<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>ufficio-scolastico-regionale &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/ufficio-scolastico-regionale/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "ufficio-scolastico-regionale"</description>
	<pubDate>Sun, 19 May 2013 03:44:19 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[I bambini ci insegnano a non sprecare l'acqua: premio Cap alla scuola Forlanini di Sesto]]></title>
<link>http://corrieresesto.wordpress.com/2012/05/29/i-bambini-ci-insegnano-a-non-sprecare-lacqua-premio-cap-alla-scuola-forlanini-di-sesto/</link>
<pubDate>Tue, 29 May 2012 12:01:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>vir655321</dc:creator>
<guid>http://corrieresesto.wordpress.com/2012/05/29/i-bambini-ci-insegnano-a-non-sprecare-lacqua-premio-cap-alla-scuola-forlanini-di-sesto/</guid>
<description><![CDATA[Due ragazzi vincitori della quarta edizione del concorso indetto da CAP Holding L’acqua è un bene pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_3400" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://corrieresesto.files.wordpress.com/2012/05/dan2789.jpg"><img class="size-medium wp-image-3400" title="_DAN2789" src="http://corrieresesto.files.wordpress.com/2012/05/dan2789.jpg?w=300&#038;h=199" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Due ragazzi vincitori della quarta edizione del concorso indetto da CAP Holding</p></div>
<p>L’<strong>acqua</strong> è un <strong>bene prezioso</strong> della cui straordinaria importanza tante volte ci si dimentica, semplicemente perché la si vede sgorgare ogni giorno da un rubinetto. È bene insegnare ai cittadini di domani, i bambini di oggi, quanto sia importante rispettare questa risorsa. <a href="http://www.capholding.it/Educazioneambientale/Ilnostroconcorso/tabid/113/language/it-IT/Default.aspx"><strong><em>L&#8217;acqua è il nostro futuro, il suo futuro dipende da noi</em><em> </em></strong></a>è il nome della <strong>quinta edizione del concorso</strong> indetto da <a href="http://www.capholding.it/"><strong>CAP Holding</strong> </a>e organizzato dalle <strong>scuole elementari e medie</strong> e dedicato alle stesse.</p>
<p>Nella mattinata dello scorso <strong>sabato 26 maggio,</strong> <strong>nella Sala Barozzi dell’<a href="http://www.istciechimilano.it/">Istituto dei Ciechi di Milano </a></strong>(<a href="http://maps.google.it/maps?q=istituto+dei+ciechi+milano&#38;hl=it&#38;ll=45.46901,9.204183&#38;spn=0.008276,0.019205&#38;fb=1&#38;gl=it&#38;hq=istituto+dei+ciechi&#38;hnear=0x4786c14ccba1a33d:0xa630de566d7b1a90,Milano&#38;cid=0,0,14020411044700751285&#38;t=m&#38;z=16&#38;iwloc=A">via Vivaio 1</a>), sono avvenute le <strong>premiazioni</strong> dei bambini e ragazzi delle scuole dei <strong>Comuni di <a href="http://www.comune.albuzzano.pv.it/">Albuzzano</a>, <a href="http://213.203.143.153/c018099/hh/index.php?jvs=0&#38;acc=1">Monticelli Pavese</a>, <a href="http://www.poglianomilanese.org/">Pogliano</a>, <a href="http://www.comune.pozzodadda.mi.it/">Pozzo d’Adda</a>, <a href="http://www.rescaldina.org/">Rescaldina</a>, <a href="http://www.comune.rosate.mi.it/">Rosate</a>, <a href="http://www.sanmartinosiccomario.gov.it/">San Martino Siccomario </a>e <a href="http://www.sestosg.net/">Sesto San Giovanni</a></strong> che vi hanno partecipato.</p>
<p>Il concorso, organizzato dalla società di Servizio Idrico Integrato della Lombardia in <strong>collaborazione</strong> con l’<strong>Ufficio Scolastico Regionale </strong>e l’<a href="http://www.unimi.it/"><strong>Università degli Studi di Milano &#8211; CTU</strong></a>, e con il <strong>patrocinio delle Province di Milano, <a href="http://www.provincia.mb.it/">Monza e Brianza</a>, <a href="http://www.provincia.lodi.it/01_Homepage_01.asp?IDCategoria=1">Lodi</a>, <a href="http://www.provincia.pv.it/index.php?lang=it">Pavia</a></strong>, ha visto la produzione di <strong>storie, fiabe, fumetti, tutti sul tema dell’acqua</strong>: come a dire che il linguaggio semplice e diretto dei bambini sia quanto di più efficace gli adulti possano sperare di capire.</p>
<p>Sono stati premiati anche gli studenti dell’<strong>Istituto Comprensivo Ada Negri di <a href="http://www.comune.magnago.mi.it/">Magnago</a></strong> come vincitori assoluti del <strong>concorso ABC Acqua</strong>, dedicato ai Comuni che hanno affidato a CAP Holding la gestione delle infrastrutture idriche fra il 2010 e il 2011.</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Questa la classifica delle primarie:</span></strong></p>
<p>1° premio: la scuola di <strong>Monticelli Pavese,</strong> con le classi IV e V, che hanno realizzato il divertentissimo racconto “Vampiretti succhiaacqua”.</p>
<p>2° premio: la scuola di <strong>Albuzzano</strong>, con i tre racconti delle classi IV A  (“Maghella Acquina”), IV B (“L’acqua pasticciona”) e la classe V (“Il viaggio delle gocce Argentea e Azzurra”)</p>
<p>3° premio: la scuola di <strong>Pozzo D’Adda</strong>, con la classe IV E che ha inviato due racconti (“Goccinna” e “Una scommessa fra gli Dei”), un fumetto (“La goccia Carolina”) e la poesia “L’acqua è la vita di tutto”.</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Questa la classifica delle secondarie di primo grado:</span></strong></p>
<p>1° premio: la scuola Marie Curie di<strong> San Martino Siccomario</strong>, classi I A e II A, con menzioni speciali per gli studenti <strong>Selin Corrivo, Dario Briccola e Arianna Gallotti</strong>.</p>
<div id="attachment_3422" class="wp-caption alignright" style="width: 604px"><a href="http://www.ic-rovani.it/"><img class="size-full wp-image-3422" title="CapHolding2012" src="http://corrieresesto.files.wordpress.com/2012/05/secondarie_2_sesto.jpg?w=594&#038;h=396" alt="" width="594" height="396" /></a><p class="wp-caption-text">La scuola Forlanini di Sesto premiata al concorso del Cap</p></div>
<p>2° premio: la <strong>scuola Forlanini</strong> di<strong> Sesto San Giovanni</strong>, <strong>classi I D e II D</strong>, con menzioni per <strong>Kenneth Cacayan, Lorenzo Lunghi, Zarlene De Mesa, Ihor Kuzmenko. </strong></p>
<p>3° premio: l’Istituto Comprensivo di<strong> Rosate</strong>, con menzioni speciali per <strong>Amanda Roccia e Alice Camboni</strong>.</p>
<p>4° posto: la scuola Ottolini di<strong> Rescaldina, </strong>classe I C, con menzioni per <strong>Sara Cocozza e Elisa Piccini</strong> (la sua foto “bravo passerotto” è stata la più votata dalla giuria).</p>
<p>5° premio: la scuola Neglia di <strong>Pogliano Milanese</strong>, classe I A, con menzioni per <strong>Angelo Guzman Andrade, Matteo Perotti e Stefano Airaghi.</strong></p>
<p>Una volta l’oro era una bene prezioso e biondo. Oggi l’oro è una maga Circe dal colore nero, zampillante dalla terra. Domani l’oro per cui si combatteranno guerre avrà il colore dell’oceano.</p>
<p><strong>Giulia Virzì</strong></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alla scuola manca il materiale? Col concorso sull'acqua del Cap lo si può vincere... Leggi come]]></title>
<link>http://corrieresesto.wordpress.com/2012/04/05/alla-scuola-manca-il-materiale-col-concorso-sullacqua-del-cap-lo-si-puo-vincere-leggi-come/</link>
<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 07:09:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazione online</dc:creator>
<guid>http://corrieresesto.wordpress.com/2012/04/05/alla-scuola-manca-il-materiale-col-concorso-sullacqua-del-cap-lo-si-puo-vincere-leggi-come/</guid>
<description><![CDATA[L'acqua è il bene più prezioso che abbiamo L’acqua è il nostro futuro, il suo futuro dipende da noi:]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1515" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.capholding.it/"><img class="size-medium wp-image-1515" title="Candlelight,_Water_Flame_Fantasy" src="http://corrieresesto.files.wordpress.com/2012/04/candlelight_water_flame_fantasy.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">L'acqua è il bene più prezioso che abbiamo</p></div>
<p>L’acqua è il nostro futuro, il suo futuro dipende da noi: oltre a essere un dato di fatto di cui spesso ci curiamo poco, questa breve frase è anche il titolo della <strong>quinta edizione del concorso indetto da CAP Holding</strong>, società partecipata dagli Enti Locali che gestisce Servizio Idrico Integrato in Lombardia, <strong>per le scuole primarie e secondarie di primo grado</strong>.</p>
<p>«<em>Il concorso vuole sensibilizzare le nuove generazioni sul valore della risorsa idrica e stimolarne un giusto utilizzo </em>- spiega <strong>il presidente di CAP Holding Alessandro Ramazzotti </strong>-; ha inoltre l’obiettivo di creare una catena di comportamenti virtuosi, facendo conoscere le buone abitudini per l’uso dell’acqua».</p>
