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	<title>walter-veltroni &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/walter-veltroni/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "walter-veltroni"</description>
	<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 13:21:18 +0000</pubDate>

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	<language>en</language>

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<title><![CDATA[Trauma cronico - Noi chi?]]></title>
<link>http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/11/22/trauma-cronico-noi-chi/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 23:01:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>scrittoriprecari</dc:creator>
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<description><![CDATA[Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. E s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:x-small;">Proprio perché tu sei esistita, ora non esisti, </span></em></p>
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:x-small;">proprio perché fosti cosciente, sei incosciente. </span></em></p>
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:x-small;">E solo perché sei cattolica, non puoi pensare </span></em></p>
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:x-small;">che il tuo male è tutto male: colpa di ogni male.<br />
</span></em></p>
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:x-small;"> </span></em></p>
<p style="text-align:right;">
<p style="text-align:right;"><em><span style="font-size:x-small;">Sprofonda in questo tuo bel mare, libera il mondo.</span></em></p>
<p style="text-align:right;">﻿<strong><em> <span style="font-size:x-small;">Pier Paolo Pasolini</span></em></strong></p>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family:Times New Roman,serif;"><br />
</span></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" src="http://files.splinder.com/f01afe310cf0ec86c6e689686b36dc26_medium.jpg" alt="" width="193" height="154" />C&#8217;è una buona nuova per il nostro futuro, di quelle da poter stare sereni: Walter <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_15/torno-a-partecipare-alla-vita-del-pd-aldo-cazzullo_6a99d02e-d1c3-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano" target="_blank">Veltroni torna alla vita politica</a> del PD.</p>
<p style="text-align:justify;">Quando la scorsa settimana ho saputo di questa notizia mi sono sentito risollevato, finalmente ottimista, pur non negando di essere un po&#8217; preoccupato e dispiaciuto per i bambini africani, quelli che conservano ancora quel pezzo lasciato lì, che aspettano oramai da oltre <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2003/febbraio/05/Veltroni_nel_2011_basta_Campidoglio_co_10_0302053248.shtml" target="_blank">sei anni</a> il nostro Walter nazionale, politico, nonché autore del libro <a href="http://www.ibs.it/code/9788817035545/veltroni-walter/noi.html" target="_blank"><em>NOI</em></a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Di certo avrebbe avuto un gran da fare, l&#8217;ex sindaco di Roma, nel continente nero (paraponziponzipò?), avrebbe potuto chessò, come Rimbaud dedicarsi al contrabbando d&#8217;armi, oppure investire in scuole ed ospedali, ma no, meglio l&#8217;appartamento a New York; l&#8217;ex lider del PD è uno che guarda avanti, al futuro.</p>
<p style="text-align:justify;">Però mi chiedo: ma quando parla di <em>noi</em>, di chi parla, il nostro buon Veltroni? E <em>noi</em> che paghiamo 400 euro per una stanza a Roma con estranei, <em>noi</em> che ne guadagniamo 700, <em>noi</em> che non è che viviamo, <em>noi</em> che resistiamo, senza nemmeno la certezza che quei soldi, quel lavoro, ci saranno anche il prossimo mese. E <em>noi</em>?</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Noi </em> che una volta almeno c&#8217;era il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Partito_Comunista_Italiano" target="_blank">Partito Comunista</a>, <em>noi</em> che abbiamo trovato soltanto piccole rifondazioni suicide. <em>Noi</em> che oggi, sebbene avessimo buone ragioni per votare quel che resta dei Comunisti, o Sinistra e Libertà, o PD, o addirittura Di Pietro, abbiamo ottime ragioni per non votare nessuno di questi, per non votare. <em>Noi</em>, senza futuro, che ce lo siamo presi nel culo.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Noi</em> che un figlio come lo manteniamo, <em>noi</em> che una casa come la compriamo. <em>Noi </em>che ci è toccato Berlusconi, <em>noi </em>che se ci è toccato Berlusconi è anche e soprattutto per colpa di <em>quell&#8217;altra parte</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>Noi</em> che sappiamo che i D&#8217;Alema, i Bersani, i Veltroni, sono come Berlusconi; sono stati <em>loro</em> a consegnare questa misera Italia nelle mani del Cavaliere e dei suoi accoliti. <em>Noi</em> che siamo incazzati.</p>
<p style="text-align:justify;">Veltroni sì che tornerà di moda, Veltroni piace a tutti, addirittura più di Rutelli, che geloso s&#8217;è creato la sua <a href="http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200911articoli/49311girata.asp" target="_blank">alleanza</a> nuova di zecca, strizzando l&#8217;occhietto a <a href="http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_31/casini-rutelli-raddoppio-voti_e97281b0-c625-11de-a5d7-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Casini</a>, e sotto sotto al <a href="http://www.asca.it/copertina-GIUSTIZIA__CASINI_TENTA_LA_MEDIAZIONE_SU_UN_NUOVO_LODO_ALFANO-2120.html" target="_blank">Cavaliere</a>. La politica in Italia, è un tristo funerale che dura da vent&#8217;anni&#8230;</p>
<p style="text-align:justify;">Ma non tutti i maiali vengono per cuocere, come dice il proverbio. Per i figli dei maiali, per non farli crescere maleducati, per l&#8217;educazione dei figli c&#8217;è Rai Educational, disponibile per coloro che hanno acquistato un nuovo televisore oppure il tanto pubblicizzato decoder, ovvero la tassa sulle televisioni; che vita sarebbe senza decoder?</p>
<p style="text-align:justify;">E per i figli di nessuno, i figli dei comunisti ad esempio, nel caso non venissero mangiati rimarrebbero dei veri scostumati, mentre i figli degli internauti saranno educati come grillini al grido di “Vaffanculo”&#8230; ah la civiltà italiana, la cultura italiana!</p>
<p style="text-align:justify;">Il futuro è finalmente roseo, anzi no, azzurreo, come quello che trasmette la mia televisione dall&#8217;avvento del digitale terrestre, che poi, ad esser sincero, quell&#8217;azzurro è molto più interessante della maggior parte dei programmi che trasmettevano prima. Bella così, è la televisione, azzurra, trascorrerei ore lì davanti, ma purtroppo o per fortuna ho sempre cose ben più interessanti o divertenti da fare.</p>
<p style="text-align:right;"><a href="http://gianlucaliguori.wordpress.com" target="_blank"><em>Gianluca Liguori</em></a></p>
<p><!-- 		@page { size: 21cm 29.7cm; margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Wrong Choices, yet again]]></title>
<link>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/11/20/wrong-choices-yet-again/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 15:51:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>elianigris</dc:creator>
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<description><![CDATA[Trovo assolutamente errate, anzi quasi offensive nei confronti di coloro che credono in un ruolo del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Trovo assolutamente errate, anzi quasi offensive nei confronti di coloro che credono in un ruolo dell&#8217;Europa come protagonista e guida nel mondo, le scelte fatte ieri sera a Bruxelles per le cariche di Presidente del Consiglio europeo e di Mr. (in questo caso Mrs.) PESC, il &#8220;ministro degli esteri&#8221; dell&#8217;Unione. Sono stati scelti, infatti, due personaggi di poca esperienza e rispettabilita` seguendo criteri che sono assolutamente assurdi.</p>
<p>Giusto per la cronaca sono stati scelti <a title="Official profile; lower portion is in English." href="http://www.premier.be/de-eerste-minister">Herman Van Rompuy</a>, premier belga da un anno, come Presidente del consiglio e <a title="Official profile." href="http://ec.europa.eu/commission_barroso/ashton/profile_en.htm">Catherine Ashton</a>, una donna inglese, come ministro degli esteri.</p>
<p>La cosa preoccupante e` che l&#8217;Europa aveva finalmente l&#8217;opportunita` di scegliere leader carismatici che portassero avanti una politica estera condivisa e comune e che agissero come portavoce, volto e simbolo della comunita` europea. Si e` preferito eleggere, invece, persone sconosciute, di poca esperienza, per una posizione che ha bisogno principalmente di persone che &#8220;siano del mestiere&#8221;. Questo e` successo perche` i singoli paesi della comunita`, i loro primi ministri e ministri degli esteri non avevano alcuna intenzione di essere &#8220;eclissati&#8221; da due veri leader, rischio molto meno considerevole quando si eleggono due sconosciuti.</p>
<p>Inoltre, mi ha davvero lasciato inorridito la scelta di una donna, la Sig.ra Ashton, solo perche` donna, non perche` brava, intelligente, capace, esperta, ma solo per il suo sesso. Questo &#8220;pseudo-egualitarismo&#8221;, una forma di bigottismo se lo chiedete a me, si riflettera` in pieno nel momento in cui dovremo avere un leader capace di unire e di rappresentarci agli occhi di americani, cinesi, russi&#8230; (gia` i giornali esteri titolavano &#8220;<a href="http://www.nytimes.com/2009/11/20/world/europe/20union.html?_r=1&#38;hpw">Low Profile Leaders Chosen for top European Posts</a>&#8220;).</p>
<p>Per quanto nessuno metta in dubbio il fatto che la Ashton sia una persona capace e intelligente (in altri settori), le sue competenze in campo di politica estera sono minime, per non parlare della sua scarsa esperienza e notorieta`, oltre al fatto che parla solo inglese; io, personalmente, ammetto di non averne mai sentito parlare fino a questo mese quando si parlava dei papali alla posizione per cui poi e` stata eletta.</p>
<p>Circa Von Rampuy mi chiedo come possa concentrarsi sul suo paese e sulla politica europea contemporaneamente, siamo scontenti noi Europei e saranno scontenti i Belgi di avere un Presidente part-time.</p>
<p>Eppure di candidature autorevoli e buone ce ne erano, Tony Blair era stato candidato per la Presidenza dal suo successore in patria Gordon Brown (il quale ha pero` ritirato la candidatura nel momento in cui ha avuto la certezza di &#8220;piazzare&#8221; la Ashton, dimostrando scarso coraggio: tra Blair e la Ashton, scusate, non c&#8217;e` paragone). Blair era sostenuto da grandi politici europei ed internazionali (tra cui Veltroni), e` una persona conosciuta e rispettata, che sta svolgendo un ottimo lavoro diplomatico in medio-oriente, oltre ad avere alle spalle due mandati e mezzo da Primo Ministro inglese, mica male eh&#8230; eppure proprio questo impressionante curriculum e il suo blasone hanno fatto temere i 27 egoisti ed e`, cosi`, stato accantonato. Too Bad.</p>
<p>La alternativa alla Ashton era, invece, stata individuata nell&#8217;ex-primo ministro ed ex ministro degli esteri italiano Massimo D&#8217;Alema, la cui elezione sarebbe stata estremamente positiva per piu` ragioni. Intanto, bisogna dire che tutti sanno che io non amo D&#8217;Alema, tuttavia credo fermamente che quella di Mr. PESC sarebbe stata la &#8220;sua&#8221; posizione: ovvero e` il ruolo per il quale sarebbe piu` idoneo e che gli riuscirebbe meglio, insomma credo che sarebbe stato un eccellente Ministro degli Esteri. La sua elezione lo avrebbe anche allontanato dalle dinamiche della politica e dei partiti italiani, il che avrebbe fatto molto bene sia ai partiti che a lui stesso, oltre che a noi (per non parlare di Bersani, ma questo lo sussurriamo).</p>
<p>Insomma, pessime scelte, che sono emblema del disinteresse generale rispetto a creare un&#8217;Unione forte e compatta. Quando non saremo piu` interlocutori del mondo che conta, quando i singoli paesi europei, poveri di materie prime, smetteranno di avere la loro influenza sulle politiche mondiali, solo allora, forse, penseranno che l&#8217;Unione e` la unica nostra salvezza.</p>
<p>&#160;</p>
<p>&#160;</p>
<h1></h1>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Universale e particolare]]></title>
<link>http://sindacospa.wordpress.com/2009/11/20/universale-e-particolare/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 14:17:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>robertobasso</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mi è capitato di ricevere commenti, sia su questo blog sia direttamente, che contestano alcuni dei s]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Mi è capitato di ricevere commenti, sia su questo blog sia direttamente, che contestano alcuni dei sindaci intervistati nel corso della ricerca, di cui si parla nel libro ma anche qui. In qualche modo le critiche ai sindaci intervistati sembrerebbero mettere in discussione le tesi del libro.</p>
<p>&#8220;Sindaci imprenditori&#8221; però non è un&#8217;apologia degli imprenditori che fanno i sindaci. Neanche contiene una tesi &#8220;antipolitica&#8221;, favorevole &#8220;a prescindere&#8221; a una sostituzione del personale politico professionale con figure provenienti dalla cosiddetta &#8220;società civile&#8221;. Metto tutto tra virgolette perché ogni espressione richiederebbe pagine e pagine di specificazioni, e chi ha letto il libro si è fatto un&#8217;idea delle mie posizioni in merito.</p>
<p>Mi limito a dire che ho cercato di ricavare da un numero limitato ma significativo di casi particolari alcune indicazioni universali: su come dovrebbe essere un sindaco, su come dovrebbe essere la politica. Il fatto che il sindaco di Pagani Alberico Gambino sia stato dichiarato decaduto dal prefetto di Salerno perché condannato per peculato non mi sorprende (non perché me lo aspettassi ma perché ho conosciuto la persona soltanto per un&#8217;intervista, benché lunga, e mi guardo bene dal costituirmi un&#8217;idea sull&#8217;ipotesi che sia un approfittatore o la vittima di un errore giudiziario &#8211; che potrebbe fare riconoscere nei successivi due gradi di giudizio dimostrando la propria innocenza). E neanche mette in dubbio l&#8217;impianto della ricerca, che non a caso si rifiuta di raccontare storie individuali come se si trattasse di campioni da imitare: se di &#8220;campione&#8221; possiamo parlare lo facciamo in senso statistico e in un campione si dovrebbero cogliere tutte i casi possibili, i buoni e i cattivi.</p>
<p>Allo stesso modo, i <a href="http://wp.me/sgVg3-136" target="_blank">commenti sull&#8217;operato del sindaco di Leinì</a> arrivati su questo blog contengono un giudizio politico (e infatti vengono anche da formazioni politiche): legittimo, ovviamente. Ma non minano le tesi del volume (sarei &#8220;vittima&#8221; del &#8220;sistema Coral&#8221;, addirittura). In questo caso devo dire di essere rimasto colpito dall&#8217;energia di Nevio Coral, e dalla competenza e determinazione del figlio Ivano, ma &#8211; come spiego nel libro &#8211; se chiedo all&#8217;oste com&#8217;è il suo vino è per farlo parlare e ricavarne delle indicazioni, non per &#8220;credere&#8221; alla veridicità di ciò che viene raccontato (il racconto non potrebbe essere una fonte in questo senso per il mio lavoro, anche se l&#8217;intervistato fosse in assoluta buona fede: per questo tipo di indagine andrebbero anzi sentite esclusivamente terze parti e raccolti dati oggettivi).</p>
