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	<title>viktor-yushchenko &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "viktor-yushchenko"</description>
	<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 14:45:10 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Bill Introduced in Ukrainian Rada Equating UPA Collaborators with the Veterans of the Great Patriotic War ]]></title>
<link>http://02varvara.wordpress.com/2009/11/26/bill-introduced-in-ukrainian-rada-equating-upa-collaborators-with-the-veterans-of-the-great-patriotic-war/</link>
<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 06:00:11 +0000</pubDate>
<dc:creator>01varvara</dc:creator>
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<description><![CDATA[Polish civilians murdered in Volhynia by UPA collaborators. These racists also murdered Jews, Russia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a rel="attachment wp-att-10969" href="http://02varvara.wordpress.com/2009/11/26/bill-introduced-in-ukrainian-rada-equating-upa-collaborators-with-the-veterans-of-the-great-patriotic-war/mass-murder-of-poles-in-volhynia/"><img class="alignnone size-full wp-image-10969" title="mass murder of poles in Volhynia" src="http://02varvara.wordpress.com/files/2009/11/mass-murder-of-poles-in-volhynia.jpg" alt="" width="700" height="509" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Polish civilians murdered in Volhynia by UPA collaborators. These racists also murdered Jews, Russians, Magyars, Roma (Gypsies) and Carpatho-Russians&#8230; a truly nice lot, weren’t they? All decent people condemn such filth&#8230; reflect well on the fact that some “conservative” factions in the USA support such nasty sorts.</em></p>
<p style="text-align:justify;">A bill equating the Ukrainian Insurgent Army (UPA) (the militia of the Organisation of Ukrainian Nationalists) to veterans of the Great Patriotic War, was introduced in the Ukrainian Verkhovna Rada, <em>Ukrainskaya Pravda</em> (Ukrainian Truth) wrote. The bill’s sponsors are some members of the Yuliya Timoshenko Bloc. The bill asks the state to recognise the UPA, which supposedly led a national liberation struggle, as a legitimate belligerent in World War II. Today, the view of the UPA’s role in World War II is unclear in the Ukraine. A minority, mainly in the western regions, say that it was heroic and fought for independence, but, the majority of the population, in the eastern and southern Ukraine, say they were nothing but collaborators of the Fascists. In October 2007, Ukrainian President Yushchenko issued a decree celebrating the 65<sup>th</sup> anniversary of the creation of the UPA. His presidential decree awarded the title Hero of Ukraine to the leader of the UPA, SS-Hauptsturmführer Roman Shukhevych.</p>
<p>25 November 2009</p>
<p><strong><em>Voice of Russia World Service</em></strong></p>
<p><a href="http://rus.ruvr.ru/2009/11/25/2402259.html">http://rus.ruvr.ru/2009/11/25/2402259.html</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[A million hit by "plague worse than swine flu"]]></title>
<link>http://themanicramblingsofaswede.wordpress.com/2009/11/22/a-million-hit-by-plague-worse-than-swine-flu/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 13:31:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>Epex</dc:creator>
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<description><![CDATA[From article: A deadly plague could sweep across Europe, doctors fear, after an outbreak of a virus ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[From article: A deadly plague could sweep across Europe, doctors fear, after an outbreak of a virus ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Le rivoluzioni colorate e le origini della Terza Guerra Mondiale (2 di 3)]]></title>
<link>http://marcomessina.wordpress.com/2009/11/22/le-rivoluzioni-colorate-e-le-origini-della-terza-guerra-mondiale-seconda-parte/</link>
<pubDate>Sun, 22 Nov 2009 13:19:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Marco</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quando si sente parlare di &#8216;poteri forti&#8217; molti non hanno un&#8217;idea chiara di cosa s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://marcomessina.wordpress.com/files/2009/11/lapresse55122462311171544_big.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-2649" title="lapresse55122462311171544_big" src="http://marcomessina.wordpress.com/files/2009/11/lapresse55122462311171544_big.jpg?w=300" alt="" width="389" height="259" /></a></p>
<p>Quando si sente parlare di &#8216;poteri forti&#8217; molti non hanno un&#8217;idea chiara di cosa si tratti. Nonostante certe letture, anche io, annegato nel tram tram informativo dei giornali on-line e dei telegiornali delle notizie &#8216;pernacchie&#8217;, per usare una calzante definizione di Tiziano Terzani, perdo spesso il contatto con gli uomini che contano davvero, con i grandi manovratori che, mentre noi prendiamo il bus per andare al lavoro, ingannano la gente con solenni propagande e piegano il corso degli eventi in funzione dei loro interessi.</p>
<p>La seconda parte del resoconto storico di Andrew Gavin Marshall passa in rassegna i casi eclatanti di &#8216;rivoluzioni colorate&#8217;, termine con il quale si indicano rivolte popolari finanziate e sobillate da centri di potere che, ad un primo sguardo, non presentano alcun legame con i motivi alla base dei movimenti di piazza o con il paese nei quali questi hanno luogo. Ma è solo dopo una attenta analisi delle relazioni internazionali intessute dalle istituzioni del paese in rivolta è possibile interpretare gli eventi con la giusta chiave.</p>
<p>Ciò che segue offre una casistica importante di capovolgimenti al potere avvenuti nei primi anni 2000, che aiuta a capire come si cambia il corso della storia. Chi sono gli attori e qual&#8217;è il copione.</p>
<p>A chi ha seguito negli ultimi anni l&#8217;evolvere della cosiddetta &#8216;controinformazione&#8217; che, perlopiù in internet, ha ispirato un crescente senso di insofferenza verso le istituzioni, non sarà sfuggito il nome <strong>&#8216;Freedom House&#8217;</strong>, un istituto di ricerca americano che stila classifiche sulla libertà di stampa nei paesi del mondo. Il mediocre posizionamento del nostro paese in questa classifica è stato per lungo tempo, e lo è ancora, un forte argomento contro il potere mediatico di Berlusconi in Italia. Che quest&#8217;ultimo esista è fuori di dubbio, ma la credibilità che riveste questa associazione è quantomeno discutibile, dal momento che, come emerge dal saggio di Marshall che segue, essa rappresenta uno dei principali erogatori di finanziamenti delle rivoluzioni nei paesi centro-asiatici, nonché una delle innumerevoli facce del potere corporativo di Washington.</p>
<p>Questo è molto preoccupante, poichè rafforza il potere e lo status quo rendendo vani e inefficaci gli sforzi per contrastarlo.</p>
<p>Per approfondire la conoscenza di Freedom House, la Casa della Libertà, quella <em>vera</em>, come Beppe Grillo si è più volte affannato a specificare, segnalo un interessante articolo di Paolo Barnard a <a href="http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=107">questo</a> link.</p>
<p><strong><span style="font-size:small;">LE RIVOLUZIONI COLORATE E LE ORIGINI DELLA TERZA GUERRA MONDIALE  (Seconda Parte)</span></strong></p>
<p>di <em>Andrew Gavin  Marshall</em></p>
<p><strong>Introduzione</strong></p>
<p>A seguito della geo-strategia degli Stati Uniti nella zona che Brzezinski ha definito i “Balcani mondiali”, il governo americano ha lavorato a stretto contatto con le principali ONG per ‘promuovere la democrazia’e ‘la libertà’ nelle ex-repubbliche sovietiche, muovendosi dietro le quinte per fomentare le cosiddette ‘rivoluzioni colorate’, con l&#8217;unico intento di condurre al potere leader fantocci dall’aspetto amichevole, addestrati a favorire unicamente gli interessi dell’Occidente, sia da un punto di vista strategico che economico.</p>
<p>La seconda parte di questo saggio presenta le rivoluzioni colorate come una strategia chiave nell&#8217;imporre la guida statunitense nel Nuovo Ordine Mondiale. La rivoluzione ‘colorata’o ‘dolce’ è una pratica politica segreta della NATO e degli Stati Uniti finalizzata ad espandere la loro influenza fino ai confini della Russia e persino della Cina, seguendo uno degli obiettivi primari della politica estera americana del Nuovo Ordine Mondiale: contenere Cina e Russia e impedire il sorgere di potenze in grado di sfidare gli USA.</p>
<p>Le ‘rivoluzioni colorate’ sono dipinte dai media occidentali come democratiche insurrezioni popolari nelle quali la gente chiede di avere un peso maggiore all&#8217;interno di vecchi sistemi politici governati da leader dispotici.</p>
<p>Ma la realtà è ben lontana da ciò che questa utopica immagine suggerisce. Le ONG e i media occidentali sono soliti erogare cospicui finanziamenti e organizzare gruppi di opposizione e movimenti di protesta nel corso degli scrutinii elettorali, con lo scopo di creare la percezione che siano in corso dei brogli aizzando così le masse popolari contro le autorità perchè cedano il potere ai ‘loro’ candidati. Per questo motivo avviene spesso che il ‘loro’ candidato sia sempre il preferito dall’Occidente e dagli USA, e che la sua campagna elettorale sia sempre finanziata da Washington e le proposte politiche ed economiche sempre in linea con le dottrine neoliberali degli USA. Alla fine è il popolo a perdere, con le sue legittime speranze di cambiamento e democrazia rese vane dall’influenza che gli USA esercitano sui loro leader politici.</p>
<p>Le rivoluzioni dolci hanno anche l’effetto di instaurare protettorati americani lungo i confini di Cina e Russia, laddove risiedono molti degli ex paesi del Patto di Varsavia alla ricerca di strette collaborazioni politiche, economiche e militari. Questo aggrava quindi la tensione tra l&#8217;Occidente e l&#8217;asse Cina-Russia, il che, in ultima analisi, porta il mondo più vicino ad un potenziale conflitto tra i due blocchi.</p>
<p><strong>Serbia</strong><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>La Serbia conobbe la sua &#8216;rivoluzione colorata&#8217; nell&#8217;ottobre del 2000 quando ci fu il rovesciamento del leader serbo Slobodan Milosevic. Come riportato dal Washington Post nel dicembre del 2000, a partire dal 1999 gli Stati Uniti intrapresero un&#8217;importante &#8217;strategia elettorale&#8217; per cacciare Milosevic. &#8220;Consulenti pagati dagli Stati Uniti hanno svolto un ruolo importante dietro ogni attività anti-Milosevic, dal controllo dei sondaggi alla formazione di migliaia di attivisti dell&#8217;opposizione, fino all&#8217;organizzazione di un conteggio di voti parallelo che si rivelò cruciale. Gli studenti attivisti vuotarono 5000 barattoli di vernice spray sui muri delle città con graffiti contro Milosevic e attaccarono 2,5 milioni di adesivi con lo slogan <em>&#8216;Sei Finito&#8217;</em>, che poi divenne lo slogan della rivoluzione. E tutto a spese dei contribuenti americani&#8221;. Inoltre, secondo quanto scritto da Michael Dobbs sul Washington Post, alcuni tra i &#8220;20 leader dell&#8217;opposizione serba furono invitati nell&#8217;ottobre del 1999 ad un seminario tenutosi al Marriott Hotel a Budapest patrocinato dal National Democratic Institute (NDI) con sede a Washington&#8221;.</p>
<p>È interessante notare che &#8220;alcuni americani coinvolti nelle azioni anti-Milosevic rivelarono di essere a conoscenza del coinvolgimento della CIA nelle operazioni elettorali, ma non riuscivano a capire cosa volessero ottenere. Qualunque cosa fosse, comunque, conclusero che non avrebbero sortito alcun effetto. Il ruolo principale fu svolto dal Dipartimento di Stato americano e dalla Agenzia per lo Sviluppo Internazionale (USAID), ovvero l&#8217;agenzia del governo per l&#8217;assistenza straniera, due istituzioni che canalizzarono i finanziamenti attraverso i fornitori commerciali e associazioni no-profit, come l&#8217;NDI (National Democratic Institute), che rappresenta il partito democratico americano, e l&#8217;IRI (International Republican Institute), la sua controparte repubblicana. La NDI &#8220;ha lavorato a stretto contatto con i partiti di opposizione serba, l&#8217;IRI ha concentrato invece la sua attenzione su Otpor, che fungeva da spina dorsale ideologica e organizzativa della rivoluzione. Nel mese di marzo l&#8217;IRI pagò due dozzine di capi di Otpor perchè partecipassero ad un seminario sulla resistenza non violenta presso l&#8217;Hotel Hilton a Budapest&#8221;. Nel corso del seminario, &#8220;gli studenti serbi hanno ricevuto istruzioni su come organizzare uno sciopero, comunicare con i simboli , superare la paura e minare l&#8217;autorità di un regime dittatoriale&#8221;. [1]</p>
<p>Stando a quanto riportato dal New York Times, Otpor, il principale gruppo di opposizione studentesca, ricevette un flusso costante di denaro proveniente dal National Endowment for Democracy (NED), un&#8217;organizzazione finanziata dal Congresso per la &#8216;promozione della democrazia&#8217;. L&#8217;Agenzia americana per lo Sviluppo Internazionale (USAID) offrì denaro a Otpor, così come fece l&#8217;International Republican Institute, un&#8217;altra organizzazione non governativa di Washington finanziata in parte dall&#8217;USAID&#8221;. [2]</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p><strong><span style="font-size:small;">Georgia</span></strong><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>La Georgia conobbe la sua &#8216;Rivoluzione Rosa&#8217; nel 2003, con la caduta del presidente Eduard Shevardnadze e l&#8217;insediamento di Mikhail Saakashvili dopo le elezioni del 2004. In un articolo del novembre 2003 su The Globe and Mail, è stato segnalato che una fondazione con sede negli Stati Uniti &#8220;ha favorito la caduta di Shevardnadze&#8221; attingendo ai fondi della sua organizzazione no-profit con l&#8217;intente di &#8220;inviare un&#8217;attivista 31enne di Tbilisi di nome Giga Bokeria in Serbia e incontrare i membri del movimento studentesco Otpor (Resistenza) per apprendere come questi hanno provocato la caduta del dittatore Slobodan Milosevic servendosi di manifestazioni di piazza&#8221;. Nel corso dell&#8217;estate seguente, &#8220;la fondazione pagò il viaggio di ritorno agli attivisti di Otpor dopo che questi avevano tenuto corsi di tre giorni a più di 1.000 studenti in materia di simulazione di una rivoluzione pacifica&#8221;.</p>
<p>Questa fondazione con sede americana &#8220;ha anche finanziato una popolare stazione televisiva di opposizione che è stata fondamentale nel mobilitare le masse nella cosiddetta &#8216;rivoluzione di velluto&#8217;, e si riporta che ha offerto sostegno finanziario ad un gruppo di giovani che hanno trascinato la protesta in strada&#8221;. Il proprietario della fondazione &#8220;è in stretti rapporti di amicizia con l&#8217;avversario principale di Shevardnadze, Mikhail Saakashvili, un avvocato formatosi a New York che ci si aspetta vinca le elezioni presidenziali in programma per il prossimo 4 gennaio&#8221;.</p>
<p>Nel corso di una conferenza stampa, una settimana prima delle sue dimissioni, Shevardnadze affermò che la fondazione degli Stati Uniti &#8220;è schierata contro il Presidente della Georgia&#8221;. Inoltre, &#8220;Giga Bokeria, che tra le fila del Liberty Institute ricevette denaro sia dalla fondazione americana che dall&#8217;Istituto per l&#8217;Eurasia, sostiene che altre tre organizzazioni hanno svolto un ruolo chiave nella caduta di Shevardnadze: il Partito del Movimento Nazionale di Saakashvili, l&#8217;emittente televisiva Rustavi-2 e Kmara! (Basta! in georgiano), un gruppo di ragazzi che ha dichiarato guerra a Shevardnadze in aprile dando inizio ad una campagna denigratoria con manifesti e graffiti sui muri che denunciavano la corruzione nel governo&#8221;. [3]</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Il giorno successivo alla pubblicazione dell&#8217;articolo precedentemente citato, l&#8217;autore ha pubblicato un altro articolo su The Globe and Mail, spiegando che la &#8216;rivoluzione senza spargimento di sangue&#8217; in Georgia &#8220;odori maggiormente come un&#8217;altra vittoria degli Stati Uniti sulla Russia nella grande scenario internazionale del periodo post-Guerra Fredda&#8221;. L&#8217;autore, Mark MacKinnon, ha spiegato che dietro la caduta di Eduard Shevardnadze si trova &#8220;il petrolio sotto il Mar Caspio, una delle poche grandi risorse di petrolio al mondo relativamente ancora non sfruttate&#8221;, e quindi la &#8220;Georgia e la vicina Azerbaigian, che si affaccia sul Mar Caspio, presto cominceranno ad essere considerati non solo come paesi di recente indipendenza, ma come parte di un &#8216;corridoio energetico&#8217; &#8220;. Sono stati infatti già definiti dei piani che porteranno alla costruzione di un imponente &#8220;oleodotto che attraverserà la Georgia verso la Turchia e il Mediterraneo&#8221;.</p>
