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	<title>volonta &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/volonta/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "volonta"</description>
	<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 15:33:31 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Accumulare ricchezze...]]></title>
<link>http://nutrimente2.wordpress.com/2009/11/21/accumulare-ricchezze/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 04:15:05 +0000</pubDate>
<dc:creator>nutrimente2</dc:creator>
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<description><![CDATA[&#8220;Non vi manca che una cosa: la convinzione. Siete ancora divisi, accettate in voi la biforcazi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&#8220;Non vi manca che una cosa: la convinzione. Siete ancora divisi, accettate in voi la biforcazi]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Intuizione e consulenza psicologica ]]></title>
<link>http://meneghettiantonio.wordpress.com/2009/11/17/intuizione-e-consulenza-psicologica/</link>
<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 09:14:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>alexia11</dc:creator>
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<description><![CDATA[Le scelte e i processi logici dell’approccio standard sono basati sugli archivi delle memorie non fu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Le scelte e i processi logici dell’approccio standard sono basati sugli archivi delle memorie non funzionali, dei complessi (di cui parlava anche Freud) e dell’opinione sistemica. Più stressante è la situazione, più energie disperde l’uomo. Così tutte le scelte fanno precipitare l’uomo nello stress più grave attraverso il sistemismo della società (burocrazia, etc.). Quindi il soggetto percepisce la realtà parzialmente e, essendo incapace di vedere tutto il quadro, compie delle scelte basate sulla logica, il che rafforza le sue dinamiche di autodistruzione. L’uomo sbaglia nello scegliere le strategie così come i mediatori legali.</p>
<p>L’aiuto del consulente ontopsicologico è una possibile via d’uscita. L’intervento dello specialista aiuta il cliente a fare una terapia di autenticazione all’unico scopo di consentire il suo ritorno al “maestro interno” per accedere all’approccio intuitivo.</p>
<p>L’<a href="http://www.ontopsicologia.it">Ontopsicologia</a> è una visione comprensiva che dà all’uomo la possibilità di raggiungere un risultato positivo provvidenziale. Questa si appoggia alla volontà dell’Io che ci conduce al risultato atteso, cioè alla soluzione del problema.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Convegno Confesercenti]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/11/17/convegno-confesercenti/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 23:33:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Roma  23 novembre alle ore 10,00 Via Nazionale 60 convegno Confesesercenti su testi di legge all’esa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Roma  23 novembre alle ore 10,00 Via Nazionale 60 convegno Confesesercenti su testi di legge all’esame del Parlamento. “Avere ad un tavolo di discussione, &#8211; è detto in un comunicato stampa della Confederazione &#8211; diversi  esponenti  degli  schieramenti  politici  che  hanno presentato i testi di legge in discussione nella XI Commissione Lavoro della Camera, riteniamo possa essere interpretato con la volonta&#8217; di giungere ad una possibile  approvazione in tempi brevi della legge in un solo testo unificato. E&#8217; indispensabile quindi, che vi sia da parte nostra, la  dimostrazione  rappresentativa numerica e autorevole che il settore non intende piu&#8217; attendere tempi lunghi per un provvedimento che deve garantire migliori tutele previdenziali e normative, e la Sua presenza servira&#8217; ad aumentare tale autorevolezza. Se ritiene di rappresentare la Sua organizzazione con un  intervento  durante la  discussione pubblica La preghiamo di voler provvedere con immediatezza nel farci giungere la Sua richiesta, che ci consentirà di predisporre una scaletta adeguata ai tempi dell&#8217;orario previsto. Poiche&#8217; per gli stessi motivi di tempo non sara&#8217; possibile dare la parola a tutti, durante l&#8217;incontro ognuno degli intervenuti potrà consegnare in forma scritta le proprie proposte, suggerimenti o modifiche dei testi di legge, ai Parlamentari presenti. La preghiamo quindi di confermare la Sua presenza ai numeri di telefono,  via fax o con  e-mail agli indirizzi  qui indicati,  per consentirci la migliore organizzazione dell&#8217;iniziativa che, auspichiamo, possa essere uno degli atti che determineranno i tempi brevi dell&#8217;approvazione del provvedimento che i lavoratori del settore attendono da anni e che, pare, sia possibile di realizzazione in tempi accettabilmente brevi”.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nemici del desiderio]]></title>
<link>http://stressami.wordpress.com/2009/11/14/nemici-del-desiderio/</link>
<pubDate>Sat, 14 Nov 2009 12:29:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>stressami</dc:creator>
<guid>http://stressami.wordpress.com/2009/11/14/nemici-del-desiderio/</guid>
<description><![CDATA[Ci sono situazioni personali e della vita di coppia che possono incidere nella diminuzione del desid]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-709" title="nemici del desiderio" src="http://stressami.wordpress.com/files/2009/11/nemici-del-desiderio.jpg" alt="nemici del desiderio" width="65" height="100" />Ci sono situazioni personali e della vita di coppia che possono incidere nella <strong>diminuzione del desiderio sessuale</strong>.</p>
<p><em>Esistono dei veri e propri <strong>nemici del desiderio</strong>!!</em></p>
<p>Di fronte ai nemici bisogna armarsi e combatterli, ma come?</p>
<p>Lo <strong>stress da lavoro</strong> è il nemico numero uno, quindi è importanete saperlo affrontare evitando innanzitutto che entri in casa, scaricandolo magari in palestra, in una passeggiata, in un&#8217;incontro con un&#8217;amico a cui siamo soliti confidare le nostre ansie.</p>
<p><strong>L&#8217;abitudine </strong>è un altro nemico portentoso, che si può affrontare creando nuove situazioni, come una cena non programmata fuori casa, la visione di un film che piaccia ad entrambi, una gita nel week end. <strong>Rompere la routine</strong> è più semplice di quanto si pensi, basta metterci un pizzico di volontà e fantasia.</p>
<p><strong>L&#8217;invadenza della famiglia d&#8217;origine</strong> è un nemico insidioso che va arginato fin dall&#8217;inizio di ogni rapporto di coppia. Non bisogna creare delle abitudini, come andare a pranzo ogni domenica o consentire alla suocera di venire a casa ogni qual volta lei lo voglia ecc..ecc..</p>
<p>Altro nemico può essere la presenza di una <strong>disfunzione sessuale</strong>, come il vaginismo, l&#8217;eiaculazione precoce che se non vengono affrontati con l&#8217;aiuto di uno specialista possono diventare causa di gravi problemi psicologici.</p>
