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	<title>veliero &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/veliero/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "veliero"</description>
	<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 18:49:25 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Tara approda a Napoli]]></title>
<link>http://paoblog.wordpress.com/2009/10/15/tara-approda-a-napoli/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 10:21:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>paoblog</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un veliero di 36 metri, attrezzato con tutte le più sofisticate tecnologie per l&#8217;analisi dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="Tara approda a Napoli" href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-10/13/tara-approda-a-napoli.aspx"><img src="http://services.condenetint.com/dam/674x281/d_f/equipagetanger-1.gif" alt="Tara approda a Napoli" /></a></p>
<p>Un veliero di 36 metri, attrezzato con tutte le più sofisticate tecnologie per l&#8217;analisi dell&#8217;ambiente marino, un equipaggio internazionale e un team di scienziati, tra cui oceanografi, ecologi, biologi e fisici. È la Tara Oceans Expedition, un viaggio alla scoperta della biodiversitá sulle tracce di Darwin.</p>
<p><a title="Tara approda a Napoli" href="http://www.wired.it/news/archivio/2009-10/13/tara-approda-a-napoli.aspx"><img src="http://www.wired.it/_/media/continue-arrow.gif" alt="" /><em>Continua a leggere &#8220;Tara approda a Napoli&#8221; </em></a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il veliero, l'archeologo e la giornalista: anche questo è Castellammare]]></title>
<link>http://diarioelettorale.wordpress.com/2009/07/20/il-veliero-larcheologo-e-la-giornalista-anche-questo-e-castellammare/</link>
<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 07:53:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>diarioelettorale</dc:creator>
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<description><![CDATA[Uno dei motivi di maggiore interesse sulla rete per il territorio di Castellammare del Golfo è stato]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Uno dei motivi di maggiore interesse sulla rete per il territorio di Castellammare del Golfo è stato senza dubbio nelle scorse settimane il <strong>ritrovamento nelle acque antistanti la spiaggia Plaja del relitto di un veliero da carico del 500&#8242;</strong></p>
<p><strong>Annalisa Ferrante</strong> per il Giornale di Sicilia con una ottima intervista all&#8217;autore del ritrovamento, l&#8217;archeologo castellammarese Vito Sottile, <strong>rende il senso della scoperta e ci restituisce le emozioni del ritrovamento</strong>:</p>
<div id="attachment_1619" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1619" title="vito-sottile" src="http://diarioelettorale.wordpress.com/files/2009/07/vito-sottile.jpg?w=300" alt="Vito Sottile" width="300" height="300" /><p class="wp-caption-text">Vito Sottile</p></div>
<p>&#8220;Da tre anni, armato di bombole e muta, scandagliava il fondale sabbioso della spiaggia Plaja alla ricerca di quel veliero da carico del &#8216;500: Vito Sottile, archeologo castellammarese di 27 anni, giovedì scorso non credeva ai suoi occhi, quando ha visto sott&#8217;acqua il cannone di quella nave che cercava da tanto tempo.</p>
<p>Il sogno di ogni archeologo: trovare un reperto che diventa eloquente  e racconta secoli di storia.<br />
Ritrovare un relitto significa anche acquisire una miniera di informazioni e Vito Sottile sapeva che la spiaggia Plaja, dove giornalmente si affollano i bagnanti che gioiscono per il ritrovamento di una pietruzza, custodiva quel tesoro.</p>
<p>C&#8217;era. Doveva solo trovarlo.</p>
<p>&#8220;Il Soprintendente Sebastiano Tusa, con il quale collaboro da esterno, mi aveva parlato di un verbale di affondamento- racconta Vito Sottile- un documento della fine del 1400 che parlava di un vascello che, dopo aver caricato grano, naufragò a Castellammare. All&#8217;indomanai della laurea mi misi alla sua ricerca, tra Castellammare e la foce del San Bartolomeo. Tanti mi indicavano dove secondo loro poteva essere, gli anziani mi raccontavano storie e leggende ma, nonostante le continue ricerche, non trovavo traccia di navi&#8221;. </p>