<p>A questo proposito, vale la pena citare ancora MacKinnon:</p>
<p>&#8220;Quando questi piani furono definiti, Shevardnadze era visto favorevolmente sia dagli investitori occidentali e che dal governo degli Stati Uniti. La sua reputazione di uomo che ha contribuito a porre fine alla Guerra Fredda diede agli investitori un senso di fiducia nel paese, e la sua intenzione dichiarata di spostare la Georgia fuori dall&#8217;orbita della Russia e verso le istituzioni occidentali come la NATO e la UE non fece altro che aumentare il suo credito presso il Dipartimento di Stato USA.</p>
<p>Gli Stati Uniti si mossero velocemente per offrire sostegno alla Georgia aprendo una base militare nel paese (2001) con lo scopo di formare le milizie georgiane &#8216;anti-terrorismo&#8217;. Questa base divenne il primo insediamento militare americano in una ex repubblica sovietica.</p>
<p>Ad un certo punto, però, Shevardnadze invertì la rotta e decise di abbracciare ancora una volta la Russia. Questa estate, infatti, la Georgia ha firmato un accordo segreto per una fornitura di gas per 25 anni con il colosso energetico russo Gazprom, che diventa così suo unico fornitore. Inoltre, ha di fatto venduto la rete elettrica del paese ad un&#8217;altra azienda russa tagliando fuori AES, una società che l&#8217;amministrazione USA aveva appoggiato per vincere l&#8217;appalto. Shevardnadze attaccò i manager di AES definendoli &#8216;bugiardi e imbroglioni&#8217;. Entrambe le trattative hanno dunque drammaticamente avuto l&#8217;effetto di incrementare l&#8217;influenza russa a Tbilisi&#8221;.</p>
<p>A seguito delle elezioni in Georgia, Mikhail Saakashvili, formatosi negli States e spalleggiato dal governo americano, salì alla presidenza e &#8220;vinse la giornata&#8221;. [4] Ci troviamo di fronte ad un altro esempio di come la geopolitica del petrolio e la politica estera degli Stati Uniti siano intimamente connesse. La tattica della &#8216;rivoluzione colorata&#8217; è di vitale importanza nell&#8217;ottica degli interessi USA-NATO nella regione: ottenere il controllo sulle riserve di gas dell&#8217;Asia centrale ed evitare che la Russia espanda la propria zona d&#8217;influenza. Tutto questo deriva direttamente dalla strategia imperiale messa in atto dall&#8217;asse USA-NATO per l&#8217;instaurazione del nuovo ordine mondiale a seguito del crollo dell&#8217;Unione Sovietica. (Questa strategia è stata descritta in dettaglio nella prima parte del presente saggio).</p>
<p><strong><span style="font-size:small;">Ucraina</span></strong></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>La sua &#8216;rivoluzione colorata&#8217; l&#8217;Ucraina la vide nel 2004 con la &#8216;Rivoluzione Arancione&#8217;, in cui il leader d&#8217;opposizione filo-occidentale Viktor Yushchenko divenne presidente sconfiggendo Viktor Yanukovych. Come il Guardian rivelò nel 2004, dopo le elezioni contestate (come accade in ogni &#8216;rivoluzione colorata&#8217;), &#8220;i guerrieri della democrazia del movimento giovanile &#8216;Ukrainian Pora&#8217; hanno già conquistato una importante vittoria &#8211; qualunque sia il risultato di questa pericolosa situazione a Kiev&#8221;, tuttavia, &#8220;tutto questo è opera degli Stati Uniti: un esercizio sofisticato e brillantemente ideato dai geni del marketing globale dell&#8217;Occidente, e che è stato utilizzato per nascondere elezioni truccate e rovesciare regimi non graditi in ben quattro paesi in quattro anni&#8221;.</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>L&#8217;autore, Ian Traynor, ha spiegato che, &#8220;la strategia adottata in Ucraina, finanziata e organizzata dal governo degli Stati Uniti mettendo a disposizione consulenti, sondaggisti, diplomatici, entrambi i grandi partiti americani e le ONG, era già stata utilizzata in Europa a Belgrado nel 2000 per far cadere il regime di Slobodan Milosevic&#8221;. Inoltre, &#8220;l&#8217;NDI del Partito Democratico, l&#8217;IRI del Partito Repubblicano, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti e l&#8217;USAID sono le principali organizzazioni coinvolte in queste iniziative a favore dei cittadini, così come la ONG Freedom House, oltre agli stessi finanzieri miliardari già coinvolti nella &#8216;Rivoluzione Rosa&#8217; in Georgia. Nell&#8217;attuazione delle strategie di rovesciamento dei regimi, &#8220;le opposizioni spesso riottose devono compattarsi dietro un unico candidato, se si vuole avere possibilità di scalzare il regime. Quel leader viene scelto sulla base di criteri di opportunità e di obiettivo, anche se lui o lei è anti-americano&#8221;.<span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p>&#8220;Freedom House e l&#8217;NDI del Partito Democratico&#8221;, prosegue Traynor, &#8220;hanno finanziato e organizzato &#8216;la più grande operazione di monitoraggio elettorale&#8217; in Ucraina, coinvolgendo più di 1.000 osservatori appositamente istruiti. Essi hanno inoltre eseguito gli exit poll. Nel corso della serata di domenica, quei sondaggi davano Yushchenko in vantaggio di 11 punti prevendendo di fatto quello che sarebbe successo di lì a poco&#8221;.</p>
<p>Gli exit poll sono fondamentali dal momento che, comparendo inevitabilmente per primi e ricevendo ampia copertura mediatica, rivestono un ruolo importante nella lotta propagandistica contro il regime e costringono le autorità a dare subito delle spiegazioni.</p>
<p>La fase finale della strategia americana delle &#8216;rivoluzioni colorate&#8217; prende in considerazione le contromosse da usare quando il leader sconfitto non accetta l&#8217;esito delle elezioni  [...] A Belgrado, Tbilisi, e adesso Kiev, dove le autorità hanno inizialmente cercato di restare aggrappati al potere, il consiglio era di rimanere freddi ma determinati e di organizzare manifestazioni popolari di disobbedienza civile, che doveva rimanere comunque pacifica nonostante il rischio di provocare la violenta repressione da parte del regime. [5]</p>
<p>Come descritto in un articolo apparso sul Guardian a firma di Jonathan Steele, il leader dell&#8217;opposizione Viktor Yushchenko, che contestò i risultati delle elezioni, &#8220;era primo ministro nel governo del presidente uscente Leonid Kuchma e alcuni dei suoi sostenitori sono anche legati ai gruppi industriali senza scrupoli che hanno gestito a loro vantaggio la privatizzazione dell&#8217;Ucraina post-sovietica&#8221;. Egli ha inoltre spiegato che i brogli elettorali sono fondamentalmente irrilevanti, infatti &#8220;la decisione di protestare sembra dettata principalmente da ragioni di realpolitik o dalla natura più o meno &#8216;filoccidentali&#8217; e a favore degli interessi economici dello sfidante. In altre parole, coloro i quali sosterranno un programma economico neoliberista avranno il sostegno dell&#8217;asse USA-NATO, dal momento che il neoliberismo rappresenta il dogma economico internazionale alla base delle loro mire nella regione.</p>
<p>Citando ancora l&#8217;articolo di Steel, &#8220;in Ucraina, Yushchenko ricevette l&#8217;avallo dell&#8217;Occidente, oltre ai fiumi di denaro versato dai gruppi che lo sostengono, che vanno dalla organizzazione giovanile, Pora, a vari siti web di opposizione. In pratica, gli Stati Uniti e le altre ambasciate occidentali pagarono per avere quegli exit poll&#8221;. Questo chiarisce bene le idee circa l&#8217;importanza strategica dell&#8217;Ucraina per gli Stati Uniti, &#8216;che rifiuta di abbandonare la sua politica di guerra fredda per il contenimento della Russia cercando di attirare dalla sua parte tutte le repubbliche ex-sovietiche&#8221;. [6]</p>
<p>Un commentatore del Guardian descrive così l&#8217;ipocrisia dei media occidentali: &#8220;Due milioni di manifestanti anti-guerra che invadono le strade di Londra vengono politicamente ignorati, mentre poche decine di migliaia di persone nel centro di Kiev diventano &#8216;il popolo&#8217; e la polizia ucraina, i tribunali e le istituzioni governative gli strumenti di oppressione&#8221;. Inoltre si rivela che, &#8220;enormi manifestazioni sono state organizzate a Kiev a sostegno del primo ministro, Viktor Yanukovich, ma in tv questo non è mai stato mostrato: se si parla dei sostenitori di Yanukovich è solo per ridicolizzarli, ad esempio per essere giunti in autobus. Le manifestazioni a favore di Viktor Yushchenko hanno invece luci laser, schermi al plasma, sofisticati sistemi audio, concerti rock, tende da campo ed enormi quantità di indumenti arancioni; ma nonostante questo continuiamo ad illuderci che si tratta di semplici manifestazioni spontanee.[7]</p>
<p>Nel 2004, la Associated Press riportò che, &#8220;l&#8217;amministrazione Bush negli ultimi due anni ha speso più di 65 milioni dollari in aiuti alle organizzazioni politiche in Ucraina, denaro che è servito a portare il leader dell&#8217;opposizione Viktor Yushchenko ad incontrare i leader degli Stati Uniti e organizzare exit poll che indicassero Yushchenko come vincitore delle elezioni&#8221;. Il denaro, affermano, &#8220;è stato incanalato attraverso organizzazioni come la Fondazione Eurasia o attraverso gruppi allineati con i Repubblicani e i Democratici del Congresso, i quali hanno organizzato le sessioni di training per gli elettori insieme alle associazioni per i diritti umani e le testate di informazione indipendente&#8221;. Tuttavia , anche i funzionari dil governo &#8220;riconoscono che parte del denaro è servito ad aiutare i gruppi e i singoli individui che si opponevano al candidato di governo spalleggiato dalla Russia&#8221;. <span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Il rapporto afferma che alcune grandi fondazioni internazionali finanziarono gli exit poll, che secondo il presidente in carica furono &#8216;asimmetrici&#8217;. Tra queste fondazioni ci sono &#8220;la NDI (National Endowment for Democracy), che riceve i soldi direttamente dal Congresso, la Fondazione Eurasia, finanziata dal Dipartimento di Stato, e la Fondazione Rinascimento&#8221;, che riceve denaro dagli stessi facoltosi finanzieri, oltre che dal Dipartimento di Stato americano. Il coinvolgimento del Dipartimento di Stato americano dimostra che questi finanziamenti rientrano nei piani di politica estera degli Stati Uniti. &#8220;Altri paesi offrirono la loro collaborazione in queste operazioni. Tra questi troviamo Gran Bretagna, Paesi Bassi, Svizzera, Canada, Norvegia, Svezia e Danimarca&#8221;. In alcuni gruppi di finanziamento e attività in Ucraina furono coinvolti anche l&#8217;International Republican Institute e il National Democratic Institute, quest&#8217;ultimo presieduto in quel momento dall&#8217;ex Segretario di Stato degli Stati Uniti Madeline Albright. [8]</p>
<p>Nel 2004, Mark Almond scrisse per il Guardian dell&#8217;avvento del &#8216;Potere del Popolo&#8217;, descrivendolo in funzione di ciò che stava accadendo in Ucraina. In particolare Almond scrisse che &#8220;i disordini in Ucraina sono presentati dai media come una lotta tra il popolo e le vecchie strutture di potere sovietiche. Il ruolo delle organizzazioni dell&#8217;Europa occidentale risalenti al periodo della Guerra Fredda è invece tabù. Se provi ad interessarti dei finanziamenti piovuti sulla sensazionale messa in scena di Kiev, le grida di rabbia che sentirai ti dimostreranno che hai toccato un punto nevralgico del Nuovo Ordine Mondiale&#8221;.</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>Continua Almond: &#8220;Attraverso tutti gli anni &#8216;80, nella organizzazione delle rivoluzioni di velluto fino al 1989, un piccolo esercito di volontari &#8211; e, per dirla con franchezza, spie &#8211; ha collaborato alla promozione di quello che divenne il Potere del Popolo. Una galassia di fondazioni interconnesse tra loro e associazioni di beneficenza che spuntavano come funghi per trasferire milioni di dollari ai dissidenti. Il denaro proveniva prevalentemente dai paesi NATO e da finti alleati come la &#8216;neutrale&#8217; Svezia. [...] La sbornia del Potere del Popolo è una terapia d&#8217;urto. Ogni aggregazione civile viene descritta dalle testate giornalistiche &#8216;indipendenti&#8217; occidentali come una rappresentazione della prosperità della regione euro-atlantica, purché la gente scenda in strada a manifestare. Nessuno si sofferma sulla disoccupazione di massa, il crescente abuso di informazioni riservate, l&#8217;aumento della criminalità organizzata, la prostituzione e l&#8217;impennata dei tassi di mortalità tra la popolazione degli stati dove vige il Potere del Popolo.</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Usando una certa eleganza, Almond spiega: &#8220;Il Potere del Popolo si rivela essere più favorevole ad una società chiusa che aperta. Si chiudono le fabbriche, ma, peggio ancora, le menti. I suoi sostenitori richiedono libero mercato su tutto, ma non sulle opinioni. L&#8217;ideologia corrente tra i pensatori del <em>New World Order</em>, molti dei quali sono ex comunisti, è il Leninismo di Mercato &#8211; cioè la combinazione tra un modello dogmatico economico e metodi machiavellici di afferrare le leve del potere&#8221;. [9]<span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Come riportato da Mark MacKinnon su The Globe and Mail, anche il Canada sostenne il gruppo di giovani attivisti ucraini denominato Pora, finanziando il movimento per &#8216;il potere democratico del popolo&#8217;. MacKinnon osserva che: &#8220;L&#8217;amministrazione Bush era particolarmente ansiosa di vedere un presidente filo-occidentale con l&#8217;obiettivo di assicurarsi il controllo su un importante oleodotto che va da Odessa, sul Mar Nero, a Brody, sul confine polacco&#8221;. Tuttavia, &#8220;il presidente uscente, Leonid Kuchma, aveva da poco invertito il flusso in modo che l&#8217;oleodotto trasportasse il greggio russo verso sud, invece di aiutare i produttori degli Stati Uniti nella regione del Mar Caspio trasportando i loro prodotti verso l&#8217;Europa&#8221;. Dall&#8217;analisi di MacKinnon emerge che i primi finanziamenti occidentali provennero dal Canada, anche se successivamente furono di gran lunga superati dagli stanziamenti statunitensi.</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>Andrew Robinson, ambasciatore del Canada in Ucraina in quel periodo, cioè nel 2004, &#8220;organizzava incontri mensili segreti con gli ambasciatori occidentali, dirigendo quello che lui chiamò &#8216;il coordinamento dei donatori&#8217;, costituito dai 28 paesi interessati a vedere Yushchenko presidente dell&#8217;Ucraina. Ma, alla fine, Robinson agì come semplice portavoce del gruppo diventando uno dei principali critici del governo Kuchma&#8221;. Il Canada inoltre, &#8220;finanziò dei discussi exit poll, realizzati il giorno stesso delle elezioni dal Razumkov Centre dell&#8217;Ucraina e altri gruppi, che mettevano in dubbio i risultati ufficiali mostrando la vittoria di Yanukovich&#8221;. Non appena il nuovo governo filo-occidentale si insediò, &#8220;fu annunciata l&#8217;intenzione di invertire il flusso dell&#8217;oleodotto Odessa-Brody&#8221;. [10]<span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>Analogamente a quanto accaduto in Georgia, questo dimostra ancora una volta quali sono i reali interessi che gli USA e i paesi della NATO proteggono attraverso le cosiddette &#8216;rivoluzioni colorate&#8217;: contenere l&#8217;espansione russa aumentando la propria influenza sulla regione, nonché imporre il controllo da parte degli Stati Uniti e della NATO sulle maggiori risorse e i corridoi di trasporto della regione.</p>
<p>Daniel Wolf scrisse sul Guardian che: &#8220;Per la maggior parte delle persone che si sono radunate nella piazza dell&#8217;Indipendenza di Kiev, la manifestazione era sentita come spontanea. Essi avevano tutte le ragioni per impedire al candidato Viktor Yanukovich di arrivare al potere e non fecero altro che cogliere l&#8217;occasione che è stato offerta loro. Ma attraversando a piedi gli accampamenti nel dicembre scorso, era difficile non notare la precisione con cui erano state preparate le cucine, le tende per i dimostranti e i concerti, la professionalità delle cronache televisive e la capillare diffusione dei loghi arancioni che si potevano ammirare ovunque&#8221;. Wolf sostiene che, &#8220;gli eventi di piazza furono il risultato di un&#8217;attenta e segreta pianificazione resa possibile da una cerchia ristretta di uomini di Yushchenko nel corso di anni. La vera storia della rivoluzione arancione è molto più interessante della favola comunemente accettata<span style="font-size:small;">&#8220;. </span><span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>Roman Bessmertny, responsabile della campagna elettorale di Yushchenko, due anni prima delle elezioni del 2004, &#8220;organizzò corsi di formazione, seminari, lezioni pratiche condotte da esperti di legge e comunicazione per circa 150 mila persone&#8221;.</p>
