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	<title>welby &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/welby/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "welby"</description>
	<pubDate>Sun, 03 Jan 2010 14:19:41 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[«In coma sono vivo pur se non produco», parola di Alessandro Bergonzoni]]></title>
<link>http://contentistheking.wordpress.com/2009/11/27/ron-houben-bergonzoni/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 16:10:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Stefano Ciavatta</dc:creator>
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<description><![CDATA[Intervista. Il caso Ron Houben, che riesce a comunicare dopo 23 anni? «Un uomo vale anche da fermo».]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Intervista. Il caso Ron Houben, che riesce a comunicare dopo 23 anni? «Un uomo vale anche da fermo». All&#8217;estetica moderna non piacciono i risvegli, «ma solo il caso Pistorius».</p>
<p><a href="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/11/img_2209.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-913" title="IMG_2209" src="http://contentistheking.wordpress.com/files/2009/11/img_2209.jpg?w=300" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">«Il morbo di Cronach ha ucciso le menti di tutti. Siamo sull’attualità di basso rango, analisi di omicidi di cui nulla ci interessa dal punto di vista esistenziale. Dobbiamo rifarci il senno, io sono per la chirurgia etica. Rouben? Il suo urlo racconta la complessità del problema, siamo diventati dei plastici della vita, non parliamo mai di cosa succede dentro un corpo e un’anima» dice al telefono Alessandro Bergonzoni a proposito del quarantaseienne belga considerato in «stato vegetativo permanente» da 23 anni dopo la paralisi per un incidente stradale.<br />
Ron Houben, grazie a un computer, ha riassunto in una frase l&#8217;altro dramma, quello del risveglio invisibile: «Urlavo ma non riuscivo a far sentire la mia voce». Mentre la realtà era diversa: «Vivo e vegeto. Ma soprattutto vivo!», come lo slogan coniato dall’attore e scrittore bolognese per l’associazione Amici di Luca di cui da anni è testimonial. Costituita nel 1997 per provvedere alle cure necessarie per risvegliare Luca, ragazzo bolognese di 15 anni in coma per 240 giorni e purtroppo scomparso nel 1998, l&#8217;associazione è riuscita a dar vita alla “Casa dei Risvegli”, un centro innovativo di riabilitazione e di ricerca inaugurato nel 2004 a Bologna nell’Ospedale Bellaria. Il primo slogan di Bergonzoni fu: «Un cavallo che vale lo danno vincente, un uomo in coma lo danno per perso, io punto tutto sui risvegli».</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Oggi quanto vale un uomo in coma? «Il problema è culturale, scientifico, spirituale. Si è stabilito che conta solo il corpo che funziona per intero, che tutto deve essere indirizzato all&#8217;utilità, al desiderio, alla produzione e quindi culturalmente il terreno per poter parlare di queste cose è friabile e poco fertile. Scientificamente, siamo di fronte a ex ministri della sanità che dicono “curiamo i vivi e lasciamo perdere i morti”. Ma le certezze che la scienza sbandierava (non all&#8217;unanimità però), non ci sono più. Non voglio citare Eluana: non sono né contro né per, non sono in contrasto come invece la scienza che dogmaticamente dice “questo è, e non altro”. Noi dobbiamo andare oltre».</p>
<p style="text-align:justify;">
È sufficiente il clamore perché se ne parli in maniera approfondita? «No. L’interruzione dà fastidio a meno che non diventi Pistorius, o un testimone dello spettacolo. Perché allora diventa produttiva. Chi non vuole vedere solo l’estetica, rimane da solo. Non sono innocue queste trasmissioni, hanno costruito il mito della bellezza unica. Su internet qualcosa di diverso si trova, ma è evidente che domina la tv. È andata persa la dignità, facciamo un festival!». Quale è l&#8217;atteggiamento dei media? «Fanno attività di distrazione di massa. Ti aiutano a pensare ad altro, tutto è divertimento. Cosa resta? Lasciamo il dolore in mano ai Signorini? Ma stiamo scherzando? Non bisogna più produrre certa cultura. La pornografia è il non parlare di altro. Non abbiamo concepito davvero la diversità. Su nero e bianco e rumeno, parliamo tranquillamente. Ma sull’inguardabile, siamo a zero. In tempo di crisi, è difficile raccontare che un corpo non produce e non può dare ma che pure racconta e dà per sé».</p>
<p style="text-align:justify;">Ci sono altri casi di invisibili risvegli? «Uno è Giampiero Steccato, ex impiegato delle ferrovie di Piacenza, è paralizzato da oltre 10 anni perché affetto dalla sindrome locked-in. Ma grazie agli assistenti, come nel racconto dello scafandro e la farfalla di Bauby, riesce a comunicare anche se muove solo un mignolo, le sopracciglia, però ci sente. Anni fa ha chiesto di vivere, ma nessuno l&#8217;ha mai intervistato o portato in tv. Interessa a qualcuno? Questo è il tema. Si continua a parlare di norme, ma non di enorme. Noi facciamo una campagna da cinque anni, ma mica il tifo. Non dobbiamo vincere, né perdere, ma concepire l&#8217;inconcepibile come concepibile. Ron ha dimostrato che come con Munch, esiste l&#8217;urlo della vita».</p>
<p style="text-align:justify;">Perchè ne fa anche una questione spirituale? «Spirituale, ma non non religiosa. L&#8217;anima di Kandinsky e Terzani la festeggiano ovunque nei festival, ma poi tutti tornano a casa e si parla di norme. Non esiste una cultura su cosa sia un essere. Se è fermo e non parla è morto, se non produce e non fa sorriso, è morto. Quando smetteremo di parlare di morte, di uccisioni, di giallisti, e cominceremo ad affrontare ben altri misteri? Lasciare questo discorso solo alla Chiesa o alla scienza? Io non ci sto. Su Ron la scienza si rode le mani, “sta a vedere c’è dell’altro”. Nessuno parla delle altre medicine se non della medicina unica, e il resto del pianeta? Ora tratteranno Ron come un caso eccezionale o un miracolo, tra Chiesa e laici va sempre a finire in questo modo. Nessuno vede la malattia o il danno come metamorfosi o rinascita. La realtà è che sono i sani che si devono risvegliare. Che hanno mancanza di amore per lo sconosciuto. Perché fa paura. “Dobbiamo ritrattare anni e anni di scienza?” Mi sa di sì».</p>
<p style="text-align:justify;">Fa comodo la definizione di «stato vegetativo permanente»? «Certo, così siamo tutti sicuri e non abbiamo più paura. Raccontiamo invece altre scelte. Non è che bisogna vivere a tutti i costi, Welby non è stato disumano. Ma l’automatismo o così o altrimenti no, è pornografia. Faccio continuamente incontri negli ospedali, all&#8217;università. La gente mi dice “ma questa è poesia&#8230;”. Il mio vuole essere un r&#8217;acconto, erre apostrofo acconto, un acconto di tante verità perchè non c’è più una banca dati ufficiale».</p>
<p style="text-align:justify;">E la politica? «I nostri politici sono quelle persone che hanno avuto all’asilo l’educazione della paura. I sani fanno case, affittano, producono. Tutta la malattia è letta attraverso il codice della finanza e dell&#8217;economia. Siamo ammalati di prodotto. “Una vita così non la vorrei fare” dice sempre qualcuno: ma è un problema tuo! Loro la vorrebbero fare! Questo è il delitto, altro che chiedere ai giovani di aggiustare la lingua italiana. Come per gli handicap dei giovani. Bisogna insegnare ai loro coetanei a rapportarsi con l&#8217;handicap. Qui si discute sul crocefisso, ma hai dentro qualcosa per andare a leggere i martoriati? La scienza se non fa filosofia non parte, e la medicina sbaglia se si crede di essere da sola, è il silenzio dei sani».</p>
<p style="text-align:justify;">Adesso cosa succederà? «In realtà sono disperato, perchè chissà quante altre persone stanno provando a chiedere ascolto come Ron. Non mancano le strutture, manca l’ascolto, prima ancora di broncoaspirazione, o della diatriba sull&#8217;alimentazione. Insomma, chi è che da oggi andrà dagli sfasciacarrozze a cercare dei motori da salvare?». Fiction estreme come Dr. House possono aiutare a raccontare questa complessità? «House un minimo lo fa, ma è sempre spettacolo, crea assuefazione. Quei casi li conosci cronologicamente, ma non fai un lavoro su te stesso. La fiction resta fiction. Queste cose sono complesse, e soprattutto non sicure. Picasso, Bacon, Artaud parlavano di paure e insicurezza, e non delle città sane».</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Lo scafandro e la farfalla]]></title>
<link>http://linnea.biz/2009/11/25/lo-scafandro-e-la-farfalla/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 09:57:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Linnea Passaler</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il caso di Rom Houben – il belga che dopo 23 anni di coma ha iniziato a comunicare attraverso un com]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Il caso di Rom Houben – il belga che dopo 23 anni di coma ha iniziato a comunicare attraverso un computer- irrompe anche in Italia a pochi giorni dalla <a href="http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/perizia-su-eluana-danno-irreversibile-non-poteva-svegliarsi-146875/" target="_blank">pubblicazione</a> dei risultati delle perizie neurologiche sulle condizioni del cervello di Eluana Englaro.</p>
<p style="text-align:justify;">Gli esami hanno confermato lesioni di tale gravità che sarebbe stato impossibile qualsiasi ipotetico ritorno alla coscienza, qualsiasi miglioramento delle sue condizioni, contrariamente a quanto hanno sostenuto molti di coloro che si opponevano alla sospensione dei trattamenti volti a mantenere Eluana in vita a tempo indeterminato.</p>
<p style="text-align:justify;">Nel caso di Houben molti hanno sollevato dubbi sull’effettiva veridicità della storia. Se guardate voi stessi il <a href="http://www.cnn.com/2009/HEALTH/11/24/coma.man.belgium/index.html" target="_blank">video</a>, vedrete la terapista Linda Wouters che digita lettere dettate da “una leggera pressione” delle dita di Houben.  In uno studio del neurologo Steven Laureys , colui che ha “scoperto” lo stato di coscienza di Houben, il 41% dei pazienti che erano stati precedentemente diagnosticati in stato vegetativo erano in realtà in una condizione diversa, chiamata stato di minima coscienza. Tutto ciò indica senz’altro che le tecniche di classificazione neurologica, nonché gli strumenti di diagnosi oggi disponibili, sono molto più sofisticate e precisi di quanto fossero 23 anni fa.</p>
<p style="text-align:justify;">Questi sono aspetti importanti da capire affinchè casi come questo, se veri, non si ripetano più,  ma a mio parere la vicenda di Houben rende ancora più pressanti le questioni relative alle scelte del singolo in una situazione di perdita dell’autosufficienza motoria. Supponiamo che la storia di Houben sia vera; la sofferenza di quest’uomo è senz’altro superiore a quanto io -e credo la maggior parte delle persone- sarebbero disposte a tollerare pur di restare in vita.</p>
<p style="text-align:justify;">Il parallelo non è tanto con Eluana, ma con Piergiorgio Welby e con tutti coloro che vivono imprigionati in un corpo che non permette loro di scegliere ma li costringe a dipendere dalle azioni altrui (i malati di SLA ad esempio). Nel caso di Houben ci sarebbe l’aggravante di non aver potuto comunicare col mondo ma essere stato tenuto in vita in una condizione pressochè di tortura (ma poiché in Belgio la cosiddetta eutanasia è legale, nel suo caso qualora decidesse di interrompere i trattamenti sarebbe libero di farlo).</p>
<p style="text-align:justify;">Io penso che il singolo individuo debba avere nelle proprie mani le chiavi della propria esistenza e debba poter scegliere a quali trattamenti non vuole essere sottoposto. Penso che siano straordinari ed eroici i casi alla <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Dominique_Bauby" target="_blank">Jean-Dominique Bauby</a>, che in una condizione di paralisi totale – la cosiddetta locked-in syndrome- dettò un libro meraviglioso col solo battito della palpebra sinistra, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lo_scafandro_e_la_farfalla" target="_blank">Lo scafandro e la farfalla</a>, da cui venne tratto un <a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=47297" target="_blank">film</a> struggente e bellissimo. Ma l’individuo ha il diritto di dire basta e di poter scendere dalla giostra quando e come vuole; attraverso il testamento biologico, nei casi in cui il soggetto non è più cosciente. E attraverso le proprie decisioni attive e comunicate nei casi in cui sia cosciente come Welby.</p>
