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	<title>veltroni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/veltroni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "veltroni"</description>
	<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 09:37:22 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Generazione Democratica #2-2 (In)Giustizia alla Berlusconiana]]></title>
<link>http://generazionedemocraticalodi.wordpress.com/2009/11/26/generazione-democratica-2-2-ingiustizia-alla-berlusconiana/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 12:00:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>elenarancati84</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ciao a tutti! In questo mini-episodio Valerio ed Elena parleranno della agghiacciante riforma della ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://generazionedemocraticalodi.wordpress.com/files/2009/11/p1060052.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-24" title="P1060052" src="http://generazionedemocraticalodi.wordpress.com/files/2009/11/p1060052.jpg?w=300" alt="" width="300" height="225" /></a>Ciao a tutti!</p>
<p>In questo mini-episodio Valerio ed Elena parleranno della agghiacciante riforma della giustizia, pensata ad uso e consumo del primo ministro.<br />
Una riforma talmente pensata male e in fretta che rischia di far saltare centinaia di migliaia di processi, lasciando tantissimi cittadini italiani senza giustizia, con il rischio invece di lasciare in libertà un sacco di farabutti.</p>
<p>Non possiamo rimanere in silenzio anche questa volta.</p>
<p>Oggi ascoltiamo:</p>
<p>Diablo Swing Orchestra &#8211; Balrog Boogie</p>
<p><a href="http://www.pdnwlodigiano.com/PODCAST/generazionedem2-2.mp3">&#62;&#62;SCARICA L&#8217;EPISODIO 2-2&#60;&#60;</a></p>
<p><span style='text-align:left;display:block;'><p><object type='application/x-shockwave-flash' data='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' width='290' height='24' id='audioplayer1'><param name='movie' value='http://wordpress.com/wp-content/plugins/audio-player/player.swf' /><param name='FlashVars' value='&amp;bg=0xf8f8f8&amp;leftbg=0xeeeeee&amp;lefticon=0x666666&amp;rightbg=0xcccccc&amp;rightbghover=0x999999&amp;righticon=0x666666&amp;righticonhover=0xffffff&amp;text=0x666666&amp;slider=0x666666&amp;track=0xFFFFFF&amp;border=0x666666&amp;loader=0x9FFFB8&amp;soundFile=http%3A%2F%2Fwww.pdnwlodigiano.com%2FPODCAST%2Fgenerazionedem2-2.mp3' /><param name='quality' value='high' /><param name='menu' value='false' /><param name='bgcolor' value='#FFFFFF' /></object></p></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pre-Primarie]]></title>
<link>http://davanti.wordpress.com/2009/11/24/pre-primarie/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 12:14:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tc</dc:creator>
<guid>http://davanti.wordpress.com/2009/11/24/pre-primarie/</guid>
<description><![CDATA[Nonostante il pressing del Pd, Veltroni in primis, il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-medium wp-image-1976" title="zingarettiblog" src="http://davanti.wordpress.com/files/2009/11/zingarettiblog.jpg?w=300" alt="" width="180" height="139" /></p>
<blockquote><p><em><a href="http://www.06blog.it/post/6627/regionali-2010-il-centrosinistra-cerca-lalleanza-con-ludc-il-candidato-arrivera-con-le-primarie?utm_source=feedburner&#38;utm_medium=feed&#38;utm_campaign=Feed%3A+06blog%2Fit+(06blog)&#38;utm_content=Google+Reader" target="_blank">Nonostante</a> il pressing del Pd, Veltroni in primis, il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, non abbandonerà la Provincia per cercare di conquistare la Regione. Poca la voglia del presidente di tradire il mandato con gli elettori e di correre anzitempo per guidare una nuova Istituzione.</em></p></blockquote>
<p><em><img class="alignnone size-medium wp-image-1977" title="boninoblog" src="http://davanti.wordpress.com/files/2009/11/boninoblog.jpg?w=300" alt="" width="179" height="147" /></em></p>
<blockquote><p><em>Esclusa, vista la possibile alleanza del Pd con l’Udc, Emma Bonino.</em></p></blockquote>
<p><em><a href="http://davanti.wordpress.com/files/2009/11/veltroniblog.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1984" title="veltroniblog" src="http://davanti.wordpress.com/files/2009/11/veltroniblog.jpg?w=300" alt="" width="183" height="130" /></a></em></p>
<blockquote><p><em>Difficile il ritorno di Veltroni.</em></p></blockquote>
<p><em><br />
</em></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-1980" title="GiovannaMelandri" src="http://davanti.wordpress.com/files/2009/11/giovannamelandri.jpg" alt="" width="176" height="175" /> <img class="alignnone size-medium wp-image-1981" title="gasbarra3" src="http://davanti.wordpress.com/files/2009/11/gasbarra3.jpg?w=300" alt="" width="210" height="174" /> </em></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-1982" title="Morassut roberto 2402_ico" src="http://davanti.wordpress.com/files/2009/11/morassut-roberto-2402_ico.jpg" alt="" width="177" height="153" /> <a href="http://davanti.wordpress.com/files/2009/11/00017612.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1983" title="00017612" src="http://davanti.wordpress.com/files/2009/11/00017612.jpg" alt="" width="164" height="218" /></a><br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Veltroni ha vinto ed aveva ragione]]></title>
<link>http://ventrale.wordpress.com/2009/11/24/veltroni-ha-vinto-ed-aveva-ragione/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 09:11:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>alenoir</dc:creator>
<guid>http://ventrale.wordpress.com/2009/11/24/veltroni-ha-vinto-ed-aveva-ragione/</guid>
<description><![CDATA[Dopo la riunione di ieri sera non posso che dargli ragione. Parlare per 3 ore con dei personaggi a m]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dopo la riunione di ieri sera non posso che dargli ragione. Parlare per 3 ore con dei personaggi a metà fra i bambini di 8 anni e gli imbecilli mi ha portato a questa conclusione. Sarebbero capaci di comportarsi da corrente di partito anche se fossero chiusi da soli in bagno. Desolation. E tra l&#8217;altro mi fa male anche il ginocchio, per colpa di quei quattro stronzi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Via Due Ponti, civico 180. Degrado e mezze verità]]></title>
<link>http://contentistheking.wordpress.com/2009/11/21/due-ponti-brenda-marrazzo/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 21:07:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Ciavatta</dc:creator>
<guid>http://contentistheking.wordpress.com/2009/11/21/due-ponti-brenda-marrazzo/</guid>
<description><![CDATA[Monolocale. Venti metri quadri dentro un bastione di cemento. Cicactrici, labbra gonfie, tremore con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Monolocale. Venti metri quadri dentro un bastione di cemento. Cicactrici, labbra gonfie, tremore continuo. «Cosa è successo? Prima mi devi pagare». E forse non basta.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/11/brenda-due-ponti-quattro.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-896" title="brenda due ponti quattro" src="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/11/brenda-due-ponti-quattro.jpg?w=168" alt="" width="168" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">«Appena sono arrivata ho trovato vigili del fuoco e polizia. La vita per Brenda non era più la stessa. Dopo il caso Marrazzo era sola, disperata, non lavorava, non aveva più amiche. L&#8217;altro giorno le ho fatto da mangiare, può darsi che si sia ammazzata veramente. Giorni fa gli hanno rubato il cellulare, la polizia l&#8217;ha preso&#8230;». Alessia deve essere ancora giovane, ma l&#8217;età resta imprecisata perché il suo aspetto è sfatto.<br />
Labbra gonfie, cicatrice sul naso, trema con il corpo, cammina sghemba e parla in automatico, dichiara di essere amica di Brenda. Prima di fermarsi a parlare, ha ricevuto un violento rimprovero da un altro trans, un incontro che è sfuggito ai microfoni che l&#8217;avevano inseguita poco prima. Rimprovero duro, senza repliche, poi il transex alto, moro e incappucciato per non farsi riconoscere, è andato via: forse è scattata l&#8217;invidia, forse una questione di protezione. Alessia continua a farfugliare riferendosi a Brenda: «Penso abbia ricevuto dei regali da Marrazzo, cose piccole, ma di valore molto alto».</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">
Alessia è uno dei pochi trans intercettati a via Due Ponti, e uno dei rari che non abbiano mandato a quel paese il cronista di turno. I molti immigrati che risiedono qui sono al lavoro. Gli unici che si incontrano sono ragazzi di colore che non hanno voglia di parlare, e annuiscono distratti. Rimangono allora i trans, chi al bar, chi a fare spesa, chi soprattutto barricato in casa. O meglio, quello che resta di un corpo mutato, stressato da ormoni e da una vita sregolata. Facce e corpi che assomigliano a relitti. Tutti però chiedono soldi per parlare, ma l&#8217;aria della bugia è dietro l&#8217;angolo: «Quando scoppiò il caso Marrazzo &#8211; racconta un giornalista anziano &#8211; erano tutti elettrizzati, volevano apparire, raccontare la loro verità, che non sai mai quando diventa bugia, ora si nascondono, hanno paura».</p>
<p style="text-align:justify;">Paura di morire, come Brenda. Si può morire tristemente in venti metri quadri. Ma anche viverci dà la misura dello squallore. Tanto più che questi venti metri quadrati sono ricavati da un sottoscala poco al di sopra di un garage, adibito a «monolocale» (secondo la fantasia degli annunci immobiliari), chiuso dentro le fondamenta di un bastione di cemento armato, grezzo fuori, e decadente dentro. Dai balconi sopra il garage spuntano panni umidi e antenne paraboliche, è una calda giornata di sole mentre la radio passa le canzoni di Califano e Mia Martini. Oltre i guanti bianchi della scientifica e il muro di fotografi, c&#8217;è il cuore di una strada che per tutto il mondo della prostituzione transgender capitolina è uno dei punti di riferimento a Roma: semplicemente «Due Ponti». Il civico 180 in realtà non è un portone normale, ma la via di accesso a questo bastione di cemento.</p>