<p><span style="font-size:small;"><strong>La &#8220;Rivoluzione del Tulipano&#8221; in Kirghizistan</strong><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Nel 2005, il Kirghizistan ebbe la sua &#8220;Rivoluzione del Tulipano&#8221;, in cui il presidente in carica venne sostituito dal candidato filo-occidentale attraverso un&#8217;altra &#8216;rivoluzione popolare&#8217;. Come riportava il New York Times nel marzo del 2005, poco prima della elezioni, &#8220;un giornale di opposizione ha pubblicato alcune foto che ritraevano un palazzo residenziale destinato al presidente della nazione Askar Akayev, in quel momento fortemente impopolare, suscitando una profonda indignazione e una rivolta popolare&#8221;. Tuttavia, va segnalato che &#8220;questo giornale ha ricevuto notevoli sovvenzioni dal governo degli Stati Uniti ed era stampato da una tipografia finanziata dal governo americano e gestita da Freedom House, un&#8217;organizzazione statunitense che si presenta come &#8216;una voce chiara in favore della democrazia e della libertà in tutto il mondo&#8221;.<span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Gli altri paesi che hanno &#8220;contribuito a sottoscrivere programmi per lo sviluppo della democrazia e della società civile&#8221; in Kirghizistan sono stati la Gran Bretagna, i Paesi Bassi e la Norvegia. Questi paesi &#8220;hanno svolto un ruolo fondamentale nel preparare il terreno per l&#8217;insurrezione popolare che ha portato al potere i politici dell&#8217;opposizione&#8221;. La maggior parte del denaro proveniva dagli Stati Uniti, in particolare attraverso il National Endowment for Democracy (NED), nonché &#8220;la Freedom House o le traduzioni per il Kirghizistan di Radio Free Europe/Radio Liberty, un&#8217;emittente filo-democratica&#8221;. Il National Democratic Institute ha anche svolto un ruolo di primo piano nell&#8217;erogazione di finanziamenti, per i quali uno dei principali beneficiari disse, &#8220;sarebbe stato assolutamente impossibile avere successo senza aiuti esterni&#8221;.</p>
<p>Il Times riporta ancora che: &#8220;Il denaro americano contribuisce a finanziare in tutto il paese i centri della società civile, in cui gli attivisti e i cittadini possono incontrarsi, ricevere una formazione, leggere giornali indipendenti e persino guardare la CNN o navigare in Internet. La sola  NDI (National Democratic Institute) gestisce 20 centri che offrono flash giornalistici in russo, kirghizo e uzbeko. Gli Stati Uniti sponsorizzano l&#8217;American University in Kirghizistan, la cui missione dichiarata è, in parte, promuovere lo sviluppo della società civile, e finanzia programmi di scambio culturale attraverso i quali studenti e leader di organizzazioni governative vengono mandati negli Stati Uniti. Il nuovo ministro del Kirghizistan, Kurmanbek Bakiyev, è stato uno di loro. Tutto questo denaro e le risorse umane impiegate hanno favorito la crescita delle forze di opposizione in Kirghizistan offrendo loro sostegno morale nel corso degli ultimi anni, oltre ad aver messo a disposizione le infrastrutture necessarie a comunicare le proprie idee al popolo kirghizo&#8221;.<br />
Per coloro &#8220;che non conoscevano il russo o non avevano la possibilità di leggere il giornale potevano ascoltare una sintesi dei principali articoli pubblicati in lingua kirghiza su Radio Azattyk, un&#8217;emittente locale che fa capo al franchise di Radio Free Europe/Radio Liberty, broadcast finanziato dal governo USA&#8221;. Ma anche altri media cosiddetti &#8216;indipendenti&#8217; sono stati sostenuti finanziariamenti per gentile concessione del Dipartimento di Stato USA. [12] Come il Wall Street Journal rivelò prima delle elezioni, i gruppi di opposizione, le ONG e i media &#8216;indipendenti&#8217; del Kirghizistan ricevevano ingenti contributi finanziari americani da Freedom House, oltre che dalla Agenzia americana per lo Sviluppo Internazionale (USAID). Il Journal riportò che, &#8220;per evitare di provocare la Russia e violare le norme diplomatiche, gli Stati Uniti non possono sostenere direttamente i partiti d&#8217;opposizione. Possono però organizzare una influente rete di ONG schierate a favore della libertà di stampa, lo stato di diritto e elezioni pulite, quasi sempre in contrasto con gli interessi consolidati dei vecchi regimi autocratici&#8221;.</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>Riprendendo ancora le parole del Wall Street Journal, il Kirghizistan &#8220;occupa una posizione strategica. Sia gli Stati Uniti che la Russia hanno infatti basi militari nella regione. I cinque milioni di cittadini, in gran parte mussulmani, che popolano il paese, si trovano costretti in una zona molto calda compresa tra il Kazakistan, ricco di petrolio e governato da un regime che tollera poco il dissenso politico, il dittatoriale Uzbekistan, che ha posto un freno agli aiuti esteri e il povero Tagikistan&#8221;.</p>
<p>Una delle principali ONG di opposizione è la Coalizione per la Democrazia e i Diritti Civili, che riceve denaro &#8220;dall&#8217;Istituto Nazionale Democratico per gli Affari Esteri, una fondazione no-profit con sede a Washington finanziata dal governo degli Stati Uniti, e dall&#8217;USAID&#8221;. Altre fondazioni che risultano coinvolte, sia attraverso il finanziamento che la promozione tecnico-ideologica (vedi: propaganda), sono il National Endowment for Democracy (NED), l&#8217;Albert Einstein Institute, Freedom House, e il Dipartimento di Stato USA [13].</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Il Presidente del Kirghizistan Askar Akayev aveva infatti parlato di una &#8216;terza forza&#8217; che stava conquistando il potere nel suo paese. Il termine è stato preso in prestito da uno dei più importanti think tank statunitensi, per il quale la &#8216;terza forza&#8217; è definita come &#8220;&#8230; quella forza che fa in modo che le organizzazioni non governative sostenute dall&#8217;Occidente (ONG) favoriscano i regimi e cambino la politica in tutto il mondo. La ripetizione regolare di una terza rivoluzione del &#8216;potere del popolo&#8217; nell&#8217;ex Unione Sovietica in poco più di un anno &#8211; dopo gli eventi analoghi avvenuti in Georgia nel novembre 2003 e in Ucraina nel Natale scorso &#8211; significa che oggi la zona ex sovietica somiglia all&#8217;America Centrale negli anni &#8216;70 e &#8216;80, quando una serie di colpi di stato guidati dagli Stati Uniti consolidarono il controllo americano  sull&#8217;emisfero occidentale&#8221;.</p>
<p>Come il Guardian infatti riporta: &#8220;Molti operatori di governo americani degli Stati Uniti, che avevano lavorato in America Latina, hanno effettuato scambi commerciali nell&#8217;Europa orientale durante l&#8217;amministrazione di George Bush. In particolare Michael Kozak, ex ambasciatore americano in Bielorussia, che su queste pagine nel 2001 si vantava di star facendo in Bielorussia quello che già aveva fatto in Nicaragua: &#8217;sostenere la democrazia&#8217; &#8220;.<span style="font-size:small;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>Ancora dal Guardian: &#8220;Il caso di Freedom House è particolarmente clamoroso. Presieduta dall&#8217;ex direttore della CIA James Woolsey, Freedom House è stata uno degli sponsor principali della rivoluzione arancione in Ucraina. Nel novembre 2003 aprì a Bishkek una tipografia che stampava 60 riviste di opposizione. Anche se viene dipinta come stampa &#8216;indipendente&#8217;, l&#8217;ente che la possiede è presieduto dal bellicoso senatore repubblicano John McCain, mentre l&#8217;ex consigliere alla Sicurezza nazionale Anthony Lake fa parte del consiglio di amministrazione. Gli Stati Uniti sostengono inoltre le radio e le TV di opposizione locali&#8221;. [14]</p>
<p>E così che, ancora una volta, la stessa formula è stata riproposta nelle repubbliche centro-asiatiche dell&#8217;ex Unione Sovietica. Questa politica estera americana di promozione delle &#8216;rivoluzioni dolci&#8217; è gestita da un network di ONG statunitensi e internazionali, nonché think tanks (letteralmente &#8217;serbatoi di pensiero&#8217;). Essa persegue in quella regione gli interessi della NATO, ma soprattutto degli Stati Uniti.<span style="font-size:small;"><br />
<strong><br />
</strong></span></p>
<p><span style="font-size:small;"><strong>Conclusione</strong></span></p>
<p>Le rivoluzioni dolci o &#8216;rivoluzioni colorate&#8217; rappresentano una strategia chiave del Nuovo Ordine Mondiale, che mette in atto, attraverso manipolazioni e inganni, l&#8217;obiettivo cruciale di contenere la potenza russa e mantenere il controllo delle risorse chiave. Questa strategia è fondamentale per comprendere la natura imperialistica del Nuovo Ordine Mondiale, soprattutto quando si tratta di riconoscere quando essa viene utilizzata, come ad esempio nelle ultime elezioni iraniane del 2009. La prima parte di questo saggio illustrava la strategia imperiale messa in atto dall&#8217;asse USA-NATO per costruire un Nuovo Ordine Mondiale, in seguito allo smembramento dell&#8217;Unione Sovietica nel 1991. Si è detto che l&#8217;obiettivo primario era circondare la Russia e la Cina per prevenire il sorgere di una nuova superpotenza. In tutto questo il compito degli Stati Uniti era quello di agire come potenza egemone imperiale con lo scopo di servire gli interessi finanziari internazionali nell&#8217;imporre il Nuovo Ordine Mondiale. La seconda parte del saggio si è invece occupata della pratica imperiale americana delle &#8216;rivoluzioni colorate&#8217;, organizzate per promuovere gli interessi degli USA nell&#8217;Asia centrale e orientale, seguendo le linee politiche generali, già discusse nella prima parte, di prevenire che la Russia e la Cina espandano la loro zona di influenza e accedere alle principali risorse naturali.<span style="font-size:small;"> </span></p>
<p>La terza e ultima parte di questo saggio si occuperà della natura della strategia imperiale di costruire un Nuovo Ordine Mondiale, focalizzando l&#8217;attenzione sui conflitti crescenti in Afghanistan, Pakistan, Iran, America Latina, Europa Orientale e Africa, e le possibilità che questi conflitti possano porre le basi per una nuova guerra mondiale contro la Cina e la Russia. In particolare, essa analizzerà quanto accaduto negli ultimi anni, ponendo l&#8217;accento sulla natura crescente dei conflitti in corso e il rischio che si verifichi una &#8216;Nuova Guerra Mondiale per un Nuovo Ordine Mondiale&#8217;.</p>
<p><strong><span style="font-size:small;"><br />
</span></strong></p>
<p><strong><span style="font-size:small;">Riferimenti</span></strong></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span>[1]        Michael Dobbs, U.S. Advice Guided Milosevic Opposition. The Washington Post: December 11, 2000: <a href="http://www.washingtonpost.com/ac2/wp-dyn/A18395-2000Dec3?language=printer">http://www.washingtonpost.com/ac2/wp-dyn/A18395-2000Dec3?language=printer</a></p>
<p>[2]        Roger Cohen, Who Really Brought Down Milosevic? The New York Times: November 26, 2000: <a href="http://www.nytimes.com/2000/11/26/magazine/who-really-brought-down-milosevic.html?sec=&#38;spon=&#38;pagewanted=1">http://www.nytimes.com/2000/11/26/magazine/who-really-brought-down-milosevic.html?sec=&#38;spon=&#38;pagewanted=1</a></p>
<p>[3]        Mark MacKinnon, Georgia revolt carried mark of Soros. The Globe and Mail: November 23, 2003: <a href="http://www.markmackinnon.ca/dispatches_georgia3.html">http://www.markmackinnon.ca/dispatches_georgia3.html</a></p>
<p>[4]        Mark MacKinnon, Politics, pipelines converge in Georgia. The Globe and Mail: November 24, 2003: <a href="http://www.markmackinnon.ca/dispatches_georgia2.html">http://www.markmackinnon.ca/dispatches_georgia2.html</a></p>
<p>[5]        Ian Traynor, US campaign behind the turmoil in Kiev. The Guardian: November 26, 2004: <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2004/nov/26/ukraine.usa">http://www.guardian.co.uk/world/2004/nov/26/ukraine.usa</a></p>
<p>[6]        Jonathan Steele, Ukraine&#8217;s postmodern coup d&#8217;etat. The Guardian: November 26, 2004: <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2004/nov/26/ukraine.comment">http://www.guardian.co.uk/world/2004/nov/26/ukraine.comment</a></p>
<p>[7]        John Laughland, The revolution televised. The Guardian: November 27, 2004: <a href="http://www.guardian.co.uk/media/2004/nov/27/pressandpublishing.comment">http://www.guardian.co.uk/media/2004/nov/27/pressandpublishing.comment</a></p>
<p>[8]        Matt Kelley, U.S. money has helped opposition in Ukraine. Associated Press: December 11, 2004: <a href="http://www.signonsandiego.com/uniontrib/20041211/news_1n11usaid.html">http://www.signonsandiego.com/uniontrib/20041211/news_1n11usaid.html</a></p>
<p>[9]        Mark Almond, The price of People Power. The Guardian: December 7, 2004: <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2004/dec/07/ukraine.comment">http://www.guardian.co.uk/world/2004/dec/07/ukraine.comment</a></p>
<p>[10]      Mark MacKinnon, Agent orange: Our secret role in Ukraine. The Globe and Mail: April 14, 2007: <a href="http://www.markmackinnon.ca/dispatches_ukraine4.html">http://www.markmackinnon.ca/dispatches_ukraine4.html</a></p>
<p>[11]      Daniel Wolf, A 21st century revolt. The Guardian: May 13, 2005: <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2005/may/13/ukraine.features11">http://www.guardian.co.uk/world/2005/may/13/ukraine.features11</a></p>
<p>[12]      Craig S. Smith, U.S. Helped to Prepare the Way for Kyrgyzstan&#8217;s Uprising. The New York Times: March 30, 2005: <a href="http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9806E4D9123FF933A05750C0A9639C8B63&#38;sec=&#38;spon=&#38;pagewanted=all">http://query.nytimes.com/gst/fullpage.html?res=9806E4D9123FF933A05750C0A9639C8B63&#38;sec=&#38;spon=&#38;pagewanted=all</a></p>
<p>[13]      Philip Shishkin, In Putin&#8217;s Backyard, Democracy Stirs &#8212; With U.S. Help. The Wall Street Journal: February 25, 2005: <a href="http://www.iri.org/newsarchive/2005/2005-02-25-News-WSJ.asp">http://www.iri.org/newsarchive/2005/2005-02-25-News-WSJ.asp</a></p>
<p>[14]      John Laughland, The mythology of people power. The Guardian: April 1, 2005: <a href="http://www.guardian.co.uk/world/2005/apr/01/usa.russia">http://www.guardian.co.uk/world/2005/apr/01/usa.russia</a></p>
<p><strong>Andrew Gavin Marshall </strong>è un Ricercatore Associato del Centro di Ricerca sulla Globalizzazione (CRG). Attualmente si occupa dello studio di Politica Economica e Storia presso la Simon Fraser University.</p>
<p>L’articolo originale potete trovarlo qui:</p>
<p>http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&#38;aid=15767</p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
<p><span style="font-size:small;"> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pundita: Swine flu! Plague! Ukraine's presidential politics! ]]></title>
<link>http://therealbarackobama.wordpress.com/2009/11/16/pundita-swine-flu-plague-ukraines-presidential-politics/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 19:02:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Brenda J. Elliott</dc:creator>
<guid>http://therealbarackobama.wordpress.com/2009/11/16/pundita-swine-flu-plague-ukraines-presidential-politics/</guid>
<description><![CDATA[Pundita writes on her blog: A colleague sent me this November 15 news item from Britain&#8217;s Dail]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Pundita writes on her blog: A colleague sent me this November 15 news item from Britain&#8217;s Dail]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Putin sets Russian opinion for a new gas conflict with Ukraine]]></title>
<link>http://russianpoliticsfordummies.wordpress.com/2009/11/01/putin-sets-russian-opinion-for-a-new-gas-conflict-with-ukraine/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 14:50:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>vladimirillich</dc:creator>
<guid>http://russianpoliticsfordummies.wordpress.com/2009/11/01/putin-sets-russian-opinion-for-a-new-gas-conflict-with-ukraine/</guid>
<description><![CDATA[Prime Minister, and yet Russia&#8217;s real boss for many, has been quite agressive these dayss towa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" title="gas" src="http://www.russiablog.org/GazpromSovietTankPutin.jpg" alt="" width="253" height="174" />Prime Minister, and yet Russia&#8217;s real boss for many, has been quite agressive these dayss toward Ukraine and its pro-West president Viktor Yushchenko.</p>
<p>Putin said journalists last week that he was anticipating new tensions with Kiev on the gas issue because President Yushchenko was unwilling to pay gas payments and was blocking due payments.</p>
