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	<title>ucraina &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/ucraina/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "ucraina"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 04:54:06 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Virus A, la mutazione anche in Italia. Che effetti ha provocato negli altri paesi. Il problema delle polmoniti virali.]]></title>
<link>http://yespolitical.wordpress.com/2009/11/30/virus-a-la-mutazione-anche-in-italia-che-effetti-ha-provocato-negli-altri-paesi-il-problema-delle-polmoniti-virali/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 18:11:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>cubicamente</dc:creator>
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<description><![CDATA[La mutazione del virus A che ha gettato nel panico l&#8217;Ucraina e ha allarmato Norvgia e Francia,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La mutazione del virus A che ha gettato nel panico l&#8217;Ucraina e ha allarmato Norvgia e Francia, è stata registrata anche in Italia. Il Ministero si è affrettato a dire che il vaccino è assolutamente efficace anche in caso di virus mutato, ma permangono molti dubbi sull&#8217;entità di questa variazione e tanto più sull&#8217;efficiacia degli antiinfluenzali e dei vaccini. Una laboratorio del Regno Unito ha precisato che il virus mutato si insidia in profondo nei polmoni provocando polmoniti virali gravi &#8211; esattamente come nel caso del paziente italiano, ricoverato a Monza in terapia intensiva e poi guarito. La polmonite virale causa il sanguinamento dei polmoni, una complicanza grave. Eppure non ci sono prove del contagio del virus mutato da persona a persona, sembra invece mutare in seguito alla persistenza nell&#8217;organismo e nei casi di recidiva, con uso prolungato di antivirali come l&#8217;osentalmivir.</p>
<p>D&#8217;altronde i dati parlano chiaro: fino alla settimana 45 i ricoveri negli ospedali sentinella per sindorme respiratoria acuta sono andati ben oltre la soglia di attenzione (fonte <a href="http://www.ministerosalute.it/imgs/C_17_notiziario_4_allegato.pdf">Influnet</a>):</p>
<div id="attachment_1426" class="wp-caption aligncenter" style="width: 614px"><a href="http://yespolitical.wordpress.com/files/2009/11/ricoveri.jpg"><img class="size-full wp-image-1426" title="ricoveri per sindrome respiratoria acuta" src="http://yespolitical.wordpress.com/files/2009/11/ricoveri.jpg" alt="" width="604" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">ricoveri per sindrome respiratoria acuta</p></div>
<p>Andamento che è coinciso con l&#8217;escalation del virus in Italia. L&#8217;esiguità dei casi gravi ha comunque spinto il Ministero, per mezzo del viceministro Fazio, a sostenere la necessità di fare il vaccino anche per scongiurare l&#8217;insorgenza di queste complicanze. Il Governo italiano, in fatto di influenza A, tende senpre a minimizzare. Il caso Ucraina ha fatto scuola: nelle settimane dell&#8217;emergenza, fra la popolazione si è scatenato il panico con l&#8217;assalto delle farmacie e l&#8217;accaparramento di antivirali e antiinfluenzali che sono presto diventati scarsi. Addirittura intere scuole e Università sono state chiuse. I media hanno contribuito a diffondere informazioni controcorrente sull&#8217;origine del virus e sul ruolo dei gruppi farmaceutici, alimentando le teorie complottistiche. Inoltre, la faccenda dela difficoltà di gestione dell&#8217;emergenza è diventata presto un fatto politico e si è innestata alla polemica fra il presidente in carica Victor Yushchenko e il primo ministro Yulia Tymoshenko. Voci incontrollate narravano di elicotteri visti volare in cielo e scaricare sostanze sconosciute in prossimità dell&#8217;emergenza sanitaria. Molti hanno pensato a un complotto contro la nazione ucraina. I due contendenti alla presidenza hanno fatto a gara nel mostrarsi vicino ai malati. Poi la Tymoshenko ha vietato le manifestazioni in pubblico, ma solo dopo aver svolto la propria manifestazione elettorale. Il tutto condito da una crisi economica gravissima (PIL terzo trimestre 2009 -15%) e dai rapporti sempre critici con madre Russia per la questione del gas.</p>
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<p class="diigo-link"><a rel="nofollow" href="http://www.thecuttingedgenews.com/index.php?article=11820">The Cutting Edge News &#8211; traduzione propria<br />
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<p class="diigo-description">Swine Flu Mutates Into New Diseases and into Political Issues</p>
<p class="diigo-tags">A partire dal 28 novembre, due casi mortali del virus mutato sono emersi in Francia, dopo due decessi causati dal virus identificato in Norvegia il 20 novembre. [...] La mutazione del virus sembra essere in grado di penetrare ulteriormente nei passaggi dei polmoni della vittima, rendendosi così più pericoloso. Tuttavia, non vi è ancora alcuna prova per dimostrare che può diffondersi tra le persone. <span class="google-src-text" style="direction:ltr;text-align:left;">Finché non vi è alcuna prova del contagio da persona a persona, il rischio relativo posto dalla mutazione è bassa, insistono gli esperti. [...] Nel Regno Unito, un laboratorio ha riferito che l&#8217;attuale vaccino A-H1N1 probabilmente non sarebbe efficace contro la variante del virus dell&#8217;influenza suina che ha causato il panico in Ucraina. [...] Questa variante, in cui il virus utilizza D225G come un dominio di legame con i recettori, causa il sanguinamento nei polmoni. Un altro risultato della mutazione H1N1 è la resistenza al trattamento con farmaci antivirali. La mutazione che si traduce in un danno polmonare acuto è stata definita a &#8220;a bassa reazione&#8221; per il vaccino, il che significa che il vaccino non fornirà una risposta immunitaria adeguata per quel ceppo di virus al fine di prevenire l&#8217;infezione. Emorragia polmonare provocata da una mutazione dell&#8217;influenza suina è stata segnalata dalla Cina e dalla Norvegia, dalla Francia e dall&#8217;Ucraina. [...] In tutto il mondo, un ceppo di H1N1 mutato resistente al Tamiflu, un farmaco anti-virale principale, è stato trovato con elevata incidenza in Galles e in North Carolina. [...] </span></p>
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<p class="diigo-link"><a rel="nofollow" href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200911articoli/49892girata.asp">Influenza A, &#8220;La mutazione del virus non modifica l&#8217;efficacia del vaccino&#8221; &#8211; LASTAMPA.it</a></p>
<ul class="diigo-highlights">
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">È stato individuato in Italia il primo caso di mutazione del virus della nuova influenza A/H1n1</div>
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<div class="diigoContentInner">Lo annuncia il ministero del Welfare, spiegando che dopo le segnalazioni delle autorità sanitarie norvegesi «l’Istituto superiore di sanità ha rivalutato le sequenze di oltre 100 ceppi virali identificati da altrettanti pazienti diagnosticati negli ultimi mesi in diverse regioni italiane</div>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">La mutazione è stata rinvenuta sino ad ora in un solo paziente, affetto da una grave forma di polmonite risolta a seguito di trattamento con ecmo eseguito in terapia intensiva</div>
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<div class="diigoContentInner">
<p>La mutazione, tuttavia, sottolinea il ministero «non influisce sull’efficacia del vaccino né sull’efficacia del trattamento con farmaci antivirali. A questo proposito &#8211; aggiunge &#8211; si ricorda che, secondo i dati dell’Istituto superiore di sanità, su oltre 160 pazienti analizzati sinora, si è riscontrato un unico caso di resistenza a oseltamivir. Tale resistenza è insorta a seguito del trattamento prolungato di un paziente affetto da gravi patologie preesistenti ed è rimasta isolata, non avendo dato seguito ad episodi di trasmissione del ceppo resistente»</p>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">la mutazione in oggetto non appare per ora predominante nei casi gravi o letali di nuova influenza; inoltre, la stessa mutazione ha un carattere sporadico e non sembra allo stato attuale in fase di diffusione</div>
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<div class="diigoContent">
<div class="diigoContentInner">una settimana fa, ricorda il dicastero, le autorità sanitarie norvegesi hanno segnalato l’identificazione di una singola mutazione dell’emoagglutinina (proteina virale di superficie) del virus della nuova influenza A/H1n1, consistente nel cambiamento di un unico aminoacido (una glicina al posto di un acido aspartico), in alcuni pazienti affetti da una grave polmonite</div>
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</div>]]></content:encoded>
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<item>
<title><![CDATA[Palanca. Teritoriile exclavate: Abdiv, Baibol şi celelalte (926 hectare). Hartă ]]></title>
<link>http://cubreacov.wordpress.com/2009/11/30/palanca-teritoriile-exclavate-abdiv-baibol-si-celelalte-926-hectare-harta/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:47:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vlad Cubreacov</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Insula basarabeană Nişaliu (107,7 ha), cedată Ucrainei. Hartă]]></title>
<link>http://cubreacov.wordpress.com/2009/11/30/insula-basarabeana-nisaliu-cedata-ucrainei-harta/</link>
<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 17:38:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vlad Cubreacov</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’Ucraina ricorda l’Holodomor]]></title>
<link>http://loriscosta.wordpress.com/2009/11/29/l%e2%80%99ucraina-ricorda-l%e2%80%99holodomor/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 20:24:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>susannacotugno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Gli ucraini hanno commemorato l’Holodomor (Голодомор), la terribile carestia che colpì l&#8217;Ucrai]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/F4UfZBugH-4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/F4UfZBugH-4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Gli ucraini hanno commemorato l’Holodomor (<em>Голодомор</em>), la terribile carestia che colpì l&#8217;Ucraina sovietica, in tre ondate fra il 1929 e il 1933, provocando fra i 3 e i 10 milioni di morti (le stime sono molto discordanti tra loro).</p>
<p>A Kiev, il presidente Viktor Yushchenko e la premier Yulia Timoshenko hanno deposto le proprie corone di fiori ai piedi del monumento che ricorda quello che per gli ucraini è stato un genocidio pianificato dalle autorità sovietiche dell’epoca. Lo stesso termine <em>Holodomor</em> deriva dall&#8217;espressione <em>moryty holodom</em> (Морити голодом), che significa &#8220;infliggere la morte attraverso la fame&#8221;.</p>
<p>Gli ucraini parlano, infatti, di questa tragedia nazionale come di un complotto orchestrato dal regime di Stalin per punire il risveglio nazionalista dell’Ucraina. La fame arrivava negli anni in cui tutto il raccolto di cereali veniva confiscato e partiva per la Russia o per l’estero.</p>
<p>Di recente sono stati ritrovati, in una fossa comune a Lviv, nella parte occidentale del Paese, i resti di circa 600 persone morte in quel periodo. Alcuni dei crani rinvenuti presentano un foro di proiettile.</p>
<p>Diversi storici, soprattutto in Russia, affermano che non si può parlare di genocidio, ma di terribili errori dovuti agli esperimenti in termini di pianificazione economica che compivano a quel tempo i sovietici. Alcuni stati, individualmente, lo hanno comunque riconosciuto in quanto tale. L’anno scorso il Parlamento Europeo ha adottato una risoluzione che riconosce l’Holodomor come un crimine contro l’umanità.</p>
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<title><![CDATA[Eurofestival 2010: il Belgio sceglie Tom Dice da X Factor 2008. Ducan James dei Blue per gli inglesi?]]></title>
<link>http://euromusica.wordpress.com/2009/11/28/eurofestival-2010-il-beglio-sceglie-tom-dice-da-x-factor-2008-ducan-james-dei-blue-per-gli-inglesi/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 14:39:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>emanuele75</dc:creator>
<guid>http://euromusica.wordpress.com/2009/11/28/eurofestival-2010-il-beglio-sceglie-tom-dice-da-x-factor-2008-ducan-james-dei-blue-per-gli-inglesi/</guid>
<description><![CDATA[Il 15 novembre è scaduto il bando ufficiale per le varie tv associate alla EBU e dunque il parterre ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://euromusica.wordpress.com/files/2009/11/eurovision-2010-oslo.jpg"><img class="size-medium wp-image-4348 alignleft" style="border:black 1px solid;margin:10px;" title="eurovision-2010-oslo" src="http://euromusica.wordpress.com/files/2009/11/eurovision-2010-oslo.jpg?w=300" alt="" width="210" height="158" /></a>Il 15 novembre è scaduto il bando ufficiale per le varie tv associate alla <strong>EBU</strong> e dunque il parterre dei paesi che parteciperanno al prossimo <strong>Eurofestival,</strong> in programma l&#8217;ultima settimana di<strong> Maggio</strong> ad Oslo va definendosi. Resta ancora un mese circa, per le ultime rifiniture. Vale a dire: un paese iscritto può ancora ritirarsi entro il 31 dicembre senza subire sanzioni. E alcuni paesi che devono ancora dare la conferma potranno farlo.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel primo caso, il riferimento è ad <strong>Andorra.</strong> La tv del principato ha comunicato infatti che &#8220;c&#8217;è grossa crisi&#8221; e che parteciperà solo se in questo mese e mezzo troverà uno sponsor. Il secondo caso riguarda la <strong>Russia</strong>, che non ha dato notizia di rinuncia ma della quale si attende ancora il si ufficiale e <strong>San Marino</strong>, che a fine anno potrebbe annunciare il ritorno in gara. Restano in dubbio <strong>Armenia</strong> e <strong>Lituania</strong> per motivi economici.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>SPAGNA E LETTONIA OK</strong> &#8211; Con il si di<strong> Spagna e Lettonia</strong>, sono 37 i paesi che hanno confermato la partecipazione. In precedenza si era accodata la <strong>Francia</strong>. Non ci sarà invece il <strong>Montenegro</strong>, che in tre partecipazioni è sempre uscita in semifinale (ma è stato anche parecchio sfortunato, visto che per due volte di fila ha cantato per primo). Salta il debutto del <strong>Liechtenstein</strong>, che esordirà l&#8217;anno prossimo. Come è noto, si fermano per un anno anche  <strong>Ungheria</strong> e <strong>Repubblica Ceca</strong>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>TOM DICE PER IL BELGIO</strong> &#8211; Dopo <strong>Miroslav Kostadinov</strong> detto<strong> Miro</strong>, che rappresenterà la <strong>Bulgaria</strong>, la tv di lingua fiamminga del <strong>Belgio</strong> ha annunciato il suo artista: finalmente UN CANTANTE. Niente saltimbanchi, niente gruppi che cantano in  lingue inesistenti, niente cloni di Elvis. Toccherà a <strong>Tom Dice</strong>, 20 anni, secondo classificato alla edizione belga di <strong>X Factor</strong> nel 2008. Evviva.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>GARY BARLOW  &#38; DUNCAN JAMES PER GLI INGLESI?</strong> &#8211; La tv inglese, quinta l&#8217;anno scorso grazie alla canzone del Barone <strong>Lloyd Webber</strong>, cerca il bis col nome grosso. Era stato contattato <strong>Elton John</strong>, ma ultimamente le attenzioni si sono spostate su altri due grossi big. A scrivere il pezzo potrebbe infatti essere niente meno che <strong>Gary Barlow</strong> dei Take That.</p>
<p style="text-align:justify;">E se l&#8217;artista come pare dovesse essere scelto non con un concorso ma con una selezione interna, la BBC andrà senz&#8217;altro su un nome di richiamo internazionale. Rumors portano verso<strong> Duncan James</strong>, il cantante dei <strong>Blue</strong>. Con il <strong>Regno Unito</strong> che a quel punto diventerebbe il favorito numero uno per la vittoria.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>PA</strong><strong>RTECIPAZIONI CONFERMATE</strong> &#8211; Paesi ammessi di diritto alla finale (le &#8220;big 4&#8243; e il paese ospitante): <strong>Germania, Francia, Gran Bretagna, Spagna, Norvegia</strong>. Paesi che dovranno passare per le semifinali: <strong>Albania, Andorra, Azerbaigian, Belgio, Bielorussia, Bosnia Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Georgia, Grecia, Irlanda, Islanda, Israele, Lettonia, Macedonia, Malta, Moldavia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Svizzera, Turchia, Ucraina. </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vladimir Brilinsky şi Secretele Dacilor]]></title>
<link>http://supravirtual.wordpress.com/2009/11/27/vladimir-brilinsky-si-secretele-dacilor-2/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 20:26:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>supravirtual</dc:creator>
