.<br />
Ve lo immaginate un negozio del genere con l&#8217; architettura orientale?</p>
<p><a href="http://tizvue.files.wordpress.com/2008/06/ssm15828.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-141" src="http://tizvue.wordpress.com/files/2008/06/ssm15828.jpg?w=225" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Madrid: Heidi.com, l' unica tienda monomarca]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/06/15/madrid-heidicom-l-unica-tienda-monomarca/</link>
<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 17:39:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pesaro: Sono tornata nella mia città universitaria, e riprendere la vita quotidiana non è cosa facil]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Pesaro</strong>: Sono tornata nella mia città universitaria, e riprendere la vita quotidiana non è cosa facile, pur non avendo io &#8220;una solita vita quotidiana&#8221;.</p>
<p>Viaggiare per me è il sinonimo di esplorazione, trasformare le piccole cose, dal semplice monumento al piatto culinario tipico di quel luogo, in mezzi di paragone e di osservazione.<br />
E Madrid è piena di piccole cose, perfino la scritta di denominazione delle strade ( chiamate in spagnolo <em>calle)</em> richiedono attenzione, perchè non semplici targhette affisse al muro: ma delle vere mattonelle in ceramica.</p>
<p>E&#8217; vero ho trascurato il mio blog, ma ciò non vuol dire che non abbia &#8220;lavorato&#8221; ai miei post, anzi..non potete immaginare cosa mi è capitato di trovare camminando per il famoso corso Malasaña (Madrid): un negozio <a href="http://www.heidi.com/">Heidi.com</a>, non credevo ai miei occhi, e soprattutto non credevo alle mie orecchie quando mi hanno detto che quello era l&#8217; unico negozio al mondo monomarca.</p>
<p><em>Mi sono emozionata.</em></p>
<p><a href="http://tizvue.files.wordpress.com/2008/06/ssm15825.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-136" src="http://tizvue.wordpress.com/files/2008/06/ssm15825.jpg?w=300" alt="" width="480" height="362" /></a></p>
<p><em>La mia macchina fotografica l&#8217; ho tirata fuori come se avessi d&#8217; avanti a me un luogo, un monumento, un oggetto sacro, qualcosa da immortalare per ricordare.</em></p>
<p><a href="http://tizvue.files.wordpress.com/2008/06/ssm15826.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-137" src="http://tizvue.wordpress.com/files/2008/06/ssm15826.jpg?w=225" alt="" width="282" height="380" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Punti di svista]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/06/07/punti-di-svista/</link>
<pubDate>Sat, 07 Jun 2008 19:04:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Madrid- Penso di aver omesso qualche particolare: il mio risveglio a Milano non è stato dovuto ad un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Madrid</strong>- Penso di aver omesso qualche particolare: il mio risveglio a Milano non è stato dovuto ad un soggiorno di piacere; cioè il piacere c&#8217; è stato, ma aveva uno scopo ben preciso: partire da Malpensa con destinazione Madrid.<br />
Sto scrivendo da Madrid&#8230;ENCANTADA.</p>
<p>VAI, VIVI, SPACCA queste tre parole sono ancora impresse nella mia mente, e queste stesse parole sono state in grado non solo di trasmettermi una grande forza adrenalinica, ma sono riuscite a regalarmi un nuovo punto di vista per osservare Milano.</p>
<p>Quest&#8217; ultima già la conoscevo, tanto da apparire nel mio <em>immaginario rappresentazionista </em>costituita solo da simboli negativi: smog, traffico, cielo cupo, gente perennemente di corsa, cemento.</p>
<p>So che Milano ha da offrirmi tante possibilità professionali, ma al tempo stesso sono consapevole che in questa grande metropoli non ci riuscirei mai a vivere sia fisicamente che psicologicamente, sembra strano ma la forza mitigatrice del mare ha grandi effetti benefici su di me.</p>
<p>VAI, VIVI, SPACCA non solo obiettivi, ma li ho utilizzati come metafora per un nuovo sguardo; ieri a Milano c&#8217; era il sole! (ed io qui, fino a l&#8217; altro ieri tale luce naturale non l&#8217; avevo mai vista); a contribuire al nuovo punto di osservazione vi è stato secondo me il non-utilizzo della metropolitana, che mi ha sempre agevolato negli spostamenti ma mi ha anche privato di una visione a 360° di tutto ciò che andava oltre le COSE DA VEDERE.</p>
