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	<title>vico &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/vico/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "vico"</description>
	<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 21:49:05 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Two problems of the Ideal]]></title>
<link>http://areopagiticus.wordpress.com/2009/11/28/two-problems-of-the-ideal/</link>
<pubDate>Sat, 28 Nov 2009 13:03:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Teleologicus</dc:creator>
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<description><![CDATA[Two problems of the Ideal, the first against all that is not itself, the other against itself.  Rise]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Two problems of the Ideal, the first against all that is not itself, the other against itself.  Risen up and on the march, the Ideal is terrible as an army with banners, capable and even desirous of ruining everything that is not itself. But in a quieter and less magnificent way, in secrecy and in solitude, the Ideal can turn against and cannibalize itself through the barbarism of reflection. This is the source of cynicism and worldly-wiseness, of Presentism and superiority to the mighty dead with their inadequate realization of the Ideal. Considering the destructive potency of the Ideal in all directions one is quite justified in warning that it should either be handled with extreme care or, perhaps better still, not at all.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La paura che nega il diritto]]></title>
<link>http://ammiraglio61.wordpress.com/2009/11/27/la-paura-che-nega-il-diritto/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:39:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>ammiraglio61</dc:creator>
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<description><![CDATA[La concorrenza ha sconfitto democrazia e sicurezza che, con la paura e i diritti è diventata oggetto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong></strong><br />
La concorrenza ha sconfitto democrazia e sicurezza che, con la paura e i diritti è diventata oggetto di inquietanti antinomie: si calpestano i diritti per garantire la sicurezza ma con quelle violazioni si creano paure e torna la violenza del Leviatano<br />
Negli ultimi vent&#8217;anni la globalizzazione ha cambiato radicalmente la vita economica, politica e sociale dei popoli e degli individui, senza che il diritto ne abbia seguito e disciplinato l&#8217;evolversi.</p>
<p><!--more--><br />
Jacques Derrida nei suoi seminari su «La Bestia e il Sovrano» (Jaca Book, 2009, p.61) ha fatto un esempio illuminante, chiedendosi quale sarebbe stata la reazione allo sventramento delle Torri Gemelle del World Trade Center dell&#8217;11 settembre 2001, se l&#8217;immagine non fosse stata registrata, filmata, indefinitamente riproducibile e compulsivamente trasmessa in tutti i Paesi del mondo. Il ritorno a Hobbes, dove lo Stato, il Leviatano, altro non è che una macchina per far paura e la paura è l&#8217;unica cosa che motiva l&#8217;obbedienza alla legge, induce a concludere che «siccome non c&#8217;è legge senza sovranità (&#8230;) questa chiama, suppone, provoca la paura».<br />
Il pericoloso filosofo del diritto tedesco, Carl Schmitt, amato oggi sia a destra che a sinistra, precisava che «Protego ergo obligo è il cogito ergo sum dello Stato». E questo principio era stato uno dei fondamenti dello stato nazista.<br />
Ma lo Stato attuale nella sua dimensione politico-mediatica ha strumenti per la creazione di paura e quindi di esigenze di protezione o addirittura di omologazione con la Gewalt, cioè la violenza, ben maggiori di quanti se ne potessero immaginare. La cronaca quotidiana, purtroppo, mi esime da qualsivoglia esemplificazione. Mi basterà citare il Patriot Act e Guantanamo, perché sono forse fra gli esempi più clamorosi della sconfitta del diritto di fronte alla paura. Tant&#8217;è che il presidente Obama ha recentemente dovuto contraddirsi smentendo la promessa di chiudere Guantanamo.<br />
La verità è spesso manipolata in nome della sicurezza. È così che la costruzione della categoria degli enemy combatants ha tolto a costoro, dopo l&#8217;11 settembre, ogni diritto a un giusto processo, ad una normale istruttoria, all&#8217;assistenza di un avvocato, ad un regolare dibattimento. Purtroppo neppure la Corte Suprema, altre volte ben più attenta, nel caso Hamdi versus Rumsfeld (124, S.Ct. 2633 , è riuscita a garantire quei diritti a chi viene definito enemy combatant, anche se si trattava di un cittadino americano: il tutto in nome della sicurezza. Sempre identica è la conclusione: la violenza del Leviatano per proteggerti dalla paura (questa volta dei terroristi) colpisce sempre chi non è in grado di difendersi: dai minori, agli immigrati, a tutti i diversi che le società attuali tendono sempre più ad escludere.<br />
Né è possibile sottacere che l&#8217;impero della violenza, e quindi quello omonimo della paura, è diventato planetario e trascende ormai la Gestalt del Leviatano. La letteratura apocalittica è immensa. Mi limiterò qui a citare solamente tre testi recenti che ne danno un quadro complessivo, abbastanza preciso, ancorché forse non completo.<br />
Il primo è l&#8217;ultima opera di René Girard («Portando Clausewitz all&#8217;estremo», Milano 2008, 312) il quale dimostra come la violenza e le guerre nel mondo siano portate all&#8217;estremo e come l&#8217;accelerazione della storia crei nel genere umano una inconscia angosciante corsa verso l&#8217;apocalisse. Precisa Girard in conclusione che «il riscaldamento climatico del pianeta e l&#8217;aumento della violenza sono due fenomeni assolutamente legati (&#8230;) e questa confusione di naturale e artificiale rappresenta forse il messaggio più forte contenuto nei testi apocalittici». E ovviamente la globalizzazione ha reso la sorte dei minori più precaria, poiché &#8211; ripeto &#8211; la violenza si scarica sempre sui più deboli.<br />
Martin Rees, il cui saggio «Our Final Century» (London, 2003) lascia poche speranze di sopravvivenza, entro la fine di questo secolo, non solo per il pericolo delle armi atomiche, al quale siamo fortunosamente scampati nel secolo scorso, ma per gli altrettanto gravi pericoli ai quali ci sottopongono ora le biotecnologie, piuttosto che gli errori, sempre più frequenti, negli esperimenti scientifici e nelle tecnologie di vario tipo. E ciò, indipendentemente dalle ulteriori osservazioni di R. Posner («Catastrophe», Oxford, 2004), sui rischi catastrofici delle malattie pandemiche, piuttosto che sulle possibili collisioni astrali e via discorrendo. Con una popolazione mondiale che, secondo i calcoli di Levy-Strauss, nel 2050 ammonterà a più di 9 miliardi di individui, difficilmente sfamabili ma soggetti a rischi di carestia. L&#8217;ultima copertina del settimanale The Economist intitola &#8220;How to feed the world&#8221; (come sfamare il mondo), per giungere alle stesse conclusioni. La sottovalutazione della portata di questi rischi non riduce certo la loro costante riproposizione nei media e il conseguente aumento collettivo dello stato di paura e di angoscia.<br />
