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	<title>viaggi &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/viaggi/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "viaggi"</description>
	<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 21:23:59 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Fiabe della buona notte.]]></title>
<link>http://patonzina.wordpress.com/2009/11/25/fiabe-della-buona-notte/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 21:20:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>patonzina</dc:creator>
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<description><![CDATA[La principessa: Magari prima o poi il Quarto di Luna attraccherà in qualche porto, chissà. Il marina]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote>
<p style="text-align:center;"><strong>La principessa: </strong><em>Magari prima o poi il Quarto di Luna attraccherà in qualche porto, chissà.</em><br />
<strong>Il marinaio</strong>: <em>Sono così increspate le onde del mare&#8230;e forte è la mano del capitano che stringe il timone della sua nave&#8230;nel tentativo di domarla. Di non essere in balia delle onde. Dovrà aspettare che torni il sereno se vorrà baciare la terra ferma&#8230;<br />
</em><strong>La principessa:</strong><em> D&#8217;altronde, l&#8217;inverno è il tempo delle tempeste, della nebbia, del perdersi&#8230;dell&#8217;arrivare fino alla fine del mondo per avere voglia di tornare da qualche altra parte.<br />
</em><strong>Il marinaio:</strong><em> Non è inverno, amore. ..Qualcosa di molto più profondo.</em><br />
<strong>La principessa:</strong> <em>E&#8217;il tuo inverno, amore. non durano mica tutti lo stesso tempo.</em></p>
<p style="text-align:center;"><strong><em>Buonanotte.</em> E al prossimo viaggio.</strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong></strong><em>(Piesse. So che non mi chiederai i diritti d&#8217;autore, e sorriderai un po&#8217;).</em></p>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Varie cose]]></title>
<link>http://stefanoromagna.wordpress.com/2009/11/25/varie-cose/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:41:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Romagna</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quello che sto vivendo è un periodo pieno di cose belle, brutte e mediamente fastidiose. Ho fatto ac]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Quello che sto vivendo è un periodo pieno di cose belle, brutte e mediamente fastidiose. Ho fatto acquisti libreschi, <a href="http://pallaroni-pavia.blogautore.repubblica.it/files/2008/06/1201vipd.jpg">McCarthy</a> e <a href="http://static.blogo.it/booksblog/centi.jpg">Centi</a> su tutti, conosciuto gente interessante, dato esami dei quali aspetto ancora i risultati e non vedo l&#8217;ora di mettere le mani su <a href="http://www.anobii.com/books/Anobii._Il_tarlo_della_lettura/9788817036924/0172c611e10f29fcf4/">questo</a>, in uscita domani. Sono curioso di sapere se ne è valsa la pena e il modo in cui la Rizzoli si è presa la briga di curare l&#8217;iniziativa. Alla fine tra i commenti dovreste trovare anche il mio (o i miei, non è ancora chiaro), e la cosa ha senz&#8217;altro un peso non indifferente sulla scelta di comprarlo o lasciarlo sullo scaffale, anche solo per un piacevole ricordo e per il fatto che, qualità a parte, l&#8217;intero devoluto andrà in beneficenza.<br />
Provo comunque molto fastidio per i giudizi negativi a priori che iniziano a fioccare, probabilmente da gente il cui unico fine è rosicare in un modo tanto plateale da cadere nel ridicolo, soprattutto perché il libro non è ancora in commercio e quindi ogni critica, positiva o negativa che sia, non ha luogo d&#8217;esistere.<br />
Per il resto non saprei che dire. Sto attraversando una fase in cui apatia e voglia di fare si scontrano senza che nessuna delle due esca vincitrice, con la sola nota positiva del Laboratorio di Composizione in Lingua italiana a cui sono stato ammesso. Sono strano, lo so, ma meno male che tra dieci giorni parto per Londra e vaffanbagno, nella capitale britannica mi ci voglio perdere in ogni senso.<br />
Ah, ho anche iniziato a scribacchiare un nuovo racconto. E&#8217; confuso, diverso da qualsiasi altra cosa abbia mai scritto e si agita nella mia mente senza capo né coda come se non ne volesse sapere di manifestarsi in forme più consone. E&#8217; capriccioso, volubile e per il momento non mi ha detto altro che il suo nome: Quando s&#8217;alza il vento.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Riviera Maya, Messico]]></title>
<link>http://snemfoto.wordpress.com/2009/11/25/riviera-maya-messico/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 16:35:45 +0000</pubDate>
<dc:creator>Snem</dc:creator>
<guid>http://snemfoto.wordpress.com/2009/11/25/riviera-maya-messico/</guid>
<description><![CDATA[Alcune foto dell&#8217;ultimo viaggio in Messico: Sito archeologico di Chichen Itza Piramide di Cobá]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Alcune foto dell&#8217;ultimo viaggio in Messico:<br />
Sito archeologico di Chichen Itza<br />
<a href="http://www.dreamstime.com/chichen-itza-rimage11284529-resi175559"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_443/1255184630JH27rj.jpg" border="0" alt="Chichen Itza" /></a><a href="http://www.dreamstime.com/temple-of-the-jaguars-and-eagles-rimage11274682-resi175559"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_443/1255111680py2d9Y.jpg" border="0" alt="Temple of the Jaguars and Eagles" /></a><br />
<a href="http://www.dreamstime.com/chichen-itza-rimage9938482-resi175559"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_413/1246102743pn9U63.jpg" border="0" alt="Chichen Itza" /></a><a href="http://www.dreamstime.com/feathered-serpent-chichen-itza-rimage9866376-resi175559"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_411/124560507573gIMv.jpg" border="0" alt="Feathered Serpent, Chichen Itza" /></a></p>
<p>Piramide di Cobá</p>
<p><a href="http://www.dreamstime.com/mayan-pyramid-rimage11285630-resi175559"><br />
<img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_443/1255190010V3p6l6.jpg" border="0" alt="Mayan pyramid" /></a></p>
<p>Spiaggia di Tulum</p>
<p><a href="http://www.dreamstime.com/tropical-beach-rimage11274288-resi175559"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_443/12551092241PGadR.jpg" border="0" alt="Tropical beach" /></a></p>
<p>Giungla tropicale</p>
<p><a href="http://www.dreamstime.com/jungle-pond-rimage9939944-resi175559"><br />
<img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_413/12461143516BZk1E.jpg" border="0" alt="Jungle pond" /></a><a href="http://www.dreamstime.com/tropical-rocky-coast-rimage9938790-resi175559"><img src="http://thumbs.dreamstime.com/thumb_413/1246105474cdbUv3.jpg" border="0" alt="Tropical rocky coast" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'arca della conoscenza]]></title>
<link>http://fabristol.wordpress.com/2009/11/25/larca-della-conoscenza/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 15:24:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>fabristol</dc:creator>
<guid>http://fabristol.wordpress.com/2009/11/25/larca-della-conoscenza/</guid>
<description><![CDATA[Una breve postilla al post di qualche giorno fa sul Progetto Orione. Se quegli uomini di sessanta an]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://fabristol.wordpress.com/files/2009/11/sombrero_galaxy_big1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1690" title="sombrero_galaxy_big" src="http://fabristol.wordpress.com/files/2009/11/sombrero_galaxy_big1.jpg" alt="" width="360" height="210" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Una breve postilla al <a href="http://fabristol.wordpress.com/2009/11/23/un-fiume-in-piena/">post di qualche giorno fa</a> sul Progetto Orione.</p>
<p style="text-align:justify;">Se quegli uomini di sessanta anni fa fossero riusciti a partire verso Marte o verso un pianeta extrasolare negli anni 50, avrebbero potuto fondare una colonia di potenziali ignoranti. Parlavano di portare oggetti, libri e film ma come in quella stupida domanda &#8220;Che cosa porteresti in un&#8217;isola deserta?&#8221;, quegli uomini avrebbero potuto scegliere solo pochi libri, qualche disco in vinile e qualche bobina del cinematografo. E&#8217; vero, tutta la conoscenza dell&#8217;umanità era servita a costruire quell&#8217;astronave ma che senso avrebbe avuto se poi tutta quella conoscenza sarebbe rimasta sulla Terra? Quanti libri si sarebbero potuti portare? E in quale lingua sacrificando tutte le altre? E quando dopo cinquanta anni i libri sarebbero diventati polvere dove i nuovi coloni avrebbero trovato la carta per stamparne di nuovi?</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma tutto questo per dirvi che solo oggi grazie alle tecnologie digitali un&#8217;ipotetica spedizione umana su un altro pianeta potrebbe portarsi dietro tutti i libri scritti dall&#8217;umanità, in tutte le lingue; tutte le canzoni scritte dall&#8217;umanità degli ultimi duecento anni in tutte le lingue. L&#8217;intero patrimonio fotografico dall&#8217;avvento della dagherrotipia fino ad oggi. Tutti i film prodotti dall&#8217;uomo. Ed ogni colonia che partirà da questi pianeti fra migliaia di anni si porterà a sua volta le informazioni della Terra originaria e della nuova cultura nata in quei pianeti e la porterà verso nuove stelle. Un&#8217;arca della salvezza piena, non di animali, ma di conoscenza. Tutti i nostri antenati non saranno morti invano. Vivranno su altri pianeti, illuminati dalla luce di altre stelle, fino alla fine dei tempi. La staffetta continuerà ancora, il fiume dell&#8217;umanità non si fermerà mai almeno fino a quando l&#8217;Universo ce lo permetterà.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Continuum spazio temporale.]]></title>
<link>http://godblessmarta.wordpress.com/2009/11/25/continuum-spazio-temporale/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 14:47:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>godblessmarta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Passa tutto troppo in fretta. Si fa parte di un grande piano di umori e cambiamenti. Come la foglia ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Passa tutto troppo in fretta. Si fa parte di un grande piano di umori e cambiamenti. Come la foglia ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fiorellino giramondo volume 1 (un'estate al mare)]]></title>
<link>http://notturno62.wordpress.com/2009/11/25/fiorellino-giramondo-volume-1-unestate-al-mare/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 12:00:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>notturno62</dc:creator>
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<description><![CDATA[http://www.youtube.com/watch?v=NZposfBA6pI Ok. E&#8217; fatta, i miei sono partiti! Per l&#8217;esat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=NZposfBA6pI">http://www.youtube.com/watch?v=NZposfBA6pI</a></p>
<p>Ok. E&#8217; fatta, i miei sono partiti! Per l&#8217;esattezza mio padre pare fosse sveglio circa alle 6 del mattino sperando che mia madre lo seguisse a ruota ma chiaramente, mia madre, pare lo abbia guardato, abbia sorriso e si sia rigirata nel letto svegliandosi intorno alle 8. Mio padre nel frangente ha riempito la macchina di ogni ben di Dio, cane compreso, cane che ogni volta che entra in una macchina teme di esser abbandonato al primo angolo sperduto ma questo è frutto del trauma subito quando era cucciolo dato che, sperduto e ad un angolo, lo trovammo noi nel lontano &#8216;98. Certi traumi non si superano. Detto questo, io mi son svegliata intorno alle 9, ho preparato il caffè e deciso che prima avrei bevuto una moka intera e poi affrontato la telefonata con mia madre. Diversamente avrei avuto poche speranze di riuscita, del resto, <em>&#8220;la grandezza di una persona sta nell&#8217;ammettere i propri limiti</em>&#8221; come disse in sede d&#8217;esame il prof di Diritto Tributario quando io, subdola come non mai, cercai di salvare il 26 estorto al suo assistente in un dialogo di questo tipo:</p>
<p>-Signorina come mai lei il processo tributario lo sa&#8230;così! (a dire&#8230;di merda va!ma non poteva dirlo)</p>
<p>-Vede prof, io potrei dirle qualsiasi cosa adesso, compreso usar la carta dell&#8217;emozione ma chiaro è che son serenissima in questo momento(lui annuisce sornione) e poche cose mi agitano sul serio(lui sorride partecipe) e ad un certo punto della vita uno impara ad esser onesto con se stesso(lui annuisce grave)..ecco, vede, la sua materia non fa per me(lui si paralizza e io entro in campo minato con l&#8217;energia dei marines), mentirei se dicessi il contrario e quel 26(lui è travolto tipo da una lieve scossa!) che ho preso col suo assistente per me rappresenta tanto dato che ho faticato per comprendere tutto ciò che è tributo quindi, quando son arrivata a studiar il secondo volume, quello sul processo, notando che era materia più vicina a me, a questi studi, ho peccato d&#8217;arroganza credendo di poterla studiare in meno tempo(lui si fa riflessivo). Mi son quindi concentrata sulla prima parte e questo è il risultato, mi dispiace, ma questa è la verità e, vede, lei ora mi può mandar via (lui è dispiaciuto) ma non credo le cose cambierebbero di molto perchè ho studiato così tanto la prima parte senza afferrarla che mi devo fermare qui, di più non comprenderei comunque(lui sembra mio padre!!).</p>
<p>Chiaro è che il 26 non lo salvai ma meritavo di esser cacciata con un calcio nel fondoschiena sapendo metà programma, invece presi un 25 per la faccia da culo e, del resto, è anche questo che ti insegnano a Legge, se non la prima cosa. Quel che conta oltre alla preparazione resta la serenità mista allo stoicismo, la buona parlantina e una grande, fotonica, faccia da culo! Elementi che, ad essere sincera, non mi son mai mancati e neppure quando, subito dopo l&#8217;esame, passai al volo nella libreria giuridica per rivendere il libro sul processo tributario che era NUOVO, scricchiolava ancora se provavi ad aprirlo e la tizia della libreria guardandomi dubbiosa disse:</p>
<p>-Ehi ma non lo hai preso la settimana scorsa??</p>
<p>-Eh si, mi son sbagliata, non devo studiarlo questo volume, posso rivendertelo?</p>
<p>-Certo!</p>
