<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><!-- generator="wordpress.com" -->
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	>

<channel>
	<title>utilitarismo &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/utilitarismo/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "utilitarismo"</description>
	<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 22:08:00 +0000</pubDate>

	<generator>http://en.wordpress.com/tags/</generator>
	<language>en</language>

<item>
<title><![CDATA[Resumen: Diógenes de Apolonia]]></title>
<link>http://filopsico.wordpress.com/2009/11/20/resumen-diogenes-de-apolonia/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:48:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>eldanesh</dc:creator>
<guid>http://filopsico.wordpress.com/2009/11/20/resumen-diogenes-de-apolonia/</guid>
<description><![CDATA[Diógenes (hacia el 460 a.C.) entendía que todo estaba creado por un solo elemento que, como Anaxímen]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Diógenes (hacia el 460 a.C.) entendía que todo estaba creado por un solo elemento que, como Anaxímenes, es el aire y, de la misma forma, conforma todo mediante condensación y rarefacción.<!--more--></p>
<p>Para él, esta fuerza debía tener inteligencia, <strong><em>noesis</em></strong>, y por tanto sería consciente por ser alma. Esta inteligencia de la sustancia sustrato, según explica, causa una tendencia de todas las cosas hacia lo mejor.</p>
<p>En su teoría, se ve influido por Anaxímenes, Anaxágoras, Leucipo y Heráclito, pero él elabora una teoría <strong>utilitaria</strong> del mundo más coherente y sencilla. De esta forma hace surgir la idea de <em>diseño divino</em>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quanto devo essere morale?]]></title>
<link>http://lamorale.wordpress.com/2009/11/20/quanto-devo-essere-morale/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 09:48:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alex</dc:creator>
<guid>http://lamorale.wordpress.com/2009/11/20/quanto-devo-essere-morale/</guid>
<description><![CDATA[Leggendo un post di Dominic Wilkinson su Practical Ethics, mi è venuto in mente che da tanto tempo (]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="questo post qui" href="http://www.practicalethicsnews.com/practicalethics/2009/11/are-some-ethicists-really-really-ethical.html" target="_blank">Leggendo un post</a> di <a title="così lo vedete in faccia" href="http://oxford.academia.edu/DominicWilkinson" target="_blank">Dominic Wilkinson</a> su <a title="il blog della gang del bosco di Savulescu" href="http://www.practicalethicsnews.com/practicalethics/" target="_blank">Practical Ethics</a>, mi è venuto in mente che da tanto tempo (da sempre, in pratica) ci chiediamo «Perché dovrei essere morale?», ma potremmo anche chiederci «<em>Quanto</em> dovrei essere morale?». La prima domanda è quella dell&#8217;egoista radicale. Un egoista radicale non ha motivi morali per essere morale. Questo punto è fondamentale per me, non si può convincere chi non ha sentimenti morali a comportarsi bene cercando di commuoverlo o facendo appello a caratteristiche che sono già morali, come l&#8217;imparzialità, la giustizia e così via. Ci va un metodo diverso, che secondo me è quello contrattualista fondato sulle preferenze individuali. Il post di Wilkinson parte dalla constatazione, d&#8217;altronde, che nemmeno gli eticisti sono più morali degli altri filosofi (vero, ci sono dati che evidenziano come i filosofi siano <em>più morali</em> degli economisti, ma tra i filosofi, all&#8217;interno della grande famiglia, non è detto che chi si occupa di questioni morali sia poi più &#8220;buono&#8221; di chi non lo fa), quindi forse il genere umano non è così buono come si dipinge. Non solo, almeno.</p>
<p>Ma quello davvero interessante è la seconda domanda: una volta che siamo morali, quanto dovremmo esserlo? Alcuni eticisti sono effettivamente molto morali: Toby Ord, Peter Singer, Thomas Pogge, citati da Wilkinson, hanno deciso di <a title="il sito di Ord" href="http://www.givingwhatwecan.org/" target="_blank">dare una porzione del loro stipendio</a> alle associazioni che si distinguono nell&#8217;aiuto &#8220;a chi sta peggio di noi&#8221;. Questa porzione è il 10%, che si staglia come un Everest sulla percentuale che annualmente i paesi ricchi impiegano a questo scopo (lo 0,4% mettendo insieme donazioni individuali e statali). E qui sorge la domanda: perché il 10%? Perché non tutto quello che avanza tolte le spese (e tra le spese, non ci deve essere una villa a Malibu, ma una stamberga nei boschi)? Il problema della supererogazione ha afflitto fin dall&#8217;inizio le teorie consequenzialiste, che vengono per questo motivo accusate di incoerenza: un vero utilitarista, un Peter Singer, dovrebbe donare anche le vesti che indossa, se vive in un posto dove non morirebbe di freddo. E forse anche se vivesse a Buffalo o in Canada, perché la &#8220;felicità&#8221; di uno non può essere comparata a quella di molti. Un vero consequenzialista deve essere pronto a sacrificarsi. O almeno è quello che dicono i critici.</p>
<p>Ora, però, toglietevi dalla testa l&#8217;idea di un infervorato che aspira alla santità (che sia Francesco d&#8217;Assisi o Siddharta Gautama) e vuole eliminare la sofferenza nel mondo (il Buddha storico ha trovato una via migliore di quella di san Francesco, a mio parere, ma alla fine entrambi abbandonano il mondo). Un ultramorale come l&#8217;utilitarista non è stupido, e appunto fa quel che può: l&#8217;impegno richiesto è tutto qui. E non è nemmeno necessario essere ultramorali: c&#8217;è un sito che vi consiglio di seguire, <a title="prestiti che cambiano vite" href="http://www.kiva.org/" target="_blank">Kiva.org</a>, che basandosi sul concetto del microcredito collega migliaia di &#8220;finanziatori&#8221; in tutto il mondo per fornire prestiti (a tasso zero!) a <em>imprenditori</em> del cosiddetto Terzo Mondo. Accedere a questo network costa molto meno del 10% del vostro stipendio, sono sufficienti 25$ americani, il prestito base, che al cambio di oggi non sono nemmeno 17 euro. Scegliete un <em>imprenditore</em> che vi ispira fiducia e gli prestate i verdoni, poi pian piano (non tutti assieme, ma a rate) ve li restituisce, e voi potete reimpiegarli prestandoli a qualcun altro o ritirarli dal vostro PayPal (che in questa operazione non applica tassi). La percentuale di quanti restituiscono il microcredito è altissima, circa il 98%, quindi i rischi di &#8220;buttare via&#8221; i soldi sono limitati (ci sono, ma insomma fatevi due conti costi-benefici). Il punto è che il successo enorme di Kiva arriva nonostante il tasso di interesse sul prestito sia appunto zero. Non vi viene restituito niente più di quanto avete prestato. Certo al debitore un interesse viene applicato, ma questo interesse viene utilizzato per pagare le agenzie locali di microcredito (dipendenti, locali, burocrazia), e senza queste non ci sarebbe modo in quei luoghi e per quelle persone di accedere a un credito per iniziare un&#8217;attività. Il mio &#8220;primo debitore&#8221; ha già restituito tutto, era un ragazzo 23enne guatemalteca che aveva bisogno di comprare le attrezzature per un&#8217;attività nel ramo tessile. (Poi c&#8217;è un maestro di scuola in Tanzania, un ristoratore peruviano, e poi si vedrà, tanto si usano sempre gli stessi soldi, non è necessario aggiungere).</p>
<p>(Non è beneficenza, quindi si può dire. Non si regalano i soldi, si prestano, così anche voi biechi liberisti anarcocapitalisti potete farlo, non fosse per il tasso zero)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A manipulação ideológica da mulher através da doença da Europa]]></title>
<link>http://espectivas.wordpress.com/2009/11/19/a-manipulacao-ideologica-da-mulher-atraves-da-doenca-da-europa/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 06:26:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>O. Braga</dc:creator>
<guid>http://espectivas.wordpress.com/2009/11/19/a-manipulacao-ideologica-da-mulher-atraves-da-doenca-da-europa/</guid>
<description><![CDATA[Um dos grandes problemas do nosso tempo são os mitos sociais alicerçados em uma pretensa ciência que]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p></p>
<div style="font-size:11px;line-height:18px;">
Um dos grandes problemas do nosso tempo são os mitos sociais alicerçados em uma pretensa ciência que nada mais é do que cientismo. Se analisarmos <b><a href="http://diario.iol.pt/ambiente/clima-unfpa-onu-mulheres-aquecimento-global-tvi24/1104132-4070.html" rel=" nofollow " target=" _blank ">este texto</a></b>, verificamos que quem está por detrás do conceito de “liberdade da mulher = controlo populacional” pretende outra coisa completamente diferente: transformar a mulher em um agente privilegiado de determinada ideologia. </p>
<p>A ideia cientificista e mitológica, que se pretende assumir como um dado empírico, é bem expressa num comentário ao artigo:</p>
<div style="margin-left:10em;width:700px;font-weight:550;border:1px solid black;font-size:11px;text-align:justify;background-color:antiquewhite;line-height:16px;padding:10px;">
“Se o mundo fosse governado por mulheres não era preciso estarmos com estas medidas.<br />
Se algum dia, lá muito atrás, os homens tivessem tido essa lucidez,hoje o mundo continuaria a ser o paraíso que já foi.”</div>
<p></p>
<p><a href="http://espectivas.wordpress.com/files/2009/08/eco-fascism.jpg"><img src="http://espectivas.wordpress.com/files/2009/08/eco-fascism.jpg" alt="" title="eco-fascism" width="302" height="260" class="alignright size-full wp-image-11449" /></a>Quando os portugueses começaram a explorar, com mais rigor, o território interior da costa oriental africana (Moçambique) a partir do século XVII, chegaram à conclusão que a tribo autóctone mais populosa em Moçambique era a tribo dos <b><a href="http://google.com/search?q=macuas">Macuas</a></b>. Acontece que essa tribo Bantu era uma <span style="background:yellow;" />sociedade matriarcal</span> em que era comum a poliandria (hoje essa cultura já foi alterada significativamente por via dos missionários católicos) ― e era a mulher que escolhia <b>livremente</b> os seus parceiros sexuais. E no entanto, os Macuas eram (e são ainda) a etnia moçambicana mais populosa. </p>
<p>Portanto, o “governo da mulher” não significa automaticamente a diminuição da população, até porque a mulher é naturalmente sensível à maternidade. O que tornaria a mulher como um instrumento da diminuição da população seria, eventualmente, a transformação da mulher num agente privilegiado de uma determinada ideologia e de uma agenda política da esquerda fabiana ― através de uma metanóia que aliene a mulher separando-a da sua própria natureza ―, controlada e financiada pela plutocracia ocidental, e que nada tem a ver com os verdadeiros interesses do terceiro mundo.</p>
<p>A Europa utilitarista, niilista e abortista já entrou em pânico. As famílias numerosas sempre foram uma ameaça para os poderosos. É o crescimento da população no terceiro mundo que incomoda a sociedade rica ocidental onde <strong><a href="http://www.ipfe.org/Report_evolution_on_the_family_in_Europe_2009.pdf" target="_blank">a população decresce a olhos vistos</a></strong>. <b>A Europa tem medo do futuro</b>, e por isso impõe ao resto do mundo uma ideologia “ecológica” que lhe permita, mesmo que em minoria, a manutenção dos seus privilégios historicamente adquiridos.</p>
</div>
<p></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El desmanagement del alacrán]]></title>
<link>http://desmanagement.wordpress.com/2009/11/16/el-desmanagement-del-alacran/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 23:06:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Francisco Antonio Álvarez Cano</dc:creator>
<guid>http://desmanagement.wordpress.com/2009/11/16/el-desmanagement-del-alacran/</guid>
<description><![CDATA[La realidad y sus cambios, el “ser” y el “no ser” filosóficos, a veces dan oportunidades a la filoso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://desmanagement.wordpress.com/files/2009/11/nietzsche.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-242" title="nietzsche" src="http://desmanagement.wordpress.com/files/2009/11/nietzsche.jpg" alt="" width="253" height="320" /></a>La realidad y sus cambios, el “ser” y el “no ser” filosóficos, a veces dan oportunidades a la filosofía de demostrar su verdadero valor. El caso del pesquero Alakrana es un ejemplo palmario de esto:</p>
<ul>
<li>los <strong>kantianos</strong>, que quisieran que cada comportamiento fuera norma universal y ésta fuera el patrón de todas y cada una las decisiones, reconocen cariacontecidos que debe primar el Estado de Derecho (un derecho más, el del Estado, que contrasta con el de los mares) sobre el gran Derecho, el de la Vida y su preservación.</li>
</ul>
<ul>
<li>Los <strong>benthamistas</strong>, los <strong>utilitaristas</strong>, y aún más, los seguidores del padre de la filosofía de la Libertad, <strong>John Stuart Mill</strong>, pensamos siempre en ese principio que no falla, que estará bien aquello que dé mayor felicidad a mayor número de personas, y mal lo que dé mayor dolor a un mayor número de personas.</li>
</ul>
<p>Los <strong>posibilistas </strong>buscan conjugar ambas cosas.</p>
<p>Los <strong>sofistas </strong>se preguntan por qué trajeron a España a los piratas.</p>
<p>Los <strong>socráticos </strong>les responden que por fidelidad a la ley, que no a la justicia.</p>
<p>Y <strong>Nietzsche </strong>abogaría por ser más personas y abolir a tantos ídolos con pies de barro, por convertir al camello en león, y al león en niño. Por liberar a nuestros compatriotas.</p>
<p>En cualquier caso, apasionante dilema, con el contrapunto trágico del dolor de las familias. Un dilema ético, y también un dilema de gestión, de desmanagement puro, pues todas las opciones tienen un lado malo, y de management de calidad, pues todas las opciones tienen un lado bueno y mucha repercusión. Quizá haga falta un poquito de filosofía del management para sacar del atolladero a los que hayan de tomar la mejor decisión.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A seguir ao aborto, vem aí o infanticídio a pedido da mulher]]></title>
<link>http://espectivas.wordpress.com/2009/11/06/a-seguir-ao-aborto-vem-ai-o-infanticidio-a-pedido-da-mulher/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 23:19:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>O. Braga</dc:creator>
<guid>http://espectivas.wordpress.com/2009/11/06/a-seguir-ao-aborto-vem-ai-o-infanticidio-a-pedido-da-mulher/</guid>
<description><![CDATA[Singer, divertido O mais famoso bioeticista do mundo, o conhecido utilitarista Peter Singer, escreve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><div id="attachment_13656" class="wp-caption alignleft" style="width: 138px"><img src="http://espectivas.wordpress.com/files/2009/11/peter-singer.jpg" alt="peter-singer" title="peter-singer" width="128" height="77" class="size-full wp-image-13656" /><p class="wp-caption-text">Singer, divertido</p></div>
<p style="line-height:21px;">O mais famoso bioeticista do mundo, o conhecido utilitarista <strong><a href="http://pt.wikipedia.org/wiki/Peter_Singer" rel="nofollow" target="_blank">Peter Singer</a></strong>, escreveu o seguinte no seu livro <i>“Rethinking Life and Death”</i> (Repensando a vida e a morte):</p>
<blockquote><p style="color:red;font-weight:700;font-size:14px;">« Uma vez que nem uma criança recém-nascida nem um peixe são pessoas, o grau de gravidade em matar tanto a primeira como o segundo não é o mesmo do que a gravidade de se matar uma pessoa. »</p>
</blockquote>
<p>Peter Singer compara uma criança nascida a um peixe. </p>
<p><b>Na Holanda, <span style="background:yellow;" />8%</span> dos óbitos de crianças são assassinadas pelos próprios médicos nos hospitais.</b> Pela primeira vez, em toda a História, foi constituída a figura jurídica e cultural do “humano não pessoa” (HNP). O feto é um HNP. A partir do conceito de HNP chegaremos ao conceito de PNH (Pessoa Não Humana). É uma questão de tempo enquanto as elites poderosas se movem e apontam o caminho da política, da cultura e das ideias do futuro. </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vida y eutanasia: ¿no éramos todos iguales?]]></title>
<link>http://rpensador.wordpress.com/2009/10/28/vida-y-eutanasia-%c2%bfno-eramos-todos-iguales/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 19:59:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>jgrullon</dc:creator>
<guid>http://rpensador.wordpress.com/2009/10/28/vida-y-eutanasia-%c2%bfno-eramos-todos-iguales/</guid>
<description><![CDATA[Por José A. Grullón Fuente de imagen: Blog &quot;La eutanacia o el buen morir&quot;. Todas las perso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Por José A. Grullón Fuente de imagen: Blog &quot;La eutanacia o el buen morir&quot;. Todas las perso]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Consecuencias del Utilitarismo en las Normas de Contabilidad]]></title>
<link>http://perugestion.wordpress.com/2009/10/28/consecuencias-del-utilitarismo-en-las-normas-de-contabilidad-2/</link>
<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 17:26:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>dcanahua</dc:creator>
<guid>http://perugestion.wordpress.com/2009/10/28/consecuencias-del-utilitarismo-en-las-normas-de-contabilidad-2/</guid>