<p>I <strong>nemici del desiderio</strong> sono sicuramente tanti ma possono e soprattutto DEVONO essere gestiti dalla coppia prima ancora che prendano il sopravvento. Per saperne di più <a href="mailto:stressami@gmail.it" target="_self">contattaci</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Alle fonti della gentilezza]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/11/13/alle-fonti-della-gentilezza/</link>
<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 11:06:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non so se ve ne siete accorti, stamattina, uscendo di casa e incrociando i vostri vicini: oggi è la ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Non so se ve ne siete accorti, stamattina, uscendo di casa e incrociando i vostri vicini: oggi è la ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[La dignità rubata]]></title>
<link>http://contaminazione.wordpress.com/2009/11/02/la-dignita-rubata/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 15:21:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>arnaut</dc:creator>
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<description><![CDATA[A Napoli si muore senza dignità Una persona uccisa da un killer; gente che scappa; gente indifferent]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div id="attachment_70" class="wp-caption alignleft" style="width: 207px"><img class="size-full wp-image-70" title="camorra" src="http://contaminazione.wordpress.com/files/2009/11/camorra21.jpg" alt="sistema" width="197" height="149" /><p class="wp-caption-text">A Napoli si muore senza dignità</p></div>
<p>Una persona uccisa da un killer; gente che scappa; gente indifferente.</p>
<p>I fotogrammi rubati alla quotidianità di rione Sanità a Napoli, quelli messi in circolazione dalla Procura per arrivare all&#8217;arresto del killer, sono inquietanti non soltanto per la scena agghiacciante ripresa dalla telecamera, ma soprattutto per il contorno: sembra una città normale, arriva un evento così forte, la città non si scuote.<!--more--></p>
<p>Tutto infatti sembra restare inerme e freddo alla &#8220;novità&#8221; di un omicidio in pieno giorno, senza che nessuno abbia fatto nemmeno un gesto per cambiare quella routine. Ormai a Napoli si muore come si comprano le sigarette, con la stessa naturalezza.</p>
<p>E questo è il più grande risultato della Camorra, del Sistema: rubare la dignità ad un popolo. Le interviste che sono seguite hanno rivelato il vero volto del popolo napoletano: non si tratta di omertosi, ma di persone impaurite. Chi ha visto tace, perché lo Stato non garantisce protezione ed incolumità, non è in grado di farlo, non ha la possibilità per farlo.</p>
<p>Questo spiega perché poi alla fine a parlare sia stato un pentito, uno che non ha mai avuto la dignità, perché ha abbracciato scelte che già da sole sono contro natura, contro la dignità di ogni essere vivente, umano.<br />
La Camorra non ha dignità, i camorristi neanche: sono parassiti che contrattano con lo Stato, con chi rappresenta lo Stato, purtroppo a volte sono loro stessi lo Stato, ma uno Stato moralmente minore, che non guarda al bene dei suoi figli, ma a sfruttare la propria terra, a creare un clima di terrore per fare di tutto un dominio. Il Sistema non ha un futuro per i singoli, che sono destinati a morire, che sono soltanto delle comete di passaggio: il Sistema resterà, i camorristi invece spariranno, e di loro non ci saranno tracce. Nel mezzo, però, soltanto fredda e calcolata distruzione, distruzione di esseri umani privati di tutto quanto hanno di più caro, della loro dignità.</p>
<p>Napoli deve riconquistare la sua dignità, ma non possono farlo i napoletani, perché all&#8217;interno del sistema sono pedine di scambio per spicchi di frivola ricchezza: devono essere i politici a non minimizzare, a non sottovalutare, ad eliminare ogni tipo di legame con chi non vuole il bene comune, ma soltanto il bene proprio.</p>
<p>Napoli deve risorgere, non come monumenti, strade, palazzi, ma come un popolo che deve andare fiero della propria storia, della propria cultura e delle proprie conquiste: le scene viste in televisione testimoniano un abbrutimento collettivo che ha fatto perdere il senso di civiltà. Vivere a Napoli, oggi, significa sopravvivere, rinunciare ad ogni aspettativa perché chi vive a Napoli è schiacciato all&#8217;interno di una rete di sangue e sporchi compromessi dai quali è quasi impossibile uscirne puliti.</p>
<p>I napoletani non sono conniventi, sono vittime di malgoverno ed opportunismo: da troppi anni si affidano a falsi profeti che alla fine non possono che colludere col Sistema. Non è necessario un diluvio che spazzi via tutto, basterebbe soltanto la buona volontà di chi ha voglia di fare fino in fondo il proprio dovere.</p>
<p>I napoletani l&#8217;orgoglio ce l&#8217;hanno, così come la dignità: cercano soltanto il momento giusto (e la persona giusta) per riprendere quel difficile vizio del vivere.</p>
<p>&#8211;&#62; Link agli <a href="http://liberamentegiovani.wordpress.com/2008/04/21/la-camorra-ci-protegge-perche/" target="_blank">articoli di Roberto Saviano</a> (comparsi su <em>Repubblica</em>).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il codice del Tempo]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/11/01/il-codice-del-tempo/</link>
<pubDate>Sun, 01 Nov 2009 07:30:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Gregg Braden Il Codice del Tempo Il segreto del 2012 e l’arrivo della nuova era Macro Edizioni Compr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Gregg Braden Il Codice del Tempo Il segreto del 2012 e l’arrivo della nuova era Macro Edizioni Compr]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ma... perchè?]]></title>
<link>http://aliusetidem.wordpress.com/2009/10/31/ma-perche/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 11:24:18 +0000</pubDate>
<dc:creator>ναℓєитιиα</dc:creator>
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<description><![CDATA[In quei momenti in cui il mio cervello decide di camminare, mi vengono in mente diversi interrogativ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div style="float:left;margin-right:4px;"><img src="http://marcoe.files.wordpress.com/2009/04/punto_interrogativo.jpg?w=125&#038;h=123" alt="" width="125" height="123" /></div>
<p>In quei momenti in cui il mio cervello decide di camminare, mi vengono in mente diversi interrogativi a cui ancora non sono riuscita a dare una risposta. Succedono tante di quelle cose&#8230; Ma il senso qual&#8217;è? Qualora ce ne fosse uno dovrebbe essere parecchio strano.</p>
<p>Per esempio, mi capita quasi ogni giorno di vedere persone che si piangono addosso per delle cose che esse stesse hanno fatto. Perchè nessuno prova a riscattarsi, a rimettere le cose a posto&#8230;  a fare uscire un po&#8217; di volontà una buona volta? Perchè la gente si lascia travolgere dalle cicostanze senza darsi una mossa? Sono tutti deboli? Personalmente non ci credo e non ci voglio credere. Non è materialmente possibile. Tipo quelli che all&#8217;università sono duemila anni fuori corso e si lamentano&#8230; Non capiscono che se non studiano resteranno là per sempre? Evidentemente no. Che poi io non amo particolarmente lo studio obbligato, ma riesco a capire che se non mi muovo non concluderò mai nulla.</p>
