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	<title>uck &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 21:21:22 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[PATRIA DELLA PATRIA]]></title>
<link>http://gcenna.wordpress.com/2009/11/21/patria-della-patria-2/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 22:12:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
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<description><![CDATA[  di Tommaso Di Francesco, Il manifesto &#8211; 15 novembre 2009 Inaugurata a Pristina da Bill Clint]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em> </em></p>
<p><em><img class="alignleft" title="Kosovo Methodja" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/b5/Kosovo_is_Serbia.png" alt="" width="362" height="400" />di Tommaso Di Francesco, Il manifesto &#8211; 15 novembre 2009 </em></p>
<p>Inaugurata a Pristina da Bill Clinton la sua statua di bronzo a ringraziamento della guerra «umanitaria» della Nato del 1999. All&#8217;ombra del potente premier Hashim Thaqi su cui crescono i dossier internazionali per crimini di guerra, un Kosovo solo albanese, povero e devastato dalla corruzione, va oggi al primo voto etnico-amministrativo. Il mese di novembre 2009 passerà alla storia del sud-est europeo balcanico. Dopo il crollo dell&#8217;89 che vide lo smantellamento dei simboli del «socialismo reale» a cominciare dalle statue imbalsamate dei leader del comunismo, a Pristina è stata eretta con cerimonia, bande e trionfo, la statua del nuovo «piccolo padre», o padre della patria: Bill Clinton.<!--more--></p>
<p>L&#8217;ex presidente degli Stati uniti a inizio mese si è presentato a Pristina in un tripudio di folla, ben spesato dalle fondazioni albanesi d&#8217;America &#8211; una lobby che è riuscita ad eleggere un capo della Cia &#8211; ad inaugurare la sua statua. Alta 3,4 metri &#8211; come quelle di Stalin nella connazionale Albania -, pesa 900 chilogrammi, ed è stata sponsorizzata dall&#8217;Associazione kosovaro albanese «Amici degli Stati uniti», è opera dello scultore Izeir Mustafa. Abbracciato come un eroe, sorridente per le tv locali, ha inaugurato la sua immagine di bronzo sulla piazza che porta già il suo nome. Presenti il presidente Fatmir Sejdiu e il potente premier Hashim Thaqi, ex leader dell&#8217;Uck. Quel Thaqi di cui proprio Carla Del Ponte nel suo libro «La caccia» denuncia corresponsabilità in una vicenda truculenta: l&#8217;espianto d&#8217;organi nel nord dell&#8217;Albania a 150 prigionieri serbi perpetrata dalle milizie al diretto comando dell&#8217;attuale premier di Pristina. Una delegazione del Consiglio d&#8217;Europa che indaga su questo, guidata dal Rapporteur Dick Marty, è stata cacciata nell&#8217;agosto scorso dall&#8217;Albania. «I cittadini del Kosovo &#8211; ha detto Hashim Thaqi alla festosa cerimonia &#8211; sono grati per la decisione di intervenire militarmente per prevenire un genocidio senza precedenti». Un discorso elettorale, visto che oggi in Kosovo si vota per le amministrative. Votano solo gli albanesi, i serbi le boicottano e anche Belgrado consiglia di «non andare a votare. Ma alle prime elezioni politiche di quasi un anno ci fu la sorpresa dell&#8217;astensione, votò infatti solo il 43% dei kosovari albanesi aventi diritto.<br />
«Ero qui 10 anni fa &#8211; ha dichiarato Clinton &#8211; per fermare le cose terribili che accadevano allora e sono qui dieci anni dopo per testimoniare di un futuro migliore di progresso per il Kosovo che è riuscito a creare istituzioni democratiche, una stampa libera e una forte società civile» inoltre è stato accettato dal Fondo monetario e si avvicina alla Nato e all&#8217;Unione europea».<br />
Ne avesse indovinata una. Sia sulla reale situazione del Kosovo, sia sulla legittimità dell&#8217;intervento armato della Nato che dal 24 marzo 1999 devastò con una micidiale sequela di bombardamenti «umanitari» aerei tutta l&#8217;ex Jugoslavia, Serbia e Kosovo.<br />
Perché la realtà del Kosovo è questa: più del 50% di disoccupazione, con il 73% dei giovani disoccupati e in fuga dal paese secondo il primo giornale di Pristina Koha Ditore; con una «corruzione dilagante e scarsa libertà di parola», mega-traffici mafiosi, denuncia il Rapporto dell&#8217;Ue del 12 ottobre scorso; con le poche minoranze non serbe in fuga secondo l&#8217;Ong Minority Rights Group; con 300.000 profughi serbi e altrettanti rom fuggiti nel terrore proprio a partire dall&#8217;ingresso delle truppe Nato nell&#8217;estate del 1999; con l&#8217;Osce che in un suo documento di questi giorni accusa che «Pristina non adempie all&#8217;obbligo di assistere i rifugiati non albanesi costretti a non rientrare nel paese»; con l&#8217;Unicef che rivela il tasso più alto in Europa di mortalità infantile e tra le donne «a causa delle carenze sanitarie»; con il 90% della popolazione che ritiene, secondo una sondaggio condotto dall&#8217;Undp-Onu, responsabile dello sfascio economico e sociale del paese il governo di Hashim Thaqi, né si fida dell&#8217;opposizione rappresentata da Ramush Haradinaj &#8211; già incriminato all&#8217;Aja per crimini e stragi commessi già nel 1998 contro civili serbi e rom.<br />
Quanto a legittimità e risultati dell&#8217;intervento «salvifico» dell&#8217;Alleanza atlantica, sponsorizzato dallo «statuario» Bill Clinton e dagli allora leader democratici della Nato come Javier Solana, Massimo D&#8217;Alema, Tony Blair, ecc. ecc. Va ricordato che quella guerra del marzo 1999 fu illegale, venne fatta senza l&#8217;Onu e contro l&#8217;Onu. Mise in scacco l&#8217;autonomia dell&#8217;Europa e permise agli Stati uniti di riappropiarsi della Nato. Che ebbe, anche quella un voto bipartisan &#8211; Berlusconi in Italia votò a favore &#8211; legittimato solo da un castello di provocazioni e menzogne denunciate perfino dall&#8217;allora ministro degli esteri italiano Lamberto Dini. Che cancellò la possibilità che la controversia interna all&#8217;ex Jugoslavia potesse essere composta da una mediazione internazionale in corso quale era la missione dell&#8217;Osce. Azzerando i principi dell&#8217;articolo 11 della nostra Costituzione che «rifiuta la guerra come mezzo di composizione delle controversie internazionali».<br />
La guerra fu motivata da ragioni umanitarie. «500mila morti» titolava il New York Times, «Sessantamila vittime» Liberation, «Genocidio» Le Monde. Ma quei giornali (non proprio gli ultimi) non hanno nemmeno titolato &#8211; arrivarono solo 15 righe della Reuters &#8211; quando il 6 settembre 2001 proprio la Corte suprema di Pristina, sotto egida Onu, sancì che i miliziani serbi nel 1998-1999 furono responsabili sì di violenze ai danni della popolazione albanese che, comunque, cominciarono dopo i raid aerei della Nato, ma non di genocidio. E il Tribunale dell&#8217;Aja con l&#8217;inchiesta sul campo non trovò prove del «massacro», rinvenne il seppellimento di duemila morti, ma caduti in combattimento. Non solo: la Corte di Pristina in quel dibattimento ha dichiarato di avere le prove che il drammatico esodo di 890mila persone &#8211; rimaste in attesa sul confine e tutte rientrate dopo 78 giorni di guerra &#8211; non fu provocato dai miliziani serbi, come ci venne detto, ma dal terrore di essere colpiti dalle bombe della Nato. Un terrore giustificato, viste le stragi efferate tra la popolazione civile, sia in Serbia che tra gli albanesi in Kosovo &#8211; Djakovo, Korisha, Pristina &#8211; con i cosiddetti effetti collaterali che un&#8217;indagine di Amnesty International ha dimostrato essere omicidi deliberati per terrorizzare i civili.<br />
Alla fine la farsa di Rambouillet (il diktat con cui si pretendeva di mettere l&#8217;intera ex Jugoslavia sotto controllo della Nato) e il casus belli inventato della strage di Racak come ha dimostrato il documento dei medici legali impegnati dall&#8217;Onu, hanno fatto il resto per attivare la guerra a tutti costi.<br />
Il fatto è che quella guerra di raid aerei un obiettivo l&#8217;aveva: il 17 febbraio del 2008 infatti è stata proclamata l&#8217;indipendenza unilaterale del Kosovo, sponsorizzata da Bush e riconosciuta subito da molti paesi atlantici &#8211; non da tutti, Spagna, Grecia, Romania, Slovacchia e Cipro Nord hanno detto no. E non è riconosciuta dal Consiglio di sicurezza dell&#8217;Onu. Ora è caos istituzionale, c&#8217;è la nuova missione Eulex ad imporre l&#8217;indipendenza ai pochi serbi rimasti, resta la Kfor-Nato con meno ruolo. Ma l&#8217;Onu con Ban Ki-Moon che lo ha annunciato a fine ottobre, insiste a rimanere sulla base della Risoluzione 1244» con cui finì la guerra, entrò la Nato ma riconoscendo la sovranità di Belgrado sul Kosovo.<br />
Venerdì al vertice governativo Italia e Serbia di Roma, il presidente serbo Boris Tadic ha ribadito: «La Serbia non farà mai un passo indietro nel rivendicare la propria integrità territoriale. Lotteremo con tutti i mezzi giuridici». Fiducioso che la massima Corte dell&#8217;Aja dica sì &#8211; la scadenza è ora, a dicembre &#8211; al ricorso serbo contro l&#8217;indipendenza unilaterale del Kosovo.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Alliance USA et Islam: L'exemple du Kosovo]]></title>
<link>http://ripoublik.wordpress.com/2009/11/17/dicton-du-jour/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 15:28:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>fromdawu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Voici une justification de l&#8217;alliance américaine avec les terroristes musulmans albanais de l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Voici une justification de l&#8217;alliance américaine avec les terroristes musulmans albanais de l]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Thaci atacado por Haradinaj: la guerra de clanes en Kosovo]]></title>
<link>http://kosovonosevende.wordpress.com/2009/11/12/thaci-atacado-por-oros-albaneses-la-guerra-de-clanes-en-kosovo/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:30:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>kosovonosevende</dc:creator>
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<description><![CDATA[KOSOVO NO SE VENDE El convoy de Hashim Thaci, Primer Ministro de Kosovo, fue atacado en el día de ay]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">KOSOVO NO SE VENDE<img class="alignright size-full wp-image-559" title="ramush_haradinaj" src="http://kosovonosevende.wordpress.com/files/2009/11/ramush_haradinaj.jpg" alt="ramush_haradinaj" width="490" height="320" /><br />
</span></h3>
<p style="text-align:justify;">El convoy de Hashim Thaci, Primer Ministro de Kosovo, fue atacado en el día de ayer, por seguidores del, también líder albanés, Ramush Haradinaj.</p>
<p style="text-align:justify;">Según fuentes policiales, la comitiva que acompañaba al Primer Ministro, fue atacada por seguidores de Haradinaj en Decani. en el oeste de Kosovo, tras un acto electoral del primero.</p>
<p style="text-align:justify;">Los vehículos en los que desplazaban los políticos albaneses fueron apedreados tras un mitin que estuvo cargado de tensión.</p>
<p style="text-align:justify;">Decani es un bastión de Ramush Haradinaj rival político de Thaci. Además es una de las zonas más radicalizadas de Kosovo, en la que los albaneses han venido realizado una de las mayores limpiezas étnicas hacia los serbios de Kosovo. Triste ejemplificación del afán por borrar cualquier vestigio serbio son los ataques, saqueos y destrucción que sufrió el  monasterio de la ciudad de 1327 (donde destaca  el bellísimo icono de Nuestra Señora  Pelagonitisa).</p>
<p style="text-align:justify;">Por su parte el partido de Haradinaj ha señalado que fueros los seguidores de Thaci los que atacaron a sus simpatizantes durante la visita.</p>
<p style="text-align:justify;">Haradinaj es lider del AAK, <em>Aleanca për Ardhmërinë e Kosovës, </em>la quinta mayor fuerza política en Kosovo que cuenta con 10 escaños en el parlamento, además de contar con tres alcaldías, todas en el oeste de Kosovo: Pec, Dacovica y la anteriormente citada Decani.</p>
<p style="text-align:justify;">Ramush Haradinaj, ex primer ministro kosovar, participó en la realización de crímenes de guerra y crímenes contra la humanidad entre 1998 y 1999, y en concreto estaría implicado en redes de tráfico de órganos de civiles serbios de Kosovo según Bruno Vekaric, portavoz de la fiscalía del Tribunal Penal Internacional para la antigua Yugoslavia, que expresó hace un año que su oficina tiene pruebas fehacientes contra él.</p>
<p style="text-align:justify;">El TPIAY declaró no culpable a Haradinaj debido a la falta de pruebas y después de que varios testigos se negaran a declarar tras recibir amenazas del entorno albanés del UCK, actuales dirigentes del narco-estado kosovar.</p>
<p style="text-align:justify;">Ramush Haradinaj fue comandante del UCK y estaba acusado de crímenes de guerra y crímenes contra la humanidad por persecución, asesinato, tortura y violación contra civiles serbios y opositores políticos, cuando dirigía el UCK en 1998 y 1999.</p>
<p style="text-align:justify;">Vekaric señaló que tanto Haradinaj como Agim Ceku y Hashim Thaci están profundamente implicados en la extracción de órganos a civiles serbios, teniendo “mucho material” que implicaría al primero directamente en redes de tráfico de órganos.</p>
<p style="text-align:justify;">Todo ello pone de relieve que Kosovo está gobernado por señores de la guerra, amigos del tráfico de drogas y responsables de verdaderos crímenes de guerra y contra la humanidad, y que el pseudo-Estado que apoya la Comunidad Internacional, no es sino un nido de sierpes, sumido en las luchas de poder de de clanes de narcotraficantes terroristas preocupados por hacerse con el poder para tener así una posición preeminente en el mercado de los estupefacientes.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Kosovo No Se Vende</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Karadzic &amp; Milosevic versus de nieuwe wereldorde]]></title>
<link>http://teapacks.wordpress.com/2009/10/26/karadzic-milosevic-versus-de-nieuwe-wereldorde/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 22:22:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>teapacks</dc:creator>
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<description><![CDATA[Het feit dat de media berichtgeving van de Nederlandse pers in het algemeen m.b.t. de Servische geno]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Het feit dat de media berichtgeving van de Nederlandse pers in het algemeen m.b.t. de Servische geno]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quella "Grande Albania" patrocinata dall'Occidente]]></title>
<link>http://gcenna.wordpress.com/2009/10/15/quella-grande-albania-patrocinata-dalloccidente/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 17:54:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
<guid>http://gcenna.wordpress.com/2009/10/15/quella-grande-albania-patrocinata-dalloccidente/</guid>
<description><![CDATA[di Rick Rozoff, collaboratore di Mondialisation.ca L&#8217;Europa potè essere appollaiata sul precip]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>di Rick Rozoff, collaboratore di Mondialisation.ca</em></p>
<p>L&#8217;Europa potè essere appollaiata sul precipizio del suo primo conflitto armato dopo i 78 giorni di bombardamenti della guerra della NATO contro la Jugoslavia, nel 1999 e l&#8217;invasione armata della Macedonia, lanciata due anni dopo, a seguito dell’occupazione della NATO del Kosovo.</p>
<p>Con l&#8217;adesione formale, nel mese di aprile, dell&#8217;Albania alla NATO come membro a pieno titolo e la rielezione (almeno formale) che ne seguì del Primo Ministro della nazione, Sali Berisha, il teatro è pronto per il progetto per una nuova riconfigurazione dei confini dell’Europa sud-orientale, alla ricerca di una grande Albania.<!--more-->I passaggi precedenti, in questa direzione, sono stati la guerra combattuta dagli Stati Uniti e della NATO contro la Repubblica federale di Iugoslavia, un decennio fa, a nome del cosiddetto Esercito di Liberazione del Kosovo (AKL, in albanese UCK) e di collusione con esso, una violazione del diritto penale internazionale che si è conclusa con la separazione della provincia serba del Kosovo dalla Serbia e dalla Jugoslavia.</p>
<p>50000 soldati della NATO riversati in Kosovo nel giugno 1999, accompagnati dai dirigenti e dai combattenti dell&#8217;UCK, basato in Albania, sotto l&#8217;egida della risoluzione 1244 delle Nazioni Unite, tra gli altri, ha condannato gli atti &#8220;terroristici commessi da entrambe le parti &#8220;e&#8221; [ribadito] l&#8217;impegno di tutti gli Stati membri per la sovranità e l&#8217;integrità territoriale della Repubblica federale di Jugoslavia e degli altri stati della regione, secondo l’Atto finale di Helsinki e l&#8217;allegato 2&#8243;.</p>
<p>Gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO non avevano intenzione di rispettare la risoluzione 1244 delle Nazioni Unite e hanno dimostrato il loro disprezzo per un documento che essi stessi avevano firmato, riarmando i combattenti del KLA, che per anni avevano aggredito, sequestrato e ucciso civili di tutte le etniche, e trasformando l&#8217;ex gruppo armato separatista nel Kosovo Protection Corps.</p>
<p>La risoluzione 1244 delle Nazioni Unite ordinò espressamente che il KLA ed i suoi affiliati teppisti dovevano essere disarmati, ma le potenze della NATO hanno aggirato tale requisito con un gioco di prestigio, fornendo nuove uniformi, nuove armi e un nuovo nome all’UCK. Ma non un nuovo comandante. Chi è stato scelto per questo ruolo è stato Agim Ceku, comandante dell&#8217;esercito croato durante la brutale campagna dell’Operazione Tempesta del 1995: &#8220;la più grande offensiva terrestre europea dopo la seconda guerra mondiale&#8221; [1] &#8211; e capo di stato maggiore dell’UCK durante la guerra in comune con la NATO contro la Jugoslavia, quattro anni dopo.</p>
<p>Incoraggiato dal sostegno militare dell&#8217;Occidente nel raggiungere il suo programma separatista, l&#8217;UCK ha scatenato i suoi affiliati contro il sud della Serbia e la Macedonia: l’Esercito di liberazione di Presevo, Bujanovac e Medveda nel primo caso, dal 1999, e l&#8217;Esercito di Liberazione Nazionale nel secondo, che nel 2001 ha iniziato gli attacchi all&#8217;interno della Macedonia, dalla sua base in Kosovo.</p>
<p>Solo la capitolazione del governo della Serbia, dopo l&#8217;ottobre 2000 e un accomodamento simile, sotto pressione &#8211; pressione occidentale &#8211; del governo della Macedonia nel 2001, hanno soddisfatto le aspettative di molti estremisti armati pan-albanesi in entrambe le nazioni, dell&#8217;eventuale unificazione che attraversi i diversi confini nazionali, con il sostegno degli Stati Uniti e dei loro alleati della NATO.</p>