<p>Realizzato in collaborazione con <strong>l’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia</strong>, con <strong>l’Università degli Studi di Milano</strong>, con il patrocinio della <strong>Regione Lombardia e delle Province di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, il concorso assegnerà come premi alle classi vincitrici dei buoni per l’acquisto di materiale didattico</strong>. Il bando, le principali informazioni e gli aggiornamenti saranno costantemente disponibili sul sito di CAP Holding: <a href="http://www.capholding.it/Educazioneambientale/Ilnostroconcorso/tabid/113/language/it-IT/Default.aspx">www.capholding.it</a>. Tutto il materiale sarà inoltre pubblicato sul sito dedicato al concorso.</p>
<p>Giulia Virzì</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Circolare regionale su disturbi specifici di apprendimento]]></title>
<link>http://aimcasti.wordpress.com/2009/11/05/circolare-regionale-su-disturbi-specifici-di-apprendimento/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 22:30:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>aimcasti</dc:creator>
<guid>http://aimcasti.wordpress.com/2009/11/05/circolare-regionale-su-disturbi-specifici-di-apprendimento/</guid>
<description><![CDATA[Circ. Reg. n. 326 30 ottobre 2009 Disturbi Specifici di Apprendimento]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.piemonte.istruzione.it/normativa/2009/112009/allegati/cr326.zip">Circ. Reg. n. 326 30 ottobre 2009</a> Disturbi Specifici di Apprendimento</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Tempo pieno, senza le compresenze addio ai laboratori e alle gite scolastiche"]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/05/05/tempo-pieno-senza-le-compresenze-addio-ai-laboratori-e-alle-gite-scolastiche/</link>
<pubDate>Tue, 05 May 2009 14:31:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/05/05/tempo-pieno-senza-le-compresenze-addio-ai-laboratori-e-alle-gite-scolastiche/</guid>
<description><![CDATA[Da La Repubblica (edizione di Firenze) del 1° maggio 2009 L&#8217;ANNUNCIO lo aveva dato alcuni gior]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;">Da <em>La Repubblica </em>(edizione di Firenze) del 1° maggio 2009</p>
<p><a href="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/05/tempo_pieno_casa_gelmini.jpg"><img class="size-medium wp-image-3994 alignleft" title="tempo_pieno_casa_gelmini" src="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/05/tempo_pieno_casa_gelmini.jpg?w=256&#038;h=256" alt="tempo_pieno_casa_gelmini" width="256" height="256" /></a>L&#8217;ANNUNCIO lo aveva dato alcuni giorni fa il direttore dell&#8217;ufficio scolastico regionale Cesare Angotti: tutte le richieste per il tempo pieno, nelle scuole elementari toscane, saranno accolte. Mai problemi, per la Flc-Cgil, non sono finiti: con un aumento di 1.800 alunni previsto per il prossimo anno scolastico a fronte di una riduzione di 445 insegnanti (364 posti tagliati più 48 «recuperati» dall&#8217;innalzamento del numero di alunni per classe) per la scuola primaria significherà la fine delle compresenze, <!--more-->ovvero la presenza contemporanea di due insegnanti per 4 ore alla settimana, indispensabile secondo il sindacato per svolgere laboratori, materie alternative alla religione cattolica (richieste dal 30 al 50 per cento delle famiglie) e altre attività, come le gite scolastiche. «Il tempo pieno &#8211; denuncia Flc &#8211; si trasformerà in un semplice tempo scuola, privo di contenuto educativo: le famiglie hanno bocciato il modello Gelmini delle 24 ore, ma il governo non ha stanziato le risorse necessarie a garantire un tempo pieno di qualità».</p>
<p style="text-align:right;">(g-r.)</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Grazie ad una latinense, «precari supplenti» fino a 70 anni]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/05/04/grazie-ad-una-latinense-%c2%abprecari-supplenti%c2%bb-fino-a-70-anni/</link>
<pubDate>Mon, 04 May 2009 21:19:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/05/04/grazie-ad-una-latinense-%c2%abprecari-supplenti%c2%bb-fino-a-70-anni/</guid>
<description><![CDATA[Da Il Tempo (edizione di Latina) del 29 aprile 2009 Il caso. Una sentenza del Tar ha favorito i doce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;">Da <em>Il Tempo</em> (edizione di Latina) del 29 aprile 2009</p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Il caso. Una sentenza del Tar ha favorito i docenti non di ruolo. Il ricorso presentato da una maestra</em></strong></p>
<p><a href="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/05/scuola-precari-supplente-filippo-ricca.png"><img class="alignright size-medium wp-image-3972" title="scuola-precari-supplente-filippo-ricca" src="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/05/scuola-precari-supplente-filippo-ricca.png?w=278&#038;h=242" alt="scuola-precari-supplente-filippo-ricca" width="278" height="242" /></a>È grazie ad un&#8217;insegnante di Latina, che i precari potranno accettare supplenze fino al compimento dei 70 anni. Nel 2006 è stato presentato un apposito ricorso dalla 65enne L.C. contro il Ministero della Pubblica Istruzione e l&#8217;Ufficio scolastico regionale per il Lazio. I docenti italiani si avvicinano così alla collocazione posticipata del pensionamento concessa da tempo a magistrati e professori universitari ordinari.<!--more--><!--more--> La conferma è giunta da una sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale, che aveva accolto il ricorso dell&#8217;insegnante sessanta-cinquenne, proveniente dalla scuola materna e dell&#8217; infanzia, contro il ministero della Pubblica Istruzione e l&#8217;Ufficio scolastico regionale per il Lazio. Il ricorso era stato depositato a seguito dell&#8217;esclusione della stessa insegnante dalla graduatoria permanente definitiva dell&#8217;Usp di Latina (relativa alla terza fascia biennio 2005/2007) poiché l&#8217;interessata aveva già compiuto il 65° anno di età ed era stata quindi ritenuta in età già pensionabile. Con la sentenza n. 12541/2006 i giudici amministrativi del Tar hanno accolto il ricorso, presentato dall&#8217;avvocato Domenico Ventura, specificando che &#8220;sulla questione questo Tribunale si è già pronunciato sia in sede di merito (sent. n. 7346/05) che in sede cautelare (ord. n. 5071/06) affermando il principio che il collocamento a riposo d&#8217;ufficio al 65° anno di età non è previsto per gli insegnanti non di ruolo, dovendosi la fattispecie ritenere disciplinata dalla legge 19 marzo 1955 n. 160, che prevede il collocamento a riposo all&#8217;età di anni 70&#8243;. A tal proposito va ricordato che per il personale di ruolo il collocamento automatico in pensione scatta con il compimento del sessanta-cinquesimo anno di età, anche se lo stesso personale a tempo indeterminato ha facoltà di chiedere il mantenimento in servizio sempre fino a 70 anni. La sentenza del Tar del Lazio avvicina quindi tutti i docenti scuola italiana a quelle categorie di lavoratori intellettuali le cui età di pensionamento vengono elevate oltre la soglia massima consentita per le occupazioni comuni: gli insegnanti, in pratica, vengono sempre più equiparati a professioni di elevato &#8220;concetto&#8221; come quelle dei magistrati o dei professori universitari ordinari, la cui permanenza in servizio è da tempo assicurata ben oltre i 65 anni. Il record di soglia massima di pensionamento rimane tuttavia sempre di questi ultimi, i professori accademici ordinari, a cui è concesso di rimanere dietro la cattedra universitaria fino al compimento del settantaduesimo anno di età.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ecco la scuola primaria «made in Gelmini»: 445 docenti in meno]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/05/04/ecco-la-scuola-primaria-%c2%abmade-in-gelmini%c2%bb-445-docenti-in-meno/</link>
<pubDate>Mon, 04 May 2009 08:11:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/05/04/ecco-la-scuola-primaria-%c2%abmade-in-gelmini%c2%bb-445-docenti-in-meno/</guid>
<description><![CDATA[Da L&#8217;Unità (edizione di Firenze/Toscana) del 1° maggio 2009 È il consuntivo in Toscana a front]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;">Da <i>L&#8217;Unità </i>(edizione di Firenze/Toscana) del 1° maggio 2009</p>
<p style="text-align:center;"><b><i><a href="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/05/gesso_e_lavagna.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3939" title="gesso_e_lavagna" src="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/05/gesso_e_lavagna.jpg?w=468&#038;h=350" alt="gesso_e_lavagna" width="468" height="350"></a>È il consuntivo in Toscana a fronte di 1849 nuovi alunni.<br />
La Cgil toscana: «Pomeriggio in classe non vuol dire tempo pieno»</i></b><br />
<b><i>Laboratori e gite salteranno, a meno che un docente se ne occupi a titolo volontario<br />
Sostegno ai disabili: A Prato ci saranno sei alunni per ogni insegnante di sostegno</i></b></p>