<p style="text-align:justify;">Un ragazzo di colore inizia la litania del «non ho sentito niente stanotte» che continuerà tutta la giornata, «poi la mattina tutta questa gente&#8230;» e indica lo stuolo di cronisti, i microfoni che ondeggiano, i furgoni aperti della televisione. Sono sotto casa sua, vicino alla transenna della polizia. A via Due Ponti 180 dire vicini di casa è una mezza verità. Lo sono tutti e nessuno: separati dal cemento armato che nulla fa sentire, ma uniti da perversi corridoi, scale ridotte al minimo, passaggi vari maleodoranti, luridi, con porte intaccate, citofoni e campanelli che oscillano dal vuoto più totale a cognomi lunghissimi e stranieri.<br />
«Mesi fa era successa una cosa simile, un incendio domato a notte fonda dai pompieri, stavolta ho pensato fosse la stessa cosa, ma oltre il rumore della polizia non ho sentito nulla» racconta una gentile signora sudamericana che vive appena sopra il monolocale di Brenda. Lei almeno si affaccia sul bastione grazie a un piccolo balcone, ma per arrivare a bussare alla sua porta oggi bisogna aggirare completamente il palazzo.</p>
<p style="text-align:justify;">C&#8217;è un mondo intero di immigrazione intorno via Due Ponti, che ogni giorno deve fare i conti con i trans. Così come a via Pirzio Biroli, il luogo dove Brenda giorni fa è stata picchiata e derubata. Prima di compiere il giro, si tenta di vedere se proprio lì si sono rifugiate le amiche di Brenda, ma il sole restituisce impietosamente volti struccati, lontani da qualsiasi idea di desiderio. Neanche il tempo di una domanda e chiudono la porta infastiditi, rifugiandosi dentro monolocali sporchi e sovraffollati di oggetti e mobili, che puzzano di umido.<br />
Alle spalle della muraglia del civico 180 c&#8217;è via Stasi: da qui si prova ad accedere all&#8217;interno del palazzo di Brenda, complice un cancello aperto. Poca luce, corridoi stretti dove l&#8217;aria è pesante. Si bussa e si ricevono sorrisi esotici, ma niente di più. «Ci sono cinque brasiliani, sempre drogati, ubriachi che aggrediscono le donne, danno fastidio, prendono di petto chiunque &#8211; racconta una signora &#8211; hai visto quella lì, l&#8217;amica di Brenda? È già ubriaca ed è appena mezzogiorno. Sai che ti dico? Che se Brenda era una di quelle, allora sono contenta». Poi due ragazze romene raccontano: «Sono pericolose, ti urlano “Ma perchè mi guardi? Non ti piace come sono?”. Anche per i bambini non stiamo tranquille».</p>
<p style="text-align:justify;">«I brasiliani sono pericolosi, ma qui non ci sono» dice un viados colombiano affacciato al balcone, dove per «qui» intende nel raggio di venti metri. Le distanze sono minime, ma allo stesso tempo enormi: a Due Ponti possono cambiare tutto. «Barbara? Vai al 36 di via Bruni». Appunto, venti metri più in là. Si entra in un corridoio buio, dove l&#8217;unica traccia di colore sono due porte gialle, che minacciano la presenza di un «american pitbull terrier» se qualcuno osa solo accostarsi, bussare o prendere la porta a calci. Come se fosse la norma. Un forte odore di sporco viene incontro e si appiccica addosso, in un angolo più buio ecco però una luce sotto lo stipite. Dietro una porta arrugginita, due voci: «Siamo puttane, se ci paghi parliamo». Ma è l&#8217;ennesima bugia di Due Ponti. Pochi secondi e un volto mulatto, dai capelli ricci, apre. Ha gli occhi lucidi, la mascella serrata, le tremano le labbra. Ora che Brenda è morta siete preoccupate? «E tu cosa pensi, che siamo felici?», ripete livida più volte prima di chiudere lentamente la porta. Poi rimane di nuovo il cemento armato e lo squallore fetido di Due Ponti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Magna Carta]]></title>
<link>http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/11/20/legge-voto-immigrati-amministrative-veltroni-perina-lega/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:36:30 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreasarubbi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Due secoli e mezzo fa, nel 1765, la rivoluzione americana iniziò con uno sciopero fiscale: i coloni ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Due secoli e mezzo fa, nel 1765, la rivoluzione americana iniziò con uno sciopero fiscale: i coloni ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La legge è uguale per tutti?]]></title>
<link>http://pdnwlodigiano.wordpress.com/2009/11/20/la-legge-e-uguale-per-tutti/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 13:05:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>elenarancati84</dc:creator>
<guid>http://pdnwlodigiano.wordpress.com/2009/11/20/la-legge-e-uguale-per-tutti/</guid>
<description><![CDATA[La legge è uguali per tutti? Ormai abbiamo più di un dubbio a riguardo. Nelle aule giudiziarie è for]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://pdnwlodigiano.wordpress.com/files/2009/11/processo-breve.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-171" title="Processo breve - Vauro" src="http://pdnwlodigiano.wordpress.com/files/2009/11/processo-breve.jpg?w=300" alt="Processo breve - Vauro" width="300" height="299" /></a>La legge è uguali per tutti? Ormai abbiamo più di un dubbio a riguardo. Nelle aule giudiziarie è forse tempo di modificare la frase simbolo dell&#8217;uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Dopo il disegno di legge Gasparri-Quagliariello è necessario integrare questa frase, sottolineando in questo paese ormai ci sono molte eccezioni&#8230;</p>
<p>Vogliamo evitare che questo nostro scritto alimenti polemiche sterili, vogliamo invece far sentire la voce di chi si è stufato di vedere lesi i diritti di uguaglianza dei cittadini.</p>
<p>Spacciata come una mossa per snellire ed accorciare i tempi della giustizia, in realtà questa norma porta a conseguenze drammatiche: sono a rischio prescrizione migliaia di processi civili e penali e, giusto per essere concreti, in materia di: abuso d&#8217;ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari, rivelazione di segreti d&#8217;ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d&#8217;autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino…</p>
<p>Il Ministro Alfano afferma che questo provvedimento avrà effetti indesiderati solo sull&#8217;1% dei procedimenti in corso&#8230; Ciò si traduce con una mancata risposta da parte dello Stato, alla domanda di giustizia di almeno 35.000 persone! Sempre che quell&#8217;1% abbia un effettivo riscontro con la realtà, cosa della quale dubitiamo dato che l’ANM parla di almeno 100.000 procedimenti a rischio!</p>
<p>Tanto per intenderci, questa legge rischia di mandare al macero, tra gli altri, il processo “Antonveneta” che vede coinvolto Gianpiero Fiorani e che ha rischiato di affossare le sorti della Banca Popolare di Lodi e insieme ad essa il futuro di migliaia di lavoratori, famiglie e risparmiatori lodigiani.</p>
<p>Non possiamo tacere poi, di fronte alla palese costruzione del provvedimento ad uso e consumo dei problemi giudiziari personali del primo ministro italiano.</p>
<p>Il paradosso nasce nel momento in cui, proprio in questi giorni, a Lodi una persona è stata condannata per direttissima a diciotto mesi di carcere per aver rubato un maglione dal valore di 22 Euro!</p>
<p>Crediamo, e non ci riteniamo extraterrestri per questo, che quando una legge pone uno o più cittadini al di sopra della legge, è bene affermare con forza che quella legge è incostituzionale.</p>
<p>L&#8217; Art. 3 della Costituzione Italiana afferma infatti che <em>“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione </em><em>di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”</em>.</p>
<p>È ora di smettere di usare a sproposito parole come democrazia, uguaglianza e  libertà, quando poi si fa uso strumentale e personalistico del potere esecutivo e legislativo: il bisogno di giustizia dei cittadini italiani non deve essere soddisfatto da scelte che in apparenza semplificano i processi giudiziari, ma che in realtà hanno conseguenze devastanti: siamo ben consapevoli che è necessaria una riforma della giustizia e il nostro compito come partito non è solo quello di sottolineare le mancanze, ma anche quello di proporre delle valide alternative; in data 20 Novembre infatti il PD ha presentato, durante una conferenza nazionale a Roma, una seria proposta di riforma promossa da Walter Veltroni e Lanfranco Tenaglia intitolata “Ricostruire la Giustizia”: <em>possibili soluzioni all&#8217;obbligatorietà dell&#8217;azione penale</em> e <em>riforma del processo civile e penale,</em> i due punti principali oggetto del documento, disponibile in rete.</p>
<p>Insomma, la giustizia è lenta, ma se c’è Berlusconi di mezzo deve correre come Usain Bolt per toglierlo dai guai! Nel frattempo il Parlamento è costretto a rallentare la discussione sui reali problemi della gente, fatti di esigenze concrete, che vengono soprattutto dal lavoro e dagli effetti della crisi. Si discute ora di come salvare Berlusconi, e poco importa se insieme alla cancellazione dei suoi processi se ne va anche la voglia di giustizia di tantissimi cittadini che, oltre ad essere stati frodati, ora si vedono anche beffati. Abbiamo cercato di porre alla vostra attenzione i fatti nella maniera più trasparente e concreta possibile. Riflettiamo seriamente su quanto sta avvenendo e smettiamola di tacere e di lasciare che tutto passi nell&#8217;indifferenza generale: è tempo di cambiare!</p>
<p style="text-align:right;"><em> Elena Rancati (Circolo PD Caselle Lurani)</em></p>
<p style="text-align:right;"><em>Paolo Bianchi (Circolo PD Castiraga Vidardo) </em></p>
<p style="text-align:right;"><em>Giovani Democratici del Nord-Ovest Lodigiano<br />
