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	<title>tradizioni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/tradizioni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "tradizioni"</description>
	<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 15:48:28 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Natale -4settimane!]]></title>
<link>http://momsinthecity.wordpress.com/2009/11/29/natale-4settimane/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 21:50:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>mominthecity</dc:creator>
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<description><![CDATA[Terza settimana Mancano solo 4 settimane!!! mi sembra domani, per me questa settimana è dedicata fon]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#ff0000;"><strong><em><img class="aligncenter size-medium wp-image-1927" title="vintage-christmas-greetings-two-children" src="http://momsinthecity.wordpress.com/files/2009/11/vintage-christmas-greetings-two-children1.jpg?w=187" alt="" width="187" height="300" />Terza settimana</em></strong></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Mancano solo 4 settimane!!! mi sembra domani, per me questa settimana è dedicata fondamentalmente a:</span></p>
<ul>
<li><span style="color:#000080;">inizio dell&#8217;Avvento e di tutte le sue tradizioni</span></li>
<li><span style="color:#000080;">decorare la casa &#8230; io comincio qualche giorno prima di Sant&#8217;Ambrogio perchè altrimenti non ce la faccio e così mi godo la casa a festa un po&#8217; di più</span></li>
<li><span style="color:#000080;">comprare i regali</span></li>
<li><span style="color:#000080;">spedire gli auguri via posta tradizionale</span></li>
<li><span style="color:#000080;">cominciare le pulizie di fondo della casa</span></li>
<li><span style="color:#000080;">approvvigionamento della dispensa con beni essenziali come farina, zucchero, burro, frutta secca in vista delle sessioni di cucina (biscotti in testa)</span></li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il disfacimento della nostra civiltà secondo de Gobineau]]></title>
<link>http://gianruggeromanzoni.wordpress.com/2009/11/27/il-disfacimento-della-nostra-civilta-secondo-de-gobineau/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 23:39:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gian Ruggero Manzoni</dc:creator>
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<description><![CDATA[il conte Joseph Arthur de Gobineau Discendente di una famiglia nobile di Bordeaux, Joseph Arthur de ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://www.wissen.de/wde/generator/substanzen/bilder/sigmalink/g/go/gob_/gobineau_joseph_arthur_graf_de_1822981,property=zoom.jpg" alt="http://www.wissen.de/wde/generator/substanzen/bilder/sigmalink/g/go/gob_/gobineau_joseph_arthur_graf_de_1822981,property=zoom.jpg" width="304" height="340" /><br />
<em>il conte Joseph Arthur de Gobineau </em></p>
<p>Discendente di una famiglia nobile di Bordeaux, Joseph Arthur de Gobineau (1816-1882) frequentò l´Accademia Militare e, a Parigi, nella seconda metà degli anni Trenta, fu assiduo nei salotti legittimisti, ma anche negli ambienti liberali, dove strinse amicizia con Tocqueville. Si dedicò all´attività giornalistica collaborando a periodici di orientamento legittimista e conservatore e si affermò ben presto come un buon critico letterario. Divenuto Tocqueville ministro degli Esteri, fu da egli avviato alla carriera diplomatica. A questo periodo risale il <span style="color:#ffcc00;"><em>&#8220;Saggio su l´ineguaglianza delle razze&#8221;</em> </span>(1853-1855) in cui Gobineau sostiene la tesi secondo cui il formarsi e disgregarsi delle civiltà dipenderebbero da motivi di natura razziale. Le civiltà sarebbero espressioni di razze giovani, integre, originarie, per cui il loro declino sarebbe da porre in relazione con la «degenerazione» dovuta al miscuglio etnico. Secondo Gobineau la razza bianca sarebbe congenitamente superiore alle altre incarnando le virtù nobili: amore per la libertà, onore, coraggio, spiritualità. Nel suo saggio Gobineau riprende da Johann Friedrich Blumenbach la suddivisione delle razze umane in gialla, nera e bianca e, come Blumenbach, le dispone in gerarchia, ma &#8211; diversamente da Blumenbach e analogamente a Linneo &#8211; attribuisce a ciascuna razza determinate caratteristiche morali e psicologiche innate a cui fa riferimento per sostenere la tesi della superiorità dei bianchi sui gialli e sui neri. Per Gobineau, la razza gialla è materialista, portata al commercio e incapace di esprimere pensieri metafisici; la razza nera presenta sensi sviluppati all&#8217;eccesso e modesta capacità intellettiva; la razza bianca (o ariana), che incarna le virtù della nobiltà e i valori aristocratici, sarebbe invece contraddistinta dal suo amore per la libertà, per l&#8217;onore e per la spiritualità. Originaria dell&#8217;India, la razza bianca si sarebbe sovrapposta alle prime popolazioni europee (che secondo Gobineau erano di razza gialla) per formare il ceppo teutonico destinato a dominare l&#8217;Europa nei secoli successivi. Ma l&#8217;inevitabile incrocio con le altre razze ne avrebbe corrotto la nobiltà, e gli ariani avrebbero progressivamente assunto alcuni dei tratti deteriori delle razze inferiori (il materialismo dei gialli e la sensualità dei neri), in un processo degenerativo che Gobineau considerava irreversibile&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’Islam, al di là del bene e del male. ]]></title>
<link>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/11/27/l%e2%80%99islam-al-di-la-del-bene-e-del-male/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 09:55:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>gibobononia189ac</dc:creator>
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<description><![CDATA[Gli avvenimenti di questi ultimi giorni mi spingono a fare qualche riflessione sull’Islam: ai banche]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.bible.ca/islam/islam-kaba-close.jpg" alt="" width="400" height="312" /></p>
<p style="text-align:justify;">Gli avvenimenti di questi ultimi giorni mi spingono a fare qualche riflessione sull’Islam: ai banchetti che facciamo per dire no all’ORA di Islam e sì al crocefisso a volte sento della gente esclamare esaltata che i musulmani bisogna farli fuori tutti quanti (ma siamo cristiani, cioè tolleranti, solo a qualche ora del giorno?); oppure c’è qualcuno che, in modo stizzito, ci dice, scherzando, di essere musulmano, aspettandosi forse che lo insultiamo e ci travestiamo da moderni Templari per andarlo a combattere.</p>
<p style="text-align:justify;">Ebbene: credo che ci siano certi <strong>movimenti, partiti, persone, che fomentano l’odio razziale, generalizzando e sterotipizzando tristi situazioni</strong> (o diverse dalla nostra società, per cui ai nostri occhi incomprensibili), così che la gente si basa solo su dei pregiudizi per nutrire un odio esagerato per i musulmani.</p>
<p style="text-align:justify;">Già qui a Bologna, poi viaggiando un po’, in particolare in Germania dov’ero in una società molto multietnica e multiculturale, mi è capitato di confrontarmi con musulmani, uomini e donne: quando ancora ero cattolico, non ho dovuto mai nascondere la mia fede per avere un buon rapporto. Loro non hanno la stessa nostra concezione di Gesù, però lo considerano un Angelo che sconfiggerà il Demonio. Scusa se è poco. All’università, molte ragazze che ho conosciuto non mi hanno detto di essere scappate da casa a causa del comportamento dittatoriale del padre o della società in cui vivevano, ma solo di voler fare un’esperienza all’estero o che nel loro paese l’istruzione è un po’ scadente, ma non inaccessibile e i loro genitori li mantengono, poi loro lavorano anche, come tanti altri, per non pesare troppo su di loro, ma sono come noi.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora facciamo un passo indietro, con una breve e semplice spiegazione: i musulmani si dividono in due grandi categorie, i Sunniti e gli Sciiti, e a loro volta si dividono in varie sette e minisette, ognuna delle quali interpreta diversamente il Corano.</p>