<p>«Bisogna distinguere tra tempo pieno e tempo scuola». La Cgil riparte all&#8217;attacco, rispondendo al direttore scolastico regionale Cesare Angotti che la settimana scorsa aveva gettato acqua sul fuoco delle polemiche, dichiarando che il tempo pieno alle elementari fiorentine sarebbe stato garantito a tutte le famiglie che ne avevano fatto richiesta.<img src="http://beataignoranza.wordpress.com/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" class="mceWPmore mceItemNoResize" title="Continua..."></p>
<p><b>I COSTI DELLA RIFORMA GELMINI<br />
</b>«Un tempo scuola di 40 ore settimanali &#8211; spiega il segretario regionale di Flc Cgil Raffaello Biancalani &#8211; non coincide con il modello didattico d&#8217;eccellenza offerto finora nelle scuole toscane: con il taglio di 445 docenti, a fronte di 1849 alunni in più, non ci saranno più le 4 ore di compresenza degli insegnanti». Quelle ore in cui era possibile dividere la classe in piccoli gruppi e dedicarsi ad attività di laboratorio (musica, informatica, educazione ambientale, teatro etc), al recupero per i ragazzi stranieri e problematici o magari andare in visita a qualche museo. «Tutta una serie di attività &#8211; ha commentato Nora Toccafondi della Flc Cgil di Prato &#8211; importanti per l&#8217;educazione a tutto tondo richiesta per affrontare la complessità della società contemporanea, che da settembre non si potranno più fare, a meno che qualche insegnante appassionato non si offra di portarle avanti a titolo volontario». Le 111 classi in più di tempo pieno annunciate da Angotti, si faranno «a costi altissimi in terminidi qualità dell&#8217;offerta formativa -spiega Biancalani &#8211; è stato alzato il numero di alunni per classe, anche in quelle situazioni, per esempio per la presenza di un alunno disabile, per cui era stato fissato un tetto massimo di venti alunni». I tagli non hanno risparmiato nemmeno gli insegnati di sostegno e, per esempio a Prato, «ce ne sarà uno ogni 6,6 alunni disabili». A Firenze ci saranno 82 docenti in meno e 300 alunni in più.</p>
<p><b>FUTURO INCERTO</b><br />
Da mesi si discute sugli effetti della riforma Gelmini, ma quel che pare certo finora è che la scuola pubblicizzata quest&#8217;estate, fatta di grembiulini, 24 ore settimanali e maestro unico in stile Libro Cuore in realtà non ci sarà: «Grazie alle nostre lotte e alla risposta dell&#8217;utenza &#8211; ricorda Alessandro Rapezzi della Flc Cgil di Firenze -: in Toscana nessuna famiglia ha scelto il tempo scuola a 24 ore». Eppure la legge 169 finirà con l&#8217;avere effetti retroattivi anche sulle classi già attive: secondo la Cgil la confusione maggiore si creerà nelle classi a tempo modulare (27 o 30 ore), in cui, accanto a un insegnante prevalente, ci saranno molte figure diverse poche ore la settimana, in barba ai tanto vituperati tre insegnati su due classi sperimentati con successo fin dagli anni &#8217;90. «Come denunciamo da mesi &#8211; conclude Rapezzi &#8211; dietro alla riforma non c&#8217;è nessuna idea pedagogica, ma solo l&#8217;idea di fare cassa».</p>
<p style="text-align:right;"><i>Silvia Casagrande</i></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Appuntamento per martedì 5 maggio alle 17]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/05/01/appuntamento-per-martedi-5-maggio-alle-17/</link>
<pubDate>Fri, 01 May 2009 22:14:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/05/01/appuntamento-per-martedi-5-maggio-alle-17/</guid>
<description><![CDATA[Anche il prossimo martedì ci incontreremo alle ore 17,00 nella sede della Camera del Lavoro di Prato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/05/riunione.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3927" title="riunione" src="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/05/riunione.gif?w=234&#038;h=147" alt="riunione" width="234" height="147" /></a>Anche il prossimo martedì ci incontreremo alle ore 17,00 nella sede della Camera del Lavoro di Prato in piazza Mercatale, 89 per parlare e confrontarci:</p>
<ul>
<li>sulla riunione nazionale dei comitati genitori/insegnanti del 18 aprile 2009 a Firenze;</li>
<li>sugli organici della scuola primaria, usciti ufficialmente il 29 aprile 2009 in tutta la regione Toscana;</li>
<li>su nuove iniziative da organizzare sul territorio.</li>
</ul>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nei fondi neri il tesoretto della scuola]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/29/nei-fondi-neri-il-tesoretto-della-scuola/</link>
<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 17:59:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/29/nei-fondi-neri-il-tesoretto-della-scuola/</guid>
<description><![CDATA[Da La Stampa del 29 aprile 2009 Sessanta milioni di euro nascosti per evitare la restituzione al min]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;">Da <em>La Stampa</em> del 29 aprile 2009</p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Sessanta milioni di euro nascosti per evitare la restituzione al ministero<br />
L’escamotage. Gli uffici regionali «parcheggiano» le somme negli istituti fingendo un impiego che non esiste </em></strong></p>
<p><a href="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/04/euro-money.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3880" title="euro-money" src="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/04/euro-money.jpg?w=177&#038;h=244" alt="euro-money" width="177" height="244" /></a>A gestire un ufficio scolastico regionale c’è da impazzire. Le scuole battono cassa. Il ministero dell’Istruzione tarda a pagare perché il ministero dell’Economia nel frattempo sta rifinendo tagli su tagli alle spese e sui pagamenti ci va cauto. Capita allora che i responsabili degli uffici scolastici regionali si vedano arrivare solo a fine anno le somme che andavano spese nei mesi precedenti.<br />
Nessun problema, si potrebbe pensare, un po’ in ritardo i soldi si possono mandare lo stesso alle scuole. E, invece, non è così. Dal 2003 il ministero del Tesoro ha stabilito che in tutta la pubblica amministrazione i fondi relativi all’anno in corso non ancora spesi vanno restituiti. Insomma i dirigenti degli uffici dovrebbero rinunciare alle somme così faticosamente arrivate.<!--more--></p>
<p><strong>Il trucco</strong><br />
Ecco allora l’artificio: i fondi si spostano i fondi dai bilanci regionali a quelli di alcune scuole. A fine anno il ministero dell’Economia non vedrà più i soldi e quindi li darà per spesi e i dirigenti degli uffici regionali potranno, invece, con calma utilizzarli.<br />
C’è un problema, però, e cioè che tre anni fa furono inviati agli Uffici Scolastici Regionali anche alcuni fondi sulla formazione del personale del ministero dell’Istruzione. «Gli Uffici Scolastici Regionali non riuscirono a spenderli entro l’anno, e quindi decisero di parcheggiarli, come al solito, su alcune scuole», racconta Mimma Ripani, coordinatrice nazionale della Uil-Pa Miur. «Sono veri e propri fondi neri. Per anni non sono stati spesi, solo da poco inizia a muoversi qualcosa. E le scuole intanto ci guadagnano gli interessi. Gli istituti utilizzati per parcheggiare questi fondi sono 60-70 in tutta Italia. Se andiamo a fare un calcolo approssimativo ci rendiamo conto che sono sfuggiti ai controlli del ministero dell’Economia circa 60 milioni di euro. Il meccanismo prevede che si scelgano due scuole nelle regioni più piccole e tre o quattro in quelle più grandi».</p>
<p><strong>Una prassi antica</strong><br />
Il sistema dei fondi d’appoggio nelle scuole è molto diffuso per ogni forma di pagamento. La procedura di spostare i fondi dai bilanci degli uffici a quelli di alcune scuole senza rispettare l’autonomia scolastica è ormai «una prassi consolidata», afferma Domenico Altamura, dirigente scolastico dell’Itis di Bologna, uno degli istituti utilizzati per il parcheggio temporaneo di soldi. «E’ un’antica consuetudine», conferma anche Giorgio Rembado, presidente dell’Associazione presidi italiani.</p>
<p><strong>Milioni nascosti<br />
</strong>Il ministero dell’Economia due anni fa ha scoperto un «appoggio» di due milioni e mezzo di euro su una scuola bolognese e ha bloccato immediatamente i soldi: decine di istituti sono rimasti a bocca asciutta e hanno dovuto fare i salti mortali per i loro pagamenti. Un caso unico. I dirigenti degli uffici periferici sanno di dover spezzettare gli appoggi in somme meno evidenti e quindi, in genere, la procedura va avanti senza intoppi. Anche qualche revisore dei conti ha avuto da obiettare: un milione di euro lasciato sul conto bancario di una scuola vuol dire garantire diverse centinaia di euro di interessi che non sono, se non in minima parte, di loro competenza.<br />
«Li si può considerare la ricompensa per il lavoro e il fastidio sopportato. Diventare scuola d’appoggio significa avere un mandato di pagamento, fare una variazione di bilancio. E quando poi l’Ufficio scolastico lo chiede, bisogna distribuire le somme corrispondenti a ciascun istituto e registrare l’uscita nei conti della scuola», racconta Domenico Altamura.</p>