<p>La conferma decisiva del sostegno occidentale è venuta nel febbraio 2008, con la dichiarazione unilaterale d’indipendenza delle forze separatiste in Kosovo. L&#8217;ex capo del KLA e protetto americano Hashim Thaci, allora Primo Ministro provvisorio, ha dichiarato la secessione dalla Serbia, e la maggior parte dei paesi della NATO si affrettò a gratificare l&#8217;entità illegale del riconoscimento diplomatico.</p>
<p>Venti mesi dopo, oltre i due terzi del mondo, compresa la Russia, la Cina e l&#8217;India, non hanno legittimato col riconoscimento questo abominio, ma l&#8217;Occidente è rimasto fermo nel suo disprezzo per la legge e nel suo sostegno internazionale agli estremisti violenti in Kosovo, che hanno ambizioni più grandi verso l&#8217;intera regione, ambizioni incoraggiate dal sostegno consistente degli USA e della NATO, e dalla convinzione che l&#8217;Occidente continuerà questo supporto in futuro.</p>
<p>L&#8217;Albania è oggi uno Stato membro della NATO e, come tale, è sotto la protezione della clausola relativa alla reciproca assistenza militare dell&#8217;articolo 5 della Alleanza, e gli appelli a una Grande Albania, a scapito della territorio di diversi altri paesi europei, sono diventati più forti e più aspri.</p>
<p>In risposta alla crescente campagna per estendere il modello del Kosovo nella Serbia meridionale, in Macedonia, in Montenegro e anche in Grecia (Epiro), due mesi fa il Ministro degli affari esteri russo, Sergei Lavrov, ha ammonito le nazioni che considerano di riconoscere la statualità del Kosovo, consigliando loro di &#8220;pensarci molto attentamente prima di prendere questa decisione molto pericolosa, che può portare a risultati imprevedibili, e che non ha nulla di buono per la stabilità dell&#8217;Europa.&#8221; [2]</p>
<p>Nove giorni dopo, il Primo Ministro albanese Berisha ha affermato senza mezzi termini che &#8220;il progetto di unità nazionale di tutti gli albanesi dovrebbe essere un faro per i politici in Albania e in Kosovo.&#8221; Ha detto con enfasi che, &#8220;l’Albania e il Kosovo non devono in alcun modo vedersi come degli Stati esteri.&#8221;[3]</p>
<p>Un commentatore russo ha risposto a questa dichiarazione affermando che &#8220;ogni tentativo di attuare l&#8217;idea di una Grande Albania è simile a quello dell’apertura del vaso di Pandora. Questo potrebbe destabilizzare la situazione nei Balcani e provocare un guerra sul continente, simile a quella della fine degli anni ‘90&#8243;. [4]</p>
<p>Parlando del &#8220;progetto di una cosiddetta Grande Albania, che abbraccia tutti i territori dei Balcani abitati da albanesi, compreso il Kosovo, parti della Macedonia, Montenegro e di molti altri paesi&#8221;, l’analista politico russo Pyotr Iskenderov ha detto che &#8220;la dichiarazione d’indipendenza del Kosovo e il riconoscimento di questo atto illegale da parte degli Stati Uniti e dei membri chiave dell&#8217;Unione europea, hanno stimolato la realizzazione dell&#8217;idea di una cosiddetta Grande Albania.&#8221;[5]</p>
<p>Anche il resto della Serbia ne è colpita – nella valle di Presevo nel sud della nazione, dove Serbia, Kosovo e Macedonia confinano &#8211; e, analogamente, la Grecia, se dobbiamo credere a un rapporto del 2001. All’epoca, Ali Ahmeti, il fondatore e comandante dell&#8217;UCK, e poi capo del National Liberation Army (DLA), che aveva cominciato a lanciare attacchi mortali contro la Macedonia, dalla sua base nella città di Prizren, in Kosovo, è stato indicato come capo glorioso dell’Esercito di Liberazione di Chameria, nella regione dell&#8217;Epiro, nel nord-ovest della Grecia, un esercito dotato di un impressionante arsenale di armi.</p>
<p>La bandiera nazionale introdotta dal febbraio 2008, contiene un profilo del Kosovo, con sei stelle bianche sopra di esso. Ciò che non è stato riconosciuto, per ovvi motivi, è che le stelle sono chiamate a rappresentare le nazioni con popolazione di etnia albanese come Kosovo, Albania, Serbia, Macedonia, Montenegro e Grecia.</p>
<p>L&#8217;addestramento militare e la capacità di combattimento dei gruppi separatisti e irredentisti pan-albanesi sono aumentati ad un livello superiore, rispetto al passato, grazie ai grandi paesi della NATO. Nel marzo la Kosovo Force guidata dalla NATO (KFOR) ha cominciato a riorganizzare il Corpo di Protezione del Kosovo, che è una copertura dell&#8217;Esercito di liberazione del Kosovo, in un embrionale esercito nazionale, la Forza di Sicurezza del Kosovo, il cui capo di stato maggiore è il tenente generale [Generale di Corpo d’armata] Sylejman Selimi, in transizione diretta dal comando del Corpo di protezione del Kosovo. Un simpatico reportage dello scorso dicembre, ha descritto più precisamente la sua nuova posizione di Capo di Stato Maggiore dell&#8217;Esercito della Repubblica del Kosovo. [6]</p>
<p>La Forza di Sicurezza in Kosovo (FSK), come il Corpo di Protezione del Kosovo, prima che fosse vantato dai circoli occidentali come una presunta forza di polizia multietnica, non è né etnica, né una forza di polizia, ma un esercito alle prime armi, un esercito che il sedicente presidente del Kosovo, Fatmir Sejdiu, a giugno ha definito come &#8220;una forza moderna, che è costruita in conformità con gli standard della NATO&#8221;. [7]</p>
<p>Nello stesso mese, la NATO ha annunciato che l&#8217;esercito prototipo del Kosovo sarebbe stato pronto a settembre, e &#8220;che la NATO dovrebbe aumentare la sua capacità di monitoraggio all&#8217;interno del FSK, al fine di garantirne una migliore efficienza&#8221;. [8]</p>
<p>Una precedente relazione del Kosovo ha dimostrato, inoltre, che le nuove forze armate dell&#8217;entità illegittima sarebbero niente più che un accessorio militare della NATO: &#8220;La forza di sicurezza deve essere addestrata da funzionari dell’esercito inglese, le divise sono state fornite dagli Stati Uniti ed i veicoli sono stati forniti dalla Germania. &#8220;La forza di sicurezza in Kosovo deve essere conforme agli standard della NATO.&#8221; [9]</p>
<p>A febbraio, per tale procedimento, l&#8217;Italia ha annunciato di voler donare 2 milioni di euro e la Germania avrebbe dato 200 veicoli militari per l&#8217;esercito. Il Comandante supremo alleato della NATO in Europa, al momento, il generale John Craddock, ha viaggiato per il Kosovo per iniziare la creazione della Forza di Sicurezza in Kosovo e ha visitato il campo nazionale di addestramento del FSK, a Vucitrn, un viaggio durante il quale ha detto: &#8220;Sono soddisfatto dei progressi fatti fino ad oggi. Alla fine della prima fase di reclutamento, abbiamo 4.900 candidati per 300 posti nell’FSK, in questa prima fase d’arruolamento.” [10]</p>
<p>Nel maggio di quest&#8217;anno, il Ministero della Difesa britannico ha firmato un accordo con le forze di sicurezza del neonato Kosovo, per &#8220;offrire una formazione ai membri del FSK in diverse aree, secondo gli standard della NATO.&#8221;</p>
<p>L&#8217;ambasciatore britannico in Kosovo, Andrew Sparks, avrebbe detto: &#8220;Ci auguriamo che dopo la firma di questo accordo e l&#8217;espansione della nostra cooperazione, il Kosovo riuscirà a diventare un membro della NATO.&#8221; [11]</p>
<p>Con i soldati albanesi cui la NATO ha portato l&#8217;esperienza delle zone di combattimento in Iraq e in Afghanistan, il nuovo esercito in Kosovo sarà, come le forze armate delle altre nuove nazioni della NATO, utilizzato per le guerre all&#8217;estero. Un esempio recente, ad agosto, il capo di stato maggiore generale della Macedonia, il tenente-colonnello generale Miroslav Stojanovski, &#8220;fa notare che più di un quarto dei componenti delle unità che del servizio combattente delle AMR (Forze Armate Macedoni), 1746 soldati, hanno partecipato alle missioni di pace&#8221;, il che significa che sono stati dispiegati dalla NATO. [12] Ma finora sono stati uccisi più soldati macedoni, nel 2001, dalla National Liberation Army, una sigla del KLA, che quelli morti in Afghanistan e in Iraq.</p>
<p>Una relazione informativa del maggio scorso, fornisce ulteriori dettagli sull’ampiezza originale e sull’obiettivo a lungo termine del nuovo esercito in Kosovo: &#8220;Secondo la Costituzione della Repubblica del Kosovo, l&#8217;FSK dovrebbe essere formato da 3000 soldati, 2000 attivi e 1000 di riserva. Essi sono organizzati in base agli standard della NATO. C&#8217;è anche la possibilità del loro impiego all&#8217;estero, garantendo la situazione mondiale in futuro.&#8221; [13]</p>
<p>Quando il nuovo Segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, ha fatto la sua prima visita con tale carica, in Kosovo, nel mese di agosto, per incontrare il Comandante della KFOR, Giuseppe Emilio Gay, il presidente del Kosovo Fatmir Sejdiu, il primo ministro Hashim Thaci e il Ministro della Forza di sicurezza del Kosovo Fehmi Mujota, &#8220;il presidente del Kosovo, Fatmir Sejdiu, ha dichiarato che sperava che il Kosovo partecipasse alle operazioni per il mantenimento della pace della NATO all&#8217;estero.&#8221; [14]</p>
<p>L&#8217;Afghanistan è il primo schieramento apparente.</p>
<p>Sei anni prima, Agim Ceku aveva offerto truppe del Corpo di Protezione del Kosovo agli Stati Uniti, per la guerra e l&#8217;occupazione dell’Iraq, come corrispettivo per il mantenimento delle truppe NATO in Kosovo.</p>
<p>La NATO ha dispiegato in Afghanistan, i soldati di nazioni come la Georgia, Azerbaijan, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia e Finlandia, per l&#8217;addestramento al combattimento in condizioni realistiche, per poi utilizzarli a casa, una volta rientrati, come è stato ammesso apertamente da parte dei funzionari delle forze armate delle nazioni sopra menzionate. Molte migliaia di soldati provenienti dall’Albania e dal Kosovo, induriti dalle operazioni nella zona di guerra afgana, saranno le formidabili forze che combatteranno nei futuri conflitti nei Balcani.</p>
<p>La distinzione tra le forze armate di Albania e del Kosovo, diventa in gran parte accademica. In agosto, il Primo Ministro albanese Berisha ha rilasciato una dichiarazione inequivocabile, secondo cui &#8220;l&#8217;idea di unità nazionale è fondata sui principi e gli ideali d&#8217;Europa &#8230;. Così è per il Primo Ministro del Kosovo Hashim Thaci, e io stesso lavoro per la rimozione di tutti gli ostacoli che impediscono agli albanesi di sentirsi uniti, a prescindere dal luogo in cui vivono&#8221;, aggiungendo che &#8220;non dovrebbe esserci alcuna amministrazione doganale e l&#8217;Albania e il Kosovo non dovrebbero guardarsi come dei paesi stranieri&#8230;&#8221; [15]</p>
<p>L&#8217;Albania è ora membro a pieno titolo della NATO, come l&#8217;alleanza stessa potrebbe essere chiamata a rispondere, se le autorità del Kosovo provocassero uno scontro con i vicini, come la Serbia, e insistendo nel dire che la Macedonia, l&#8217;Albania e il Kosovo non sono &#8220;stranieri&#8221;. Se l&#8217;Albania interviene, in nome del suo &#8220;popolo fratello&#8221;, in un conflitto militare con la non-opposizione dell&#8217;Alleanza, la NATO ne sarà coinvolta ipso facto.</p>
<p>Nel mese di settembre, i ministri degli Esteri della Russia e della Romania hanno espresso serie preoccupazioni per quanto riguarda gli sviluppi relativi al Kosovo. La Romania è uno dei soli tre paesi membri della NATO che non ha riconosciuto l&#8217;indipendenza del Kosovo, gli altri sono la Spagna e la Slovacchia. Tutte e tre le nazioni sono preoccupate del fatto che il precedente del Kosovo contribuirà alla divisione armata del proprio paese.</p>
<p>Il portavoce del ministero degli Esteri russo, Andrei Nesterenko, ha detto che un &#8220;significativo potenziale conflitto”, persisterà in Kosovo, e che si aspettava che i rappresentanti della comunità internazionale agiscano in modo imparziale, per evitare &#8220;ulteriori provocazioni anti-serbe&#8221;.</p>
<p>Egli ha aggiunto che &#8220;gli eventi della provincia mostrano un significativo potenziale di conflitto resta, e che i più recenti scontri inter-etnici sono stati il risultato della volontà dei cittadini albanesi in Kosovo a comprimere, a tutti i costi, il territorio dell’etnia serba”, e che &#8220;In generale, il problema del Kosovo rimane uno dei problemi più gravi che affliggono la sicurezza regionale.&#8221; [16]</p>
<p>Per nulla intimidita, la NATO ha annunciato il 16 settembre, sul suo sito web della KFOR, che la &#8220;Kosovo Security Force” (FSK) ha acquisito la capacità operativa iniziale (IOC). &#8220;La decisione è stata presa dopo l&#8217;esercitazione ‘Lion Agile’, che è stato il culmine di poco più di sette mesi di duro lavoro della KFOR e della FSK nel reclutare, addestrare ed equipaggiare la forza. Il prossimo obiettivo dell’FSK è quello di raggiungere la piena capacità operativa. La KFOR controllerà e sosterrà questo processo, che dovrebbe richiedere da 2 a 5 anni.&#8221; [17]</p>
<p>Il giorno prima, il nuovo ambasciatore USA in Kosovo, Christopher Dell, aveva firmato il primo accordo interstatale degli Stati Uniti con l&#8217;entità secessionista, dimostrando &#8220;l&#8217;impegno dell&#8217;America per un Kosovo indipendente&#8221;, con Fatmir Sejdiu e Hashim Thaci. Il presunto presidente Sejdiu ha dichiarato, nell&#8217;occasione: &#8220;Questo accordo alza il livello di cooperazione tra il Kosovo e gli Stati Uniti, non solo attraverso vari organismi degli Stati Uniti e del Kosovo, come è stato fino ad ora.&#8221; [18]</p>
<p>Ciò che l&#8217;estensione del &#8220;Kosovo indipendente&#8221; suggerisce, è stato indicato alla fine di settembre, quando la polizia serba aveva scoperto un nascondiglio di armi di grandi dimensioni, nella vicina valle di Presevo, alla frontiera di Serbia-Kosovo-Macedonia, e che comprendeva &#8220;mitragliatrici, bombe, lanciarazzi, 16 bombe a mano e più di 20 mine e un grosso quantitativo di munizioni&#8221; [19], e più tardi, ai primi di ottobre, quando la polizia di frontiera macedone è stata &#8220;attaccata con armi automatiche, mentre pattugliava il confine con il Kosovo&#8230;&#8221; [20].</p>
<p>Ciò che può essere ugualmente nei depositi, è stato rivelato alla fine del mese scorso, quando la Germania ha espulso il primo dei 12.000 Rom (zingari) che rispedisce con la forza in Kosovo. Verso l&#8217;esclusione, le persecuzioni, gli attentati e la morte. I Rom che restano rischiano di morire nei rifugi, dove la missione dell’amministrazione provvisoria dell&#8217;ONU in Kosovo (UNMIK) li ha abbandonati, dopo l&#8217;assunzione del controllo della provincia da parte della NATO e dell&#8217;UCK, nel giugno 1999.</p>
<p>&#8220;I campi, nei pressi di un complesso minerario e metallurgico chiuso, che ospita scorie di materiali tossici per 100 milioni di tonnellate, sono state considerate come una misura temporanea, dopo che un quartiere, che era stato la casa per 9000 zingari, è stato distrutto dagli albanesi, dopo che le forze di sicurezza serbe avevano lasciato la zona, negli ultimi giorni del conflitto in Kosovo, nel giugno 1999.&#8221;[21]</p>
<p>A poche settimane prima che la Russia aveva avvertito che sta valutando &#8220;fermare la missione dell&#8217;OSCE [Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa] in Kosovo istituito per proteggere i diritti delle comunità etniche inaccettabile&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ambasciatore russo presso l&#8217;OSCE, Anvar Azimov, ha dichiarato: &#8220;Queste misure, sanzionate da nessuno, sono unilaterali e riguardano l&#8217;attività complessiva del mandato di questa missione.&#8221; [22]</p>
<p>Il 5 Settembre, un notiziario serbo ha riferito che più di 200000 rifugiati provenienti dal Kosovo sono stati registrati in Serbia, comprese l&#8217;etnia serba, Rom, Gorani e altri non-albanesi. Questo numero non comprende coloro che non erano iscritti, coloro che erano fuggiti in altri paesi, come la Macedonia, e quelli cacciati dalle loro case, ma rimasti in Kosovo.</p>
<p>Negli ultimi dieci anni, centinaia di migliaia di abitanti del Kosovo, anche di etnia albanese, sono stati uccisi e cacciati dalla provincia. Organizzazioni Rom hanno stimato che il numero di rom, ashkali ed egiziani colpiti arriva alle sei cifre. Serbi, Gorani, turchi, bosniaci, montenegrini e altre vittime del terrore razziale e dello sterminio in Kosovo si contano anche loro a centinaia di migliaia.</p>
<p>I media occidentali hanno detto regolarmente, ormai da dieci anni, che il Kosovo è per il 90 per cento di etnia albanese. Potrebbe anche essere il caso adesso, dopo un provvedimento del genere su larga scala, ma le cifre di cui sopra confutano che fosse così in precedenza, in una provincia di non più di due milioni di abitanti.</p>
<p>Dopo la prima dichiarazione del Primo Ministro albanese, che il suo paese e il popolo del Kosovo e il suo sono uno solo, il ministro degli Affari esteri della Russia, Sergei Lavrov, ha emesso una condanna su tale dichiarazione e sul forte coinvolgimento dell’occidente: &#8220;Siamo molto preoccupati dalla dichiarazione del Primo Ministro dell&#8217;Albania. Riteniamo che ci dovrebbero essere risposte adeguate alla dichiarazione &#8211; in primo luogo, dall&#8217;UE e anche dalla NATO. Non abbiamo avuto tali reazioni. Ci auguriamo che, nonostante il fatto che non ci siano dichiarazioni pubbliche provenienti dalle capitali europee, i negoziati con le autorità albanesi siano in corso.” [23]</p>
<p>&#8220;Mosca è preoccupata per le dichiarazioni di Tirana sull&#8217;’unità essenziale di tutti gli albanesi&#8217;.&#8221;[24]</p>
<p>A meno che i commenti di Lavrov siano state rigorosamente retoriche, si dovrà aspettare molto tempo prima che i leader di Stati Uniti, NATO e UE facciano qualche dichiarazione, molto meno critiche, sulle affermazioni di Berisha e delle sue controparti in Kosovo e in Macedonia, per una unica Grande Albania (o Grande Kosovo). Le nazioni della NATO hanno armato, addestrato e dotato di supporto logistico l&#8217;Esercito di Liberazione del Kosovo, nella sua guerra contro le forze di sicurezza serbe e jugoslave alla fine degli anni ‘90, sono entrati fianco a fianco con l’UCK in Kosovo e l’hanno istituzionalizzato come Corpo di Protezione del Kosovo, nello stesso anno; hanno sottratto l’Esercito di liberazione nazionale da una pesante sconfitta da parte dell&#8217;esercito macedone, nel 2001; l’hanno ricreato quest’anno, come nucleo di un futuro esercito nazionale del Kosovo, la Forza di Sicurezza nel Kosovo, e l’anno scorso hanno riconosciuto la dichiarazione unilaterale d’indipendenza del Kosovo, guidata dal ex leader del KLA, Hashim Thaci.</p>
