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	<title>violenze &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/violenze/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "violenze"</description>
	<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 05:37:44 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Gesù Cristo, croci, bambini e atti ignominiosi della Chiesa cattolica]]></title>
<link>http://paolamattiazzo.wordpress.com/2009/11/30/gesu-cristo-croci-bambini-e-atti-ignominiosi-della-chiesa-cattolica/</link>
<pubDate>Sun, 29 Nov 2009 23:03:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>PaolaM</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da quello che ci raccontano i Vangeli, Gesù Cristo ha sempre avuto un’attenzione particolare per i b]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Da quello che ci raccontano i Vangeli, Gesù Cristo ha sempre avuto un’attenzione particolare per i bambini. Adorava circondarsi di essi e ammoniva i propri discepoli di “lasciarli venire a Lui” e di essere “piccoli” come loro, per poter accogliere Dio ed entrare nel Regno dei Cieli. Per Gesù Cristo, i bambini erano i suoi “rappresentanti” sulla terra, al punto che “chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me”. E così pure “Quel che si farà a loro, è a lui, il Cristo, che lo si farà” (Matteo 25,40)”. I «più piccoli dei suoi fratelli», quelli che contano poco e che si trattano come si vuole perché non hanno potere né prestigio, sono la via, il passaggio obbligato, per vivere in comunione con Lui.</p>
<p style="text-align:justify;">Questi sono i valori della cristianità, quelli che Gesù Cristo vorrebbe che noi &#8211; che ci professiamo cristiani – mettessimo in pratica. Rispettare e difendere tutti i nostri fratelli, specialmente i più piccoli, i più fragili e i più indifesi. Il vero valore della cristianità, l’essere “seguaci” di Cristo e dei suoi insegnamenti, non si rispecchia nel fragore e nell’indignazione di fronte a una “sentenza” che nulla vieta, almeno per ora. Non è appendendo un crocefisso al muro che si dimostra di essere veramente cristiani, ma mettendo in atto ogni azione possibile per seguire gli insegnamenti di Gesù, portando la croce nel proprio cuore. Gesù non avrà sacrificato invano la propria vita se noi, compiendo tutte quelle piccole o grandi azioni di uomini e donne di buona volontà, seguiremo la Sua Parola e dimostreremo di amare i nostri fratelli, soprattutto i più piccoli.</p>
<p style="text-align:justify;">Ebbene, mi domando quale alibi possa avere la Chiesa cattolica, di fronte agli abusi e alle violenze compiute in ogni luogo e in ogni tempo, proprio a danno di bambini indifesi, affidati alle cure di preti e istituzioni religiose il cui compito principale era quello di proteggerli ed educarli. Quale cristianità può dimostrare e possedere un prete che violenti cento bambini? Quale seguace di Cristo e dei Suoi insegnamenti può essere un prete che sottoponga ad abusi sessuali – una settimana sì e una no – i bambini che gli sono stati affidati? Quale croce può essere assunta a simbolo di una Chiesa cattolica che ha agito per proteggere se stessa, invece di difendere centinaia di poveri bambini indifesi? Come possiamo considerare “rappresentanti di Gesù Cristo” quei quattro arcivescovi che, anziché denunciare i preti macchiatisi di un simile peccato, hanno cercato di insabbiare le denunce per proteggere la Chiesa a discapito delle povere creature oggetto delle odiose attenzioni di 46 preti cattolici?</p>
<p style="text-align:justify;">E perché in Italia queste notizie vengono sussurrate sottovoce, mentre nel resto del mondo vengono gridate a squarciagola? Perché i giornali italiani relegano questa notizia a un misero trafiletto nelle “notizie dal mondo”, quando i vertici della Chiesa cattolica si trovano a Roma? Ebbene, vorrei proprio conoscere le risposte alle mie domande. E capire se sia una croce appesa a una parete a stabilire la cristianità delle persone che vivono nell’ambiente in cui la croce sia esposta.</p>
<p style="text-align:justify;">Perché allora, nelle scuole gestite dagli ordini religiosi in cui si sono verificati abusi e violenze, sicuramente in ogni stanza era appesa una croce. Ma né la croce, né Gesù Cristo, abitavano il cuore di quei “ministri di Dio”. Per loro, sicuramente, Gesù è morto invano.</p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:left;" class="getsocial"><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://getsocialserver.wordpress.com/files/2009/08/gs1001.png" /><a title="Add to Facebook" href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http://paolamattiazzo.wordpress.com/2009/11/29/" rel="nofollow" target="_blank"><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://getsocialserver.wordpress.com/files/2009/08/gs1011.png" alt="Add to Facebook" /></a><a title="Add to Digg" href="http://digg.com/submit?phase=2&#38;url=http%3A%2F%2Fpaolamattiazzo.wordpress.com%2F2009%2F11%2F29%2F&#38;title=Gesù%20Crsito%2C%20croci%2C%20bambini%20e%20atti%20ignominiosi%20della%20Chie..." rel="nofollow" target="_blank"><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://getsocialserver.wordpress.com/files/2009/08/gs1021.png" alt="Add to Digg" /></a><a title="Add to Del.icio.us" href="http://del.icio.us/post?url=http%3A%2F%2Fpaolamattiazzo.wordpress.com%2F2009%2F11%2F29%2F&#38;title=Gesù%20Crsito%2C%20croci%2C%20bambini%20e%20atti%20ignominiosi%20della%20Chiesa%20cattolica" rel="nofollow" target="_blank"><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://getsocialserver.wordpress.com/files/2009/08/gs1031.png" alt="Add to Del.icio.us" /></a><a title="Add to Stumbleupon" href="http://www.stumbleupon.com/submit?url=http%3A%2F%2Fpaolamattiazzo.wordpress.com%2F2009%2F11%2F29%2F&#38;title=Gesù%20Crsito%2C%20croci%2C%20bambini%20e%20atti%20ignominiosi%20della%20Chiesa%20cattolica" rel="nofollow" target="_blank"><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://getsocialserver.wordpress.com/files/2009/08/gs1041.png" alt="Add to Stumbleupon" /></a><a title="Add to Reddit" href="http://reddit.com/submit?url=http%3A%2F%2Fpaolamattiazzo.wordpress.com%2F2009%2F11%2F29%2F&#38;title=Gesù%20Crsito%2C%20croci%2C%20bambini%20e%20atti%20ignominiosi%20della%20Chiesa%20cattolica" rel="nofollow" target="_blank"><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://getsocialserver.wordpress.com/files/2009/08/gs1051.png" alt="Add to Reddit" /></a><a title="Add to Blinklist" href="http://www.blinklist.com/index.php?Action=Blink/addblink.php&#38;Description=&#38;Url=http%3A%2F%2Fpaolamattiazzo.wordpress.com%2F2009%2F11%2F29%2F&#38;Title=Gesù%20Crsito%2C%20croci%2C%20bambini%20e%20atti%20ignominiosi%20della%20Chiesa%20cattolica" rel="nofollow" target="_blank"><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://getsocialserver.wordpress.com/files/2009/08/gs1061.png" alt="Add to Blinklist" /></a><a title="Add to Twitter" href="http://twitter.com/home/?status=Gesù%20Crsito%2C%20croci%2C%20bambini%20e%20atti%20ignominiosi%20della%20Chiesa%20cattolica+%40+http%3A%2F%2Fpaolamattiazzo.wordpress.com%2F2009%2F11%2F29%2F" rel="nofollow" target="_blank"><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://getsocialserver.wordpress.com/files/2009/08/gs1071.png" alt="Add to Twitter" /></a><a title="Add to Technorati" href="http://www.technorati.com/faves?add=http://paolamattiazzo.wordpress.com/2009/11/29/" rel="nofollow" target="_blank"><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://getsocialserver.wordpress.com/files/2009/08/gs1081.png" alt="Add to Technorati" /></a><a title="Add to Yahoo Buzz" href="http://www.addtoany.com/add_to/Yahoo_Buzz?linkurl=http%3A%2F%2Fpaolamattiazzo.wordpress.com%2F2009%2F11%2F29%2F&#38;type=page&#38;linkname=Gesù%20Crsito%2C%20croci%2C%20bambini%20e%20atti%20ignominiosi%20della%20Chiesa%20cattolica" rel="nofollow" target="_blank"><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://getsocialserver.wordpress.com/files/2009/08/gs1091.png" alt="Add to Yahoo Buzz" /></a><a title="Add to Newsvine" href="http://www.newsvine.com/_wine/save?u=http%3A%2F%2Fpaolamattiazzo.wordpress.com%2F2009%2F11%2F29%2F&#38;h=Gesù%20Crsito%2C%20croci%2C%20bambini%20e%20atti%20ignominiosi%20della%20Chiesa%20cattolica" rel="nofollow" target="_blank"><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://getsocialserver.wordpress.com/files/2009/08/gs1101.png" alt="Add to Newsvine" /></a><img style="border:0;margin:0;padding:0;" src="http://getsocialserver.wordpress.com/files/2009/08/gs1111.png" /></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Immigrati, Papa: "I figli hanno diritto a scuola"]]></title>
<link>http://immigratoamico.wordpress.com/2009/11/27/immigrati-papa-i-figli-hanno-diritto-a-scuola/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:22:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma &#8211; Ai figli degli immigrati &#8220;sia data la possibilità della frequenza scolastica e de]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Roma &#8211;  Ai figli degli immigrati &#8220;sia data la possibilità della frequenza scolastica e del successivo inserimento nel mondo del lavoro&#8221;. Lo chiede il Papa nel messaggio per la Giornata del Migrante e del Rifugiato che si terrà il prossimo 17 gennaio 2010 ed avrà per tema &#8220;I migranti e i rifugiati minorenni&#8221;. Per Benedetto XVI, inoltre, deve essere &#8220;facilitata l’integrazione sociale grazie a opportune strutture formative e sociali&#8221;. &#8220;Un aspetto tipico della migrazione minorile &#8211; rileva &#8211; è costituito dalla situazione dei ragazzi nati nei paesi ospitanti oppure da quella dei figli che non vivono con i genitori emigrati dopo la loro nascita, ma li raggiungono successivamente. Questi adolescenti fanno parte di due culture con i vantaggi e le problematiche connesse alla loro duplice appartenenza, condizione questa che tuttavia può offrire l’opportunità di sperimentare la ricchezza dell’incontro tra differenti tradizioni culturali&#8221;. &#8220;Non si dimentichi mai &#8211; afferma &#8211; che l’adolescenza rappresenta una tappa fondamentale per la formazione dell’essere umano&#8221;.  Rispettare sempre i diritti umani &#8220;Il migrante è una persona umana con diritti fondamentali inalienabili da rispettare sempre e da tutti&#8221;. Lo riafferma Benedetto XVI che torna su questo aspetto trattao nell’enciclica &#8220;Caritas in veritate&#8221; per rilevare quanto il fenomeno &#8220;impressiona per il numero di persone coinvolte, per le problematiche sociali, economiche, politiche, culturali e religiose che solleva, per le sfide drammatiche che pone alle comunità nazionali e a quella internazionale&#8221;. &#8220;La celebrazione della Giornata del Migrante e del Rifugiato &#8211; che si terrà il prossimo 17 gennaio &#8211; mi offre nuovamente l’occasione di manifestare la costante sollecitudine che la Chiesa nutre verso coloro che vivono, in vari modi, l’esperienza dell’emigrazione&#8221;, scrive il Pontefice annunciando il tema che ha scelto per la Giornata del 2010: &#8220;I migranti e i rifugiati minorenni&#8221;. Si tratta, spiega il Pontefice, di &#8220;un aspetto che i cristiani valutano con grande attenzione, memori del monito di Cristo, il quale nel giudizio finale considererà riferito a Lui stesso tutto ciò che è stato fatto o negato a uno solo di questi più piccoli&#8221;. &#8220;E &#8211; si chiede Papa Ratzinger &#8211; come non considerare tra i più piccoli anche i minori migranti e rifugiati? Gesù stesso &#8211; infatti &#8211; da bambino ha vissuto l’esperienza del migrante perchè, come narra il Vangelo, per sfuggire alle minacce di Erode dovette rifugiarsi in Egitto insieme a Giuseppe e Maria&#8221;. No al rimpatrio dei minori Le norme internazionali stabiliscono che &#8220;un minore non accompagnato non può essere rimpatriato&#8221;. Lo ricorda il presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale dei migranti, mons. Antonio Maria Vegliò, che presentando il Messaggio del Papa sulla condizione dei bambini immigrati o rifugiati, denuncia che &#8220;purtroppo tale diritto, come molti altri, non è sempre rispettato&#8221;. Il capodicastero sottolinea le &#8220;ragioni più specifiche&#8221; che condannano i minorenni alla clandestinità, &#8220;come per esempio nel caso di difficoltà, o impossibilità, di accedere al Paese di destinazione desiderato. Ciò spinge &#8211; spiega &#8211; i minorenni, o i loro genitori, a tentare l’immigrazione irregolare. In questi casi, i genitori, a volte l’intera famiglia, pongono tutte le loro speranze nella riuscita del minore che emigra, il che si trasforma in un forte peso psicologico per il ragazzo che non vuole deluderli. Perciò egli è pronto a subire ingiustizie, violenze e maltrattamenti pur di ottenere il permesso di soggiorno, forse una formazione scolastica, e soprattutto un lavoro per poter aiutare la famiglia di origine, che tanto ha ’investitò su di lui&#8221;. Da parte sua, il segretario del dicastero, arcivescovo Agostino Marchetto, rileva che &#8220;i minori non accompagnati e quelli separati dalle loro famiglie molto spesso vivono ancora in ambienti a rischio di abusi e di sfruttamento, come per la tratta di esseri umani o il reclutamento per fini militari&#8221;. E &#8220;con profonda pena&#8221; osserva che &#8220;i membri della società civile agiscono e reagiscono secondo stereotipi, preconcetti e pregiudizi all’arrivo dei rifugiati, mentre le politiche ufficiali guardano al miglior interesse del minorenne&#8221;. &#8220;Questo comportamento di discriminazione, xenofobia e finanche razzismo va affrontato &#8211; suggerisce &#8211; con politiche atte a salvaguardare, rinforzare e proteggere i diritti dei rifugiati e delle persone sfollate all’interno del proprio paese&#8221;.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[ANNA UNA RAGAZZA CHE HA SUBITO VIOLENZE DEL PADRE E NON SOLO-C5-MATTINO]]></title>
