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	<title>una-rete &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "una-rete"</description>
	<pubDate>Tue, 01 Dec 2009 07:48:31 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[RAI e Mediaset: tutti contro Di Pietro. Perchè?]]></title>
<link>http://salpetti.wordpress.com/2008/02/20/rai-e-mediaset-tutti-contro-di-pietro-perche/</link>
<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 16:31:27 +0000</pubDate>
<dc:creator>salpetti</dc:creator>
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<description><![CDATA[La campagna elettorale è alle prime battute e ancora si stanno definendo le alleanze, ma il clima pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div style="text-align:center;"><img src="http://img184.imageshack.us/img184/2682/dipberrg6.jpg" border="0" height="367" width="464" /></div>
<p></p>
<p align="justify">La campagna elettorale è alle prime battute e ancora <b>si stanno definendo le alleanze</b>, ma il clima pacato e disteso che <b>Berlusconi e Veltroni</b> hanno promesso ha rischiato per un attimo  di cedere il passo alle solite accuse e alle solite polemiche. A dar fuoco alla miccia è stato <b>Antonio Di Pietro</b> che <a href="http://www.antoniodipietro.com/2008/02/post_40.html" target="_blank">nel suo blog</a> commentando le frasi di Berlusconi su <b>Enzo Biagi</b> e l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Editto_bulgaro" target="_blank">editto bulgaro</a> pronunciate davanti al direttore del TG1 <b>Gianni Riotta</b> che non ha fatto una piega e non ha replicato (<a href="http://it.youtube.com/watch?v=JutaLj3xRXM" target="_blank"><b>QUI</b></a>),  ha lanciato una proposta che <b>io ritengo di buon senso</b>, ma che su tutti i TG è passata come il peggiore dei mali.</p>
<p align="justify">Sulla proposta hanno avuto la parola politici, opinionisti, direttori di TG e quant&#8217;altri&#8230; tutti si sono sentiti in dovere di dire qualcosa. Nel marasma generale, però, si è persa di vista quello che è l&#8217;oggetto del contendere, <b>la proposta di Di Pietro che quasi nessuno ha chiarito e spiegato agli spettatori</b>. Cerchiamo di fare chiarezza:</p>
<ol>
<li>una sola <b>televisione pubblica</b> senza pubblicità, <b>pagata solo dal canone</b> e sottratta all’influenza dei partiti;</li>
<li>esecuzione sentenza europea su <b>Europa 7</b> e spostamento di<b> Rete4 sul satellite</b>;</li>
<li><b>limite di una sola rete</b> <b>televisiva</b> per i concessionari privati (anche per Mediaset).</li>
</ol>
<p>Andiamo per ordine:</p>
<p align="justify"><b>1)</b> Quante volte si è parlato di <b>lottizzazione</b> e di <b>RAI politicizzata</b>? Quante volte ci si è lamentati di <b>programmi scadenti o non riconducibili al servizio pubblico </b>pagato dal canone? Quante volte ci si lamenta della <b>pubblicità all&#8217;interno di canali di servizio pubblico</b>? Quante volte si è parlato della continuo rincorrersi di RAI e Mediaset in funzione degli ascolti <b>a discapito della qualità dei programmi</b>?<br />
Tutto questo potrebbe risolversi semplicemente riducendo la RAI ad una sola rete <b>finanziata solo dal canone</b> e per questo priva di pubblicità (il canone per mantenere 3 reti sarebbe troppo alto). I  contenuti sarebbero solo di servizio pubblico (documentari,  informazione, approfondimento politico, ecc&#8230;), una sorta di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/British_Broadcasting_Corporation" target="_blank">BBC</a> italiana.</p>
<p align="justify"><b>2)</b> Sul caso <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Europa7" target="_blank">Europa7</a> c&#8217;è poco da discutere. Ecco i fatti in sintesi:</p>
<ul>
<li>