A questi rischi apocalittici si è ora aggiunta una grave crisi economica mondiale che nelle sue ricadute sull&#8217;economia reale e in particolare sulla disoccupazione aumenta in tutti i paesi la sensazione di instabilità e di minaccia alla sopravvivenza. La crisi ha dimostrato i limiti di un&#8217;ideologia basata sulla ricerca individualistica della ricchezza che ha portato all&#8217;autodistruzione del sistema in una recessione economica mondiale che colpisce soprattutto i paesi più poveri. Per di più, in un sistema dove vige la forza, chi è destinato a perdere è sempre il più debole che è sprovvisto di forza contrattuale, l&#8217;unica alla quale un&#8217;ostinata volgare ideologia continua ad attribuire valore anche agli effetti risolutivi della crisi. L&#8217;autoregolamentazione e il contratto sono nuovi idoli del mercato globale che ha clamorosamente fallito.<br />
Senza contare che lo stesso sviluppo economico orientato sempre più verso il consumismo ha provocato un fenomeno brillantemente descritto di recente da Robert Reich («Supercapitalismo», 2009). La spinta all&#8217;estremo della concorrenza fra le imprese, al fine di ridurre sempre più i prezzi dei prodotti, per conquistare i consumatori, ha necessariamente portato alla riduzione dei costi, laddove era più facile e cioè come sempre nei confronti dei più deboli, vale a dire i lavoratori. Questi si sono visti via via sottrarre i diritti che avevano faticosamente conquistato. Insomma, l&#8217;interesse del consumatore ha avuto la meglio sui diritti del cittadino e così la concorrenza ha sconfitto la democrazia e la sicurezza.<br />
Quella sicurezza, che con la paura, e i diritti è diventata oggetto di inquietanti antinomie: si calpestano i diritti per garantire la sicurezza, ma con quelle violazioni si creano paure e così in un circolo vizioso torna la violenza del Leviatano.<br />
Allora la soluzione sta altrove: cioè sopra il Leviatano, sopra gli stati, cioè nel rispetto dei diritti umani e in quei principi che stanno sopra e al di fuori delle norme imposte dal Leviatano.<br />
È pur vero che, come ci hanno insegnato sia N. Bobbio, sia M. Ignatieff, i diritti umani, nella loro pretesa di universalità, sono assolutamente storici e neppure assoluti. Alla loro base, tuttavia, nella diversità delle culture, esiste un minimum senza il quale le società non potrebbero sopravvivere. È in quel minimum che si sconfigge il loro supposto relativismo ed è in quel minimum che oggi G.B. Vico riconoscerebbe il senso comune insito nella facoltà dell&#8217;ingenium propria a tutto il genere umano, ed alla sua naturale propensione alla giustizia. A quella giustizia, alla quale il filosofo napoletano riconduceva altresì la «sapienza volgare» dei popoli primitivi. Uno dei maggiori esponenti di questa corrente di pensiero è, attualmente, il filosofo americano Ronald Dworkin.<br />
Si tratta insomma di massime generali, di standards, pur difformi dalle norme positive, il cui contenuto si ritrova nei principi soprattutto costituzionali e poi anche morali di comune accettazione, rappresentati da quel minimum di cui ho sopra parlato. Ed è questo il momento dell&#8217;incontro fra diritto ed etica, a fini di giustizia e lontano invece dalle equivoche e fuorvianti formule di codici etici o della responsabilità sociale, o peggio ancora morale, delle imprese.<br />
Il contenuto di questi principi, di questi standards è estremamente vario e complesso. E forse non è un caso che a tali principi, i cosiddetti global legal standards, anche l&#8217;Europa stia lavorando per evitare che ci sia la replica della crisi che ha sconvolto l&#8217;economia mondiale.<br />
I principi devono essere accettati dai vari paesi, secondo le modalità e le strutture del diritto internazionale. Essi serviranno altresì a decidere gli hard cases, cioè i casi difficili dove la norma manca o è lacunosa. Mi basta qui citare la straordinaria sentenza della Corte suprema degli Stati uniti nel caso Roper versus Simmons del 1° marzo 2005. Si trattava di giudicare sulla pena di morte sentenziata a carico di Christopher Simmons per un assassinio da lui commesso quando aveva 17 anni. E&#8217; noto che l&#8217;art. 37 della Convenzione dell&#8217;Onu sui diritti dei minori del 1989 stabilisce, tra l&#8217;altro, che: «Né la pena capitale né l&#8217;imprigionamento a vita senza possibilità di rilascio devono essere decretati per reati commessi da persone di età inferiore ai 18 anni». Ma è altrettanto noto che gli Stati uniti e la Somalia sono gli unici due paesi al mondo che non hanno sottoscritto la Convenzione. Ebbene, la Corte Suprema, nella sua magistrale sentenza, concluse che: «È corretto che noi si consideri il peso determinante dell&#8217;opinione internazionale contro la pena di morte nei confronti dei minori, consistente in larga misura sull&#8217;instabilità e labilità emozionale dei minori che può essere spesso fattore del crimine». E così la pena di morte non fu applicata, perché, secondo l&#8217;estensore, il giudice Anthony Kennedy, sarebbe stata, tra l&#8217;altro, contro gli evolving standards of decensy. La decenza diventa criterio interpretativo e principio fondamentale del diritto! Il riferimento all&#8217;opinione internazionale nell&#8217;interpretare la Costituzione americana è stata poi oggetto di ampie discussioni, che alla fine hanno confermato il principio statuito dalla Corte suprema.<br />
Vorrei, come finale meditazione, concludere che in presenza di alluvioni normative e amministrative scoordinate e sovente contraddittorie da parte dei poteri legislativi ed esecutivi non solo italiani od europei, ma di tutto il mondo, l&#8217;orizzonte del diritto si può aprire soltanto se i giudici sia interni, sia internazionali, di qualunque categoria, in tutti i paesi democratici, continueranno impegnando la loro dignità e indipendenza, a rivendicare con vigore i principi delle libertà democratiche e della giustizia, sia con valutazioni corrette della realtà, sia con riferimento, quando necessario, agli standard di civiltà per bloccare la violenza e le iniquità del Leviatano.<br />