<p style="text-align:justify;">Per questo motivo si sono fin da sempre scannati un po’ tutti tra di loro, e in particolare gli Sciiti, a causa delle loro aspre persecuzioni, hanno sviluppato sentimenti di disagio ed avversione verso Sunniti e non islamici, e una forte prontezza a combattere per difendersi; inoltre, siccome il loro capo è caduto nella prima battaglia intestina, hanno sviluppato il “culto” del martirio. Questa aggressività è sfociata anche nella condizione cui sono sottoposte le donne, infatti seppure nel complesso gli Sciiti siano una forte minoranza (tra il 5 e il 10%), i paesi in cui prevalgono, come l’Iran sono (al confronto, ma non in senso assoluto) i peggiori, da questo punto di vista, mentre negli altri troviamo condizioni decisamente migliori, Egitto per esempio, o la Tunisia.</p>
<p style="text-align:justify;">In Afghanistan, le donne hanno pochi diritti, ma c’è un governo filoUsa…</p>
<p style="text-align:justify;">Lo chador è un abito tipicamente iraniano, prima che musulmano, e in generale l’uso di coprirsi velo o corpo ha radici nell’antica Mesopotomia preislamica, quale sfoggio di alta posizione sociale, al contrario delle prostitute che se ne vanno mezze nude.</p>
<p style="text-align:justify;">Nell’Occidente moderno, cristiano e democratico, invece, le ragazzine già a 12 girano in minigonna, vanno in discoteca e dalle mignotte non si distinguono più. Pure il fatto di poter stare tutto il giorno attaccate a Facebook, ci sembra un fattore di liberazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Comunque è difficile stabilire una storia lineare dei diritti delle donne nei paesi islamici, a causa di continui cambi di regime in certi paesi, che di volta in volta hanno posto condizioni diverse (spesso, infatti, troviamo ragazze che hanno potuto accedere ai più alti gradi di istruzione, oppure donne arrivare a prestigiose posizioni in politica); in Africa, invece, molti paesi sono in preda a guerre civili che fanno comodo alle democratiche banche occidentali che si arricchiscono col commercio di armi, per cui tutti i musulmani, uomini e donne, stanno male. La mutilazione dei genitali è un atto orribile, ma non prescritto dall’Islam; se si fa in alcuni paesi, non si fa in tutti i paesi islamici.</p>
<p style="text-align:justify;">Quindi, calma: non siamo invasi da donne interamente coperte, non tutti i musulmani vogliono gettarci bombe addosso, non tutti i musulmani ci odiano, tanti musulmani per fortuna rispettano le nostre leggi e la nostra società.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>Eugenio Sibona</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'abbigliamento di Tricarico anticamente]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/26/labbigliamento-di-tricarico-anticamente/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 14:59:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
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<description><![CDATA[In passato le donne di Tricarico indossavano gonne lunghe, pieghettate di colore marrone e di panno ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In passato<strong> le donne di Tricarico</strong> indossavano<strong> gonne lunghe</strong>, pieghettate di colore marrone e di panno molto pesante. Questo tipo di gonna serviva sia in inverno che in estate.<br />
Fasciavavno la vita con un<strong> busto</strong> che permetteva loro di stare sempre diritte. Alcune donne portavano sopra la camicetta un cuore <em><strong>&#8220;a &#8216; b &#8216; teglia</strong></em> &#8221; di compensato foderato di rosso che serviva per sostenere il seno, completato da un <strong>gilèt</strong> verde bottiglia.<br />
Indossavano una<strong> camicetta</strong> ricamata con le maniche a sbuffo che arrivava fino all&#8217;avanbraccio, le<strong> calze</strong> erano di lana e confezionate a mano.<!--more--><br />
Le<strong> scarpe</strong> erano stivaletti pesanti di colore nero o marrone, ai cui bordi scendeva una lunga francia; l&#8217;abbigliamento veniva completato da un <strong>mantello nero</strong>, chiamato &#8220;<strong> <em>u&#8217; sciall&#8217; tid</em></strong>&#8220;.</p>
<p>Gli uomini indossavano <strong>pantaloni </strong>&#8220;<em><strong>alla zuava</strong></em>&#8221; legati al ginocchio con bon bon di colore rosso, una camicia di un candido bianco e un mantello pesante di colore nero.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una volta si giocava così...]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/25/una-volta-si-giocava-cosi/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:46:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il gioco dei bottoni (1) Necessitavano minimo due giocatori, si posizionavano su una superfice piana]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-274" title="bottoni" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/bottoni.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" />Il gioco dei bottoni (1<em>)<br />
</em></strong>Necessitavano minimo due giocatori, si posizionavano su una superfice piana dove venivano posti dai partecipanti, un uguale numero di bottoni. Il primo concorrente, tirato a sorte, bagnava un dito con la saliva e lo pogiava su un bottone; staccatolo se il bottone si capovolgeva, il giocatore ne diventava proprietario. Quando ciò non avveniva, subentrava un nuovo giocatore e così via fino a quando tutti i bottoni non si capovolgeano.<!--more--></p>
<p><strong>Il gioco dei bottoni(2)<br />
</strong>il numero dei partecipanti era imprecisato, minimo però bisognava essere in due. Fatta la conta, un giocatore si avvicinava ad un muro che era parte integrante del gioco e dall&#8217;altezza di un metro circa lasciava cadere un bottone. Un secondo giocatore ripeteva la stessa operazione e se il bottone colpiva quello del primo giocatore, ambedue i bottoni diventavano suoi.</p>
<p style="text-align:left;"><strong>Pippo a ndoro<br />
</strong>Si giocava con un gruppo di ragazzi e ragazze oppure in due. Bisognava sedersi in fila, si raccontava la filastrocca:<br />
&#8220;<em>Pippo a ndoro di vicanza piglia piedi e piglia pranza e branza vinci tu devi alzare tu&#8221;<br />
</em>mentre si recitava questa filastrocca si toccava la gamba dei compagni; alla fine chi veniva toccato doveva tenere la gamba sollevata e ricevere un premio. Chi riusciva a non essere toccato era il più fortunato e quindi non pagava il pegno. Si ripeteva più volte recitando a rotazione la filastrocca. <strong>Questo gioco si faceva spesso nelle case quando non si andava a lavorare o nei campi o dalla sarta a cucire.</strong></p>
<p><strong>Cavadd e papr<br />
</strong> I partecipanti si dividevano in due squadre composte d tre o quattro ragazzi. Fatta la conta, bisognava scegliere se appartenere alla squadra dei cavalli o delle papere. All&#8217;inizio del gioco i componenti della squadra dei cavalli, leggermente inclinati, si appoggiavano al muro, mentre tutti quelli della squadra delle papere iniziavano a saltare sui cavalli. Alla fine , quando tutti avevano saltato, se rimanevano a cavalcioni sui &#8220;cavalli&#8221; per un tempo prestabilito, avevano vinto e avevano diritto a nuovi salti; mentre se uno solo della squadra delle papere veniva disarcionato, vincevano gli avversari e toccava alle &#8220;papere&#8221; andare vicino al muro e sopportare il peso degli avversari e così via fino a quando non venivano interrotti dai genitori.</p>
<p><strong>U pezz&#8217;l<br />
</strong>Il gioco richiedeva due squadre formate da due o più ragazzi. Si poteva svolgere in un campo piano, naturale, cioè nelle campagne oppure in un luogo erboso con terra massiccia., ma anche nelle piazze, soprattutto d&#8217;estate. Il giocatore della prima squadra si posiziovapa e colpiva con la mazza &#8220;u pezz&#8217;l&#8221;; appena questo salta in aria, il giocatore lo colpisce di nuovo e subito l&#8217;arbitro va a segnare il punto in cui il pezzo si è conficcato. Lo stesso giocatore ripete la battuta per altre due volte e l&#8217;arbitro stabilisce la massima distanza dei lanci. Poi passa a tirare il primo giocatore della squadra avversaria, seguendo le stesse regole. Poi seguono gli altri giocatori. Vince la squadra i cui giocatori hanno sommato il maggior numero di punti. La squadra perdente doveva pagare dei pegni che potevano consistere nel: &#8220;dare una mazzata nelle gambe o sulla spina dorsale; dare uno schiaffo dietro la nuca o infine fare camminare scalzi sulle pietre&#8221;. Questo gioco era considerato molto pericoloso e sio pensa che insegnasse a difendersi.</p>