<p>Non vi è alcuna ragione di credere che Washington e Bruxelles abbandoneranno ora i loro clienti e il loro progetto di sovversione e mutilazione di quattro paesi confinanti, per creare un esteso super-stato Albania-Kosovo etnicamente pulito, in preda alla criminalità, mentre quest&#8217;ultimo si avvicina alla sua attuazione.</p>
<p>Il 6 ottobre, Berisha è stato a Pristina, capitale del Kosovo, &#8220;a firmare una serie di accordi. Secondo [Berisha], il suo governo lavorerà per completare i progetti di infrastruttura che prevedono l&#8217;unificazione dei sistemi economici di Albania e Kosovo, la creazione di vie di comunicazione per il trasporto merci e prevede la migrazione economica della popolazione.” [25]</p>
<p>Un rapporto di fonte italiane della visita, ha detto che &#8220;l&#8217;Albania ha anche ceduto al Kosovo il porto adriatico di Shendjin (Shengjin), dando ak nuovo Stato indipendente uno sbocco sul mare&#8221;. [26]</p>
<p>Nelle parole di Berisha, &#8220;il porto di Shengjin è ora l’accesso sul Mare del Kosovo.&#8221; [27] L&#8217;accesso al mare Adriatico che la Serbia non ha più dal crollo dell&#8217;Unione di Serbia e Montenegro, di tre anni fa.</p>
<p>La sua controparte, l’ex capocosca Hashim Thaci, ha fatto eco alla dichiarazione precedente del suo invitato, dicendo: &#8220;Gli albanesi vivono in molti paesi, ma siamo una nazione. I paesi della regione hanno due paesi amici nel Kosovo e nell’Albania, paesi partner per la cooperazione, la pace e la stabilità degli investimenti nella regione e per l&#8217;integrazione europea&#8221;. [28]</p>
<p>Il primo ministro albanese è stato citato, sul sito web del Presidente del Kosovo, il 7 ottobre, promettendo che &#8220;l&#8217;Albania dovrà assistere il Kosovo in ogni modo possibile. L’Albania è determinata a rinnovare, nel modo più veloce possibile, tutte i suoi collegamenti infrastrutturali con il Kosovo. Nei prossimi quattro anni, la costruzione dell’autostrada Qafe Morine-Scutari è stata completata e darà al Kosovo occidentale un veloce accesso al mare l&#8217;anno prossimo, il mio governo attuerà uno studio di fattibilità per sviluppare il progetto di una ferrovia Albania-Kosovo. Molte altre linee ed infrastrutture sono e saranno costruite.” [29]</p>
<p>Berisha ha incontrato anche il comandante della Kosovo Force (KFOR), il tenente generale tedesco Markus Bentler e ha detto: &#8220;Le truppe albanesi potrebbero far parte della KFOR&#8221;, prima di deporre una corona sulla tomba di Adem Jashari, il primo comandante del KLA. [30]</p>
<p>Il giorno prima della riunione Berisha-Thaci a Pristina, l’accomodante governo del presidente serbo Boris Tadic e del ministro degli Esteri, Vuk Jeremic, si sono dichiarati concordi sulle ragioni per cui le intenzioni della NATO e le intenzioni della comunità Pan-albanese nella regione hanno incontrato poca opposizione. Jeremic, pur dichiarando nella forma che la sua nazione non aderirà alla NATO, nel futuro immediato, (anche se ha aderito al programma di transizione del Partenariato per la Pace) ha dichiarato: &#8220;Continuiamo la stretta collaborazione, perché che la NATO è il fattore più importante per garantire la sicurezza nel mondo&#8221;.</p>
<p>Un sito d’informazioni russo, riferendo di questa affermazione, ha ricordato ai suoi lettori che &#8220;nel 1999 le forze aeree della NATO hanno bombardato Belgrado e altre città della Serbia, per sostenere il separatismo albanese in Kosovo. E più di 3000 serbi sono morti e decine di migliaia di persone sono state ferite. La NATO promuove anche la separazione del Kosovo dalla Serbia&#8230;&#8221; [31]</p>
<p>Alla fine del mese scorso l&#8217;ammiraglio statunitense James Stavridis, capo del Comando Europeo degli USA e Comandante supremo alleato della NATO in Europa, ha partecipato alla riunione sulla Carta Atlantica, che Washington ha firmato con l&#8217;Albania, Macedonia, Croazia, Bosnia e Montenegro nel 2003, di fatto tutti i Balcani, per prepararli all’adesione alla NATO. Stavridis, poi, è partito per la Croazia, per supervisionare le manovre militari multinazionali ‘Jackal Stone 09’, il cui scopo è &#8220;migliorare con successo le capacità dei partecipanti nel condurre operazioni di contro-insurrezione.&#8221;</p>
<p>Co-organizzato dallo Special Operations Command Europe degli Stati Uniti, il comandante di quest&#8217;ultimo, il generale Frank Kisner, ha elogiato il successo di tale operazione: &#8220;Questa programmazione ininterrotta ha riunito i rappresentanti di 10 nazioni e ha permesso loro di eseguire efficacemente una moltitudine di compiti in aria, terra e mare.” [32]</p>
<p>‘Jackal Stone 09’ è stata la prima esercitazione militare condotta in Croazia, dopo la sua adesione alla NATO, all&#8217;inizio di quest&#8217;anno. Funzionari degli Stati Uniti e della NATO hanno ripetutamente detto che dopo la Croazia e l&#8217;Albania, la Macedonia, la Bosnia e il Montenegro saranno i primi a divenirne membri a pieno titolo, e che la Serbia e il Kosovo sarebbero stato i prossimi.</p>
<p>Il 2 ottobre, la Bosnia ha presentato al Segretario generale della NATO, Anders Fogh Rasmussen, una richiesta formale per un piano d&#8217;azione d&#8217;adesione alla NATO; una domanda de facto per una piena adesione. Rasmussen ha detto, &#8220;Credo che questa domanda sia la strada migliore per una stabilità durevole nell&#8217;area euro-atlantica. E’ la mia visione, vedere tutti i paesi dei Balcani occidentali integrarsi nella NATO.&#8221; [33]</p>
<p>La NATO ha usato vari pretesti per l’intervento militare nei Balcani, nel corso degli ultimi quindici anni, molte di queste scuse erano contraddittorie, come il Kosovo contro la Repubblica serba di Bosnia e con il Kosovo nel suo insieme contro il nord di Kosovska Mitrovica. La sua intenzione, tuttavia, non è cambiata e rimane: assorbire ogni nazione e pseudo-nazione della regione nei suoi ranghi, e reclutare nuovi membri e partner per le sue guerre più lontane.</p>
<p>Il separatismo armato è stato lo strumento utilizzato per avviare la distruzione della Repubblica Socialista Federativa di Jugoslavia nel 1992, un processo che ha frammentato questa nazione nelle sue sei repubbliche costituenti quella federale, e nel caso del Kosovo, una provincia strappata a un’ex-repubblica.</p>
<p>Ma la revisione dei confini nazionali, con le perturbazioni e le violenze che comporta inevitabilmente, non è completa.</p>
<p>Il Kosovo è senza dubbio un vaso di Pandora, in fondo a cui non ci attende, necessariamente, la speranza. Resta una scintilla potenziale, in grado di aumentare il pericolo, come osservato in precedenza, di &#8220;destabilizzare la situazione nei Balcani e di scatenare una guerra sul continente, simile a quella della fine degli anni ‘90&#8243;.</p>
<p>Note</p>
<p>1) Wikipedia</p>
<p>2) Black Sea Press, August 6, 2009</p>
<p>3) Voice of Russia, August 20, 2009 3</p>
<p>4) Ibid</p>
<p>5) Ibid</p>
<p>6) New Kosova Report, December 20, 2009</p>
<p>7) Kosovo Times, June 9, 2009</p>
<p> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Kosovo Times, June 8, 2009</p>
<p>9) Kosovo Times, May 27, 2009</p>
<p>10) NATO, Supreme Headquarters Allied Powers Europe, February 18, 2009</p>
<p>11) Southeast European Times, May 21, 2009</p>
<p>12) Makfax, August 17, 2009</p>
<p>13) New Kosova Report, May 20, 2009</p>
<p>14) Focus News Agency, August 13, 2009</p>
<p>15) Sofia News Agency.</p>
<p>16) Tanjug News Agency, September 4, 2009</p>
<p>17) NATO, Kosovo Force, September 16, 2009</p>
<p>18) Beta News Agency, September 15, 2009</p>
<p>19) Tanjug News Agency, September 23, 2009</p>
<p>20) Makfax, October 2, 2009</p>
<p>21) Washington Times, May 3, 2009</p>
<p>22) FoNet, September 11, 2009</p>
<p>23) Russia Today, October 5, 2009</p>
<p>24) Voice of Russia, October 6, 2009</p>
<p>25) Ibid</p>
<p>26) ADN Kronos International, October 6, 2009</p>
<p>27) B92, October 6, 2009</p>
<p>28) B92, Beta News Agency, Tanjug News Agency, October 6, 2009</p>
<p>29) President of the Republic of Kosovo, October 7, 2009</p>
<p>30) Beta News Agency, October 7, 2009</p>
<p>31) Voice of Russia, October 5, 2009</p>
<p>32) United States European Command, September 28, 2009</p>
<p>33) NATO, October 2, 2009</p>
<p> Traduzione di Alessandro Lattanzio</p>
<p><a href="http://www.aurora03.da.ru/">http://www.aurora03.da.ru</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Η υπερδύναμη "Σκόπια" απειλεί και προς δύση...]]></title>
<link>http://salpiga.wordpress.com/2009/09/24/%ce%b7-%cf%85%cf%80%ce%b5%cf%81%ce%b4%cf%8d%ce%bd%ce%b1%ce%bc%ce%b7-%cf%83%ce%ba%cf%8c%cf%80%ce%b9%ce%b1-%ce%b1%cf%80%ce%b5%ce%b9%ce%bb%ce%b5%ce%af-%ce%ba%ce%b1%ce%b9-%cf%80%cf%81%ce%bf%cf%82/</link>
<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 09:56:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>unitedeurope</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ευθεία απειλή προς Αλβανία απο Σκόπια μέσω εγκυκλοπαίδειας! Σύμφωνα με την «Μακεδονική Εγκυκλοπαίδει]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-53" title="UCK" src="http://salpiga.wordpress.com/files/2009/09/uck.jpg?w=150" alt="UCK" width="150" height="113" />Ευθεία απειλή προς Αλβανία απο Σκόπια μέσω εγκυκλοπαίδειας! Σύμφωνα με την «Μακεδονική Εγκυκλοπαίδεια» οι Αλβανοί στα ιστορικά χρόνια εκδίωξαν βιαίως τους ντόπιους &#8220;Μακεδόνες&#8221; στα σημερινά εδάφη του κράτους -παρωδία! Η κατασκευη&#8230; νέας ιστορίας απο τους Σκοπιανούς καλά κρατεί.</strong> Αυτό που πρέπει να μας προβληματίζει σαν κράτος είναι οτι ακόμα και η επίσημη Αλβανία αντέδρασε αστραπιαία και εντόνως υποστηρίζοντας πως «&#8230;κανείς δεν μπορεί να δημιουργήσει ταυτότητα βασιζόμενος στη νοθεία της ιστορίας» και πως &#8221;η ιστορική κοινότητα στο σύνολό της γνωρίζει πως οι Αλβανοί κατάγονται απο τους αρχαίους Ιλλυρίους που ήτο γηγενείς&#8221;. Τα υπόλοιπα ανεπίσημα ίσως τα αναλάβει&#8230; ο UCK. Και εμείς συνεχίζουμε τα διαβήματα και την  εξωτερική πολιτική της υποχωρητικότητας και του ραγιαδισμού.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Deutschen Aussenpolitik als Motor des Drogen Handels und als Sponsor der Albaner Mafia]]></title>
<link>http://balkaninfo.wordpress.com/2009/09/13/deutschen-aussenpolitik-als-motor-des-drogen-handels-und-als-sponsor-der-albaner-mafia/</link>
<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 08:52:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>balkansurfer</dc:creator>
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<description><![CDATA[Eine besonders wichtige Rolle, spielen beim Aufbau der Eurpäischen Drogen Netze das Auswärtige Amt u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>Eine besonders wichtige Rolle, spielen beim Aufbau der Eurpäischen Drogen Netze das Auswärtige Amt und deren hoch <a href="http://balkanblog.org/2008/02/05/europas-top-mafia-boss-besucht-den-balkan-dr-christoph-zopel-spd/">kriminelle Stiftungen wie die FES</a>, welche den BND auch ausschalteten, damit man Geschäfte im Balkan machen kann. Die <a href="http://balkaninfo.wordpress.com/2009/05/24/wenn-hasim-thacis-partner-wie-gani-kapiti-in-albanien-morden/">Gründungs Mitglieder der Ur-UCK</a> erzählten dem Autor hier persönlich in Bari, als man auf die Fähre nach Albanien wartete, das Hans Dietrich Genscher schon ab 1987 (Strauss Besuch in Albanien) Waffen in den Kosovo und nach Kroatien lieferte.</h2>
<h2>Zeitgleich hinterfragten die UCK Häuptlinge aus Mazedonien (Ali Ahmeti war sogar anwesend) &#8220;was nun diese ganzen Anschläge im Auftrage der Deutschen und Amerikaner dem Kosovaren und Albanischen Volke gebracht hätten&#8221;</h2>
<h2>Die Situation bei den Albaner ist heute wesentlich schlechter als in 1985 für die Albaner, denn Alles wird von einer hoch kriminellen Mord Mafia im Kosovo und Nord-West Mazedonien kontrolliert, welche auch Süd Durres mit Plepa, Golem und Pista Ilyira unter Kontrolle haben, wo man sich illegal angesiedelt hat. siehe unten die <a href="http://www.albania.de/alb/index.php?p=224">Morde</a> um die Bar &#8220;DRENICA&#8221; bei Durres als Drehscheibe der Hashim Thaci Verbrecher Banden. Höhepunkt war nach den Todesschwadronen in 1998-99 der Mord am Nachbarn von diesen <a href="http://balkan-spezial.blogspot.com/2009/05/kosovo-uck-prominenz-erschiesst-in.html">Kosovo Gangstern aus DRENICA</a>,</h2>
<h2>Mit Hilfe Deutscher, US aber auch Österreichischer Politiker wie Wolfgang Petrisch, wurde ein Terror Regime im Kosovo errichtet, mit bester Vernetzung nach Europa.</h2>
<h2>Das waren wie man heute sogar in Interviews von dem damaligen Staatsprädienten Alia nachlesen kann Waffen Geschäfte, wo offiziell der Haklaj Clan aus Tropoje beauftragt war, diese Geschäfte mit Albanisch-Chinesischen Waffen in den Kosovo abzuwickeln, wo man im Gegenzug &#8220;Entwicklungshilfe&#8221; aus Deutschenland bekam. Bei diesen Gespräche damals mit Strauss, war nicht nur der BND Abteilungs Leiter zugegen, sondern auch der zuständige Auslands Abteilungs Leiter der IHK -München. Ab 1991 erhielt die UCK und Kosovo kriminelle Clans das Recht, die Nord Albanischen Militär Hospitäler zu nutzen in Kukes (bestätigtes Gefangenen Lager für Serben, eine Fabrik), Burrel, Tropoje, Peskopje.</h2>
<p>1998 entsandte Klaus Kinkel das THW nach Nord Albanien, um die Infrastruktur der <a href="http://balkanforum.org/thread.php?threadid=768">Islamischen Terroristen Camps</a> zu gewährleisten, was in einem Desaster endete.</p>
<p>Die Zerschlagung von Jugoslawien war eine CIA Operation, welche identisch wie die &#8220;Iran Contra Affäre&#8221; von Ronald Reagon und Admiral Pointexter genehmigt wurde. Hans Dietrich Genscher wie alle Nachfolger, waren nur willfährige Kriminelle, welche einer Mafiösen US Politik folgten und auch das kriminelle Kroatische Regime damals unterstützten.</p>
<p>Nicht nur Bob Dole, war der Ur-Zerstörer von Jugoslawien, sondern sein enger Politischer Partner Reagon gab die Order Jugoslawien zu zerstören und zu zerstückeln</p>
<p><strong>Reagan&#8217;s NSDD 133 (1984) &#8220;Secret and Sensitive&#8221;</strong></p>
<p>15 YEARS OF THE ALBANIAN AMERICAN CIVIC LEAGUE</p>
<p><img src="http://blog.aacl.com/wp-content/images/12-A.jpg" border="0" alt="" /></p>
<p><span style="color:darkred;"><strong><span style="font-size:16px;">November 1988. DioGuardi with President Regan, Congressman Rinaldo and National Security Adviser Poindexter in the Oval Office discussing U.S. foreign policy in Balkans.</span></strong></span></p>
<p>aus der Mafia Website <a href="http://blog.aacl.com/wp-content/images/12a.htm" target="_blank">AACL</a></p>
<p><strong> <a href="http://balkanforum.org/thread.php?threadid=56">» </a></strong><a href="http://balkanforum.org/thread.php?threadid=56"><strong>Zerschlagung Jugoslawiens: Die CIA Operation &#8220;Roots&#8221;</strong></a></p>
<p><strong>Codename »Roots« &#8211; eine covert action des CIA bereitete den Krieg vor &#8211; Ziel ist die Zerschlagung Jugoslawiens durch Verlust des Kosovo, Montenegros und der Vojvodina.</strong></p>
<p>Seit Beginn der ersten Amtszeit Clintons arbeiten die USA in enger außenpolitischer Flankierung durch die Bundesrepublik unter dem Code-Namen »Roots« als »covert action« des CIA und der DIA, einer gemeinsamen Einrichtung des Pentagon und des CIA, mit Beteiligung deutscher Dienste an der militärischen und ethnischen Destabilisierung Jugoslawiens als letztem NATO-resistenten Balkanland&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;..</p>
<p>Bonn, den 7. April 1999</p>
<p>Gez. Insider</p>
<p>Dieser Text wurde am 7. April 1999 als »Erklärung eines Insiders aus dem Bonner Regierungsapparat zum Balkan-Krieg vom 7. April 1999« anonym an Medien, Parteien und Organisationen verteilt. Die PDS-Bundestagsfraktion verbreitete ihn als Presseinformation am 8.4.1999</p>
<p><a href="http://www.infolinks.de/geheim/1999/02/017.htm" target="_blank">Insider</a></p>
<h2><a title="Permanenter Link: Hashim Thaçi – die Eagle Security" rel="bookmark" href="http://www.radio-utopie.de/2008/12/31/hashim-thaci-die-eagle-security/">Hashim Thaçi – die Eagle Security</a></h2>
<p><strong>Von ter</strong> &#124; 31.Dezember 2008</p>
<p>Das Kosovo ist zur Drehscheide des internationalen Schmuggels geworden. Diese rein außenwirtschaftliche (kriminelle) Betätigung hat wenig mit dem Land und seinen Menschen zu tun.</p>
<p>Geprägt ist das Kosovo von seinen Großfamilien. Bis zu 300 Personen, die unter einem Dach wohnen und arbeiten und in denen der Einzelne nichts oder wenig – die (Familien-) Gemeinschaft alles ist. Auch der Verdienst steht dem Einzelnen nur zum Teil zu, der größte Teil seines Verdienstes ist Familieneigentum und wird abgeliefert.</p>
<p>Oftmals bestimmt der Einzelne weder was er lernen, studieren oder später machen darf, über ihm thronen die Patriarchen der Familien, die selbst die kleinsten Feinheiten im Leben ihrer Kinder, Enkel und Urenkel lenken.</p>
<p>Die serbische Urbevölkerung des Amselfeldes hatte dieser geballten Macht der eingewanderten Albanern nichts, aber auch wirklich nichts, entgegenzusetzen und hätten sich diese Großfamilien nicht im Rahmen der Blutrache teilweise erbittert bekriegt, wäre das serbische Amselfeld schon vor Jahrhunderten zur albanischen Provinz Kosovo geworden.</p>
<p>Diese Macht der Patriarchen der Großfamilien zeigt, dass im Kosovo keine Mafia im sizilianischen Sinne entstehen konnte.</p>
<p>Über den Großfamilien stehen die Clans – im Kosovo häufig die Sippe oder die (Kleinst-) Stämme und Blut ist im Kosovo viel dicker als geschäftliches (kriminelles) Interesse.</p>
<p>Temporäre Allianzen der Großfamilien (auch in kriminellen Aktivitäten) sind nicht neu, haben aber mit organisierten, kriminellen Strukturen wenig zu tun. Es waren (Familien-) Banden, die sich mit anderen (Familien-) Banden auf Zeit zusammentaten, um vorgefundene Möglichkeiten zum Broterwerb auszuschlachten.</p>
<p>Dieses Großfamilienwesen unterlag in den letzten 60 Jahren einer erheblichen Erosion, hervorgerufen durch die Gastarbeiter in Deutschland und in der Schweiz, die sich der Herrschaft der Patriarchen unschwer entziehen konnten. Auch war in den ständig wachsenden Städten des Kosovo die Struktur der Großfamilie nicht praktikabel</p>
<p>Nur wer diese Familienstrukturen kennt, kann verstehen, dass keiner im Kosovo eine Mafia- Struktur, also eine Firma des Verbrechens, aufbauen konnte, ohne durch seine Mitarbeiter in die Zwänge der Clans und der Großfamilien zu geraten.</p>
<p>Die so genannten Paten des Kosovo sind entweder Patriarchen eines Clans oder einer Großfamilie – oder aber – Jongleure ,die mit derartigen Patriarchen spielen, wie die Jongleure im Zirkus mit den Bällen.</p>