<p>Non sono in grado di dire chi abbia ragione, perché non è stato questo l&#8217;oggetto del mio lavoro. Ho provato a identificare un modello: secondo il quale un buon sindaco deve avere capacità di visione, competenze gestionali, determinazione. Ogni cittadino giudicherà se e in che misura il proprio sindaco vi corrisponde.</p>
<p>PS: per i canavesani ci sarà l&#8217;opportunità di confrontarsi su tutto questo il prossimo 3 dicembre a <a href="http://wp.me/pgVg3-dd" target="_blank">Rivarolo</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il Garante del Sogno]]></title>
<link>http://marcocampione.wordpress.com/2009/11/16/il-garante-del-sogno/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 11:13:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>Champ</dc:creator>
<guid>http://marcocampione.wordpress.com/2009/11/16/il-garante-del-sogno/</guid>
<description><![CDATA[Io non so se abbia ragione Andrea Sarubbi e al Pd serva davvero un &#8220;garante del sogno&#8220;, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Io non so se abbia ragione Andrea Sarubbi e al Pd serva davvero un &#8220;<a href="http://www.cisem.it/aree/programmazione/attivita/insegnare-oggi" target="_blank">garante del sogno</a>&#8220;, come lo chiama lui: <em>&#8220;qualcuno che garantisca i delusi, i neo-lontani, quelli che avevano creduto ad un progetto e che ora si trovano dentro a qualcos’altro&#8221;</em>. Io non so se serva e confesso che diffido dei garanti per natura, ma evidentemente c&#8217;è un malessere che sarebbe superficiale (e quindi stupido) sottovalutare.</p>
<p><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Sarubbi comunque pensa sia utile e lo vede, il garante, nel BVZW (il Buon Vecchio Zio Walter, che &#8211; forse ve lo eravate <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_15/torno-a-partecipare-alla-vita-del-pd-aldo-cazzullo_6a99d02e-d1c3-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml" target="_blank">persi</a> &#8211; ieri ha declassato il suo addio alla politica di primo piano a semplice <a href="http://quadernino.wordpress.com/2009/11/15/agenda-veltroni" target="_blank">vacanza</a>).</p>
<p style="text-align:justify;">La mia prima reazione sarebbe stata quella di dire a Sarubbi: <em>ma come fai a vedere un garante del sogno in chi lo ha trasformato così velocemente in un incubo? </em>Poi però ho riflettuto e mi sono reso conto che in realtà quello è proprio il mestiere giusto per il BVZW: garante del sogno. &#8220;Garante&#8221; e &#8220;Sogno&#8221; sono due parole così veltroniane&#8230; E poi è contemporaneamente un impegno che &#8220;suona&#8221; altissimo e nobile, che &#8220;viene bene in Tv&#8221;, ma anche poco verificabile: cosa puoi imputare a posteriori al garante del sogno? di non aver dato concretezza ad una cosa che per sua natura è intangibile?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il ritorno]]></title>
<link>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/11/15/il-ritorno/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 18:58:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>elianigris</dc:creator>
<guid>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/11/15/il-ritorno/</guid>
<description><![CDATA[Credo che uno come Veltroni faccia sempre bene al Partito Democratico, percio` sono molto entusiasta]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Credo che uno come Veltroni faccia sempre bene al Partito Democratico, percio` sono molto entusiasta del suo ritorno sulla scena politica. Veltroni si e` comportato sempre lealmente e, lo ripetero` sempre, ha perso la sua scommessa per colpa di altri e non sua.</p>
<p>Certo, io ancora oggi sono convinto che se si fosse ripresentato contro Bersani avrebbe vinto, legittimando ancora una volta il suo 76% del 2007, e sono ancora piu` convinto che avrebbe dovuto farlo. In politica si puo&#8217; vincere anche cosi`, quando si crede davvero in qualcosa.</p>
<p>Poi uno che dice cose cosi` non puo&#8217; non essere apprezzato:</p>
<blockquote><p><strong>Guerra civile?</strong><br />
«Quale altro paese ha avuto vent’anni di fascismo, la guerra fred­da con i morti per le strade, il terrori­smo, Tangentopoli, 15 anni di berlu­sconismo, con l’elemento permanen­te della mafia, delle stragi, di un gru­mo di oscurità? Quale altro paese pas­serebbe sotto silenzio la denuncia del procuratore Grasso, che all’Anti­mafia ha detto di vedere dietro le stragi del ’92 la &#8216;regia di un’entità esterna&#8217;?».</p>
<p><strong>Gli uomini che lei scelse dalla so­cietà  civile non l’hanno delusa?<br />
</strong>«Ricordo quando Berlinguer portò in Parlamento Natalia Ginzburg, Gi­no Paoli, Andrea Barbato, Altiero Spi­nelli, Alberto Moravia; personaggi che oggi sarebbero accolti dal sorri­setto ironico dei professionisti della politica. Io rivendico di aver portato in Parlamento Pietro Ichino, Umber­to Veronesi, Achille Serra, Salvatore Vassallo, il prefetto De Sena, intellet­tuali come Carofiglio, donne e uomi­ni che si battono per i diritti civili co­me Paola Concia e Jean-Léonard Touadi, imprenditori come Calearo e Colaninno, un operaio con una robu­sta intelligenza politica come Boccuz­zi&#8230; » .</p>
<p><strong>Dalla Lanzillotta a Vernetti, chi la­scia il Pd lamenta che non sia stata seguita la linea di Veltroni. È in cor­so la sua riabilitazione?<br />
</strong>«So come va il mondo. Leggo che l’onorevole Marini si rallegra che il Pd non sia più un &#8216;partito frou-frou&#8217;. Da lui mi sarei atteso sem­mai qualche parola di autocritica sul voto in Abruzzo. Sono fiero della campagna del 2008, di essere stato in 110 piazze, quasi rimettendoci la sa­lute. Sono stato a pranzo con le fami­glie italiane, ho girato il paese tenen­domi agli antipodi dalla politica spet­tacolo. Ho lasciato, dopo la grande manifestazione del Circo Massimo (altro che partito liquido), un Pd con centinaia di migliaia di iscritti e un bilancio splendido. Soprattutto, cre­do di aver destato una speranza che non è ancora spenta. L’Italia oggi è un paese triste. Ma è anche un paese straordinario, pieno di talento e di energie. Un paese che potrebbe sboc­ciare. Io sento il dovere di continuare a servire il paese che amo. Di tenere vivo quel sogno che volevamo realiz­zare, e a cui insieme non possiamo rinunciare».</p></blockquote>
<p>(<a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_15/torno-a-partecipare-alla-vita-del-pd-aldo-cazzullo_6a99d02e-d1c3-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml">qui</a> l&#8217;intervista completa)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rieccolo...]]></title>
<link>http://rerummearumfragmenta.wordpress.com/2009/11/15/rieccolo/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 10:56:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>rerummearumfragmenta</dc:creator>
<guid>http://rerummearumfragmenta.wordpress.com/2009/11/15/rieccolo/</guid>
<description><![CDATA[E&#8217; tornato. A bocce ferme, lui è tornato. E reclama pure un posto da protagonista! Facile, ver]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-931" title="sanwalter" src="http://rerummearumfragmenta.wordpress.com/files/2009/11/sanwalter.jpg" alt="sanwalter" width="218" height="381" /></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_15/torno-a-partecipare-alla-vita-del-pd-aldo-cazzullo_6a99d02e-d1c3-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml"><strong>E&#8217; tornato</strong></a>. A bocce ferme, lui è tornato. <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_15/torno-a-partecipare-alla-vita-del-pd-aldo-cazzullo_6a99d02e-d1c3-11de-a0b4-00144f02aabc.shtml"><strong>E reclama pure un posto da protagonista!</strong></a> Facile, vero? Dopo che gli altri si sono sporcati le mani&#8230;  Ma lui torna per il bene della Nazione, e noi dobbiamo essergliene infinitamente grati: questo è pacifico.</p>
<p style="text-align:justify;">E&#8217; tornato. Tornato a sputare sentenze. A parlare male di Berlusconi, gira che ti rigira Male Assoluto d&#8217;Italia. A sentirsi migliore e superiore a tutti, indossando la maschera ipocrita dell&#8217;uomo che vuol far credere di essere umile. E che trova pure chi abbocca&#8230;</p>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;">«Sono fiero della campagna del 2008, di essere stato in 110 piazze, <strong>quasi rimettendoci la sa­lute.</strong> Sono stato a pranzo con le fami­glie italiane, ho girato il paese <strong>tenen­domi agli antipodi dalla politica spet­tacolo</strong>. Ho lasciato, dopo la <strong>grande manifestazione del Circo Massimo</strong> (altro che partito liquido), un Pd con centinaia di migliaia di iscritti e un bilancio splendido. Soprattutto, cre­do di aver destato una speranza che non è ancora spenta. <strong>L’Italia oggi è un Paese triste. <span style="text-decoration:underline;">Ma è anche</span> un Paese straordinario</strong>, pieno di talento e di energie. Un Paese che potrebbe sboc­ciare. Io sento il dovere di continuare a servire il Paese che amo. <strong>Di tenere vivo quel sogno che volevamo realiz­zare, e a cui insieme non possiamo rinunciare</strong>».</p>
</blockquote>
<p style="text-align:justify;">Amen.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Abu Omar come l'Achille Lauro?]]></title>
<link>http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/11/09/abu-omar-come-lachille-lauro/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 07:29:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>byebyeunclesam</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il “caso Abu Omar”, ossia la vicenda del rapimento, a Milano ed in pieno giorno, del predicatore int]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/11/achillelauro.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-3843" title="achillelauro" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/11/achillelauro.jpg?w=300" alt="achillelauro" width="300" height="230" /></a></p>
<p>Il <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/category/versione-italiana/abu-omar-versione-italiana/">“caso Abu Omar”</a>, ossia la vicenda del rapimento, a Milano ed in pieno giorno, del predicatore integralista islamico da parte di un commando della CIA, presenta caratteristiche di simmetria e specularità con un caso ancora più clamoroso, conseguenze incluse, che appassionò il mondo ventiquattro anni fa, il sequestro della nave Achille Lauro.<br />
Ricordiamolo per sommi capi.<br />
Il 7 ottobre del 1985, un gruppo di palestinesi armati nascosti a bordo sequestra l’ ammiraglia della flotta turistica italiana, appena salpata da Alessandria d’Egitto, con tutto l’equipaggio e 450 passeggeri a bordo, di varie nazionalità. A quale scopo, ci si chiede subito…? Allo scopo, rispondono i sequestratori, che Israele liberi 52 detenuti palestinesi: viceversa, l’Achille Lauro salterà in aria. Figuriamoci.<br />
Un curioso sistema, da parte di un commando terrorista ritenuto “vicino” al Fronte di Liberazione Popolare, di ottenere lo scopo: attaccando militarmente cioè, nel piroscafo (che ne fa parte integrale ai fini del diritto di navigazione) il territorio di un paese naturalmente amico della causa palestinese; e per di più allora guidato da un governo “Craxi-Andreotti” che ancor oggi il sito “liberali per Israele” designa ingiustamente come “amico dei terroristi”. Che tale non era affatto, naturalmente: ma bensì desideroso di contribuire alla pace in Medio Oriente, risolvendolo alla stregua delle risoluzioni ONU che prevedono la costituzione di uno Stato Palestinese sulle terre occupate da Israele durante l’attacco bellico del giugno 1967, Cisgiordania in primis. E in questa chiave aveva accolto in Italia, con protocollo da Capo di Stato incluso discorso in Parlamento, Yasser Arafat nel 1983.<br />
Agli occhi di qualcuno, una colpa imperdonabile&#8230;<br />
Bene, dopo due giorni di sequestro, e di frenetiche trattative triangolari fra Italia, Egitto, OLP di Arafat e Abu Abbas capo del FLP residente in Egitto, al quale gruppo risulta aderente l’autolesionista commando di sequestratori, gli stessi cedono: otterranno un salvacondotto per giungere in Italia ove saranno giudicati dalla giustizia italiana, perché i ponti, le cabine, la tolda di una nave italiana sono territorio nazionale a tutti gli effetti. Garanti della mediazione con il governo italiano sono il Presidente egiziano Hosni Mubarak ed il capo dell’OLP Yasser Arafat, che ne rispondono alle opinioni arabe se qualcuno tradisse il compromesso stesso.<br />
Il 9 ottobre il commando abbandona la nave, non senza aver firmato la provocazione con un delitto gratuito ed odioso, solo apparentemente “inutile”: l’assassinio a sangue freddo, e senza giustificazione di alcun tipo, di un solo passeggero. Leon Klinghoffer, un crocerista paralitico di appartenenza ebraica, con passaporto USA.<br />
La vicenda, fin qui solo “drammatica”, allora assume di colpo un profilo “tragico” ed emozional-mediatico che ribalta completamente quello “solo” giuridico: ai fini del quale invece, non cambia nulla; solo un altro reato, il più grave peraltro (l’omicidio in forma abbietta), si aggiunge alla lista di quelli addebitabili al commando in sede penale. E coinvolge, insieme dalla stessa parte, Stati Uniti e Israele contro l’Italia: perché il governo, ad onta dello scandalo, intende mantener dritta la barra del compromesso stipulato con garanti così autorevoli che rischierebbero grosso in caso opposto. “Bruciare” politicamente Mubarak ed Arafat agli occhi arabi &#8211; come responsabili di un accordo tradito dall’ Italia, che dovrebbe, negli intenti israelo-USA, consegnare loro i sequestratori &#8211; lo Stato italiano questo non può farlo.<br />
A questo punto entrano in scena i “diversori” per linee interne: <!--more-->in primis Michael Ledeen, un personaggio dei servizi “non solo USA” coinvolto negli affari più sporchi degli ultimi trent’anni, Iran-Contras incluso; con gravi condanne a carico che gli impediscono ancor oggi di accostarsi al nostro Paese, pontificandone sui nostri media stando bene al sicuro nella sua Langley.<br />
Allora introdottissimo presso Palazzo Chigi grazie a Claudio Martelli garante, e Giuliano Ferrara suo sodale. Questi era allora, di grande famiglia comunista-togliattana dopo nonno liberal-massone, un “neo-convertito” al craxismo: perché aveva abbandonato il PCI due anni prima, dopo avere schiaffeggiato, in consiglio comunale torinese, l’assessore-compagno alla Cultura, il filo-sionista Giorgio Balmas, perché aveva rifiutato di dedicare ai bambini massacrati a Sabra e Chatila un concerto di “Settembre Musica”.<br />
A posteriori, un modo di “accreditarsi”: talché a raccoglierne gli umori apparentemente fumantini, furono Alberto Ronchey, “amico di famiglia” fino dai tempi di una comune residenza moscovita che gli fece ottenere “Bretelle Rosse”, rubrica politica fissa sul Corsera; ed Antonio Ghirelli, antico animatore di Radio Napoli nel 1943 per conto del PWB* inglese, che lo volle notista al TG2.<br />