<guid>http://supravirtual.wordpress.com/2009/11/27/vladimir-brilinsky-si-secretele-dacilor-2/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Astăzi dl. Vladimir Brilinsky, redactoul şef al revistei Dacia Magazin, a răspuns invitaţiei ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
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<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Astăzi dl. Vladimir Brilinsky, redactoul şef al revistei Dacia Magazin, a răspuns invitaţiei doamnei profesoare Niţă Carmen şi a ţinut conferinţa despre secretele dacilor la Colegiul Naţional Emanuil Gojdu din Oradea. La ora 13 a avut loc prezentarea pentru elevi, iar de la ora 18 a avut loc conferinţa pentru oricine a dorit să vină. Dl. Brilinsky, Nunu, este cunoscut pentru activitatea sa &#238;n ce priveşte protejarea, promovarea şi promovarea Sarmisezetuzei Regia, dar şi pentru promovarea istoriei vechi a rom&#226;nilor.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Dedicaţia lui Nunu atrage mereu oameni noi, curioşi să afle lucruri vechi şi noi despre istoria veche a rom&#226;nilor. Vechi pentru că fac parte din istorie, cu toate dovezile arheologice, lingvistice şi documentare, noi pentru că versiunea oficială a istorie le ignoră sau nu le recunoaşte. Spre deosebire de istoricii europeni, istoricii rom&#226;ni răm&#238;n &#238;ncă sceptici &#238;n acceptarea noului: povestea inventată de generaţia paşoptistă (cea a revoluţiei din 1848) care susţinea că s&#238;ntem urmaşi ai Romei pentru a obţine drepturi şi avatanje pentru poporul rom&#226;n a devenit o istorie oficială, &#238;n ciuda dovezilor incomplete care o susţin şi a dovezilor care s&#238;nt &#238;mpotriva ei. Chiar şi termenul de rom&#226;n este unul inventat cu acea ocazie, şi este doar o altă denumire pentru daci. Ea se alătură altor denumiri pe care aceştia le-au purtat de-a lungul timpului: traci, daco-geţi, carpi, vlahi, valahi, etc. După cum s-a susţinut la conferinţă, istoriografia rom&#226;nească doarme profund. Eu spun că doarme şi are coşmaruri, dar asta este o altă poveste.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">&#206;n urma promovării din ce &#238;n ce mai intense vizitatorii Sarmisegetuzei s-au &#238;nmulţit &#238;n ultimii c&#238;ţiva ani, &#238;n ciuda drumului de acces care este &#238;ntr-o stare proastă (a fost reparat, dar degeaba, pentru că a fost rupt de ape &#238;n unele porţiuni). O mare parte s&#238;nt aduşi de curiozitate şi setea de cunoaştere, iar dacă au posibilitatea să-l aibă pe Nunu ca ghid răm&#238;n &#238;ntotdeauna impresionaţi şi pleacă cu o impresie bună şi cu dorinţa de a se &#238;ntoarce, dar partea nasoală este că s-au &#238;nmulţit şi nesimţiţii: oameni care au ajuns să facă plajă pe discul de andezit sau să facă focul &#238;n cetate. &#206;n plus, Nunu şi membrii asociaţiei Dacia Nemuritoare adun &#238;n fiecare an tone de deşeuri de la Sarmis, şi o fac fără să fie recompensaţi &#238;n nici un fel pentru truda lor.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Dovezile documentare s&#238;nt puţine, dar ele există. Dovezile arheologice zac peste tot, ascunse de vegetaţie sau risipite de către oameni (aroganţa unora şi dorinţa de afirmare &#238;n faţa lui Ceauşescu pe vremurile comunismului şi-au spus cuv&#238;ntul din plin). Chiar şi aurul este o dovadă a activităţii &#238;ndelungate ale dacilor pe aceste meleaguri: amprenta aurului din brăţări ne spune că a fost cules din valea Arieşului (aur aluvionar) şi extras din minele din zona Roşia Montană (aur de filon). Nu se ştie vechimea aurului, dar se ştie amprenta lui. Se mai cunoaşte modul de prelucrare al brăţărilor dacice, dispărut de mai mult de 5 secole. Monedele dacice, numite kosoni, s&#238;nt apreciate printre pasionaţii de numismatică.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">La conferinţă s-a discutat şi despre unele subiecte deja cunoscute publicului: brăţările dacice şi starea deplorabilă a Sarmisegetuzei Regia. Acum c&#238;teva săptăm&#238;ni un reportaj difuzat la ProTv a acoperit ambele subiecte, iar acum s-au prezentat imagini şi informaţii pe această temă. Azi a fost prezentată o descriere pe scurt, pentru că povestea aurului dac este mult mai amplă dec&#238;t s-a spus &#238;n mass-media cu ocazia scandalului.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Sarmisegetuza Regia a fost capitala regatului dac, care pe timpul lui Burebista a atins amploarea unui adevărat imperiu, iar acum zace &#238;n ruină. Pădurea a crescut peste tot, doar o foarte mică parte a oraşului dac a fost decopertată şi cercetată. Cea mai mare parte a complexului care se &#238;ntinde pe c&#238;teva sute de hectare este &#238;ncă ascunsă privirii, deşi se spune că ruşii au &#238;ndreptat obiectivele sateliţilor spre această zonă şi că unele planuri există, dar ele nu au fost făcute &#238;ncă publice.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Marea problemă a Sarmisegetuzei Regia, ca şi a celorlalte cetăţi dacice, de altfel, este că nici un oficial (persoană sau organizaţie) nu ia atitudine &#238;n favoarea ei. Oficial nu există nici un proprietar sau administrator care să aibă grijă de alungarea intruşilor şi care să administreze banii europeni care pot fi primiţi pentru renovare, săpături arheologice (complexul face, totuşi, parte din patrimoniul UNESCO). Practic cetatea<span lang="en-US">/</span><span lang="ro-RO">oraşul a devenit ţinutul nimănui, iar asta &#238;ncurajează furturile &#238;n stil mare (sau kosoneala modernă, cum mai este numită). Mai mult, unii risipesc sau distrug vestigiile istorice existente. La conferinţă s-au prezentat c&#238;teva astfel de exemple. Dl. Vladimiri Brilinsky se consideră a fi un custode interimar al Sarmisegetuzei, cineva care are grijă de cetate p&#238;nă c&#238;nd reprezentantul proprietarului de drept (&#238;n acest caz poporului rom&#226;n) &#238;şi va face apariţia. Adică, cu alte cuvinte, p&#238;nă la &#238;ntoarcerea regelui (dacă ar fi să fac referire la o trilogie fantastică arhicunoscută).</span></p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">&#206;n ce priveşte istoria Sarmisegetuzei, &#238;n lipsa datelor detaliate şi complete, există foarte multe presupuneri, unele realiste, altele mai puţin. Aceste presupuneri se extind şi asupra altor aspecte ale istoriei vechi, dar timpul le va lămuri pe probabil pe toate. O foarte mare problemă este lipsa de organizare care este comună majorităţii rom&#226;nilor. Este foarte clar că statul nu va face prea multe &#238;n ce priveşte istoria veche, nu doreşte sau nu poate să organizeze cercetări &#238;n nici una din cetăţile dacice (răsp&#238;ndite pe teritorul Rom&#226;niei, dar şi al Ucrainei, &#238;n continuarea Maramureşului istoric). Sarmis este cea mai cunoscută cetate, dar este departe de a fi singura. Nu ştiu c&#238;ţi cunosc faptul că face parte dintr-un adevărat complex de cetăţi de apărare, dar probabil că nume precum Costeşti, Blidaru, Feţele albe le s&#238;nt cunoscute dar nu au realizat conexiunea dintre ele.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Există organizaţii (asociaţii, fundaţii) care au ca domeniu de activitate dacii şi istoria veche, dar &#238;ncă nu există o organizare bine pusă la punct &#238;ntre ele. S-a susţinut spre finalul conferinţei că ne lipseşte un Burebista care să unească toate eforturile disparate spre a obţine recunoaşterea informaţiilor care se cunosc acum, dar s&#238;nt ignorate, şi căutarea &#238;ntr-un mod foarte activ de a acumula informaţii noi. De asemenea, se pune problema protejării vestigiilor istorice şi a transformării lor, prin intermediul turismului, &#238;n ceva profitabil (aşa cum fac deja restul europenilor). Experienţa ultimilor decenii ne arată că statul rom&#226;n nu va face nimic din acest punct de vedere, răm&#238;ne tot pe umerii rom&#226;nilor ca indivizi să facă ceva constructiv. &#206;ntr-o ţară &#238;n care dezorganizarea a ajuns o artă este greu să realizezi că poţi obţine apreciere şi bani din cunoaşterea propriului trecut.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">Pentru a şti unde te indrepţi trebuie să ştii de unde vii, &#238;nsă se pare că &#8222;dragii&#8221; noştri aleşi au uitat chiar şi acest lucru elementar. &#206;nsă nu este totul pierdut, există &#238;ncă persoane care doresc să afle ceea ce s-a pierdut şi chiar să dezvolte spiritualitatea acelor vremuri spre un viitor mai bun dec&#238;t cel pe care ni-l oferă unii. Or&#238;c&#238;t s-a &#238;ncercat, dacii nu au fost &#238;ncă st&#238;rpiţi şi foarte probabil vor continua să existe multe generaţii de acum &#238;nainte.</p>
<p align="JUSTIFY" style="margin-bottom:0;text-decoration:none;">La finalul conferinţei a avut loc reprezentaţia unei scenete &#238;n care un grup de elevi au jucat roluri de daci. Este un aspect eficient prin care ne putem explora &#238;ntr-o oarecare măsură trecutul &#238;ndepărtat şi este la &#238;ndem&#238;na tuturor.</p>
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<p>Articol preluat de aici: <a href="http://www.sffbd.ro/zsm/articolul/Vladimir_Brilinsky_%C5%9Fi_Secretele_Dacilor/MjMw/">http://www.sffbd.ro/zsm/articolul/Vladimir_Brilinsky_%C5%9Fi_Secretele_Dacilor/MjMw/</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ucraina someaza Moldova sa-i transfere o bucata din teritoriul sau ]]></title>
<link>http://bataiosu.wordpress.com/2009/11/27/ucraina-someaza-moldova-sa-i-transfere-o-bucata-din-teritoriul-sau/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:40:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>bătăiosu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Kievul cere Chisinaului sa transfere in proprietatea sa o parte din terenul traversat de o autostrad]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Kievul cere Chisinaului sa transfere in proprietatea sa o parte din terenul traversat de o autostrad]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Who's Your Daddy?]]></title>
<link>http://drivesmart.wordpress.com/2009/11/27/whos-your-daddy/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 08:32:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>drivesmart</dc:creator>
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<description><![CDATA[Studentii ucrainieni au protestat in fata cladirii Ministerului Invatamantului impotriva abuzurilor ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Studentii ucrainieni au protestat in fata cladirii Ministerului Invatamantului impotriva abuzurilor sexuale din partea profesorilor din universitati.</p>
<p><a href="http://drivesmart.wordpress.com/files/2009/11/studenti-ucrainieni.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1470" title="studenti-ucrainieni" src="http://drivesmart.wordpress.com/files/2009/11/studenti-ucrainieni.jpg" alt="" width="418" height="341" /></a>Mai multe gasiti pe  <a href="http://www.spiegel.de/video/video-1032216.html" target="_blank">Spiegel-Online</a>.</p>
<p><a href="http://www.blissblog.de" target="_blank">via</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[„Ne vom apăra pământul prin orişice mijloace”]]></title>
<link>http://sergiupraporscic.wordpress.com/2009/11/25/%e2%80%9ene-vom-apara-pamantul-prin-orisice-mijloace%e2%80%9d/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 20:35:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>sergiupraporscic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Interviu cu doamna Larisa Voloh, primar al satului Palanca, raionul Ştefan Vodă - Doamnă primar, car]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><em>Interviu cu doamna Larisa Voloh, primar al satului Palanca, raionul Ştefan Vodă</em></strong></p>
<p><em>- Doamnă primar, care este situaţia la Palanca în acest moment? Ce atitudine au locuitorii comunei faţă de recentele declaraţii privind posibila cedare către Ucraina a 7,77 km de traseu automobilistic şi a celor 18 hectare din teritoriul nostru naţional?</em></p>
<p>- Ce să vă spun? Am expediat chiar astăzi şi domnului Ghimpu, şi domnului Filat câte încă un apel. Lumea cere să facem şi declaraţii. Am convocat o şedinţă a consiliului local la care ne-am reconfirmat intenţia de a nu ceda nimic. Toată lumea este, în mod clar, împotriva cedării. Am creat şi un grup de iniţiativă pentru colectarea de semnături de la locuitorii din sat, dar şi de la pălăncenii din Chişinău, care ne susţin şi ne încurajează să luptăm ca pământul să rămână la noi, să nu fie transmis Ucrainei. Noi ne-am adresat de zeci de ori şi am arătat că există posibilitatea de a schimba câte ceva, de a revizui partea juridică a Tratatului, partea juridică a Acordului. Căci noi nu le creăm incomodităţi ucrainenilor, ei au acces liber la traseu. Pentru ce ar mai fi nevoie să le mai transmitem şi pământul? Ni se spune că trebuie respectat Acordul. Bine, Acordul este semnat în 1999. Există acolo un articol care prevede posibilitatea modificării Acordului. De ce nu s-ar putea modifica Acordul? Sau ni se mai spune despre pământul de la Giurgiuleşti. Nu ştiu pe cât de globală este problema cu Giurgiuleştiul, dar noi nu înţelegem de ce ar trebui să cedăm ceva aici pentru a obţine ceva acolo, dacă se obţine totuşi ceva.<!--more--><em>- Aveţi dreptate. Cunoscând situaţia, pot confirma că la Giurgiuleşti nu ni s-a dat nimic, dimpotrivă, ni s-a luat. În afară de traseu şi terenul aferent acestuia, aveţi aici două mari părţi din teritoriul nostru naţional dincolo de traseul. Cum se numesc acestea? Ce suprafaţă au şi care este destinaţia lor actuală?</em></p>
<p>- Dincolo de traseu rămân aproximativ 926 de hectare de teren, dintre care peste 100 de hectare reprezintă proprietatea privată a locuitorilor satului, cotele lor de teren agricol prelucrat de SRL Paltira Agro. Acele pământuri se numesc Avdiu. Mai avem şi izlazul, care este parte aferentă traseului. Singura cale de acces spre izlaz este anume prin traseu. De fapt, există şi o a doua cale de acces la izlaz, pe Nistru, dar Nistrul este de asemenea frontieră de stat şi, vă daţi seama că nu este posibil să mergi cu barca la prăşit acolo, la prelucrat cotele sau la strâns legumele. Totodată, dincolo de traseu avem o altă suprafaţă de 449, 12 de hectare, fostă proprietate a gospodării piscicole de altădată din localitatea noastră, actualmente proprietate a statului. Noi ne luptăm de o bună bucată de timp anul acesta să obţinem transmiterea dintr-o proprietate în alta, adică din proprietatea statului în proprietatea publică locală, întrucât terenurile rămân, din păcate, nevalorificate. În rest, mai avem dincolo de traseu suprafeţe mari de păşuni, o pădure cu stufiş, proprietate a primăriei, şi balta satului cu suprafeţe de stufăriş.</p>
<p><em>- Se tot vorbeşte de un schimb: Palanca contra Giurgiuleşti sau Giurgiuleşti contra Palanca. Nu v-aţi gândit să cooperaţi cu primăria Giurgileşti? Din câte cunosc din deplasările la faţa locului în ambele localităţi, Republica Moldova este păgubită şi la Palanca, şi la Giurgiuleşti. Ca să ne abatem puţin de la subiectul diferendului teritorial, aş vrea să vă întreb cu ce comune aveţi acorduri de parteneriat sau de înfrăţire?</em></p>
<p>- Avem un acord de colaborare cu satul Lăpuşna din raionul Hânceşti. Suntem înfrăţiţi şi cu Belgorod-Dnestrovsk-ul (Cetatea Albă), cu localitatea Muntenii de Jos din judeţul Vaslui şi în acest moment suntem pe cale de a încheia un nou acord de parteneriat, cu o localitate din Polonia: gmina Otim. În Republica Moldova există primării şi primari cu care colaborăm şi fără a avea semnate acorduri de parteneriat. Pe domnul primar de la Giurgiuleşti însă îl cunosc, chiar ne-am întâlnit recent şi am discutat problemele noastre legate de această frontieră, probleme care sunt identice. Şi ei cu posturi vamale, şi noi cu posturi vamale, şi ei cu probleme teritoriale, şi noi la fel.</p>
<p><em>- Să revenim deci la subiectul teritoriilor ameninţate cu cedarea….</em></p>
<p>- Da, am spus deja despre apelurile noastre către Preşedinţie şi Guvern, de faptul că adunăm semnături, vom mai face declaraţii. Unii jurnalişti de la Chişinău s-au interesat de atmosfera din sat. Nu e atmosferă de revoluţie. Dar sunt sigură – şi asta le-am spus-o şi oficialilor de la Chişinău – că populaţia satelor din raion va apăra pământul nostru prin orişice mijloace. Ca să folosesc nişte cuvinte cuminţi, este vorba de nemulţumiri în masă. Trebuie să ştiţi că deocamdată nu avem o revoltă. Am discutat şi am acceptat propunerea să convocăm, probabil în cel mult o săptămână, şi o Adunare a satului, cu participarea reprezentanţilor de la Chişinău, atât din partea guvernării, cât şi din partea altor partide politice. Am înţeles că domnul Filat merge la Kiev, că va avea acolo întâlniri şi discuţii. Nu ştim cât vor dura negocierile, dar sperăm că pământul nu va fi cedat. Vă spun că noi suntem aici cam rupţi de lume, nu prindem nici Radio Moldova şi nici Televiziunea Naţională peste tot. Unii, care mai privesc „Mesagerul”, mai cunosc câte ceva, în rest, pot spune, suntem în criză informaţională. Sperăm că totul va fi bine.</p>
<p><em>- Doamnă primar, vă mulţumim şi, dacă va fi nevoie, vă vom solicita opinia de la faţa locului şi cu altă ocazie.</em></p>
