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	<title>vibrissebollettino &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/vibrissebollettino/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "vibrissebollettino"</description>
	<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 07:53:52 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[www.vibrissebollettino.net]]></title>
<link>http://vibrisse.wordpress.com/2009/11/04/www-vibrissebollettino-net/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 11:15:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>vibrisse</dc:creator>
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<description><![CDATA[Come annunciato da tempo, la vecchia sede di vibrisse, www.vibrissebollettino.net, chiude. Rimarrà s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come annunciato da tempo, la vecchia sede di <em>vibrisse</em>, <a href="http://www.vibrissebollettino.net">www.vibrissebollettino.net</a>, chiude. Rimarrà soltanto un rinvio automatico a questa sede.<br />
Tutti i materiali pubblicati sono stati salvati, con due distinte procedure, in due distinti cd.<br />
Non so se sarà possibile inserirli come archivio in questa nuova sede di <em>vibrisse</em>.<br />
L&#8217;abbandono della vecchia sede è dovuto sostanzialmente al costo. La sede in WordPress è pressoché gratuita.<br />
Anche la <a href="http://www.vibrissebollettino.net/bottegadilettura">Bottega di lettura</a> si trasferirà a breve, <a href="http://bottegadilettura.wordpress.com/">qui</a>.<br />
Ringrazio Elios.net che ha ospitato vibrisse per qualche anno; Mauro Mirci, che ha realizzata una delle due archiviazioni; e soprattutto Fabio Fracas, che ha provveduto a tutto il resto.</p>
<p><font size="1"><strong>giulio mozzi</strong></font></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Da ciò che batte sotto la pelle al formalismo dei dizionari.]]></title>
<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2009/01/14/da-cio-che-batte-sotto-la-pelle-al-formalismo-dei-dizionari/</link>
<pubDate>Wed, 14 Jan 2009 03:13:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>krauspenhaar</dc:creator>
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<description><![CDATA[di Franz Krauspenhaar Rispondo qui al pezzo di giuliomozzi Scrittori e professionisti, pubblicato su]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/7ioa4KujJg8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/7ioa4KujJg8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p>di <strong>Franz Krauspenhaar</strong></p>
<p>Rispondo qui al pezzo di giuliomozzi <a href="http://vibrisse.wordpress.com/2009/01/04/scrittori-e-professionisti/">Scrittori e professionisti,</a> pubblicato su Vibrissebollettino, per mantenere una promessa e soprattutto rispondere alle domande del patròn di quel sito.<br />
Il tutto è partito da un pezzo mio, pubblicato su Nazione indiana, <a href="http://www.nazioneindiana.com/2008/12/18/siamo-i-fangio-della-cultura-che-non-paga/">Siamo i fangio della cultura che non paga</a>. E che ha fatto il giro dei blog letterari.<!--more--></p>
<p>Rispondo alla mia maniera, di scrittore senza regole se non quelle dettate dalla sua coscienza e dalla conoscenza dell&#8217;italiano, cava di marmo dalla quale attingere l&#8217;elemento della sua scrittura. Quelle di Mozzi mi appaiono obiezioni mal poste. Sì. Come lui dice che io ho malposto un problema vero, io dico che lui ha malposto le sue obiezioni. Tutto parte dalla sua brillante sicurezza che, per essere dei professionisti della scrittura, si debba essere riconosciuti in un albo. Vale a dire essere come gli avvocati, i medici, ecc. </p>
<p>Ma questo io non l’ho mai detto. E&#8217; una sua splendida idea. Piuttosto, ho cercato di puntare un faro molto forte, quasi accecante, sul problema. E sulla confusione di un ruolo, quello dello scrittore, che anche i blog letterari hanno contribuito ad alimentare.<br />
Non ho dato delle risposte, delle ricette. Non ne avevo e non ne ho tuttora. Ma qualcosa andava detto. In anni di frequentazione, non ricordo alcun discorso simile. Come se scrivere fosse qualcosa di superiore al vivere. Come se non solo si campasse d&#8217;aria, ma si leggesse e si scrivesse nell&#8217;aria, facendo tanti giri di fumo con le parole. Mai una parola sull&#8217;argomento, che io ricordi. Un tabù sconfortante, uno sconfortante silenzio, come una maledizione. I pezzi sui giornali (certi giornali) ti vengono pagati dopo nove mesi? (se ti vengono pagati.) E solo qualcuno, ogni tanto, dice qualcosa in un commento sommerso da tangentaliche elucubrazioni di scrittori evidentemente in crisi di ispirazione. Mai nessuno che parla di questo scoglio, zoccolo duro, o ventre molle.<br />
Comunque, su Vibrisse sono in seguito intervenuti, oltre a me,  Livio Romano, Andrea Cortellessa, Guido Tedoldi. Ma ormai la discussione era diventata altro, come spesso succede nei blog. Si <em>faceva </em>altro. Tutto interessante e istruttivo. Ma altro.</p>
<p>Io penso, con tranquillità, che queste discussioni siano inutili e anche dannose. Sono io il primo a dirlo. Ho mosso vorticosamente le acque e alla fine siamo  qui, anzi lì, a parlare di chi è il cortigiano (lo scrittore). Come se nulla fosse successo in 500 anni di storia, non solo della letteratura.</p>