<p>Sarà che io sono una persona che non si abbatte facilmente, o che quando sembra che stia crollando in realtà sta preparando il contrattacco&#8230; Ma non capisco perchè tutti (o quasi) passino la loro vita in una continua lamentela di quello che non va e di quello che a loro non piace o in una critica costante al mondo che li circonda. Io pure sono una criticona, non lo nego. Ma io non critico i gusti della gente, critico i suoi comportamenti. E credo sia molto diverso. Vale a dire: non ti dirò mai che non capisci niente di musica se non ti piace il mio gruppo preferito (autoproclamandomi io massima autorità in fatto di musica), ma sarò la prima a dire che non hai cervello nel momento in cui ascolti un determinato genere per fare il figo o perchè va di moda.</p>
<p>Può sembrare un discorso totalmente slegato, ma ci sono troppe cose che non mi quadrano.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Intervista a Anthony Robbins]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/10/31/intervista-a-anthony-robbins/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 07:30:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[CHI ERA ANTHONY ROBBINS 20 ANNI FA? “Ero un giovane infelice, pieno di dubbi e di paure. Non avevo u]]></description>
<content:encoded><![CDATA[CHI ERA ANTHONY ROBBINS 20 ANNI FA? “Ero un giovane infelice, pieno di dubbi e di paure. Non avevo u]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Desiderio e Tempo]]></title>
<link>http://desiderioefilosofia.com/2009/10/30/desiderio-e-tempo/</link>
<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 10:44:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>luciano de fiore</dc:creator>
<guid>http://desiderioefilosofia.com/2009/10/30/desiderio-e-tempo/</guid>
<description><![CDATA[Prima di parlare del rapporto del desiderio e la Storia, e con la post-Storia, resta sul tappeto inf]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Prima di parlare del rapporto del desiderio e la Storia, e con la post-Storia, resta sul tappeto infatti il suo sfondo teoretico. Nella svalutazione teoretico-speculativa heideggeriana del desiderio possiamo trovare una chiave ermeneutica utile per inquadrarlo.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-98" title="Heidegger casa" src="http://desiderioefilosofia.wordpress.com/files/2009/10/heidegger-casa.jpg?w=300" alt="Heidegger casa" width="300" height="200" />In <em>Essere e tempo</em> Heidegger si occupa del desiderio nel § 41, L’essere dell’Esserci come Cura (<em>Sorge</em>). Quest’ultima è la determinazione ontologica fondamentale dell’Esserci. Indica che il <em>Dasein</em> è sempre proteso verso qualcosa, è – avrebbe detto Husserl – intenzionalità. Ma a diferenza di quest’ultimo, per Heidegger la disposizione intenzionale del <em>Dasein</em> non è rivolta solo verso comportamenti conoscitivi, ma in un senso più ampio, che comprende anche altri comportamenti. La Cura non è un essere puro, ma un poter-essere. Franco Volpi ricorda opportunamente che tra il 1920 ed il ’21 Heidegger aveva usato come suo equivalente il termine <em>Bekümmerung</em>, indicando così il “movimento” proprio della vita umana.<br />
Anche in <em>Sein und Zeit</em>, dunque, il desiderio si colloca all’interno del discorso sull’Esserci come Cura, cioè dell’esser-avanti-a-sé dell’Esserci: “L’esser-avanti-a-sé non denota la tendenza isolata di un soggetto ‘senza mondo’, ma caratterizza l’essere-nel-mondo; il quale, consegnato a se stesso, è già da sempre <em>gettato in un mondo</em>”<a href="#_ftn1">[1]</a>. Siamo nel dis-astro, insomma.<br />
Heidegger tratta del desiderio e però se ne distanzia: perché? La ragione è nel privilegio dell’istante, al quale lo Heidegger di <em>Essere e tempo</em> si attiene, privilegio che cassa fuori la struttura di differimento e di rimandi indiretti tipica del desiderare<a href="#_ftn2">[2]</a>. Quest’ultimo, infatti, ha una relazione originaria e costitutiva con la dimensione prossima del tempo: il desiderio è declinato al futuro, ma tiene un piede nel presente, nel <em>Trieb</em> da cui muove. Il che costituisce però un impedimento decisivo per far rientrare la posizione desiderante nella comprensione filosofica heideggeriana: «Nel desiderio, l’Esserci progetta il suo essere in possibilità che non solo non sono mai afferrate nel prendersi cura, ma la cui realizzazione non è mai né seriamente progettata, né realmente attesa. Il prevalere dell’’essere-avanti-a-sé’ nella forma del semplice desiderare, porta con sé l’incomprensione delle possibilità effettive»<a href="#_ftn3">[3]</a>.<br />
Attenzione: «Volere e desiderare, ontologicamente, sono necessariamente radicati nell’Esserci in quanto cura e non sono semplici esperienze vissute, ontologicamente indifferenti e immerse in una “corrente” del tutto indeterminata quanto al senso del suo essere», dice Heidegger. Anche il desiderare dunque rientra a pieno titolo nella Cura (<em>Sorge</em>), quell’essere dell’Esserci che salda in sé esistenzialità, effettività e deiezione. Ma ai fini dell’obiettivo ontologico fondamentale che si propone <em>Essere e tempo </em>– aggiunge Heidegger – che non mira a costruire un’antropologia concreta, non è qui il caso di descrivere adeguatamente una <em>tendenza</em> quale il desiderio. Pur tuttavia è possibile “accennare” al modo in cui questi fenomeni sono fondati esistenzialmente nella Cura.<br />
Heidegger lega dunque il desiderio al volere, che tratta subito prima. Entrambi soggiacciono a quell’apertura costituita dall’«essere-avanti-a-sé». Ma è proprio il prevalere di questa struttura emotiva, direi, che consegna il desiderio all’inautenticità: «L’essere-nel-mondo in cui il mondo è essenzialmente progettato come mondo di desideri, si è irrimediabilmente abbandonato a ciò che è disponibile, in modo tale, però, che il disponibile, in confronto al desiderato, risulta sempre insufficiente». Come dire che il desiderio rischia di introdurre una misura di cattiva infinità nella Cura, una sorta di “vagheggiamento deiettivo” che tende a “chiudere le possibilità”. E qui Heidegger fa un’annotazione molto interessante: «Ciò che “c’è” nel vagheggiare del desiderio, diviene “mondo reale”»<a href="#_ftn4">[4]</a>. Quel che è avanti a noi, quindi ciò che a stretto rigore non c’è, diviene invece l’unica realtà, mondo reale. L’ottativo, il desiderato si sostituisce al dato e – il che è ancor più interessante &#8211; alla possibilità di cambiare davvero il dato e al suo pieno apprezzamento (il disponibile, rispetto al desiderato, risulta sempre insufficiente). Perciò dice che il desiderio <em>chiude</em> le possibilità.<br />
È interessante che anche Ernst Bloch colga in modo simile una caratteristica analoga del desiderio: «Nel mondo c’è felicità a sufficienza, ma non per me: così dice ovunque a se stesso l’itinerante desiderio. In tal modo naturalmente il desiderio testimonia al tempo stesso che vuole solo tirar fuori qualcosa dal mondo e non cambiarlo»<a href="#_ftn5">[5]</a>. Una caratteristica quindi del desiderio, per Heidegger come per Bloch, sarebbe la sua inanità, se non si coniuga alla volontà.</p>
<hr size="1" /><a href="#_ftnref1">[1]</a> Martin Heidegger (1927), <em>Essere e tempo</em>, a cura di Franco Volpi, pag. 240.</p>
<p>&#160;</p>