<description><![CDATA[CPCC Dionicio Canahua Como consecuencia del proceso de integracion global que afecta a las organizac]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>CPCC Dionicio Canahua</p>
<p>Como consecuencia del proceso de integracion global que afecta a las organizaciones, hemos visto que a la fecha las normas internacionales referidas a temas contables estan en auge. Aunque debemos hacer algunas precisiones.</p>
<p><strong>1) ¿Cuál es el origen de una norma?</strong><br />
Basicamente el origen de una norma es debido a una necesidad de reglamentar algun tipo de transaccion con la finalidad de uniformizar su tratamiento y por lo tanto que la informacion proporcionada sea comparable y sujera de un correcto analisis. Pero lamentablemente la emision de las normas , en un principio borradores o boards, esta sujeto al paradigma utilitarista, que se refiere al desarrollo de un cuerpo teorico con la finalidad de satisfacer una necesidad temporal.</p>
<p>Es decir es una actitud REACTIVA, que en administración es muy criticada, cuando se señala que toda organización debe ser PROACTIVA; cabe preguntarnos ¿en nuestra profesion somo proactivos, las normas se dan antes de que se produzca una posible nueva transaccion o ya es post-mortem.?</p>
<p><strong> 2) ¿Existe un proceso de investigacion cientifica que respalda una norma?<br />
</strong></p>
<p>Esta segunda interrogante es consecuencia del paradigma utilitarista, ya que no existe ua investigacion (con adecuado rigor cientifico) que sustente la necesidad de una norma. Este aspecto creo que toca la raiz de la legendaria pregunta : ¿La contabilidad es ciencia, tecnica o arte?, en la cual lamentablemente no hay un consenso generar por parte respecto del gremio contable. Y esto deriva en el hecho de que todas nuestras normas sean consecuencia de operaciones.</p>
<p>Situacion que se vive en nuestras universidades, la contabilidad esta en funcion de las actividades economicas (siempre ha sido asi) sino recordemos: contabilidad comercial, contabilidad agraria, contabilidad bancaria, etc etc. Y que pasa cuando aparecen cursos como ¡contabilidad ambiental ! o peor aun (ya que no existe por el momento) Contabilidad Social ( hay que diferenciar del enfoque de los setentas y de los ochentas , cuando se hablaba que esta forma de contabilidad se referia al manejo de las cuentas nacionales). Estas nuevas corrientes son las que contribuyen de a pocos al desarrollo de investigacion en nuestra carrera.</p>
<p><strong>3) ¿ Es el proceso de emision de una norma local peruana hecho con rigor cientifico?<br />
</strong>Es facil reconocer que las normas peruanas, las pocas que quedan, sino recordemos las resoluciones del concejo normativo de contabilidad.<br />
<a href="http://cpn.mef.gob.pe/cpn/resoluciones/Sumillas_Resoluciones_Consejo.htm" target="_blank">http://cpn.mef.gob.pe/cpn/resoluciones/Sumillas_Resoluciones_Consejo.htm</a></p>
<p>Obedecen a la adaptacion de normas internacionales o corrientes de pensamiento que buscan homogenizar un tratamiento, el cual muchas veces no ha sido evaluado y validado.<br />
Sino recordemos que todavia hay muchos casos en el poder judicial por culpa de las participaciones diferidas generadas por las aplicacion de la Norma Internacional 12 Impuesto a la Renta.</p>
<p>A manera de conclusión podriamos señalar el camino para lograr que nuestra profesión apunte al camino de ser considerada ciencia ( muy a pensar de los filosofos), esta en el hecho de validar la aplicación de nuestras normas en diferentes organizaciones y de esta manera generar nuevo conocimiento contable.</p>
<p>Podriamos preguntarnos: ¿alguien conoce el impacto de la aplicacion de la norma 12 Impuesto a la renta en los principales contribuyentes de la region lima?; la existencia de una norma internacional ( cuyo uso es voluntario ) no debe implicar aplicarla a raja tabla, sino mas bien ADAPTAR en lugar de ADOPTAR normas, ese es el camino de la investigacion en nuestra profesión.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[[LieToMe] Moral Waiver]]></title>
<link>http://batatatransgenica.wordpress.com/2009/10/02/lietome-moral-waiver/</link>
<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 17:23:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>naomi</dc:creator>
<guid>http://batatatransgenica.wordpress.com/2009/10/02/lietome-moral-waiver/</guid>
<description><![CDATA[Você já teve a impressão de estar sendo observado? [...] consequencialismo, cujos grandes defensores]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_5269" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><a href="http://batatatransgenica.wordpress.com/files/2009/10/102_moral-_0015.jpg"><img class="size-medium wp-image-5269" title="102_moral-_0015" src="http://batatatransgenica.wordpress.com/files/2009/10/102_moral-_0015.jpg?w=350" alt="Você já teve a impressão de estar sendo observado?" width="350" height="233" /></a><p class="wp-caption-text">Você já teve a impressão de estar sendo observado?</p></div>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">[...] consequencialismo, cujos grandes defensores incluem Jeremy Bentham e John Stuart Mill. Basicamente, eles dizem que não existem princípios externos abstratos como a ideia de Justiça que possam validar ou invalidar nossos atos. A única forma de julgá-los é através das consequências que acarretam. Vale dizer que são boas as ações que engendram bons resultados. No caso específico de Bentham (conhecido como pai do utilitarismo), o que importa é o princípio de utilidade, que pode ser traduzido na fórmula: &#8220;o maior bem para o maior número de pessoas&#8221;. [<a title="Pensata &#124; O Senado e a ética" href="http://www1.folha.uol.com.br/folha/pensata/helioschwartsman/ult510u611973.shtml" target="_blank">Hélio Schwartsman</a>, 20/08/09]</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">O título do <a title="TV.Com &#124; Sumaries, cast and crew, recap, trivia and quotes" href="http://www.tv.com/lie-to-me/moral-waiver/episode/1238477/summary.html" target="_blank">segundo</a> episódio de Lie To Me meio que entrega de bandeja o destino da trama, mas tudo bem, tem algumas coisas interessantes pelo caminho.</p>
<p style="text-align:justify;">Para começar, ele demonstra que a série não vai se apoiar na tecnologia para resolver os casos e sim na análise humana com o apoio da tecnologia, que pode ser mais influenciável e portanto passível de falha porém é o que apreende melhor a complexidade das ações e reações. E com humor.</p>
<p style="text-align:justify;">A cena inicial mostra o Dr. Lightman e o representante de uma agência a testarem a eficácia de um novo modelo de polígrafo portátil. O polígrafo analisa a resposta corporal às perguntas [aumento da transpiração, pressão arterial, batimentos cardíacos, etc.]. Alguns especialistas dizem que o detetor de mentiras tem de 90 a 95% de acuidade, mas os psicológos reduzem essa margem de acerto para 60%.</p>
<p style="text-align:justify;">O problema desse tipo de mecanismo é que ele deteta as variações corporais mas não o contexto em que essas variações acontecem. Quem tem hipertensão sabe que a pressão pode subir na hora de medir só pela presença do médico ou enfermeiro, por causa da ansiedade. Tem até um nome técnico pra isso: Síndrome do Jaleco Branco.</p>
<p style="text-align:justify;">Por isso nem todos os sistemas judiciais aceitam o resultado do teste do polígrafo como prova comprobatória [eita nóis!]. No Brasil não se aceita, se não me engano, e mesmo nos EUA tem Estado que também não.</p>
<p style="text-align:justify;">Isso não foi dito na série, eu que <a title="eHow &#124; About Lie Detector Tests" href="http://www.ehow.com/about_4565748_lie-detector-tests.html" target="_blank">pesquisei</a>. Por cima. E eu tenho a SJB.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>A partir deste ponto há spoilers.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><!--more-->Como argumento para rejeitar a proposta de compra do tal polígrafo portátil modernoso o Dr. Lightman usa de truques simples e eficazes: refaz o interrogatório substituindo o pesquisador por uma moça vistosa em roupa justa. O resultado, que antes apontava &#8220;verdade&#8221;, agora declara que as mesmas respostas que o interrogado deu são &#8220;mentira&#8221; graças aos efeitos corporais que a entrada da moça vistosa provocou no&#8230; no&#8230; bom, no estado de espírito do cara.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando o mandachuva questiona o defensor da compra se ele investiu muito dinheiro da agência no projeto, outro truque do Dr. Lightman: ele tinha deixado um ovo nas mãos do cara, explicando que era um detetor de mentiras primitivo usado em julgamentos no oeste da África. O ovo é passado de mão em mão e aquele que o quebrar é considerado culpado. Não é invenção da série, é <a title="All Experts &#124; Polygraph" href="http://en.allexperts.com/e/p/po/polygraph.htm" target="_blank">verdade</a>.</p>
<div id="attachment_5270" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><a href="http://batatatransgenica.wordpress.com/files/2009/10/lietome-contempt.jpg"><img class="size-medium wp-image-5270" title="lietome-contempt" src="http://batatatransgenica.wordpress.com/files/2009/10/lietome-contempt.jpg?w=350" alt="Desdém, desprezo." width="350" height="242" /></a><p class="wp-caption-text">Desdém, desprezo.</p></div>
<p style="text-align:justify;">Isso tudo acima não significa que ele é contra a tecnologia, apenas contra a dependência total. É outro ponto a favor da série, pra mim. Eles usam o trequinho lá que identifica o stress na voz e câmeras para rever os interrogatórios nos dois casos da noite, uma soldado que denuncia o sargento por estupro e um jogador de basquete universitário acusado de aceitar suborno.</p>
<p style="text-align:justify;">Aí entra a questão do utilitarismo mencionado na citação de abertura deste post, do nosso amiguinho Schwartsman. O leitor de Harry Potter talvez se lembre também da história da amizade entre Albus Dumbledore e Gellert Grindelwald no volume Relíquias da Morte, do ideal do Bem Maior. É o utilitarismo levado ao extremo, mas é. Mesmo assim, o enredo continua a não manipular o julgamento ético do espectador, o que é coisa difícil de fazer e rara de ver.</p>
<p style="text-align:justify;">A construção dos personagens fixos começa a se definir bem aos pouquinhos. Desta vez a interação Lightman/Torres foi a que me atraiu mais &#8211; só que por enquanto serviu apenas para conformar a personalidade do Lightman.</p>
<p style="text-align:justify;">Ayjizuis. Perdão pelo &#8220;conformar&#8221;. Tou coa cabeça nos trabalhos acadêmicos, esse trem gruda.</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">Dr. Cal Lightman: Sabe, eu queria&#8230;<br />
Ria Torres: É, seu sei.<br />
Dr. Cal Lightman: O que?<br />
Ria Torres: Você teve um pequeno sorriso de gratidão. O que, está surpreso? Sério? Sabe, apenas porque eu não conheço a sua ciência não significa que eu não saiba das coisas.<br />
Dr. Cal Lightman: Quando você NÃO sabe a ciência, você não vê o quadro todo. As pessos se ferem.<br />
Ria Torres: O que foi isso? O que aconteceu?<br />
Dr. Cal Lightman: O que?<br />
Ria Torres: Vergonha. Quando disse que as pessoas se ferem, você se mostrou envergonhado.<br />
Dr. Cal Lightman: Não sei do que você está falando.<br />
Ria Torres: Você está mentindo.<br />
Dr. Cal Lightman: Acostume-se com isso.</p>
</blockquote>
<p><strong>Post relacionado</strong><br />
<a href="http://batatatransgenica.wordpress.com/2009/09/30/lietome-pilot/" target="_blank">[LieToMe] Pilot</a><br />
.</p>
<p style="text-align:justify;">
<div id="attachment_5272" class="wp-caption aligncenter" style="width: 360px"><a href="http://batatatransgenica.wordpress.com/files/2009/10/is-alex-rodriguez-lying.jpg"><img class="size-medium wp-image-5272" title="is-alex-rodriguez-lying" src="http://batatatransgenica.wordpress.com/files/2009/10/is-alex-rodriguez-lying.jpg?w=350" alt="Verdade ou mentira, Alex Rodrigues?" width="350" height="271" /></a><p class="wp-caption-text">Verdade ou mentira, Alex Rodrigues?</p></div>
<p style="text-align:justify;">O site da ESPN norte-americana brincou de Lie To Me em fevereiro de 2009, depois que A-Rod [o ex da Madonna, lembra] foi flagrado sob influência de esteroides. Na matéria do site tem o <a title="ESPN" href="http://sports.espn.go.com/mlb/spring2009/news/story?id=3913528">vídeo</a> da declaração pública dele, a magem encontrei no blog <a href="http://tvbythenumbers.com/2009/02/17/espncom-plays-lie-to-me-card-with-alex-rodriguez/13001">TV by the numbers</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[De la derecha]]></title>
<link>http://lamparadiogenes.wordpress.com/2009/09/22/de-la-derecha/</link>
<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 02:47:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Juancho H.</dc:creator>
<guid>http://lamparadiogenes.wordpress.com/2009/09/22/de-la-derecha/</guid>
<description><![CDATA[De Semana.com Como no podemos dejar las cosas incompletas, debemos ahora volcarnos al opuesto de la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[De Semana.com Como no podemos dejar las cosas incompletas, debemos ahora volcarnos al opuesto de la ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Caminhamos para o fim da democracia]]></title>
<link>http://espectivas.wordpress.com/2009/09/12/caminhamos-para-o-fim-da-democracia/</link>
<pubDate>Sat, 12 Sep 2009 05:39:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>O. Braga</dc:creator>
<guid>http://espectivas.wordpress.com/2009/09/12/caminhamos-para-o-fim-da-democracia/</guid>
<description><![CDATA[Portugal está a entrar por um caminho perigoso que pode colocar em causa o sistema democrático, a mé]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p></p>
<div style="font-size:11px;color:black;line-height:18px;">
<img src="http://espectivas.wordpress.com/files/2009/09/fim-da-democracia.jpg" alt="fim-da-democracia" title="fim-da-democracia" width="76" height="111" class="alignleft size-full wp-image-12365" />Portugal está a entrar por um caminho perigoso que pode colocar em causa o sistema democrático, a médio/longo prazo (duas ou três décadas). A ideia de que a União Europeia é um garante da democracia em Portugal, não é uma certeza, porque ninguém consegue prever o futuro e pode acontecer que, em determinado contexto internacional  europeu, convenha às potências europeias que um totalitarismo se instale em Portugal. </p>
<p>Porém, esse totalitarismo nunca será de esquerda neomarxista, embora seja essa esquerda que actualmente mais trabalha para conseguir um controlo totalitário do poder. A própria  esquerda neomarxista age radicalmente no sentido de um totalitarismo de sinal oposto. </p>
<p>De resto, quando vemos a União europeia dirigida por Durão Barroso que foi militante do MRPP ― que como sabemos, é um partido maoísta ―   nos seus anos de estudante universitário (não era nenhuma criança), percebemos que na Europa estão em causa os valores que estão na base da civilização europeia. </p>
<p>O que está acontecer na Europa, controlada agora por uma direita que tem um maoísta como expoente máximo, <b>não é um retorno à consciência dos princípios, mas um retorno aos conteúdos de intenções anteriores ou passadistas desprovidos de quaisquer princípios ou valores.</b> Um conteúdo sem valores ou princípios é um automatismo, é algo ausente da condição humana.<br />
<!--more--><br />
A Europa definha por acção de uma esquerda neomarxista que mina os valores europeus e por uma direita que recusa os princípios criando, em alternativa frustrada, automatismos de conteúdo político.</p>
<hr width=" 500 ">
<p>A presente campanha eleitoral para as legislativas é o espelho da automatização de conteúdos tendo como pano de fundo o tabu dos princípios e valores. Toda a gente diz que se “deve ajudar os pobres”, mas ninguém diz por quê. </p>
<p>“Ajudar os pobres” passa a ser um automatismo decorrente de uma irritação política narcisista pelo facto de os recursos disponíveis não estarem eventualmente a ser distribuídos de acordo com o critério subjectivo de cada um dos intervenientes políticos ― não é o sofrimento das pessoas como indivíduos que apoquenta a política, mas a preocupação de tratar o ser humano como massa e como estatística. E tudo o que possa contrariar ― através da organização de comunidades da sociedade civil ― esta visão utilitarista da política é perseguido pela elite política. </p>
<p>A razão da acção social a favor dos pobres é remetida para uma obrigação constitucional ou para uma declaração dos direitos humanos, ou mesmo para uma cartilha comunista que reduz a condição humana  a uma perene guerra social  ― existe um conteúdo de acção desprovido de princípios que o valorize. </p>
<p>Os políticos que temos actuam como um conjunto de <em>chips </em>electrónicos que funcionam com um <em>software </em>que não têm em si próprios a sua lógica primária e originária; um <em>software </em>funciona segundo princípios lógicos que lhe são estranhos, e age em conformidade com valores a que obedece mas que desconhece a origem lógica: o <em>software </em>é a acção do conteúdo que não tem em conta os princípios lógicos e valores que lhe estão subjacentes. A partir desta primazia do conteúdo em detrimento dos princípios, basta mudar o <em>software </em>político para se acabar com a democracia.