<link>http://mirabilissimo100.wordpress.com/2009/11/19/anna-una-ragazza-cheha-subito-violenze-del-padre-e-non-solo-c5-mattino/</link>
<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 18:55:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>mirabilissimo100</dc:creator>
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<description><![CDATA[      http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=mattino_5&amp;data=2009/11/19&amp;id=12888&amp;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"> </span></div>
<div> </div>
<div> </div>
<div><span style="font-size:x-small;font-family:Arial;"><a href="http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=mattino_5&#38;data=2009/11/19&#38;id=12888&#38;from=link">http://www.video.mediaset.it/mplayer.html?sito=mattino_5&#38;data=2009/11/19&#38;id=12888&#38;from=link</a></span></div>
<h1>Un abuso familiare</h1>
<div id="videoDate">19/11/2009</div>
<h2>La drammatica testimonianza di una ragazza che per anni ha subito violenze sessuali dal padre.</h2>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Storie di parà]]></title>
<link>http://circolodelirio.wordpress.com/2009/11/16/storie-di-para/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 22:10:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>circolodelirio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Una recluta entra in camerata. All’improvviso, e senza una ragione plausibile, gli anziani lo circon]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Una recluta entra in camerata. All’improvviso, e senza una ragione plausibile, gli anziani lo circon]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Sicignano degli Alburni non è poi tanto lontano.]]></title>
<link>http://quadernisocialisti.wordpress.com/2009/11/16/sicignano-degli-alburni-non-e-poi-tanto-lontano/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 20:23:50 +0000</pubDate>
<dc:creator>giusarn</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sicignano degli alburni. Sono arrivati ieri mattina con alcuni blindati e un pullman a finere il lav]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Sicignano degli alburni. Sono arrivati ieri mattina con alcuni blindati e un pullman a finere il lavoro iniziato mercoledì mattina a San Nicola Varco. Così le forze dell&#8217;ordine hanno &#8220;bussato&#8221; alla porta di Palazzo Belvedere e hanno sgomberato gli ospiti del sindaco Alfonso Amato. Portando via 27 irregolari per i controlli.<br />
Il primo cittadino infatti si era reso disponibile ad ospitare, nonostante la contrarietá di una parte della popolazione locale scesa in piazza in trecento per chiedere la modifica dell&#8217;ordinanza, circa una sessantina di immigrati nord africani. Loro, gli extracomunitari, avrebbero dovuto lasciare il paese alla mezzanotte di sabato ma il conto alla rovescia è scaduto ieri, in serata gli ultimi marocchini immigrati sono andati via.<br />
La loro permanenza a Sicignano non è stata vista di buon occhio neanche dal Prefetto Sabatino Marchione. Ieri, infatti, a mezzogiorno le forze dell&#8217;ordine si sono dirette in carovana nel piccolo borgo. Palazzo Belvedere, l&#8217;area interessata, è stata circondata dai militari: in quel momento gli immigrati si trovavano all&#8217;esterno della struttura in compagnia di alcuni volontari che nelle ultime ore gli hanno offerto abiti e un piatto caldo. Anche loro sono stati identificati.<br />
«Volevamo riprendere quello che stava accadendo con i nostri cellulari per avere una prova dell&#8217;irruenza con la quale si sono rivolti ma siamo stati bloccati anche noi, ci hanno fatto allontanare dalla struttura e poi ci hanno identificato», ha denunciato uno di loro. La zona è stata completamente bloccata al traffico, neanche ai vigili urbani è stato permesso il passaggio. In pochi minuti è sembrato di assistere ad un piccolo assetto di guerra. I celerini hanno ordinato a tutti di rientrare nella struttura ma uno di loro ha tentato il tutto per tutto dandosi alla fuga.<br />
Ha iniziato a correre, dietro di lui altri poliziotti, ha attraversato parte di un bosco alle spalle della struttura comunale, si è calato lungo una piccola scarpata di fango e si è nascosto sotto un ponte. La caccia all&#8217;uomo è durata poco. I carabinieri, anche loro presenti al blitz, lo hanno individuato e fermato. Subito dopo sono stati divisi in più stanze, come ci ha raccontato Azhzair, 24 anni, marocchino regolare. «A tutti è stato chiesto di spogliarsi per la perquisizione &#8211; racconta &#8211; Ci hanno strattonato, insomma un inferno».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[BURUNDANGA: ATTENZIONE LEGGERE E' IMPORTANTE]]></title>
<link>http://regalbuto.wordpress.com/2009/11/12/burundanga-attenzione-leggere-e-importante/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 15:28:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>charry</dc:creator>
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<description><![CDATA[NON E&#8217; UNA BUFALA NE UNA LEGGENDA METROPOLITANA &#8211; LA FONTE E&#8217; ATTENDIBILE Ad una s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[NON E&#8217; UNA BUFALA NE UNA LEGGENDA METROPOLITANA &#8211; LA FONTE E&#8217; ATTENDIBILE Ad una s]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[La giusta cornice]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/02/la-giusta-cornice/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 11:35:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
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<description><![CDATA[Capita, ogni tanto, di registrare un programma sbagliato. In questo caso, al posto di un telefilm, u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Capita, ogni tanto, di registrare un programma sbagliato. In questo caso, al posto di un telefilm, u]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Benemerita]]></title>
<link>http://davanti.wordpress.com/2009/10/31/la-benemerita/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 11:59:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Tc</dc:creator>
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<description><![CDATA[Che si può dire? Si può dire, forse, che l&#8217;Arma dei Carabinieri dovrebbe essere messa sotto se]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone" src="http://www.nonsoloabili.org/data/nonsoloabili/carabinieri2.jpg" alt="" width="380" height="261" /></p>
<p>Che si può dire?</p>
<p>Si può dire, forse, che l&#8217;Arma dei Carabinieri dovrebbe essere messa sotto seria attenzione dopo che, nel giro di due settimane, quattro agenti <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-caso-2/davanzo-31ott/davanzo-31ott.html" target="_blank">diventano il braccio operativo</a> di un ricatto politico e che altri carabinieri hanno, pare, <a href="http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/morte-cucchi/sofri-calvario/sofri-calvario.html" target="_blank">ammazzato di botte</a> un geometra magrolino solo perchè aveva un quadretto di erba e, non è neanche sicuro, mezza striscia di cocaina?</p>
<p>Io vorrei non dirlo, vorrei non dover fare queste domande: perchè già solo il porle significa dubitare. Dubitare che, nel corpo di polizia militare che tra l&#8217;altro il mondo ci invidia, nessuno sia disponibile a sfondare la porta di un&#8217;abitazione privata e girare un video compromettente a danno di un politico in cambio di denaro, e nessun agente abbia bisogno di sfogare le sue frustrazioni su un povero indifeso. E tutti sappiamo che questo non succede, non succede nella maggioranza dei casi e per quasi tutti gli appartenenti alle fornze dell&#8217;ordine; e, comunque, tutti sappiamo che non è possibile non fidarsi delle forze dell&#8217;ordine in un paese civile: perchè esse sono il confine fra la barbarie e la civiltà moderna &#8211; ammesso che questa vi piaccia. Io le voglio, le forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>Poi ti ricordi di <a href="http://rifondazioneliguria.files.wordpress.com/2009/07/piazzacarlogiuliani.jpg" target="_blank">Genova</a>, ascolti <a href="http://roma.indymedia.org/node/13751" target="_blank">le storie dei tanti</a> picchiati e morti in carcere, e il risultato è che vivi meno sicuro.</p>
<p>C&#8217;era Dudley, il Capitano della Polizia di Los Angeles in <a href="http://en.wikiquote.org/wiki/L.A._Confidential_(film)" target="_blank"><em>L.A. Confidential</em></a>, che non ammetteva ipocrisie: il lavoro di poliziotto comporta l&#8217;uso della violenza. Ma lui era il cattivo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Eros e Thanatos]]></title>
<link>http://marilouise.wordpress.com/2009/10/30/eros-e-thanatos/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 09:30:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>marilouise</dc:creator>
<guid>http://marilouise.wordpress.com/2009/10/30/eros-e-thanatos/</guid>
<description><![CDATA[Bastaaaaa, bastaaaaaa. Noemi è in giardino quando sente le urla provenienti dal viale condominiale e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-medium wp-image-194" title="5805309-md" src="http://marilouise.wordpress.com/files/2009/10/5805309-md.jpg?w=200" alt="5805309-md" width="262" height="392" /></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;"><em>Bastaaaaa, bastaaaaaa. </em>Noemi è in giardino quando sente le urla provenienti dal viale condominiale e capisce subito che il suo ex amante sta arrivando. Ce l’ha col cane del vicino che gli abbaia furiosamente, chissà perché… <em>Oddio, e adesso che vuole? </em>Pensa la donna nel riconoscere bene quella voce alterata. Non fa in tempo a chiudersi in casa che Franco, ubriaco e sconvolto, ha già superato con un balzo il recinto. Incrocia il gatto sulla sua strada, lo afferra e lo lancia in aria, blaterando parole insensate. Lei impallidisce ma non batte ciglio quando lui le sta già ad un centimetro dal suo naso e la guarda in cagnesco: T<em>e ne vai davvero, eh?</em> Le sbraita addosso con gli occhi infuocati d’ira. Ha saputo che la donna sta per trasferirsi. <em>Allora prendi tutta la tua roba e sparisci subito! Ok, ok… domani vado via, il tempo di sistemare tutto. </em>Lo tranquillizza lei, sapendo che non è quello che Franco vorrebbe sentirsi dire. Ciononostante, contraddirlo sarebbe peggio. <!--more-->Si volta lentamente verso il cancello, cercando la via di fuga senza insospettirlo, ma lui capisce e la spinge dentro, si avventa sulla scrivania che ribalta e distrugge in mille pezzi. Poi spazza via soprammobili e cornici e sedie e tavoli. Un fracasso assordante rimbomba tra le pareti semivuote di quella casa ancora da rivestire e già spogliata nuovamente. Noemi impietrisce e tace, sperando che si limiti a sfogarsi sugli oggetti. Ma ecco che l’afferra per un braccio e la calca in strada. <em>Vattene subito, puttana! </em>A calci in culo l’accompagna fino all’ingresso del condominio, mentre lei gli urla a squarciagola di lasciarla stare e si guarda intorno sperando che qualche vicino si affacci, ma la muta presenza dell’omertà è invisibile: <em>Ok, ok, vado via, stai tranquillo! </em>Noemi è riuscita a malapena ad afferrare la borsa con quei quattro spiccioli nel portafoglio e conserva il cellulare in tasca che per fortuna ha preso al volo, mentre la furia si scagliava sui suoi oggetti.</p>