Mi piace allora terminare con l&#8217;ultima frase scritta da Ronald Dworkin ne «L&#8217;impero del diritto» (Milano, 1989): «L&#8217;atteggiamento del diritto è costruttivo: il suo scopo, nello spirito interpretativo, è quello di far prevalere il principio sulla prassi per indicare la strada migliore verso un futuro migliore, mantenendo una corretta fedeltà nei confronti del passato. Infine, esso rappresenta un atteggiamento fraterno, un&#8217;espressione del modo in cui pur divisi nei nostri progetti, interessi e convinzioni, le nostre esistenze sono unite in una comunità. Questo è comunque ciò che è diritto per noi: per gli individui che vogliamo essere e la comunità in cui vogliamo vivere».</p>
<p><a href="http://www.ilmanifesto.it/il-manifesto/argomenti/numero/20091126/pagina/06/pezzo/265599/">Fonte</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[The misbegotten subtleties of malicious wits]]></title>
<link>http://areopagiticus.wordpress.com/2009/11/15/the-misbegotten-subtleties-of-malicious-wits/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 01:16:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Teleologicus</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8230;the misbegotten subtleties of malicious wits that have turned them into beasts made more inhu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="padding-left:30px;"><em>&#8230;the       misbegotten subtleties of malicious wits that have turned them into beasts       made more inhuman by the barbarism of reflection than the first men had       been made by the barbarism of sense. . . . </em>[Vico]</p>
<p>At the height of power, affluence, security and ease, America began a slide into the abyss whose depths have yet to be found.  The children of the Sixties set to work with holy zeal to destroy all that had for so long been fought for and faithfully preserved, not only in regard to America but the West itself.  How can this be explained? A deliberate and appallingly successful attack was launched upon the best that had been thought and done and the curtain of a new and far more sinister dark age willfully pulled down upon citizens of the city upon a hill. We are in continued decline and have yet to learn how far further we must fall &#8211; and whether the fall will in the end prove fatal. Yet this destruction was wrought wholly from within, and disciples and apostles of such destruction continue to labor with indefatigable energy to hack at what roots remain of Western and American culture. Why would a culture destroy itself instead of, as has been traditional, waiting for some outside enemy to do so? What is the basis for this self-cannibalism?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[The Barbarism of Reflection]]></title>
<link>http://areopagiticus.wordpress.com/2009/11/13/the-barbarism-of-reflection/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 12:47:20 +0000</pubDate>
<dc:creator>Teleologicus</dc:creator>
<guid>http://areopagiticus.wordpress.com/2009/11/13/the-barbarism-of-reflection/</guid>
<description><![CDATA[But as the popular states became corrupt, so also did the philosophies. They descended to skepticism]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote><p>But as the popular states became corrupt, so also did the philosophies. They descended to skepticism. Learned fools fell to calumniating the truth. Thence arose a false eloquence, ready to uphold either of the opposed sides of a case indifferently. Thus it came about that, by abuse of eloquence like that of the tribunes of the plebs at Rome, when the citizens were no longer content with making wealth the basis of rank, they strove to make it an instrument of power. And as furious sound winds whip up the sea, so these citizens provoked civil wars in their commonwealths and drove them to total disorder. Thus they caused the commonwealths to fall from a perfect liberty into the perfect tyranny of anarchy or the unchecked liberty of the free peoples, which is the worst of all tyrannies. . . .</p>
<p>But if the peoples are rotting in that ultimate civil disease and cannot agree on a monarch from within, and are not conquered and preserved by better nations from without, and are not conquered and preserved by better nations from without, then providence for their extreme ill has its extreme remedy at hand. For such peoples, like so many beasts, have fallen into the custom of each man thinking only of his own private interests and have reached the extreme of delicacy, or better of pride, in which like wild animals they bristle and lash out at the slightest displeasure. Thus no matter how great the throng and press of their bodies, they live like wild beasts in a deep solitude of spirit and will, scarcely any two being able to agree since each follows his own pleasure or caprice. By reason of all this, providence decrees that, through obstinate factions and desperate civil wars, they shall turn their cities into forests and the forests into dens and lairs of men. In this way, through long centuries of barbarism, rust will consume the misbegotten subtleties of malicious wits that have turned them into beasts made more inhuman by the barbarism of reflection than the first men had been made by the barbarism of sense. . . . Hence peoples who have reached this point of premeditated malice, when they receive this last remedy of providence and are thereby stunned and brutalized, are sensible no longer of comforts, delicacies, pleasures, and pomp, but only of the sheer necessities of life. And the few survivors in the midst of an abundance of the things necessary for life naturally become sociable and, returning to the primitive simplicity of the first world of peoples, are again religious, truthful, and faithful. Thus providence brings back among them the piety, faith, and truth which are the natural foundations of justice as well as the graces and beauties of the eternal order of God. . . . [G. Vico, The New Science]</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Agropoli, litigano in classe ora
sono costretti a studiare insieme]]></title>
<link>http://agropolilive.com/2009/10/27/agropoli-litigano-in-classe-orasono-costretti-a-studiare-insieme/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 13:23:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>mimillo</dc:creator>
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<description><![CDATA[La punizione decisa dal consiglio di classe della quarta dell&#8217;istituto tecnico commerciale «Vi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h2>La punizione decisa dal consiglio di classe della<br />
quarta dell&#8217;istituto tecnico commerciale «Vico»</h2>
<p>&#160;</p>