</div>
<p></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Utilitarismo contro la bioetica]]></title>
<link>http://lamorale.wordpress.com/2009/09/11/utilitarismo-contro-la-bioetica/</link>
<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 07:23:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Alex</dc:creator>
<guid>http://lamorale.wordpress.com/2009/09/11/utilitarismo-contro-la-bioetica/</guid>
<description><![CDATA[Quando Jonathan Baron scrive Against Bioethics=1= vuole proporre una teoria della decisione razional]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Quando Jonathan Baron scrive <em>Against Bioethics=</em>1= vuole proporre una teoria della decisione razionale in ambito medico, per uscire dall&#8217;impasse causata dalla difficoltà a individuare linee d&#8217;azione rapidamente applicabili. Ritiene che spesso i comitati di bioetica ci mettano troppo tempo, discutendo, a trovare un accordo su cosa fare in casi gravi (per esempio, staccare i macchinari che tengono in vita una persona).</p>
<p>La sua proposta è ricorrere all&#8217;<a title="su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Utilitarismo" target="_blank">utilitarismo</a>. Per utilitarismo in genere si intende la corrente filosofica nata con <a title="su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jeremy_Bentham" target="_blank">Jeremy Bentham</a> e &#8220;codificata&#8221; da <a title="su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Stuart_Mill" target="_blank">John Stuart Mill</a> in &#8211; appunto &#8211; <a title="su MetaLibri" href="http://metalibri.incubadora.fapesp.br/portal/authors/Utilitarianism" target="_blank"><em>Utilitarismo</em></a>. Chiaramente semplifico molto, sono diversi i pensatori utilitaristi prima di Bentham e Mill, molti di più ancora quelli che impiegano lo strumento del consequenzialismo che costruisce l&#8217;utilitarismo; e all&#8217;interno stesso del gruppo ci sono correnti diverse in modo anche sostanziale. Il principio base è la massimizzazione della felicità, come dice Bentham (riprendendo <a title="su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francis_Hutcheson" target="_blank">Hutcheson</a>) l&#8217;obiettivo morale è «la maggior felicità del maggior numero». Si tratta di un sistema quantitativo, che risolve i problemi con i calcoli, e questo è il punto debole del progetto: come si fa a calcolare la felicità? Soprattutto felicità diverse, di persone diverse: ognuno di noi ha una personale scala di &#8220;valori&#8221; che causano la felicità. Un serio ostacolo, anche se molti hanno provato a superarlo,=2= e altrettanti lo hanno criticato fin dall&#8217;inizio.=3=</p>
<p>La posizione di Baron è smorzata, aggiustata, non sembra piena come l&#8217;utilitarismo classico:</p>
<blockquote><p>L&#8217;utilitarismo è la prospettiva per cui le decisioni dovrebbero massimizzare l&#8217;utilità totale attesa di coloro che ne sono coinvolti. L&#8217;utilità è una misura del valore delle conseguenze, un metro comune con cui si possono confrontare le conseguenze. =4=</p></blockquote>
<p>E ancora:</p>
<blockquote><p>Si tratta di una prospettiva quantitativa: distingue tra benefici grandi e piccoli, tra danni seri e leggeri, e tra probabilità alte e basse, anche in asssenza di una quantificazione rigorosa(&#8230;). Essa è poi attenta al quadro generale, concentrandosi sulle conseguenze(&#8230;). Inoltre, mette a confronto opzioni possibili <em>fra loro</em>, e non con qualche ideale utopico inesistente, né semplicemente con lo <em>status quo</em> o con quanto risulterebbe se non si facesse nulla.=5=</p></blockquote>
<p>In poche righe, Baron chiarisce che la maggiore felicità da considerare praticamente è quella degli individui coinvolti dall&#8217;azione, senza pretese universali; e che ogni situazione fa caso a sé, e le soluzioni per quella situazione devono essere specifiche, personalizzate.</p>
<p>Questa è la strada ancora aperta all&#8217;utilitarismo, dopo un paio di secoli di critiche anche feroci: ma al posto di &#8220;utilità&#8221; si potrebbe mettere un termine diverso (come suggerisce Baron, «La parola &#8220;bene&#8221; sarebbe forse più adatta»=6=). Pura questione nominalistica (ma non nel senso che cambiando nome cambia la sostanza: un cane è un cane anche se lo chiami <em>perro</em> o <em>dog</em>), vero, ma credo dovrebbe emergere in modo più pulito il consequenzialismo. Non sarebbe una vergogna sostenere una posizione che stabilisce la linea d&#8217;azione indagando le conseguenze di quella e delle linee alternative. Ci sarebbero alcune difficoltà, sia a livello teorico che pratico: si rischierebbe di arrivare al <a title="su Stanford Encyclopedia" href="http://plato.stanford.edu/entries/moral-particularism/" target="_blank">particolarismo</a>, e alla necessità della casistica come &#8220;manuale di studio per i decisori del futuro&#8221;, perché, come già evidenzia una lettura delle <em>Etiche</em> di Aristotele, se si decide in base alle conseguenze è opportuno che chi prende le decisioni sia molto esperto.</p>
<p>In realtà credo che il rischio particolarismo sia evitabile: gran parte delle situazioni complicate hanno tratti comuni, sia con altre situazioni complicate sia con situazioni semplici, e il decisore ragiona per analogia. La mia idea è che una decisione non sia presa analizzando (nel senso letterale del termine, scomponendo in termini semplici) la situazione e le possibili linee d&#8217;azione, ma con immagini mentali piuttosto ampie e complesse, viste come un giocatore di scacchi vede la scacchiera e le mosse, o come un generale vede la disposizione dell&#8217;esercito, o un allenatore gli schemi della sua squadra. Cosa che non toglie la necessità dell&#8217;addestramento del decisore, e quindi della casistica. Ma non c&#8217;è bisogno di arrrivare al particolarismo: di fronte a una difesa a zona, l&#8217;allenatore non inventa niente di nuovo, ma applica linee già note magari apportando qualche modifica, perché anche la situazione che si trova di fronte è modificata. Piccoli aggiustamenti su conoscenze consolidate, un livello medio tra particolare e universale.</p>
<p>__________</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Note:</span></p>
<p>=1= Jonathan Baron, <em>Against Bioethics</em>, MIT 2006. Tr. it. <em>Contro la bioetica</em>, Raffaello Cortina, 2008.</p>
<p>=2= Francis Ysidro Edgeworth, <a title="il testo in pdf" href="http://socserv2.mcmaster.ca/~econ/ugcm/3ll3/edgeworth/mathpsychics.pdf" target="_blank"><em>Mathematical Psychics. An Essay on the Application of Mathematics to the Moral Sciences</em></a>, C. Kegan &#38; Co. 1881.</p>
<p>=3= <a title="su Stanford Encyclopedia" href="http://plato.stanford.edu/entries/reid/" target="_blank">Thomas Reid</a> scrive <em>An Essay on Quantity</em> nel 1748 per criticare la posizione di Hutcheson e sostenere che non è possibile un calcolo in materia di morale, perché bene e male, pur distributi per gradi, e quindi in quantità -maggiore e minore-, non hanno limiti precisi.</p>
<p>=4= Jonathan Baron, cit., p. 35.</p>
<p>=5= Ivi, p. 11.</p>
<p>=6= Ivi., p. 35.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Valor e Contexto ]]></title>
<link>http://modaemodestia.wordpress.com/2009/09/07/valor-e-contexto/</link>
<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 18:14:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Julie Maria</dc:creator>
<guid>http://modaemodestia.wordpress.com/2009/09/07/valor-e-contexto/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: Reflexões Diárias (crédito para José Luis Gomiero) Doze de janeiro de 2007. Aquela poderia se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-1148" title="Joshua+Bell+cpas_JoshuaBellCAL1" src="http://modaemodestia.wordpress.com/files/2009/09/joshuabellcpas_joshuabellcal1.jpg" alt="Joshua+Bell+cpas_JoshuaBellCAL1" width="331" height="331" /></p>
<p style="text-align:justify;"><span>Fonte: <a href="http://fotolog.terra.com.br/reflexoes_diarias:497" target="_blank">Reflexões Diárias</a> (crédito para José Luis Gomiero)</p>
<p>Doze de janeiro de 2007. Aquela poderia ser mais uma manhã como outra qualquer. Eis que o sujeito desce em uma estação do metrô em Washington vestindo jeans, camiseta e boné, encosta-se próximo à entrada, tira o violino da caixa e começa a tocar com entusiasmo para a multidão que passa por ali, bem na hora do rush matinal. Mesmo assim, durante os 45 minutos em que tocou, foi praticamente ignorado pelos passantes.</p>
<p>Ninguém percebeu, mas o músico era Joshua Bell, um dos maiores violinistas do mundo, executando peças musicais consagradas num instrumento raríssimo, um Stradivarius de 1713, estimado em mais de 3 milhões de dólares. Alguns dias antes, Joshua Bell havia tocado no Symphony Hall de Boston, onde os melhores lugares custaram a “bagatela” de 1.000 dólares.</p>
<p>A experiência, gravada em vídeo (<a href="http://www.youtube.com/watch?gl=BR&#38;hl=pt&#38;v=hnOPu0_YWhw" target="_blank">http://br.youtube.com/watch?v=hnOPu0_YWhw</a>), mostra homens e mulheres de andar ligeiro, copo de café na mão, celular no ouvido, crachá balançando no pescoço, indiferentes ao som do espetáculo gratuito. A iniciativa realizada pelo jornal The Washington Post era a de lançar um debate sobre valor, contexto e arte. A conclusão: <strong>estamos acostumados a dar valor às coisas quando estão num contexto.</p>
<p>Aquele talentoso músico era uma obra de arte sem moldura. Um artefato de luxo sem etiqueta de grife. </strong> Esse é um exemplo daquelas tantas situações que acontecem em nossas vidas que são únicas, singulares e a que não damos a menor importância porque não vêm com a etiqueta do seu preço.</p>
<p><strong>O que é que tem valor real para nós, independentemente de aparências, preços e grifes? É o que o mercado diz que você deve ter, sentir, vestir ou ser? </strong></p>
<p>O que o Senhor Jesus Cristo nos ensina é que &#8220;a vida de uma pessoa não consiste na abundância dos bens que ela possui&#8221;. Só que o mundo prega o contrário&#8230; Por isso, quando nos transformamos em pessoas materialistas e superficiais, o vazio que se cria dentro de nós é como uma ferida que não cicatriza nunca. Para curá-la, queremos mais e mais. Mas nunca chega&#8230;</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Por que sou utilitarista]]></title>
<link>http://biologiaevolutiva.wordpress.com/2009/09/06/por-que-sou-utilitarista/</link>
<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 00:00:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gerardo Furtado</dc:creator>
<guid>http://biologiaevolutiva.wordpress.com/2009/09/06/por-que-sou-utilitarista/</guid>
<description><![CDATA[Quando estou numa aula de biologia evolutiva, ou num seminário sobre evolução, ou mesmo nos intermin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Quando estou numa aula de biologia evolutiva, ou num seminário sobre evolução, ou mesmo nos intermináveis debates sobre criacionismo versus ciências, percebo que há dois conceitos-chave das idéias de Darwin e da biologia evolutiva atual (pois, como é adequado lembrar, são coisas diferentes) que incomodam bastante aqueles que têm um pensamento mais profundamente religioso, mais místico, e que são mais devotos de forma geral. Uso aqui o termo religioso em sua concepção mais simples, referindo-me àquele que tem escrúpulos religiosos, em oposição ao humanista; poderíamos pensar em qualquer religião moderna, mas baseado em minhas experiências pessoais, estou aqui me referindo às variantes cristãs, o catolicismo e o protestantismo.<!--more--></p>
<p>O primeiro desses conceitos-chave é o da descendência comum, que tira o ser humano de uma posição confortavelmente privilegiada, onde ele mesmo se colocou, para posicioná-lo em meio ao mundo vivo, como (apenas) mais um ramo terminal de uma árvore complexa. Freud já havia comentado, naquele famoso parágrafo em seu texto sobre as resistências à psicanálise, que esse foi o golpe biológico contra o amor-próprio humano&#8230; De fato, não é um golpe muito fácil de ser assimilado, principalmente por quem tem problemas sérios em aceitar que não é superior, que não é privilegiado e que não é o centro do mundo, para nos referirmos aqui ao golpe cosmológico de Copérnico.</p>
<p>O segundo conceito-chave, sobre o qual quero aqui me debruçar, é a questão da competição, da luta pela vida, a incessante batalha pela sobrevivência. Praticamente todas as populações tendem a crescer exponencialmente, se não são restringidas; contudo, as restrições são reais, e não apenas abstrações matemáticas. A conclusão que daí advém é bastante elementar: nem todos os organismos que nascem terão chance de chegar à fase adulta, muito menos de se reproduzir e gerar descendentes. Isso, para a maioria das pessoas que procura uma intrínseca harmonia na natureza, e que lutam por um mundo menos brutal, em busca de uma nova <em>age d’or</em>, é inadmissível. Custa bastante aceitar que o equilíbrio (e não a harmonia) da natureza é atingido pela constante luta entre seus componentes constituintes, onde há morte e dor onde quer que se olhe. Evolução, como muitos biólogos evolutivos bem sabem, não é “a natureza rubra em dentes e garras” de Tennyson (<em>Who trusted God was love indeed / And love Creation&#8217;s final law / Tho&#8217; Nature, red in tooth and claw / With ravine, shriek&#8217;d against his creed</em>); contudo, a comparação é inevitável. A imagem geral fica bem pior quando compreendemos que a conclusão de que nem todos chegam à fase adulta nos evidencia que as mortes são principalmente entre aqueles que menos temos condição psicológica de ver sofrer: os filhotes, os imaturos. A cena mais comum da <em>natureza rubra em dentes e garras</em> nos documentários sobre vida selvagem, a de uma leoa perseguindo uma zebra ou uma gazela, é clara&#8230; muitos não percebem, ou preferem não ver, mas a vítima geralmente é uma zebrinha ou uma gazela filhote.</p>
<p>Mostrar que não há na natureza a imagem paradisíaca de um idílio singelo, que não há a harmonia sem dor de um paraíso onde as aves coliribrincam sobre o bosque verdejante ou que não há paz e bonança na terra da cocanha, são atividades inevitáveis de quem trabalha com o ensino da biologia evolutiva. Mas, justamente aqui, surge o problema, infelizmente muito mais comum do que poderíamos supor: quando mostramos a luta pela vida e o sofrimento nos ecossistemas naturais, a maioria das pessoas imediatamente usa essa concepção para estabelecer suas falácias naturalistas.</p>
<p>As falácias naturalistas estão entre as mais graves e deletérias, na minha modesta opinião. Como muitos leitores desse blog são estudantes, talvez nunca tenham ouvido falar de falácias naturalistas; por isso, pretendo escrever em breve um pequeno artigo sobre esse tipo de falácia. Enquanto isso, para quem não sabe o que é, há muitos textos na internet sobre falácias naturalistas, e entre eles recomendo o artigo sobre <a href="http://plato.stanford.edu/entries/moral-non-naturalism/#NatFal" target="_blank">moral non-naturalism</a> da Stanford Encyclopedia of Philosophy.</p>
<p>De forma simplificada, a falácia naturalista aqui é que “na natureza, a dor e o sofrimento são normais”, e por isso se deve aceitar a dor e o sofrimento como fenômenos naturais e, segundo a falácia, justificáveis. Não estou aqui falando de dor e sofrimento apenas em seres humanos: estou me referindo a dor em todos os animais, que sejam capazes de sentir dor. Somos frutos de uma tradição cartesiana, onde os animais não-humanos (grupo parafilético, mas temos que nos referir aos outros animais nesses termos) são incapazes de sentir dor ou de ter quaisquer outras emoções. Apesar de muitos acadêmicos da área das ciências humanas ainda erguerem essa barreira desprovida de razão científica, apenas porque Descartes assim disse (lembra-me os teólogos medievais negando a realidade óbvia, porque Aristóteles havia dito de outra forma&#8230;), não há mais hoje em dia dúvidas sobre capacidade senciente, pelo menos entre os amniotas. Quanto à dor, creio que convém deixar claro que o que entendemos por “dor” é uma sensação, uma emoção repleta de significância. Há uma cena no “Exterminador do futuro 2” bastante didática a esse respeito: após a fuga da instalação psiquiátrica onde estava presa, a personagem Sarah Connor retira as balas do exterminador. Seu filho, John Connor, pergunta à máquina “você sente dor?”, e o exterminador responde: “percebo o ferimento. O dado pode ser denominado dor”. Isso <strong><em>não é</em></strong> dor; não se trata apenas de perceber. Uma sensação, como o azul da cor azul ou a doçura do sabor doce são construções mentais complexas, que os filósofos ainda sofrem para tentar compreender. Torture um ser humano numa delegacia, atropele um cachorro, esfaqueie um porco que vai ser abatido, e olhe nos olhos desses três animais&#8230; perceba os gritos, as contrações faciais, as expressões no olhar: <strong><em>isso</em></strong> é dor.</p>