<p><strong>Il paradosso</strong><br />
Le scuole d’appoggio utilizzate dagli uffici regionali e provinciali e dai Provveditorati sono centinaia in tutt’Italia. «L’assurdità &#8211; spiega Giorgio Rembado &#8211; è che da un lato vengono azzerati i finanziamenti alle scuole e dall’altro quando i fondi arrivano non sono spendibili perché, ad esempio non c’è più il tempo per farlo». E quindi si deve ricorrere a questi stratagemmi, che creano confusioni contabili. «Le scuole non possono avere due conti correnti &#8211; racconta Domenico Altamura &#8211; e quindi su un unico conto vanno a finire i soldi per pagare supplenti e per il funzionamento degli istituti e quelli inviati dagli Uffici periferici. E capita che ci siano scuole che su questi versamenti riescano a sopravvivere perché quando viene a mancare la liquidità le banche sapendo che esistono i fondi delle amministrazioni periferiche permettono sforamenti altrimenti impossibili».</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Che fare per evitare lo schianto]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/27/che-fare-per-evitare-lo-schianto/</link>
<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 21:21:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/27/che-fare-per-evitare-lo-schianto/</guid>
<description><![CDATA[Da ScuolaOggi La scuola italiana, la primaria in particolare, è oggi paragonabile ad una persona che]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;">Da <a href="http://scuolaoggi.org/index.php?action=detail&#38;artid=4345"><em>ScuolaOggi</em></a></p>
<p><a href="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/04/braccia-di-coccio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3793" title="braccia-di-coccio" src="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/04/braccia-di-coccio.jpg?w=468&#038;h=311" alt="braccia-di-coccio" width="468" height="311" /></a>La scuola italiana, la primaria in particolare, è oggi paragonabile ad una persona che, precipitando dal cinquantesimo piano, arrivata al venticinquesimo può ancora affermare<em> “fin qui tutto bene. O quasi” . </em> Lo schianto, infatti, non è ancora avvenuto.<br />
<!--more-->Fin qui è andata bene la mobilitazione realizzata contro la manovra Tremonti Gelmini, ma l’urto è ormai preannunciato dai Regolamenti approvati e dal decreto organici. Se lo schianto avverrà poi sarà molto difficile rimettere assieme i cocci. Se a settembre l’organizzazione didattica della scuola primaria sarà smantellata per mancanza di risorse, la forza della mobilitazione fin qui espressa potrebbe ripiegarsi, quando non ritorcersi su se stessa. Non è difficile prevedere i rischi di divisioni, reazione adattive, tentativi di arrangiarsi: una sorta di disarticolato “si salvi chi può” dal quale sarebbe decisamente difficile ripartire con una mobilitazione che ricostituisca l’ampio fronte di insegnanti, genitori, studenti, enti locali e forze sociali che fino ad oggi è stata la chiave del successo delle azioni per la difesa e lo sviluppo di una buona scuola pubblica.<br />
Quest’ultima ha raccolto il risultato più eclatante al momento delle iscrizioni bocciando clamorosamente la controriforma Gelmini. Risulta infatti che soltanto l’1% delle famiglie ha scelto il modello a 24 ore/maestro unico, asse portante della filosofia Tremonti-Gelmini.<br />
Da lì si deve quindi ripartire per ricostruire alleanze attorno ad una piattaforma credibile e ottenere risultati concreti prima dell’inizio dell’anno scolastico.</p>
<p><strong>Lo scarto tra le richieste e l’organico assegnato alle scuole<br />
</strong>Ora le scuole devono fare i conti con i dati dell’organico assegnato e confrontarli con il loro piano dell’offerta formativa, quello che è stato proposto ai genitori al momento delle iscrizioni. Non è difficile prevedere che – in generale &#8211; dal confronto scaturirà una differenza in negativo. Ogni scuola primaria perderà qualcosa:</p>
<ul>
<li>rientri pomeridiani e presenze degli insegnanti durante la mensa, che in molti casi determinano l’impossibilità di far funzionare la mensa</li>
<li>tutte le attività (recupero, classi aperte, laboratori, visite didattiche, …) che si realizzavano grazie alle compresenze.</li>
</ul>
<p style="text-align:left;">Inoltre si dovranno quantificare le richieste di tempo scuola e di tempo pieno superiori all’offerta formativa dell’anno scolastico in corso.<br />
Occorrerà quindi riconvocare i genitori e informarli sulla situazione. In queste assemblee insegnanti e genitori dovranno concordare la richiesta di risorse professionali necessarie:<br />
a) a mantenere il livello quantitativo e qualitativo dell’offerta formativa dell’anno in corso<br />
b) a soddisfare eventualmente la richiesta di ampliamento dell’offerta formativa richiesta dalla famiglie.<br />
La richiesta a), in particolare, dovrà essere giustificata da una specifica progettazione che dimostri che quelle risorse sono effettivamente indispensabili per evitare la soppressione di attività richieste dalle famiglie e necessarie per la qualità dell’offerta formativa.<br />
Le compresenze non “programmate” (che non venivano cioè effettuate per attività didattiche a classi aperte, laboratori, per gruppi di alunni, ecc.) , ad esempio, non sono da prendere in considerazione per formulare la piattaforma che deve essere caratterizzata da rigore e realismo per essere credibile ed allargare il più possibile l’area di consenso intorno alle richieste considerate essenziali.</p>
<p><strong>Costruire piattaforme territoriali</strong><br />
Attraverso il coordinamento dei sindacati confederali, le richieste di ogni scuola, sommandosi tra loro, devono diventare comunali, provinciali e regionali per diventare piattaforme territoriali e per aprire il confronto con gli enti locali e la regione. Scuole, associazioni e rappresentanti dei genitori e sindacati devono chiedere agli enti locali di intervenire con risorse proprie e/o di appoggiare le richieste delle piattaforme nei confronti dell’amministrazione scolastica in vista delle decisioni sull’organico di fatto. In caso di elezioni si potrà chiedere ai candidati di prendere precisi impegni in materia.<br />
Si possono realizzare in questo modo veri e propri patti territoriali per la buona scuola, un ampio schieramento di scuole, forze sociali e enti locali che il governo non potrà ignorare, anche per le nuove competenze di regioni ed enti locali in materia di programmazione dell’offerta formativa.<br />
Nell’ambito della ulteriore definizione della piattaforma nei tavoli con gli enti locali si terrà conto anche di eventuali interventi di razionalizzazione della rete scolastica, di modelli di tempo lungo senza rientri pomeridiani, di compresenze non utilizzate sulla base di una progettazione di qualità. In presenza di richieste di tipo b), questi risparmi rispetto all’anno in corso legittimerebbero ulteriormente la richiesta di reinvestimento di queste risorse per l’ampliamento del tempo scuola o, ad esempio, l’ampliamento dell’offerta formativa di istruzione degli adulti.</p>
<p>Obiettivo del confronto è anche rivendicare nel confronto con gli enti locali un piano per realizzare servizi e strutture in tutte quelle scuole dove il tempo lungo è necessario per rispondere alla domanda sociale e per un’offerta formativa rispondente al contesto socio-culturale. Sulla base di questo piano è, di conseguenza, possibile rivendicare la continuità delle esperienze di tempo prolungato e tempo lungo fino alla predisposizione dei servizi previsti nel piano. Inoltre, anche per i servizi mensa e trasporti vanno contrattate tariffe tali da rendere il servizio accessibile a tutti.</p>
<p><strong>Un’ulteriore cosa che si deve fare ora, prima di settembre<br />
</strong>Edilizia scolastica, numero alunni per classe, qualità degli ambienti scolatici e sicurezza.<br />
In Conferenza unificata Stato-regioni è stato raggiunto un accordo per un piano straordinario di interventi per l’edilizia scolastica che prevede l’integrazione di azioni straordinarie (fondi per infrastrutture, FAS, specifiche risorse Finanziaria Prodi) con il complesso di interventi di Regioni e Enti Locali. È prevista la costituzione di gruppi di lavoro in ogni regione composti da rappresentanti dei provveditorati per le opere pubbliche, dall&#8217;ufficio scolastico regionale, dai dirigenti scolastici interessati, dall&#8217;Anci, dall&#8217;Uncem, dall&#8217;Upi, che nominano squadre tecniche con il compito di compilare un’anagrafe di tutte le scuole.<br />
Inoltre, il Regolamento su rete scolastica e organici rinvia di un anno l’innalzamento dei numeri massimi di alunni per classe in tutte le scuole che, per l’inadeguatezza edilizia, saranno comprese in un apposito piano ministeriale di riqualificazione.<br />