<p><strong>L pret<br />
</strong>Gioco prettamente femminile, non disdegnato dai ragazzi, anzi, spesso si giocava insieme. Si cercavano cinque piccole pietre dalla forma rotondeggiante. Tenendole in una mano, una si lanciava in alto( a circa 70 cm), le altre si pèogiavano in terra. Con la stessa mano o con la stessa procedura, le pietre che erano in terra, venivano raccolte prima una alla volta, poi due alla volta, poi tre in una volta e una in un&#8217;altra e poi tutte e quattro insieme. Superato il primo livello si passava al secondo: con il pollice e l&#8217;indice pogiati su una superficie piana, si faceva un ponte sotto cui dovevano passare le pietre prima uno alla volta, poi due alla volta poi trealla volta, poi quattro alla volta, mentre la solita pietra veniva lanciata in aria da un&#8217;altezza di una settantina di cm. Il gioco si interrompeva quando uno dei partecipanti non riusciva a riprendere la pietra lanciata in aria o non riusciva a raccogliere le pietre da terra o a non farle passare sotto il ponte prima che quella lanciata in aria fosse ripresa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Matrimonio]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/25/il-mastrimonio/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:08:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
<guid>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/25/il-mastrimonio/</guid>
<description><![CDATA[Il matrimonio si celebrava di domenica e  il giovedì che precedeva le nozze, il corredo della sposa ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-258" title="matrimonio" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/matrimonio1.jpg?w=300" alt="" width="300" height="198" />Il matrimonio si celebrava di domenica e  il giovedì che precedeva le nozze, il corredo della sposa veniva messo in grandi ceste, caricato su un carro  e trasportato fino alla casa del futuro marito, attraverso le strade del paese , in modo che tutto la popolazione ammirasse il corredo della sposa. <!--more--></p>
<p>La domenica, quando il corteo nuziale usciva dalla chiesa, gli sposi venivano festeggiati dalla folla con manciate di <strong>confetti e grano</strong>. Il corteo procedeva fino alla nuova casa, dove la madre dello sposo salutava dalla soglia la nuora, porgendole doni e dolciumi. Agli invitati si offrivano liquori e dolciumi e dopo si iniziava il pranzo in cui non poteva mancare  l&#8217;agnello ripieno, simbolo dell’abbondanza.<br />
La sposa rimaneva in casa per otto giorni (<strong>a sttman ra zeit</strong> ), la domenica usciva per la prima volta andando a messa, accompagnata dalla suocera. Dopo la funzione religiosa ricominciavano i festeggiamenti nell’ abitazione della madre dello sposo.</p>
<p><strong>Bibliografia:</strong><br />
G. B. BRONZINI, <strong><em>Vita tradizionale in Basilicata , </em></strong>Congedo Editore 1987, pg. 293-300</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Fidanzamento]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/25/antiche-usanze-popolari-sul-fidanzamento/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 15:15:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un tempo compiuto il servizio militare i ragazzi pensavano ad “accasarsi”. Le ragazze, da parte loro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-250" title="fidanzamento" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/fidanzamento.jpg?w=300" alt="" width="300" height="212" />Un tempo compiuto il servizio militare i ragazzi pensavano ad “accasarsi”. Le ragazze, da parte loro, vedevano nel matrimonio non soltanto la loro pratica sistemazione, ma anche e soprattutto la realizzazione della loro naturale ansia di essere donne. I giovani e le ragazze da marito erano chiamati:<strong> “uagnone e uagnastre o guagnaredde”.</strong>  A <strong>Tricarico</strong>, così come in altre zone della Basilicata, le  persone addette al mestiere di combinare i fidanzamenti dietro retribuzione venivano chiamati: <strong>&#8220;ruffiani o tramezzani&#8221;. <!--more--></strong></p>
<p style="text-align:justify;">Diversi erano i modi con cui il giovane dichiarava il proprio amore alla  ragazza, ma il più utilizzato era <strong>la serenata</strong>: l’innamorato, o meglio, il cantore esaltava le bellezze dell’amata paragonando lo splendore delle sue carni al sole e alle stelle con motivi musicali di creazione popolare.</p>
<p style="text-align:justify;"> Fatta la scelta, quasi sempre d’accordo con i propri genitori, il giovane mandava la<strong> &#8220;mbasciata&#8221;</strong> alla famiglia della ragazza, generalmente di domenica o di giovedì e se la famiglia della sposa, riteneva conveniente il partito, accettava la proposta e il capo della casa “<em>con una certa solennità pubblicamente specifica ciò che dona alla figlia in panni e dote</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Il dono che i fidanzati si scambiavano all’atto della presentazione o del fidanzamento avevano prevalente carattere giuridico di conferma della promessa contrattuale. Un dono rituale era quello della <strong>palma dell’ulivo</strong> ornato di fiori e confetti e al quale si infilava un oggetto d’oro.</p>
<p style="text-align:justify;">A Tricarico le ragazze per sapere se i propri fidanzati erano sinceri, ricorrevano a indovini e fattucchieri.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Bibliografia:</strong></p>
<p style="text-align:justify;">G. B. BRONZINI, <strong><em>Vita tradizionale in Basilicata, C</em></strong>ongedo Editore,1987 pp. 175-289</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Battesimo]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/25/antiche-tradizioni-popolari-sul-battesimo/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:48:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
<guid>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/25/antiche-tradizioni-popolari-sul-battesimo/</guid>
<description><![CDATA[Il contadino lucano attribuiva prevalentemente al battesimo il significato d’investitura cristiana e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-256" title="battesimo" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/battesimo.jpg?w=300" alt="" width="300" height="216" />Il contadino lucano attribuiva prevalentemente al battesimo il significato d’investitura cristiana ed è generale il detto che dopo il Battesimo il neonato era “<em>fatto Santo”</em> o “<em>Cristiano</em>”.<br />
Non soggetta a regole fisse era  la scelta del “<em><strong>compare</strong>”</em> e della “<em><strong>comare</strong></em>” che di solito cadeva su persone della famiglia.<br />
A Tricarico, il padrino e la madrina erano chiamati <strong>“nunno”</strong> e <strong>“nunna”</strong> dal <strong>&#8220;comparello&#8221;</strong>.<!--more--><br />
L’impostazione del nome, indispensabile per il battesimo, era parte integrante della nascita: veniva  stabilito dalla madre e dal padre e generalmente si tramandavano i nomi della famiglia. Al primo maschio si dava il nome del nonno paterno e alla femmina quello della nonna paterna, al secondo maschio il nome del nonno materno e alla seconda femmina il nome della nonna materna; i figli successivi prendevano i nomi, rispettivamente, dei fratelli e delle sorelle prima del padre poi della madre.</p>
<p>Solitamente il battesimo avveniva di domenica o di giovedì; un’usanza tipica di quasi tutte le zone della <strong>Basilicata</strong>. La scelta del giorno festivo o semifestivo rispondeva al bisogno, fortemente sentito, di dare al battesimo la massima pubblicità, in modo che l’iniziazione del neonato alla società cristiana veniva riconosciuta dall’intera comunità.</p>
<p>L“abitino” del neonato aveva medaglie religiose e amuleti (croce, animaletti, numero 13, corna, cuore, scarpette, santi, chiave&#8230;).</p>
<p><strong>Bibliografia:</strong><br />
G.B. BRONZINI,<strong><em>Vita tradizionale in Basilicata, </em></strong>Congedo editore, 1987 pp.49-75</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Marco Almagisti sulla partecipazione femminile in politica: "una ricchezza per il capitale sociale dei territori"]]></title>