<p>SALERNO &#8211; Studenti litigano in classe: condannati a studiare insieme. È l’originale provvedimento adottato da un istituto scolastico di Agropoli, nel Cilento. Alla base della decisione, il litigio di due alunni di una quarta classe dell’Istituto Tecnico Commerciale «Vico» di Agropoli per futili motivi. Riunito in seduta straordinaria il consiglio di classe, docenti e dirigente scolastico hanno alla fine adottato un provvedimento assolutamente unico: la sospensione dal «contesto classe». In altre parole, gli alunni sono stati «condannati» a trascorrere, da soli, due giorni di lezione in un’aula adiacente all’ufficio di presidenza.</p>
<p>Il provvedimento, scattato questa mattina, prevede che ad ogni cambio di ora, gli alunni ricevano dai docenti in servizio in classe i compiti da svolgere e gli argomenti da studiare. Ma non è finita. Durante il consiglio straordinario, infatti, i genitori dei due alunni, presenti alla riunione, si sono impegnati a proseguire a casa il rapporto di studio in comune per una settimana ciascuna, ospitando i due studenti presso le rispettive abitazioni.</p>
<p>Durante la prossima estate, infine, ciascuno dei due ragazzi lavorerà come contabile presso l’esercizio commerciale dei genitori dell’altro, in quello che si preannuncia come un vero e proprio stage formativo. «Il provvedimento sta dando i frutti sperati &#8211; ha commentato il dicirgente scolastico del »Vico», Michele Nigro &#8211; i due studenti sono diventanti amici per la pelle, come hanno scritto nel compito di italiano sul tema dell’amicizia. La sospensione dalle attività didattiche avrebbe acuito l’astio e il rancore. Il provvedimento adottato ha invece contribuito alla riappacificazione e alla nascita di una vera e propria amicizia. È quanto deve fare la scuola».</p>
<p><!-- google_ad_section_end --><br />
fonte corrieredelmezzogiorno.corriere.it</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[before and after finitude ]]></title>
<link>http://wozuwozu.org/2009/10/25/before-and-after-finitude/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 22:55:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>ottiliemignon</dc:creator>
<guid>http://wozuwozu.org/2009/10/25/before-and-after-finitude/</guid>
<description><![CDATA[The entire argument of After Finitude is built on a subtle, but all the more commonplace  misinterpr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://wozuwozu.wordpress.com/files/2009/10/15-artic-terr-11.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1556" title="15 artic terr (1)" src="http://wozuwozu.wordpress.com/files/2009/10/15-artic-terr-11.jpg" alt="15 artic terr (1)" width="1024" height="768" /></a>The entire argument of <em>After Finitude </em>is built on a subtle, but all the more commonplace  misinterpretation of Kant.  Kant&#8217;s &#8220;Copernican Revolution&#8221; did not institute &#8221;correlationism.&#8221;  Rather, it showed the way out of the  &#8221;correlationism&#8221; that tacitly determined every traditional metaphysics, and that, in fact, rendered vain the pursuit of metaphysical (ontological) truth.  The structure of knowledge, to be sure, is correlationist, and it is by explicitly recognizing this that Kant hopes to institute the foundational revolution that had previously eluded philosophy.  Yet the a priori truth of &#8220;correlationism,&#8221; and it is this that matters to philosophy, is not given through a structure of &#8220;correlation,&#8221; but as an immediate, intuitive experience that resists conceptual articulation.  The finitude of the human subject is absolute: it is the presentation of the immediate experience of the <em>a priori</em> &#8212; which is not just what necessarily comes &#8220;before&#8221; empirical experience, but rather the &#8220;opening&#8221; in which things show up.</p>
<p>To deny the &#8220;correlationist&#8221; structure of cognition is not to affirm an &#8220;absolute&#8221; knowledge, but to back away from the very grounds in which the true problem of knowledge becomes at once possible and opens up onto the question of ontology and truth. <em> With rationalism, the thought of correlation, contained in the very principle of identity, becomes the ineradicable and unseen horizon of thought. </em>A=A means A corresponds to itself.  Pure analytic judgements merely extrapolate from the correlation implicit in the logical form of thinking.  (Thus, for Kant, the revolution in logic happened immediately.  This means only: the correlational moment, the discovery of which precipitates positive science, came immediately.  But the revolution of philosophy is only spoken of by analogy with the revolutions of logic, mathematics, and science : philosophy does not discover correlationism, but the  truth of correlationism.  To deny correlationism in knowledge is only to close the way to this truth.)</p>
<p>The truly philosophical problematic of langauge emerges in the wake of Kant .  Yet it is not a radicalization of his &#8220;correlationism,&#8221; but rather an attempt to escape the aporia that opens up between the intuitive presentation of the a priori, and its discursive representation &#8212; an aporia that threatens to reinscribe correlationism within the thought of an absolute finitude.</p>
<p>Language is the differential presentation of difference: it is not that everything must correspond to language, but rather that language is the immediate medium in which difference (pure synthesis) appears.  The essence of Romanticism: language is made present to us through the mediation of the work.  The <em>a priori </em>of language is a primordial difference that is not discursively articulatable, nor purely intuitive, but is given to us only through the difference that seizes the repetition that would constitute the same as the same.  The &#8220;primordial difference&#8221; transcends the difference between intuitions and concepts: presentations and representations.</p>
<p>Yet the a prioricity of language is also not exhausted in this difference.  Language is also the field of experiences, and of history. (Kant and Vico &#8212; Derrida and Benjamin)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Deriva: breve racconto italiano (parte terza)]]></title>
<link>http://sinistrata.wordpress.com/2009/10/08/la-deriva-breve-racconto-italiano-parte-terza/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 18:57:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>sinistrata</dc:creator>
<guid>http://sinistrata.wordpress.com/2009/10/08/la-deriva-breve-racconto-italiano-parte-terza/</guid>
