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	<title>valerio-cuccaroni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/valerio-cuccaroni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "valerio-cuccaroni"</description>
	<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 05:48:31 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[‘ELMOTELL BLUES: "Le corporeità plurali di Antonino Contiliano". Prefazione di Mario Lunetta]]></title>
<link>http://retroguardia2.wordpress.com/2009/03/16/%e2%80%98elmotell-blues-le-corporeita-plurali-di-antonino-contiliano-prefazione-di-mario-lunetta/</link>
<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 06:43:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
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<description><![CDATA[[Ho letto/ascoltato/guardato con piacere un libricino pubblicato nel 2007  dal titolo  ‘ELMOTELL BLU]]></description>
<content:encoded><![CDATA[[Ho letto/ascoltato/guardato con piacere un libricino pubblicato nel 2007  dal titolo  ‘ELMOTELL BLU]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[PIANETA SELVAGGIO:  appunti per un cinema in difesa dell’ambiente ]]></title>
<link>http://musicaos.wordpress.com/2008/09/22/pianeta-selvaggio-appunti-per-un-cinema-in-difesa-dell%e2%80%99ambiente/</link>
<pubDate>Mon, 22 Sep 2008 22:23:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>musicaos</dc:creator>
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<description><![CDATA[PIANETA SELVAGGIO: appunti per un cinema in difesa dell&#8217;ambiente 23-28 settembre 2008 Ingresso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:left;"><strong>PIANETA SELVAGGIO: appunti per un cinema in difesa dell&#8217;ambiente </strong></p>
<p style="text-align:left;"><a href="http://musicaos.files.wordpress.com/2008/09/09_22_pianetaselvaggio.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-371" title="09_22_pianetaselvaggio" src="http://musicaos.wordpress.com/files/2008/09/09_22_pianetaselvaggio.jpg" alt="" width="250" height="350" /></a></p>
<p><strong>23-28 settembre 2008<br />
Ingresso libero &#8211; ore 18.00<br />
Villa dei Gordiani &#8211; Via Prenestina angolo Largo Irpinia</strong></p>
<p>Roma, 25 settembre 2008.<strong> </strong>Terza giornata di <strong>Pianeta Selvaggio: appunti per un cinema in difesa dell&#8217;ambiente</strong>. Nella cornice di Villa dei Gordiani, sulla via Prenestina, si alternano proiezioni, incontri d&#8217;autore, esperimenti teatrali, in collaborazione con <strong>Argo</strong> &#8211; <strong>Rivista d&#8217;esplorazione</strong> sulla cultura contemporanea, pubblicata a Bologna e distribuita da Pendragon, il cui numero 13 è una monografia su Madre Natura.</p>
<p>Dalle ore 18 in poi, nell&#8217;area <span style="text-decoration:underline;">Arte del Sogno,</span> sono aperti al pubblico stand per degustazioni eno-gastronomiche, un info point sul risparmio energetico (<strong>Sigeim</strong>), esposizioni di artigianato e mostre. Per i più piccoli c&#8217;è l&#8217;animazione con clown, giocolieri ed equilibristi (<strong>Banca del Tempo)</strong>,<strong> </strong>i laboratori creativi (<strong>CEMEA)</strong>. Le Ciclofficine riunite di Roma sul piccolo schermo <strong>MeddleTV</strong> presentano <strong>Live Bicycle</strong>, documentario di<strong> </strong><strong>Francesco D. Ciani, Federico Gallo</strong><em> (Italia 2006, 55&#8242;) </em>dedicato al movimento della critical mass; <strong>En route pur la joie &#8211; storia di un ecotaxi e di una ciclofficina </strong><em>(Italia-Francia, 2008, 40&#8242;)</em>, co-prodotto da <strong>MeddleTV</strong> con la<strong> Cooperativa sociale Blow-up</strong>,<em> </em>che da anni promuove i risciò-taxi in un più ampio progetto di reinserimento sociale di detenuti ed ex-detenuti.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La redazione romana di Argo propone poi <strong>Incontri ravvicinati del primo tipo</strong>, ovvero doni poetici e letture silvestri tratti da Dante (Inferno, I c.), Ariosto (Orlando furioso), Calvino (Il Barone rampante), David Foster Wallace (Oblio) e brani estrapolati dal n. 13 (<strong>Fabio Orecchini, Stefano Sansoni, Giulio Pompei, Pia Rutigliano</strong>). Subito dopo la suggestiva performance teatrale &#8220;Volti<strong>tra</strong>Volti&#8221; con <strong>Enrico Pulsoni</strong> (che disegna dal vivo) e <strong>Gianmaria Nerli</strong> (voce narrante).</p>