<p>Vladimir Putin who is trying very hard these days to appear as a humble Prime Minister, said journalists he contacted Ukrainian PM Yulia Tymoshenko to discuss the issue and that Ms Tymoshenko informed him that Yushchenko was blocking the payments.</p>
<p>It&#8217;s twice clever from Putin to have acted that way. It first makes a (little) more credible the fiction that he is not president anymore and that he respects Russian etiquette. That&#8217;s for PR and to please US diplomats&#8230; But the most clever of all is to push the button which hurts Ukraine. Not only gas (it&#8217;s been known for a while), but less and less silent dissensions between Yushchenko and Tymoshenko.</p>
<p><img class="alignleft" title="putin" src="http://img.timeinc.net/time/daily/2009/0905/putin_ukraine_0525.jpg" alt="" width="307" height="200" />Political situation in Ukraine is indeed quite tense and it is not a secret anymore that the president and his PM, who once were the closest allies (they were the two natural leaders of the Orange revolution) would love to get rid of each other.</p>
<p>Yushchenko would love to have a new, a more flexible and less ambitious PM&#8230; Tymoshenko would love to see her boss getting retired and become the next president.</p>
<p>Putin perfectly knows these facts and apparently and tactically chose his side. He was kind enough to let the world know that despite his talks with Tymoshenko, Yushchenko was blocking the whole process.</p>
<p>As a result of this irresponsible move, Ukraine might not get any gas this winter. Putin&#8217;s bet is that Ukrainian won&#8217;t be very happy with this situation&#8230; He&#8217;ll then let Tymoshenko do her job!</p>
<p>The situation is not as critical and probably will never be. But this is definitely the game Putin is playing these days. Will Tymoshenko accept to play the same game, If she gets too power will she be mor flexible?</p>
<p>I&#8217;m actually not sure about that and that&#8217;s were Putin&#8217;s strategy appears a bit hazardous. Throughout her career and lifetime Tymoshenko has always appeared as the most agressive Ukrainian politicans toward Russia. If I were Putin I&#8217;d rather try too do business with Yushhchenko who is more of a pragmatic leader.</p>
<p>But maybe Putin knows facts that I don&#8217;t. Maybe we&#8217;ll witness in the coming months of years to come, secret deals&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Putting out Fire with gasoline Yushchenko's Constitutional Reforms Anti Democratic]]></title>
<link>http://ukrainetoday.wordpress.com/2009/10/01/putting-out-fire-with-gasoline-yushchenkos-constitutional-reforms-anti-democratic/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 15:46:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Online Editor</dc:creator>
<guid>http://ukrainetoday.wordpress.com/2009/10/01/putting-out-fire-with-gasoline-yushchenkos-constitutional-reforms-anti-democratic/</guid>
<description><![CDATA[Viktor Yushchenko continues to push for his Constitutional reform. If implemented it would spell the]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Viktor Yushchenko continues to push for his Constitutional reform. If implemented it would spell the]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Yushchenko Embarks on Kamikaze Economic Destruction mission]]></title>
<link>http://ukrainetoday.wordpress.com/2009/09/30/yushchenko-embarks-on-kamikaze-economic-destruction-mission/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 19:17:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Online Editor</dc:creator>
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<description><![CDATA[Yushchenko continues to misuse and abuse his power. Ukraine&#8217;s embattled President, Viktor Yush]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Yushchenko continues to misuse and abuse his power. Ukraine&#8217;s embattled President, Viktor Yush]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Yushchenko Poisons Chemical Sale Catalyst for Causing Negative Reaction]]></title>
<link>http://ukrainetoday.wordpress.com/2009/09/30/yushchenko-poisons-chemical-sale-catalyst-for-causing-negative-reaction/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 18:49:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Online Editor</dc:creator>
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<description><![CDATA[All care no responsibilityUkraine&#8217;s embattled President, Viktor Yushchenko, having just days b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[All care no responsibilityUkraine&#8217;s embattled President, Viktor Yushchenko, having just days b]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Yushchenko's plan to disrupt the elections begins to unravel as support drops away]]></title>
<link>http://ukrainetoday.wordpress.com/2009/09/26/yushchenkos-plan-to-disrupt-the-elections-begins-to-unravel-as-support-drops-away/</link>
<pubDate>Sat, 26 Sep 2009 02:34:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Online Editor</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ukraine president, Viktor Yushchenko has shown signs that his proposed plan to disrupt Ukraine]]></description>
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<title><![CDATA[Yushchenko is trying to disrupt the elections - Turchynov]]></title>
<link>http://ukrainetoday.wordpress.com/2009/09/19/yushchenko-is-trying-to-disrupt-the-elections-turchynov/</link>
<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 14:35:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Online Editor</dc:creator>
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<description><![CDATA[Zik.com.ua reports that Viktor Yushchenko is seeking to disrupt the holding of Presidential election]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Zik.com.ua reports that Viktor Yushchenko is seeking to disrupt the holding of Presidential election]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Yushchenko advised not to run for second term]]></title>
<link>http://ukrainetoday.wordpress.com/2009/09/15/yushchenko-advised-not-to-run-for-second-term/</link>
<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 04:32:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Online Editor</dc:creator>
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<description><![CDATA[Yushchenko advised to abandon the election so as not to disgrace the office of the PresidentFormer P]]></description>
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<title><![CDATA[Pifer Prediction: Writing off Yushchenko's second term]]></title>
<link>http://ukrainetoday.wordpress.com/2009/09/11/pifer-prediction-writing-off-yushchenkos-second-term/</link>
<pubDate>Fri, 11 Sep 2009 18:14:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Online Editor</dc:creator>
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<description><![CDATA[Former US Ambassador Steven Pifer has written off Viktor Yushchenko&#8217;s chances of re-election a]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Former US Ambassador Steven Pifer has written off Viktor Yushchenko&#8217;s chances of re-election a]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Tilt: Game over? Yushchenko suffers another loss of confidence]]></title>
<link>http://ukrainetoday.wordpress.com/2009/09/10/tilt-game-over-yushchenko-suffers-another-loss-of-confidence/</link>
<pubDate>Thu, 10 Sep 2009 14:12:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Online Editor</dc:creator>
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<description><![CDATA[Not a day goes by when Ukraine&#8217;s embattled incumbent President Viktor Yushchenko&#8217;s chanc]]></description>
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<title><![CDATA[Yushchenko refuses to sign law on Presidential elections]]></title>
<link>http://ukrainetoday.wordpress.com/2009/09/05/yushchenko-refuses-to-sign-law-on-presidential-elections/</link>
<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 17:16:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Online Editor</dc:creator>
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<description><![CDATA[In an ongoing attempt to derail the Presidential elections, Ukraine&#8217;s incumbent President, Vik]]></description>
<content:encoded><![CDATA[In an ongoing attempt to derail the Presidential elections, Ukraine&#8217;s incumbent President, Vik]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[The sound of one hand clapping Yushchenko's solo debate]]></title>
<link>http://ukrainetoday.wordpress.com/2009/08/27/the-sound-of-one-hand-clapping-yushchenkos-solo-debate/</link>
<pubDate>Thu, 27 Aug 2009 13:52:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>Online Editor</dc:creator>
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<description><![CDATA[Viktor Yushchenko in a desperate attempt to be seen relevant has called for a public debate on his p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Viktor Yushchenko in a desperate attempt to be seen relevant has called for a public debate on his p]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[The end of the colombian FARC is near.]]></title>
<link>http://theamericaspost.com/2009/08/16/big-move-of-the-us-assure-that-end-of-farc-is-near/</link>
<pubDate>Sun, 16 Aug 2009 18:52:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>vbjorgan</dc:creator>
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<description><![CDATA[Alex Castro mira retrato de su padre Fidel, que dice haber tomado hace un mes y medio As is of publi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_304" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-304" title="Alex Castro mira retrato de su padre Fidel, que dice haber tomado hace un mes y medio" src="http://vbjorgan.wordpress.com/files/2009/08/alex-castro-mira-retrato-de-su-padre-fidel-que-dice-haber-tomado-hace-un-mes-y-medio2.jpg?w=300" alt="Alex Castro mira retrato de su padre Fidel, que dice haber tomado hace un mes y medio" width="300" height="193" /><p class="wp-caption-text">Alex Castro mira retrato de su padre Fidel, que dice haber tomado hace un mes y medio</p></div>
<p>As is of public knowledge, Colombia concluded negotiations with United States military, and   Bogotá is expecting to sign an agreement in two weeks. Simultaneously, the colombian President Álvaro Uribe made a conciliatory call to Ecuador and Venezuela. This agreement is rejected by the presidents of Ecuador and Venezuela, and seen with distrust by the President of Brazil.</p>
<p>However, the Colombian president Álvaro Uribe launched an appeal to rebuild relations , specially with Ecuador.</p>
<div id="attachment_315" class="wp-caption alignleft" style="width: 219px"><img class="size-medium wp-image-315" title="FARC and cocaine traficking in Panama" src="http://vbjorgan.wordpress.com/files/2009/08/farc-and-cocaine-traficking-in-panama.jpg?w=209" alt="FARC and cocaine traficking in Panama" width="209" height="300" /><p class="wp-caption-text">FARC and cocaine traficking in Panama</p></div>
<p>&#8221; The agreement reaffirms the commitment of the two countries in the fight against drug trafficking and terrorism, &#8220;said the Foreign Ministry of Colombia in a statement Friday night, after&#8221; the completion of negotiations, &#8220;and explained that the next move is to put the agreement under technical review before the finale signature, probably within two weeks.</p>
<p>Oficially, the agreement -which oppose the presidents Hugo Chávez of Venezuela and Rafael Correa of Ecuador-  permits the use by United States of military facilities in Colombia to run antinarcotic operations from there, almost the same way as they did  until one month agro from the Manta base in Ecuador.</p>
<p>Among other things, the agreement involves the use of seven air and naval bases over a period of 10 years, which means for venezuelan Chavez the existence of &#8220;winds of war&#8221; in the region.</p>
<p>Shortly before the Colombian Foreign Ministry confirmed the conclusion of negotiations on the agreement, Uribe expressed interest in improve relations with Ecuador and Venezuela.</p>
<p>&#8220;The defeat of the terrorists is our insurance for our neighbors. They are our brothers, our neighbors, so we tell them we want to rebuild those relationships, &#8220;said the colombian president A. Uribe in a meeting with industrialists and businessmen in Medellin.</p>
<div id="attachment_316" class="wp-caption alignleft" style="width: 255px"><img class="size-full wp-image-316" title="Jorge Enrique Briceño Suárez, alias Mono Jojoy, Commander of  FARC" src="http://vbjorgan.wordpress.com/files/2009/08/jorge-enrique-briceno-suarez-alias-mono-jojoy-comandante-de-las-farc.jpg" alt="Jorge Enrique Briceño Suárez, alias Mono Jojoy, Commander of  FARC" width="245" height="224" /><p class="wp-caption-text">Jorge Enrique Briceño Suárez, alias Mono Jojoy, Commander of  FARC</p></div>
<p>Uribe reiterated his request for forgiveness to the government of Correa for the Colombian military raid on a camp of FARC guerrillas in Ecuador on March 1, 2008, during which they killed the number two of that organization, alias Raul Reyes, and 24 other people, including an Ecuadorean and four Mexican.</p>
<p>The attack led to Quito to break diplomatic relations with Bogota, a situation that remains.</p>
<p>This  Saturday, Correa welcomed the request for forgiveness from the Colombian president. &#8220;President Uribe has asked again for forgiveness, we accept it,&#8221; he said.</p>
<p>But Correa is expécting that before resuming bilateral dialogue, Colombia should compliance with several requirements, among others that Uribe shopuld stop linking the ecuatorian government with the FARC.</p>
<p>&#8220;Stop all that and we will sit down to talk. I will never give a fraternal embrace to those who bombed my homeland, but as men I can shake hands with a representative of  brother people, &#8220;said Correa.</p>
<p>&#8220;We have asked again apologize&#8221; said Uribe, &#8220;let us work together to build peace, to restore the fraternal relations that had always been between Colombia and Ecuador,&#8221; he said.</p>
<p>However,  Correa  felt that the colombian agreement with the United States &#8220;affects the entire region,&#8221; and said: &#8220;I hope Colombia does not have to apologize to South America.&#8221;</p>
<p>Uribe refused to attend a summit of leaders of the Union of South American Nations (UNASUR) in Quito last Monday, and instead made a lightning tour of seven countries in the region to explain the details of the military agreement with United States.</p>
<p>President Uribe confirmed this week to attend a summit scheduled for August 28 in Bariloche (Argentina), where the presidents of UNASUR will discuss this agreement.</p>
<p>However, the colombian government was emphatic in stating that his presence at that meeting &#8220;does not imply a condition for the agreement between Colombia and the United States in order to deal more successfully with drug trafficking and terrorism.&#8221;</p>
<p>It is a fact that the colombian have been successfull in fighting the FARC. The main leaders are dead (Marulanda and Reyes) , in jail , out of the country or on the run ( Mono Jojoy).</p>
<p>The FARC have been defeated in several encounters with the colombian military, and there is a certain possibility that the remaining FARC leader still on the field , alias Mono Jojoy, will sucumb. That if he does not manage to escape through Venezuela or Ecuador.</p>
<p>What will happen with the defeat of the FARC? War, says Chavez. I do not think so.</p>
<p>There is a possibility that the remaining guerrillas will try to survive by using the borders of Venezuela and Ecuador. That will regionalize the conflict and would oblige Chavez and Correa to make a decission. They must be very clear in the definition of which side they will be. The end of Gral. Noriega should be a reminder for those statesmen playing with fire.</p>
<p>The weakening of the FARC will cause that the production of cocain in the region will be reduced -for a while- , and the structure of the production and distribution of narcotics in the region will change.</p>
<p>However, there are more players in the field. Hidden players. Very significant players. Russia and Cuba.</p>
<p>Why Cuba? Fidel Castro&#8217;s inheritance is to make sure that four or five &#8220;pro castrist&#8221; leaders in Latin America will remain in power after his death, like  Chavez, Correa, Morales, Ortega. He is giving them all his dictatorial know how, specially in the case of Chavez. The ideologist of  the &#8220;bolivarian&#8221; associaton of ALBA is not Chavez , but Fidel Castro.  The &#8220;Comandante&#8221; wants to make it very difficult for the United States in Latin America.  He wants also disciples like Chavez to carry on his message. That will be his legacy to the world. He is not longer interested in the faith of the cuban people. His brother Raul is now the administrator of  Cuba. Raul does the homework and Fidel supervise his brother. Fidel is much more interested in saving his place in history. He said once &#8220;the history will judge me&#8221;, but he wants to be sure that the history will judge him well. The defeat of the FARC will be a setback for Fidel&#8217;s ´political plans, because it will push Chavez and Correa in the corner of the political ringside in Latin America.</p>