<p>Tenacia, costanza e passione.</p>
<p>&#8220;Giovedì scorso non avevo portato neanche le bombole, volevo fare una ricognizione superficiale ed avevo solo la maschera- spiega l&#8217;archeologo castellammarese- Mi sono allontanato, poi immerso. Poi immerso di nuovo. Ad un tratto ho visto qualcosa che affiorava appena dalla sabbia: era un piccolo cannone. Ne ero certo. Poi ho visto i resti del relitto. L&#8217;ho toccato. Era lui! Ho immediatamente chiamato i miei, la mia ragazza(la cantante castellammarese Fabrizia Gioia ndr). Mi sono di nuovo immerso. Poi ho chiamato la Soprintendenza. Ho provato una gioia indescrivibile. Ho coronato un sogno. Mi emoziono ancora a pensarci&#8221;.</p>
<p>Vito Sottile ha atteso che la Soprintendenza effettuasse una ricognizione per condividere con gli altri la gioia del suo ritrovamento: un relitto di circa 22 metri rimasto, si presume per secoli, sul fondo del mare. Poi Vito Sottile ha chiesto l&#8217;autorizzazione ed è tornato giù: botticelle in metallo, frammenti di giare, parti di fucili. Un grande tesoro che ha catalogato perché possa esssere studiato e datato.<br />
Adesso si cercano certezze sul relitto, ma Vito Sottile si è rimesso al lavoro: &#8220;Il mio mare ed il mio paese &#8211; dice- hanno ancora tanti tesori da restituirci&#8221;.</p>
<p>E lui li sta già cercando.</p>
<p><strong>Annalisa Ferrante</strong></p>
<p><em>per il Giornale di Sicilia del 14/07/2009</em></p>
<p>Qui il sevizio di TGWeb Sicilia sul ritrovamento:</p>
<p style="text-align:center;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/-I7QjMnUnA4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/-I7QjMnUnA4&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Trementina - P.Neruda]]></title>
<link>http://apienavoce.wordpress.com/2009/04/08/trementina-pneruda/</link>
<pubDate>Wed, 08 Apr 2009 21:36:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>apienavoce</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ubriaco di trementina e di lunghi baci, guido il veliero delle rose, estivo, che volge verso la mort]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" src="http://nikitaitaly.files.wordpress.com/2008/10/resina.jpg?w=286&#038;h=308" alt="" width="286" height="308" /></p>
<p><strong>Ubriaco di trementina e di lunghi baci,<br />
guido il veliero delle rose, estivo,<br />
che volge verso la morte del giorno sottile,<br />
posato sulla solida frenesia marina.<br />
Pallido e ormeggiato alla mia acqua famelica<br />
incrocio nell&#8217;acre odore del clima aperto,<br />
ancora vestito di grigio e di suoni amari,<br />
e di un cimiero triste di spuma abbandonata.<br />
Vado, duro di passioni, in sella all&#8217;unica mia onda,<br />
lunare, solare, ardente e freddo, repentino,<br />
addormentato nella gola di felici<br />
isole bianche e dolci come freschi fianchi.</strong></p>
<p><strong>Trema nella notte umida il mio abito di baci<br />
follemente carico di impulsi elettrici,<br />
diviso in modo eroico tra i miei sogni<br />
e le rose inebrianti che con me si cimentano.</strong></p>
<p><strong>Controcorrente, in mezzo a onde esterne,<br />
il tuo corpo parallelo si ferma tra le mie braccia<br />
come un pesce per sempre incollato alla mia anima,<br />
rapido e lento nell&#8217;energia subceleste.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Una navigazione esclusiva tra passato e futuro]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/04/04/una-navigazione-esclusiva-tra-passato-e-futuro/</link>
<pubDate>Sat, 04 Apr 2009 15:26:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Signora del Vento è un veliero a tre alberi lungo circa 85m con una superficie velica di oltre 3000 ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-2944" title="veliero" src="http://fidest.wordpress.com/files/2009/04/veliero.png?w=300" alt="veliero" width="300" height="211" /></p>