<p>(e vai di soldi indietro!)25 sul libretto, 20 euro in tasca e una Tributarista in meno nel brutto mondo dei Tributaristi. Nessuno sentirà la mancanza dell&#8217;altro, credo. Comunque, tornando ai miei, alla fine son partiti intorno alle 9 e 30 e alle 10 e 30 io ho trovato il coraggio e li ho chiamati. Mia madre porta addosso l&#8217;euforia della sposina in viaggio di nozze e non la si tiene. Parlo con lei e mi figuro la scena di mio padre che guida scoglionato perchè è sveglio dalle 6 e ancora non si è rassegnato all&#8217;idea di aver messo su una famiglia che al mattino vuol dormire e ha sempre ragionato della serie: &#8220;perso un treno acciappo l&#8217;altro!&#8221; mentre lui ragiona della serie &#8220;perso un treno sono fottuto, A VITA!&#8221;.Chiaro è che a casa mia, parliam tutti lingue differenti, da sempre. Parlo con mia madre e immagino Ronni con la sua sindrome dell&#8217;abbandono che si agita sul sedile posteriore e intanto mamma mi dice di provare a parlarci!</p>
<p>-Vuoi parlare con la sorellina??</p>
<p>-Mamma che dici? Dai è tardi, devo far la valigia anche io!</p>
<p>-Su, un secondo, dì il suo nome te lo passo!</p>
<p>-A R G H!</p>
<p>-Niente Ro non reagisce!</p>
<p>Ho riso e ho messo giù dicendo che ci saremmo sentiti in itinere. Tempo mezz&#8217;ora e mia madre mi richiama, ride:</p>
<p>-Roooooo!ahahahahah!Senti!Senti!Riesci a sentire???</p>
<p>-Cosa?</p>
<p>-La canzone!!&#8217;Spetta che avvicino il telefono alla cassa!Senti che ho trovato!Non ti ricorda niente??????</p>
<p>-Non sento nulla mami!</p>
<p>-Alzo il volume!(e sento mio padre che si sganascia dandole della matta!)&#8230;Ricordi???</p>
<p>è stato lì che l&#8217;ho sentita&#8230;è stato lì che è successo!Il passato che ritorna, improvviso, inarrestabile, un fiume in piena di ricordi e a momenti mi prende un coccolone! La vecchia mini di mio padre, quella con cui partirono addirittura per il viaggio di nozze, per intenderci! Mia madre in pareo e cappello di paglia, mio padre al volante che sclera per il caldo e contro noi che siamo sempre in ritardo <em>chè al mare si va alle 7 del mattino non alle 11!!(eeccerto!).</em> Mia sorella e io che ci ammazziamo sul sedile posteriore mentre proviamo a giocar con le carte che cadono ad ogni curva! Mia madre che urla di farla finita altrimenti non ci compra il cornetto alla crema, <em>quello buono, </em>del baretto sulla spiaggia e io penso ai litri di crema anti abbronzatura che ci ha spalmato addosso e che lasciamo sui sedili in pelle ad ogni curva di cui prima! Mio padre che urla che gli sporchiam la macchina, che la gente non sa guidare, che c&#8217;è traffico e ogni tanto, come posseduto,dice <em>che panorama! Che</em> <em>giornata!</em> poi torna a sclerare giusto per non perdere il ritmo! Tutto torna in un secondo, compreso l&#8217;ombrellone che fanno sempre portare a me e mi sbilancia e mi<em> incappotto</em> ad ogni passo, compreso il frigorino (tipico anni &#8216;80!) con l&#8217;acqua che per farla uscire devi schiacciare un bottone che non funziona manco a pagarlo e intanto ti si storce un dito e quando funziona l&#8217;acqua sa di plastica. Tutto torna perchè mia madre, in quel momento,  ha messo su, dal niente, questa:</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=Vf-Xlc_k8mo">http://www.youtube.com/watch?v=Vf-Xlc_k8mo</a></p>
<p>Lei canta come allora e io rido che a momenti muoio. Io li amo, maledizione, e adesso ho solo una gran voglia di vederli, faccio la valigia e parto!</p>
<p>&#160;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[C6 TV | Miss P, l'eroina delle missioni umanitarie]]></title>
<link>http://tinaventuri.wordpress.com/2009/11/25/c6-tv-miss-p-leroina-delle-missioni-umanitarie/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 11:32:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>tinaventuri</dc:creator>
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<description><![CDATA[Milano. Tina Venturi, attrice comica e doppiatrice pubblica il suo libro &#8220;Le avventure di Miss]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://www.c6.tv/archivio?task=view&#38;id=7088"></p>
<p>Milano. Tina Venturi, attrice comica e doppiatrice pubblica il suo libro &#8220;Le avventure di Miss P&#8221;, dove racconta con uno stile leggero e ironico la sua esperienza di missionaria laica. Tina ha partecipato all&#8217;iniziativa del sito www.missionepossibile.com, dal quale ognuno può organizzarsi per fare un viaggio e affrontare la realtà degli aiuti umanitai all&#8217;estero. Servizio di Filippo Massaro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Voglia di viaggiare...]]></title>
<link>http://detomi.wordpress.com/2009/11/25/voglia-di-viaggiare/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:55:54 +0000</pubDate>
<dc:creator>nick85vic</dc:creator>
<guid>http://detomi.wordpress.com/2009/11/25/voglia-di-viaggiare/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Stamattina sono un po&#8217; così, non vedo l&#8217;ora di laurearmi per poter viaggiare un p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&nbsp; Stamattina sono un po&#8217; così, non vedo l&#8217;ora di laurearmi per poter viaggiare un p]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nella realtà del colore]]></title>
<link>http://giorniacolori.wordpress.com/2009/11/24/nella-realta-del-colore/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 22:30:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>astralla</dc:creator>
<guid>http://giorniacolori.wordpress.com/2009/11/24/nella-realta-del-colore/</guid>
<description><![CDATA[Non esiste REALTA&#8217; senza sfumature di COLORE BELLA la realtà irlandese nella penombra del CREP]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#800000;">Non esiste REALTA&#8217; senza sfumature di COLORE</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#800000;">BELLA la realtà irlandese nella penombra del CREPUSCOLO autunnale</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><a href="http://giorniacolori.wordpress.com/files/2009/11/img_56061.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-862" title="Christ church cathedral - DUBLIN" src="http://giorniacolori.wordpress.com/files/2009/11/img_56061.jpg?w=682" alt="" width="283" height="425" /></a></strong><strong><span style="color:#800000;">-1-</span></strong><a href="http://giorniacolori.wordpress.com/files/2009/11/img_5606.jpg"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dei ritorni]]></title>
<link>http://danzasullacqua.wordpress.com/2009/11/24/dei-ritorni/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 22:12:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Annarella</dc:creator>
<guid>http://danzasullacqua.wordpress.com/2009/11/24/dei-ritorni/</guid>
<description><![CDATA[Il primo trauma è climatico. Ieri ero in un posto assolato, clima tiepido ed oggi ho trovato nebbia,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://danzasullacqua.wordpress.com/files/2009/11/img_0468.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3076" title="IMG_0468" src="http://danzasullacqua.wordpress.com/files/2009/11/img_0468.jpg" alt="" width="425" height="318" /></a></p>
<p>Il primo trauma è climatico. Ieri ero in un posto assolato, clima tiepido ed oggi ho trovato nebbia, freddo, umido.<br />
Il secondo sono la luce ed i colori: passi da qualcosa che è intensamente colorato, da una luce che è intensa anche a novembre al buio ed al grigio.<br />
Dall&#8217;azzurro al nero, senza vie intermedie.</p>
<p>Il terzo è il dovere affrontare di nuovo la normalità o anormalità che si voglia, dopo un X di giorni passati tra dialoghi casuali, conoscenze on the road e tutto quanto fa spettacolo.</p>
<p>Come trovarsi sull&#8217;aereo in una situazione bizzarra e, a naso, abbastanza delirante.<br />
Interno aereo, non sta salendo più nessuno. Supponendo sia stato dato il &#8220;boarding completed&#8221; mi sposto verso il finestrino.<br />
Arriva il titolare del posto e, prima di spostarmi gli chiedo se non si potrebbe far cambio.<br />
Risposta: &#8220;No, amo viaggiare vicino al finestrino&#8221;.<br />
Benissimo, no problems, mi sposto.<br />
Per qualche ragione il tipo mi parla in inglese, spiccato accento bergamasco e tono da categoria dello spirito &#8220;milanese&#8221;.<br />
Passano alcuni minuti, sempre in inglese, mi si rivolge e mi dice:<br />
Tipo-del-finestro: &#8220;Volevo farle una proposta, a me non piace viaggiare vicino al finestrino durante decolli ed atterraggi. Io faccio cambio con lei e poi ognuno ritorna al suo posto&#8221;.<br />
Me rimane tra l&#8217;interdetto e l&#8217;attonito. Indecisa se rispondere &#8220;Tu hai fumato roba tagliata male&#8221; o qualcosa d&#8217;affine, mi limito a neppure alzare la testa dal libro ed a rispondere &#8220;Benissimo, se cambio una volta poi rimango lì&#8221;.<br />
TdF appare quasi offeso e mi dice che la sua era un&#8217;ottima offerta che metteva d&#8217;accordo le nostre esisgenze. Nostre esigenze un beato, mi è venuto da rispondere, più che altro soddisfava le tue e null&#8217;altro. Essendo ogni tanto una signora mi limito ad ignorarlo mentre mi chiedo da dove esca sto fenomeno.</p>
<p>Rimangono i ricordi adesso, rimane il sapore della balaclava, dei caffè densi e scuri, l&#8217;odore di borotalco delle moschee, il profumo delle spezie.<br />
Rimangono i tappeti perchè alla fine il venditore giusto l&#8217;ho trovato. M&#8217;ha sbattuto sotto il naso il Kilim giusto, con dei colori che erano caldi come l&#8217;estate, morbido e invitante il giusto.<br />
Ha vinto lui ma ha vinto anche la voglia di qualcosa di bello, qualcosa da guardare e da cui farsi scaldare.</p>
<p>Ha vinto la bellezza, l&#8217;incanto di una città sospesa tra epoche, mondi, storia e futuro.</p>
<p>Tra i ricordi di imperi ed il futuro che ancora sta nascendo. Una città decisamente piena di giovani e di bellissimi vecchi, tra internet in ogni dove e i venditori che ancora girano con le merci sulla testa.<br />
Con gente normale ammirata dal Topkapi o intenta a traghettare verso la sponda asiatica.</p>
<p>E lo stesso Topkapi, oltre agli intrighi e alla storia, t&#8217;insegna anche che i ricchi di un tempo eran decisamente più ricchi di tutto. Non solo monetariamente o a livello di beni ma, soprattutto, a livello di qualità della vita.</p>
<p>E&#8217; stato bello andare, guardare, girare in angoli strani, trovarsi in situazioni paradossali, conunicare a gesti, scoprire posti da locali.</p>
<p>Colori, vita, suoni. E un&#8217;atmosfera decisamente più a misura d&#8217;uomo di quanto non siano le città del nord Italia, troppo prese a rincorrere l&#8217;idea che se sei un work-alcoholic non hai voglia di lavorare (*)</p>
<p>Fa freddo in Italia, non solo climaticamente. Fa freddo per quanto siamo diventati aggressivi, nervosi, armati l&#8217;uno contro l&#8217;altro.</p>
<p>E se è vero che di sicuro siamo più ricchi, al tempo stesso stiamo diventando sempre più poveri.</p>
<p>E sempre meno colorati.</p>
<p>(*) Quando la gente inizia a pensare che 14 ore al giorno siano un orario &#8220;giusto&#8221;, forse forse, ha perso un pochino il senso delle cose e la prospettiva delle priorità.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[..il mio viaggio a New York]]></title>
<link>http://eternopeterpan.wordpress.com/2009/11/24/il-mio-viaggio-a-new-york/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 20:17:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilbambi</dc:creator>
<guid>http://eternopeterpan.wordpress.com/2009/11/24/il-mio-viaggio-a-new-york/</guid>
<description><![CDATA[..luglio 2009..indecisione totale sulle mie ipotetiche ferie..forse è l’ennesimo anno senza,consider]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://eternopeterpan.wordpress.com/files/2009/11/i-love-ny-1-x.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-130" title="i-love-ny-1-x" src="http://eternopeterpan.wordpress.com/files/2009/11/i-love-ny-1-x.jpg" alt="" width="600" height="167" /></a></p>
<p>..luglio 2009..indecisione totale sulle mie ipotetiche ferie..forse è l’ennesimo anno senza,considerando anche l’enorme tasso di “jella”che mi gira attorno da un po’..E invece i detti popolari non sbagliano mai,la speranza è veramente l’ultima a morire!2 settimane di ferie accordate più qualche altro giorno messo a disposizione per riprendere nuovamente contatti col mondo..Il viaggio non l’ho organizzato io..con 14 ore di lavoro giornaliere non ho avuto tempo né di mettermi a tavolino a studiare un’eventuale meta da visitare né tempo per fare nulla..Così è stato..il mio viaggio me lo hanno organizzato altre persone,e principalmente quei matti di mia sorella e mio cognato!Si è optato per un viaggio di comitiva,peccato che mi sono ritrovato tra 2 coppie!!!Ma in fin dei conti è stato bello così..avevo bisogno di un po’ di sano e serio isolamento dal resto del mondo,e così ho fatto una volta deciso di partire J Primo volo…partenza da Fiumicino ad un orario improponibile..trolley e zaino in spalla..qualche biscotto,l’N78 a portata di mano,l’iPod con l’ultima playlist organizzata da casa,la digitale Casio caricata e con la nuova memory acquistata per l’occasione, e il mio immancabile buon libro da leggere (“Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson)..Sono pronto per l’imbarco..splendido!Mia sorella da leader quale è sempre stata mi passa il mio biglietto all’ultimo minuto,forse ha paura che lo perdo assieme al passaporto elettronico,perciò rispetto agli altri mi accorgo in netto ritardo che il volo non è diretto,ma fa scalo ad Amsterdam;penso “che palle”..ma sono pur sempre in vacanza,potrei fare mille e mille scali,proverei solo piacere!Salgo in aereo..finalmente un po’ di refrigerio in contrasto a questa calura di un luglio insopportabile..cerco il mio posto..”Finestrino”…fantastico!Una posizione che adoro perché altamente adrenalica,adatta ad un ultra curioso come me!..posizione non proprio adatta se si pensa a quanto soffro di vertigini affacciandomi anche solamente dal balcone di casa mia..Cmq..mi faccio coraggio,l’aereo è pieno e non credo sia il caso di mettermi a frignare come una checca isterica.Tolgo dallo zaino l’iPod e lo metto in tasca,e prendo il buon libro..Lo zaino lo lancio con mostruosa grazia nello scompartimento bagagli sopra le nostre teste..mi siedo,allaccio quell’odiosa cintura di sicurezza lasciandola un po’ lenta per permettermi di stiracchiare “una tantum” le gambe..giro la levetta di blocco del tavolinetto e inizio la mia lettura concentrandomi su tutto ciò che non sia il decollo (è la fase che odio di più).L’aereo prende quota..l’occhio cerca fuori dal finestrino..Roma vista dall’alto dà i brividi.Vedo il suolo staccarsi dalle mie chiappe…macchine farsi piccole come puntini..il mare..distesa infinita e tela per quei mille e mille riflessi e giochi di colore..semplicemente splendido!A lettura ormai iniziata inizia lo show tipico del prendere l’aereo..l’equipaggio,tirato a lucido solo per l’occasione e con quei sorrisi stiracchiati sulla faccia,iniziano questa sorta di balletto sincronizzato,sembra che l’abbiano studiato da una vita..”se dovete vomitare,qui c’è il sacchetto rigorosamente marchiato KLM”..”le uscite di sicurezza le troverete qui,qui e qui”..