La definizione di piani di intervento sull’edilizia scolastica deve essere oggetto di specifici tavoli di confronto ai fini della rappresentazione delle esigenze sociali ed educative e dell’individuazione delle priorità. Inoltre, poiché sarà il Ministero a decidere quali scuole inserire nel piano, occorre attivare iniziative per far emergere lo stato reale dell’edilizia scolastica dei diversi territori e utilizzarlo per respingere l’aumento di alunni per classe.<br />
Obiettivo del confronto è ottenere un quadro territoriale dell’edilizia scolastica sulla base del quale rivendicare l’inclusione nel piano ministeriale di riqualificazione dell’edilizia scolastica di tutte le scuole che non corrispondono ai parametri previsti dalle leggi vigenti e, di conseguenza, la loro esclusione dall’aumento del numero massimo di alunni per classe.<br />
La trattativa può essere sostenuta da specifiche diffide delle associazioni degli studenti, dei genitori e dai sindacati di categoria per evitare che siano aumentati gli alunni per classe in situazioni dove le condizioni dell’edilizia scolastica sono inadeguate.</p>
<p>In buona sostanza, riteniamo che ogni scuola debba uscire dall’isolamento, coinvolgere l’utenza, le famiglie e gli enti locali territoriali, affermando il principio che il buon funzionamento della scuola pubblica è un problema che riguarda tutti i cittadini e che è interesse di tutti salvaguardare la qualità dell’offerta formativa degli istituti scolastici.</p>
<p style="text-align:right;"><em>di Fabrizio Dacrema e Gianni Gandola</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tempo pieno, la Cisl insiste «Più alunni in ogni classe»]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/24/tempo-pieno-la-cisl-insiste-%c2%abpiu-alunni-in-ogni-classe%c2%bb/</link>
<pubDate>Fri, 24 Apr 2009 15:56:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/24/tempo-pieno-la-cisl-insiste-%c2%abpiu-alunni-in-ogni-classe%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[Da Il Corriere Fiorentino del 23 aprile 2009 Per garantirlo, meno sicurezza Sono 2.400 i lavoratori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;">Da <em>Il Corriere Fiorentino</em> del 23 aprile 2009</p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Per garantirlo, meno sicurezza</em></strong></p>
<p><img class="alignleft" style="border:0 none;" src="http://scorfano.files.wordpress.com/2009/03/quanti-anni-fa.jpg?w=302&#038;h=215" border="0" alt="" width="302" height="215" /></p>
<p style="text-align:left;">Sono 2.400 i lavoratori della scuola toscana che perderanno il posto di lavoro per i tagli disposti dalla legge Gelmini: 1.500 docenti precari e 900 del personale ata, amministrativi-tecnici-personale precario, dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado. <!--more-->La denuncia è del comparto scuola della Cisl, che lancia una grande vertenza a livello nazionale, regionale e locale per bloccare i tagli. «Apriamo una nuova fase di protesta &#8211; ha detto il segretario della Cisl toscana Massimo Santoni &#8211; da condurre su obiettivi precisi. Il primo lo abbiamo raggiunto, è stato l&#8217;annuncio dell&#8217;Ufficio Scolastico Regionale, che tutte le richieste di tempo pieno per le prime classi delle elementari in Toscana, 111 in più rispetto allo scorso anno, saranno accolte». Ma tanto resta ancora da fare: «Per garantire il tempo pieno, a fronte dei tagli del personale &#8211; spiega Rosa Mongillo, della Cisl scuola &#8211; è stato necessario accorpare più alunni per classe. Si parla di 29 bambini alle elementari, 30 alle medie. Un numero eccessivo, anche perché viola le normative vigenti sulla sicurezza negli istituti scolastici, che prevedono un tetto molto più basso. Si apre quindi a un vero e proprio rischio per i ragazzi che cercheremo di evitare».</p>
<p style="text-align:right;"><em>Elisa Assini</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Angotti contro Lastri: «Tempo pieno per tutti»]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/22/angotti-contro-lastri-%c2%abtempo-pieno-per-tutti%c2%bb/</link>
<pubDate>Wed, 22 Apr 2009 17:46:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/22/angotti-contro-lastri-%c2%abtempo-pieno-per-tutti%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[Dal Corriere fiorentino del 22 aprile 2009 Il direttore dell&#8217;Ufficio regionale replica all]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;">Dal <em>Corriere fiorentino</em> del 22 aprile 2009</p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Il direttore dell&#8217;Ufficio regionale replica all&#8217;allarme dell&#8217;assessore. «Previsti 36 insegnanti in più»</em></strong></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/04/question_mark.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3659" title="question_mark" src="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/04/question_mark.jpg?w=300&#038;h=201" alt="question_mark" width="300" height="201" /></a>È guerra sul tempo pieno delle scuole fiorentine. Il direttore dell&#8217;Ufficio scolastico regionale, il professor Cesare Angotti, replica all&#8217;allarme lanciato dall&#8217;assessore all&#8217;istruzione Daniela Lastri per i 500 bambini delle prime elementari rimasti fuori dal servizio: «Assegneremo trentasei posti per accogliere le nuove richieste arrivate dalle famiglie». <!--more-->Ma l&#8217;assessore insiste: «Questo numero potrebbe essere sufficiente per Firenze, ma non se riguarda tutta la Provincia».<br />
Sono 2.171, per il Comune, le richieste di tempo pieno dei nuovi iscritti alle scuole primarie in città. Ma solo 1.600 possono essere garantiti perché, proprio la direzione regionale, su 100 classi necessarie, ne ha concesse 77. «Un bambino su quattro non avrà il tempo pieno», aveva detto Lastri prendendosela con il ministro Gelmini. Dati «inesatti» ribatte il direttore Angotti: «Le classi attualmente strutturale con il tempo pieno continueranno a funzionare così anche il prossimo anno. Per l&#8217;espansione rispetto al nuovo anno, l&#8217;Ufficio scolastico provinciale di Firenze ci ha segnalato che, per l&#8217;intera provincia, l&#8217;accoglimento delle domande comportava l&#8217;assegnazione di 36 posti: tale richiesta troverà accoglimento, la dotazione organica attribuita dal ministero è pienamente sufficiente a garantire il fabbisogno». E poi Angotti tiene a precisare che non è corretto dire che «la direzione regionale abbia concesso un numero di posti inferiore alle richieste, non essendo conclusa ancora, in Toscana come altrove, la definizione degli organici di scuola primaria».<br />
Parole che innanzitutto fanno contenta l&#8217;assessore Lastri: «A qualcosa l&#8217;allarme che ho lanciato è servito: il silenzio della direzione regionale durava da settimane. Questo è un passo avanti». Ma non troppo avanti: «Bisogna capire quanti insegnanti saranno assegnati a Firenze», attacca. I nuovi posti di cui parla Angotti riguardano l&#8217;intera provincia: «Io ho sempre parlato del caso fiorentino &#8211; spiega Lastri &#8211; spero veramente che questi numeri siano sufficienti a coprire le richieste di tempo pieno. Sicuramente trentasei nuovi docenti coprirebbero il fabbisogno di Firenze. Non sono a conoscenza delle esigenze degli altri comuni della provincia, ma se ci fossero richieste, sarebbe difficile riuscire a soddisfarle con soli 36 posti». E così l&#8217;assessore ne approfitta per lanciare un nuovo appello: «Vorrei capire quali sono i dati reali: soltanto così potremo avere la certezza che le famiglie che hanno fatto richiesta del tempo pieno in città avranno questo servizio», conclude.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Federica Sanna</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Intervista alla Gelmini: «Docenti, non ci sarà esubero. E daremo più soldi ai migliori»]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/21/intervista-alla-gelmini-%c2%abdocenti-non-ci-sara-esubero-e-daremo-piu-soldi-ai-migliori%c2%bb/</link>
<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 21:01:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/21/intervista-alla-gelmini-%c2%abdocenti-non-ci-sara-esubero-e-daremo-piu-soldi-ai-migliori%c2%bb/</guid>
<description><![CDATA[Da Il Giornale di Vicenza del 19 aprile 2009 Come cambia la scuola Ecco le risposte del ministro del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;">Da <em>Il Giornale di Vicenza</em> del 19 aprile 2009</p>
<p style="text-align:left;"><strong><em>Come cambia la scuola</em></strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong><em><img class="aligncenter" style="border:0 none;" src="http://www.tempi.it/files/imagecache/630xscale/files/gelmini.jpg" border="0" alt="" width="468" height="226" />Ecco le risposte del ministro dell&#8217;Istruzione: «Il nostro obiettivo fin dall&#8217;inizio è stato tagliare gli sprechi e assicurare il necessario,  come ad esempio il servizio mensa: resta»</em></strong></p>