<p><a href="#_ftnref2">[2]</a> Si veda di Fabio Ciaramelli, <em>Heidegger e il diniego del desiderio</em>, in <em>Genealogia dell’umano: saggi in onore di Aldo Masullo</em>, a cura di G. Cantillo e F.C. Papparo, Guida Editore, Napoli 2000, vol. II, pag. 311 e segg.</p>
<p><a href="#_ftnref3">[3]</a> Martin Heidegger (1927), <em>Essere e tempo</em>, trad. it. a cura di Pietro Chiodi, UTET, Torino 1978, § 41, pag. 305.</p>
<p><a href="#_ftnref4">[4]</a> Ibidem.</p>
<p><a href="#_ftnref5">[5]</a> Ernst Bloch, <em>Il principio speranza</em>, cit., pag. 41.</p>
<pre>
</pre>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La Casa degli altri]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/10/26/la-casa-degli-altri/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 11:18:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
<guid>http://biblicamente.wordpress.com/2009/10/26/la-casa-degli-altri/</guid>
<description><![CDATA[Sabato pomeriggio è stata inaugurata la nuova sede torinese di Casa della Bibbia: la nota libreria c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sabato pomeriggio è stata inaugurata la nuova sede torinese di Casa della Bibbia: la nota libreria c]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[L'ombra della fine]]></title>
<link>http://adryena.wordpress.com/2009/10/25/lombra-della-fine/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 19:20:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>adryena</dc:creator>
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<description><![CDATA[Immobile leggo il suo msg. Impassibile, mentre scorro le sue parole: noi non possiamo portare avanti]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Immobile leggo il suo msg. Impassibile, mentre scorro le sue parole: <em>noi non possiamo portare avanti questa storia&#8230;</em>Impotente. Ecco come mi sento in questa domenica pomeriggio, mentre fuori è già buio. Avvolta da un plaid mi pento di aver espresso ad alta voce un desiderio, di avergli dato corpo, trasmettendoglielo con un msg: <em>avevo sognato che citofonavi all&#8217;improvviso, ma nn succederà, nn oggi</em>.</p>
<p style="text-align:justify;">Sapevo sin da ieri che che non ci sarebbero state citofonate nè telefonate oggi, non ci saremmo visti oggi. E forse proprio questa consapevolezza ha fatto aumentare il mio desiderio di lui. E al telefono è silenzioso, mi sforzo di ridere, mentre sento sempre e solo più freddo. Inutile la tazza di te che, bollente, stringo tra le mani.</p>
<p style="text-align:justify;">Priva di volontà, ancora una volta, devo accettare le scelte altrui, anche se non le capisco, anche se non le condivido, anche se mi piombano in un torpore noto in cui hanno la meglio solo le lacrime. Ma le lacrime stavolta stentano a venire fuori, forse perchè non è ancora finita, forse perchè ho ancora una possibilità, forse perchè tutto accade ora che avevo riconosciuto a me stessa che mi sto innamorando di lui.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Tra soldi e messaggio]]></title>
<link>http://biblicamente.wordpress.com/2009/10/16/tra-soldi-e-messaggio/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 10:38:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>pj</dc:creator>
<guid>http://biblicamente.wordpress.com/2009/10/16/tra-soldi-e-messaggio/</guid>
<description><![CDATA[«L&#8217;Italia è una repubblica fondata sul lavoro, non sulla fortuna. E invece qui tra Gratta e vi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[«L&#8217;Italia è una repubblica fondata sul lavoro, non sulla fortuna. E invece qui tra Gratta e vi]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il telefonino]]></title>
<link>http://yaila.wordpress.com/2009/10/10/iltelefonin/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 21:11:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Yaila</dc:creator>
<guid>http://yaila.wordpress.com/2009/10/10/iltelefonin/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; una notte nera e piena di nuvole. Da lontano arrivano le allegre note di un&#8217;orchestri]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">E&#8217; una notte nera e piena di nuvole. Da lontano arrivano le allegre note di un&#8217;orchestrina jazz, ma subito il vento le trascina via per fare spazio ad un alone di silenzio che si posa leggero sulle mie spalle e sulla mia mente. E&#8217; un silenzio pieno di ricordi per quello che è stato, di speranze per quello che sarà, di paure per quello che è. Tengo gli occhi chiusi, quasi a cercare nel silenzio una voce, quella voce che mi dia speranza, forza e soprattutto il coraggio che in qualche momento mi viene a mancare. Fra le mani stringo un telefonino cellulare e un piccolo rosario, come a voler mettermi disperatamente in contatto con quel Destino che ascolta, sa e può tutto. In un certo senso è come se cercassi la risposta a quello che sarà domani, per non fare scelte sbagliate oggi&#8230; E per non avere paura. Mi attacco alle mie speranze e ai sogni che coltivo naturalmente fin da bambina per ripetermi che devo avere fiducia, che c&#8217;è chi mi ascolta e non deluderà né i miei desideri né le mie aspettative. E&#8217; strano come in un momento come questo io mi renda conto di non avere quella grande pazienza che tante volte mi accompagna nella vita&#8230; Ma è solo paura; una paura lenita dall&#8217;abbraccio di Colui che sa e può tutto e dai tanti abbracci di coloro che mi stanno accanto ogni giorno, da vicino e soprattutto da lontano, e che tenendomi per mano attraversano assieme a me il momento forse più duro della mia vita fino ad oggi. La paura di affrontare tutto questo e il forte desiderio di affrontarlo per poter finalmente trovare un po&#8217; di serenità spaccano la mia anima attraverso una voragine che provo a colmare con la forza di volontà e con tanti pensieri positivi per quello che sarà il domani. In fondo questa è solo una delle piccole e grandi prove che la vita mi ha messo di fronte. Squilla il telefonino. … E&#8217; la vita che mi chiama.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dipende da come guardi le cose]]></title>
<link>http://crescereleggendo.wordpress.com/2009/10/08/dipende-da-come-guardi-le-cose/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 10:56:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>crescereleggendo</dc:creator>
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<description><![CDATA[l bambino guardava la nonna scrivere una lettera. A un certo punto, le domandò: &#8220;Stai scrivend]]></description>
<content:encoded><![CDATA[l bambino guardava la nonna scrivere una lettera. A un certo punto, le domandò: &#8220;Stai scrivend]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[...che ora non ho !]]></title>
<link>http://koalanation.wordpress.com/2009/10/08/che-ora-non-ho/</link>
<pubDate>Thu, 08 Oct 2009 07:32:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>koalanation</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho smesso di leggere . Non certo per volontà , semplicemente non ci riesco &#8230; non più! Le parol]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a title="More about La vita che volevo" href="http://www.anobii.com/books/La_vita_che_volevo/9788817033695/01f3aca4e8b8ff526e/"><img class="alignright" style="padding:5px;" title="La vita che volevo" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&#38;item_id=01f3aca4e8b8ff526e&#38;time=1253742281" alt="More about La vita che volevo" width="93" height="146" /></a></p>