<p>So, Fidel and Chavez will do everything to stop Colombia and USA from defeating the FARC.</p>
<p>Why Russia? Vladimir Putin and his &#8220;mob style&#8221; surrounding of oligarchs and former KGB agents wants to recover influence in former soviet republics like f.e. Georgia and Ukraine. Russia want also to stop the expansion of the US in Eastern Europe and Central Asia. One way for Russia to do so is to start playing geopolitics in the region  considered by  USA  as its own backyard: Latin America. As a consequence of that, the military presence of Russia in Venezuela is getting important and will be expanded.</p>
<p>Russia sees with good eyes the increasing economical presence of China in the region.</p>
<p>Maybe Russia wants to force USA to make a trade, similar to the agreements between Kruschev and Kennedy (no nukes in Cuba, no nukes in Turkey).. In this case could be Chavez in exchange for Mikheil Saakashvili or Viktor Yushchenko.</p>
<p>Finally, it is a fact that  the expansion of the presence of US military in Colombia is the most important geopolitical move of USA in the last years in order to recover the lost influence of the US in Latin America. Why is the US so interested in supporting Colombia and expanding its military presence in the region? Well, it is obvious to me.</p>
<p>The US objectives are: to defeat the FARC, to reduce the production and distribution of illegal narcotics to the US, to support Colombia as his first ally in South America, to weaken Chavez and his gang, to assure that the history will judge Fidel in a proper way and finally to deal with Russia and China on a more global scope.</p>
<p>Latin America is in fashion now. The big global players are there, once again.. for old times sake. Same tune, thirty years after. Play it again, Sam&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ukraine bans porn]]></title>
<link>http://skepacabra.wordpress.com/2009/07/07/ukraine-bans-porn/</link>
<pubDate>Wed, 08 Jul 2009 05:56:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>mjr256</dc:creator>
<guid>http://skepacabra.wordpress.com/2009/07/07/ukraine-bans-porn/</guid>
<description><![CDATA[Ukrainian president Viktor Yushchenko has signed a new bill into law that bans all pornography: No l]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="size-medium wp-image-3729 alignright" title="porn-censorship on youtube" src="http://skepacabra.wordpress.com/files/2009/07/porn-censorship-on-youtube.jpg?w=300" alt="porn-censorship on youtube" width="286" height="234" />Ukrainian president Viktor Yushchenko has signed a new bill into law that bans all pornography:</p>
<blockquote><p>No longer will any Ukrainian be allowed to legally possess video or photographs of naked humans sticking their body parts in each other. Truly, a victory for sense and freedom. The new law goes on to say that anyone caught with multiple copies of a pornographic image may be charged as a dealer. Also, there is an exemption for &#8220;medicinal&#8221; porn.</p></blockquote>
<p><a href="http://ecx.images-amazon.com/images/I/41NG81DNSQL._AA280_.jpg"><img class="alignleft" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/41NG81DNSQL._AA280_.jpg" alt="" width="185" height="185" /></a>I&#8217;d like to see more about this medicinal porn. Does that involve videos of sexy nurses showing up at someone&#8217;s door immediately followed by inexplicable screwing?</p>
<p>It&#8217;s funny too because I was just saying the other day that all of the Ukraine&#8217;s problems would be solved if they could just get rid of all the porn. Why didn&#8217;t we see it before. It makes perfect sense. The Soviet Union didn&#8217;t have freedom, and look at how great that turned out. Oh&#8230;right.</p>
<p>Of course this raises a lot of questions about how porn is defined:</p>
<blockquote><p>What exactly constitutes &#8220;pornography&#8221;? Two people having sex? One person having sex? Two people having sex with one person? Three monkeys, a girl, two cups, and a Klondike bar all having sex together?</p></blockquote>
<p>And to clear up the confusion, the Amateur Scientist makes a suggestion (Didn&#8217;t mean to copy so muc of AS&#8217; blog):</p>
<blockquote><p>The only way to resolve this situation is to mail Viktor Yushchenko every questionable image you can get your hands on so that he may personally tell you whether or not you&#8217;re allowed to have it in Ukraine. His address:</p>
<p>President Viktor Yushchenko<br />
12 Shovkovychna St., Kyiv<br />
Ukraine</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Parlamento ucraniano marca eleições presidenciais para Janeiro de 2010 ]]></title>
<link>http://ucranias.wordpress.com/2009/06/25/parlamento-ucraniano-marca-eleicoes-presidenciais-para-janeiro-de-2010/</link>
<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 07:49:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Joao Leitao</dc:creator>
<guid>http://ucranias.wordpress.com/2009/06/25/parlamento-ucraniano-marca-eleicoes-presidenciais-para-janeiro-de-2010/</guid>
<description><![CDATA[Mais uma notícia que vem a confirmar o que já tinha relatado pelos meus amigos e pessoas que vou con]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Mais uma notícia que vem a confirmar o que já tinha relatado pelos meus amigos e pessoas que vou con]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Yushchenko Believes the Uniates Are a Key Element amongst Those Supporting Ukrainian Statehood]]></title>
<link>http://02varvara.wordpress.com/2009/06/02/yushchenko-believes-the-uniates-are-a-key-element-amongst-those-supporting-ukrainian-statehood/</link>
<pubDate>Tue, 02 Jun 2009 18:43:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>01varvara</dc:creator>
<guid>http://02varvara.wordpress.com/2009/06/02/yushchenko-believes-the-uniates-are-a-key-element-amongst-those-supporting-ukrainian-statehood/</guid>
<description><![CDATA[A view of the centre of the old quarter of Lvov. Shall this be the last remaining portion of a rump ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><em><img class="alignnone size-full wp-image-9631" title="centre of old lvov" src="http://02varvara.wordpress.com/files/2009/06/centre-of-old-lvov.jpg" alt="centre of old lvov" width="480" height="305" /></em></p>
<p style="text-align:justify;"><em>A view of the centre of the old quarter of Lvov. Shall this be the last remaining portion of a rump &#8220;Ukraine&#8221; or shall it be Polish, yet again? The worm appears to be turning&#8230;</em></p>
<p style="text-align:justify;">Ukrainian President Viktor Yushchenko praised the role of the Uniate church in national life and in its support for the integration of the Ukraine into the EU. The Ukrainian Greek-Catholic Church “certainly plays an important role as a key supporter of our national identity and a herald of our inseparable connection with Europe”, Mr Yushchenko said on Monday at a meeting with students and seminarians of the Ukrainian Papal College of St Josaphat in Vatican City. In reference to the Ukrainian Papal College, the President noted, according to his press-service, “During many years of trial for the Ukrainian people, whilst Greek-Catholicism was banned by the Communists, it was the only here that a centre existed that nourished the Greek-Catholic faith by providing spiritual formation for Ukrainian [clergy], allowing them to serve our people by bringing them the words of faith”.</p>
<p style="text-align:justify;">The Ukrainian Papal College of St Josaphat is directly under the jurisdiction of the Vatican Congregation for the Oriental Churches. During the time of its existence, the college has produced some 400 priests, of whom 25 became bishops. At present, there are 50 students from the Ukraine and the Galician diaspora. The seminarians study at various Papal institutions in Rome, and they take courses in liturgics, church chant, and the history of the Ukrainian [Uniate] church at St Josaphat. Courses are taught in Ukrainian and Italian.</p>
<p style="text-align:justify;">At the forefront of nationalism in the early 1990s, activists of the Greek-Orthodox Church used force to seize some hundreds of Orthodox churches in the western Ukraine, [using violence against] parishioners and priests [in the process]. No criminal cases were initiated [as a result of these actions]. The Union of Brest remains one of the main problems in the dialogue between the Vatican and the Patriarchate of Moscow and all Russia.</p>
<p>2 June 2009</p>
<p><strong><em>Interfax-Religion</em></strong></p>
<p><a href="http://www.interfax-religion.ru/?act=news&#38;div=30470">http://www.interfax-religion.ru/?act=news&#38;div=30470</a> (in Russian)</p>
<p><a href="http://www.interfax-religion.com/?act=news&#38;div=6087">http://www.interfax-religion.com/?act=news&#38;div=6087</a> (in English)</p>
<p><strong><span style="text-decoration:underline;">Editor’s Note:</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;">This is interesting&#8230; Paragraph 2 does not exist in the English version, whilst paragraph 3 does not exist in the Russian version. It is why I have trackbacks to both versions.</p>
<p style="text-align:justify;">Yushchenko is circling the wagons&#8230; when one reflects that the Ukrainian economy is due to contract by 20 percent this year, one finds that not surprising. Russia is in better shape, in fact, the rouble has been steadily gaining on the dollar. It has gone from 38 to the dollar earlier in the year to 30.5 per USD today. That is, not only is the Ukraine falling apart, but, the US does not have the funds to bail it out, and the exchange rates suggest that the Russian economy is not as hard-hit as Western media outlets have reported.</p>
<p style="text-align:justify;">Therefore, Yushchenko is appealing to his most hard-core supporters, the Galician Uniates. They, and Philaret Denisenko’s schismatics, shall probably be the last ones to stand around the failed Orangies. Does this presage a “two-Ukraine” future? I am thinking that the former tsarist Russian territory could very well rejoin the RF, whilst the former Polish region of Galicia becomes either a rump “Ukrainian” entity or it shall be reabsorbed by Poland (shades of 1919!). This is not without the realm of possibility, and it seems more probable as the Ukrainian economy tanks and more Ukrainians are thrown out of work.</p>
<p style="text-align:justify;">Poor Yushchenko&#8230; he is left with nothing but a sodden cardboard box. The only question left is whether he shall reside in Edmonton or in Chicago when he flees into exile. He’ll just be another embittered émigré “politician”, with no real power or means, posturing to the end of his days. A sad end&#8230;</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GAGIK TSARUKYAN WAS AWARDED "BEST EUROPEAN OF THE YEAR"]]></title>
<link>http://bargavach.wordpress.com/2009/05/11/gagik-tsarukyan-was-awarded-best-european-of-the-year/</link>
<pubDate>Mon, 11 May 2009 05:51:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>bargavach</dc:creator>
<guid>http://bargavach.wordpress.com/2009/05/11/gagik-tsarukyan-was-awarded-best-european-of-the-year/</guid>
<description><![CDATA[On May 11 at &#8220;Armenia Mariott&#8221; hotel &#8220;Best European of the year&#8221; annual cere]]></description>
<content:encoded><![CDATA[On May 11 at &#8220;Armenia Mariott&#8221; hotel &#8220;Best European of the year&#8221; annual cere]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Decorating The Streets Of Ukraine With Nazi Posters]]></title>
<link>http://robertbonnett.com/2009/04/18/decorating-the-streets-of-ukraine-with-nazi-posters/</link>
<pubDate>Sat, 18 Apr 2009 13:09:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Robert Bonnett</dc:creator>
<guid>http://robertbonnett.com/2009/04/18/decorating-the-streets-of-ukraine-with-nazi-posters/</guid>
<description><![CDATA[Unknown advertisers in the western Ukrainian city of Lviv have decorated billboards with posters pro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-1190" title="ukrain-billboard-galicia-division" src="http://robertbonnett.wordpress.com/files/2009/04/ukrain-billboard-galicia-division.jpg" alt="ukrain-billboard-galicia-division" width="73" height="103" />Unknown advertisers in the western Ukrainian city of Lviv have decorated billboards with posters promoting what some consider to be the country’s ‘Nazi legacy’. The backlit adverts depict the emblem of the Galicia Division, a voluntary force formed under the auspices of the SS and the Waffen-SS. The slogan ‘They were defending Ukraine’ accompanies the motif.</p>
<p>No organisation has yet claimed responsibility for the signs, but close aide to Prime Minister Yulia Tymoshenko, Andrei Shkil claims the blame may rest with Gleb Pavlovsky. Shkil, who has strong nationalist views, which go as far as holding the opinion that the Galicia division was never even a part of the SS but only a subdivision of the Wehrmacht, believes it is ‘pure provocation’.</p>
<p>In other words a smear campaign by pro-Kremlin, Pavlovsky – he who is rumoured to have been linked to the poisoning of Ukranian president, Viktor Yushchenko. The intention being to further brand the president and his allies as anti-Russian extremists by implying that the adverts were somehow government-backed.</p>
<div id="attachment_1199" class="wp-caption aligncenter" style="width: 440px"><img class="size-full wp-image-1199" title="viktor-yushchenko-before-and-after" src="http://robertbonnett.wordpress.com/files/2009/04/viktor-yushchenko-before-and-after.jpg" alt="Viktor Yushchenko Before And After Dioxin Poisoning" width="430" height="289" /><p class="wp-caption-text">Viktor Yushchenko Before And After Dioxin Poisoning</p></div>
<p>Complex stuff, eh?</p>
<p>Timing of the adverts may have been more than random. The upcoming April 20th marks 120 years since Hitler’s birth, which has led to a noticeable rise in very public displays of Nazi sympathy in the region:</p>
<p><a href="//robertbonnett.wordpress.com/2009/04/08/hitler-shows-up-on-bulgarian-billboard/" target="_blank">Hitler Shows Up On Bulgarian Billboard</a></p>
<p>The Ukranian Catholic Church played a key role in setting up the 14th Grenadier Division of the Waffen SS &#8216;Galicia&#8217;, formation of which had been with reluctant support from Berlin. The Nazis had, during the early stages of the second world war, opposed the creation of a Slavic fighting force on the grounds that the Slavs were subhuman according to Third Reich ideology.</p>
<p>With losses on the increase, they changed their mind and in 1943 the 80,000 strong Galicia division was started. Concentrating on anti-guerrilla warfare, they fought alongside the Nazis against their common foe, the Bolsheviks. This latter point forms the reasoning behind Andrei Shkil’s notion that they were never a part of the SS.</p>
<div id="attachment_1193" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-1193" title="parade-for-galicia-division-recruits" src="http://robertbonnett.wordpress.com/files/2009/04/parade-for-galicia-division-recruits-july-18-1943-in-lviv-ukraine.jpg" alt="Galicia Division Recruitment Parade" width="500" height="300" /><p class="wp-caption-text">Galicia Division Recruitment Parade</p></div>
<p>Most of the soldiers in the Galicia division were opposed to all hostile elements, including the Nazi regime. They joined Hitler’s war machine only on the philosophy of ‘my enemy’s enemy is my friend’ with the Soviets taking on the role of their foremost enemy at that time.</p>
<p>The division was never indoctrinated with Nazi teachings, their uniform was only that of the regular Germany army, and they had a full chaplain service. They were, in effect, SS in name only. Despite suggestions of participation in horrors such as the suppression of the Warsaw uprisings, there’s little evidence that they were ever involved in any activities more becoming of SS thugs.</p>
<p>Why have I mentioned this? Simple. Irrespective of which organisation funded the adverts, people need to overlook the SS stigma attached to the Galicia division and pay closer attention to the slogan on the ads, because when all is said and done, ‘They were defending Ukraine’.</p>