<p>Milano doveva essere solo un luogo di transito, ma posso ora affermare che è stato l&#8217; inizio del mio viaggio, per la prima volta in questa grande provincia  mi sono sentita turista, a conferma  del fatto che tutti possiamo essere turisti in qualsiasi luogo, l&#8217; importante è acquisire il giusto punto di vista.</p>
<p>Questo è quello che avrebbe dovuto fare Heidi nella sua permanenza a Francoforte: non soffermarsi alla sua visione negativa della città, andare oltre&#8230;viversela con grandi e nuovi occhi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Buongiorno]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/06/04/buongiorno/</link>
<pubDate>Wed, 04 Jun 2008 08:46:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
<guid>http://tizvue.wordpress.com/2008/06/04/buongiorno/</guid>
<description><![CDATA[Milano- Svegliarsi in un luogo nuovo, in un letto diverso non sempre promette un inizio giornata dei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Milano</strong>- Svegliarsi in un luogo nuovo, in un letto diverso non sempre promette un inizio giornata dei migliori.<br />
In casa non c&#8217; è nessuno, le mie amiche che mi ospitano, che oramai sono donne in carriera sono fuori per lavoro, nei loro uffici, io non so come muovermi, mai stata in questa casa.</p>
<p>Un bigliettino da loro lasciato sul tavolo  in cucina ha allontanato qualsiasi tipo di disagio e spiazzamento, oltre all&#8217; augurarmi una buona giornata mi ha dato l&#8217; input, la voglia ed una strana forza per VIVERE un NUOVO giorno.</p>
<p><a href="http://tizvue.files.wordpress.com/2008/06/ssm15790.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-129" src="http://tizvue.wordpress.com/files/2008/06/ssm15790.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><em>VAI, VIVI, SPACCA </em>questo sarà il mio obiettivo di quest&#8217; oggi.</p>
<p>Buonagiornata a tutti!</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[IO, sostenitrice della lettura tradizionale]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/05/29/io-sostenitrice-della-lettura-tradizionale/</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 17:14:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Gli occhi mi bruciano, ho bisogno di un nuovo paio di occhiali o forse ho bisogno di lenti apposite ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Gli occhi mi bruciano, ho bisogno di un nuovo paio di occhiali o forse ho bisogno di lenti apposite per sostenere le mie lunghe ore d&#8217; avanti al monitor del pc.<br />
Sono in piena sesione d&#8217; esami, ed il mio studio è sempre più concentrato su contenuti supportati elettronicamente, dal materiale didattico rilasciato on line ai link di approfondimento. Bella scoperta il web.<br />
Io oramai sono una internet-dipendente, se non ho una connessione con il www mi sento persa, un pò di tempo fa ( ma non troppo) il mio smarrimento era attribuito al non-avere il cellulare con me ( precisando che ancor prima del non-troppo-tempo fa io del cel potevo fare benissimo a meno, tanto da non averlo avuto per più di un anno), ma nonostante questo io ho serie difficoltà nello sudiare da pagine elettroniche: mi implicano il doppio del tempo, distraggono il mio argomento mediante tanti altri correlati (seppur interessanti ed utili) e provocano ai miei occhi un grande senso di stanchezza immediata.</p>
<p>Forse io sono una delle poche persone al mondo che non apprezza l&#8217; ipertestualità del web ( inteso come supporto di informazioni <strong>prettamente per studiare)</strong>, e che vede nei vantaggi da essa offerti degli svantaggi, infatti una delle caratteristiche fondamentali dell&#8217; ipertesto -se non proprio la definizione- è la <em>possibilità di accedere a parti diverse del costrutto comunicativo in maniera non lineare, lasciando al fruitore il percorso di lettura che un tempo era predefinito dall&#8217; autore.</em></p>
<p>Io sono per la<em><strong> lettura tradizionale</strong></em>: cartacea, che induce a munirmi di evidenziatore per sottolineare le parti a parer mio più importanti, ma al tempo stesso di penna e di un grande foglio dove io possa annotare in maniera chiave partendo dal centro e diramandomi in tutte le direzioni della pagina , l&#8217; oggetto del mio studio, faccio cioè una <strong>mappa mentale</strong>.</p>
<p>Quest&#8217; ultima è per me un grande strumento per ricordare e asscociare, ed io credo che ha efficacia solo se è fatta personalmente, utilizzando i colori che sembran più appropriati, per dar la possibilità di collocare i vari concetti secondo il proprio ordine, essa  per questi motivi qui si fissa nella mia mente proprio come un&#8217; immagine, non richiedendomi il bisogno di chiudere gli occhi per ricordare, spaziare ed argomentare.</p>