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<p><strong>Vlad CUBREACOV, FLUX</strong></p>
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<title><![CDATA[PPCD: Moldova riscă să piardă un teritoriu de 54 de ori mai mare decât Insula Şerpilor]]></title>
<link>http://sergiupraporscic.wordpress.com/2009/11/25/ppcd-moldova-risca-sa-piarda-un-teritoriu-de-54-de-ori-mai-mare-decat-insula-serpilor/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 20:01:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>sergiupraporscic</dc:creator>
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<description><![CDATA[Partidul Popular Creştin Democrat cere Guvernului să nu atenteze la norma constituţională şi la inte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://www.flux.md/sys/upload/vaculovschi%20berila%20cubreacov%20adauge%20(20).JPG"><img class="aligncenter" title="PPCD" src="http://www.flux.md/sys/upload/vaculovschi%20berila%20cubreacov%20adauge%20(20).JPG" alt="" width="473" height="313" /></a>Partidul Popular Creştin Democrat cere Guvernului să nu atenteze la norma constituţională şi la interesul naţional al Republicii Moldova şi să nu cedeze către Ucraina teritoriul pe care trece şoseaua Odesa-Reni în regiunea satului Palanca, Ştefan Vodă. Creştin-democraţii declară că, dacă va ceda această porţiune de teren, Republica Moldova se va autosepara de un teritoriu al său de 926 de hectare, „teritoriu care depăşeşte de 54 de ori suprafaţa Insulei Şerpilor”, şi-şi va crea astfel două exclave pe care nu le va putea controla (Exclava este partea unui stat sau entităţi administrativ-teritoriale care nu are legătură pe uscat cu teritoriul de bază al acestuia, fără a fi o insulă. Exemple de exclave sunt regiunea Kaliningrad în Rusia, Republica Autonomă Nahicevan din Azerbaidjan, zona Dubrovnik din Croaţia, statul Alaska în SUA, zona Campione de Italia din Elveţia, exclava rusă Suvorov din Elveţia ş.a. – nota noastră).<!--more--><strong>Frontiera de stat trebuie să fie cunoscută de fiecare cetăţean, tocmai pentru a fi respectată</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Miercuri, în cadrul unei conferinţe de presă, liderii PPCD au criticat dur acţiunile autorităţilor în cazul Palanca şi au cerut mai multă transparenţă în ceea ce priveşte negocierile care se poartă la Kiev cu partea ucraineană. Vicepreşedintele PPCD, Vlad Cubreacov, a amintit că, în cazul în cazul Palanca, este vorba de două teritorii, care se află dincolo de teritoriul revendicat, care ar urma să rămână desprinse de teritoriul Republicii Moldova, suprafaţa cărora este de 926 de hectare. El a menţionat este vorba de teritoriul numit Avdiu, care cuprinde cotele de pământ agricol ale locuitorilor satului Palanca, iar cel de-al doilea teritoriul se cheamă Baibol şi cuprinde păşunea şi o pădure a satului. Vlad Cubreacov a precizat că aceste două teritorii, care ar rămâne peste hotare, depăşesc de 54 de ori suprafaţa Insulei Şerpilor, teritoriu ce a făcut obiectul unui litigiu extrem de mediatizat dintre România şi Ucraina, judecat de Curtea Internaţională de Justiţie de la Haga.</p>
<p style="text-align:justify;">Totodată, Vlad Cubreacov a atras atenţia asupra mai multor cazuri de cedări teritoriale, nejustificate constituţional, admise de către autorităţile moldovene în favoarea Ucrainei, amintind aici cazurile Cuciurgan, Nişaliu, Palanca, Carabiber, Basarabeasca, Vulcăneşti, Giurgiuleşti (vezi aici detalii vizavi de acest subiect). „Vrem să ne exprimăm speranţa că autorităţile în exerciţiu din Republica Moldova, în dialogul pe care îl au cu Kievul, vor admite, întâi de toate, o transparenţă maximă, astfel încât opinia publică din ţară să fie la curent, chiar în detaliu, cu cele discutate. Pentru că este vorba de interesul nostru naţional şi de lucruri principiale care derivă din Constituţie, din Legea Supremă. Pe de altă parte, ne exprimăm speranţa că, în cadrul acestui dialog, problemele existente în continuare pe agenda bilaterală vor fi rezolvate şi nu se vor oferi soluţii care să genereze, la rândul lor, alte probleme. Spun asta pentru că, din câte cunoaştem, există un anumit potenţial exploziv, o anumită stare de nemulţumire. Acestea trebuie aplanate prin identificarea, de comun acord, a unor soluţii reciproc acceptabile, bazate pe respectul reciproc dintre state. Un dialog care să nu se încheie cu învingători şi învinşi”, a declarat Vlad Cubreacov.</p>
<p style="text-align:justify;">El a mai precizat că Tratatul de frontieră în sine nu poate avea un caracter secret şi, cu atât mai mult, părţile adiţionale la acest document nu pot fi supuse secretizării, aşa cum spune şi Legea cu privire la secretul de stat. „Frontiera de stat trebuie să fie cunoscută de fiecare cetăţean, tocmai pentru a fi respectată”, a menţionat vicepreşedintele PPCD.</p>
<p style="text-align:justify;">Referitor la subiectul privind demarcarea frontierei moldo-ucrainene, Cubreacov a accentual că acest lucru nu înseamnă, sub nici un formă, modificarea acesteia în interiorul unei sau altei părţi. „Demarcarea frontierei înseamnă trasarea ei la faţa locului şi atunci se folosesc hărţi care sunt convenite de experţi, la care s-a lucrat ani de zile şi care au la bază ceea ce spun şi declaraţiile de independenţă ale celor două state din 1991: vechile hărţi topografice şi de altă natură din perioada sovietică, care indicau limita administrativă între cele două foste republici sovietice. Trebuie să remarcăm că Protocolul adiţional la Tratatul de frontieră al Republicii Moldova cu Ucraina nu prevede modificarea vreunui punct al frontierei noastre comune, nu prevede transmiterea de teritorii şi nu prevede cedarea de teritorii. Din momentul în care se deschide o nouă chestiune, neprevăzută de Acordul de frontieră dintre cele două state, avem un alt obiect de discuţie şi aici negocierile sunt potrivite. Aşa cum am arătat, se aduce o gravă atingere intereselor naţionale ale Republicii Moldova. Şi aici o bună doză de principialitate şi patriotism este obligatorie”, a concluzionat vicepreşedintele creştin-democrat Vlad Cubreacov.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A face cârdăşie pe seama teritoriului naţional este o crimă împotriva poporului</strong></p>
<p style="text-align:justify;">La rândul său, istoricul Mihai Adauge, unul dintre fondatorii Comitetului cetăţenesc Palanca, a ţinut să precizeze că teritoriul naţional al Republici Moldova nu poate, conform normelor stabilite de Legea Supremă, să facă obiectul unor tranzacţii între state sau autorităţi. „Vedem că al treilea regim consecutiv abordează astfel de probleme. Aş vrea să remarc că, din ceea ce a fost publicat în presă şi din acţiunile şi declaraţiile oficiale ale reprezentanţilor Guvernului, se observă o grabă nejustificată în soluţionarea acestei probleme”, a spus Adauge, menţionând că există câteva neadevăruri la acest subiect, „puse în capul mesei” de către reprezentanţii Guvernului de la Chişinău. Unul dintre aceste neadevăruri este, potrivit lui Mihai Adauge, cel conform căruia Republica Moldova a rămas restanţieră la îndeplinirea Acordului semnat în 1999 şi ratificat în 2001. „Or, este un mare neadevăr. Acordul privind frontierele, aşa cum a fost el contestat de noi şi care a provocat proteste de stradă, a fost îndeplinit în proporţie de sută la sută de către Republica Moldova. Nu poate fi invocată vreo restanţă a Republicii Moldova în acest caz”, a menţionat Adauge.</p>
<p style="text-align:justify;">Cel de-al doilea fals la care recurg autorităţile este că Ucraina i-ar fi cedat Republicii Moldova 430 de metri la Dunăre, pentru a putea extinde terminalul Giurgiuleşti şi că am fi „obligaţi să ne facem datoria şi să oferim în schimb o bucată din teritoriul naţional”. „Este iarăşi un mare neadevăr pentru că Giurgiuleştiul a fost obiectul mai multor dispute: în 2001, atunci când protestam în faţa Parlamentului, fracţiunea parlamentară a PPCD a atacat la Curtea Constituţională acest acord, unde au fost anexate toate hărţile şi materialele de arhivă de care dispuneam şi care pot fi şi astăzi consultate la Arhiva Naţională, unde se vede foarte clar că, la Giurgiuleşti, Republica Moldova a avut cu mult mai mult teritoriu. Chiar şi după cunoscutul decret din 4 noiembrie 1940, când Stalin a tras hotarul cu un creion foarte lat, încât a cuprins câţiva kilometri, Republica Moldova avea la Giurgiuleşti 1,8 kilometri”, a precizat istoricul.</p>
<p style="text-align:justify;">Totodată, Mihai Adauge a calificat drept şocante declaraţiile reprezentanţilor Ministerului moldovean de Externe, potrivit cărora trebuie să cedăm acest teritoriu, iar în schimb Ucraina ne va ajuta să soluţionăm conflictul transnistrean. „Este o abordare absolut incorectă, neprofesionistă, şi foarte gravă sub aspect penal, pentru că teritoriul naţional nu poate fi obiect de cârdăşie – noi îţi dăm un raion, iar tu ne ajuţi să intrăm în Uniunea Europeană, de exemplu”, a spus Adauge.</p>
<p style="text-align:justify;">El a mai amintit că, în anul 2001, la iniţiativa Partidului Popular Creştin Democrat, a fost constituit Comitetul cetăţenesc Palanca care a pichetat Parlamentul mai mult de o lună, până la 21 iulie, când a fost ratificat Tratatul. „Cunoaştem starea de spirit din teritoriu: lumea a fost şi este nemulţumită de felul cum a fost gestionată această problemă foarte importantă pentru Republica Moldova. Noi (PPCD – n.n.) susţinem pe toate căile relaţiile bune cu Ucraina. Vrem ca aceste relaţii să fie cele mai bune, dar nu vrem ca ele să fie făcute din contul patrimoniului naţional al Republicii Moldova. A face cârdăşie pe seama teritoriului naţional este o crimă împotriva poporului. În comparaţie cu Acordul de frontieră, semnat în 1999 şi ratificat în 2001 ceea ce intenţionează autorităţile să facă acum este cu mult mai grav sub aspectul încălcării legislaţiei, pentru că acordul din 1999 prevedea transmiterea unui obiect până la urmă, este vorba de o autostradă care rămânea pe teritoriul naţional al Republicii Moldova dar în jurisdicţia Ucrainei. Acum însă se transmite teritoriul cu tot ce cuprinde: subsolul şi spaţiul aerian. După ce va fi realizată această intenţie, Republica Moldova va avea două exclave, vom avea două teritorii dincolo de frontiera de stat a Republicii Moldova. Va fi o situaţie deosebită şi, până în prezent, nimeni nu are nicio soluţie cum vor fi gestionate aceste teritorii”, a concluzionat Mihai Adauge.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Valeriu Berilă, preşedintele raionului Ştefan Vodă: Nu cedăm nicio palmă de pământ</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Directorul Institutului pentru Dezvoltare Regională şi Administrativă Durabilă (IDRAD), juristul Ghenadie Vaculovschi, a menţionat că Guvernul ar trebui să discute chestiunea, în primul rând, cu populaţia. „Bineînţeles că această problemă nu poate fi soluţionată astfel încât să fie prejudiciate relaţiile noastre cu Kievul. Totodată, nu putem să negociem interesele şi drepturile Republicii Moldova în chestiunea respectivă. Guvernarea trebuie să discute, în primul rând cu populaţia această problemă. Doar implicând întreaga populaţie a Republicii Moldova în aceste discuţii, soluţia acestei probleme va fi una corectă, transparentă şi democratică”, a declarat directorul IDRAD.</p>
<p style="text-align:justify;">Preşedintele raionului Ştefan Vodă, şeful filialei teritoriale a PPCD, Valeriu Berilă, prezent la conferinţă, a dat asigurări că nu va ceda „nicio o palmă de pământ” şi şi-a exprimat încrederea că premierul Filat va fi capabil să găsească o soluţie în favoarea locuitorilor din Palanca.</p>
<p style="text-align:justify;">„Problema a început de la Lucinschi, Sturza, Braghiş. Ex-premierul Vasile Tarlev şi ex-preşedintele Vladimir Voronin au pus-o în practică. Cu ce s-a ales locuitorii satului Palanca? Numai cu incomodităţi şi probleme, cum ar fi, de exemplu, oameni arestaţi că au traversat drumul spre propriile terenuri. Ceea ce ne doare foarte mult este problema localnicilor care trăiesc acolo. Există şi probleme de ordin economic pentru că chiar la traseu şi în apropierea lui activează două pieţe de produse agricole activitatea cărora este grav afectată de această problemă. Îmi pun mari speranţe şi încredere în corectitudinea domnului prim-ministru Filat. Dumnealui cunoaşte situaţia de acolo pentru că a avut recent o vizită în raionul Ştefan Vodă, în cadrul căreia am discutat şi această problemă. Înainte de a veni premierul la noi, am fost vizitaţi de reprezentanţi ai Ministerului de Externe şi experţi care cunosc această situaţie şi cărora le-am împărtăşit poziţia mea, ca preşedinte de raion şi a doamnei primar al satului Palanca, Larisa Voloh. Sper ca problema să fie rezolvată fără să fie afectat interesul locutorilor din Palanca. Nu cedăm nicio palmă de teren şi trebuie să recuperăm teritoriile care sunt în discuţie, inclusiv insula Nişaliu care, de asemenea, se află în Ştefan Vodă”, a spus Valeriu Berilă.</p>
<p style="text-align:justify;">Amintim că recent, premierul Vladimir Filat şi preşedintele interimar Mihai Ghimpu au confirmat că examinează posibilitatea de a transmite pentru totdeauna în posesia Ucrainei teritoriul pe care se află segmentul de drum în apropierea satului moldovenesc Palanca.</p>
<p style="text-align:justify;">Segmentul de autostradă Odesa-Reni, cu o lungime de 7,77 km, în regiunea localităţii Palanca din Republica Moldova a fost transmis în exploatare şi sub jurisdicţie Ucrainei, cu titlu de obiectiv economic pe teritoriul Republicii Moldova, conform Protocolului adiţional la Acordul de frontieră dintre Ucraina şi Moldova, semnat la 18 august 1999. Ucraina însă insistă asupra transmiterii inclusiv şi a teritoriului de sub această autostradă, a subsolului şi a spaţiului aerian, în pofida faptului că în Acord se stipulează clar că „segmentul transmis este proprietate a Ucrainei pe teritoriul Republicii Moldova”. Fragmentul de drum este parte a unei autostrăzi cu o lungime de 310 km, care leagă partea de Sud-Vest a regiunii Odesa cu restul Ucrainei.</p>
<p style="text-align:justify;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gazprom si Naftogaz au ajuns la un compromis]]></title>
<link>http://bataiosu.wordpress.com/2009/11/25/gazprom-si-naftogaz-au-ajuns-la-un-compromis/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 18:03:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>bătăiosu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Gazprom a incheiat miercuri un acord cu societatea ucraineana Naftogaz prin care Kievul va cumpara i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Gazprom a incheiat miercuri un acord cu societatea ucraineana Naftogaz prin care Kievul va cumpara i]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TRATATUL de frontieră cu Ucraina şi Protocolul său adiţional]]></title>
<link>http://cubreacov.wordpress.com/2009/11/25/tratatul-de-frontiera-cu-ucraina-si-protocolul-sau-aditional/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 11:17:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vlad Cubreacov</dc:creator>
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<description><![CDATA[TRATAT între Republica Moldova şi Ucraina cu privire la frontiera de stat Republica  Moldova  şi  Uc]]></description>
<content:encoded><![CDATA[TRATAT între Republica Moldova şi Ucraina cu privire la frontiera de stat Republica  Moldova  şi  Uc]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VIDEO: Filmarea arestarii lui JOSEPH MOSHE (microbiolog Mossad), cel ce avertiza ca in Ucraina s-a produs un vaccin anti-AH1N1 ce va declansa o boala cumplita ]]></title>
<link>http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/24/video-filmarea-arestarii-lui-joseph-moshe-microbiolog-mossad-cel-ce-avertiza-ca-in-ucraina-s-a-produs-un-vaccin-anti-ah1n1-ce-va-declansa-o-boala-cumplita/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:34:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>saccsiv</dc:creator>
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<description><![CDATA[   Iata un mic rezumat al stirii de mai sus:    Una dintre cele mai interesante intamplari a avut lo]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3OYVws9uJbk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/3OYVws9uJbk&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></strong></p>
<p>   Iata un mic rezumat al stirii de mai sus:</p>
<p>   Una dintre cele mai interesante intamplari a avut loc recent in Los Angeles, in august 2009, cu Joseph Moshe.</p>
<p>   Joi, 13 august 2009, el a fost inconjurat de o echipa SWAT, dupa ce a declarat la o emisiune radio a Dr. True Ottis spunand ca este un microbiolog ce detine dovezi conform carora vaccinul impotriva H1N1 produs in laboratoarele sucursalei ucrainiene a firmei Baxter reprezinta de fapt o arma biologica.  El a afirmat ca vaccinul contine un aditiv destinat sa slabeasca sistemul imunitar, provocand astfel imbolnavirea si decesele in masa.</p>
<p>   La putin timp, Moshe a fost invinuit ca a amenintat cu un atac cu bomba asupra Casei Albe iar FBI-ul a fost trimis sa il aresteze. Cand a observat oameni suspecti in fata casei sale, Moshe si-a impachetat lucrurile si a plecat inspre ambasada Israelului (Moshe are dubla cetatenie, americano-israeliana).</p>