<p>Nell&#8217;area <span style="text-decoration:underline;">Pianeta Selvaggio</span>, alle ore 20.00 verrà proiettato <strong>Il Vento fa il suo giro</strong> (<em>G. Diritti, Italia, 2005, 110&#8242;), </em>storia moderna e nostrana che tratta di identità e frontiera, del difficile equilibrio tra terra e uomo. Seguirà <strong>La Natura dei media</strong>,<strong> </strong>presentazione della Monografia sul tema della Natura, con <strong>Geraldina Colotti</strong> (giornalista) e <strong>Valerio Cuccaroni (</strong>direttore responsabile di Argo). Conclude <strong>Enrico Ghezzi</strong> (giornalista) con un blob di filmati, documentari, corti tagliati e cuciti con le Teche Rai dal titolo <strong>La concezione e la Rappresentazione della Natura nella Televisione e nel Cinema.</strong></p>
<p>Ufficio Stampa:   <strong>Alphaville</strong>, <a href="mailto:alphaville2001@libero.it" target="_blank">alphaville2001@libero.it</a>, 339 3618216<br />
<strong>Soylent Green</strong>, <a href="mailto:segreteria@soylent-green.it" target="_blank">segreteria@soylent-green.it</a>, 3358206353</p>
<p>Argo: <strong>Fabio Orecchini</strong>, Responsabile Redazione di Roma,  <a href="mailto:fabio.orecchini@wanadoo.fr" target="_blank">fabio.orecchini@wanadoo.fr</a><br />
<a href="mailto:alivepoetry@hotmail.it" target="_blank">alivepoetry@hotmail.it</a></p>
<p>Cell. 339-6374741</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'onda marchigiana: ipotesi per una linea poetica]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/05/29/londa-marchigiana-ipotesi-per-una-linea-poetica/</link>
<pubDate>Thu, 29 May 2008 14:00:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>rmorresi</dc:creator>
<guid>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/05/29/londa-marchigiana-ipotesi-per-una-linea-poetica/</guid>
<description><![CDATA[di Renata Morresi   Sabato 24 maggio 2008   Massimo Gezzi, Renata Morresi, Adelelmo Ruggeri, Luigi S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://fractals.nsu.ru/fractals.chat.ru/img/MetalBig.jpg" alt="fractal" width="284" height="201" /></p>
<p><!--more--></p>
<p>di Renata Morresi</p>
<p> </p>
<p>Sabato 24 maggio 2008</p>
<p> </p>
<p>Massimo Gezzi, Renata Morresi, Adelelmo Ruggeri, Luigi Socci, Giampaolo Vincenzi: l&#8217;altro giorno ci siamo ritrovati al fatidico momento della “tavola rotonda”, nell&#8217;ultima giornata del Festival Licenze Poetiche. Per tema la sempiterna, attualissima, ancorché stagionata ipotesi sulla “linea poetica marchigiana”, anche detta, nel titolo del nostro incontro, “l&#8217;onda marchigiana”.</p>
<p style="margin-bottom:0;">Massimo Gezzi, che di recente si è occupato dell&#8217;argomento insieme ad Adelelmo Ruggieri in <em>Porta Marina: Viaggio a due nelle Marche dei poeti</em>, in uscita per peQuod, ha aperto i lavori offrendoci le coordinate del dibattito, le misure della “marchigianità”. Che ci vengono prima da Carlo Antognini, nella sua elaborazione di “un&#8217;ideale consonanza di spirito”, e dai suoi interlocutori critici, secondo i quali la molteplicità identitaria e la stessa geografia frammentata delle Marche rendono invero impossibile una tale “categoria dello spirito”, e poi dall&#8217; ulteriore problematizzazione, con riferimento all&#8217;esperienza di Residenza di Scataglini, una riappropriazione consapevole e positiva della marginalità, e alla definizione di “avanguadia a ritroso” di Guido Garufi e Remo Pagnanelli.