<link>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/25/marco-almagisti-sulla-partecipazione-femminile-in-politica-una-ricchezza-per-il-capitale-sociale-dei-territori/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:30:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>sidistef</dc:creator>
<guid>http://skapegoat.wordpress.com/2009/11/25/marco-almagisti-sulla-partecipazione-femminile-in-politica-una-ricchezza-per-il-capitale-sociale-dei-territori/</guid>
<description><![CDATA[La qualità della Democrazia in Italia Capitale Sociale e Politica. Marco Almagisti affronta dettagli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#800000;"><strong></p>
<div id="attachment_1569" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/9788843048526g.jpg"><img class="size-full wp-image-1569" title="La qualità della Democrazia in Italia Capitale Sociale e Politica" src="http://skapegoat.wordpress.com/files/2009/11/9788843048526g.jpg" alt="" width="200" height="295" /></a><p class="wp-caption-text">La qualità della Democrazia in Italia Capitale Sociale e Politica. Marco Almagisti affronta dettagliatamente il problema dello scollamento tra strutture istituzionali e forme nelle quali la vita in comunità dei cittadini concretamente si sviluppa. Sintomo ulteriore di questo divario tra la realtà e il potere è a nostro parere il mancato riconoscimento della partecipazione femminile e del protagonismo femminile ai vertici delle organizzazioni, delle imprese e delle istituzioni sovraordinate rispetto ai livelli locali.</p></div>
<p>Il docente di Scienze Politiche all&#8217;Università di Padova ha studiato le pratiche che, eccedendo le regole base della democrazia per creare ulteriori legami civici, aumentano il &#8220;capitale sociale&#8221;, la qualità, di una democrazia. Gli ostacoli tradizionali alla partecipazione femminile nelle organizzazioni più influenti sono tra i sintomi dello scollamento tra attivismo crescente nella società e rigidità dei sistemi di potere, tema che ad un livello più ampio è affrontato da Almagisti, con una particolare attenzione al ruolo, in via di ridefinizione e di rilancio, assunto dai territori.</p>
<p></strong></span></p>
<p>&#160;</p>
<p>Al principio della nostra ricognizione sui rapporti tra partecipazione femminile e qualità della democrazia, ormai alcuni mesi fa, Marco Almagisti, autore del testo &#8220;La qualità della democrazia in Italia. Capitale Sociale e Politica&#8221;, ci ha detto che anche se le pratiche che eccedono in positivo le regole scritte che permettono alla società di funzionare sono processi legati alla storia delle singole comunità, le regole hanno un loro peso: nel caso della partecipazione femminile &#8220;uno degli elementi fondamentali è proprio la possibilità di accesso, se ci sono meno strumenti di welfare le opportunità diminuiscono&#8221;.</p>
<p>Almagisti è autore di molte ricerche sulle relazioni tra stato, partiti, associazioni e cittadini, indagini che approfondiscono soprattutto lo spazio vuoto che si è venuto a creare tra le organizzazioni politiche ed istituzionali ed il sapere sociale dei luoghi dove la vita dei cittadini si sviluppa, e sui tentativi di riempirlo che le comunità locali, le associazioni, gli studenti, i nuovi partiti locali, hanno messo in atto e stanno sperimentando.  Nell&#8217;intervista gli è stato fatto notare che uno dei segni più eclatanti dell&#8217;impermeabilità sviluppata dalle istituzioni è il ritardo rispetto all&#8217;ingresso di donne ai vertici delle organizzazioni, laddove nella società civile cresceva un protagonismo femminile che la arricchiva.</p>
<p>&#8220;Non soltanto i partiti ma anche le associazioni &#8211; ha risposto Almagisti &#8211; sono state ideate da maschi e pensate da uomini e questo ha delle conseguenze che si ripercuotono poi a livello superiore, nelle sedi dove si prendono le decisioni. A fronte comunque di strutture che si oppongono ai cambiamenti, si può affermare che nei territori, io guardo al Veneto, il potere di perpetuazione oligarchico è meno forte, abbiamo in Veneto varie amministrazioni in cui ai vertici ci sono donne e bisogna dire che lì c&#8217;è un approccio molto pragmatico e inclusivo ai problemi&#8221;.</p>
<p>Il Veneto e la Toscana sono al centro del libro edito da Carocci, Almagisti infatti trova nelle esperienze storiche (due casi di protagonismo dei territori prima dell&#8217;insorgenza del locale cui si è assistito dagli anni &#8216;90 in poi, due laboratori di autogoverno a guida Dc in Veneto e Pc in Toscana) ed attuali (il partito territorio ed il sistema dell&#8217;impresa in Veneto, il peso dell&#8217;associazionismo con dna sociale in Toscana) esempi di ambienti dove l&#8217;attivismo degli abitanti organizzati in comunità cerca la propria forma istituzionale e il proprio raccordo con lo stato.</p>
<p>&#8220;E&#8217; vero che sopratutto tra gli studenti le strutture caratterizzate in senso sessista finalmente sono superate, studenti, protagonisti delle nuove professioni, dell&#8217;autoimpresa, portano avanti un grande attivismo civico, perfino in piccoli centri come Trebaseleghe (Padova) a coordinare le iniziative civiche cui prende parte una buona fetta della popolazione sono spesso ragazze&#8221;. Allora quello che viene da chiedere a chi studia nel dettaglio i sistemi politici è se questi cambiamenti sono in grado di smuovere mutamenti molto più lenti nelle istituzioni centrali.</p>
<p>&#8220;Nell&#8217;ambito locale sì, mentre nel capoluogo, Treviso, si registravano problemi sull&#8217;esercizio del culto da parte di persone di religione diversa, a Villorba il sindaco ha dato la disponibilità a patto che le funzioni si svolgessero in lingua italiana. Liviana Scattolon, sindaco di Villorba, è della Lega, guardando invece ad un&#8217; altra area politica si potrebbe menzionare Laura Puppato, sindaco di Montebelluna (Belluno), ha anche lei una politica di risoluzione dei problemi degli immigrati basata su una integrazione di fatto, ancora una volta approcci molto pragmatici, molto inclusivi&#8221;.</p>
<p>Anche alla luce del contributo di Almagisti, dedicato alla democrazia ma per noi del tutto in tema riguardo alla qualità della vita delle comunità del nostro territorio italiano ed europeo in fatto di partecipazione femminile, si potrebbe aggiungere che anche la novità regionale del Lazio, con una probabile presenza di candidature di donne da parte delle maggiori coalizioni, rappresenta una possibilità di ribaltamento della situazione, perchè il panorama nazionale è ancora molto bloccato da questo punto di vista e un segnale dal Lazio non sarebbe insignificante perchè si tratta di una regione &#8211; la regione di Roma &#8211; che ha un peso politico anche di carattere nazionale maggiore di molte altre.</p>
<p><strong>Aldo Ciummo</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Prova]]></title>
<link>http://mediatecagrassano.wordpress.com/2009/11/25/prova/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:57:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>annalavecchia</dc:creator>
<guid>http://mediatecagrassano.wordpress.com/2009/11/25/prova/</guid>
<description><![CDATA[PROVA]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>PROVA</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il Territorio, il Vino e la Gente Pensante]]></title>