<p style="text-align:left;"><strong><em>L&#8217;INTERVISTA. II &#8220;numero uno&#8221; Mariastella Gelmini: «Non c&#8217;è da temere: le condizioni di base dell&#8217;istruzione primaria non sono modificate»<br />
«Alle superiori in settembre non ci saranno sperimentazioni o &#8220;anticipi&#8221; della riforma: non hanno senso &#8220;prove&#8221; a ridosso del cambiamento che inizierà nel 2010 per tutti»</em></strong></p>
<p><!--more-->La riforma è alle porte: come cambierà a settembre e nei prossimi anni la scuola, è la domanda di tutte le famiglie. Ecco le risposte del &#8220;numero uno&#8221; della riforma stessa, il ministro Mariastella Gelmini.</p>
<p><strong>Ministro Gelmini, la riforma della scuola, nel caso del Veneto contempla 2.227 insegnanti in meno. Data la situazione di crisi economica può escludere che a giugno non ci saranno altri tagli? E visto che a fronte di meno insegnanti le iscrizioni degli alunni invece aumentano, come si concilia questo con il mantenimento della qualità dell&#8217;istruzione?</strong><br />
L&#8217;adozione dei nuovi modelli organizzativi nella scuola primaria e nella scuola secondaria di 1° grado consente, anche in Veneto, di conseguire economie di risorse che, in parte, saranno utilizzate per garantire l&#8217;offerta formativa sino ad ora assicurata alle famiglie. In particolare l&#8217;Ufficio scolastico regionale veneto e la Regione si sono impegnate a mantenere nella scuola primaria il cosiddetto &#8220;tempo lungo&#8221;, molto diffuso soprattutto nel Padovano.</p>
<p><strong>Nel Vicentino oltre il 50% delle famiglie ha preferito il tempo pieno o il tempo prolungato, e continuano ad essere preoccupate che il taglio degli insegnanti ne cambi l&#8217;attuale organizzazione; in alcune scuole medie stanno valutando se organizzare le 30 ore con un orario 8-14<br />
per 5 giorni la settimana eliminando la mensa perché le ore degli insegnanti non arrivano a coprirne la sorveglianza. Ci può spiegare allora come è possibile che questi modelli siano garantiti il prossimo anno e anche i successivi?</strong><br />
Nel Vicentino la richiesta delle famiglie per la primaria porterebbe a formare 300 classi a tempo pieno su 2254. Quindi il 13,31%. La richiesta di tempo prolungato alla scuola media si aggira, sulla base dei dati ancora parziali di cui disponiamo, intorno al 20% delle classi. Per quanto riguarda il modello a 30 ore della scuola media nulla è innovato. Anche prima del nuovo assetto ordinamentale, le classi di scuola media funzionanti a tempo ordinario non vedevano contemplata nel tempo scuola la sorveglianza durante la mensa che, ove prevista, era già svolta dagli enti locali.</p>
<p><strong>La riforma della scuola primaria non prevede più il modulo con tre insegnanti su due classi, ma due insegnanti per due classi: come verrà impiegato il personale già di ruolo in esubero con la nuova organizzazione? E nelle medie e nelle superiori, dove sono ancora più specializzati e meno &#8220;intercambiabili&#8221;, che succederà in attesa che siano avviati i corsi di riconversione?</strong><br />
Non c&#8217;è da preoccuparsi. Come già ribadito altre volte nessun insegnante perderà il posto. Il passaggio al maestro unico nella scuola elementare avverrà con gradualità a cominciare dal prossimo anno scolastico. Non sono previsti esuberi, perché il turn over consentirà di ricollocare il personale della scuola su sedi vacanti secondo le normali procedure di mobilità. Anche il criterio di riutilizzo del personale docente nella scuola secondaria di 1° e di 2° grado seguirà le stesse procedure di mobilità e di utilizzazione, previste dai contratti nazionali integrativi del personale scolastico, come è sempre avvenuto.</p>
<p><strong>Giustamente lei sostiene la necessità di valorizzare gli insegnanti eccellenti. Finora però l&#8217;unico criterio possibile è stato non tanto il merito, ma la progressione di carriera per anzianità. Se diventa centrale individuare i criteri per premiare gli insegnanti più bravi, in che modo questi si stabiliranno? </strong><br />
Dal 2012 gli insegnanti più meritevoli percepiranno 7 mila euro all&#8217;anno in più. Circa 1.000 milioni di euro saranno destinati a premiare merito e qualità del personale scolastico. Soldi, voglio sottolinearlo, che non saranno distribuiti &#8220;a pioggia&#8221;, ma terranno conto della professionalità, dell&#8217;impegno e della qualità del lavoro degli insegnanti. Stiamo valutando le modalità per attribuire queste risorse premianti secondo criteri che riconoscano, appunto, professionalità e qualità delle prestazioni, in linea con quanto accade in quasi tutti i Paesi d&#8217;Europa.</p>
<p><strong>La scuola, lo ha detto chiaramente, non può essere uno&#8221;stipendificio&#8221; e vanno razionalizzate le spese. I tagli riguarderanno anche di personale Ata con ausiliari che garantivano anche la mensa. Questo servizio non rischia di gravare con maggiori spese sui Comuni o di saltare del tutto?</strong><br />
Il nostro obiettivo sin dal principio è stato tagliare gli sprechi e stabilire priorità di spesa in modo da assicurare prima di tutto ciò che è necessario per la scuola. Questo significa, ad esempio, che il servizio mensa, nonostante l&#8217;eliminazione delle compresenze, sarà comunque garantito. La scuola deve adeguarsi ad una società più complessa che in passato, tanto da parlare di percorsi &#8220;personalizzati&#8221;.</p>
<p><strong>Le compresenze che saranno eliminate favorivano lo sviluppo di competenze multidisciplinari e garantivano di seguire anche bambini con difficoltà &#8211; oltre ai particolari casi con i loro insegnanti di sostegno &#8211; e gruppi di stranieri. Il presidente Berlusconi ha detto che con la crisi non sarà lasciato indietro nessuno, sarà così anche nella scuola?</strong><br />
È vero, nessuno sarà lasciato indietro, soprattutto a scuola. Percorsi multidisciplinari e insegnanti di sostegno saranno garantiti a tutti gli studenti, italiani e stranieri. Le famiglie non avranno alcun problema. Inoltre, le compresenze nella scuola primaria che derivano dalla presenza dei docenti di inglese o di religione cattolica restano nella piena disponibilità delle scuole che ne possono fare l&#8217;uso ritenuto più appropriato secondo autonomia e responsabilità.</p>
<p><strong>La promozione o l&#8217;ammissione agli esami di Stato conclusivi per il primo e secondo ciclo di istruzione è condizionata dall&#8217;avere la sufficienza in tutte le materie. Alla prova dei fatti: nel caso di uno studente che merita un &#8220;4&#8243; solo in educazione fisica ma che in tutte altre le materie ha la media dell&#8217;8, in consiglio di classe va difesa quell&#8217;insufficienza pregiudicando la promozione o l&#8217;ammissione agli esami di quello studente? E se l&#8217;unica insufficienza fosse, per esempio, in matematica, cambierebbe qualcosa?</strong><br />
Come per il passato, la decisione per l&#8217;ammissione alla classe successiva o all&#8217;esame spetta al consiglio di classe. Per essere promossi è necessario avere una media non inferiore al 6. Nella scuola secondaria di 2° grado, dove già oggi esiste il voto in decimi, non si può promuovere uno studente che abbia conseguito debiti in una o più materie. Il consiglio di classe, in presenza di gravi insufficienze, può decidere l&#8217;immediata non ammissione alla classe successiva oppure sospendere il giudizio di scrutinio finale fino al termine dell&#8217;anno scolastico e poi decidere.</p>
<p><strong>È definitivo che non saranno concessi anticipi del modello di nuova scuola superiore?</strong><br />
La riforma della scuola secondaria di 2° grado partirà gradualmente dal 2010-2011. Il prossimo anno scolastico è destinato a preparare e organizzare il passaggio a questa riforma attesa da decenni. Sperimentare anticipatamente per un anno la riforma non offrirebbe in tempo utili elementi di verifica e di &#8220;prova&#8221; da impiegare per possibili interventi modificatori. Peraltro la nostra scuola ha già sperimentato per circa un ventennio tutti i possibili percorsi dell&#8217;innovazione fornendo validi elementi per strutturare questa riforma. Si tratta ora di applicarla, preparandola prima per condividerne obiettivi e modalità di attuazione.</p>
<p><strong>Ritiene che si possa parlare di vera autonomia scolastica senza la possibilità per i dirigenti di gestire direttamente le risorse e soprattutto senza competenze decisionali sulle capacità dei docenti?</strong><br />
Ci sono ancora molte resistenze culturali e sindacali per arrivare ad attribuire alle istituzioni scolastiche autonome questo potere. In tutte le altre Amministrazioni pubbliche, però, i dirigenti hanno la responsabilità e l&#8217;obbligo di valutare le capacità dei propri dipendenti. Spero al più presto di arrivare ad un sistema di valutazione simile anche nella scuola.</p>