<p>But hey-ho, we have our own problems to worry about here in the UK. . . .</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1195" title="police-state-britain1" src="http://robertbonnett.wordpress.com/files/2009/04/police-state-britain1.jpg" alt="police-state-britain1" width="300" height="409" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[War, Oil and Gas Pipelines: Turkey is Washington’s Geopolitical Pivot]]></title>
<link>http://pakalert.wordpress.com/2009/04/15/war-oil-and-gas-pipelines-turkey-is-washington%e2%80%99s-geopolitical-pivot/</link>
<pubDate>Wed, 15 Apr 2009 10:17:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>pakalert</dc:creator>
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<description><![CDATA[by F. William Engdahl Global Research The recent visit of US President Obama to Turkey was far more ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[by F. William Engdahl Global Research The recent visit of US President Obama to Turkey was far more ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Seguridad y Defensa en Polonia de cara al 2008]]></title>
<link>http://carmelomolina.wordpress.com/2008/03/26/informe-sobre-temas-de-seguridad-y-defensa-en-polonia/</link>
<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 19:30:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Carmelo Molina</dc:creator>
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<description><![CDATA[UNCLASSIFIED/SINCLAS «Litwo! Ojczyzno moja! ty jesteś jak zdrowie; Ile cię trzeba cenić, ten tylko s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><pre style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">UNCLASSIFIED/SINCLAS</span></pre>
<p style="padding-left:150px;text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">«Litwo! Ojczyzno moja! ty jesteś jak zdrowie;<br />
Ile cię trzeba cenić, ten tylko się dowie,<br />
Kto cię stracił. Dziś piękność twą w całej ozdobie<br />
Widzę i opisuję, bo tęsknię po tobie.»</span></p>
<p style="padding-left:150px;text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><em>Pan Tadeusz</em>, Adam Mickiewicz (1798-1855)<br />
</span></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><strong>ASUNTO:</strong> Informe sobre temas de Seguridad y Defensa en Polonia tras las elecciones generales de OCT 07 y de cara al 2008</p>
<p style="text-align:justify;">Cracovia (Polonia), 262030Z MAR 08</p>
<p style="text-align:justify;"><strong><span style="text-decoration:underline;">ÍNDICE</span></strong></p>
<p style="text-align:justify;">1. Introducción</p>
<p style="text-align:justify;">2. Radosław      Sikorski y el Ministerio de Asuntos Exteriores polaco</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>2.1. Problemas</em></p>
<p style="text-align:justify;">3. Cuestiones      de interés estratégico para Polonia</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>3.1. </em><em>Alemania y el Consejo de Seguridad de la ONU</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>3.2.</em><em> Ampliación de la OTAN y la UE</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>3.3.</em><em> Asia Central: Kazajstán, Turkmenistán, Uzbekistán, Kirguizistán y Tayikistán</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>3.4.</em><em> Bielorrusia</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>3.5.</em><em> El Cáucaso: Georgia, Armenia, Azerbaiyán y Chechenia</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>3.6.</em><em> Rusia</em></p>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;"><em>3.6.1. </em><em>Armamento y Material ruso</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>3.7.</em><em> Ucrania</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;">3.8. <em>Seguridad Energética</em></p>
<p style="text-align:justify;">4. Bogdan      Klich y el Ministerio de Defensa</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>4.1.</em><em> Presupuesto de Defensa 2008</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>4.2.</em><em> Número de efectivos militares 2008</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>4.3.</em><em> Problemas</em></p>
<p style="text-align:justify;">5. Polonia      y el escudo antimisiles (GMD y ABM)</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>5.1.</em><em> Foreign Military Financing (FMF)</em></p>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;"><em>5.1.1. </em><em>Baterías de Patriots 3 (PAC-3)</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>5.2.</em><em> Localización: coordenadas geodésicas y UTM</em></p>
<p style="text-align:justify;">6. Polonia      y el Sistema de Vigilancia de Tierra Aliado (AGS)</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>6.1. </em><em>Antecedentes</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;">6.2.<em> Localización: coordenadas geodésicas y UTM</em></p>
<p style="text-align:justify;">7. Polonia      y su Ejército Profesional</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>7.1.</em><em> Problemas</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>7.2.</em><em> Sueldos brutos, complementos y pagas extras 2008</em></p>
<p style="text-align:justify;">8. Armamento      y Material</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>8.1.</em><em> Tierra</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>8.2.</em><em> Armada</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>8.3.</em><em> Aire</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>8.4.</em><em> Acuerdos de compensación (offset)</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>8.5.</em><em> La India</em></p>
<p style="text-align:justify;">9. Novedades      sobre misiones en el exterior</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>9.1. </em><em>Afganistán</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>9.2. </em><em>El Chad</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>9.3.</em><em> Irak</em></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><em>9.4. </em><em>“Orlik 2”: Policía aérea de las repúblicas bálticas</em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align:justify;"><strong>1.  Introducción</strong></h4>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Las elecciones generales      del pasado 21 OCT 07 las ganó el partido <em>Platforma Obywatelska</em>,      siglas: PO (trad. lit.: ‘<em>Plataforma      Ciudadana</em>’). Se trata de un partido liberal de centro-derecha,      descendiente del sindicato “<em>Solidaridad</em>”.      Respecto a España, constituye el equivalente al <em>Partido Popular</em>.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>La PO está gobernando en coalición      con el <em>Polskie Stronnictwo Ludowe</em>,      siglas: PSL (trad. lit.: ‘<em>Agrupación      Popular Polaca’</em>), un partido campesino de centro, católico, con fuerza      sobre todo en el campo y las zonas agrarias.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>El nuevo Primer Ministro es      <strong>Donald Tusk</strong>.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>El Presidente de la      República sigue siendo <strong>Lech Kaczyński</strong>,      del partido <em>Prawo i Sprawiedliwość</em>,      siglas: PiS (trad. lit.: ‘<em>Ley y      Justicia’</em>). El PiS es un partido católico-conservador de derecha,      procedente asimismo del sindicato “<em>Solidaridad</em>”.      Su equivalente en España podría ser la <em>Alianza      Popular</em> de los comienzos de la Transición. No hay que olvidar que el      Presidente de la República en Polonia no es una mera figura representativa      y goza de amplias competencias en lo que a Defensa y representación      exterior del país ser refiere, por ejemplo: elección de Embajadores,      nominaciones de ascenso a General, etc. Además, tiene poder de veto.</li>
</ul>
<h4 style="text-align:justify;"><strong>2. Radosław Sikorski y el Ministerio de Asuntos Exteriores</strong></h4>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong>Radosław Sikorski </strong>(23 FEB 63), ex Ministro de Defensa durante la anterior      legislatura del PiS, es ahora el nuevo Ministro de Asuntos Exteriores. Ha      tenido la doble nacionalidad polaco/británica. Su esposa es norteamericana:      <strong>Anne Applebaum</strong>, premio <em>Pulitzer</em> y corresponsal del <em>Washington Post</em> para Europa Central      y del Este, área en la que es experta.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Tras finalizar la carrera      en Oxford, <strong>Sikorski</strong> trabajó      como de corresponsal de guerra para <em>The</em> <em>Spectator</em> y <em>The</em> <em>Observer</em> en      Afganistán, durante la invasión soviética, y en Angola.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>En 1992 fue Viceministro de      Defensa. Continúa colaborando muy activamente con <em>think tanks</em>, fundaciones y grupos de presión relacionados con el      partido Republicano estadounidense.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>En líneas generales,      continuará una política pro-norteamericana, pero más pragmática que      “seguidista”, máxime cuando los intereses de ambos países converjan, y      ello independientemente de que se produzca un cambio de Presidente en      EEUU.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Respecto a Rusia: “ceder      sin conceder, con ánimo de recuperar”.</li>
</ul>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">2.1. Problemas</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>El disuelto Servicio de      Inteligencia Militar polaco (WSI) le acusaba de colaborar con el Mi6      británico, pero también con la CIA. Respecto al Mi6, están documentados      sus contactos con <strong>Peter McQuibben</strong>,      oficial de enlace del Mi6 que ha estado destinado en la Embajada británica      de Varsovia.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong>Sikorski</strong> dimitió de su cargo de Ministro de Defensa con el anterior gobierno, principalmente por sus desavenencias con el entonces Jefe de la Contrainteligencia Militar (SKW), <strong>Antoni Macierewicz</strong>.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li><strong>Antoni Macierewicz</strong> le ha denunciado (proceso abierto) por revelar secretos de Estado, cuando públicamente <strong>Sikorski</strong> se refirió a la infiltración de espías ruso en Kabul y en el seno del Ejército Nacional Afgano;  y a que la Alianza Norte se encuentra bajo control del espionaje militar ruso (GRU).</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align:justify;"><strong>3. Cuestiones de interés estratégico para Polonia</strong></h4>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">3.1. Alemania y el Consejo de Seguridad de la ONU</span></h5>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Polonia está en contra de      que Alemania ocupe un puesto permanente en el Consejo de Seguridad de la      ONU y que además tenga derecho a veto.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">3.2. Ampliación de la OTAN y la UE</span></h5>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Polonia apuesta muy      decididamente por la OTAN y la UE, y aspira a tener más peso dentro de      ambos organismos, pero ahora “a cambio de”, es decir: instalaciones, apoyo      logístico, sedes de instituciones, ayuda económica o financiera, etc.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>De entrada no al proyecto      de “OTAN global” y preferiblemente que la Alianza Atlántica preserve su      carácter regional.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>A favor de la incorporación      de Albania, Croacia y la Ex República Yugoslava de Macedonia a la OTAN.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Apoyo incondicional hacia      Ucrania y Georgia para acceder al programa <em>Membership Action Plan</em> (MAP) de la OTAN (ver infra).</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>En la UE, Polonia está más      cerca de Ucrania y Moldavia que de Marruecos o Argelia, por eso se mira      con cierto escepticismo el proyecto francés de cooperación con los países      Mediterráneos.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Polonia ha reconocido oficialmente      la independencia de Kosovo. Al mismo tiempo, está a favor de la      integración de Serbia en la UE.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">3.3. Asia Central: Kazajstán, Turkmenistán, Uzbekistán, Kirguizistán y Tayikistán</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Para Polonia, los intereses      estratégicos en Asia Central hacen referencia sobre todo a cuestiones de      seguridad energética: diversificación de proveedores de gas y crudo, buscando      contrarrestar así su dependencia energética respecto a Rusia.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">3.4. Bielorrusia</span></h5>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Continúa el apoyo tanto al      movimiento opositor como a las minorías polacas existentes.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Se ha aprobado el documento      de identidad “<em>Tarjeta polaca</em>”,      que otorga privilegios administrativos y facilita cruzar la frontera a      ciudadanos procedentes de países de la ex URSS (sobre todo de Rusia,      Ucrania y Bielorrusia), con ascendencia polaca.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Ha empezado a emitirse un      canal de TV en bielorruso realizado desde Polonia.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Reforzar la red de      espionaje civil y militar (sobre todo enfocada a misiles y defensa      antiaérea) en Bielorrusia. Bielorrusia está vendiendo material militar a      Venezuela e Irán.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Potenciar las acciones de      contraespionaje contra Bielorrusia, en colaboración con Lituania.</li>
</ul>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">3.5. El Cáucaso: Georgia, Armenia, Azerbaiyán y Chechenia</span></h5>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>De nuevo, la cuestión      principal hace referencia a la seguridad energética: Azerbaiyán como      proveedor y Georgia como país de tránsito.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Continuar colaborando, en      la medida de lo posible, a la estabilidad en la zona.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Apoyo a las      reivindicaciones de Georgia sobre las zonas en disputa con Rusia: Abjasia      y Osetia del Sur. Continuar con la venta de material militar.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Respecto a Azerbayán y      Armenia: buscar una solución pacífica al conflicto de Nagorno Karabaj.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Continuar auxiliando a los      refugiados chechenos y, en términos generales, Polonia está a favor de la      independencia de Chechenia.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">3.6. Rusia</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Aparte de los conflictos      secesionistas en el Cáucaso Norte (Chechenia, Daguestán, Osetia del      Norte), la cuestión más importante desde el punto de vista militar sigue      siendo Kaliningrado y la firma del <em>Tratado      sobre Fuerzas Armadas Convencionales en Europa</em> (CFE).</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>La cuestión del escudo      antimisiles en Polonia afecta, en cambio, a la firma de un nuevo <em>Tratado sobre Reducción de Armas      Estratégicas </em>(START III),  y a      la vigencia hasta 2012 del <em>Tratado      de Reducciones Estratégicas Ofensivas</em> (SORT).</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Respecto a GAZPROM:
<ol>
<li>Continúa la oposición al       proyecto <em>Nord Stream</em>, por el       que se va a construir un gaseoducto por el Mar Báltico que una Rusia con Alemania.       Preocupan asimismo que las obras puedan ser plataforma para el espionaje       ruso, y el “ejército privado” de componente naval (PMC) que ha creado       GAZPROM.</li>
<li>Oposición también al gaseoducto       <em>South Stream </em>en el Mar Negro       (Rusia-Bulgaria), no sólo como competidor al gaseoducto <em>Nabucco</em> (Turquía-UE), sino al       proyecto <em>White Stream</em> que       podría unir Georgia con Ucrania.</li>
</ol>
</li>
</ul>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><strong>3.6.1. Armamento y material ruso</strong></span></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>El Servicio de Espionaje      Militar polaco (SWW) continúa muy pendiente de todo lo relacionado con los      cazas Su-35 y Mi-35; el helicóptero Mi28-N; el nuevo submarino nuclear “<em>Yuri Dolgoruki</em>”; los misiles      balísticos “<em>Bulava</em>” y “<em>Topol</em> M”; las bombas de vacío; y      los misiles S-400.</li>