<link>http://terrauomocielo.org/2009/11/25/il-territorio-il-vino-e-la-gente-pensante/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 08:08:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Giovanni Arcari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Brescia con la sua Provincia rappresenta un Territorio tra i più vari al mondo. All’interno di quest]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://terrauomocielo.wordpress.com/files/2009/11/15745_1251489854933_1460105662_30706094_7732889_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1102" title="15745_1251489854933_1460105662_30706094_7732889_n" src="http://terrauomocielo.wordpress.com/files/2009/11/15745_1251489854933_1460105662_30706094_7732889_n.jpg?w=300" alt="" width="300" height="151" /></a><a href="http://www.comune.brescia.it/eventi">Brescia</a> con la sua <a href="http://www.provincia.brescia.it/portal/page/portal/provincia">Provincia</a> rappresenta un Territorio tra i più vari al mondo. All’interno di questo confine politico esistono macroscopiche difformità geo-fisiche che rappresentano il patrimonio di questa terra. Laghi, montagne, colline e pianure se vogliamo osservare il Territorio soltanto dall’alto di un aereo, ma se volessimo approfondire meglio la conoscenza di questa Provincia e se volessimo comunicarla al mondo, non credete che uno degli “strumenti” più importanti possa essere il vino? Il vino come cultura, come storia, come tradizione e come elemento in grado di sviluppare un turismo intelligente e rispettoso.<a href="http://terrauomocielo.wordpress.com/files/2009/11/prov.gif"><img class="alignright size-full wp-image-1096" title="prov" src="http://terrauomocielo.wordpress.com/files/2009/11/prov.gif" alt="" width="315" height="496" /></a></p>
<p>Ieri sera ho partecipato a un convegno dal titolo “<a href="http://www.lauracastelletti.it/?p=5610#comments">Brescia del Futuro una Sfida Comune</a>” organizzato dall’amica Laura Castelletti e dalla sua associazione Brescia per Passione, che ha visto all’attenzione di un gremito pubblico, una serie d’interventi tra i quali quello di Flavio Pasotti, lungimirante imprenditore bresciano e di Carlo Spinelli (28 anni) entusiasta architetto che opera nell’<a href="http://www.urbancenter.to.it/">Urban Center di Torino</a> e quindi per e <strong>con</strong> Torino.</p>
<p>I loro interventi mi hanno colpito più di altri, perché in piena sintonia con la mia visione di Territorio all’interno di una progettualità comune, nella quale è emersa la loro consapevolezza che un progetto possa definirsi grande solo se tutte le sue variabili convergono dinamicamente in un unico obiettivo. Il Territorio, il suo sviluppo, la sua tutela e la necessità di porre il tema ambientale sopra ogni cosa. Una città –una Provincia- in grado di riprogettare se stessa, dove le persone siano in grado di capire il valore del Territorio e conseguentemente di tutelarlo e di trarne profitto con intelligenza. In poche, pochissime parole ho cercato di riassumere i ben più ampi concetti espressi dai due. Una descrizione più accurata della serata, fatta da un giovane bresciano, la potete trovare <a href="http://www.lauracastelletti.it/?p=6001">QUI</a>.</p>
<p>Qualcuno potrà chiedersi che nesso possa esserci tra quanto ascoltato ieri e il mondo del vino… Semplice, sempre e solo il Territorio.</p>
<p>Il vino nel corso degli ultimi cinquant’anni è passato dall’essere prodotto agricolo a prodotto commerciale, lasciando per strada cultura e tradizioni. Non ha saputo auto-regolarsi inflazionando la memoria e conseguentemente il Territorio. Non è una novità che nel sud Italia si stiano espiantando molti ettari di vigna  perché il valore delle uve è molto vicino allo zero.</p>
<p><a href="http://terrauomocielo.wordpress.com/files/2009/11/fisica1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1099" title="fisica" src="http://terrauomocielo.wordpress.com/files/2009/11/fisica1.jpg" alt="" width="600" height="926" /></a>Con il vino, visto esclusivamente come prodotto commerciale, sta facendo i conti anche Brescia. Piccole ma in passato importanti zone quali <a href="http://www.entevinibresciani.it/botticino.html">Botticino</a> o <a href="http://www.entevinibresciani.it/capriano-del-colle.html">Capriano del Colle</a> o la <a href="http://www.entevinibresciani.it/valcamonica.html">Vallecamonica</a>, stanno rischiando di scomparire. Zone fantastiche, nelle quali se pianti una vigna di Barbera a Botticino o in Vallecamonica, per esempio, (stesso clone) hai tempi di maturazione, conformazione del grappolo ed espressione in vino completamente dissimili. Da qui bisogna solo scegliere se valorizzare queste peculiarità –riportando il vino nella storia e nella tradizione- o se appiattirle ad appannaggio di un commercio senza regole.</p>
<p>A mio avviso sarebbe necessario che le istituzioni, così come i Consorzi di Tutela, chi il vino lo produce, chi si occupa degli aspetti turistici di questa Provincia, iniziassero a interrogarsi e a confrontarsi per sviluppare il turismo legato al vino. E’ necessario che vi sia una maggior tutela degli aspetti paesaggistici, che vi sia un ordinamento e che TUTTI capiscano la necessità di muoversi coesi per un obiettivo comune. Se il Territorio agisce per il vino, agisce per il turismo, agisce per l’ambiente e opera per lo sviluppo di TUTTI.</p>
<p>E’ di assoluta importanza che oasi felici quali la<a href="http://www.franciacorta.net/"> Franciacorta</a> o la <a href="http://www.gardaclassico.it/">Valtènesi</a> (leggi ancora Garda Classico) capiscano di non dover tutelare solo il territorio nel quale operano e dal quale traggono profitto, perché anche il più bel diamante del mondo, se si trova in mezzo alla merda prima o poi affonda.<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Brescia"><img class="alignleft size-full wp-image-1104" title="castello di brescia" src="http://terrauomocielo.wordpress.com/files/2009/11/castello.jpg" alt="" width="353" height="500" /></a></p>
<p>E’ indispensabile che si cominci a guardare alla politica, scevri da preconcetti di colori o simboli (destra e sinistra non esistono più, esistono gli stupidi e quelli no)ed è fondamentale che la stessa capisca il valore smisurato che il territorio provinciale porta in seno. Lo dico a chi amministra, sindaci dei comuni, funzionari enti privati, enti turisti, al presidente della provincia Molgora, al sindaco di Brescia Paroli e al milione e trecentomila abitanti di questo fantastico territorio. Lo dico a chi ha scelto di fare informazione nel Territorio. Mi piacerebbe vedere un giornalista bresciano con un po’ di passione. Diamoci da fare per non finire come il diamante sopra citato.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La Madonna del Bosco]]></title>
<link>http://mediatecatricarico.wordpress.com/2009/11/24/la-madonna-del-bosco/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:58:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>mediatecatricarico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il rapporto che Tricarico mantiene con il poprio bosco, inteso ancora come luogo privilegiato in cui]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-263" title="bosco" src="http://mediatecatricarico.wordpress.com/files/2009/11/bosco.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" />Il rapporto che<strong> Tricarico</strong> mantiene con il poprio bosco, inteso ancora come luogo privilegiato in cui è possibile  ribadire e rifondare, ciclicamente, il contatto con la dimensione del sacro, è riconducibile ad una base cultuale e rituale, ugualmente arcaica e simile a quella sottesa ed espressa nelle <strong>Feste del Maggio</strong>.<br />
<!--more-->Questo rapporto ogni anno è riconfermato con la festa che si svolge in onore alla <strong>Madonna di Fonti</strong>, nella amonima località, da cui prende il nome il relativo bosco, con annessa riserva faunistica e di interesse archeologico.</p>
<p><strong>La festa ha luogo la prima domenica di m</strong>a<strong>ggio</strong> ed  il <strong>Santuario di Fonti </strong>diventa<strong> </strong>meta di varie compagnie di pellegrini, alcune delle quali compiono ancora il tragitto a piedi (compagnia di San Mauro Forte).<br />
Il pellegrinaggio principale parte da dalla <strong>Cattedrale di Tricarico</strong>, da dove viene portata l&#8217; immagine della madonna, con una processione che inizia all&#8217;alba.</p>