Lui e Martelli, insieme con il leader di Lotta Continua Adriano Sofri ed il capo del servizio d’ordine di quel medesimo gruppo, il sociologo sardo-trentino Luigi Manconi, editavano, coi soldi chiesti a Silvio Berlusconi, il quotidiano “Reporter”, una specie di ante-Foglio, assai pubblicizzato in TV dall’ennesimo Lottacontinuista di questa vicenda: Dagospia, allora solo Roberto d’Agostino, che lo inseriva nel suo angolino, la rubrica del look “fico” e reaganiano, inserendolo nelle tasche dei vari testimonial che si prestavano al gioco, del fortunatissimo “Quelli della notte” di Renzo Arbore, in onda giusto giusto la primavera del 1985, tre mesi prima del “caso Lauro”.<br />
Insomma: gente di cui fidarsi ad occhi chiusi!</p>
<p><a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/11/abbas.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3844" title="abbas" src="http://byebyeunclesam.wordpress.com/files/2009/11/abbas.jpg?w=300" alt="abbas" width="300" height="147" /></a></p>
<p>E invece no: perché Michael Ledeen ha recentemente rivelato che in quelle notti convulse di passioni, liti e scenate telefoniche ai due capi dell’Oceano, tra <a href="http://byebyeunclesam.wordpress.com/2009/08/12/quando-i-carabinieri-circondarono-le-delta-force/">Craxi che difendeva i patti stipulati con onore, perfino difendendo coi Carabinieri schierati in pista, a Sigonella, il B737 che traduceva i banditi dall’assalto della Delta Force</a>; e pure a Fiumicino, ove poi giunto inseguito dai caccia USA, ingiunse immediatamente, carabinieri con i mitra spianati, agli aerei stello-strisciati di “sloggiare” dalla pista di decollo… Ebbene ad attizzare i due l’un contro l’altro, perché vieppiù confliggessero &#8211; e con essi i due Paesi alleati &#8211; fino alla inevitabile soccombenza del più debole, furono le traduzioni telefoniche del Ledeen (che fa nome “Levi” in verità), sbagliate apposta per farli litigare. E pensare che Claudio Martelli lo aveva chiamato d’ urgenza apposta a Palazzo, cornetta in mano, per quella emergenza. Consigliando Bettino, da fedelissimo suo VicePresidente, di non fidarsi degli interpreti ufficiali, date le circostanze eccezionali!<br />
Bene. Ad interfaccia dell’“agente Marte”, come viene definito dagli uffici suoi stessi, interviene Spadolini, intransigentissimo atlantista che ricopriva, abbondantemente, la poltrona di Ministro della Difesa. Un buffo panzone di taglia gigantesca ma con vocina esile e stridula da zitellina del famoso asilo di Dorsoduro a Venezia, che Forattini disegnava sempre nudo, con uno spadolino microscopico sul davanti, come fosse un eunuco… (Ha lasciato ad un erede, e pur si vede, tutte queste sue caratteristiche). Giovanni Spadolini si dimette dalla sua carica-chiave, costringendo alle inevitabili dimissioni anche il premier Bettino. Questi lo fece con un memorabile discorso alla Camera, ove rivendicò virilmente le Responsabilità di Stato, mantenute a dispetto di ogni pressione straniera (la parola data a Capi di Stato amici non si rinnega), ed a costo di dimettersi. Un discorso che commosse perfino l’allora scalfariano Giampaolo Pansa, che, su “La Repubblica”, forse perché era caduto, disse che lo aveva comunque fatto da “Hombre Vertical”.<br />
Ecco, è questo il succo del ”caso Lauro”: le dimissioni, in Italia, di un Capo di Governo “sovranista e nazionale” contro ogni pretesa del Grande Fratello Atlantico in questioni di merito interno, seppure di emozione mondiale.<br />
Non erano ancora i tempi dei Veltroni, che esalta la missione civilizzatrice degli eserciti USA alla conquista del mondo “per esportare la democrazia” (discorso al Circo Massimo, maggio 2007); o dei D’Alema, che nel suo discorso di insediamento a premier per la breve esperienza di Palazzo Chigi dietro ribaltone parlamentare, giurò che mai l’Italia avrebbe partecipato a guerre di aggressione, per poi levare i cacciabombardieri su Belgrado, e mobilitare 18.000 uomini, da mettere agli ordini del comando USA d Wesley Clark, per l’invasione in Kosovo…<br />
Non erano né i tempi né gli uomini, ma quella prima caduta di Bettino Craxi fu decisiva a preparare quella successiva del 1992. Ed a determinare questi tempi e questi uomini che adesso scontiamo.</p>
<p>Questa premessa assolutamente indispensabile per capire quale anche è il succo del caso Abu Omar. La caduta di un Capo dei Servizi di palese appartenenza nazionale, pur nella doverosa fedeltà ai supernazionali Patti che lo costrinsero, bongré malgré, a “dare una mano” al nutrito gruppo di agenti CIA delegati al sequestro dell’“estremista islamico”. Il quale rapimento di Abu Omar fu effettuato in pieno centro ed in pieno giorno, facendo il maggiore baccano possibile, davanti a quanti più testimoni stupefatti perché ben si imprimessero in testa tutte le circostanze, a futura memoria: che inguaierà poi il solo Pollari. Costretto anch’egli a lasciare una carica, quella di Capo dei Servizi, che nelle circostanze attuali vale più di cento “premier”, che sono affatto privi di qualunque potere effettivo. Visto che l’affollatissimo gruppo di “condannati” della CIA, a partire dal caposcalo Robert Seldon &#8220;Lady&#8221; (però: chissà…), son tutti uccel di bosco, e mai sconteranno neppure un minuto, benché la sentenza, peraltro doverosa ed onorevole, che fa davvero onore al giudice Oscar Magi che l’ha emessa dopo tanto tormento, inasprirà ulteriormente i rapporti già non buoni tra Italia e USA. Che gli USA, ed altri, vogliono ad ogni costo impedire la nostra sovranità energetica quale discende dai contratti stipulati dall’ENI con Gazprom-Russia, con Nyoc-Libia, con Sonatrach-Algeria; per ovviare nei decenni a venire le necessità di energia pulita, cioè il metano di quei sottosuoli.<br />
Pollari, dunque, è stato il solo a pagare. Se poi si vede chi è il suo successore, da dove venne nel lontano 1984 con al guinzaglio la “mina a tempo” Masino Buscetta, e per fare che cosa, forse ben si capisce tutto il senso di questa operazione, Abu Omar incluso.<br />
Già, Abu Omar, chi era costui? Forse in “essenza” non lo sapremo mai.<br />
Ma è interessante, come si fa con le particelle nella fisica nucleare, “tracciarne” il percorso più interamente che in quell’attimo “puntuale” del ratto, il 17 febbraio 2003, in ora di punta.<br />
Egli giunse per la prima volta in Italia nel 1999, con intenzione di stabilirvisi nel cuore della sua comunità, libero come un fringuello, da Kosovo e da Bosnia, ove era militante dei gruppi più fanatici anti-serbi, finanziati e nutriti da chissà chi. Kosovo e Bosnia “liberate” dalla Jugoslavia e date in pasto a quell’“integralismo islamico” che proprio in quei tempi, inventato da Brzezinski nei lontani Settanta per attaccare le frontiere di Russia, saliva al potere finalmente a Kabul, nel cuore geopolitico d’EurAsia: i talebani del 1997, insediati colà dalle ISI pakistane guidate dalla CIA e dal FBI… E finanziati a pié di lista (“per estirpare il papavero”) dall’ex-deputato dalemiano (adesso dipietrista) Pino Arlacchi (il noto mafiologo de “La Repubblica”, che oggi dirige “Intelligence”), quando la Albright lo fece nominare Capo del Dipartimento ONU per la lotta alla droga. Coi risultati che si videro, già dall’inizio, era il 1997… Come si vede, poi giungendo, l’integralismo islamico da combattere con sempre più truppe, via Kosovo reso indipendente dagli “Alleati” Wesley Clark&#38;D’Alema, fino a Montenapoleone, oltre Belgrado: al quale assedio compiuto dai turchi all’epoca di Giuseppe II Imperatore d’Asburgo, Wolfgang Amadeus Mozart dedicò il suo sarcastico “rondò” (Marcia alla Turca) che incomparabilmente chiude la Sonata per piano solo K331, reso famoso dalla pubblicità televisiva…<br />
Anche qui c’è da ridere, infatti. Perché questo Abu Omar, naturalmente uno pseudonimo di chissà chi, dopo una strana detenzione ad Aviano, viene più volte spedito e rispedito, riarrestato e rilasciato, via Cairo, avanti-indietro, fino a liberazione definitiva con tante scuse e danni da risarcire da parte del governo italiano: un milione di euro, al Cairo sei nababbo. Nel frattempo dice di aver subito orribili torture, di cui non porta alcuna traccia. Insomma, un fortunato. Anzi, un predestinato, come ci spiega Pirandello nel memorabile breviario de “Il Gioco delle Parti”, tra opposti coordinati.<br />
A Napoli si recita così: due compari, ad un angolo di strada, iniziano furiosamente a litigare, trascinando in mezzo alla lite un passante qualunque. Con la scusa di menarsi, gliele suonano di santa ragione a lui che è imprigionato tra di loro, gli fregano l’orologio ed il portafogli, e lo lasciano pesto in terra e sanguinante, fuggendo via col bottino, in un posto sicuro per spartirselo.<br />
E meno male che sia il governo Prodi, come quello Berlusconi, hanno opposto “Segreto di Stato” per salvaguardare il nostro Pollari dalle liti “loro”, naturalmente suscitando lo sdegno de “La Repubblica” che invece lo voleva bruciato per sempre…<br />
Ecco, sia Pirandello col raffinato “Gioco delle Parti”, sia Napoli con quello più ruspante dei “Compari”, ci ricordano tanto sia il “caso Abu Omar” che quello “Achille Lauro”.<br />
E soprattutto la Guerra al Terrorismo, proprio quello, portato ieri “al comando”, da quegli stessi che oggi gliela proclamano contro, soprattutto combattendola attraverso “soggetti terzi &#60;messi in mezzo&#62;  dai primi due”.<br />
Come da manuale. Anche quello di Samuel Huntington, reso famoso grazie all’11 settembre, “Lo Scontro delle Civiltà”, cristiani contro islamici, come dice il proverbio. Che a ben vedere questo strombazzatissimo “The Clash” è proprio un manuale pratico, di istruzioni anche un po’ elementari.<br />
Perché fra due litiganti c’è sempre un terzo che ogni volta ne gode. Lo dice proprio piatto e rotondo il grande tragico inglese che ben se intendeva, Christopher Marlowe**, in un suo capolavoro che analizza con preveggente acume le guerre cristiano-islamiche nel Mediterraneo di quell’epoca, ed intestato ad un signore “…di Malta”, che si chiamava Barabba, sembra un “nom de plume”.<br />
Chissà, forse era già “Abu Omar”.<br />
<strong><em>Gianni Caroli</em></strong></p>
<p>* Psychological Warfare Branch, ufficio di alto spionaggio e propaganda delle Forze di occupazione angloamericane in Italia, in funzione ininterrottamente fino dal 9 luglio 1943 (sbarco in Sicilia, poi Salerno), con prima sede stabile in Piazza delle Borsa a Napoli</p>
<p>** Christopher Marlowe, <em>Tutto il Teatro</em>, Adelphi</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L'emergenza sicurezza (sociale)]]></title>
<link>http://italia2013.wordpress.com/2009/11/06/lemergenza-sicurezza-sociale/</link>
<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 11:30:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>mattiatoaldo</dc:creator>
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<description><![CDATA[I cittadini romani e non solo ricorderanno l&#8217;omicidio Reggiani o lo stupro de La Storta: crimi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-401" title="alemanno" src="http://italia2013.wordpress.com/files/2009/11/alemanno.jpg" alt="alemanno" width="144" height="123" />I cittadini romani e non solo ricorderanno l&#8217;omicidio Reggiani o lo stupro de La Storta: crimini orrendi contro le donne ma anche armi con le quali il centrodestra locale e nazionale impose ancora una volta all&#8217;ordine del giorno il tema della &#8220;sicurezza&#8221;. Il centrosinistra aveva reso Roma più insicura &#8211; dicevano &#8211; con il suo atteggiamento lassista verso immigrati e rom. L&#8217;allora giunta Veltroni si mosse subito con alcuni provvedimenti azzeccati ma anche con alcune dichiarazioni affrettate. &#8220;La sicurezza non è nè di destra nè di sinistra&#8221; ripetè per tutta la campagna per le politiche Walter Veltroni.</p>
<p>Ma i dati cosa dicono? Dicono che c&#8217;è un&#8217;emergenza sicurezza, ma non è esattamente quella descritta nel dibattito politico.</p>
<p><!--more--></p>
<p>1. Secondo il <a href="http://www.eures.it/dettaglio_ricerca.php?id=74" target="_blank">rapporto Eures</a> sullo stato delle Province del Lazio tutti i reati sono in calo a Roma: meno 15,3%. Merito di Alemanno? Non esclusivamente perchè il trend è consolidato e inizia già sotto l&#8217;amministrazione Veltroni: meno 18% nel suo ultimo semestre e meno 12% nel primo semestre di Alemanno. Solo il presidente della Provincia di Roma Zingaretti fa notare che questo dato si accompagna ad un forte aumento dell&#8217;immigrazione (+99% negli ultimi dieci anni): aumentano gli stranieri, diminuisce la criminalità. Con buona pace di certe equazioni. (Per un ragionamento più approfondito sull&#8217;immigrazione si può <a href="http://italia2013.wordpress.com/2009/05/12/quello-che-non-ci-dicono-su-immigrati-e-sicurezza/" target="_blank">cliccare qui</a>)</p>
<p>2. Tutto bene allora? Niente affatto. Come abbiamo già scritto a Roma e nel Lazio c&#8217;è una <a href="http://italia2013.wordpress.com/2009/10/31/perche-il-lazio-non-e-una-regione-normale-storie-di-cliniche-e-casalesi/" target="_blank">vera emergenza criminalità organizzata</a>. E&#8217; lo stesso rapporto Eures a confermarlo: il 32% dei commercianti del Lazio è soggetto ad usura. Si penserà: ma al sud stanno peggio. Magari, perchè la realtà è diversa: la percentuale è del 31% in Calabria, del 30% in Campania, del 28% in Sicilia. Fabrizio Peronaci ha scritto parole sante sul Corriere della Sera di alcuni giorni fa: &#8220;E&#8217; la dimostrazione che i tentativi di infiltrazione e condizionamento del tessuto economico sono oramai divenuti realtà, grazie ai 66 clan giunti dal Mezzogiorno e considerati dalla Dia &#60;&#60;strutturalmente operativi&#62;&#62; nel Lazio. Ricacciare la &#60;&#60;Mafia Spa&#62;&#62; lontano dalle rive del Tevere: eccola l&#8217;ulteriore sfida da vincere&#8221;.</p>
<p>3. Ma non basta dire che bisogna occuparsi della grande criminalità invece di quella piccola. Uno stupro per strada, un furto nella casa di un anziano, la vendita di prodotti contraffatti non sono cose piccole. Bisogna però studiare e aggredire l&#8217;intreccio tra mafie e questi crimini: chi gestisce il traffico di esseri umani e che relazione c&#8217;è con leggi sull&#8217;immigrazione sempre più restrittive? O in quali fabbriche della camorra vengono prodotte le borse contraffatte che si vendono sulle lenzuola bianche per strada? Si potrebbe continuare, stando ovviamente attenti a non esaurire tutto il problema della piccola criminalità dentro quello delle grandi organizzazioni mafiose.</p>
