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	<title>ugo-mulas &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/ugo-mulas/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "ugo-mulas"</description>
	<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 04:52:57 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Calder (ma anche Mulas)]]></title>
<link>http://specchioincerto.wordpress.com/2009/12/23/calder-ma-anche-mulas/</link>
<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 11:23:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rosa Maria Puglisi</dc:creator>
<guid>http://specchioincerto.wordpress.com/2009/12/23/calder-ma-anche-mulas/</guid>
<description><![CDATA[Alexander Calder. Blue Feather, c. 1948 - © Calder Foundation Per molti le vacanze di Natale potrebb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1484" class="wp-caption alignnone" style="width: 415px"><img class="size-full wp-image-1484  " title="calder" src="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/calder-e1261560523562.jpg" alt="" width="405" height="329" /><p class="wp-caption-text">Alexander Calder. Blue Feather, c. 1948 - © Calder Foundation</p></div>
<p>Per molti le vacanze di Natale potrebbero essere l&#8217;attesa occasione per recarsi a quelle mostre d&#8217;arte, che durante l&#8217;anno non hanno tempo di visitare. Ve ne suggerirò una magnifica, che è aperta già da qualche tempo al <a href="http://www.palazzoesposizioni.it/mediacenter/FE/home.aspx" target="_blank"><em>Palazzo delle Esposizioni </em></a>di Roma, e coniuga pittura, scultura e fotografia: si tratta, infatti, della grande retrospettiva dedicata ad <strong>Alexander Calder</strong>; la prima nella Capitale a celebrare, nella maniera più completa, la variegata opera dell&#8217;artista statunitense, principalmente noto per i suoi <em>mobile</em> e <em>stabile</em>. La mostra è stata curata da Alexander S.C. Rower, presidente della Fondazione Calder di New York e nipote di Calder.</p>
<div id="attachment_1487" class="wp-caption alignleft" style="width: 370px"><img class="size-full wp-image-1487 " title="calder1" src="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/calder1-e1261566783834.jpg" alt="" width="360" height="250" /><p class="wp-caption-text">Ugo Mulas. Alexander Calder, Saché, 1963 - ©Eredi Ugo Mulas</p></div>
<p>Divisa in sette sezioni, ripercorre puntualmente il cammino e l&#8217;evoluzione di questo artista, che ha rivoluzionato la concezione dell&#8217;arte, a partire addirittura dai suoi primissimi lavori in lamiera, opere di un undicenne Calder nel quale si intuisce già il preponderante interesse per un&#8217;arte che sia viva e mobile, partecipe del mondo reale.</p>
<p>“Perché l’arte deve essere statica? Se osservi un’opera astratta, che sia una scultura o un quadro, vedi un’intrigante composizione di piani, sfere e nuclei che non hanno senso. Sarebbe perfetto, ma è pur sempre arte statica. Il passo successivo nella scultura è il movimento”, affermerà difatti nel 1932 esordendo con i suoi <em>mobile</em>.</p>
<p>La mostra, così, si dipana nei locali del Palazzo delle Esposizioni in un percorso tanto vario quanto interessante: dalle prime <em>wire sculpture,</em> opere ancora iconiche in fil di ferro, e dai primi dipinti (ancora palesemente legati ad una pittura più tradizionale) al rivoluzionario <em>Small Sphere and Heavy Sphere</em> del 1932-33, primo mobile ideato per essere sospeso al soffitto; di sala in sala si procede verso opere dove la poetica di Calder risulta sempre più compiuta in una progressiva frammentazione ed articolazione di forme e colori e trasparenze, che penetrano lo spazio in un tripudio dell&#8217;immaginazione e inducono il visitatore allo stupore; non mancano nemmeno le insolite opere di gioielleria.</p>
<div id="attachment_1489" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/calder3.jpg"><img class="size-medium wp-image-1489" title="calder3" src="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/calder3-e1261567028159.jpg?w=300" alt="" width="300" height="296" /></a><p class="wp-caption-text">Ugo Mulas. Alexander Calder, Saché 1963 - ©Eredi Ugo Mulas</p></div>
<p>La location e l&#8217;allestimento sono quanto mai propizi a questa mostra e per l&#8217;ampiezza e l&#8217;altezza dei locali (essendoci anche opere di formato particolarmente grande), e per la ben studiata illuminazione.</p>
<p>Al piano di sopra, oltre a una interessante sezione dedicata a filmati d&#8217;epoca, possiamo ammirare &#8211; come una mostra nella mostra &#8211; un gran numero di stampe in bianco e nero di <a href="http://specchioincerto.wordpress.com/tra-parentesi/ugo-mulas/" target="_blank">Ugo Mulas</a>, le quali raccontano da una parte &#8220;l’affinità genetica tra le opere e l’artista che le faceva&#8221; (come ebbe a dire Giulio Carlo Argan), dall&#8217;altra il lavoro e il quotidiano di Calder e famiglia nelle sue case di Roxbury e Saché (negli USA e in Francia), ma pure evidenziano la profonda amicizia che legò Mulas all&#8217;artista americano.</p>