<p style="text-align:justify;">La nostra società deve confrontarsi in modo civile su questi temi scomodi: a mio parere deve essere il singolo a scegliere se la sua priorità è preservare la vita ad ogni costo oppure evitare sofferenze che non desidera sopportare.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="scafandro" src="http://alerika.files.wordpress.com/2008/02/locandina-francese-film.jpg?w=420&#038;h=560" alt="" width="420" height="560" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Preghiera per Caterina Socci]]></title>
<link>http://incompiutezza.wordpress.com/2009/11/16/preghiera-per-caterina-socci/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 11:53:07 +0000</pubDate>
<dc:creator>incompiutezza</dc:creator>
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<description><![CDATA[Papa Ratzinger blog [2] Invita tutti a pregare per la miracolosa guarigione della figlia di Antonell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Papa Ratzinger blog [2] Invita tutti a pregare per la miracolosa guarigione della figlia di Antonell]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A chi appartiene la tua vita]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/19/a-chi-appartiene-la-tua-vita/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 06:51:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
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<description><![CDATA[Negare il testamento biologico è un ritorno al medioevo. Una riflessione di Paolo Flores D’Arcais su]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p><em>Negare il testamento biologico è un ritorno al medioevo. Una riflessione di <strong>Paolo Flores D’Arcais</strong> sul diritto fondamentale a decidere della propria vita.</em></p>
<p>Chi può decidere della propria vita? Vi è una parte del mondo politico e la chiesa gerarchica compatta che, in casi come quello di Welby o come Eluana Englaro, sostengono che sulla nostra vita non saremo noi a decidere ma una maggioranza parlamentare, negando la possibilità ad ognuno, di fare un testamento biologico.</p>
<p>“Io ritengo questo un ritorno al medioevo, qualcosa di agghiacciante” sostiene Paolo Flores D’Arcais, direttore di MicroMega. “Se si decide che sulla vita e sulla morte, anziché la persona possa decidere una maggioranza parlamentare, una maggioranza parlamentare a questo punto potrà decidere su qualsiasi altra cosa”.<br />
<!--more--><br />
Persone che soffrono di patologie come quella di Welby (sclerosi amiotrofica) hanno come destino quello di morire soffocati a causa della loro malattia, quando sopraggiunge la paralisi dei muscoli respiratori. A questo proposito, Welby, scrivendo al Presidente della Repubblica una lettera, disse che per lui la sua vita era una tortura, sollevando un importante quesito etico. Altre persone nella stesssa condizione di Welby sostenevano l’opposto, preferendo che non venisse loro staccata la spina. Abbiamo due risposte diverse alla stessa situazione drammatica.</p>
<p>Come sono conciliabili queste due posizioni in una società, per convivere insieme? Ci sono solo due modi. O si rispetta la volontà del singolo di staccare la spina, oppure è una maggioranza parlamentare a decidere. “Se si sceglie questo secondo modo di risolvere la disparità dei valori morali” dice ancora D’Arcais,  “non lo si può fare con la riserva mentale che, se la maggioranza la pensa come me allora va bene. Sennò, no. Perché un’altra maggioranza potrebbe decidere che il sondino che Bagnasco vuole obbligatorio per tutti, un domani potrebbe essere proibito per tutti. Anche per chi lo vuole.”</p>
<p>La democrazia liberale si basa sul rispetto delle minoranze. Una maggioranza non può togliere dei diritti individuali fondamentali che sono intangibili quali il diritto di decidere sulla propria vita. Altrimenti un domani, dice ancora D’Arcais, “lo stato potrà decidere sul mio matrimonio, sulla scelta dei miei studi, sulla mia professione&#8230;” Insomma, non possiamo imporre le nostre decisioni sulla vita a nessun altro che a noi stessi.</p>
<p>Il pamphlet “A chi appartiene la tua vita” edito per Ponte alle Grazie, contiene anche un interessante dialogo fra Paolo Flores D’Arcais e il Cardinale Dionigi Tettamanzi, in cui il Cardinale dice: “C’è da porsi l’interrogativo se il tema della vita e della morte sia uno dei tanti temi sui quali sia possibile o addirittura doverosa una tolleranza, oppure uno di quei temi sui quali la tolleranza significherebbe un attentato alla convivenza sociale come tale”. &#124; Di <strong>Silvano De Prospo</strong> &#124; Fonte <a href="http://www3.varesenews.it/libri/articolo.php?id=153260">Varese News</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mina Welby aderisce alla campagna "Testamento biologico. Liberi di scegliere"]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/17/mina-welby-aderisce-alla-campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere/</link>
<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 16:49:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
<guid>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/17/mina-welby-aderisce-alla-campagna-testamento-biologico-liberi-di-scegliere/</guid>
<description><![CDATA[Mina Welby ci incoraggia, con un messaggio, ad andare avanti: &#8220;Forza, ragazzi, mettetecela tut]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p><strong>Mina Welby</strong> ci incoraggia, con un messaggio, ad andare avanti: </p>
<blockquote><p>&#8220;Forza, ragazzi, mettetecela tutta per dare un bel segnale forte di vero rinnovamento.</p>
<p>Un bacio laico,<br />
Mina Welby&#8221;.</p></blockquote>
<p><strong>Grazie Mina!</strong> Inviate le adesioni vostre e delle vostre associazioni alla<a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/testamento-biologico-liberi-di-scegliere/"> campagna per l&#8217;istituzione del registro dei testamenti biologici</a> a: <a href="mailto:rete.laica.bologna@gmail.com">rete.laica.bologna@gmail.com</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Biotestamento. Registri comunali sono alternativa locale alla politica nazionale]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/16/biotestamento-registri-comunali-sono-alternativa-locale-alla-politica-nazionale/</link>
<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 06:37:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
<guid>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/16/biotestamento-registri-comunali-sono-alternativa-locale-alla-politica-nazionale/</guid>
<description><![CDATA[Firenze, Pisa, alcuni municipi di Roma, ma anche Cerveteri, Gradisca d&#8217;Isonzo, la provincia di]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p>Firenze, Pisa, alcuni municipi di Roma, ma anche Cerveteri, Gradisca d&#8217;Isonzo, la provincia di Cagliari, Polistena e altri ancora: in attesa che il Parlamento decida sul testamento biologico, c&#8217;è chi ha scelto di fare da sé. <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/09/comuni-che-hanno-approvato-il-registro-dei-testamenti-biologici/">Sono varie decine, infatti, i comuni grandi e piccoli</a> nei quali si cerca di percorrere una strada locale più rapida o alternativa a quella della politica nazionale: i registri dei testamenti biologici. Ma sulla loro efficacia si discute.</p>
<p>Da decenni la <a href="http://www.consultadibioetica.org/">Consulta di bioetica</a>, associazione milanese, raccoglie dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) di singoli cittadini, ma oggi questo movimento dal basso si fa capillare, grazie a iniziative di singoli consiglieri comunali e di associazioni (soprattutto la Luca Coscioni e &#8220;A buon diritto&#8221; di Luigi Manconi, ma anche tanti comitati locali). Ma sul loro utilizzo i rianimatori sono scettici. &#8220;Per ora non potremmo farci quasi niente. Ci dobbiamo attenere a quanto dice la legge&#8221;, dice Vito Angelo Peduto, professore all&#8217;università di Perugia e presidente della SIAARTI (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva).</p>
<p>La pensa diversamente José De Falco, giurista e membro della giunta dell&#8217;Associazione Luca Coscioni. Non solo, afferma, avrebbero valore giuridico, sulla base della sentenza sul caso di Eluana Englaro, ma se si raggiungesse un numero alto di comuni che istituiscono i registri, i testamenti biologici affidati alle amministrazioni locali &#8220;potrebbero affossare la legge&#8221;. E spiega: &#8220;A legislazione invariata, in assenza dunque di una legge, facciamo riferimento ai casi giudiziari: quello di Eluana Englaro ha dimostrato che la volontà precedentemente espressa ha valore&#8221;.<br />
<!--more--><br />
A Roma, già da qualche mese, il X e l&#8217;XI municipio accettano e registrano i testamenti biologici: la prima persona a depositare il suo è stata Mina Welby, la moglie di Piergiorgio Welby, il primo caso di accompagnamento alla morte, nel 2006. Bocciata invece la mozione per un registro comunale. Si tratta di compilare un modulo scaricabile dal sito web del comune, e presentarsi negli uffici dei municipi assieme al fiduciaro: in caso di bisogno, l&#8217;ufficio fornirà &#8220;su richiesta del fiduciario, una delle due copie custodite, al fine di informare i medici curanti delle volontà espresse dal dichiarante&#8221;.</p>
<p>Il caso più recente è quello di Firenze, dove qualche giorno fa il consiglio comunale ha detto sì all&#8217;istituzione di un registro delle DAT (un elenco &#8220;di avvenuta redazione di testamento biologico&#8221; accessibile ai medici) con l&#8217;Arcidiocesi che ha espresso &#8220;il suo rammarico e la sua preoccupazione&#8221; per una decisione &#8220;davvero inopportuna, dal momento che il Parlamento sta democraticamente trattando una materia così delicata&#8221;. E col senatore del PdL Paolo Amato che annuncia una interrogazione ai ministri Sacconi e Fitto. <a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/03/cosa-prevede-il-disegno-di-legge-sul-testamento-biologico-approvato-dal-senato/">Approvata al Senato in un testo che non prevede la possibilità di interrompere i trattamenti di alimentazione e idratazione artificiali</a>, la legge sul biotestamento è ora all&#8217;esame della Commissione Affari sociali della Camera.</p>
<p>Registri analoghi &#8211; alcuni che conservano copia delle DAT, altri che ne annotano solo la traccia, consentendone quindi il reperimento &#8211; sono stati già approvati o istituiti in vari altri comuni (l&#8217;associazione Coscioni tiene una mappa aggiornata sul suo sito web): da Pisa (anche in provincia) a Torre Orsaia (SA) a Gradisca d&#8217;Isonzo (GO), dalla provincia di Cagliari a Cerveteri, Quarto di Napoli (NA), Curti (CE), Polistena (RC), Conza della Campania (AV). Il Comune di Lecco accetta di protocollare i testamenti biologici, il consiglio di Vicenza ha approvato un mozione che impegna il sindaco e la giunta ad aprire un registro, e anche a Genova è stato avviato l&#8217;iter di fattibilità per istituirne uno. A Bologna uno schieramento che vede insieme l&#8217;associazione Coscioni, alcuni intellettuali laici tra cui Carlo Flamigni, la sinistra e la comunità ebraica ha presentato pubblicamente una proposta di delibera popolare.</p>
<p><a href="http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/09/comuni-che-stanno-discutendo-il-registro-dei-testamenti-biologici/">Raccolte di firme per petizioni o referendum sono in corso infine in numerose città italiane.</a> &#124; Fonte <a href="http://salute.aduc.it/eutanasia/notizia/testamento+biologico+ansa+registri+comunali+sono_113023.php">ADUC</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Testamento biologico e sondino di stato. I video dell'incontro di Varese]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/11/testamento-biologico-e-sondino-di-stato-i-video-dellincontro-di-varese/</link>
<pubDate>Sun, 11 Oct 2009 09:33:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il 26 Maggio scorso, l&#8217;Arci di Varese e il circolo UAAR cittadino hanno organizzato un incontr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p>Il 26 Maggio scorso, l&#8217;<strong>Arci di Varese</strong> e il circolo <strong>UAAR</strong> cittadino hanno organizzato un incontro con <strong>Mina Welby</strong>, vedova di <strong>Piergiorgio Welby</strong>, <strong>Mario Riccio</strong>, anestesista di Piergiorgio Welby e la <strong>Dr.ssa Gianna Milano</strong>, giornalista scientifica. Oggi è possibile vedere tutti i filmati di questa importante iniziativa sul testamento biologico sul <a href="http://uavarese.altervista.org/index.html">sito della UAAR varesotta</a>.</div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Testamento biologico. Diciamo no al sondino di Stato]]></title>
<link>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/04/testamento-biologico-diciamo-no-al-sondino-di-stato/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 11:19:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Rete Laica Bologna</dc:creator>