<p>   O echipa SWAT bine inarmata a inconjurat masina sa (un Volkswagen Beetle rosu). Deoarece Moshe a refuzat sa iasa din masina, au fost folosite substante chimice si gaze lacrimogene. De asemenea, s-a folosit o arma pe baza de microunde special construita pentru a distruge sistemul electronic al masinii precum si toate formele de comunicatii pe care cercetatorul le avea asupra lui, pentru ca acesta sa nu poata suna presa sau alte surse care l-ar fi putut ajuta. In cele din urma, fortele de ordine au folosit un robot ce a spart geamul masinii si Moshe a putut fi scos din masina si arestat.</p>
<p>   Dupa arestarea sa, Moshe a fost deportat in Israel si de atunci nu s-a mai auzit nimic despre el.</p>
<p>   In finalul stirii prezentatorul afirma ca:  “Se inatampla ceva ciudat aici.“ “Autoritatile nu sunt satisfacute cu mutatia si recombinarea virusului, care devine mai mult sau mai putin letal. Ei  doresc sa declare Legea Martiala, caci acest lucru doreste si Guvernul.“</p>
<p>   Ce s-a intamplat sau pare ca s-a intamplat in Ucraina intre timp, cititi va rog la:</p>
<p><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/06/legea-martiala-in-ucraina/"><span style="color:#ff0000;"><strong>LEGEA MARTIALA in Ucraina?</strong></span></a></p>
<p><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/16/noutati-si-analize-in-legatura-cu-super-gripa-din-ucraina/"><span style="color:#ff0000;"><strong>Noutati si analize in legatura cu SUPER GRIPA din UCRAINA</strong></span></a></p>
<p><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/20/video-gripa-din-ucraina-%e2%80%93-ciuma-sau-plan/"><span style="color:#ff0000;"><strong>VIDEO: Gripa din Ucraina – ciuma sau plan?</strong></span></a></p>
<p><strong>   </strong>Un lucru e clar: <strong>nimic nu e clar</strong>. Cineva se joaca si se joaca urat. Nu cred in coincidente. Mai intai vine acest personaj enigmatic si avertizeaza, apoi apare isteria in Ucraina. Dar este acest personaj real? Sau este doar un rol? Se pune in scena o piesa macabra? Daca da, cu ce scop?</p>
<p>   Cititi va rog si:</p>
<p><strong><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/08/e-bine-de-stiut-in-2005-centers-for-disease-control-and-prevention-a-recreat-virusul-gripei-spaniole-detalii-interesante-despre-acest-centru/"><span style="color:#ff0000;">E BINE DE STIUT: In 2005 Centers for Disease Control and Prevention a recreat VIRUSUL GRIPEI SPANIOLE. Detalii interesante despre acest centru</span></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/17/video-si-transcriptul-in-1994-a-plouat-cu-gelatina-peste-un-orasel-iar-locuitorii-s-au-imbolnavit-grav-a-fost-un-experiment/"><span style="color:#ff0000;">VIDEO (si transcriptul): In 1994 a plouat cu gelatina peste un orasel, iar locuitorii s-au imbolnavit grav. A FOST UN EXPERIMENT?</span></a></strong></p>
<p><strong><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/09/24/%e2%80%a2experimente-medicale-macabre-pe-copii-femei-minoritati-si-detinuti-1845-2007/"><span style="color:#ff0000;">Experimente medicale macabre pe copii, femei, minoritati si detinuti (1845-2007) – TRADUCERE IN ROMANA</span></a></strong></p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Filat dă Palanca Ucrainei]]></title>
<link>http://sergiupraporscic.wordpress.com/2009/11/24/filat-da-palanca-ucrainei/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 18:27:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>sergiupraporscic</dc:creator>
<guid>http://sergiupraporscic.wordpress.com/2009/11/24/filat-da-palanca-ucrainei/</guid>
<description><![CDATA[„Şi ucrainenii pot să spună acum că au făcut o cedare atunci când ne-au oferit cei 430 de metri ieşi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://www.flux.md/sys/upload/filat%20(zece).JPG"><img class="alignleft" title="Vladimir Filat" src="http://www.flux.md/sys/upload/filat%20(zece).JPG" alt="" width="135" height="166" /></a>„Şi ucrainenii pot să spună acum că au făcut o cedare atunci când ne-au oferit cei 430 de metri ieşire la Dunăre. Ucraina şi-a respectat angajamentele, dar Republica Moldova – încă nu.”<br />
</strong></p>
<p><strong>„Într-adevăr prin unele acţiuni ale noastre poate am cedat. Dar trebuie să avem în vedere că suntem un stat suveran şi independent care îşi asumă angajamentele.”<br />
</strong></p>
<p><strong>„Republica Moldova are un acord cu Ucraina, prin care ţara vecină ne-a oferit 430 de metri din teritoriul său pentru ca prin portul de la Giurgiuleşti să avem ieşire la Dunăre, iar ţara noastră, încă, nu şi-a îndeplinit angajamentul asumat în 1999 privind porţiunea de 7 km de drum de lângă Palanca.”<br />
</strong></p>
<p><strong>“Nu trebuie să ne gândim foarte mult. Noi avem gânditori în ţara asta suficienţi. Noi trebuie să implementăm acele angajamente pe care le-am asumat. Există un acord interstatal care prevede exact cum trebuie să procedăm. Or noi spuneam că suntem parteneri credibili, ţara care îşi asumă angajamente şi le respectă&#8221;.<br />
</strong></p>
<p><strong>„După ce va fi demarcată frontiera moldo-ucraineană, vom putea controla şi frontiera cu regiunea transnistreană.” </strong></p>
<p><strong><em>Premierul Vladimir Filat, conferinţa de presă privind totalurile întâlnirii cu premierul ucrainean Iulia Timoşenko, 23 noiembrie 2009</em></strong><em><!--more--></em>Cu doar câteva zile în urmă am trecut în revistă puctele vulnerabile în dialogul cu Ucraina determinate de cedările teritoriale produse în 7 locuri ale frontierei cu vecinul din răsărit (Cuciurgan, insula Nişaliu, Palanca, Carabiber, Basarabeasca, Vulcăneşti, Gurgiuleşti) şi posibila cedare în al optulea punct, în nordul ţării, acolo unde Centrala hidroelectrică de la Novodnestrovsk ocupă 17 hectare din teritoriul nostru naţional. Spuneam atunci că abia după revenirea premierului moldovean de la reuniunea CSI de la Ialta, pe care acesta a şi prezidat-o, vom putea afla în ce măsură actuala guvernare este capabilă să aplaneze orice divergenţe, acţionând în interes naţional, şi să evite noi cedări teritoriale.</p>
<p>La 23 noiembrie premierul Filat a ţinut o conferinţă de presă la care a anunţat în numele său şi al întregului Cabinet că acceptă presiunile Kievului şi că Republica Moldova îşi va onora pretinse “angajamente” faţă de Ucraina, „angajamente” derivând, chipurile, din Tratatul de frontieră cu Ucraina semnat în 1999 şi ratificat în 2001.</p>
<p>Fără a se gândi mult, Vladimir Filat a adus la cunoştinţă publică intenţia guvernului condus de el de a-i ceda definitiv Ucrainei atât cele 18 hectare de teren, cât şi traseul automobilistic de 7,77 km din raza comunei Palanca, raionul Ştefan Vodă.  Oficialul moldovean a susţinut, iarăşi fără a se gândi mult, că portul Giurgiuleşti ar fi fost construit pe teritoriu ucrainean. Această ultimă afirmaţie s-ar putea explica fie printr-o crasă ignoranţă în materie, printr-o necunoaştere a lucrurilor cum au stat şi stau ele în realitate, fie printr-o sfidare a principiulor constituţionale şi a interesului naţional.</p>
<p>Am arătat în articolul nostru „Răni în trupul Republicii Moldova” de săptămâna trecută (Flux, 20 noiembrie 2009) faptul că Tratatul de frontieră cu Ucraina contravine Constituţiei Republicii Moldova, principiilor privind integritatea şi caracterul inalienabil al teritoriului naţional, iar Curtea Constituţională, sesizată fiind de deputaţii PPCD Iurie Roşca şi Ştefan Secăreanu, s-a spălat pe mâini, declinându-şi, absolut neîntemeiat, sub pretexte formale şi ridicole, responsabilitatea verificării gradului de compatibilitate a Tratatului cu prevederile Legii supreme a Republicii Moldova. Amintim în context că nici un tratat nu poate fi încheiat în numele statului dacă acesta contravine Constituţiei. Iar dacă un asemenea tratat este încheiat abuziv, acesta este neavenit şi lovit de nulitate.</p>
<p>Subiecţii învestiţi prin lege cu dreptul de a sesiza Curtea Constituţională sunt Preşedintele republicii, Guvernul, deputaţii în Parlament şi fracţiunile parlamentare şi Adunarea populară de la Comrat. Ne-am fi aşteptat ca premierul Filat, în loc să se declare gata să predea Ucrainei cele 18 hectare de pământ de la Palanca, cele 17 hectare de pământ de la Novodnestrovsk, să fi anunţat că Guvernul condus de el va sesiza Curtea Constituţională pentru verificarea constituţionalităţii Tratatului de frontieră cu Ucraina negociat şi semnat de regimul Lucinschi (1999) şi ratificat de regimul Voronin (2001). Din pacate, nu a fost să fie. Guvernul Filat nu doreşte să sesizeze Curtea Constituţională şi consideră că acţiunile antipatriotice („Într-adevăr (..) POATE am cedat”!) ale regimurilor Lucinschi şi Voronin ar fi conforme cu Legea Supremă a ţării. Asfel, actualul Cabinet pune un Tratat nedrept semnat cu vecinul din răsărit mai presus de Constituţie şi de interesul naţional.</p>
<p>Părerea noastră este că Ministerul Afacerilor Externe şi al Integrării Europene, ca depozitar al Tratatului de frontieră cu Ucraina, are obligaţia să prezente public hărţile anexă la Tratat, arătând atât frontiera din momentul proclamării independenţei de stat, cât şi noile linii prin care frontiera a fost modificată arbitrat în 7 puncte strategice.</p>
<p>Totodată, ministerul condus de domnul Iurie Leancă şi Guvernul Filat în anasmblul său au obligaţia să-i prezinte opiniei publice naţionale, în spiritul transparenţei, lista completă a oficialilor din regimurile Lucinschi şi Voronin (1999-2001) care au consimţit la cedarea teritoriului naţional inalienabil. Nutrim speranţa că harţile vor fi desecretizate, iar numele funcţionarilor care au consimţit la cedarea teritoriului naţional vor deveni cunoscute public. Într-un stat autentic democratic asemenea informaţii nu trebuie să facă obiectul secretului de stat şi nici tăinuite opiniei publice. Iar regimurile Lucinschi şi Voronin au tăinuit aceste informaţii nu doar de opinia publică largă, dar chiar şi de corpul legiuitor care a ratificat Tratatul. Este dificil să înţelegem de ce insistă Vladimir Filat să-şi asume erori şi fapte anticonstituţionale comise de regimurile anterioare, făcându-se astfel părtaş la o evidentă injustiţie şi la un act de trădare naţională.</p>
<p>Un aspect deloc neglijabil este cel al reacţiei populaţiei la aflarea veştii despre decizia guvernului Filat de a-i ceda Ucrainei părţi din pământul ţării. Să nu uităm că la Palanca şi în toată zona raionului Ştefan Vodă există un mare potenţial exploziv şi nu ar trebui să ne mire eventualele proteste energice împotriva Guvernului Filat, care se doreşte continuator al regimurilor Lucinschi şi Voronin în chestiunea teritoriilor pretinse de Ucraina. Cine seamănă vânt va culege furtună. Să nu uităm că apărarea integrităţii teritoriale a ţării este una dintre obligaţiunile cetăţeneşti şi nici un guvern nu le va putea sta oamenilor în cale atunci când aceştia se vor ridica în apărarea pământurilor noastre.</p>
<p>Premierul Filat se prevalează de un Protocol adiţional la Tratatul de frontieră cu Ucraina pentru a justifica intenţia guvernul său de a-i ceda Ucrainei definitiv autostrada de 7, 77 kilometri şi cele 18 hectare din teritoriul nostru naţional. Precizăm pentru toată lumea că Protocolul adiţional la Tratat, abuziv şi necosntituţional, nu prevede asemenea năzdrăvănii. Mintea oricărui cetăţean loial ţării şi bun patriot va refuza să înţeleagă de ce o silnicie anterioară, în loc să fie condamntată şi reparată, este invocată pentru a justifica o altă silnicie care se pune acum la cale împotriva Republicii Moldova.</p>
<p>Observatorilor nu le-a scăpat şi afirmaţia premierului Filat cum că „vom putea controla şi frontiera cu regiunea transnistreană” doar după ce vom „demarca frontiera moldo-ucraineană” prin cedări teritoriale la Palanca şi Novodnestrovsk. Această afirmaţie a premierului demonstrează că Ucraina revine în relaţiile cu Republica Moldova la politica promisiunilor şi şantajului, profitând de separatismul transnistrean alimentat de la Moscova. Vom reveni.</p>
<p>Vlad CUBREACOV, FLUX</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Crimeea: Sf Clement (24 noiembrie)]]></title>
<link>http://miriamturism.wordpress.com/2009/11/24/crimeea-sf-clement-24-noiembrie/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 12:41:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>miriamturism</dc:creator>
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<description><![CDATA[Crimeea – crestinism apostolic: Sf Clement, Papa al Romei, ucenicul Sf Ap Petru Ca sa facem pelerina]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Crimeea – crestinism apostolic: Sf Clement, Papa al Romei, ucenicul Sf Ap Petru Ca sa facem pelerina]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Viktor Iuşcenko promite să alunge flota rusă din Marea Neagră]]></title>
<link>http://bataiosu.wordpress.com/2009/11/24/viktor-iuscenko-promite-sa-alunge-flota-rusa-din-marea-neagra/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 09:57:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>bătăiosu</dc:creator>
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<description><![CDATA[Preşedintele ucrainean Viktor Iuşcenko a promis că va forţa scoaterea Flotei ruse de la Marea Neagră]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Preşedintele ucrainean Viktor Iuşcenko a promis că va forţa scoaterea Flotei ruse de la Marea Neagră]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Filat dă Palanca Ucrainei]]></title>
<link>http://cubreacov.wordpress.com/2009/11/23/filat-da-palanca-ucrainei/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 18:18:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vlad Cubreacov</dc:creator>
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<description><![CDATA[„Şi ucrainenii pot să spună acum că au făcut o cedare atunci când ne-au oferit cei 430 de metri ieşi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[„Şi ucrainenii pot să spună acum că au făcut o cedare atunci când ne-au oferit cei 430 de metri ieşi]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Influenza A, per l'Oms il virus è mutato, in Ucraina 374 morti in tre settimane]]></title>
<link>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/11/23/influenza-a-per-loms-il-virus-e-mutato-in-ucraina-374-morti-in-tre-settimane/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 16:45:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirabilissimo100</dc:creator>
<guid>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/11/23/influenza-a-per-loms-il-virus-e-mutato-in-ucraina-374-morti-in-tre-settimane/</guid>
<description><![CDATA[Influenza A, per l&#8217;Oms il virus è mutato, in Ucraina 374 morti in tre settimane Walter Pasini:]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
<h3>Influenza A, per l&#8217;Oms il virus è mutato, in Ucraina 374 morti in tre settimane</h3>
<h4>Walter Pasini: &#8220;Occorrono verifiche&#8221;. Intanto in Galles la mutazione resiste agli antivirali.</h4>
<p><!-- AUTORE --></p>
<div>
<div>La notizia che tutti temevano è arrivata. E a darla è l&#8217;Oms, l&#8217;organizzazione mondiale della sanità: il virus dell&#8217;influenza A è mutato.</div>
</div>
<div>La notizia arriva dalla Norvegia, dove l&#8217;Istituto di salute pubblica del paese ha informato la comunità scientifica internazionale, venerdì sera, di aver identificato una mutazione del virus H1N1 associata a una forma più grave di patologia, che attacca più profondamente il sistema respiratorio. </div>
<div>Il virus è stato isolato in tre pazienti, due dei quali sono i primi casi letali dell&#8217;influenza A in Norvegia; mentre il terzo è al momento in condizioni critiche.</div>
<div>La mutazione non è comunque stata registrata in altri casi. Motivo per cui i ricercatori credono che la mutazione sia avvenuta all&#8217;interno dell&#8217;organismo dei soggetti.</p>
<h4>La mutazione resta sensibile agli antivirali</h4>
<p>L&#8217;Organizzazione mondiale della sanità ha precisato che il virus con la mutazione osservata in Norvegia resta sensibile agli antivirali, l’Oseltamivir e lo Zanamivir, e che gli “studi mostrano che i vaccini pandemici attualmente disponibili conferiscono protezione”.<br />
In una nota l&#8217;Oms precisa inoltre che gli scienziati norvegesi hanno analizzato campioni provenenti da altri 70 pazienti senza trovare segni della mutazione, e spiega: “Questo suggerisce che la mutazione non è diffusa nel Paese”.</p>
<h4>Altri casi di mutazione anche in Cina, Giappone…</h4>
<p>L’Oms tranquillizza, chiarendo che non ci sono attualmente prove che suggeriscono che queste mutazioni stanno conducendo ad un insolito aumento del numero di infezioni H1N1 o ad un più alto numero di casi letali o severi. E precisa che casi di mutazione sono state osservate anche in Brasile, Cina, Giappone, Messico, Ucraina e negli Usa.</p>
<h4>Il direttore del Global Health dell’Oms: “La mutazione era scontata”</h4>
<p>Ma insomma, cosa sta succedendo? Prima ci dicono che la mutazione del vaccino è quanto di peggio si possa immaginare, perché potrebbe sviluppare resistenze al vaccino. Poi l’allarme dalla Norvegia. E subito dopo l’invito alla calma, e si scopre che, in realtà, la mutazione è già avvenuta in altri Paesi.<br />