(qui giuro che mi sembrano i Village People in YMCA!)..”la cintura di sicurezza va allacciata in questa maniera..Per slacciarla dovete fare così”..”sotto al vostro sedile è presente un giubbino di savataggio da gonfiare a bocca in questo modo..FFFFF..FFFFFFF..FFFFF..”..(ma brutta idiota,l’aereo sta precipitando nell’oceano,sto iperventilando per l’agitazione e te mi dici di ciucciare quel boccaglio col tuo FFFF..FFF…FFFF dannato?)..Il tempo trascorre..dopo i Village People riprendo la mia lettura indisturbato..Il sole intanto si è alzato in cielo,forte,radioso..passiamo finalmente sull’Olanda..si blocca il respiro..Dio,quant’è bella l’Olanda..Rimango a gustarmi ancora per un bel po’ quell’eterno spettacolo mentre l’aereo inizia la manovra di atterraggio.Mentre tocchiamo terra scatta l’applauso solo dal nostro piccolo gruppetto di italiani..il restante della mandria sono olandesi in viaggio di ritorno,che a sentire quel fracasso liberatorio tipico “de noantri” ci lanciano occhiatacce squadrandoci dal basso verso l’alto.Scendiamo in aereoporto ricordandoci di prendere tutti i bagagli a mano dato che le valige sono etichettate già per la meta definitiva,ricontrollando passaporti e biglietti…il prossimo volo è previsto tra tre ore..e ora che si fa?Sarà che mi trovo ad Amsterdam,patria del fumo..sarà che il volo mi ha messo addosso non poca eccitazione..guardo mia sorella,e in preda a una forte crisi d’astinenza faccio “io devo fumare!”..Inizio a girarmi tutto l’aereoporto in lungo e in largo,tampinando ogni inserviente dell’aereoporto con un ritmico “excuse me,is there any place where we can smoke?”..Trovo la paizzola per fumatori,entro dentro..il fumo è così fitto da tagliarsi col coltello..prendo la mia boccata di “ossigeno”,adesso va meglio!E’ ora di colazione…si sente il nostro stomaco brontolare a metri di distanza..ottimo,tutti alla ricerca di un bar!Io e mio cognato optiamo per un caffè e un cornetto(io),un cappuccino e un cornetto (lui),e da qui parte la lotta maschile con i “ma dai,finiscila,metti dentro sto portafogli che pago io”..”non ci penso proprio,pago io e non rompere”..”no no,insisto,te piuttosto pensa all’Inter”..vado a ritirare lo scontrino in cassa…sbianco..divento pallido come un cencio..”Pino?!”…”oh Fabiè,dimme”..”viè qua,me sa che tocca pagare tutti e due”!..2 cornetti,1 caffè e un cappuccino sono costati la bellezza di 19,90!Ci siamo seduti a un tavolino gustandoci la colazione,assaporando i lieviti,il retrogusto di caffè che per quanto mi era costato giuro di averci sentito retrogusto di sottobosco e uva fragolina,cinguettii di uccelli in via di estinzione e mandorli in fiore!Altro imbarco gente…evitiamo di impitonarci davanti le vetrine dei negozi,se iniziamo a spendere da ora che non siamo neanche arrivati a destinazione,tra 2 settimane a Fiumicino ci ritorniamo in mutande!!!Nuovo volo..compagnia sempre KLM,ma stavolta l’aereo ha veramente le sembianze di un aereo..è un boeing,con 10 file di sedili..è un qualcosa di enorme..Mi metto comodo,ci toccano 9 ore di volo..purtroppo stavolta mi tocca il posto centrale,ma in compenso ho il televisore davanti a me..le cuffie in dotazione e una copertina calda calda color azzurro scuro che mi sono prontamente intascato nello zaino come trofeo di viaggio!Oddio,decolliamo…chiudo gli occhi fingendo rilassatezza..L’aereo prende nuovamente quota..Raggiunta la giusta altezza riesco finalmente a staccare le mani dai braccioli del sedile..respiro profondamente,attacco le cuffie alla tv e seleziono il mio film da vedere..scorro i titoli,ce ne fosse uno che piace a me,sob..Alla fine opto per una commedia con quel tipo che piace alle ragazzine,Zak Efron (conosco il nome solamente perché mia sorella piccola aveva dei suoi poster in camera) che da grande diventa piccolo…insomma,una mezza stronzata,ma è l’unico film in italiano,e voglio rilassarmi spaparanzato in poltrona per riprendermi anche dalla “colazione da Tiffany”..Il film inizia,quasi 2 ore di visione riescono finalmente a stordirmi un po’..si è fatto buio intanto..non manca molto,almeno spero..Beh,buonanotte aereo..buonanotte Vale..buonanotte cabina di pilotaggio..metto sugli occhi la mascherina sempre targata KLM e sprofondo in un sonno da sbavata sulla spalla.Dormo così profondamente che non mi rendo conto neanche dell’atterraggio…mia sorella mi prende la spalla e mi shekera “aò,svegliati,siamo arrivati”!!!..Con una faccia da Pisolo dei sette nani mi alzo dal mio posto…dormo ancora in piedi e non me ne accorgo,come non mi accorgo della mano del comandante che all’uscita dell’aereo fa per stringermi la mano…schivo e passo oltre,portandomi dietro l’ira d mia sorella che inizia a taggarmi come l’ignorantone della situazione!Cazzo ragazzi,ci siamo….siamo finalmente arrivati a New York,non mi sembra vero..Passiamo un’ora e mezza a fare i dovuti controlli agli sportelli delle autorità giudiziarie..Passaporto elettronico…occhiatacce buttate lì con aria di minaccia..scan della retina..impronte della mano sinistra e pollice sinistro,per poi passare alle impronte della mano destra e pollice destro..Mi augura buona permanenza nella Grande Mela,e io sfoggio il sorriso più sollevato di questo mondo..non mi hanno scambiato per un terrorista!!!!(nonostante l’aspetto ispirasse il contrario visto che avevo i capelli lunghi fin sotto le spalle!)..Ritiriamo i bagagli…usciamo dall’aereoporto..e poi,sigaretta!Ragazzi scusate,ma dopo 9 ore di volo concedetemela una sigaretta senza fare storie!Sigaretta finita e gettata nell’apposito contenitore,non voglio farmi riconoscere appena atterrato in un nuovo continente…di corsa coi trolley a prendere un taxi…spettacolo…un mare di taxi gialli in fila ordinata davanti all’aereoporto in attesa di qualche cliente!Siamo in 5,ci serve un taxi bello grande…saliamo su..L’autista è un pakistano alto e largo 2 metri..”Edison Hotel thanks”..e via…si parte…Ci vuole un po’ dall’aereoporto…intanto ci si guarda intorno con una faccia ebete..lì è tutto così maledettamente grande..Passiamo su un ponte stratosferico,e intanto Manhattan inizia a farsi nitida davanti ai nostri occhi..Eccoci,entriamo nel pieno del traffico diurno di quell’enorme metropoli..Gente in bicicletta,grattacieli enormi che riflettono coi loro mille vetri a specchio il frastuono di quel fascinoso caos quotidiano..Per noi è tutto nuovo,per noi è tutto magico..Arriviamo davanti al nostro albergo,pago il tassista lasciandogli una buona mancia..scarichiamo i bagagli e entriamo in quelle porte che girano e che fanno molto “uomo manager”..Sono l’unico insieme a mia sorella a parlare un po’ di inglese,così mi avvio alla reception per fare il chek-in..Inizialmente ci fanno storie per le nostre postepay non essendo carte di credito intestate,ma sfoggiando i miei occhioni dolci da turista bravo,ci accordano l’ingresso nelle camere.L’albergo si affaccia praticamente su Time Square…siamo all’8° piano…Passiamo la chiave magnetica nella serratura..”clack”..e siamo dentro..La camera lascia alquanto a desiderare,ma per noi è una reggia,credetemi!Lanciamo i bagagli in stanza promettendoci che metteremo tutto a posto dopo..un rinfrescata al volo,occhiali da sole…videocamera e digitale a portata di mano,sigarette e accendino nei bermuda..Mando un sms a mio padre “siamo arrivati!”…e via di corsa giù per le scale,appuntamento con gli altri alla hall…Usciamo dall’albergo,giriamo a destra e camminiamo per quindici metri quando arriviamo lì..nel centro di Time Square..Oddio,rimaniamo scioccati…siamo in pieno giorno,e ci sono tutti quei cartelloni pubblicitari con mille e mille led ad illuminarsi in una sorta di ritmica danza..splendido!La piazza è riempita da artisti di strada…c’è un tipo vestito con un cappello da cowboy in mutande e con una chitarra che si fa toccare il culo da turiste incallite e si fa fotografare con quei suoi pettorali gonfiati..Ci sono due ragazzi di colore ballare la break davanti a una folla che tiene il ritmo battendo le mani o i piedi a terra..Si vede l’insegna dello Starbucks Coffee..ne abbiamo uno proprio sotto l’albergo,e poi c’è il centro commerciale delle M&#38;M’s..e il Bubba Gump Gamberi!!!!voglio andare a mangiare in quel ristorante,ma il resto del gruppo si oppone…maledetti infami!Come primo giorno cerchiamo di limitarci a un’occhiata fugace intorno all’albergo..giriamo negozi e iniziamo a comprare i primi souvenir..C’è l’hard rock cafè…ci faccio un salto e vado a gustarmi le tante impronte nel gesso che un po’ di artisti famosi han lasciato lì per ricordo e pubblicità..Mi prende fame…Oh,che fame spaventosa,devo assolutamente mangiare!Placco di potenza un tipo col carrellino per gli hot dog…ne prendo due e una lattina di Fanta…vanno giù che è una meraviglia..Il mio primo hot dog a New York,preso col dollaro che mi ha regalato mio padre prima di partire…”fabio,a papà..con questo compratici un hot dog da parte mia”!Detto fatto!..Continuiamo a passeggiare gustando tutto il fascino di Time Square..Una volta giunta l’ora di cena,andiamo purtroppo alla ricerca di un ristorante italiano..a quanto pare io e Valentina siamo gli unici ad adattarci al cibo del posto..Inutile dirvi che la cena al ristorante “Da Sofia” è stato un salasso..ma vabè..siamo in vacanza,concediamoci il lusso di una cena da signori!La cena finisce..siamo con le pance piene,abbiamo sorseggiato un po’ di vino rosso…siamo allegri,ma sempre lucidi..Partono a raffica le foto da imbecilli,mentre chiediamo a un gruppo di poliziotti di farsi la foto con noi mentre fanno finta di arrestarci..</p>
<p>Questo è quello che soprattutto mi ha colpito di New York..siamo partiti con i tipi dell’agenzia di viaggi che ci dicevano “occhio ai newyorkesi,hanno la puzza sotto al naso e non vedono tanto bene gli italiani”..e invece siamo rimasti di stucco davanti a tanta educazione e disponibilità,senza nulla chiedere in cambio,ma solo per spirito di cortesia..Un’educazione che a mio avviso,mi spiace dirlo,non appartiene assolutamente a noi italiani..</p>
<p>Dal ristorante ci avviamo nuovamente al centro,passeggiando tra le varie Street e le varie Avenue..Semaforo rosso..fermi…Ripartiamo…Giriamo l’angolo,e lì c’è un orgasmo per i miei occhi…Time Square in notturna..Un fiume in piena di gente che cammina in lungo e in largo,luci colorate disegnano scenette che pubblicizzano prodotti,cartelloni che sponsorizzano ultime uscite di film al cinema o che sponsorizzano musical in scena nei vari teatri di Broadway..Musica che proviene da non so dove,insegne di fast food accese nonostante siano le 2 passate..Sbarro..Planet Hollywood..Hard Rock Cafè..McDonald..Andiamo a dormire a notte fonda col pensiero di quel frastuono a cui noi,poveri ragazzi di un paese di provincia,non siamo abituati..in camera prima di dormire parlo a mio cognato e mia sorella..”ehy ragà?&#8230;sentite..”..tiro su la finestra in legno della stanza..e restiamo lì in ascolto..Sirene di polizia e ambulanze..rumori di canne fumarie di locali ancora pieni..rumore di vita piena..</p>
<p>2°giorno..ci si sveglia presto,c’è una città intera da vedere..Primo scoglio:LA COLAZIONE!E’ risaputo che gli americani non sanno fare il caffè espresso e non sanno cosa voglia dire ‘cappuccino’ o ‘cornetto’..così,mentre il gruppetto dei 4 resta lì disperato e indeciso sul “dove andiamo a fare colazione?”..io prendo il mio zaino in spalla,iPod nelle orecchie,Sting che mi canta “English Man in New York” e attraverso sulle strisce pedonali portandomi dall’altro lato della strada,di fronte alle porte a vetri dello Starbuck Coffee…entro e mi metto pazientemente in fila..tocca a me..”a piece of coffee cake and a Moka White Cholate tall”..pago in bigliettoni verdi,prendo la mia roba e me ne vado al bancone dello zucchero,del latte caldo e dei cucchiaini monouso simili agli stecchi dei gelati..Mi siedo,sorseggio il mio caffè nel tipico contenitore da asporto guardando fuori in strada…Che sensazioni uniche..Mi sento libero come nessuno..Cercatore di avventura..curioso scopritore..</p>
<p>Esco dallo Starbucks,e un tipo di colore con un’insolita divisa giallo sgargiante mi ferma chiedendomi se sono in vacanza lì..inizio a parglargli,col mio solito inglese maccheronico chiedendogli continuamente scusa per la mia orrenda pronuncia,ma il tipo mi dice di non preoccuparmi,anzi,mi fa i complimenti perché parlo un inglese alquanto spedito e comprensibile..si chiama Augustine..Stiamo lì venti minuti a parlare fin quando poi mi offre di acquistare un pacchetto “turista” dove per 3 giorni ho i pullman panoramici pagati a qualunque ora del giorno che fanno il giro turistico della Uptown e la Downtown,il tour di Brooklin di notte,l’ingresso all’Empire State Building e il 20% di sconto su un pranzo al Planet Holliwood..il tutto alla modica cifra di 54$..Dico ad Agostino (ormai è diventato mio amico) che deve darmi il tempo di parlarne col resto della ciurma,che prontamente all’unisono mi danno l’OK per acquistare sti pacchetti turistici!</p>