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Gezzi è attento a sottolineare ciò che non siamo, ciò che non vogliamo: “questa non è <em>una storia della letteratura nelle Marche</em>, non è <em>un&#8217;antologia della poesia marchigiana</em>, e non è un <em>intervento teorico sistematico</em> che si prefigga di definire i caratteri e le invarianti di una qualsiasi &#8216;linea marchigiana&#8217; o di distillare la quintessenza di un&#8217;astratta &#8216;marchigianità&#8217;”, scrive in <em>Porta Marina</em> (p.64). La questione è delicata, e non del tutto “provinciale”, anche se, certo, lo è, come lo sarebbe qualsiasi discussione della linea toscana, emiliana, ecc., una ossessiva ricerca d&#8217;essenza, un tentativo di rappresentazione, una sistematizzazione ideologica, (di certo non un pigro esercizio, se è vero che la periferia è funzionale al porsi “naturale” e normalizzante del centro), secondo cui si scelgono delle “marche” di identificazione piuttosto che altre: la linea marchigiana o la linea adriatica? la linea centro-italica? la linea, per citare un libro di Filippo Davoli, padano-picena? </p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Gezzi rilancia la discussione proponendo come immagine alternativa alla linea la “rete”, come sistema di snodi in comunicazione (attanti, direbbe Latour). Rete, dunque, per identificare “quel non so che” che nessuno di noi accetta come identità antropologica o stilistica o, tantomeno, ontologica, ma che pur ci interpella. E infine aggiunge: per evitare il rischio di essenzializzare, val meglio procedere diagnosticamente, semplicemente leggendosi le poesie e rinvenendo in esse le tracce dell&#8217;ethos marchigiano. A mio avviso in quest&#8217;ultima affermazione Gezzi ridimensiona nel solo testo letterario una figurazione (la rete) che va ben oltre, poiché addita a un intersecarsi di posizioni intellettuali, stilistiche, politiche, generazionali, ecc. per nulla parallele o evidenti. Sappiamo bene che la “linea marchigiana” non riguarda il solo dato letterario, ma anche la “poetica del luogo”, nei termini di Glissant, ovvero anche altri fatti &#8220;culturali&#8221; e di più ibrida natura: la (ri)conoscibilità poetica, l&#8217;autorità intellettuale, l&#8217;istituzionalizzione di esperienze e movimenti, le politiche culturali, il cercarsi (e non trovarsi) in una realtà spesso frantumata in una costellazione di municipalità ossessionate dall&#8217; &#8220;evento&#8221; e a volte sorde alla parola lunga, nuda e complessa della poesia, il trovarsi invece, facendo dello stare insieme un antidoto al silenzio.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">A me personalmente l&#8217;espressione “poeta marchigiano” è sempre suonata un po&#8217; derogativa. Sentite cosa dice Volponi infatti: “Io credo anche che esista una certa caratteristica unitaria nella poesia marchigiana fatta di un certo gusto del paesaggio, di un certo pudore, d&#8217;una riserva verso le cose nominate quasi con la paura di guastarle: c&#8217;è poi in quasi tutti i suoi poeti uno stile piuttosto aulico. Non si può certo parlare di marchigianità di Leopardi, ma varie caratteristiche sopra menzionate sono anche in lui.” Come a dire: nell&#8217;ambito dell&#8217;eccellenza uno è poeta e basta, i poeti mediocri invece possiamo pure chiamarli marchigiani. Sarà anche per questo che tutti noi, naturalmente, ci teniamo a dire che la famigerata “marchigianità” non esiste. Sarà sicuramente perché “l&#8217;innocua” descrizione di Volponi (il paesaggio, il pudore, lo stile aulico) oblitera in un sol colpo qualsiasi “variante” sperimentale, non lirica o, semplicemente, alternativa a quel pudore, a quell&#8217;aulico. Eppure&#8230;“[e]ppure in qualche modo noi <em>sentiamo</em>” che qualcosa c&#8217;è (saremmo qui altrimenti?)</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Mi chiedo: cos&#8217;è marchigiano e cosa non lo è? Quando (dove) conviene essere “poeta marchigiano” e quando (dove) no? Com&#8217;è che si creano i cenacoli, i movimenti, le scuole, ecc.? Quanto pesa l&#8217;isolamento e quanto congela l&#8217;appartenenza? Quanto dell&#8217;antica questione del sentirsi isolati è meramente funzionale alla costruzione di una persona(lità) poetica statica, il maestrino col suo circoletto di adepti? E quanto l&#8217;idea del caso eccezionale, del talento nato nel deserto, è funzionale invece a svuotare, a disinnescare l&#8217;opera letteraria e intellettuale? E quanto, infine, <em>manca</em> in questa riflessione ormai quasi quarantennale sul &#8220;marchigiano&#8221;, che si è sempre confrontato con la lontananza dalle metropoli, dai centri culturali ed editoriali, e pochissimo, ad esempio, col confine ad est?