</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tutto già visto]]></title>
<link>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/18/tutto-gia-visto/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 20:40:34 +0000</pubDate>
<dc:creator>redazionepdobama</dc:creator>
<guid>http://pdobama.wordpress.com/2009/11/18/tutto-gia-visto/</guid>
<description><![CDATA[Filippo Facci fa il punto sul rapporto fra il PD e Di Pietro: Tutto già visto. Di Pietro, ieri l’alt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Filippo Facci <a href="http://www.macchianera.net/2009/11/18/come-tonino-continua-a-far-ballare-il-pd/" target="_blank">fa il punto</a> sul rapporto fra il PD e Di Pietro:</em></p>
<p>Tutto già visto. Di Pietro, ieri l’altro: «Il 5 dicembre scendiamo in piazza per manifestare contro le politiche di questo governo. Chi non sarà con noi sarà alla stregua del governo Berlusconi: il Pd si tolga il cappello da primo della classe e venga in piazza come tutti noi». La risposta di Bersani: «Lezioni di antiberlusconismo non le prendiamo da nessuno, il più antiberlusconiano è quello che riesce a mandarlo a casa, non quello che grida di più… il Pd non sta in mezzo, fa la sua strada e ha la sua idea che annunceremo la settimana prossima». Intanto il blog dei Giovani democratici era preso d’assalto: alla manifestazione del 5 dicembre – era il commento medio – bisogna andarci.   Tutto già visto. E’ da quasi due anni che Antonio Di Pietro fotte consensi al Partito democratico con questa storia dell’opposizione unica che attrae l’area più movimentista del partito, tipicamente i più giovani, i blogger, quelli a metà tra l Beppe Grillo e la sanità mentale. E’ da almeno due anni, pure, che il Pd non riesce a scrollarsi dai polpacci questo botolo mordacchiante, questo cane da guardia che non ha mai smesso di abbaiare per tutto il tempo – un’invenzione di Walter Veltroni – e ancor più spesso ha fregato la bistecca politica dal piatto di ogni rinnovato leader del Pd: Walter, Enrico o Pierluigi davanti e Antonio di dietro, una facciata di understatement e un retroscena manettaro. E’ l’opposizione degli ultimi due anni.<!--more--></p>
<p>Ed è il peccato originale veltroniano.</p>
<p>Ricapitoliamo. Antonio Di Pietro e Walter Veltroni il 10 febbraio 2008. Tempo tre giorni e avevano raggiunto un accordo per le elezioni di aprile. Disse Tonino:</p>
<p>«Con Veltroni abbiamo fatto un accordo non solo elettorale, ma programmatico, politico e progettuale…. un percorso che porterà alla possibilità di una nostra confluenza in un unico partito… e nel confluire in un unico gruppo parlamentare all’indomani delle elezioni. Questo per rimarcare l’impegno preso e per rimanere uniti ora e dopo»</p>
<p>Sembrava una cosa seria. Doveva esserlo, se Veltroni aveva detto «correremo da soli» e poi aveva accettato di imparentarsi solo con Di Pietro, lasciando fuori i radicali e i socialisti.</p>
<p>Altre fonti sono ancora più chiare, è sempre Di Pietro a parlare:</p>
<p>«Da questo percorso comune si avvierà anche un percorso verso un’unità di intenti e di partiti… Al momento non è previsto alcuno scioglimento del partito, ma dopo le elezioni l’Italia dei Valori creerà un unico gruppo con il Partito Democratico con l’obiettivo finale di confluire nel Pd»</p>
<p>Unico gruppo. Confluire. Le parole erano quelle, tanto per chiarire che cosa non gli passerà neppure per l’anticamera del cervello.</p>
<p>L’accordo comunque prevedeva che l’Italia dei Valori si sarebbe presentata al voto con il proprio simbolo e con la propria lista,  in pratica si trattava di una mini coalizione che sottoscriveva uno stesso programma e appoggiava la candidatura di Veltroni a premier. Dopo le elezioni sarebbe stato fatto un solo gruppo parlamentare. Lo si ripete per la terza volta perché fu ripetuto anche allora:</p>
<p>«Con noi Veltroni può vincere e governare bene, senza pugnalate alle spalle… Saremo alleati fedeli che si batteranno per dare un forte segnale di cambiamento alla politica italiana… Abbiamo sottoscritto un programma con il Pd e per noi quel programma è il Vangelo, e io il Vangelo sono abituato a rispettarlo»</p>
<p>Passavano solo cinque giorni e il Di Pietro due cominciava a smarcarsi:</p>
<p>«Non scioglierò l’Italia dei Valori e non ho mai detto una cosa del genere. Questo non significa che non formerò un unico gruppo elettorale del Pd, con il quale ho fatto un’alleanza oltre che elettorale anche politica»</p>
<p>Si potrebbe anche chiuderla qui, com’è finita è noto. Di Pietro – si disse – era lo spauracchio che doveva tenere sottotraccia i grillisti e i forcaiolisti del Paese, l’antipolitica, queste cose. Neanche mesi dopo, a Pd già vampirizzato, Veltroni darà segni di ravvedimento: «L’alleanza con Di Pietro avrebbe accresciuto la nostra competitività elettorale… Aver costretto Italia dei Valori a una convergenza su un programma avrebbe fatto sparire dalla campagna elettorale il vecchio antiberlusconismo, che non ci avrebbe giovato… Se Di Pietro fosse rimasto fuori dell’alleanza, avrebbe usato in campagna elettorale i toni che lo hanno caratterizzato nei mesi successivi…. Per questo non sono pentito della scelta che ho fatto»</p>
<p>Persiste l’impressione di aver visto dei film diversi. Nella sala in cui Veltroni non c’era, in marzo e aprile, proiettarono un cortometraggio in cui Di Pietro si tenne ben stretto l’antiberlusconismo e lo usò anche contro il Partito democratico. I toni preelettorali  e postelettorali non parvero divisi dall’Himalaya.</p>
<p>In compenso Di Pietro era un boccone che non tutti gli elettori del centrosinistra erano disposti a ingoiare. Qualche mugugno, straripante sul web, lo rappresentò bene Luca Sofri sul suo blog Wittgenstein, peraltro tirando una stoccata anche all’amico Giuliano Ferrara che aveva appena presentato la lista «Aborto? no grazie»: «Con le mail che arrivano contro l’apparentamento del Pd con Di Pietro», scrisse, «potrei convincermi a partecipare alle elezioni con una lista mia: Nando Pagnoncelli mi dà l’otto per cento».</p>
<p>La descrizione di come Di Pietro si comportò successivamente, a questo punto, diviene ridondanza. Un solo esempio. Veltroni, come appariva logico, chiese a Di Pietro di non ricandidare nelle sue liste chi era rimasto fuori da quelle del Pd. Di Pietro invece chiese a Veltroni di non ricandidare nel Pd chi avesse già fatto tre legislature, come chiedevano i grillini e come l’amico Walter aveva in parte già fatto. L’accordo fu siglato. La parola era quella di Di Pietro. Veltroni non ricandidò per esempio Giovanni Paladini, Renato Cambursano e Giuseppe Giulietti. Dopodiché Di Pietro andò da ciascuno di loro e gli offrì di candidarsi con l’Italia dei Valori. Diverranno suoi parlamentari e lui ridiscenderà nelle piazze a raccogliere firme contro i parlamentari con più di due legislature.</p>
<p>L’idea di Veltroni di non ossessionarsi sull’avversario – addirittura spingendosi a non nominarlo – convinse Tonino che era maturo il momento di ergersi a «unica opposizione». Sulla grande stampa, a pochi giorni dal voto, già dettava l’agenda di governo: «In caso di vittoria del centrosinistra, come primo punto, l’Italia dei Valori porrà il nodo incestuoso di Rete4». Solo agli sgoccioli della campagna elettorale Veltroni provò a dirglielo: «Si parla con una voce sola». Di Pietro quasi non l’aveva sentito: «Su Cavaliere faccio quel che mi pare».<br />
L’Italia dei valori, alle elezioni,  beccò il 4,4 per cento alla Camera e il 4,3 al Senato, non raddoppiando l’esito del 2006 ma quasi. In Molise Di Pietro superava anche il Partito democratico. Dopo il voto, lasciò subito intendere che a confluire del Partito democratico non ci pensava neanche. Figurarsi il fare un gruppo unico: aveva subitop lasciato intendere che un gruppo comune, al minimo, avrebbe dovuto avere le diciture «Italia dei Valori» e «Partito democratico» sullo stesso piano dignitario. Di Pietro ci costruirà su tutto un ragionamento: «È vero,  l’accordo prevedeva la confluenza in un unico gruppo… La sua mancata realizzazione fu una scelta tacitamente condivisa». Condivisa. Veltroni la farà più semplice: «Visto che aveva i deputati per fare un gruppo da solo, Di Pietro non ha esitato a stracciare un impegno preso con gli elettori». Fine.<br />
Avere dei gruppi propri alla Camera e al Senato significava rimborsi e benefici come segreterie, portaborse, consulenti e uffici. Facevano un altro milione di euro all’anno più i soldi per assumere una ventina di persone, uno ogni tre eletti.</p>
<p>«Unica opposizione», di lì in poi, si tradurrà nella sistematica denuncia di un Berlusconi generico corruttore – more solito – e poi nel giochino ricattatorio delle manifestazioni. L’Idea la scippò a Micromega: si annunciava la «Giornata per la giustizia contro le leggi vergogna» (No Cav day)  e Di Pietro se ne impossessò subito, cominciò a emanare comunicati, stampare manifesti, produrre bandiere. Veltroni declinò con decisione, ma per non sembrare uno stoccafisso sarà costretto a inventarsi una manifestazione autunnale. L’appuntamento di Piazza Navona, l’8 luglio successivo, finì con gli attacchi di Sabina Guzzanti al Papa e di  Beppe Grillo al Capo dello Stato. Intanto un sondaggio dell’Espresso diceva che Di Pietro era «il più attivo nell’opposizione a Berlusconi» secondo il 44 per cento degli intervistati. A Di Pietro il giochino piacque. Dirà Veltroni: «Se avessi portato il Pd in quella piazza, oggi saremmo un cumulo di macerie… Di Pietro scelga con chi stare: se con noi o con Grillo e Travaglio, con la piazza che insulta. Lo dica». E Tonino lo disse: «Non mi dissocio dalla piazza, l’errore è del Pd, che ha aperto a Berlusconi».</p>