<p style="text-align:justify;">S’incammina velocemente verso la statale, ma il percorso è lungo. Le tremano le gambe, il sole le picchia in testa, le lacrime agli occhi le rigano il viso confondendo i contorni del paesaggio quasi deserto. Nemmeno un’anima per strada, sono le prime ore di un sabato pomeriggio estivo. Noemi avanza in compagnia della paura di vederlo sbucare all’improvviso alle sue spalle. Lo conosce bene, sa che non è ancora finita. Per quelle vie secondarie non passa un’auto, lei affretta il passo voltandosi in continuazione indietro. Inforca una delle tante traverse sperando che sia quella giusta, poi le viene in mente che la moglie del capo abita nelle vicinanze: sta per comporre il numero per chiederle di venirle incontro e caricarla sulla sua autovettura, quando le squilla il cellulare. <em>Dove seiiiiiii, sto girando in lungo e in largo per trovarti!?</em> E’ Franco. La sta cercando, come previsto. Infatti, alzando lo sguardo lo vede passare sulla bicicletta, proprio nella direzione in cui lei si sta dirigendo: la statale. Noemi barcolla,  non vuole rispondere, ma poi pensa che lo irriterebbe ulteriormente e con voce suadente gli  dice che sta andando alla stazione a prendere il primo treno, come lui gli aveva ordinato poc’anzi. Non c’è un anfratto per nascondersi su quel rettilineo, non sa dove dirigersi quando Franco la vede da lontano.  Paonazzo di rabbia la raggiunge gridando: <em>Dove credevi di andare, eh? A chiedere un passaggio a qualche bel figo? </em>Noemi prosegue senza rispondere,  le auto in lontananza le appaiono come un miraggio. Spera di cavarsela, tuttavia Franco è già sceso dalla bicicletta che  in un lampo le scaraventa addosso. La disgraziata fa in tempo a  scansarsi parando il colpo con il braccio: sente un dolore lancinante alla mano che subito svanisce perché l’istinto di sopravvivenza prevale: un solo pensiero in testa: salvarsi. Lo sguardo terrorizzato rotea impazzito alla ricerca di soccorso quando scorge  un uomo con il figlioletto che sostano davanti alla loro villetta. Li guarda senza dire una parola, sa che Franco l’ammazzerebbe all’istante se provasse a gridare,  ma il tipo col piccolo è già scomparso rintanandosi nella sua dimora. <em>Volevi chiedere aiuto, eh stronza? </em>E le allunga una sberla. F<em>orza, cammina davanti a me, chè ti riporto a casa!Tu non vai proprio da nessuna parte!</em> E la urta violentemente fino quasi a farla cadere sull’asfalto ardente. Sono ormai sulla strada principale, le automobili sfrecciano celermente davanti alle pupille appannate di Noemi. <em>Va bene, va bene, torno, torno, ma non mi fare del male, ti prego, ti scongiuro! </em>Lei teme che il demonio la scagli sotto una macchina, così lo implora di calmarsi. Ormai è in preda al panico, consapevole che nessuno può aiutarla poiché Franco, iracondo, non è in grado di intendere: non teme niente e nessuno.</p>
<p style="text-align:justify;">Noemi marcia piangendo sgomenta, temendo altre percosse quando, immantinente, il volto dell’uomo tramuta. La maschera  della feroce bestia svanisce: i lineamenti di un angelo bastonato e pentito la ridipingono: <em>Dai amore, scusa, scusa seti ho fatto male, non piangere dai, ti riporto a casa, sali. </em>Noemi sente la tensione sciogliersi  mentre un pianto liberatorio s’impossessa di lei. Sono salva, pensa tra i singhiozzi. Lui la cinge alle spalle e bacia il sale del suo dolore, la stringe a sé con tenerezza e le accarezza i lunghi capelli. <em>Non piangere più, amore, è tutto finito. Giuro che non ti torcerò più un capello.</em> Come un automa, Noemi monta sul cavallo della  bicicletta e si lascia riportare indietro, ormai priva di forze e volontà. Franco, seduto dietro l’amata, le bacia il collo continuando a chiederle perdono. Stremata e ancora tesa nel timore che entrambi cadano dalla due ruote, lo lascia fare, laddove vorrebbe ucciderlo con le sue stesse mani. Davanti l’ingresso le sfiora ancora le labbra sussurrando: <em>Mi dispiace tanto, amore, non sopporto l’idea che tu non sia più mia. Sono pazzo di te. </em>A capo chino  si volta spezzando un raggio obliquo di un sole infuocato che ormai volge al tramonto. Noemi segue con lo sguardo il profilo dell’uomo che lentamente sfuma: i suoi occhi gonfi di un impietoso e doloroso odio. Sarà l’ultima volta che Franco li vedrà.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Morto dopo l'arresto, i genitori chiedono la verità]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/10/29/morto-dopo-larresto-i-genitori-chiedono-la-verita/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 18:39:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[Garante detenuti: sconvolgenti le foto rese note dai familiari - La morte di Stefano Cucchi, il giov]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Garante detenuti: sconvolgenti le foto rese note dai familiari - La morte di Stefano Cucchi, il giov]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Violenza all'asilo di Vallo della Lucania: Al via il processo a suor Soledad]]></title>
<link>http://wildgreta.wordpress.com/2009/10/16/violenza-allasilo-di-vallo-della-lucania-al-via-il-processo-a-suor-soledad/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 12:31:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>wildgreta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Processo alla suora. Vallo torna a dividersi Violenze all&#8217;asilo: cinque imputati in due filoni]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Processo alla suora. Vallo torna a dividersi Violenze all&#8217;asilo: cinque imputati in due filoni]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Boom della chirurgia estetica per le under 18]]></title>
<link>http://karinhofer.wordpress.com/2009/10/15/boom-della-chirurgia-estetica-per-le-under-18/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 11:51:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>karinhofer</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;ansa di oggi Ma son la sola con la nausea? ….&#8221;I ragazzi prima si abbruttivano con pier]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/10/14/visualizza_new.html_987738980.html">L&#8217;ansa di oggi</a></p>
<p>Ma son la sola con la nausea?<br />
….&#8221;I ragazzi prima si abbruttivano con piercing e tatuaggi &#8211; spiega Franz Baruffaldi Preis, responsabile chirurgia plastica all&#8217;Istituto Galeazzi di Milano<br />
….. A richiedere interventi non necessari sono sempre più giovani tra i 12 e i 16 anni, che chiedono soprattutto una &#8216;revisione&#8217; di seno, grasso corporeo (liposuzione), naso e orecchie<br />
….Le under 18 che chiedono un intervento &#8216;inutile&#8217; &#8220;prima erano 10-12% del totale dei pazienti che ricevevo in un anno &#8211; spiega l&#8217;esperto &#8211; ora sono almeno il 40%. Tra le richieste, oltre a seno e bocca, c&#8217;é anche il rifacimento dei genitali, per modificare l&#8217;aspetto delle piccole labbra</p>
<p>Dico le piccole labbra!!!<br />
Cosa guardano, con chi (!!) fanno sesso per chiedere un intervento di questo genere??!!<br />
Ma principalmente:<br />
Dove sono i genitori degni di questo nome?<br />
L’uomo che ti desidera e ama cioè ti riconosce, conferma e apprezza certamente non ti chiede di trasformare le piccole labbra!</p>
<p>…. Sia Preis sia Fonzone, però, lo sottolineano: finché il messaggio che passa in Tv è quello del successo grazie a un seno o a un naso rifatto, difficile che i ragazzini smettano di chiedere aiuto al chirurgo.</p>
<p>Dall’istituto di bellezza, a stento trattengo la nausea, permanente lo stomaco in subbuglio: per BAMBINE &#8211; il salto alle bambine spose è, gia, non è un salto ma la naturale conseguenza. Perché dovrebbero andare in un istituto di bellezza, le bambine (??) sono sacre e vanno difese dall’agguato selvaggio, dalla insaziabilità corrotta e malvagia maschile, e che non mi si venga a parlare di differenze culturali, bambine sono bambine in tutto il mondo.</p>
<p>….- &#8220;Credo che sia un errore morale soprattutto perché si parla di bambini il cui corpo è ancora in pieno sviluppo&#8221;. Questo il commento di Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell&#8217;età evolutiva,</p>
<p>Il politicamente  corretto è totalmente fuori luogo Signor Castelbianco, è  (!!) un errore palese.</p>
<p>…. &#8220;Il corpo &#8211; ha riferito all&#8217;Ansa l&#8217;esperto &#8211; è lo strumento di elezione delle emozioni da parte dei giovani e dei ragazzi ed é dunque uno strumento fortissimo, attraverso il quale passa di tutto, dalla depressione all&#8217;euforia<br />
Concordo perfettamente, il corpo è strumento principale.</p>
<p>….&#8221;La percentuale di genitori che si preoccupa dei figli &#8211; ha dichiarato lo psicoterapeuta &#8211; è del 20%, mentre molti sono quelli che non sanno cosa fanno e non si interessano alla loro vita nascondendosi dietro una finta responsabilizzazione</p>
<p>Questa è la realtà, adolescenti e giovani adulti &#8211; presto abbandonati a se stessi – c’è da adulare il dio mamon – il riferimento in tutto è il danaro-  uguale se la madre fa la fruttivendolo o la dirigente di Confindustria, importante che non faccia la madre, questo sembra la logica perversa di un mondo che ha perso se stesso quando toglie dalla centralità la grande madre, quella che ti porta non solamente ad imparare a camminare, parlare, ma ti insegna l’ABC delle emozioni, invece  di lasciare privo di arredamento emozionale e  senza un briciolo di senso dell’importanza che ricoprono le emozioni fisiche e d’amore sul esistenza di ognuno.</p>
<p>La chiamata in campo è impellente e non rinviabile.<br />
La collaborazione fra “<a href="http://www.giulemanidaibambini.org/">giu le mani dai bambini</a>”, del ministro per le pari opportunità <a href="http://www.pariopportunita.gov.it/">Carfagna</a>, di Umberto  Veronesi con il decalogo dei <a href="http://www.partitodemocratico.it/allegatidef/cor_veronesi84910.pdf">dieci punti</a><br />
 delle varie  responsabilità  politiche sui contenuti, le immagini, il desiderio collettivo innescato in menti adolescente prive di protezione.<br />
Un obbligo verso quell’umanità, in testo chiaro: quei adolescenti e bambini non protetti da genitori ed educatori coscienti delle fanfaluche, delle distorsione a cui espongono i propri figli seguendo programmi televisi, ma non sono programmi ma violenze celate da presunte aperture al mondo,  da millantate felicità ed guadagni, da esagerazioni di simboli sessuali elevati a dominatori e vincitori di ogni e qualsiasi situazione.<br />
Possibile che nessuno si renda conto del dispotismo che esercitano questi immagini?!<br />
Del ladrocinio, un furto, una  ruberia, azioni che, sotto l’apparenza della legalità, costituiscono un furto di fatto, d’emozioni vere e profonde, di felicità autentica che vien perpetrato sul conto di menti in sviluppo ed adulti  pseudo genitori incapaci di rendersi conto della aggressione e del furto alla sfera emotiva dei loro figli?!<br />
Ci vogliamo rendere conto della deliberata svendita d’emozioni! L’emozione è da salvaguardare, da proteggere come bene primario della propria vita. Una volta saziato di cibo ed acqua, soddisfatto in sonno, riparato da caldo e freddo, prevenuto il dolore fisico da qualsiasi fonte provenga, cosa rimane d’una vita degna? Un vita vissuta in dignità?:<br />