<p>La mostra sarà aperta fino al 14 febbraio.</p>
<p>A partire dal 13 gennaio avranno luogo &#8220;<strong>I mercoledì di Calder</strong>&#8220;, una serie di incontri che si terranno ogni mercoledì alle ore 18.30 presso il Palazzo delle Esposizioni, nei quali alcuni docenti, curatori e storici dell’arte saranno chiamati a discutere diversi aspetti dell&#8217;opera di Calder. L&#8217;incontro conclusivo (del 10 febbraio) sarà dedicato proprio al vasto corpus di immagini scattate da Ugo Mulas e alla nascita del libro, pubblicato nel 1971, che le conteneva.</p>
<p>Per leggere il programma di questi incontri, <a href="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/i_mercoledi_di_calder.odt" target="_blank">cliccate qui.</a></p>
<div id="attachment_1492" class="wp-caption alignleft" style="width: 370px"><img class="size-full wp-image-1492 " title="calder2" src="http://specchioincerto.wordpress.com/files/2009/12/calder2-e1261567261645.jpg" alt="" width="360" height="497" /><p class="wp-caption-text">Ugo Mulas. Alexander Calder con Snow Flurry, Saché 1963 - ©Eredi Ugo Mulas</p></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Studio - Portrait of the Artist as another Artist]]></title>
<link>http://criticalissuesintheculturalindustries.wordpress.com/2009/12/07/studio-portrait-of-the-artist-as-another-artist/</link>
<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 17:34:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>criticalissuesintheculturalindustries</dc:creator>
<guid>http://criticalissuesintheculturalindustries.wordpress.com/2009/12/07/studio-portrait-of-the-artist-as-another-artist/</guid>
<description><![CDATA[In the Studio issue, Elise Noyez focuses on the photographic portrait of the artist as a (self-)repr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>In the Studio issue, Elise Noyez focuses on the photographic portrait of the artist as a (self-)representational strategy. Using a noteworthy photograph of early appropriation artist Elaine Sturtevant as a case study, Noyez discusses the changing standards of such photographic representations in relation to artist and artistic practice, as well as the appropriation of artistic images. Click <a title="Portrait of the Artist as another Artist" href="http://criticalissuesintheculturalindustries.wordpress.com/studio/portrait" target="_self">here</a> to read the essay.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Alexander Calder nelle fotografie di Ugo Mulas- Palazzo delle esposizioni - 23 ottobre 2009 - 14 febbraio 2010]]></title>
<link>http://collettivowsp.wordpress.com/2009/11/02/alexander-calder-nelle-fotografie-di-ugo-mulas-palazzo-delle-esposizioni-23-ottobre-2009-14-febbraio-2010/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 09:33:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>collettivowsp</dc:creator>
<guid>http://collettivowsp.wordpress.com/2009/11/02/alexander-calder-nelle-fotografie-di-ugo-mulas-palazzo-delle-esposizioni-23-ottobre-2009-14-febbraio-2010/</guid>
<description><![CDATA[Al secondo piano del Palazzo delle esposizioni è allestita una sezione della mostra Calder, intitola]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Al secondo piano del Palazzo delle esposizioni è allestita una sezione della mostra Calder, intitolata Alexander Calder nelle fotografie di Ugo Mulas, curata da Pier Giovanni Castagnoli per l’Archivio Ugo Mulas di Milano, in collaborazione con il quale il progetto è stato realizzato.</p>
<p>E’ esposta una selezione di circa ottanta immagini, tutte stampe ai sali d’argento su carta baritata, realizzate dallo stesso autore (vintage) risalenti agli anni 1963-1968, scattate nelle case-studio abitate dall’artista a Roxbury nel Connecticut o a Saché in Francia, ma anche in altri luoghi che videro la presenza di Calder o delle sue opere</p>
<p>Il grande fotografo italiano prematuramente scomparso (Pozzolegno, Brescia 1928 – Milano 1974), conobbe Calder nel 1962 a Spoleto, quando Giovanni Carandente lo chiamò a documentare la mostra Sculture nella città per la quale l’artista realizzò il grande Teodelapio, che in seguitò donò alla cittadina umbra. Da allora nacque una solida e in tramontata amicizia che diede origine a un formidabile corpus di fotografie, una parte delle quali venne pubblicata nel 1971 in un libro nato dalla collaborazione tra Ugo Mulas, il critico H. Harvard Arnason e lo stesso artista (U. Mulas e H- H. Arnason, Calder, Milano 1971).</p>
<p><img src="http://collettivowsp.wordpress.com/files/2009/11/ugo-mulas2.jpg?w=300" alt="Ugo Mulas" title="Ugo Mulas" width="300" height="277" class="aligncenter size-medium wp-image-509" /><br />
Autoritratto di Ugo Mulas, riflesso nell&#8217;opera di Michelangelo Pistoletto, Vitalità del negativo, Roma, 1970<br />
©Ugo Mulas</p>