<p>Es sind keine Schlüsselfiguren des Verbrechens – es sind (Fond-) Manager des Verbrechens, die nicht die Mitglieder ihrer OK-Struktur im Griff haben, sondern die Finanzen der Struktur und mit teilautonome Clan- und Familienbanden zusammenarbeiten müssen, die sie nur am goldenen Zügel (ihrer Finanzverwaltung) hielten und lenkten.</p>
<p>Um dennoch eine Kontrolle zu haben, bauten diese  Jongleure des Verbrechens Sicherheitsfirmen auf, die die Aktivitäten der für ihren Fond tätigen Verbrecherbanden kontrollierten und Sanktionen vollzogen.</p>
<p>Wer also Mafia- Strukturen sucht, sollte bei den Sicherheitsfirmen anfangen.</p>
<p><strong>Die Eagle Security</strong></p>
<p>Nach einem von Jürgen Roth in der Schweizer Weltwoche veröffentlichten BND-Dossiers steht die Eagle Security unmittelbar unter der Kontrolle von Hashim Thaçi dem  Premierminister der Republik Kosovo, dem eigene, (unbewiesene) Verbrechen nachgesagt werden aber auch Schlüsselfunktionen (Key Player Funktionen) innerhalb der kosovaren Mafia.</p>
<p><strong>Wirklich?</strong></p>
<p>Den ehemalige UÇK- Organisator Hashim Thaçi sollte vom mutmaßlichen Verbrecher Hashim Thaçi getrennt behandelt werden, weshalb ich auf mutmaßliche Verbrechen bis zur Staatsgründung nicht eingehe.</p>
<p>In der UÇK kontrollierte Thaçi ohne jeden Zweifel den ZKZ, Zbulimet Kunderzbzbulimet – Intelligence und Counter Intelligence, der nach Staatsgründung in den SHIK und das TMK (Militär) zerfiel.</p>
<p>Im August 2000 entstand als Parteisicherheitsdienst der PDK die Eagle Security unter Gashi Skender, der nicht nur die Partei schützt, sondern auch Kosova Petrol, eine Firma, die tief im Treibstoffschmuggel verstrickt sein soll.</p>
<p>Auffallend an der Personalstruktur der Eagle Securitiy ist ihre personelle enge Verflechtung zur ZKZ der ehemaligen UÇK, zur Aquile Nere, der UÇK- Militärpolizei, zu SHIK (Geheimdienst)  und TMK (Militär) und zum ehemaligen Sicherheitsdienst der Drenica Gruppe.</p>
<p>Hashim Thaçi hat sich in der Eagle Security, welcher seiner Partei untergeordnet ist, alles hereingeholt, was von Clan- und Großfamilien- Interessen weitgehend unabhängig ist.</p>
<p><strong>Schutz der Geschäfte und der Partei oder Kontrolleorgan der Mafia?</strong></p>
<p>Was soll dieser private Sicherheitsdienst? Soll er die Partei schützen, die Versorgungseinrichtungen des kosovarischen Militärs (TMK) und die Thaçi Firma Kosova Petrol oder hat er weitergehende Funktionen?</p>
<p>Genau an diesem Punkt versagt der polizeiliche Nachrichtendienst im Kosovo. <strong>Auch das neueste Material ist kein Schuss Pulver wert, weil es nichts über die wahren Aktivitäten der Eagle Security aussagt. Alles was die Geheimdienste zu liefern haben sind Latrinenparolen über angebliche Kontakte von Thaçi zu anderen mutmaßlichen Kriminellen</strong>*. In diesem Punkt verweise ich auf eine in der Einführung zitierte arabische Redensart. Auch ein Hashim Thaçi kann sich nicht außerhalb der traditionellen Zwänge und Bräuche bewegen.</p>
<p><strong>Fazit:</strong></p>
<p>Wir sind also wieder einmal beim nachrichtendienstlichen Kaffeesatz (*), den man lesen kann, wie immer man will.</p>
<p>Das Beispiel der Eagle Security zeigt, dass die Nachrichtendienste wieder einmal nicht ihre Schulaufgaben gemacht haben, noch nicht einmal versucht haben von der Blickrichtung der traditionellen, gesellschaftlichen Strukturen des Landes die mutmaßlichen OK-Strukturen zu entschlüsseln.</p>
<p>Am Beispiel  der Jaguar Security und der Cobra Security wird diese These vertieft, um dann zu zeigen, dass die Dinge im Kosovo etwas Vielschichtiger sind, als wir dies im Westen wahrnehmen und wahrnehmen wollen.</p>
<p><strong>Einführung:</strong></p>
<p><a href="http://www.radio-utopie.de/2008/12/31/hashim-thaci-die-eagle-security/2008/12/23/Weihnachtsgeschichten-Die-Mafia-der-Kosovaren-Einfuehrung#extended">http://www.radio-utopie.de/2008/12/23/Weihnachtsgeschichten-Die-Mafia-der-Kosovaren-Einfuehrung#extended</a></p>
<p><strong>(*) Quelle VS- BND- nur für den Dienstgebrauch     öffentlich nachzulesen unter:</strong></p>
<p><a href="http://wikileaks.org/leak/bnd-kosovo-feb-2005.pdf">http://wikileaks.org/leak/bnd-kosovo-feb-2005.pdf</a></p>
<h2>Samstag, 23. Mai 2009</h2>
<p><a name="2805910261041992512"></a></p>
<h3><a href="http://balkan-spezial.blogspot.com/2009/05/kosovo-uck-prominenz-erschiesst-in.html">Kosovo UCK Prominenz erschiesst in Durres Grundstücks Konkurrenten</a></h3>
<p><a href="http://lajme.dervina.com/foto/287abb19da8aadbd118443e92685853e/1.JPG"><img style="float:left;cursor:pointer;width:511px;height:348px;margin:0 10px 10px 0;" src="http://lajme.dervina.com/foto/287abb19da8aadbd118443e92685853e/1.JPG" border="0" alt="" /></a>Links ist <span style="font-weight:bold;">Gani Kapiti</span>, der mit dem Phristina Ganoven Uni Prof. Bedri Tahiri, ein Verbrecher Kartell in Durres ab 1995 aufbaute und 1998 und Anfang 1999 über 50 konkurierende UCK Kosovaren durch Todesschwadronen ermorden liess. Auch der bekannte Journalist <a href="http://www.nytimes.com/1999/06/25/world/crisis-balkans-separatists-leaders-kosovo-rebels-tied-deadly-power-play.html?sec=&#38;spon=&#38;pagewanted=2">Chris Hedge berichtete in der New York Times im Juni 1999</a>, bereits über diese Morde in Albanien durch die DRENICA Gruppe um Hashim Thaci. <a href="http://balkanforum.org/thread.php?threadid=1582">Die Ermordung des Militär Chefs der FARK-UCK Ahmet Krasniqi 1998</a> Kapiti, gehört wie Thaci, Ferdinand Yhafferi und Bedri Tahiri zu Extrem Verbrecher Gruppen aus dem Kosovo, welche Albanien nun seit über 10 Jahren terrorisieren.</p>
<p>In diesem TV Video erklärt <span style="font-weight:bold;">Gani Kapiti</span> (wurde nach der Video Ausstrahlung umgehend verhaftet), warum er Agron Bodlli erschoss! Diese Bar DRENICA sollte schon 2001 abgerissen werden, als illegal gebaute Verbrecher Zentrale der DRENICA Mafia um Hashim Thaci, welche damals weitere 5 derartige illegale Bauten in der Umgebung hatten. Damals wurde der Präfekt Petric Ajazi und seine Familie mit Ermordung bedroht, woraum der Präfekt zurück trat. Inzwischen haben diese Verbrecher Banden aus dem Kosovo, ein Hotel erneut illegal gebaut auf dem Öffentlichen Strand und fühlten sich durch einen weiteren Hotel Bau der Mafia Gruppe um <span style="font-weight:bold;">Agron Bodlli</span> gelästigt. Agron Bodlli, starb nach den Schüssen im Krankenhaus in Durres und diese Mafiöse Familie, hatte sich illegal in Skhozet nieder gelassen, wo es ständig irgendwelche Schiessereien um Grundstücke gibt.</p>
<p>Und so bleibt die Frage, warum Deutsche Politiker mit dem Wissen aus 1998, über die Todesschwadronen der UCK in Durres und Tirana, solche Berufs Killer und hoch kriminelle Clans überhaupt je unterstützt haben und den Mafia Staat Kosovo den Ganoven auch noch organisierten. Auch im <a href="http://wikileaks.org/leak/bnd-kosovo-feb-2005.pdf">BND Bericht Kosovo 2005</a> über Hintermänner werden die Todesschwadronen mit Haliti erwähnt, wobei die Todesschwadronen den Geheimdiensten besten bekannt im September 1998 schon waren. siehe auch <a href="http://balkanforum.org/IEP-BND/iep0001.PDF">IEP &#8211; BND Studie Kosovo 2007 (124 Seiten pdf)</a> !</p>
<p>Weitere Infos: <a href="http://www.albania.de/alb/index.php?p=1794">albania.de</a></p>
<p>* das ist falsch!  Man hatte beim BND durchaus früher genaue Berichte, mit wem Hashim Thaci zusammen arbeitete und das war eben die schon zuvor gut dokumenten Verbrecher Clans, welche von <a href="http://www.albania.de/alb/index.php?p=1576">Georg Soros und dem CIA</a> in Albanien aufgebaut waren. Bekanntlich ist Herr Steinmeier, Ute Zapf, Friedbert Pflüger, Joschka Fischer oder diverse Partei Gänger direkt Mitglied bei Georg Soros Verbrecher Kartellen und NAGO&#8217;s wie dem <a href="http://www.crisisgroup.org/home/index.cfm?">ICG</a>.</p>
<p>Mangels eigenem Verstand, gibt es keine Deutsche Aussenpolitik, sondern man plabbert nur den Georg Soros Leuten und dem CIA nach, was dessen Zirkel halt so wünschen.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Hillary&amp;Clinton]]></title>
<link>http://oliviersam.wordpress.com/2009/08/17/hillaryclinton/</link>
<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 14:44:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>oliviersam</dc:creator>
<guid>http://oliviersam.wordpress.com/2009/08/17/hillaryclinton/</guid>
<description><![CDATA[Cette Photo a été prise dans le village de Shipkovica en Macédoine dans la montagne aux alentours de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-115" title="hilary&#38;clinton" src="http://oliviersam.wordpress.com/files/2009/08/hilaryclinton.jpg" alt="hilary&#38;clinton" width="418" height="556" /></p>
<p>Cette Photo a été prise dans le village de Shipkovica en Macédoine dans la montagne aux alentours de Tetovo. la région fut l&#8217;épicentre du conflit qui opposa l&#8217;armée macédonienne à l&#8217;UCK (Armée de libération du Kosovo). les Habitants de ce village, peuplé d&#8217;albanais de confession musulmane, considèrent Bill Clinton  comme un héros depuis le bombardement de Belgrade &#8230; Le Kosovo a lui aussi mis à l&#8217;honneur Bill en nommant l&#8217;avenue principale de Pristina (Capitale) &#8220;Avenue Bill Clinton&#8221;.</p>
<p>A Shipkovica Le bar principal s&#8217;appelle &#8220;Hillary&#38;Clinton&#8221;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ultimul Mitropolit - 8]]></title>
<link>http://ivanuska.wordpress.com/2009/08/06/ultimul-mitropolit-8/</link>
<pubDate>Thu, 06 Aug 2009 04:05:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vania</dc:creator>
<guid>http://ivanuska.wordpress.com/2009/08/06/ultimul-mitropolit-8/</guid>
<description><![CDATA[Foto: Alice Drogoreanu VIII. Allwissend bin ich nicht, doch viel ist mir bewusst De la începutul ace]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-2641" title="push_me_by_InSUNNYty" src="http://ivanuska.wordpress.com/files/2009/08/push_me_by_insunnyty.jpg" alt="push_me_by_InSUNNYty" width="500" height="636" /></p>
<p><strong><a href="http://krasavita.wordpress.com/2009/08/04/missed-calls/" target="_blank">Foto: Alice Drogoreanu</a></strong></p>
<p><strong>VIII. Allwissend bin ich nicht, doch viel ist mir bewusst</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong>De la începutul acestor întâmplări, publicul nu află prea multe. Doar un post de televiziune a prezentat, în cadrul Ştirilor de la ora 17, pe super-agentul Ross, coborând pe coardă de pe blocul meu, explicând că era vorba de un protest disperat faţă de starea infrastructurii, în vreme ce moartea Maestrului Emilio fu prezentată drept gestul unui om fără căpătâi care, nereuşind să se realizeze în vreun fel, a ales să-şi pună capăt zilelor în clopotniţa din curtea Mitropoliei, adăugând că se impune re-târnosirea bisericuţei. Cele două ştiri au fost preluate şi de câteva ziare centrale, însă, desigur, nu avură niciun ecou.</p>
<p style="text-align:justify;">În pofida acestei discreţii, voite ori fortuite, SRI prinse un fir, dându-şi seama că pe teritoriul României se petrece ceva. Deşi agenţii autohtoni nu aflară ce anume s-a petrecut şi-n legătură cu ce ori cu cine, reuşiră, totuşi, să prindă doi indivizi periculoşi, unul transportând două butelii de aragaz în portbagajul maşinii, iar celălalt piratând manele, în scopul comercializării. Cum primul infractor mărturisi că este terorist UCK şi că urma să detoneze buteliile într-un loc aglomerat, pentru a pedepsi nepăsarea concetăţenilor faţă de problema albaneză, cazul fu socotit un succes.</p>
<p style="text-align:justify;">Pe când discutam în <em>Papa-Caffe</em> despre toate aceste amănunte, Igor de la FSB apucă chitara şi, pornind acordurile unei romanţe, lăcrimă şi începu să ni se destăinuie:</p>
<p style="text-align:justify;">- Mă roade o tristeţe colosală! Nimic nu are sens, pretutindeni e doar nimicnicie! Am patruzeci de ani… Şi? De două decenii tot neutralizez agenţi CIA, în special, ei trimit alţii, îi neutralizez şi pe ăia, iar vin alţii… Ca un mecanism conceput să macine în gol. Aş vrea să fac ceva important, care să rămână în Istorie! Munca agentului este cea mai perfidă! Oricâte succese ai avea, nu se vorbeşte niciodată despre ele… Totul se preschimbă într-o ştire banală, care nu are nicio legătură cu realitatea, sau, uneori, într-o ştire spectaculoasă, dar la fel de nerealistă…</p>
<p style="text-align:justify;">- Păi, ăsta-i mersul lumii, ce-ai vrea să faci? – întrebă domnul plutonier-major Onici, muncit deseori de stări similare.</p>
<p style="text-align:justify;">- Nu ştiu… Poate, să cumpăr o echipă modestă de fotbal, să investesc şi, în vreo doi ani, să cuceresc <em>Champions League</em>…</p>
<p style="text-align:justify;">- Hm, costă! – făcu, sceptic, Teodosie.</p>
<p style="text-align:justify;">- Dă-i dracului de bani! Cât poate să coste? Vreo douăzeci-treizeci de miliarde… Scârţ! Nici nu simţi… Problema-i alta… Dacă eşti agent, nu prea-i bine să ieşi în faţă, ca Roman Abramovici. Apoi, aş vrea o echipă modestă, să fac vâlvă. Una cu un oarecare nume n-ar fi pentru mine. S-ar zice că am prins momentul oportun, că am beneficiat de pregătirea anterioară a jucătorilor şi că eu doar am cules laurii, prostii din astea…</p>
<p style="text-align:justify;">Intervenii, propunându-i să cumpere <em>Laminorul Nădrag</em>, echipă în pragul desfiinţării, dar cu posibilitatea reînscrierii în Campionatul Judeţean. Fireşte, ar trebui vreo patru sezoane ca să ajungă-n <em>Champions League</em>, însă şi-ar putea cumpăra locul din al doilea an, în dauna vreunei echipe falimentate. Şi, continuai, ar putea ajuta <em>Rapidul</em> să falimenteze, infiltrându-i un <em>cal troian</em>, cu cele mai bune recomandări posibile. Problema ar fi că nu prea mai sunt suporteri în Nădrag…</p>
<p style="text-align:justify;">- Ăsta n-ar fi un impediment! – zise Igor. Trag o fabrică de armament şi câteva cartiere de blocuri şi-am avea imediat un municipiu… Chestia e că n-aş ieşi în faţă. M-am gândit să-l pun pe Arhelau în vitrină, ca patron, dar tot mai poate răsufla câte ceva. Mi-ar trebui o diversiune, măcar până fac tranzacţia şi aduc jucători, pentru ca atenţia lumii să fie îndreptată în altă direcţie.</p>
<p style="text-align:justify;">- Nu s-ar putea, să zicem, ca un azil de bătrâni din Elveţia să sară în aer? &#8211; întrebai.</p>
<p style="text-align:justify;">- Ba da, s-ar putea, însă asta se uită după două zile… Eventual, dacă mai punem şi vreo şcoală şi două bănci…</p>
<p style="text-align:justify;">Deodată, Igor intui întreg scenariul:</p>
<p style="text-align:justify;">- Perfect! Se vor isca întrebări! Cine-a făcut-o? De ce într-o ţară renumită pentru neutralitatea sa? Şi toate indiciile vor duce către UCK! Se va face legătura cu psihopatul vostru cu buteliile… Obama va zice că câr, că mâr, dar analizându-se cu teste ADN rochia nu se ştie cărei dame de la Casa Albă, va rezulta că nu-i tocmai un înger… Încolţit, va ordona acţiunea de pedepsire a teroriştilor. În vreme ce NATO va bombarda Tirana, noi preluăm controlul în Irak şi Afganistan, Grecia ia în totalitate Insula Cipru, iar Serbia se raliază campaniei împotriva terorismului rezolvând problemele din Kosovo… Între timp, eu întăresc <em>Laminorul</em> – i-aş putea schimba şi denumirea, da-i mai mişto să umileşti <em>Real Madrid</em> şi <em>Chelsea</em> cu o echipă numită <em>Laminorul</em> -, şi poate mai cumpăr NBA şi Las Vegas. În final, cădem la pace cu americanii şi le cumpărăm cereale cu banii lor, spălaţi prin băncile controlate de noi… Excelent plan!</p>
<p style="text-align:justify;">- Şi lipsit de orice risc… &#8211; adăugai. După modelul Beslan.</p>
<p style="text-align:justify;">Igor îşi aminti cu nostalgie de Beslan, dar socoti că nu e cazul să dezvolte subiectul.</p>
<p style="text-align:justify;">- Iar în 2011, cupa va fi la Nădrag! – conchise domnul Onici.</p>
<p style="text-align:justify;">Entuziasmat de viziune, Caius prinse să aclame:</p>
<p style="text-align:justify;">- Ole, ole, ole, ole!&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Dar domnul plutonier îi aplică o palmă peste ceafă şi-l domoli:</p>
<p style="text-align:justify;">- Taci, bă, din gură!</p>
<p style="text-align:justify;">În tot acest timp, Melatov purtă o discuţie cu cei doi prizonieri într-o încăpere anexă.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Arrestado en Italia el criminal de guerra Muharem Gashi]]></title>
<link>http://kosovonosevende.wordpress.com/2009/07/14/arrestado-en-italia-el-criminal-de-guerra-muharem-gashi/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 13:28:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>kosovonosevende</dc:creator>
<guid>http://kosovonosevende.wordpress.com/2009/07/14/arrestado-en-italia-el-criminal-de-guerra-muharem-gashi/</guid>
<description><![CDATA[KOSOVO NO SE VENDE La policía italiana detuvo a principios de esta semana al criminal de guerra Muha]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://img.dailymail.co.uk/i/pix/2008/03_01/MafiaEPA0503_468x335.jpg" alt="" width="221" height="158" /><span style="color:#ff0000;">KOSOVO NO SE VENDE</span></h3>
<p style="text-align:justify;">La policía italiana detuvo a principios de esta semana al criminal de guerra Muharem Gashi, en la localidad de Rimini, junto al Adriático.</p>
<p style="text-align:justify;">Gashi, de 36 años, vivía como refugiado político en Italia y llevaba una “modélica vida como camionero”.</p>
<p style="text-align:justify;">Las autoridades serbias acusan a Gashi de haber cometido graves crímenes de guerra durante 1998 y 1999 en la Guerra de Kosovo mientras fue miembro del UCK.</p>
<p style="text-align:justify;">Según Bruno Vekaric, portavoz de la Fiscalía para Crímenes de Guerra, se le acusa del asesinato de dos personas y torturas a otras tres más en la aldea de Berkovac.</p>
<p style="text-align:justify;">El tribunal de apelación en Bolonia está conociendo de la petición de la extradición. Lo que tardará probablemente alrededor de 40 días en los que Gashi permanecerá en prisión.</p>
<p style="text-align:justify;">Esperemos que se haga justicia con este criminal de guerra y pueda ser extraditado a Serbia para ser juzgado no se repita la falta de voluntad de querer hacer justicia que se produjo con Ceku.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Kosovo No Se Vende</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Atentado terrorista contra dos policias en el sur de Serbia]]></title>
<link>http://kosovonosevende.wordpress.com/2009/07/09/atentado-terrorista-contra-dos-policias-en-el-sur-de-serbia/</link>
<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 12:52:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>kosovonosevende</dc:creator>