<p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Signora del Vento è un veliero a tre alberi lungo circa 85m con una superficie velica di oltre 3000 mq che nasce in Polonia nel 1962, navigando per oltre 30 anni nei mari del nord. A partire dagli anni ’90 viene impiegato come Nave Scuola nelle acque di tutto il mondo, partecipando a innumerevoli raduni di velieri. Nel 2006 approda nel Mediterraneo e viene ristrutturato completamente per adeguarlo agli altissimi standard di sicurezza necessari all&#8217;ottenimento della bandiera italiana e all&#8217;iscrizione nei Registri Italiani seguendo la normativa SOLAS del RINA.  “Signora del Vento offre un’esperienza unica a chi la vive” commenta il Capitano Andrea Coscia. “A bordo è possibile imparare le tecniche di navigazione, le manovre, l’uso della strumentazione di bordo, l’armamento e la gestione delle vele”. Queste attività, unite a elementi come mare e vento, consentono di vivere esperienze di gruppo uniche: particolarmente adatte per chi vuole fare team building. Chi invece sogna una vacanza indimenticabile nel Mediterraneo, potrà affidarsi all’esperienza dell’ equipaggio che è in grado di suggerire i luoghi più incantevoli su ogni isola o lungo la costa, personalizzando il viaggio in base alle singole richieste.  Ormeggiata a Civitavecchia (RM), Signora del Vento dispone di 27 cabine doppie/matrimoniali predisposte per accogliere fino a 58 passeggeri. I 600mq di ponte possono accogliere fino a 200 persone per un day cruise o per una cena di gala.  La sobrietà e la cura dei dettagli, il calore e la polivalenza degli ambienti, unitamente alle molte attività possibili all’interno del veliero valorizzano le iniziative ospitate da Signora del Vento veicolando nel modo più efficace l’immagine dell’azienda. Un contesto coinvolgente fatto di piacere, divertimento e motivazione. (foto veliero)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[PIRATI DEI CARAIBI 3 - Ai confini del mondo]]></title>
<link>http://animation3d.wordpress.com/2009/03/31/pirati-dei-caraibi-3/</link>
<pubDate>Tue, 31 Mar 2009 08:55:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>cyro</dc:creator>
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<description><![CDATA[Film uscito il 23 maggio 2007, distribuito dalla Buena Vista e diretto da Gore Verbinski. Per realiz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-medium wp-image-266" title="95ce787a119126569920476" src="http://animation3d.wordpress.com/files/2009/03/95ce787a119126569920476.jpg?w=212" alt="95ce787a119126569920476" width="212" height="300" /></p>
<p>Film uscito il 23 maggio 2007, distribuito dalla Buena Vista e diretto da <strong><strong>Gore Verbinski. </strong></strong>Per realizzare questo films dalla durata di quasi 3 ore, ci sono voluti <strong>300.000.000 </strong><strong>$ </strong><strong> </strong><strong>, </strong>ma ne ha incassati più del triplo triplo  <strong>960.996.492 $. </strong>Gli effetti speciali sono stati curati dalla <strong>Digital domain</strong>.<br />
Si usa spessissimo in questo film il <strong>blue screen</strong> o il <strong>green screen</strong>, nelle scene in cui vi sono i combattimenti tra velieri la nave sulla quale si svolge la scena è stata ricostruita fedelmente e posizionata in una una stanza con pannelli blu o verdi e la scena è stata ripresa in questo studio e in post produzione sono stati aggiunti particolari al veliero, lo sfondo al posto dei pannelli blu o verdim, le scene in cui i cannoni sparano, la nave viene colpita e volano parti di essa. Una scena che mi ha colpito è quando un personaggio scende dalla scalinata del suo veliero e intorno a lui la nave viene distrutta, questa scena è stata girata in blue screen, di vero c&#8217;è solo la scalinata e dietro pannelli blue, l&#8217;attore scende lentamente le scale e a riprenderlo vi sono piu&#8217; telecamere, in post produzione è stato messo uno sfondo in cui è stato ricostruita la nave e le esplosioni con i pezzi distrutti. Vi sono altre scene realizzate con una tecnica non di certo recente, ma curiosa; il veliero che naviga tra gli iceberg. Nel caso dell&#8217;inquadratura dall&#8217;alto è stato ricostruito un veliero in scala, molto fedele all&#8217;originale, posizionato su un binario e con davanti un ventilatore per far gonfiare le vele, ovviamente il pannello dietro era blu, mentre il paesaggio attorno è stato costruito il 3D. Per le scene in cui la nave viene ripresa da vicino, sempre che naviga tra le gelide acque, il veliero, in scala più grande rispetto alla scena descritta