<p>info: www.palazzoesposizioni.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Arte e fotografia: i maestri ritratti dai maestri]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/09/23/arte-e-fotografia-i-maestri-ritratti-dai-maestri/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 13:30:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
<guid>http://paoblog.wordpress.com/2009/09/23/arte-e-fotografia-i-maestri-ritratti-dai-maestri/</guid>
<description><![CDATA[Artisti nell&#8217;obiettivo di grandi fotografi. I maggiori interpreti dell&#8217;arte contemporane]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Artisti nell&#8217;obiettivo di grandi fotografi.</strong> I maggiori interpreti dell&#8217;arte contemporanea sono ritratti da 22 importanti fotografi italiani. Duecento immagini firmate, tra gli altri, da Gianni Berengo Gardin, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Ugo Mulas, Ferdinando Scianna, Claudio Abate, Aurelio Amendola, Gabriele Basilico, Mario Dondero, Federico Garolla, Uliano Lucas, compongono un&#8217;originale storia dell&#8217;arte realizzata attraverso i volti e gli atteggiamenti dei protagonisti. Il progetto, nato dall&#8217;idea di Massimo Minini ed esposto alla Fondazione Stelline, propone un percorso narrativo, non cronologico, capace di assicurare una lettura originale e composita.</p>
<table border="0" width="1" align="right">
<tbody>
<tr>
<td><img title="Kounellis ritratto da Claudio Abate " src="http://milano.corriere.it/media/foto/2009/09/22/RITRA--140x180.JPG" border="0" alt="Kounellis ritratto da Claudio Abate " width="140" height="180" align="right" /></td>
</tr>
<tr>
<td>Kounellis ritratto da Claudio Abate</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><strong><strong> </strong>Nel guardare alle immagini &#8211; da Mario Merz </strong>fra alberi brumosi (1969), al primo piano di Kounellis &#8211; è evidente il contatto del fotografo con l&#8217;artista. Questo consente di creare anche un inaspettato viaggio all&#8217;interno della fotografia italiana per comprendere, degli autori, le ambizioni e le distintive personalità. Gli artisti ritratti sono gli interpreti involontari di questa nuova «messa in scena» capace di unire momenti storici diversi e di costruire una collezione di personaggi celebrati e discussi, mitizzati e odiati, italiani e stranieri. Di artisti nel pieno dell&#8217;impegno creativo o dall&#8217;atteggiamento stravagante ed esotico, di poeti appassionati, di intellettuali indipendenti e liberi.</p>
<p><strong>L&#8217;istantanea di Sandro Becchetti (1975) dedicata</strong> a Giorgio De Chirico ritrae un uomo anziano, un po&#8217; triste, all&#8217;apparenza stanco e passivo. Di altro sapore la serie «Il pittore Bastari» realizzata da Mario Giacomelli. A emergere è l&#8217;uomo-artista e la sua follia visionaria. Ghirri racconta Morandi attraverso i suoi oggetti. Le fotografie di Pasolini e Boetti firmate da Elisabetta Catalano, come lo scatto di Ferdinando Scianna dichiarano il tentativo di catturare quei tratti caratteriali che concorrono alla definizione dello status di artista. Ideata come progetto espositivo internazionale, quest&#8217;emozionante collezione di ritratti fotografici arriva da Bruxelles.</p>
<p><em>«United artists of Italy». Fondazione Stelline. Corso Magenta 61. Tel. 02.45.46.24.11. Orario: 10-20 da martedì a domenica. Ingresso: euro 8. Dal 23 settembre (ore 18.30 su invito) al 31 gennaio.</em></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.corriere.it/">www.corriere.it</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[United artists of Italy]]></title>
<link>http://angeloferrillo.wordpress.com/2009/09/21/united-artists-of-italy/</link>
<pubDate>Mon, 21 Sep 2009 20:43:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Angelo Ferrillo</dc:creator>
<guid>http://angeloferrillo.wordpress.com/2009/09/21/united-artists-of-italy/</guid>
<description><![CDATA[(Attilio Maranzano, Maurizio Cattelan, fotografia ai sali d&#8217;argento BN, 40X51 cm, stampata nel]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://get.edidomus.it/domus/extrasensor/agenda/big/001901ca06eb$8c6c7600$0702a8c0.jpg" alt="unitad artist of italy" width="577" height="384" /><br />
<em>(Attilio Maranzano, Maurizio Cattelan, fotografia ai sali d&#8217;argento BN, 40X51 cm, stampata nel 2005, firma e<br />
data al retro Copyright C Attilio Maranzano, courtesy Galleria Massimo Minini, Brescia)</em></p>
<p><strong>Milano &#8211; dal 23 settembre 2009 al 31 gennaio 2010</strong></p>
<p>Dal 24 settembre 2009 al 31 gennaio 2010, alla Fondazione Stelline di Milano si terrà la mostra <strong>UNITED ARTISTS OF ITALY</strong>.</p>
