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	<title>vite-da-avatar &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/vite-da-avatar/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "vite-da-avatar"</description>
	<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 23:13:43 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Viaggio e territorio in SecondLife]]></title>
<link>http://mediamondo.wordpress.com/2007/12/18/viaggio-e-territorio-in-secondlife/</link>
<pubDate>Tue, 18 Dec 2007 08:05:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>gboccia</dc:creator>
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<description><![CDATA[La ricerca sull&#8217;esperienze del territorio in SecondLife presentata a Matera, ha rappresentato ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>La ricerca sull&#8217;<a href="http://mediamondo.wordpress.com/2007/12/14/lesperienza-del-territorio-in-secondlife/">esperienze del territorio in SecondLife</a> presentata a Matera, ha rappresentato per me, <a href="http://incertezzacreativa.wordpress.com/">Laura </a>e <a href="http://valelandia.blogspot.com/">Valentina</a> un&#8217;occasione di sperimentare tecniche di ricerca &#8220;dentro&#8221; il metaverso e di riflettere sulle forme di comunicazione territoriale attraverso nuovi modi del viaggio.</p>
<p>Ecco le slide della mia presentazione, che pubblico ringraziando tutti gli avatar intervistati, quelli che hanno risposto al questionario e i tanti che ci hanno aiutato per rendere strutturalmente possibile il lavoro inWorld.</p>
<p><!-- SlideShare error: doc is missing or has illegal characters /[^-_a-zA-Z0-9]/ --> <br />
La metafora dei luoghi in SL è spaziale. Le persone/avatar entrano con i loro corpi negli spazi costruiti, interagiscono con l’ambiente, esercitano una visione “panoramatica”.<br />
È facile quindi pensare lo spazio di SL come un “come se fosse” dello spazio reale. E per questo troviamo Land a tematica territoriale che simulano in 3D i “caratteri” del proprio territorio. Come Toscana. Dove passi da un lieve declivio di erba bagnata da una pioggerella sottile ad una tipica casa colonica. Come se fossero Regioni “collassate” in una land.</p>
<p>Ma lo spazio di SL è in realtà fatto essenzialmente di relazioni tra persone/avatar. SL è pensato essenzialmente per essere un social media, è strutturalmente così. Il linguaggio usato da SL è quello delle relazioni fra avatar e il contesto produce senso solo a partire da esse.</p>
<p>Comunicare un territorio in SL significa perciò esplorare quello che c&#8217;è al di là della via analogica della simulazione di ambienti reali, verso le forme “strutturalmente” relazionali e una “grammatica” delle conversazioni.<br />
La cultura nei luoghi, quindi, più che le visioni panoramatiche.<br />
Significa creare ambienti che facilitino e promuovano le relazioni e allo stesso tempo producano senso attraverso forme “omologhe” a quelle del territorio/brand.</p>
<p>Le persone entrano in SL e danno densità alla loro esperienza solo attraverso le relazioni. Occorre dunque portarle lungo una strada di esperienze capace di costruire il we-sense del territorio.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Il disagio di essere avatar: una notte con gli 01.org]]></title>
<link>http://mediamondo.wordpress.com/2007/11/14/il-disagio-di-essere-avatar-una-notte-con-gli-01org/</link>
<pubDate>Wed, 14 Nov 2007 01:00:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>gboccia</dc:creator>
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<description><![CDATA[In occasione di PERFORMA07  gli o1.org  hanno organizzato tre Synthetic Performances che contemporan]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img border="0" width="600" src="http://mediamondo.wordpress.com/files/2007/11/01org_002.jpg" alt="sintetica" height="350" /></p>
<p>In occasione di <a href="http://performa-arts.org/performa.html">PERFORMA07  </a>gli <a href="http://0100101110101101.org/">o1.org </a> hanno organizzato tre Synthetic Performances che contemporaneamente si svolgono nell&#8217;Artists Space, a New York, e in SecondLife nello spazio<a href="http://slurl.com/secondlife/Odyssey/35/41/24/?title=Odyssey"> <font size="3">Odyssey</font></a>.</p>
<p>L&#8217;idea di fondo è quella di rimettere in scena performance celebri dentro lo spazio di SecondLife. Si tratta di performance che storicamente hanno rappresentato momenti significativi nell&#8217;evoluzione storica del concetto stesso. <br />
Stanotte alle 4SL ho assistito con <a href="http://incertezzacreativa.wordpress.com/">Liu Lunasee</a> e Asian Lednev alla riproposizione di tre di queste azioni peformative:<br />
- GILBERT &#38; GEORGE’S “THE SINGING SCULPTURE” (1969)<br />
-VITO ACCONCI’S “SEEDBED” (1972)<br />
-MARINA ABRAMOVIC AND ULAY’S “IMPONDERABILIA”(1977)<br />
Gli avatar di Eva Mattes e Franco Mattes hanno cercato di costruire un rapporto tra ambiente, pubblico e azione performativa.</p>
<p>La più efficace forse l&#8217;ultima che costringeva gli avatar dei presenti a passare fra i corpo/avatar nudi dei due.</p>
<p>Se nella sua proposizione originaria con Abramovic e Ulay venivano messe in discussione e rotte delle convenzioni sociali, veniva indotta una forma di disagio nel pubblico che strusciava sulle nudità, qui il disagio è dato dalle difficoltà connesse ai movimenti, al disagio di essere avatar e quindi all&#8217;avere uno scarso controllo nelle situazioni costrittive. Molti gli avatar infatti bloccati di fronte ai corpi nudi, titubanti nei movimenti, impacciati, a volte irrompenti. Molti i commenti sulla difficoltà di passare, nel non riuscirci, di frustrazione per i tentativi.<br />
<a href="http://mediamondo.wordpress.com/files/2007/11/01org_002.jpg" title="sintetica"></a><a href="http://mediamondo.wordpress.com/files/2007/11/01org_006.jpg" title="abramovic"><img border="0" width="600" src="http://mediamondo.wordpress.com/files/2007/11/01org_006.jpg" alt="abramovic" height="350" /></a></p>
<p>Appropriarsi del proprio corpo/avatar richiede forse do passare proprio da queste forme di disagio che inducono consapevolezza.</p>
</div>]]></content:encoded>
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