<guid>http://kosovonosevende.wordpress.com/2009/07/09/atentado-terrorista-contra-dos-policias-en-el-sur-de-serbia/</guid>
<description><![CDATA[El Ministro de Interior serbio, Ivica Dacic KOSOVO NO SE VENDE Un atentado terrorista en la aldea de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;"></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 224px"><img src="http://estaticos01.cache.el-mundo.net/elmundo/imagenes/2008/06/23/1214256125_0.jpg" alt="El Ministro de Interior serbio, Ivica Dacic" width="214" height="303" /><p class="wp-caption-text">El Ministro de Interior serbio, Ivica Dacic</p></div>
<p>KOSOVO NO SE VENDE</span></h3>
<p style="text-align:justify;">Un atentado terrorista en la aldea de Lucane, en el sur de Serbia, se ha saldado con dos agentes de policía gravemente heridos.</p>
<p style="text-align:justify;">Los hechos ocurrieron en la noche de ayer cuando dos agentes de la gendarmería serbia fueron alcanzados por proyectiles lanzados con un lanzagranadas mientras patrullaban la zona en su vehículo.</p>
<p style="text-align:justify;">Los agentes, que fueron trasladados en helicóptero al hospital militar de Belgrado (VMA) y pese a las graves heridas se encuentran estables.</p>
<p style="text-align:justify;">Según el Ministro de Interior serbio Ivica Dacic, &#8220;un miembro de la gendarmería resultó herido de metralla en la parte inferior de la espalda y extremidades y el otro en la nuca&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">La zona de Bujanovac y el sur de Serbia son zonas mayoritariamente de población albanesa, incluso durante el año 2000 y 2001 la zona fue objeto de ataques del ELK que quería anexionarla a Kosovo.</p>
<p style="text-align:justify;">A partir de entonces el sur de Serbia ha sido una zona inestable en la que se han sucedido ataques a la policía y a la minoría serbia.</p>
<p style="text-align:justify;">Dacic ha mostrado su intención de actuar enérgicamente contra los responsables de desestabilizar la región y que  Serbia &#8220;es capaz de asegurar la paz y seguridad de sus ciudadanos y protegerlos del terrorismo.</p>
<p style="text-align:justify;">Dacic responsabiliza a la EULEX de no haber desarmado a todos los terroristas presentes en la zona, pese a haber sido advertida tal circunstancia, por lo que se viola con ello lo preceptuado en la Resolución 1244 de la ONU.</p>
<p style="text-align:justify;">Suzana Vasiljević portavoz de la policía ha señalado que se ha abierto una investigación para hallar a los responsables, pero que por el momento no tienen indicio alguno de su identidad o paradero.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Kosovo No Se Vende</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ONU vs. Creştinismul: Cazul IUGOSLAVIA (scurt)]]></title>
<link>http://vreaumantuire.wordpress.com/2009/07/04/onu-vs-crestinismul/</link>
<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 10:33:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>VreauMantuire</dc:creator>
<guid>http://vreaumantuire.wordpress.com/2009/07/04/onu-vs-crestinismul/</guid>
<description><![CDATA[Motto: “Pentru ce s-au întărâtat neamurile şi popoarele au cugetat cele deşarte? Ridicatu-s-au regii]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignright" title="anti-UN" src="http://www.mideasttruth.com/un_new_t.gif" alt="" width="144" height="125" /></p>
<p><strong>Motto:</strong><span style="color:#ff0000;"><em><strong> </strong>“Pentru ce s-au întărâtat neamurile şi popoarele au cugetat cele deşarte? Ridicatu-s-au regii pământului şi căpeteniile s-au adunat laolaltă împotriva Domnului şi împotriva Unsului Lui”</em></span> (F. Ap. 4, 26)</p>
<p>Pentru impunerea Noii Ordini Mondiale, arhitecţii acesteia, au avut în vedere distrugerea naţiunii-stat, a familiei şi a credinţei creştine. Atingerea acestor scopuri este posibilă doar prin elaborarea unor strategii prin care să fie subminaţi şi distruşi aceşti trei piloni pe care se sprijină edificiul social.<!--more--></p>
<p>Una dintre aceste strategii urmăreşte dezintegrarea naţiunii-stat, sub presiunea diviziunilor interioare.<em><span style="color:#ff0000;">[1]</span></em> Aplicarea practică a acestui concept poate fi urmărită studiind spargerea conglomeratului etnic (sârbi, croaţi, macedoneni, albanezi, etc) şi religios (ortodocşi, catolici, musulmani, ş.a) iugoslav. După 15 ani de lupte şi manevre diplomatice au rezultat un stat preponderent catolic (Croaţia), unul majoritar ortodox (Serbia), câteva multireligioase (Bosnia, Macedonia, etc.) şi… Califatul Mafiot &#8211; Kosovo <em><span style="color:#ff0000;">[2]</span></em>.</p>
<p>Creaţie a Statelor Unite şi susţinut – făţiş sau din umbră – de unele puteri occidentale, această formaţiune statală poate fi definită ca fiind: <em><span style="color:#ff0000;">„…primul stat de tip mafiot, condus de Hasim Thaci, care reprezintă interesele celor 15 clanuri albaneze specializate în traficul de droguri, de arme şi de persoane. Dezmembrarea ilegală a Serbiei – contrară Rezoluţiei 1244/1999 a ONU – o continuă pe cea a Iugoslaviei din anii ’90 şi este prezentată ca un pas înainte pe calea păcii şi stabilităţii regiunii <strong>[3]</strong>”</span></em>. Acest stat, <em>„captiv al Mafiei”</em>, extinde, de facto, capul de pod musulman din Europa şi constituie un vârf de lance implantat în trupul ortodoxiei din balcani. Dincolo de declaraţiile diplomatice, în care termenii de<em> „democraţie”</em> şi <em>„autodeterminare” </em>sunt folosiţi doar pentru a masca realitatea crudă, conceptul musulman care a stat, şi stă, la baza Declaraţiei  unilaterale de independenţă a provinciei Sârbe Kosovo poate fi sintetizat astfel: <em><span style="color:#ff0000;">„Noi, islamiştii, nu facem distincţie între civilizaţi şi noncivilizaţi, între inocenţi şi non-inocenţi, singura distincţie pe care o facem este între musulmani şi necredincioşi. Viaţa unui necredincios în Islam nu are nici o valoare”<strong>[4]</strong></span></em>.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 349px"><img class="  " title="Iugoslavia" src="http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/02/SFRYugoslaviaNumbered.png" alt="" width="339" height="296" /><p class="wp-caption-text">Iugoslavia: 1.Bosnia şi Herţegovina, 2.Croaţia, 3.Macedonia, 4.Muntenegru, 5a.Kosovo, 5b.P.A. Voivodina, 6.Slovenia</p></div>
<p>Declaraţia îi aparţine lui Omar Bakri, agent MI6 şi omul de legătură, pentru o vreme, al albanezilor kosovari cu autorităţile şi serviciile secrete britanice. Acesta este celălalt plan al tragediei iugoslave, mai puţin mediatizat, chiar ocultat de mass-media internaţională – dincolo de poziţii geostrategice, interese economice şi zăcăminte fabuloase <em><span style="color:#ff0000;">[5]</span></em> – războiul religios, războiul împotriva ortodoxiei. În teren acesta s-a materializat în distrugerea, cu tunul sau prin dinamitare, sub privirile impasibile ale soldaţilor din forţele internaţionale de pace a bisericilor şi mânăstirilor ortodoxe, prin alungarea creştinilor din zonele de conflict. Astfel, circa 250 de mii de sârbi au fost forţaţi să ia calea exilului din Krajna, în 1995, în timpul ofensivei croate. Comandantul acestei acţiuni de purificare etnică şi religioasă – denumită Operaţiunea “Storm” (Furtuna) – a fost liderul UCK, Generalul de brigadă din armata croată Agim Ceku. Bilanţul total, însă, al refugiaţilor sârbi depăţeşte 1 milion de oameni, ceea ce constituie cel mai mare exod din Europa de după cel de al II lea război mondial.</p>
<p>Şi când armata sârbă era pe cale să elimine formaţiunile paramilitare UCK din Kosovo, Statele Unite şi prietenii ei din Alianţa Nord Atlantică (NATO) au atacat Serbia &#8211; în Sfântul şi Marele Post, în timp ce în războiul din Irak bombardamentele au fost oprite în timpul Ramadanului &#8211; bombardându-i oraşele, terorizând populaţia şi distrugând întreaga infrastructură civilă a acesteia. La acest veritabil genocid a fost parte şi România, ţară soră ortodoxă, făcându-se astfel vinovată, mai mult moral decât material, de complicitate cu agresorii, fără a medita la cuvintele Mântuitorului: „cine scoate sabia de sabie va pieri”.</p>
<p>După iugoslavizarea balcanilor, termen care defineşte fărâmiţarea statelor sub pretexte etnice şi religioase vine la rând Rusia, aflată şi ea în vizorul SUA şi a aliaţilor ei. Această putere mondială este vizată şi urmează a fi destructurată şi fărâmiţată, în ceea ce se numeşte Operaţiunea „End Game”(Joc Final), prin încercuirea cu baze americane, urmată de ruperea acestui colos statal în trei zone: Rusia Europeană, Rusia Siberiană, şi Rusia Orientală. Ceea ce este cunoscut astăzi sub numele de „Doctrina Bush” reprezintă, de fapt, continuarea politicii de izolare a URSS, începută în perioada interbelică şi continuată după cel de al II-lea război mondial de preşedintele Harry Truman, şi de Ronald Reagan, în anii ’80. Roadele acestei politici de îngrădire (containment) s-au văzut în căderea comunismului în Europa de Est şi declararea independenţei fostelor republici sovietice (ţările Baltice, Ucraina, etc), în dezmembrarea Iugoslaviei şi în politica de penetrare a SUA în republicile ex-sovietice din Asia Centrală (Georgia, Azerbaidjan, Kazahstan, Uzbekistan, etc.). Astfel, Rusia este mărginită la sud de un zid de foc al ţărilor musulmane, care poate oricând să dea o conotaţie religioasă relaţiei dintre cele două părţi. Cea ce de fapt s-a şi petrecut în conflictul ruso-cecen, când militari ruşi au fost martirizaţi din cauza credinţei lor în Hristos.</p>
<p>Şi cum America, în sine, este un imperiu al răului, al necredinţei, avem adevărata dimensiune a <strong>„cruciadei pentru democraţie” </strong>dusă de america în lume.<strong> Demo(no)craţie</strong> care, în fapt, este un comunism perfect, o dictatură feroce, camuflată sub tot mai uzatul concept de democraţie şi pe care America este hotărâtă să o impună peste tot în lume, cu orice mijloace, inclusiv cu forţa armelor. Aceasta este ilustrată şi de noua strategie americană de securitate, „Defense Planning Guidance (DGP), elaborată de neoconservatorii americani, în frunte cu vicepreşedintele Dick Cheaney. Planul propune ca SUA să-şi menţină o superioritate militară zdrobitoare atât pe sol, cât şi în aer, pe mare şi în spaţiul cosmic, prin care să prevină orice rivalitate atât din partea prietenilor cât şi a inamicilor Statelor Unite. În altă ordine de idei „Doctrina Bush” are în vedere posibilitatea de a ataca preventiv orice stat care SUA socoteşte că îi ameninţă interesele, inclusiv cu armament nuclear <em><span style="color:#ff0000;">[6]</span></em>.</p>
<p>După cum se vede, în lumea unipolară în care trăim, Rusia este aproape încercuită de Statele Unite şi de aliaţii ei, pe de o parte de ţările musulmane, care sunt tot mai insistent curtate de Casa Albă, pe de altă parte de forţele Alianţei Nord Atlantice, alianţă<em> „care s-a lărgit în contradicţie cu statutul său iniţial, defensiv”</em>, după cum aprecia diplomatul rus Evgheni Primakov.</p>
<p>În acest context nu putem decât să ne întrebăm, la fel cum o face şi ultimul preşedinte sovietic, Mihail Gorbaciov: <em>„Vrea oare America să se lupte cu restul lumii? Vrea să-şi construiască un imperiu? Eu cred că nu va reuşi!”</em>.</p>
<p>Şi se mai poate pune o întrebare: Cine conduce, de fapt, America?…</p>
<p>_________________________________<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>[1]</strong></span> <em><span style="color:#ff0000;">„În cadrul structurii statului, să ne ataşăm de scoaterea în evidenţă a respectului obligatoriu faţă de diversitatea de culturi, de popoare, de religii şi de etnii, cu prioritate faţă de noţiunea de „unitate naţională”; acest lucru ne va permite să divizăm mai eficace populaţiile statelor-naţiuni şi, astfel, să le slăbim autoritatea şi capacitatea de manevră. Împins la limite extreme, dar pe plan internaţional, acest concept, în viitor, va determina etniile diverselor naţiuni să se regrupeze pentru a-şi revendica fiecare, individual, propria participare la Putere; ceea ce va sfârşi prin a ruina naţiunile şi a le face să se fragmenteze în războaie intestine interminabile. Când naţiunile-state vor fi astfel slăbite prin toate acele lupte intestine, toate întemeiate pe recunoaşterea Drepturilor minorităţilor la independenţă, când naţionaliştii divizaţi în diferite facţiuni culturale şi religioase se vor confrunta orbeşte în lupte fără nici un rezultat posibil, când tineretul îşi va fi pierdut complet contactul cu propriile sale rădăcini, atunci vom putea să ne servim de Naţiunile Unite pentru a începe să impunem Noua Ordine Mondială&#8221;</span></em> (Serge Monaste, Protocoalele de la Toronto, Ed. Samizdat, 1995)</p>
<p><span style="color:#ff0000;"><strong>[2]</strong></span> Ziua, Dosare ultrasecrete, nr. 501, 15 martie 2008<br />
<strong><span style="color:#ff0000;">[3]</span></strong> Ibidem.<br />
<strong><span style="color:#ff0000;">[4] </span></strong>Ibidem.<br />
<strong><span style="color:#ff0000;">[5] </span></strong><em><span style="color:#ff0000;">„Kosovo deţine unele din cele mai bogate zăcăminte minerale cunoscute pe plan mondial: cărbune, zinc, aur, platină. Aici se află, de pildă, exploatarea minieră Stari Trg, a treia exploatare de zinc pe plan mondial. Se crede că bateria următorului deceniu va fi cea pe bază de zinc. […] Potrivit directorului ansamblului minier, Novac Bjelic, „Bătălia pentru Kosovo se dă pentru mine, nimic altceva. Kosovo este un fel de Kuweit al Balcanilor. De pildă Kosovo posedă rezerve de 7 miliarde de tone de cărbune” […] Potrivit experţilor, rezervele de lignit din Kosovo ar fi suficiente Europei în următoarele 13 secole! […] Stabilirea bazelor americane pe glob &#8211; aşa cum este cazul bazei Bondsteel din Kosovo &#8211; ţine seama de interesele geostrategice, dar şi de cele geoeconomice ale SUA. Prezenţa Bondsteel lângă oleoductul Ambo şi marile resurse mineraliere din Kosovo explică mai mult insinuarea SUA în Balcani, decât dorinţa de autodeterminare a albanezilor kosovari”</span></em> (Vladimir Alexe, Ziua, Dosare ultrasecrete, nr. 499, 1 martie 2008).</p>
<p><strong><span style="color:#ff0000;">[6]</span></strong> Ziua, Dosare ultrasecrete, nr. 507, 26 aprilie 2008.</p>
<p><em><strong>A. ISIDOR</strong></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E ora como a mittemo?]]></title>
<link>http://ancilino.wordpress.com/2009/05/17/e-ora-como-a-mittemo/</link>
<pubDate>Sun, 17 May 2009 10:23:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>calorio</dc:creator>
<guid>http://ancilino.wordpress.com/2009/05/17/e-ora-como-a-mittemo/</guid>
<description><![CDATA[Tempo fà su questo blog abbiamo trattato l&#8217; ormai insostenibile tendeza da parte di alcuni rag]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Tempo fà su questo blog abbiamo trattato l&#8217; ormai insostenibile tendeza da parte di alcuni rag]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quasi semplici attuali considerazioni geostrategiche! "Il mondo va verso l’olocausto nucleare?"]]></title>
<link>http://kiriosomega.wordpress.com/2009/05/14/quasi-semplici-attuali-considerazioni-geostrategiche-il-mondo-va-verso-l%e2%80%99olocausto-nucleare/</link>
<pubDate>Thu, 14 May 2009 17:41:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>kiriosomega</dc:creator>
<guid>http://kiriosomega.wordpress.com/2009/05/14/quasi-semplici-attuali-considerazioni-geostrategiche-il-mondo-va-verso-l%e2%80%99olocausto-nucleare/</guid>
<description><![CDATA[Quasi semplici attuali considerazioni geostrategiche! &#8220;Il mondo va verso l’olocausto nucleare?]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">Quasi semplici attuali considerazioni geostrategiche!<br />
&#8220;Il mondo va verso l’olocausto nucleare?&#8221; di kiriosomega.</p>
<p style="text-align:center;">
<div id="attachment_1037" class="wp-caption aligncenter" style="width: 710px"><img class="size-full wp-image-1037" title="from Bush to Obama." src="http://kiriosomega.wordpress.com/files/2009/05/3from-bush-to-obama.jpg" alt="from Bush o Obama" width="700" height="191" /><p class="wp-caption-text">from Bush to Obama</p></div>
<p style="text-align:center;">Da bush a Obama: trovate le differenze!</p>
<p style="text-align:right;">di kiriosomega</p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#ff0000;">UNA TESI.<br />
</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#0000ff;">Per completezza dell’esposizione si invitano gli interessati i a consultare: http://kiriosomega.wordpress.com/2008/11/13/435/</span><br />
Tutte le condizioni del corrente malessere internazionale mossero dall’ingordigia energetica degli Stati Uniti che vollero cogliere anche l’occasione dell’irrisolta questione balcanica per tentare d’ottenere un porto franco in Adriatico, e tale ancoraggio sarebbe stato assai più costoso facendolo sorgere nell’accondiscendente colonya italya che già ospita almeno 115 basi U$A.<br />
Infatti, per gli interessi americani la giustificazione di un tale possesso nell’Adriatico dalmata è sostenuta dal fatto che la piattaforma continentale euro-asiatica si è rivelata ricca di petrolio e d’altri minerali per la moderna tecnologia.<br />
L’imperativo americano, necessariamente post titino, è, dunque, il dominio di quei territori per impossessarsi dei giacimenti minerari, e anche la creazione di una via di trasporto per farli giungere sino al mare.<br />
Ma più Paesi limitrofi ai giacimenti si oppongono al progetto imperialista americano, perché egualmente “affamati” d’energia, ma anche giustamente gelosi della loro autonomia e sicurezza nazionale che non vogliono essere posta in discussione da basi U$A sorgenti nei pressi dei loro confini.<br />
Ecco allora che gli yankee, maestri nell’inganno con tecnica sempre eguale e consolidata dall’esercizio politico-economico-militare, vorrebbero porre in essere differenti piani per tentare d’appropriarsi dei giacimenti euro asiatici, ovviamente con grande avversione, come implicitamente già riferito, specialmente di Russia, Serbia, Corea, Cina e Paesi Mediorientali.<br />
La già indicata solita imperialista strategia statunitense, rozza ma sempre efficace, per impadronirsi d’intere regioni finanzia forze occulte convenienti che s’impegnano nel far cadere qualsiasi governo costituito nel Paese “bersaglio”; così da far sorgere in sua sostituzione asserviti poteri ombra, o quantomeno compiacenti.<br />
Con diversissimo costo, possiamo indicare in due le vie utili all’asporto dei minerali europei/asiatici da cui gli americani otterrebbero utilità; ma è in primis per loro indispensabile riuscire ad ottenere le concessioni minerarie dei terreni.<br />