<p>Si parte alla scoperta di Manhattan…ci mettiamo su questi autobus blu e gialli,ultimi posti presi d’assalto..da lì si gode la vista migliore..Ci si sente tremendamente minuscoli a sfrecciare nel traffico circondati da palazzoni alti centinaia di metri..un lusso e uno sfarzo incredibili..La bandiera americana posta sulle facciate frontali di ogni edificio sventola al nostro passaggio quasi a volerci salutare…Amo questa città..Il tour panoramico inizia diretti alla Downtown..Ground Zero lo costeggiamo di fianco,cerchiamo di orientarci tra quei palazzoni così da tornare poi a piedi a visitare meglio,in un composto silenzio, uno spiazzo vuoto che abbiamo visto soltanto attraverso le televisioni..Arriviamo al molo..decidiamo di scendere..Uno school bus giallo è parcheggiato a bordo strada..mi affaccio sicuro di trovarvi Otto l’autista dei simpson alla guida!Scatto foto..e ci dirigiamo in questo parco..oasi di pace tra il traffico di Manhattan alle spalle e il fiume Hudson davanti..Uno scoiattolo scende da un platano e mi attraversa la strada con una calma spaventosa..credo ormai sia abituato a vedere il mondo popolato da mille gambe umane..Sento il richiamo dei gabbiani..fanno un gran rumore..Intanto fotografo un tizio che nella massima tranquillità sta portando a spasso un pitone di due metri attorcigliato sulla sua schiena…Che gente pazzoide sti americani!</p>
<p>Dal molo,ci mettiamo in coda per pagare il biglietto del traghetto e raggiungere così Liberty Island..da lontano la Statua Della Libertà col cuo braccio destro alzato ci mostra l’esatto punto in cui si trova..ci aspetta..si fa bella per farsi fotografare con quel suo verde metallico che va a braccetto e in contrasto con l’azzurro del cielo..è splendida..svetta fiera,è la signora di Manhatta..e gli si piazza davanti quasi a volerla proteggere da un qualcosa che gli occhi dell’uomo non riescono a vedere..Decidiamo di non salire in cima per la troppa fila e poi perché vogliamo rilassarci sul prato alla base della statua..e inoltre perché abbiamo in programma nel pomeriggio la tappa obbligatoria all’Empire State Building,dove la vista vale decisamente la pena..Ci rilassiamo un po’..beviamo acqua fresca dalle nostre bottigliette e poi via,nuovamente sul traghetto diretti a visitare il museo dell’immigrazione..Facciamo gli acculturati per un po’ e poi di nuovo sulla terra ferma..Ci avviamo a piedi tra gli edifici,voglio vedere Ground Zero..la strada da fare non è molta,intanto inizia il nostro composto silenzio..E’ toccante per noi che siamo abituati a vedere quelle strade invase dalla polvere e dai detriti solo attraverso le immagini dei telegiornali..un conto è restarsene seduti comodamente in poltrona,e un conto e toccare con i propri piedi quelle strade…viverle…caimminarci..sentire gli odori…Ground Zero si presenta a noi..una distesa deserta di transenne e cartelli di lavori in corso..a fare da sottofondo alla nostra visita il rumore assordante dei martelli pneumatici..Restiamo in silenzio,davanti al monumento commemorativo in bronzo posto sotto alcune impalcature con i nomi dei tanti,troppi pompieri morti nel tentativo di salvare quelle povere anime innocenti..La gente va davanti a questa targa a distanza di anni,e piange..porta fiori..non si può rimanere indifferenti davanti a una tragedia così.Lasciamo il nostro pensieri composto lì..e proseguiamo la passeggiata..Prendiamo uno spicchio di pizza al “take away” e continuiamo la scarpinata…abbiamo i quartieri tipici da visitare oggi..ci aspettano Chinatown e Little Italy.</p>
<p>Dire che siamo rimasti delusi è poco…Chinatown non differisce in nulla rispetto al quartiere cinese che abbiamo qui a Roma o a Milano per esempio…facce tutte uguali e miriadi di negozi alimentari in pessime condizioni igieniche..Una puzza di cadavere in decomposizione che non vi dico..Bancarelle che espongono pesce e verdure praticamente per strada tra mosche e insettacci vari..Affrettiamo il pass per non iniziare a puzzare come le Tartarughe Ninja..Arriviamo a Little Italy,che in nulla differisce dagli altri quartieri di Manhattan se non per queste enormi ghirlande tricolore che passano di palazzo in palazzo..Lì non si trova un italiano neanche a pagarlo oro..le uniche cose che ci sono di italiano sono le insegne dei mille e mille ristoranti,nulla più..Decidiamo di tornarcene alla parte seria del viaggio..Torniamo sulla strada principale,verso la fermata dei bus per recarci davanti all’Empire,quando a un certo punto succede il panico!L’amico di mia sorella ha un attacco acuto di cagarella da viaggio..crampi allucinanti alla pancia da lasciare senza fiato..tutti preoccupati e io che con le braccia al cielo faccio “eh no cazzo,dovevamo andare all’Empire!!!”..Vale mi fulmina con lo sguardo..della serie “hai la delicatezza di un elefante in un negozio di porcellane cinesi”!..Il pullman parte…i 4 se ne vanno a cercare la loro intimità in albergo,sono pur sempre due coppie di fidanzati..io decido di gustarmi l’intero tour panoramico per tutta New York…resto seduto al mio posto,mi faccio lasciare la videocamera..alzo il volume dell’iPod e viaggio..Il pulman percorre nuova parte della Downtown per poi dirigersi all’Uptown..fatastico..sfreccio tra i quartieri di Soho,Greenwich,Chelsea,Harlem…fantastiche..Chiedo alla guida se per caso ci sia la possibilità di andare a visitare il Bronx,ma purtroppo essendo ormai passare le 18 del pomeriggio mi consiglia di evitare di andarci…brutta gente..e troppi furti..Rassegnato faccio spalluce,arriverà sicuramente il giorno in cui lo visiterò..Passiamo davanti all’Apollo’s Theatre,e dal momento che pochissimi giorni prima era morto Michael Jackson,mi ritrovo davati all’entrata del teatro una folla infinita di gente in lacrime…un fiume in piena di persone con fiori e bandane in mano..E’ una scena toccante..Si ritorna a Time Square costeggiando l’infinito Central Park…28 Km di superfice verde…oasi verde in mezzo a un deserto di palazzi e grattacieli…Lì regna la pace totale..il laghetto col ponticello..la possibilità di noleggiare piccole imbarcazioni per navigare questo piccolo lago in compagnia di intere famiglie di anatre ed oche..la possibilità di noleggiare una bicicletta per percorrere pedalanto questo infinito parco..Troppa fatica per me..a questo punto inizio a risentire del fuso orario..ho bisogno di rientrare in albergo,farmi una doccia arrampicandomi come un geco sulle piastrelle del bagno (ricordatevi che la stanza dell’Edison Hotel è una sorta di tugurio!) e di stendermi in relax sul letto…lanciare le scarpe da ginnastica “’ndo cojo cojo” e sprofondare in un sonno assoluto..Arrivo in albergo,saluto il buttafuori all’ingresso che ormai mi chiama “wè,paisà!”..salgo in ascensore,dividendolo con una ragazza poco più che ventenne,parecchio tonda e coi capelli colorati con un rosa punk..Percorro il lungo corridoio..arrivo davanti alla camera 847..prendo la scheda magnetica e prima di aprire do un bel po’ di bussate alla porta onde evitare spiacevoli interruzioni nel caso in cui nella camera si stia facendo altro…mi danno il via libera..entro..Fumo una sigaretta seduto in pantaloncini sulla mouquette della stanza,racconto a mia sorella il resto della camminata che si sono persi..Mi do una sciacquata e crollo steso..Probabilmente vengo svegliato dal brontolìo dello stomaco..si è fatta ora di cena..Alla ricerca di un nuovo ristorante italiano..questo Bubba Gump Gamberi proprio non vogliono farmelo assaggiare…Cmq,mangiamo…un primo,una Caesar Salad e del vino rosso..usciamo in strada cercando la fermata del bus…magari per strada riusciamo a trovare un locale carino in cui passare la serata..Ecco lì all’angolo la fermata…neanche il tempo di arrivare che passa subito un bus blu e giallo…Decidiamo di scendere nei pressi dell’Empire così da leggere gli orari di apertura per il giorno dopo…Il bus va spedito nel traffico serale di Manhatta…ecco l’Empire…fermati&#8230;ehy fermo…ehy fermati!!!!Niente,il bus decide che non è il momento di far scendere 5 pazzoidi e prosegue il suo giro…Intorno è buio…un cielo stellato ci sovrasta..Passiamo per un quartiere che non abbiamo mai visto..si nota poco perché l’illuminazione lascia un po’ a desiderare..Un rumore elettrico quasi di alta tensione arriva appena alle nostre orecchie…Un dosso…Sobbalzo sul sedile in plastica del bus..e poi accade…Dio mio…c’è l’acqua sotto di me!!!Fatico a crederci..rimango imbambolato qualche minuto a domandarmi dove sono…e poi capisco…Cavi metallici corrono in ordine crescente e decrescente…Sto viaggiando sul ponte di Brooklin…sotto di me c’è l’Hudson,e le mille lucine delle barche che lo solcano…Resto pietrificato dalla fortissima emozione e dall’enorme paura..</p>
<p>Dovete sapere che ho la fobia dei ponti con l’acqua sotto..ho il terrore da quando sono piccolo..se ci passo sopra trattengo il fiato,se sto guidando chiudo gli occhi..Non vi dico percorrere il ponte di Brooklin in tutta la sua lunghezza che grande prova di forza è stata per me!</p>
<p>Ora ricordo..il tour di Brooklin in notturna,me l’aveva detto Agostino che ne valeva la pena!A fine ponte,il bus gira a destra…una curva bella stretta,si sentono le sospensioni scricchiolare…Ci fermiamo accanto a una piattaforma che arriva nell’acqua mentre la guida ci dice di scattare quante più foto possibili,che ci saremmo fermati per una ventina di minuti…Mi affretto a scendere…le due coppie si scambiano sbaciucchiamenti vari sotto il cielo stellato..Io accendo una sigaretta…ne aspiro il fumo sputandolo poi in aria in una nuvoletta disordinata..Mi appoggio coi gomiti alla ringhiera..la testa bassa a “guardare con occhi chiusi” l’acqua che lambisce i pali portanti della piazzola…Butto il mozzicone ardente a terra spegnendolo con la pianta del piede…ultima soffiata di fumo,e poi alzo lo sguardo davanti a me…</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://eternopeterpan.wordpress.com/files/2009/11/nyc-brooklin.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-133" title="nyc-brooklin" src="http://eternopeterpan.wordpress.com/files/2009/11/nyc-brooklin.jpg" alt="" width="600" height="391" /></a></p>
<p>Quanta bellezza in quello spettacolo..quanta perfezione di fronte a quello skyline…Dio,ragazzi miei…è un qualcosa di inspiegabile..Tutte le finestre di ogni singolo grattacielo illuminate a giorno,i due enormi fari a Ground Zero proiettano fasci di luce bianca laddove esistevano le Twin Tower..le luci delle macchien che scorrono sul Brooklin’s Bridge..sulla sinistra,la signora di Manhattan che svetta con la sua torcia accesa…E’ lì…è su questa piattaforma che Fabio lascia metà del suo cuore..E’ qui che mi sono innamorato di questa splendida città..</p>
<p>I giorni a seguire sono stati un continuo camminare..Empire State da dove ho dominato l’intera New York,il Moma,il Crysler,l’History Museum,Il Central Park,la casa di John Lennon…ma niente ha avuto il valore di quel respiro compiuto davanti allo skyline di Manhattan di notte…</p>
<p><strong>I LOVE NEW YORK!!</strong></p>
<p><em>Fabio.</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nozio: la comunicazione che funziona]]></title>
<link>http://tizianamartino.wordpress.com/2009/11/24/nozio-la-comunicazione-che-funziona/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:39:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tiziana</dc:creator>
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<description><![CDATA[Abbiamo una grande passione per il viaggio. Desideriamo coltivarla nel rispetto della destinazione c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Abbiamo una grande passione per il viaggio. Desideriamo coltivarla nel rispetto della destinazione c]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Videopoesia ...Sapore di Bacio... taste of kiss]]></title>
<link>http://videopoesievideospotmerylastrologa.wordpress.com/2009/11/24/videopoesia-sapore-di-bacio-taste-of-kiss/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 16:52:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Meryluise Astrologa</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/3edt7geG2b0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/3edt7geG2b0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><a href="http://feeds.feedburner.com/~r/wordpress/rSHm/~6/3" target="_blank"><img src="http://feeds.feedburner.com/wordpress/rSHm.3.gif" alt="Meryluise Astrologa's Blog" /></a></p>
<p><a href="http://feeds.feedburner.com/~r/wordpress/IYau/~6/2" target="_blank"><img src="http://feeds.feedburner.com/wordpress/IYau.2.gif" alt="Meryluise Astrologa's Blog" /></a></p>
<div><strong><em></em></strong></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vaccino e Influenza Suina: firma per il diritto ad essere informato!]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/11/24/vaccino-e-influenza-suina-firma-per-il-diritto-ad-essere-informato/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:54:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le persone hanno il diritto di conoscere la natura innocua di questa influenza, i rischi connessi al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Le persone hanno il diritto di conoscere la natura innocua di questa influenza, i rischi connessi al]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Termoli: Natale freddo sul fronte dei consumi, meno doni e viaggi]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/11/24/termoli-natale-freddo-sul-fronte-dei-consumi-meno-doni-e-viaggi/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 15:23:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Natale 2009 &#8216;&#8217;si preannuncia freddo sotto il profilo dei consumi&#8221;. I commercian]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il Natale 2009 &#8216;&#8217;si preannuncia freddo sotto il profilo dei consumi&#8221;. I commercian]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[San Francisco - Parte I]]></title>
<link>http://belloebuono.wordpress.com/2009/11/24/san-francisco-parte-i-2/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 14:21:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>behemother</dc:creator>
<guid>http://belloebuono.wordpress.com/2009/11/24/san-francisco-parte-i-2/</guid>
<description><![CDATA[Inizio a pubblicare le mie impressioni di San Francisco, scritte giorno per giorno durante il viaggi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Inizio a pubblicare le mie impressioni di San Francisco, scritte giorno per giorno durante il viaggio.</p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://belloebuono.wordpress.com/files/2009/11/sum_up1.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-219" title="sum_up" src="http://belloebuono.wordpress.com/files/2009/11/sum_up1.gif" alt="" width="400" height="310" /></a><br />