Ci aiuta a fare un po’ di chiarezza Walter Pasini, direttore del Centro di Global Health dell’Oms, che raggiunto al telefono rassicura, senza però nascondere il problema: “La mutazione del virus non deve allarmare di per sé, ce lo aspettavamo. I virus mutano, anche quelli stagionali. Ora bisogna vedere se è mutato in modo più aggressivo oppure no”.</p>
<h4>Ora bisogna vedere com&#8217;è cambiato il virus</h4>
<p>Per aiutarci a capire Pasini fa un paragone con i virus stagionali: “Anche loro mutano, quasi sempre. Normalmente i vaccini si producono a febbraio, e poi si somministrano a settembre. In questo arco di tempo il virus non è raro che muti. Ed è per questo che in alcuni casi i vaccini – anche quelli stagionali – possono non funzionare”.<br />
Il problema con l’H1N1 – continua Pasini – è che si tratta di un virus pandemico, quindi con grande facilità di diffusione. Se mutasse in modo aggressivo, la situazione sarebbe più preoccupante.</p>
<h4>Bisogna aspettare gli accertamenti</h4>
<p>Cosa aspettarsi? “Finora non è stato così, la mutazione del virus, al momento, non sembra aggressiva. Agli antivirali non si è sviluppata resistenza. Ma per dare informazioni precise servono ulteriori accertamenti”. La resistenza al vaccino, invece? “Bisogna capire bene di che tipo di mutazione si tratta. Nel peggiore dei casi le resistenze non sono da escludere. Ma dobbiamo verificare”.</p></div>
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<div id="aggiornamento">Ultimo aggiornamento: 23/11/09</div>
<p><a href="http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Influenza%20A,%20per%20l'Oms%20il%20virus%20è%20mutato,%20in%20Ucraina%20374%20morti%20in%20tre%20settimane&#38;idSezione=4885">http://www.ilsalvagente.it/Sezione.jsp?titolo=Influenza%20A,%20per%20l&#8217;Oms%20il%20virus%20è%20mutato,%20in%20Ucraina%20374%20morti%20in%20tre%20settimane&#38;idSezione=4885</a></div>
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<title><![CDATA[Ucraina, Yushchenko chiede a Russia di rivedere accordo su gas]]></title>
<link>http://downloggio.wordpress.com/2009/11/22/ucraina-yushchenko-chiede-a-russia-di-rivedere-accordo-su-gas/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 16:11:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>downloggio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Con una mossa che sembra predisposta per mettere in difficoltà il suo avversario politico, il primo ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Con una mossa che sembra predisposta per mettere in difficoltà il suo avversario politico, il primo ministro Yulia Tymoshenko, proprio nel momento in cui si accinge a discutere dei rifornimenti di gas con Mosca, Yushchenko ha dichiarato che l&#8217;accordo attuale necessita &#8220;un&#8217;urgente revisione&#8221;.</p>
<p>In una lettera al leader del Cremlino, pubblicata sul suo sito personale, Yushchenko ha detto: &#8220;Mantenere inalterato l&#8217;accordo attuale sarebbe una minaccia in particolare per l&#8217;affidabilità dei rifornimenti per l&#8217;Ucraina e per il transito di tali rifornimenti verso i paesi dell&#8217;Unione Europea&#8221;.</p>
<p>Il gas russo, infatti, viene inviato all&#8217;Europa tramite l&#8217;Ucraina &#8212; una rotta sulla quale passa un quinto del gas europeo &#8212; e all&#8217;inizio dello scorso anno i rifornimenti furono sospesi per più di due settimane per via di una disputa relativa a termini e prezzi.</p>
<p>Tymoshenko, che concorrerà proprio contro Yushchenko alle elezioni presidenziali del prossimo 17 gennaio, ha fatto sapere che l&#8217;accordo che è stato raggiunto con Putin è un buon accordo e non necessita di alcuna revisione.</p>
<p> Fonte:<br />
 http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE5AI07J20091119</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Dacă iese Geoană preşedinte, va fi revoluţie?]]></title>
<link>http://danl33.wordpress.com/2009/11/22/daca-iese-geoana-presedinte-va-fi-revolutie/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 14:36:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>dantanasescu</dc:creator>
<guid>http://danl33.wordpress.com/2009/11/22/daca-iese-geoana-presedinte-va-fi-revolutie/</guid>
<description><![CDATA[Vă mai amintiţi ce s-a întâmplat în luna aprilie la Chişinau, după alegerile legislative din Republi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Vă mai amintiţi <a title="revolutia din Moldova" href="http://www.evz.ro/articole/detalii-articol/846452/REVOLUTIE-LA-CHISINAUVIDEO--FOTO/" target="_blank"><strong>ce s-a întâmplat în luna aprilie la Chişinau</strong></a>, după alegerile legislative din Republica Moldova? Sau <a title="Revolitia portocalie" href="http://ro.wikipedia.org/wiki/Revolu%C5%A3ia_Portocalie" target="_blank"><strong>ce iureş ai ieşit în Ucraina </strong></a>după alegerile prezidenţiale din 2004? Sau <a title="Revolutia din Georgia" href="http://www.curierulnational.ro/Specializat/2003-11-29/%E2%80%9CRevolutia+trandafirilor%E2%80%9D+de+la+Tbilisi+-+realizata+dupa+modelul+inlaturarii+lui+Milosevici" target="_blank"><strong>Revoluţia trandafirilor </strong></a>din Georgia?</p>
<p>Mă gândeam că, dacă iese cumva Mircea Geoană preşedinte, s-ar putea să mai bage nenea <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/George_Soros" target="_blank"><strong>George Soros</strong></a> nişte bani şi în România, aşa de-o revoluţie, că tot se fac 20 de ani de la lovitura de stat din 22 decembrie 1989!</p>
<div id="attachment_2774" class="wp-caption alignnone" style="width: 310px"><a href="http://danl33.wordpress.com/files/2009/11/soros.jpg"><img class="size-medium wp-image-2774" title="soros" src="http://danl33.wordpress.com/files/2009/11/soros.jpg?w=300" alt="George Soros" width="300" height="189" /></a><p class="wp-caption-text">Marele artizan al ingineriilor sociale în Balcani</p></div>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Le rivoluzioni colorate e le origini della Terza Guerra Mondiale (2 di 3)]]></title>
<link>http://marcomessina.wordpress.com/2009/11/22/le-rivoluzioni-colorate-e-le-origini-della-terza-guerra-mondiale-seconda-parte/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 13:19:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marco</dc:creator>
<guid>http://marcomessina.wordpress.com/2009/11/22/le-rivoluzioni-colorate-e-le-origini-della-terza-guerra-mondiale-seconda-parte/</guid>
<description><![CDATA[Quando si sente parlare di &#8216;poteri forti&#8217; molti non hanno un&#8217;idea chiara di cosa s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://marcomessina.wordpress.com/files/2009/11/lapresse55122462311171544_big.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2649" title="lapresse55122462311171544_big" src="http://marcomessina.wordpress.com/files/2009/11/lapresse55122462311171544_big.jpg?w=300" alt="" width="389" height="259" /></a></p>
<p>Quando si sente parlare di &#8216;poteri forti&#8217; molti non hanno un&#8217;idea chiara di cosa si tratti. Nonostante certe letture, anche io, annegato nel tram tram informativo dei giornali on-line e dei telegiornali delle notizie &#8216;pernacchie&#8217;, per usare una calzante definizione di Tiziano Terzani, perdo spesso il contatto con gli uomini che contano davvero, con i grandi manovratori che, mentre noi prendiamo il bus per andare al lavoro, ingannano la gente con solenni propagande e piegano il corso degli eventi in funzione dei loro interessi.</p>
<p>La seconda parte del resoconto storico di Andrew Gavin Marshall passa in rassegna i casi eclatanti di &#8216;rivoluzioni colorate&#8217;, termine con il quale si indicano rivolte popolari finanziate e sobillate da centri di potere che, ad un primo sguardo, non presentano alcun legame con i motivi alla base dei movimenti di piazza o con il paese nei quali questi hanno luogo. Ma è solo dopo una attenta analisi delle relazioni internazionali intessute dalle istituzioni del paese in rivolta è possibile interpretare gli eventi con la giusta chiave.</p>
<p>Ciò che segue offre una casistica importante di capovolgimenti al potere avvenuti nei primi anni 2000, che aiuta a capire come si cambia il corso della storia. Chi sono gli attori e qual&#8217;è il copione.</p>
<p>A chi ha seguito negli ultimi anni l&#8217;evolvere della cosiddetta &#8216;controinformazione&#8217; che, perlopiù in internet, ha ispirato un crescente senso di insofferenza verso le istituzioni, non sarà sfuggito il nome <strong>&#8216;Freedom House&#8217;</strong>, un istituto di ricerca americano che stila classifiche sulla libertà di stampa nei paesi del mondo. Il mediocre posizionamento del nostro paese in questa classifica è stato per lungo tempo, e lo è ancora, un forte argomento contro il potere mediatico di Berlusconi in Italia. Che quest&#8217;ultimo esista è fuori di dubbio, ma la credibilità che riveste questa associazione è quantomeno discutibile, dal momento che, come emerge dal saggio di Marshall che segue, essa rappresenta uno dei principali erogatori di finanziamenti delle rivoluzioni nei paesi centro-asiatici, nonché una delle innumerevoli facce del potere corporativo di Washington.</p>
<p>Questo è molto preoccupante, poichè rafforza il potere e lo status quo rendendo vani e inefficaci gli sforzi per contrastarlo.</p>
<p>Per approfondire la conoscenza di Freedom House, la Casa della Libertà, quella <em>vera</em>, come Beppe Grillo si è più volte affannato a specificare, segnalo un interessante articolo di Paolo Barnard a <a href="http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=107">questo</a> link.</p>
<p><strong><span style="font-size:small;">LE RIVOLUZIONI COLORATE E LE ORIGINI DELLA TERZA GUERRA MONDIALE  (Seconda Parte)</span></strong></p>
<p>di <em>Andrew Gavin  Marshall</em></p>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>A seguito della geo-strategia degli Stati Uniti nella zona che Brzezinski ha definito i “Balcani mondiali”, il governo americano ha lavorato a stretto contatto con le principali ONG per ‘promuovere la democrazia’e ‘la libertà’ nelle ex-repubbliche sovietiche, muovendosi dietro le quinte per fomentare le cosiddette ‘rivoluzioni colorate’, con l&#8217;unico intento di condurre al potere leader fantocci dall’aspetto amichevole, addestrati a favorire unicamente gli interessi dell’Occidente, sia da un punto di vista strategico che economico.</p>
<p>La seconda parte di questo saggio presenta le rivoluzioni colorate come una strategia chiave nell&#8217;imporre la guida statunitense nel Nuovo Ordine Mondiale. La rivoluzione ‘colorata’o ‘dolce’ è una pratica politica segreta della NATO e degli Stati Uniti finalizzata ad espandere la loro influenza fino ai confini della Russia e persino della Cina, seguendo uno degli obiettivi primari della politica estera americana del Nuovo Ordine Mondiale: contenere Cina e Russia e impedire il sorgere di potenze in grado di sfidare gli USA.</p>
<p>Le ‘rivoluzioni colorate’ sono dipinte dai media occidentali come democratiche insurrezioni popolari nelle quali la gente chiede di avere un peso maggiore all&#8217;interno di vecchi sistemi politici governati da leader dispotici.</p>
<p>Ma la realtà è ben lontana da ciò che questa utopica immagine suggerisce. Le ONG e i media occidentali sono soliti erogare cospicui finanziamenti e organizzare gruppi di opposizione e movimenti di protesta nel corso degli scrutinii elettorali, con lo scopo di creare la percezione che siano in corso dei brogli aizzando così le masse popolari contro le autorità perchè cedano il potere ai ‘loro’ candidati. Per questo motivo avviene spesso che il ‘loro’ candidato sia sempre il preferito dall’Occidente e dagli USA, e che la sua campagna elettorale sia sempre finanziata da Washington e le proposte politiche ed economiche sempre in linea con le dottrine neoliberali degli USA. Alla fine è il popolo a perdere, con le sue legittime speranze di cambiamento e democrazia rese vane dall’influenza che gli USA esercitano sui loro leader politici.</p>
<p>Le rivoluzioni dolci hanno anche l’effetto di instaurare protettorati americani lungo i confini di Cina e Russia, laddove risiedono molti degli ex paesi del Patto di Varsavia alla ricerca di strette collaborazioni politiche, economiche e militari. Questo aggrava quindi la tensione tra l&#8217;Occidente e l&#8217;asse Cina-Russia, il che, in ultima analisi, porta il mondo più vicino ad un potenziale conflitto tra i due blocchi.</p>
<p><strong>Serbia</strong><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>La Serbia conobbe la sua &#8216;rivoluzione colorata&#8217; nell&#8217;ottobre del 2000 quando ci fu il rovesciamento del leader serbo Slobodan Milosevic. Come riportato dal Washington Post nel dicembre del 2000, a partire dal 1999 gli Stati Uniti intrapresero un&#8217;importante &#8217;strategia elettorale&#8217; per cacciare Milosevic. &#8220;Consulenti pagati dagli Stati Uniti hanno svolto un ruolo importante dietro ogni attività anti-Milosevic, dal controllo dei sondaggi alla formazione di migliaia di attivisti dell&#8217;opposizione, fino all&#8217;organizzazione di un conteggio di voti parallelo che si rivelò cruciale. Gli studenti attivisti vuotarono 5000 barattoli di vernice spray sui muri delle città con graffiti contro Milosevic e attaccarono 2,5 milioni di adesivi con lo slogan <em>&#8216;Sei Finito&#8217;</em>, che poi divenne lo slogan della rivoluzione. E tutto a spese dei contribuenti americani&#8221;. Inoltre, secondo quanto scritto da Michael Dobbs sul Washington Post, alcuni tra i &#8220;20 leader dell&#8217;opposizione serba furono invitati nell&#8217;ottobre del 1999 ad un seminario tenutosi al Marriott Hotel a Budapest patrocinato dal National Democratic Institute (NDI) con sede a Washington&#8221;.</p>
<p>È interessante notare che &#8220;alcuni americani coinvolti nelle azioni anti-Milosevic rivelarono di essere a conoscenza del coinvolgimento della CIA nelle operazioni elettorali, ma non riuscivano a capire cosa volessero ottenere. Qualunque cosa fosse, comunque, conclusero che non avrebbero sortito alcun effetto. Il ruolo principale fu svolto dal Dipartimento di Stato americano e dalla Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (USAID), ovvero l&#8217;agenzia del governo per l&#8217;assistenza straniera, due istituzioni che canalizzarono i finanziamenti attraverso i fornitori commerciali e associazioni no-profit, come l&#8217;NDI (National Democratic Institute), che rappresenta il partito democratico americano, e l&#8217;IRI (International Republican Institute), la sua controparte repubblicana. La NDI &#8220;ha lavorato a stretto contatto con i partiti di opposizione serba, l&#8217;IRI ha concentrato invece la sua attenzione su Otpor, che fungeva da spina dorsale ideologica e organizzativa della rivoluzione. Nel mese di marzo l&#8217;IRI pagò due dozzine di capi di Otpor perchè partecipassero ad un seminario sulla resistenza non violenta presso l&#8217;Hotel Hilton a Budapest&#8221;. Nel corso del seminario, &#8220;gli studenti serbi hanno ricevuto istruzioni su come organizzare uno sciopero, comunicare con i simboli , superare la paura e minare l&#8217;autorità di un regime dittatoriale&#8221;. [1]</p>
<p>Stando a quanto riportato dal New York Times, Otpor, il principale gruppo di opposizione studentesca, ricevette un flusso costante di denaro proveniente dal National Endowment for Democracy (NED), un&#8217;organizzazione finanziata dal Congresso per la &#8216;promozione della democrazia&#8217;. L&#8217;Agenzia americana per lo Sviluppo Internazionale (USAID) offrì denaro a Otpor, così come fece l&#8217;International Republican Institute, un&#8217;altra organizzazione non governativa di Washington finanziata in parte dall&#8217;USAID&#8221;. [2]</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-size:small;">Georgia</span></strong><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>La Georgia conobbe la sua &#8216;Rivoluzione Rosa&#8217; nel 2003, con la caduta del presidente Eduard Shevardnadze e l&#8217;insediamento di Mikhail Saakashvili dopo le elezioni del 2004. In un articolo del novembre 2003 su The Globe and Mail, è stato segnalato che una fondazione con sede negli Stati Uniti &#8220;ha favorito la caduta di Shevardnadze&#8221; attingendo ai fondi della sua organizzazione no-profit con l&#8217;intente di &#8220;inviare un&#8217;attivista 31enne di Tbilisi di nome Giga Bokeria in Serbia e incontrare i membri del movimento studentesco Otpor (Resistenza) per apprendere come questi hanno provocato la caduta del dittatore Slobodan Milosevic servendosi di manifestazioni di piazza&#8221;. Nel corso dell&#8217;estate seguente, &#8220;la fondazione pagò il viaggio di ritorno agli attivisti di Otpor dopo che questi avevano tenuto corsi di tre giorni a più di 1.000 studenti in materia di simulazione di una rivoluzione pacifica&#8221;.</p>