<guid>http://retelaicabologna.wordpress.com/2009/10/04/testamento-biologico-diciamo-no-al-sondino-di-stato/</guid>
<description><![CDATA[A chi appartiene la vita? A Dio, rispondono i credenti. A ciascuno di noi, ribattono i laici come Pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div align="justify">
<p>A chi appartiene la vita? A Dio, rispondono i credenti. A ciascuno di noi, ribattono i laici come Paolo Flores D&#8217;Arcais. Quel che è certo è che non può appartenere a una maggioranza parlamentare, di destra o di sinistra. Ma l&#8217;Italia fa eccezione. Le grandi manovre che in questi giorni si stanno imbastendo nei palazzi romani, di qua e di là dal Tevere, intorno al progetto di legge sul testamento biologico, rischiano di passare sopra la testa dei cittadini, quale che sia il loro credo. Un tema che riguarda tutti noi e che dovrebbe essere affrontato e deliberato dal parlamento delle coscienze sta diventando materia di scambio tra le forze politiche, e tra queste e la curia pontificia. Detta in maniera un po&#8217; grezza: io ti blindo la legge così come è stata approvata al Senato (con l&#8217;obbligatorietà di alimentazione e idratazione artificiali) e tu smetti di criticarmi per i respingimenti degli immigrati. Nello scenario peggiore, l&#8217;autodeterminazione del paziente &#8211; che un giorno potremmo essere noi &#8211; verrebbe così sacrificata sull&#8217;altare dei rapporti Stato-Chiesa: una sorta di respingimento etico, che ci abbandonerebbe alla deriva nella terra di nessuno tra vita e morte oltre ogni ragionevole limite e contro la nostra stessa volontà.<br />
<!--more--><br />
I casi Welby ed Eluana hanno dilaniato l&#8217;opinione pubblica scatenando crociate contrapposte, in uno sterile muro-contro-muro che calpesta i diritti e le aspettative dei malati e delle loro famiglie e non aiuta la crescita civile del paese. La via d&#8217;uscita da questo stallo passa per un&#8217;intesa tra le componenti più razionali e aperte del mondo laico e di quello cattolico come sta tentando di fare il presidente della Camera Gianfranco Fini, che escluda ogni transazione sottobanco. Il nostro giornale è stato tra i primi a prendere posizione sull&#8217;argomento con un memorabile intervento del cardinale Carlo Maria Martini sul supplemento &#8220;Domenica&#8221; del 21 gennaio 2008, nemmeno un mese dopo la morte di Piergiorgio Welby, che chiariva la differenza tra eutanasia e rifiuto dell&#8217;accanimento. Evitando l&#8217;accanimento terapeutico &#8211; spiegava l&#8217;arcivescovo emerito di Milano, citando il Catechismo &#8211; &#8220;non si vuole &#8230; procurare la morte: si accetta di non poterla impedire&#8221;. E concludeva auspicando una legge sul testamento biologico: &#8220;Dal punto di vista giuridico, rimane aperta l&#8217;esigenza di elaborare una normativa che, da una parte, consenta di riconoscere la possibilità del rifiuto (informato) delle cure &#8211; in quanto ritenute sproporzionate dal paziente &#8211; , dall&#8217;altra protegga il medico da eventuali accuse (come omicidio del consenziente o aiuto al suicidio), senza che questo implichi in alcun modo la legalizzazione dell&#8217;eutanasia. Un&#8217;impresa difficile, ma non impossibile: mi dicono che ad esempio la recente legge francese in questa materia sembri aver trovato un equilibrio se non perfetto, almeno capace di realizzare un sufficiente consenso in una società pluralista&#8221;. La legge francese, tra l&#8217;altro, prevede la possibilità di includere anche idratazione e alimentazione forzate tra i trattamenti di cui un paziente può chiedere la sospensione nelle proprie &#8220;direttive anticipate&#8221;.</p>
<p>Sulla stessa linea l&#8217;Associazione medici cattolici di Milano, che dopo il caso Eluana ha proposto una &#8220;alleanza terapeutica&#8221; tra malato e personale sanitario come terza via tra &#8220;paternalismo medico&#8221; e &#8220;autonomia assoluta&#8221; del paziente. Il documento dell&#8217;Amc, diffuso nell&#8217;aprile di quest&#8217;anno e condiviso da don Antonio Lattuada, bioeticista di fiducia del cardinale Tettamanzi, ribadisce &#8220;l&#8217;importanza di intendere alimentazione e idratazione artificiali nell&#8217;ambito della relazione terapeutica&#8221;, dove l&#8217;agire con prudenza potrebbe essere garantito dalla &#8220;pluralità delle voci in una decisione partecipata&#8221;. Non sono solo i Veronesi, dunque, e i &#8220;laicisti&#8221; come lui, a sostenere queste idee, ma sia pure con qualche distinguo anche molti camici bianchi vicini alla Chiesa.</p>
<p>E&#8217; sensato discutere se il testamento debba avere un carattere più o meno vincolante per il medico, se si possa modificarlo in qualsiasi momento (dopotutto, potremmo cambiare idea quando ci troveremo al passaggio fatale); è sacrosanto cautelarsi contro gli eredi impazienti di passare all&#8217;incasso, e personalmente non mi piacerebbe essere segregato in una di quelle cliniche di lusso per anziani dove non ti idratano né ti alimentano come tu vorresti. Ma il sondino di stato, per favore, quello no. &#124; Di <strong>Riccardo Chiaberge</strong> &#124; Fonte <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/2-ottobre-2009/testamento-biologico.shtml?uuid=98b01d2c-af1a-11de-8eb6-bc81f22a436d&#38;DocRulesView=Libero">Il Sole 24 Ore</a></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[testamento biologico: appuntamento a Napoli il 15 ottobre ]]></title>
<link>http://uaarnapoli.wordpress.com/2009/10/04/testamento-biologico-appuntamento-a-napoli-il-15-ottobre/</link>
<pubDate>Sun, 04 Oct 2009 07:55:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>uaarnapoli</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il Circolo Uaar di Napoli informa che la “Consulta napoletana per la laicità delle istituzioni” ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Il Circolo Uaar di Napoli informa che la “Consulta napoletana per la laicità delle istituzioni” ]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[TESTAMENTO BIOLOGICO? - Il TAR Lazio dice NO!]]></title>
<link>http://termoli.wordpress.com/2009/09/18/testamento-biologico-il-tar-lazio-dice-no/</link>
<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 23:33:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>Achab</dc:creator>
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<description><![CDATA[La sentenza del Tribunale Amministrativo afferma che &#8220;a nessuno può essere imposta l&#8217;ali]]></description>
<content:encoded><![CDATA[La sentenza del Tribunale Amministrativo afferma che &#8220;a nessuno può essere imposta l&#8217;ali]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Thu 9/10 ZANZIBAR SNAILS at The Pheonix Project]]></title>
<link>http://gorillagroove.wordpress.com/2009/09/07/thu-910-zanzibar-snails-at-the-pheonix-project/</link>
<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 00:16:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>gorillagroove</dc:creator>
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<description><![CDATA[THU Sept 10 @ The Phoenix Project Dallas, 406 S Haskell 8pm &#8211; EARLY SHOW Muzak John Zanzibar S]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/dcbrR0EK49g&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/dcbrR0EK49g&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
<p><span><span style="font-family:Times New Roman;font-size:small;"><strong><img class="alignleft" src="http://c4.ac-images.myspacecdn.com/images02/38/l_a8ad5535152640b99e193ec99199ba6b.jpg" alt="" width="350" height="230" />THU Sept 10 @ The Phoenix Project<br />
</strong><strong>Dallas, 406 S Haskell<br />
</strong><strong>8pm &#8211; EARLY SHOW</strong></span></span></p>
<p>Muzak John<br />
Zanzibar Snails (feat. Sarah A., M. Maxwell, Gerard Bendicks)<br />
The Annoysters<br />
wu fru de lu vs. space dragon killah<br />
Welby (Mark Church of the Watchers)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Corpo e vita]]></title>
<link>http://femminileplurale.wordpress.com/2009/08/19/permesso-e-disciplinato/</link>
<pubDate>Wed, 19 Aug 2009 16:07:57 +0000</pubDate>
<dc:creator>isaroseisarose</dc:creator>
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<description><![CDATA[La notizia che al San Giovanni Bosco di Torino una infermiera abbia iniettato a Sandro Lepore (un pa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-637" title="dibattito eutanasia" src="http://femminileplurale.wordpress.com/files/2009/08/dibattito-eutanasia.jpg" alt="dibattito eutanasia" width="300" height="300" />La notizia che al San Giovanni Bosco di Torino una infermiera abbia <strong>iniettato</strong> a Sandro Lepore (un paziente in coma ricoverato dopo un tentativo di suicidio) un farmaco che &#8211; a quanto pare &#8211; lo avrebbe portato alla morte, non dovrebbe rallegrare nessuno.</p>
<p style="text-align:justify;">Prima di tutto è macabro che, sotto i baffi, si rallegri <strong>chi all&#8217;eutanasia è contro</strong> (e che ora si scatena, perché un caso del genere permette di sparare a zero cartucce oneste e meno oneste). A maggior ragione, <strong>per </strong><strong>chi l&#8217;eutanasia la sostiene</strong>, questo caso esemplifica esattamente ciò che si deve rifiutare con nettezza.  Infatti, nonostante i mezzi di informazione si stiano senza eccezione allineando su questa scelta terminologica, in questo caso <strong>non si tratta di eutanasia</strong> (al massimo si tratterebbe di eutanasia &#8220;<em>attiva e non volontaria</em>&#8220;, ma comunque ci sarebbe da discutere anche su questo e, anche ammettendo che sia questo il caso, c&#8217;è da tenere ben presente che questa è una forma di eutanasia esclusa <em>a priori</em>, <strong>mai considerata</strong> nel dibattito: mai. Nemmeno in Olanda. Figuriamoci in Italia).</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Niente a che vedere con Piergiorgio Welby</strong>, che era in grado di esprimere con chiarezza la propria volontà e per questo lottò fino alla fine.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Niente a che vedere nemmeno con Eluana Englaro</strong>, per la quale si trattava di sospendere la nutrizione artificiale ricostruendo la sua volontà sulla base delle testimonianze di parenti e amici.</p>
<p style="text-align:justify;">Sia per Welby che per Englaro, si trattò di <strong>eutanasia passiva</strong>, ossia la sospensione di un trattamento medico che li teneva in vita contro la loro volontà. Il caso di Sandro Lepore vede in scena quella che personalmente vedo come una <em>pietas</em> imprudente e frettolosa, che ha accelerato fatti pure inevitabili (dopo il tentativo di suicidio l&#8217;uomo era senza alcuna speranza di sopravvivenza, dicono i medici).</p>
<p style="text-align:justify;">Cosa dimostra questo fatto? Che il fine vita sia sacro e debba essere lasciato alla naturalità della tecnica? Esattamente il contrario: il <strong>fine vita</strong> è materia che il legislatore ha<strong> il dovere politico di regolamentare</strong> il prima possibile, in modo saggio, prudente e condiviso.</p>
<p style="text-align:justify;">Ha perfettamente ragione <strong>Beppino Englaro </strong>quando si dichiara <strong>contro</strong> ciò che avvenuto nel reparto dell&#8217;ospedale di Torino, e <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=374949">chi lo accusa di incoerenza</a> sta solo cercando di confondere le già torbide acque della bioetica, per trarne un <strong><a href="http://www.ilfoglio.it/soloqui/685">vantaggio politico</a></strong> fin troppo a buon mercato.</p>
<p style="text-align:justify;"><img class="aligncenter size-full wp-image-634" title="ferrara bottiglie" src="http://femminileplurale.wordpress.com/files/2009/08/ferrara-bottiglie2.jpg" alt="ferrara bottiglie" width="290" height="300" /></p>
<p style="text-align:justify;">E anche di più ha ragione <a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/45381/"><strong>Silvio Viale</strong></a> dell&#8217;Associazione Luca Coscioni quando dice:</p>
<p style="text-align:justify;padding-left:30px;">«Quanto accaduto al San Giovanni Bosco è la spia di cosa possa accadere davvero nei nostri reparti per pietà, e in accordo con i parenti dei malati, senza quelle garanzie che esistono laddove l’eutanasia e il testamento biologico sono <strong>permessi e disciplinati</strong>».</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>P.S.</strong> Se qualcuno si stesse chiedendo che cosa c&#8217;entri mai il dibattito sull&#8217;eutanasia in un blog di donne, rispondo che la vicenda di Eluana Englaro ha dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio che, quando si tratta <strong>di corpo e di vita</strong>, le <strong>donne </strong>c&#8217;entrano sempre.</p>