(il Bay Bridge e le contraddizioni &#8211; scattata con il telefonino)</p>
<p><strong>2 settembre &#8211; La partenza</strong></p>
<p>Siamo partiti ieri pomeriggio dopo aver sistemato mille cose (piante, chiavi, finestre, frigo, pagamenti last minute, valigie&#8230;). Il treno delle 17:41 per Pisa è lento, caldissimo e sporco. La temperatura a Pisa è alta ma c&#8217;è un po&#8217; di vento; purtroppo nella stanza in cui dormiremo stanotte, in attesa di prendere il primo treno per l&#8217;aeroporto, fa molto caldo. Siamo andati a bere un bicchiere di vino in piazza Vettovaglie, al Montino a mangiare, poi a prendere un gelato. Non ce l&#8217;ho fatta a incontrare la mia amica: siamo arrivati troppo tardi.<br />
La sveglia parte alle 5:30. Questa volta il treno ha una temperatura polare. Ci imbarchiamo per Parigi CDG; una volta atterrati, prendiamo l&#8217;autobus per cambiare terminal e saliamo sul volo per San Francisco. Il volo è molto noioso e scomodo, il cibo da velo pietoso. L&#8217;aria condizionata fortissima mi fa venire il mal di testa e il nostro terzo compagno di posto, seduto vicino al finestrino, non smette un attimo di alzarsi e risedersi, poi tenta di dormire mettendosi la coperta sulla testa, poi ci fissa con afflitti occhi mediorientali, poi si rialza scocciandoci continuamente e con grande nervosismo di Renzo.</p>
<p><!--more--></p>
<p><strong>3 settembre &#8211; Arrivo e primo approccio con la città</strong></p>
<p>Finalmente le ore di volo sono finite, anche i pasti, i gelati Haagen Dazs e i dubbi sui moduli da compilare, così come il malumore e la stanchezza per le scomode posizioni prese sul sedile. Mentre ci abbassiamo sulla città per primi spiccano dei campi di colore chiaro, al limite del mare, percorsi da <a href="http://www.flickr.com/photos/telstar/4031232246/in/set-72157622624107064/">questi</a> sinuosi canali (salt marshes?). Poi la città si mostra nella sua ordinata struttura a griglia, con la simmetria delle case basse separate da strade diritte, nettamente delineate. Il tempo è chiaro, limpido, luminoso, il sole fa scintillare sul mare uno spolverio dorato.<br />
Atterriamo a San Francisco e ci controllano, in lunghe file disciplinate: uno alla volta impronte digitali e scan oculare, il controllo del passaporto, un cartoncino verde viene pinzato. Gli impiegati dell&#8217;aeroporto sono quanto di più vario da un punto di vista etnico, uniformati da impeccabili divise. Fermano Renzo che non ha compilato i moduli sull&#8217;aereo, io che vorrei tornare indietro per aiutarlo vengo respinta con cortese fermezza, sgradito granello di sabbia in un ingranaggio ben oliato. Prendo un carrello per i bagagli e aspetto.<br />
Quando Renzo arriva prendiamo le nostre borse, poi seguiamo le indicazioni per il BART. Tutto qui sembra nuovo, pulito, luccicante. Tra dollari, biglietti, tutte le novità che ci circondano ci confondiamo un po&#8217;, ma alla fine riusciamo a salire sul vagone giusto. I divanetti del BART, rivestiti di tela stinta, sono invece piuttosto vecchiotti. Lungo il percorso iniziano a spuntare le prime propaggini della città, qui il cielo è coperto e grigio e siamo vestiti di tutto punto con giubbotti, maglioncini, scarpe chiuse. (In Italia c&#8217;erano quasi quaranta gradi.)<br />
Arriviamo al Civic Center e usciamo alla luce. Il cielo è limpido e azzurro, fa fresco, nei colori del quartiere spiccano i mattoni rossi. Chiediamo indicazioni, Hayes Valley è vicina e decidiamo di andare a piedi, arrivando distrutti per il peso delle borse e per la stanchezza accumulata in precedenza. Non prestiamo molta attenzione al quartiere; ci affrettiamo ad andare a ritirare le chiavi dal negozietto davanti a casa, Nabila&#8217;s. È stato facile trovare la casa, un portone di legno bianco con il numero di metallo color oro, tra un negozietto e un bar che si chiama <em>Place Pigalle</em>. Aprendo il portone si viene subito investiti da una puzza tremenda che si sente anche altrove in città, forse le fognature, forse i disinfettanti, forse il legno vecchio sotto le onnipresenti moquette mai lavate. Dentro è una specie di labirinto dai muri pitturati di rosa lucido. Giriamo confusi senza trovare la nostra porta, poi passa una ragazza che ci offre il suo aiuto e arriviamo. Purtroppo &#8211; ma ovviamente &#8211; è molto meno carino di come ci era sembrato e ha un forte odore dovuto alle finestre mai aperte. Lenzuola e asciugamani sono puliti. Da buoni italiani spalanchiamo tutte le finestre di legno &#8211; che fanno molto Paperopoli &#8211; e ci sistemiamo.  Ci laviamo e usciamo per vedere un po&#8217; il quartiere.</p>
<p><a href="http://belloebuono.wordpress.com/files/2009/11/la_boulange.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-204" title="la_boulange" src="http://belloebuono.wordpress.com/files/2009/11/la_boulange.gif" alt="" width="600" height="326" /></a></p>
<p>Ci sediamo per un po&#8217; di ristoro dall&#8217;attraente <em>La Boulange</em>, dall&#8217;esterno color verde erba, proprio sotto casa. Ordinando semplicemente &#8220;un caffè&#8221; Renzo si trova davanti una tazza di ceramica bianca da caffellatte piena fino all&#8217;orlo di un liquido marrone e acquoso, io bevo una spremuta d&#8217;arancia (fuori stagionissima). Di queste piccole <em>boulangerie </em>in stile francese ce ne sono altre a San Francisco; è un posto molto accogliente, tutto di legno, con una bella luce solare che filtra piacevolmente dai vetri. Sono orgogliosi di far notare che cibo e bevande sono tutti biologici e preparati completamente da loro, inoltre tutte le tazze da asporto, le confezioni e i materiali che usano sono riciclabili o biodegradabili.  Dopo questa piccola pausa ce ne andiamo a fare un giro così, come capita. Arriviamo quasi subito davanti al Municipio, proprio quello dove il 27 novembre 1978 Dan White uccise <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/George_Moscone" target="_blank">George Moscone</a> e <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Harvey_Milk" target="_blank">Harvey Milk</a>, una zona dall&#8217;architettura monumentale e fredda, ed entriamo a curiosare nella libreria <em><a href="http://www.booksinc.net/SFOpera" target="_blank">Books Inc.</a> </em>sulla Van Ness. Cerchiamo Ursula Le Guin e il commesso, molto cortese (anche se formale) ci invoglia a ordinare <em>The Dispossessed</em>, libro che Renzo vorrebbe farmi ritradurre in italiano&#8230; compriamo qualche mappa, poi, sentendoci già provati, ci incamminiamo verso casa.<a href="http://belloebuono.wordpress.com/files/2009/11/books_inc2.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-224" title="books_inc" src="http://belloebuono.wordpress.com/files/2009/11/books_inc2.gif" alt="" width="400" height="242" /></a>Ci fermiamo a mangiare un hamburger (gigantesco, come spesso accadrà qui). Caschiamo dal sonno, ma ci sforziamo di rimanere svegli il più possibile. Torniamo nell&#8217;appartamento e verso le 19:30 Renzo si addormenta. Io continuo a leggere, prendo la melatonina, poi pian piano mi addormento anch&#8217;io. Ci svegliamo intorno alle 3 di notte, poi ci riaddormentiamo fino alle 7:15. Lentamente ci prepariamo a uscire; io mi sento ancora molto stanca e l&#8217;aria condizionata durante il volo mi ha lasciato in ricordo un bel mal di gola. Usciamo e torniamo alla <em>Boulange </em>- ormai avviata a diventare il nostro bar di fiducia &#8211; per l&#8217;indispensabile caffè (rigorosamente <em>single espresso</em>) e dolci, brioches al cioccolato e un <em>blueberry poundcake</em> che una specie di orso benevolo dietro il banco approva ruggendo entusiasta: &#8220;<em>It&#8217;s dee-licious!!</em>&#8220;.<br />
Andiamo a piedi verso la fermata Powell. Prima delle 11 qui è tutto chiuso e, su Market Street, anche un po&#8217; inquietante, popolato di persone che vivono in strada e si riuniscono in gruppetti molto poveri e un po&#8217; violenti agli incroci, soprattutto davanti ai centri Western Union, o a volte ti approcciano per chiederti i classici spiccioli, come fa un nero magro e un po&#8217; svitato che ci dà indicazioni non richieste sugli autobus da prendere. A Powell ci procuriamo i <a href="http://www.sfmta.com/cms/mfares/passports.htm" target="_blank">Muni Pass</a> settimanali, che ci permetteranno di viaggiare comodamente giorno e notte per tutta la città.<br />
Prendiamo il 71 che ci porta al Ferry Building, davanti al quale c&#8217;è qualche banco del celeberrimo <a href="http://www.ferrybuildingmarketplace.com/farmers_market.php" target="_blank"><em>Farmers&#8217; Market</em></a>. Si assaggia e <a href="http://www.slide.com/r/4L5Vtx_05T_PRrNjCyoHp3w8Ficu_1bY?previous_view=TICKER&#38;previous_action=TICKER_ITEM_CLICK&#38;ciid=3170534138001291284" target="_blank">si fotografa</a> un po&#8217; di tutto, si chiedono spiegazioni e si comprano deliziose susine,  grandi e succose, dall&#8217;aroma molto diverso dalle nostre, formaggio di capra, pane di segale lievitato con pasta madre&#8230; poi usciamo sul retro e ci sediamo a goderci la vista del mare. Diamo un&#8217;occhiata ai negozi all&#8217;interno del Ferry Plaza, che non ci convincono molto, poi ci dirigiamo verso North Beach.</p>
<p><a href="http://belloebuono.wordpress.com/files/2009/11/ferry_plaza.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-211" title="ferry_plaza" src="http://belloebuono.wordpress.com/files/2009/11/ferry_plaza.gif" alt="" width="600" height="225" /></a><br />
La principale attrattiva di North Beach per noi è la celeberrima libreria/casa-editrice <a href="http://www.citylights.com/" target="_blank">City Lights</a>, fondata da <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lawrence_Ferlinghetti">Ferlinghetti</a> nel 1953 e intimamente legata a un bel pezzo di storia della letteratura beat. È un luogo che si rivela pienamente all&#8217;altezza delle aspettative: tre piani fittamente tappezzati di libri e riviste, ben selezionati e proposti, sedie sparse in giro e nessuna fretta. Infatti ci passiamo parecchio tempo e compriamo qualche libri (nel mio caso i diari di Sylvia Plath). Cerco di trattenermi, ma so già che da qui a 15 giorni avrò accumulato un bel peso da riportare in Italia. La mia idea è di fare dei pacchi e di spedirli per posta, come ho fatto in altre occasioni, risparmiandomi un sacco di fatica.</p>
<p><a href="http://belloebuono.wordpress.com/files/2009/11/city_lights.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-212" title="city_lights" src="http://belloebuono.wordpress.com/files/2009/11/city_lights.gif" alt="" width="600" height="450" /></a></p>
<p>Dopo aver soddisfatto la nostra fame di cultura in libreria torniamo al Ferry Plaza, dove compriamo due panini al salmone con deliziosi <em>heirloom tomatoes</em> dal chiosco di una bellissima ragazza bionda e abbiamo la fortuna di trovare un posticino per sederci davanti al mare a mangiarli. Renzo, però, ha ancora fame e ci mettiamo in coda sotto l&#8217;insegna in stile old American &#8220;Taylor&#8217;s Automatic Refresher&#8221;: per lui un cheeseburger, per me un gigantesco, gelidissimo <em>blueberry milkshake</em> con veri mirtilli dentro. Poi saltiamo sul 21 e torniamo a casa.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Colori autunnali da Muslone a Piovere]]></title>
<link>http://garda2o.wordpress.com/2009/11/24/colori-autunnali-da-muslone-a-piovere/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 14:13:02 +0000</pubDate>
<dc:creator>Maurizio Molinari</dc:creator>
<guid>http://garda2o.wordpress.com/2009/11/24/colori-autunnali-da-muslone-a-piovere/</guid>
<description><![CDATA[Sabato pomeriggio passeggiata sullo splendido sentiero da Muslone a Piovere immersi nei caldi colori]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sabato pomeriggio <strong>passeggiata </strong>sullo splendido sentiero <strong><a href="http://garda2o.wordpress.com/2008/01/28/da-muslone-a-piovere-a-piedi/">da Muslone a Piovere</a></strong> immersi nei <em>caldi </em><em>colori autunnali</em>.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/mauriziomolinari/4131094532/"><img class="aligncenter" title="Da Muslone a Piovere" src="http://farm3.static.flickr.com/2540/4131094532_b7fd7d4671.jpg" alt="" width="500" height="375" /></a><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/mauriziomolinari/4131094314/"><img class="alignleft" style="margin:3px;" title="Da Muslone a Piovere" src="http://farm3.static.flickr.com/2760/4131094314_886c4871ca_m.jpg" alt="" width="230" height="172" /></a><a href="http://www.flickr.com/photos/mauriziomolinari/4131094568/"><img class="alignnone" style="margin:3px;" title="Da Muslone a Piovere" src="http://farm3.static.flickr.com/2583/4131094568_977b4e1c22_m.jpg" alt="" width="230" height="172" /><br />
</a><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/mauriziomolinari/4130331381/"><img class="alignleft" style="margin:3px;" title="Da Muslone a Piovere" src="http://farm3.static.flickr.com/2558/4130331381_4504550956_m.jpg" alt="" width="230" height="172" /></a><a href="http://www.flickr.com/photos/mauriziomolinari/4131094638/"><img class="alignnone" style="margin:3px;" title="Da Muslone a Piovere" src="http://farm3.static.flickr.com/2528/4131094638_f1ce2fd4f7_m.jpg" alt="" width="230" height="172" /><br />
</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Vai di bolinaaa!!       -                  Intervista a Patrizio Roversi]]></title>
<link>http://ilpuntog.wordpress.com/2009/11/24/vai-di-bolinaaa-intervista-a-patrizio-roversi/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 12:29:26 +0000</pubDate>
<dc:creator>Geneviève Alberti</dc:creator>
<guid>http://ilpuntog.wordpress.com/2009/11/24/vai-di-bolinaaa-intervista-a-patrizio-roversi/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Genova 43 gradi  Sotto un cielo gonfio di pioggia mi inerpico per i vicoli di una Genova già ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#160;</p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-size:x-small;"><strong>Genova 43 gradi</strong></span></p>