Le emozioni salvaguardate, il rispetto per se e per l’altro.<br />
Ciascuno nella sua  più auspicabile individualità!<br />
Non in omologazione, non in adeguamento, non in coercizione emotiva, meno che mai sessuale. Chiedere di modificare il proprio corpo per una presunta maggiore accettazione di un pubblico asettico generalizzato è pornografia, svendita d’emozioni, la modifica del proprio corpo, sacrificato sul altare del dio mamon, l’intervento deve essere condannato in società, chi interviene sul proprio corpo per una apparenza fittizia  deve sapere che esso e fittizio. Chi interviene su adolescenti deve essere tacciato di violenza su minore.<br />
Prima d’averle vissute le esperienze sessuali, prima di aver veramente maturato il desiderio e la capacità non devono essere mercificati, questo porta ad infelicità totale! Infelicità porta in chiusura mentale, in abnegazione dal mondo, in filosofia della morte. In denigrazione del corpo, laddove il corpo è lo strumento unico per esplorare e percepire il mondo.</p>
<p>A conferma di questa  distorsione mentale  dilagante: due giorni fa un giovane, ma a  28 anni si dovrebbe presumere  adulto, uomo che mi chiede: ma perché ti arabi quando dico che è un affare di sesso e non altro?<br />
Mi arrabbio si! La risposta era gia lì sul tavolo, sono lì con lui a paralare perché piangeva come una vite tagliata, aveva interrotto il rapporto con la ragazza con cui faceva “sesso” da un anno.<br />
Dico perché piangi se era SOLO sesso?<br />
Dico perché piangi se non c’era legame emozionale, come affermi? Eppure il giovanotto non è stupido, ma non riesce a comprendere che le sensazioni di un amplesso sono forti, penetrando un corpo e farsi penetrare con il corollario di seduzione, baci e carezze, quanto limitato o ampio possa essere, sono azioni che segnano in profondo.<br />
Per sfuggire questa innegabile ed sulla carne bruciante realtà si affoga in lavoro estenuate, in musica assordante qualcun altro e qualcun altro ancora in droghe varie, non pensare, non sentire, non confrontarsi con il proprio vissuto emotivo. Questo sembra la parola d’ordine.</p>
<p>Lui, come la stragrande maggioranza di maschi adulti, ma vedo che c’è un certo adeguamento femminile a questa giostra della follia emotiva, svendita deliberata nelle giornate di fiera che sembra non abbiano sosta, ma debbano avvenire almeno due volte o tre la settimana.</p>
<p>L’uomo, non è preparato a questo e non credo che debba accettare questo, dacché non vedo nessuna fonte di felicità duratura autentica, né vedo un vantaggio in evoluzione in questo.</p>
<p><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Christopher_Hitchens">Cristofer Hitchens </a>lo descrive bene nel <a href="http://www.corriere.it/cronache/09_ottobre_07/polanski-Hitchens_eb3f4afa-b315-11de-b362-00144f02aabc.shtml">articolo</a><br />
su Polanski, il stupro fatto e la facilità con la quale le bambine spose vengano stuprate ed uccise, senza descrivere le umiliazioni perpetrate a vita di quelle che sopravvivono in isolamento, denigrate e senza un bricciolo di dignità.</p>
<p>Son in buona compagnia:<br />
Freed from most practical limitations, the task would then become to make wise use of our power sto self-modify. In other words, the challenge would shift from being primarily scientific to being primarily moral. If the moral task seems comparatively trivial from our current vantage point, this might reflect our present immaturity.</p>
<p>Liberato dalle maggiori limitazioni pratiche, il compito diventerebbe di fare un uso saggio della nostra forza di auto-modificazione. Con altre parole, la sfida passerebbe da essere scientifici a essere primariamente esseri morali. Se il compito morale sembra relativamente triviale dal nostro attuale punto d’osservazione, e probabile che sia riflesso della nostra immaturità.</p>
<p>Tratto da :<br />
How to enhance human beings di<br />
<a href="http://www.nickbostrom.com/">Nick Bostrom</a><br />
Qualcosa in <a href="http://estropico.blogspot.com/2008/08/congratulazioni-nick-bostrom.html">italiano</a></p>
<p>Cosi mi piace, passare dal scientifico al morale, una morale libera e rispettosa della dignità del corpo, delle emozioni, del rispetto delle individualità, priva di dogmatismi di sorta, priva di ideologie di sorta,  leggete le cose più differenti.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il riformista Karroubi rinviato a giudizio]]></title>
<link>http://balente.wordpress.com/2009/10/13/il-riformista-karroubi-rinviato-a-giudizio/</link>
<pubDate>Tue, 13 Oct 2009 14:55:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>balente</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il tribunale di Teheran ha rinviato a giudizio Mehdi Karroubi, uno dei due candidati riformisti scon]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il tribunale di Teheran ha rinviato a giudizio Mehdi Karroubi, uno dei due candidati riformisti scon]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O Serbia, Where Art Thou?]]></title>
<link>http://filste.wordpress.com/2009/10/11/o-serbia-where-art-thou/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 16:42:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Filip S.</dc:creator>
<guid>http://filste.wordpress.com/2009/10/11/o-serbia-where-art-thou/</guid>
<description><![CDATA[Pochi giorni fa, il 05 ottobre, ricorreva il nono anniversario di quella che alcuni chiamano Rivoluz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter size-full wp-image-2151" title="Bager revolucija" src="http://filste.wordpress.com/files/2009/10/bager-revolucija.jpg" alt="Bager revolucija" width="500" height="374" /></p>
<p style="text-align:justify;">Pochi giorni fa, il 05 ottobre, ricorreva il nono anniversario di quella che alcuni chiamano Rivoluzione di velluto, altri <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Bulldozer_Revolution" target="_blank">Rivoluzione bulldozer</a>. Il giorno in cui, secondo i più spinti ottimisti, la Serbia<em> dava il buongiorno alla libertà, alla democrazia, allo stato di diritto, al mondo</em> (cit. <a href="http://www.vreme.com/cms/view.php?id=890247" target="_blank">Vreme</a>). Una data fondamentale per la storia (politica e non) del paese, e quindi dei Balcani tutti, e, in ultima ma non troppo indiretta analisi, d&#8217;Europa. Ma cosa esattamente è successo, quel 05 ottobre 2000? <strong>Un riassunto attinente ai fatti potrebbe essere il seguente</strong>: gigantesche dimostrazioni di piazza costrinsero l&#8217;allora presidente uscente Slobodan Milošević ad accettare la sconfitta alle elezioni presidenziali della Repubblica Federale Jugoslava (Serbia e Montenegro), dopo 15 anni di regime ininterrotto. Alle precedenti elezioni presidenziali del 24 settembre, infatti, il candidato della DOS Vojislav Koštunica (<em>Demokratska Opozicija Srbije</em>, Opposizione democratica di Serbia), coalizione di 19 diversi partiti antigovernativi, aveva totalizzato 2.470.304 voti,  600.000 più di Milošević, il 50,24% dei voti espressi. Il governo però dichiarò che Koštunica aveva realizzato il 49% dei voti, l&#8217;1% in meno dell&#8217;allora maggioranza assoluta prescritta per passare le elezioni al primo turno, e che quindi bisognava tornare alle urne per il ballottaggio. La DOS chiamò allora a raccolta i cittadini per il 05 ottobre davanti al Parlamento, affinché venisse validata la vittoria al primo turno, per evitare che al secondo potesse essere annullata. Al presidente Milošević venne posto l&#8217;ultimatum di accettare, entro le ore 15.00 del 05 ottobre, la volontà del popolo (termine oggi troppo spesso utilizzato a sproposito) e lasciare la carica.</p>
<div id="attachment_2152" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><img class="size-full wp-image-2152" title="Skupstina 05. Oktobar" src="http://filste.wordpress.com/files/2009/10/skupstina-05-oktobar.jpg" alt="Parlamento Serbo, 05 ottobre 2000, Belgrado." width="500" height="350" /><p class="wp-caption-text">Parlamento Serbo, 05 ottobre 2000, Belgrado.</p></div>
<p style="text-align:justify;">La corte costituzionale s&#8217;era intanto espressa, il 04 ottobre, in un clima esplosivo, su alcune irregolarità occorse in diverse circoscrizioni elettorali, soprattutto in Kosovo, invalidando quindi parte dei voti. I dati, seppure per molti versi contraddittori, che ne risultavano sono quelli precedentemente citati, con la conseguente elezione a presidente della federazione di Koštunica. Date queste premesse, alle 15.35 del 05 ottobre, nonostante il massiccio utilizzo di lacrimogeni da parte delle forze di polizia, la folla irruppe in parlamento, mentre altri dimostranti davano fuoco alla sede della TV di stato (RTS, <em>Radio Televizija Srbije</em>), che dalle 17.00 interruppe qualsiasi trasmissione. Essendo il paese completamente paralizzato, venne istituito un governo tecnico di transizione di cui facevano parte la DOS, l&#8217;SPS (<em>Socijalistička Partija Srbije, </em>Partito Socialista Serbo &#8211; il partito di Milošević) e l&#8217;SPO (<em>Srpski Pokret Obnove</em>, Movimento Serbo di Rinnovamento, in coalizione con l&#8217;SPS). Ben presto l&#8217;allora presidente della Serbia (da non confondere con il presidente della federazione jugoslava), Milan Milutinović, sciolse il parlamento e indisse urgentemente nuove elezioni parlamentari per il 23 dicembre 2000, in cui in un&#8217;atmosfera euforica trionfò la DOS.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Oggi</strong>, dopo nove anni, cosa resta di quei giorni, di quelle speranze? Nove anni non si possono certo definire pochi, è quasi un decennio, e qualsiasi processo o periodo <em>di transizione</em> dovrebbe definirsi chiuso e terminato da tempo. Qual è quindi l&#8217;attuale posizione della Serbia? È più democratica, più libera, più moderna, più aperta, più capitalista, più efficiente? Di tutto un po&#8217;, e di tutto niente. Partiamo dal presupposto che nel 2009 la qualità della vita e la ricchezza del paese sono ben lontane dai livelli del 1989, ultimo anno che può essere considerato come &#8220;normale&#8221; nella vecchia (e con imbarazzo sempre più rimpianta) <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/SFRJ" target="_blank">SFRJ</a>. Sì &#8211; è lecito pensare &#8211; ma per quanto il processo di modernizzazione e ricostruzione possa essere lento rispetto alla velocità con cui i tragici anni &#8216;90 hanno saputo mettere in ginocchio un paese ed un popolo, procederà pur sempre nella giusta direzione. Ed invece si assiste ad una stagnazione, ad uno sconforto e una disillusione che sempre più assumono i toni dell&#8217;involuzione. Scetticismo, razzismo, xenofobia, povertà sono spettri sempre più concreti di cui l&#8217;attuale governo filoeuropeo dovrebbe mostrare di preoccuparsi ben più di quanto fa, agendo nella sostanza e non solo sul piano dell&#8217;immagine.</p>