<p>Ho avuto modo di scoprire, grazie al suggerimento dato dal blog di <a href="http://mestierediscrivere.splinder.com/">Mestiere di Scrivere</a>, un blog interamente dedicato alle <a href="http://mappementaliblog.blogspot.com/">Mappe mentali</a>, che io ho trovato molto interessante, e che consiglio a chi di esse non ne fa uso.</p>
<p>Ma al tempo stesso rimango una grandissima &#8220;fan&#8221; del web, e sempre più del nuovo e cosi denominato web 2.0.</p>
<p>Gli occhi mi si stanno per chiudere.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ri-tornando al titolo]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/05/26/ri-tornando-al-titolo/</link>
<pubDate>Mon, 26 May 2008 11:47:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
<guid>http://tizvue.wordpress.com/2008/05/26/ri-tornando-al-titolo/</guid>
<description><![CDATA[Nel momento in cui mi è stato &#8220;imposto&#8221; di aprire un blog ( e qui ricordo che il mio ing]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Nel momento in cui mi è stato &#8220;imposto&#8221; di aprire un blog ( e qui ricordo che il mio ingresso nella blogosfera non è stato del tutto arbitrario) mi sono prefissata un argomento, degli obiettivi ed un determinato percorso <em>da seguire</em>, che ho cercato di sintetizzare nel mio titolo: <strong>Heidi e la ricostruzione dei suoi monti.</strong></p>
<p>Inerenza alla traccia, è ciò che mi veniva ribadito ogni volta che stilavo un tema  ai tempi della scuola, già a partire dalla terza elementare; mi sono resa conto che nell&#8217; andare avanti nelle mie ricerche io tale tema non l&#8217; ho neanche accennato, eh si, <em>per ricostruzione dei monti</em> io mi riferivo a quella regione reale che è andata a riprodurre e concretizzare un passato e dei luoghi inesistenti, sto parlando di <strong>Heidiland.</strong><br />
Ma non nego, che proprio questo mio dilagare in altri argomenti scoperti e approfonditi grazie a questo punto di partenza, che il mio titolo, a parer mio, si carica di maggior forza, <em>attribuento ai &#8220;monti&#8221; altri e vari</em> <em>contenut</em>i (dagli innumerevoli adattamenti, ai brand, ad Heidi in sé per sé).</p>
<p><strong>Heidiland</strong>, un&#8217; intera regione tematica situata nel Canton dei Grigioni, non è solo un marchio protetto, non è semplicemente meta turistica, non è un semplice luogo, essa racchiude in sé dei meccanismi complessi che fanno della <em>memoria</em> e della <em>nostalgia</em> il loro ingranaggio, di Heidi la protagonista per eccellenza, e dell&#8217; individuo non un turista per caso ma un viaggiatore.</p>
<p>Qui di seguito, vi ripropongo un video dallo scopo prettamente illustrativo, dei servizi che questo luogo offre, tralasciando per il momento la sua capacità più intima: di donare modi di essere ed emozioni di un passato esso stesso immaginario.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/D9NtZ_xDozc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/D9NtZ_xDozc&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il blog come strumento]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/05/18/il-blog-come-strumento/</link>
<pubDate>Sun, 18 May 2008 00:32:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
<guid>http://tizvue.wordpress.com/2008/05/18/il-blog-come-strumento/</guid>
<description><![CDATA[Più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto la Blogsfera nella sua trasparenza presenti lati, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto la Blogsfera nella sua trasparenza presenti lati, che per una persona che ci è entrata da poco, sono impensabili e tutti da scoprire.</p>
<p>Impensabili per una persona, ma no per una azienda, una holding o un&#8217; istituzione. In questi giorni, tra le tante altre cose, mi sono interassata ad un termine a me nuovo, introdotto dal prof. che ha sollecitato il mio ingresso in questa sfera : <strong>Il Corporate Blog</strong>.</p>
<p>Attualmente, il Blog come strumento è una delle piattaforme che le aziende stanno iniziando ad usare, e può essere utilizzato in funzione alle proprie esigenze, per ottenere risultati soddisfacenti; purtoppo mi sono resa conto che in Italia questo fenomeno, <em>che io definirei strategia di Marketing</em>, non è ancora molto diffuso, ma l&#8217; altro continente, ovvero l&#8217; America ne sta facendo gran uso.</p>