<p>Nunca baseei minha moral em falácias naturalistas e, por isso, a dor, em seres humanos ou em animais não-humanos, é algo que me incomoda. Por essa razão sou utilitarista.</p>
<p>De forma bem simples, o utilitarismo é uma doutrina que busca criar uma ética e uma moral baseada na conseqüência dos nossos atos (e, por isso, é uma forma de consequencialismo), e postula que esses atos devem ser tais a aumentar ao máximo o prazer (bem-estar) dos seres sencientes associados a esses atos, ou de forma contrária diminuir ao máximo o desprazer (a dor) desses seres sencientes. Assim, podemos simplificar a doutrina utilitarista postulando que devemos agir de forma a produzir a maior quantidade de prazer (bem-estar) entre a maior quantidade de seres, ou de forma a produzir a menor quantidade de desprazer (dor). Entre os filósofos elaboradores do utilitarismo (em inglês, <em>utilitarianism</em>) estão Jeremy Bentham e John Stuart Mill, cujos escritos podem ser achados na internet. Para o meu atual argumento, o mais importante teórico é o filósofo Peter Singer, autor do excelente “Animal Liberation”, que pus na página de livros “<a href="http://biologiaevolutiva.wordpress.com/listmania/" target="_blank">prateleira</a>”.</p>
<p>A perspectiva utilitarista de Singer não diz respeito apenas aos seres humanos; como seres sencientes, outros animais devem ser levados em consideração.</p>
<p>Quando digo que não como carne, a maioria dos meus alunos ri, e pensa que eu sou doido ou algum outro tipo qualquer de retardado. A questão é que eu adoro carne, sou fascinado pelo cheiro e pelo sabor de um churrasco mal passado. Como diria Oscar Wilde, “resisto a qualquer coisa, menos a uma tentação”. Mas não como carne por dois motivos: o ecológico, que tem a ver com a destruição dos ambientes naturais para pastagens e a perda de energia nos níveis tróficos, e o utilitarista: o sofrimento animal. Aqui, novamente, a maioria das pessoas ri: “não estou nem aí para o sofrimento animal”, e completam com falácias naturalistas: “eles foram feitos para sofrer”, ou “na natureza é assim mesmo”.</p>
<p>Gosto de carne, mas minha compreensão do mundo infelizmente não me permite mais certos prazeres. Com 7 bilhões de seres humanos no mundo, sou radicalmente contra; talvez comesse carne se a população fosse menor. O mesmo raciocínio aplico aos peixes, que procuro evitar ao máximo: a taxa de pesca nos dias de hoje é tão absurdamente grande que não há a menor chance de estabilização populacional para a maioria das espécies exploradas, como o atum e o bacalhau. Mesmo sendo cearense, não como caranguejo, pois já acompanhei o processo de coleta desde o Parnaíba (que pouca gente conhece) até as barracas de praia, e sei o absurdo que aquilo é&#8230; a maioria das pessoas acha que “tem o direito” de comer caranguejo, como se estivéssemos tratando de uma questão de direito&#8230; bem, legalmente eles têm, mas não por muito tempo.</p>
<p>Essas são razões ecológicas, mas mais importantes que elas são as razões utilitaristas. Como carne e peixe vez ou outra, uma vez por mês ou algo assim, mas ainda me incomodo com isso. Penso na forma como o animal foi criado e na forma como foi morto. Jamais comeria um boi que foi morto por um judeu de forma &#8220;kosher&#8221;; para saber por que, procure no youtube por algum vídeo que mostre a forma kosher de matar um animal, como <a href="http://www.youtube.com/watch?v=_ZJg_z4BLy8" target="_blank">esse</a> (não pude por o vídeo aqui, pois foi tachado como impróprio para menores, portanto quem quiser vê-lo deve fazer o login no youtube). Acho inadmissível que coisas como essa (ainda) sejam feitas porque um texto mitológico infeliz, tacanho e mesquinho assim ordene.</p>
<p>Curiosamente, logo após ter a idéia de escrever esse artigo, no meio da semana, me deparei por coincidência no site do Uol com dois vídeos, que estão também no youtube e que reproduzo abaixo. O primeiro é o trailer do documentário “the cove”, que mostra a matança de golfinhos para consumo humano, no Japão; o segundo mostra como a indústria de aves se descarta dos pintinhos machos: triturando-os vivos. Aqui o problema é outro: a lógica do capitalismo.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/4KRD8e20fBo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/4KRD8e20fBo&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/JJ--faib7to&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/JJ--faib7to&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Sendo utilitarista, não entendo porque um embrião humano de poucas células, sem sistema nervoso funcional, tem mais direitos que um chimpanzé, um elefante, um cavalo ou um cachorro adulto, seres com capacidades sencientes e cognitivas bastante superiores. Sendo utilitarista, sou a favor da eutanásia, não só para animais não humanos, mas para seres humanos também. O discurso de certas religiões, de que a “vida” está acima de tudo é absurdo para um utilitarista. Primeiro, porque eles não estão se referindo à “vida” propriamente, como fica bem fácil se perceber. E em segundo lugar, porque o bem-estar é completamente negligenciado, como se fosse importante apenas produzir a maior quantidade possível de seres, com a maior quantidade possível de dor.</p>
<p>Há muitas críticas ao utilitarismo. Algumas delas referem-se ao utilitarismo negativo: pela perspectiva utilitarista, uma das formas de diminuir o desprazer no maior número possível de entidades é eliminá-las todas, de forma indolor. Não consigo evitar de lembrar aqui de Sófocles, ao dizer “jamais ter nascido pode ser a maior dádiva de todas” (o trecho completo, de <em>Édipo em Colono</em>, é: &#8220;Jamais ter nascido é o melhor; mas, tendo visto a luz do dia, o segundo melhor é voltar para onde veio o mais rápido possível&#8221;). Não penso dessa forma, e creio que devemos encarar a vida de frente, sem negações ou niilismos. Contudo, não há porque deixar de evitar sofrimentos desnecessários.</p>
<p>◊</p>
<p><strong><em>Post Scriptum</em></strong>: consegui achar no youtube, em duas partes, o filme &#8220;a life connected&#8221; com legendas em português (de portugal). É um filminho interessante sobre os aspectos ecológicos e sociais do consumo de carne, e que procura atrair adeptos de forma elegante e ponderada. Vale a pena assistir.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/LserOF8WBy4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/LserOF8WBy4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/PTjy4pGy-b4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/PTjy4pGy-b4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Seria Sr. Spock um utilitarista?]]></title>
<link>http://fabriciopontin.wordpress.com/2009/08/15/seria-sr-spock-um-utilitarista/</link>
<pubDate>Sat, 15 Aug 2009 09:24:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabriciopontin</dc:creator>
<guid>http://fabriciopontin.wordpress.com/2009/08/15/seria-sr-spock-um-utilitarista/</guid>
<description><![CDATA[E agora, para uns dos debates mais insanos que eu já tive o prazer de acompanhar. Entre outras coisa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>E agora, para uns dos debates mais insanos que eu já tive o prazer de acompanhar.</p>
<p>Entre outras coisas, indivíduos que gostam de nerdices tendem a valorizar seus objetos de desejo como &#8220;teoricamente relevantes&#8221;. Caso clássico disso são discussões do tipo &#8220;A Ética de Destruir Cyborgues&#8221; ou, uma das minhas discussões favoritas, &#8220;HAL 9001 é um computador?&#8221;.</p>
<p>Entre todas estas discussões de cunho nerd as que mais repercutem são aquelas vinculadas ao trabalho de Tolkien e Star Trek, não obstante os dois epicentros de cultura nerdística com os seguidores mais dementes (bold statement, given).</p>
<p>Corta para o segundo filme da Série Clássica, sem dúvida o melhor dos longas. A Ira de Khan.</p>
<p>Como vocês sabem, e se vocês não sabem eu sugiro fortemente que vocês questionem o porque diabos vocês vieram parar neste blog, na Ira de Khan nosso amigo Spock vem a falecer ao decidir entrar em uma câmara radioativa (ou algo para este efeito) e ativar um dispositivo para salvar (ou algo para este efeito) a SS Enterprise I-A (o A é <em>muito </em>importante, e se tu não sabe porque ele tá ali, eu sugiro fortemente questionar a sua chegada neste blog, mais uma vez).</p>
<p>Eis a cena:</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/OLaAHTxF3k8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/OLaAHTxF3k8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>Pois bem, meu ponto: Sr. Spock é claramente um utilitarista, mas &#8211; aqui está o <em>interessante</em> &#8211; ele é um utilitarista da vertente menos legalista de utilitarismo &#8211; o utilitarismo de fins, não o de regras.</p>
<p>Como assim?</p>
<p>Vejamos:</p>
<p>Primeiro, Spock claramente age de forma insubordinada ao desobedecer seu superior direto (Admiral Kirk) e descer a plataforma. Mais uma vez, na plataforma, ele ignora e com efeito agride o oficial médico {Dr. Bones) que embora de patente inferior, tem soberania nas decisões de ordem sanitárias, para chegar ao seu objetivo. Neste momento, Spock diz:</p>
<p>&#8220;I am sorry doctor, but I have no time to explain this logically&#8221;</p>
<p>Claramente, vemos aqui um enunciado o tipo utilitário, <em>mas</em> não é do tipo <em>de regras</em>. Porque? Por que uma justificativa de regras não poderia justificar um argumento com base em um &#8220;tu vai entender depois&#8221;, muito menos decidir por uma conduta <em>manifestamente </em>ilegal. Neste sentido, alguém poderia dizer que o utilitarismo de regras é baseado em premissas não-negociáveis, o que não exatamente o caso. Mas ele veda condutas do tipo &#8220;Eu sei que isso está errado, e não posso justificar isto agora&#8221;.</p>
<p>No entanto, uma postura utilitária que foca apenas no fim, e não nos meios para atingir tal fim, suporta este tipo de argumento. Mas como Spock, então, não tem apenas uma conduta <em>individualista e arbitrária</em>? Como é possível dizer que o seu agir está de acordo com algum tipo de justificativa que podemos identificar como razoavelmente lógica, ou simplesmente <em>conexa e transitiva?</em></p>
<p>Afinal de contas, Spock por ser meio-vulcano <em>está obrigado</em> a se expressar de forma conexa e transitiva (ao contrário de indivíduos totalmente humanos, que podem ser irracionais &#8211; mais sobre isso logo-logo). Nós sabemos que Spock agiu de forma racional ao chegarmos no diálogo tétrico entre Sr. Spock e Adm. Kirk, quando Spock diz:</p>
<p>&#8221; Do not grieve, Admiral &#8211; it is  logical:  the needs of the many outweigh the needs of the few &#8211; or the one&#8221;</p>
<p>Claramente, Spock esteve o tempo todo elaborando um calculo propositivo do tipo utilitário onde o sacrifício dele &#8211; e da ordem de comando à qual ele estava ligado &#8211; estava justificado pelo resultado da ação &#8211; as <em>necessidades</em> de <em>muitos sobrepesam</em> as <em>necessidades</em> dos <em>poucos</em> &#8211; ou de <em>um indivíduo</em>&#8220;</p>
<p>Assim, Spock demonstra a transitividade de sua conduta, já que sua ordem de preferência assim demonstrada</p>
<p>1 &#8211; Bem de Muitos</p>
<p>2 &#8211; Bem de Poucos</p>
<p>3  &#8211; Bem Individual</p>
<p>É endorsada pela sua ação.</p>
<p>Assim como as <em>necessidades</em> que ele identificou <em>obrigaram</em> a sua conduta para atingir de forma satisfatória um resultado melhor. Pois para Spock, a situação estava assim desenhada:</p>
<p>SE ele obedecesse a linha de comando ENTÃO o colapso da nave era imediato e inevitável.</p>
<p>Ele poderia evitar este colapso, SE e APENAS SE ele se colocasse em uma situação de insubordinação direta às regras da aeronave. Mas esta insubordinação também implicaria no sacrificio da sua própria integridade em beneficio da integralidade dos outros individuos na nave. (agora sabemos que tal decisão foi transitiva, portanto, está justificada de forma suficiente para os termos do utilitarismo <em>de fins</em>)</p>
<p>No entanto:</p>
<p>Existe um grau de <em>imprevisibilidade</em> que pode nos obrigar a <em>reconsiderar </em>a hipótese do utilitarismo de fins na conduta de Spock. Permitam-me jogar esta alternativa lá-fora.</p>
<p>Spock poderia saber que seu sacrifício era uma alternativa <em>possivel</em>, mas em que medida ele tinha <em>certeza </em>que sua exposição de fato causaria um efeito bem-sucedido?</p>
<p>Dados os elementos de imprevisibilidade (levantar um peso, colocar no local correto, em tempo hábil, em situação de pressão e stress), Spock <em>não poderia estar razoavelmente certo</em> que sua conduta causaria uma<em> necessária</em> interrupção no processo de destruição para o qual a entreprise e seus membros se encaminhavam.</p>
<p>No entanto, mesmo sabendo desta imprevisbilidade &#8211; e Spock sendo um indivíduo inteligente e informado <em>deveria saber</em> disto, e creio ter evidência suficiente pelas ações anteriores de Spock que ele saberia sobre estas condições, neste contexto -, Spock ainda assim se arriscou.</p>
<p>Porque?</p>
<p>Porque ele <em>se importava</em> com a equipe da Enterprise de tal forma, que ele suportou o risco &#8211; quase absurdo &#8211; de sua conduta, para pelo menos <em>give it a fair chance</em>. Ainda que suas <em>justificativas </em>sejam do tipo utilitarista, a ação de Spock é baseada em um impulso emotivista! Claro, podemos dizer que <em>não temos acesso as motivações de Spock, portanto elas são irrelevantes!</em> (e eu admito que este é um belo argumento, já que de fato, não podemos afirmar qualquer coisa que não seja arbitrária sobre motivos conscientes ou inconscientes na conduta de um determinado indivíduo).</p>
<p>Neste caso, <em>sabemos</em> que o auto-sacrifício de Spock <em>pode</em> dar a Enterprise uma chance de sobrevivência, e talvez Spock tenha dito a Kirk que sua conduta foi lógica justamente por  <em>mesmo diante de seu risco absurdo</em>, oferecer um 0.5% de sucesso oposto ao 0.00000000001% de sucesso de não fazer nada ou tentar escapar da Ira de Khan.</p>
<p>Pois bem, é interessante que Spock <em>possa ter agido de forma Emotivista</em> &#8211; e eu sei que não posso <em>afirmar isso peremptoriamente</em>; pois esta possibilidade indica que as emoções humanas necessitaram um agir que depois foi justificado transitivamente por Spock &#8211; afinal, se sua conduta fosse um desastre, ele ainda assim poderia justifica-la? Este mesmo, não é o paradoxo do utilitarismo? Se não funcionar, danou-se de vez? Como uma pessoa racional pode optar por um sistema com tal rigidez e ao mesmo tempo manter a transtitividade de suas convicções. Afinal, SE as necessidades dos muitos são necessárias, teu agir ele mesmo não traz consequencias <em>necessárias</em>. Um vulcano radical, não poderia fazer coisa nenhuma e ao mesmo tempo ser consistente com esta afirmação. (ou poderia?)</p>
<p>Dois finalmentes, um deles é que na cerimônia de despedida ao Spock (não está no vídeo), Kirk reconhece o sacrifício de Spock dizendo que de todas as almas que ele conheceu, a de Spock era a mais Humana. Ora, esta afirmação, ela mesma, não reconhece os sentimentos de Spock na sua conduta, e indica uma falha na rigidez tipicamente associada ao Meio-Vulcano?</p>