<p>Quello che a lui interessava era celato in una ricerca commissionata all’Ipso di Renato Mannheimer: diceva che il 48,8 per cento degli elettori del Partito democratico aveva approvato la manifestazione di Piazza Navona e che oltre il 30 per cento degli italiani la pensava allo stesso modo, quale che fosse il partito di riferimento. A quel punto la convergenza col Pd divenne definitivamente una comica: Veltroni diceva che in Italia non c’era un regime, Di Pietro parlava di «moderna dittatura». In Abruzzo, Veltroni auspicava un’alleanza paritaria, Di Pietro voleva imporre un suo candidato. Circa la manifestazione organizzata da Veltroni  a Roma per il 25 ottobre, Di Pietro rispose: «Noi non andiamo al seguito di nessuno».<br />
Il 20 ottobre definiva Veltroni «patetico e ridicolo» e però confermava che sarebbe andato alla manifestazione del 25. Non fosse chiaro, non l’avevano neppure invitato.<br />
Tutto il resto è roba recente. Altre manifestazioni, altri inviti, altri ricatti, Di Pietro che alle Europee arruola una serie di intellettuali vegliardi e abbandonati dal Pd, poi lo spoglio delle schede – 4 giugno 2009 – ed esiti che tutti sospettavano sapevano da tempo: l’Italia dei Valori raddoppiò i voti (7,98 per cento, il doppio o quasi rispetto alle politiche del 2008) e circa il 50 per cento dei voti risultarono smembrati dal Partito democratico. Pur in difficoltà, Di Pietro sta solo proseguendo il lavoro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Processo breve: il pd fa "bubusettete"]]></title>
<link>http://elfobruno.wordpress.com/2009/11/18/processo-breve-il-pd-fa-bubusettete/</link>
<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 08:10:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>elfobruno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Berlusconi fa il bello e il cattivo tempo col processo breve, all&#8217;interno della maggioranza c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" src="http://www.solostocks-italia.it/img/pagliaccio-pantaloni-larghi-in-vetro-di-murano--sculture-artistiche--linea-pagliacci-clown--p008cm35-213057z0.jpg" alt="" width="150" height="222" /></p>
<p>Berlusconi fa il bello e il cattivo tempo col processo breve, all&#8217;interno della maggioranza c&#8217;è una fronda che può indebolirlo, i blogger organizzano una manifestazione contro il premier per il 5 dicembre che ha l&#8217;avallo dell&#8217;Italia dei Valori – unico partito che ha mai fatto opposizione in parlamento, non dico seria, ma almeno la fa – e il piddì del new deal bersaniano cosa fa? <span style="color:#800080;">Nulla</span>.</p>
<p>Loro in piazza <a href="http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/11/16/la-sai-lultima-sul-pd/">non ci vanno</a> per non dare importanza a Berlusconi.</p>
<p>Questo perché <strong><span style="color:#888888;">Bersani</span></strong>, oltre a rappresentare il nuovo, aveva assicurato che sarebbe stato durissimo con l&#8217;ennesimo tentativo della maggioranza di distruggere il diritto in Italia a favore di uno e uno soltanto. A me sembra che i primi atti politici di quest&#8217;uomo siano identici a quelli di <strong><span style="color:#888888;">Veltroni</span></strong>. Qualcuno spieghi al prestanome di D&#8217;Alema che sbucare dall&#8217;angolo e fare &#8220;bubusettete!&#8221; non è un atteggiamento politico, e men che mai durissimo. Così come gli spieghi che ormai Berlusconi è andato oltre al concetto di &#8220;importanza&#8221;. Si arriva direttamente a quello dell&#8217;<em>urgenza</em>. <span style="color:#800080;">È urgente fermarlo, ripristinare democrazia, diritto e legalità in questo paese. </span>Ma stiamo parlando di un partito a vocazione peggioritaria, va ricordato.</p>
<p>Se poi un giorno dovesse venir fuori che tutta questa gente è stata comprata, come ormai si sente dire nelle fermate degli autobus e nei mercati, non è che mi stupirei più di tanto. Ma la politica e il bene del paese, in tutto questo, dove sono?</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Mafia: Veltroni, no regali a cosche ]]></title>
<link>http://staticanaglia.wordpress.com/2009/11/17/mafia-veltroni-no-regali-a-cosche/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 02:52:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>ommaigod</dc:creator>
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<description><![CDATA[&nbsp; &#8216;La possibilita&#8217; di vendere i beni confiscati&#8217; alle mafie e&#8217; un ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2009/11/16/visualizza_new.html_1618382928.html"><img src='http://staticanaglia.files.wordpress.com/2009/11/b9f30d0a667106651c717b927cf8b171.jpg' alt='' /></a>&#8216;La possibilita&#8217; di vendere i beni  confiscati&#8217; alle mafie e&#8217; un &#8216;vero e proprio regalo di  questo governo alle cosche&#8217;. Lo dive Veltroni. Oltre ad  essere &#8216;una gravissima violazione della legge La Torre&#8217;.  Veltroni si riferisce all&#8217;emendamento in Finanziaria  approvato al Senato. &#8216;A riacquistare i beni confiscati  saranno i clan attraverso prestanome e societa&#8217; finanziarie.  Colpire le cosche nel loro patrimonio &#8211; conclude Veltroni &#8211;  e&#8217; una delle condizioni necessarie della lotta alla mafia&#8217;</p>
<p><a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2009/11/16/visualizza_new.html_1618382928.html">ANSA.it</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Quelle due odiose parole]]></title>
<link>http://twilightofmycountry.wordpress.com/2009/11/16/quelle-due-odiose-parole/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 21:27:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Twilight of my Country</dc:creator>
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<description><![CDATA[Credo che il Pd dovrebbe per statuto vietare di pronunciare le parole &#8220;vocazione maggioritaria]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Credo che il Pd dovrebbe per statuto vietare di pronunciare le parole &#8220;vocazione maggioritaria]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Parla come magni: Veltroni]]></title>
<link>http://ilmetapapero.wordpress.com/2009/11/15/parla-come-magni-veltroni/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 18:27:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmetapapero</dc:creator>
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<description><![CDATA[The Front Page (che e&#8217; un Dagospia ripulito, ma più&#8217; inside nella politica politicante) ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>The Front Page (che e&#8217; un Dagospia ripulito, ma più&#8217; <em>inside </em>nella politica politicante) <a href="http://www.thefrontpage.it/?p=575">spiega</a> al colto e all&#8217;inclita il senso dell&#8217;<a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_15/torno-a-partecipare-alla-vita-del-pd-aldo-cazzullo_6a99d02e-d1c3-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">intervista postuma</a> di Veltroni.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[175. D'Alema in Europa, Veltroni in Africa a fare il missionario, per favore...]]></title>
<link>http://bortocal.wordpress.com/2009/11/15/175-dalema-in-europa-veltroni-in-africa-a-fare-il-missionario-per-favore/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 16:02:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>bortocal</dc:creator>
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<description><![CDATA[questa me la segno. intervista del Corriere della Sera a monsignor Veltroni, oggi, per annunciare ch]]></description>
<content:encoded><![CDATA[questa me la segno. intervista del Corriere della Sera a monsignor Veltroni, oggi, per annunciare ch]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il garante del sogno]]></title>
<link>http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/11/15/veltroni-impegno-pd-congresso-bersani/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 15:24:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreasarubbi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Riprenderò a partecipare alla vita del Pd, ha detto Walter Veltroni al Corriere della sera, che orma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Riprenderò a partecipare alla vita del Pd, ha detto Walter Veltroni al Corriere della sera, che orma]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Perché non possiamo non dirci Veltroniani]]></title>
<link>http://sonostorie.wordpress.com/2009/11/15/perche-non-possiamo-non-dirci-veltroniani/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 08:09:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>sonostorie</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Il rischio è che si ritorni allo sche­ma del centrosinistra col trattino. Il modello in verit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8220;Il rischio è che si ritorni allo sche­ma del centrosinistra col trattino. Il modello in verità non è l’Ulivo, per­ché l’Ulivo del ‘96 è diventato nel frat­tempo il partito democratico. Il mo­dello è l’Unione: coalizzare tutte le forze contrarie alla destra per impe­dirle di vincere le elezioni. Bene; ma poi? Così si costruiscono governi che faticano a stare in piedi. Senza una maggioranza riformista coesa non si cambia l’Italia, non si fanno la rivolu­zione verde, la lotta all’evasione fisca­le e alla precarietà, la battaglia per la legalità. E non si porta l’Italia fuori dalla guerra civile permanente&#8221;.</p>
<p>Walter Veltroni (il resto dell&#8217;intervista di Aldo Cazzullo, si trova  <a href="http://pdobama.ning.com/forum/topics/veltroni-sento-il-dovere-di" target="_blank">qui</a>)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Da Berlusconi a Bersani: partecipiamo... senza cadere nella trappola della rassegnazione]]></title>