Nel progetto si sono adoperate già ben quattro consecutive Amministrazioni U$A, e per riuscire in ciò si sono inventati “incidenti diplomatici… e molto altro”; ma in qualunque modo terminerà “l’avventura” che sta scuotendo il mondo per l’ambizione americana, questo sarà assai diverso da ciò che è stato in precedenza.<br />
Una prima via (pipeline) è quella che raggiungerebbe i territori delle cinque ex repubbliche esterne dell’estinta URSS, le regioni minerarie da conquistare che “godono” di un’economia poverissima, attraversando circa 7/8 mila chilometri di territori dall’orografia quasi impossibile. Le regioni da oltrepassare, da un ipotetico porto da costruirsi in Mar Adriatico, sono: “Albania, Kosovo, Macedonia, Bulgaria, Mar Nero (suddiviso nelle diverse competenze), Georgia, Azerbaijan, Mar d’Aral, Turkmenistan che confina con l’Afghanistan che è crocevia, verso Nord, con Uzbekistan, Kazakhstan Kyrgystan, Tagikistan e Turkmenistan, a Sud e Sud-Ovest con l’Iran e l’Iraq, a Sud Est con il Pakistan”.<br />
L’altra via prevista con diverso piano è quella della conquista afghana, il crocevia già detto sopra, e attraverso di esso, con minor spesa anche di royalty, un’altra congetturata pipeline potrebbe dirigersi in Iraq raggiungendo lo Shat el Arab, o, in altre forse migliori ipotesi, tralasciando l’Iraq, la via dell’oro nero potrebbe entrare nel Paese degli ayatollah e raggiungere con minor spesa lo Shat el Arab, o ancora dirigendola in Pakistan potrebbe raggiungere Karachi che già è sede d’ampio porto, ma questa terza soluzione potrebbe suscitare le gelosie dell’India “grande creditrice” del dollaro insieme con la Cina.<br />
Il problema che doveva essere affrontato per rendere attuabile questa seconda ipotetica pipeline, per gli U$A consisteva nell’avere dalla propria parte l’Iraq, perché l’Iran è molto intransigente ad accondiscendenze con gli statunitensi dei quali rifiuta il modello sociale!<br />
Comunque, la via irakena o iraniana è notevolmente meno costosa della prima pipeline descritta, ma, mentre l’Iraq ridotto in miseria è stato espugnato, l’Iran si sta munendo d’energia atomica che lo rende pericoloso in caso di attacco.<br />
Ed ecco la grande rabbia di americani e israeliani al loro seguito, o alla loro testa, che non riescono a far decollare il regime di globalizzazione nel loro esclusivo interesse in quei Paesi che sembravano essere meno “difficili”.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong></strong></span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="color:#ff0000;"><strong>Protasi-</strong></span></p>
<p style="text-align:justify;">Nel 1996/99 l’UCK, Ushtria Çlirimtare e Kosovës o KLA, Kosovo Liberation Army, arrischiò la scalata al potere nella regione jugoslava dopo l’avvenuta morte di Josip Brotz, il maresciallo Tito, che era riuscito a tenerla unita. Il tentativo indipendentista non realizzò ogni aspirazione, nonostante che nel conflitto fosse intervenuta la NATO per volontà degli U$A. Il conflitto che sorse fu sanguinoso, e vide attori principali: “La Serbia da una parte, e le milizie del Kosovo appoggiate dalla NATO dall’altro”. Piegata militarmente la Serbia, alla cessazione delle ostilità, nel successivo trattato di Rambouillet si creò una sua forte ritrosia verso i negoziati perché ben aveva compreso che davano al Kosovo l’autonomia regionale rendendolo enclave statunitense con naturale sbocco nel Mediterraneo.<br />
L’intervento NATO, nel conflitto tra Serbia e Kosovo, infatti, era stato sollecitato e voluto proprio dagli U$A con la motivazione ufficiale di pacificare le “devianze” nazionalistiche emergenti che, con la morte di Tito, ponevano in luce le contraddizioni regionali esistenti e le omissioni anglo/americane del 1939/45 attraverso cui Ioseb Besarionis Dze Jughašvili, Stalin, poté rafforzarsi nell’est Europa affidando al comunismo titino la nazione iugoslava.</p>
<div id="attachment_1040" class="wp-caption alignleft" style="width: 430px"><img class="size-full wp-image-1040" title="Mappa_politica_Ex_Iugoslavia" src="http://kiriosomega.wordpress.com/files/2009/05/mappa_politica_ex_iugoslavia.gif" alt="Mappa politica ex Iugoslavia." width="420" height="343" /><p class="wp-caption-text">Mappa politica ex Iugoslavia.</p></div>
<p style="text-align:justify;">L’analisi geopolitica oggi conducibile, ci guida a comprendere che il bombardamento NATO del territorio serbo mirava a combattere e abbattere il sogno della Serbia di divenire la “Grande Serbia”, con mire su tutta l’ex nazione titina e agognato sbocco nel Mediterraneo.<br />
Dunque l’attacco alla Serbia fu voluto per ottenere il controllo del Kosovo e non per presunte motivazioni umanitarie che, quando sorsero, avvennero dopo l’inizio dei bombardamenti Nato sulla stessa Serbia.<br />
Perciò, a rigor di storia, la vera ragione dei più prossimi massacri balcanici fu l’appetito statunitense che già era stato ravvivato dall’avere consapevolezza che nella piattaforma centrale asiatico/europea erano presenti materie prime “interessanti”, tra cui petrolio. Quell’appetito ebbe naturale occasione d’emergere per l’inevitabile frammentazione dell’ex Jugoslavia di Tito, avvenimento che preluse alla pretestuosa guerra detta del Kosovo, che, come già accennato, subdolamente fu fatta combattere dalla NATO contro la Serbia per l’apparente difesa dei diritti umani di minoranze etniche regionali.<br />
In realtà, ogni azione NATO era destinata a proteggere gli emergenti interessi economici statunitensi, e a salvaguardare la loro futuribile erigenda pipeline ponendo fuori causa la Serbia che avrebbe potuto coagulare intorno a sé, in funzione anti americana, una discreta forza. Possiamo però ragionevolmente ritenere che questo piano sia divenuto una “riserva” in extremis per il trasporto dei materiali da asportare dal bacino centro asiatico/europeo, ciò per l’elevatissimo costo dell’opera e per le imponenti royalty da pagare ai Paesi interessati dal passaggio della pipeline.<br />
Parallelamente al piano sommariamente descritto, per ridurre i costi del progetto e rafforzare la propria immagine come paladini dell’umanità, dagli americani fu studiata una diversa strategia per ottenere l’approvvigionamento degli ambiti materiali, e le occasioni per procedere con il programma furono addossate a due personaggi dichiarati nemici pubblici N. 1 degli U$A: “Usama Bin Laden, e Saddam Hussein”.<br />
Il primo di questi è sempre sfuggente, inafferrabile e quasi “senza volto”.<br />
L’altro, invece, era reale e pericoloso alla causa americana che in precedenza lo aveva sfruttato creandolo anche “rais”, e facendogli credere d’essere inamovibile dal suo ruolo. Dopo la cessazione della guerra iracheno-iraniana durante la quale Hussein era stato armato dagli americani, e la caduta del sogno serbo, il Rais era divenuto esigente, ingombrante, e perciò sacrificabile accusandolo di sue colpe passate che furono poste in bella mostra al momento opportuno. Colpe che però erano state ignorate, quando il soggetto era vantaggioso nella tutela degli interessi degli americani nella guerra di contenimento degli ayatollah!<br />
E’ anche inevitabile che nella storia di quest’ultimo decennio trovi posto, e in prima fila, l’intera vicenda di Al Qaeda e del suo presunto dissidente capo, l’arabo Bin Laden che “tradì” gli americani con cui cooperava per porre in atto il più fantastico piano di “attacco” agli U$A eseguito con l’attentato del 2001 al WTC.<br />
Ma Al Qaeda, sempre per la filtrata e asservita stampa governata da interessi plutocratici, avrebbe continuato la lotta contro gli U$A anche con le lettere “all’antrace” e attentati vari che però si dimostrarono, insieme con la cosiddetta “pistola fumante” di Saddam, degli enormi imbrogli destinati ad accecare l’opinione pubblica.<br />
In ogni modo, nell’opinione pubblica mondiale tutte queste vicende diedero modo di creare “la cultura del sospetto” verso l’intero mondo arabo, e permisero la seconda successiva fase che gli U$A attendevano.<br />
Espugnato l’Irak con bush junior, così anche vendicando l’insulto subito da Bush senior per il parziale fallimento di Desert Storm 1, e installato nel Paese un governo ombra compiacente, non restava che piegare l’Afghanistan che è suo confinante verso nord, dove, “per stranissima coincidenza e occasione”, si era nascosto l’inafferrabile Bin Laden che avrebbe rifornito d’armi e istruttori i fanatici talebani che nella guerra di liberazione di quelle terre dal giogo dell’URSS erano stati armati proprio dagli statunitensi.<br />
Così facendo, piegato anche l’Afghanistan, la prevista pipeline e gli approvvigionamenti minerari sarebbero più facilmente e con minor costo giunti sino allo Shat el Arab, da dove, sempre attraverso il Golfo Persico potevano essere trasportati via mare negli U$A.<br />
Ma in Iran, a interferire con la trama del capitalismo espansionista statunitense era nel frattempo sorto un grave problema!<br />
Un problema in parte previsto e temuto, ma certo ingigantitosi per la capacità industriale dell’Iran di munirsi d’energia atomica con conseguente grave pericolo per gli interessi economici americani.<br />
Perciò, assai poco c’è di vero nelle dichiarazioni d’Israele e nella sua paura d’essere colpito dall’Iran con ordigni nucleari, perché questo, in estremo atto di difesa della sua identità, renderebbe inutilizzabili le zone petrolifere proprie ed europee/asiatiche, e solo in seguito tenterebbe di colpire la sentinella sionista/americana in Medio Oriente.<br />
Dunque, la realtà è assai diversa da quella diffusa dalla stampa, perché la consegna della tresca U$A/Sion è: “Ottenere il massimo profitto difendendo a qualunque costo gli interessi americani della regione”. Inoltre, Israele, la sentinella mediorientale, con la sua azione di dirigente/dipendente degli U$A riceve da questo Paese armamenti, “comprensione internazionale” e decine di miliardi di $ ogni anno.<br />
Loro però, i fraudolenti sionisti/americani, denominano i propri interessi “democrazia”, e ovviamente la difesa della questione è affidata al cannone!<br />
Infatti, come più avanti dimostrerò, si sta stringendo il cerchio militare intorno al Paese degli ayatollah.<br />
La situazione geopolitica è dunque già esplosiva e pronta al tracollo se in Iran, nelle prossime elezioni presidenziali, non emergerà un presidente più moderato di Ahmadinejad, e perciò disposto al compromesso.<br />
Intanto l’Iran che non ha commesso massacri è ormai accusato di “neo nazismo” dall’asservita stampa internazionale e dai lacchè statunitensi che non condannano i reali eccidi perpetrati da Israele e dagli stessi U$A, e per di più il Paese delle “mille e una notte” si sta trovando pressoché solo a combattere l’arroganza colonialista ultra liberista perché la lega araba a tutt’oggi non sembra compattarsi.<br />
Perciò, nella disunione che il mondo islamico lascia trasparire si ravvede la sua debolezza scaltramente interpretata dall’Occidente in modo da far sì che le forze militari che potrebbero contrastarlo siano le più deboli possibili, e, nessuno di quei Paesi, ma la critica vale anche per le nazioni europee, vuole rendersi conto che lasciare agli U$A/Sion ogni libertà d’azione economica, militare, politica significa che una a una ogni nazione sarà sottomessa da una tecnologia di controllo esercitata da pochi insani individui, così conducendo al sogno del controllo globale cui aspirano i rabbini sionisti.</p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#ff0000;">PER CHIARIMENTO SULLE ASPIRAZIONI SIONISTE ECCO ALCUNE CITAZIONI ISRAELIANE.</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="color:#ff0000;">G. zur Beek. -Die Geheimnisse der Weisen von Zion, III.a edizione 1919, p. 27</span></strong>: &#8211; Senza essere stato assorbito, oggi lo spirito ebraico domina là dove prima era stato appena sopportato. Noi non abbiamo più bisogno di chiuderci nel Ghetto medievale, poiché possediamo da tempo il dominio che ci è stato promesso. Senza di noi nessun potentato del mondo può intraprendere qualcosa, perché noi controlliamo il mercato dell&#8217;oro. Nessuna parola da noi non desiderata giunge alla pubblicità, perché noi controlliamo la stampa. Nessuna idea che ci dispiace penetra nel mondo intellettuale perché noi dominiamo il teatro. Lo spirito ebraico ha conquistato il mondo.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Cremieux presidente dell&#8217;Alliance Israelites Universelle &#8211; articolo da &#8220;Archives Israelites&#8221; 1861</strong></span>: -La dottrina ebraica deve un giorno compenetrare di sé tutto il mondo&#8230; Non è lontano il giorno in cui le ricchezze della terra apparterranno esclusivamente agli ebrei. Le nazioni scompariranno, le religioni tramonteranno.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Verbale della Loggia russo-ebraica &#8220;I Savi di Sion&#8221;, ct. in Meister &#8211; &#8220;Judas Schuldbuch, V ediz. Pag. 171</strong></span>: -Lo scopo principale che è il dominio mondiale ebraico, non è ancora raggiunto. Esso sarà però raggiunto e ci sta già vicino più di quel che le masse dei cosiddetti Stati cristiani se lo immaginino&#8230; Lo zarismo russo, l&#8217;impero tedesco e il militarismo sono abbattuti, tutti i popoli sono spinti verso la rovina. Questo è il momento in cui s’inizia il vero dominio dell&#8217;ebraismo.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>H. De Vries de Heekelingen &#8211; Israele &#8211; il passato , l&#8217;avvenire&#8221; , ediz. Tumminelli, Roma 1937 ripubblicato dalle edizioni Effepi di Genova</strong></span>: Prima di studiare l&#8217;influenza talmudica, sull&#8217;anima israelita, gioverà esporre sia pure brevemente la disposizione del Talmud1 ed il suo contenuto. Secondo la tradizione ebraica Jahweh avrebbe dettato a Mosè, sul monte Sinai, la Torà, che noi chiamiamo Pentateuco. A completare questa tradizione scritta, Jahweh, inoltre, avrebbe confidato a Mosè alcune prescrizioni che, tramandate di padre in figlio, formano la tradizione orale. Fu soltanto al principio del III secolo n.e. che <strong><span style="color:#ff0000;">Jehuda Nassi </span></strong>consegnò per iscritto queste prescrizioni sotto il titolo di Mishnah, ossia la ripetizione, la legge ripetuta, che dovrebbe essere un complemento della legge mosaica.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Talmud, trattato Baba Mezia fol. 114 col. 2</strong></span>: -Voi israeliti siete chiamati uomini, mentre le nazioni del mondo non sono da chiamarsi uomini ma bestie.<br />
<strong><span style="color:#ff0000;">Jebamoth fol. 94 col.2</span></strong>: -La progenie di un non ebreo è come progenie di animali.<br />
<span style="color:#ff0000;"><strong>Sanhedrin, fol. 19 col. 2</strong></span>: -Dovunque gli ebrei arrivano devono farsi sovrani dei loro signori.<br />
Insomma, l’antico adagio: “L’unione fa la forza” è quanto mai valido in questi tempi in cui il capitalismo, l’unica filosofia economica nata morta, acclama il popolo dei mercanti e bottegai.<br />
Ma così continuando lo stato delle cose, la guerra distruttiva avverrà, e accadrà tra Europa e Stati Uniti senza possibilità di soluzione, purtroppo!<br />
Se qualcuno pensava che con l’avvento di mister Obama alla presidenza degli U$A qualcosa in questo mondo potesse cambiare in meglio, bisogna francamente riferirgli che è uno scemo internazionale, o è un italyota del governo, o d’opposizione, o è tutte le cose contemporaneamente.<br />
Così, mentre mister Obama gestisce la sua macchinazione politica nel senso reaganiano de: “Il benessere del popolo americano non si baratta”, [aperto il collegamento digitare “Reagan” in“Modifica- Trova”] sempre lui, “l’abbronzato”, per dirlo con il bottegaio dell’etere Berlusconi, è quasi ovunque osannato per stupidità, o per cosciente sottomissione. A molti, lui sembra quasi nuovo salvatore del mondo… ma niente di strano che tra gli oppositori nascosti, PROPRIO NEL SUO PAESE, qualcuno voglia considerarlo “l’agnello sacrificale”!<br />
1) In ogni modo, sino a che esisterà Israele il paese e gli ebrei sionisti che lo dirigono spereranno in lui per non perdere la decina e forse più di miliardi di dollari annui e armamenti che ottengono dagli U$A in qualità di nazione che ne difende gli interessi, pardon la democrazia, nel crogiolo mediorientale dove gli arabi vorrebbero spadroneggiare perché quella è casa loro.<br />
Torneremo più avanti sull’esistenza di Israele in futuro.<br />
2) Gli europei, invece, confidano in Lui semplicemente perché con il suo Paese sono legati dalla mistificazione che condusse alla seconda guerra mondiale e alla pretestuosa successiva storia che ne descrive le cause rovesciando molte verità. Tutta storia, dunque, che non può ancora essere sconfessata senza che avvenga un terremoto politico geostrategico con rovesciamento delle odierne entità politiche dominanti, ma anche con cancellazione del sistema liberistico economico di cui parte integrante è quell’imbroglio diplomatico che è lo stato d’Israele.<br />
3*) Anche i turchi, se pur islamici, ora stanno verificando di “credere” in lui perché in questo tempo egli potrebbe essere il loro lasciapassare per entrare a far parte della zona euro. Se pur, per ottenere ciò, dovranno pagare un prezzo di fedeltà all’Occidente che consisterà nel non schierarsi con i Paesi islamici in caso di conflitto contro il “testardo” Iran. Piano di guerra portato avanti, apparentemente in solitudine, specialmente da parte dei guerrafondai sionisti che urlano allo stupro come involontarie deflorate verginelle.<br />
4) Intanto, anche se Francia, Spagna, Paesi Bassi e Scandinavi in qualche maniera protestano, non appena saranno chiamati all’ordine, cesseranno ogni dire allineandosi al monarca nero.<br />
5) Canada e Australia sono con gli U$A. Il primo Paese si considera insieme con gli Stati Uniti d’America perché si “vede” tra gli “americani importanti”, il secondo, lontano geograficamente, è adeso e sottomesso ad americani e sionisti, anche se nuovo polo bancario con Cina, Giappone, Russia… tanto che da loro esiste ormai dal 2005 il reato di “opinione per lesa shoah”.<br />
6) Così il “nero nipotino del sionismo” per compromesso politico elettivo, ma anche perché nipote del falascià rabbino nero di Chicago e zio della moglie Michelle, è anche amato dalle italyote Sinistre che lo ritengono di Sinistra non avendo capito niente del sottile gioco di politica internazionale che si sta svolgendo, ma altresì è prediletto dalle altrettanto italyote Destre che lo valutano di Destra solo per proprio interesse nella detenzione del potere nel “Giardino d’Europa”. E ciò fa sì che l’una e l’altra sponda del “nascente” bipartitismo della politica italyota siano proprio idiozia allo stato puro perché fingono di non capire che dagli U$A e da altri Paesi europei l’Italya è considerata inaffidabile e corrotta sia per memoria storica per il tradimento del suo alleato in corso d’evento bellico, sia per la presenza di Berlusconi che l’assai poco raccomandabile Bush definì, durante la riunione dei G8 di Tokyo avvenuta nel 2008, come: “Il più corrotto premier del più corrotto Governo occidentale”.<br />