</ul>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">3.7. Ucrania</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>La incorporación de Ucrania      a la UE y a la OTAN constituye una cuestión de seguridad estratégica para      Polonia.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Durante la próxima cumbre      de la OTAN en Rumanía (Bucarest, 02-04 ABR 08), Polonia va a presionar todo      lo posible por  la incorporación de      Ucrania al programa MAP, con el apoyo de Lituania, Letonia, Estonia,      Rumanía y la República Checa. A favor también están el Reino Unido y      Estados Unidos [31 MAR 08 George Bush visitará Kiev (Ucrania)].</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>13 MAR 08 Han coincido en      Varsovia el Secretario General de la OTAN, <strong>Jaap de Hoop Scheffer</strong>; el Presidente de Ucrania, <strong>Viktor Yushchenko</strong>; y su Ministro de      Asuntos Exteriores, <strong>Volodymir      Ohryzko</strong>.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Para los analistas polacos,      en contra de la incorporación de Ucrania y Georgia al programa MAP se      encuentran, sobre todo: Alemania, Francia, Italia y España.</li>
</ul>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">3.8. Seguridad Energética</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Continuar cofinanciando la      construcción de la central nuclear de <em>Ignalina      II</em> (Lituania).</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Tender dos nuevos puentes      energéticos: uno con Lituania (por Ełk), y el otro con Alemania (por      Plewiska). Los existentes en la actualidad son con:
<ul>
<li>Alemania (por Krajnik: 220       Kv; y por Mikulowa: 400 Kv).</li>
<li>Bielorusia (por Białystok:       220 Kv).</li>
<li>Eslovaquia (por Krośno:       400 Kv).</li>
<li>República Checa (por       Wielopole: 400 Kv);</li>
<li>Suecia (por Słupsk: 450       Kv).</li>
<li>Ucrania (por Zamość: 220       Kv)</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li><em>Sarmatia</em>: seguir adelante con este proyecto internacional de financiación      de un gaseoducto que una el Mar Caspio con el Mar Báltico. La lista de países/compañías      implicados es la siguientes:</li>
</ul>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-919" title="Dibujo" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo.jpg" alt="Sarmatia" width="164" height="76" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Sarmatia</dd>
</dl>
</div>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Respecto al gaseoducto, sólo      habría que construir el tramo Brodów (Ucrania) hasta Adamów (Polonia,      cerca de la frontera con Bielorrusia). Fechas previstas de ejecución: 2010-2011.      Los tramos Odessa&#62;Brody y Adamowo&#62;Płock&#62;Gdańsk ya están      construidos. De Georgia a Ucrania el transporte se realizaría mediante      buques cisterna, pero no se descarta construir el gaseoducto marino <em>White Stream</em> (Georgia-Ucrania).</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Gaseoducto <em>Nord Stream</em>: como se ha señalado      antes, continúa la oposición a esta inversión germano-rusa y se sigue      ofreciendo en cambio la opción del tránsito terrestre. El boicot está coordinado      con las tres repúblicas bálticas (Estonia, Letonia y Lituania),  Finlandia y Suecia, e incluye todo tipo      de argumentos: ecológicos, aguas territoriales, etc</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Continuar con el proyecto      de construcción de un puerto de gas natural líquido (LNG) en Swinoujście. Países      de suministro: Qatar y Argelia. Compañías interesadas: <em>Gaz de France</em> y <em>Sonatrach</em> (Argelia).</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>En lo referente a las centrales      eléctricas de carbón y a las minas estatales, la decisión ha sido  no privatizarlas y, a ser posible,      construir nuevas centrales eléctricas de carbón, pero que cumplan la normativa      europea de emisión de gases tóxicos.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Datos sobre abastecimiento      de gas durante 2007 en miles de millones de m<sup>3</sup>:</li>
</ul>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;">Extracción nacional</span>: 4.318 mil millones de m<sup>3</sup> (se quieren alcanzar los 5,5 mil millones de m<sup>3</sup> en 2008).</p>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;">Importación total</span>: 10 mil millones de m<sup>3</sup> [ver Ilustración 1]</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Rusia: 68,2 %</li>
<li>Asia Central (Kazajstán, Uzbekistán, Turkmenistán): 23,4%</li>
<li>Alemania: 4,8 %</li>
<li>Noruega: 3,6%</li>
<li>Se importa un porcentaje mínimo también de Ucrania y Chequia.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:center;">Ilustración 1</p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><em><em><img class="size-full wp-image-917" title="Dibujo 1" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo-1.jpg" alt="Importación de gas a Polonia por países" width="380" height="254" /></em></em></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Importación de gas a Polonia por países</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align:justify;"><strong>4. Bogdan Klich y el Ministerio de Defensa</strong></h4>
<ul style="text-align:justify;">
<li>El nuevo Ministro de      Defensa de Polonia es <strong>Bogdan Klich </strong>(08      MAY 60). Hasta ahora había sido europarlamentario del <em>Partido Popular Europeo (Demócrata-cristianos)</em>, PPE-DE<em>.</em></li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Estuvo arrestado durante el      estado de excepción decretado por el Gen. Jaruzelski.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Es experto en relaciones      internacionales y temas de Seguridad y Defensa; sobre todo en lo referente      a las repúblicas bálticas, Ucrania y Bielorrusia.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Ya había sido Viceministro      de Defensa, participando en la incorporación de Polonia a la OTAN.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Como parlamentario siempre      ha formado parte de las comisiones de Defensa y Asuntos Exteriores.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">4.1. Presupuesto de Defensa 2008</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>El presupuesto total de      Defensa para 2008 son <strong>6.457.142.857      EU</strong> (22.559.500.000 PLN). Casi el 2% del PIB, a los que hay que sumar      aparte <strong>333.600.000 EU</strong> (1.167.600.000      PLN), del programa de adquisición de los F-16.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Otros ingresos extras del      Ministerio de Defensa polaco proceden de las siguientes fuentes:</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-937" title="Tabla" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/tabla.jpg" alt="Tabla" width="476" height="132" /></p>
<li>En relación a 2007, se ha      producido un incremento real del presupuesto de Defensa del 9,1%.</li>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Del presupuesto total del Ministerio,      a la Defensa propiamente dicha se destina el 72,76%, unos <strong>4.667.012.280</strong> <strong>EU </strong>(16.344.543.000 PLN).</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>El 27,24% restante se lo      reparten aquellos organismos ministeriales equivalentes en España al      ISFAS, INVIFAS, funcionarios civiles del MINISDEF, las academias generales      militares, juzgados togados militares y museos militares.</li>
</ul>
<p style="text-align:center;">Tabla 1</p>
<p style="text-align:center;"><em>Previsión de gastos de Defensa 2008</em></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-951" title="Tabla5" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/tabla5.jpg" alt="Tabla5" width="398" height="269" /></p>
<p style="text-align:center;">Ilustración 2</p>
<p style="text-align:justify;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-921" title="Dibujo 2" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo-2.jpg" alt="Porcentajes de repartición del presupuesto de Defensa" width="447" height="298" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Porcentajes de repartición del presupuesto de Defensa</dd>
</dl>
</div>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">4.2. Número de efectivos militares 2008</span></h5>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-941" title="Tabla 1" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/tabla-1.jpg" alt="Tabla 1" width="186" height="161" /></p>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align:center;">Ilustración 3</p>
<p style="text-align:justify;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-922" title="Dibujo 3" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo-3.jpg" alt="Porcentaje de efectivos por ejércitos" width="424" height="193" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Porcentaje de efectivos por ejércitos</dd>
</dl>
</div>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">4.3. Problemas</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>16 SEP 07 Soldados polacos      atacan con morteros la aldea de Nangar Khel (Afganistán), matando a 8      civiles. Están acusados de crímenes de guerra. Proceso abierto.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>23 ENE 08 Accidente aéreo      de un C-295M en Mirosławiec. Mueren 20 militares del EA, la mayoría      mandos, pilotos e instructores de vuelo.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Nombramiento del <strong>GB Janusz Bojarski</strong> como DIGENPER.      Estuvo destinado muchos años en el WSI (“ex CIFAS” polaco), donde desde      1997 fue Jefe de la Sección de Relaciones Internacionales y luego Director      de la Oficina de Agregados Militares. Sus últimos destinos han sido:
<ul>
<li>2000-04: Agregado Militar       en Washington.</li>
<li>2004-05: Vicedirector de       la Sección de Información y Relaciones Internacionales del WSI.</li>
<li>14 DIC 05 &#8211; 12 MAY 06: Jefe del WSI.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>El Ministerio de Defensa      está perdiendo los juicios iniciados por personas citadas en el <em>Informe sobre la disolución del WSI</em> que redactó <strong>Antoni Macierewicz</strong> en FEB 07.</li>
</ul>
<h4 style="text-align:justify;"><strong>5. Polonia y el escudo antimisiles (GMD y ABM)</strong></h4>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Siguen adelante las negociaciones con      EEUU, con la salvedad de que Polonia ha ampliado su lista de compensaciones.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>La República Checa ya ha aceptado      oficialmente instalar en su territorio la base de radares que complementa      todo el sistema <em>Anti-Ballistic Missile</em> (ABM). Estará localizada en el polígono militar de los montes <strong>Brdy, </strong>cerca de <strong>Borovno</strong>, a unos 75 Km al SO de      Praga (<a title="Escudo antimisiles checo" href="http://www.protiraketovaobrana.cz/obrana.asp?" target="_blank">http://www.protiraketovaobrana.cz/obrana.asp?</a>)</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>En Polonia se quieren construir 10 silos      como los de <em>Fort Greely</em> (Alaska), o los de <em>Vandenberg</em> (California).      [Cfr. ANEXOS: <em>Proposed U.S. Missile      Defense Assets in Europe</em> y <em>Ground-Based      Midcourse Defensa (GMD)</em>]</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>La empresa que fabricará los misiles en <em>Vanderberg</em> (California) es <em>Orbital</em>, del grupo <em>Boeing</em>. El presupuesto inicial      ascendía a 2 mil mill. de $, pero para 2008 sólo se ha contemplado una      partida presupuestaria de 500 mill. de $. El coste máximo presupuestado      serían aproximadamente entre 1-1,5 mil mill. $, a invertir en 10 años</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Se tardan 2 días, 3 como máximo, en introducir      un ABM (15 m. de longitud) en su silo. Para la activación del resto del      sistema hace falta 1 hora aproximadamente.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>De negociar con Rusia se encarga EEUU Se      han ofrecido varias ofertas durante las conversaciones con Moscú:</li>
</ul>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">a) Mantener el sistema ABM “dormido”, es decir: con los misiles fuera de sus silos. Probable.</p>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">b) Avisar con la suficiente antelación a Rusia en caso de “activación”. Posible.</p>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">c) Permitir el acceso a las bases (tanto de misiles en Polonia, como de radares en la República Checa) a unidades de verificación rusas: bien observadores militares, ya sea personal civil diplomático, acreditado en cada uno de ambos países. Pero Polonia exigiría a cambio reciprocidad en las unidades de verificación y visitar instalaciones de misiles rusas. Probable.</p>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">d) Compartir los datos del radar checo con Rusia. Improbable.</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>13-14 MAR 08: Visita de un grupo de      expertos americanos a Redzikowo.</li>
</ul>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">5.1. Foreign Military Financing (FMF)</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>A cambio de la instalación del escudo      antimisiles, Polonia ha solicitado que se incremente la ayuda económica      militar estadounidense en el marco del <em>Foreign      Military Financing</em> (FMF). En 2007 Polonia recibió unos 30 millones de      dólares para adquirir material bélico norteamericano y para este año están      previstos <strong>21,5 millones de EU</strong>.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>En su lista de peticiones se incluyen sistemas      de comunicaciones y enlace militar que les permitan integrarse en la      arquitectura <em>Command, Control, Communications, Computer,      Intelligence, Surveillance and Reconnaissance</em> (C4ISR) norteamericana.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Durante los próximos 3-4 meses, el      Departamento de Defensa de EEUU va a revisar el estado de las FFAA polacas,      para estudiar cuáles son sus carencias y cómo concretar las nuevas ayudas      del FMF.</li>
</ul>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;"><strong>5.1.1. Baterías de Patriots 3 (PAC-3)</strong></span></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Reforzar y modernizar los sistemas de      defensa antiaérea y antimisil constituye una prioridad armamentística para      Polonia.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>La lista polaca de peticiones incluye 5      ó 6 baterías de <em>Patriots 3</em> (PAC-3), con más de un centenar de misiles y formación gratis incluida.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">5.2. Localización: coordenadas geodésicas y UTM</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>La localización más probable [ver Ilustración      4: rectángulo rojo] sigue siendo el antiguo aeropuerto militar de <strong>Redzikowo</strong> (una población cercana a Słupsk), al Norte de Polonia (a unos 20 Km de la      costa báltica). Relativamente cerca se encuentran también el puerto y el      campo de maniobras aeronavales de Ustka.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li><span style="text-decoration:underline;">Coordenadas geodésicas</span></li>
</ul>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">Longitud: 17º 06&#8242; 00&#8221; E</p>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">Latitud: 54º 28&#8242; 42&#8221; N</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li><span style="text-decoration:underline;">Coordenadas UTM </span>[No incluir coordenadas militares. CLASIFICADO]<span style="text-decoration:underline;"><br />
</span></li>
</ul>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">Zona: 33U</p>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">X 636067.8972 m</p>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">Y 6038903.5843 m</p>
<h4 style="text-align:justify;"><strong>6. Polonia y el Sistema de Vigilancia de Tierra Aliado (AGS)</strong></h4>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">6.1. Antecedentes </span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Hasta      2013, la OTAN pretende cubrir una importante carencia de capacidad creando      sus propios recursos autónomos para la vigilancia terrestre      aerotransportada.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>En      2004, el anterior consorcio TIPS (<em>Transatlantic      Industrial Proposed Solution</em>), integrado por EADS, Galileo Avionica,      General Dynamics of Canada, Indra Sistemas, Northrop Grumman y Thales; fue      seleccionado para crear una flota “mixta”. Consiste en un “sistema de      sistemas individuales”, y se compone de aviones de misión tripulados (Airbus      A321) y aviones no tripulados (<em>Global      Hawk</em>); junto con estaciones de tierra móviles y fijas, para la evaluación      y la distribución de la información.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>En el      año 2006, TIPS se transformó en AGS<em> Industries GmbH</em>. En octubre de ese mismo año, AGS <em>Industries</em> presentó a la OTAN su propuesta para la fase de      Diseño y Desarrollo del programa. Fecha prevista de ejecución: 2013.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Polonia es uno de los países      candidatos, además de Alemania, España e Italia.</li>