<p style="text-align:justify;"><em><strong>Update</strong>: Come vedete anche dai commenti, i più recenti <a href="http://torino.repubblica.it/dettaglio/linfermiera-si-difende:-mai-detto-di-aver-aiutato-il-paziente-a-morire/1699738">articoli</a> </em><em> apparsi sui giornali smentiscono la <a href="http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/45251/">prima versione</a></em><em> dei fatti, declassando il caso Sandro Lepore da &#8220;gesto di carità&#8221; e &#8220;omicidio volontario&#8221; a una più tranquillizzante &#8220;<a href="http://www.lucacoscioni.it/comunicato/infermieraeutanasia-viale-sembra-una-bega-di-reparto-ma-anche-la-spia-di-cosa-possa-davve">bega di reparto</a></em><em>&#8220;. Ovviamente ce lo auguriamo, un po&#8217; per tutti i protagonisti della vicenda. Il punto che sosteniamo qui, però, è un altro e c&#8217;entra fino a un certo punto con ciò che è</em> <span style="text-decoration:underline;">realmente</span><em> accaduto al San Giovanni Bosco: se fossero confermate le più recenti notizie, ovviamente non sarebbe corretto parlare di eutanasia, ma di semplice morte di un moribondo. Ma il punto è che, anche se fosse vera la versione dei fatti più terribile &#8211; e cioè, anche se fosse vero che una infermiera ha consapevolmente iniettato una dose letale di un calmante a un paziente moribondo &#8211; comunque <strong>non è corretto parlare di &#8220;eutanasia&#8221;</strong></em><em>. Non è corretto nel senso in cui questa pratica viene discussa nel dibattito pubblico &#8211; dibattito in cui chi richiede la sua introduzione la intende come una forma di riconoscimento per la volontà e il diritto all&#8217;autodeterminazione del paziente &#8211; e nemmeno è corretto nel senso in cui se ne parlò riguardo a Welby o alla Englaro. Proprio perché io, come altri qui, considero urgente una regolamentazione in materia, ritengo che sia importante che abbiamo le idee chiare riguardo alle battaglie che combattiamo. </em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Testamento biologico, quali verità e quali strategie?]]></title>
<link>http://vitabruzzo.wordpress.com/2009/08/10/testamento-biologico-quali-verita-e-quali-strategie/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 16:31:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>mpvabruzzo</dc:creator>
<guid>http://vitabruzzo.wordpress.com/2009/08/10/testamento-biologico-quali-verita-e-quali-strategie/</guid>
<description><![CDATA[Tra gli interventi del L. H. Quarenghi Valter Boero, docente all&#8217;Università di Torino, ha anal]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><h5><img class="alignnone size-full wp-image-257" title="valter-boero" src="http://vitabruzzo.wordpress.com/files/2009/08/valter-boero1.jpg" alt="valter-boero" width="550" height="364" /></h5>
<h5>Tra gli interventi del L. H. Quarenghi Valter Boero, docente all&#8217;Università di Torino, ha analizzato il ruolo della comuniazione nel dibattito bioetico. Andiamo insieme alla scoperta delle trappole mediatiche e delle strategie per contrastare la cultura della morte nel nostro paese. Trovi il suo intervento nell&#8217;<a href="http://vitabruzzo.wordpress.com/formazione/">area formazione</a>.</h5>
<p>Ci sono stati casi che hanno riempito le pagine dei giornali e dei telegiornali come Terri Schiavo, Welby e Salvatore Crisafulli anche se quest’ultimo è ancora vivo. Questi casi hanno sollecitato un dibattito sull’eutanasia. Non di rado salta fuori il solito sguardo verso i paesi più progrediti del Nord, e altro elemento comune, spesso viene dato spazio ad una supposta ingerenza del Vaticano. Come ci poniamo rispetto a un tema posto alla ribalta?qual’è il nostro atteggiamento? Le notizie in televisione sono vere? Si direbbe di si perché persino nelle pubblicità a volte è scritto “visto in tv”. Le parole che sentiamo sono vagliate in modo razionale o sono ben condite da emozioni? Due verifiche: la parola “Cogne” evoca bei paesaggi oppure la Franzoni? Naturalmente la risposta esatta è la seconda, perché siamo stati “bombardati” da notizie e immagini dai telegiornali.</p>
<p>continua     <!--more--></p>
<p>Oppure la parola Garlasco: stesso discorso per la Chiara Poggi.Boero pone la domanda sul fatto di essere indipendenti o meno nel giudizio, e di come ci poniamo rispetto ad un tema messo alla ribalta. Introduce il tema parlando di “realtà invisibili”. L’esempio per eccellenza è l’Amore, realtà che c’è ma non possiamo vedere o anche il vento, non c’è ma lo posiamo percepire, quindi ci sono segni che ci rivelano questa realtà. Vedere certo aiuta, ma forse non basta… Perché il caso di Welby e poi quello della Englaro sono rimasti tanto tempo in televisione? Eppure nel mondo ci sono tanti casi come quello di Eluana e di Piergiorgio, i familiari di quest’ultimi hanno agito da soli o si sono aggregati a qualcuno? Quali finalità hanno? La provocazione a questo punto si allarga&#8230; Qual è il ruolo dei parlamentari e dei partiti di un processo di formazione di una legge? Qual è il ruolo dei mass-media per creare opinioni? Il caso della legge che ha legalizzato l’aborto in Italia è esemplare, si creano dei casi “pietosi” e si dimostra che tutto ciò viene fatto per una questione di dignità, per una “MIGLIORE VITA”.  Volessimo introdurre l’eutanasia in Italia quali strategie seguiremmo? Dibattiti televisivi con la necessità di avere il 50% pro e il 50% non a favore, non rispettando le proporzioni della realtà di partenza oppure mettendo sullo stesso piano le due opzioni?</p>
<p>Boero riguardo a ciò, parla dell’esperienza di Biennale democrazia a Torino e Firenze; l’incontro consisteva nel formare vari tavoli di discussione e mettersi a confronto(50% pro e 50% non a favore), è chiaro che le cose possono essere facilmente manipolate…  Come si dovrebbe costruire un testamento biologico?Per tutelare chi?la famiglia o i più deboli? Quanto dovrebbe contare il parere di altri soggetti coinvolti dalla situazione? Questa era una delle domande riportate sull&#8217;opuscolo “Biennale Democrazia”; dal risultato di una così fatta prova democratica sono usciti titoli di giornale come questo: “Sì al testamento biologico da tre quarti degli italiani. Il voto dei gruppi di discussione al Sermig&#8221;. Il <a href="http://www.sermig.org/">Sermig</a>, la cattedrale del volontariato di Torino,  aveva solo ospitato l&#8217;iniziativa, ma il titolo cerca di attribuire il risultato all&#8217;arsenale della pace di Ernesto Olivero.</p>
<p style="text-align:left;">Boero conclude affermando che le pressioni medianiche possono orientare i parere delle persone che si accontentano di informazioni superficiali. Pensiamo di essere indipendenti ma invece siamo vulnerabili, bisogna proteggersi. Il vocabolario non è secondario: le parole portano dei significati, è necessaria una giusta attenzione. La cura è sempre più onerosa della prevenzione. “Quattro gatti” radicali “menano per il naso” milioni di persone; i giovani con l’aiuto del MpV( Movimento per la Vita) possono contrastarli con successo con un minimo di organizzazione. Dopo il termine c’è stato un intervento molto significativo: Nicola Galizia fa riflettere sul fatto che, a livello giuridico, il testamento viene attuato una volta che il soggetto è morto, quando si parla di testamento biologico il soggetto è incosciente ma ancora vivo, tuttavia viene già considerato morto. Ciò rivela le intenzioni di chi passando dal testamento biologico punta all&#8217;introduzione dell&#8217;eutanasia nel nostro paese. Con ogni mezzo, &#8220;Porta a porta&#8221; compreso.</p>
<p style="text-align:right;"><em>Di Pietro Veronica</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Un'estate da leggere]]></title>
<link>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/07/14/unestate-da-leggere/</link>
<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 20:49:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simona Maggiorelli</dc:creator>
<guid>http://simonamaggiorelli.wordpress.com/2009/07/14/unestate-da-leggere/</guid>
<description><![CDATA[di Simona Maggiorelli Picasso Estate tempo di riposo. E, finalmente, tempo di letture. Si direbbe co]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div>
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<div>di Simona Maggiorelli</div>
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<div id="attachment_1937" class="wp-caption alignleft" style="width: 254px"><img class="size-medium wp-image-1937" title="Picasso3 dona llegint" src="http://simonamaggiorelli.wordpress.com/files/2009/07/picasso3-dona-llegint.jpg?w=244" alt="Picasso" width="244" height="300" /><p class="wp-caption-text">Picasso</p></div>
<p>Estate tempo di riposo. E, finalmente, tempo di letture. Si direbbe con il signor Lapalisse. Quelle agognate durante tutto l’inverno affogato di impegni e di lavoro. Ma a dare retta a un certo vecchio e usurato costume dei giornali nostrani, che sotto il solleone vanno a caccia di gossip e delitti, gli italiani con l’arrivo delle ferie manderebbero anche il cervello in vacanza. Stanchi di questo vecchio adagio, curiosando fra le novità in libreria, ci siamo immaginati un piccolo vademecum per chi sia già con un piede sull’aereo, sul treno, sulla bicicletta&#8230; cercando di fare incetta di enzimi per la mente&#8230;</p></div>
</div>
</div>
<p><strong>Sotto l’ombrellone</strong></p>
<p>«Tempo!», chiedono con le mani gli allenatori di Pallavolo. E di questi tempi vacazieri, quelli del Beach Volley sulle spiagge. E allora diamoci tempo per un tuffo nelle pagine per cercare di capire qualcosa di più di questo strano Paese in cui viviamo. Un Paese in cui i giornali dei grandi gruppi editoriali “non sempre” fanno il proprio lavoro, mentre singolarmente, e con coraggio, giornalisti e scrittori, passandosi il timone, scrivono la vera storia degli ultimi anni. Parliamo, per esempio, di giornalisti come Lirio Abbate, al lavoro quotidiano in Sicilia contro la mafia, ma anche autore di libri come<em> I complici, tutti gli uomini di Provenzano da Corleone al parlamento </em>(Fazi) scritto due anni fa con Peter Gomez; un libro, pensiamo, che ognuno di noi dovrebbe avere in casa.</p>
<p>Ma pensando a Napoli, alle stragi di camorra e non solo, parliamo anche dei libri di Roberto Saviano che, recentemente per Mondadori ha raccolto i suoi reportage scritti fra il 2004 e il 2009, nel libro <em>La bellezza e l’inferno.</em> Abbate e Saviano, due giornalisti diversissimi, ma che in questo Paese strano vivono entrambi sotto scorta. Una stranezza che la statunitense Freedom house ha passato al vaglio classificando l’Italia all’ultimo posto in Europa per la libertà di stampa.</p>
<p><strong>In campagna</strong></p>
<p>Dedicato a chi va in campagna. In senso letterale. E metaforico, pensando a ciò che si muove o non si muove, ahinoi, a sinistra sulla scena politica italiana. Pensando al teatrino delle candidature alle primarie del Pd a cui già in questi giorni stiamo assistendo e, a chi non rassegnandosi a morire democristiano, berlusconiano o finiano, già si sente in campagna elettorale per le elezioni regionali dell’anno prossimo. Così, fra i molti titoli nuovi che ci si propongono ci viene, in primis, da suggerire come lettura per l’estate il libro, anche se non nuovissimo, di Beppino Englaro <em>Eluana, la libertà e la vita</em> (Rizzoli) accanto a <em>Storia di una morte opportuna</em>, il diario del medico di Welby, Mario Riccio, pubblicato da Sironi.</p>
<p>Poi venendo ai libri freschi di stampa, un titolo importante come <em>Religione e politica </em>(Meltemi) in cui si ricostruisce tutto il percorso che va da Del Noce a Habermas allo statuto del Pd, che in molti ricorderanno, stabiliva che la religione non fosse un fatto al limite privato, ma dovesse rientrare a pieno titolo nel dibattito pubblico; persino, in quello parlamentare. Ma guardando ancora in casa propria pur sforzandoci di pensare Antonio Di Pietro di sinistra, memori delle sue sacrosante battaglie da magistrato, vale la pena approfondire la deriva populista dell’Antonio nazionale, analizzata da Alberico Giostra in <em>Il Tribuno. Vita politica di Antonio Di Pietro </em>(Castelvecchi).</p>
<p><strong>Per chi va in montagna</strong></p>
<p>Pensieri in vetta, dopo lunghe camminate. Un libro, un rifugio. Recita il titolo di una rassegna di incontri con l’autore in Alta Badia, che il 5 agosto, a La Villa-Corvara, invita il direttore del domenicale de <em>Il Sole 24 ore</em>, Riccardo Chiaberge, a presentare il suo ultimo libro<em> La variabile Dio</em> (Longanesi) che indaga le radici dell’insanabile conflitto fra religione e scienza. Ma di scienza e di scoperte mentalmente “ad alta quota” si occupa, fra romanzo e storia, anche il libro del fisico Gino Segré, <em>Faust a Copenaghen</em> (Il Saggiatore) che ricostruisce la vita, le relazioni (nonché la passione per l’alpinismo) e l’impegno assoluto nella ricerca del gruppo di scienziati, sei uomini e una donna, che nel 1932 lavoravano per Istituto di fisica teorica di Copenaghen.<br />