<description><![CDATA[Leggo i giornali, cerco di osservare nel modo più esterno possibile le vicende del Lodo Alfano e tut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Leggo i giornali, cerco di osservare nel modo più esterno possibile le vicende del Lodo Alfano e tutto ciò che ne consegue. Mi vengono alla mente strani <em>ricordi</em>, (ricordi di studio, non di vita). Leggo, oggi, che è &#8220;il tempo dei falchi&#8221; (l&#8217;Unità), ossia che si fanno più stretti i rapporto Bossi-Berlusconi. Di primo acchitto penso sia solo una strategia politica, così si sente dire in giro da parecchio tempo. D&#8217;altronde Bossi ormai ha un consenso straordinario, che non accenna a diminuire. Però, poi, sempre leggendo i giornali, si può osservare che mentre il Premier insulta le istituzioni, attaccando prima la Consulta costituita da giudici di sinistra, che applica un piano politico sovversivo per distruggere Lui, poi il Presidente Napolitano, anch&#8217;egli reo di essere noto uomo di estrema sinistra, sovversivo, complice dei giudici della Consulta per attuare insieme chissà quale piano reazionario. Un golpe giuridico! L&#8217;altro, tale Umberto Bossi, dice di portare il popolo in piazza. Tutto un popolo che si indigna davanti alla reazione di un gruppetto di toghe rosse che hanno occupato la Consulta. In tutto questo rimane isolato il povero Fini, colpevole, forse, di aver dato troppa fiducia a quell&#8217;Ometto venuto da Arcore promettendo potere e giustizia. Fini, forse, aveva pensato che sotto sotto avrebbe potuto agire per controllarlo, per tenerlo buono, pensava forse che non fosse intenzionato a stringere un patto sempre più forte con la Lega Nord, quella Lega seccessionista tanto quanto la cara Alleanza Nazionale era nazionalista.<br />
Ma parliamone di questa Lega Nord, perchè altrimenti non si possono capire i ricorsi storici. Oggi mi viene confermato da una ragazza che si dichiara di estrema destra, e per questo informata dei fatti ed attendibile, la tesi per cui si consiglia ai fascisti di INFILTRARSI nelle organizzazioni democratiche, preparandosi al golpe. Allora ricordo di aver sentito un tal <a href="http://www.youtube.com/watch?v=lk8vpuajKGc">Borghezio suggerire questa strategia politica all&#8217;estrema destra francese</a>. Il &#8220;leghista&#8221; suggeriva ai galli d&#8217;oltralpe di fondare un partito <em>spingendo</em> sul territoriale, sulla secessione etc etc. La ragazza mi conferma che parliamo della stessa persona e dello stesso concetto, l&#8217;una sbigottita, l&#8217;altra sorridente.<br />
Giambattista Vico parlava di <span style="text-decoration:underline;">corsi e ricorsi storici</span>: ogni civiltà ha un suo corso fondamentalmente progressivo, il quale, giunto al suo apice, si arresta ed entra in crisi. Davanti ad una umanità incapace di crescere e di rinnovarsi, si profila la drammatica prospettiva di quella che Vico chiama la <strong>barbarie seconda</strong>, che è un ricorso (=un regresso), nel quale si riproducono in larga misura le forme di vita e di comportamento proprie dell’età primitiva. Facendo un parallelo: ci sono situazioni che possono ripetersi, per incapacità, per carenza di attenzione o estrema fiducia verso il prossimo, oppure, ancora, per scarsa considerazione del prossimo. E&#8217; quest&#8217;ultimo l&#8217;errore fatale che fecero i liberali con Mussolini. I poveretti pensarono che quello fosse un incapace, un uomo che si sarebbe distrutto da solo, con scarse capacità di guida e di governo, con poco e breve appeal sulla popolazione. <em>Le camice nere? quattro gatti!</em>. Si sbagliavano, e quello che è successo dopo lo sappiamo tutti. Lascio a voi immaginare l&#8217;analogia ai tempi nostri, io voglio solo porre questioni, sbizzarrire idee, aprire riflessioni, anche essere contraddetta. Voglio solo ragionare.<br />
Forse sarò un&#8217;estremista comunista, una bolscevica, una pazza che non distingue l&#8217;oggi da ciò che era ieri. Forse. O Forse sto parlando solo di una sottile analogia, di qualcosa che era dittatura, ma che adesso è qualcos&#8217;altro. Come potrebbe ripetersi la stessa identica cosa di fronte allo stesso identico popolo?<br />
Tuttavia, le premesse sono l&#8217;esautorazione del Parlamento con l&#8217;utilizzo continuativo di decreti legge e legislativi; la mancanza di rispetto nei confronti del Capo dello Stato e della Magistratura; la scarsa compatibilità con le critiche; il pessimo rapporto con i giornali;l&#8217;oligopolio dei media; la creazione, manutenzione ed il rafforzamento di un medium televisivo di bassissimo livello, quello di una televisione commerciale chiamata a distogliere l&#8217;attezione; l&#8217;utilizzo di terminologie generaliste e leggermente populiste quali, per esempio &#8220;il popolo italiano è con noi&#8221; (come se tutti lo fossero), &#8220;i comunisti&#8221; &#8220;le toghe rosse&#8221; &#8220;gli italiani ci hanno dato la fiducia&#8221; &#8220;siamo stati votati dalla maggioranza del paese&#8221;&#8230;<br />
Non è fascismo, figurarsi. E&#8217; qualcosa di meglio, molto più studiato, organizzato, pensato; è qualcosa di sottile.<br />
Forse la P2?<br />
Ma questa è un&#8217;altra storia <em>(Lucarelli docet)</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Corsi e ricorsi]]></title>
<link>http://rimardita.wordpress.com/2009/10/07/corsi-e-ricorsi/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 05:27:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>dylan</dc:creator>
<guid>http://rimardita.wordpress.com/2009/10/07/corsi-e-ricorsi/</guid>
<description><![CDATA[Se avesse ragione il buon Vico Il nostro tempo qual saria in antico? Di cosi&#8217; violenza e truce]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Se avesse ragione il buon Vico<br />
Il nostro tempo qual saria in antico?<br />
Di cosi&#8217; violenza e truce morte<br />
Solo nel medio evo coi nemici alle porte,<br />
Di si&#8217; sublime scienza e tecnologia<br />
Non credo proprio ce ne sia!<br />
Ma forse per la societa&#8217; italiana<br />
Il periodo e&#8217; la tarda eta&#8217; romana!<br />
Imperatori,senatori e popolo inetti<br />
Disperdevano secoli di potere<br />
Resa roma carne per insetti<br />
E la memoria fatta cenere.<br />
L&#8217;imperatore dispensava gioie<br />
E si accompagnava con belle troie.<br />
I senatori vivevano nel palazzo<br />
E della plebe non fregava un cazzo.<br />
Tutti pigliavano dal tesoro<br />
Monili, denari e lingotti d&#8217;oro.<br />
Le gran strade e gli acquedotti<br />
Un di&#8217; orgoglio ora tutti rotti.<br />
Le citta&#8217; pulite e ben progettate<br />
Ora sporche e abbandonate.<br />
Ma tutti i giorni nuovi spettacoli<br />
Del circo al popolo rincoglionito<br />
Davan illusione di nuovi miracoli<br />
Tanto che nessuno aveva capito<br />
Il periolo che stava pe&#8217;arrivare:<br />
Orde di barbari molto incazzati<br />
Dal veder senza ritegno sprecare<br />
Beni e cose tanto sudati .<br />
Arrivo&#8217; terribile  l&#8217;orda!tutti porto&#8217; via!<br />
E dopo cosa rimase nazione mia?<br />
Macerie, lacrime e imperituri lutti?<br />
Forse, ma gli stronzi non sparirono tutti.</p>