<p>In passato, in occasione del pellegrinaggio a Fonti, poteva essere stabilito un legame di comparatico, si diventava, cioè, &#8220;<strong>compari di frasca</strong>&#8220;, girando per tre volte intorno al Santuario in coppie dello stesso sesso e generalmente coetanei, tenendosi per mano o sottobraccio e recando un ramo di quercia, esibito all&#8217;immagine della <strong>Madonna</strong>, durante la processione che, pur essa, compiva, così come fa ancora oggi tre giri tra gli alberi intorno al Santuario. Quel ramo a volte ornato di nastrini, era poi deposto in chiesa. Questo cerimoniale era talmente seguito, che non senza una punta di ironia, i molti comparatici contratti a Fonti erano detti &#8220;<strong>a rètena&#8221;,</strong> cioè a centinaia. Del tutto scomparsa la tradizione secondo cui alcuni celibi, giunti a Tre Cancelli, completavano il percorso dopo essersi cinte il capo con corome di foglie, per lo più di quercia. Giunti nel Santuario, le corone erano deposte ai piedi dell&#8217;immagine della Madonna. La confezione, l&#8217;esibizione e l&#8217;offerta delle corone, oltre a segnare un particolare comportamento devozionale e votivo, avevano la funzione di segnalare la disponibilità e la possibilità di contrarre matrimonio. Lo stesso cerimoniale era seguito anche dalle ragazze da marito. Dopo la processione, ripetuta ogni domenica per ivari gruppi di pellegrini provenienti dai vari centri intorno, la festa, che è anche occasione per una pioccola fiera di prodotti locali, si conclude con un pranzo sull&#8217; erba.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Between me and you - Idea regalo #1 ]]></title>
<link>http://momsinthecity.wordpress.com/2009/11/24/between-me-and-you-idea-regalo-1/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 11:41:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>mominthecity</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho trovato questa idea che mi è subito sembrata stupenda su un sito -ovviamente- americano. Sono dei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;"><img class="alignright size-full wp-image-1869" title="mombigger" src="http://momsinthecity.wordpress.com/files/2009/11/mombigger.gif" alt="" width="210" height="234" />Ho trovato questa idea che mi è subito sembrata stupenda su un </span><a href="http://www.sanddunebooks.com/" target="_blank"><span style="color:#000080;">sito </span></a><span style="color:#000080;">-ovviamente- americano. Sono dei diari che si regalano &#8230; per poi ritornare a chi li regala. Ogni pagina offre uno spunto, c&#8217;è una domanda come &#8220;cosa ricordi di più di quando eri bambino?&#8221;, &#8220;raccontami della prima volta che sei uscita con il nonno/papà&#8221;, &#8220;quali sono i tuoi ricordi di tuo papà?&#8221;.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Chi riceve questo regalo deve scrivere i suoi pensieri, i suoi ricordi, raccontare la sua vita, le sue emozioni, un po&#8217; di sè e della famiglia.  Per i  nostri bimbi, che sono poi i destinatari finali, sarà bellissimo rileggere nel tempo, scritti a mano, i pensieri della mamma, o della nonna, o del papà &#8230;</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">E&#8217; una bella idea per conservare ricordi di famiglia che potrebbero perdersi nel tempo. E&#8217; un regalo perfetto per quei nonni che hanno tutto e ai quali vorremmo regalare cose speciali, perfetto per un papà che ama scrivere. Più che perfetto per una mamma che vuole raccontare un po&#8217; di sè ai suoi figli.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Io ho già ordinato e aspetto di ricevere, qualcuno da noi dovrà presto cominciare a pensare e a scrivere&#8230;</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Caritas: anche in Valle d'Aosta gli immigrati presenza stabile ]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/23/caritas-anche-in-valle-daosta-gli-immigrati-presenza-stabile/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 17:21:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Sono ancora molto scarse le relazioni e gli incontri che abbiamo con le persone straniere e d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;Sono ancora molto scarse le relazioni e gli incontri che abbiamo con le persone straniere e di conseguenza la conoscenza diretta, e non mediata dai giornali e dalle tv, che abbiamo delle loro tradizioni e culture&#8221;. Con queste considerazioni di Mons. Giuseppe Anfossi, Vescovo di Aosta e Presidente della Caritas diocesana si è aperta ieri, mercoledì 28 ottobre, la presentazione Dossier Immigrazione 2009 curato da Caritas e Migrantes. L&#8217;indagine fotografa l&#8217;andamento del fenomeno dell&#8217;immigrazione in Italia e nelle singole regioni. Il capitolo dedicato alla Valle d&#8217;Aosta, curato da William Bonapace, docente di Relazioni Interculturali presso l&#8217;ateneo valdostano, evidenzia la capacità attrattiva della Regione nei confronti delle persone immigrate. Sono, infatti, 7.509 gli stranieri regolari residenti o soggiornanti in Valle d&#8217;Aosta alla fine del 2008 con incidenza del 6% sulla popolazione locale ed una crescita del 13% rispetto all&#8217;anno precedente. Il 53,5% di questi sono donne. Ma il dato che colpisce più di tutti è l&#8217;andamento del fenomeno: tra il 2000 e il 2008 l&#8217;incremento della popolazione straniera in Valle d&#8217;Aosta è stato di oltre il 200%, con &#8220;un accelerazione che corrisponde alla tendenza osservata anche a livello nazionale&#8221;. Secondo ciò che si legge nel dossier &#8220;la popolazione straniera riequilibra la struttura per età della popolazione autoctona in favore delle classi più giovani&#8221;. In parole semplici gli stranieri &#8211; con un età media di 30,9 anni contro la media dei residenti italiani di 43,8 &#8211; contribuiscono a rendere la popolazione della Valle d&#8217;Aosta più giovane. Ciò si spiega anche con il fatto che le donne straniere fanno più figli: il tasso di natalità pari al 10,2% che è uno dei più alti d&#8217;Italia e nel 2008 il 15,3% dei nuovi nati al Beauregard hanno almeno un genitore straniero. Il paese di provenienza più rappresentato è il Marocco con il 40 % del totale degli immigrati, seguono Romania (26%), Albania (16%) e Tunisia (10%). A dispetto dei pregiudizi più comuni, gli stranieri, in Italia come nella nostra Regione, sono fortemente attivi nel mercato del lavoro con un tasso di occupazione che si attesta intorno al 67,9% al di sopra della media del Nord Ovest (66,2%). Gli stranieri in Valle d&#8217;Aosta sono impiegati per lo più nel settore dei servizi (60%), e in particolare nel comparto alberghiero e della ristorazione, nel settore industriale all&#8217;interno del quale è compreso il comparto delle costruzioni (29,3%) e, infine, nel settore agricolo (8,8%). La stabilizzazione del fenomeno migratorio ha effetti importanti anche sulla presenza di minori nella scuola. Sono 1.276, alla fine del 2008, gli alunni stranieri in Valle ed incidono per il 7,3% sulla popolazione scolastica della regione. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La storia di Gulbishra, l'Islam ed il Crocefisso]]></title>
<link>http://gibobononia189ac.wordpress.com/2009/11/23/la-storia-di-gulbishra-lislam-ed-il-crocefisso/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 16:33:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>gibobononia189ac</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un’articolo, letto oggi sul “Resto del Carlino”, ha scosso la mia coscienza di uomo occidentale in p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://www.leganordsacile.it/wp-content/uploads/2009/10/islam_streit_400q.jpg" alt="" width="400" height="300" />Un’articolo, letto oggi sul “Resto del Carlino”, ha scosso la mia coscienza di uomo occidentale in primis e di cristiano poi. L’articolo in questione tratta della storia di una ragazza, Gulbishra il suo nome, venduta dal padre quando aveva appena 12 anni ad un uomo molti più grande di lei. È,infatti,usanza comune in molti paesi medio-orientali quella di arrangiare matrimoni di spose bambine: quindi, il padre “vende”, nel vero senso della parola, la propria figlia come merce al miglior offerente. L’uomo al quale fu venduta Gulbishra era un talebano. La mentalità Talebana è nota per essersi autoproclamata portatrice dell&#8217;ideale politico-religioso che vorrebbe recuperare tutto il portato culturale, sociale, giuridico ed economico dell&#8217;ISLAM per costruire uno stato teocratico. Uno dei punti fermi di questa ideologia è l’obiettivo di fare arretrare la condizione femminile ancora più di quella, già disastrosa, che vi è adesso. Quando, dopo ben cinque anni di violenze, lei decise di scappare, lui la fece cercare e se la fece riportare a casa. E con l’aiuto del padre della stassa bambina, le diede una lezione che esprime ancor più oggettivamente il sistema di valori della mentalità islamica: le tagliò prima le orecchie poi il naso, senza PIETA’. Adesso Gulbishra è in salvo. Ma questa