<p>Questa fondazione con sede americana &#8220;ha anche finanziato una popolare stazione televisiva di opposizione che è stata fondamentale nel mobilitare le masse nella cosiddetta &#8216;rivoluzione di velluto&#8217;, e si riporta che ha offerto sostegno finanziario ad un gruppo di giovani che hanno trascinato la protesta in strada&#8221;. Il proprietario della fondazione &#8220;è in stretti rapporti di amicizia con l&#8217;avversario principale di Shevardnadze, Mikhail Saakashvili, un avvocato formatosi a New York che ci si aspetta vinca le elezioni presidenziali in programma per il prossimo 4 gennaio&#8221;.</p>
<p>Nel corso di una conferenza stampa, una settimana prima delle sue dimissioni, Shevardnadze affermò che la fondazione degli Stati Uniti &#8220;è schierata contro il Presidente della Georgia&#8221;. Inoltre, &#8220;Giga Bokeria, che tra le fila del Liberty Institute ricevette denaro sia dalla fondazione americana che dall&#8217;Istituto per l&#8217;Eurasia, sostiene che altre tre organizzazioni hanno svolto un ruolo chiave nella caduta di Shevardnadze: il Partito del Movimento Nazionale di Saakashvili, l&#8217;emittente televisiva Rustavi-2 e Kmara! (Basta! in georgiano), un gruppo di ragazzi che ha dichiarato guerra a Shevardnadze in aprile dando inizio ad una campagna denigratoria con manifesti e graffiti sui muri che denunciavano la corruzione nel governo&#8221;. [3]</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Il giorno successivo alla pubblicazione dell&#8217;articolo precedentemente citato, l&#8217;autore ha pubblicato un altro articolo su The Globe and Mail, spiegando che la &#8216;rivoluzione senza spargimento di sangue&#8217; in Georgia &#8220;odori maggiormente come un&#8217;altra vittoria degli Stati Uniti sulla Russia nella grande scenario internazionale del periodo post-Guerra Fredda&#8221;. L&#8217;autore, Mark MacKinnon, ha spiegato che dietro la caduta di Eduard Shevardnadze si trova &#8220;il petrolio sotto il Mar Caspio, una delle poche grandi risorse di petrolio al mondo relativamente ancora non sfruttate&#8221;, e quindi la &#8220;Georgia e la vicina Azerbaigian, che si affaccia sul Mar Caspio, presto cominceranno ad essere considerati non solo come paesi di recente indipendenza, ma come parte di un &#8216;corridoio energetico&#8217; &#8220;. Sono stati infatti già definiti dei piani che porteranno alla costruzione di un imponente &#8220;oleodotto che attraverserà la Georgia verso la Turchia e il Mediterraneo&#8221;.</p>
<p>A questo proposito, vale la pena citare ancora MacKinnon:</p>
<p>&#8220;Quando questi piani furono definiti, Shevardnadze era visto favorevolmente sia dagli investitori occidentali e che dal governo degli Stati Uniti. La sua reputazione di uomo che ha contribuito a porre fine alla Guerra Fredda diede agli investitori un senso di fiducia nel paese, e la sua intenzione dichiarata di spostare la Georgia fuori dall&#8217;orbita della Russia e verso le istituzioni occidentali come la NATO e la UE non fece altro che aumentare il suo credito presso il Dipartimento di Stato USA.</p>
<p>Gli Stati Uniti si mossero velocemente per offrire sostegno alla Georgia aprendo una base militare nel paese (2001) con lo scopo di formare le milizie georgiane &#8216;anti-terrorismo&#8217;. Questa base divenne il primo insediamento militare americano in una ex repubblica sovietica.</p>
<p>Ad un certo punto, però, Shevardnadze invertì la rotta e decise di abbracciare ancora una volta la Russia. Questa estate, infatti, la Georgia ha firmato un accordo segreto per una fornitura di gas per 25 anni con il colosso energetico russo Gazprom, che diventa così suo unico fornitore. Inoltre, ha di fatto venduto la rete elettrica del paese ad un&#8217;altra azienda russa tagliando fuori AES, una società che l&#8217;amministrazione USA aveva appoggiato per vincere l&#8217;appalto. Shevardnadze attaccò i manager di AES definendoli &#8216;bugiardi e imbroglioni&#8217;. Entrambe le trattative hanno dunque drammaticamente avuto l&#8217;effetto di incrementare l&#8217;influenza russa a Tbilisi&#8221;.</p>
<p>A seguito delle elezioni in Georgia, Mikhail Saakashvili, formatosi negli States e spalleggiato dal governo americano, salì alla presidenza e &#8220;vinse la giornata&#8221;. [4] Ci troviamo di fronte ad un altro esempio di come la geopolitica del petrolio e la politica estera degli Stati Uniti siano intimamente connesse. La tattica della &#8216;rivoluzione colorata&#8217; è di vitale importanza nell&#8217;ottica degli interessi USA-NATO nella regione: ottenere il controllo sulle riserve di gas dell&#8217;Asia centrale ed evitare che la Russia espanda la propria zona d&#8217;influenza. Tutto questo deriva direttamente dalla strategia imperiale messa in atto dall&#8217;asse USA-NATO per l&#8217;instaurazione del nuovo ordine mondiale a seguito del crollo dell&#8217;Unione Sovietica. (Questa strategia è stata descritta in dettaglio nella prima parte del presente saggio).</p>
<p><strong><span style="font-size:small;">Ucraina</span></strong></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>La sua &#8216;rivoluzione colorata&#8217; l&#8217;Ucraina la vide nel 2004 con la &#8216;Rivoluzione Arancione&#8217;, in cui il leader d&#8217;opposizione filo-occidentale Viktor Yushchenko divenne presidente sconfiggendo Viktor Yanukovych. Come il Guardian rivelò nel 2004, dopo le elezioni contestate (come accade in ogni &#8216;rivoluzione colorata&#8217;), &#8220;i guerrieri della democrazia del movimento giovanile &#8216;Ukrainian Pora&#8217; hanno già conquistato una importante vittoria &#8211; qualunque sia il risultato di questa pericolosa situazione a Kiev&#8221;, tuttavia, &#8220;tutto questo è opera degli Stati Uniti: un esercizio sofisticato e brillantemente ideato dai geni del marketing globale dell&#8217;Occidente, e che è stato utilizzato per nascondere elezioni truccate e rovesciare regimi non graditi in ben quattro paesi in quattro anni&#8221;.</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>L&#8217;autore, Ian Traynor, ha spiegato che, &#8220;la strategia adottata in Ucraina, finanziata e organizzata dal governo degli Stati Uniti mettendo a disposizione consulenti, sondaggisti, diplomatici, entrambi i grandi partiti americani e le ONG, era già stata utilizzata in Europa a Belgrado nel 2000 per far cadere il regime di Slobodan Milosevic&#8221;. Inoltre, &#8220;l&#8217;NDI del Partito Democratico, l&#8217;IRI del Partito Repubblicano, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e l&#8217;USAID sono le principali organizzazioni coinvolte in queste iniziative a favore dei cittadini, così come la ONG Freedom House, oltre agli stessi finanzieri miliardari già coinvolti nella &#8216;Rivoluzione Rosa&#8217; in Georgia. Nell&#8217;attuazione delle strategie di rovesciamento dei regimi, &#8220;le opposizioni spesso riottose devono compattarsi dietro un unico candidato, se si vuole avere possibilità di scalzare il regime. Quel leader viene scelto sulla base di criteri di opportunità e di obiettivo, anche se lui o lei è anti-americano&#8221;.<span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p>&#8220;Freedom House e l&#8217;NDI del Partito Democratico&#8221;, prosegue Traynor, &#8220;hanno finanziato e organizzato &#8216;la più grande operazione di monitoraggio elettorale&#8217; in Ucraina, coinvolgendo più di 1.000 osservatori appositamente istruiti. Essi hanno inoltre eseguito gli exit poll. Nel corso della serata di domenica, quei sondaggi davano Yushchenko in vantaggio di 11 punti prevendendo di fatto quello che sarebbe successo di lì a poco&#8221;.</p>
<p>Gli exit poll sono fondamentali dal momento che, comparendo inevitabilmente per primi e ricevendo ampia copertura mediatica, rivestono un ruolo importante nella lotta propagandistica contro il regime e costringono le autorità a dare subito delle spiegazioni.</p>
<p>La fase finale della strategia americana delle &#8216;rivoluzioni colorate&#8217; prende in considerazione le contromosse da usare quando il leader sconfitto non accetta l&#8217;esito delle elezioni  [...] A Belgrado, Tbilisi, e adesso Kiev, dove le autorità hanno inizialmente cercato di restare aggrappati al potere, il consiglio era di rimanere freddi ma determinati e di organizzare manifestazioni popolari di disobbedienza civile, che doveva rimanere comunque pacifica nonostante il rischio di provocare la violenta repressione da parte del regime. [5]</p>
<p>Come descritto in un articolo apparso sul Guardian a firma di Jonathan Steele, il leader dell&#8217;opposizione Viktor Yushchenko, che contestò i risultati delle elezioni, &#8220;era primo ministro nel governo del presidente uscente Leonid Kuchma e alcuni dei suoi sostenitori sono anche legati ai gruppi industriali senza scrupoli che hanno gestito a loro vantaggio la privatizzazione dell&#8217;Ucraina post-sovietica&#8221;. Egli ha inoltre spiegato che i brogli elettorali sono fondamentalmente irrilevanti, infatti &#8220;la decisione di protestare sembra dettata principalmente da ragioni di realpolitik o dalla natura più o meno &#8216;filoccidentali&#8217; e a favore degli interessi economici dello sfidante. In altre parole, coloro i quali sosterranno un programma economico neoliberista avranno il sostegno dell&#8217;asse USA-NATO, dal momento che il neoliberismo rappresenta il dogma economico internazionale alla base delle loro mire nella regione.</p>
<p>Citando ancora l&#8217;articolo di Steel, &#8220;in Ucraina, Yushchenko ricevette l&#8217;avallo dell&#8217;Occidente, oltre ai fiumi di denaro versato dai gruppi che lo sostengono, che vanno dalla organizzazione giovanile, Pora, a vari siti web di opposizione. In pratica, gli Stati Uniti e le altre ambasciate occidentali pagarono per avere quegli exit poll&#8221;. Questo chiarisce bene le idee circa l&#8217;importanza strategica dell&#8217;Ucraina per gli Stati Uniti, &#8216;che rifiuta di abbandonare la sua politica di guerra fredda per il contenimento della Russia cercando di attirare dalla sua parte tutte le repubbliche ex-sovietiche&#8221;. [6]</p>
<p>Un commentatore del Guardian descrive così l&#8217;ipocrisia dei media occidentali: &#8220;Due milioni di manifestanti anti-guerra che invadono le strade di Londra vengono politicamente ignorati, mentre poche decine di migliaia di persone nel centro di Kiev diventano &#8216;il popolo&#8217; e la polizia ucraina, i tribunali e le istituzioni governative gli strumenti di oppressione&#8221;. Inoltre si rivela che, &#8220;enormi manifestazioni sono state organizzate a Kiev a sostegno del primo ministro, Viktor Yanukovich, ma in tv questo non è mai stato mostrato: se si parla dei sostenitori di Yanukovich è solo per ridicolizzarli, ad esempio per essere giunti in autobus. Le manifestazioni a favore di Viktor Yushchenko hanno invece luci laser, schermi al plasma, sofisticati sistemi audio, concerti rock, tende da campo ed enormi quantità di indumenti arancioni; ma nonostante questo continuiamo ad illuderci che si tratta di semplici manifestazioni spontanee.[7]</p>
<p>Nel 2004, la Associated Press riportò che, &#8220;l&#8217;amministrazione Bush negli ultimi due anni ha speso più di 65 milioni dollari in aiuti alle organizzazioni politiche in Ucraina, denaro che è servito a portare il leader dell&#8217;opposizione Viktor Yushchenko ad incontrare i leader degli Stati Uniti e organizzare exit poll che indicassero Yushchenko come vincitore delle elezioni&#8221;. Il denaro, affermano, &#8220;è stato incanalato attraverso organizzazioni come la Fondazione Eurasia o attraverso gruppi allineati con i Repubblicani e i Democratici del Congresso, i quali hanno organizzato le sessioni di training per gli elettori insieme alle associazioni per i diritti umani e le testate di informazione indipendente&#8221;. Tuttavia , anche i funzionari dil governo &#8220;riconoscono che parte del denaro è servito ad aiutare i gruppi e i singoli individui che si opponevano al candidato di governo spalleggiato dalla Russia&#8221;. <span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Il rapporto afferma che alcune grandi fondazioni internazionali finanziarono gli exit poll, che secondo il presidente in carica furono &#8216;asimmetrici&#8217;. Tra queste fondazioni ci sono &#8220;la NDI (National Endowment for Democracy), che riceve i soldi direttamente dal Congresso, la Fondazione Eurasia, finanziata dal Dipartimento di Stato, e la Fondazione Rinascimento&#8221;, che riceve denaro dagli stessi facoltosi finanzieri, oltre che dal Dipartimento di Stato americano. Il coinvolgimento del Dipartimento di Stato americano dimostra che questi finanziamenti rientrano nei piani di politica estera degli Stati Uniti. &#8220;Altri paesi offrirono la loro collaborazione in queste operazioni. Tra questi troviamo Gran Bretagna, Paesi Bassi, Svizzera, Canada, Norvegia, Svezia e Danimarca&#8221;. In alcuni gruppi di finanziamento e attività in Ucraina furono coinvolti anche l&#8217;International Republican Institute e il National Democratic Institute, quest&#8217;ultimo presieduto in quel momento dall&#8217;ex Segretario di Stato degli Stati Uniti Madeline Albright. [8]</p>
<p>Nel 2004, Mark Almond scrisse per il Guardian dell&#8217;avvento del &#8216;Potere del Popolo&#8217;, descrivendolo in funzione di ciò che stava accadendo in Ucraina. In particolare Almond scrisse che &#8220;i disordini in Ucraina sono presentati dai media come una lotta tra il popolo e le vecchie strutture di potere sovietiche. Il ruolo delle organizzazioni dell&#8217;Europa occidentale risalenti al periodo della Guerra Fredda è invece tabù. Se provi ad interessarti dei finanziamenti piovuti sulla sensazionale messa in scena di Kiev, le grida di rabbia che sentirai ti dimostreranno che hai toccato un punto nevralgico del Nuovo Ordine Mondiale&#8221;.</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>Continua Almond: &#8220;Attraverso tutti gli anni &#8216;80, nella organizzazione delle rivoluzioni di velluto fino al 1989, un piccolo esercito di volontari &#8211; e, per dirla con franchezza, spie &#8211; ha collaborato alla promozione di quello che divenne il Potere del Popolo. Una galassia di fondazioni interconnesse tra loro e associazioni di beneficenza che spuntavano come funghi per trasferire milioni di dollari ai dissidenti. Il denaro proveniva prevalentemente dai paesi NATO e da finti alleati come la &#8216;neutrale&#8217; Svezia. [...] La sbornia del Potere del Popolo è una terapia d&#8217;urto. Ogni aggregazione civile viene descritta dalle testate giornalistiche &#8216;indipendenti&#8217; occidentali come una rappresentazione della prosperità della regione euro-atlantica, purché la gente scenda in strada a manifestare. Nessuno si sofferma sulla disoccupazione di massa, il crescente abuso di informazioni riservate, l&#8217;aumento della criminalità organizzata, la prostituzione e l&#8217;impennata dei tassi di mortalità tra la popolazione degli stati dove vige il Potere del Popolo.</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Usando una certa eleganza, Almond spiega: &#8220;Il Potere del Popolo si rivela essere più favorevole ad una società chiusa che aperta. Si chiudono le fabbriche, ma, peggio ancora, le menti. I suoi sostenitori richiedono libero mercato su tutto, ma non sulle opinioni. L&#8217;ideologia corrente tra i pensatori del <em>New World Order</em>, molti dei quali sono ex comunisti, è il Leninismo di Mercato &#8211; cioè la combinazione tra un modello dogmatico economico e metodi machiavellici di afferrare le leve del potere&#8221;. [9]<span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Come riportato da Mark MacKinnon su The Globe and Mail, anche il Canada sostenne il gruppo di giovani attivisti ucraini denominato Pora, finanziando il movimento per &#8216;il potere democratico del popolo&#8217;. MacKinnon osserva che: &#8220;L&#8217;amministrazione Bush era particolarmente ansiosa di vedere un presidente filo-occidentale con l&#8217;obiettivo di assicurarsi il controllo su un importante oleodotto che va da Odessa, sul Mar Nero, a Brody, sul confine polacco&#8221;. Tuttavia, &#8220;il presidente uscente, Leonid Kuchma, aveva da poco invertito il flusso in modo che l&#8217;oleodotto trasportasse il greggio russo verso sud, invece di aiutare i produttori degli Stati Uniti nella regione del Mar Caspio trasportando i loro prodotti verso l&#8217;Europa&#8221;. Dall&#8217;analisi di MacKinnon emerge che i primi finanziamenti occidentali provennero dal Canada, anche se successivamente furono di gran lunga superati dagli stanziamenti statunitensi.</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>Andrew Robinson, ambasciatore del Canada in Ucraina in quel periodo, cioè nel 2004, &#8220;organizzava incontri mensili segreti con gli ambasciatori occidentali, dirigendo quello che lui chiamò &#8216;il coordinamento dei donatori&#8217;, costituito dai 28 paesi interessati a vedere Yushchenko presidente dell&#8217;Ucraina. Ma, alla fine, Robinson agì come semplice portavoce del gruppo diventando uno dei principali critici del governo Kuchma&#8221;. Il Canada inoltre, &#8220;finanziò dei discussi exit poll, realizzati il giorno stesso delle elezioni dal Razumkov Centre dell&#8217;Ucraina e altri gruppi, che mettevano in dubbio i risultati ufficiali mostrando la vittoria di Yanukovich&#8221;. Non appena il nuovo governo filo-occidentale si insediò, &#8220;fu annunciata l&#8217;intenzione di invertire il flusso dell&#8217;oleodotto Odessa-Brody&#8221;. [10]<span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>Analogamente a quanto accaduto in Georgia, questo dimostra ancora una volta quali sono i reali interessi che gli USA e i paesi della NATO proteggono attraverso le cosiddette &#8216;rivoluzioni colorate&#8217;: contenere l&#8217;espansione russa aumentando la propria influenza sulla regione, nonché imporre il controllo da parte degli Stati Uniti e della NATO sulle maggiori risorse e i corridoi di trasporto della regione.</p>