<p>4. C&#8217;è un&#8217;altra emergenza sicurezza però, di cui la sinistra potrebbe farsi portatrice: è quella economica. La precarietà, l&#8217;instabilità, l&#8217;impoverimento  rendono tutti più spaventati, privi di speranze e timorosi di qualsiasi vicino. Basta leggere <a href="http://www.swg.it/index.php/365/le-dimensioni-delle-insicurezza-urbana-la-ricerca-anci-e-cittalia/" target="_blank">l&#8217;analisi fatta dall&#8217;SWG in collaborazione con l&#8217; ANCI </a>(Associazione Nazionale dei Comuni Italiani): &#8220;l’insicurezza economica (intesa come precarietà lavorativa e timore per la perdita del proprio attuale tenore di vita) pesa per il 50% sulle paure dei cittadini&#8221;. Le nostre città si sono riempite di nuovo di baraccopoli non solo perchè ci sono tanti immigrati clandestini ma perchè c&#8217;è di nuovo un&#8217;economia che propone lavori da baraccati. E poi, quante vite si sta portando via questa crisi economica? In tutta Europa, secondo la <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2009/10/10/visualizza_new.html_986695403.html" target="_blank">Società Italiana di Psichiatria</a>, 1700 suicidi in più nell&#8217;ultimo anno.</p>
<p>5. Mentre il Lazio diventava una regione un po&#8217; più sicura, crescevano le disuguaglianze e la disperazione economica. Un quarto del reddito regionale, il 25,2%, risiede nelle tasche del 5% della popolazione benestante. Le famiglie al di sotto della soglia di «povertà relativa», con un consumo cioè inferiore ai mille euro erano il 6,5% nel 2003, il 7,9% nel 2007 e l&#8217;8% nel 2008. In termini assoluti un aumento del 34,6% nel periodo 2003-2008 e del 4% nell&#8217;ultimo anno, una crescita superiore a quella registrata a livello nazionale, rispettivamente +12,7% nell&#8217;intero periodo e +3,3% nell&#8217;ultimo anno.</p>
<p>Forse esiste una sicurezza di sinistra e oggi manca.</p>
<p>(Mattia Toaldo)<br />
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</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Ecco, di questo faccio volentieri a meno]]></title>
<link>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/11/05/ecco-di-questo-faccio-volentieri-a-meno/</link>
<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 20:00:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>elianigris</dc:creator>
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<description><![CDATA[Di Massimo Calearo faccio davvero volentieri a meno, ad essere onesto e` stata una delle scelte del ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Di Massimo Calearo faccio davvero volentieri a meno, ad essere onesto e` stata una delle scelte del Veltroni segretario che meno ho condiviso: a me quello e` sempre parso uno di destra e, di certo, non un riformista.</p>
<p>Adesso che ha <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_05/calearo-lascia-pd_a4934e8a-ca26-11de-9720-00144f02aabc.shtml">lasciato il pd</a> non piango di certo, pero` mi aspetterei che si dimettesse dalla carica di onorevole, in fondo e` stato eletto con i voti del PD, perche` ora dovrebbe poter votare contro?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Il nostro Obama]]></title>
<link>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/11/04/il-nostro-obama/</link>
<pubDate>Wed, 04 Nov 2009 17:20:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>elianigris</dc:creator>
<guid>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/11/04/il-nostro-obama/</guid>
<description><![CDATA[&#8230; ce lo siamo lasciati scappare da sotto il naso, complimenti a tutti! (qui una grande intervi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8230; ce lo siamo lasciati scappare da sotto il naso, complimenti a tutti!</p>
<p>(<a href="http://www.unita.it/news/mondo/90749/lentamente_il_suo_sogno_sta_diventando_realt_e_parla_al_mondo_intero">qui</a> una grande intervista)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nichts gelernt]]></title>
<link>http://patrickschunn.wordpress.com/2009/11/03/nichts-gelernt/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 14:10:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>pls84</dc:creator>
<guid>http://patrickschunn.wordpress.com/2009/11/03/nichts-gelernt/</guid>
<description><![CDATA[Die Demokratische Partei Italiens (PD) wählte Ende Oktober einen neuen Vorsitzenden, den Dritten sei]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Die Demokratische Partei Italiens (PD) wählte Ende Oktober einen <a href="http://derstandard.at/fs/1256255846386/Neuer-Oppositionschef-Linke-waehlen-Pragmatismus">neuen Vorsitzenden</a>, den Dritten seit der Gründung im Oktober 2007. Mit dem ehemaligen Industrieminister Pier Luigi Bersani setzte sich ein Vertreter des linken Parteiflügels durch. Bersani strebt ein Bündnis mit kleineren linken Parteien, wie den Kommunisten, Grünen und Sozialisten an. Sein Herausforderer und Amtsvorgänger Dario Franceschini dagegen setzte, wie schon Gründungsvorsitzender Walter Veltroni, auf eine unabhängige Demokratische Partei. Bei der letzten Parlamentswahl kandidierte die PD lediglich in einem Bündnis mit der liberalen Italia dei Valori (Italien der Werte) von Ex-Staatsanwalt Antonio Di Pietro; die Radikalliberalen (RI) verzichteten auf eine eigenständige Kandidatur und bewarben sich auf den Listen der Demokraten. Ein Bündnis mit den kommunistischen, grünen und sozialistischen Kleinparteien wurde ausgeschlossen.</p>
<p><!--more--></p>
<p>Der aus der Fusion der sozialdemokratisch-postkommunistischen Linksdemokraten und linkskatholisch-liberalen La Margherita entstandenen Demokratischen Partei droht jetzt die Spaltung. Der letzte Vorsitzende der Linkskatholiken Francesco Rutelli hat seinen <a href="http://derstandard.at/fs/1256743542346/Francesco-Rutelli-verlaesst-den-Partito-Democratico">Austritt aus der PD</a> erklärt und die Gründung einer Zentrumspartei angekündigt. Diese richte sich auch an die Christdemokraten (UDC) um Pier Ferdinando Casini sowie an Kammerpräsident Gianfranco Fini. Rutelli lehnt den Linksruck der Demokratischen Partei ab. Dieser kündigte sich schon nach der Europawahl an, als sich die PD dafür entschied Teil der Sozialistischen Fraktion im Europaparlament (PES bzw. S&#38;D) zu werden – entgegen den Wünschen der Linkskatholiken und Liberalen Teil der Liberaldemokratischen Fraktion (ALDE) zu werden. Auch der Gründungsvorsitzende und Ex-Kommunist Walter Veltroni kritisierte die „Rückkehr zum Sozialismus [als] einen politischen Selbstmord“.</p>
<p>Sollte Rutelli den nun verunsicherten linkskatholischen und liberalen Flügel der Demokraten, ebenso wie die Christdemokraten und gemäßigte Bürgerliche aus dem Berlusconi-Lager  auf seine Seite ziehen und mit ihnen eine Zentrumspartei gründen, droht der politischen Linken die erneute Spaltung. Aufgrund des komplizierten Wahlrechts dürften damit die Chancen für des Mitte-links-Lagers auf eine erneute Regierungsübernahme zum Scheitern verurteilt sein.</p>
<p>Die Gründung einer starken Mitte-links-Partei war der richtige Schritt dem geschlossenen Rechtsbündnis Berlusconis entgegen zu treten. Die Demokratische Partei machte aber schon direkt nach den letzten Parlamentswahlen nur mit Skandalen, internen Streitigkeiten, Führungskrisen und einer schwachen Oppositionsarbeit auf sich aufmerksam. Man versäumte es die unterschiedlichen Lager in der Partei zusammenzuhalten. Eine Ablehnung Berlusconis reicht vielleicht für eine Koalition, für eine gemeinsame Partei war und ist dies zu wenig.</p>
<p>Einer dürfte sich freuen: Silvio Berlusconi. Trotz Skandalen und Gerichtsverfahren dürfte er unbeirrt weiter regieren dürfen. Es gibt derzeit keine ernstzunehmende Alternative in der Opposition. Die Linke hat nichts gelernt aus den Fehlern der Vergangenheit.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Poteva essere peggio]]></title>
<link>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/10/29/poteva-essere-peggio/</link>
<pubDate>Thu, 29 Oct 2009 13:54:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>elianigris</dc:creator>
<guid>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/10/29/poteva-essere-peggio/</guid>
<description><![CDATA[Come riassume molto bene l&#8217;articolo del Riformista, l&#8217;inizio di Bersani segretario non e]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Come riassume molto bene <a href="http://www.ilriformista.it/stories/Italia/116153/">l&#8217;articolo</a> del Riformista, l&#8217;inizio di Bersani segretario non e` stato dei peggiori.</p>
<p>In effetti, avere qualcuno che conosce i meccanismi della politica in questo momento non e` male e le intenzioni sul da farsi (pace con Di Pietro, &#8220;opposizione politica&#8221; e non esclusivo antiberlusconismo e dialogo sulle riforme istituzionali) mi paiono piu` che legittime e mi pare che vadano nella direzione che voleva, per dire, Veltroni (perlomeno sotto questi aspetti).</p>
<p>Aspetto sempre fiducioso, pero`, di vedere la squadra di Bersani e di non vedere un&#8217;organizzazione del partito diessina nei nomi e nella vocazione e, da questo punto di vista, non ho ancora certezze.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[C'era una volta l'intercettazione - Marco Travaglio - Voglio Scendere]]></title>
<link>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/10/27/cera-una-volta-lintercettazione-marco-travaglio-voglio-scendere/</link>
<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 20:23:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>maxhki</dc:creator>
<guid>http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/2009/10/27/cera-una-volta-lintercettazione-marco-travaglio-voglio-scendere/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: C&#8217;era una volta l&#8217;intercettazione &#8211; Marco Travaglio &#8211; Voglio Scendere]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: <a href="http://voglioscendere.ilcannocchiale.it/post/2366401.html">C&#8217;era una volta l&#8217;intercettazione &#8211; Marco Travaglio &#8211; Voglio Scendere</a>.</p>
<blockquote><p>Scritto da Marco Travaglio</p>
<p><em>Pubblico la mia prefazione al libro di Antonio Ingroia &#8220;C&#8217;era una volta l&#8217;intercettazione. La giustizia e le bufale della politica&#8221; (Stampa Alternativa, 2009).</em></p>
<p><a href="http://www.stampalternativa.it/libri/978-88-6222-092-7/antonio-ingroia-/c-era-una-volta.html"><img src="http://hovistocosechevoiumani.wordpress.com/files/2009/10/c_era_una_volta_l_intercettazione.jpeg" alt="" /></a></p>
<p>Se cercavate un trattato giuridico sulle intercettazioni telefoniche e ambientali e sulle norme che le regolano e le regoleranno, lardellato di commi e codicilli, avete sbagliato libro: affrettatevi a restituirlo al libraio e chiedete il rimborso. Se invece cercavate uno strumento divulgativo per capirci qualcosa nella giungla dei luoghi comuni, delle frasi fatte, delle bugie che inondano giornali e televisioni sull’ultima (ma solo in ordine di tempo) legge-vergogna del regime berlusconiano (ma, come purtroppo vedremo, non solo berlusconiano), avete fatto la scelta giusta.</p>
<p>Malgrado sia un magistrato, Antonio Ingroia scrive in italiano comprensibile anche ai non addetti ai lavori. E lo dimostra in questo pamphlet agile e spigliato, a tratti ironico, colto ma mai supponente. C’era una volta l’intercettazione è molto più di un bignami divulgativo sul tema. È anche, anzi soprattutto, <strong>un prezioso trattatello sull’uso politico della menzogna e sull’ansia disperata d’impunità della nostra classe politica, o meglio della nostra classe dirigente. Che è la più compromessa e infetta del mondo libero, o semilibero.</strong></p>
<p>Un marziano che si ritrovasse catapultato all’improvviso nelle aule e nei corridoi dei nostri palazzi del potere, a furia di sentire gli inquilini parlare con terrore di intercettazioni e progettare come abrogarle, si farebbe l’idea di essere capitato in una succursale della <strong>Banda Bassotti</strong>. Nei Paesi normali sono i criminali a essere ossessionati dal timore di venire intercettati e a predisporre tutti gli accorgimenti possibili per comunicare lontano da orecchi indiscreti. In Italia sono politici, amministratori, finanzieri, banchieri, imprenditori, top manager, alti ufficiali delle forze dell’ordine e dei servizi di sicurezza.</p>
<p>Nelle tre parti del libro, Antonio Ingroia, già allievo prediletto di Paolo Borsellino, procuratore aggiunto alla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, pubblico ministero in alcuni fra i principali processi di mafia-politica-economia, traccia una storia delle intercettazioni telefoniche in Italia, confuta le più diffuse menzogne in materia e spiega punto per punto il disegno di legge Alfano che sta per essere approvato dal Parlamento dopo varie correzioni e ritocchi.</p>
<p>Ricorda come anche il famoso maxiprocesso a Cosa Nostra, cioè il capolavoro del pool antimafia di Falcone, Borsellino &#38; C., nato dalla collaborazione di Tommaso Buscetta con la giustizia, ebbe origine proprio da un’intercettazione. Rammenta che le prime notizie sugli autori della strage di Capaci emersero da un’altra intercettazione (quella dell’“attentatuni”). Spiega come la secolare impunità della mafia, nella lunga stagione delle assoluzioni per insufficienza di prove, non fu dovuta soltanto alle connivenze e alle collusioni di vasti settori delle forze dell’ordine e della magistratura, oltreché della politica e della “società civile”, ma anche all’impossibilità di penetrare in quell’associazione segreta ascoltandone le “voci di dentro”.</p>
<p>Non a caso le prime condanne di Mafiopoli, dopo anni di assoluzioni-scandalo, arrivarono non appena si riuscì a rompere quel silenzio secolare e ad ascoltare quelle “voci”: voci volontarie, grazie ai pentiti, e voci involontarie, grazie alle intercettazioni telefoniche e ambientali. Intanto, nei processi di Tangentopoli, testimoni e imputati rei confessi aiutavano inquirenti e cittadini a penetrare un’altra forma di criminalità organizzata: il sistema paramafioso della corruzione e della concussione ambientale. Così, nel giro di pochi anni, da Milano a Palermo si cominciò finalmente a illuminare il lato osceno del potere.</p>
<p><strong>E così, appena riavutasi dallo choc, la classe dirigente e i suoi pennivendoli da riporto cominciarono sistematicamente ad aggredire gli strumenti che avevano consentito quella luminosa stagione di legalità e verità</strong>: i pentiti e i testimoni (chi non ricorda la vergognosa campagna contro Stefania Ariosto?), preparando la strada alla loro abolizione per legge in tre mosse: la controriforma dell’articolo 513 del Codice di procedura penale, la legge costituzionale del “giusto processo” e infine la norma che ha cancellato quasi tutti gli incentivi che fino a quel momento avevano indotto tanti mafiosi a saltare il fosso e a collaborare con la giustizia.</p>
<p>A quel punto, però, i magistrati riuscirono ancora ad ascoltare le “voci di dentro” grazie alle intercettazioni telefoniche, estese ai reati finanziari da una legge imposta dall’Europa nel 2005. E seguitarono a smascherare scandali di ogni genere, che trascinarono alla sbarra politici, banchieri, finanzieri, imprenditori, la security della Telecom e l’intero vertice della polizia, dei servizi segreti e del Ros dei carabinieri. Troppe verità scomode perché il sistema le potesse sopportare.</p>
<p>Liquidati pentiti e testimoni, restava dunque un solo tallone d’Achille sul corpo invulnerabile del potere, una sola finestra socchiusa in tutto il palazzo: le intercettazioni. Infatti, dopo la guerra mediatico-politica ai pentiti e ai testimoni, ecco l’ultima campagna per delegittimare le intercettazioni e spalancare le porte a una legge che le depotenzi o le smantelli tout court. Missione alla quale si sono molto applicati gli ultimi due cosiddetti ministri della Giustizia, Clemente Mastella e Angelino Alfano.</p>