<div align="justify">Dal 1994 la <b>Corte costituzionale</b> (sentenza n. 420/94) intima a <b>Fininvest</b> di cedere una rete o di spedirla su satellite. Berlusconi perde tempo e tergiversa finché la <b>legge Maccanico</b> (n. 249 del 31 luglio 1997) concede a <b>Rete4 </b>una proroga pressoché illimitata. Nel 1999, <b>Europa7 </b>vince la concessione delle frequenze su cui trasmette abusivamente Rete4 che tuttavia continua a occupare le frequenze come se nulla fosse.</div>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<div align="justify">Nel 2002, <b>la Corte costituzionale</b> con la sentenza 466/02, ribadisce quanto affermato nel 1994, cioè che <b>nessun privato può possedere più di 2 frequenze televisive</b> (fissa così il tetto massimo di due reti per Fininvest diventata<b> Mediaset</b> e le dà tempo fino al <b>31 dicembre 2003</b> per mandare <b>Rete4 sul satellite</b>). Berlusconi con il decreto legge “<i>Salva Rete4</i>” (del 23 dicembre 2003) e la <b>legge Gasparri </b>del 2004 chiudono la partita sostenendo che quando arriverà il digitale terrestre (previsto nel 2006) sbocceranno talmente tanti canali da rendere inutili le sentenze della Corte costituzionale sul <b>pluralismo</b>. La successiva <b>legge Gentiloni</b> non cambia nulla in proposito e si limita a spostare il digitale terrestre al <b>2012</b> rinviando a tale data la questione di Europa7 che <b>già dal 1999 avrebbe dovuto trasmettere al posto di Rete4</b>.</div>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<div align="justify"> Intanto, il 19 giugno 2007, il commissario europeo per la Concorrenza mette in mora il governo italiano perché modifichi subito la Gasparri (che consente l’accesso al digitale solo a Rai e Mediaset) e annuncia la procedura d’infrazione contro l’Italia. Investito da <b>Europa7</b>, il <b>Consiglio di Stato</b> chiede alla Corte di Lussemburgo se le regole italiane siano legittime. La Corte, il 31 gennaio 2008, risponde che <b>sono illegittime</b> (la Maccanico, la Gasparri e implicitamente anche la Gentiloni) proprio <b>perché consentono a Rete4 di trasmettere a discapito di Europa7</b>, pertanto il Consiglio di Stato dovrà risarcire Europa7 per i mancati introiti e per le frequenze negate.</div>
</li>
</ul>
<ul>
<li>
<div align="justify">Il <b>Commissario per la Concorrenza</b> ha annunciato recentemente che questa è anche la posizione UE: se nel 2009 l’Italia non cambierà sistema, si beccherà una <b>multa di</b> <b>350-400 mila euro al giorno</b>, con effetto retroattivo dal 2006. Cioè, gli italiani pagheranno alla UE e a Europa7 cifre da capogiro perché <b>tutti i governi, dal 1994 a oggi, hanno favorito Berlusconi</b>. A questo punto, attendere il Consiglio di Stato (che dovrà applicare la sentenza di Lussemburgo) o appellarsi all’ormai inutile legge Gentiloni (superata dalla sentenza di Lussemburgo) non sarebbe una genialata. Eseguire le sentenze della Consulta e della Corte europea non è fare un favore a Di Pietro o un dispetto a Berlusconi, ma <b>è</b><b> un dovere!!!</b></div>
</li>
</ul>
<p align="justify"><b></b></p>
<p align="justify"><b>3) </b> Visto che siamo in una condizione di oligopolio (se non di <b>duopolio</b>), togliere due reti alla RAI e lasciarne 2 a Berlusconi (sempre che Rete 4 vada sul satellite) o a qualsiasi altro imprenditore sarebbe un vero e propio regalo che avrebbe ripercussioni anche sulla libertà di informazione (che passa attraverso il pluralismo).  Finchè  la maggior parte della gente continuerà a fruire della TV attraverso l&#8217;etere, quindi, è necessario fare in modo che <b>le frequenze</b> (che per altro <b>sono in numero limitato</b>)  siano assegnate al maggior numero possibile di soggetti. E&#8217; in quest&#8217;ottica che si collocaca la terza proposta di Di Pietro. <b>Le frequenze, infatti, sono dello Stato</b> (non di Berlusconi) che le assegna in concessione a chi ritiene più opportuno e con le modalità che preferisce. <b>Beppe Grillo</b>, ad esempio, <a href="http://www.beppegrillo.it/2008/02/le_belle_lavand.html" target="_blank">ha fatto sapere </a>che se la proposta di Di Pietro va in porto, <b>vorrebbe comprare RAI3</b> attraverso una raccolti fondi tramite il suo blog. Al contrario di quanto si è detto, <b>nessun lavoratore di RAI e Mediaset perderebbe il posto di lavoro</b> perché le reti andrebbero sul satellite e quindi chi ci lavora continuerebbe a lavorarci, oppure sarebbero vendute ad altri imprenditori che continuerebbero a fare TV.</p>