<p>Come ogni strumento, anche qui vi sono delle <em>controindicazioni</em>, il blog aziendale deve esser fatto bene, deve dar voce alla clientela e non parlare di se, perchè se cosi non fosse i risultati invece di esser positivi potrebbero rivelarsi negativi per l&#8217; <em>immagine dell&#8217; azienda e per il brand.</em></p>
<p>A tale proposito ho avuto modo di leggere grazie al suggerimento dato da <a href="http://brandblog.splinder.com/tag/corporate+blog">Brand Blog</a>, uno studio spagnolo fatto sui corporate blog, che mediante il titolo è riuscito a dare la definizione, a parer mio più corretta, di questa nuovo fenomeno:<span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><a href="http://www.divshare.com/download/1420234-e2f">“Los blogs corporativos: una opción, no una obligación”</a></span><span class="item"><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><strong></strong></span></span>.</p>
<p>Suggerisco a tutti gli interessati, di darne una lettura, io l&#8217; ho trovato molto interessante, perchè non si limita solo a teorizzare, ma a dare dei consigli utili a chiunque decida di aprire un corporate blog mediante l&#8217;analisi di casi.</p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><a href="http://www.divshare.com/download/1420234-e2f"><br />
</a></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Quando un bimbo fa SORRIDERE]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/05/17/quando-un-bimbo-fa-sorridere/</link>
<pubDate>Sat, 17 May 2008 22:53:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Che parole utilizzare per spiegare l&#8217; inspiegabile? Troppe emozioni in questi giorni, che da u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><strong>Che parole utilizzare per spiegare l&#8217; inspiegabile?</strong></p>
<p style="text-align:left;">Troppe emozioni in questi giorni, che da una parte mi allegeriscono i pensieri cattivi ma dall&#8217; altra moltiplicano o forse semplicemente creano pensieri piacevoli (alimentando il mio caos), tra queste la più importante è data dal fatto che sto per diventare <strong>zia</strong>.</p>
<p style="text-align:left;">Non si può spiegare la sensazione provata nella frazione di secondo in cui l&#8217; apparato uditivo trasmette al cervello le parole pronunciate dal proprio fratello che informano l&#8217; arrivo di un nipotino, come non si può spiegare l&#8217; emozione vissuta nel momento in cui la mia testolina ha decodificato tali parole: <strong>una gioia immensa.</strong></p>
<p style="text-align:left;">Ho &#8220;sfruttato&#8221; il giorno del compleanno di mio fratello per fargli una sorpresa tornando a Trani ( la mia città), senza sapere però che la sorpresa l&#8217; ha fatta lui a me, con la complicità di mio padre e mia  sorella, che hanno voluto darmi questa fantastica notizia di persona e non per telefono&#8230;da parte mia grande ammirazione. Anche se a dir la verità i piani non sono andati come loro avevan previsto, il mio arrivo inaspettato ha fatto si che loro tralasciassero un piccolissimo particolare: dimenticare l&#8217; ecografia ( dove ho potuto gia vedere le manine, i piedini)  in bella vista, o meglio &#8220;a prima vista&#8221;.</p>
<p style="text-align:left;">A questo punto, non mi rimane che aspettare dicembre per concretizzare la mia felicità, nell&#8217; attesa continuerò a scrivere il mio blog, che in questi giorni ho molto trascurato.</p>
<p style="text-align:left;"><strong><em>Ah: io spero sia un LUI.</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Un Anime di Cartone]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/05/12/un-anime-di-cartone/</link>
<pubDate>Mon, 12 May 2008 20:50:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non potevo certamente non citare l&#8217; adattamento che per eccellenza ha fatto si che il romanzo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://tizvue.files.wordpress.com/2008/05/heidi_32462622.gif"> <img class="size-medium wp-image-105" style="vertical-align:middle;" src="http://tizvue.wordpress.com/files/2008/05/heidi_32462622.gif?w=200" alt="" width="204" height="343" /></a></p>
<p>Non potevo certamente non citare l&#8217; adattamento che per eccellenza ha fatto si che il romanzo della Spyri diventasse famoso in tutto il mondo, che ha visto la sua produzione direttamente in Giappone: <strong>Alps no Shojo Heidi, tradotto nella versione italiana &#8220;Heidi la bambina delle Alpi&#8221;<br />
</strong><br />