<p>Daniel Wolf scrisse sul Guardian che: &#8220;Per la maggior parte delle persone che si sono radunate nella piazza dell&#8217;Indipendenza di Kiev, la manifestazione era sentita come spontanea. Essi avevano tutte le ragioni per impedire al candidato Viktor Yanukovich di arrivare al potere e non fecero altro che cogliere l&#8217;occasione che è stato offerta loro. Ma attraversando a piedi gli accampamenti nel dicembre scorso, era difficile non notare la precisione con cui erano state preparate le cucine, le tende per i dimostranti e i concerti, la professionalità delle cronache televisive e la capillare diffusione dei loghi arancioni che si potevano ammirare ovunque&#8221;. Wolf sostiene che, &#8220;gli eventi di piazza furono il risultato di un&#8217;attenta e segreta pianificazione resa possibile da una cerchia ristretta di uomini di Yushchenko nel corso di anni. La vera storia della rivoluzione arancione è molto più interessante della favola comunemente accettata<span style="font-size:small;">&#8220;. </span><span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>Roman Bessmertny, responsabile della campagna elettorale di Yushchenko, due anni prima delle elezioni del 2004, &#8220;organizzò corsi di formazione, seminari, lezioni pratiche condotte da esperti di legge e comunicazione per circa 150 mila persone&#8221;.</p>
<p><span style="font-size:small;"><strong>La &#8220;Rivoluzione del Tulipano&#8221; in Kirghizistan</strong><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Nel 2005, il Kirghizistan ebbe la sua &#8220;Rivoluzione del Tulipano&#8221;, in cui il presidente in carica venne sostituito dal candidato filo-occidentale attraverso un&#8217;altra &#8216;rivoluzione popolare&#8217;. Come riportava il New York Times nel marzo del 2005, poco prima della elezioni, &#8220;un giornale di opposizione ha pubblicato alcune foto che ritraevano un palazzo residenziale destinato al presidente della nazione Askar Akayev, in quel momento fortemente impopolare, suscitando una profonda indignazione e una rivolta popolare&#8221;. Tuttavia, va segnalato che &#8220;questo giornale ha ricevuto notevoli sovvenzioni dal governo degli Stati Uniti ed era stampato da una tipografia finanziata dal governo americano e gestita da Freedom House, un&#8217;organizzazione statunitense che si presenta come &#8216;una voce chiara in favore della democrazia e della libertà in tutto il mondo&#8221;.<span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Gli altri paesi che hanno &#8220;contribuito a sottoscrivere programmi per lo sviluppo della democrazia e della società civile&#8221; in Kirghizistan sono stati la Gran Bretagna, i Paesi Bassi e la Norvegia. Questi paesi &#8220;hanno svolto un ruolo fondamentale nel preparare il terreno per l&#8217;insurrezione popolare che ha portato al potere i politici dell&#8217;opposizione&#8221;. La maggior parte del denaro proveniva dagli Stati Uniti, in particolare attraverso il National Endowment for Democracy (NED), nonché &#8220;la Freedom House o le traduzioni per il Kirghizistan di Radio Free Europe/Radio Liberty, un&#8217;emittente filo-democratica&#8221;. Il National Democratic Institute ha anche svolto un ruolo di primo piano nell&#8217;erogazione di finanziamenti, per i quali uno dei principali beneficiari disse, &#8220;sarebbe stato assolutamente impossibile avere successo senza aiuti esterni&#8221;.</p>
<p>Il Times riporta ancora che: &#8220;Il denaro americano contribuisce a finanziare in tutto il paese i centri della società civile, in cui gli attivisti e i cittadini possono incontrarsi, ricevere una formazione, leggere giornali indipendenti e persino guardare la CNN o navigare in Internet. La sola  NDI (National Democratic Institute) gestisce 20 centri che offrono flash giornalistici in russo, kirghizo e uzbeko. Gli Stati Uniti sponsorizzano l&#8217;American University in Kirghizistan, la cui missione dichiarata è, in parte, promuovere lo sviluppo della società civile, e finanzia programmi di scambio culturale attraverso i quali studenti e leader di organizzazioni governative vengono mandati negli Stati Uniti. Il nuovo ministro del Kirghizistan, Kurmanbek Bakiyev, è stato uno di loro. Tutto questo denaro e le risorse umane impiegate hanno favorito la crescita delle forze di opposizione in Kirghizistan offrendo loro sostegno morale nel corso degli ultimi anni, oltre ad aver messo a disposizione le infrastrutture necessarie a comunicare le proprie idee al popolo kirghizo&#8221;.<br />
Per coloro &#8220;che non conoscevano il russo o non avevano la possibilità di leggere il giornale potevano ascoltare una sintesi dei principali articoli pubblicati in lingua kirghiza su Radio Azattyk, un&#8217;emittente locale che fa capo al franchise di Radio Free Europe/Radio Liberty, broadcast finanziato dal governo USA&#8221;. Ma anche altri media cosiddetti &#8216;indipendenti&#8217; sono stati sostenuti finanziariamenti per gentile concessione del Dipartimento di Stato USA. [12] Come il Wall Street Journal rivelò prima delle elezioni, i gruppi di opposizione, le ONG e i media &#8216;indipendenti&#8217; del Kirghizistan ricevevano ingenti contributi finanziari americani da Freedom House, oltre che dalla Agenzia americana per lo Sviluppo Internazionale (USAID). Il Journal riportò che, &#8220;per evitare di provocare la Russia e violare le norme diplomatiche, gli Stati Uniti non possono sostenere direttamente i partiti d&#8217;opposizione. Possono però organizzare una influente rete di ONG schierate a favore della libertà di stampa, lo stato di diritto e elezioni pulite, quasi sempre in contrasto con gli interessi consolidati dei vecchi regimi autocratici&#8221;.</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>Riprendendo ancora le parole del Wall Street Journal, il Kirghizistan &#8220;occupa una posizione strategica. Sia gli Stati Uniti che la Russia hanno infatti basi militari nella regione. I cinque milioni di cittadini, in gran parte mussulmani, che popolano il paese, si trovano costretti in una zona molto calda compresa tra il Kazakistan, ricco di petrolio e governato da un regime che tollera poco il dissenso politico, il dittatoriale Uzbekistan, che ha posto un freno agli aiuti esteri e il povero Tagikistan&#8221;.</p>
<p>Una delle principali ONG di opposizione è la Coalizione per la Democrazia e i Diritti Civili, che riceve denaro &#8220;dall&#8217;Istituto Nazionale Democratico per gli Affari Esteri, una fondazione no-profit con sede a Washington finanziata dal governo degli Stati Uniti, e dall&#8217;USAID&#8221;. Altre fondazioni che risultano coinvolte, sia attraverso il finanziamento che la promozione tecnico-ideologica (vedi: propaganda), sono il National Endowment for Democracy (NED), l&#8217;Albert Einstein Institute, Freedom House, e il Dipartimento di Stato USA [13].</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Il Presidente del Kirghizistan Askar Akayev aveva infatti parlato di una &#8216;terza forza&#8217; che stava conquistando il potere nel suo paese. Il termine è stato preso in prestito da uno dei più importanti think tank statunitensi, per il quale la &#8216;terza forza&#8217; è definita come &#8220;&#8230; quella forza che fa in modo che le organizzazioni non governative sostenute dall&#8217;Occidente (ONG) favoriscano i regimi e cambino la politica in tutto il mondo. La ripetizione regolare di una terza rivoluzione del &#8216;potere del popolo&#8217; nell&#8217;ex Unione Sovietica in poco più di un anno &#8211; dopo gli eventi analoghi avvenuti in Georgia nel novembre 2003 e in Ucraina nel Natale scorso &#8211; significa che oggi la zona ex sovietica somiglia all&#8217;America Centrale negli anni &#8216;70 e &#8216;80, quando una serie di colpi di stato guidati dagli Stati Uniti consolidarono il controllo americano  sull&#8217;emisfero occidentale&#8221;.</p>
<p>Come il Guardian infatti riporta: &#8220;Molti operatori di governo americani degli Stati Uniti, che avevano lavorato in America Latina, hanno effettuato scambi commerciali nell&#8217;Europa orientale durante l&#8217;amministrazione di George Bush. In particolare Michael Kozak, ex ambasciatore americano in Bielorussia, che su queste pagine nel 2001 si vantava di star facendo in Bielorussia quello che già aveva fatto in Nicaragua: &#8217;sostenere la democrazia&#8217; &#8220;.<span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Ancora dal Guardian: &#8220;Il caso di Freedom House è particolarmente clamoroso. Presieduta dall&#8217;ex direttore della CIA James Woolsey, Freedom House è stata uno degli sponsor principali della rivoluzione arancione in Ucraina. Nel novembre 2003 aprì a Bishkek una tipografia che stampava 60 riviste di opposizione. Anche se viene dipinta come stampa &#8216;indipendente&#8217;, l&#8217;ente che la possiede è presieduto dal bellicoso senatore repubblicano John McCain, mentre l&#8217;ex consigliere alla Sicurezza nazionale Anthony Lake fa parte del consiglio di amministrazione. Gli Stati Uniti sostengono inoltre le radio e le TV di opposizione locali&#8221;. [14]</p>
<p>E così che, ancora una volta, la stessa formula è stata riproposta nelle repubbliche centro-asiatiche dell&#8217;ex Unione Sovietica. Questa politica estera americana di promozione delle &#8216;rivoluzioni dolci&#8217; è gestita da un network di ONG statunitensi e internazionali, nonché think tanks (letteralmente &#8217;serbatoi di pensiero&#8217;). Essa persegue in quella regione gli interessi della NATO, ma soprattutto degli Stati Uniti.<span style="font-size:small;"><br />
<strong><br />
</strong></span></p>
<p><span style="font-size:small;"><strong>Conclusione</strong></span></p>
<p>Le rivoluzioni dolci o &#8216;rivoluzioni colorate&#8217; rappresentano una strategia chiave del Nuovo Ordine Mondiale, che mette in atto, attraverso manipolazioni e inganni, l&#8217;obiettivo cruciale di contenere la potenza russa e mantenere il controllo delle risorse chiave. Questa strategia è fondamentale per comprendere la natura imperialistica del Nuovo Ordine Mondiale, soprattutto quando si tratta di riconoscere quando essa viene utilizzata, come ad esempio nelle ultime elezioni iraniane del 2009. La prima parte di questo saggio illustrava la strategia imperiale messa in atto dall&#8217;asse USA-NATO per costruire un Nuovo Ordine Mondiale, in seguito allo smembramento dell&#8217;Unione Sovietica nel 1991. Si è detto che l&#8217;obiettivo primario era circondare la Russia e la Cina per prevenire il sorgere di una nuova superpotenza. In tutto questo il compito degli Stati Uniti era quello di agire come potenza egemone imperiale con lo scopo di servire gli interessi finanziari internazionali nell&#8217;imporre il Nuovo Ordine Mondiale. La seconda parte del saggio si è invece occupata della pratica imperiale americana delle &#8216;rivoluzioni colorate&#8217;, organizzate per promuovere gli interessi degli USA nell&#8217;Asia centrale e orientale, seguendo le linee politiche generali, già discusse nella prima parte, di prevenire che la Russia e la Cina espandano la loro zona di influenza e accedere alle principali risorse naturali.<span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>La terza e ultima parte di questo saggio si occuperà della natura della strategia imperiale di costruire un Nuovo Ordine Mondiale, focalizzando l&#8217;attenzione sui conflitti crescenti in Afghanistan, Pakistan, Iran, America Latina, Europa Orientale e Africa, e le possibilità che questi conflitti possano porre le basi per una nuova guerra mondiale contro la Cina e la Russia. In particolare, essa analizzerà quanto accaduto negli ultimi anni, ponendo l&#8217;accento sulla natura crescente dei conflitti in corso e il rischio che si verifichi una &#8216;Nuova Guerra Mondiale per un Nuovo Ordine Mondiale&#8217;.</p>
<p><strong><span style="font-size:small;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:small;">Riferimenti</span></strong></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>[1]        Michael Dobbs, U.S. Advice Guided Milosevic Opposition. The Washington Post: December 11, 2000: <a href="http://www.washingtonpost.com/ac2/wp-dyn/A18395-2000Dec3?language=printer">http://www.washingtonpost.com/ac2/wp-dyn/A18395-2000Dec3?language=printer</a></p>
<p>[2]        Roger Cohen, Who Really Brought Down Milosevic? The New York Times: November 26, 2000: <a href="http://www.nytimes.com/2000/11/26/magazine/who-really-brought-down-milosevic.html?sec=&#38;spon=&#38;pagewanted=1">http://www.nytimes.com/2000/11/26/magazine/who-really-brought-down-milosevic.html?sec=&#38;spon=&#38;pagewanted=1</a></p>
<p>[3]        Mark MacKinnon, Georgia revolt carried mark of Soros. The Globe and Mail: November 23, 2003: <a href="http://www.markmackinnon.ca/dispatches_georgia3.html">http://www.markmackinnon.ca/dispatches_georgia3.html</a></p>
<p>[4]        Mark MacKinnon, Politics, pipelines converge in Georgia. The Globe and Mail: November 24, 2003: <a href="http://www.markmackinnon.ca/dispatches_georgia2.html">http://www.markmackinnon.ca/dispatches_georgia2.html</a></p>
<p>[5]        Ian Traynor, US campaign behind the turmoil in Kiev. The Guardian: November 26, 2004: <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2004/nov/26/ukraine.usa">http://www.guardian.co.uk/world/2004/nov/26/ukraine.usa</a></p>
<p>[6]        Jonathan Steele, Ukraine&#8217;s postmodern coup d&#8217;etat. The Guardian: November 26, 2004: <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2004/nov/26/ukraine.comment">http://www.guardian.co.uk/world/2004/nov/26/ukraine.comment</a></p>
<p>[7]        John Laughland, The revolution televised. The Guardian: November 27, 2004: <a href="http://www.guardian.co.uk/media/2004/nov/27/pressandpublishing.comment">http://www.guardian.co.uk/media/2004/nov/27/pressandpublishing.comment</a></p>
<p>[8]        Matt Kelley, U.S. money has helped opposition in Ukraine. Associated Press: December 11, 2004: <a href="http://www.signonsandiego.com/uniontrib/20041211/news_1n11usaid.html">http://www.signonsandiego.com/uniontrib/20041211/news_1n11usaid.html</a></p>
<p>[9]        Mark Almond, The price of People Power. The Guardian: December 7, 2004: <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2004/dec/07/ukraine.comment">http://www.guardian.co.uk/world/2004/dec/07/ukraine.comment</a></p>
<p>[10]      Mark MacKinnon, Agent orange: Our secret role in Ukraine. The Globe and Mail: April 14, 2007: <a href="http://www.markmackinnon.ca/dispatches_ukraine4.html">http://www.markmackinnon.ca/dispatches_ukraine4.html</a></p>
<p>[11]      Daniel Wolf, A 21st century revolt. The Guardian: May 13, 2005: <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2005/may/13/ukraine.features11">http://www.guardian.co.uk/world/2005/may/13/ukraine.features11</a></p>
<p>[12]      Craig S. Smith, U.S. Helped to Prepare the Way for Kyrgyzstan&#8217;s Uprising. The New York Times: March 30, 2005: <a href="http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9806E4D9123FF933A05750C0A9639C8B63&#38;sec=&#38;spon=&#38;pagewanted=all">http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9806E4D9123FF933A05750C0A9639C8B63&#38;sec=&#38;spon=&#38;pagewanted=all</a></p>
<p>[13]      Philip Shishkin, In Putin&#8217;s Backyard, Democracy Stirs &#8212; With U.S. Help. The Wall Street Journal: February 25, 2005: <a href="http://www.iri.org/newsarchive/2005/2005-02-25-News-WSJ.asp">http://www.iri.org/newsarchive/2005/2005-02-25-News-WSJ.asp</a></p>
<p>[14]      John Laughland, The mythology of people power. The Guardian: April 1, 2005: <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2005/apr/01/usa.russia">http://www.guardian.co.uk/world/2005/apr/01/usa.russia</a></p>
<p><strong>Andrew Gavin Marshall </strong>è un Ricercatore Associato del Centro di Ricerca sulla Globalizzazione (CRG). Attualmente si occupa dello studio di Politica Economica e Storia presso la Simon Fraser University.</p>
<p>L’articolo originale potete trovarlo qui:</p>
<p>http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&#38;aid=15767</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Guvernul britanic a obtinut brevetul pentru vaccinul impotriva ciumei pneumonice in 2009]]></title>
<link>http://mucenicul.wordpress.com/2009/11/21/guvernul-britanic-a-obtinut-brevetul-pentru-vaccinul-impotriva-ciumei-pneumonice-in-2009/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 18:12:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>mucenicul</dc:creator>