<p style="text-align:left;">Ho smesso di leggere . Non certo per volontà , semplicemente non ci riesco &#8230; non più! Le parole stampate , una dietro l&#8217;altra , sono diventate solo parole : vuote , lontane &#8230; parole di altri ! Ho smesso anche di scrivere . Temo di avere , temporaneamente , smesso di vivere .</p>
<p style="text-align:left;">Il caro vecchio &#8220;NULLA&#8221; , quello che in un film di quando eravamo bambini  risucchiava inesorabilmente il mondo della nostra Fantasia , esiste . Esiste davvero e per la prima volta nella vita mi cammina accanto .</p>
<p style="text-align:left;">Guardo con occhi nuovi tutta una categoria di persone che mi sembrava di non poter capire . Quando ami la vita e ne vivi ogni secondo ,  non puoi comprenderli . Ma quando la vita non ti sembra più così incredibilmente bella &#8230; allora capisci cosa vedono , cosa pensano , come si sentono!</p>
<p style="text-align:left;">Io però ho qualcosa . Ho una testardaggine , ostinata e inattaccabile  , che mi tiene per il colletto e mi grida a gran voce : &#8221; Tutto questo non può accadere a te!&#8221;</p>
<p style="text-align:center;">E allora non mollo &#8230; non è possibile !</p>
<p style="text-align:center;">Entro in libreria , per comprare un regalo .</p>
<p style="text-align:center;">Esco con questo libro .</p>
<p style="text-align:center;">NON LO CERCAVO</p>
<p style="text-align:center;">NON LO VOLEVO</p>
<p style="text-align:left;">Eppure mentre attendevo che mi consegnassero il regalo che avevo scelto , senza neppure curiosare tra gli scaffali come è mia abitudine fare , lui mi chiamava . Era sistemato su uno scaffale in alto , in mezzo ad altri libri , nemmeno troppo in vista .</p>
<p style="text-align:center;">MA MI CHIAMAVA .</p>
<p style="text-align:center;">E allora l&#8217;ho preso e l&#8217;ho pagato .</p>
<p style="text-align:center;">Senza pensare , senza chiedermi . Ho pagato e via.</p>
<p style="text-align:left;">Adesso è lì , sulla scrivania , aspetta che lo apra e mi ci butti dentro . Non mi importa molto di cosa ci troverò , di certo sarà speciale , perchè improvvisamente ho voglia di leggere , di nuovo , ancora , con la stessa curiosità divorante di sempre .  Il titolo , la copertina , il giorno &#8230; sincronicità ? Un punto di (ri)partenza ?</p>
<p style="text-align:center;">E allora (ri)comincio da qui &#8230; da</p>
<p style="text-align:center;"><strong>LA VITA CHE VOLEVO</strong> <em>(di Lorenzo Licalzi)</em></p>
<p style="text-align:center;">(tornerò a raccontarvi di queste pagine&#8230;presto!)</p>
<p style="text-align:center;">
<p style="text-align:center;">
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dio ha una volontà particolare su ciascuno di noi?]]></title>
<link>http://paroledivita.wordpress.com/2009/10/01/dio-ha-una-volonta-particolare-su-ciascuno-di-noi/</link>
<pubDate>Thu, 01 Oct 2009 02:36:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Luciano</dc:creator>
<guid>http://paroledivita.wordpress.com/2009/10/01/dio-ha-una-volonta-particolare-su-ciascuno-di-noi/</guid>
<description><![CDATA[Michel Rondet sj Posto in questi termini, l’interrogativo ci crea un certo imbarazzo. Vi sono dei gi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-family:Palatino Linotype;font-size:small;"><strong><em><strong>Michel</strong> <strong>Rondet</strong> sj</em></strong></span></p>
<p>Posto in questi termini, l’interrogativo ci crea un certo imbarazzo. Vi sono dei giorni in cui vorremmo poter fare riferimento a una volontà particolare di Dio, la quale sarebbe la nostra vocazione. Come sarebbe rassicurante e confortante nelle ore di dubbio e di difficoltà! Sapere che ciò si iscrive in un disegno di Dio previsto da tutta l’eternità, in cui ogni elemento della nostra vita, lieto o triste che sia, trova il proprio posto ed il proprio senso!</p>
<p>Ma al tempo stesso, qualcosa protesta dentro di noi: Dio dunque ci porrebbe davanti un programma da riempire, stabilito al di fuori di noi, senza neppure darci dei mezzi sicuri per conoscerlo? Poiché se le parole hanno un senso e se si volesse parlare allora di volontà di Dio, quale perso non avrebbe tale volere divino sulla nostra libertà! E quale angoscia, inoltre, sarebbe per noi quando si trattasse di scegliere: ogni errore, qualsiasi ritardo risulterebbero drammatici. Correndo parallela,mente al disegno di Dio, ponendoci pur involontariamente al di fuori del suo progetto, avremmo perduto tutto. E ciò tanto più facilmente in quanto sappiamo bene che le vie di Dio non sono le nostre vie, e ogni giorno ci rendiamo conto di quanto sia difficile e talvolta rischioso voler discernere quella che chiamiamo volontà di Dio. Che Dio ci abbia posti al crocevia, di fronte a più direzioni, di cui una sola sarebbe quella buona, senza darci i mezzi per riconoscerla con certezza, rientra nell’immagine di un Dio perverso e non può in alcun modo esprimere l’atteggiamento del Dio dell’Alleanza che è venuto a salvare colui che era perduto.</p>
<p>Tuttavia sappiamo bene che questo stesso Dio è colui che ci chiama con il nostro nome e che il nostro incontro con Lui passa attraverso un cammino per noi particolare. Da Abramo a Pietro, la storia della salvezza abbonda di esempi di uomini chiamati a una vita nuova per una missione precisa, la quale trova spesso il suo simbolo nel cambiamento del nome: d’ora in poi ti chiamerai Abramo, Israele, Pietro. La missione di Mosè, quella di Geremia o di Paolo, sembrano esattamente corrispondere a una volontà particolare di Dio, fino a segnare la loro vita di un’unicità che li conduce alla solitudine. Destini eccezionali o esemplari di ciò che noi tutti siamo chiamati a vivere?<!--more--></p>
<p><strong>1. Un interrogativo mal posto</strong></p>
<p>Quale sacerdote, quale educatore, dovendo aiutare dei giovani a scegliere un orientamento di vita, non si è imbattuto un giorno in ragazzi e ragazze venuti a dirgli con speranza e angoscia: «Devo operare una scelta, voglio fare la volontà di Dio e non vorrei sbagliarmi; sarebbe grave, ma non so che cosa Dio si attende da me, e allora sono venuto da lei affinché lei mi dia i mezzi per saperlo con tutta certezza».</p>
<p>Rispondere a una domanda posta in questi termini è impossibile; pretendere di farlo sarebbe quanto meno presuntuoso. Chi è in grado di porsi in tale consonanza con la volontà divina? Il discernimento, di cui diremo l’importanza, non ci rivela, tali e quali, i progetti di Dio su di noi; esso ci dispone a riconoscere entro i nostri desideri e le nostre attese quello che può richiamarsi allo Spirito di Cristo!</p>
<p>La sola risposta che possiamo dare alla domanda appena riferita è di dire a quel ragazzo o a quella ragazza: «La volontà di Dio non è, innanzi che tu scelga questo o quello ma che tu ne faccia buon uso; che scelga tu stessi, nei termini di una riflessione leale, scevra dall’egoismo come dalla paura, il modo più fecondo, più lieto di realizzare la tua vita. Tenuto conto di quello che sei, del tuo passato, della tua storia, degli incontri che hai fatto, della percezione che puoi avere dei bisogni della Chiesa e del mondo, quale risposta personale puoi dare agli appelli che hai colto nel Vangelo? Ciò che Dio si attende da te non è che tu scelga questa o quella via che Egli avrebbe previsto per te da tutta l’eternità; è che tu inventi oggi la tua risposta alla sua presenza e alla sua chiamata!»</p>