<p>Io penso che la &#8220;pasticceria letteraria&#8221; sia un po’ superata. E&#8217; ora di entrare nel nuovo millennio con tutte e due le scarpe. Se pongo (anche male in alcuni tratti, non lo nego) un problema vero e poi quello che ricevo è da una parte giusta considerazione e solidarietà (da chi evidentemente sente il problema come serio) mentre de altre parti leggo obiezioni basate su splendidi sofismi volti a mettere dialetticamente spalle al muro l&#8217;altro senza proporre assolutamente nulla, devo pensare che c’è qualcosa di sbagliato anche in me. C’è qualcosa in questo gioco che per me è inutile. C’è qualcosa che non è nemmeno letterario. Qualcosa che è solo speculativo. Il formalismo ci sta uccidendo, in tutti i settori. Stiamo qui, anzi lì, a tirare fuori il dizionario per rispondere a un urlo di umanità, a qualcosa che batte sotto la pelle. Ecco come pongo io le questione: con un urlo. È vero, sono fuori dal formalismo letterario di questo paese, sono fuori dalle discussioni che non portano mai da nessuna parte.</p>
<p>Mozzi io lo stimo come scrittore, meno come sofista. Penso che non si possa sempre rispondere con sofismi a delle domande che vengono dalla radice della nostra esperienza. Mozzi afferma nel suo pezzo che propongo un altro mito, rispetto a quello dell’artista &#8220;genio e sregolatezza&#8221;: quello dell’ &#8220;artista professionista che svolge la sua professione con cura.&#8221;</p>
<p>E anche se fosse? Bisogna dare il meglio, sempre. Ma l’immagine che Mozzi da dell’artista da me &#8220;mitizzato&#8221; non è quella che penso io. Forse ha capito male, forse immagina male. Fatto sta che io non ho mitizzato un bel nulla: ho parlato di un artista che è sì un lavoratore a prestazione, ma che viene comunque trattato come un professionista, che viene pagato, che viene sempre rimborsato, che riceve l’anticipo su un libro davvero in anticipo, non dopo molti mesi. Che non viene trattato come un semplice tappabuchi della politica. Che non viene trattato come un semplice intrattenitore da fiera (anche se letteraria.) E’ questo un essere mitico? Un nibelungo in copia word? Non lo credo. Sto parlando di un soggetto che può anche vivere d’altro per la maggior parte del suo reddito, che può fare anche una vita sregolatissima (ci mancherebbe) ma che quando lavora nell’ambito culturale- editoriale, cioè quando svolge il &#8220;lavoro culturale&#8221;, viene trattato dignitosamente. Quello che Mozzi non ha capito, o forse non ha voluto capire, è che nessuno, credo, vuole un albo degli scrittori professionisti, cosa impossibile da ottenere per delle ragioni che non vado neanche a spiegare. Io ho parlato, parlo e continuerò a parlare di condizioni migliori. In generale e, questo è importante, all&#8217;inizio forzatamente, in modo vago. Cioè senza dettare delle controregole. Senza parlare di albi o partiti o associazioni. No. Si parli di ciò che non va, si muovino le coscienze, si sensibilizzi laddove regna, diciamolo pure, l&#8217;omertà del morto di fame.</p>
<p>Ognuno è nell’intimo quello che si sente di essere. Se Mozzi, citando un suo pezzo precedente che lui a sua volta cita, crede di essere un &#8220;cortigiano&#8221;, io, per me stesso, non lo credo affatto. Lo scrittore, io credo, è innanzitutto un uomo che lavora. Su vari piani. Il &#8220;valore aggunto artistico&#8221;, altro nodo della questione che io avevo &#8220;messo in giro&#8221;, dovrebbe, dico dovrebbe, far considerare uno scrittore come qualcuno che, anche in altri ambiti che non siano propriamente artistici (vale a dire di &#8220;lavoro culturale&#8221; anche diciamo così di manovalanza) possa dare un contributo valido e quindi monetizzabile. Non sempre sarebbe comunque così, perché è ovvio che ci sono scrittori bravissimi ma che ad esempio come relatori non sono così bravi, anzi.</p>
<p>Un’ultima cosa. Mi pare che in genere si sia voluto farmi passare (leggo da vari commenti) come quello che pensa innanzitutto alla moneta e agli &#8220;scontrini&#8221;.<br />
Direi di no, e tutta la mia storia editoriale lo dimostra. Semplicemente, sono per legittimare su larga scala ciò che ci spetta. A ciascuno il suo esame di coscienza su ciò che a lui, personalmente, gli spetta. Facciamo così. Che ciascuno si dia il valore che crede di avere.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il sottoscritto]]></title>
<link>http://antonioconsoli.wordpress.com/2008/04/04/il-sottoscritto/</link>
<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 13:43:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>antonioconsoli</dc:creator>
<guid>http://antonioconsoli.wordpress.com/2008/04/04/il-sottoscritto/</guid>
<description><![CDATA[Dopo la conclusione dell&#8217;esperienza, positiva, del quindicinale letterario Stilos, si era aper]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dopo la conclusione dell&#8217;esperienza, positiva, del quindicinale letterario <strong>Stilos</strong>, si era aperta dalle parti di <a href="http://www.vibrissebollettino.net/archives/2008/04/cera_una_volta.html" target="_blank">Vibrissebollettino</a> una discussione in merito al futuro di quell&#8217;iniziativa. Il percorso è giunto al termine ed è nato <a href="http://ilsottoscritto.it" target="_blank"><strong>Il sottoscritto</strong>.</a></p>
<p>Da un affezionato di quel quindicinale di carta, un in bocca al lupo alla nuova creatura.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Nota importante</strong>: segnalo quanto ha scritto Giulio Mozzi in un commento a questo post. La discussione che all&#8217;epoca della cessazione della pubblicazione di Stilos si era aperta su Vibrisse bollettino, non ha influito sulla nascita del nuovo sito Il sottoscritto. Involontariamente, il mio post sembrava indicare il contrario. Un in bocca al lupo, inoltre, a Gianni Bonina, che sta lavorando tenacemente per far ritornare Stilos sulla carta.</p>
<div style="text-align:center;"><a href="http://ilsottoscritto.it" target="_blank"><br />
</a></div>
</div>]]></content:encoded>
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