<p>L’esposizione, nata da un’idea di Massimo Minini, è organizzata e prodotta dalla Fondazione Stelline, in collaborazione con 24Ore Motta Cultura, col patrocinio della Regione Lombardia, del Comune di Milano, della Provincia di Milano, e presenterà 200 immagini scattate da 22 tra i più importanti fotografi italiani, attivi a partire dagli anni ‘60 &#8211; da <strong>Gabriele Basilico</strong> a <strong>Gianni Berengo Gardin</strong>, da <strong>Luigi Ghirri</strong> a <strong>Mario Giacomelli</strong>, da <strong>Mimmo Jodice</strong> a <strong>Ugo Mulas</strong> a <strong>Ferdinando Scianna </strong>e molti altri &#8211; che ritraggono i volti dei più significativi artisti contemporanei, italiani e internazionali.</p>
<p>Il percorso espositivo non è una semplice raccolta cronologica di immagini, ma un vero e proprio racconto, in cui lo stesso artista – osservato, letto e interpretato da diversi fotografi &#8211; mostra differenti sfaccettature della propria identità creativa e umana, del proprio destino.</p>
<p>Il desiderio di scrivere una originale storia dell’arte contemporanea &#8211; non attraverso le opere ma mostrando i volti, i modi, gli atteggiamenti dei suoi protagonisti &#8211; è alla base del progetto, che si è sviluppato grazie al contatto diretto e al profondo coinvolgimento con i fotografi, rivelandosi un viaggio all’interno della fotografia italiana.</p>
<p>Scrive Massimo Minini: “Se il contemporaneo è un’attitudine, un modo di porsi dell’opera nel suo tempo ed in comunione con i grandi temi del momento, il massimo di tensione sul contemporaneo lo si raggiunge non con il corpo dell’opera, ma con quello dell’autore, che vive nel proprio tempo, lo interpreta, gli dà voce, lo fonda, definendone i contorni spaziali e temporali”.</p>
<p>Se in principio l’idea prevedeva di selezionare esclusivamente ritratti di artisti italiani – per la maggior parte colti al lavoro, nel loro studio o nei momenti liberi &#8211; con il tempo, l’attenzione si è estesa anche a personalità internazionali quali <strong>Joseph Beuys</strong>, <strong>Andy Warhol</strong>, <strong>Robert Rauschenberg</strong>, <strong>Sol LeWitt</strong>, che hanno mantenuto un legame molto forte con l’Italia, ad alcuni tra i più importanti galleristi come <strong>Lucio Amelio</strong> e <strong>Leo Castelli</strong>, e a scrittori quali <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>, <strong>Italo Calvino</strong>, <strong>Alberto Moravia</strong>.</p>
<p>Sempre Massimo Minini, riguardo alla sua collezione, racconta che: “è diventata un’occasione per mescolare le carte e creare castelli intercambiabili, strade che si biforcano, specchi che rimandano, come un domino che sfugge, crescendo di qua e di là, attorno ad una idea principale non costrittiva. Così facendo mi sono ritrovato in una stanza delle meraviglie, un panorama di straordinarie immagini, con volti noti d’artista e grandi professionalità di scatto e di stampa”.</p>
<p>La mostra, ideata come progetto espositivo internazionale per musei ed istituzioni, giunge in Italia per la prima volta, dopo essere stata ospitata dal Musée d’Art Moderne di Saint-Etienne Metropole (7 maggio – 21 settembre 2008) e dal Palais des Beaux Arts di Bruxelles (20 marzo – 17 maggio 2009).</p>
<p>L’edizione italiana è arricchita da una sezione inedita che raccoglie 11 fotoritratti eseguiti dalla giovane fotografa siciliana Michela Forte (Erice 1980) dedicati agli artisti &#8211; Mario Airò, Massimo Bartolini, Carlo Bernardini, Loris Cecchini, Ofri Cnaani, Madame Duplok, Chiara Dynys, Lara Favaretto, Maik e Dirk Löbbert, Marzia Migliora, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini – selezionati attraverso un concorso internazionale per partecipare al progetto “TWISTER. Rete Musei Lombardia per l’Arte Contemporanea” (03/10/09 – 31/01/2010; <a href="http://www.twisterartecontemporanea.com">www.twisterartecontemporanea.com</a>), a cui aderisce la Fondazione Stelline e che inaugura, sempre alle Stelline, il 3 ottobre 2009.</p>
<p><strong>FONDAZIONE STELLINE &#8211; PALAZZO DELLE STELLINE</strong><br />
Corso Magenta 61 (20123)<br />
+39 0245462111 , +39 0245462403 (fax)<br />
fondazione@stelline.it<br />
<a href="http://www.stelline.it">www.stelline.it</a></p>
<p><strong>orario: </strong>martedì – domenica, 10 – 20 (chiuso il lunedì)<br />
(possono variare, verificare sempre via telefono)<br />
<strong>biglietti: </strong>intero € 8; ridotto € 6; scuole € 3<br />
<strong>vernissage: 23 settembre 2009. ore 18.30</strong><br />
<strong>ufficio stampa: </strong>CLP, MOTTA ARTE, GIULIA ZANICHELLI<br />
<strong>autori: </strong>Gabriele Basilico, Gianni Berengo Gardin, Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Mimmo Jodice, Ugo Mulas, Ferdinando Scianna<br />
<strong>patrocini:</strong> Regione Lombardia, del Comune di Milano, della Provincia di Milano,<br />
<strong>note: </strong>la mostra è organizzata e prodotta dalla Fondazione Stelline, in collaborazione con 24Ore Motta Cultura<br />
<strong>email:</strong> press@stelline.it </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ Photoespaña 2009]]></title>
<link>http://fotoclubef508.wordpress.com/2009/06/02/photoespana-2009/</link>
<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 14:50:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>fotoclubef508</dc:creator>