<p>La legge Mastella, approvata dalla Camera unanime nel 2007 ai tempi del centrosinistra anche con i voti del centrodestra, si occupava soprattutto di abolire la cronaca giudiziaria, con pesanti sanzioni ai giornalisti (e agli editori) che osassero raccontare ancora quel che emergeva non soltanto dalle intercettazioni, ma anche dagli altri atti d’inchiesta (il silenzio stampa sulle inchieste giudiziarie affratella il centrodestra e il centrosinistra: non solo i “berluscones”, ma anche Walter Veltroni, si presentarono nell’ultima campagna elettorale del 2008 predicando il black out assoluto su intercettazioni e atti d’indagine).</p>
<p>La legge Alfano invece taglia la testa al toro e risolve il problema alla radice: non si faranno più intercettazioni, dunque i giornalisti non avranno più telefonate né inchieste da raccontare. Per intercettare qualcuno, il giudice avrà bisogno non più di gravi “indizi di reato” (il tale delitto è stato commesso), ma di gravi o evidenti “indizi di colpevolezza” (a commettere quel delitto è stato il tale). Cioè: <strong>se oggi, per scoprire il colpevole, si può intercettare, in futuro si potrà intercettare soltanto se e quando si sarà scoperto il colpevole.</strong> Un ribaltamento logico-giuridico che, secondo Cordero, “offre materia d’interessante analisi clinica”. In effetti, all’apparenza, il disegno di legge parrebbe concepito da una selezione dei migliori psicopatici in circolazione. Purtroppo la realtà è ben di peggio: chi l’ha scritto sa bene quel che fa. Anzi, quel che devefare.</p>
<p><strong>Tale è la paura dei nostri politici, di destra e di sinistra, di finire intercettati (l’immunità preserva i loro telefoni, ma non può coprire anche quelli dei criminali con cui molti di loro sono soliti amabilmente conversare), che anche i più fanatici propagandisti della “sicurezza” e della “tolleranza zero” contro la criminalità sono disposti ad abrogare di fatto lo strumento più efficace per smascherare e incastrare i colpevoli dei reati. </strong><strong>Franco Cordero, su “la Repubblica”, l’ha chiamata “criminofilia”. Che, giorno dopo giorno, controriforma dopo controriforma, ha sfigurato la democrazia italiana in un regime fondato su un potere senza controllo. Modello Putin.</strong></p>
<p>Pur di conquistare l’impunità – giudiziaria e mediatica – per sé, questa classe dirigente si accinge a smantellare ogni residuo di repressione penale, con tanti saluti alla sicurezza dei cittadini. Infatti, come dimostrano i grandi scandali degli ultimi anni – Bancopoli, Calciopoli, Telecom, Sismi, Cuffaro, Mastella, Del Turco, Vallettopoli, clinica Santa Rita, malasanità un po’ dappertutto, giù giù fino alla Puttanopoli barese col contorno di mazzette ospedaliere – le intercettazioni funzionano fin troppo bene.</p>
<p>Per questo vanno smantellate al più presto, prima che svelino altri imbarazzanti altarini del lato B del potere, della sua “oscenità” come la chiama etimologicamente un altro procuratore antimafia, Roberto Scarpinato, in un altro libro fondamentale per comprendere il rapporto fra istituzioni e criminalità (Il ritorno del principe con Saverio Lodato, ed. Chiarelettere, Milano, 2008):</p>
<p>“I processi, oltre ad assolvere alla loro funzione fondamentale di accertare la responsabilità penale di determinati imputati per specifici reati, hanno svolto anche una straordinaria opera di disvelamento al pubblico dell’<strong>‘oscenità’ del potere in Italia</strong>. I cittadini grazie a questo rito di disvelamento hanno compreso che il vero potere non è quello esercitato sulla scena pubblica, ma quello praticato fuori scena. In pubblico il potere ‘si mette in scena’ indossando mille maschere a uso e consumo degli spettatori; nel chiuso delle stanze ripone le maschere e rivela il proprio vero volto. Per impedire la vergogna di questo smascheramento (la parola vergogna deriva da vereor gogna, cioè temo la gogna) e per impedire – ricordiamo le parole di De Maistre – ‘alla massa del popolo che la sua volontà tragga le conseguenze della sua conoscenza e proceda alla distruzione di un ordine di cui conosce le origini e gli effetti’, i nostri potenti hanno costruito nel corso degli anni un muro di omertà collettiva intorno al proprio operato… Le intercettazioni consentono ai cittadini senza potere di ascoltare in diretta senza censure la voce segreta del potere”.</p>
<p>Naturalmente i cittadini sanno poco o nulla delle conseguenze nefaste della controriforma delle intercettazioni: chi si informa attraverso i telegiornali e la gran parte dei giornali pensa che la legge Alfano serva a tutelare la privacy della collettività, a garantire il “segreto istruttorio” (che, detto per inciso, è stato abolito nel 1989), a risparmiare milioni di euro che oggi verrebbero sperperati in intercettazioni inutili e voyeuristiche che, fra l’altro, avrebbero l’effetto di “impigrire” gli investigatori disabituandoli a ben più efficaci “strumenti tradizionali di indagine”.</p>
<p>Tutte balle, naturalmente, come si dimostra – dati alla mano – in questo libro. Inoltre, a furia di sentirlo ripetere dall’Alfano, dal Ghedini, dal Gasparri, dal Maroni o dal Vespa di turno, <strong>molti si sono fatti l’idea rassicurante che la nuova legge non riguardi le indagini antimafia, e che dunque nella lotta a Cosa Nostra, alla camorra e alla ‘ndrangheta tutto resterà come prima: basta leggere quel che scrive Ingroia, che di indagini di mafia se ne intende, per scoprire che è tutto falso, e perché.</strong></p>
<p>Ma nel regime italiota basta ripetere a pappagallo una bugia per trasformarla automaticamente in un dogma di fede: se ne incaricano appositi intellettuali e giornalisti da riporto, a loro volta terrorizzati all’idea di finire intercettati mentre concordano imposture à la carte con i loro protettori (indimenticabile l’intercettazione di Bruno Vespa che appronta con il portavoce di Gianfranco Fini una puntata di Porta a Porta “confezionata addosso” al leader di An, su misura, come nelle migliori sartorie; per non parlare dei tanti cosiddetti giornalisti sportivi sorpresi a farsi dettare la linea da Luciano Moggi).</p>
<p>Accade così che tutti i Tg e fior di quotidiani rilancino le bugie di Alfano al Parlamento italiano sui milioni di italiani intercettati (falso: sono al massimo 20mila all’anno), sulle spese per intercettazioni che si mangerebbero un terzo del bilancio della Giustizia (falso: le spese reali sono 220 milioni l’anno, a fronte di un bilancio di oltre 7 miliardi) e sui modelli stranieri che sarebbero molto più garantiti e sobri del nostro (falso: un’apposita commissione parlamentare d’inchiesta ha stabilito che il sistema più sobrio e garantista al mondo è proprio quello italiano, ma le conclusioni – avendo deluso le aspettative degli impuniti – sono state nascoste in un cassetto per poter continuare a mentire impunemente).</p>
<p>Lo stesso “caso Genchi”, come ricorda Ingroia, è stato creato a tavolino da un fronte politico trasversale e montato ad arte dalla stampa al seguito: Gioacchino Genchi – consulente tecnico di varie procure in delicatissime indagini su mafia, ‘ndrangheta, omicidi, stragi, sequestri di persona – non ha mai disposto né realizzato una sola intercettazione in vita sua. Ma spacciarlo per un occhiuto e perverso “spione” serviva a dipingere l’Italia come un Paese di “tutti intercettati” e seminare il panico fra i cittadini che, se conoscessero la verità, non solo scenderebbero in piazza contro la legge Alfano, ma chiederebbero più, e non meno, intercettazioni.</p>
<p>Nei giorni della montatura contro Genchi, il servile questore di Roma annunciava in pompa magna di aver smascherato i “mostri”, ovviamente rumeni dello stupro della Caffarella a Roma, “senza intercettazioni”, con i famosi “metodi tradizionali d’indagine”, modestamente paragonati da fonti della stessa questura capitolina a quelli del commissario Maigret. Dopo un mese di carcere, naturalmente, i due rumeni sono stati scarcerati con tante scuse (anzi, senz’alcuna scusa) dopo che, prima il Dna e poi il tracciato dei cellulari rubati alla vittima ricostruito con il metodo Genchi, li avevano completamente scagionati. Ma questa prima, fulgida prova su strada dei “metodi tradizionali” contro la barbarie delle intercettazioni, nessuno l’ha raccontata come meritava.</p>
<p>E così ancora oggi sentiamo tanta brava gente ripetere, nei bar e sui tassì, che “con le intercettazioni si esagera” e “bisogna darci un taglio” per affidarsi ai mitici “marescialli di una volta”. Quando Berta filava e Sherlock Holmes risolveva i delitti esaminando le impronte dei piedi dell’assassino o analizzando le tracce di tabacco sul luogo del delitto. Metodi brillantissimi, se non fosse che oggi i criminali usano il computer e comunicano al telefono con schede estere o via Skype. Dicevano Amurri e Verde: “La criminalità è organizzata, e noi no”. E pensavano di fare una battuta. Non avevano visto all’opera Berlusconi, Mastella, Ghedini e Alfano.</p></blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[The End]]></title>
<link>http://knutwicksell.wordpress.com/2009/10/26/the-end/</link>
<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 11:39:12 +0000</pubDate>
<dc:creator>Knut Wicksell</dc:creator>
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<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="aligncenter" src="http://www.rainews24.it/ran24/immagini/Veltroni_Franceschini.jpg" alt="" width="230" height="170" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Primarie PD: tre menu' a prezzo fisso]]></title>
<link>http://homoeuropeus.wordpress.com/2009/10/23/primarie/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 16:01:01 +0000</pubDate>
<dc:creator>homoeuropeus</dc:creator>
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<description><![CDATA[Non so ancora se domenica andro&#8217; a votare alle primarie del PD, lo dico con preoccupazione. Pe]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Non so ancora se domenica andro&#8217; a votare alle primarie del PD, lo dico con preoccupazione. Pe]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Anche Massimo Gramellini legge Champ's Version]]></title>
<link>http://marcocampione.wordpress.com/2009/10/23/anche-massimo-gramellini-legge-champs-version/</link>
<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 11:15:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Champ</dc:creator>
<guid>http://marcocampione.wordpress.com/2009/10/23/anche-massimo-gramellini-legge-champs-version/</guid>
<description><![CDATA[Quello che trovo insopportabile e pericoloso (in primis per il Pd) è il “veltronismo”, con la sua ca]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>Quello che trovo insopportabile e pericoloso (in primis per il Pd) è il “veltronismo”, con la sua capacità di trasformare i “pensieri lunghi” in luoghi comuni. Con una battuta potrei riassumere che l’unica cosa che mi rende sopportabile il veltronismo è Walter Veltroni. Ascoltando l’iniziativa di ieri, ascoltando alcuni interventi dei “supporter” ho capito perchè non sono minimamente attirato dalla candidatura di Franceschini: incarna il veltronismo senza Veltroni.</em></p>
<pre style="text-align:right;"><a href="http://marcocampione.wordpress.com/2009/07/03/il-veltronismo-senza-veltroni/" target="_blank"><em><strong>Champ's Version, 3 luglio 2009</strong></em></a></pre>
</blockquote>
<blockquote>
<p style="text-align:justify;"><em>Lo Statuto del partito gli impedisce di andare oltre la coppia, altrimenti immaginiamo che alle prime luci dell’alba [Franceschini] avrebbe incoronato vicesegretari anche un gay, un indiano Cheyenne, uno stambecco del Gran Paradiso. E’ il veltronismo senza Veltroni, la malattia terminale del Partito Democratico. Quell’idea di poter fare politica con le figurine invece che con le persone.</em></p>
<pre style="text-align:right;"><a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&#38;ID_articolo=705&#38;ID_sezione=56&#38;sezione=#" target="_blank"><em><strong>Massimo Gramellini, 23 ottobre 2009</strong></em></a></pre>
</blockquote>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[L’ultima di Veltroni: "La maggioranza civile siamo noi"]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/10/18/l%e2%80%99ultima-di-veltroni-la-maggioranza-civile-siamo-noi/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 16:42:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
<guid>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/10/18/l%e2%80%99ultima-di-veltroni-la-maggioranza-civile-siamo-noi/</guid>
<description><![CDATA[«Un mio amico appassionato di montagna mi ha raccontato che ormai su alcune grandi vette italiane si]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft size-full wp-image-7652" title="images" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/10/images139.jpg" alt="images" width="130" height="127" />«Un mio amico appassionato di montagna mi ha raccontato che ormai su alcune grandi vette italiane si vede la neve nera». È l’inizio &#8211; astratto, non verificato, romanzesco &#8211; di una lettera di Walter Veltroni al direttore della Stampa. L’ex segretario del Pd, che non a caso oggi scrive romanzi, ammette di essere «fuori da responsabilità di politica attiva»: ma prorompe in un’analisi politica. Astratta, non verificata, romanzesca.<br />
C’era una volta, affabula Veltroni, la maggioranza silenziosa, fatta di cittadini che non partecipavano attivamente alla vita politica ma che permetteva e «permette spesso a chi governa di accreditarsi come beneficiario di un consenso popolare a prova di qualunque opposizione». Già qui c’è un inquinamento del pensiero veltroniano, modello «neve nera». Infatti, chi governa, lo fa sempre grazie a una concretissima maggioranza elettorale uscita dalle urne, quindi tutt’altro che silenziosa. Ammettiamo che sia una licenza poetica e passiamo oltre, al colpo di scena del plot narrativo di Walter.<!--more--><br />
Mi si perdoni la lunga citazione, ma voglio essere preciso: «Io credo che oggi, in questo preciso momento storico, sia però un’altra la definizione che meglio racconta lo spirito diffuso, il clima prevalente, del nostro Paese. In Italia, questa è la mia idea, c’è una “maggioranza civile” che forse non riesce ancora a farsi sentire, visto se non altro il clamore di polemiche e scontri ormai continui e assordanti, ma che certo non è passiva, non è disinteressata, non è rinunciataria». Avremmo dunque, secondo Veltroni, una «maggioranza civile» silenziosa come prima, ma non più per scelta, bensì perché ammutolita da «scontri assordanti».<br />
Si noti il salto di passaggio semantico di Veltroni. Infatti «maggioranza civile», nell’uso più comune e corretto della lingua italiana, significa nient’altro che maggioranza dei cittadini, dei «cives». Invece, nel contesto del discorso veltroniano, la «maggioranza civile» non è più quella dei cittadini semplici, ma quella raffinata dei cittadini civili: nel senso di beneducati, per bene, che amano la cosa pubblica, non sporcano per terra. E che &#8211; naturalmente e soprattutto &#8211; sono antiberlusconiani, condizione indispensabile per venire considerati «civili». Infatti si tratta di «una maggioranza civile stanca di Berlusconi e delle sue urla» ecc.<br />