<p><strong>I genitori di bambini che già frequentano la scuola lamentano che di fatto verranno modificate le condizioni in base alle quali avevano scelto la proposta formativa: non ritiene che sarà penalizzato lo studente, venendo meno la continuità didattica? Che destino avranno poi le ore di approfondimento o di recupero dei Larsa, laboratori di recupero e sviluppo degli apprendimenti, o i laboratori previsti oggi dalle 30 ore alle scuole medie?</strong><br />
Le condizioni di base delle classi di scuola primaria attualmente funzionanti non vengono modificate: l&#8217;orario settimanale scelto (27,30 o 40 ore) viene rispettato; allo stesso modo il gruppo docente viene riconfermato con eventuali minime modifiche rimesse alla flessibilità organizzativa dell&#8217;autonomia scolastica. Non esistono da anni i Larsa. Se però ci si riferisce alla possibilità di svolgere ore di approfondimento e di recupero, ricordo che le scuole, secondo l&#8217;autonomia didattica, possono già oggi organizzare flessibilmente l&#8217;orario delle attività ricavando spazi orari per laboratori, approfondimenti e recuperi.</p>
<p><strong>II voto è uno strumento di valutazione molto chiaro e immediato. Chi lo avversa sostiene che non dà giustificazione del percorso dello studente, per esempio, sull&#8217;impegno o l&#8217;interesse dimostrato. Limitatamente alla scuola primaria, dove si crea il tessuto sociale della collaborazione, si impara a fare gruppo, ritiene potrebbe essere comunque utile riflettere sul riportare la valutazione al solo sistema dei giudizi eliminando la competitività più chiaramente espressa coni voti?</strong><br />
È un falso problema. Anche con i giudizi sintetici del bravo, buono, sufficiente la valutazione può rischiare di essere inadeguata e non avere valore formativo. Certamente il voto in decimi offre maggiore chiarezza e toglie l&#8217;ambiguità dei giudizi generici.</p>
<p><strong>Come si concilia il potenziamento della lingua inglese alle medie (3 ore più 2) con la risoluzione Ue che chiede l&#8217;insegnamento di due lingue comunitarie?</strong><br />
L&#8217;intero percorso del nostro sistema di istruzione prevede diverse possibilità di accedere all&#8217;insegnamento della seconda o anche della terza lingua comunitaria, rispettando i principi del plurilinguismo. Nella scuola secondaria di 1° grado resta come situazione generale l&#8217;insegnamento di una seconda lingua comunitaria, oltre all&#8217;inglese. Avvalendomi di una norma legislativa varata e confermata dai ministri che mi hanno preceduto e che non era ancora stata messa in atto, ho voluto offrire alle famiglie l&#8217;opportunità della scelta di potenziare l&#8217;insegnamento dell&#8217;inglese per offrire un&#8217;occasione formativa fortemente richiesta e apprezzata.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Cinzia Zuccon Morgani</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nomine, è già caos per i docenti delle liste a esaurimento]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/21/nomine-e-gia-caos-per-i-docenti-delle-liste-a-esaurimento/</link>
<pubDate>Tue, 21 Apr 2009 17:39:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/21/nomine-e-gia-caos-per-i-docenti-delle-liste-a-esaurimento/</guid>
<description><![CDATA[Da ItaliaOggi del 21 aprile 2009 Riforme in itinere Mancano indicazioni operative sul come rendere f]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;">Da <em>ItaliaOggi</em> del 21 aprile 2009</p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Riforme in itinere<br />
Mancano indicazioni operative sul come rendere fattibile l&#8217;opzione su quattro province</strong></em><br />
<em><strong>Spunta l&#8217;ipotesi di procedere con delega data agli stessi dirigenti provinciali</strong></em></p>
<p><em><strong><a href="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/04/precariato2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3618" title="precariato2" src="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/04/precariato2.jpg?w=228&#038;h=233" alt="precariato2" width="228" height="233" /></a></strong></em>I docenti precari inclusi nelle graduatorie a esaurimento potranno concorrere agli incarichi in 4 province contemporaneamente. Ed è già caos, tra i diretti interessati, prima ancora di cominciare le nomine. È pacifico che la domanda si consegna solo nella provincia dove si è già inclusi in graduatoria o dove si presenta l&#8217;iscrizione per la prima volta. Ma non è chiaro come verranno gestite le nomine. In particolare, non è chiaro se l&#8217;amministrazione intenda scaglionare le operazioni in più riprese. <!--more-->Magari effettuando le nomine degli ozionisti in un secondo momento, sospendendo le operazioni dopo l&#8217;esaurimento delle graduatorie. Oppure se tutto avverrà contemporaneamente. Nel qual caso, però, si giocherebbe al buio.<br />
Nel senso che non potendo, i diretti interessati, presenziare contemporaneamente a tutte e quattro le tornate di nomina nelle quattro province prescelte, non resterebbe che la delega. Che nella migliore delle ipotesi potrebbe essere assegnata a persone di fiducia che potrebbero tenersi in contatto in tempo reale con ì diretti interessati, garantendo così un minimo di coordinamento. Ma l&#8217;ipotesi più probabile è che gli aspiranti docenti deleghino i dirigenti degli uffici scolastici provinciali, che in quel caso sarebbero tenuti ad assegnare gli incarichi d&#8217;ufficio. E a quel punto il caos sarebbe inevitabile. Non è da escludere, infatti, che la stessa persona potrebbe risultare titolare di 4 contratti preliminari. Dopo  di  che non resterebbe che la scelta di una sola provincia e la rinuncia alle altre tre province. E nelle province per le quali l&#8217;interessato abbia optato per la rinuncia non resterebbe che rifare le operazioni. Sempre che almeno la prima fase si esaurisca prima del 1° settembre. Perché se così non fosse, il plurinominato si troverebbe nella scomoda posizione di chi, dopo avere preso servizio in una provincia, scoprisse di essere stato nominato anche in un&#8217;altra. E se nell&#8217;altra provincia la nomina fosse stata effettuata prima, l&#8217;interessato potrebbe anche essere chiamato a rispondere dell&#8217;abbandono di un incarico per accettarne un altro di pari valore. Insomma, c&#8217;è anche il rischio di andare incontro a sanzioni. Anche se, in effetti, l&#8217;attuale disciplina delle supplenze, concepita per un contesto caratterizzato dalla possibilità di essere fatti oggetto di un unico procedimento nella fase provinciale, potrebbe non risultare più idonea. Tanto più che le nuove disposizioni prevedono una sorta di pluriprocedimento attivato contemporaneamente da uffici periferici di altrettante province, con al centro un unico destinatario. Il fatto non ha precedenti. E quindi non c&#8217;è nemmeno normativa specifica. Il che vuol dire che bisogna arrangiarsi con quella che c&#8217;è. Una soluzione potrebbe essere quella di applicare l&#8217;articolo 1291 del codice civile, che regola l&#8217;ipotesi dell&#8217;obbligazione ad confusione alternativa multipla. Che a sua volta rimanda all&#8217;articolo 1285, che prevede l&#8217;ipotesi più semplice della possibilità di scegliere tra due obbligazioni. In entrambi i casi il legislatore ha previsto che sia il lavoratore a scegliere. E ciò potrebbe mettere in serie difficoltà l&#8217;amministrazione, che potrebbe essere costretta a sospendere e ripetere a più riprese le operazioni. Ipotesi questa che non sembra percorribile. E a questo punto non resta che la velocizzazione e la contestualizzazione in tempo reale del pluriprocedimento. Ad oggi l&#8217;informatica consente tale possibilità. Resta da vedere, però, se gli uffici saranno in grado reggere l&#8217;urto della maggiore onerosità delle operazioni e, soprattutto se vi saranno gli strumenti e le risorse necessarie per fare fronte a questa nuova emergenza.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Boom di richieste per il tempo pieno. Non tutte possono essere accettate]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/20/boom-di-richieste-per-il-tempo-pieno-non-tutte-possono-essere-accettate/</link>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 16:03:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/20/boom-di-richieste-per-il-tempo-pieno-non-tutte-possono-essere-accettate/</guid>
<description><![CDATA[Da La Nazione del 17 aprile 2009 Dopo la chiusura delle iscrizioni per le scuole nel febbraio scorso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;">Da <a href="http://lanazione.ilsole24ore.com/firenze/2009/04/17/165813-boom_richieste_tempo_pieno.shtml"><em>La Nazione</em></a> del 17 aprile 2009</p>