Questa volta non si tratta di un film, ma di un  Shojo, cartone animato giapponese per un pubblico specificamente femminile, è il primo trasmesso in Italia.  Esistono Shojo manga (fumetti per ragazze), Shojo anime (cartoon per ragazze) con i sottogeneri sportivi (Mila e Shiro) e majocco (il filone delle maghette).</p>
<p><em>Heidi</em> fu realizzato dalla tedesca <strong>Taurus Film con i giapponesi Zuiyo Enterprise e Toei Animation</strong> a partire dal 1974. La figura della montanara dalle guancette rosse nasce dai disegni del maestro dell&#8217;animazione<strong> Isao Takahata</strong>,  i paesaggi alpini che fanno da cornice alle avventure di Heidi e della sua compagnia furono invece affidati al talento di un giovane (ancora non conosciuto) componente dello staff della Toei: si chiama <strong>Hayao Miyazaki</strong>, che dopo qualche anno diventerà uno dei più celebri registi giapponesi, premio Oscar per <em>La città incantata</em> e Leone d&#8217;oro a Venezia per la carriera, noto per la sua capacità di guardare con gli occhi di un bambino.</p>
<p>Ed è proprio a questa versione, costituita da 52 episodi da 20 minuti, che dobbiam dare il il merito di aver consolidato la figura, i lineamenti, i colori, i modi di fare e gli abiti della piccola Heidi; i suoi capelli ritornano castani dopo essere stati per molti anni ricci e dorati.</p>
<p><strong>Il primo episodio è stato trasmessso in Italia nel febbraio del 1978</strong>, e non nego che la sua proiezione è rimasta un <strong>appuntamento per molti ma molti anni</strong>, io sono cresciuta con tale appuntamento: ogni pomeriggio verso le cinque su Rai Uno, successivamente è stato concesso a Mediaset acquisendo orari diversi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[..voglio vivere cosi']]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/05/04/voglio-vivere-cosi/</link>
<pubDate>Sun, 04 May 2008 15:03:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per una NON lavortarice come me festeggiare il primo maggio era d&#8217; obbligo, ed io ho avuto ciò]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Per una <strong>NON lavortarice</strong> come me festeggiare il primo maggio era d&#8217; obbligo, ed io ho avuto ciò di cui avevo bisogno: una giornata immersa nella natura più assoluta.<br />
Questa mia permanenza qui a Pesaro, oramai giunta  al termine (eh si..questi per me sono gli ultimi due mesi in questa città dopo tre anni) mi ha offerto e sono sicura che mi offrirà ancora, escursioni in posti paradisiaci, che trovare parole per descriverli non è cosa facile, visto che mi hanno lasciato senza fiato.</p>
<p>Appuntamento ore 10 (che poi in realtà è stato posticipato inconsciamente alle ore 11, grazie al mio ritardo), tre macchine una dietro l&#8217; altra dirette a <strong>Cagl</strong>i, luogo che io non avevo mai sentito nominare. Il mio stupore è iniziato nel solo percorrere la strada: un susseguirsi di monti, prati, rocce che facevano da sfondo al nostro viaggio. Le mie perplessità erano esagerate rispetto a quelle degli altri, nel senso che io venendo da una città &#8220;marina&#8221; non sono abituata ad un tale scenario, e l&#8217; emozione era fortissima; questo me l&#8217; ha fatto notare la mia compagna di viaggio che al mio contrario non trovava nulla di spettacolare: lei ci vive tra i monti!</p>
<p>Il viaggio non è stato lungo, circa un&#8217; ora di macchina: alle 12.30 più o meno, siam giunti a destinazione, ad accoglierci vi è stato un cavallo, dal pelo lucidissimo, e per il resto non c&#8217; era nessun altro, solo noi, infatti ci aspettavamo un affollamento visto la festività, ed invece no.</p>
<p>Un sentiero ci ha condotto al paradiso: delle cascate immerse nella foresta. E qui ci metterei un punto perchè non riesco  a trovare delle parole appropriate per descrivere. Ed in questo luogo abbiamo trascorso tutta la giornata nel relax più piacevole, e tra gli spuntini piu disparati.</p>
<p>Delle parole diverse le avrei sulla festa del Primo Maggio in sè, io la trovo insignificante, nel senso che lavorare è un diritto e al tempo stesso un dovere, perchè si dovrebbe festeggiare? come d&#8217; altronde lo è l&#8217; 8 marzo con la festa della donna, che a parer mio non è più una festa ma una vera e propria fiera: la FIERA DELLA DONNA appunto. Ma ogni occasione è buona per festeggiare.</p>
<p>Appena recupererò le foto, le pubblicherò.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[In una notte che..]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/04/30/in-una-notte-che/</link>