<p>No filme seguinte, o desastrado &#8211; tragicômico e embananado &#8211; A Procura por Spock, Kirk diz ao seu amigo &#8211; quando finalmente é re-encontrado &#8211; que as necessidades de um indivíduo sobrepõem, sim, as necessidades de vários. Claro, no caso de Kirk, a afirmação é totalmente inconsistente, uma tentativa desastrada de Reductio Ad-Absurdum do argumento de Spock. Porque preciso lembra-los que Spock em todos os momentos mantém uma transitividade <em>pelo menos defensável, senão perfeita</em>, na sua linha de prioridade e uma conectividade na sua linha de conduta para um determinado fim (por exemplo, nada poderia justificar parar para comer um sanduiche naquela situação, exceto se e apenas se, o sanduiche contesse antídotos a radiação a qual Spock seria exposto).</p>
<p>A afirmação de Kirk, no entanto, é típica do capitão da enterprise &#8211; já que ela é puramente emocional. Ele busca Spock não por necessidade <em>material</em>, mas por lealdade e compaixão (sentimentos irracionais e não justificáveis de forma conexa <em>de jeito nenhum</em>). Mas para isso, eu precisaria de um novo post.</p>
<p>Com a palavra, os especialistas em Star Trek.</p>
<p>(em tempo, eu poupei o universo da tabela de alternativas possíveis e de rational choice que eu ia elaborar para o Spock, posso passar o numero da minha conta-corrente no Old National, se alguém se sentir agradecido ao ponto de fazer contribuições voluntárias)</p>
<p>(acho que isso é a coisa mais nerd que eu já escrevi na minha vida)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Treta ou absurdo]]></title>
<link>http://espectivas.wordpress.com/2009/08/12/treta-ou-absurdo/</link>
<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 21:25:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>O. Braga</dc:creator>
<guid>http://espectivas.wordpress.com/2009/08/12/treta-ou-absurdo/</guid>
<description><![CDATA[Este postal é uma resposta a estoutro que se seguiu a um postal meu. Politicamente correcto A “treta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p></p>
<div style="font-size:11px;">
Este postal é uma resposta <a href="http://ktreta.blogspot.com/2009/08/mais-um.html" rel="nofollow" target="_blank">a estoutro</a> que se seguiu a <a href="http://espectivas.wordpress.com/2009/08/09/o-argumento-da-nao-obrigacao-da-reproducao-no-casamento/">um postal meu</a>. </p>
<p><div id="attachment_1242" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><img src="http://espectivas.wordpress.com/files/2008/06/politiquement-correct.jpg" alt="Politicamente correcto" title="politiquement-correct" width="150" height="172" class="size-full wp-image-1242" /><p class="wp-caption-text">Politicamente correcto</p></div>
<p style="line-height:21px;">A <a href="http://ktreta.blogspot.com/" rel="nofollow" target="_blank">“treta”</a> é uma manifestação do absurdo: aquilo que é uma treta caracteriza-se pela existência de contradições internas e é, por isso, desprovido de lógica matemática. </p>
<p>Esta definição de “treta” não vem nos dicionários, e mesmo que viesse nunca teria a substância da definição que dei aqui em cima. Os dicionários da língua portuguesa não são enciclopédias ― são dicionários de sinónimos e/ou equivalentes semânticos. Se pretendermos obter significados precisos de conceitos como “obrigação” e “dever”, devemos recorrer a dicionários de filosofia. Eu não sei quanto custam agora os diversos dicionários de filosofia, mas eu tenho vários já comprados há duas e três décadas. </p>
<p>Aconselho ao <a href="http://ktreta.blogspot.com/" rel="nofollow" target="_blank">escriba</a> dois deles: “Dicionário Prático de Filosofia” de Élisabeth Clément, Chantal Demonque, Laurence Hansel-Love Pierre Kahn ― ISBN 972-710-141-0, Terramar Livreiros, 1994 ―  e o “Dicionário de Filosofia” de Gerard Legrand ― ISBN 972 &#8211; 44-0760-8, Edições 70, 1983. Existem outros dicionários mas são calhamaços com mais de 600 páginas com cariz mais técnico e menos generalista, e que não são por isso apropriados a esta situação. </p>
<p>Se o escriba se der ao trabalho de consultar um dos dicionários supracitados, verificará que “obrigação” não é a mesma coisa que “dever”. O dicionário de língua portuguesa apenas nos dá as equivalências semânticas e não entram na análise hermenêutica dos conceitos.  Sob o ponto de vista da filosofia, e portanto da lógica, “dever” e “obrigação” não são a mesma coisa, ou seja, não têm o mesmo significado.<br />
Não vou entrar em mais detalhes sobre a diferença entre os dois conceitos porque já o expliquei <a href="http://espectivas.wordpress.com/2009/08/09/o-argumento-da-nao-obrigacao-da-reproducao-no-casamento/">aqui</a>. E quem tiver dúvidas que consulte um dicionário de filosofia.<br />
<!--more--><br />
O substantivo adjectivante “escriba” não é insultuoso. O escriba é aquele que escreve, independentemente do conteúdo daquilo que escreve (isto já consta dos dicionários de língua portuguesa). </p>
<hr width=" 500 ">
<p>A <a href="http://espectivas.wordpress.com/lei72007/">lei 7/2001</a> foi <a href="http://app.parlamento.pt/DARPages/DAR_FS.aspx?Tipo=DAR+II+série+A&#38;tp=A&#38;Numero=168&#38;Legislatura=X&#38;SessaoLegislativa=4&#38;Data=2009-07-28&#38;Paginas=9-17&#38;PagIni=0&#38;PagFim=0&#38;Observacoes=&#38;Suplemento=.&#38;PagActual=0" rel="nofollow" target="_blank">alterada em 2009</a> e aplica-se a todos os cidadãos que não queiram contrair o matrimónio. Um homem e uma mulher que não se queiram casar podem adoptar a união-de-facto. Dois gueis que não se queiram casar (com duas mulheres) podem viver em união-de-facto. Naturalmente ― e muito bem ― que quem vive em união-de-facto, isto é, todas as pessoas nessa situação, não podem adoptar crianças na condição de “casal”, ou seja, a paternidade e maternidade são independentes da união-de-facto entre outras razões porque as crianças têm direito a um pai e a uma mãe.<br />
Portanto, o prazo de dois anos também se aplica aos <b>casais naturais</b> (heterossexuais) que não optem pelo matrimónio em pleno exercício da sua liberdade, e por isso não vejo por que os gueis deveriam ter privilégios em relação aos direitos que união-de-facto estipula para os casais naturais. </p>
<p>A inibição da herança automática em regime de união-de-facto tem como motivo principal a protecção dos interesses de menores que possam existir fruto de uma relação anterior de um (ou dos dois, e independentemente do sexo) participantes na união-de-facto. Porém, <b>um testamento resolve o problema</b>, por um lado, e a inibição da herança involuntária estipulada por lei não visa discriminar os gueis mas antes aplica-se a <strong>todas as pessoas</strong> que não queiram contrair o matrimónio, por outro.<br />
O testamento pode ser considerado nulo, nomeadamente, se prejudicar os interesses de herança legítima  de um cidadão de menor de idade e com direitos ― legalmente estipulados ― à herança. Era o que mais faltava que tivéssemos agora o “golpe do baú” guei que retirasse os direitos dos menores envolvidos no processo. </p>
<hr width=" 500 ">
<p>Basta uma cópia da última declaração do IRS para se provar que duas pessoas vivem há mais de dois anos juntas, isto é, em união-de-facto. É, neste particular, exactamente a mesma coisa que duas pessoas casadas, porque ninguém anda sempre com a certidão de casamento no bolso. O CU (Cartão Único), que merece tanto apreço e consideração por parte de José Sócrates, já não diz qual é o estado civil do cidadão: será sempre necessário recorrer a outro documento qualquer para fazer a prova do estado civil. Portanto, não vejo em que é os gueis em união-de-facto são discriminados aqui em relação a outros cidadãos. </p>
<hr width=" 500 ">
<p>Se falamos em “direito ao casamento”, agradeço ao escriba que me esclareça o seguinte:</p>
<ul>
<li>Porque é que o casamento só pode ser realizado entre duas pessoas? Eu conheço gente que vive a três e a quatro e que se gostavam de casar todos uns com os outros e simultaneamente (poliamoria). Não podem porquê?</li>
<li>Por que não a legalização da poligamia e a poliandria? Por que teremos que dar aos gueis direitos que mais ninguém tem, isto é, privilégios? </li>
</ul>
<p>Se me der uma resposta a estas perguntas, podemos continuar a desenvolver o tema em função dos “direitos em função do sexo”.</p>
<hr width=" 500 ">
<p>Quando eu falo em relação directa entre direito e dever, refiro-me a esta relação no sentido da lei, e não na relação entre as pessoas entendida subjectivamente. A lei ― e o Estado ― não tem nada a ver com o “amor” que subjectiva, eventual e alegadamente possa existir entre duas ou mais pessoas. Por isso é que eu digo que a lei distingue ― e muito bem ― essa relação no sentido da necessidade da sociedade, e não exclusivamente no sentido da utilidade em relação ao indivíduo. </p>
<p><strong>O <span style="background:yellow;" />limite ético</span> da utilidade do indivíduo é a necessidade da sociedade, é o dever como necessidade ética que se atribui ao cidadão independentemente da liberdade individual de não ser obrigado (obrigação, no sentido de coação moral e/ou legal) a nada que vá contra aquilo que ele considere ser os seus interesses pessoais, respeitando a lei. </strong></p>
<p>O exemplo dos “direitos dos filhos e pais” é mal aplicado porque falamos de menores de idade. Foi um péssimo exemplo escolhido.<br />
Existem relações assimétricas entre indivíduos que são produto da própria natureza, como a relação entre adultos e menores de idade, ou na relação da sociedade em relação aos deficientes, e aqui, para além do direito positivo, deverá sempre assumir a sua importância a lei natural através do “princípio de equidade” (Aristóteles).<br />
O que o escriba parece defender é a supremacia total do direito positivo sobre o direito natural, o que é próprio de uma <a href="http://espectivas.wordpress.com/a-mente-revolucionaria/">mente revolucionária</a> jacobinista. Ora, aquilo que a actual lei da união-de-facto faz é exactamente o exercício do princípio da equidade que pondera o direito positivo e a lei natural. </p>
<p>A defesa exclusivista da lei numa perspectiva utilitarista pode revelar uma sociopatia. <a href="http://espectivas.wordpress.com/o-estado-da-etica/">Ler o que eu penso sobre o utilitarismo</a>. </p>
<p><strong>Aquilo que é útil ao cidadão nunca se pode dissociar daquilo que é útil à sociedade</strong>, esta entendida não só como um conjunto de indivíduos que reclamam direitos uns dos outros e em relação ao Estado, mas também como indivíduos organizados em comunidades da sociedade civil. As tradições e as leis podem e devem ser mudadas em função da utilidade entendida neste conjunto de conceitos, e não só em nome de um individualismo exacerbado ou de um utilitarismo doentio.</p>
<p>O escriba contradiz-se quando identifica a tradição com ideologia. A ideologia, quando se transforma em tradição, deixa de ser ideologia. A ideologia, qualquer que seja, é sempre contrária à tradição. O termo ideologia nasceu, com a acepção actual, do <a href="http://espectivas.wordpress.com/a-mente-revolucionaria/">movimento revolucionário jacobinista</a> e burguês  de 1789.<br />
Mas no caso vertente, o escriba utiliza um argumento contraditório, falacioso e estulto: associa a valorização social e ética do casamento à mera tradição, desvalorizando assim, implicitamente, o casamento como instituição, ao mesmo tempo que reclama direitos do casamento para pessoas que não têm naturalmente esse direito. Pura estultícia.</p>
<p>Por último, e sem argumentos, o escriba entra no ataque <em>Ad Hominem</em> como não poderia deixar de ser. Perdeu no confronto ideológico mesmo antes da réplica,  e sabe que perdeu, e por isso dedica-se a analisar depreciativamente o meu <i>”curriculum vitae&#8221;</i> enunciado na <a href="http://espectivas.wordpress.com/autor/">página do autor deste blogue</a>. Pretende assumir uma autoridade de direito quando nem sequer tem uma autoridade de facto.  Aconselho o escriba a assumir primeiro a autoridade de facto, para depois poder reclamar os seus eventuais direitos de autoridade.  </p>
</div>
<p></p>
<div style="font-size:10px;" /><b>A ler:</b></p>
<ul>
<li><a href="http://espectivas.wordpress.com/2009/03/14/agenda-politica-gay-«quem-nao-e-homofilo-e-“lele-da-cuca”»/">Agenda política gay: «Quem não é homófilo é “lélé da cuca”»</a></li>
<li><a href="http://espectivas.wordpress.com/2009/02/17/sou-homofobo-com-orgulho/">Sou homófobo, com orgulho!</a></li>
<li><a href="http://espectivas.wordpress.com/2008/12/30/the-gay-report-pesquisa-de-habitos-sexuais-gays/">The Gay Report: Pesquisa de Hábitos Sexuais Gays</a></li>
<li><a href="http://espectivas.wordpress.com/2009/07/15/atraves-do-%e2%80%9ccasamento%e2%80%9d-a-homossexualidade-impoe-se-como-um-principio-moral/">Através do “casamento”, a homossexualidade impõe-se como um princípio moral</a></li>
</ul>
</div>
<p></p>
<hr width="200">
<p style="font-size:10px;font-weight:700;text-align:center;">
<a href="mailto:&#101;&#115;&#112;&#101;&#99;&#116;&#105;&#118;&#97;&#115;&#64;&#103;&#109;&#97;&#105;&#108;&#46;&#99;&#111;&#109;?Subject=blogue">Email me</a> (espectivas@<span style="display:none;">null</span>gmail.com)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El plan de Veidt, el reino de los fines y el V Simposio de Estudiantes de Filosofía (PUCP/UARM)]]></title>
<link>http://tbpd.wordpress.com/2009/08/03/el-plan-de-veidt-el-reino-de-los-fines-y-el-v-simposio-de-estudiantes-de-filosofia-pucpuarm/</link>
<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 04:24:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Zimmerman</dc:creator>
<guid>http://tbpd.wordpress.com/2009/08/03/el-plan-de-veidt-el-reino-de-los-fines-y-el-v-simposio-de-estudiantes-de-filosofia-pucpuarm/</guid>
<description><![CDATA[Ok, me quedó un título largo, pero a fin de cuentas, honesto. Como ya aludí hace algunos días, mi pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Ok, me quedó un título largo, pero a fin de cuentas, <em>honesto</em>. Como <a href="http://tbpd.wordpress.com/2009/07/28/marvelman-como-el-superhombre-de-nietzsche/"><strong>ya aludí hace algunos días</strong></a>, mi participación en una mesa redonda sobre el comic <em>Watchmen</em>, de Alan Moore—piensen en <strong><a href="http://tbpd.wordpress.com/tag/marvelman/">Marvelman</a></strong>—, ha sido requerida para el <strong><a href="http://estudiofilosofia.blogspot.com/">V Simposio de Estudiantes de Filosofía (PUCP/UARM)</a></strong>, y obviamente, he aceptado.</p>
<p style="text-align:justify;">El tema es libre, siempre y cuando tenga alguna relación con el comic. He de confesar que, incluso antes de aceptar, ya tenía el enfoque general y tema en mente, pues había ya esbozado algo relacionado al comic para una clase del curso de Ética que tuve que dictar (como jefe de práctica) el ciclo pasado, <strong><a href="http://enten-eller.blogspot.com/2009/05/el-plan-de-veidt.html">cosa que mencioné en mi otro blog</a></strong>.</p>
<p style="text-align:justify;">Sin más, les adelanto la provisional sumilla de mi exposición, y una página del comic, para que vean de qué hablo.</p>
<p style="text-align:justify;padding-left:60px;"><em>Sumilla: La presente exposición busca  centrarse en el macabro plan de Adrian Veidt, también conocido como Ozymandias, primero exponiéndolo y luego tratando de abordarlo desde la perspectiva de la ética kantiana, apelando a la idea de un meramente posible reino de los fines; y por momentos también contrastándolo con otras teorías éticas (como el utilitarismo de John Stuart Mill). Finalmente, reflexionaremos sobre los alcances de una teoría ética ante casos que podríamos llamar &#8220;extremos&#8221;, como el planteado.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Y la página prometida, en español.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-331" title="El plan de Veidt" src="http://tbpd.wordpress.com/files/2009/08/watchmen-12_27.jpg" alt="El plan de Veidt" width="490" height="763" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Utilitarismo]]></title>
<link>http://amicodelgiaguaro.wordpress.com/2009/07/15/utilitarismo/</link>
<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 12:22:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>amicodelgiaguaro</dc:creator>