prima, è stata posizionata sempre tra schermi blu e al fianco di questa è stato montato un binario sulla quale veniva fatta scorrere una telecamera per dare l&#8217;effetto che la nave si muovesse verso noi fino a superarci;  il paesaggio attorno è stato ricostruito in 3D e sempre con il movimento della telecamera sono stati riprodotti i vari movimenti della nave. Altra scena particolare è qulle in cui il veliero sta per cadere in un vortice di acqua in cui si vedono cascate altissime. E&#8217; stato costruito tutto in 3D, la cascata è formata da tante piccole cascate differenti e poi è stato creato il veliero con la sua scia, ben studiata in base al movimento del veliero stesso. La <strong>Indutrial Light &#38; Magic</strong>, sfruttando la potenza del software <strong>Z-Brush</strong> della <strong>Pixologic</strong> ha realizzato il  personaggio di Capitan Barbossa e della sua banda. Molti di voi magari pensavano che era un costume , con una maschera, e invece no tutto 3D. Gli attori hanno indosssato delle tute con dei sensori e in post produzione è stato applicato il personaggio creato fedelmente in 3D. Curioso anche l&#8217;uso di palline blu per simulare delle acque &#8220;piratesche&#8221; strane, in cui gli attori nuotavano e affondavano vome se fosse acqua vera.</p>

</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[una bitta vuota]]></title>
<link>http://ilgrandesonno.wordpress.com/2009/02/24/una-bitta-vuota/</link>
<pubDate>Tue, 24 Feb 2009 17:11:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilgrandesonno</dc:creator>
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<description><![CDATA[(sulla banchina) Una sera t’ imbarchi s&#8217;un piccolo veliero esci dal porto guadagni l’altomare ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[(sulla banchina) Una sera t’ imbarchi s&#8217;un piccolo veliero esci dal porto guadagni l’altomare ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Unna nave in sce teito...]]></title>
<link>http://simere.wordpress.com/2008/10/23/unna-nave-in-sce-teito/</link>
<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 17:00:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>simere</dc:creator>
<guid>http://simere.wordpress.com/2008/10/23/unna-nave-in-sce-teito/</guid>
<description><![CDATA[A Genova può succedere di tutto, anche di vedere una nave ormeggiata su un tetto&#8230; Beh, adesso ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h4>A Genova può succedere di tutto, anche di vedere una nave ormeggiata su un tetto&#8230;</h4>
<h4>Beh, adesso non esiste più, ma se foste passati all&#8217;inizio del secolo scorso per Via del Colle, al limite orientale del centro storico, dove le case si affacciano sulla più bassa via Madre di Dio e la vista è aperta sul porto, lì avreste trovato la nave sul tetto.</h4>
<h4><a href="http://simere.files.wordpress.com/2008/10/nave-in-sce-teito.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-780" title="nave-in-sce-teito" src="http://simere.wordpress.com/files/2008/10/nave-in-sce-teito.jpg?w=500" alt="" width="500" height="319" /></a></h4>
<h4>Era un gazebo ricostruito a immagine precisa di un veliero, realizzato con legno di recupero: il fantasioso costruttore era un operaio nell&#8217;Officina di allestimento e riparazione  navi, che poco alla volta, recuperava il materiale con il quale completare il suo sogno.</h4>
<h4>Ma a cosa ancon ciù strana<br />
No ve l&#8217;ò ancon mostrà:<br />
unna nave in sce un  teito<br />
ch&#8217;a no se peu mescià.</h4>
<h4>Anche s&#8217;a mette e veje<br />
E bon ghe  sciùscia o vento<br />
L&#8217;ancoa a no peu arrancà.</h4>
<h4>Solo d&#8217;in lontananza<br />
A  deve vedde o mà.</h4>
<h4>Da &#8220;A Cheullia&#8221; di Edoardo Firpo</h4>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Shiatsu estremo (tùnz-tùnz-tùnz-tù-tù-tùnz...)]]></title>
<link>http://puntoggi.wordpress.com/2008/09/24/shiatsu-estremo-tunz-tunz-tunz-tu-tu-tunz/</link>
<pubDate>Wed, 24 Sep 2008 05:13:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>G.</dc:creator>
<guid>http://puntoggi.wordpress.com/2008/09/24/shiatsu-estremo-tunz-tunz-tunz-tu-tu-tunz/</guid>