Erano il gruppo di Niels Bohr e di Werner Heisenberg, i “rivoluzionari” della fisica quantistica. Per i più contemplativi, invece, c’è il bel libro curato da Chiara Dall’Olio <em>La Montagna rivelata Fotografie di grandi viaggiatori e alpinisti tra ’800 e ’900 (</em>Skira) e per gli scalatori del limite, invece, il libro testimonianza di uno dei più grandi scalatori al mondo, Alexander Huber <em>La montagna ed io </em>(Corbaccio). E ancora sul versante più “domestico”, riecheggiando il titolo del celebre viaggio in Italia di Dürer, ecco <em>In viaggio sulle Alpi</em> (Einaudi) di Marco Albino Ferrari, che l’autore presenta il 24 luglio a Courmayeur.</p>
<p><strong>Per chi va al lago</strong></p>
<p>Maurizio Pallante, il teorico italiano della decrescita, presenta il 23 luglio nel Parco Laghi Margonara a Gonzaga, in provincia di Mantova il suo ultimo libro<em> La felicità sostenibile</em> (Rizzoli) che parte da alcuni assunti semplici ed essenziali: tra processo di trasformazione e uso finale, una lampadina a incandescenza disperde il 95 per cento dell’energia; per ricavare una bistecca di manzo da un etto, occorrono tremila litri di acqua. Invitando a una battaglia, in teoria elementare ed evidente a tutti, contro gli sprechi. Ma un pesante sasso nel lago stagnante della politica italiana, che sotto Berlusconi (e purtroppo, anche sotto l’ultimo governo di centrosinistra) si è dimostrata quanto mai genuflessa ai diktat vaticani lo getta in primo luogo Gianluigi Nuzzi, con il libro <em>Vaticano Spa</em> (Chiarelettere).<br />
In un Paese cattolico come il nostro da alcune settimane, curiosamente, in cima alle classifiche di vendita dei libri troviamo proprio questo titolo che documenta come lo Ior, la Banca vaticana, abbia negli anni prestato il fianco al riciclaggio di denaro sporco. E non solo. Una storia che si riesce a mettere ancor più a fuoco leggendo il libro di Nuzzi in parallelo con il libro <em>Qualunque cosa succeda</em> del giovane avvocato Umberto Ambrosoli, figlio dell’assassinato Giorgio (appena uscito per Sironi con la prefazione di del presidente Carlo Azeglio Ciampi). E per chi voglia andare ancora più a fondo in questa storia cruciale d’Italia, utilissima è anche la lettura comparata del libro <em>Il Caffé Sindona</em> (Garzanti) che gli autori Gianni Simoni e Giuliano Turone presentano il primo agosto a Courmayeur proprio con Umberto Ambrosoli.</p>
<p><strong>Per chi viaggia</strong></p>
<p>«Per viaggiare basta vivere», scriveva giustamente il portoghese Fernando Pessoa. E proprio per chi sceglie di vivere intensamente attraverso un viaggio ci sentiremmo di suggerire alcuni titoli che ci liberano dalla maschera della felliniana Gelsomina: di chi nulla sa, ma peggio ancora, nulla vuole sapere. Pensiamo a libri come l’autobiografia di Rebya Kader, ex imprenditrice dello Xinjiang, acclamata ai massimi gradi del parlamento cinese perché «arricchirsi è glorioso» e poi subitaneamente cacciata per la sua strenua difesa dei diritti umani nel Turkmenistan orientale. Qualche mese fa Kadeer, leader degli uiguri, esule negli Usa dopo anni di prigione in Cina, è venuta in Italia per presentare il suo libro, <em>La guerriera gentile </em>(Corbaccio), preconizzando un drammatico giro di vite nella sua terra.<br />
Alla luce degli oltre 800 morti denunciati da fonti uigure, uccisi dalla repressione cinese, questo appassionante libro è essenziale per tentare di capire cosa sta succedendo. Dall’Estremo al Medio Oriente, altri focolai di rivolta e repressioni che si consumano sanguinosamente sotto il nostro sguardo distratto. Pensiamo all’Iran e alla rivolta di tanti giovani contro le elezioni truccate dal presidente Ahmadinejad. Anche in Italia sono usciti alcuni titoli che interrogano radicalmente il regime, a cominciare dalla<em> Storia dell’Iran 1890-2008 </em>(Bruno Mondadori) dell’italo-iraniana Farian Sabahi e dalla <em>Storia dell’Iran dai primi del ’900 a oggi </em>di Ervand Abrahamian (Donzelli).</p>
<p>Ma non solo. Con fantasia, raccontando per metafore, spinte da esigenze espressive ma anche dalla necessità di sviare la censura, giovani scrittrici iraniane raccontano tra le righe il cambiamento sotterraneo che la società di Teheran sta vivendo, anche grazie all’impegno delle donne. La studiosa Anna Vanzan ha raccolto le loro voci nel libro Figlie di Shahrazad. Scrittrici iraniane dal XIX secolo a oggi (Bruno Mondadori). E ancora. Dal Medio Oriente all’emergenze dell’Africa, Benito Li Vigni, esperto di geopolitica nel libro<em> I predatori dell’oro nero e della finanza globale </em>(Baldini Castoldi Dalai), indaga a tutto campo sui legami tra «mondo del petrolio» e potere politico-finanziario, inquadrando le verità nascoste che riguardano il futuro dei giacimenti, le guerre, le tensioni geopolitiche e l’uso dell’«arma petrolifera» da parte dei maggiori produttori, primo fra tutti la Russia. «Lungo una sorta di cintura che lega il Sud del mondo, passando dall’Iraq al Sudan e alla Nigeria, per arrivare in Venezuela e Colombia scrive Li Vigni &#8211; gli “imperi del profitto” si scontrano e si alleano. La fame di petrolio spinge a mutamenti epocali negli assetti politici internazionali, basti pensare alla silenziosa colonizzazione cinese dell’Africa e a un evento impensabile come l’affacciarsi della flotta militare di Pechino nel Mediterraneo». Uno scenario instabile nel quale si affaccia la «svolta verde» di Barack Obama e la sua politica estera fin qui moderata.</p>
<p>E ancora a chi voglia viaggiare con cognizione in terra d’Africa suggeriamo <em>I signori della sete </em>(Piemme) di Sergio Grea che offre &#8211; in chiave di romanzo ma sostanziata da una fitta messe di documenti &#8211; un drammatico spaccato delle conseguenze delle guerre per una risorsa primaria come l’acqua. Il libro sarà presentato il 19 luglio a San Marzano Oliveto in provincia di Asti. Last but not least, un libro essenziale per chi quest’estate prendesse le rotte dell’India: parliamo di<em> Quando arrivano le cavallette</em> (Guanda) della scrittrice e coraggiosa reporter Arundhati Roy. Nonostante i passi avanti che ha fatto la più grande democrazia mondiale, sono molte ancora le pagine di ingiustizia. La straordinaria romanziera de Il dio delle piccole cose qui fa cronaca di denuncia documentando azioni di apparati dello Stato deviati e la corruzione di una magistratura prona agli interessi delle multinazionali.</p>
<p><strong>Per chi sta a casa</strong></p>
<p>«L’amore è un viaggio. Ed è meglio viaggiare che arrivare, come diceva qualcuno». Quel qualcuno era il maestro del romanzo d’avventura Stevenson, quello dell’Isola del tesoro. Ma chi siglava questa nota nel 1918 era uno scrittore di lingua anglosassone, forse ancor più grande: D.H. Lawrence, l’autore scandaloso per quegli anni del romanzo <em>L’amante di Lady Chatterly</em>. Di Lawrence in questi giorni Adelphi fa uscire una interessante raccolta di saggi intitolata <em>Classici americani</em>. Di fatto una serie di folgoranti ritratti, di grande penetrazione psicologica di maestri come Edgar Allan Poe, Nathaniel Hawthorne (l’autore de La lettera scarlatta) e di Herman Melville. Il libro, scritto in prima persona, ha come voce narrante quella di un ragazzino di 11 anni che vede suo padre morire improvvisamente.</p>
<p>Ma volendo continuare a viaggiare con la mente nella grande e contraddittoria terra americana, Adelphi offre anche un altro titolo da non perdere di vista: l’affascinante <em>Zia Mame</em> di Patrick Dennis in cui si racconta la grande mela degli anni Venti ricca di jazz e nuove culture con lo sguardo ancora una volta di un ragazzino rimasto orfano, ma in questo caso affidato a una affascinate zia che non aveva mai voluto sposarsi. E ancora per restare in terra a stelle e strisce, mentre il giovanissimo Todd HasakLowy in <em>Prigionieri </em>(Minimum Fax) traccia un corrosivo ritratto dell’America dei nostri giorni in cui &#8211; ipse dixit «tutto è andato completamente a puttane, il governo, le grandi aziende, tutto», esce in rinnovata edizione italiana <em>Uomo invisibile</em> (Einaudi), il romanzo dello scrittore afroamericano Ralph Ellison, che per primo nel 1947 seppe fondere la tradizione orale del Sud con il registro poetico di Dostoevsky per raccontare la storia di un meticcio che ha più di qualche assonanza con quella del presidente Obama, il quale in passato, se non proprio citando Uomo invisibile, ha fatto riferimento ai libri di Ellison.</p>
<p>Un tempo, parlando di superpotenze culturali e non solo politiche, sbirciando da casa il mappamondo e avendo a portata di mano una degna biblioteca, a questo punto, si sarebbe andati a scovare qualche perla di novità letteraria nei territori della ex Urss. Ma letterariamente parlando oggi la temperatura culturale di Mosca sembra essere “non pervenuta”. Come se di dittatura in dittatura, da quella staliniana a quella putiniana, la voce dell’arte fosse stata più che mai tacitata. Mentre le voci critiche dei giornalisti, drammaticamente, vengono azzerate a colpi di pistola. Come la cecena Natalya Estemirova, come Anna Politkovskaya. Alle quali Voland dedica<em> Ragazze della guerra</em> di Susanne Scholl, in uscita nei prossimi mesi.</p>
<p>Nello scacchiere mondiale dell’arte, accanto a nuovi voci emergenti da vaste aree e continenti fin qui ingiustamente considerati periferia del canone occidentale come India, Africa, Caraibi, America Latina, svetta ancora, nonostante la censura, il colosso cinese, che uno scrittore di tradizione alta come Mo Yan ne <em>Le sei rincarnazioni di Ximen Nao</em> (Einaudi) racconta con accenti epici e sottile ironia nel passaggio lungo mezzo secolo che va dalla riforma agraria, alla rivoluzione culturale di Mao, fino agli esiti più recenti, di un’economia liberista e macchiata di sangue. Più giovane, caustico e disposto a raccontare gli ultimi anni della storia cinese al grado zero, Ma Jan, l’autore di folgoranti storie dal Tibet, raccolte in <em>Tira fuori la lingua</em> (Feltrinelli), nel nuovo romanzo <em>Pechino è in coma </em>(Feltrinelli) traccia un poderoso e agghiacciante ritratto di quel che è accaduto nel Paese di Mao a partire dal quel fatidico 4 giugno 1989 in cui la migliore gioventù cinese morì n piazza Tienanmen.</p>
<p><strong>Dovunque andiate</strong></p>
<p>«Nonostante l’epoca sia così nera, così difficile, piena di teologi, di ladroni, la poesia non ha perduto il suo valore, la sua efficacia, l’unica cosa che rimane ancora che possa trasformare il mondo, almeno allusivamente &#8211; un ultimo miracolo che ci resta &#8211; è forse la poesia; anche per questo suo dono di avere gli occhi divaricati, di poter abbracciare diverse cose insieme… ». Così, ricordando queste parole forti che Angelo Maria Ripellino affidò al suo <em>Splendido violino verde</em> (Einaudi), dovunque andiate o non andiate, ci sono dei libri che non deludono mai: sono le raccolte di versi.E fra i tanti classici a cui si può ricorrere per trovare buona linfa, ne segnaliamo anche uno uscito in questi mesi. è Ecco il mio nome (Donzelli) del poeta siriano Adonis. Un libro di versi dedicato al Medio Oriente dove l’autore è nato, ma anche ai sentieri incrociati di New York e di Parigi, dove ha scelto di vivere. A far da filo rosso della raccolta i temi che Adonis esplora poeticamente da cinquant’anni, il desiderio, il rapporto con la donna, il rifiuto della violenza, a cominciare da quella della religione. «Sono nato anti-ideologo e areligioso, perché temo molto tutti coloro che hanno la risposta a ogni domanda», spiega Adonis in una recente intervista.«Il monoteismo è la fonte dei nostri problemi e delle guerre che hanno sempre insanguinato il Mediterraneo; questo posso dirlo certamente come conoscitore dell’islam. Ma lascio a voi la critica del giudaismo e del cristianesimo, gli altri due grandi monoteismi». Nei suoi versi Adonis configura una sua laica antropologia. Con parole risonanti, sfaccettate, dense di significati. Lontane da ogni astrattezza filosofica. «Io vedo l’uomo come essere capace di amore e come creatura anti violenta. Credo davvero che l’uomo possa essere al sommo della creazione, intesa non in senso religioso, ma naturalistico».</p>
<p>dal quotidiano<span style="color:#008000;"> Terra</span>, 18 luglio 2009</p>
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<title><![CDATA[e dopo carosello...]]></title>
<link>http://marcoboccaccio.wordpress.com/2009/06/16/e-dopo-carosello/</link>
<pubDate>Tue, 16 Jun 2009 15:47:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>marcoboh</dc:creator>