<guid>http://fotoclubef508.wordpress.com/2009/06/02/photoespana-2009/</guid>
<description><![CDATA[A Photoespaña 2009 começa amanhã, 03 de junho, com várias exposições apostando nos &#8220;múltiplos ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">A <a href="http://www.phedigital.com/" target="_blank">Photoespaña 2009</a> começa amanhã, 03 de junho, com várias exposições apostando nos &#8220;múltiplos sentidos da história e da cultura fotográfica &#8220;.  No total estarão 248 artistas de 40 nacionalidades, em 72 exposições individuais e coletivas.</p>
<p style="text-align:justify;">Na edição deste ano, que vai até o dia 26 de Julho, destacam-se, entre outras, exposições de Gerhard Richter, Larry Sultan, Iñigo Manglano-Ovalle e Malick Sidibé. Estarão também presentes obras de fotógrafos consagrados como Dorothea Lange, Ugo Mulas, Jindrich Styrsky e Annie Leibovitz.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4316" title="restiffe" src="http://fotoclubef508.wordpress.com/files/2009/06/restiffe.jpg" alt="restiffe" width="450" height="328" /></p>
<p style="text-align:center;">Foto: Mauro Restiffe</p>
<p style="text-align:justify;">No PHE 2009, haverá uma mostra do brasileiro Mauro Restiffe, conhecido pelas suas imagens centradas no tema da arquitetura e do urbanismo.</p>
<p style="text-align:justify;">Restiffe aqui no <a href="http://fotoclubef508.wordpress.com/2009/05/14/mirante/" target="_blank">blog</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">No programa, voltam a estar presentes os Encontros PHE &#8211; espaços de debate sobre a fotografia e a literatura &#8211; dirigidos pelo fotógrafo Ferdinando Scianna e pelo escritor Antonio Anson. A edição de 2009 da PHE levará também &#8220;a fotografia à rua&#8221;, com os programas &#8220;Noite da Fotografia&#8221;, a Feira do Livro de Fotografia e a <a href="http://www.digitaldreams.com.sg/photomarathon/" target="_blank">Photomarathon Canon</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ugo Mulas]]></title>
<link>http://arteligencia.wordpress.com/2009/06/01/ugo-mulas/</link>
<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 22:25:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>andrestordo</dc:creator>
<guid>http://arteligencia.wordpress.com/2009/06/01/ugo-mulas/</guid>
<description><![CDATA[El retratista de momentos   Mulas ante Canogar, Chillida y Saura, Café Florian Venezia A Ugo Mulas s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[El retratista de momentos   Mulas ante Canogar, Chillida y Saura, Café Florian Venezia A Ugo Mulas s]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ugo Mulas ]]></title>
<link>http://mariagimenez.wordpress.com/2009/06/01/ugo-mulas/</link>
<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 00:03:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariagimenez</dc:creator>
<guid>http://mariagimenez.wordpress.com/2009/06/01/ugo-mulas/</guid>
<description><![CDATA[A esta exposición sólo le falta un catálogo, no entiendo como BBVA no ha editado uno. Una gran expos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[A esta exposición sólo le falta un catálogo, no entiendo como BBVA no ha editado uno. Una gran expos]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[XII edición PHotoEspaña]]></title>
<link>http://mariagimenez.wordpress.com/2009/04/09/xii-edicion-photoespana/</link>
<pubDate>Thu, 09 Apr 2009 00:06:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>mariagimenez</dc:creator>
<guid>http://mariagimenez.wordpress.com/2009/04/09/xii-edicion-photoespana/</guid>
<description><![CDATA[Un año más vuelve PHotoEspaña, el Festival Internacional de Fotografía y Artes Visuales. En su XII e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Un año más vuelve PHotoEspaña, el Festival Internacional de Fotografía y Artes Visuales. En su XII e]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[FINE DELLE VERIFICHE]]></title>
<link>http://associazioneconcausa.wordpress.com/2009/03/02/fine-delle-verifiche/</link>
<pubDate>Mon, 02 Mar 2009 20:17:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Concausa</dc:creator>
<guid>http://associazioneconcausa.wordpress.com/2009/03/02/fine-delle-verifiche/</guid>
<description><![CDATA[Trentasei anni fa moriva il fotografo Ugo Mulas. &#8221; (&#8230;) Sognata per lunghi anni dai suoi ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://sdz.aiap.it/notizie/9751#top"><img src="http://associazioneconcausa.wordpress.com/files/2009/03/mulas-sdz.jpg?w=300" alt="mulas-sdz" title="mulas-sdz" width="300" height="289" class="aligncenter size-medium wp-image-736" /></a></p>
<p>Trentasei anni fa moriva il fotografo <a href="http://www.wikiartpedia.org/index.php?title=Mulas_Ugo">Ugo Mulas</a>. </p>