<description><![CDATA[l&#8217;amica E. alludeva a cose vergognose di questa fine estate. è giunto il momento di fare outin]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://puntoggi.files.wordpress.com/2008/09/signora-del-vento.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-458" title="signora-del-vento" src="http://puntoggi.wordpress.com/files/2008/09/signora-del-vento.jpg" alt="" width="280" height="208" /></a>l&#8217;amica E. alludeva a <a href="http://diversamentequilibrata.wordpress.com/2008/09/16/e-se-questo-non-e-amore/" target="_blank">cose vergognose </a>di questa fine estate. è giunto il momento di fare outing.<br />
un dì di inizio settembre, alla segreteria della mia shiatsociazione arriva una richiesta: servirebbe un operatore per fare trattamenti shiatsu ad una festa privata, su un veliero, durante la notte bianca. pagato. il grande vecchio della shiatsociazione mi chiama e chiede se sono disponibile. pagano. sono disponibile sì. eccheccazzo. dalle 2330 alle 0400. fiuto già il paglione: festa privata su veliero = carampane altolocate della genova bene. bìsnes! biglietti da visita distribuiti come coriandoli! clienti! ci sto! oièa.<br />
contatto l&#8217;organizzazione dell&#8217;evento. società di roma. addirittura! bene. la ragazza incaricata di seguire il settore &#8220;area benessere&#8221; è gentilissima. mi spiega per bene le cose. mi chiede la taglia dei vestiti, per la divisa. divisa? <em>sì, casacca e pantaloni.</em> ah. beh, per la casacca occhèi, ma i pantaloni preferisco i miei, sai a far shiatsu se non hai i pantaloni con le cuciture a rombo, ti si strappano subito. tra l&#8217;altro, i tatami sono già lì o mi devo portare il mio? <em>no, no, tranquillo, c&#8217;è il lettino.</em> &#8230; lettino? mh&#8230; cazzo&#8230;<br />
passano i giorni. la curiosità ammazza il gatto, come dicono alla periferia di londra. e spulcio internet. gùgol. la verità appare in tutto il suo dramma. trattasi di evento per celebrare il compleanno di famosa emittente televisiva che trasmette musica. il veliero è una roba di ottantacinque-metri-ottantacinque. tre ponti di legno metallo e lusso. quello della foto. non uno simile. quello. prevista pingue lista di cantanti, vip e pseudovip, veline e calendariette varie. video proiettati su oltre cinquecentometriquadri di vele, musica live con gruppo trip-hop. area massaggi in ambiente aromatizzato malva e lino. &#8230;malva? why, malva? perché lo sponsor è gigantesca marca di assorbenti. trattamenti shiatsu avvolto nel profumo di un salvaslip. brivido. io. gli amici, no. ghigne e prese per il culo. richiamo l&#8217;organizzazione che, nel frattempo, doveva farmi contattare dal creativo che si occupa della festa. rinnovo la mia richiesta: non vorrei lavorare su un lettino, mi spaccherei la schiena. posso portare il tatami? <em>eh, non so. forse è scomodo, perché tutto il veliero sarà ricoperto da un prato. vero.</em> &#8230; prato? mh&#8230; cazzo&#8230;<br />
comunque mi sono già figurato l&#8217;evolversi della festa. non più carampane della genova bene, bensì sgallettate e discotecari pieni fino ai lobi delle recchie di sostanze alcooliche e additivi più o meno legali. già fare shiatsu di notte anche meglio di no. ma fare shiatsu a ventenni in botta mi vien male. comunque, dai, tutta esperienza.<br />
la sera di sabato, finite le cinque ore di corso a cui sto facendo da assistente, vado a casa e mi preparo quella mezz&#8217;ora, tempo di uscire e andare alla barca. calcolo venti minuti per un percorso che, di solito, ne impiego dieci. illuso. ce ne vogliono quarantacinque. a spallate, calci e madonne staccate. i vicoli e l&#8217;expo&#8217; sono un muro umano esaltato e bevuto. i vari adetti alla sicurezza non mi vogliono far passare dai corridoi transennati, perché non ho la targhettina &#8220;staff&#8221; al collo. nel frattempo inizia a piovere. riesco con mezzi di fortuna ad arrivare alla meta. piove più forte. salgo sul veliero e gli organizzatori mi accolgono entusiasti con sorrisi ampi e frasi gentili. mi stupisco anche un po&#8217;. me li aspettavo più sul tipo sbrigativo-bianconiglio (uh, com&#8217;è tardi! uh, com&#8217;è tardi! sbrigati! sbrigati!). mi presentano l&#8217;altro shiatsuka, V. e, inaspettatamente, vengo a contatto con un mondo-shiatsu che non avrei mai immaginato. lui lavora esclusivamente in questo genere di cose: cantanti, eventi, tour, feste. trattamenti lampo di dieci, quindici minuti. pianificati a tavolino. niente ascolto dei punti, tenere conto dello stato energetico della persona, lì e in quel momento, riequilibrare il <em>chi</em>. lui fa shiatsu funzionale. tratta i percorsi a seconda dell&#8217;effetto che vuole ottenere: far aprire bene polmoni e respirazione o dare una bella sveglia energetica. e funziona, per quello che è il suo lavoro e le aspettative dei suoi famosi clienti. e fa delle pressioni che sono pressioni serie. è il suo lavoro. il suo shiatsu. e va bene così.<br />