<guid>http://amicodelgiaguaro.wordpress.com/2009/07/15/utilitarismo/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; una dottrina filosofica, come il naturalismo o tante altre, per cui il &#8220;giusto&#8221;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[E&#8217; una dottrina filosofica, come il naturalismo o tante altre, per cui il &#8220;giusto&#8221;]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El imperativo categórico en la ética kantiana]]></title>
<link>http://tbpd.wordpress.com/2009/07/07/el-imperativo-categorico-en-la-etica-kantiana/</link>
<pubDate>Tue, 07 Jul 2009 20:45:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>Zimmerman</dc:creator>
<guid>http://tbpd.wordpress.com/2009/07/07/el-imperativo-categorico-en-la-etica-kantiana/</guid>
<description><![CDATA[Me propuse iniciar mi participación en este blog con un ensayo sobre el mal radical en la filosofía ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Me propuse iniciar mi participación en este blog con un ensayo sobre el mal radical en la filosofía moral de Immanuel Kant. Pero mientras lo escribía, me di cuenta de que tenía que explicar también muchos otros conceptos de ésta, y el ensayo amenazaba con perder enfoque y extenderse demasiado. Por lo tanto, de una forma que creo será más didáctica—y &#8220;entretenida&#8221;—planeo empezar con una serie de artículos sobre temas más concretos (aunque no menores en importancia) de la filosofía moral kantiana, y no se me ocurrió nada mejor—ni más sublime—que la ley moral, es decir, el imperativo categórico.</p>
<p style="text-align:justify;">Sin embargo, el alcance de este tema es bastante amplio de por sí, por lo que lo separaré a su vez en cuatro artículos, siendo este el primero, y que se limitará a la función del imperativo categórico dentro de la ética kantiana; mientras que los subsiguientes ahondarán en las tres formulaciones del imperativo categórico, una por una.</p>
<p style="text-align:justify;">Empecemos, pues, sin rodeos, con el contenido de la ley moral, esto es, el imperativo categórico en sus distintas formulaciones<strong>[1]</strong>:</p>
<p style="text-align:justify;">Primera formulación:</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;">Formula de la ley universal: &#8220;Actúa solamente de acuerdo con la máxima por la cual puedas al mismo tiempo querer que se vuelva una ley universal&#8221;.</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;">Formula de la ley de la naturaleza: &#8220;Actúa como si la máxima de tu acción fuese a volverse mediante tu voluntad una ley universal de la naturaleza&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Segunda formulación:</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;">Formula de la humanidad como fin en sí misma: &#8220;Actúa de tal forma que uses a la humanidad, tanto en tu propia persona como en la de cualquier otro, siempre al mismo tiempo como fin y nunca meramente como medio&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Tercera formulación:</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;">Formula de la autonomía: &#8220;…la idea de la voluntad de todo ser racional como una voluntad universalmente legisladora&#8221;.</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;">Formula del reino de los fines: &#8220;Actúa de acuerdo a las máximas de un miembro universalmente legislador para un meramente posible reino de los fines&#8221;.</p>
<p style="text-align:justify;">Podrán notar en primer lugar, para sorpresa de algunos, que el imperativo categórico es bastante más que su primera formulación, que normalmente suele ser vista como la más importante, e inclusive como la única, y entendida como una especie de procedimiento mental que cada quién debe realizar por su cuenta para evaluar el contenido moral de sus máximas, y cuyo resultado, además, luego podrá serle impuesto al resto de individuos, trascendiendo tanto el espacio como el tiempo. Nada más lejano de la realidad.</p>
<p style="text-align:justify;">Si dejamos de lado, entonces, la infundada idea de que el imperativo categórico debe ser usado a manera de procedimiento, se puede preguntar uno, con razón, ¿cuál es su papel o función, si es que, como ya se dijo, éste no puede ser usado directamente en nuestro actuar cotidiano? Kant nos dice en el prefacio a la <em>Fundamentación de la metafísica de las costumbres</em> que únicamente está buscando establecer el principio supremo de la moralidad, pero quizás le faltó hacer mayor énfasis en la significación real de esto, especialmente si luego usará ejemplos que podrían hacer creer al lector que este principio supremo puede—y debe—ser aplicado en todo momento. De ahí que, habiendo generado tanta confusión sobre un punto tan crucial, se podría afirmar que dicha obra—y en especial la primera sección—sea considerada, cuanto menos, como uno de los mayores fracasos <em>retóricos</em> en la historia de la filosofía.</p>
<p style="text-align:justify;">Es sin duda una ironía que John Stuart Mill, en su libro <em>El utilitarismo</em>, sea uno de los críticos más superficiales de Kant (tanto así que incluso confunde la <em>Fundamentación de la metafísica de las costumbres</em> con <em>La metafísica de las costumbres</em>, publicada más de diez años después), pero de forma simultánea, entienda perfectamente el papel de lo que significa un principio supremo de la moral, y sin querer defienda a Kant de muchas de sus críticas.  Mill, que está tratando de defender el principio utilitarista de la mayor felicidad, afirma que éste sólo puede ser aplicado mediante principios secundarios, y únicamente en caso de conflicto entre estos es que debemos referirnos a aquel.</p>
<p style="text-align:justify;">Para Kant el caso es el mismo, y es justamente en <em>La metafísica de las costumbres</em>, obra que probablemente Mill nunca leyó, donde Kant deriva, con relativo éxito, una serie de deberes secundarios que considera caen dentro de la esfera de la virtud, liderados por el deber a buscar nuestra propia perfección (tanto física como moral), y el de buscar la felicidad de los demás.</p>
<p style="text-align:justify;">Allen W. Wood resume de forma precisa esta relación, tanto para Kant como para Mill, cuando dice:</p>
<p style="text-align:justify;padding-left:60px;"><em>La filosofía moral está fundamentada en un solo principio supremo, que es a priori, pero todos nuestros deberes morales resultan de la aplicación de este principio a lo que sabemos empíricamente sobre la naturaleza humana y las circunstancias de la vida humana<span style="font-style:normal;"><strong>[2]</strong></span></em>.</p>
<p style="text-align:justify;">El desproporcionado malentendido en el que caen autores de la talla de Hegel, Schopenhauer y Habermas, se debe, en gran medida, a la superficial identificación de la ley moral primariamente con la primera formulación del imperativo categórico, que es por cierto la más precaria, y únicamente la primera parte en una complicada argumentación, que abarca la mayor parte de la segunda sección de la <em>Fundamentación</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">En el siguiente artículo expondremos, pues, el alcance real de la primera formulación, partiendo de algunas de sus más comunes críticas.</p>
<hr size="1" />
<p style="text-align:justify;"><strong>[1]</strong> Me basaré en la clasificación que hace el estadounidense Allen W. Wood en su libro <em>Kantian Ethics</em>, publicado apenas el año pasado (New York: Cambridge University Press, 2008).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>[2]</strong> La traducción es mía, mas no las cursivas.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El feminismo en la obra de John Stuart Mill]]></title>
<link>http://historiadoreshistericos.wordpress.com/2009/06/30/el-feminismo-en-la-obra-de-john-stuart-mill/</link>
<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 09:38:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>blademanu</dc:creator>
<guid>http://historiadoreshistericos.wordpress.com/2009/06/30/el-feminismo-en-la-obra-de-john-stuart-mill/</guid>
<description><![CDATA[      Cuando tuve que decidir un tema sobre el que trabajar en &#8220;Historia de las relaciones de ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[      Cuando tuve que decidir un tema sobre el que trabajar en &#8220;Historia de las relaciones de ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Periodismo y ética (IV)]]></title>
<link>http://lacosmopolis.wordpress.com/2009/06/25/periodismo-y-etica-iv/</link>
<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 14:22:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Patricio Contreras</dc:creator>
<guid>http://lacosmopolis.wordpress.com/2009/06/25/periodismo-y-etica-iv/</guid>
<description><![CDATA[4. De los paradigmas éticos en el periodismo PCV.— Constantemente se habla de que el periodismo es u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[4. De los paradigmas éticos en el periodismo PCV.— Constantemente se habla de que el periodismo es u]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[El “Down” como síndrome]]></title>
<link>http://gilkacuentos.wordpress.com/2009/05/25/el-%e2%80%9cdown%e2%80%9d-como-sindrome/</link>
<pubDate>Mon, 25 May 2009 18:38:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>gilkacuentos</dc:creator>
<guid>http://gilkacuentos.wordpress.com/2009/05/25/el-%e2%80%9cdown%e2%80%9d-como-sindrome/</guid>
<description><![CDATA[Hoy hemos comentado en clase de teoría de la Comunicación una noticia de El País sobre Pablo Pineda,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Hoy hemos comentado en clase de teoría de la Comunicación <a href="http://www.elpais.com/fotografia/sociedad/Pablo/Pineda/primer/licenciado/europeo/sindrome/Down/elpfotsoc/20090310elpepisoc_4/Ies/">una noticia de El País</a> sobre Pablo Pineda, el famoso actor, primer licenciado down de Europa, según el texto.</p>
<p>Y la polémica ha surgido tras el primer testimonio: porque alguien ha llamado enfermedad al tal síndrome, y la profesora se ha acelerado a afirmar que no es tal, sino un síndrome concreto, fruto de una trisomía cromosómica en el par 21.</p>
<p><img class="aligncenter" title="pablo pineda" src="http://www.elpais.com/recorte/20090310elpepisoc_4/XLCO/Ies/20090310elpepisoc_4.jpg" alt="" width="344" height="501" /> Yo he pretendido aclarar el malentendido, basándome en mi experiencia: no en vano gozo del trato de un tío y un primo que padecen los efectos de este “síndrome”. He aclarado que, si bien no he consultado la OMS, las personas con síndrome de down suelen tener en común trastornos auditivos y de la vista, además de problemas de corazón, y otros tantos.</p>
<p> La profesora ha añadido que desde luego que tenía razón, pero que no era apropiado llamar lo enfermedad, al igual que no debía llamar discapacitadas a las personas que sufren una discapacidad, sino que debía decirse que “tenían una discapacidad” (todo esto, según lo que entendí: no eran palabras textuales.).</p>
<p>Luego, comentando la noticia, ha afirmado que “el hecho de que la noticia recoja las declaraciones textuales de Pablo Pineda ayuda a que no despierte en nosotros el sentimiento reflejo de <strong>compasión</strong>”.<img class="aligncenter" title="universidad" src="http://www.elpais.com/recorte/20070715elpepisoc_2/LCO340/Ies/Selectividad_Universidad_Complutense.jpg" alt="" width="308" height="419" /></p>
<p> Y mi conclusión es la <strong>clásica crítica a la sociedad</strong> posmoderna de nuestros días, que como <strong>no sabe muy bien lo que es el hombre</strong>, acude a lo básico: sus prestaciones. Y por tanto, <strong>establece la dignidad de la vida humana en las </strong>diferentes <strong>capacidades</strong> que cada individuo puede desarrollar. Es un planteamiento utilitarista de la vida humana que, a la larga, lleva a errores como los eternos eufemismos –de tarados, a minusválidos, pasando por discapacitados, y hasta que lleguemos a las “capacidades alternativas”- y, cuando la verdad se manifieste innegable, a la <strong>eugenesia</strong>.</p>
<p> Quizá suene un poco fuerte, pero cada vez me parece más evidente. Cuando una sociedad se niega a llamar a las cosas por su nombre, algo muy malo se está cerniendo sobre ella. Y cuando la sociedad niega a sus individuos la compasión, el camino se hace más individual, pero también más arduo, y con menor posibilidad de éxito.</p>
<p> Pienso que la verdad duele, pero cura. La mentira anula el sufrimiento, pero desangra.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Inteligência e Responsabilidade Moral]]></title>
<link>http://brainstormers.wordpress.com/2009/05/19/inteligencia-e-responsabilidade-moral/</link>
<pubDate>Tue, 19 May 2009 01:56:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>João Lourenço</dc:creator>
<guid>http://brainstormers.wordpress.com/2009/05/19/inteligencia-e-responsabilidade-moral/</guid>
<description><![CDATA[por Jonatas O livre-arbítrio existe (como decisão auto-determinada), podendo ser contingencialmente ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>por Jonatas</p>
<p>O livre-arbítrio existe (como decisão auto-determinada), podendo ser contingencialmente mais ou menos restringido qualitativamente, seja por pressões ou sugestões externas ou por condições internas, como o uso de substâncias psicoativas, desordens mentais ou a presença de emoções fortes. No entanto, ele independe da inteligência, contanto que exista um mínimo dela para poder constituir uma decisão. Pode acontecer de a inteligência ser inibida e diminuída, causando decisões menos inteligentes ou menos informadas, mas não deixando necessariamente de serem livres por isso. A inteligência determina a qualidade das decisões, e a qualidade, a partir de um nível mínimo, deixa de ser requisito à liberdade.</p>
<p>A moral instintiva foi condicionada pela evolução humana, cumprindo a função de um substituto improvisado e de qualidade inferior à inteligência, sendo também afetável consideravelmente pelos julgamentos e pelos costumes culturais. Não corresponde a um valor moral real, senão de forma acidental.</p>
<p>Regras morais são variadas, podendo ser jurídicas, religiosas ou filosóficas, e servem como paliativo às insuficiências de julgamento moral individual. Costumam ser inflexíveis, generalizando um raciocínio moral primordial a um determinado conjunto de situações hipotéticas ― daí sua inferioridade, em termos ideais, aos julgamentos morais consequencialistas ― e, no caso de regras morais em vigor em uma sociedade, costumam ter a sua adoção obrigatória imposta por ameaça de punição. Regras morais também são úteis a morais consequencialistas caso se conformem pragmaticamente a seus objetivos.</p>
<p>O melhor comportamento ético não é alcançável pela moral instintiva, nem pelo seguimento das regras morais; consiste na racionalidade de uma ética consequencialista. A maior bondade é altamente dependente de julgamento e de conhecimento, e costuma sempre sofrer de alguma carência nesses dois fatores.</p>
<p>Entre maldade e bondade há uma delimitação absoluta ― dependente da ação que é seu objeto ter um resultado positivo ou negativo em relação à sua ausência ― no entanto, ambos fazem parte de uma mesma escala contínua e admitem variação de intensidade. O resultado ser positivo ou negativo é algo dependente do seguinte julgamento moral utilitário: positivo é aquilo que gera em média uma melhora qualitativa subjetiva dos sentimentos para o total dos observadores relevantes de forma indiscriminada, sendo tanto mais positivo quanto maior for a melhora; negativo, o mesmo, quanto a uma piora. A taxa de câmbio entre sentimentos subjetivos absolutamente positivos e negativos é flutuante e imprecisa devido à sua subjetividade, possivelmente só podendo ser determinada com alguma precisão dentro de um sujeito, para si mesmo. Por isso, pode ser abandonada a distinção entre utilitarismo positivo e negativo.</p>
<p>Os mais perigosos em potencial são aqueles que têm inteligência suficiente para superar as regras morais, e talvez a sua moral instintiva, mas não chegam a criar um substituto racional a elas. Normalmente têm inteligência moderadamente alta, mas isso é variável, pois o desempenho mental nesse âmbito depende de outros fatores como a disposição filosófica e o conhecimento. Para descobrir verdades filosóficas, é preciso inteligência, disposição filosófica e conhecimento, nessa ordem de importância. Pobrezas parciais em uns podem ser compensadas pelos outros, mas só até certo ponto.</p>