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<description><![CDATA[riprendo anch&#8217;io la notizia (che ho letto su metilparaben) della condanna di belpietro, e di q]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://marcoboccaccio.wordpress.com/files/2009/06/core.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1066" title="core" src="http://marcoboccaccio.wordpress.com/files/2009/06/core.jpg" alt="core" width="62" height="140" /></a></p>
<p>riprendo anch&#8217;io la <a href="http://www.radicali.it/view.php?id=143766">notizia</a> (che ho letto su <em><a href="http://metilparaben.blogspot.com/2009/06/alla-cassa-e-di-corsa.html">metilparaben</a></em>) della condanna di belpietro, e di quella di <em>militia christi</em>, che si erano espressi sul caso welby con ingiurie e diffamazioni. mentre la binetti e volonté, che si sono nascosti dietro l&#8217;immunità parlamentare, l&#8217;hanno scampata anche stavolta. ché altrove (intendo, sui mezzi di comunicazione che al contrario diedero tanto risalto alle affermazioni ora condannate) non credo che ne leggemo notizia.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Io non ho dimenticato il caso Englaro]]></title>
<link>http://ugualiamori.wordpress.com/2009/06/01/io-non-ho-dimenticato-il-caso-englaro/</link>
<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 10:17:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>Paolo</dc:creator>
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<description><![CDATA[Per questo motivo, alle elezioni europee, per la prima volta nella mia vita, voterò Radicale, con pr]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;">Per questo motivo, alle elezioni europee, per la prima volta nella mia vita, voterò Radicale, con preferenza per Emma Bonino e Mina Welby.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Approvata la legge per garantire il diritto di voto ai malati intrasportabili]]></title>
<link>http://cellulacoscionitreviso.wordpress.com/2009/05/07/approvata-la-legge-per-garantire-il-diritto-di-voto-ai-malati-intrasportabili/</link>
<pubDate>Thu, 07 May 2009 19:10:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>saravisentin</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dal sito www.lucacoscioni.it Con il voto del Senato, si è coronata la lotta radicale per garantire i]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><span style="font-size:medium;font-family:Garamond, Georgia;"><em>Dal sito <a href="http://www.lucacoscioni.it">www.lucacoscioni.it</a></em></span></p>
<p><span style="font-size:medium;font-family:Garamond, Georgia;"><em>Con il voto del Senato, si è coronata la lotta radicale per garantire il diritto di voto ai disabili intrasportabili<br />
</em></span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Garamond, Georgia;"><strong><span style="text-decoration:underline;">Finalmente la legge Welby – Mingroni!</span></strong><strong></strong></span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Garamond, Georgia;">Erano anni che, prima con Luca Coscioni poi con Piergiorgio Welby ed infine con Severino Mingroni, l’Associazione Luca Coscioni, e il movimento radicale, ha combattuto per affermare il diritto di voto dei disabili intrasportabili, documentando con video, foto e lettere di denuncia lo scandalo dei cittadini senza voto. </span></p>
<p><span style="font-size:small;font-family:Garamond, Georgia;">Nelle ultime legislature c&#8217;è sempre stata una proposta di legge radicale volta a consentire il diritto di voto ai disabili intrasportabili. Oggi il voto del Senato, a completamento dell&#8217;iter legislativo traducendo in legge la pdl a prima firma della deputata radicale Rita Bernardini, corona questa battaglia di civiltà la cui ragionevolezza, non ha scaldato i cuori dei palazzi della politica ed è stata conquistata grazie all&#8217;accelerazione d&#8217;iniziativa nonviolenta di sciopero della fame protrattasi per otto giorni nell&#8217;ultimo scampolo di tempo utile per consentire il diritto di voto a tutti prima delle elezioni europee. <br />
L&#8217;Associazione Luca Coscioni ringrazia i militanti e gli iscritti e tutti coloro che in questi anni hanno dato la forza di perseverare nell&#8217;obiettivo e idealmente la dedica ai due dirigenti dell&#8217;associazione che più hanno lottato per conseguire questo risultato: Piergiorgio Welby e Severino Mingroni. <br />
</span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[lI testamento biologico spacca anche un Municipio]]></title>
<link>http://giammy.wordpress.com/2009/04/20/testamento-biologico/</link>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 12:00:00 +0000</pubDate>
<dc:creator>giammy</dc:creator>
<guid>http://giammy.wordpress.com/2009/04/20/testamento-biologico/</guid>
<description><![CDATA[Mina Welby e Sandro Medici Venerdi scorso su un free press di Roma leggo “Al X Municipio si può regi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Mina Welby e Sandro Medici Venerdi scorso su un free press di Roma leggo “Al X Municipio si può regi]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Cueca solo]]></title>
<link>http://intenso73.wordpress.com/2009/03/27/cueca-solo/</link>
<pubDate>Fri, 27 Mar 2009 14:47:19 +0000</pubDate>
<dc:creator>Intenso73</dc:creator>
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<description><![CDATA[Da &#8220;D&#8221; la repubblica delle donne, un articolo riguardo il Cile ed i luoghi che hanno vis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img src="http://intenso73.wordpress.com/files/2009/03/villagrimaldi.jpeg" alt="villagrimaldi" title="villagrimaldi" width="111" height="83" class="alignleft size-full wp-image-1725" />Da &#8220;D&#8221; la repubblica delle donne, un articolo riguardo il Cile ed <a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/esteri/cile/cile/cile.html" target="_blank"><strong>i luoghi che hanno visto protagoniste le espressioni barbare della dittatura di Pinochet</strong></a>; ripropone il fatto che sono stati trasformati in giardini e parchi.<br />
In particolare la corte interna di <a href="http://www.antennedipace.org/antennedipace/articoli/art_821.html" target="_blank"><strong>Villa Grimaldi</strong></a> ha un accomodazione floreale che vede ad ogni rosa associato il nome di una delle donne che furono portate in quel luogo riparato e mai più riviste, si stimano in 230.<br />
E a Pinochet è giusto sia stato fatto un funerale, quel fanatico di Welby invece non lo meritava.<br />
Secondo alcuni che del fanatismo ne fanno un arte.<br />
Lasciamo parlare un po Sting, vah.<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=a_jDiDya5j4" target="_blank"><strong>Cueca solo</strong></a>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Della vita, della morte e di altre sciocchezze: intervista in odore di testamento biologico]]></title>
<link>http://markarg.wordpress.com/2009/03/14/della-vita-della-morte-e-di-altre-sciocchezze-intervista-in-odore-di-testamento-biologico/</link>
<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 10:33:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Golars</dc:creator>
<guid>http://markarg.wordpress.com/2009/03/14/della-vita-della-morte-e-di-altre-sciocchezze-intervista-in-odore-di-testamento-biologico/</guid>
<description><![CDATA[Si parla molto, di questi tempi, di testamento biologico, di volontà del paziente, di diritto (o men]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-bottom:0;" align="justify">Si parla molto, di questi tempi, di testamento biologico, di volontà del paziente, di diritto (o meno?!) di rifiutare le cure in determinate situazioni cliniche. Argomenti controversi in seno all’opinione pubblica; nonché oggetto di recenti, da più parti contestate, decisioni giurisprudenziali. Dinanzi al pressapochismo con cui i mass-media sono soliti trattare tali tematiche, ho perciò deciso di chiedere lumi a un “tecnico”, nella specie un giurista, che su queste problematiche studia e lavora. Nasce così l’idea di una breve intervista informale, quasi una chiacchierata, con la dott.ssa Simona Cacace, giovane ricercatrice di Diritto privato comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Brescia.</p>
</p>
<p> <!--more-->
</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><strong>Dottoressa buongiorno. Com’è arrivata ad occuparsi di tali tematiche?</strong></em>     <br />Posso affermare che la “colpa” è del mio periodo di dottorato presso la Scuola Superiore di Studi Universitari e di Perfezionamento Sant’Anna di Pisa, dal quale ha visto la luce una tesi dal titolo <em>Il consenso informato al trattamento medico: tutela dell’autodeterminazione individuale e responsabilità professionale</em>. In particolare, si tratta del consenso <em><strong>informato</strong></em> che il paziente deve prestare alle cure mediche cui viene sottoposto, nonché del relativo dovere d’informazione gravante sul medico (e della conseguente sua, eventuale, responsabilità). D’altra parte, già nella stessa espressione <em>informed consent</em> &#8211; che antepone, com’è tipico della lingua inglese, l’aggettivo al sostantivo -<em> </em>è racchiuso tutto il significato dell’autodeterminazione individuale in materia sanitaria: l’informazione deve precedere il consenso. Ma il problema vero è <em><strong>come</strong></em> debba essere informato il paziente per esercitare un’effettiva libertà decisionale. Più volte la giurisprudenza italiana (e non solo) si è espressa su questo punto: naturalmente l’informazione deve essere resa dal personale sanitario … ma con quali modalità e soprattutto con quale linguaggio?</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><strong>Si spera che il medico si rivolga al proprio paziente con un linguaggio semplice…</strong></em>     <br />Certo, un linguaggio semplice… ma semplice rispetto a quale categoria di persona? Il problema è questo: esistono diverse tipologie di paziente e il personale sanitario dovrebbe avere il tempo e gli strumenti per comprendere il livello culturale ed intellettuale del malato che ha in cura, così adeguando, di conseguenza, il proprio linguaggio &#8211; nonché l’informazione che si appresta a fornire. Non sempre ciò accade, ma si tratta di un elemento fondamentale ai fini della costruzione di una vera e propria <em>alleanza terapeutica </em>medico-paziente. E ancora… <em><strong>cosa</strong></em> deve essere oggetto d’informazione? Per esempio: tutti i rischi legati ad un determinato trattamento sanitario, anche quelli a realizzazione eccezionale (ma magari gravi, gravissimi: di decesso, d’invalidità permanente), o solo quei rischi che si verificano secondo un criterio di “normalità” statistica?</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><strong>Ma in Italia esiste una definizione giuridica su come debba essere fornita quest’informazione al paziente?</strong></em>     <br />No, se per definizione giuridica intendiamo una definizione legislativa di informazione e di consenso informato in ambito sanitario. Esiste però il Codice deontologico dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri; senza del resto dimenticare l’art. 32 della nostra Carta costituzionale, secondo il quale nessuno può essere sottoposto a trattamenti sanitari senza o contro la sua volontà. Tale principio generale (il requisito della volontarietà nella sottoposizione ad un trattamento sanitario) è certo temperato da alcune eccezioni (si pensi ai trattamenti sanitari obbligatori nel caso di patologie psichiatriche), le quali, però, devono essere sempre regolamentate per legge (e un decreto legge non è, giuridicamente parlando, una legge) e mai violare, comunque, i limiti imposti dalla dignità umana.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><strong>Veniamo alla vicenda di Eluana Englaro. C’è chi ha affermato, in contrapposizione alla decisione della Corte d’appello di Milano, che la volontà della giovane fosse solo supposta…Una legge sul testamento biologico avrebbe evitato le polemiche cui abbiamo assistito?</strong></em>     <br />No. Il testamento biologico non c’entra nulla con la vicenda di Eluana Englaro. La volontà di Eluana non è stata espressa dall’interessata all’interno di un documento precedentemente redatto, bensì è stata ricostruita e presunta sulla base di numerose testimonianze di amici e parenti. In questo modo, una volta accertata altresì l’irreversibilità dello stato vegetativo e permanente, i giudici hanno consentito al tutore legale della paziente (il padre Beppino Englaro) di ottenere l’interruzione dell’alimentazione ed idratazione artificiali.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><strong>Anche attorno a quest’ultimo punto &#8211; alimentazione ed idratazione artificiali &#8211; ci sono state molte polemiche: c’è chi non le considera un trattamento sanitario ed esclude altresì che si possa parlare di accanimento terapeutico.