<p style="text-align:justify;">Il susseguirsi di violenze e attacchi soprattutto contro turisti stranieri, spesso occidentali, per le strade di Belgrado è giunta al suo culmine quando lo scorso 17 settembre, in un bar di pieno centro, è stato picchiato a morte Brice Taton, un tifoso francese di 28 anni arrivato nella capitale serba per assistere alla partita Partizan-Tolosa. Sedeva con alcuni amici, in tutta tranquillità e senza mostrare alcun vessillo della squadra francese, quando un gruppo di hooligan belgradesi a volto coperto è entrata con mazze e spranghe, assalendo il francese e continuando a prenderlo a calci una volta a terra, oltre che colpirlo con l&#8217;aiuto di bicchieri e posacenere. Il giovane è finito al pronto soccorso col cranio e la cassa toracica schiacciati e la mano destra fratturata. Ciò non è bastato a destare le coscienze della società civile, ed anzi nei giorni che sono seguito l&#8217;escalation di violenze per le strade è solamente aumentata, arrivando anche a sospendere il Gay Pride programmato per il 20 settembre, dopo un primo disastroso tentativo nel 2001, a causa delle continue e pressanti minacce di gruppi estremisti, con il tacito avvallo della chiesa ortodossa serba. Solo il 29 settembre, all&#8217;annuncio della sopravvenuta <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/europe/8280399.stm" target="_blank">morte di Taton</a>, che nonostante le rassicurazioni da entrambe le parti ha causato un grave incidente diplomatico tra Francia e Serbia, la polizia è intervenuta arrestando undici sospetti delle violenze sul ragazzo francese. L&#8217;atmosfera, nel suo complesso, è la tragica dimostrazione di come lo stato sia fondamentalmente impotente, a volte tacito complice, altre messo pavidamente in ginocchio e in balìa di correnti deviate che non dovrebbero in alcun modo poter interferire nelle scelte di un paese libero. Se le strade di Belgrado sono insicure per una manifestazione non violenta, se il moltiplicarsi nelle settimane precedenti l&#8217;evento di scritte per la città quali &#8220;A Belgrado scorrerà il sangue, la parata non si farà&#8221;, &#8220;Morte ai gay&#8221;, &#8220;Vi aspettiamo&#8221;, la notizia di pullman organizzati dal Montenegro per dare man forte ai hooligans serbi, hanno portato lo Stato, le forze dell&#8217;ordine, la città stessa non ad opporre una risposta decisa e fiera, ma a trincerarsi in silenzi dal significato ambiguo, la dice lunga sulla reale volontà del paese di voltare pagina, dove la voce dei molti che sperano in un futuro di pace e modernità viene, esattamente come negli anni &#8216;90, smorzata e frenata dalla prepotenza e dalla violenza dei meno.</p>
<p style="text-align:justify;">È inoltre interessante notare che questo &#8220;ritorno al buio&#8221; prende luogo pochi mesi prima dell&#8217;ingresso della Serbia nell&#8217;area Schengen, che dovrebbe finalmente consentire ai serbi di viaggiare liberamente per l&#8217;Europa. Un risultato che potrà avere risvolti concreti di vaste proporzioni, nella cultura della tolleranza  e nella capacità di percepire meglio il mondo esterno, soprattutto per le giovani generazioni cresciute all&#8217;ombra della guerra e delle restrizioni, che sognano l&#8217;Europa senza poterla in realtà immaginare, per le quali il viaggio più lontano è sempre stato il mare montenegrino. Una valvola di sfogo alla frustrazione e al senso d&#8217;impotenza dei più che segnerà un ulteriore passo verso il distacco definitivo dalle ombre del passato, e da chi quindi tenta forzosamente di ritrascinare il paese negli abissi di un autodistruttivo orgoglio nazionale e complesso d&#8217;accerchiamento.</p>
<p style="text-align:justify;">Ognuno di questi passi è un tassello fondamentale da comporre per raggiungere il fine ultimo della Serbia, ossia l&#8217;annessione all&#8217;Unione Europea, progetto in cui negli ultimi tempi si era persa la speranza, per via di una politica europea che rimanda continuamente tale promessa a una lontana data da definirsi, e che oggi sembra più vicina anche grazie all&#8217;approvazione da parte degli irlandesi del Trattato di Lisbona, che sembrava vivere in perenne stallo, ma che la Serbia seguiva con occhio attento in quanto ben conscia della sua importanza per il <a href="http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=763274&#38;canale=ORA&#38;articolo=UE:%20JUNCKER,%20SENZA%20TRATTATO%20DI%20LISBONA%20NIENTE%20ALLARGAMENTO" target="_blank">proseguio dell&#8217;allargamento dell&#8217;Unione</a>, senza più &#8211; si spera &#8211; la scusa che fintanto che non vengano sciolti i nodi interni alla comunità, è impossibile pensare ad un suo ampliamento. L&#8217;UE non deve però essere letta come una marea che alta e bassa lambisce o si ritira dalle coste serbe, ma come una presenza concreta e stabile alle sue porte, ferma nelle richieste ma pronta ad aprirle. Nove anni dopo quel 05 ottobre, la Rivoluzione di velluto sembra essersi ridotta più a un ripetitivo appuntamento agiografico, quasi un temino da scuola elementare sull&#8217;autunno in arrivo, che al seme da cui abbia saputo germogliare la pianta del progresso e del futuro benessere: oggi come non mai, i suoi fiori sembrano molto lontani dal riuscire a sbocciare.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Bambini senza un ambiente protettivo ]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/10/07/bambini-senza-un-ambiente-protettivo/</link>
<pubDate>Tue, 06 Oct 2009 22:08:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Più di 1 miliardo di bambini vive in paesi o territori colpiti da conflitti armati e circa 300 mili]]></description>
<content:encoded><![CDATA[“Più di 1 miliardo di bambini vive in paesi o territori colpiti da conflitti armati e circa 300 mili]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[OLISMO, GUARIGIONE e SOLIDARIETA’]]></title>
<link>http://nonsolodonna.wordpress.com/2009/09/30/olismo-guarigione-e-solidarieta%e2%80%99/</link>
<pubDate>Wed, 30 Sep 2009 11:41:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>nonsolodonna</dc:creator>
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<description><![CDATA[sabato 3 ottobre, VIAREGGIO (LU) sala APT-Versilia, palazzo delle Muse, piazza Mazzini Giornata stud]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;">sabato 3 ottobre, VIAREGGIO (LU)<br />
sala APT-Versilia, palazzo delle Muse, piazza Mazzini<br />
<strong><em>Giornata studio-confronto su forme di benessere consapevole</em></strong><br />
entrata libera, ore 9-19,<br />
INFO: 338-8078091,  <a href="http://www.studiomandy.com">www.studiomandy.com</a><br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong>Olismo</strong>: aspetti pedagogici, psicologici, filosofici, spirituali,<br />
storici, medici, giuridici, comportamentali, alimentari, economici, relazionali, e connessi agli di stili di vita quotidiani, alla cooperazione ed al turismo responsabile.</p>
<p style="text-align:left;">Esperti ed operatori del settore si confronteranno informando il pubblico sull’importanza dei comportamenti alternativi e salutari, per una più corretta relazione con se stessi e gli altri.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>aderiscono le associazioni</strong>:<br />
AIRCo Associazione Internazionale Ricerche sul Conflitto<br />
Banana Joe, bottega equo solidale<br />
Centro di vita naturale La Selvaiana<br />
FeNaLC Federaz Naz Liberi Circoli &#8211; sez interprovinciale LI PI GR<br />
GAS Gruppo Acquisto Solidale – Versilia</p>
<p align="left"><strong>relatrici e relatori:<br />
</strong>Saluti dal Presidente Provincia di Lucca, avv<strong>. STEFANO BACCELLI</strong> e dal Direttore dell’APT- Versilia,<strong> </strong>ing. <strong>MASSIMO LUCCHESI</strong>.</p>
<p align="left">dott.ssa <strong>LUCIA BONCI</strong>, pedagogista clinica; dott.<strong> NICOLA SALTARELLI</strong>, laureato medicina e chirurgia, esperto olismo e psicosomatica; dott.ssa <strong>CARMEN GRUhOLD</strong>, consulente filosofica; prof.ssa <strong>ANNA TORRETTI</strong>, naturalista specializ. scienze dell’alimentazione e dietologia;  dott. <strong>RICCARDO RONI</strong>, filosofo, dottorando di ricerca all’ Università di Firenze; <strong>ENRICO SANTAMBROGIO</strong>, animatore di reti  solidali; <strong>BARBARA PUCCI</strong>, Scuola Archeosofica; dott. <strong>ROBERTO SANTI</strong>, respons. medicina penitenziaria Ausl4 Chiavari, PNL pratictioner; <strong>ALBERTO BUCCI</strong>, guida ambientale escursionistica; avv. <strong>VITTORIO LANDOLFI</strong>, conciliatore professionista, studioso materie olistiche; dott. <strong>FRANCESCO FILIPPI</strong>, scrittore, operatore della guarigione spirituale; dott. <strong>VASCO MERCIADRI</strong>, medico, referente medicine complementari Asl 1-MS;  prof.ssa <strong>ILARIA VIETINA</strong>, coordinatrice Scuola della Pace-Provincia Lucca; dott. <strong>VINCENZO SANTORO</strong>, medico, Onlus Banana Joe; dott.ssa <strong>AMBRA SARGENTINI</strong>, direzione Marketing PromozioneTuristicaAPT-Versilia.</p>
<p style="text-align:center;">Esposizione-assaggio di prodotti biologici e trattamenti dimostrativi a cura della psicoterapeuta dott.ssa <strong>DANIELA FINESCHI.</strong></p>
<p style="text-align:center;">Proiezione video naturalistico di<strong> PATRIZIO </strong><strong>BUONGIOVANNI</strong></p>
<p style="text-align:left;"><em>iniziativa organizzata-promossa dal </em>Progetto “<em><a title="depliantNonSoloDonna" href="http://www.studiomandy.com/depliantNonSoloDonna.pdf" target="_blank">Non solo donna</a></em>”<br />
dell&#8217; Associazione Studio Mandy &#8211; Servizi Artistici,  volontariato operante per le pari opportunità di persone “rese” deboli, tramite Sportelli di Solidarietà: <em>ascolto vittime di reati e violenze</em>, dedicato a donne, minori, anziane-i, disabili, immigrate-i, omosessuali e transgender.</p>
<p style="text-align:left;"> INFO: 338-8078091, <a href="http://www.studiomandy.com/">www.studiomandy.com</a></p>
<p><a title="locandinaOlismo3ottobreViareggio" href="http://www.studiomandy.com/locandinaGiornataOlismo2009.pdf" target="_blank">LOCANDINAGiornataOlismoViareggio3ottobre2009</a></p>
<p><a title="programmaOlismo3ottobreViareggio" href="http://www.studiomandy.com/programmaGiornataOlismo2009.pdf" target="_blank">PROGRAMMAGiornataOlismoViareggio3ottobre2009</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Violenze sulle bambine e arresti.]]></title>
<link>http://redprimrose.wordpress.com/2009/09/16/violenze-sulle-bambine-e-arresti/</link>
<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 17:30:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>redprimrose</dc:creator>
<guid>http://redprimrose.wordpress.com/2009/09/16/violenze-sulle-bambine-e-arresti/</guid>
<description><![CDATA[Da Survival: Quattordici persone, tra cui sei membri di una tribù Penan, sono stati arrestati oggi i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-347" title="meandwall" src="http://redprimrose.wordpress.com/files/2008/07/meandwall.jpg" alt="meandwall" width="376" height="554" /></p>
<p>Da Survival:</p>
<p>Quattordici persone, tra cui sei membri di una tribù Penan, sono stati arrestati oggi in Malesia mentre cercavano di manifestare il loro dissenso contro la costruzione di alcune dighe idroelettriche che li costringeranno ad abbandonare le loro terre.</p>
<p>Il gruppo di indigeni e attivisti è stato arrestato di fronte agli uffici del Primo Ministro dello stato del Sarawak, nella parte malese del Borneo.</p>
<p>Stavano cercando di consegnare al governo un appello per fermare la costruzione delle dighe destinate ad allagare le terre dove vivono molti Penan e altri gruppi indigeni, distruggendo le loro foreste e le tombe degli antenati.</p>
<p>Il documento di protesta è stato firmato da più di seicento Penan.</p>
<p>Tra gli arrestati c’è anche Raymond Abin, del Sarawak Conservation Action Network. Parlando dal carcere, ha raccontato a Survival che la delegazione non aveva ottenuto il permesso di entrare a consegnare l’appello, e così ha atteso all’esterno dell’edificio. Dopo quattro ore, l’ufficio del Primo Ministro ha chiamato la polizia e ha fatto arrestare tutti. Tuttavia, ad oggi, non sono ancora state formulate accuse.</p>
<p>“Questa è la mia terra ancestrale” aveva dichiarato tempo fa un Penan a Survival. “I Penan vivono qui da generazioni. Non vogliamo andarcene e non vogliamo cedere questa terra a nessuno”. Agli abitanti del suo villaggio è stato intimato di spostarsi per far posto alla diga “Murum”, che è già in costruzione per mano della controversa impresa statale cinese “China Three Gorges Project Corporation”.</p>
<p>Stephen Corry, il Direttore generale di Survival ha dichiarato oggi: “Survival è molto preoccupata per il fatto che i Penan e altri gruppi siano stati arrestati mentre cercavano di manifestare pacificamente la loro preoccupazione su queste dighe che, se completate, devasteranno le loro vite. Invece che rinchiuderli, il governo della Malesia dovrebbe ascoltarli”.</p>
<p>“I Penan sono conosciuti in tutto il mondo come i ‘gentile nomadi del Borneo’ ma stanno subendo attacchi brutali su vari fronti” ha commentato Francesca Casella, direttrice di Survival Italia. “Risale alla settimana scorsa la diffusione di un rapporto governativo che conferma le denunce di stupro effettuate quasi un anno fa da ragazze e bambine penan di soli 10 anni.</p>