<p>A punição tem o único propósito real de ser um controle comportamental psicológico paliativo à burrice. A maldade é sempre redutível a burrice, pois a maldade é sempre ultimamente uma decisão burra. Como a burrice ultimamente não é proposital, entre outras razões, a punição não tem sentido como motivada pela vingança, e serve unicamente para o propósito de prevenção do mal. A sua base no sentimento de vingança deve ser descartada, assim como todas as decisões morais devem ser separadas da moral instintiva. Consonantemente, o sofrimento do ser maléfico equivale em valor moral real ao sofrimento do ser benéfico, devendo ser igualmente evitado se todos os outros fatores forem iguais.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[!!! SI, ES INDECENTE ¡¡¡, si lo constentimos, tenemos lo que nos merecemos... Votemos en Blanco]]></title>
<link>http://saguntomorvedre.wordpress.com/2009/05/16/si-es-indecente-%c2%a1%c2%a1%c2%a1-si-lo-constentimos-tenemos-lo-que-nos-merecemos/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 17:10:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>saguntomorvedre1</dc:creator>
<guid>http://saguntomorvedre.wordpress.com/2009/05/16/si-es-indecente-%c2%a1%c2%a1%c2%a1-si-lo-constentimos-tenemos-lo-que-nos-merecemos/</guid>
<description><![CDATA[SI, ES INDECENTE Ha dicho la Presidenta de la Comunidad de Madrid (TAMBIEN OTROS POLITICOS Y DE TODO]]></description>
<content:encoded><![CDATA[SI, ES INDECENTE Ha dicho la Presidenta de la Comunidad de Madrid (TAMBIEN OTROS POLITICOS Y DE TODO]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[!!! SI, ES INDECENTE ¡¡¡, si lo constentimos, tenemos lo que nos merecemos... Votemos en Blanco]]></title>
<link>http://mackeyhan.wordpress.com/2009/05/16/si-es-indecente-%c2%a1%c2%a1%c2%a1-si-lo-constentimos-tenemos-lo-que-nos-merecemos/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 16:10:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>mackeyhann</dc:creator>
<guid>http://mackeyhan.wordpress.com/2009/05/16/si-es-indecente-%c2%a1%c2%a1%c2%a1-si-lo-constentimos-tenemos-lo-que-nos-merecemos/</guid>
<description><![CDATA[SI, ES INDECENTE          Ha dicho la Presidenta de la Comunidad de Madrid (TAMBIEN OTROS POLITICOS ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></span></p>
<p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong></strong></span></span></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong>SI, ES INDECENTE</strong></span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> </span><br />
<span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
       </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"><img class="alignleft size-full wp-image-426" title="1192469510_0" src="http://partidolibertario.files.wordpress.com/2009/05/1192469510_0.jpg?w=300&#038;h=303" alt="1192469510_0" width="300" height="303" /> Ha dicho la Presidenta de la Comunidad de Madrid (TAMBIEN OTROS POLITICOS Y DE TODOS LOS PARTIDOS) que es indecente que mientras la inflación es -1%, los funcionarios además de tener plaza fija, tengan una subida salarial del 5% (gran mentira por cierto), Objetivo: congelarles el sueldo.</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"><br />
       Me gustaría transmitirle a estos Señores (si es que se le pueden llamar asi). lo yo que considero indecente. </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente, es que el salario mínimo de un trabajador sea de 624 €/mes y el de un diputado 3.996 pudiendo llegar con dietas y otras prebendas a 6.500 €/mes; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente, es que un catedrático de universidad o un cirujano de la sanidad pública ganen menos que el concejal de festejos de un ayuntamiento de tercera; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que los políticos se suban sus retribuciones en el porcentaje que les apetezca, (siempre por unanimidad, por supuesto y al inicio de la legislatura); </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es comparar la jubilación de un diputado y el de una viuda; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente, es que un ciudadano tenga que cotizar 35 años para percibir una jubilación y a los diputados les baste con siete y los miembros del gobierno para cobrar la pensión máxima solo necesiten jurar el cargo; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que los diputados sean los únicos trabajadores (¿?) de este país  que están exentos de tributar un tercio de su sueldo del IRPF; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es colocar en la administración miles de asesores, amigotes con sueldos que ya desearían los técnicos más cualificados; o liberados con sueldo de partidos y sindicatos&#8230;.</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es el millonario gasto en mediocres TV autonómicas creadas al servicio de la pervivencia en el trono de políticos más mediocres; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es el ingente dinero destinado a sostener los partidos aprobado por los mismos políticos que viven de ellos; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que a un político no se le exija superar una mínima prueba de capacidad para ejercer su cargo (y no digamos intelectual o cultural); </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es el coste que representan a los ciudadanos sus comidas, coches oficiales, chóferes, viajes siempre en gran clase y tarjetas de crédito por doquier;.</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que sus señorías tengan seis meses de vacaciones al año; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que sus señorías cuando cesan en el cargo tengan un colchón del 80% del sueldo durante 18 meses; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que ex ministros, ex secretarios de estado y altos cargos de la política cuando cesan son los únicos ciudadanos de este país que pueden legalmente percibir dos salarios del erario público; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que se utilice a los medios de comunicación para transmitir a la sociedad que los funcionarios solo representan un coste para el bolsillo de los ciudadanos.</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que nos oculten sus privilegios mientras vuelven a la sociedad contra quienes de verdad les sirven.</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family:'Times New Roman';font-size:large;">INDECENTE ES QUE SIEMPRE SE ARREGLE ESPAÑA y sus  presupuestos, CON EL SUELDO DE LOS FUNCIONARIOS</span></li>
</ul>
<p><span style="font-family:Symbol;font-size:large;">· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> ! Mientras hablan de política social y derechos sociales¡   QUE INDECENTES</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> <br />
</span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"><br />
VEAMOS UN EJEMPLO PARA COMPARAR CON UN FUNCIONARIO O UN JUBILADO</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> <br />
</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-large;"><strong><br />
Top Ten DE ESPAÑA 10 políticos.  A PELO Y SIN DIETAS (QUE TAMBIEN PUEDEN VIVIR DE ELLAS)</strong></span></p>
<p>1. Presidente de la Generalitat de Cataluña, José Montilla 164.043,54 euros <br />
2. Presidente de la Diputación de Barcelona, Celestino Corbacho 144. 200 euros <br />
3. Alcalde de Barcelona, Jordi Hereu 117.398 euros <br />
4. Presidente de la Diputación de Lleida, Jaume Gilabert 108.220 euros <br />
5. Alcalde de Madrid, Alberto Ruiz Gallardón 100.743 euros <span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
6. Presidente País Vasco, Juan José Ibarretxe 99.574 euros <br />
7. Presidente de la Diputación de Vizcaya, José Luis Bilbao 99.540 euros <br />
8. Presidenta de Madrid, Esperanza Aguirre 98.700 euros <br />
9. Presidente de la Diputación de Girona, Enric Vilert 98.000 euros <br />
10. Presidente de la Diputación de Palencia, Enrique Martín 97.339 euros </span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-large;"><strong></strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-488" title="votelibertarianbreakchains" src="http://partidolibertario.files.wordpress.com/2009/05/votelibertarianbreakchains1.jpg?w=300&#038;h=291" alt="votelibertarianbreakchains" width="300" height="291" />ALCALDES MEJOR PAGADOS DEL PAIS </strong><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
1..- Barcelona : Jordi Hereu 117.398 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
2.- Madrid &#8211; Alberto Ruiz Gallardón 100.743 euros <br />
3. Bilbao &#8211; Iñaki Azcuna 92.873 euros <br />
4. Zaragoza &#8211; Juan alberto Belloch 92.414 euros <br />
5. Valladolid &#8211; Francico Javier León de la Riva 91.000 euros <br />
6. Valencia &#8211; Ritá Barberá 90.296 euros <br />
7 .Castellón &#8211; Alberto Fabra 88.000 euros <br />
8. Vitoria &#8211; Patxi Lazcoz 85.570 euros <br />
9. Oviedo &#8211; Gabino de Lorenzo 84.588 euros <br />
10. Tenerife &#8211; Miguel Zerolo 84.445 euros <br />
11. San Seba stián &#8211; Odón Elorza 82.091 euros <br />
12. Huelva &#8211; Pedro Rodríguez 81.014 euros </span><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
13. Lleida &#8211; Ángel Ros 80..645 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
14. Málaga &#8211; Francisco de la Torre 77.678 euros <br />
15. Badajoz &#8211; Miguel Ángel Celdrán 73.500 euros <br />
16. Santander &#8211; Iñigo de la Serna 72.416 euros <br />
17. Alicante &#8211; Luis Diaz Alpieri 72.000 euros <br />
18. Murcia &#8211; Miguel Ángel Cámara 72.000 euros <br />
19.Ourense &#8211; Francisco Rodríguez 72.000 euros <br />
20. Almería &#8211; Luis R. Rodríguez Comendador 71.005 euros <br />
21. Salamanca &#8211; Julián Lanzarote 70.872 euros <br />
22. Las Palmas &#8211; Jerónimo Saavedra 68.148 euros <br />
23. Cuenca &#8211; Francisco Javier Pulido 68.000 euros <br />
24. A Coruña &#8211; Javier Losada 66.942 euros <br />
25. Burgos &#8211; Juan Carlos Aparicio 66.942 euros <br />
26. Cádiz &#8211; Teofila Martínez 66.942 euros <br />
27. Guadalajara &#8211; Antonio Román 66.492 euros <br />
28. Ciudad Real &#8211; Rosa Romero 66.476 euros <br />
29. Granada &#8211; José Torres 65.977 euros <br />
30. Zamora &#8211; Rosa Baldeón 64.950 euros <br />
31. Sevilla &#8211; Alfredo Sánchez Monteseirín 64.450 euros <br />
32. Albacete &#8211; Manuel Pérez 63.434 euros <br />
33. Córdoba &#8211; Rosa Aguilar 63.260 euros <br />
34. León &#8211; Francisco Fernández 63.206 euros <br />
35. Lugo &#8211; José López Orozco 63.000 euros <br />
36. Palma de Mallorca &#8211; Aina Calvo 62.356 euros <br />
37. Pamplona &#8211; Yolanda Barcina 61.982 euros </span><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
38. Girona &#8211; Anna Pagans 60.924 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
39..Segovia &#8211; Pedro Arahuetes 60. 824 euros <br />
40. Toledo &#8211; Emiliano García 60.389 euros <br />
41. Cáceres &#8211; María Carmen Heras 60.200 euros <br />
42. Pontevedra &#8211; Miguel Ángel Fernández 60.000 euros <br />
43. Soria &#8211; Carlos Martínez 60.000 euros <br />
44. Jaén &#8211; Carmen Purificación Peñalver 59.044 euros <br />
45. Logroño &#8211; Tomás Santos 58.000 euros <br />
46. Ávila &#8211; Miguel Ángel García 58.000 euros <br />
47. Huesca &#8211; Fernando Elboj 48.688 euros <br />
48. Teruel &#8211; Miguel Ferrer 47.000 euros <br />
49.Palencia &#8211; Heliodoro Gallego 45.057 euros </span><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
50. Tarragona &#8211; Joseph Félix Ballesteros 33.264 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-large;"><strong></strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Presidentes de comunidades autónomas (salario anual) <img class="alignright size-full wp-image-491" title="presidentes" src="http://partidolibertario.files.wordpress.com/2009/05/presidentes.jpg?w=300&#038;h=197" alt="presidentes" width="300" height="197" /><br />
</strong></p>
<p>1. José Montilla &#8211; Cataluña 164.043,54 euros<span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:x-small;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
2.-. Juan José Ibarretxe &#8211; País Vasco 99.574 euros <br />
3. Esperanza Aguirre &#8211; Madrid 98.700 euros <br />
4. Marcelino Iglesias &#8211; Aragón 87.000 euros <br />
5. Emilio Pérez Touriño &#8211; Galicia 83.374 euros <br />
6. Paulino Rivero &#8211; Canarias 79.963 euros <br />
7. Manuel Chaves &#8211; Andalucía 78.791 euros <br />
8. Juan Vicente Herrera- Castilla y León 78.791 euros <br />
9. José María Barreda &#8211; Castilla La-Mancha 78.791 euros <br />
10. José Luis Valcárcel &#8211; Murcia 78.791 euros <br />
11. Miguel Sanz &#8211; Navarra 78.227,94 euros <br />
12. Francisco Camps &#8211; C. Valenciana 77.988,24 euros <br />
13. Francesc Antich &#8211; Baleares 70.657,86 euros <br />
14. Miguel Ángel Revilla &#8211; Cantabria 68.666 euros <br />
15. Vicente álvarez Areces &#8211; Asturias 68.002 euros <br />
16. Pedro Sanz &#8211; La Rioja 63.376,32 euros <br />
17. Guillermo Fernández Vara &#8211; Extremadura 54.244,56 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-large;"><strong></strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Presidente de las diputaciones provinciales (salario anual) </strong><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
1. Barcelona &#8211; Celestino Corbacho 144.200 euros <br />
2. Lleida &#8211; Jaume Gilabert 108.220 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
3. Vizcaya &#8211; José Luis Bilbao 99.540 euros </span><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
4. Girona &#8211; Enric Vilert 98.000 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
5. Palencia &#8211; Enrique Martín 97.339 euros <br />
6. Álava &#8211; Xabier Aguirre 92.596 euros <br />
7. Castellón &#8211; Carlos Fabra 92.400 euros </span><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
8. Tarragona &#8211; Josep Poblet 92.000 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
9. Málaga &#8211; Salvador Pendón 89.000 euros <br />
10. Teruel &#8211; Antonio Arrufat 85.000 euros <br />
11. Ávila &#8211; Agustín González 83. 521 euros <br />
12. Toledo &#8211; José Manuel Tofiño 82.908 euros <br />
13. Gran Canaria &#8211; José Miguel Pérez 81.538 euros <br />
14. León &#8211; Isabel Carrasco 80.920 euros <br />
15.. Almería &#8211; Juan Carlos Usero 79.660 euros <br />
16. Zaragoza &#8211; Javier Lambán 78.000 euros <br />
17. Valencia &#8211; Alfonso Rus 77.988 euros <br />
18. Pontevedra &#8211; Rafael Louzán 77.988 euros <br />
19. Coruña &#8211; Jesús Salvador Fernández 77.988 euros <br />
20. Salamanca &#8211; Isabel Jiménez 77. 591 euros <br />
21. Tenerife &#8211; Ricardo Melchior 76.968 euros <br />
22. Cádiz &#8211; Francisco González 76.000 euros <br />
23. Lanzarote &#8211; Manuela Armas 75.995 euros <br />
24. Ciudad Real &#8211; Nemesio De Lara 72.991 euros <br />
25. Segovia &#8211; Javier Santamaría 72.568 euros <br />
26. Ourense &#8211; José Luis Baltar 72.408 euros <br />
27. Alicante &#8211; José Joaquín Ripoll 72.061 euros <br />
28. Valladolid &#8211; Ramiro F. Ruiz 70.000 euros <br />
29. Fuerteventura &#8211; Mario Cabrera 69.566 euros <br />
30. Albacete &#8211; Pedro Antonio Ruiz 68.600 euros <br />
31. Cáceres &#8211; Juan Andrés Tovar 68.236 euros <br />
32. Badajoz &#8211; Valentín Cortés 68.236 euros <br />
33. Cuenca &#8211; Juan Manuel Ávila 68.002 euros <br />
34. Mallorca &#8211; Francina Armengol 68.000 euros <br />
35. Huelva &#8211; Petronila Guerrero 67.490 euros <br />
36. Ibiza &#8211; Xico Tarrés 66.000 euros <br />
37.Jaén &#8211; Felipe López 66.000 euros <br />
38. Soria &#8211; Efrén Martínez 63.639 euros <br />
39. Menorca &#8211; Joana Barceló 63.100 euros <br />
40.Granada &#8211; Antonio Martínez 62.493 euros <br />
41. Zamora &#8211; Fernando Martínez 61.734 euros <br />
42. Córdoba &#8211; Francisco Pulido 61.336 euros <br />
43. Burgos &#8211; Vicente Orden 59. 990 euros <br />