<link>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/11/14/da-berlusconi-a-bersani-partecipiamo-senza-cadere-nella-trappola-della-rassegnazione/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 09:25:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>umbertonapolitano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Oggi ho deciso di fornire delle spiegazioni a  chi, facendomi notare la mancanza totale su questo bl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/11/cuore.jpg"><em><img class="alignleft size-full wp-image-4040" title="cuore" src="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/11/cuore.jpg" alt="cuore" width="130" height="116" /></em></a>Oggi ho deciso di fornire delle spiegazioni a  chi, facendomi notare la mancanza totale su questo blog di espressioni &#8221; <em>colorite</em> &#8221; o di affermazioni &#8221; <em>estremizzate</em> &#8220; nei vari temi politici e non affrontati, mi  accusa di buonismo o troppo moralismo&#8230; La mia è una scelta editoriale che ho deciso di adottare fin dalle prime pubblicazioni risalenti a un anno fa. <strong>L&#8217;odio e l&#8217;astio che ci circondano bastano ed avanzano</strong>. Volgarità ed eccessi per me rappresentano forme di sfogo &#8221; <em>annebbiate</em> &#8220;  che giustificano &#8221; <em>affermazioni</em> &#8221; senza necessità di un&#8217;analisi approfondita o di un contraddittorio: hai detto una parolaccia, hai mandato qualcuno a quel paese, ti sei sfogato e&#8230; tutto finisce lì. <strong>E, invece no!</strong> A me questo non basta, non  interessa.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Anche i talk show televisivi bastano e avanzano,</strong> come le risse parlamentari nelle aule e sui giornali che mi pare riempiano abbastanza il vuoto di coloro che necessitano di emozioni violente e scariche adrenaliniche continuate per sentirsi e vivere meglio. A me, gli attacchi a <strong>Berlusconi</strong> a forza di avvisi di garanzia e di processi per abbatterne il potere e le sue controffensive legislative per difendersi in qualche modo, visti i risultati ottenuti dall&#8217;insieme sul piano concreto, ovvero &#8220;<em> nulli</em> &#8220;,  hanno stancato ormai da tempo.<strong>  Urlare, attaccare, difendersi sempre e&#8230; fare semplicemente politica, no?&#8230; </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" title="satira" src="http://famiglieditalia.files.wordpress.com/2008/11/satira.gif?w=93&#038;h=94#38;h=244&#38;h=94" alt="satira" width="93" height="94" />Un &#8216;Associazione come la nostra  nasce per colloquiare con le forze politiche, con tutte! Per scelta filosofica cerca di collaborare e di appoggiare la politica del Governo eletto, non per un matrimonio a vita, ma per il periodo che i cittadini, attraverso il loro voto, gli hanno concesso. <strong>Ciò non significa accettare tutto, ma almeno osservarne l&#8217;operato e giudicarlo nei risultati.</strong> Noi abbiamo criticato con fermezza la politica precedente, adottata prima da <strong>Veltroni </strong>e poi da <strong>Franceschini</strong>, che basava l&#8217;0pposizione solo evidenziando le &#8221; <em>magagne</em> &#8221; del Presidente del Consiglio, indebolendola quindi nella sua forza effettiva e nella sua credibilità. Abbiamo in qualche modo tifato per l&#8217;avvento nel<strong> Pd</strong> della guida di un uomo equilibrato e preparato come ci pare <strong>Pier Luigi Bersani</strong>, proprio per ridare alla politica il suo giusto valore. Abbiamo evidenziato meno i ruoli dei vari<strong> Bossi</strong>, <strong>Casini</strong> e <strong>Di Pietro</strong> non per mancanza di rispetto, ma perché attori comprimari di giochi politici più raffinati e complicati nei quali non è nostro compito l&#8217;addentrarsi più approfonditamente. Abbiamo adottato, quindi, una strategia di osservazione e di critica costruttiva delle problematiche più evidenti ed a noi più facilmente comprensibili, ed il tutto in modo &#8220;<em> pacato</em> &#8220; ed &#8221; <em>equilibrato</em> &#8221; lasciando ad altri gli &#8221; <em>squilli di tromba</em> &#8221; e non perché vogliamo sminuire azioni mediaticamente aggressive del tipo di quelle sollecitate, tanto per fare un esempio, da <strong>Beppe Grillo</strong> e il suo movimento, ma perché vogliamo differenziarci nella nostra &#8221; <em>normalità</em> &#8220;. <strong>Per noi nessuno in terra è in grado di professare il &#8220; vero assoluto &#8221; , per cui ricerchiamo il meno peggio nel meglio di ognuno.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://tkfiles.storage.live.com/y1pVGfhQxevVEwuUqtWLzBSAgYXzaDZctQhDdDAdutBkOPlzxRZnLmub2B8bcAH04c2ebilFLiKUAQ&#38;imgrefurl=http://minnieok1990.spaces.live.com/&#38;usg=__aK5YTGZ0zBi3wR_5eP4IrhBmHJE=&#38;h=356&#38;w=280&#38;sz=20&#38;hl=it&#38;start=2&#38;tbnid=z-ns_TkMd3RsbM:&#38;tbnh=121&#38;tbnw=95&#38;prev=/images%3Fq%3Draggio%2Bdi%2Bsole%26gbv%3D2%26hl%3Dit%26safe%3Doff%26sa%3DG"><img class="alignleft" src="http://t0.gstatic.com/images?q=tbn:z-ns_TkMd3RsbM:http://tkfiles.storage.live.com/y1pVGfhQxevVEwuUqtWLzBSAgYXzaDZctQhDdDAdutBkOPlzxRZnLmub2B8bcAH04c2ebilFLiKUAQ" alt="" width="95" height="121" /></a>Ma questo non significa né buonismo né qualunquismo, ma solo ricerca di un<em> &#8220;</em> <em>equilibrio costruttivo</em> &#8221; e la necessità di uno &#8221; <em>squarcio di luce</em> &#8220; nel buio della rassegnazione che cerca di attirarci giornalmente nella sua infida trappola<strong>. Noi vogliamo che ognuno si riappropri dell&#8217;identità perduta, o accantonata da troppo tempo .</strong> E&#8217; soprattutto essenziale capire l&#8217;importanza dell&#8217;operato del singolo nel complesso scacchiere della vita: noi siamo soggetti attivi della società, titolari di doveri e di diritti, in grado di  scrivere da protagonisti le pagine del presente e del futuro di tutti. <strong>Non possiamo perdere lucidità facendoci annebbiare dai fumi dell&#8217;intolleranza e dell&#8217;odio sia individuali che politici.</strong> Dobbiamo cercare di mantenere un misurato controllo per il rispetto dovuto a noi, ai nostri cari ed all&#8217;intera collettività. Le volgarità e le violenze sono pagine che pian piano dobbiamo far sbiadire e cancellare quando sono inutili ed eccessive, crearci un nostro codice deontologico di cittadino entro il quale muoverci ed agire. Evitare di cadere, come dicevo, nella trappola della rassegnazione, perché volgarità e violenze gratuite non apportano nulla di positivo e costruttivo: ti fanno sentire &#8221; f<em>orte </em>&#8220; al momento e &#8221; <em>ciuccio</em> &#8221; alla notte, davanti allo specchio&#8230; prima di andare a letto al termine di una giornata piena di  <strong>&#8221; ? &#8220;&#8230;</strong></p>
<p><em><strong><strong><em><a title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" rel="me" href="http://www.famiglieditalia.it/" target="_blank"><img title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" src="http://www.umbertonapolitano.com/famiglie.gif" alt="Famiglie d’Italia" /></a></em></strong></strong></em></p>
<p><strong><em>Umberto Napolitano</em></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'Alleanza di Rutelli]]></title>
<link>http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/11/11/alleanza-per-litalia-rutelli-tabacci-pd/</link>
<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 16:02:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreasarubbi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il simbolo è piuttosto bruttarello, ma dice che cambierà. Il nome è una curiosa coincidenza, se di c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il simbolo è piuttosto bruttarello, ma dice che cambierà. Il nome è una curiosa coincidenza, se di c]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Un uomo in fuga]]></title>
<link>http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/11/06/rutelli-lettera-commiato-pd-accuse/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 12:09:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreasarubbi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ieri pomeriggio ho ricevuto, al mio indirizzo della Camera, una mail di Francesco Rutelli. Che non è]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ieri pomeriggio ho ricevuto, al mio indirizzo della Camera, una mail di Francesco Rutelli. Che non è]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[ROMA: XIII Municipio - Basta con le colate di cemento senza regole. No al piano 167 !]]></title>
<link>http://fareambientelazio.wordpress.com/2009/11/04/roma-xiii-municipio-basta-con-le-colate-di-cemento-senza-regole-no-al-piano-167/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 16:25:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fare Ambiente Lazio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Francesco Alaimo (coordinatore FareAmbiente XIII Municipio) Nasce, coordinato da Francesco Alaimo, F]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_894" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a href="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/alaimo.jpg"><img class="size-full wp-image-894" title="alaimo" src="http://fareambientelazio.wordpress.com/files/2009/11/alaimo.jpg" alt="Francesco Alaimo (coordinatore FareAmbiente XIII Municipio / Ostia ed entroterra)" width="200" height="292" /></a><p class="wp-caption-text">Francesco Alaimo (coordinatore FareAmbiente XIII Municipio)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Nasce, coordinato da Francesco Alaimo, Fare Ambiente Ostia, Movimento Ecologista Europeo, sull&#8217;onda del dissenso verso l&#8217;arrivo senza programmi del cemento nel XIII municipio.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">La giunta Veltroni nel 2006 produsse un piano di edilizia residenziale popolare. Il triangolo compreso è Infernetto &#8211; Casalpalocco &#8211; Acilia/Madonnetta. Venerdì scorso in seduta a Palazzo del Governatorato di Piazzale della Stazione Vecchia la maggioranza ha espresso parere negativo su quanto fu deliberato nell&#8217;emendamento Veltroni-Morassut. Un criterio di far fronte al bisogno abitativo senza regole. La viabilità è al collasso, le strade hanno ancora il problema delle numerose buche, i servizi pubblici sono ancora inferiori al fabbisogno quotidiano. Il sindaco Alemanno ha pensato bene di ritenere valido quel piano.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Fare Ambiente Ostia è unita con chi ha votato contrariamente a questo programma avventato, e, attraverso il suo coordinatore Francesco <strong>Alaimo</strong>, chiede lumi al sindaco Alemanno. Il XIII municipio non può accogliere un piano d&#8217;edilizia senza strade e servizi pubblici.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un senso a questo partito]]></title>