</ul>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">6.2. Localización: coordenadas geodésicas y UTM</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>El lugar propuesto [ver Ilustración      4: rectángulo amarillo] es un antiguo aeropuerto militar situado en <strong>Łask</strong> (a unos 30 Km al SE de la      ciudad de Łódź)</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li><span style="text-decoration:underline;">Coordenadas geodésicas </span></li>
</ul>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">Longitud: 19º 10’ 40’’ E</p>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">Latitud: 51º 33’ 06’’ N</p>
<ul style="text-align:justify;">
<li><span style="text-decoration:underline;">Coordenadas UTM </span>[No incluir coordenadas militares. CLASIFICADO]<span style="text-decoration:underline;"><br />
</span></li>
</ul>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">Zona: 33U</p>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">X 373656.3696 m</p>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;">Y 5712866.8321 m</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:center;">Ilustración 4</p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-924" title="Dibujo 4" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo-4.jpg" alt="Sistemas ABM y AGS en Polonia" width="510" height="361" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Sistemas ABM y AGS en Polonia</dd>
</dl>
</div>
<h4 style="text-align:justify;"><strong>7. Polonia y su Ejército Profesional</strong></h4>
<ul style="text-align:justify;">
<li>La plena profesionalización      se ha iniciado sólo con algunas unidades específicas, mientras que el      resto siguen siendo todavía mixtas, es decir: soldados profesionales y de      reemplazo.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>El objetivo es que el último      llamamiento a filas se produzca en 2009, de manera que en 2010 las FFAA sean      100% profesionales, en vez del año 2012 marcado con anterioridad.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Ese Ejército Profesional [ver      Ilustración 5] estaría compuesto por: 27 mil oficiales; 49 mil      suboficiales, 17 mil MPTM de carácter permanente, y 57 mil MPTM de      carácter temporal. En total: 150 mil efectivos.</li>
</ul>
<p style="text-align:center;">Ilustración 5</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-925" title="Dibujo 5" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo-5.jpg" alt="Cifras previstas para el Ejército Profesional" width="496" height="227" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Cifras previstas para el Ejército Profesional</dd>
</dl>
</div>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">7.1. Problemas</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Polonia es uno de los pocos      países de la OTAN que destina casi el 2% de su PIB a gastos de Defensa. No      obstante, el presupuesto para la modernización se ha reducido en 2008,      para poder aumentar así los sueldos a los militares.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Este año pueden faltar ya      1.000 oficiales procedentes de licenciaturas civiles, que ingresan tras      terminar la carrera y superar un año de formación militar. Como posible      solución, se pretende reformar el sistema de acceso desde la Universidad,      de manera que un diplomado pueda adquirir ya al empleo de Alférez.</li>
</ul>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">7.2. Sueldos brutos, complementos y pagas extras 2008 </span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Tras el incremento salarial      de principios de año, el sueldo base bruto de un MPTM son unos <strong>400 EU mensuales</strong> (1.400 PLN).</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Los complementos extras      dependen del empleo y el nivel del cargo que se desempeña (en total existen      38 grupos de clasificación).</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Para hacerse una idea,      estos son actualmente algunos sueldos brutos/mes en función del empleo/grupo:</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-943" title="Tabla2" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/tabla2.jpg" alt="Tabla2" width="205" height="168" /></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>A modo ejemplo, algunos complementos      de destino/mes acumulables son los siguientes:</li>
</ul>
<p style="padding-left:30px;"><span style="text-decoration:underline;">Por número de horas de       vuelo de pilotos</span>.-</p>
<p style="padding-left:60px;text-align:justify;"><img class="size-full wp-image-956 alignnone" title="Dibujo 1" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo-11.jpg" alt="Dibujo 1" width="138" height="77" /></p>
<p style="text-align:justify;padding-left:30px;"><span style="text-decoration:underline;">Por años de servicio de pilotos       de F-16</span>.-</p>
<blockquote><p><img class="aligncenter size-full wp-image-957" title="Dibujo2" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo2.jpg" alt="Dibujo2" width="125" height="48" /><span style="text-decoration:underline;">Por años de servicio en submarinos</span>.-</p></blockquote>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-958" title="Dibujo3" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo3.jpg" alt="Dibujo3" width="127" height="63" /></p>
<blockquote><p><span style="text-decoration:underline;">Por número de saltos en paracaídas</span>.-</p></blockquote>
<blockquote><p><img class="aligncenter size-full wp-image-959" title="Dibujo4" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo4.jpg" alt="Dibujo4" width="139" height="77" /><span style="text-decoration:underline;">Por haber participado en la       lucha contra el terrorismo</span>.-</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-960" title="Dibujo5" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo5.jpg" alt="Dibujo5" width="147" height="48" /><span style="text-decoration:underline;">Complemento porcentual por       años de servicio</span>.-</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-961" title="Dibujo6" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo6.jpg" alt="Dibujo6" width="137" height="34" /><span style="text-decoration:underline;">Paga extra anual</span>.-</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-962" title="Dibujo7" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo7.jpg" alt="Dibujo7" width="179" height="48" /></p></blockquote>
<blockquote><p><span style="text-decoration:underline;">Sueldo extra mensual durante las misiones en el extranjero</span>.-</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-964" title="Dibujo8" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/dibujo8.jpg" alt="Dibujo8" width="142" height="63" /> <span style="text-decoration:underline;">Dieta diaria por misiones en el extranjero</span>.-</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;"><strong>15,6 EU</strong> (54,6 PLN)</p>
<p><span style="text-decoration:underline;">Paga extra por haber participado en acciones de combate</span>.-</p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;">Desde <strong>52 EU</strong> (182 PLN) hasta <strong>156 EU</strong> (546 PLN).</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;">Paga extra por haber puesto en peligro la propia vida o la integridad física</span>.-</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="text-decoration:underline;"> </span></p>
<p style="padding-left:30px;text-align:justify;">Desde <strong>104 EU</strong> (364 PLN) hasta <strong>364 EU</strong> (1.274 PLN).</p>
<h4 style="text-align:justify;"><strong>8. Armamento y Material</strong></h4>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">8.1. Tierra</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Se ha parado la adquisición de 116 “<em>Leopardos</em>” 2A4 y de carros de combate polacos PT-91M (versión “<em>Malasia</em>”).</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Hasta 2013 continúa la adquisición de 690 unidades del BMR Patria “<em>Rosomak</em>”.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Comprar nuevos helicópteros de ataque. Candidato más probable: “<em>Tigre</em>”.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Comprar nuevos helicópteros multipropósito. En este caso, la competencia al <em>Eurocopter</em> NH90 de EADS reside en que la norteamericana <em>Sikorsky</em> fabrica ya el fuselaje de los <em>Black Hawks</em> en Mielec (empresa PZL), y el objetivo además es llegar a montar <em>Black Hawks</em> enteros en Polonia.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Dotarse de UAV “<em>Shadow</em>” 200 de <em>AAI Corporation</em> (Maryland).<strong> </strong></li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>En Afganistán, el contingente polaco ha recibido 60 <em>Hummers </em>con blindaje reforzado (versiones <em>kit-4</em> y <em>kit-5</em>).</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">8.2. Armada</span></h5>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>8 misiles Mk2 y 35 Mk3 para las fragatas.</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><em> </em></p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">8.3. Aire</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Misiles aire-aire (AMRAAM AIM 120 C-5)      para los F-16.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Comprar 18 cazas de      instrucción para la Base Aérea de Dęblin, en la que también podrían      instruirse pilotos de caza de Lituania y la República Checa.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Hasta finales 08 está      firmada la instrucción de pilotos de F-16 en EEUU, pero habrá que      ampliarla otros dos años.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>En el marco del FMF,      adquirir 5 <em>Hercules</em> C130E usados      y estacionarlos posiblemente en la Base Aérea de Cracovia.</li>
</ul>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">8.4. Acuerdos de compensación (offset)</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Los acuerdos de      compensación (<em>offset</em>) vigentes y      más importantes de la Industria Nacional de Defensa polaca son los      siguientes:</li>
</ul>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-945" title="Tabla3" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/tabla3.jpg" alt="Tabla3" width="440" height="181" /></p>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">8.5. La India</span></h5>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<ul style="text-align:justify;">
<li>11 MAR 08. El JEME indio, <strong>Gen. Deepak Kapoor</strong>, visita Polonia.      Firmada la compra de armamento y material polaco por un valor que ronda      los 1.200 millones de $. Los contratos están firmados entre la polaca      BUMAR y la india BEML.</li>
</ul>
<p style="text-align:center;">Tabla 2</p>
<p style="text-align:center;"><em>Armamento y Material polaco para La India</em></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-948" title="Tabla4" src="http://carmelomolina.wordpress.com/files/2009/05/tabla4.jpg" alt="Tabla4" width="476" height="200" /></p>
<p style="text-align:justify;"><strong> </strong></p>
<h4 style="text-align:justify;"><strong>9. Novedades sobre misiones en el exterior</strong></h4>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">9.1. Afganistán</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Aumentar el número de      efectivos con el III reemplazo (unos 300-350 soldados más), hasta sumar      los 1.600 soldados.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Enviar 8 helicópteros (4      Mi-18 de transporte y 4 Mi-124 de combate); dos de los cuales estarán a      disposición de Canadá. (Los polacos ya no necesitan visado para entrar en Canadá).</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>El objetivo es reunificar      en SEP al contingente polaco en la base de Sharana hacerse cargo de la      provincia de Paktika (región Este); o bien de la provincia de Ghazni,      responsabilizándose de las acciones militares contra los talibanes en esa      zona. Actualmente, los soldados polacos están repartidos por cinco      provincias (Bagram, Kabul, Ghazni, Kandahar y Gardez), y están integrados dentro      de unidades americanas y bajo su mando.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>No obstante, se pretende la      misión tenga menos carácter militar y más CIMIC. Polonia no tiene      suficientes recursos para hacerse cargo de un PRT, pero no se descarta esta      opción.</li>
</ul>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">9.2. El Chad </span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Participan 11 estados      europeos en esta operación de EUFOR.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Polonia lo hará con unos      400 efectivos (350 militares + 50 personal civil), en cooperación y      coordinación con Francia (del transporte logístico, canalización, pozos y      las redes de de suministro de agua se encargan los franceses).</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Carácter de la misión:      escolta de convoyes con ayuda humanitaria, garantizar la seguridad y      protección de las tareas humanitarias de la ONU y las ONG, y vigilancia de      puntos estratégicos para el país.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>El contingente militar      polaco estará compuesto por:</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>
<ul>
<li><span style="text-decoration:underline;">División Mecanizada nº 11</span>: integrada por la BRIAC X       de Świętoszów (Baja Silesia), y la BRIMZ “<em>Wielkopolska</em>”       XVII de Międzyrzecz.</li>
<li><span style="text-decoration:underline;">Policía       Militar</span>: el GOE de la PM en Gliwice.</li>
<li><span style="text-decoration:underline;">Grupo       aéreo</span>: procedente de la BRILAT XXV de Tomaszów Mazowieckie.</li>
<li><span style="text-decoration:underline;">Cía.       de Apoyo Logístico</span>: procedente de la AALOG nº 1 de Bydgoszcz.</li>
<li><span style="text-decoration:underline;">Cía.       de Ingenieros</span>: procedente de la Brigada de Zapadores “<em>Brzeg</em>” I de Brzeg.</li>
<li><span style="text-decoration:underline;">Elemento       de apoyo nacional</span>: procedente de la AALOG nº 10 de Opole.</li>
</ul>
</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Al      mando del contingente polaco estará el <strong>TCOL Tomasz Domański</strong>. Segundo: <strong>TCOL Marek Gryga</strong>. Jefe de la PLM: <strong>CAP Krzysztof Leszczyński</strong>.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Las misiones de carácter      operativo se llevarán a cabo sobre la base de dos compañías de maniobra,      integradas por el GOE de la PM de Gliwice, la BRIAC X de Świętoszów      y la BRIMZ “<em>Wielkopolska</em>” XVII      de Międzyrzecz.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Los      soldados polacos estarán estacionados al NE del país, cerca de Iriba.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>La      preparación del campamento base se iniciará a finales de ABR 08/principios de      MAY 08. El grueso del contingente llegará a finales de AGO 08/principios de SEP 08.</li>
</ul>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">9.3. Irak</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>30 OCT 08. Prevista la retirada      definitiva de las tropas polacas (900 soldados) con “orden y concierto”,      es decir: negociando los plazos y fases de la retirada con EEUU y el      gobierno iraquí.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Si el gobierno iraquí lo      solicitara, continuar con las misiones de carácter policial y apoyo a la      formación e instrucción del Ejército iraquí.</li>
</ul>
<h5 style="text-align:justify;"><span style="color:#ff6600;">9.4. “Orlik 2”: Policía aérea de las Repúblicas Bálticas</span></h5>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Hasta el 30 JUN 08, Polonia      se hará cargo desde la Base Aérea de Siauliai (Lituania) de la misión de      la OTAN de protección del espacio aéreo de las tres repúblicas bálticas.</li>
</ul>
<ul style="text-align:justify;">
<li>Composición: 4 Mig-29 y      unos 100 militares, procedentes del 41 Escuadrón Aerotáctico y la 22 Base      Aérea de Malbork.</li>
</ul>
</blockquote>
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