intanto tlaloc, il dio della pioggia azteco, ci mette del suo con grande impegno. gli organizzatori smontano tutto quello che c&#8217;è sul ponte di coperta. pare che la festa salti. alla fine, dopo riunioni lampo documentate da telecamere varie, fanno sgombrare sottocoperta perché allestiscono lì. saliamo sul ponte di poppa, io e V. e aspettiamo, assieme ad altra gente. non conosco nessuno, tranne una tizia generosamente scollata, con due tette grosse come anatre, che mi ricorda qualcuno ma non riesco a ricordare chi. V., dopo aver parlottato con uno si avvicina e mi dice: <em>pare che la santarelli non venga</em>. io, ingenuo: a dire il vero, anche se venisse, mica la riconoscerei. so assai, io, la santarelli! la tizia deja-vu, scazzata: <em>eh, a noi interessava se veniva!</em> io penso: &#8217;azzo, carambola verbale! e dico: beh, abbi pazienza ma a me non cambia molto la vita&#8230; e lei, donna che sa lo starsìstem: <em>vedi che se veniva ti interessava anche a te.</em> io rabbrividisco dentro e dico: eh, che sarà mai! lei, spazientita, rinuncia con aria superiore. V, mi guarda e mi chiede: <em>ma la conosci, quella?</em> boh, non saprei, devo averla già vista da qualche parte, ma non so chi sia. <em>è quella che ha vinto il ****** ******** qualche anno fa.</em> a posto! ora capisco il condizionale presunto.<br />
fatto sta che in tempo record ripiegano al coperto. l&#8217;erba non viene stesa come promesso. la festa inizia in un salone dal soffitto tipo due metri scarsi e un fronte sonoro che manco un concerto dei metallica. io sono a mio agio più o meno come trovarmi con l&#8217;uccello di fuori alla stazione principe nell&#8217;ora di punta. assisto allo stupro dei ponti in legno ad opera di tacchi a spillo. su una barca. e dire che sull&#8217;invito c&#8217;era scritto, niente tacchi. ma oh. se sapevano leggere non se li mettevano, no? mi guardo attorno con sguardo leggermente spaesato. tipo bambino-rapito-dagli-ufo. un tizio dell&#8217;organizzazione, che V. conosce molto bene, ci si avvicina e dice: <em>dai, cambiatevi e andate in giro a massaggiare.</em> io: ma dove, scusa? e lui: <em>in giro.</em> &#8230;in giro &#8230;mh&#8230; cazzo&#8230;<br />
andiamo a cambiarci e rientriamo nel delirio vestiti come infermieri. individuiamo una panchinetta in mezzo al ponte. ci sono due buchetti liberi. V. chiama due ragazze che conosce e le fa sedere lì. <em>tu massaggia dieci minuti lei e poi vedi che arriva gente</em>. io inizio. gente ne arriva. addosso a me, ballando. più che altro. cerco di fare il meglio che posso, preso a gomitate un po&#8217; ovunque. ma comunque, qualcosa faccio. di lì a poco, effettivamente, è tutto un &#8220;mi fai un massaggio?&#8221;, &#8220;uh, anche a me! anche a me!&#8221;. intanto, lì intorno girano telecamere e la tizia del reality col microfono che intervista alcuni di quelli che entrano alla festa. un gruppo di ragazzine urlettano all&#8217;ingresso di un tizio molto belloccio, molto ricciolo, molto lineamento deciso, molto attore di fiction. o tronista. o modello della calvin kline. sarcazzo. un paio di volte i fotografi si accaniscono su qualche ragazza che è seduta sulla panchina e che sto trattando. mah. guardo tutto questo e penso a francisco, un mio mentore, mentre propone il suo progetto di shiatsu alla junta del buen gubierno al caracol d&#8217;ovendik, di fronte a tre guerriglieri zapatisti col passamontagna. mi sento fuori luogo. e continuo a fare il mio lavoro, con la testa che scoppia per il volume assurdo. tutti mi ringraziano, finito il trattamentino di dieci minuti. belliiiiissimooooo, graaaazieeeee! leggo i labiali. non si sente un cazzo. non riesco a dare neppure un bigliettino da visita. pubblicità zero. orcoschifo.<br />