</strong></em>     <br />Esiste un parere del Comitato nazionale di Bioetica (<span style="color:#000080;"><span style="text-decoration:underline;"><a href="http://www.governo.it/bioetica/testi/PEG.pdf"><span style="color:#000000;"><em>L’alimentazione e l’idratazione dei pazienti in stato vegetativo persistente </em></span></a></span></span>, 30 settembre 2005)<em> </em>che esclude la natura di “cura medica” dell’ alimentazione ed idratazione artificiali. Per contro, le ultime pronunce giurisprudenziali sul caso Englaro si sono espresse in maniera diametralmente opposta: in materia non esiste, in campo giuridico e bioetico, un orientamento unanime. D’altra parte, la libertà personale è tutelata anche laddove non si verta in ambito sanitario. Certo non si può parlare di accanimento terapeutico: non si tratta, infatti, di interventi “sproporzionati”, dal momento che consentono la stessa sussistenza in vita della paziente. Ma questo poco importa: è noto come il paziente abbia sempre il diritto di rifiutare le cure, a prescindere dal fatto che queste possano (o meno) essere definite “accanimento terapeutico”.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><strong>Torniamo al testamento biologico. </strong></em>    <br />Si tratta dell’espressione per iscritto della volontà dell’interessato riguardo all’eventuale esecuzione sulla sua persona di determinati trattamenti sanitari &#8211; e ciò in previsione di una ipotetica, futura sua incapacità d’intendere e di volere. Ed è questo il punto: il problema di una volontà solo <em>eventuale</em>, ovvero manifestata in un momento in cui per lo più l’individuo si trova<em> </em>in buone condizioni di salute, senza neppure sapere se mai necessiterà delle cure oggetto di disposizione anticipata. Altra è l’ipotesi, invece, del paziente affetto da patologie degenerative (Alzheimer, Parkinson, etc.) o del malato terminale, che ben conosce l’evoluzione prevista delle sue condizioni cliniche ed è così in grado di esprimere un consenso/dissenso informato nell’ambito di un rapporto già instaurato con il personale sanitario.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">Da un punto di vista più strettamente giuridico, poi, se assimiliamo il testamento biologico a quello patrimoniale, è indispensabile la redazione in forma scritta dinanzi ad un notaio e a due testimoni, con la possibilità di modificare quanto espresso solo con un atto eguale e contrario. Una simile “pesantezza” formale condurrebbe a soluzioni difficilmente accettabili nell’ambito del rapporto medico-paziente: il personale sanitario, infatti, non dovrebbe ottemperare alla (nuova) volontà espressa a voce, magari <em>in extremis</em>, dal malato, solo perché inidonea a modificare quanto scritto nel testamento…</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><strong>Al riguardo, sappiamo che Youtube registra l’incredibile diffusione di filmati amatoriali, ove gli autori esprimono una sorta di testamento biologico digitale. Che validità hanno da un punto di vista giuridico tali manifestazioni di volontà?</strong></em>     <br />Secondo il codice deontologico del dicembre 2006, il medico deve <em>tener conto </em>delle volontà precedentemente espresse dal paziente. Si tratta di un verbo che non esprime alcuna vincolatività; la regola generale, infatti, in assenza di una legislazione in materia di testamento biologico, è quella del perseguimento del <em>best interest</em> del paziente incapace d’intendere e di volere, anche in contrapposizione alla diversa volontà manifestata dal tutore.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><strong>La lacuna legislativa che contraddistingue il nostro Paese accomuna tutta l’Unione europea? </strong></em>    <br />No. Per fare solo degli esempi, sia la Francia sia la Spagna hanno emanato, già nel 2002, delle leggi che sanciscono sia il principio del consenso informato del paziente, ovvero il relativo diritto al rifiuto delle cure, sia la possibilità di redazione di un testamento biologico.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">In Italia, d’altro canto, abbiamo assistito ad un coraggioso lavorio giurisprudenziale, che ha fatto le veci di un Parlamento inerte. In fin dei conti, già l’art. 32 della nostra Carta costituzionale costituisce una base di partenza più che sufficiente: se nessuno può essere costretto ad un trattamento sanitario, infatti, il resto viene da sé.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><strong>Ma qual è la differenza tra il rifiuto alle cure che conduca alla morte e un atto eutanasico?</strong></em>     <br />Con il rifiuto alle cure il paziente esercita un diritto costituzionalmente tutelato: non persegue la morte, bensì lascia che la malattia faccia il suo corso. In questo caso il medico semplicemente omette di applicare le cure ovvero interrompe i trattamenti, laddove già azionati. Per contro, l’eutanasia è un atto causalmente e positivamente volto a provocare il decesso del paziente: l’esempio normalmente riportato è quello dell’iniezione letale.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><strong>C’è però chi considera “eutanasia” la stessa somministrazione di sedativi al paziente terminale…</strong></em>     <br />Perché in Italia la filosofia delle cure palliative non è ancora sufficientemente radicata. <span style="font-family:times new roman,serif;">È</span> vero: laddove nessun trattamento sanitario sia più efficace, la sedazione può talvolta abbreviare l’agonia del malato terminale (quale “effetto collaterale” del perseguimento di una morte indolore), ma non si tratta comunque mai di atti eziologicamente volti alla morte.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><strong>Riguardo a questi temi, esiste in Italia la possibilità, per il personale sanitario, di fare obiezione di coscienza?</strong></em>     <br />Tale possibilità dev’essere prevista per legge, quale eccezione al principio generale della doverosa prestazione delle cure. Nel nostro Paese l’unico caso regolamentato è quello in materia di interruzione volontaria della gravidanza. Anche in quest’ipotesi, però, il servizio pubblico deve comunque garantire alla paziente la concreta possibilità di esercitare l’IVG.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify"><em><strong>La ringrazio per la Sua disponibilità e per chiudere l’intervista Le chiederei un parere a caldo in merito al disegno di legge sul quale proprio in questi giorni</strong></em><strong> </strong><em><strong>sta lavorando il Parlamento.</strong></em>     <br />Staremo a vedere. Il balletto degli emendamenti è ancora aperto. Certo si potrà discutere della costituzionalità di una legge che vieti al paziente (anche al paziente cosciente) di rifiutare l’alimentazione e l’idratazione artificiali. Per il momento, si tratta di un disegno di legge per nulla innovatore, mosso dall’unica preoccupazione che non sia consentito di morire ad un’altra Eluana Englaro. Inoltre, vedo una certa confusione in merito all’accanimento terapeutico e al comportamento del medico in materia.</p>
<p style="margin-bottom:0;" align="justify">D’altra parte, si consideri come la giurisprudenza avesse già compiuto passi da gigante in materia di testamento biologico con l’utilizzo della figura dell’amministratore di sostegno, laddove è già stato concesso al malato di nominare un proprio fiduciario, ovvero un soggetto che ha il compito di consentire o meno a determinati trattamenti sanitari quando il paziente non è più in grado di farlo.</p>
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:right;margin-bottom:0;"><span style="font-size:small;"><em>*Simona Cacace è attualmente Ricercatrice di Diritto privato Comparato        <br />presso la Facoltà di Giurisprudenza dell&#8217;Università degli Studi di Brescia </em></span></p>
<hr />
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Si alla vita no alla tortura di stato]]></title>
<link>http://actarus2971.wordpress.com/2009/03/03/si-alla-vita-no-alla-tortura-di-stato/</link>
<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 11:38:49 +0000</pubDate>
<dc:creator>actarus2971</dc:creator>
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<description><![CDATA[Un picolo contributo video sulla manifestazione a Piazza Farnese di Sabato 21 febbraio 2009. In ques]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Un picolo contributo video sulla manifestazione a Piazza Farnese di Sabato 21 febbraio 2009. In questa epoca di buio per il nostro paese, buio di cui sono colpevoli tanti nel parlamento ma anche tanti fuori dal parlamento fra la gente cosidetta &#8220;comune&#8221;, le parole di piazza farnese sono state una boccata d&#8217;aria fresca, di libertà. Questo paese va al contrario: si chiama vita ciò che è morte e si porta la morte nella vita della gente più debole. I globalisti imperituri si chiamano oggi &#8220;no-global&#8221;. Si buttano in mezzo alla strada le persone che lavorano e si salvano coloro i quali hanno sfasciato il paese rubando rubando e rubando. Si incarcerano, quando non li si bruciano, quelli che cercano la salvezza dalla morte e si fanno leggi che danno l&#8217;impunità a quelli che lasciano anno dopo anno salire il computo della guerra dei morti sul lavoro. Si diochiarano difensori delle donne i peggiori e più retrivi maschilisti di questo paese, gente che le donne italiane finchè le stuprano gli italiani ok, perché il problema è lo straniero che tocca le NOSTRE donne! Ma che paese è questo? Ma quando c***o si sveglia sto popolo di idioti ebetizzati dall&#8217;isola dei famosi e dal grande fratello?</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/fNXEjxNfEmU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/fNXEjxNfEmU&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Eutanasia ed etica]]></title>
<link>http://camillasimoncini.wordpress.com/2009/02/28/eutanasia-ed-etica/</link>
<pubDate>Sat, 28 Feb 2009 16:11:33 +0000</pubDate>
<dc:creator>camillasimoncini</dc:creator>
<guid>http://camillasimoncini.wordpress.com/2009/02/28/eutanasia-ed-etica/</guid>
<description><![CDATA[Eutanasia ed etica di Camilla Simoncini, Liceo Scientifico G.B.Grassi, Lecco. 28/11/08 Il dibattito ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Eutanasia ed etica<br />
di Camilla Simoncini, Liceo Scientifico G.B.Grassi, Lecco.<br />
28/11/08</p>
<p>Il dibattito sull’eutanasia è riaperto. Il caso di Eluana Englaro, la ragazza lecchese in coma vegetativo da diciassette anni, ha scatenato una nuova divisione delle coscienze, una spaccatura dell’opinione pubblica.<br />
Approfondiamo ora le varie posizioni, favorevoli e contrarie, sull’argomento. Prima di addentrarci nella riflessione sulle varie opinioni, è necessario fare un’importante distinzione. Esistono due tipi di eutanasia: volontaria, detta anche eutanasia attiva, e involontaria, o eutanasia passiva. La prima coinvolge malati ancora lucidi e in grado di dare espressamente il loro parere in merito, mentre la seconda comprende casi di coma vegetativo permanente o comunque, più in generale, riguarda persone che non sono in grado di esprimere il loro consenso o il loro dissenso alla cosiddetta “dolce morte”.<br />
Detto ciò, esprimo la mia totale disapprovazioni verso coloro che sono assolutamente favorevoli o assolutamente contrari all’eutanasia, e con “assolutamente” intendo “in modo indiscriminato”, poiché la differenza tra le due situazioni descritte è troppo grande per essere ignorata. Io mi colloco in mezzo alle due posizioni, come preciserò più avanti.<br />
Ora, prendiamo come esempio la posizione ufficiale della Chiesa. Dal Vaticano giunge un’opinione ben precisa: no all’eutanasia. Esistono molte tesi che sostengono questa teoria, che si sintetizzano fondamentalmente nell’alta considerazione e nel grande rispetto della vita dell’essere umano, in quanto gli è stata donata per volere divino. Un uomo non si può arrogare il diritto di vita o di morte su qualcuno (eutanasia passiva), né tantomeno dicidere di togliersi la vita (eutanasia attiva). Infatti la Chiesa in questo contesto fa uso di parole forti come “omicidio” e “suicidio”, considerati entrambi atti peccaminosi.<br />
Se la Chiesa si colloca dalla parte dei contrari in qualsiasi caso, a mio parere sbagliando, criticherò ugualmente le correnti a favore. Sostanzialmente, la loro opinione si fonda sulla libertà di scelta, che è diritto di ogni essere umano. Se parliamo di eutanasia volontaria, il potere decisionale è dato al diretto interessato, in quella involontaria, invece, dovrebbe essere affidato ai familiari, o comunque alle persone più vicine al malato.<br />