storia, oltre che indignare, deve anche aprire gli occhi di tutti NOI. Si, perché proprio in questi giorni si sta cercando di rendere l’Italia un paese ancor più “laico e pubblico”. E a farne le spese sono, purtroppo, i simboli della NOSTRA identità nazionale. Primo fra tutti: il Crocefisso. Contemporaneamente, ”politici” come Fini o D’Alema hanno proposto di inserire, in ogni scuola, l ’ora di religione Islamica. Inoltre, come se non bastasse, è sempre maggiore la costruzione, sul territorio della Repubblica, di moschee (ce ne sono a Milano, Genova, Roma…) . Personalmente, ma per fortuna la mia è un’opinione condivisa da un ampio numero della popolazione ITALIANA, penso che questi fatti mettano in serio pericolo le radici culturali che più ci appartengono.Però, non si può, ad esempio, dire “No” all’insegnamento dell’ora di Islam nelle scuole pubbliche ESCLUSIVAMENTE per motivi di “cristianità”. Bisogna anche chiedersi se quella religione rientri nel concetto di bene comune che noi politicamente condividiamo e che è fissato, autorevolmente, nella nostra Costituzione. E sono insite nella religione islamica una serie di ideologie che NESSUN uomo occidentale (anche laico, non per forza cattolico) approverebbe o condividerebbe , ecco il perché dell’esempio di Gulbshira (ma ce ne sarebbero tantissime altre). Quindi, semplicemente, le loro tradizioni e le loro credenze sono diverse dalle nostre. Per questo serve che ognuno di noi, cittadini Italiani ed europei, combatta per difendere quella che è la nostra vera identità. E questo non è affatto razzismo, bensì conservazionismo ed attaccamento a quello che siamo realmente.</p>
<p><strong>Alessandro Stefani</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Calendario dell'Avvento]]></title>
<link>http://momsinthecity.wordpress.com/2009/11/22/calendario-dellavvento/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 20:58:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>mominthecity</dc:creator>
<guid>http://momsinthecity.wordpress.com/2009/11/22/calendario-dellavvento/</guid>
<description><![CDATA[Da qualche anno seguiamo la tradizione del Calendario dell&#8217;Avvento. Il mio &#8211; quello dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Da qualche anno seguiamo la tradizione del Calendario dell&#8217;Avvento. Il mio &#8211; quello della foto &#8211; l&#8217;ho ricamato io mettendoci una vita!!!! sono riuscita a finirlo solo perchè ero incinta ed ero assolutamente gasata dall&#8217;idea di queste nuove tradizioni. Normalmente questi calendari sono fatti per i bambini, mentre a me piace l&#8217;idea di una cosa che coinvolga tutta la famiglia. Il primo anno, eravamo solo in due, quindi ci siamo divisi i 24 sacchettini: io dovevo pensare a 12 regali-pensierini per Stefano e lui 12 per me, l&#8217;anno dopo eravamo in tre perciò 8 a testa. Dal Natale scorso siamo in quattro e i sacchetti sono diventati 6 ciascuno. Durante il mese di Novembre penso a cosa mettere, vado in giro cercando spunti romantici, divertenti, golosi &#8230; giocosi per le bimbe e sempre molto cioccolatosi!!!</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000080;">Oltre ai soliti cioccolatini &#8211; per le bimbe a forma di Babbo Natale, pupazzo di neve, monete, per Stefano gli outstanding Godiva) ci sono tantissime idee. Mi aiuta il fatto che i miei sacchettini sono piuttosto grandi e posso metterci parecchio.</span></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://momsinthecity.wordpress.com/files/2009/11/dscn1927_21.jpg"><img class="size-full wp-image-1843 aligncenter" title="DSCN1927_2" src="http://momsinthecity.wordpress.com/files/2009/11/dscn1927_21.jpg" alt="DSCN1927_2" width="319" height="424" /></a></p>
<p><span style="color:#000080;">Ecco alcune delle cose che ho messo gli anni scorsi:</span></p>
<p><span style="color:#000080;"><strong>Bimbe:</strong></span></p>
<ul>
<li><span style="color:#000080;">calzine colorate,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">mollettine per i capelli,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">animali Schleich,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">catenella per il ciuccio,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">fischietto,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">piccoli peluche,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">bavaglia ricamata per il Natale,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">palloncini da gonfiare &#8230;</span></li>
</ul>
<p><span style="color:#000080;"><strong>Stefano:</strong></span></p>
<ul>
<li><span style="color:#000080;">calzettoni a righe o a rombi,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">bagnoschiuma del profumo preferito,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">portachiavi con simboli portafortuna,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">poesia d&#8217;amore,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">buono per un massaggio,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">calendario per l&#8217;anno dopo,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">portafoto da viaggio,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">cancelleria varia,</span></li>
<li><span style="color:#000080;">una scatoletta con dentro una moneta di cioccolato -augurio di ricchezza -, un tappo da champagne di cioccolato &#8211; augurio di avvenimenti da festeggiare &#8211; un ciocclatino a forma di cuore &#8211; augurio di tanto amore (il mio) -, un maialino di marzapane &#8211; augurio di tanta fortuna </span></li>
</ul>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UNA COMUNITA' DELLA VALTOLLA]]></title>
<link>http://valtolla.wordpress.com/2009/11/21/una-comunita-della-valtolla/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 23:47:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>valtolla</dc:creator>
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<description><![CDATA[Potevamo sceglierne tante ma &#8230;.questa ci è sembrata quella che rendesse meglio l&#8217;idea]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Potevamo sceglierne tante ma &#8230;.questa ci è sembrata quella che rendesse meglio l&#8217;idea]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[A MOLA, LA FESTA DI SANTA CECILIA]]></title>
<link>http://posturanismo.wordpress.com/2009/11/20/1068/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 18:16:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>posturanismo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Accolgo con piacere l&#8217;invito che proviene dall&#8217;amico Francesco Furio, il Presidente dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Accolgo con piacere l&#8217;invito che proviene dall&#8217;amico Francesco Furio, il Presidente dell]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Festa del Pane, dell'Olio e del Vino Rimini 2009]]></title>
<link>http://lacittadirimini.wordpress.com/2009/11/20/festa-del-pane-dellolio-e-del-vino-rimini-2009/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 17:13:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>lacittadirimini</dc:creator>
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<description><![CDATA[Domenica 22 novembre Piazza Cavour e la Vecchia Pescheria, nel pieno centro storico di Rimini, ospit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://lacittadirimini.wordpress.com/files/2009/11/olive.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-927" title="olive" src="http://lacittadirimini.wordpress.com/files/2009/11/olive.jpg?w=150" alt="" width="150" height="100" /></a><strong>Domenica 22 novembre Piazza Cavour e la Vecchia Pescheria</strong>, nel pieno centro storico di Rimini, ospiteranno la prima edizione di una manifestazione divertente ed affascinante, volta ad esaltare i sapori tipici di queste zone: avrà luogo infatti la <strong>Festa del Pane, dell&#8217;Olio e del Vino.<br />
</strong>Nel corso dell&#8217;evento verranno quindi presentate mostre tematiche, esposizioni di specialità gastronomiche, approfondimenti, spettacoli di animazione e musica live.<br />
Avrà inoltre luogo la premiazione del concorso di disegno per bambini, nonchè divertenti corsi di panificazione e pasticceria.<br />