<guid>http://mucenicul.wordpress.com/2009/11/21/guvernul-britanic-a-obtinut-brevetul-pentru-vaccinul-impotriva-ciumei-pneumonice-in-2009/</guid>
<description><![CDATA[Departamentul Apararii din Regatul Unit a luat brevetul pentru vaccinul impotriva ciumei pneumonice ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Departamentul Apararii din Regatul Unit a luat brevetul pentru vaccinul impotriva ciumei pneumonice ]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Oggi a Kiev va in scena lo Junior Eurovision Song Contest 2009, l'Eurofestival per ragazzi (forza Belgio!)]]></title>
<link>http://euromusica.wordpress.com/2009/11/21/oggi-a-kiev-va-in-scena-lo-junior-eurovision-song-contest-2009-leurofestival-per-ragazzi/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 06:53:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>emanuele75</dc:creator>
<guid>http://euromusica.wordpress.com/2009/11/21/oggi-a-kiev-va-in-scena-lo-junior-eurovision-song-contest-2009-leurofestival-per-ragazzi/</guid>
<description><![CDATA[Torna lo Junior Eurovision Song Contest, l&#8217; Eurofestival in versione ragazzi, destinato a cant]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="size-full wp-image-4265 alignleft" style="border:black 1px solid;margin:10px;" title="JESC_logo_2009" src="http://euromusica.wordpress.com/files/2009/11/jesc_logo_2009.jpg" alt="JESC_logo_2009" width="200" height="165" />Torna lo <strong>Junior Eurovision Song Contest,</strong> l&#8217; <strong>Eurofestival </strong>in versione ragazzi, destinato a cantanti dai 10 ai 15 anni. L&#8217;anno scorso vinse la Georgia (<a href="http://euromusica.wordpress.com/2008/11/26/junior-eurofestival-vincono-i-geogiani-bzikebi/" target="_blank">ne parlammo qui</a>). Non è lo <strong>Zecchino d&#8217;Oro</strong> d&#8217; <strong>Europa</strong>, è il maggior concorso per giovani talenti in Europa. A <strong>Kiev</strong>, in <strong>Ucraina</strong> oggi si daranno battaglia tredici paesi, i cui giovani interpreti cantano pezzi scritti da autori della loro stessa età (sia pur con l&#8217;assistenza degli adulti).</p>
<p style="text-align:justify;">E le canzoni sono ancorate ai tempi ed ai suoni moderni. Se avete il satellite potete vederlo (occhio però al fuso orario, va in onda in orario pomeridiano) su TVR (Romania),  RTS (Serbia), RTR (Russia), TVM (Malta), ARM TV (Armenia),  tute sul bouquet Sky. A condurre la manifestazione (anche questa organizzata dalla <strong>Ebu</strong>), sarà <strong>Ani Lorak</strong>, due anni fa seconda in quota Ucraina all&#8217;Eurofestival vero, quello dei grandi. Gara secca, si vota con lo stesso regolamento dell&#8217;Eurofestival.</p>
<p style="text-align:justify;">Nota a margine. Sapete che in questo blog non parliamo o parliamo pochissimo di musica con bambini protagonisti, per una questione di etica. Ma qui siamo di fronte a ragazzi che quasi tutti studiano musica, cantano da tempo e alcuni anche, compongono. Talenti, dunque. O potenziali tali. Non fenomeni da baraccone (tipo <strong>Bebe Lily</strong> o similari). E quindi ci sembrava giusto dedicare loro un piccolo spazio. Sotto, le canzoni: tifiamo senza pudore per la bimba belga, 10 anni e un pezzo carinissimo.</p>
<p style="text-align:justify;">1  &#8211; SVEZIA &#8211; Mimmi Sanden  &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=eZLK0Cx4jQU" target="_blank">Du</a> (a 14 anni ha già fatto Sweden&#8217;s got Talent)</p>
<p style="text-align:justify;">2-  RUSSIA &#8211; Ekaterina Ryabova &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=mond8UkjM9w" target="_blank">Malenkiy Prints</a></p>
<p style="text-align:justify;">3- ARMENIA &#8211; Luara Hayrapetyan &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=EJNlW0Eg58Q" target="_blank">Barcelona</a> (12 anni, 5 premi vinti)</p>
<p style="text-align:justify;">4- ROMANIA &#8211; Ioana Bianca Anuta- <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FdWLE645_QA" target="_blank">Ai puterea in mana ta</a></p>
<p style="text-align:justify;">5- SERBIA &#8211; Nista Licno &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=bosTlEUtIXs&#38;feature=related" target="_blank">Onaj pravi</a></p>
<p style="text-align:justify;">6 &#8211; GEORGIA &#8211; Princesses &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=V5dgRO7zOlY" target="_blank">Lurij prinveli</a></p>
<p style="text-align:justify;">7- OLANDA &#8211; Ralf Mackenback &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=592RKO42tXs&#38;feature=related" target="_blank">Click Clack</a></p>
<p style="text-align:justify;">8 &#8211; CIPRO &#8211; Raffaella Kosta &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=t6V9HsTCqTg" target="_blank">Thalassa, ilios, aeras, fotia</a></p>
<p style="text-align:justify;">9 &#8211; MALTA &#8211; Francesca &#38; Mikaela &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=xVOtOw8MxR4" target="_self">Double trouble</a></p>
<p style="text-align:justify;">10 &#8211; UCRAINA- Andenik Alexanyan &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=u3VoFyo6kk4" target="_blank">Try topoli, try surmy</a> (11, anni, è tra gli autori della sua canzone)</p>
<p style="text-align:justify;">11- BELGIO &#8211; Laura Omloop &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=MUo5kSEKjH8" target="_blank">Zo verliefd</a> (10 anni, la più piccola in gara)</p>
<p style="text-align:justify;">12 &#8211; BIELORUSSIA &#8211; Yurij Demidovich &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=uqZtJxIiW94" target="_blank">Volshebniy krolik</a></p>
<p style="text-align:justify;">13 &#8211; MACEDONIA &#8211; Sara Markoska &#8211; <a href="http://www.youtube.com/watch?v=e_AvI_mbXEg" target="_blank">Za ljubovta</a> (come caspita fa ad avere 14 anni, questa?)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Gripa din Ucraina - A/H1N1 sau ciumă pulmonară?]]></title>
<link>http://zalmoxys32.wordpress.com/2009/11/20/gripa-din-ucraina-ah1n1-sau-ciuma-pulmonara/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 20:15:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Zalmoxys</dc:creator>
<guid>http://zalmoxys32.wordpress.com/2009/11/20/gripa-din-ucraina-ah1n1-sau-ciuma-pulmonara/</guid>
<description><![CDATA[Interviu cu profesorul Victor Bacinski, medic în regiunea Cernăuți, Ucraina. Publicat pe http://www.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Interviu cu profesorul Victor Bacinski, medic în regiunea Cernăuți, Ucraina. Publicat pe <a href="http://www.unian.net/rus/news/news-346721.html">http://www.unian.net/rus/news/news-346721.html</a> de Anna Iașcenko.</p>
<p><em>Pe baza autopsiilor am ajuns la următoarele concluzii: nu este vorba de pneumonie, ci de insuficiență cardio-pulmonara și șoc cardiogenic&#8230;Virusul intră direct în plămâni, apar sângerările&#8230;Antibioticele nu ar trebui folosite&#8230;</em></p>
<p><strong>De ce avem o rată a mortalității atât de ridicată în țară?</strong></p>
<p><em>Deoarece oamenii se duc la farmacii să-și cumpere medicamente în loc să se ducă la medici pentru a primi tratament&#8230;Nu este vorba de ciumă pulmonară. Asta e o prostie&#8230; antibioticele nu ajută&#8230; Cei cu sisteme imunitare puternice vor supraviețui. Oamenii cu sisteme imunitare slăbite vor ceda în fața bolii&#8230; Măștile faciale asigură o extra-protecție de circa 30%. Purtarea mănușilor adaugă aproximativ 10% în plus, ajungându-se astfel la 40%, deoarece virusul penetrează membrana mucoaselor.</em></p>
<p><strong>Șeful Institutului de Medicină Legală din regiunea Cernăuți, profesorul Victor Bacinski face o declarație interesantă: toate victimele virusului din Bucovina (22 de persoane cu vârste cuprinse între 20 și 40 de ani) nu au decedat în urma unor pneumonii duble (bilaterale), cum s-a crezut inițial, dar ca urmare a rezultatului unui sindrom viral acut, însemnând distrugerea totală a plămânilor.</strong><!--more--></p>
<p><strong>Profesore, ați afirmat recent că virusul, din cauza căruia au murit oamenii – este un amestec între virusul paragripal și virusul A/H1N1. Cum se poate trata această boală?</strong></p>
<p>Problema tratării infecției virale nu este de competența mea. Eu sunt patolog. Eu doar am aflat ce este și am dat un diagnostic corect. Este important să găsim tratamentul corect pe baza diagnosticului.<br />
Există protocoale și standarde stricte în privința tratamentului în medicină. Dacă un medic tratează un pacient care moare, rudele acestuia pot face o plângere asupra unui eventual malpraxis. Ministerul Sănătății a stabilit protocoalele și standardele tratamentului pentru fiecare tip de diagnostic. Dacă diagnosticul este corect, tratamentul ar trebui să fie corect&#8230;<br />
În regiunea Cernăuți 18 persoane au murit. Am studiat dosarele acestora și probele bolii, preclinic, clinic și resuscitările. Atunci când efectuăm o autopsie organele și țesuturile au studii histologice(analize ale celulelor) și am concluzionat că nu este pneumonie și nu are vreo legătură cu pneumonia deloc.<br />
Aceste rezultate sunt baza care va asigura ca medicii, care tratează această boală în Ucraina, își vor schimba metodele și standardele de îngrijire.</p>
<p><strong>Poate acest virus să fie tratat?</strong></p>
<p>Asta depinde de sistemul imunitar. Dacă sistemul imunitar al persoanei respective este puternic, aceasta va învinge boala. Exista oameni care sunt infectați cu această tulpină de A/H1N1 și rămân pe picioarele lor fără să realizeze că sunt bolnavi.<br />
Antibioticele în mod clar nu vor fi administrate. Antibioticele sunt motivul pentru care avem o rată a mortalității și a morbidității atât de mare în această țară, deoarece oamenii se duc la farmacii, își descriu simptomele farmacistului și cer medicamente. Cumpără antibiotice, le iau, aceasta slăbește sistemul imunitar și rezultatul este că se îmbolnăvesc. Dacă ar fi fost necesare rețete pentru a cumpăra aceste medicamente, precum în alte țări, aceasta nu s-ar fi întâmplat. Posibilitatea de a cumpăra antibiotice fără a avea o rețetă a făcut foarte mult rău țării.</p>
<p><strong>În timpul autopsiilor, cum arătau plămânii? Erau într-adevăr negri, lucru care a dus la zvonurile privind ciuma pulmonară?</strong></p>
<p>Nu, nu erau negri&#8230; Aceasta nu este ciumă pulmonară. Asta e o prostie. Ciuma pulmonară are o morfologie cu totul diferită. Avem, de exemplu, 60000 de oameni bolnavi și doar 23 de decese. Ciuma pulmonară ar fi avut o rată a mortalității de 59000&#8230;<br />
Este vorba de un atac viral care distruge plămânii.</p>
<p><strong>Se pare că nu numai în Bucovina ci și în restul Ucrainei oamenii nu au murit de pneumonie ci datorită acestei tulpine virale?</strong></p>
<p>Da, nu este pneumonie! Această distrugere a plămânilor. Această tulpina este foarte agresivă și dacă sistemul imunitar este slăbit, apar sângerări în plămâni. În plămâni există o mică structură &#8211; acinus, care arată ca niște grămezi de struguri. Atunci când respirăm, oxigenul intră în aceste &#8220;grămezi de struguri&#8221; (alveole pulmonare). Pe suprafața acestui acinus se găsesc vase capilare, unde celule sanguine roșii saturează cu oxigen și furnizează sânge, care alimentează toate țesuturile și organele din corp.<br />
Odată ce virusul intră în plămâni – hemoragia începe imediat în acinus. O hemoragie continuă&#8230; Care durează câteva ore. În sânge se formează fibrina, iar din aceasta – o membrană &#8220;giolinovaya&#8221; (intrad.), asemănătoare cu un sac de plastic. Aceasta înfășoară acinusul, iar persoana respectivă respiră oxigen, dar acesta nu mai este transferat către țesuturi. Iar oamenii pur și simplu se sufocă. Apar insuficiența cardio-pulmonară și șocul cardiogenic. Oamenii mor în urma șocului cardiogenic. Și nu este vorba despre pneumonie. Pneumonia – o inflamație care se tratează cu antibiotice. Antibioticele nu ajută în nicio fază. În mod clar trebuie să existe un alt tratament.</p>
<p><strong>Dar Tamiflu &#8211; acesta ajută?</strong></p>
<p>Acesta nu este un antibiotic, este un medicament antiviral, care ar trebui administrat după primele două-trei zile de la debutul infecției. Dar nu se poate folosi Tamiflu ca metodă de prevenire, deoarece este toxic. <em>[Personal nu am înțeles ce vrea să spună Bacinski aici.]</em></p>
<p><strong>Care sunt cele mai bune măsuri pentru a rezista acestei boli? Sunt folositoare lucruri precum măștile faciale, usturoiul</strong> (! Europa de Est !)<strong>, vitamina C?</strong></p>
<p>Metoda cea mai eficientă de prevenție este purtarea unei măști. Aceasta mărește protecția cu aproximativ 30%. Dacă se poartă ochelari de protecție &#8211; aceasta ajunge la 40% <em>[mai sus era vorba despre mănuși!]</em>, deoarece virusul intră prin membrana mucoaselor.<br />
Este necesară întărirea sistemului imunitar. Nu numai acum, ci și în general. Usturoiul, ceapa, măceșul, viburnum (călin), zmeura, citricele, mierea și alte fructe și legume – orice doriți. Cei cu un sistem imunitar puternic vor supraviețui. Cei cu sistemul imunitar slăbit vor ceda în fața bolii.<br />
<em>[Restul interviului se referă la probleme care țin strict de Ucraina.]</em></p>
<p>Nu voi comenta acest articol care, de altfel, poate fi găsit numai pe bloguri dedicate teoriei conspirației. Nu știu nici măcar dacă acest Victor Bacinski există cu adevărat. Informațiile oficiale indică faptul că această gripă ucrainiană este într-adevăr A/H1N1, care a suferit o ușoară mutație. Statisticile oficiale privind gripa din Ucraina indică 250.000 de cazuri de gripă, din care majoritatea sunt infectați cu A/H1N1, 235 de cazuri necesitând internare și 70 de decese.</p>
<p>Mult mai interesantă mi se pare însă evoluția gripei A/H1N1 în România. Conform <a href="http://www.ms.ro/comunicate-de-presa.php?com=1860">datelor Ministerului Sănătății</a> la 20 noiembrie 2009 ora 12:00 erau înregistrate 1.756 de cazuri de gripă A/H1N1 pe teritoriul României. Și niciun deces! Se pare că suntem mai sănătoși decât restul lumii! Conform WHO (Organizația Mondiala a Sănătății) la nivel global pandemia de A/H1N1 arată astfel :<br />
<strong>* 526.060 cazuri confirmate în total &#8211; 6.770 decese</strong><br />
** Europa 79.000 cu 350 de decese<br />
**Africa 14.950 &#8211; 103 decese<br />
** America 190.765 &#8211; 4.806 decese etc<br />
Rata medie a mortalității la nivel global este de 1,29%, respectiv de 0,44% în Europa. Conform acestor statistici în România ar fi trebuit să avem minimum 7 decese până acum. De ce nu avem niciunul? Sunt medicii noștri mai bine pregătiți? Populația este mai rezistentă la virusurile gripale? Există ceva în dieta românilor care-i face să se lupte cu brio cu A/H1N1? Mă întreb ce se întâmplă atunci când o școală se închide datorită gripei? Profesorii mai sunt plătiți sau sunt în concediu fără salariu? Sună a teoria conspirației, știu, dar așa se prezintă situația.<br />
O altă posibilitate ar fi aceea a diagnosticării greșite; A/H1N1 putând fi confundat cu H1N1, virusul gripei sezoniere. Nu mă pot pronunța însă în absența unor date în acest sens.<br />
Rămân la <a href="http://zalmoxys32.wordpress.com/2009/05/02/gripa-porcina-sau-h1n1/">opinia mea inițială</a>, virusul A/H1N1 este tot atât de periculos pe cât este și H1N1. În niciun caz nu este ucigașul secolului prevăzut de WHO, CDC și alte instituții asemănătoare. Sfaturile privitoare la gripa sezonieră se aplică și în cazul A/H1N1: evitați pe cât posibil aglomerațiile, fiți precauți în prezența unei persoane care prezintă semne de răceală și spălați-vă pe mâini ori de câte ori aveți ocazia (mai ales după ce reveniți de afară).</p>
<p><strong>Legături externe:</strong><br />
* <a href="http://www.who.int/csr/don/2009_11_20a/en/index.html">http://www.who.int/csr/don/2009_11_20a/en/index.html</a></p>
<p><em>UPDATE &#8211; 25 nov.: Au apărut și primele decese în România. Coincidență sau nu, victimele proveneau dintr-o zonă apropiată de Ucraina.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[VIDEO: Gripa din Ucraina – ciuma sau plan?]]></title>
<link>http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/20/video-gripa-din-ucraina-%e2%80%93-ciuma-sau-plan/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 08:07:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>saccsiv</dc:creator>
<guid>http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/20/video-gripa-din-ucraina-%e2%80%93-ciuma-sau-plan/</guid>
<description><![CDATA[   Cititi va rog si: LEGEA MARTIALA in Ucraina? Noutati si analize in legatura cu SUPER GRIPA din UC]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/OXcPr3QzChs&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/OXcPr3QzChs&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>   Cititi va rog si:</p>
<p><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/06/legea-martiala-in-ucraina/"><span style="color:#ff0000;"><strong>LEGEA MARTIALA in Ucraina?</strong></span></a></p>
<p><a href="http://saccsiv.wordpress.com/2009/11/16/noutati-si-analize-in-legatura-cu-super-gripa-din-ucraina/"><span style="color:#ff0000;"><strong>Noutati si analize in legatura cu SUPER GRIPA din UCRAINA</strong></span></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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