<p>Non si tratta più, dunque, di scoprire e di eseguire un programma prestabilito, ma di far nascere una fedeltà. L’esperienza mostra che è un cambiamento di prospettiva abbastanza radicale e che spesso richiede tempo.</p>
<p><strong>2. Una conversione in profondità</strong></p>
<p>Vi è una parte di noi stessi che stenta alquanto distaccarsi da un’immagine perversa di Dio, spesso ereditata dal deismo che ha segnato la cultura occidentale. Qui troviamo un Dio onnipotente, che tutto vede, tutto sa, di fronte al quale la storia umana si svolge come uno spettacolo senza sorpresa, e che si attende che noi occupiamo il nostro posto di comparse là dove Egli lo ha previsto da tutta l’eternità.</p>
<p>Nessuno si esprimerò tanto brutalmente, ma non occorre raschiar molto per ritrovare quell’immagine di Dio sullo sfondo di certi nostri modi di concepire la volontà di Dio, la sua provvidenza…</p>
<p>Certamente, vi è un disegno di Dio sull’umanità; le lettere di Paolo, il prologo del Vangelo di Giovanni hanno cercato di descriverlo: “In Lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo” (Ef 1,4-5). “A quanti però l’hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio” (Gv 1,12).</p>
<p>Questo disegno di Dio non è una determinazione qualsiasi di una volontà divina sovranamente libera, è un disegno salvifico che esprime l’essere profondo di Dio: l’amore che si dà e si comunica. È l’espressione dell’intima comunione del Padre, del Figlio e dello Spirito che si apre a un’alterità per accoglierla nel suo amore. Questo disegno d’alleanza ingloba tutta la storia e tutta l’umanità, ma poiché è la volontà d’alleanza, desiderio di comunione, non può rivolgersi che a persone libere.</p>
<p>Quindi, è verissimo che vi è un desiderio da parte di Dio che raggiunge personalmente ciascuno di noi. Se Dio si manifesta attraverso il suo Verbo, la sua Parola, ciò è proprio per essere inteso da ognuno di noi. Se ci chiama ad essere figli nell’unico Figlio, quello che Egli si attende da noi è che noi ci esprimiamo in una parola che vada a ricongiungersi con la Sua. Questa parola, Egli l’attende da ognuno di noi.</p>
<p>La rivelazione del suo amore può certamente farla nascere in noi: sta a noi pronunciarla senza che essa ci sia mai imposta. In altri termini, si potrebbe ancora dire che creandoci a sua immagine Dio chiama ognuno di noi a dare a questa immagine la sua particolare rassomiglianza. Come Gesù ha dato all’immagine del Padre un particolare volto umano, un accento unico alla sua Parola, ognuno di noi è chiamato a riflettere nella sua vita la santità del Padre.</p>
<p>Il Dio di fronte al quale noi stiamo non è dunque quel calcolatore straordinariamente potente, capace di programmare e di conservare nella propria memoria miliardi di destini individuali e che noi dovremmo interrogare con timore e tremore riguardo al nostro avvenire. È l’Amore che si è assunto il rischio di chiamarci alla vita, nella somiglianza e nella differenza, per offrirci l’alleanza e la comunione. È a questo volto di Dio che dobbiamo convertirci, se vogliamo poterci porre in verità al cospetto della volontà di Dio. Noi allora lo riconosceremo non più come un diktat o una fatalità, ma come una chiamata a una creazione comune.</p>
<p><strong>3. Per una creazione</strong></p>
<p>La risposta che daremo a Dio non è iscritta da nessuna parte, né nel libro della vita, né nel cuore di Dio, se non come un’attesa e una speranza. La speranza di quello che Dio ancora non vede e al quale noi daremo forma e volto. È la grandezza e il rischio della nostra vita quella di essere chiamati a suscitare la gioia di Dio attraverso la qualità e la generosità della nostra risposta.</p>
<p>Le scelte che noi facciamo non sono quindi delle creazioni dal nulla. Noi le prepariamo con quei materiali che sono i condizionamenti umani: il nostro temperamento e la nostra storia. Noi non possiamo tutto, ma posiamo dar senso e volto a quello che non sarebbe altro che un destino. In questo sforzo di creazione personale in risposta alla chiamata di Dio, lo Spirito ci raggiunge, non come una forza esterna che s’impone su di noi, ma come un’energia interiore suscitata in noi dall’accoglimento della Parola di Dio e dalla partecipazione alla vita della Chiesa.</p>
<p>Il vangelo non ci detterà la scelta, ma aprirà degli orizzonti al nostro desiderio: “Fu detto… Io vi dico…Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia” (Mt 5,26; 6,33) “ siate anche voi dove sono io…la volontà del Padre mio è che portiate frutto e il vostro frutto rimanga…” (Gv 14,3; 15,16). Il Vangelo non ci dirà quello che bisogna fare, ma ci chiamerà in tutte le cose alla perfezione della carità: “Siate perfetti come perfetto è il Padre vostro celeste…amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati…colui che non perdona il fratello di tutto cuore…” (Mt 5,48; Gv 15,12; Mt 18,35). La Chiesa potrà anch’essa rivolgerci degli appelli…ai ministeri, alla vita consacrata, a questa o a quella forma di servizio, ma qualunque siano le sue necessità, essa non vincolerà mai qualcuno in una via particolare senza essersi assicurata del suo libero consenso. Per aiutarci nella nostra risposta, essa ci ricollega a una folla immensa di testimoni nei quali c’insegna a riconoscere dei fratelli. Le loro vite, le loro scelte sono là davanti a noi, come altrettante chiamate, non a imitarli, ma a seguirli. Francesco d’Assisi, Ignazio, Teresa… sono unici e inimitabili, ma le loro vite sono per noi altrettanti inviti a inventare a nostra volta la risposta che giungerà a glorificare Dio. E se ci sforziamo di ritrovare quello che essi hanno vissuto, vedremo che non vi è niente di meno prevedibile e di meno programmato della loro vita.</p>
<p>Essi hanno cercato la volontà di Dio con tutto il loro cuore, hanno avuto una coscienza assai viva di essere stati prevenuti, preceduti dall’amore di Dio, un amore che non finiscono mai di riconoscere nell’azione della grazia.</p>
<p>Nella loro scelta, essi hanno proceduto a tentoni, esitato, talvolta dubitato, per affidarsi infine allo Spirito che li guidava verso il Regno. Essi hanno saputo vedere la grazia negli eventi più disparati, glorificando Dio nella prova come nel successo. La continuità, la coerenza che ammiriamo nella loro vita si sono rivelate soltanto a posteriori, una volta che si è potuto abbracciare in un unico sguardo un cammino percorso in buona parte a tentoni.</p>
<p>Molto più che una programmazione rigorosa, ciò che caratterizza la vita dei santi è la qualità della loro reazione spirituale davanti a qualsiasi evento, fosse anche il più inatteso. Non sempre si è ben compreso la frase di Pascal: “gli eventi sono dei maestri che Dio ci dà per aiutarci a servirlo”. Non facciamogli più dire quello che non vuol dire. Gli eventi non sono un quadro in cui Dio ci racchiude; non sono gli eventi a fare il santo. Essi sono i materiali che ci vengono dati per costruire la nostra risposta. La risposta recherà il segno del materiale utilizzato, ma più ancora quella dell’architetto che noi siamo e che ne è responsabile. Non si può far tutto con tutto, ma si può sempre fare di una vita un’opera. L’amore può far scaturire la santità nei peggiori contesti umani: la testimonianza di coloro che hanno consacrato la loro vita all’amicizia degli emarginati, dei diseredati, degli esclusi, non cessa mai di ricordarcelo.</p>