<p>&#8221; (&#8230;) Sognata per lunghi anni dai suoi inventori come portatrice di verità, e quindi come liberazione per l’uomo dalla responsabilità di rappresentazione della stessa, in breve si trasforma nel suo contrario; proprio per la fiducia che chiunque ripone nella sua oggettività, nella sua meccanica imparzialità, la fotografia si presta a fare da supporto alle operazioni più ambigue. La fotografia non diede all’uomo la certezza di rappresentare fedelmente se stesso e il mondo, come forse sognavano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Nicéphore_Niépce">Niepce</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/William_Fox_Talbot">Fox Talbot</a>, ma finì in parte col favorire una élite, quella dei pittori, che scaricarono sui fotografi le operazioni servili, o quasi, che fino a quel punto rappresentavano uno degli aspetti più costanti, ma più frustranti, del loro mestiere. Anzi i peggiori fra essi si improvvisano fotografi e spesso con successo, perché il nuovo mezzo è più congeniale ai loro interessi e alle loro doti naturali, mentre altri usano la fotografia come modello per la loro pittura, e può capitare che, di questa, vedi Hill, non rimanga poi traccia alcuna, mentre a parlare del loro valore restano proprio le fotografie.<br />
Oggi la fotografia con i suoi derivati, televisione e cinema, è dappertutto in ogni momento. Gli occhi, questo magico punto di incontro fra noi e il mondo, non si trovano più a fare i conti con questo mondo, con la realtà, con la natura: vediamo sempre più con gli occhi degli altri. Potrebbe anche essere un vantaggio; migliaia di occhi invece di due, ma non è così semplice. Di queste migliaia di occhi, pochi, pochissimi, seguono un’operazione mentale autonoma, una propria ricerca, una propria visione. Anche inconsapevolmente, le migliaia di occhi sono collegate a pochi cervelli, a precisi interessi, a un solo potere. Così, inconsapevolmente, anche i nostri occhi, anziché trasmetterci informazioni genuine, magari povere, scarne, ma autentiche, ci investono con infinite informazioni visive, doppiamente stordenti, perché spesso la loro falsità si cela sotto una sorta di splendore. Si finisce col rinunciare alla propria visione che ci pare così povera rispetto a quella elaborata da migliaia di specialisti della comunicazione visiva; e a poco a poco il mondo non è più cielo, terra, fuoco, acqua: è carta stampata, fantasmi evocati da macchine sempre più perfette e suadenti (&#8230;)&#8221;.</p>
<p><em>Ugo Mulas</em> via <a href="http://www.flickr.com/photos/historicus/527585548/">Historicus</a><br />
<a href="http://www.ugomulas.org/">www.ugomulas.org</a></p>
<p>La galleria della mostra &#8220;<a href="http://espresso.repubblica.it/style_design/archivio/1414508">Ugo Mulas, la scena dell&#8217;arte</a>&#8221; e i suoi libri <a href="http://www.iflibri.it/">qui</a>, sul sito di Iflibri (libreria on line specializzata in fotografia).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fotografia tra attualità e arte. A Lucca mostre, workshop, dibattiti ]]></title>
<link>http://faustocapalbo.wordpress.com/2008/11/30/fotografia_attualita_arte_lucca/</link>
<pubDate>Sun, 30 Nov 2008 19:52:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>elfo</dc:creator>
<guid>http://faustocapalbo.wordpress.com/2008/11/30/fotografia_attualita_arte_lucca/</guid>
<description><![CDATA[C&#8217;è l&#8217;inquietante, e per questo bellissima, &#8220;Flower girl at a Wedding&#8221; di Di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[C&#8217;è l&#8217;inquietante, e per questo bellissima, &#8220;Flower girl at a Wedding&#8221; di Di]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LUCCAdigitalPHOTOfest 2008 presenta Faces]]></title>
<link>http://faustocapalbo.wordpress.com/2008/11/28/luccadigitalphotofest_2008_faces/</link>
<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 14:04:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>elfo</dc:creator>
<guid>http://faustocapalbo.wordpress.com/2008/11/28/luccadigitalphotofest_2008_faces/</guid>
<description><![CDATA[Fino all’8 dicembre la cittadina toscana si trasforma in un grande palcoscenico per la fotografia: m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Fino all’8 dicembre la cittadina toscana si trasforma in un grande palcoscenico per la fotografia: m]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UGO MULAS a colori?]]></title>
<link>http://luigiwalker.wordpress.com/2008/06/26/ugo-mulas-a-colori/</link>
<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 08:50:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luigi Walker</dc:creator>
<guid>http://luigiwalker.wordpress.com/2008/06/26/ugo-mulas-a-colori/</guid>
<description><![CDATA[Come ogni saga che si rispetti, eccoci approdati al terzo episodio espositivo dedicato all&#8217;ope]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://luigiwalker.files.wordpress.com/2008/06/01.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-42" src="http://luigiwalker.wordpress.com/files/2008/06/01.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="447" height="294" /></a></p>