Niente di nuovo sotto il sole, insomma, neve nera a parte. La teoria è sempre quella: in mancanza di una maggioranza elettorale e parlamentare, a sinistra ci sarebbe una maggioranza morale. Dotata, è ovvio, di una superiorità etica, estetica, comportamentale, ideale: la quale vede &#8211; e via col patetico &#8211; «la meraviglia della sua storia, della sua identità, della sua cultura, nitida come la neve» distrutta dalla «pesantezza di uno spirito pubblico, di un senso comune, in cui smarrimento e odio sembrano avere il colore della pece».<br />
Trattandosi di affermazioni retoriche, non è neanche il caso di contestarle. Prendiamo piuttosto atto che, a sinistra, anche quel che era (o sembrava) il «nuovo» veltroniano, si traduce nella solfa antichissima e bipartisan del chistaconnoi è buono-chistacontrodinoi è cattivo. E che, di conseguenza, alla minoranza/maggioranza civile tocca subire la maggioranza/maggioranza incivile.</p>
<div>Con questa visione del mondo, ovvero degli italiani, Veltroni ha ragione quando accusa Berlusconi di populismo. Purché riconosca in sé un elitarismo snob e sostanzialmente antidemocratico, per cui il popolo ha ragione soltanto quando dà ragione a te. Affabulando di «neve nera» e di «maggioranza civile», Veltroni ripete, con linguaggio democristiano, l’accusa preelettorale di Berlusconi a chi non avrebbe votato per lui: «Coglioni». La parola &#8211; dura e diritta &#8211; suscitò sdegno. Le frasi di Veltroni &#8211; felpate e tante &#8211; non avranno lo stesso effetto, anche se la sostanza è la stessa.<br />
È una conferma ulteriore che la sinistra ha sostituito il vecchio motto «Piove, governo ladro!» con un &#8211; incivile &#8211; «Piove, elettorato ladro!».<br />
<a href="http://www.giordanobrunoguerri.it">www.giordanobrunoguerri.it</a></div>
<div><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/lultima_veltroni_la_maggioranza_civile_siamo_noi/18-10-2009/articolo-id=391714-page=0-comments=1">http://www.ilgiornale.it/interni/lultima_veltroni_la_maggioranza_civile_siamo_noi/18-10-2009/articolo-id=391714-page=0-comments=1</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[UNICREDIT PIGNORA LA SENSI, LA ROMA CAMBIA PADRONE]]></title>
<link>http://cartellinorosso.wordpress.com/2009/10/15/unicredit-pignora-la-sensi-la-roma-cambia-padrone/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 13:05:14 +0000</pubDate>
<dc:creator>cartellinorosso</dc:creator>
<guid>http://cartellinorosso.wordpress.com/2009/10/15/unicredit-pignora-la-sensi-la-roma-cambia-padrone/</guid>
<description><![CDATA[È scoppiata la guerra fra Rosella Sensi e Alessandro Profumo, il manager di Unicredit che è anche il]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft" style="border:0 none;margin:2px 3px;" src="http://romapersempre.files.wordpress.com/2009/04/rosella1.jpg?w=150&#038;h=120" alt="" width="150" height="120" />È scoppiata la guerra fra Rosella Sensi e Alessandro Profumo, il manager di Unicredit che è anche il principale creditore del gruppo Italpetroli-Roma calcio fondato dal compianto Franco Sensi. Che la situazione da tempo fosse tesa lo indica il debito dei Sensi con il primo gruppo bancario italiano: circa 320 milioni di euro, comprensivi delle rate di interessi che non sono più onorate da tempo. Ma a fare scoccare la scintilla è stata proprio Rosella, la donna-simbolo del calcio italiano.<!--more--> Lunedì scorso ha convocato con sole 4 ore di anticipo un consiglio di amministrazione straordinario della Compagnia Italpetroli spa. Obiettivo, la convocazione di un’assemblea della società in grado di nominare un nuovo consiglio di amministrazione di cui non dovrebbe più fare parte l’avvocato Roberto Cappelli, il mastino che Profumo ha preteso in consiglio quando Unicredit varando il piano di ristrutturazione<a id="ed_Id_3" style="border-bottom:medium none;text-decoration:underline;color:#008000;" href="http://adv08.edintorni.net/affiliati/click/?q=ristrutturazione&#38;a=4042&#38;e=1&#38;y=2&#38;j=5FFA22555F70DFB83BA268A5AD73A6C3http%3A%2F%2Fadvertiser%2Eedintorni%2Enet%2Fredirect%2Easp%3FidG%3D91271%26idA%3D91271%26query%3Dristrutturazione%26cpk%3De%26idU%3D287%26location%3Dhttp%253A%252F%252Feu%252Egomeo%252Ecom%252F%253Fquery%253D%2525keyword%2525%2526country%253Dit%2526track%253D%2525keywordid%2525%2526charset%253D3&#38;r=&#38;x=1255611940828&#38;z=tt.lh.E7F57923990A0E2E440F7FE3E8B2B79E&#38;i=336" target="_blank"></a> del debito dei Sensi ha rilevato il 49% delle azioni della capogruppo.</p>
<p>Cappelli con così poco preavviso non ha potuto naturalmente partecipare ai lavori del consiglio, e all’indomani ha potuto solo chiedere il verbale della riunione che ancora non gli è stato trasmesso. Ma quando Profumo è venuto a conoscenza dell’episodio, ha subito disposto il contrattacco. Da ieri con decreti ingiuntivi appena firmati sono partite le richieste di pignoramento degli immobili di proprietà della Compagnia Italpetroli spa e di un’altra società, la Roma 2000srl che controlla la maggioranza assoluta del capitale della As Roma, la squadra di calcio di cui è capitano Francesco Totti. Nel gruppo Unicredit , stanchi di un braccio di ferro che finora non ha portato ad alcun risultato, si sta valutando anche un’azione di pignoramento delle azioni Italpetroli in mano alla famiglia Sensi, con l’obiettivo di gestire direttamente il gruppo e anche la squadra di calcio più amata dalla capitale. A Rosella Sensi (che nell’ultimo anno ha preso la guida del gruppo rilevando la poltrona di presidente dalla mamma Maria Nanni) si contesta di avere fermato in ogni modo il piano di ristrutturazione del gruppo ostacolando ogni ipotesi di vendita delle partecipazioni. La Compagnia Italpetroli ha infatti sostanzialmente tre settori di attività: quello petrolifero (business sempre più in calo), quello immobiliare (con migliori prospettive grazie anche al possesso di un’area valorizzata dall’ex sindaco della capitale Walter Veltroni a beneficio della As Roma) e quello calcistico (assai meno promettente). Anche se i Sensi più volte non hanno smentito trattative per la cessione della As Roma, alla banca creditrice non sono mai risultate offerte reali. Molte sono pervenute invece per il ramo petrolifero e di queste secondo Unicredit almeno tre sonodegne di essere prese inconsiderazione. Ma al pressing di Profumo la famiglia Sensi ha fatto fin qui orecchie da mercante, opponendo di fatto un netto rifiuto. A fronte delle contestazioni più volte è stato replicato: “volete mettere in difficoltà la Roma? Bisogna andarci con i piedi di piombo, perché la piazza dei tifosi della capitale è molto sensibile”.</p>
<p>Con questo spirito le uniche cessioni effettuate per l’impossibilità di indebitare ulteriormente il gruppo sono state quelle di partecipazioni minori, come la Petroli investimenti venduta per 35,5 milioni di euro generando una plusvalenza da 19 milioni di euro in grado di coprire le nuove perdite.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Ma tu voti alle primarie?]]></title>
<link>http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2009/10/14/ma-tu-voti-alle-primariep/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 13:04:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>ilmondodigalatea</dc:creator>
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<description><![CDATA[“Ma tu voti alle primarie?” Mi ricordo che, quando di furono quelle fra Veltroni e la Bindi, la doma]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><img class="aligncenter size-thumbnail wp-image-288" title="urna-elettorale" src="http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/files/2008/07/urna-elettorale.gif?w=150" alt="urna-elettorale" width="150" height="126" />“<span style="font-family:Georgia,serif;">Ma tu voti alle primarie?”</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">Mi ricordo che, quando di furono quelle fra Veltroni e la Bindi, la domanda me la facevano ad ogni più sospinto, amici e parenti di centrosinistra. Non si riusciva a fare un passo, senza che mi sentissi porre la questione.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Ma tu voti alle primarie?”</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">E quando io rispondevo: “No, manco per i tacchi, non è il mio partito, non mi ci riconosco.” tutti mi guardavano con un che di delusione mista a sconcerto. Manco loro, chiarivano subito, avevano poi &#8217;sta gran fiducia del Pd, eh, però votare alle primarie era un&#8217;altra cosa, era un segno di stima, era una sorta di pacchetta sulla spalla di incoraggiamento.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">Così la domenica mattina li ho visti tutti in coda al seggio improvvisato, la scheda in mano, il sorriso sulle labbra, l&#8217;euro già pronto nel palmo e un muto rimprovero nei miei confronti, che dinnanzi al seggio ho tirato diritta, celando, lo ammetto, un vago disagio nel non riuscire proprio a partecipare a quel rito collettivo; lo stesso disagio che provi quando decidi scientemente di non partecipare ai pranzi natalizi del parentado &#8211; e non te ne penti sapendo che ti eviti ore di noia barbina e di imbarazzi &#8211; ma comunque ti assale quando passi per strada da sola e immagini dietro alle finestre le famiglie assiepate attorno al cappone o a litigarsi l&#8217;ultima fetta di pandoro e i numeri per la tombola. Essere esclusi dalle feste di famiglia brucia, anche quando ad escluderti sei stata tu.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">Ora le primarie ci sono di nuovo. Stavolta sarebbero anche un po&#8217; più divertenti delle precedenti, perché, in effetti, ci sono almeno due candidati su tre che hanno una seria probabilità di giocarsi davvero la leadership del partito. Inoltre questa tornata ci sarebbero anche tre candidati su tre che mi piacciono pure, e uno in particolare, e cioè Bersani, che proprio mi è simpatico a pelle. Insomma, quasi quasi i buoni motivi per andare a votare a queste benedette primarie ci sarebbero proprio tutti, e potrei anche passare sopra il fatto che mi angustia, quella mia maledetta ossessione formalista per cui, se alle primarie possono votare iscritti ma anche elettori ma anche simpatizzanti del Pd, io avrei il problema di non rientrare in alcuna delle tre categorie, perché non mi sono mai voluta iscrivere, non l&#8217;ho mai votato e, detta proprio tutta, non è che mi faccia neppure gran simpatia, come partito, al massimo, talvolta, un po&#8217; di tenerezza come tutte le cose che nascono sfigate.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">Quindi, se stavolta amici, parenti, conoscenti mi chiedessero, di nuovo: “Ma tu voti alle  primarie?”  a pochi giorni dal voto non saprei ancora che rispondere, e per me è strano.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">C&#8217;è una cosa, però, ancora più strana.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">Che stavolta amici, parenti, conoscenti il “Ma tu voti alle primarie?” non me lo chiedono punto. A dirla tutta, da quanto ho capito, sono molto ma molto incerti, stavolta, se andare a votare pure loro. Perché in seguito al disastro di Veltroni, la reggenza franceschina, il papocchio della assenze sullo Scudo Fiscale, e ora l&#8217;impallinamento binettiano dell&#8217;aggravante per l&#8217;omofobia, degli amici chi era iscritto ha quasi stracciato la tessera, chi era elettore ha giurato di non votarli più e chi simpatizzava ha deciso che è meglio indirizzare la personale simpatia altrove.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">E quindi, non so se voterò alle primarie.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">Magari sì. Ma potrei essere la sola.</span></p>
<div id="_mcePaste" style="overflow:hidden;position:absolute;left:-10000px;top:0;width:1px;height:1px;"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Ma voti alle primarie?”</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">Mi ricordo che, quando di furono quelle fra Veltroni e la Bindi, la domanda me la facevano ad ogni più sospinto, amici e parenti di centrosinistra. Non si riusciva a fare un passo, senza che mi sentissi porre la questione.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY">“<span style="font-family:Georgia,serif;">Ma voti alle primarie?”</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">E quando io rispondevo: “No, manco per i tacchi, non è il mio partito, non mi ci riconosco.” tutti mi guardavano con un che di delusione mista a sconcerto. Manco loro, chiarivano subito, avevano poi &#8217;sta gran fiducia del Pd, eh, però votare alle primarie era un&#8217;altra cosa, era un segno di stima, era una sorta di pacchetta sulla spalla di incoraggiamento.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">Così la domenica mattina li ho visti tutti in coda al seggio improvvisato, la scheda in mano, il sorriso sulle labbra, l&#8217;euro già pronto nel palmo e un muto rimprovero nei miei confronti, che dinnanzi al seggio ho tirato diritta, celando, lo ammetto, un vago disagio nel non riuscire proprio a partecipare a quel rito collettivo; lo stesso disagio che provi quando decidi scientemente di non partecipare ai pranzi natalizi del parentado &#8211; e non te ne penti sapendo che ti eviti ore di noia barbina e di imbarazzi &#8211; ma comunque ti assale quando passi per strada da sola e immagini dietro alle finestre le famiglie assiepate attorno al cappone o a litigarsi l&#8217;ultima fetta di pandoro e i numeri per la tombola. Essere esclusi dalle feste di famiglia brucia, anche quando ad escluderti sei stata tu.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">Ora le primarie ci sono di nuovo. Stavolta sarebbero anche un po&#8217; più divertenti delle precedenti, perché, in effetti, ci sono almeno due candidati su tre che hanno una seria probabilità di giocarsi davvero la leadership del partito. Inoltre questa tornata ci sarebbero pure tre candidati su tre che mi piacciono pure, e uno in particolare, e cioè Bersani, che proprio mi è simpatico a pelle. Insomma, quasi quasi i buoni motivi per andare a votare a queste benedette primarie ci sarebbero proprio tutti, e potrei anche passare sopra il fatto che mi angustia, quella mia maledetta ossessione formalista per cui, se alle primarie possono votare iscritti ma anche elettori ma anche simpatizzanti del Pd, io avrei il problema di non rientrare in alcuna delle tre categorie, perché non mi sono mai voluta iscrivere, non l&#8217;ho mai votato e, detta proprio tutta, non è che mi faccia neppure gran simpatia, come partito, al massimo, talvolta, un po&#8217; di tenerezza come tutte le cose che nascono sfigate.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">Quindi, se stavolta amici, parenti, conoscenti mi chiedessero, di nuovo: “Ma tu voti alle  primarie?”  a pochi giorni dal voto non saprei ancora che rispondere, e per me è strano.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">C&#8217;è una cosa, però, ancora più strana.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">Che stavolta amici, parenti, conoscenti il “Ma tu voti alle primarie?” non me lo chiedono punto. A dirla tutta, da quanto ho capito, sono molto ma molto incerti, stavolta, se andare a votare pure loro. Perché in seguito al disastro di Veltroni, la reggenza franceschina, il papocchio della assenze sullo Scudo Fiscale, e ora l&#8217;impallinamento binettiano dell&#8217;aggravante per l&#8217;omofobia, degli amici chi era iscritto ha quasi stracciato la tessera, chi era elettore ha giurato di non votarli più e chi simpatizzava ha deciso che è meglio indirizzare la personale simpatia altrove.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">E quindi, non so se voterò alle primarie.</span></p>