<p> <span style="font-size:x-small;">Sotto un cielo gonfio di pioggia mi inerpico per i vicoli di una Genova già intasata per la visita del Papa, alla ricerca della Passeggiata Libro-Caffè una bella libreria dove un viaggiatore-velista per caso presenta la sua ultima fatica letteraria <em>Chiudi il gas e vieni via, viaggio di un sedentario, </em>ed. Socialmente. Si tratta di Patrizio Roversi che non ha certo bisogno di presentazioni. </span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Allora Patrizio, che fine ha fatto Adriatica?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><em>È diventata una Nave-scuola. Ieri eravamo a Monfalcone in provincia di Trieste, attraccheremo in vari porti italiani, anche a La Spezia per portare avanti un progetto in collaborazione con la Fincantieri, L’ENEL e l’IFN i ragazzi salgono a bordo e hanno la possibilità di confrontarsi con fisici, ingegneri partendo da ciò che rappresenta la barca e per studiare la fisica e la produzione energetica.</em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Studenti di che ordine?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><em>Medie superiori. Abbiamo fatto salire CRUTZEN, Premio Nobel per la chimica che non era nemmeno laureato, gliel’hanno data ad honorem, ma è riuscito a catturare CO2 sotto terra. </em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Turista, velista… ora scrittore per caso?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><em>Ma io avevo scritto altri libri su argomenti vari, umorismo, teledipendenze o articoli di viaggio. Io mi reputo uno che fa comunicazione al pubblico su cose interessanti e usiamo tutti gli strumenti, Turisti, Velisti, Il Giornale del cibo</em><em>,</em><em> mettiamo insieme più mezzi espressivi dai filmati ai libri, dalle piattaforme video ai canali IPTV , la tv via cavo…</em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>IPTV???</strong></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><em>Sì sono canali in cui tu ti scegli il tuo palinsesto, puoi interagire.</em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Il viaggio come metafora di una fuga?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><em>Assolutamente no. Non ho mai pensato di cercare un posto dove stare, le radici per me sono fondamentali. Non penserei mai di tagliarle. Ho incontrato tanti italiani in giro , molti sono felici ma sono tutti tagliati fuori dalle proprie radici. L’ideale sono quelli che fanno 3 mesi qua e 3 mesi all’estero. Non c’è mai sradicamento totale. Certo ho delle riserve sull’Italia, non è il paese migliore del mondo. </em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Diverso è per chi è costretto ad emigrare, no?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><em>Infatti nessuno dice che è una tragedia per chi è costretto ad emigrare. L’esodo per povertà provoca sofferenze.</em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Sei del ’54 come la televisione, tu e Susy Blady siete l’esempio che si può fare una televisione intelligente e fare ascolti, cosa pensi della tv di oggi?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><em>E ti ringrazio. Ma non facciamo niente di originale. La tv oggi attraversa una profonda crisi anche per motivi tecnologici. Le nuove tecnologie incalzano così come le nuove forme di comunicazione televisiva. Il dibattito politico è sempre in ritardo, discutono della tv generalista ma ormai il monopolio è sul satellitare. Il cavo che ti fa ricevere la tv a casa. La tv generalista ha molti limiti , deve sedurre, portare ascoltatori non accetta quel ruolo di agenzia didattico pedagogica che in realtà e. Anche la pubblicità fa comunicazione. Assistiamo ad un appiattimento oggettivo dei programmi. La buona tv è quella che acchiappa di più e provoca un collasso giornalistico : titoli gridati perché anche loro devono vendere, acchiappare, ciò provoca una semplificazione che disorienta la gente. La complessità è vanificata, ora tutti i rumeni sono stupratori, tutta la medicina alternativa fa schifo. La gente è bombardata e non ha tempo di capire. Negli Anni ’70 ci si proponeva l’obiettivo di una televisione democratica, non a senso unico, in cui tutti potevano esprimersi. A metà degli anni ’80 abbiamo cercato di portare gente comune in televisione, a farli parlare certo per primo ci aveva pensato Pier Paolo Pasolini ma Raboni, il poeta Raboni invece ci aveva fatto critiche molto severe, programmi con la gente comune non si fa. Noi invece eravamo fieri, ma dopo quello che è successo c’è da dire che aveva ragione lui. Se devono essere portati in televisione per esprimere le proprie pulsioni meglio stare a casa. La tecnologia oggi permette di fare una televisione non solo di flusso ma di poter interagire coi canali IPTV. Ciò mette in crisi la tv generalista. Se sei tu che scegli c’è speranza. </em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Tu hai avuto una filmografia breve ma intensissima: V</strong><em><strong>olere volare </strong></em><strong>dell’originale Nichetti e </strong><em><strong>La voce della luna </strong></em><strong>del grande Fellini, vuoi raccontarci un po’ di lui?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><em>Ma veramente è più Susy che è stata toccata da quest’esperienza. Era una persona deliziosa. Un altro straordinario, attento è Benigni: persone che riescono a vivere il presente anche con gente non significativa tipo me… beh lui era strepitoso! Ascoltava, voleva sapere tutto, guardava i personaggi e voleva sapere cosa ci stava dietro. Io ho fatto mezza posa ma ha dedicato tempo e attenzione anche a me. Fellini è il creativo per eccellenza, aveva un bel rapporto con tutti, il suo direttore della fotografia… che forse era proprio Delli Colli gli diceva: “ma Federico, non si vede niente!!” e lui rispondeva ma chisse ne frega. Aveva l’amore per il prodotto. Questo amore irragionevole per il prodotto che abbiamo anche noi, anche se poi spendiamo di più di quello che guadagniamo. </em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Patrizio le tue trasmissioni però provocano in noi che ti guardiamo dal divano un’invidia pazzesca: puoi dire qualcosa a tua discolpa?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><em>Perché i retroscena non si vedono, ma sono massacranti. Ciao Darwin abbiamo girato per 7 mesi in zone mai raggiunte da altre barche in collaborazione con il Museo di storia naturale, l’ università per 12 tappe. Abbiamo avuto problemi economici, produttivi, organizzativi e contenutistici. Facciamo imprese da fuori di testa, e la produzione, il viaggio è tutto a nostre spese. La Rai poi acquista la cassetta.</em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Già ore e ore di montaggio…</strong></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><em>Ore? Mesi!! 100 giorni di lavoro per una puntata di 100 minuti. </em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>C’è un posto dove non sei stato e dove vorresti andare?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><em>Ma tantissimi non c’è un posto specifico. Un posto che mi interesserebbe rivedere è la Cina e la Polinesia perché è una bella civiltà ricca di storia, natura. In Africa vorrei andare, alle Svalbard vorrei portarci mia figlia Zoe a vedere gli orsi bianchi. </em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Posso farti da mozzo?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><em>Ma no!!! Me lo chiedono in tanti. Adriatica è una grande barca, è complessa, è una barca collettiva. L’equipaggio è professionale, assunto in regola nel rispetto di una normativa complessa, in alcuni momenti è una barca-scuola con Cino Ricci c’è una scuola di vela, faremo due rotte una rossa e una verde, saliranno gli Istituti nautici . ma se sbagli guai, l’albero è alto 33 metri se sbagli la randa..</em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><strong>Cazza la randa?</strong></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;"><em>Tira la scotta che tiene il boma e vai di bolina… </em></span></p>
<p><span style="font-size:x-small;">La libreria comincia ad affollarsi, io devo andare che se riesco oggi il papa è in Liguria e faccio due domande pure a lui. </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mikan - reprise.]]></title>
<link>http://losaicheitulipani.wordpress.com/2009/11/24/mikan-reprise/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 11:00:40 +0000</pubDate>
<dc:creator>meeei</dc:creator>
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<description><![CDATA[Usciamo dalla porta del piccolo teatro e ci assale una fame spaventosa. Contrariamente alle nostre a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Usciamo dalla porta del piccolo teatro e ci assale una fame spaventosa. Contrariamente alle nostre aspettative, il concerto di pianoforte al quale abbiamo appena assistito ci ha annoiati e innervositi, tanto che camminiamo verso la stazione senza dire una parola.</p>
<p>E&#8217; la terza volta che ci vediamo, io e T. Le ore che trascorriamo insieme passano in silenzio, senza troppi fronzoli, ed è questo che ci piace. Ci siamo conosciuti qualche tempo fa, al locale dove gli altri colleghi vanno di solito a prendere qualcosa dopo il lavoro. Non combiniamo mai niente di esaltante, ma qualcosa &#8211; una sorta di sensazione fisica dalle parti dello stomaco &#8211; ci accomuna, e ci fa sentire il bisogno di stare insieme continuamente.<br />
T. mi ha chiamata nella tarda mattinata, per invitarmi al concerto &#8211; durante una delle nostre sporadiche conversazioni devo avergli raccontato del mio amore viscerale per il pianoforte &#8211; così, in tutta fretta, mi sono preparata ed ho preso il primo treno per la città. Come ogni volta,  mi ha aspettata di fronte al chiosco dei giornali con una scatola di ciambelle glassate tra le mani.<br />
E&#8217; il nostro modo di darci il benvenuto.</p>
<p>Così, dopo il concerto non ci parliamo per più di mezz&#8217;ora. Il pianista era davvero terribile, uno dei peggiori che entrambi avessimo mai sentito &#8211; timbro confuso, poca leggerezza, nessuna sfumatura personale &#8211; e il piccolo teatro ammuffito, straripante di studenti universitari che normalmente si recano lì più come punto di ritrovo che per vero interesse verso gli spettacoli, era intriso del fumo delle centinaia di sigarette che ci si accendevano intorno. Questo miscuglio di elementi negativi ha contribuito a renderci più bruschi e taciturni del solito, così continuiamo la nostra passeggiata infastidita con le bocche serrate. Il silenzio è tanto denso da sembrare quasi solido, produce uno strano contrasto con il brusio delle persone che ci circondano. Venerdì sera, un quartiere centrale di questa metropoli, ma potrebbe essere una qualsiasi città di un qualsiasi continente del mondo. I liceali entrano ed escono dai pub allegri ed esaltati dai benefici dell&#8217; alcool, alcuni impiegati si radunano ai bordi della strada per chiacchierare e ridere insieme dopo aver cenato in uno dei tanti ristoranti le cui insegne decorano e fanno brillare strade e facciate. Guardare in alto confonde, in effetti, un gran minestrone di luci viola, rosa e verdi che non sempre riesco a decifrare. E&#8217; anche questo uno dei motivi per cui ho scelto di affittare il mio appartamento in un sobborgo, dove in effetti succede meno che niente. La sera mi sento tanto satura della città che ho bisogno solo del silenzio, della piccola stazione vicino casa con un solo binario e del parco abbandonato. Anche T. sembra essere confuso. Ha rallentato il passo e fissa un punto indefinito alla fine del corso in cui ci troviamo. Io penso che ho fame, una gran fame &#8211; non abbiamo messo in bocca altro che quelle ciambelle, nel primo pomeriggio &#8211; ma non dico niente per via della strana tensione che si è creata.<br />
Cerco di non peggiorare la situazione evitando di assaporare i  profumi appetitosi che escono dalle varie cucine che ci circondano, finché lo stomaco di T. non si mette a gorgogliare rumorosamente. Un lamento lento, dilatato, che inizialmente cerchiamo entrambi di ignorare con grande sforzo per mantenere la nostra ostinata fermezza. Ma non passa molto tempo che anche la mia pancia si abbandona alla sua disperazione e prende ad emettere suoni buffi e continui, dapprima piano, poi più forte. A questo punto non possiamo fare a meno di fermarci e scoppiare a ridere come due pazzi. T. mi indica con la bocca spalancata e si piega su se stesso contento, quasi non avesse mai sentito una cosa del genere. Io mi fingo offesa, sghignazzo divertita sotto i baffi ed imito i borbottii della sua pancia. I nostri stomaci sembrano essere andati in tilt, due sacche vuote e lamentose che reclamano urgentemente qualcosa di solido. Ascoltiamo per un po&#8217; il buffo concerto che nostro malgrado produciamo, finché non ci decidiamo ad entrare in un 24-hours market per comprare del cibo.</p>
<p>Tra gli scaffali stipati di prodotti ci siamo solo noi. Il commesso è impegnato a commentare a bassa voce una partita di football americano che segue in una piccola televisione portatile, così pensiamo, nonostante la fame, di decidere con tutta calma cosa comprare. Vogliamo assolutamente trovare qualcosa di perfetto, esattamente quello che le nostre pance vuote chiedono con tanta insistenza, e dividercelo equamente. Non dobbiamo accontentarci della prima cosa che ci capita sotto gli occhi; crediamo entrambi che soddisfare la fame con quello che ci vuole doni un appagamento sereno e totale, come trovarsi in  un letto morbidissimo e confortevole quando si ha un sonno esagerato, l&#8217;attimo prima di scivolare nell&#8217;oblio del sonno. Così, io vado verso il reparto dolciumi e T. si addentra nella zona salati.</p>