<p>A violentarle mentre vanno o tornano da scuola sono gli operai della compagnie di disboscamento che operano nelle loro terre. E abbiamo appena saputo che la polizia avrebbe anche smantellato a forza le barricate erette in agosto da dodici comunità penan determinate a fermare pacificamente la distruzione della foresta in cui abitano da tempi immemorabili e da cui dipende la loro sopravvivenza… È tempo che la comunità internazionale reagisca e si schieri finalmente al loro fianco!”</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Emozioni e comunicazione affettiva-Sandro Rodighiero]]></title>
<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/09/07/emozioni-e-comunicazione-affettiva-sandro-rodighiero/</link>
<pubDate>Mon, 07 Sep 2009 08:16:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/09/07/emozioni-e-comunicazione-affettiva-sandro-rodighiero/</guid>
<description><![CDATA[I Linguaggi della mente e le sue espressioni &#8211; E&#8217; stato il tema di un incontro a San Min]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>I Linguaggi della mente e le sue                    espressioni</strong> &#8211; E&#8217; stato il tema di un incontro a San Miniato (Pisa) l&#8217;11 e il12 Maggio del 2002. Al centro di questo incontro le letture e le riflessioni di S. Resnik, che, a quel tempo, mi aiutarono a muovermi tra i tanti problemi giovanili di cui la scuola è divenuta teatro anche se oggi, spesso, i ragazzi preferiscono starsene zitti e tra loro,  non in branco, come accadeva un tempo, ma in piccoli gruppi, aumentando il disagio e la distanza tra l&#8217;uno e l&#8217;altro oltre che le discordie e i problemi di comunicazione e comprensione. Riporto l&#8217;intervento di Resnik perché al suo interno trovo che ci siano finestra da cui affacciarsi ancora oggi.</p>
<p><a href="http://www.arpa-psiche.it/cartelleSito/memoria/7195259.jpeg"><img class="aligncenter" src="http://www.arpa-psiche.it/cartelleSito/memoria/7195259.jpeg" alt="" width="276" height="505" /></a></p>
<p>L’incontro con l’Altro,                    è fatto sempre di una realtà concreta, materica,                    una realtà corporea di comunicazione che veicola affetti                    ed emozioni secernendo umori densi o fumosi come il sudore,                    le lacrime, gli odori il sangue.<!--more--><br />
Nella co-presenza dell’incontro terapeutico <em>ci facciamo                    cose,</em> dice Salomon Resnik<sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote2"> </a></sup><sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote1">1</a></sup>,                    intendendo che nell’incontro, oltre i conosciuti canali                    del transfert, c’è una comunicazione diretta, una                    realtà concreta del contatto che spinge ed influenza                    l’altro in varie direzioni. <em>“È il fondamento                    del clima di realtà dell’incontro analitico”</em> scrive infatti in Persona e Psicosi.<br />
Il corpo comunica al di là del linguaggio, ci ha detto                    anche Binswanger, osservato e vissuto come <em>“forma nascosta                    dell’essere”</em>, il corpo interviene nella relazione                    come depositario e interprete della comunicazione.<sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote2">2</a></sup><br />
L’evento atteso, l’incontro, si colloca nell’ambito                    della sensibilità e dell’emotività, con le                    caratteristiche di ogni evento mondano, proponendosi sotto aspetti                    connessi con il tempo, lo spazio, la corporeità, la sensorialità.<br />
I due mondi di esperienze, sentimenti e aspettative, sconosciuti                    l’uno all’altro, sono, pertanto, mediati dalla corporeità                    e dalla percezione reciproca.<sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote3">3</a></sup><br />
<em>“Aspettava me?”</em> Chiedo, a quel ragazzone molto                    alto, vestito di nero, con degli abiti esagerati, extra large,                    secondo la moda hip-hop di molti ragazzini.<br />
Staziona davanti l’ambulatorio, col suo corpo imponente                    e la testa piccola.<br />
Bagliori metallici gli illuminano il volto adornato di pearcing                    infilati nelle sopracciglia, nell’ala del naso nei padiglioni                    auricolari e due orecchini pendenti dai lobi…<em>”No                    devo spostare l’appuntamento”</em> dice in modo perentorio                    <em>“Non ho il biglietto dell’appuntamento e nemmeno                    l’impegnativa del medico”<br />
“L’impegnativa posso farla io”</em> azzardo.<br />
<em>“No oggi non posso”</em>, secco.<br />
È Venerdì pomeriggio, annoto un appuntamento per                    lunedì mattina e, scritto il cognome, chiedo il suo nome:                    <em>“Satana”,</em> mastica rabbioso. Solo dopo una pausa,                    borbotta il suo nome.<br />
Penso a Satana quel fine settimana.<br />
Quanta disperazione deve avere in cuore un adolescente per chiamarsi                    Satana, quanta rabbia quanto dolore c’è nel fondo                    di quegli occhi bui.<br />
Lunedì, arriva puntuale. <em>“Fumo una sigaretta                    fuori, prima”</em> dice teso e tremante dall’alto dei                    suoi quasi due metri.<br />
In seduta mi guarda con uno sguardo disperato ed iroso al tempo                    stesso.<br />
<em>“Sto male!”</em> e, quasi piangendo, mi mostra il                    braccio tagliato e sanguinante.<br />
“Sto troppo male!”<br />
<em>“Lo so”</em>, gli dico, ed un sorriso si accende                    in fondo al suo sguardo scuro quando gli ricordo il nostro incontro                    di venerdì e tutto quel dolore pesante, denso e impotente                    che ho scorto dietro quella parola: <em>Satana</em>.<br />
Klinefelter <sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote4">4</a></sup> è soltanto un nome, ma è anche la tragedia di                    una vita, l’inferno, se è il marchio su un ragazzo,                    un adolescente, che odia e si vergogna del suo corpo.<em>“Non                    voglio mi si guardi”, “Mi arrabbio molto se mi guardano”<br />
“Fossi almeno nato donna, corro tutto il tempo ed ho sempre                    la pancia e i fianchi troppo larghi, due tette che mi vergogno…l’ultima                    volta che mi sono messo una canottiera corta d’estate,                    avevo tredici anni…sempre con camice enormi ..”<br />
</em>Sentendosi ascoltato parla del suo dramma liberamente, <em>“avrei                    avuto occasione di far sesso con una ragazza, ma sono scappato.                    Mi vergogno, ho un pene piccolissimo. Ho solo l’altezza                    che nasconde le mie forme…<br />
Mi resta solo il pensiero. Le mie storie le faccio col pensiero,                    ho molta fantasia, col pensiero potrei vivere due, tre vite”<br />
</em>Qual è l’identità di questo ragazzo,                    quale processo di <em>personalizzazione</em> è stato per                    lui possibile, prigioniero di un corpo deforme, che può                    essere bello solo se nascosto?<br />
Vi è qui una sorta di <em>autoscopia interna negativa</em> in quanto si percepisce algicamente la presenza di una mancanza                    e la parte del corpo che vorrebbe negare è anche la sede                    di esperienze dolorose che l’Io non riesce a contenere.<sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote6"> </a></sup><sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote5">5</a></sup> Ma <em>Satana</em> non è affetto da una sindrome di Cotard,                    deve fare <span style="text-decoration:underline;">realmente</span> i conti con una mutilazione. È                    un processo contrario, è la presenza qui, che è                    ingombrante, non l’assenza desiderata invano.<br />
Ha subito molti interventi chirurgici, gli hanno asportato le                    ghiandole mammarie che crescevano troppo, aveva i testicoli                    ritenuti.<br />
… Non potrà mai avere figli, gli hanno detto.<br />
…Ma lui fuma Marijuana. Il suo papà, ex tossicodipendente,                    lo ha messo in guardia, gli proibisce l&#8217;exstasi, la coca l’lsd.<br />
La Cannabis, ha provato a piantarla ma non è cresciuta.<br />
<em>“Noi non dobbiamo solo sapere che l’uomo <strong>ha</strong> un corpo, e come sia fatto questo corpo,</em>-scrive Binswanger <em><sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote6">6</a></sup></em>-<em> ma anche che l’uomo <strong>è</strong> sempre, in qualche                    modo, corpo. Questo non significa solo che l’uomo vive                    sempre corporalmente ma anche che egli parla, e si esprime,                    permanentemente con il corpo”</em><br />
Ma cosa è allora questo piccolo, disperato Satana se                    vive in un corpo infido e bugiardo, <em>“Nella maggior parte                    dei casi si tratterebbe di soggetti geneticamente femminili                    in cui lo sviluppo embrionario sarebbe stato alterato”</em>,                    recita infatti il trattato di Camillo Bonessa <sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote7">7</a></sup>.<br />
<em>“Fossi almeno nato donna”</em>, mi ha detto al primo                    incontro, ignaro, forse, dei suoi geni, <em>“Non mi vergognerei                    cosi”</em>.<br />
<em>“Non c’è emozione, non c’è vergogna,                    e non c’è del resto ansia e tristezza, se non in                    un contesto interpersonale</em>. Ricorda Eugenio Borgna<sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote9"> </a></sup><sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote8">8</a></sup>.                    …<em>Se siamo soli, </em>continua,<em> …non siamo sommersi                    dal timore del giudizio degli altri, dall’ansia di essere                    giudicati male, dalla vergogna per non aver corrisposto, o per                    non corrispondere, alle attese degli altri”.<br />
</em>Non ha amici, frequenta poche persone, sta molto da solo.                    <em>Penso molto ho molta fantasia, potrei avere due tre vite                    con la fantasia.</em> Ripete sempre.<br />
Il suo vivere, compensatoriamente, una dimensione fantastica                    e parallela, fa venire in mente Tersite,<em> </em>il personaggio                    del romanzo “Odore di Sesamo”<sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote9">9</a></sup>,                    che si trascina tra i luridi anfratti del manicomio di Velatri,                    nato da uno stupro su un’internata, morta di parto per                    darlo alla luce. <em>Tersite, avatara di un Dio minore, zoppo                    gobbo maleodorante, </em>autorevole e ieratico come una grande                    divinità, reincarnazione dell’antico dio Nabu, con                    le sconfinate fantasie della sua mente sepolta in un corpo deforme,                    regge le sorti dell’umanità intera.<br />
<em>“I due mondi di esperienze, sentimenti e aspettative,                    sconosciuti l’uno all’altro, </em>- scrive Isabella                    Schiappadori<sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote11"> </a></sup><sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote10">10</a></sup> – <em>sono, pertanto, mediati dalla corporeità e                    dalla percezione reciproca. La disponibilità all’empatia                    costituisce il mezzo atto a collegare i due mondi, come presupposto                    della possibilità e del desiderio di comprendere l’alterità”.</em><br />