<p style="margin-bottom:0;" align="JUSTIFY"><span style="font-family:Georgia,serif;">Magari sì. Ma potrei essere la sola.</span></p>
</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Alieni]]></title>
<link>http://paz83.wordpress.com/2009/10/12/alieni/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 14:16:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>paz83</dc:creator>
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<description><![CDATA[L&#8217;altra settimana a Che Tempo che fa l&#8217;ex segretario di stato Condoleezza Rice, alla dom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --></p>
<p style="margin-bottom:0;">L&#8217;altra settimana a <strong>Che Tempo che fa</strong> l&#8217;ex segretario di stato <strong>Condoleezza Rice,</strong> <span style="font-weight:normal;">alla domanda posta da Fazio, vista la sua ex posizione di prestigio alla Casa Bianca, sull&#8217;esistenza degli <strong>Alieni</strong>, ha risposto che lei non ne aveva mai visti ne tantomeno ne aveva mai sentito parlare in ambienti governativi, ne aveva mai visto passare nel cielo un disco volante. Confermo. Nella mia vita ho sprecato venerdì e sabati sera a vedere, memorizzare e immagazzinare informazioni da<strong> x-files</strong>, ho comprato riviste dedicate, ho letto autorevoli testi di esimi scienziati sull&#8217;argomento. E ho fatto anche di più. Quando mi sono trasferito in campagna ho fatto in modo che si scegliesse appositamente una casa con campo di grano adiacente. In cinque anni nemmeno una scoreggia di lepre che inclinasse anche solo di un micron uno stelo di grano. Sono dunque giunto a due possibili conclusioni: la prima è che essi non esistano, ma che al massimo possano essere frutto di una nostra proiezione mentale. La seconda è che potrebbero essere impegnati in una discussione intergalattica interna in vista di un congresso, e allora i tempi si farebbero molto lunghi. Anni e anni luce. Cosa che è anche inutile pensarci, che quando sarà, se sarà, il momento, noi saremo belle che morti. Questa settimana, più precisamente domenica sera, come per magia a Che tempo che fa è apparso <strong>Veltroni</strong>.</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Segretario, mio Segretario]]></title>
<link>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/10/12/segretario-mio-segretario/</link>
<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 13:28:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>elianigris</dc:creator>
<guid>http://democraticallyspeaking.wordpress.com/2009/10/12/segretario-mio-segretario/</guid>
<description><![CDATA[Ieri Veltroni da Fabio Fazio ha dato la sensazione di parlare ancora da grande leader e speranza del]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ieri Veltroni da Fabio Fazio ha dato la sensazione di parlare ancora da grande leader e speranza del Partito Democratico. Un rimpianto, lontano purtroppo.</p>
<p>La data delle primarie e` sempre piu` vicina (mancano meno di due settimane) e presto il Partito Democratico avra` un nuovo segretario e, per quanto Marino mi piaccia molto, nessuno in circolazione ha le caratteristiche piu` adatte a fare il segretario rispetto a Veltroni. Il sistema italiano l&#8217;ha fatto fuori, troppo innovativo per noi, pero` io tutte le volte che lo sento parlare penso all&#8217;Italia che sarebbe potuta essere, penso all&#8217;Italia che e` (al partito che e`) e penso che con Walter sarebbe stato un paese migliore, c&#8217;e` poco da fare.</p>
<p>(Certo, avrebbe potuto sostenere Marino, ma questa e` un&#8217;altra storia).</p>
<p>Se volete sentirvi l&#8217;intervista di ieri sera con fazio cliccate <a href="http://www.chetempochefa.rai.it/TE_videoteca/1,10916,1099839,00.html">qui</a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Duccio Forzano - Il regista della tv che piace ]]></title>
<link>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/10/12/duccio-forzano-il-regista-della-tv-che-piace/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 23:21:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Radiocucaio</dc:creator>
<guid>http://smnewsblog.wordpress.com/2009/10/12/duccio-forzano-il-regista-della-tv-che-piace/</guid>
<description><![CDATA[Fonte: &#8220;La Provincia di Como&#8220; Duccio Forzano è dietro il successo di «Che tempo che fa» ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Fonte: &#8220;<a href="http://swap.mediaon.it/SWAP/Como/GiornaleOnLine/giornale_articolo.php?id_pagina=41130&#38;pagina=64&#38;versione=testuale&#38;zoom=&#38;id_articolo=248118" target="_blank">La Provincia di Como</a>&#8220;</p>
<p><em><a href="http://smnewsblog.wordpress.com/files/2009/10/provinciacomo_121009.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-16103" title="provinciacomo_121009" src="http://smnewsblog.wordpress.com/files/2009/10/provinciacomo_121009.jpg" alt="provinciacomo_121009" width="221" height="373" /></a>Duccio Forzano è dietro il successo di «Che tempo che fa» e curerà il prossimo Festival. «Il mio modello è il varietà di una volta, tipo &#8220;Studio Uno&#8221;: intelligente e di alto profilo»</em></p>
<p>Inquadrature che sottolineano le emozioni e sfondi tridimensionali. Gioca con questi elementi Duccio Forzano, che con la regia firma dal 2005 l&#8217;immagine di Che tempo che fa, rientrato alla grande la scorsa settimana su RaiTre. Un risultato che arriva da lontano, con la regia di programmi cult della tv, iniziando nel 1996 dai mega concerti live di Claudio Baglioni, passando per Verissimo, fino allo show a 360 gradi di Stasera pago io, con Fiorello, o a Torno Sabato di Panariello. Mentre, ormai è ufficiale, si profila per Forzano la vetta mediatica di Sanremo.<br />
Il filo conduttore del successo di Duccio Forzano regista (classe 1960) è una grande sintonia tra il suo lavoro e i mattatori dello schermo. Succederà anche questa sera con i super ospiti Walter Veltroni, Corrado Guzzanti, Orhan Pamuk e Maria Giulia Crespi.</p>
<p><!--more--><br />
A «Che tempo che» fa gli ospiti intervistati di Fabio Fazio si raccontano come se si trovassero nel salotto di casa. Come succede questa magia?<br />
Ovviamente questo sta nella bravura di Fabio che sa mettere tutti a proprio agio e poi nel lavoro degli autori. Io non mi occupo in particolare dei contenuti, ma il mio ruolo sta comunque nel cogliere l&#8217;atmosfera, nel sottolineare un movimento o un particolare che rispecchia l&#8217; emozione del momento. Questo è il lavoro all&#8217;impronta che si fa in diretta. Sta nella sensibilità, ma soprattutto nella prontezza di riflessi per staccare in tempo l&#8217;inquadratura.<br />
<strong>Come avviene la preparazione della trasmissione?</strong><br />
C&#8217;è grande collaborazione. Con Fabio e gli autori scegliamo le immagini migliori per sottolineare il carattere del personaggio. Durante l&#8217;intervista, infatti, le figure sul fondo si muovono come se la persona non fosse più in uno studio tv ma immersa in una dimensione che lo rappresenta. Questo è possibile perché la scenografia è fatta all&#8217;80 per cento di luci e le immagini quest&#8217;anno saranno tridimensionali. Per ogni ospite, poi, stabiliamo insieme le entrate e le uscite e i particolari pratici.<br />
<strong>Lei ha condotto anche la regia di «Tutti Pazzi per la Tele» con Antonella Clerici, che però ha avuto qualche difficoltà.</strong><br />
Sì, un programma dove mi sono divertito molto, Antonella è brava, le scenografie imponenti e belle. Tutti gli ingredienti per fare uno spettacolo fresco e brillante. Penso che sia una formula che potremo benissimo utilizzare appena si ripresenteranno le giuste condizioni. Per l&#8217;intrattenimento mi rifaccio molto ai varietà di una volta, nello stile di Studio Uno, dove c&#8217;era un divertimento intelligente e di alto profilo.<br />
<strong>Lei che la televisione la fa, poi cosa le piace guardare?</strong><br />
Davvero tutto. Sono un telespettatore generalista. Mi sembra che ci sia sempre da imparare anche nei programmi che piacciono meno. Sono un patito di serie tv e oggi l&#8217;offerta tra canali satellitari e dvd è amplissima. Se sono fuori per lavoro mi registro le puntate.<br />
<strong>Però Antonellina le ha portato fortuna. Sarà lei il regista di Sanremo.</strong><br />
Sì, la tradizione sanremese è una bella responsabilità, ma stiamo già lavorando molto, per ora non svelo altro. <br />
Veronica Fallini</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Segui Dario Franceschini]]></title>
<link>http://pdroma4.wordpress.com/2009/10/11/segui-dario-franceschini/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 22:55:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>frampini</dc:creator>
<guid>http://pdroma4.wordpress.com/2009/10/11/segui-dario-franceschini/</guid>
<description><![CDATA[All&#8217;indirizzo www.dariofranceschini.it è possibile rivedere il video integrale dell&#8217;inte]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:medium;"><span style="color:#000099;">All&#8217;indirizzo </span><span id="OBJ_PREFIX_DWT742"><span id="OBJ_PREFIX_DWT939"><span id="OBJ_PREFIX_DWT33"><span style="color:#000099;"><a href="http://www.dariofranceschini.it/" target="_BLANK">www.dariofranceschini.it</a></span></span></span></span><span style="color:#000099;"> è possibile rivedere il video integrale dell&#8217;intervento di Dario alla convenzione nazionale svoltasi a Roma questa mattina.</span></span></p>
<p><a href="http://pdroma4.wordpress.com/files/2009/10/logo.gif"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1479" title="logo" src="http://pdroma4.wordpress.com/files/2009/10/logo.gif?w=300" alt="logo" width="300" height="83" /></a></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:medium;"><strong>Sommario: </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:medium;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:medium;"><strong>Da Twitter: &#8220;Gli iscritti non hanno paura delle Primarie&#8221;<br />
Alcuni estratti dal discorso alla Convenzione Nazionale</strong><strong>Veltroni da Fazio: &#8220;Franceschini ha una virtù rara in politica :la lealtà,e può evitare che il riformismo si infranga&#8221;. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:medium;"><strong>Fassino: &#8220;E&#8217; stata la giornata di Franceschini&#8221;</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:medium;"><strong>Da Twitter: &#8220;Gli iscritti non hanno paura delle Primarie&#8221;<br />
</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:medium;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Il passaggio più applaudito da una platea di iscritti è stato quando ho detto </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>che difenderò sempre le Primarie! Loro non hanno paura&#8230;</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:medium;"> </span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:medium;">Qui sotto alcuni estratti dal discorso.</span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:medium;"><br />
<strong>&#8220;A D&#8217;Alema dico: gli iscritti rispetteranno l&#8217;esito delle primarie&#8221;<br />
</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>&#8220;Vorrei dire a Massimo D&#8217;Alema che i primi a rispettare l&#8217;esito delle primarie saranno gli iscritti che continueranno ad amare il partito indipendentemente da chi vince. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Alla forza degli iscritti dobbiamo saper aggiungere la forza degli elettori, e i primi a volere questa apertura sono proprio gli iscritti.<br />
Se ai 450 mila iscritti che hanno votato nei circoli si aggiungeranno un milione o un milione e mezzo di elettori, allora le primarie daranno più forza al segretario e più forza al Pd. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Se io sarò confermato segretario non toglierò al popolo delle primarie il diritto di eleggere il segretario del Pd&#8221;.</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:medium;"><strong>&#8220;Berlusconi un ominicchio: offendendo la Bindi ha offeso tutte le donne italiane&#8221;<br />
</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>&#8220;Dobbiamo dirci con chiarezza alcune cose sul modo di far opposizione. Ogni volta che critichiamo il governo o le dichiarazioni del premier la destra ci accusa di antiberlusconismo e di avere un atteggiamento antitialiano.<br />
</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Vorrei essere chiaro anche tra di noi: io non so cosa sia l&#8217;antiberlusconismo, so che tutti i nostri elettori ci chiedono di fare opposizione, di non fare errori come le assenze in aula sullo scudo fiscale, ma non ne ho trovato uno solo che ci chiedesse di fare meno opposizione, ma di farne di più, di non essere intimiditi dal potere, dall&#8217;arroganza, dai soldi. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Denunciare l&#8217;emergenza precari, dire che lo scudo è uno schiaffo in faccia ai cittadini onesti, è antiberlusconismo questo? E&#8217; essere anti-italiani? </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Dire che le ronde e il reato di immigrazione clandestina sono una vergogna, difendere libertà di stampa, il Parlamento, la corte costituzionale, il presidente della Repubblica, è antiberlusconismo? E&#8217; essere anti-italiani? </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>E dire che è un insulto che dopo la bocciatura del lodo Alfano si parli di  immunità parlamentare, è antiberlusconismo, è essere anti- italiani? </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Dire che è un ominicchio un uomo che offendendo Rosy Bindi offende tutte le donne italiane è antiberlusconismo? </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Non voglio che quando le generazioni future guarderanno a oggi ci sia qualcuno che si chieda: ma dove era l&#8217;opposizione in quel periodo? </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Io mi impegno, se sarò rieletto a fare una opposizione propositiva, ma dura e intransigente&#8221;.</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong><span style="font-size:medium;">Testamento biologico: &#8220;Lo Stato deve rispettare la persona&#8221;<br />