Come accennato all’inizio, la mia posizione si trova in bilico tra quelle analizzate precedentemente, poiché trovo giusto dare un grande valore alla differenza tra i due tipi di eutanasia. Analizziamo li uno per volta. Nell’eutanasia volontaria è lo stesso malato a decidere. Se vuole vivere bene, nessuno solleva obbiezioni, mentre se vuole morire le correnti contrarie si attivano affinchè non riesca nel suo intento. Credo sia una grande prepotenza nei suoi confronti impedirgli di fare una cosa che lui stesso chiede. Così, in questo caso, sostengo la libertà di scelta. Un esempio toccante in merito è quello del caso Welby, affetto da distrofia muscolare e paralizzato in un letto da anni. Tutto si è concluso tempo fa con l’approvazione, dopo lunghi dibattiti di carattere etico, alla sua disperata richiesta di staccare la spina. La Chiesa è ovviamente rimasta sulle sue idee, ritenendo questo atto completamente sbagliato. Così, alla domanda dei familiari perché fosse concesso a Welby di avere un funerale di rito cristiano, la Chiesa si è opposta e l’uomo ha avuto un funerale laico. Ricordiamo le parole di Camillo Ruini: &#60;&#60; Si tratta di suicidio, un atto intrinsecamente negativo e peccaminoso &#62;&#62;. Io rispetto questa idea, che può essere teologicamente corretta, ma condanno questo irrispettoso atto di ferma proibizione di un funerale cristiano, che Welby aveva il sacrosanto diritto di avere.<br />
Per quanto riguarda l’eutanasia passiva, la questione è decisamente differente. In questo caso mi sento di schierarmi tra i contrari, anche se non credo di avere i mezzi necessari per dare una mia ferma opinione. Fondamentalmente penso che non si debba avere la possibilità di decidere se lasciare in vita o uccidere una persona. Prendiamo ad esempio il caso di Eluana Englaro, già citato all’inizio. Sono anni che suo padre, Beppino Englaro, chiede di staccarle la spina. Vuole che ciò venga fatto priincipalmente per due motivi. Uno è quello che riguarda la sua situazione di come irreversibile, ed essendo incurabile il padre sostiene che sia giusto porre fine alle sue sofferenze. L’altro motivo, su cui vorrei focalizzare l’attenzione, sfocia da un’importante affermazione che Eluana fece vedendo un amico che si trovava in una situazione analoga alla sua, anche se meno grave: &#60;&#60;Se mai mi troverò nella sua condizione vi prego, uccidetemi&#62;&#62;. Ad un primo impatto questa frase viene interpretata come un chiaro volere della ragazza, una sua chiara opinione personale sull’argomento. Ma pensiamoci un attimo. Una persona qualsiasi, alla vista di un suo conoscente in un letto, immobile, che non dà segni di vita, non direbbe la stessa identica cosa? Qualcuno affermerebbe di volersi trovare nella stessa situazione? Io credo proprio di no.<br />
Penso che avere un certo pensiero dipenda dal punto di vista. Come possiamo essere così certi che Eluana, per tornare al nostro esempio, non voglia restare aggrappata alla vita, avendole magari dato un nuovo valore, un valore diverso? Inoltre non riesco a credere che sia un completo vegetale dato che, a detta dei medici, la sua vita è scandita in momenti di sonno e di veglia. Comunque sia, considerato che non ho i mezzi per descrivere a livello scientifico la sua situazione, mi limito a porre questa domanda: è giusto che qualcuno decida di uccidere qualcuno senza sapere con certezza il suo pensiero? Anche se ci fosse una minima percentuale di dubbio, preferirei non agire e rimanere nell’incertezza.</p>
<p>NB: Tema scolastico di terza liceo, pubblicato sul blog  a posteriori</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA["Welby, Eluana e mia madre. Così la fede è entrata in crisi" (di Michele Anselmi)]]></title>
<link>http://tritone52.wordpress.com/2009/02/17/carlo-verdone-eluan/</link>
<pubDate>Tue, 17 Feb 2009 20:11:21 +0000</pubDate>
<dc:creator>barberini52</dc:creator>
<guid>http://tritone52.wordpress.com/2009/02/17/carlo-verdone-eluan/</guid>
<description><![CDATA[CARLO VERDONE. Il celebre attore e regista racconta i  travagli della sua famiglia. In troppi casi, ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p class="MsoNormal">CARLO VERDONE. Il celebre attore e regista racconta i  travagli della sua famiglia. In troppi casi, sostiene, il Vaticano resta indietro e si mostra dogmatico. «Come me molti cattolici sono attraversati da dubbi», aggiunge, «e le chiese sono vuote». Nel prossimo film, sarà un prete alle prese con le debolezze umane.</p>
<p class="MsoNormal">
<p class="MsoNormal" style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://www.carloverdone.it/public/851BN-per-sito_400x300.jpg" alt="" width="280" height="210" /></p>
<p class="MsoNormal">
<p style="text-align:justify;">Domenica sera, ospite della trasmissione Tatami insieme al fratello Luca, Carlo Verdone ha fatto una dichiarazione importante. «Sono credente, ma devo riconoscere che alcuni fatti recenti stanno mettendo in crisi il mio rapporto con la Chiesa». Si riferiva alla vicenda di Eluana Englaro, allo scontro mediatico e politico da essa originato. Ma forse c&#8217;era qualcos&#8217;altro in ballo. Curiosi, noi del Riformista siamo andati a sfruculiarlo sul tema. Preso tra una riunione con gli sceneggiatori Francesca Marciano e Pasquale Plastino, i provini a Cinecittà per il nuovo film e un appuntamento dal dentista, ecco quanto ci ha detto il 58enne attore-regista romano.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Davvero, alla voce religione, qualcosa s&#8217;è rotto dentro di lei?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Ho semplicemente risposto a una domanda. Ma è vero, sono attraversato da un forte dubbio, il caso di quella povera ragazza ha aperto una discussione profonda, in me come in tante persone che conosco. Sento amici che stanno riflettendo sul testamento biologico. Ho cominciato a pensare al mio, sempre che facciano una legge decente. Capisco bene Peppino Englaro. In famiglia abbiamo vissuto una situazione simile, sia pure molto più breve nel tempo, ma egualmente tragica. Mia madre è rimasta per cinque-sei mesi in quella condizione. Nel suo caso era una malattia degenerativa cerebrale. Quando, dopo quattro anni di sofferenze, ha perso la lucidità, sprofondando nell&#8217;incoscienza, la famiglia è come implosa. Ci siamo sentiti inerti e inermi, un allarme ogni 15 secondi, un tormento continuo, sapendo che non c&#8217;era niente da fare.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>La Chiesa cosa c&#8217;entra?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Mi dispiace che un tema così delicato, cruciale, intimo, sia stato trattato dalla politica alla stregua di uno spot elettorale, come un modo per acquisire elettori cattolici e farlo proprio. Non ho ascoltato nulla di profondamente umano e misericordioso. Solo proclami. E ho sentito una Chiesa che parlava per dogmi. Credo di vivere la mia fede in modo serio e consapevole. Non sarò un praticante perfetto, ma dentro di me, tra mille errori, penso di fare del mio meglio. Sono un cattolico, un cattolico laico, trovo le risposte più convincenti nella mia religione. Ma sento di dover prestare attenzione a tutte le religioni che rispettano la vita umana, la dignità, l&#8217;armonia. Le dirò di più: se mio figlio volesse abbracciare la religione musulmana non porrei dei problemi, sempre che lo faccia con coscienza, senza fanatismo.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Strano sentirlo dire da lei: in fondo ha studiato al collegio &#8220;Nazareno&#8221;, forte impronta cattolica.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Se è per questo, ho studiato Storia delle religioni all&#8217;università di Roma. Non avessi fatto l&#8217;attore, sarei finito all&#8217;Istituto storico e religioso della Sapienza. Le ripeto: mi ritengo un buon cattolico. Ci sono domeniche in cui vado a messa, giorni in cui mi scopro a pregare, segretamente, dentro di me. Ho meditato a lungo sulla storia di Eluana. Certi pronunciamenti delle gerarchie ecclesiastiche mi sono parsi stridenti. Per non dire delle uscite di Berlusconi. Ma come si fa a parlare di &#8220;mestruazioni regolari&#8221;, di potenziale capacità procreativa? Per procreare cosa? Una donna non può essere ridotta a un utero. Eluana non era più la ragazza sorridente e attiva di quelle foto giovanili. Berlusconi e Napolitano avrebbero dovuto rispondere all&#8217;invito di papà Englaro, guardare in faccia alla realtà. Io ho visto mia madre ridursi a pesare 28 chili, con l&#8217;encefalogramma piatto, le sonde nella pancia, nel naso. Una mummia dentro un sarcofago egizio. Come altro chiamarlo se non il martirio di un corpo? Dovremmo avere più rispetto per il corpo di una persona che muore. Mi costa confessarlo, ma io non riuscivo più a entrare nella stanza di mia madre. Per questo non accetto che qualcuno, dagli alti scanni della politica, accusi la famiglia Englaro di essersi voluta liberare di una &#8220;scomodità&#8221;. Pazzesco.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Non ha risposto sulla Chiesa.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Noi Verdone veniamo da un&#8217;educazione cattolica. Siamo devoti, rispettosi. E tuttavia la Chiesa rischia di stare sempre due o tre passi indietro alla società. Lo so, è la sua forza, ma anche la sua debolezza. Vorrà dire o no qualcosa il fatto che le chiese si stiano svuotando? Rimangono i vecchi che sentono arrivare la morte, anche non credenti. Ma i giovani? I trenta-quarantenni? Non dico che il Vaticano debba cambiare opinione su temi delicati sul piano etico, ma vorrei che portasse le ragioni del suo magistero in un modo più confidenziale. Invece arrivano &#8217;sti dogmi affilati come spade! Se pontifichi sempre su tutto, alla fine viene meno la possibilità di replica. Per questo mi sembra interessante quanto ha scritto il cardinal Martini: un uomo che pone dilemmi cruciali con toni diversi, spesso con buon senso, al di là delle sovrastrutture. In lui ho percepito l&#8217;invito a vivere la fede in modo più semplice,quasi seguendo un&#8217;impronta francescana.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>C&#8217;è voluta la morte di Eluana Englaro perché lei fosse toccato dal dubbio?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">In verità, i primi dubbi arrivarono con la questione Welby. Lui fece bene a trasformare il proprio corpo in testimonianza, a battersi in prima persona per rivendicare un legittimo diritto. Anche lì il Vaticano sbagliò a non permettere i funerali in chiesa. Il bandito della Magliana sì, perché t&#8217;ha dato i soldi, Welby no. Due pesi e due misure. Non dimentichiamo la parabola del povero Galilei. Solo l&#8217;altro ieri la Chiesa gli ha dedicato una messa di risarcimento, celebrata da monsignor Ravasi. Bene, ma sono arrivati un po&#8217; tardi, no? Allora mi chiedo: dove sta la pietas? Non c&#8217;è. Poi, certo: serve una legge rigorosa e scrupolosa. Ma quando c&#8217;è una morte cerebrale che dura così tanto, diciassette anni, hai voglia ad attendere il miracolo.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Dica la verità: è anche per questo che nel prossimo film, starring Laura Chiatti, ha scelto di far la parte di un prete?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">No, l&#8217;idea nasce prima. Nei miei film mi sono spesso divertito a incarnare dei sacerdoti, ma erano macchiette, sketch. Qui è diverso. In Io, loro e Lara, che inizio a girare ad aprile tra Roma e l&#8217;Africa, sarò un prete molto particolare: con dei problemi, visto e raccontato come un uomo normale esposto ai cedimenti. Accade al novanta per cento dei preti. Ma non pensi alla storia d&#8217;amore con la bella bionda. Sarebbe troppo banale. Ero stufo di interpretare personaggi borghesi, volevo misurarmi con qualcosa di diverso, una commedia quasi di impianto teatrale. Sarà un Verdone nuovo, niente accenti dialettali. È il box office che ci frega. Ma se non provi a fare qualcosa di diverso, sia pure nel solco della commedia, alla fine passa la voglia di continuare.<br />
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<p style="text-align:justify;"><strong>E la politica? Si sente ancora vicino al Pd?</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Fatico ad avere riferimento politici. Non mi ritrovo negli schieramenti in campo. Siamo partiti dalla vicenda Englaro: e allora le dico che non m&#8217;è piaciuto nessuno. Si respirava un&#8217;aria da riunione condominiale. Sento in giro una non-cultura che porta dritta alla cultura dell&#8217;intolleranza. Ma con un&#8217;avvertenza: se alcuni romeni vengono qui a delinquere, un motivo c&#8217;è. Il carcere non è mai una certezza in Italia. Vale per gli stupratori. E pure per chi fa bancarotta fraudolenta. Siamo in Italia: l&#8217;indulgenza plenaria non si nega a nessuno.</p>
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