Parla molto, infatti, nelle sedute successive, questo ragzzo,                    che chiamare ora ”Satana” pare veramente eccessivo.                    Parla di sé, delle cose di tutti i giorni, di tutte quelle                    piccole grandi cose che sono il mondo intero di un’adolescente                    che si affaccia alla vita. Il suo sguardo e le sue parole si                    accendono di calore, di quella forma di amore appropiata all’esperienza                    psicoanalitica che è l’empatia che con Hanna Segal <sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote11">11</a></sup> chiameremo <em>“intuizione psicoanalitica o sentimento di                    contatto”.</em> Un contatto che entrambi sentiamo intenso                    e reale e che permette quella distanza che apre lo spazio dello                    scambio, delle interprestazioni<sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote13"> </a></sup><sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote12">12</a></sup> dove solo può fluire una vera comunicazione affettiva.<br />
La comunicazione affettiva, infatti, attraverso la percezione                    empatica e sensoriale di una corporeità viva e dolente,                    nel corpo a corpo del lavoro psicoterapico, ha sciolto il grumo                    di ghiaccio che lo imprigionava in quell’inferno dove solo                    Satana può regnare, permettendogli ora di intraprendere                    il necessario percorso terapeutico.</p>
<p>Comunicare affetti per iscritto è il modo attraverso                    il quale Serafino, paziente di altro collega, è entrato                    nello spazio mentale e fisico di una nostra nuova relazione                    terapeutica. Pur frequentando il suo analista, è ora                    ospite della Comunità del mio Servizio e intrecciamo                    assieme le fila di un percorso terapeutico.<br />
Ha scritto, infatti, una specie di racconto dove descrive la                    sua entrata, molti anni fa, nel buio e confuso mondo della psicosi.<br />
Quelle pagine, che lui mi ha autorizzato a leggere, hanno, per                    me, rappresentato il ponte attraverso cui passa una comunicazione                    di affetti e sentimenti che permette l’esperienza terapeutica.</p>
<p><em>C’è un cane nella testa di Serafino. Un grosso                    e ringhioso Dobermann tedesco che impedisce lo scorrere dei                    suoi pensieri.<br />
</em>È il cane che suo padre, un importante e meritevole                    alto funzionario dello stato italiano, ha messo a guardia della                    casa, dei figli e della moglie.<br />
In sua assenza era il cane che controllava ogni movimento della                    giovane e bella moglie e dei tre bambini. Il cane tagliava,                    ringhiando minaccioso, ogni accenno ad un dialogo, ad un legame.                    I bambini non potevano giocare tra di loro, rincorrersi, azzuffarsi                    nel gioioso schiamazzare dell’infanzia, il guardiano lo                    impediva, minacciando di azzannarli. Si sedeva in mezzo a loro                    e li osservava, ognuno da solo, per conto proprio.<br />
Nessuno poteva entrare in casa.<br />
La bella mamma così, per sfuggire all’asfissiante                    gelosia, si è nascosta dentro una montagna di lardo,                    inutilmente.<br />
L’importante uomo di stato lavorava molto, acquisendo meriti                    alla Nazione e lasciando per molte ore il cane a fare la guardia                    come un persecutorio prolungamento di sé.<br />
Era già molto malato di cuore e Serafino, il più                    piccolo e fragile dei tre fratelli ha vissuto con colpa la malattia                    e la morte del padre, inconsciamente desiderata tante volte,                    come una liberazione da quella specie di carcere.<br />
Da grande ne prenderà il posto, giocando al tempo stesso                    il ruolo dispotico del cane ringhioso nei confronti della madre,                    dalla quale non sa separarsi.<br />
Gli anni sono passati ma Serafino appare ancora in carcere,                    cercando la libertà è rimasto rinchiuso in un                    sistema di idee che lo rende folle.<br />
La patologia psichiatrica infatti è patologia della libertà<sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote14"> </a></sup><sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote13">13</a></sup>,                    libertà perduta nella fondamentale battaglia dell’esistenza                    di ciascuno dove si è vincitori o sconfitti. Serafino,                    sconfitto e tratto in catene come un antico guerriero, riesce                    ad emanciparsi ed un giorno scrive di sé, di come sia                    rimasto impigliato nella rete della follia, ne parla in terza                    persona come del personaggio di un racconto, ma è il                    tragico romanzo della sua vita.<br />
<em>“La metamorfosi dell’io schizofrenico è                    ben lungi dall’essere un fenomeno di passivo automatismo                    regressivo”</em>, scrive nel 1948 G. E. Morselli <sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote14">14</a></sup>,                    e prosegue <em>“o una pura conseguenza reattiva psicogena;                    l’ammalato, pur subendo il peso della dissoluzione e dei                    fattori psicogeni, vi costruisce una forma di vita, così                    come l’eschimese costruisce, per proteggersi, l’igloo,                    la capanna di neve”.<br />
</em>Serafino il suo igloo lo costruisce con la neve che trova                    a sua disposizione, con i frammenti del reale, come direbbe                    Resnik<sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote16"> </a></sup><sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote15">15</a></sup>,                    pezzi del suo cane, di suo padre e di sé stesso, se ne                    fa uno scudo, uno schermo ed una maschera.<br />
Scriverà, quindi, Serafino:<br />
<em>“Si trovava a Saintes in Francia, per seguire un seminario                    dal titolo”emozioni e complessità”. Era la                    fine di Luglio del 1991, notte di luna piena, ed S. C. camminava                    da solo lungo le strade pressoché deserte di Saintes,                    per far ritorno al liceo agricolo dove alloggiava la gran parte                    degli studenti intervenuti in occasione del seminario. S. C.                    si sentiva stranamente e piacevolmente leggero e muoveva le                    braccia in ascolto della sottile energia e del vento come se                    desiderasse volare. Il liceo agricolo era situato in aperta                    campagna ed una lunga via diritta lo collegava al centro abitato.                    S. C. si mise a percorrerla; osservava le cose con rinnovata                    attenzione, la mente era libera da pensieri pesanti. Rimase                    colpito da un tabernacolo sormontato da una croce cerchiata;                    quindi il suo sguardo fu attirato da un campo di girasoli. Si                    avvicinò ad un girasole e si cosparse il centro della                    fronte con il giallo preso dai pistilli del fiore. Penetrò                    poi in un campo di pannocchie e vi rimase per alcuni minuti.                    Ma la prima esperienza veramente strana la ebbe abbracciando                    il tronco di un grosso albero: sentiva, infatti, una sorta di                    leggera corrente elettrica percorrergli le braccia e le mani                    a contatto con la corteccia dell’albero.<br />
Entrò quindi nel liceo agricolo, si incontrò con                    C. C. suo amico, scavalcarono la finestra che dava sul terrazzo                    ricoperto di ghiaia e, dopo aver fumato una sigaretta con dell’hashish,                    si misero a fare degli esercizi fisici di scioglimento come                    avevano imparato in mezzo alla natura con il loro amico astrologo                    Z. P.<br />
C. rientrò in stanza, mentre S. C. rimase sul terrazzo.                    S. C., rimanendo in piedi, inarcava all’indietro la schiena                    con le braccia tese verso l’alto, gli occhi sgranati e                    lo sguardo fisso sulla luna piena.<br />
In un momento fu investito da una potente energia che sembrava                    provenire dalla luna. Tutto il corpo dalla testa ai piedi era                    pervaso da questa potente energia. S. C. capiva che stava accadendo                    qualcosa di straordinario, ma nello stesso tempo si rendeva                    conto che il pensiero non partecipava, se non come spettatore,                    all’evento. Di quest’energia, quasi elettrica e parzialmente                    visibile sotto forma di particelle luminose bianche, che teneva                    praticamente immobilizzato il corpo, poteva udire anche il suono                    simile al turbinare del vento. S. C. ebbe paura di essere trasportato                    in aria e quindi di morire…”.<br />
</em>Serafino, in un momento della sua vita nel quale pare uscire                    dal mondo delirante, dopo un intenso lavoro psicoanalitico supportato                    da una terapia farmacologica, sente la necessità di raccontarsi,                    e di raccontare la sua esperienza. Il suo scrivere è                    il ritrovare un legame con l’Altro attraverso un linguaggio                    comprensibile e condiviso.<br />
Per Gadamer<sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote17"> </a></sup><sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote16">16</a></sup> <em>“il linguaggio non è uno strumento, è                    l’essenza dell’uomo…Chi parla una lingua che                    nessuno comprende, non parla. Parlare significa parlare a qualcuno”.</em> L’essenza della follia per J. Lacan <sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote17">17</a></sup> è la crisi del “noi”, la crisi della comunicazione,                    in una regione nella quale: <em>“La parola ha rinunciato                    a farsi riconoscere”</em>. Ecco allora che lo scrivere della                    sua follia rappresenta, per Serafino, la conferma di una presa                    di distanza, di una conquistata sanità.<br />
Delle violenze in famiglia non porta traccia Serafino, come                    di quando ha preteso che il padre, l’alto funzionario di                    stato, inflessibile e tremendo, si inginocchiasse ai suoi piedi,                    o più di recente quando costrinse la madre a dormire                    per mesi in garage, per sfuggire ad aggressioni ben più                    spaventose di quelle che le avevano lasciato il corpo coperto                    di lividi.<br />
Ha un aspetto serafico e una grossa pancia da piccolo Budda.                    Sorride e parla di Rada e Krishnamurti. È in contatto                    con tutte le divinità indiane, loro gli parlano e lui                    risponde, ma sorride come un attore che ringrazia il suo pubblico,                    quando racconta queste cose.<br />
Forse non è più rientrato in quel suo mondo delirante                    che ora pare rimpiangere per la ricchezza e la forza che gli                    dava, la sua fragile personalità psicotica trae energia                    recitando il suo delirio.<br />
È per lui, forse, troppo doloroso affrontare il vuoto                    di quello che Resnik chiama <em>Depressione narcisistica <sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote18">18</a></sup>,</em> intendendo come tale la perdita di quella ricchezza e unicità                    rappresentata dalle immagini e personaggi del delirio cui tanta                    parte di creatività ed intelligenza del paziente è                    legata.<br />
Serafino, nel suo lungo scritto in terza persona prosegue nella                    descrizione critica e disincantata del suo delirio:<br />
<em>“S. C. si sentiva molto felice per quanto gli era accaduto                    e gli stava accadendo: si sentiva come rinato pieno di questa                    nuova energia ed era quasi certo d’essere entrato in contatto                    con un mistero di matrice religiosa, divina; gli sembrava il                    coronamento inaspettato, ma giusto in quanto avvenuto, di anni                    di sofferenza della psiche…<br />