<p>Delenda urbe</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Why I like Vico (an elliptical effort)]]></title>
<link>http://jeiseyes.wordpress.com/2009/09/29/why-i-like-vico-an-elliptical-effort/</link>
<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 02:12:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>jeiseyes</dc:creator>
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<description><![CDATA[I can feel the swarm of meaningful and admittedly wanktastic categories emptying from my head, which]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>I can feel the swarm of meaningful and admittedly wanktastic categories emptying from my head, which is nice. Still, I haven&#8217;t exercised the mental muscles in a bit, so here goes an elliptical attempt at getting ideas across to whoever may or may not care about a not-so-well known Neapolitan &#8216;philosopher&#8217; from the seventeenth century. This is why, at this point in my life, if I have to find some sort of idealist crutch, I like Giambattista Vico like I like comfort food.</p>
<p>Vico led a solitary and rather unappreciated life. He was a talented legal theorist, spoke an incredible amount of languages (possibly ten), and had read most of the prevailing thinkers of his and well before his time. But Vico&#8217;s beef was almost exclusively with a little French man who later became the inspiration for Lil Wayne&#8217;s Tha Carter 3: Descartes.</p>
<p>Here&#8217;s the story. All the thinkers in Naples had jumped on the Cartesian bandwagon, which entailed a certain &#8216;mathematization of truth.&#8217; This meant, and I run the risk of bastardization here, applying certain principles of rationality/reason/logic from the mathematical world to the social one; basically they thought  they/we can find immutable truths by refining our methods and axioms&#8217; and adopting and building from them accordingly. A nice contemporary corollary would be using the scientific method to identify immutable laws or principles of American culture or Muslim culture.</p>
<p>Vico called bullshit in two ways. First, Naples was going to hell. It was corrupt, bankrupt, and decaying. All the king&#8217;s thinkers and all the king&#8217;s men couldn&#8217;t &#8216;rationalize&#8217; the city back together again. Second, Neapolitans thought they were the shiznit, and they clearly weren&#8217;t. &#8216;Rationality&#8217; left thinkers with the inability to reflect on Naples status as <em>contingent </em>. Basically, instead of saying &#8216;we are fucking god&#8217;s gift to humanity and invented everything good,&#8217; they should have said &#8216;everything we are doing has either happened in the past or is happening somewhere else or both.&#8217; But by basing society&#8217;s principles on &#8216;rationality&#8217;, Neapolitans and everyone else immediately placed foreigners into that oh-so-neat category of irrational and inferior, without giving them due respect for turning the wheels of history. His point: its good to practice a little ethno/national humility in the face of advancement. Otherwise you&#8217;ll reproduce a cycle of treating other states/peoples as absolutely inferior, your society will atomize, and will eventually fall apart.</p>
<p>Okay, I&#8217;m losing you quick so I&#8217;ll cut to the chase. Vico&#8217;s ultimate claim was that instead of thinking about living with people from different cultures/times/classes etc. as (un)reasonable or (ir)rational, we need to first use our imagination. No, that doesn&#8217;t mean play with swords or orcs or whatever the fuck people do to escape reality. It means making the effort to project yourself into the cognitive space occupied by the Other (and I use this term relucantly because I know it has many over and misused connotations). This projection will never be perfect, of course. But it can produce a type of social knowledge just as valuable, if not more so, than using methods and procedures downright quantitative/statistical/logically airtight.</p>
<p>So what&#8217;s the point? Methods and our madness make the world incomplete. Instead of basing policy and personal action on a certain mathematical probability that an individual or institution will act a certain way, maybe I/you/we can first train our minds to think about why people act in the way they do as a result of language, time, and place beyond their/our control. Take a walk down Devon Street in Chicago and you&#8217;ll get a sense of what I mean. Maybe this is just a lofty way of giving a shout out to my fellow ethnographers. Maybe I&#8217;m glad to be reading fiction right now.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rom - Rome - Roma | Piazza dei Tribunali]]></title>
<link>http://jocoophv.wordpress.com/2009/09/28/rom-rome-roma-piazza-dei-tribunali/</link>
<pubDate>Mon, 28 Sep 2009 12:37:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>jomabivi89</dc:creator>
<guid>http://jocoophv.wordpress.com/2009/09/28/rom-rome-roma-piazza-dei-tribunali/</guid>
<description><![CDATA[Piazza dei Tribunali &#8211; kallas av italienarna för &#8220;il Palazzaccio&#8221; (= fula palatset]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Piazza dei Tribunali &#8211; kallas av italienarna för &#8220;il Palazzaccio&#8221; (= fula palatset.) Varför det har fått det namnet vet jag inte, själv tycker jag att det är en imponerande byggnad. Byggnaden, som håller Italiens motsvarighet till Högsta Domstolen, byggdes i slutet på 1800-talet. Trots att den byggdes så pass sent så ser den väldigt gammal ut om man skall tolka arkitekturen. Anledningen till detta är att italienska staten anordnade en arkitekturtävling där man eftersträvade den av de gamla antika byggnadsverken.</p>
<p>Ovanför ingången till domstolen sitter <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Lady_Justice" target="_blank">Justitia</a>; romerska gudinnan för rättvisa. Trots att hon oftast avbildas med våg och ögonbindel så återfinns dem inte i denna skulptur. Om man tittar till vänster i den stora bilden över ingången i galleriet nedan så kan man se en glimt av något som skulle kunna likna en puppa som hänger i valvgången. Detta är egentligen en lampa, totalt finns det fyra valvgångar på vardera sida av ingången som alla har en sådan. På kvällen lyser den upp med ett varmt oranget sken, tyvärr fick jag ingen kvällsbild. Andra utsmyckningar är de romerska soldathuvudena som finns som nischer utöver hela byggnaden, samt en fontän nedanför med lejonhuvuden.</p>
<p>Något som det inte finns för mycket av i Rom är skulpturer, självklart fanns flertalet att skåda även utanför domstolen. Några av dem tog jag bilder på:</p>
<p><strong>Gaio</strong><br />