</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Il secondo a intervenire è stato Luigi Socci, sottolineando come l&#8217;esperienza del Poetry Slam, di cui egli è stato promotore e protagonista nelle Marche e altrove, abbia fatto convergere diverse (e spesso disparate) personalità poetiche nella condivisa ricerca di scambio e momenti di ascolto. Socci inoltre ha messo in evidenza il ruolo decisivo di Franco Scataglini nell&#8217;autorizzare una pratica (e) poetica a partire dalla modalità “provinciale”. La creazione di spazi aperti alla poesia e di disponibilità alla sua condivisione va avanti invero da anni, come chiaramente testimonia una serie di &#8220;giovani&#8221; realtà (il festival La Punta della Lingua di Ancona, Licenze Poetiche a Macerata, Venerdì Poesia a Sant&#8217;Elpidio a Mare, tanto per citare manifestazioni che coinvolgono i presenti). Che la famigerata “linea” non sia altro che il ritrovarsi, inevitabile, nell&#8217;intimo agio dell&#8217;orto marchigiano, come suggerisce Socci?</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Giampaolo Vincenzi ha molto riflettuto sull&#8217;intreccio di luogo, poetica e soggettività, avendo curato <em>L&#8217;oper</em><em>a continua, antologia di poeti maceratesi contemporanei</em><span style="font-style:normal;">, e rinviene come traccia condivisa non tanto il ricorrere di tematiche o topoi, consonanze espressive o influenze di vario tipo, quanto una posizione etica del soggetto poetico, che si delinea nel confronto con l&#8217;altro da sé. </span><span style="font-style:normal;">Mi è piaciuto in particolar modo come ha usato l&#8217;idea di “<span style="font-style:normal;">comunità che viene</span>” di Agamben, rivendicando una comunità strategica di singolarità e <em>non</em> di identità. Mi piace anche perché ben risponde alla mia proposta, quella di “comunità inoperosa” (uso qui Nancy, con un pizzico di irriverenza nei confronti della leggendaria operosità dei marchigiani), ovvero una comunità senza essenza, senza miti fondativi, fatta di singolarità alla ricerca di relazioni, del loro stare <em>con</em>, non <em>in</em>.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Ho molta diffidenza nei confronti del concetto di linea, e lo faccio presente quando è il mio turno. La linea è l&#8217;unione successiva di più punti, mi fa pensare all&#8217;istituzione di una tradizione genealogica che, inevitabilmente, esclude i “non allineati”. Mi fa pensare alla grande guerra cosmologica di Harold Bloom in cui i figli vivono in eterna minorità e nell&#8217;ansia di superare i padri, un&#8217;ansia che non lascia lo spazio di immaginare una tavola, come questa, attorno alla quale diverse generazioni, diverse poetiche, diversi soggetti si confrontano, parlano, lavorano e - perché no? &#8211; si divertono, nutrendosi vicendevolmente, magari sfidandosi, ma sempre alimentando la forza e l&#8217;estensione della presenza creativa. Mi piace molto più la rete, sebbene essa sia solo apparentemente più “neutra”, più democratica, e celi le ben note asimmetrie, le inevitabili intersezioni tra “campo del potere” e “campo intellettuale”. Esistono scuole, cenacoli, salotti, ecc. che sono comunità chiuse, autoreferenziali e impermeabili, ma esistono altrettanti laboratori, festival, progetti che sono anche spazi di ricerca, di incontro e, soprattutto, di apertura alla possibilità che la poesia esista, e in modi molteplici (a volte ci si scorda degli adolescenti: quest&#8217;anno sono stata nelle scuole e ho scoperto che molti non sanno che la poesia esiste, che è ancora possibile). </p>