<span style="color:#000000;"><strong>Quanto sopra affermato, è malignità?<br />
No! E’ solo contezza Logica fondata e oggettivata da notizie stampa poco apparenti in Italya, ma ben presenti in quella estera!</strong></span><br />
Ma torniamo alla principale analisi di questo scritto:<br />
7-3*) &#8211; La Turchia, terzo esercito più potente di questa povera Terra, nelle migliori previsioni statunitensi dovrà rimanere ancorata alla NATO, o, se non altro, dovrà essere neutrale nei confronti di ciò che in campo internazionale si sta preparando: “Affrontare militarmente l&#8217;Iran, e, se necessario:<br />
(A) -Fare in modo che esso perda il controllo economico del suo territorio affinché non danneggi la possibile pipeline diretta dall’Afghanistan allo Shat el Arab;<br />
(B) -Che esso abbandoni il controllo della sua ricca zona petrolifera alle società governative americane e,<br />
(C) -Dulcis in fundo, che possa essere distrutta ogni sua influenza sui popoli islamici che, senza la sua presenza più facilmente diverrebbero facili prede del capitalismo”.<br />
 <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_cool.gif' alt='8)' class='wp-smiley' /> Ed è proprio per questo fine che in politica internazionale si stanno componendo, ergendo ed esaminando i blocchi politici militari che si contrasteranno in previsione delle prossime decisioni per il futuro dell’economia mondiale e di chi dovrà presiederla e dirigerla.<br />
Dunque, è nei piani che l’intero mondo dovrà soccombere sotto l’unica egemonica volontà capitalista globalizzante statunitense/sionista, oppure riscattarsi nel sangue per essere ancora essere capace di pluralità.<br />
Approfondiamo, ora, il quadro geostrategico che si va disegnando per testimoniare l’oggettività dell’analisi sopra proposta.<br />
1A) Nei primi giorni di quest’aprile, nella città di Praga, mister Obama confermò che il BMD, lo scudo anti missilistico da porre in opera in Polonia in funzione di “sicurezza”, leggi per fare stare “buona la Russia”, non sarà necessariamente reso attivo, ma che ciò avverrebbe solo per timore della reazione di Putin e alleati nel caso in cui gli Stati Uniti dovranno porre in essere effettive azioni belliche contro l&#8217;Iran.<br />
2A) Interpretando il “linguaggio diplomatico” statunitense è facile rendersi conto che il messaggio di “pericolo” dato alle stampe è indirizzato verso Putin e il suo Paese, ma che anche palesemente è offerta serenità e simultaneamente sicurezza finanziaria e politica che forse l’attuale Russia non può rifiutare. Sicurezza interna che ancora oggi Putin non possiede in maniera assoluta, anche perché tuttora il suo Paese non è capace di sostenere lo sforzo economico che potrebbe farlo militarmente competere con gli Stati Uniti.<br />
In ogni modo, se la Russia abdica dal suo sogno di ridiventare militarmente forte come l’estinta URSS, sottilmente lascia comprendere l’amministrazione Obama, potrebbe non avere truppe NATO intorno alle sue frontiere nelle confinanti Polonia e Georgia, ma ciò solo a patto di non schierarsi in difesa dell’Iran in caso d’evento bellico.<br />
Inoltre, se la Russia non creasse difficoltà in queste prossime futuribili vicende, gli U$A s’impegnerebbero in modo da far sì che l’ex patria degli czar possa continuare a esercitare la sua egemonia sulle ex repubbliche già sovietiche, però rinunciando ai giacimenti. In caso contrario la Russia porrebbe a repentaglio la propria supremazia nella piattaforma centro europeo/asiatica per le ritorsioni cui sarebbe economicamente e politicamente soggetta. Ovviamente, gli aiuti verso la Russia avrebbero attuazione solo a patto che l’impero U$A/Sionista non debba rinunciare all’occupazione afghana e al suo conseguente volere di realizzare una pipeline che da quel territorio, dirigendosi a sud, permetterebbe d’imbarcare il petrolio “derubato” alla regione pressoché posta sull’antica via della seta senza pagare royalty ad alcuno.<br />
2B) Dalla Polonia e dal discorso indirizzato alla Russia, Obama si è poi spostato in Turchia, dove ha preso corpo il “logico” seguito del discorso già svolto, e che la sua Amministrazione sta tentando di realizzare. Qui, ha offerto amicizia al Paese e al Parlamento turco nella sua matrice liberale, ma anche solida alleanza purché esso resti fedele alla NATO. Questo passo, ho già in parte prima asserito, e il conseguente dire, sono dovuti al fatto che la Turchia, pur essendo Paese dell’ambito NATO, fa parte della polveriera mediorientale con una maggioritaria percentuale della sua popolazione sostenitrice dell’islam, ma anche con governo che in molte delle singole componenti mira alla teocrazia religiosa che tutti comprendiamo è lontanissima dalla democrazia americana. Gli U$A e Obama devono dunque riconoscere alla potente Turchia un gran ruolo d’influenza su tutta l’aerea del Vicino e Medio Oriente, e le hanno giocoforza offerto tutto ciò che per loro è concedibile. Ovviamente in cambio chiedono e rivendicano il “non intervento” in caso di conflitto armato con l’Iran. In più, ma non solo, gli Stati Uniti hanno anche promesso di spalleggiare convenientemente il desiderio turco di entrare a fare parte della UE.<br />
3B) La Turchia, ormai combattuta tra europeismo e islamismo, ha dunque già da qualche tempo avviato negoziati con la Siria in modo di tastarne la possibilità ad allontanarla dalla sua quasi certa alleanza con l&#8217;Iran, e con ciò il Governo turco auspica di tutelare i propri confini verso sud in caso di guerra.<br />
Per ottenere la non belligeranza con la Siria, in caso questa si schieri con l’Iran, la Turchia, che già provò a ottenere attendibilità facendo violente ritorsioni verbali contro l’arroganza d’Israele durante l’operazione “Piombo Fuso”, ha promesso diplomaticamente d’impegnarsi per fare in modo che il Paese sionista riconsegni le alture del Golan alla repubblica siriaca.<br />
1C) Però tutta la manovra potrà realizzarsi solo in funzione del prostrarsi da parte dell’Europa al nuovo monarca nero e alla strategia americana/sionista da cui avrebbe sia tutto da perdere in termini di dignità, sia anche d’accettare nel suo interno, nuovo insulto, il Paese turco che assolutamente nulla ha da condividere con la stessa Europa, nemmeno culturalmente.<br />
E imposta dagli americani la Turchia nella zona euro, essa anche otterrebbe che il proprio primo ministro diverrebbe vice- segretariato della NATO.<br />
Così, per le evidenti convenienze derivanti dalle offerte di Obama, il Governo Turco prevedendo le possibilità che si stavano realizzando già anche aveva avviato trattative con la sempre misconosciuta Armenia, evidentemente per proteggersi le spalle da possibili attacchi prevedibili per quella via durante la prossima crisi mediorientale, in ciò spingendosi sino a manifestarsi suscettibile di lasciare la questione armena agli storici che la valuteranno o no come genocidio.<br />
1D) In sostanza, attraverso la risposta turca, possiamo arguire che la manovra U$A/Sion tende anche a rilanciare la fatiscente NATO che ormai ha sempre più in mostra i segni del tempo e dell’usura.<br />
E) In questo modo, se i russi dovessero rifiutare le offerte statunitensi sperando di fomentare gli armeni contro la Turchia caduta nella trappola del capitalismo, ciò per difendere la propria frontiera caucasica, i turchi già hanno in corso manovre diplomatiche per prevenire l’evento attirando l&#8217;Armenia verso di essi.<br />
F) Ma la Russia, che se sarà doma lo sarà solo per impossibilità a forgiare una risposta articolata e forte, non sta in ogni caso solo osservando gli avvenimenti turco/armeno/caucasici, ma ha intrapreso solide manifestazioni contro il filo statunitense Mikheil Nikolozis dze Saakashvili &#8220;<strong>მიხეილ ნიკოლოზის ძე სააკაშვილი</strong>&#8220;. Manifestazioni che hanno la mira di condurre a un rovesciamento del governo filo-occidentale del Paese, con la fondazione di un nuovo corso filo-russo.<br />
G) Sempre per azione statunitense, e con sotterranei accordi, i divisi Governi arabi moderati, questo il loro massimo tallone d’Achille, a Doha, verso la fine del mese di marzo, hanno tentato di porre in “isolamento” l&#8217;Iran, ma la manovra è fallita.<br />
Infatti, tra l’altro, l’enigmatico bedù Gheddafi si è apertamente schierato contro i sauditi, e ha accettato di comporre l’antica diatriba che intercorreva con l’Italia che fa parte della NATO. Perché l’ambivalente comportamento del Colonnello con apertura e chiusura verso l’Occidente e i suoi satelliti? A cosa mira il bedù che nell’Opec conta assai poco per la determinazione del prezzo del petrolio? Certo non all’ampliamento della sua sfera d’influenza nel Mediterraneo perché l’Egitto non glie lo permetterebbe! Allora? Verosimilmente, Gheddafi che è ambiguo di natura e per disposizione, per rendersi “interessante” si sta giocando ogni affidabilità internazionale, ma anche quella interna al modo arabo e al suo Paese.<br />
Gli Usa, intanto, già hanno truppe in Afghanistan, in Iraq e alle frontiere con l&#8217;Iran. Perciò, a questo punto, sarà volontà dell’Iran scegliere se alzare il livello dello scontro e giungere alla guerra, o appagarsi della dichiarazione della sua supremazia regionale con consequenziale mortificazione dei capi arabi moderati, e possibili contraccolpi politici in tutti gli stati arabi.<br />
Le truppe NATO sono già strategicamente disposte per una guerra, ma è possibile credere che si ritireranno se l&#8217;Iran non si mostrerà bellicoso.<br />
Però, nell’attesa di decisioni, durante le prossime elezioni in Afghanistan e in Iran le truppe NATO in Afghanistan diverranno più numerose e… si ritireranno dopo le elezioni? Questa la domanda su cui gli ayatollah s’interrogano nell’attesa di eleggere un “augurabile”, per il mondo, presidente moderato!<br />
Anche l’eventuale smantellamento del campo d’Ashraf, “protetto” dagli U$A e posto in territorio irakeno vicino alle frontiere con l&#8217;Iran, darà indicazioni su ciò che in seguito avverrà. Ma gli U$A permetteranno che sia smembrata l’attuale più forte organizzazione d’opposizione iraniana formata da esiliati ex mujaheddin del popolo? Gli U$A freneranno l’attuale governo iracheno che pare incline ad accordarsi con quello iraniano?<br />
Un altro debole locus esiste in questa importante partita geostrategica, esso è Israele che è aiuto e ingombro per gli americani che potrebbero persino sacrificarlo, ma come reagirebbe il sionismo di fronte a una sua deriva?<br />
Inoltre, l&#8217;occidente europeo, ritengo probabile, è verosimilmente predisposto a valutare il sacrificio di Israele in favore degli Arabi per annullare la minaccia iraniana se il Paese diventasse davvero innocuo, infatti, il ministro Frattini, esecutore d’ordini superiori, già ha chiesto a Israele di ritirarsi dal Golan lasciandolo alla Siria.<br />
Di contro, però, Israele è un alleato forte per un’eventuale guerra contro l&#8217;Iran.<br />
Dunque, è anche prevedibile che tutto l&#8217;Occidente, Turchia inclusa, si adoprerà affinché Israele ceda, ma l’azione in questo senso sarà assai cauta perché… nulla è deciso!<br />
Per tutto quanto sinora discusso, sono dell’avviso che assai presto potrà iniziare una seria campagna propagandistica contro il governo sionista per lusingare il mondo arabo, ma Israele sarà effettivamente in pericolo unicamente se l&#8217;Occidente deciderà di rappacificare a ogni costo l&#8217;Iran per evitare la guerra.<br />
Da valutare, nel marasma della situazione, c’è anche il comportamento dell’ancora “obbediente” Pakistan per gli aiuti economici quinquennali che Obama ha promesso affinché esso si allei con la NATO, ma sarà davvero così?<br />
E in ultimo, ma non certo ultimo, dovrà essere assai bene valutata la crisi finanziaria/economica che affligge e indebolisce l’Occidente, ma anche l’Asia con la Cina capofila che tristemente devono continuare a giocare d&#8217;azzardo usando il loro immenso capitale in dollari!<br />
E come reagiranno gli enigmatici e quasi silenti Corea e Giappone ala possibile appropriazione americana delle riserve petrolifere europeo/asiatiche?<br />
Insomma, se ai tempi del nemico “certo”, il comunismo sovietico, la distinzione utilitaristica di bene e male era certa, con la scomparsa del marxismo tutti i mali insiti nel capitalismo che, per continuare a esistere deve alimentarsi sempre più d’economia, stanno emergendo!<br />
kiriosomega</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Das Ostprobe-Phrasen-Quiz: Was ist Albanien?]]></title>
<link>http://ostprobe.wordpress.com/2009/04/30/das-ostprobe-phrasen-quiz-was-ist-albanien/</link>
<pubDate>Thu, 30 Apr 2009 20:13:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>ostprobe</dc:creator>
<guid>http://ostprobe.wordpress.com/2009/04/30/das-ostprobe-phrasen-quiz-was-ist-albanien/</guid>
<description><![CDATA[Willkommen beim Ostprobe-Phrasenquiz. Der Satz &#8220;Das ist Albanien&#8221; ist in erwaehntem Land]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-medium wp-image-162" title="Der grosse Skanderbeu" src="http://ostprobe.wordpress.com/files/2009/04/p1010134.jpg?w=300" alt="Der grosse Skanderbeu" width="300" height="200" /></p>
<p>Willkommen beim Ostprobe-Phrasenquiz. Der Satz<br />
<em>&#8220;Das ist Albanien&#8221;</em> ist in erwaehntem Land eine universelle Erklaerungsformel.</p>
<p>Sie kann als<br />
a) patriotischer Ausruf<br />
b) Entschuldigung<br />
c) Selbstgeisselung<br />
d) wissenschaftlicher Erklaerungansatz<br />
verwendet werden. Welche der vier Moeglichkeiten laesst sich den folgenden Beobachtungen zuordnen?</p>
<p><strong>Albanien und Brueste</strong><br />
Wir sitzen in einem Fernfahrer-Restaurant an der &#8220;Strasse der Maennlichkeit&#8221;, wie wir die Verbindung wegen ihrer Schrottplaetze, Reifenhaendler und Fleischstaende am Rand getauft haben. Auf der grob karierten Tischdecke dampft eine lenkradgrosse Pfanne mit Butterreis und gegrillten Huehnerteilen. &#8220;Die Brust ist fuer die Frau&#8221;, sagt unser lokaler Begleiter Cimi und beginnt, das ueppige Fleischstueck auf meinen Teller zu befoerdern. Ich streube mich gegen den Proteinbatzen, weil mein Appetit eher einer Keulengroesse entspraeche. &#8220;Iss!&#8221; faucht Luci von der anderen Tischseite herueber. Und ich gehorche. Spaeter lobt unser Albanienfuehrer meine fleischliche Willigkeit. &#8220;Das hast du richtig gemacht, die Brust zu essen. Das musst du hier machen. Das ist Albanien.&#8221;</p>
<p><strong>Albanien und Bomben</strong><br />
Es ist regionaler Trauertag in Burrel, einer Kleinstadt unweit der mazedonischen Grenze. Die dunkelgruenen Berge sind von dunstigem Regennebel umhuellt, Schaeferjungs haben ihre schwarzen Schirme aufgespannt. Was heute mystisch und bannend wirkt, war noch vor 17 Jahren das Ruckzugsgebiet der albanisch-kosovarischen Partisanenarmee UCK. Bis heute gibt es hier eine von 20 albanischen Munitionslagerstaetten, in denen insgesamt 100 000 Tonnen Sprengkoerper lagern. Immer wieder sind Albaner in die versteckten Hoehlen eingestiegen und haben den Sprengstoff aus den Raketen geloest, um ihn auf dem Schwarzmarkt weiterzuverkaufen. Vor 12 Jahren haben sich in Burrel ueber 20 Maenner, Frauen und Kinder auf Munitionssuche begeben. Einer hat wohl ein Streichholz fallen lassen. Die Explosion erschuetterte damals die umliegenden Haeuser; der Tod aller erschuettert bis heute.<br />
Die Regierung hat den Eingang der Hoehle zumauern lassen. Doch die ersten haben bereits wieder ein Loch geklopft. &#8220;Das ist Albanien&#8221;.</p>
<p><strong>Albanien und Buegersteige</strong><br />
Maenner auf Gehwegen. Maenner im Cafe, Maenner im Mercedes. Maenner auf der Zuschauertribuene am Sportplatz. Maenner am Strassenrand. Und immer: Rauchen, Rotzen, Raki. Das ist Albanien.</p>
<p><strong>Albanien und Benz</strong><br />
Es ist eine Liebesgeschichte, wie sie nur in Albanien zu finden ist: der ewige Bund zwischen Albanern und Mercedes Benz.<br />
Ob auf den Grossstadtboulevards in Tirana oder auf den schlammigen steilen Lehmpisten im Gebirge &#8211; der Benz ist der treuste Freund und die vorzeigbarste Braut fuer einen jeden Albaner. Laienschaetzungen zufolge sind etwa 70 Prozent aller PKW in Albanien aus dem Hause Daimler.<br />
Fuer 1500 Euro ist ein etwas aelteres, aber garantiert unverwuestliches Modell zu haben. Ohne Papiere versteht sich. Deutsche Nummernschilder oder Heckscheibenreklame kann als Beleg der Originalherkunft gern uebernommen werden. Das ist Albanien.</p>
<p>Nun, lieber Quizkandidat: welche Attribute gehoeren zu welcher Geschichte? Du weisst es nicht so genau? Alles koennte alles und nichts sein? Das ist Albanien.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[« Quel affreux canard, ce n’est pas du style, ce n’est ni du bonapartisme ni du gaullisme ! » : « c’est du sarkozysme, Madame ! »]]></title>
<link>http://lefumoir.wordpress.com/2009/04/24/quel-affreux-canard-sarkozy-ue-albanie/</link>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 19:07:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>lefumoir</dc:creator>
<guid>http://lefumoir.wordpress.com/2009/04/24/quel-affreux-canard-sarkozy-ue-albanie/</guid>
<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;Albanie sera membre de l&#8217;Union européenne et la France soutient pleinement cett]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><img class="alignleft" title="Mickey Donald Pluto Winnie Lourson Tigrou" src="http://img211.imageshack.us/img211/2356/20090424t171312z01apae5.jpg" alt="" width="190" height="225" />&#8220;L&#8217;Albanie sera membre de l&#8217;Union européenne et la France soutient pleinement cette perspective&#8221;</em>, a déclaré la présidence de la République à l&#8217;issue d&#8217;une entrevue entre Nicolas Sarkozy et le Premier ministre albanais Sali Berisha.</p>
<p>Dans la foulée de son adhésion à l&#8217;Otan, lors du sommet de l&#8217;organisation début avril à Strasbourg, l&#8217;Albanie doit officiellement déposer mardi son dossier de candidature auprès de la présidence tchèque de l&#8217;Union.</p>
<p>Nicolas Sarkozy a assuré que Paris appuierait cette démarche même si le contexte actuel n&#8217;est pas des plus favorables avec la crise économique qui fragilise des candidats potentiels à l&#8217;Union européenne et les incertitudes persistantes sur la ratification du traité de Lisbonne.</p>