Gaio Mario levde under första århundradet före kristus (BC.) Han är känd för sin reform av den romerska armén där han delade upp den i <a href="http://mural.uv.es/roaljo/EjerRoma_archivos/image012.gif" target="_blank">mindre legioner</a> och gjorde flertalet andra förbättringar.</p>
<p><strong>Modestino</strong><br />
Modestino levde på 1860-talet och var den som skrev början till italiens lagbok.</p>
<p><strong>Cicerone (Cicero)</strong><br />
Marcus Tullius Cicero levde på hundratalet föra kristus, samtida med Gaio. Som de flesta i antika Rom hade han flera titlar: filosof, advokat, politiker mfl. Han är känd som den som införde grekisk filosofi i skolorna och för att ha skapat en latinsk filosofisk ordbok.</p>
<p><strong>Vico</strong><br />
Giovanni Battista Vico var aktiv i Italien under 1600-talets andra hälft och början på 1700-talet. Han var filosof, retoriker, historiker och advokat. Många anser att Vico var den första moderna historikern; han var den första som formulerade en systematisk metod för historieforskning.</p>
<blockquote><p>&#8220;&#8230;he asserted that history is a valid object of human knowledge because man himself created history. Vico urged the study of language, mythology, and tradition as techniques for the investigation of history.&#8221;</p></blockquote>
<p style="text-align:center;">********</p>

</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Safari Ramadhan di VICO Kaltim]]></title>
<link>http://pakarfisika.wordpress.com/2009/09/05/safari-ramadhan-di-vico-kaltim/</link>
<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 07:31:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>pakarfisika</dc:creator>
<guid>http://pakarfisika.wordpress.com/2009/09/05/safari-ramadhan-di-vico-kaltim/</guid>
<description><![CDATA[Bersama Pak Ja&#39;iz Ramadhan ke 8 s/d 13 1430 atau 29 Agustus &#8211; 2 September 2009, al-hamduli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_1926" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://pakarfisika.wordpress.com/files/2009/09/ramadhan_1430_di_vico_28_pakarfisika.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1926" title="ramadhan_1430_di_vico_28_pakarfisika" src="http://pakarfisika.wordpress.com/files/2009/09/ramadhan_1430_di_vico_28_pakarfisika.jpg?w=150" alt="Bersama Pak Ja'iz" width="150" height="112" /></a><p class="wp-caption-text">Bersama Pak Ja&#39;iz</p></div>
<p>Ramadhan ke 8 s/d 13 1430 atau 29 Agustus &#8211; 2 September 2009, al-hamdulillah saya berkesempatan melakukan silaturrahim ke <a title="VICO Indonesia" href="http://id.wikipedia.org/wiki/VICO_Indonesia" target="_blank">VICO Indonesia</a> dalam acara &#8216;Safari Ramadhan&#8217; memenuhi undangan dari Badan Dakwah Islamiyah (BDI) VICO Muara Badak Kalimantan Timur. Agenda utama adalah memberikan materi selama 4 hari-Ramadhan 1430 bagi karyawan dan masyarakat di sekitar VICO-Muara Badak Kutai Kartanegara.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Agenda utama adalah memberikan ceramah usai Dhuhur, Isyaa dan Shubuh. Pemateri selama Ramadhan adalah berasal dari berbagai daerah, termasuk saya mewakili PPMI Assalaam &#8211; Surakarta Jawa Tengah.</p>
<p>Sesampai di lokasi, dan mendapat schedulle, ternyata pemateri sebelumnya adalah Ustadz Didik Purwodarsono dari Yogyakarta. Sepulang beliau, saya menyusul, dan sepulang saya, segera disusul ustadz dari Surabaya. Begitu seterusnya sampai akhir Ramadhan 1430 H ini.</p>
<p>Mengingat mahalnya peluang ini, maka saya berusaha memberikan sesuatu yg bagi ummat, khususnya warga VICO masih langka dan juga jarang disampaikan para nara sumber lainnya, namun sebaliknya materi ini akan memberikan makna dan manfaat yg segera mudah diamalkan.</p>
<p>Maka saya pilih materi berupa ilmu falak, secara teori dan praktek. Meski hanya sesaat, namun dengan bantuan multimedia, alhamdulilah; materi bisa mereka terima dan seperti biasa, file2 sudah menjadi santapan untuk bisa di<em>share</em></p>
<p><strong>Mendarat di Sepinggan:</strong></p>
<p>Mendarat di Sepinggan Airport pada Sabtu, 29 Agustus 2009 jam 10:05 WITA. Di sana sudah stand by Pak Ja&#8217;iz dan Mas Bagus (alumni Assalaam 2000). Kedua orang ini, saya belum pernah bertemu sebelumnya. Dan setelah bersalaman langsung diantar Pak Halim dengan <em>Nissan Serena</em>nya ditemani mas Bagus Luhur. Pak Ja&#8217;iz baru off, dan akan masuk lagi, Senin sorenya.</p>
<p>Selama perjalanan, alhamdulillah saya bisa bersilaturrahim ke <em>Auto Cling</em>nya Pak Andjar, istirahat sejenak lalu berlanjut ke Samarinda. Singgah di Islamic Center Samarinda untuk Sholat Dhuhur. Saya terlupa dengan kompas yg di tas, maka saya putuskan untuk tidak mengecek arah Kiblat bangunan sangat mahal ini.</p>
<p>Usai sholat saya sempatkan untuk melihat sudut2 Masjid dan bangunan Islamic Center Samarinda ini. Luar biasa, dan memang ini adalah kebanggan ummat Islam Samarinda Kalimantan Timur. Ada Bedug yang menurut pengamatan selama ini itu terbesar.</p>
<p>Dari Islamic Center, mampir ke Masjid Raya Samarinda, lalu meluncur ke VICO Muara Badak.</p>
<p><strong>Tiga Hari di Muara Badak &#8211; Kutai Kartanegara:</strong></p>
<p>Pertama masuk VICO, lewat Gate utama langsung di&#8217;hadang&#8217; team security, dan saya harus menukar KTP dengan Visitor Card. Baru bisa masuk, itupun setelah melalui checking ketat semua orang yang, serta Meal Card.</p>
<p>Selama Sabtu 29 Agustus 2009 s/d Selasa 2 September 2009; agenda full di Muara Badak. Menginap di Wisma berkapasitas 56 kamar dengan masing-masing kamar berisi dua springbed lengkap dengan AC dan kamar mandi berair panas.</p>
<p>Kamar ini juga dilengkapi sensor asap rokok, karena di area VICO, merokok adalah larangan. Di kamar juga ada tanda arah Kiblat. Tanda ini saya ukur, dan memang benar alias sesuai atau sudah pas&#8230;(<em>pinter juga yg ngukur ini</em>).</p>
<p>Rutinitas adalah Buka bersama di Masjid Al-Muhajirin sebagai sentral aktifitas ibadah warga muslim VICO Muara Badak, dilanjut Sholat Maghrib berjamaah, lalau makan malam di Ruang makan di Mass Hall A, sholat Tarawikh di Masjid Al-Muhajirin dilanjut ceramah atau kajian/ta&#8217;lim ba&#8217;da tarawikh, dan istirahat malam.</p>
<p><strong>Sehari di VICO Mutaiara &#8211; Samarinda:</strong></p>
<p>Selasa 1 September 2009 sekitar jam 07 pagi, pak Yono sudah standby dengan <em>Nissan Serena</em>nya untuk mengantar ke VICO Mutiara. Disamping beliau juga akan menjemput ustadz pemateri berikutnya di Sepinggan Balikpapan.</p>
<p>Perjalanan dari Muara Badak menuju kota Samarinda dengan melintas sungai Mahakam, dan beberapa anak sungainya, dan setelah sekitar 4 jam, yakni sekitar jam 11 siang, tibalah di VICO Mutiara.</p>
<p>Pak Yono langsung mencari pak Rohmat sang pengurus Masjid At-Taubah VICO Mutaiara. Dan mengantar menuju ruang transit sekaligus penginapan selama semalam di VICO Mutiara ini. Agenda siang belum ada ceramah, dan baru akan mulai Isyaa serta Shubuhnya.</p>