<p align="justify">Che ad accusare Di Pietro e a sollevare polemiche siano Berlusconi e i suoi, non stupisce (d&#8217;altra parte è il loro mestiere), a me ha colpito particolarmente l&#8217;atteggiamento dei <b>3 direttori dei TG della Mediaset</b> che si sono coalizzai nell&#8217;attaccare Di Pietro e per <b>gettare benzina sul fuoco</b> contribuendo a confondere le idee ai loro ascoltatori e infischiandosene della deontologia professionale e dell&#8217;obiettività dell&#8217;informazione. Così i tre direttori <a href="http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_20/protesta_direttori_volpe_c37be6ee-df8c-11dc-af54-0003ba99c667.shtml" target="_blank">sono apparsi in video</a> (cronologicamente: <b>Giorgio Mulé</b>, direttore di Studio aperto alle 18.30; <b>Emilio Fede</b>, Tg4, alle 19; <b>Clemente J. Mimun</b>, TG5, alle 20) con <b>tre editoriali</b>. Ognuno con il suo stile: tagliente Mulè, irridente Fede, pragmatico Mimun. <b>Tutti e tre d&#8217;accordo</b> (si erano telefonati): <b>Veltroni deve essere chiaro e prendere le distanze da Di Pietro</b>. E poi dicono che grazie a questi 3 TG contrapposti a quelli della RAI (politicizzati) in Italia c&#8217;è maggiore pluralismo nell&#8217;informazione&#8230; <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p align="justify">Inoltre, mi ha colpito <a href="http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_18/radicali_pd_bonino_6e261b42-de1f-11dc-ab0c-0003ba99c667.shtml" target="_blank">l&#8217;atteggiamento dei politici</a> del <b>Partito Democratico </b>o comunque avversari a Berlusconi. La <b>Sinistra Arcobaleno</b>, ad esempio, ha preso le distanze dal programma dell&#8217;Italia dei Valori sull&#8217;informazione. <b>Sergio Bellucci </b>(<i>Rifondazione comunista</i>) ha detto: &#8220;<i>Lo spazio pubblico delle comunicazioni è un bene comune che appartiene a tutti i cittadini. Per questo deve essere difeso e valorizzato contro ogni tentativo di ridimensionamento o depotenziamento. Le proposte di Di Pietro in materia di comunicazione sembrano al momento troppo vaghe per prestarsi a una vera discussione. Aspettiamo di conoscere il programma del Pd per confrontarci su proposte concrete</i>&#8220;.</p>
<p align="justify"><b>Marco Follini</b>, responsabile delle politiche dell&#8217;informazione del PD ha così risposto: &#8220;<i>La posizione del Pd in materia di informazione è contenuta nei due disegni di legge che giacciono in Parlamento. Il nostro obiettivo è portarli a buon fine. Punto. È ovvio che tutti coloro che saranno candidati sottoscriveranno il programma della coalizione</i>&#8220;.</p>
<p align="justify"> <b>Lo stesso Veltroni</b> <a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/politica/verso-elezioni-4/scontro-fini-casini/scontro-fini-casini.html" target="_blank">ha precisato</a>: &#8220;<i>Il programma del PD sarà realizzato e sottoscritto anche da Di Pietro. Le cose che si dicono lì, sono quelle che valgono. Nessuno si alzerà per dire no&#8221;. Lascia così poco spazio a equivoci l&#8217;ex sindaco di Roma che frena la proposta del leader dell&#8217;Idv</i> (sul <a href="http://www.repubblica.it/2008/02/sezioni/politica/verso-elezioni-3/veltroni-12-punti/veltroni-12-punti.html" target="_blank">programa del PD</a>, infatti, <b>non c&#8217;è traccia</b> di nessuno dei 3 punti proposti da Di Pietro).</p>
<div align="justify">Pare, allora, che da destra e da sinistra <b>si voglia difendere il Cavaliere</b> (i fatti di <b>Europa7 </b>lo dimostrano e non si spiegherebbe altrimenti il motivo per cui non è stata fatta una legge sul <b>conflitto di interessi</b> che per altro se passasse la proposta di Di Pietro svanirebbe da solo).<br />
Che abbia ragione Grillo quando dice che <b>Veltroni e Berlusconi sono fratelli gemelli, chierichetti che servono la stessa messa!!!</b> <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </div>
</div>]]></content:encoded>
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