<p>Le président français et Sali Berisha sont convenus par ailleurs d&#8217;intensifier les relations économiques entre Paris et Tirana, qui sont peu développées, et Nicolas Sarkozy a souligné l&#8217;importance, au vu des ambitions européennes de l&#8217;Albanie, de son projet d&#8217;acquisition de 17 hélicoptères militaires.</p>
<p>Eurocopter, la filiale d&#8217;EADS, est en lice pour ce contrat convoité également par l&#8217;italien Agusta (groupe Finmeccanica) et l&#8217;américain Sikorsky, filiale du groupe United Technologies).</p>
<p>Sali Berisha a indiqué de son côté que Nicolas Sarkozy l&#8217;avait assuré <em>&#8220;qu&#8217;il visiterait avec plaisir l&#8217;Albanie&#8221;</em>, cette visite pouvant intervenir en 2010.</p>
<p><a href="http://www.lexpress.fr/actualites/2/la-france-soutiendra-l-adhesion-de-l-albanie-a-l-ue_756373.html" target="_blank"><strong>Source :</strong> L&#8217;Express 24/04/2009</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ακόμη και το BBC δείχνει εγκληματα του KLA]]></title>
<link>http://filopatria.wordpress.com/2009/04/12/%ce%b1%ce%ba%cf%8c%ce%bc%ce%b7-%ce%ba%ce%b1%ce%b9-%cf%84%ce%bf-bbc-%ce%b4%ce%b5%ce%af%cf%87%ce%bd%ce%b5%ce%b9-%ce%b5%ce%b3%ce%ba%ce%bb%ce%b7%ce%bc%ce%b1%cf%84%ce%b1-%cf%84%ce%bf%cf%85-kla/</link>
<pubDate>Sun, 12 Apr 2009 10:58:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>filopatria</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ο Απελευθερωτικός Στρατός του Κοσσυφοπεδίου, KLA (πρώην UCK), απήγαγε αμάχους στο Κόσοβο, τους οποίο]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ο Απελευθερωτικός Στρατός του Κοσσυφοπεδίου, KLA (πρώην UCK), απήγαγε αμάχους στο Κόσοβο, τους οποίο]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Remembering the 1999 NATO led War on Yugoslavia: Kosovo "Freedom Fighters" Financed by Organized Crime]]></title>
<link>http://2bloggen.org/2009/03/29/humanatarian-intervention-challenged-by-michel-chossudovsky-%c2%ab-dandelion-salad/</link>
<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 18:51:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>Daniel Verhoeven</dc:creator>
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<description><![CDATA[ublished by Global Reasearch, 24 March 2009 Author: Michel Chossudovsky more about &#8220;Humanatari]]></description>
<content:encoded><![CDATA[ublished by Global Reasearch, 24 March 2009 Author: Michel Chossudovsky more about &#8220;Humanatari]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Sleeping On Top of the Sheets]]></title>
<link>http://isabellastarr.wordpress.com/2009/03/28/sleeping-on-top-of-the-sheets/</link>
<pubDate>Sat, 28 Mar 2009 16:47:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>isabellastarr</dc:creator>
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<description><![CDATA[It&#8217;s noon and he isn&#8217;t awake yet and I probably wouldn&#8217;t have been either if it we]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>It&#8217;s noon and he isn&#8217;t awake yet and I probably wouldn&#8217;t have been either if it weren&#8217;t for the urge to go to the bathroom and the dog pushing me off of the bed this morning at eleven something, we had a chance to go out to eat breakfast but he turned it down and I wasn&#8217;t exactly hungry at 9 this morning when they asked so yea. Something that needs to be spoken of I&#8217;m weird with showing how much I appreciate people, and Daniel and Melissa&#8217;s family down right does too much for me, they don&#8217;t make me pay for breakfast or anything and it like makes me feel so bad and trust me none of them would be paying if I had a job I&#8217;d be helping them out all I could. I will too when I get a job I need to run by the mall and hand in the few applications I have left as well. I need something to start working in my direction or at least looking like it&#8217;s going to eventually get to something. I&#8217;m going to talk to my Psychology teacher on Monday to see if she will write me a recommendation letter to the University of the Cumberlands in Kentucky I think leaving and going there would actually help me with a bunch of things, I could probably even get an apartment or something there I need to save up for a car before hand though that extra 12000 will come in handy for both of those needed things. My reall family didn&#8217;t try calling me at all yesterday it kind of made me mad, they really honestly aren&#8217;t going through the right steps to show they care at all, I&#8217;m wondering in the back of my head if my room hasn&#8217;t been cleared out and all my stuff in the yard right now or by the street. I would be so mad.  Daniel is so cute when he is asleep minus last night he kept twitching and I remembered the storey Melissa told me about how he beat up his brother David in his sleep and then how Daniel said just constantly have contact with me and I won&#8217;t do anything even in my sleep so I hahah made sure I had my arm drapped across him at all times. He eventually settled down. I think I may go back in there soon and lay back down knowing my luck though he will wake up and not lay back down as well, neither I nor him have had as much sleep these past few weeks as we had been having before.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Al castello di Rambouillet]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/03/24/al-castello-di-rambouillet/</link>
<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 06:57:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;estremo tentativo per evitare l&#8217;intervento militare che già la NATO stava minac]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.files.wordpress.com/2009/02/chateau_de_rambouillet.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2086" title="chateau_de_rambouillet" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/02/chateau_de_rambouillet.jpg?w=300" alt="chateau_de_rambouillet" width="300" height="208" /></a></p>
<p>&#8220;L&#8217;estremo tentativo per evitare l&#8217;intervento militare che già la NATO stava minacciando si svolse al castello di Rambouillet, vicino a Parigi, dove il 6 febbraio 1999 si aprirono i &#8220;colloqui di pace &#8221; che  culminarono al contrario nella guerra del successivo 24 marzo.<br />
Nella bozza di accordo presentata dal Gruppo di contatto, formato da Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia e Russia, non si accennò mai ad una possibile indipendenza del Kosovo ma solo ad un&#8217;autonomia che si sarebbe incarnata in un parlamento, un presidente, una costituzione e una corte costituzionale.<br />
Il documento prevedeva ampi poteri ai verificatori dell&#8217;OSCE, che sarebbero dovuti rimanere nella Provincia per un periodo di tre anni, il ritiro non totale delle forze di polizia e di sicurezza serbe, l&#8217;impossibilità per il Kosovo di avere un proprio esercito, una propria moneta e una propria politica estera (prerogative che sarebbero rimaste nelle mani del governo di Belgrado).<br />
La bozza del Gruppo di contatto lasciò invece irrisolto lo status della Provincia allo scadere dei tre anni di &#8220;verifica&#8221; ; gli albanesi avrebbero voluto un referendum per l&#8217;autodeterminazione del Kosovo, i serbi insistettero che un&#8217;eventuale consultazione avrebbe dovuto riguardare anche i restanti abitanti della Federazione Jugoslava.<br />
L&#8217;UCK, che inizialmente rifiutò il contenuto dell&#8217;accordo, dietro chiare pressioni statunitensi decise di accettarne una formula così limitata e la sua delegazione a Rambouillet assunse un&#8217;importanza ben superiore a quella dello stesso &#8220;moderato&#8221; Rugova.<br />
Durante i 17 giorni dei colloqui svoltisi all&#8217;interno del castello, la rappresentanza serba non s&#8217;incontrò mai con quella albanese; la conferenza venne preparata a Londra in una riunione del 29 gennaio del Gruppo di contatto e da una successiva consultazione del 30 gennaio a Bruxelles, durante la quale il Consiglio Atlantico conferì al segretario generale della NATO, Javier Solana, l&#8217;autorizzazione ad interventi aerei contro la Serbia nel caso quest&#8217;ultima si fosse rifiutata di firmare l&#8217;accordo. <!--more--><br />
Gli albanesi presentarono 17 negoziatori, dei quali 9 referenti dell&#8217;UCK e solo 4 del movimento di Rugova, ma quello che colpì fu la qualità dei consiglieri che li accompagnarono, tra i quali spiccarono Marshall Harris e Paul Williams (ex funzionari del Dipartimento di Stato americano), Morton Abramowitz (noto esponente dell&#8217;International Crisis Group), Filippo di Robilant (già portavoce di Emma Bonino in seno alla Comunità europea e rappresentante della Coalition for International Justice) e alcuni ufficiali della NATO in borghese.<br />
La delegazione della Serbia, guidata dal suo presidente Milan Milutinovic, si compose di 15 persone, tra le quali sette rappresentanti della comunità islamica, turca e gorana, rom ed egiziana, insieme a due albanesi esponenti di piccoli partiti (l&#8217;Iniziativa democratica del Kosovo e il Partito delle riforme democratiche degli albanesi).<br />
(&#8230;)<br />
Come detto, le trattative si svolsero tramite canali separati, stante l&#8217;impossibilità di far comunicare direttamente delegati serbi ed albanesi (un impasse che però il presidente jugoslavo Milutinovic attribuì alla cattiva volontà dei mediatori): ai primi non piacque l&#8217;annesso militare dell&#8217;accordo proposto dal Gruppo di contatto e ai secondi il mancato riferimento ad un possibile referendum allo scadere dei tre anni.<br />
Per convincersi a firmare il documento, Hashim Thaci indirizzò una lettera a Madeleine Albright in cui ribadì di «comprendere che alla fine dei tre anni la popolazione del Kosovo eserciterà la sua volontà»; questa precisazione è molto importante, perché lasciò intendere che la consultazione popolare non avrebbe riguardato i restanti abitanti della Federazione Jugoslava.<br />
Agli albanesi la diplomazia internazionale fece ulteriori concessioni, parlando della possibilità di emanare leggi senza l&#8217;autorizzazione di Belgrado, di legiferare in materia fiscale per instaurare programmi economici, scientifici, tecnologici, regionali e di sviluppo sociale.<br />
Alle autorità di Pristina si ventilò la possibilità di sviluppare una politica estera all&#8217;interno delle sue aree di responsabilità, mentre all&#8217;esercito serbo si confermò la necessità di un suo ritiro dal territorio del Kosovo, ad eccezione di un limitato contingente militare di frontiera.<br />
Al capo della Missione di Implementazione Civile sarebbe andata l&#8217;autorità di emettere direttive vincolanti alle parti su ogni argomento ritenuto importante, inclusa la nomina e la rimozione di ufficiali e aderenti alle istituzioni&#8221;.<br />
Molto interessante la parte finanziaria: «L&#8217;economia del Kosovo funzionerà secondo i principi del libero mercato. Non vi sarà alcuna restrizione alla libera circolazione di persone, beni, servizi e capitali, ivi compresi quelli di origine internazionale».<br />
Mentre il 23 febbraio la conferenza di Rambouillet si concluse con un nulla di fatto, Thaci, riconvocato per nuovi incontri a Parigi fissati il 15 marzo, decise di recarsi prima in Kosovo nella valle della Drenica, dove, sotto scorta statunitense, riuscì a strappare l&#8217;assenso dei capi militari dell&#8217;UCK.<br />
La rappresentanza serba, invece, rifiutò l&#8217;intesa anche a Parigi, fornendo il pretesto alla NATO per i bombardamenti che iniziarono il successivo 24 marzo.<br />
Per chiarire i motivi di questo rifiuto, ancora una volta bisogna analizzare attentamente che cosa la Comunità internazionale concretamente propose alla delegazione di Belgrado.<br />
Nel capitolo VII, articolo 8, delle 82 pagine del protocollo d&#8217;intesa, l&#8217;allegato B si rivelò micidiale per la sovranità nazionale della Serbia, in quanto la forza militare dell&#8217;Alleanza Atlantica doveva essere dispiegata non solo in Kosovo ma in tutto il territorio della Repubblica jugoslava: «Il personale della NATO dovrà godere, con i suoi veicoli, vascelli, aerei ed equipaggiamenti, libero e incondizionato transito attraverso l&#8217;intero territorio della Federazione delle Repubbliche jugoslave, ivi compreso l&#8217;accesso al suo spazio aereo e alle sue acque territoriali. Questo dovrà includere, ma non essere a questo limitato, il diritto di bivacco, di manovra e di utilizzo di ogni area o servizio necessario al sostegno, all&#8217;addestramento e alle operazioni».<br />
Esso si aggiungeva al già inaccettabile articolo 7, riguardante lo status delle truppe della NATO operanti in Serbia: «Il personale NATO sarà immune da ogni forma di arresto, inquisizione o detenzione da parte delle autorità della Repubblica jugoslava. Personale NATO erroneamente arrestato o detenuto dovrà essere immediatamente riconsegnato alle autorità NATO».<br />
Agli articoli 9 e 10 si specificò poi che: «La NATO non sarà tenuta a pagare tasse o qualsiasi altro onere fiscale e tariffario, né dovrà subire qualsivoglia controllo doganale.» Per &#8220;servizi&#8221; a disposizione dell&#8217;Alleanza Atlantica l&#8217;articolo 15 spiegò trattarsi: «Il pieno e libero uso delle reti di comunicazione, Tv inclusa, e il diritto di usare l&#8217;intero campo elettromagnetico, il tutto <em>free of costs</em>.<br />
<strong>La NATO avrebbe cioè potuto utilizzare gratis aeroporti, strade, ferrovie, porti e vie d&#8217;acqua, utilizzare tutte le caserme e le postazioni militari, mentre le autorità jugoslave avrebbero dovuto appoggiare tutte le priorità indicate nell&#8217;allegato.<br />
</strong>L&#8217;articolo 20 precisò che il personale locale eventualmente impiegato dalla NATO «sarà soggetto esclusivamente alle condizioni e ai termini stabiliti dalla NATO stessa», mentre all&#8217;articolo 21 si affermò che la NATO sarà autorizzata a «detenere persone e a consegnarle al più presto alle autorità appropriate» [senza specificare chi fossero tali autorità...].<br />
Alla luce di questa umiliante proposta, apparve illuminante l&#8217;analisi dell&#8217;ex console serbo a Bari, Dragan Mraovic: «Nel luglio del 1942, l&#8217;America aveva firmato con il re serbo di allora, Pietro II Karadjordjevic, un contratto preliminare segreto nel quale si diceva, tra l&#8217;altro, che l&#8217;America riteneva il settore dei fiumi di Morava (Serbia) e Vardar (Macedonia) un suo corridoio di massimo interesse nazionale e di sicurezza. Dopo la rottura con l&#8217;URSS Tito chiese gli aiuti dagli americani e l&#8217;unica conditio sine qua non impostagli era stata la riconferma di quanto re Pietro II aveva firmato. Così la Jugoslavia di Tito ottenne i primi 55 milioni di dollari di aiuti americani [...]. Nel 1953 e 1954 Tito firmò gli accordi bilaterali segreti di Bled (in Slovenia) con la Grecia e con la Turchia, associando praticamente la Jugoslavia socialista alla NATO. Nel 1960 tali documenti furono ampliati con la Grecia e Tito si impegnò che, in caso di guerra in Europa (era evidente che l&#8217;unica guerra possibile era quella tra gli USA e l&#8217;URSS), la Jugoslavia avrebbe messo tutto il suo territorio e tutte le sue basi militari a disposizione della NATO. Gli accordi di Rambouillet, che Slobodan Milosevic, il presidente della RF di Jugoslavia, si rifiutò di firmare nel 1999, erand incredibilmente simili a quelli firmati da Tito. Dopo la rottura con l&#8217;URSS del 1948, la Jugoslavia firmò oltre 170 accordi prevalentemente segreti che la legavano agli usA [...]».<br />
Il no di Milosevic, apparve dunque agli occhi degli Stati Uniti la rottura di una storica &#8220;alleanza&#8221;, che la Serbia dovette pagare con 78 giorni di bombardamenti scatenati da 18 Paesi della NATO.&#8221;</p>
<p>Da <em><a href="http://www.noctuaedizioni.it/kosovo.htm">La questione serba e la crisi del Kosovo</a></em>, di <strong>Stefano Vernole</strong>, Noctua Edizioni, pp. 90-94.<br />
<em>[grassetto nostro]</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[151. Two things!]]></title>
<link>http://pippage.wordpress.com/2009/02/27/two-things/</link>
<pubDate>Fri, 27 Feb 2009 20:18:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Pip</dc:creator>
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<description><![CDATA[One, wonderfully amazing luck combined with a great giveaway. I&#8217;m going to receive a set of ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>One, wonderfully amazing luck combined with a <a href="http://www.penaddict.com/">great giveaway</a>. I&#8217;m going to receive a set of &#8220;Pilot FriXion Color-Pencil-Like Erasable Gel Ink Pen &#8211; 0.7 mm&#8221; Completely brightened the day</p>
<p>Two, the History Of the Americas teacher bamboozled us good. Our so-call final essays (IB Historical Investigations) are, in fact, the rough draft. Which is amusing in that I stayed awake late to finish it with the aid of caffeine&#8230; which resulted in an unpleasant sickness. I managed to get to school by seventh period, take the quiz, and learn that food poisoning by caffeine was unnecessary. Such is life.</p>
<p>(But it&#8217;s done and I&#8217;m almost through to May. IB is ENDING. Joy and Rapture are understatements of a higher magnitude.)</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Масакар над Србима на подручју КиМ-а, 1999 г.]]></title>
<link>http://solaric.wordpress.com/2009/02/23/458kj7854/</link>
<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 19:20:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Соларић</dc:creator>
<guid>http://solaric.wordpress.com/2009/02/23/458kj7854/</guid>
<description><![CDATA[Masakr nad Srbima &#8216; 99- slike sedava (hostesa) 22. februar 2009. u 21.56 Radi se o svedočenju ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h3><span style="color:#008000;">Masakr nad Srbima &#8216; 99- slike</span></h3>
<p><span style="color:#0000ff;"><strong>sedava</strong> (hostesa)</span><br />
22. februar 2009. u 21.56</p>
<p>Radi se o svedočenju italijanskog generala de Veccio-a, intervju je dao decembra 2008.godine za Panorama časopis..</p>
<p>originalni članak sa slikama</p>
<p><a href="http://www.faustobiloslavo.com/articoli/29203.pdf" target="_blank">http://www.faustobiloslavo.com/articoli/29203.pdf </a></p>
<p>Извор: <a href="http://www.serbiancafe.com" target="_blank"><strong><span style="color:#3366ff;">SerbianCafe.com</span></strong></a> (дискусије)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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