<p>Buka bersama pertama di VICO Mutiara bersama jama&#8217;ah Masjid At-Taubah VICO Mutiara, dilanjut sholat Maghrib berjamaah. Usai sholat maghrib acara rutin adalah makan malam di ruang makan. Bersama karyawan lain yg muslim maupun yang non-muslim, dengan hidangan yg tak jauh beda dari VICO Muara Badak.</p>
<p>Selepas makan malam, masih ada waktu sekitar 30 menit untuk bersiap melaksanakan rangkaian sholat Isyaa + Tarawikh dan kajian malam. Selama di VICO Badak, saya masih batuk berat, sehingga Imam cukup pak Fa&#8217;isol dan pak Ja&#8217;iz, namun di Mutiara ini, saya measa sudah agak mending, ya akhirnya Imam lalu memberi kajian.</p>
<p>Usai kajian malam, dilanjut istirahat. Namun malam itu karena di Mutiara tidak sempat memberikan dalam format multimedia, maka banyak pertanyaan dan akhirnya pak Rohmat dan Pak Herin harus bertandang ke kamar untuk sekedar mengkopi file dan bertukar pikiran sampai sekitar jam 23 waktu setempat.</p>
<p>Makan sahur pertama di VICO Mutiara, shubuh dan memberi kajian. Dan pagi itu pak Rohmat juga harus off berganti dengan Pak Rasyid. Sekitar jam 6 pagi wita, pak Samto sudan siap pula dengan <em>Nissan Serena</em>nya untuk mengantar ke Balikpapan.</p>
<p><strong>Satu jam di SUCOFINDO Balikpapan:</strong></p>
<p>Karena jam pesawat masih 18 sore, waktu pagi &#8211; siang transit di proyek pak Andjar di Auto-Clingnya. Tiba2 pak Agus Wahyono hadir di proyek, dan obrolan menjadi bertambah serius, namun juga lebih sering santai&#8230;</p>
<p>Bu Andjar bersama putrinya, sementara pak Andjar sibuk bersama &#8216;Koncone Wong Kesulitan&#8217; membahas mass di lantai teratas.</p>
<p>Siang mendapat jatah untuk memberikan kajian ilmu falak di SUCOFINDO Balikpapan. Kajian diikuti karyawan dan karyawati yg berkantor di SUCOFINDO Balikpapan sekitar satu jam. Materi hanya sempat menjelaskan Hisab dan Rukyah Arah Kiblat. Musholla Ar-Rahman SUCOFINDO, menjadi tempat praktek mengukur kiblat; danhasilnya arah kiblat Mushollah Ar-Rahman SUCOFINDO Balikpapan sudah sesuai.</p>
<p>Dari SUCOFINDO berlanjut transit di rumah Pak Agus, setelah istirahat sejenak dilanjut sholat Ashar di Masjid Istiqomah Balikpapan. Dan usai ashar berjalan2 sejenak lalu menuju airport untuk check-in. Tepat setelah tanda berbuka puasa waktu Sepinggan, Mandala tujuan Yogya telah siap take off.</p>
<blockquote><p>Jazakumulloh Ummat Islam Kaltim&#8230;Ilaa &#8216;lLiqoo&#8230;</p></blockquote>
<p><strong>Galery Safari Ramadhan 1430 H &#8211; (4 hari di Kaltim):</strong></p>

</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[September 2009: Monthly Round-up]]></title>
<link>http://melaniejthompson.wordpress.com/2009/09/02/september-2009-monthly-round-up/</link>
<pubDate>Thu, 03 Sep 2009 06:02:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>melaniejthompson</dc:creator>
<guid>http://melaniejthompson.wordpress.com/2009/09/02/september-2009-monthly-round-up/</guid>
<description><![CDATA[This is a monthly compilation of what’s coming down the pipe for me professionally. I find that post]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
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<p><em>This is a monthly compilation of what’s coming down the pipe for me professionally. I find that posting media releases only tells half – or maybe even only a third – of the story…since, at any given time, many of the things I’m working on don’t necessarily come with media releases attached. So…here’s a more complete tally of the projects I’ve got on my plate this month:</em></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Writing / Editing:</span><strong></strong></p>
<p><strong>Grants, grants and more grants</strong>: SOCAN Foundation Event/Project Grant, BC Arts Council and Canada Council Commissions, Canada Council Capacity Building, 2010 Legacies &#8211; Innovations, and more…</p>
<p><strong>The Inter-Cultural:</strong> the Fall issue of the VICO’s quarterly newsletter will be forthcoming in October. I’m also preparing copy and compiling images for the VICO’s 2009-2010 season brochure.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Publicity:</span></p>
<p><strong>Bluebird North</strong> (September 8, 7:30 pm at the Roundhouse): songwriters’ showcase featuring Steven Bowers, Christina Martin, Sue Medley &#38; Winston, produced and hosted by Shari Ulrich for the Songwriters Association of Canada. <a title="Songwriters Association of Canada" rel="#someid2" href="http://www.songwriters.ca/" target="_blank">www.songwriters.ca</a></p>
<p><strong>Music of the Whole World: Silk Road in the 21st Century </strong>(September 22, 7:00 pm at the Vancouver Public Library Central Branch): first presentation in the VICO’s annual six-part FREE educational series <span style="font-style:italic;">Music of the Whole World: Explorations of World Music  Cultures By Canadian Composers</span>.  A lecture/performance delving into the latest connections between cultures all along the Silk Road &#8211; Spanish, Middle Eastern, Indian, and Chinese.  Presented by the Silk Road Music Ensemble with Qiu Xia He (pipa), André Thibault (guitar, oud, flute), Jun Rong (erhu) and Stefan Cihelka (tabla). <a rel="#someid3" href="http://www.vi-co.org/" target="_blank">www.vi-co.org</a></p>
<p><strong>Chasing Rainbows…to Ottawa:</strong> Pat will be presenting the film and a poster at the <a href="http://www.controlcancer.ca" target="_blank">1st Annual Global Leadership Forum for Cancer Control</a>, Sept. 24-26. I&#8217;m going along for the ride as production assistant, publicist and poster attendant.  <a href="http://www.chasingrainbowsproduction.com/" target="_blank">www.chasingrainbowsproduction.com</a></p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Production Coordination/Stage Management:</span></p>
<p><strong>Footlight Theatre – <em>Joseph &#38; the Amazing Technicolor Dreamcoat</em></strong> : I’m having a really good time stage managing this show! It&#8217;s directed and choreographed by Lalaina Lindbjerg Strelau with musical direction by Monique Creber.  Rehearsals are in full swing, and the cast and crew are a very fun and talented bunch. We open at Michael J. Fox Theatre in Burnaby on Nov.  6 (till Nov. 14). <a href="http://www.footlight.ca/" target="_blank">www.footlight.ca</a></p>
<p><strong>The CM Singers</strong> and <strong>CM Musical Theatre</strong>: I&#8217;m assistant-directing these two vocal performance/musical theatre groups, held after school at Mulgrave in West Vancouver. <a href="http://www.crebermusic.com/academy.htm" target="_blank">www.crebermusic.com</a><em></em></p>
<p><em>Onward!</em></p>
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</div>]]></content:encoded>
</item>

</channel>
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