di tanto in tanto passa T. il mio contatto per la festa, tutta preoccupata e gentile, a chiederci, almeno quattro volte, tutto bene? aveto bisogno di qualcosa? eh, tutto bene è una parolona. ma teniamo botta. e tiriamo le quattro del mattino. qualche minuto prima dell&#8217;ora prevista, mossi a pietà, ci dicono che possiamo andare. paga, ricevuta, arrivederci e grazie. e riesco ad elaborare alcune riflessioni senza troppe pretese, che mi accompagnano a casa e al secondo giorno di corso, che inizierà di lì a tre ore. la prima è che devo ancora lavorare duro sulla mia capacità, mentre faccio shiatsu, di estraniarmi dalle situazioni avverse. la seconda riguarda il concetto di &#8220;famoso&#8221; che abbiamo oggi. i 15 minuti di notorietà postulati da andy warhol dilatati <em>n</em> volte. momenti di gloria consumati tra le chiappe di giugno e le tette di settembre e destinati a scomparire alle prime tracce di cellulite. fama pret-a-porter, che dura da natale a santo stefano e di cui tra cinque anni nessuno si ricorderà più.<br />
e poi pensavo al lavoro degli organizzatori. un mondo che non mi appartiene e che capisco poco, ma che mi ha colpito per l&#8217;enorme impiego di energie e per la professionalità dimostrata, il far sentire apprezzato e prezioso il lavoro di tutti con una forma di rispetto che mi piacerebbe vedere più spesso anche in ambiti lavorativi più usuali. e che, anche se alla fine il risultato mortifica di molto gli sforzi compiuti, fa mostrare comunque volti sorridenti e spendere parole di gratitudine per il lavoro svolto.<br />
e, per almeno un mese, musica da camera. a volume molto, molto basso.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TEMPESTA - Rina Accardo]]></title>
<link>http://ainsi.wordpress.com/2008/05/31/tempesta-rina-accardo/</link>
<pubDate>Sat, 31 May 2008 15:27:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rina</dc:creator>
<guid>http://ainsi.wordpress.com/2008/05/31/tempesta-rina-accardo/</guid>
<description><![CDATA[L’uragano inasprisce le onde impazzite in quel grande spazio che il tuo occhio non copre e che ospit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>L’uragano inasprisce</p>
<p>le onde impazzite</p>
<p>in quel grande spazio</p>
<p>che il tuo occhio non copre</p>
<p><img class="alignnone" src="http://imagecache2.allposters.com/images/pic/PA/6820147~Miranda-e-la-tempesta-Posters.jpg" alt="tempesta" /><br />
e che ospita un veliero</p>
<p>carico di tumulto.</p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-size:10pt;"><strong><em>Rina Accardo</em></strong></span></p>
<p style="text-align:right;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ancora pioggia]]></title>
<link>http://ariuceramiche.wordpress.com/2008/03/22/ancora-pioggia/</link>
<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 12:36:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>ariuceramiche</dc:creator>
<guid>http://ariuceramiche.wordpress.com/2008/03/22/ancora-pioggia/</guid>
<description><![CDATA[quì continua a venir giù che dio o chi per lui la manda, per cui mi sa che per questo finesettimana ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>quì continua a venir giù che dio o chi per lui la manda,<br />
per cui mi sa che per questo finesettimana non ci spetterà sole ne mare.<br />
non importa. non c&#8217;è fretta.<br />
l&#8217;importante per adesso è che capitanHarlock e il suo veliero siano già in alto mare&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Signora del Vento]]></title>
<link>http://massim.wordpress.com/2007/12/27/la-signora-del-vento/</link>
<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 18:27:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>massim</dc:creator>
<guid>http://massim.wordpress.com/2007/12/27/la-signora-del-vento/</guid>
<description><![CDATA[Non amo particolarmente il mare ma mi hanno sempre affascinato i porti e le navi. Di quest&#8217;ult]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Non amo particolarmente il mare ma mi hanno sempre affascinato i porti e le navi. Di quest&#8217;ult]]></content:encoded>
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