<p>Di fronte a me si erge maestoso un corridoio con centinaia di incarti colorati, confezioni lucide e scritte che rimandano al contenuto delle scatole. Barcollo come un&#8217;ubriaca tra i vari ripiani per un po&#8217;, decido che niente di tutto quello che ho visto fin&#8217;ora fa al caso nostro e mi reco alla ricerca di T. Setaccio il negozio in lungo e largo, ma sembra proprio essere sparito nel nulla. Controllo ogni reparto senza successo, chiedo al commesso se per caso il ragazzo moro, alto, coi capellil un po&#8217; scompigliati che era entrato qualche minuto prima con me non fosse già passato di lì, ma si limita a scuotere la testa senza scollare gli occhi dalla partita. Scoraggiata, esco dalle porte scorrevoli e mi appoggio alla parete, in attesa. Odio questo tipo di situazioni. Mi lascio sopraffare dall&#8217;ansia, aspettare è una delle cose che mi riescono peggio. Immagino sempre che siano successe delle catastrofi, il cuore mi batte all&#8217;impazzata, divento rossa e respiro forte. Per tranquillizzarmi, di solito penso alle liste di nomi sugli elenchi telefonici &#8211; lettere e numeri in successione sono un buon rimedio al panico &#8211; ma stavolta, chissà perché,  comincio a fischiettare un motivetto. Naturalmente T. appare quasi subito dall&#8217;angolo della strada, sorride contento. In mano regge un sacchetto da tre chili, gonfio di mandarini. “Scusami, ma sono stato all’altro negozio, quello che vende anche la frutta. Ho fatto bene, no? Avevano solo sacchi da tre chili, ma che importa. Se non li mangiamo tutti stasera, potrai portarli a casa con te. Ti piacciono molto se non ricordo male, no?”.<br />
Lo guardo sollevare felice e orgoglioso la sacca di frutta, come un gatto che porta la preda catturata al padrone.<br />
Ha ragione. I mandarini sono esattamente quello che ci voleva.</p>
<p>Ci sediamo su una panchina del parco vicino e apriamo il sacchetto con foga. Non parliamo quasi, ognuno impegnato nel laborioso atto di mangiare. I mandarini sembrano essere tanti da non finire mai, io sbuccio i miei con impetuosità, come un bambino che scarta i regali la mattina di Natale, masticando lentamente spicchio dopo spicchio. T. invece agisce con pazienza, partendo dalla cima del frutto e creando millimetro dopo millimetro una spirale di buccia perfetta. Quando me ne accorgo, smetto di darmi da fare e rimango imbambolata ad ammirare i suoi gesti eleganti. T. sorride. &#8220;E&#8217; solo questione di pazienza, sai? Fai un piccolo taglio in alto, e scendi piano piano seguendo la linea del mandarino. Non è difficile, prova&#8221;. Così cerco di imitarlo, e dopo i primi tre goffi tentativi inizio anche io a fare delle spirali discrete. T. mi guarda imbronciato, annuendo in silenzio. Ha la bocca contratta in un&#8217;espressione buffa, sembra poco più che un ragazzino. Porta una maglia rossa, e una felpa nera &#8211; anche lui, come me, non ha una grande passione per i guardaroba colorati. Non lo conosco da molto, ma quello che ci lega mi fa sentire bene, l&#8217;inizio di una storia serena dove anche io mi sento stranamente serena. Mi perdo nelle sciocche visioni di un nostro probabile futuro, e agguanto un altro piccolo frutto. &#8220;I mandarini mi fanno venire in mente le virgole&#8221;, dico, &#8220;chissà come mai. Forse perché non smetterei mai di mangiarli, così come non smetterei mai di mettere giù virgole quando scrivo&#8221;. &#8220;Ah, ah. A me invece non fanno venire in mente niente. Niente di concreto almeno. Richiamano qualcosa, in effetti, ma non saprei descriverlo. Hanno a che fare con quando ero bambino, credo&#8221;.</p>
<p>Trascorriamo così almeno tre ore, aggiungendo poche parole tra un mandarino e l&#8217;altro. Il tempo passa e perdo l&#8217;ultimo treno verso il piccolo sobborgo in cui abito, per strada non resta che qualche barbone ubriaco. Due donne ci sfiorano passeggiando infagottate nei loro cappotti, tornando a casa dopo un probabile serata tra amiche. Il rumore dei loro passi riecheggia nel parco a lungo.<br />
Per tutto il tempo che abbiamo trascorso insieme, io e T. non ci siamo mai toccati. Non ci sono state carezze o baci, nessun complimento. Adesso siamo di nuovo il silenzio, con la pancia piena e appesantita dalla mole di frutta che abbiamo ingurgitato. Mi guardo le punte delle scarpe ed evito di pensare a quello che succederà. Ci rendiamo conto di aver finito tre chili di mandarini, uno dopo l&#8217;altro. T. esita un poco prima di aprire bocca, poi si offre di farmi dormire a casa sua. Sotto la panchina, riposa allegra una montagna di bucce arancioni.<br />
Questa notte, per la prima volta, io e T. faremo l&#8217;amore.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Aîd El Kebir: religione o carneficina?]]></title>
<link>http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/24/aid-el-kebir-istruzioni-per-luso/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 09:52:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci siamo. Qualche giorno ancora è l’Aîd El-Kebir, come si chiama in Marocco l’Aîd El-Adha, arriverà.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong><a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aidelkebir.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7063" title="aidelkebir" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aidelkebir.jpg" alt="" width="284" height="195" /></a>Ci siamo</strong>. Qualche giorno ancora è l’<strong>Aîd</strong> <strong>El-Kebir</strong>, come si chiama in Marocco l’Aîd El-Adha, arriverà. Arriverà a <strong>stordirmi la vita. </strong> <strong>Premetto </strong>che sono <strong>ospite</strong> in questo<strong> Paese</strong> quindi <strong>accetto e rispetto in toto le loro tradizioni</strong> e tutto quello che è la <strong>loro cultura</strong>, ma l’Aid El-Kebir è un <strong>vero incubo</strong> per me. <strong>La soluzione</strong>? Semplice, <strong>mi barrico nel Riad</strong> e per un paio di giorni non metto fuori il naso, e mi tappo le orecchie perchè nella medina si sentono belati strazianti ovunque, come adesso che sto scrivendo dall’ufficio.  In questi giorni <strong>centinaia</strong> di dibattiti sui <strong>blogs</strong> degli <strong>animalisti</strong>, nelle televisioni e sui giornali mettono, come ogni anno, il<strong> dito nella piaga</strong>. Perchè<strong> far soffrire</strong> cosi’ gratuitamente un povero animale lasciandolo<strong> cosciente</strong> durante la sua<strong> agonia</strong>?,  perchè non cercare almeno di <strong>stordirlo</strong> perchè i suoi ultimi minuti di esistenza siano <strong>lievi</strong>?..,  perchè in nome di un rituale <strong>antico di secoli</strong> non si puo’ trovare una soluzione più<strong> accettabile</strong> considerando che siamo nel <strong>terzo</strong> <strong>millennio</strong>?…..potrei andare avanti all’infinito. La mia riflessione parte da un altra considerazione: perchè la <strong>corrida</strong>, strumento di<strong> spettacolo</strong> ( e non religioso) continua ad <strong>esistere</strong> in un Paese assolutamente<strong> civile</strong> rispetto a molti Paesi arabi?   La pratica della tauromachia è puramente <strong>spettacolare</strong>, racchiudendo in se una nicchia culturale certo,  ma pur sempre<strong> <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7064" title="aid1" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid1.jpg" alt="" width="266" height="195" /></a>spettacolo</strong> per le folle. E ancora penso agli<strong> allevamenti intesivi</strong> dei <strong>vitelli da latte</strong> o alla<strong> forzata alimentazione</strong> delle<strong> oche</strong> per produrre un <strong>fegato enorme</strong> e di conseguenza un paté consistente e brelibato (per gli estimatori). Tante sono le questioni  sul tavolo e ovviamente trovare una<strong> risposta solida</strong> non è facile. Qui si <strong>tratta di morte</strong> (come nella corrida) in nome di una<strong> tradizione religiosa</strong> che, a detta di molti esperti arabi, ha sconfinato nella pura <strong>festa goliardica</strong> e godereccia. Tutti quelli che erano i pressuposti di<strong> pietà</strong>, di <strong>condivisione</strong>, di <strong>solidarietà</strong>, sono pressochè<strong> scomparsi</strong> in questi tempi moderni. Quindi allora perchè non trovare una soluzione e permettere che questo sacrificio diventi più <strong>tollerato </strong>anche dalle frange occidentali più<strong> intolleranti</strong>? La risposta secondo me e semplice e di facile interpretazione. Il <strong>procedimento dello sgozzamento</strong>, lasciando l’animale cosciente, coricato su di un fianco con la testa rivolta verso la<strong> Mecca</strong>, pronunciando alcune parole dedicate ad <strong>Allah</strong>, non è una pratica ad <strong>uso esclusivo</strong> dell’Aid El-Kebir ma é la<strong> procedura consueta</strong> nei mattatoi islamici.  <strong>Sempre si dissangua</strong> l’animale perchè la carne deve essere <strong>Halal</strong> e qualsiasi tipo di animale riceve questo trattamento, non solo il montone ma<strong> galline</strong>, mucche, conigli e uccelli. Quindi il problema si ribalta e diventa più generale. E’ vero che durante l&#8217;Aïd in Marocco quasi<strong> 5 milioni</strong> di montoni vengono <strong>sgozzati all’unisono</strong> e lasciati<strong> agonizzare</strong>, ma cio’ non toglie che<strong> non sia</strong> un caso isolato, un giorno all’anno. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7065" title="aid" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid.jpg" alt="" width="282" height="211" /></a>Quindi, a mio giudizio, è un <strong>problema culturale</strong> e di <strong>civiltà </strong>(non di religione), di <strong>metodo</strong>, che non puo’ essere eliminato da un giorno all’altro. La religione <strong>non richiede</strong> espressamente che l’animale <strong>sia vigile</strong> e<strong> cosciente</strong>.  Durante una conferenza tenuta al Cairo nel<strong> 1966</strong>, sotto il patrocinio dell<strong>‘Accademia Islamica</strong>, un buon numero di<strong> eruditi musulmani</strong> si sono espressi sul soggetto del <strong>sacrificio</strong> nell<strong>‘Islam</strong>. Una delle conclusione è stata: ” <strong><em>Il Corano formula chiaramente che il Creatore (Dio) non desidera il sacrificio come tale, ma come simbolo della devozione a Dio del sacrificante.</em></strong> <em><strong>Il versetto del Corano 22:37 indica espressamente che il sacrificio  non deve sussistere come componente essenziale della religione, ma un atto di carità destinato ai poveri</strong></em><strong>“. </strong>Questa<strong> espressione</strong> di sacrificio permette di <strong>perpetuare</strong> una <strong>necessità </strong>di ordine<strong> umanitario</strong>, la prova provata di una  compassione verso i fratelli umani nel bisogno, come testimonianza della compassione che <strong>Dio</strong> accorda agli uomini. Il<strong> Grand Mufti</strong> di <strong>Marsiglia</strong> ha dichiarato che ” <strong><em>Durante i primi tempi dell’Islam la tradizione di offrire degli animali aveva un senso. La carne era un ingrediente essenziale dell’alimentazione umana. Nei nostri giorni uccidere un animale è diventato un rituale vuoto e il senso profondo dell’atto è stato dimenticato</em></strong>“.  Ha concluso esprimendo il concetto che <strong><em>“l’immolazione di un montone nell’occasione dell’Aid  El-Kebir non è un pilastro dell’Islam, ne un obbligazione comparabile alla preghiera o al digiuno del Ramadan</em></strong>“. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid3.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-7067" title="aid3" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid3.jpg" alt="" width="277" height="192" /></a>Detto questo si puo’ <strong>tranquillamente affermare</strong> che<strong> nulla vieta di stordire</strong> l’animale prima di procedere allo <strong>sgozzamento</strong>, non vi è traccia alcuna sul <strong>Corano </strong>che proibisca questa pratica di<strong> pietà</strong>. Anzi, in alcuni Paesi a <strong>forte componenete islamica</strong> questa pratica è già una realtà, come in  <strong>Kenia</strong> e in alcuni Paesi asiatici. Credo sia esclusivamente una questione di tempo e anche il <strong>Marocco</strong>, molto vicino all’<strong>Europa</strong>,  si uniformerà alle leggi vigenti, in funzione del fatto che è <strong>disumano</strong> far soffrire gli animali in questo modo e, cosa molto importante, per una <strong>questione di igiene</strong>. La maggiorparte di questi sacrifici non sono compiuti in <strong>mattatoi autorizzati</strong> ma nelle singole <strong>abitazioni </strong>dei privati, a volte in <strong>condizioni deprecabili</strong>. Questo comporta tutta una serie di problemi sanitari non indifferenti, con la presenza costante di <strong>bambini e anziani</strong>, che sono i soggetti più esposti e più fragili.  So per certo comunque che una percentuale di persone, ogni anno più numerose, di <strong>ceto medio</strong> alto e <strong>culturalmente </strong>preparate, scelgono<strong> i giorni</strong> dell’Aid per andarsene in viaggio, in Paesi dove ovviamente non si festeggia questa tradizione. <a href="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid2.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-7068" title="aid2" src="http://myamazighen.wordpress.com/files/2009/11/aid2.jpg" alt="" width="268" height="195" /></a>Mentre dilaga in in <strong>Algeria </strong>una<strong> moda</strong> che vuole il <strong>combattimento</strong> tra possenti maschi di montone che, ovviamente, porta alla morte di uno dei due animali. Non è servito il richiamo <strong>degli Imam</strong> del Paese per scongiurare questa attività, e per 3/4 giorni prima del sacrificio in ogni luogo si improvvisano i combattimenti. Spero tanto che questa moda non dilaghi anche qui in Marocco! Queste considerazioni comunque mi conducono al discorso precedente; è un problema di <strong>cultura </strong>e non di <strong>religione</strong>, di<strong> civiltà</strong> e di <strong>rispetto</strong> verso tutti gli esseri viventi.  Mi rammento, per chiudere e spezzare una lancia, di <strong>certe pratiche</strong> che ancora oggi in un paese civile come l’Italia, perdurano nelle campagne. Molte volte mi sono fermato alla vista, in qualche bella<strong> aia del cuneese</strong>, di <strong>conigli </strong>appesi a dissanguare o a vedere l’amico contadino che, con un colpo preciso, sgozzava il povero pennuto; non dico che tutto il mondo è Paese ma cerchiamo di essere <strong>realisti</strong> e comprendere che <strong>costumi </strong>di una qualsiasi <strong>società </strong>sono difficili da <strong>sdradicare</strong>, quindi pazienza e coraggio, affidando alle nuove<strong> generazioni</strong> un po’ più di<strong> buonsenso</strong>.</p>
<p>Vedi anche <a href="http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/aid-el-kebir-2009/">http://myamazighen.wordpress.com/2009/11/18/aid-el-kebir-2009/</a> </p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rail Europe, viaggi in treno scontati per Parigi e la Francia]]></title>