<link>http://marcousai.wordpress.com/2009/11/04/un-senso-a-questo-partito/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 10:39:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcousai</dc:creator>
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<description><![CDATA[Forse ha ragione Rutelli. Forse questo PD non è mai veramente nato nella mente di chi oggi dirige qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-112" title="rutelli_casini01g" src="http://marcousai.wordpress.com/files/2009/11/rutelli_casini01g.jpg" alt="rutelli_casini01g" width="300" height="230" /></strong></p>
<p><strong>Forse ha ragione Rutelli</strong>. Forse questo PD non è mai veramente nato nella mente di chi oggi dirige questo partito. Forse è stato solo il sogno di una campagna elettorale, abortito il giorno dopo una sconfitta “onorevole” (vedremo più il PD al 34%?), segato con le dimissioni di Walter Veltroni e la dismissione del suo sogno.</p>
<p>Siccome non si vive di nostalgie, ma di progetti ed obiettivi concreti, è importante fare una seria analisi della situazione e riflettere, capire, ma soprattutto agire.</p>
<p><strong>Alzi la mano chi ha capito cos’è il PD di oggi.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">   Quali sono i suoi valori, qual è la sua identità, quali bisogni intercetta nella società. Abbiamo fatto una <em>sottospecie</em> di congresso senza parlare di contenuti, ma soltanto di una sfida basata sul numero di liste e sul <strong>clientelismo </strong>delle primarie.Abbiamo eletto all’assemblea nazionale, quali rappresentanti della Campania “<em>che vince</em>”, Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino. I <strong>freni a mano</strong> del PD. Non mi pronuncio ancora sul neo-segretario regionale <strong>Enzo Amendola</strong>, e vorrei che riuscisse a scrollarsi di dosso l’etichetta di “<em>giovane vecchio</em>”, marcando discontinuità con Bassolino e alcuni dei suoi “<em>grandi elettori</em>”, iniziando a guardare questo partito anche in prospettiva. A cosa serve vincere le regionali “accozzagliando” l’UDC che, è bene ricordarlo, in Campania <strong>oggi</strong> si chiama Ciriaco De Mita?</p>
<p>   E poi…siamo ad una settimana di distanza, e non c’è alcuna comunicazione ufficiale sui risultati delle primarie a livello regionale. Per il nazionale ci sono voluti due giorni per proclamare i risultati, a cosa sarà dovuto questo anomalo “ritardo”? Quali conti bisogna aggiustare? Sono gia cinque le persone che volevano ridarmi la ricevuta dei <strong><em>2 euro</em></strong> che hanno versato alle primarie. Dinanzi al mio stupore, mi è stato risposto: “<em>Perché a te non li rimborsano</em>?”.</p>
<p> <img class="aligncenter size-full wp-image-113" title="voto_scambio" src="http://marcousai.wordpress.com/files/2009/11/voto_scambio.jpg" alt="voto_scambio" width="200" height="182" /></p>
<p><strong>  Non è il Partito Democratico che volevo</strong>. Non è quello in cui ho investito tempo e speranze, non è quello per cui mi impegno quotidianamente sul territorio e nella giovanile. Non è quello che ha fatto una cosa unica nella storia d’Italia: sciogliere due partiti grandi come la Margherita e i Ds per crearne uno solo.</p>
<p>   Mi domando: cosa potrà essere se non una riproposizione dei Democratici di Sinistra? Certo la storia ha insegnato alla sinistra estrema di andarci con i piedi di piombo se vuole sopravvivere in Parlamento. Certo i “comunisti” (<em>quelli col copyright</em>) saranno più attenti a far cadere un prossimo governo di coalizione, una prossima UNIONE. Certo c’è la prospettiva di un’alleanza con il Centro, ma che non durerà oltre la vita naturale di Berlusconi.</p>
<p> Quello che rimprovero a chi oggi dirige questo partito è la <strong>mancanza di prospettiva</strong>, la bieca corsa a spartirsi piccoli ruoli da comparse piuttosto che puntare ad un domani da protagonista della scena. Piccoli uomini e vecchie idee guidano oggi il PD.</p>
<p><strong>Ed è proprio da qui che bisognerebbe ricominciare, ma solo se ci saranno le condizioni.</strong></p>
<p>E le condizioni saranno in quella (<em>forse utopistica</em>) rivoluzione dei “<strong><em>democratici veri</em></strong>”, quelli della generazione che non ha conosciuto comunisti e democristiani, o che se anche l’ha conosciuta, l’ha messa definitivamente da parte. Il partito dove possono incrociarsi storie diverse, ma anche “<em>non storie</em>” come quelle dei ventenni di oggi, nati politicamente con l’idea del PD di Walter Veltroni. La rivoluzione di quei giovani che lavoreranno per costruire un partito vero, confrontandosi immediatamente sulla forma e sui contenuti, sull’identità e sui valori, e poi…POI…sui posti, sulle poltrone, sulle candidature.</p>
<p>Ho conosciuto e sto conoscendo tante persone, intorno a questo PD, che hanno la mia stessa voglia di dare “un senso a questa storia, a questo partito”. Che non è certo il <em>leit motiv</em> di Bersani,ma un auspicio concreto.</p>
<p style="text-align:justify;">   Bisogna agire, ora. Bisogna mettere in campo le forze e le intelligenze di chi crede ancora nell’idea di un partito democratico forte, maggioritario, che <strong>non sfrutti i territori come centri di potere</strong> <strong>e clientela</strong>, ma che si metta al servizio di tutti i cittadini che credono ci sia bisogno di un’alternativa al declino morale e sostanziale dell’Italia berlusconiana. Che affigga manifesti non solo per invitare a votare e per ringraziare, ma per comunicare ai cittadini interventi a favore della periferia, di decisioni della Giunta comunale in risposta alle sollecitazioni dei circoli PD territoriale o consiglieri comunali, che denunci i provvedimenti fantasma e gli annunci sconclusionati del governo. Che faccia formazione e informazione, e non solo propaganda.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-117" title="bersani" src="http://marcousai.wordpress.com/files/2009/11/bersani.jpg" alt="bersani" width="365" height="273" /></p>
<p><strong>Un PD di cui andare fieri, di cui essere orgogliosi, che si distingua per moralità e per concretezza.</strong> Non voglio più vergognarmi di un partito che tessera l’impossibile, stupratori seriali, malavitosi, killer, soltanto per fare numero, soltanto per permette a signorotti del posto di dire “<em>Io conto di più, io ho cinquecento tessere, io ne ho ottocento, per questo eleggo il coordinatore, per questo designo il candidato, per questo mi spettano 40 posti all’assemblea…</em>”. C’è bisogno di regole forti e valide per tutti, di norme morali che dicano chiaramente, ad esempio, che non decide chi ha più tessere, ma che lo stesso potere è nelle mani di tutti coloro che sono iscritti al partito, che contano i voti ricevuti, le persone che si riescono a coinvolgere e le iniziative da mettere in campo aldilà dei semplici momenti elettorali.</p>
<p style="text-align:justify;">E c’è bisogno di <strong>trasparenza</strong>. L’impressione di essere un partito delle “stanze chiuse” è diffusa, congressi farsa e tesseramenti gonfiati sono le martellate che reiteratamente regaliamo agli <em>attributi</em>, sacrificando così la credibilità del progetto e delle persone che ci sono intorno. Sono stanco di sentir definire “<em>giacobini</em>” e “<em>giustizialisti</em>” coloro che chiedono a questo partito più legalità e trasparenza. Stanco di sentirmi dire che è controproducente denunciare gli abusi, le magagne, le porcherie che si combinano in questo partito. Stanco di lasciare i panni sporchi in famiglia, poiché non vengono mai lavati e si accumulano sempre.</p>
<p>Per fare tutto questo non basta parlare, purtroppo, ma c’è bisogno di scendere nel pantano in cui questo partito si trova e <strong>combattere</strong>. C’è bisogno di strumenti efficaci, c’è bisogno di mettere le proprie facce in gioco e di giocarsi carte buone.</p>
<p><strong>È il caso di rischiare qualcosa, anche uno scontro rude tra generazioni, anche qualche defezione eccellente.</strong></p>
<p>È il caso anche di perdere un’elezione, di mandare un po’ di gente a casa per e farla lavorare per davvero, e consentire a chi ci tiene di lavorare e costruire. Abbiamo dinanzi un tempo sufficiente per costruire il partito che vogliamo. È l’ora di mettere fondamenta solide, radicate nei territori e nella società.</p>
<p>Abbiamo <strong>quattro milioni</strong> di voti persi da recuperare, che non sono né stupidi, ne ignoranti, né giustizialisti ma semplicemente delusi e scontenti da rimotivare; astensionismo e voto cattolico da riconquistare; un elettorato nuovo a cui puntare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-114" title="circo-massimo" src="http://marcousai.wordpress.com/files/2009/11/circo-massimo.jpg" alt="circo-massimo" width="485" height="321" /></p>
<p>È il caso di mettersi in moto da subito, per essere pronti ai prossimi appuntamenti. Il tesseramento territoriale (per i giovani), i congressi di circolo e provinciale per tutti gli iscritti.</p>
<p>Diamo un senso a questo partito, facciamolo insieme.</p>
<p style="text-align:right;">  <strong>Marco Usai</strong></p>
<p style="text-align:right;">“Invece di maledire il buio, è meglio accendere una candela”</p>
<p style="text-align:right;"> </p>