</em>…Ogni tanto poneva il proprio corpo all’ascolto                    di quest’energia in modo da compiere dei movimenti in cui                    si sentiva mosso.<br />
<em>Gran parte del merito della scoperta di quest’energia                    lo attribuiva al fatto di aver letto alcuni libri di J. Krishnamurti”</em>.<br />
Nei lunghi colloqui individuali o di gruppo, Serafino recita                    la parte del Budda, serafico onnipotente impassibile e sorridente,                    parla sempre delle schiere di dee che sono in contatto con lui,                    anche sua madre è la reincarnazione di Rada e con lei                    dovrà congiungersi…ma tutto questo, come l’esibito                    bisogno di assumere haschisch in quantità smodate, hanno                    il sapore di un gioco, di un linguaggio altro, di una seconda                    lingua parlata per non scoprire il segreto della sua mente vuota                    e impoverita da un delirio ormai andato lontano.<br />
L’esperienza schizofrenica, scrive Eugenio Borgna<sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote20"> </a></sup><sup><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm#footnote19">19</a></sup>,                    si esprime in questa giostra senza fine di immagini e di controimmagini,                    di realtà e di controrealtà, che non la rendono                    mai sclerotizzata e mummificata. Sono infinite le storie della                    vita “normale” e della vita psicotica; come è                    infinita l’esigenza di un dialogo che si confronti con                    l’esperienza psicotica nella sua oscurità e nella                    sua luminosità: nelle sue ombre e nelle sue significazioni                    cifrate.<br />
È sempre importante sapere che “Ci facciamo cose”                    all’interno del doppio transfert della relazione terapeutica,                    come insegna Salomon Resnik, importante è rendersene                    sempre conto per non perdere di vista la finalità terapeutica                    dell’incontro con l’Altro.<br />
Vi è una modalità particolare di comunicazione                    che definirei <em>affettiva</em> diversa da caso a caso, ma che                    sempre colpisce intimamente il terapeuta, è come la freccia                    di Cupido, che non si sa mai da dove provenga e perché,                    ma non la si può mai ignorare: quando si viene colpiti                    nasce una relazione.</p>
<p><strong>Sandro Rodighiero</strong></p>
<p>Note1  Resnik S.: Persona e Psicosi. Il linguaggio del corpo. Giulio Einaudi, Torino, 2° edizione 2001</p>
<p>2 Gozzetti G.: “Glosse” fenomenologiche sugli scritti di Salomon Resnik. . In: Levis E. (A cura di): Forme di vita forme di conoscenza. Un percorso fra Psicoanalisi e cultura.. Bollati Boringhieri,Torino, 2000.</p>
<p>3 Schiappadori I.: Degli inizi: aspetti della comprensione. In: Levis E. (A cura di): Forme di vita forme di conoscenza. Un percorso fra Psicoanalisi e cultura.. Bollati Boringhieri, Torino, 2000.</p>
<p>4 Klinefelter H. F., Reifenstein E. C., Albrigt F.: Syndrome characterized by gynecomastia, aspermatogenesis without A-leydigism, and increased excretion of follicle stimulating ormone. In “J. Clin. Endocr.” 2, 615, 1942.</p>
<p>5 Resnik S.: Persona e psicosi. 2a edizione, Op. cit.</p>
<p>6 Binswanger L.: Über Psychotherapie (1935) in Ausgewählte Vorträge und Aufsätze, Francke, Bern 1947.</p>
<p>7 Bonessa C. Diagnosi e terapia delle malattie eponimiche, Ferro Edizioni, Milano, 1974. Pag. 174.</p>
<p>8 Borgna E.: L’arcipelago delle emozioni, Feltrinelli, Milano, 3a edizione 2002. Pag. 50-51.</p>
<p>9 Raimondi R. : Odore di Sesamo, Francesco Rossi Editore, Marina di Carrara MS, 2000.</p>
<p>10 Schiappadori I.: Degli inizi: aspetti della comprensione Op. cit.</p>
<p>11 Segal H.: Scritti psicoanalitici (1981) Astrolabio, Roma 1984.</p>
<p>12 Rodighiero S. (a cura di): Interprestazioni. Dialoghi di psicoanalisi e clinica psichiatrica, Teda Edizioni, Castrovillari (CS) 1994.</p>
<p>13 Ey H.: Etudes psychiatriques, Desclée de Brouwer, Paris 1954.</p>
<p>14 Morselli G. E.: Esiste un’attività psicopatologica originale? (ed. or. 1948), in: Gamna G.(a cura di): L’esistenza psicopatologica, pagg. 255-268. Minerva Medica , Torino, 1975.</p>
<p>15 Resnik S.: Clinica psicoanalitica delle psicosi, a cura di: Sandro Rodighiero. Bollati Boringhieri, Torino, (In corso di stampa).</p>
<p>16 Gadamer H. G.: Mensch und Sprache, in Kleine Schriften I. Philosophie. Hermeneutik, Mohr, Tubingen 1967.</p>
<p>17 Lacan J.: Scritti (ed. or. 1966), Einaudi, torino 1995.</p>
<p>18 Resnik S.: La depressione narcisistica. Archivio di psicologia neurologia e psichiatria, anno XLI, fasc. 2, Milano 1980.</p>
<p>19 Borgna E.: Come se finisse il mondo. Il senso dell’esperienza psicotica,(ed. or. 1995) Universale economica Saggi Feltrinelli, Milano 2002.</p>
<p><a href="http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm">http://www.psicoanalisi.it/psicoanalisi/osservatorio/articoli/osserva29.htm</a></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Uno spettacolo contro la violenza sulle donne]]></title>
<link>http://cianciomariapina.wordpress.com/2009/08/20/uno-spettacolo-contro-la-violenza-sulle-donne/</link>
<pubDate>Thu, 20 Aug 2009 10:33:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>maria pina ciancio</dc:creator>
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<description><![CDATA[Consiglio di assistere allo spettacolo teatrale &#8220;Passi affrettati&#8221; di Dacia Maraini, tra]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Consiglio di assistere allo spettacolo teatrale &#8220;Passi affrettati&#8221; di Dacia Maraini, tratto dall&#8217;omonimo libro-documento, che raccoglie toccanti testimonianze di donne ancora prigioniere della discriminazione storica e familiare <a href="http://www.passiaffrettati.it" target="_blank">http://www.passiaffrettati.it</a></p>
<p style="text-align:justify;">L&#8217;iniziativa è sotenuta  da Amnesty International &#8220;Mai più violenza sulle donne&#8221; e i diritti letterari di Dacia Maraini verranno interamente devoluti a favore di donne che hanno subito violenza (il <a href="http://www.passiaffrettati.it/calendario09.htm" target="_blank">calendario</a> degli appuntamenti è consultabile in internet).</p>
<address> </address>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://cianciomariapina.wordpress.com/files/2009/08/locandinacalabria-1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-683" title="LocandinaCALABRIA (1)" src="http://cianciomariapina.wordpress.com/files/2009/08/locandinacalabria-1.jpg?w=105" alt="LocandinaCALABRIA (1)" width="105" height="150" /></a> <a href="http://cianciomariapina.wordpress.com/files/2009/08/dacia.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-670" title="dacia" src="http://cianciomariapina.wordpress.com/files/2009/08/dacia.jpg?w=116" alt="dacia" width="116" height="150" /></a> <a href="http://cianciomariapina.wordpress.com/files/2009/08/dacia-mapi.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-675" title="dacia mapi" src="http://cianciomariapina.wordpress.com/files/2009/08/dacia-mapi.jpg?w=120" alt="dacia mapi" width="120" height="150" /></a></p>
<p style="text-align:justify;"><em>Foto a sinistra Dacia Mariani, foto a destra Maria Pina Ciancio e Dacia Maraini (Cerchiara di Calabria, 18 agosto -ore 21,oo)</em></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[darsi male fa soli]]></title>
<link>http://baskerville.wordpress.com/2009/08/09/darsi-male-fa-soli/</link>
<pubDate>Sun, 09 Aug 2009 13:56:08 +0000</pubDate>
<dc:creator>baskerville</dc:creator>
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<description><![CDATA[le immaginazioni sono forme. sono gli strumenti ai quali affidiamo il compito di decifrare e, contem]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>le immaginazioni sono forme. sono gli strumenti ai quali affidiamo il compito di decifrare e, contemporaneamente di escogitare, quello che accade. sono il nutrimento delle narrazioni.</em></p>
<p><em>se volessimo immaginare una fisiologia dell&#8217;immaginazione, un suo modo adatto di operare, potremmo pensare alla coagulazione del sangue.</em></p>
<p><em>quando le immaginazioni non coagulano in linguaggio e il linguaggio non si organizza in storie, c&#8217;è soltanto un flusso mobile e caotico, una strutturale impossibilità di forma, e dunque il venir meno di un&#8217;opportunità di comprensione.</em></p>
<p><em>sul tessuto della nostra esperienza si moltiplicano i punti di rottura, si procede per continue abrasioni e lacerazioni, si innesca il flusso emorragico e scompare la produzione di forme dell&#8217;immaginazione.</em></p>
<p><em>provare a fare immaginazioni di quanto accadrà tra venti o trent&#8217;anni, concentrarsi sulla percezione dell&#8217;italia prossima ventura diventa così un&#8217;esperienza vertiginosa.</em></p>
<p>(giorgio vasta ha raccolto in <em>anteprima nazionale</em> nove possibili futuri della nostra patria malconcia immaginati da altrettanti autori. l&#8217;italia di adesso è nel video dei <em>giardini di mirò</em>)</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/30D7vXSfnOY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/30D7vXSfnOY&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Ispettore della Polizia, ferito al Cie di Bologna]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/07/22/ispettore-della-polizia-ferito-al-cie-di-bologna/</link>
<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 22:45:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Sono certo che Vittorio Agnoletto sia impegnato in qualche attività della massima importanza, ma co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[“Sono certo che Vittorio Agnoletto sia impegnato in qualche attività della massima importanza, ma co]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Sei vittima anche tu di violenze? Questo è l'aiuto che cercavi]]></title>
<link>http://italiaallosfascio.wordpress.com/2009/07/21/sei-vittima-anche-tu-di-violenze-questo-e-laiuto-che-cercavi/</link>
<pubDate>Tue, 21 Jul 2009 08:22:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antony Russo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ecco che apro una nuova sezione nel mio blog, dedicata a chi ha subito violenze di qualsiasi genere(]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ecco che apro una nuova sezione nel mio blog, dedicata a chi ha subito violenze di qualsiasi genere(]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Sei vittima anche tu di violenze? Questo è l'aiuto che cercavi]]></title>
<link>http://italiaallosfascio.wordpress.com/2009/07/20/violenze/</link>
<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 18:16:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Antony Russo</dc:creator>
<guid>http://italiaallosfascio.wordpress.com/2009/07/20/violenze/</guid>
<description><![CDATA[Ecco che apro una nuova sezione nel mio blog, dedicata a chi ha subito violenze di qualsiasi genere(]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Ecco che apro una nuova sezione nel mio blog, dedicata a chi ha subito violenze di qualsiasi genere(]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[BAMBINI SOLDATO: UN CRIMINE DI GUERRA…]]></title>
<link>http://parlerdemenage.wordpress.com/2009/07/15/bambini-soldato-un-crimine-di-guerra%e2%80%a6/</link>
<pubDate>Wed, 15 Jul 2009 21:29:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>parlerdemenage</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Un ragazzo ha provato a sfuggire ai ribelli, ma è stato preso… gli hanno legato le mani e hanno cos]]></description>
<content:encoded><![CDATA[“Un ragazzo ha provato a sfuggire ai ribelli, ma è stato preso… gli hanno legato le mani e hanno cos]]></content:encoded>
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