<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 01:18:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217; ora è inconsueta, ma tra le tante ricerche tra i monti il desiderio di escursione, viaggio,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L&#8217; ora è inconsueta, ma tra le tante ricerche tra i monti il desiderio di escursione, viaggio, passeggiate, sorrisi si fà sempre più forte, <strong>la mente vola ma questo è il periodo di rimanere con i piedi per terra.</strong></p>
<p>Ho tante cose da fare, ma non so da dove iniziare per poterle terminare, ho troppe cose da dire ma non so che parole utilizzare per fare un discorso lineare.</p>
<p>Un po di natura, aria pura è ciò che mi servirebbe, la Svizzera? Purtroppo lontana, confido in un primo maggio in campeggio.</p>
<p>E&#8217; giunta l&#8217; ora di andare  a letto.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Made in China.]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/04/29/made-in-china/</link>
<pubDate>Tue, 29 Apr 2008 15:05:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Heidi è Heidi! Il suo nome non puo essere tradotto- ridotto a simboli. Scusate la mia ignoranza sull]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h1>Heidi è Heidi! Il suo nome non puo essere tradotto- ridotto a simboli.</h1>
<h3>Scusate la mia ignoranza sulle lingue orientali, tanto da non farmi capire se questo qui di seguito è cinese o giapponese.</h3>
<h1><em>Questa è una delle versioni del film che ha subito le </em><em>varie traduzioni.</em></h1>
<address> </address>
<h1><a href="http://tizvue.files.wordpress.com/2008/04/heidi-in-giap6.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-70" src="http://tizvue.wordpress.com/files/2008/04/heidi-in-giap6.jpg?w=211" alt="" width="211" height="300" /></a></h1>
<address> </address>
<address> </address>
<address> </address>
<address> </address>
<address> </address>
<address> </address>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Incredibile...]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/03/19/incredibile/</link>
<pubDate>Wed, 19 Mar 2008 11:19:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
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<description><![CDATA[..più vado avanti nelle mie ricerche, e più mi rendo conto di quanto questa bambina dalle guancette ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>..più vado avanti nelle mie ricerche, e più mi rendo conto di quanto questa bambina dalle guancette rosse, e dal sorriso contaggioso sia diventata un vero e proprio Status Simbol.</p>
<p>Tanti sono i film, i romanzi, i cartoni animati, e tutto quello che di più inimmaginabile vi possa essere a lei attribuito o ispirato..assurdo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Perchè Heidi?]]></title>
<link>http://tizvue.wordpress.com/2008/03/17/perche-heidi/</link>
<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 17:51:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>tizvue</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non sono mai stata una grande appassionata di cartoni animati, e tanto meno collezionatrice di figur]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="snap_preview" align="left">Non sono mai stata una grande appassionata di cartoni animati, e tanto meno collezionatrice di figurine o gadgets ad essi correlati.Strano come proprio per questo motivo, io ora sia qui a scrivere un blog su <em>Heidi.</em></p>
<p class="snap_preview" align="left">Chi è Heidi? Secondo me non esiste una persona di nuova o vecchia generazione che non la conosce: Heidi, l’ orfanella cresciuta tra i monti alla quale le caprette dicevan <strong>ciao.</strong></p>
<p class="snap_preview" align="left">A riportarmela in mente è stato un esame universitario (e lecita sarebbe la domanda: <em>ma che università frequenti?), </em>ed è proprio in tale occasione che ho avuto modo di osservarla, e se non “scoprirla” in maniera del tutto nuova. Heidi non è solo un cartone animato costituito da 52 episodi, tradotto in più di 50 lingue e pubblicato in 50 milioni di esemplari, Heidi è un vero e proprio <strong>MITO GLOBALE, </strong>Heidi ha un <em>suo</em> mondo, un gran mondo.</p>
<p class="snap_preview" align="left">Mio obiettivo è scoprire questo mondo, esplorarlo e se mi è possibile&#8230;viverci.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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