<p>Come ogni saga che si rispetti, eccoci approdati al terzo episodio espositivo dedicato all&#8217;opera di <a href="http://www.ugomulas.org">Ugo Mulas</a>. Stavolta la sede è la <a href="http://www.gamtorino.it/descmostra.php?id=115&#38;lang=1" target="_blank">GAM di Torino</a>, dove confluiscono le mostre di <a href="http://www.comune.milano.it/dseserver/WebCity/documenti.nsf/d38e0f65f96d36fc0125690e00465e37/c27e30e760cd1e6cc12573a90044a424?OpenDocument" target="_blank">Milano</a> e <a href="http://www.parc.beniculturali.it/ita/appuntamenti/mostre/mulas.html" target="_blank">Roma</a>.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/stampa.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="450" height="338" /></p>
<p>In occasione dell&#8217;evento, il direttore Castagnoli ha annunciato alla stampa una &#8220;chicca&#8221; esclusiva: Ugo Mulas a colori! Devo dire che la cosa mi ha fatto sobbalzare sulla sedia. È come se mi venisse detto che esiste un Luigi Ghirri in bianco e nero. Mi sono quindi addentrato nell&#8217;esposizione pieno di aspettative.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/gbg.jpg" alt="Gianni Berengo Gardin. ©2008 Fulvio Bortolozzo" /></p>
<p>La prima fotografia esposta non è di Mulas, ma di <a href="http://www.contrasto.it/fotografi/dettaglio.asp?idf=11" target="_blank">Gianni Berengo Gardin</a>: un ritratto di Ugo colto al volo tra la folla che mette in evidenza il suo volto pasoliniano. Ho però potuto osservare con quale nobile indifferenza Berengo sia passato davanti alla sua opera, per andare invece a riguardare con grande attenzione quelle di Mulas.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/02.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="450" height="338" /></p>
<p>Proseguendo nella visita, ho avuto la sensazione di guardare l&#8217;antologica di un fotografo diverso da quello che il PAC di Milano mi aveva svelato. Mi spiego, la mostra milanese aveva un&#8217;impostazione più orientata a divulgare la metodologia del fotografo. Per esempio: accanto a tutta una serie di immagini conosciute venivano presentati gli ingrandimenti delle provinature da cui erano state estratte. Questo accorgimento espositivo consentiva di &#8220;leggere&#8221; il percorso di Mulas. Ci si poteva ben accorgere come dai primi esiti in stile reportagistico classico  l&#8217;autore fosse passato a scelte più comportamentali di stile concettuale. Cose queste che la singola fotografia nasconde. Certo, ci vuole da parte del curatore e del pubblico un approccio &#8220;fotografico&#8221; al tema, cosa purtroppo rara in contesti di arte contemporanea.</p>
<p><img class="alignnone" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/mm.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" /></p>
<p>La mostra al piano interrato si conclude con la canonica presentazione delle <strong><a href="http://www.ugomulas.org/index.cgi?action=view&#38;idramo=1090232183&#38;lang=ita" target="_blank">Verifiche</a></strong> ultima tappa fondamentale del percorso artistico di Mulas. Con questo lavoro, Ugo esce definitivamente dal contesto meramente &#8220;fotografico&#8221;, almeno così com&#8217;era vissuto negli anni &#8216;60 e &#8216;70 in Italia, ed assurge all&#8217;attenzione dell&#8217;arte contemporanea. In altre parole dal <em>bruco </em>fotografo era nata la <em>farfalla </em>artista.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/fontana.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="200" height="150" /></p>
<p>Va detto per inciso che, a parte l&#8217;episodio isolato di un <a href="http://www.mariogiacomelli.it/" target="_blank">Mario Giacomelli</a>, il quale ricevette la patente artistica direttamente dal mitico <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/John_Szarkowski" target="_blank">John Szarkowski</a> del MoMA, si dovrà purtroppo aspettare l&#8217;arrivo di <a href="http://www.fotologie.it/Ghirri.html" target="_blank">Luigi Ghirri</a> per veder celebrato nel nostro paese un fotografo come artista, senza che quest&#8217;ultimo abbia prima dovuto fotografare molti pittori, scultori e le loro tante opere.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/color01.jpg" alt="Diapositiva 6x6" width="300" height="304" /></p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:left;">Ma il MULAS A COLORI?<br />
Bisogna tornare al piano rialzato ed entrare nella seconda sezione della mostra. Qui sono radunati gli &#8220;sperimentalismi&#8221;, che però separati dal percorso complessivo dell&#8217;autore risultano un po&#8217; troppo accorpati. Quasi fossero le interruzioni &#8220;rigeneranti&#8221; della vita di un professionista, piuttosto che lo sviluppo del pensiero di un artista. Al termine della sezione finalmente appaiono delle stanze tutte nere con delle luminose miniature policrome allineate sulle pareti. Si tratta di riproduzioni a contatto delle diapositive 6&#215;6 (ed una 6&#215;9&#8230;) selezionate dall&#8217;archivio di Ugo Mulas.