Al termine, si terrà infine una Santa Messa per la<strong> Festa del Ringraziamento</strong>.</p>
<p>Non perdete quindi questa grande occasione per divertirvi e per gustare i sapori di questa terra generosa, scegliete <strong>Rimini</strong> domenica 22 novembre 2009!</p>
<p>A presto</p>
<p>Roxs</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Diritto, Società e Cultura: Journals sulle tradizioni, le credenze, le professioni e Dottrine]]></title>
<link>http://lawsocietyculture27.wordpress.com/2009/11/19/diritto-societa-e-cultura-journals-sulle-tradizioni-le-credenze-le-professioni-e-dottrine/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 06:05:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>lawsocietyculture27</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ogni società ha sviluppato le proprie credenze, codici, regole e rituali, al fine di educare i suoi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ogni società ha sviluppato le proprie credenze, codici, regole e rituali, al fine di educare i suoi membri alla cooperazione produttiva, ordinata e di successo, a beneficio di tutto il gruppo. La tendenza a sviluppare una grande diversità di linguaggi, valori, fedi e tradizioni che caratterizza ogni civiltà umana ed è una caratteristica importante di umanità come specie. L&#8217;orgoglio nazionale, la fede e l&#8217;identità etnica nativi hanno sicuramente, a volte, è degenerato in tensioni e conflitti, ma folklore, usi e miti, che ogni tribù, clan o di un paese ha generato, hanno un ruolo fondamentale storico di ispirazione e di coordinamento per tutti i gruppi umani e un generale, atemporale valore artistico come fonte di bellezza, di archetipi, di intrattenimento e di riferimenti. In realtà anche il mondo contemporaneo della globalizzazione e di Internet le esperienze un rilancio delle radici locali e l&#8217;orgoglio nazionale in forma pacifica e commerciali, come ad esempio nelle sfide olimpiche, a colpi di musica e nei ristoranti etnici.</p>
<p>References: <a href="http://blog.c-o-n-s-e-r-v-a-t-i-v-e-s.com/">conservatives</a>, <a href="http://blog.s-o-c-i-a-l-i-s-m.com/">socialism</a>, <a href="http://blog.c-a-t-h-o-l-i-c-i-s-m.com/">catholicism</a>, <a href="http://blog.f-o-l-k.com/">folk</a>, <a href="http://blog.h-i-s-t-o-r-i-c.com/">historic</a>, <a href="http://blog.g-e-n-r-e.com/">genre</a>, <a href="http://blog.f-e-m-i-n-i-s-t.com/">feminist</a>, <a href="http://blog.r-e-p-u-b-l-i-c-a-n.com/">republican</a>, <a href="http://blog.d-e-m-o-c-r-a-t.com/">democrat</a>, <a href="http://blog.s-o-c-i-e-t-y.com/">society</a>, <a href="http://g-o-v-e-r-n.com/">govern</a>, <a href="http://m-o-r-m-o-n-s.com/">mormons</a>, <a href="http://p-r-e-s-b-y-t-e-r-i-a-n.com/">presbyterian</a>, <a href="http://e-p-i-s-c-o-p-a-l.com/">episcopal</a>, <a href="http://c-a-t-h-o-l-i-c.com/">catholic</a>, <a href="http://c-h-r-i-s-t-i-a-n-i-t-y.com/">christianity</a>, <a href="http://c-o-n-c-e-p-t-s.com/">concepts</a>, <a href="http://c-u-l-t-u-r-a-l.com/">cultural</a>, <a href="http://e-l-d-e-r-l-y.com/">elderly</a>, <a href="http://e-t-h-n-i-c.com/">ethnic</a></p>
<p>In altre parole, dopo aver dato a molti gruppi umani un motivo per sentirsi speciali e per il duro lavoro in tutta la storia, nel moderno mercato vediamo che le dottrine, le tradizioni, mitologie e folklore sono ancora una grande fonte di idee, di fascino e fortuna. Essi sono, in altre parole, una risorsa unica che solo gli eredi di una determinata cultura o civiltà può esprimere pienamente in forme contemporanee come la moda, cucina, musica o film. Al fine di fornire letture suggestive sulla cultura umana e le dottrine umane, ti consigliamo di alcuni siti dedicati ai gruppi sociali, figure professionali, movimenti culturali, partiti politici e le idee religiose. Questo progetto di ideologie, la legge-sistemi, umanistiche e il patrimonio è gestito da http://www.thenew.com e http://www.euroserve.cn (con servizi DNS <a href="http://www.esw3.eu">http://www.esw3.eu</a>).</p>
<p>References: <a href="http://webs.r-o-m-a-n-c-a-t-h-o-l-i-c.com/">romancatholic</a>, <a href="http://webs.r-o-m-a-n-t-i-c.com/">romantic</a>, <a href="http://webs.w-e-d-d-i-n-g-d-r-e-s-s-e-s.com/">weddingdresses</a>, <a href="http://webs.w-e-d-d-i-n-g-d-r-e-s-s.com/">weddingdress</a>, <a href="http://webs.w-e-d-d-i-n-g-i-n-v-i-t-a-t-i-o-n-s.com/">weddinginvitations</a>, <a href="http://webs.b-u-d-d-h-a.com/">buddha</a>, <a href="http://info.b-u-d-d-h-i-s-m.com/">buddhism</a>, <a href="http://info.m-e-t-h-o-d-i-s-t.com/">methodist</a>, <a href="http://info.p-r-o-t-e-s-t-a-n-t.com/">protestant</a>, <a href="http://info.s-p-i-r-i-t-u-a-l-i-s-m.com/">spiritualism</a>, <a href="http://info.c-a-t-h-o-l-i-c-c-h-u-r-c-h.com/">catholicchurch</a>, <a href="http://info.j-u-d-a-i-s-m.com/">judaism</a>, <a href="http://news.i-s-l-a-m.com/">islam</a>, <a href="http://news.m-y-t-h.com/">myth</a>, <a href="http://news.n-e-w-a-g-e.com/">newage</a>, <a href="http://news.p-a-g-a-n.com/">pagan</a>, <a href="http://news.c-h-u-r-c-h.com/">church</a>, <a href="http://news.r-e-l-a-t-i-o-n-s-h-i-p-s.com/">relationships</a>, <a href="http://news.m-u-s-l-i-m-s.com/">muslims</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CASE IN SASSO...( 3°post): i muratori del week end.]]></title>
<link>http://valtolla.wordpress.com/2009/11/18/case-in-sasso-3%c2%b0post-i-muratori-del-week-end/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 22:13:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>valtolla</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp; CASA RISTRUTTURATA &nbsp; &nbsp; Una volta la casa la costruiva la famiglia e doveva durare p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&nbsp; CASA RISTRUTTURATA &nbsp; &nbsp; Una volta la casa la costruiva la famiglia e doveva durare p]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[CASE IN SASSO IN VALTOLLA (2° post)]]></title>
<link>http://valtolla.wordpress.com/2009/11/16/case-in-sasso-in-valtolla-2%c2%b0-post/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 21:48:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>valtolla</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp; &nbsp; GRUPPO DI CASE RISTRUTTURATE A VEZZOLACCA &nbsp; Perché iniziamo da Vezzolacca? Perché]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&nbsp; &nbsp; GRUPPO DI CASE RISTRUTTURATE A VEZZOLACCA &nbsp; Perché iniziamo da Vezzolacca? Perché]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[IL BOSCO MISTERIOSO..... ]]></title>
<link>http://valtolla.wordpress.com/2009/11/16/il-bosco-misterioso/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 20:12:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>valtolla</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;ARTICOLO COMPLETO SUL BLOG FEDERATO  &#8221; http://www.comunitas.wordpress.com&#8221; poi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L&#8217;ARTICOLO COMPLETO SUL BLOG FEDERATO  &#8221; http://www.comunitas.wordpress.com&#8221; poi ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Viviamo nel passato?]]></title>
<link>http://etbonvoyage.wordpress.com/2009/11/16/viviamo-nel-passato/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 08:35:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>S.</dc:creator>
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<description><![CDATA[Qualche giorno fa ho avuto una interessante discussione riguardo al fatto che noi italiani guardiamo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Qualche giorno fa ho avuto una interessante discussione riguardo al fatto che noi italiani guardiamo]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il crocifisso offende davvero qualcuno?]]></title>
<link>http://spazioalmaso.wordpress.com/2009/11/15/il-crocifisso-offende-davvero-qualcuno/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 18:45:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>spazioalmaso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Recentemente la Corte Europea ha emesso una sentenza curiosa: il crocifisso dev&#8217;essere tolto d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Recentemente la Corte Europea ha emesso una sentenza curiosa: il crocifisso dev&#8217;essere tolto d]]></content:encoded>
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