<p><em><a href="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/04/bambino-addormentato-sul-quaderno.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3584" title="bambino-addormentato-sul-quaderno" src="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/04/bambino-addormentato-sul-quaderno.jpg?w=450&#038;h=300" alt="bambino-addormentato-sul-quaderno" width="450" height="300" /></a>Dopo la chiusura delle iscrizioni per le scuole nel febbraio scorso si iniziano a tirare i primi bilanci e a prevedere come cambierà il prossimo anno scolastico. L&#8217;incremento maggiore si è registrato nelle iscrizioni alla scuola primaria (+100). Problemi invece sono sorti per le richieste di classi a tempo pieno: un quarto dei nuovi iscritti che ha richiesto il tempo pieno non potrà essere accettato</em></p>
<p><!--more-->Firenze, 17 aprile 2009 &#8211; Sono 2728 gli iscritti al primo anno della scuola dell&#8217;infanzia di cui 14,74 % gli alunni stranieri, per la primaria invece sono stati iscritti 2551 bambini di cui il 14,16% stranieri, infine, gli iscritti al primo anno della secondaria di primo grado sono 2610 con il 13,08% di stranieri. Questi i dati, resi noti dall&#8217;assessore alla pubblica istruzione del Comune di Firenze, sulle iscrizioni scolastiche chiuse nel febbraio scorso.</p>
<p>Rispetto allo scorso anno, l&#8217;incremento maggiore delle iscrizioni si è avuto nella scuola primaria, segnalando circa 100 alunni in più, mentre nelle altre scuole il numero di iscritti resta pressoché invariato. Per quanto riguarda le richieste per il tempo pieno e il tempo normale, vengono confermate le classi a tempo pieno uscenti, mentre le richieste sono in numero molto superiore. Infatti sono stati, per la scuola primaria, 2171 gli alunni iscritti per il tempo pieno e 380 per il tempo normale.</p>
<p>Le classi a tempo pieno concesse sono state 77 e, secondo l&#8217;assessorato alla pubblica istruzione ne sarebbero servite circa 100, quindi mancano almeno 20 classi a tempo pieno per poter soddisfare le domande dei genitori, mentre sono state concesse 37 classi per il tempo normale e ne bastavano, in base agli iscritti, solo 18. L&#8217;assessore alla pubblica istruzione, analizzando i dati ha spiegato che circa un quarto dei nuovi iscritti che ha richiesto il tempo pieno non potrà essere accettato.</p>
<p>Nelle scuole che hanno avuto un maggior numero di iscritti, rispetto alle quinte  uscenti, sono state concesse solo classi a tempo normale anziché quelle a tempo pieno, come invece richiesto dai genitori. Le scuole che avranno quindi solo il tempo normale, ricordano dall&#8217;assessorato alla pubblica istruzione, sono Don Minzoni, Marconi, Carducci, Duca D&#8217;Aosta, Ambrosoli e Acciaioli.</p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Scuola, niente tempo pieno per 500 bimbi delle elementari]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/19/scuola-niente-tempo-pieno-per-500-bimbi-delle-elementari/</link>
<pubDate>Sun, 19 Apr 2009 09:59:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/04/19/scuola-niente-tempo-pieno-per-500-bimbi-delle-elementari/</guid>
<description><![CDATA[Da La Repubblica del 18 aprile 2009 Su 2.551 nuovi iscritti, 2.171 lo hanno richiesto: solo circa 1.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;">Da <em>La Repubblica</em> del 18 aprile 2009</p>
<p style="text-align:center;"><em><strong>Su 2.551 nuovi iscritti, 2.171 lo hanno richiesto: solo circa 1.600 ne usufruiranno</strong></em></p>
<p><strong><a href="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/04/torna-il-maestro-unico.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3539" title="torna-il-maestro-unico" src="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/04/torna-il-maestro-unico.jpg?w=293&#038;h=300" alt="torna-il-maestro-unico" width="293" height="300" /></a>FIRENZE</strong> &#8211; Scuole elementari, mannaia sul tempo pieno. L&#8217;assessore comunale all&#8217;istruzione Daniela Lastri lancia l&#8217;allarme: «A causa della legge Gelmini che ha tagliato 361 insegnanti in tutta la Toscana dal prossimo anno scolastico almeno 500 famiglie fiorentine che iscrivono i loro bambini al primo anno dovranno rinunciare al tempo pieno». Su 2.551 nuovi iscritti, 2.171 ne hanno fatto richiesta: ma solo circa 1.600 potranno usufruirne perché a fronte delle circa 100 classi di tempo pieno necessarie per iscrivere 2.171 bambini, la direzione scolastica regionale ne ha concesse a Firenze solo 77. Una famiglia su quattro dovrà rinunciare al tempo pieno per il proprio figlio e accontentarsi del tempo &#8220;normale&#8221; (8.30-13), <!--more-->che la direzione scolastica regionale pensa di applicare invece in ben 38 classi quando invece le richieste delle famiglie erano appena per 18. Saranno delle graduatorie basate sulla condizione dei nuclei familiari a stabilire quali bambini accederanno alle classi a tempo pieno e quali no: «Grazie alla Gelmini nelle scuole si aprirà la guerra dei poveri», si arrabbia Lastri. Salta agli occhi l&#8217;esempio della scuola Carducci di viale Bassi: 117 nuovi iscritti, 100 domande di tempo pieno e 17 di tempo normale. Ci sarebbe bisogno di quattro classi a tempo pieno e ne vengono concesse 2, di 1 classe di tempo normale e invece ce ne saranno 3.</p>
<p>«È la devastazione: centinaia di famiglie saranno costrette a rivoluzionare le loro vite e l&#8217;offerta educativa per i bambini ne risentirà in maniera drammatica, e chissà quanti insegnamenti salteranno», si chiede polemica Lastri che ha già nel cassetto una lettera al ministro Gelmini per denunciare il caso fiorentino.</p>
<p>Oltre al problema delle prime classi delle elementari si pone anche quello per gli anni dal secondo al quinto: dall&#8217;anno prossimo scompaiono i cosiddetti &#8220;moduli&#8221; (il tempo normale e pieno a giorni alterni) e con la riduzione degli insegnanti si prospettano tagli dei giorni di tempo pieno e ore di lezione tagliate a metà. Dal prossimo anno scompaiono anche le compresenze dei docenti in aula: «Non ci sarà il personale sufficiente nemmeno per programmare una passeggiata», teme l&#8217;assessore comunale all&#8217;istruzione, secondo cui ci sono ancora margini di trattativa con la direzione regionale e tempi per rendere la situazione meno drammatica. Aumentano gli iscritti alla scuola primaria sul 2010: 100 in più rispetto al 2009.</p>
<p style="text-align:right;"><em>di Ernesto Ferrara</em></p>
]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Allarme tagli del personale scolastico. Uil e Cgil in campo]]></title>
<link>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/03/29/allarme-tagli-del-personale-scolastico-uil-e-cgil-in-campo/</link>
<pubDate>Sun, 29 Mar 2009 14:00:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>byzas75</dc:creator>
<guid>http://beataignoranza.wordpress.com/2009/03/29/allarme-tagli-del-personale-scolastico-uil-e-cgil-in-campo/</guid>
<description><![CDATA[Da La Nazione (di Prato) del 26 marzo 2009 MANTENERE al lavoro quanti rischiano di non avere più un]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:right;">Da <em>La Nazione</em> (di Prato) del 26 marzo 2009</p>
<p><a href="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/03/licenziato.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-3286" title="licenziato" src="http://beataignoranza.files.wordpress.com/2009/03/licenziato.jpg?w=247&#038;h=300" alt="licenziato" width="247" height="300" /></a>MANTENERE al lavoro quanti rischiano di non avere più un incarico nel prossimo anno scolastico. E&#8217; questo l&#8217;obiettivo dell&#8217;Uil Scuola della Toscana, che oggi ha appositamente organizzato una serie di iniziative. Le notevoli preoccupazioni del sindacato nascono da numeri e dati concreti: <strong>potrebbero essere 1466 docenti e 870 Ata i precari della scuola in tutta la regione che correranno il rischio concreto di rimanere senza la propria occupazione</strong>. Tra questi risulta dai dati forniti da Flc Cgil che almeno<strong> 54, solo per quanto riguarda il personale Ata, saranno i tagli che interesseranno i lavoratori pratesi</strong>. <!--more-->Cifre che emergono anche da un&#8217;analisi condotta dalla stessa Uil Scuola mettendo in relazione la previsione di tagli, il numero dei probabili pensionamenti, l&#8217;organico attuale e l&#8217;ammontare di tutti coloro che hanno un incarico a tempo determinato. Alle 11 si svolgerà quindi un presidio all&#8217;Ufficio scolastico regionale e ci sarà l&#8217;incontro con il direttore regionale, Angotti. Nel frattempo una delegazione guidata dal segretario regionale della Uil Scuola, Vito Marchiani, informerà l&#8217;assessore regionale Simoncini, sulle reali dimensioni del problema sociale del mancato rinnovo dei contratti di lavoro a tempo determinato nel prossimo anno scolastico.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Leonardo Montaleni</em></p>
]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