44. Guadalajara &#8211; María Antonia Pérez 59.336 euros <br />
45. Sevilla &#8211; Fernando Rodríguez 51.936 euro </span></p>
<p> </p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-493" title="presidentes (1)" src="http://partidolibertario.files.wordpress.com/2009/05/presidentes-1.jpg?w=700&#038;h=273" alt="presidentes (1)" width="700" height="273" />Fuente: <strong><br />
</strong><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"><strong><br />
EXPANSION:COM del dia 4 de agosto </strong><br />
</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"><br />
Os agradeceré que deis la máxima difusión a este escrito, para acabar de una vez con tantos mitos, embustes y demagogia. por parte de los políticos que se piensan que &#8216;el pueblo&#8217; se chupa el dedo.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[!!! SI, ES INDECENTE ¡¡¡, si lo constentimos, tenemos lo que nos merecemos... Votemos en Blanco]]></title>
<link>http://partidolibertario.wordpress.com/2009/05/16/si-es-indecente-%c2%a1%c2%a1%c2%a1-si-lo-constentimos-tenemos-lo-que-nos-merecemos/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 16:10:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>mackeyhann</dc:creator>
<guid>http://partidolibertario.wordpress.com/2009/05/16/si-es-indecente-%c2%a1%c2%a1%c2%a1-si-lo-constentimos-tenemos-lo-que-nos-merecemos/</guid>
<description><![CDATA[SI, ES INDECENTE          Ha dicho la Presidenta de la Comunidad de Madrid (TAMBIEN OTROS POLITICOS ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:arial;font-size:13px;"><span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:xx-large;"><strong>SI, ES INDECENTE</strong></span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> </span><br />
<span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
       </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"><img class="alignleft size-full wp-image-426" title="1192469510_0" src="http://partidolibertario.wordpress.com/files/2009/05/1192469510_0.jpg" alt="1192469510_0" width="300" height="303" /> Ha dicho la Presidenta de la Comunidad de Madrid (TAMBIEN OTROS POLITICOS Y DE TODOS LOS PARTIDOS) que es indecente que mientras la inflación es -1%, los funcionarios además de tener plaza fija, tengan una subida salarial del 5% (gran mentira por cierto), Objetivo: congelarles el sueldo.</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"><br />
       Me gustaría transmitirle a estos Señores (si es que se le pueden llamar asi). lo yo que considero indecente. </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente, es que el salario mínimo de un trabajador sea de 624 €/mes y el de un diputado 3.996 pudiendo llegar con dietas y otras prebendas a 6.500 €/mes; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente, es que un catedrático de universidad o un cirujano de la sanidad pública ganen menos que el concejal de festejos de un ayuntamiento de tercera; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que los políticos se suban sus retribuciones en el porcentaje que les apetezca, (siempre por unanimidad, por supuesto y al inicio de la legislatura); </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es comparar la jubilación de un diputado y el de una viuda; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente, es que un ciudadano tenga que cotizar 35 años para percibir una jubilación y a los diputados les baste con siete y los miembros del gobierno para cobrar la pensión máxima solo necesiten jurar el cargo; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que los diputados sean los únicos trabajadores (¿?) de este país  que están exentos de tributar un tercio de su sueldo del IRPF; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es colocar en la administración miles de asesores, amigotes con sueldos que ya desearían los técnicos más cualificados; o liberados con sueldo de partidos y sindicatos&#8230;.</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es el millonario gasto en mediocres TV autonómicas creadas al servicio de la pervivencia en el trono de políticos más mediocres; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es el ingente dinero destinado a sostener los partidos aprobado por los mismos políticos que viven de ellos; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que a un político no se le exija superar una mínima prueba de capacidad para ejercer su cargo (y no digamos intelectual o cultural); </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es el coste que representan a los ciudadanos sus comidas, coches oficiales, chóferes, viajes siempre en gran clase y tarjetas de crédito por doquier;.</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que sus señorías tengan seis meses de vacaciones al año; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que sus señorías cuando cesan en el cargo tengan un colchón del 80% del sueldo durante 18 meses; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que ex ministros, ex secretarios de estado y altos cargos de la política cuando cesan son los únicos ciudadanos de este país que pueden legalmente percibir dos salarios del erario público; </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que se utilice a los medios de comunicación para transmitir a la sociedad que los funcionarios solo representan un coste para el bolsillo de los ciudadanos.</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"><br />
· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> Indecente es que nos oculten sus privilegios mientras vuelven a la sociedad contra quienes de verdad les sirven.</span></span></p>
<ul>
<li><span style="font-family:'Times New Roman';font-size:large;">INDECENTE ES QUE SIEMPRE SE ARREGLE ESPAÑA y sus  presupuestos, CON EL SUELDO DE LOS FUNCIONARIOS</span></li>
</ul>
<p><span style="font-family:Symbol;font-size:large;">· </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Symbol;font-size:large;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"> ! Mientras hablan de política social y derechos sociales¡   QUE INDECENTES</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> <br />
</span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"><br />
VEAMOS UN EJEMPLO PARA COMPARAR CON UN FUNCIONARIO O UN JUBILADO</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> <br />
</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-large;"><strong><br />
Top Ten DE ESPAÑA 10 políticos.  A PELO Y SIN DIETAS (QUE TAMBIEN PUEDEN VIVIR DE ELLAS)</strong></span></p>
<p>1. Presidente de la Generalitat de Cataluña, José Montilla 164.043,54 euros <br />
2. Presidente de la Diputación de Barcelona, Celestino Corbacho 144. 200 euros <br />
3. Alcalde de Barcelona, Jordi Hereu 117.398 euros <br />
4. Presidente de la Diputación de Lleida, Jaume Gilabert 108.220 euros <br />
5. Alcalde de Madrid, Alberto Ruiz Gallardón 100.743 euros <span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
6. Presidente País Vasco, Juan José Ibarretxe 99.574 euros <br />
7. Presidente de la Diputación de Vizcaya, José Luis Bilbao 99.540 euros <br />
8. Presidenta de Madrid, Esperanza Aguirre 98.700 euros <br />
9. Presidente de la Diputación de Girona, Enric Vilert 98.000 euros <br />
10. Presidente de la Diputación de Palencia, Enrique Martín 97.339 euros </span></p>
<p><span style="font-family:Verdana;font-size:x-large;"><strong></strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-488" title="votelibertarianbreakchains" src="http://partidolibertario.wordpress.com/files/2009/05/votelibertarianbreakchains1.jpg" alt="votelibertarianbreakchains" width="300" height="291" />ALCALDES MEJOR PAGADOS DEL PAIS </strong><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
1..- Barcelona : Jordi Hereu 117.398 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
2.- Madrid &#8211; Alberto Ruiz Gallardón 100.743 euros <br />
3. Bilbao &#8211; Iñaki Azcuna 92.873 euros <br />
4. Zaragoza &#8211; Juan alberto Belloch 92.414 euros <br />
5. Valladolid &#8211; Francico Javier León de la Riva 91.000 euros <br />
6. Valencia &#8211; Ritá Barberá 90.296 euros <br />
7 .Castellón &#8211; Alberto Fabra 88.000 euros <br />
8. Vitoria &#8211; Patxi Lazcoz 85.570 euros <br />
9. Oviedo &#8211; Gabino de Lorenzo 84.588 euros <br />
10. Tenerife &#8211; Miguel Zerolo 84.445 euros <br />
11. San Seba stián &#8211; Odón Elorza 82.091 euros <br />
12. Huelva &#8211; Pedro Rodríguez 81.014 euros </span><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
13. Lleida &#8211; Ángel Ros 80..645 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
14. Málaga &#8211; Francisco de la Torre 77.678 euros <br />
15. Badajoz &#8211; Miguel Ángel Celdrán 73.500 euros <br />
16. Santander &#8211; Iñigo de la Serna 72.416 euros <br />
17. Alicante &#8211; Luis Diaz Alpieri 72.000 euros <br />
18. Murcia &#8211; Miguel Ángel Cámara 72.000 euros <br />
19.Ourense &#8211; Francisco Rodríguez 72.000 euros <br />
20. Almería &#8211; Luis R. Rodríguez Comendador 71.005 euros <br />
21. Salamanca &#8211; Julián Lanzarote 70.872 euros <br />
22. Las Palmas &#8211; Jerónimo Saavedra 68.148 euros <br />
23. Cuenca &#8211; Francisco Javier Pulido 68.000 euros <br />
24. A Coruña &#8211; Javier Losada 66.942 euros <br />
25. Burgos &#8211; Juan Carlos Aparicio 66.942 euros <br />
26. Cádiz &#8211; Teofila Martínez 66.942 euros <br />
27. Guadalajara &#8211; Antonio Román 66.492 euros <br />
28. Ciudad Real &#8211; Rosa Romero 66.476 euros <br />
29. Granada &#8211; José Torres 65.977 euros <br />
30. Zamora &#8211; Rosa Baldeón 64.950 euros <br />
31. Sevilla &#8211; Alfredo Sánchez Monteseirín 64.450 euros <br />
32. Albacete &#8211; Manuel Pérez 63.434 euros <br />
33. Córdoba &#8211; Rosa Aguilar 63.260 euros <br />
34. León &#8211; Francisco Fernández 63.206 euros <br />
35. Lugo &#8211; José López Orozco 63.000 euros <br />
36. Palma de Mallorca &#8211; Aina Calvo 62.356 euros <br />
37. Pamplona &#8211; Yolanda Barcina 61.982 euros </span><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
38. Girona &#8211; Anna Pagans 60.924 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
39..Segovia &#8211; Pedro Arahuetes 60. 824 euros <br />
40. Toledo &#8211; Emiliano García 60.389 euros <br />
41. Cáceres &#8211; María Carmen Heras 60.200 euros <br />
42. Pontevedra &#8211; Miguel Ángel Fernández 60.000 euros <br />
43. Soria &#8211; Carlos Martínez 60.000 euros <br />
44. Jaén &#8211; Carmen Purificación Peñalver 59.044 euros <br />
45. Logroño &#8211; Tomás Santos 58.000 euros <br />
46. Ávila &#8211; Miguel Ángel García 58.000 euros <br />
47. Huesca &#8211; Fernando Elboj 48.688 euros <br />
48. Teruel &#8211; Miguel Ferrer 47.000 euros <br />
49.Palencia &#8211; Heliodoro Gallego 45.057 euros </span><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
50. Tarragona &#8211; Joseph Félix Ballesteros 33.264 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-large;"><strong></strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Presidentes de comunidades autónomas (salario anual) <img class="alignright size-full wp-image-491" title="presidentes" src="http://partidolibertario.wordpress.com/files/2009/05/presidentes.jpg" alt="presidentes" width="300" height="197" /><br />
</strong></p>
<p>1. José Montilla &#8211; Cataluña 164.043,54 euros<span style="font-family:Verdana;color:red;font-size:x-small;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
2.-. Juan José Ibarretxe &#8211; País Vasco 99.574 euros <br />
3. Esperanza Aguirre &#8211; Madrid 98.700 euros <br />
4. Marcelino Iglesias &#8211; Aragón 87.000 euros <br />
5. Emilio Pérez Touriño &#8211; Galicia 83.374 euros <br />
6. Paulino Rivero &#8211; Canarias 79.963 euros <br />
7. Manuel Chaves &#8211; Andalucía 78.791 euros <br />
8. Juan Vicente Herrera- Castilla y León 78.791 euros <br />
9. José María Barreda &#8211; Castilla La-Mancha 78.791 euros <br />
10. José Luis Valcárcel &#8211; Murcia 78.791 euros <br />
11. Miguel Sanz &#8211; Navarra 78.227,94 euros <br />
12. Francisco Camps &#8211; C. Valenciana 77.988,24 euros <br />
13. Francesc Antich &#8211; Baleares 70.657,86 euros <br />
14. Miguel Ángel Revilla &#8211; Cantabria 68.666 euros <br />
15. Vicente álvarez Areces &#8211; Asturias 68.002 euros <br />
16. Pedro Sanz &#8211; La Rioja 63.376,32 euros <br />
17. Guillermo Fernández Vara &#8211; Extremadura 54.244,56 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-large;"><strong></strong></span></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Presidente de las diputaciones provinciales (salario anual) </strong><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
1. Barcelona &#8211; Celestino Corbacho 144.200 euros <br />
2. Lleida &#8211; Jaume Gilabert 108.220 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
3. Vizcaya &#8211; José Luis Bilbao 99.540 euros </span><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
4. Girona &#8211; Enric Vilert 98.000 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
5. Palencia &#8211; Enrique Martín 97.339 euros <br />
6. Álava &#8211; Xabier Aguirre 92.596 euros <br />
7. Castellón &#8211; Carlos Fabra 92.400 euros </span><span style="font-family:Verdana;color:#3f3f3f;font-size:x-small;"><br />
8. Tarragona &#8211; Josep Poblet 92.000 euros </span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"><br />
9. Málaga &#8211; Salvador Pendón 89.000 euros <br />
10. Teruel &#8211; Antonio Arrufat 85.000 euros <br />
11. Ávila &#8211; Agustín González 83. 521 euros <br />
12. Toledo &#8211; José Manuel Tofiño 82.908 euros <br />
13. Gran Canaria &#8211; José Miguel Pérez 81.538 euros <br />
14. León &#8211; Isabel Carrasco 80.920 euros <br />
15.. Almería &#8211; Juan Carlos Usero 79.660 euros <br />
16. Zaragoza &#8211; Javier Lambán 78.000 euros <br />
17. Valencia &#8211; Alfonso Rus 77.988 euros <br />
18. Pontevedra &#8211; Rafael Louzán 77.988 euros <br />
19. Coruña &#8211; Jesús Salvador Fernández 77.988 euros <br />
20. Salamanca &#8211; Isabel Jiménez 77. 591 euros <br />
21. Tenerife &#8211; Ricardo Melchior 76.968 euros <br />
22. Cádiz &#8211; Francisco González 76.000 euros <br />
23. Lanzarote &#8211; Manuela Armas 75.995 euros <br />
24. Ciudad Real &#8211; Nemesio De Lara 72.991 euros <br />
25. Segovia &#8211; Javier Santamaría 72.568 euros <br />
26. Ourense &#8211; José Luis Baltar 72.408 euros <br />
27. Alicante &#8211; José Joaquín Ripoll 72.061 euros <br />
28. Valladolid &#8211; Ramiro F. Ruiz 70.000 euros <br />
29. Fuerteventura &#8211; Mario Cabrera 69.566 euros <br />
30. Albacete &#8211; Pedro Antonio Ruiz 68.600 euros <br />
31. Cáceres &#8211; Juan Andrés Tovar 68.236 euros <br />
32. Badajoz &#8211; Valentín Cortés 68.236 euros <br />
33. Cuenca &#8211; Juan Manuel Ávila 68.002 euros <br />
34. Mallorca &#8211; Francina Armengol 68.000 euros <br />
35. Huelva &#8211; Petronila Guerrero 67.490 euros <br />
36. Ibiza &#8211; Xico Tarrés 66.000 euros <br />
37.Jaén &#8211; Felipe López 66.000 euros <br />
38. Soria &#8211; Efrén Martínez 63.639 euros <br />
39. Menorca &#8211; Joana Barceló 63.100 euros <br />
40.Granada &#8211; Antonio Martínez 62.493 euros <br />
41. Zamora &#8211; Fernando Martínez 61.734 euros <br />
42. Córdoba &#8211; Francisco Pulido 61.336 euros <br />
43. Burgos &#8211; Vicente Orden 59. 990 euros <br />
44. Guadalajara &#8211; María Antonia Pérez 59.336 euros <br />
45. Sevilla &#8211; Fernando Rodríguez 51.936 euro </span></p>
<p> </p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-493" title="presidentes (1)" src="http://partidolibertario.wordpress.com/files/2009/05/presidentes-1.jpg" alt="presidentes (1)" width="700" height="273" />Fuente: <strong><br />
</strong><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"><strong><br />
EXPANSION:COM del dia 4 de agosto </strong><br />
</span><span style="font-family:Verdana;font-size:x-small;"> </span><span style="font-family:Verdana;font-size:large;"><br />
Os agradeceré que deis la máxima difusión a este escrito, para acabar de una vez con tantos mitos, embustes y demagogia. por parte de los políticos que se piensan que &#8216;el pueblo&#8217; se chupa el dedo.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
</rss>