<p><strong>P.S.Vorrei che si potesse discutere su quanto ho scritto, in maniera pacata e serena.</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tornatore, Minoli e Veltroni a Catania ]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/04/tornatore-minoli-e-veltroni-a-catania/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 09:03:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[TE.ST Librinscena   Catania, giovedì 5 novembre 2009   ore 17 &#8211; Sede della Regione Siciliana (]]></description>
<content:encoded><![CDATA[TE.ST Librinscena   Catania, giovedì 5 novembre 2009   ore 17 &#8211; Sede della Regione Siciliana (]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Mettetevi d'accordo]]></title>
<link>http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/11/02/rutelli-lascia-il-pd-parlamentari-sarubbi-bersani/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 14:08:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreasarubbi</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho la febbre alta e non dovrei stare qui al computer, ma mi dispiaceva troppo bucare una giornata di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ho la febbre alta e non dovrei stare qui al computer, ma mi dispiaceva troppo bucare una giornata di]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Speravo di no]]></title>
<link>http://andreasarubbi.wordpress.com/2009/11/01/rutelli-lascia-il-pd-sarubbi-bersani/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 10:09:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>andreasarubbi</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;analisi di Francesco Rutelli è, per quanto mi riguarda, inoppugnabile. Le cose che ha ripetu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[L&#8217;analisi di Francesco Rutelli è, per quanto mi riguarda, inoppugnabile. Le cose che ha ripetu]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Rutelli lascia...proprio ora che c'è chiarezza]]></title>
<link>http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/11/01/rutelli-lascia-proprio-ora-che-ce-chiarezza/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 00:02:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>umbertonapolitano</dc:creator>
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<description><![CDATA[Francesco Rutelli ha deciso di lasciare, meglio così. Con l&#8217;elezione di Pierluigi Bersani alla]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/10/rutelli.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3935" title="rutelli" src="http://famiglieditalia.wordpress.com/files/2009/10/rutelli.jpg" alt="rutelli" width="125" height="100" /></a><strong>Francesco Rutelli</strong> ha deciso di lasciare, meglio così. Con l&#8217;elezione di <strong>Pierluigi Bersani</strong> alla guida del<strong> Pd</strong> si è fatta finalmente chiarezza. Si è data un&#8217;identità definitiva ad un progetto che era nato in modo enfatico, come un grande sogno, rimasto tale&#8230; perché di reale aveva ben poco. Era una &#8221; <em>cosa</em> &#8220;, ma cosa? Aveva un grande fine, per fortuna sopravvissuto: il via ad un <strong>bipolarismo</strong> che avrebbe dovuto e dovrebbe rappresentare la grande chance italiana per un riscatto della politica verso una conduzione meno confusa e meno tortuosa.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Ora, con il riavvicinarsi al partito di <strong>Casini</strong>, riscontriamo se non altro il definitivo abbandono da parte di Rutelli di un bluff che non poteva più sostenere: il Pd non è un partito da accomunare al <strong>Partito Democratico di Obama,</strong> come tentato di sostenere da parte di <strong>Veltroni e Franceschini</strong>, ma è un partito di centro sinistra composto dall&#8217;unione di un compromesso equilibrato tra il vecchio  <strong>PCI</strong> moderato e l&#8217;area di sinistra della defunta <strong>DC</strong>. Ingredienti similari, anche se opposti, che si possono riscontrare nel <strong>PDL</strong> di <strong>Berlusconi</strong> e <strong>Fini.</strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://images.google.it/imgres?imgurl=http://www.doxaliber.it/wp-uploads/images/casini_cartellone.jpg&#38;imgrefurl=http://www.doxaliber.it/vi-presento-in-anteprima-in-contemporanea-con-mentecritica-il-vincitore-di-queste-elezioni/766&#38;usg=__HIImBlT8Por_mlcEASAUB7JUE5s=&#38;h=354&#38;w=500&#38;sz=42&#38;hl=it&#38;start=21&#38;tbnid=5j2uB3oP5svV_M:&#38;tbnh=92&#38;tbnw=130&#38;prev=/images%3Fq%3Dcasini%26gbv%3D2%26ndsp%3D20%26hl%3Dit%26safe%3Doff%26sa%3DN%26start%3D20"><img class="alignleft" src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:5j2uB3oP5svV_M:http://www.doxaliber.it/wp-uploads/images/casini_cartellone.jpg" alt="" width="130" height="92" /></a>L&#8217;entrata di Rutelli nella scuderia di Casini servirà probabilmente a rimpinguare il &#8221; <em>forziere</em> &#8221; del progetto di un &#8221; <strong>grande centro</strong> &#8221; che potrebbe fare da &#8221; <em>ago della bilancia</em> &#8220; ogni qualvolta il distacco fra Pdl e Pd dovesse essere esiguo, in modo da esaltare quel compromesso &#8221; <em>all&#8217;italiana</em> &#8220; che sembra a volte, purtroppo, l&#8217;unica vera chance da mettere a disposizione del nostro popolo&#8230; ovvero, l&#8217;ennesima &#8221; <strong>cosa poco chiara</strong> &#8220;.</p>
<p style="text-align:justify;">Tra tanti politici che sognano e si propongono per il bene &#8221; <em>esclusivo</em> &#8221; degli italiani, molti di loro dimenticano quale sia il nostro vero sogno:  &#8221; <em>quello di essere governati da una maggioranza coesa sotto il vigile controllo di una opposizione altrettanto coesa&#8230;</em><strong><em> è chiedere troppo</em>? &#8220;&#8230;</strong> Non credo proprio, ben venga dunque l&#8217;elezione di Bersani, il quale ha subito chiarito dubbi e fantasie: la speranza nostra è quella che non ricada negli errori dei suoi predecessori e dia finalmente il via ad un contraddittorio&#8230; <strong>basato esclusivamente sui contenuti.</strong></p>
<p><em><strong><strong><em><a title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" rel="me" href="http://www.famiglieditalia.it/" target="_blank"><img title="Il sito ufficiale di Famiglie d’Italia" src="http://www.umbertonapolitano.com/famiglie.gif" alt="Famiglie d’Italia" /></a></em></strong></strong></em></p>
<p><strong><em>Umberto Napolitano</em></strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le sfide per Bersani: lavoro, democrazia e vera opposizione]]></title>
<link>http://gcenna.wordpress.com/2009/10/29/le-sfide-per-bersani-lavoro-democrazia-e-vera-opposizione/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 15:49:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>prcarmerina</dc:creator>
<guid>http://gcenna.wordpress.com/2009/10/29/le-sfide-per-bersani-lavoro-democrazia-e-vera-opposizione/</guid>
<description><![CDATA[di Alberto Burgio e Claudio Grassi su esserecomunisti.it del 29/10/2009 Al termine di una estenuante]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em><img class="alignleft" title="bersani" src="http://claudiocaprara.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/38949/bersani%20con%20sigaro.jpg" alt="" width="276" height="450" />di Alberto Burgio e Claudio Grassi su esserecomunisti.it del 29/10/2009</em></p>
<p>Al termine di una estenuante maratona congressuale, il Partito democratico ha scelto il segretario che lo guiderà in questi tempi difficili. Da osservatori esterni ma non indifferenti, salutiamo l’elezione di Pierluigi Bersani prendendo atto che le sue prime dichiarazioni mandano definitivamente in archivio la prima stagione del Pd. Quella legata al nome di Walter Veltroni, all’“inciucio” con Berlusconi sulla legge elettorale che aprì il bombardamento sul governo Prodi e decretò la fine anticipata della scorsa legislatura, all’avventurismo dell’autosufficienza (il patetico yes, we can), all’inconsistenza dell’opposizione al governo della destra, sancito dal crollo dei consensi (–7%) alle ultime europee. Il nuovo segretario sembra riconoscere il cumulo di errori commessi dal primo leader del partito e non corretti dal secondo. Ha giocato tutta la corsa alla successione su un’esplicita presa di distanza dal mito dell’autosufficienza. Ha promesso di parlare «con tutti i partiti all’opposizione del centrodestra». Ha persino definito «una grande cavolata» l’aver contribuito, nel 2007, alla elezione di Veltroni. Bene. Ma ci sono almeno due modi diversi di impostare il tema delle alleanze, una volta chiarito che l’autosufficienza porta dritti alla sconfitta.<!--more--><br />
Si può ragionare in termini puramente aritmetici. Posto che da soli (o con la sola Italia dei Valori) non si vince, occorre sommare forze diverse. Dispiace, sarebbe preferibile non esservi costretti e potere far da soli, ma la politica è l’arte del possibile, non quella dei miracoli. È necessario prendere atto della situazione e fare di necessità virtù.<br />
Questa impostazione è impeccabile, realistica e razionale. Sembra tuttavia alquanto riduttiva. I voti, il giudizio degli elettori e i loro orientamenti politici non sono solo vincoli, di cui tenere conto opportunisticamente, in una logica ragionieristica. Sono prima di tutto ingredienti della composizione politica del Paese. Che un politico di grandi ambizioni dovrebbe considerare in positivo, riconoscendovi un fattore costitutivo del «blocco storico» da rappresentare e, possibilmente, espandere. Dietro quei voti che si intendono riconquistare ci sono ragioni, interessi, bisogni e progetti. Ci sono culture politiche, idee e valori. Un leader che abbia chiara la necessità di ricostituire un insieme di forze capace di conquistare la maggioranza dei consensi deve sapervi scorgere anche una ricchezza e una potenzialità, non soltanto un problema.<br />