<p>Ci chiediamo se si possa parlare di una volontà particolare di Dio su ciascuno di noi. La Chiesa, facendoci vivere la comunione dei santi, ci ricorda che sarebbe più esatto parlare di una risposta personale da parte di ognuno di noi al desiderio di Dio.</p>
<p><strong>4. Per il dialogo tra due libertà</strong></p>
<p>L’amore di Dio ci precede; Non finiamo mai di prendere coscienza e di renderne grazie. Ma come ci ricorda San Paolo quest’amore “spogliò se stesso “ (Fil 2,7) di fronte alla nostra libertà, avendo assunto in eterno per noi la figura di servo. Vale a dire che, chiamandoci alla comunione, Dio non ha altro desiderio che quello di consacrare la nostra libertà, di offrirle un orizzonte che la dilati fino all’infinito “Rimanete in me e io in voi… Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la mia gioia sia piena” (Gv 15,4.11). Se Dio ha un desiderio riguardo a noi, è innanzitutto quello di vederci portare frutto: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga” (Gv 15,16).</p>
<p>Non si può sottolineare meglio l’anteriorità del desiderio di Dio e al tempo stesso il suo augurio profondo; vederci assumere pienamente la nostra libertà come l’amore suscita l’amore, la libertà desta la libertà: quella di Dio desta quella dell’uomo.</p>
<p>Parimenti, per apprezzare la qualità spirituale della mia risposta a Dio, bisogna rileggerla dal punto di vista della mia propria libertà. È essa frutto della mia libertà profonda, esprime una vita che assume realmente se stessa? Io riconoscerò che la mia decisione si ricollega alla volontà di Dio, se posso dire che essa mi rende più libero, vale a dire se introduce nella mia vita senso e coerenza, se unifica il mio passato in Lui aprendo un avvenire. Noi, in tal punto, tocchiamo una delle caratteristiche più profonde della decisione spirituale.  Essa giunge a unificare ciò che nel mio passato non era altro che una serie di tocchi successivi. Essa giunge a tessere nella mia memoria dei legami che non avevo ancora percepito, a introdurre nella discontinuità apparente dei miei momenti di grazia e delle mie debolezze una continuità nuova. E al tempo stesso, essa mia apre ad un avvenire: il passato così riunificato fa apparire delle possibilità nuove. Quello che sarebbe sembrato impossibile o senza senso diviene ora naturale. Allorché, al suo ritorno da Gerusalemme, Ignazio prende la decisione di andare a scuola, tale scelta unifica tutto un passato di momenti di grazia attorno una mozione spirituale riconosciuta come fondamentale: il desiderio di aiutare le anime. Esso apre un avvenire che ancora Ignazio non percepisce, ma che va a iscriversi nella logica di questa scelta: la fondazione della Compagnia di Gesù.</p>
<p>Egli potrà dire in verità che questa fondazione è interamente opera di Dio, il cui amore l’ha preceduto e guidato attraverso le tappe della sua vita. Noi, da parte nostra, possiamo dire che è l’opera d’Ignazio, della sua generosità, della sua fedeltà, della sua lucidità: essa reca il segno della sua libertà. Si deve dunque parlare di una volontà di Dio? Sentiamo bene che ogni alternativa di questo tipo trascura la verità profonda: quella di un incontro, di una comunione tra due libertà che si ritrovano in un’opera comune.</p>
<p><strong>5. Per il bene di tutto il corpo</strong></p>
<p>Parlare di una volontà particolare di Dio su di noi esige una precisazione. Nella Bibbia ogni vocazione è individualizzata: degli uomini,  un popolo. Ma Paolo ci ricorderà che ogni grazia viene concessa per il corpo. Se si vogliono rievocare le grandi tappe della storia della salvezza, si vedranno comparire dei nomi: Abramo, Mosè, Davide, profeti, Gesù. Dei nomi propri con i destini particolari, ma nessuno di loro può comprendere se stesso senza riferirsi al suo posto nella storia comune. I santi esistono soltanto nella comunione dei santi, nel cammino del popolo di Dio riguardo alla mia vita significa interrogarmi sempre sul mio posto all’interno del Corpo di Cristo. No quello che mi sarà assegnato, ma quello che posso, che desidero occupare. Che membro sarò io per il bene di tutto il Corpo? Là, la risposta appartiene ancora a me, e Dio da me l’attende, nuova, e generosa, per rallegrarsi della mia solidarietà, così come si è rallegrato della mia libertà.</p>
<p>Siamo soggetti a una volontà particolare da parte di Dio? Dobbiamo discernere le chiamate di Dionella nostra vita, e sarebbe insensato dire che non ve ne sono. Dio non cessa mai di crearci mediante la Parola; noi esistiamo soltanto in questa Parola che oggi ci chiama alla vita. Tocca a noi riconoscere le parole molteplici che traducono questa Parola creatrice, come un bambino si fa attento alle parole che lo chiamano ad uscire da se stesso. È spesso nel tentativo di rileggere la nostra vita sotto lo sguardo di Dio, che diveniamo sensibili agli appelli che ci rivolge. Più che una precisa volontà, espressa in una regola di vita, questi appelli ci riveleranno il desiderio di Dio, la sua attesa e la sua speranza: vederci inventare a poco a poco la nostra risposta. Potremo dunque accogliere senza angoscia le esitazioni, i fallimenti e le ambiguità delle nostre scelte. Come diceva Emmanuel Mounier: “Dio è abbastanza grande da fare una vocazione anche dei nostri errori”. Vi sono molte dimore nella casa del Padre: Dio attende che là noi edifichiamo la nostra.  Lui lavora assieme a noi.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Armonia tra Pensiero, Sentimento e Volontà]]></title>
<link>http://tempodellarte.wordpress.com/2009/09/25/armonia-tra-pensiero-sentimento-e-volonta/</link>
<pubDate>Fri, 25 Sep 2009 17:34:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>Aion</dc:creator>
<guid>http://tempodellarte.wordpress.com/2009/09/25/armonia-tra-pensiero-sentimento-e-volonta/</guid>
<description><![CDATA[Quante volte facciamo ciò che pensiamo? Quante volte il nostro sentimento sposa i nostri pensieri? Q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignright" src="http://www.whitemagic.com.au/images/products/shadowsmith/tiles/celticdisc1.jpg" alt="" width="202" height="202" />Quante volte facciamo ciò che pensiamo? Quante volte il nostro sentimento sposa i nostri pensieri? Quanto spesso facciamo ciò che sentiamo o pensiamo?</p>
<p style="text-align:justify;">Oggi tutti siamo sottoposti a una continua frammentazione tra pensieri, sentimenti e azioni. Mentre facciamo una cosa, ne pensiamo un&#8217;altra; nel frattempo la musica del nostro iPod ci suscita dei sentimenti che non hanno niente a che fare con quello che stiamo pensando o facendo: spesso ci troviamo sdoppiati, o alla peggio divisi in tre direzioni diverse.</p>
<p style="text-align:justify;">Ciò che molto spesso manca alla nostra anima è l&#8217;armonia: l&#8217;interiore ed esteriore accordo tra quanto pensiamo, sentiamo, facciamo.</p>