<link>http://marcovignaroli.wordpress.com/2009/11/24/rail-europe-viaggi-in-treno-scontati-per-parigi-e-la-francia/</link>
<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 07:04:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>vignaroli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Rail Europe comunica che fino al 29 novembre sarà possibile prenotare un viaggio con il treno Artesi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Rail Europe comunica che fino al 29 novembre sarà possibile prenotare un viaggio con il treno Artesia notturno per Parigi a partire da 40 euro a tratta in cuccetta da 6, e a partire da 50 euro a tratta in cuccetta da 4. Le città italiane di partenza sono moltissime: Milano, Brescia, Verona, Padova, Vicenza, Venezia e Parma, Piacenza, Bologna e Firenze. Si potrà quindi partire alla sera per arrivare a Parigi Gare de Bercy alla mattina. L&#8217;offerta è soggetta a condizioni e fino ad esaurimento delle disponibilità, biglietti non cambiabili e non rimborsabili. Inoltre fino all&#8217;8 dicembre è possibile prenotare tutti i treni francesi con sconti speciali sulla tariffa Loisir. Moltissime tratte con Tgv, Téoz, Lunéa o Intercity e sconti del 40%, 50% e 60% per viaggiare fra il 20 novembre ed il 16 dicembre. Offerta non cumulabile con le altre promozioni in corso o con le tariffe ridotte Sncf. <a href="http://marcovignaroli.wordpress.com/files/2009/11/eurostar.jpg"><img src="http://marcovignaroli.wordpress.com/files/2009/11/eurostar.jpg" alt="" title="eurostar" width="350" height="300" class="alignright size-full wp-image-155" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Da oggi scattano gli aumenti Trenitalia]]></title>
<link>http://feelnumb.wordpress.com/2009/11/23/da-oggi-scattano-gli-aumenti-trenitalia/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 17:41:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>feelnumb</dc:creator>
<guid>http://feelnumb.wordpress.com/2009/11/23/da-oggi-scattano-gli-aumenti-trenitalia/</guid>
<description><![CDATA[Vado sul sito in un momento qualunque della giornata e leggo quel che segue: 23/11/2009 15:25 Il tre]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Vado sul sito in un momento qualunque della giornata e leggo quel che segue:</p>
<p>23/11/2009 15:25<br />
Il treno 9799 da Torino P.N. (13:05) a Roma T.ni (19:58) viaggia con un ritardo di <span style="color:#ff0000;"><strong><span style="text-decoration:underline;">177 minuti</span></strong> </span>per un intervento tecnico al treno.<br />
_____________________________________________</p>
<p>23/11/2009 14:56<br />
Il treno 9794 da Roma T.ni (12:02) a Torino P.N. (18:55) viaggia con un ritardo di <span style="text-decoration:underline;"><strong><span style="color:#ff0000;">76 minuti</span> </strong></span>per un intervento dei Vigili del Fuoco nei pressi della linea.<br />
_____________________________________________</p>
<p>23/11/2009 14:21<br />
Il treno 728 da Palermo C.le (07:30) a Roma T.ni (18:33) viaggia con un ritardo di <span style="text-decoration:underline;"><strong><span style="color:#ff0000;">116 minuti</span> </strong></span>per un intervento tecnico al treno.<br />
_____________________________________________</p>
<p>23/11/2009 11:54<br />
Il treno 9765 da Milano C.le (11:05) a Lecce (20:23) viaggia con un ritardo di <strong><span style="text-decoration:underline;"><span style="color:#ff0000;">53 minuti</span> </span></strong>per un intervento tecnico al treno.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[pedalattivismo!]]></title>
<link>http://mntvfxd.wordpress.com/2009/11/23/pedalattivismo/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 16:47:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>mntvfxd</dc:creator>
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<description><![CDATA[giusto per non parlare solo di polo! in occasione della prossima conferenza sui cambiamenti climatic]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/64Tz0ZVQDrw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/64Tz0ZVQDrw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>giusto per non parlare solo di polo! in occasione della prossima <a href="http://en.cop15.dk/frontpage" target="_blank">conferenza sui cambiamenti climatici</a> ognuno nel suo piccolo cerca di fare sentire la propria voce in vari modi, più o meno eclatanti. come questo <a href="http://rideplanetearth.org/" target="_blank">ragazzo australiano</a> che è partito da solo in bic in giugno 2008 dall&#8217;australia per arrivare in tempo per la conferenza di copenaghen per far capire che qualcosa si può fare. oppure questo <a href="http://cdg2cph.over-blog.com/" target="_blank">francese</a> che è partito oggi da parigi. magari potremmo organizzare qualcosa anche noi in maniera del tutto simbolica.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ponta Negra, Natal - Album Foto]]></title>
<link>http://manlyone.wordpress.com/2009/11/23/ponta-negra-natal-album-foto/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 16:40:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>manlyone</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;inverno è lungo e duro, così mi sovvengono, repentini, svenevoli ricordi di posti caldi, eso]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="color:#888888;">L&#8217;inverno è lungo e duro, così mi sovvengono, repentini, svenevoli ricordi di posti caldi, esotici. Queste sono alcune foto di Ponta Negra, la spiaggia di Natal in Brasile. Le scattai quando ancora non era stata massacrata dal turismo selvaggio, sponsorizzato dalla nutrita schiera dei &#8220;latrin lover&#8221; de noantri. I cosiddetti playboy italiani dall&#8217;insaziabile appetito. La domanda sorge spontanea: ma questi a casa loro, mangiano o no?</span></p>
<div id="attachment_290" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://homepage.mac.com/stradivarius/Ponta%20Negra%20-%20La%20pesca/"><img class="size-medium wp-image-290" title="070636" src="http://manlyone.wordpress.com/files/2009/11/070636.jpg?w=300" alt="" width="300" height="199" /></a><p class="wp-caption-text">Clicca sulla foto</p></div>
<p>http://homepage.mac.com/stradivarius/Ponta%20Negra%20-%20La%20pesca/</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Malaysia Airlines: Kuala Lumpur – Johannesburg [IT - Part 3]]]></title>
<link>http://worldflyer.wordpress.com/2009/11/23/malaysia-airlines-kuala-lumpur-%e2%80%93-johannesburg-it-part-3/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 11:32:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>worldflyer</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dai uno sguardo anche alla parte precedente! Il gate per il volo MH201 è il C37, situato di fatto al]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://worldflyer.wordpress.com/2009/11/19/malaysia-airlines-kuala-lumpur-johannesburg-it-part-2/">Dai uno sguardo anche alla parte precedente!</a></p>
<p>Il gate per il volo MH201 è il C37, situato di fatto all’estremo del molo C. Superata l’area dei negozi e il controllo di sicurezza posto subito prima, si raggiunge il banchetto adibito all’imbarco. Controllato il passaporto e consegnata la carta, si supera il salottino di attesa e ci si avvia per il finger, per arrivare alla porta del 747-400.</p>
<p>Alla porta ci sono 2 assistenti di volo e il purser (oltre ogni dubbio identificabile per l’uniforme diversa): il saluto è caloroso e spontaneo. Il controllo della carta d’imbarco non è così metodico come su altre compagnie asiatiche , ma viene comunque fatto. Immeditamente l’assistente di volo ti fornisce le istruzioni per raggiungere il posto. Salita la scala, un altro assistente di volo, chiede la carta d’imbarco, guarda il nome, poi ti saluta per nome e ti chiede se vuoi dargli il bagaglio perché lo porti al tuo posto: fatto questo, ti fa strada e ti conduce al tuo posto e stiva secondo le tue indicazioni il bagaglio nella cappelliera. Come incipit non ci si può lamentare.</p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832d90f0ad400000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832d90f0ad400000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832ddee8b0700000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832ddee8b0700000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p><!--more--></p>
<p>Iniziamo dall’aeromobile: 747-400, 3 classi: 10 posti di F nel nose, business class dislocata nell’upper deck (26 posti in configurazione 2+2), nella sezione tra le porte 1 e 2 (2+3+2, 11 posti) e subito dopo la porta 2 (4 posti, 2+2 sul solo lato destro), il resto economy (3+4+3).</p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef833a1712ada00000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef833a1712ada00000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p>Sostanzialmente l’aeromobile con la configurazione più simile è proprio il 747-400 di TG con la sola differenza che questa ha il galley di F e C messo tutto sul lato destro, non esiste separatore tra la F e la C sul lato sinistro. Su MH invece le classi sono ben distinte. Anche qui, va a gusti, c’è chi preferisce l’upper deck per l’esclusività, chi preferisce il lower deck perché meno occlusivo. Personalmente a me piace di più l’upper deck per un motivo stupido ma quanto mai funzionale: per via della curvatura della fusoliera i posti di finestrino dell’upper deck dispongono di appositi scomparti ad apertura in cui riporre oggetti personali: per uno come me che non usa cuscini quasi mai, coperte, e che in più ha gli occhiali, la macchina fotografica e il pc, i caricatori, i cellulari e via cantando, sono il non plus ultra per avere sottomano tutto e non impazzire.</p>
<p>L’unico motivo per cui io sono disposto a non stare nell’upper deck è se questo è pieno mentre sotto non c’è nessuno: in questo caso sono disposto a stare nel ponte principale perché il servizio sarà sicuramente migliore!</p>
<p>Prima di parlare del posto, ancora una annotazione: quando ho chiamato il GSA di MH per preassegnare i posti, la tipa era stata freddina e mi aveva risposto che lo avrebbe fatto… detto tra noi, avrei giurato che non l’avrebbe fatto: invece non solo l’ha fatto ma mi ha scelto i posti migliori e mi ha pure bloccato quelli affianco… Ottimo lavoro!</p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef833db83ab2500000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef833db83ab2500000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832f37e0ab000000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832f37e0ab000000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832e87f4a2400000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832e87f4a2400000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832d39d8b7300000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832d39d8b7300000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p>L’upper deck di MH ha un sistema di cappelliere completamente diverso rispetto a LH SQ o BA (o alla stessa MH nel main deck): sostanzialmente si aprono come le più consuete cappelliere di un 321 ossia hanno i cardini posizionati in alto e la serratura a scatto verso il basso.Questo sistema, rispetto a quello dei vettori prima citati (che si aprono a scendere, ribaltandosi verso il basso) è certamente più moderno ma pregiudica in maniera evidente lo spazio a disposizione per stivare il bagaglio a mano.</p>
<p>I colori scelti di MH sono vivaci anche se personalmente non mi fanno impazzire: le shell dei posti sono color panna (Tipo AF) con inserti in metallo mentre i sedili sono di un blu intenso striati di turchese: l’effetto d’insieme è di un blu spento.</p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef83327e5ab3d00000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef83327e5ab3d00000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832ad4f0aae00000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832ad4f0aae00000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p>Su ogni posto ci sono una trapunta incellophanata e un cuscino di piccole dimensioni che, esattamente come il poggiatesta sono color turchese con una fantasia irregolare: la trapunta è di buona qualità mentre il cuscino è di modeste dimensioni ma decisamente consistente.</p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832a35d8b8b00000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832a35d8b8b00000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p>La poltrona di C, così come quella di F è esattamente la stessa installata da Thai Airways con la sola differenza nei colori. Per il resto la struttura è la medesima a meno della sostanziale differenza nell’ubicazione dei monitor per l’IFE e di pochissime altre variazioni. Il bracciolo esterno ospita solo e soltanto i pulsanti per la manovre del sedile che è globalmente più che buono: ad uno schema efficace dei controlli corrisponde un sistema efficiente anche se un pochino rumoroso (come del resto le altre compagnie!)</p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832d2d24a9400000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef832d2d24a9400000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef833c87b6a7c00000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef833c87b6a7c00000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef83375e72a2600000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef83375e72a2600000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p><a href="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef8323ede4aee00000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/"><img style="border:2px solid grey;margin:10px;" src="http://im1.shutterfly.com/media/47b9ce38b3127ccef8323ede4aee00000040O00CZt2TZqybMQe3nws/cC/f%3D0/ps%3D50/r%3D0/rx%3D550/ry%3D400/" alt="null" width="400" height="290" /></a></p>
<p><em>::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::<br />
</em></p>
<p><em>Il racconto di questo viaggio è diviso in vari  post; puoi guardare il resto del viaggio cliccando sui seguenti link:</em></p>
<p><em>Parte 1<br />
</em></p>
<p><em>Parte 2</em></p>
<p><em>Parte 3</em></p>
<p><em>Parte 4<br />
</em></p>
<p><em>::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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