In altre parole, il primo banco di prova che attende il nuovo segretario del Pd consiste nella riconsiderazione critica della teleologia (e della teologia) maggioritarista. Lo schema culturale del maggioritario è povero e tendenzialmente autoritario. Di fronte alla pluralità, reagisce semplificando e imponendo aut-aut. Di fronte alla differenza, replica – da posizioni di forza – programmando «riduzioni a uno». Il guaio non è soltanto che così si perdono pezzi ed elezioni (soprattutto se non si dispone di grandi ricchezze per corrompere e di grandi apparati mediatici per manipolare e convincere). È che, a forza di rifiutarsi autisticamente di ascoltare le critiche altrui e di dialogare con le altrui ragioni, ci si impoverisce. Uscire davvero dal miserrimo schema veltroniano non significa costruire alleanze a suon di mediazioni e compromessi, ma impegnarsi affinché tutte le posizioni politiche che articolano lo schieramento dell’opposizione politica e sociale alla destra possano esprimersi e concorrere a rovesciare l’attuale quadro politico.<br />
Detto questo, si è tuttavia solo all’inizio. L’ideologia maggioritarista è un architrave della cosiddetta «seconda Repubblica». È stata un cardine delle riforme istituzionali degli anni Novanta che hanno modificato in profondità il sistema politico italiano nel segno della personalizzazione della lotta politica, introducendo elementi di «federalismo» e presidenzialismo e ponendo ai margini le assemblee elettive (non solo il Parlamento nazionale, ma anche i Consigli territoriali). Dopo quindici-vent’anni è tempo di bilanci, e il nuovo segretario del Pd dovrebbe avere la forza e l’onestà intellettuale di comprenderlo.<br />
All’inizio, quella stagione di riforme promise mari e monti. Stando ai suoi fautori, la transizione al «nuovo» (al sistema bipolare-semipresidenziale) avrebbe dovuto coniugare democrazia e governabilità, implementando la sovranità degli elettori ed esaltando l’efficienza del sistema. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Gli elettori hanno ridottissimi margini di scelta, soprattutto per via delle soglie di sbarramento e della logica del «voto utile» (che lede il diritto alla rappresentanza, violando il principio di eguaglianza sancito dalla Costituzione). E il confronto politico è degenerato in una rissa senza fine che alimenta pulsioni anti-politiche, minaccia l’autonomia dei poteri costituzionali e degli organi di garanzia, mette a repentaglio l’unità stessa del Paese e lascia drammaticamente irrisolti veri problemi del Paese. Si chieda a mente serena, l’on. Bersani, se il Paese stia meglio o peggio che negli anni Ottanta. Si domandi se il tratto di strada percorso in questi vent’anni abbia aumentato o ridotto le risorse del Paese, il suo capitale umano, il suo tasso di giustizia sociale, le sue concrete chances di sviluppo. E si interroghi sul ruolo svolto dalle forze del centrosinistra in una stagione di riforme che avrebbe dovuto imprimere una spinta nel segno della modernità e della democrazia.<br />
La questione non riguarda soltanto il terreno istituzionale. Sull’onda delle riforme che hanno trasformato il sistema politico, hanno avuto corso in questi quindici anni processi che hanno cambiato il sistema produttivo, il mercato del lavoro e l’intera geografia sociale italiana. Questi processi si chiamano: concertazione, privatizzazioni e liberalizzazioni, flessibilità e delocalizzazione, e, non da ultimo, «risanamento della finanza pubblica». Anche su questo terreno, vinta la corsa alla segreteria, il nuovo leader del Pd dovrebbe aprire una riflessione sobria e libera da pregiudizi. Tanto più che ha subito assicurato di considerare la difesa del lavoro un tema prioritario del proprio impegno, il che – se le parole hanno un senso – dovrebbe significare il ripudio di un’altra brillante trovata veltroniana: l’equidistanza tra padroni e operai, equiparati sotto la generica etichetta di «produttori».<br />
A che punto siamo arrivati grazie a queste «riforme» modernizzatici, che avrebbero dovuto dare slancio al sistema produttivo e promuovere una maggiore giustizia sociale? Limitiamoci a pochi dati di fatto attestati dalle statistiche ufficiali.<br />
L’Italia è al penultimo posto nella classifica europea delle retribuzioni del lavoro dipendente e in vetta alla classifica della disuguaglianza. Le privatizzazioni hanno prodotto una oligarchia intoccabile di super-ricchi e coinvolto beni e servizi di prima necessità, ledendo i diritti di cittadinanza. Le pensioni dei lavoratori a tempo indeterminato hanno perso in media il 30% del potere d’acquisto (per quelle dei precari mancano dati aggregati, ma la perdita è almeno doppia). Per oltre 4 milioni di persone (in particolare giovani, donne e migranti) la flessibilità si è tradotta in sotto-occupazione e lavoro nero, precarietà, dequalificazione e povertà. Ricevendo continui incentivi pubblici (da ultimo, con la scusa delle misure anti-crisi) e potendo fare profitti col taglio dei «costi del lavoro», le imprese non hanno investito in ricerca e innovazione. La rinuncia dello Stato a qualsiasi ruolo di direzione e programmazione dello sviluppo si è tradotta nell’assenza di politica industriale e questa, a sua volta, nel declino dell’apparato produttivo nazionale.<br />
Negli ultimi quindici anni – prima dell’esplosione della crisi – il Pil è rimasto al palo. Il potere contrattuale del sindacato non è mai stato così basso (come mostra anche la drammatica caduta della sicurezza sul lavoro). La democrazia sindacale è una chimera, mentre è in corso lo smantellamento del contratto nazionale di lavoro. Il cosiddetto «risanamento» si è tradotto in drastici tagli alla spesa sociale (mentre la spesa per le armi e le missioni «di pace» sui fronti di guerra non si tocca, anzi continua ad aumentare) e in una accresciuta pressione fiscale sul lavoro dipendente (in un Paese in cui capitale e lavoro autonomo sottraggono al fisco oltre 250 miliardi di euro l’anno). E forse tutto ciò ha qualcosa a che vedere col dilagare del razzismo e dell’intolleranza, con la reviviscenza dello squadrismo fascista e lo spostarsi a destra di vasti settori del mondo lavoro e della stessa classe operaia.<br />
Non ci illudiamo che l’on. Bersani sottoscriverebbe anche le virgole di questa sintesi. Ma le sue linee di fondo, che si limitano a riportare semplici evidenze, dovrebbe condividerle, poiché solo riconoscendo l’insostenibile condizione del lavoro potrebbe spiegarsi come mai le forze del centrosinistra hanno via via dissipato un grande patrimonio di consensi e non siano mai state capaci di conservare la maggioranza dopo aver vinto, più o meno fortunosamente, le elezioni. Non si tratta di difendere convinzioni e partiti presi. Si tratta di capire che cosa è accaduto, in un non più breve lasso di tempo, in Italia e in Europa, dove le forze socialdemocratiche hanno praticato politiche neoliberiste rinunciando alla difesa del lavoro dipendente. Si tratta di riflettere criticamente su una linea politica che, ancora negli ultimi anni, ha privilegiato gli interessi dell’impresa e della finanza speculativa, finendo col riconsegnare il Paese, per la terza volta, a una destra reazionaria, decisa a sovvertire il quadro costituzionale e a blindare la subordinazione delle classi lavoratrici.<br />
Saprà l’on. Bersani dar corso alla riflessione seria e spregiudicata che lo attende? Stiamo a vedere. Intanto, ci permettiamo di rivolgergli una proposta e un piccolo suggerimento.<br />
Gli proponiamo in primo luogo di marcare l’assunzione dell’importante incarico al quale è stato chiamato promuovendo una grande mobilitazione per il lavoro e contro i licenziamenti, per il reddito di chi è colpito dalla crisi e contro il governo e la sua sciagurata politica economica. A questa iniziativa, che potrebbe culminare in una grande manifestazione di popolo e mostrare al Paese che esiste ancora un enorme potenziale di lotta per la difesa dei diritti del lavoro e della Costituzione, parteciperebbero con ogni probabilità tutte le forze politiche e sociali avverse alla destra, che oggi stentano a trovare denominatori comuni per mettere a valore la propria forza d’urto.<br />
Poi, visto che la politica è fatta anche di simboli, ci permettiamo di suggerire al nuovo segretario del Pd un piccolo gesto che parlerebbe in modo chiaro non solo alle lavoratrici e ai lavoratori che egli dichiara di voler tutelare, ma anche all’insieme della cittadinanza, spaventata per la continua emorragia di diritti e di garanzie. Trovi cinque minuti per una telefonata di felicitazioni e chiami Dante De Angelis, il macchinista licenziato da Trenitalia per aver denunciato i gravi problemi di sicurezza che affliggono le ferrovie italiane da quando anch’esse sono gestite come un’azienda privata, tesa a far soldi piuttosto che a fornire un servizio pubblico. Gli telefoni per rallegrarsi con lui della sentenza che lo ha reintegrato sul posto di lavoro riconoscendo la fondatezza della sua denuncia e dando torto all’azienda. Mostri concretamente di avere capito davvero che una battaglia di opposizione alla destra passa in primo luogo per una precisa scelta di campo a favore del lavoro e dei diritti sociali.</p>
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<title><![CDATA[Un sms Riformista (ep. 11)]]></title>
<link>http://ambrox.wordpress.com/2009/10/29/un-sms-riformista-ep-11/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 10:01:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>ambrox</dc:creator>
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<description><![CDATA[Opinioni Per Veltroni è un suicidio rifluire nel socialismo. Per Berlusconi la vera anomalia sono i ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><span style="color:#ffffff;">Opinioni</span></strong></p>
<p><em><span style="color:#ff0000;">Per Veltroni è un suicidio rifluire nel socialismo. Per Berlusconi la vera anomalia sono i pm comunisti. Per Bersani la politica non è un lenzuolo. Mi piacerebbe sentire cosa pensano gli italiani.</span></em></p>
<p><span style="color:#ff0000;"><em>Ambrox</em></span></p>
<p><span style="color:#ffffff;">Il Riformista, SMS/Mail, pag 16, giovedì 29 ottobre 2009</span></p>
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