<p style="text-align:justify;">Certo, è sempre facile pensare a quale sia la cosa più giusta e morale pensando e basta, senza stare a guardare a quanto sentiamo e facciamo. Analogamente, è facile seguire i nostri sentimenti quando la loro forza ci spinge ad ignorare completamente i nostri pensieri e quello che ci suggerirebbero di fare.</p>
<p style="text-align:justify;">Accordare l&#8217;anima è un&#8217;arte: può fondarsi solo su un elemento estetico. L&#8217;uomo può diventare l&#8217;opera d&#8217;arte di sé stesso, se lo desidera: qualcosa di unico e irripetibile, che nel suo insieme può infondere nel mondo qualcosa di altrettanto unico.</p>
<p style="text-align:justify;">Cercare di essere la brutta copia, l&#8217;imitazione di qualcuno, è degradante.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[E CI RIPROVANO ANCORA]]></title>
<link>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/09/18/e-ci-ri-provano-ancora/</link>
<pubDate>Fri, 18 Sep 2009 14:10:03 +0000</pubDate>
<dc:creator>fernirosso</dc:creator>
<guid>http://cartesensibili.wordpress.com/2009/09/18/e-ci-ri-provano-ancora/</guid>
<description><![CDATA[matrix C&#8217;era una volta la libertà di informazione in Rete di Guido Scorza &#8211; Una proposta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>matrix</em></p>
<h1><a href="http://farm1.static.flickr.com/15/20562069_7cf1e2aaec.jpg"><img class="alignnone" src="http://farm1.static.flickr.com/15/20562069_7cf1e2aaec.jpg" alt="" width="427" height="317" /></a></h1>
<h2><span style="color:#008000;">C&#8217;era una volta la libertà di informazione in Rete</span></h2>
<p>di Guido Scorza &#8211; Una proposta di legge per sottoporre alla disciplina sulla stampa tutti i siti Internet che abbiano natura editoriale. Qualsiasi cosa ciò significhi.</p>
<p>Il resto dell&#8217;articolo è consultabile qui:</p>
<p><a href="http://punto-informatico.it/2709918/PI/Commenti/era-una-volta-liberta-informazione-rete.aspx">http://punto-informatico.it/2709918/PI/Commenti/era-una-volta-liberta-informazione-rete.aspx</a></p>
<p>L&#8217;ho trovato, come spesso accade, girando in altri blog. In Imperfetta ellisse, curata da G.Cerrai<a href="http://ellisse.altervista.org/index.php?/archives/393-Ci-riprovano-Bavaglio-al-web.html"> ( http://ellisse.altervista.org/index.php?/archives/393-Ci-riprovano-Bavaglio-al-web.html)</a> oggi ho trovato un trafiletto e sono andata a leggere come propongo a voi.</p>
<p>Con una<em> torbida chiarezza, </em>che ricorda una matrice di vecchio stampo, sembra  che una sola volontà sia la motrice che spinge a meta questa proposta del gruppo:<span style="font-size:small;"><span style="font-family:Georgia;"> </span></span>Pecorella, Costa, Alfano, Carlucci e altri.</p>
<p>La libertà di espressione diventerebbe solo la volontà di fare eco a ciò che qualcuno sceglie sia la verità di divulgare e tutto il resto sia silenzio.</p>
<p>E questo annuncio della proposta non pare interessare i grossi divulgatori editoriali, giornali e reti sono un solo annodato labbro che non pronuncia una sillaba al riguardo.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[TESTAMENTO BIOLOGICO? - Il TAR Lazio dice NO!]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/09/18/testamento-biologico-il-tar-lazio-dice-no/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 23:33:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
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<description><![CDATA[La sentenza del Tribunale Amministrativo afferma che &#8220;a nessuno può essere imposta l&#8217;ali]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La sentenza del Tribunale Amministrativo afferma che &#8220;a nessuno può essere imposta l&#8217;ali]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[CAMPANIA - IN PROVINCIA DI BENEVENTO LA MISSIONE CITTADINA, CON LA PRESENZA DI ALCUNI PAPABOYS]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/09/17/campania-in-provincia-di-benevento-la-missione-cittadina-con-la-presenza-di-alcuni-papaboys/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 14:42:15 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[SAN BARTOLOMEO IN GALDO &#8211; &#8220;Carissimi missionari e fedeli tutti delle comunità parrocchia]]></description>
<content:encoded><![CDATA[SAN BARTOLOMEO IN GALDO &#8211; &#8220;Carissimi missionari e fedeli tutti delle comunità parrocchia]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[IN AUTUNNO LA VISITA DEL SANTO PADRE IN SINAGOGA. GIOIA DEL PAPA E NELLA COMUNITA' EBRAICA.]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/09/17/in-autunno-la-visita-del-santo-padre-in-sinagoga-gioia-del-papa-e-nella-comunita-ebraica/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 14:02:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[ROMA &#8211; Benedetto XVI visiterà la Sinagoga di Roma nel prossimo autunno e attende di compiere c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[ROMA &#8211; Benedetto XVI visiterà la Sinagoga di Roma nel prossimo autunno e attende di compiere c]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Bulgaria, mercato interessante per le imprese friulane]]></title>
<link>http://fidest.wordpress.com/2009/09/16/bulgaria-mercato-interessante-per-le-imprese-friulane/</link>
<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 22:23:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>fidest</dc:creator>
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<description><![CDATA[Cciaa di Udine  «È cresciuto del 300%, nell’ultimo quinquennio, l’export del Fvg verso la Bulgaria: ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;font-family:arial;font-size:15px;">Cciaa di Udine  «È cresciuto del 300%, nell’ultimo quinquennio, l’export del Fvg verso la Bulgaria: un incremento che evidenzia la volontà delle nostre imprese di avviare proficui rapporti di partnership commerciale, da sempre attente all’area balcanica». Lo ha affermato il componente della Giunta camerale udinese Massimo Masotti ricevendo, insieme al direttore dell’Azienda Speciale Imprese e Territorio-I.Ter della Cciaa, Maria Lucia Pilutti, la visita dell’ambasciatore italiano a Sofia, Stefano Benazzo.  A Udine in veste di alpino per partecipare ai festeggiamenti cittadini dedicati alla Brigata Julia, il diplomatico (accompagnato da Enzo Cainero) ha illustrato ai rappresentanti camerali le caratteristiche del sistema socio-economico bulgaro, dove sono attive 12 mila aziende, di cui 900 italiane. «La Bulgaria è un mercato che molto spesso viene sottovalutato – ha evidenziato l’ambasciatore, di stanza a Sofia da 15 mesi –, invece può offrire svariate opportunità in diversi settori: dal design all’arredo, dalla meccanica alla moda, fino all’agroalimentare e al turismo. La domanda di prodotti di qualità è in forte crescita e le produzioni eccellenti del Fvg possono rispondere a questa esigenza».  Tra le proposte dell’ambasciatore per rafforzare i rapporti istituzionali e commerciali con la nostra regione, l’invito alla Cciaa friulana di avviare un Desk a Sofia a servizio delle imprese, contando sull’appoggio del locale ufficio dell’Istituto per il commercio estero.</p>
</div>]]></content:encoded>
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