<p style="margin-bottom:0;">Queste realtà sono ricche e articolate, nascono in consonanza a precedenti esperienze altrettanto complesse, sono il frutto di un agire creativo che a volte si scontra con l&#8217;apatia della politica e, più spesso, con l&#8217;ossessione merceologica, ma sono, soprattutto, la rete, stavolta &#8220;da pesca&#8221;, che raccoglie e tira a bordo &#8220;quel po&#8217;&#8221; di persone che può. Persone che leggono, persone che scrivono, persone che pensano, chi lo sa. Considerato l&#8217;alto tasso di estinzione a cui queste realtà sono esposte, per mancanza di interlocutori e degli &#8220;spazi di possibilità&#8221; di cui dico sopra, mi pare auspicabile una riflessione su come lo &#8220;stare in rete&#8221; possa funzionare senza congelare in identità preconfenzionate. Questo discorso è valido per qualsiasi realtà locale, certo, ma assume qui una valenza particolare, per via della consolidata (cronica?) rappresentazione di questi nostri come luoghi dell&#8217;assordante solitudine. </p>
<p style="margin-bottom:0;">Cosa c&#8217;entra questo con la poesia? C&#8217;entra, a meno che non si voglia credere all&#8217;ideologia dell&#8217;autore solo davanti alla pagina vuota (io, almeno, non ci credo). Di cosa stiamo parlando esattamente? Adelelmo Ruggieri suggerisce la risposta, candida e scabrosa insieme: stiamo parlando di come si costruisce lo spazio in cui la poesia possa accadere.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Offro questa imperfettissimo resoconto del dibattito, e mi scuso di aver perso parte della complessità degli interventi e, ahimé, tutta la verve creativa del contributo di Adelelmo, le cui peripezie immaginifiche tra le Fonti di Macerata, gli ossimori, i parcheggi, la fisica delle particelle e delle onde e quant&#8217;altro sfuggono qualsiasi riduzione narrativa io posso attentare.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;">Domenica 8 giugno al La Punta della Lingua di Ancona, alle 17, la tavola rotonda si rinnova, con Gezzi, Seri, Babino e nuovi relatori non presenti a Macerata, a moderare il dibattito Valerio Cuccaroni: sarà interessante vedere come verrà riaperta la discussione.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>Testi citati</strong></p>
<p style="margin-bottom:0;">G. Agamben, <em>La comunità che viene</em>, Einaudi, Torino, 2001 (1990).</p>
<p style="margin-bottom:0;">P. Bourdieu, <em>Campo del potere e campo intellettuale</em>, manifestolibri, Roma, 2002.</p>
<p style="margin-bottom:0;">F. Davoli, <em>Padano piceno</em>, Ged, Civitanova Marche, 2003.</p>
<p style="margin-bottom:0;">M. Gezzi, A. Ruggieri, <em>Porta marina: Viaggio a due nelle Marche dei poeti</em>, peQuod, Ancona, 2008.</p>
<p style="margin-bottom:0;">E. Glissant, <em>Poetica del diverso</em>, Meltemi, Roma, 1998.</p>
<p style="margin-bottom:0;">E. Glissant, <em>Poetica della relazione</em>, Quodlibet, Macerata, 2005.</p>
<p style="margin-bottom:0;">H. Bloom, <em>The Anxiety of Influence</em><em>: A Theory of Poetry, </em>Oxford University Press, 1973 (1997).</p>
<p style="margin-bottom:0;">B. Latour, <em>Reassembling the Social: An Introduction to Actor-Network-Theory, </em>Oxford University Press, Oxford, 2005.</p>
<p style="margin-bottom:0;">J.L. Nancy, <em>La comunità inoperosa</em>, Cronopio, 2005 (1983).</p>
<p style="margin-bottom:0;">G. Vincenzi, <em>L&#8217;opera continua: antologia di poeti maceratesi contemporanei</em>, Perrone, Roma, 2005.</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;"><strong>Riferimenti sitografici</strong></p>
<p style="margin-bottom:0;"><a href="http://www.licenzepoetiche.it/">http://www.licenzepoetiche.it/</a> (per il programma del Festival Licenze Poetiche)</p>
<p style="margin-bottom:0;"><a href="http://alessandroseri.wordpress.com/">http://alessandroseri.wordpress.com/</a> e <a href="http://lacuginaargia.wordpress.com/">http://lacuginaargia.wordpress.com/</a> (di Alessandro Seri e Cristina Bambino, per commenti a caldo su Licenze Poetiche)</p>
<p style="margin-bottom:0;"><a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/05/21/porta-marina/#comments">http://www.nazioneindiana.com/2008/05/21/porta-marina/#comments</a> (un ampio estratto da <em>Porta Marina</em>)</p>
<p style="margin-bottom:0;"><a href="http://www.niewiem.org/">http://www.niewiem.org/</a> (per il programma del Festival La Punta della Lingua)</p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
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