</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/color02.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="304" height="300" /></p>
<p style="text-align:left;">Ho guardato e riguardato le immagini, senza capire cosa avessero di così eccezionale. Ai miei occhi sono oneste produzioni professionali a chiaro utilizzo prevalentemente editoriale e promozionale. Nel catalogo ad esse dedicato dalla GAM, splendidamente stampato da Electa, si vedono ancor meglio che in mostra. Nonostante questo, il mio parere non è mutato.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/color03.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="304" height="300" /></p>
<p style="text-align:left;">Un poco deluso, sono tornato sui miei passi. In sintesi, posso senz&#8217;altro consigliare al pubblico torinese di visitare la mostra, in specie se non si sono viste le antecedenti milanesi e romane e nonostante sia stata programmata nell&#8217;infelice periodo stagionale riservato alle &#8220;mostre-ponte&#8221;. L&#8217;avrei certamente vista meglio al posto di quella &#8220;<a href="http://www.gamtorino.it/descmostra.php?id=114&#38;lang=1" target="_blank">Fabre e l&#8217;Italia</a>&#8220;, che tanto dev&#8217;essere piaciuta all&#8217;ambiente cittadino più tradizionalista. Se invece si viene da lontano proprio per vedere i &#8220;colori di Mulas&#8221;, direi che sfogliare il bel catalogo in qualche libreria vicino a casa sia un&#8217;esperienza più che sufficiente.</p>
<p style="text-align:left;"><img class="alignnone" src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/mulas/veri.jpg" alt="" width="320" height="450" /><br />
&#8220;<em>Controverifica</em>&#8220;</p>
<p style="text-align:left;"><strong>_<br />
UGO MULAS, LA SCENA DELL&#8217;ARTE</strong><br />
Periodo: 25 giugno &#8211; 19 ottobre 2008<br />
Sede: <a href="http://www.gamtorino.it/descmostra.php?id=115&#38;lang=1" target="_blank">GAM</a>, via Magenta 31, Torino<br />
Orario: tutti i giorni 10.00-18.00; chiuso il lunedì.<br />
Biglietto: 7,50 Euro intero; 6,00 Euro ridotto.<br />
<em>(Gratuito il primo martedì del mese)</em><br />
Catalogo: Electa, al bookshop.<br />
Info: +39 011 442 9518; <a href="http://www.gamtorino.it" target="_blank">www.gamtorino.it</a>
</p>
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vent'anni d'arte in una mostra. La scena dell'arte]]></title>
<link>http://faustocapalbo.wordpress.com/2008/06/24/lascenadellarte/</link>
<pubDate>Tue, 24 Jun 2008 21:00:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>elfo</dc:creator>
<guid>http://faustocapalbo.wordpress.com/2008/06/24/lascenadellarte/</guid>
<description><![CDATA[Dal 26 Giugno al 19 Ottobre 2008, tre città e tre musei realizzano per la prima volta in Italia una ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Dal 26 Giugno al 19 Ottobre 2008, tre città e tre musei realizzano per la prima volta in Italia una ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tre opere per un'anteprima]]></title>
<link>http://luigiwalker.wordpress.com/2008/06/09/tre-opere-per-unanteprima/</link>
<pubDate>Mon, 09 Jun 2008 15:06:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luigi Walker</dc:creator>
<guid>http://luigiwalker.wordpress.com/2008/06/09/tre-opere-per-unanteprima/</guid>
<description><![CDATA[Ebbene sì, ho visto l&#8217;anteprima della mostra Per una collezione di fotografia allestita alla M]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ebbene sì, ho visto l&#8217;anteprima della mostra <strong><a href="http://www.gamtorino.it/descmostra.php?id=127&#38;lang=1" target="_blank">Per una collezione di fotografia</a></strong> allestita alla <em>Manica Lunga</em> del <a href="http://www.castellodirivoli.org/" target="_blank">Castello di Rivoli</a>.<br />
Al di là delle diverse opinioni sulla scelta di acquisire questa o quella singola opera di ognuno degli autori esposti (<strong>Claudio Abate, Aurelio Amendola, Sandro Becchetti, </strong><strong>Gianni Berengo Gardin, </strong><strong>Luigi Ghirri, Mario Giacomelli, Francesco Jodice, Ugo Mulas</strong>), il visitatore vi troverà un <em>corpus iconografico </em>di valore che merita la conservazione museale.</p>
<p>Si tratta quindi di una buona occasione per vedere, o <em>ri-vedere</em>, fotografie divenute nel tempo &#8220;icone&#8221; di ciascun fotografo, accanto ad altre poco o per nulla viste. I più felici saranno senza dubbio però quei privati che, ben consigliati dal loro consulente finanziario, avranno nel frattempo già investito sui nomi meno conosciuti.</p>
<p>Per festeggiare a modo mio l&#8217;evento, ho realizzato tre opere &#8220;<em>just in time</em>&#8220;, subito dopo essere uscito dall&#8217;esposizione, sempre seguendo quell&#8217;impulso che da qualche tempo mi spinge ad interagire con le situazioni che incontro. Eccone di seguito le versioni ridotte.</p>
<p><img src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/rivoli_01/100_4073.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="400" height="300" /></p>
<p>9 GIUGNO 2008, Castello di Rivoli (Torino)<br />
<em>Guardando verso il Musinè dal terzo piano della Manica Lunga.</em></p>
<p><img src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/rivoli_01/100_4076.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" width="400" height="300" /></p>
<p>9 GIUGNO 2008, Castello di Rivoli (Torino)<br />
<em>Guardando verso la scala di sicurezza ricoperta d&#8217;edera.</em></p>
<p><img src="http://www.bortolozzo.net/lw/blog/rivoli_01/dittico.jpg" alt="©2008 Fulvio Bortolozzo" /></p>
<p>9 GIUGNO 2008, Castello di Rivoli (Torino)<br />
<em>Guardando la scala di sicurezza, ricoperta d&#8217;edera, da destra e da sinistra. </em>(dittico)</p>
<p style="text-align:left;"><strong>_<br />
PER UNA COLLEZIONE DI FOTOGRAFIA</strong><br />
Periodo: 10 giugno &#8211; 31 agosto 2008<br />
Sede: <a href="http://www.castellodirivoli.org/" target="_blank">Castello di Rivoli</a>, piazza Mafalda di Savoia, Rivoli (Torino)<br />
Orario: da martedì a giovedì: 10-17; da venerdì a domenica: 10-21; lunedì chiuso.<br />
Biglietto: 6,50 Euro<br />
Info: +39 011 9565 222; <a href="mailto:info@castellodirivoli.org">info@castellodirivoli.org</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