</span></strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>&#8220;Un partito che decide. Anche sui temi più difficili, quelli a cui dobbiamo dedicare più tempo. Argomenti troppo difficili, lo dico anche a Ignazio, che non possono essere usati come momento di distinzione tra di noi. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>I temi eticamente sensibili sono il terreno su cui più di tutti dovremo misurare la nostra capacità di rispettare la laicità dello Stato, la nostra capacità di ascolto, la nostra capacità di dialogo. Dentro al partito dobbiamo abbattere il muro che rischia di esserci, sapendo che ci sono alcuni principi base.</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Io penso che sia tutto molto semplice: sulla laicità dell Stato e anche nel merito. Dovremo votare il testamento biologico. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Io penso che quando si tratta non di &#8216;farsi morire&#8217;, ma se una persona decide se e quando &#8216;lasciarsi morire&#8217;, una distitnzione che ha fatto il filosofo Reale, un filosofo cattolico, &#8211; una cosa naturale che c&#8217;è sempre stata nella nostra cultura: &#8216;portami a casa, non voglio morire in ospedale, smettete di curarmi&#8217; &#8211; quando si arriva a quel momento, la scelta di come lasciarsi morire non può che essere affidata alla stessa persona, e se non può ai suoi familiare e ai medici, ma lo Stato deve fermarsi fuori dalla camera di quella persona che muore.</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Lo dico da cattolico democratico, lo dico per la lezione che mi hanno dato i padri della mia cultura politica&#8221;.<br />
</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong><span style="font-size:medium;">&#8220;Mettere in campo proposte per affrontare l&#8217;emergenza&#8221;</span> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>&#8220;Girando l&#8217;Italia ho visto un paese che la televisione non mostra. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>La scelta più grave del governo è stata quella di risolvere la crisi occultandola, senza farla vedere, senza mettere in campo misure per affrontare l&#8217;emergenza. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>La posizione è stata: ‘La crisi finirà, vedete di cavarvela&#8217;. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Ma ci sono persone che non ce la fanno. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Così le tensioni sociali crescono e noi dobbiamo avere la capacità di dare voce a quelle persone e di mettere in campo proposte per affrontare i loro problemi.&#8221;</strong></span><br />
<span style="color:#000099;font-size:small;"><strong><span style="font-size:medium;">&#8220;Per cambiare il paese cambiare prima noi stessi&#8221;<br />
</span></strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>&#8220;Non dobbiamo tornar indietro rispetto all&#8217;idea che il Pd non è una sigla nata per affrontare le successive elezioni, ma per cambiare il paese e deve ricostruire il senso di una missione collettiva. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Un partito che ha il coraggio di dire cose scomode anche se nell&#8217;immediato non vengono capite e ti fanno perdere voti a cominciare dal tema dell&#8217;immigrazione. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Dobbiamo rompere il sistema di caste  protezioni che proteggono solo alcune persone, investire sul merito. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Dovremo andare contro un sistema di poteri forti e noi lo faremo perché non abbiamo paura. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Vi chiedo di cominciare una battaglia di cambiamento, e prima di tutto cambiare noi stessi, essere rigorosi, inattaccabili nei comportamenti personali e anche nei nostri stili di vita.&#8221; </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong><span style="font-size:medium;">&#8220;No al grande centro come condizione per vincere&#8221;<br />
</span></strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>&#8220;Per noi e quelli che verranno dopo di noi ci saranno vittorie e sconfitte, ma dobbiamo eliminare quella malattia che ogni volta alla prima difficoltà rimettiamo in discussione tutto il progetto. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Non dobbiamo tornare indietro rispetto alla scelta del bipolarismo e dell&#8217;alternanza di governo. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Credere che il Pd non abbia questa capacità di espansione e debba appaltare questa funzione a un grande centro che dovremmo fare nascere, come se fosse questa la condizione per vincere, questo sarebbe il fallimento della ragione sociale del Pd. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Alla fine di tattica si muore, se puntiamo a quel centro per vincere, se lo facciamo nascere e ci mandiamo pure qualcuno, poi quel centro se ne va a destra e noi restiamo all&#8217;opposizione per 35 anni. </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Non vorrei che il contrasto alla vocazione maggioritaria sia sceglierci un destino di vocazione minoritaria.&#8221;</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong> </span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><span style="color:#000099;font-size:medium;"><strong>Veltroni: &#8220;Franceschini può evitare che il riformismo si infranga&#8221;<br />
</strong></span></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"> </span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Ha una virtù rara in politica: la lealtà</strong><br />
<strong><br />
&#8220;Ho una grande fiducia e stima in Dario Franceschini che ha una virtu&#8217; rara in politica, la lealta&#8217;, e puo&#8217; evitare che l&#8217;idea di un grande partito riformista si possa infrangere.<br />
Io ancora spero che il sogno del Pd si realizzi e penso che il 25 <span id="OBJ_PREFIX_DWT745"><span style="color:#00008b;"><span id="OBJ_PREFIX_DWT940"><span id="OBJ_PREFIX_DWT34">ottobre</span></span></span></span> sia una data importantissima nella quale in tanti andranno a votare in una prova di vitalita&#8217; democratica di cui credo ci sia particolare bisogno in questo paese.</strong></span></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Le dimissioni mi hanno provocato un grande dolore e una sensazione di ingiustizia, ma mi ero reso conto che non c&#8217;erano più le condizioni per realizzare cio&#8217; che ero stato chiamato a fare&#8221;.</strong></span></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:medium;"><strong>Fassino: &#8220;E&#8217; stata la giornata di Franceschini&#8221;<br />
</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong> </strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Ha dimostrato di essere un leader davanti all&#8217;entusiasmo dei delegati</p>
<p>&#8220;Era stata annunciata come la giornata di Pier Luigi Bersani, invece e&#8217; stata la giornata di Dario Franceschini</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:small;"><strong>Franceschini parlando ad una convenzione cui hanno partecipato con entusiasmo, sacrificio e passione tantissimi uomini e donne, tra i quali molti giovani, ha dimostrato di essere un leader in grado di guidare un Pd voglioso di reagire al clima intimidatorio che Silvio Berlusconi vorrebbe imporre al Paese.</strong></span></p>
<p><span style="color:#000099;font-size:medium;"><span style="font-size:small;"><strong>Franceschini ha anche dimostrato alla Convenzione di essere il segretario che meglio esprime dove debba guardare il Pd, cioe&#8217; alle istanze del Paese e della gente, per essere in grado di guidare il partito a contendere a Berlusconi la guida dell&#8217;Italia.&#8221; </strong></span><br />
</span></p>
<div style="font-weight:bold;text-align:center;"><span style="color:#000099;"></p>
<p></span></div>
<p><span id="OBJ_PREFIX_DWT188"><span id="OBJ_PREFIX_DWT665"><span id="OBJ_PREFIX_DWT746"><span id="OBJ_PREFIX_DWT941"><span id="OBJ_PREFIX_DWT35"><a style="font-weight:bold;" href="http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=GeoLocator&#38;Mode=GeoUsers&#38;italia=1" target="_BLANK"><span style="color:#000099;font-size:medium;">Trova il comitato più vicino</span></a></span></span></span></span></span><span style="color:#000099;font-size:medium;"> ed informati sulle attività su:<br />
<span id="OBJ_PREFIX_DWT189"><span id="OBJ_PREFIX_DWT666"><span id="OBJ_PREFIX_DWT747"><span id="OBJ_PREFIX_DWT942"><span id="OBJ_PREFIX_DWT36"><a href="http://www.dariofranceschini.it/" target="_BLANK">http://www.dariofranceschini.it/</a></span></span></span></span></span> </span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Fa senso questa storia]]></title>
<link>http://vincenzocali.wordpress.com/2009/10/11/fa-senso-questa-storia/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 12:43:04 +0000</pubDate>
<dc:creator>Vincenzo</dc:creator>
<guid>http://vincenzocali.wordpress.com/2009/10/11/fa-senso-questa-storia/</guid>
<description><![CDATA[I due personaggi che più hanno voluto il Pd, Romano Prodi e Arturo Parisi, e il suo primo leader, Wa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[I due personaggi che più hanno voluto il Pd, Romano Prodi e Arturo Parisi, e il suo primo leader, Wa]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[I servi e le piazze]]></title>
<link>http://zamax.wordpress.com/2009/10/11/i-servi-e-le-piazze/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 09:26:37 +0000</pubDate>
<dc:creator>Zamax</dc:creator>
<guid>http://zamax.wordpress.com/2009/10/11/i-servi-e-le-piazze/</guid>
<description><![CDATA[E’ bastato che qualche colonnello berlusconiano evocasse la possibilità, o sostenesse l’opportunità,]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-2794" title="Giornalettismo" src="http://zamax.wordpress.com/files/2009/08/giornalettismo.jpg" alt="Giornalettismo" width="150" height="44" />E’ bastato che qualche colonnello berlusconiano evocasse la possibilità, o sostenesse l’opportunità, di una grande manifestazione pro-Cavaliere perché dal campo dei piazzaioli di professione – senza alcuna discussione i migliori del mondo, almeno di quello reputato civile &#8211; cominciassero a piovere accuse di populismo criptofascista e schioppettassero come petardi dalla bocche e dalle penne italoprogressiste i simpatici attributi da sempre riservati alla plebe a loro insindacabile giudizio non perfettamente democratica. Da sempre, da ben prima dell’era berlusconiana. E’ l’esito scontato dei vuoti di memoria di chi scivola sul piano inclinato di un conformismo tanto comodo e gratificante da offrire a chi lo pratica l’illusione di essere originale ed emarginato, e l’ebbrezza acrobatica di gridare nel branco sentendosi puro come un agnello sacrificale, senza minimamente sospettare di star replicando i vizi del passato. E così, come per quel nostro passato che non passa mai, non ci si è neanche provati a resistere alla tentazione di disegnare il quadretto sommario di un truppa di servi e servitorelli svelti nell’accorrere, per complicità o per terragna stolidità, in difesa del padrone e dei suoi particolari interessi.</p>
<p style="text-align:justify;">Vogliamo ricordare, a questo riguardo, che la sgradevole espressione “servo dello stato” &#8211; sgradevole in quanto la parola “servo” fa pensare ad una acquiescenza passiva, da bruto o da essere inferiore, a differenza di quel sostantivo, “servitore”, comunemente usato, ad esempio, nella locuzione “fedele servitore dello stato” &#8211; vogliamo allora ricordare che questa sgradevole espressione, prima di trasformarsi stranamente e faticosamente per reazione alla protervia terrorista in un nobile attributo dei caduti sul terreno della guerra all’estremismo politico o della guerra al crimine, fu un epiteto dispregiativo divulgato negli anni ’70 dagli ambienti dell’estrema sinistra e dall’ampia corte di chierici al seguito? Vogliamo ricordare che ad usarlo, prima degli “uomini delle istituzioni”, furono i giustizieri delle Brigate Rosse, quando rivendicavano le loro prodezze omicide?</p>
<p style="text-align:justify;">C’è nella sinistra italiana qualcosa che ricorda l’Islam: un serrare i ranghi, volenti o nolenti, dietro alla <em>fatwa</em> lanciata dall’ayatollah di turno, contro partiti o persone. Una pulsione messianica che fa ancora paura e che vive ancora sotto traccia persino in certi intransigentissimi liberali ai quali le frequentazioni anglosassoni non sono state sufficienti per guarire da italianissime tare giacobine. E a cosa conduce tutto questo, ancora una volta, se non alle “piazze piene” e alle “urne vuote” di togliattiana memoria, la formula che compendia inconsapevolmente il fallimento della sinistra durante i sessanta e passa anni di vita repubblicana? La debolezza della sinistra attuale non è il frutto di cause contingenti, perlomeno non solo; è il portato di una debolezza strutturale originale, cui ci si ostina a non porre rimedio. E’ un fatto straordinario per l’Occidente, anche dal punto di vista statistico, che la sinistra italiana non abbia mai vinto le elezioni, se non in coabitazione e per il rotto della cuffia, intruppandosi in coalizioni fragilissime e eterogenee all’inverosimile, raccattando voti dai centri sociali ai conventi, e nascondendosi dietro il faccione di un ex boiardo democristiano. Questo dato macroscopico dovrebbe far riflettere i cervelloni della nostra troppo sottile intellighenzia. E invece sembra loro sfuggire, per effetto di una rimozione collettiva. C’è sempre un palazzo democristiano, una cricca craxiana, un’anomalia berlusconiana che viene loro in aiuto.</p>
<p style="text-align:justify;">Eppure basterebbe poco per capire che mettere costantemente gli italiani di fronte al <em>primum vivere</em> non è una politica; non solo, che la maggioranza silenziosa dei burini è oramai un corpo mitridatizzato, che fa spallucce alle cariche dei piazzaioli, dei giornali e della magistratura. E’ proprio di questo popolo non intimidito che la sinistra ha paura; della prontezza, sorprendente per la nostra storia recente, con la quale mostra di sollevarsi senza essere aizzato; e come un esorcismo ecco allora che da tante boccucce delicate escono a fiotti le incontinenze verbali del solito razzismo salottiero contro le truppe berlusconiane che, ahinoi, votano, e che a volte si concedono, pure loro, ahinoi, di scendere in piazza. Istruttivo, da parte di gente che agita le piazzette – comprese quelle televisive &#8211; da mane a sera, e le grandi piazze puntualmente ad ogni solstizio ed equinozio, in obbedienza ai riti della superstizione antifascista o antiberlusconiana; giusto come l’anno scorso quando di questi giorni al Circo Massimo si radunò una folla percepita di due milioni e mezzo di persone (ossia duecentocinquantamila democratici di sinistra) a manifestare non si sa bene perché precisamente ma certo per la democrazia e contro il fascismo incombente, ed a ascoltare la lunga arringa di Veltroni, cui non mancarono alate parole: <em>“Coltivare la democrazia, farla vivere e crescere ogni giorno, significa rispettare l’opposizione, riconoscere la sua funzione democratica: nelle aule del Parlamento, come nelle piazze del Paese.”</em></p>
<p style="text-align:justify;">Che lo possano fare anche le casalinghe teledipendenti deve sembrar loro, suppongo, una cosa “inaudita” e vagamente hitleriana. Schernire, demonizzare, forse sognare: cari berlusconiani, hanno paura. Procediamo.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.giornalettismo.com/archives/39077/i-servi-e-le-piazze/">[pubblicato su Giornalettismo.com]</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>

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