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	<title>vespa-125 &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "vespa-125"</description>
	<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 14:31:14 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[L'automobile]]></title>
<link>http://ricordandoreda.wordpress.com/2009/03/20/lautomobile/</link>
<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 20:07:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Ruggero</dc:creator>
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<description><![CDATA[  La Fiat Balilla di Ebro Cicognani. La signora Santina ha in braccio Vittorio, mentre il primogenit]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p> </p>
<div id="attachment_710" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-710" title="balillaebroweb" src="http://ricordandoreda.wordpress.com/files/2009/03/balillaebroweb.jpg" alt="La Fiat Balilla di Ebro Cicognani. La signora Santina ha in braccio Vittorio, mentre il primogenito Claudio è seduto sul predellino. La fotografia è del 1938, fatta nel cortile della loro casa a Reda. Si nota sulla sinistra il portone della macelleria di Michilì." width="500" height="355" /><p class="wp-caption-text">La Fiat Balilla di Ebro Cicognani. La signora Santina ha in braccio Vittorio, mentre il primogenito Claudio è seduto sul predellino. La fotografia è del 1940, fatta nel cortile della loro casa a Reda.         Si nota sulla sinistra il portone della macelleria di Michilì.</p></div>
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<p>La Balilla era stata introdotta dalla Fiat nel 1932 e a causa del suo prezzo abbordabile (10.800 lire di quel tempo) fu un grande successo. In Italia all’inizio della guerra esistevano poco più di 300.000 auto, nel 1965 erano già 5 milioni e oggi abbiamo superato i 35 milioni. La targa sulla Balilla nella foto del matrimonio di Ortelli porta il numero 4290, mentre quella sulla cinquecentina bianca di Giuliano 66.315, questo ovviamente per la sola provincia di Ravenna. L&#8217;introduzione del motoscooter con due marche concorrenti: la Lambretta e la Vespa fu rapidissima. In pochi anni divennero molto popolari, non solo tra i giovani, ma anche tra le persone di una certa età, si formarono, in tutta Italia Club dell’una e dell’altra marca con raduni regionali e nazionali di Vespisti e Lambrettisti. Perfino Don Roberto, il cappellano, si comperò la Vespa. Ai giovani il motoscooter piaceva molto perché era leggero, facile da guidare e permetteva di caricare sul seggiolino posteriore un amico o meglio ancora la morosa.</p>
<p>Inverno 1965, sull’appennino Tosco-Romagnolo c’è la neve. Si può sciare. Giuliano, Claudio e Mario decidono di andare a Campigna con la Cinquecentina bianca. Sono alle prime armi come sciatori, ma che importa in compagnia è sempre un divertimento. </p>
<p>Le loro storie in fatto di motorizzazione sono tipiche di quegli anni. Giuliano, prima della Cinquecento, aveva avuto un motorino rosso marca DEM da 48 cc a due tempi che andava a miscela. Claudio aveva anche lui la Fiat 500, che aveva sostituito una motocicletta Motom 84 cc a benzina e a quattro tempi. Mario, fin dal 1963 aveva un’auto Bianchina 500 cc e prima aveva condiviso con i fratelli una Vespa 125. Le stesse cose si possono dire per molti dei giovani della loro età in quegli anni. Per quanto mi riguarda, dopo la Vespa 125, avevo avuto un’altra Vespa e poi nel 1960 con il mio secondo lavoro ebbi in uso la mia prima macchina, una 1100 Fiat di colore bianco. </p>
<p>Sul finire degli anni ‘60 don Stefano aveva organizzato e gestiva una casa-albergo sulle Dolomiti, precisamente a Tamion in comune di Vigo di Fassa. Il personale che lavorava nell’albergo era tutto di Reda con un contratto alla pari e le mamme si portavano su i figli per fargli respirare la buona aria di montagna. Così fu possibile, con una spesa modesta, per molti Redesi, giovani e anziani, passare un periodo di vacanze in quelle meravigliose montagne. Tutto questo era possibile grazie alla disponibilità di automobili, dda parte di molte famiglie.</p>
<p>A Reda cominciarono ad arrivare, per qualche settimana durante l’estate cartoline illustrate delle Dolomiti che stimolarono il desiderio in chi era rimasto a casa di fare almeno una gita di pochi giorni. Era il periodo che si erano diffuse le Fiat “Cinquecento” e le piccole Bianchi dette le “Bianchine”. Era un viaggio lungo senza autostrade e con macchine di piccola cilindrata, nonostante ciò molti lo fecero.</p>
<p>Poi la diffusione dell’auto fu un crescendo continuo anche a Reda, tanto che fu necessario costruire una piazza-parcheggio a fianco del Bar. A questo scopo venne utilizzato tutto il campo dei Masitē.</p>
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<title><![CDATA[Non c'è limite allo schifo!]]></title>
<link>http://pxarcobaleno.wordpress.com/2008/03/18/non-ce-limite-allo-schifo/</link>
<pubDate>Tue, 18 Mar 2008 17:16:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>pxarcobaleno</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ciao a tutti. Sono appena rientrato a casa dall&#8217;università. Oggi ho partecipato ad una giornat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ciao a tutti. Sono appena rientrato a casa dall&#8217;università. Oggi ho partecipato ad una giornata d&#8217;informazione sulle vecchie e nuove droghe in circolazione. Tra le tante cose interessanti (magari non edificanti ma interessanti si) ne ho sentita una che mi ha fatto girare le palle: <!--more-->sembra che da un po&#8217; di tempo a &#8217;sta parte (in special modo nei locali notturni) sia diffusissima una droga liquida, inodore e incolore, che racchiude in se proprietà allucinogene ed ecstasy in grado di generare in chi la assume un vuoto temporale che, oltre a non far ricordare tutto quello che avviene nelle due ore successive all&#8217;assunzione, azzera anche dalla memoria i ricordi delle due ore precedenti rispetto all&#8217;assunzione. Sembra che spesso sia &#8220;offerta&#8221; a clienti ignari del contenuto del &#8220;coctail&#8221; che stanno per ingerire. A quanto pare le vittime prescelte dalle teste di cazzo che propinano la bevanda siano, come è facile intuire, le ragazze. Lo scopo è evidentemente quello di riuscire ad avere rapporti sessuali con le buone o con le cattive. Tanto, in ogni caso, le malcapitate non ricorderanno nulla salvo di essere andate in discoteca e di aver bevuto una coca cola e&#8230; e&#8230; e&#8230; cazzo non ricordo&#8230; cos&#8217;ho fatto dopo?<br />
Non c&#8217;è davvero limite allo schifo. Belli i tempi in cui si organizzavano grigliate in spiaggia con vinello sincero, un fuoco, una chitarra e, perchè no, uno spinello da fumare tutti insieme e poi i giochi, le confidenze e le colazioni all&#8217;alba.<br />
State all&#8217;occhio fanciulle&#8230;non c&#8217;è da fidarsi.<br />
Un saluto a tutti.<br />
Px.</p>
</div>]]></content:encoded>
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