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	<title>wojtyla &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
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	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "wojtyla"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 14:07:01 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Wojtyla, il Papa che ha fallito ]]></title>
<link>http://ideeriformate.wordpress.com/2009/09/16/wojtyla-il-papa-che-ha-fallito/</link>
<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 22:02:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>calvinus86</dc:creator>
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<description><![CDATA[La situazione della Chiesa Cattolica è seria. Il Papa è gravemente malato e merita ogni compassione.]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>La situazione della Chiesa Cattolica è seria. </strong>Il Papa è gravemente malato e merita ogni compassione. Ma la Chiesa deve vivere. Per questo, nella prospettiva di un&#8217; elezione papale, ha bisogno di una diagnosi, di una sincera analisi svolta dal suo interno. Delle terapie si potrà discutere dopo.</p>
<p><strong>Gli oltre venticinque anni di Pontificato di Karol Wojtyla</strong> sono stati una conferma delle critiche che già avevo espresso dopo un anno del suo Pontificato. Secondo la mia opinione, egli non è il Papa più grande ma il più contraddittorio del XX secolo. Un Papa dalle molte, grandi doti, e dalle molte decisioni sbagliate! La sua «politica estera» ha preteso da tutto il mondo conversione, riforma, dialogo. Però, in tutta contraddizione, la sua «politica interna» ha puntato alla restaurazione dello status quo ante Concilium, a impedire le riforme, al rifiuto del dialogo intra- ecclesiastico e al dominio assoluto di Roma. Questa contraddizione si evidenzia in undici ambiti problematici. Riconoscendo gli aspetti positivi di questo Pontificato, mi concentrerò quindi sui suoi aspetti critici e contraddittori.</p>
<p><em>Prima contraddizione. </em><br />
<strong>Giovanni Paolo II predica i diritti degli uomini</strong> all&#8217; esterno ma li ha negati all&#8217; interno, cioè ai vescovi, ai teologi e soprattutto alle donne.<br />
Il Vaticano, un tempo nemico convinto dei diritti dell&#8217; uomo ma ben disposto oggi a immischiarsi nella politica europea, continua a non poter sottoscrivere la Dichiarazione dei Diritti dell&#8217; Uomo del Consiglio d&#8217; Europa: troppi canoni del diritto ecclesiastico romano, assolutistico e medioevale, dovrebbero prima essere modificati. La separazione dei poteri, principio fondamentale del diritto moderno, è sconosciuta alla Chiesa Cattolica romana, nel cui comportamento non vi è nessuna lealtà: nei casi di disputa l&#8217; autorità vaticana funge nel contempo da legislatore, accusa e giudice.</p>
<p><em>Seconda contraddizione.</em><br />
<strong>Grande ammiratore di Maria,</strong> il Wojtyla predica gli ideali femminili, vietando però alle donne la pillola e negando loro l&#8217; ordinazione.<br />
Per molte donne cattoliche tradizionali (soprattutto le donne appartenenti a ordini religiosi), l&#8217; aspetto più apprezzato di questo Papa è il suo respingere le donne moderne, in quanto le ha escluse da tutte le consacrazioni più importanti e considera la contraccezione appartenente alla «cultura della morte ». Tuttavia, molte delle donne che partecipano alle manifestazioni di massa del Papa, rifiutano la dottrina papale che si oppone ai metodi contraccettivi.</p>
<p><em>Terza contraddizione. </em><br />
<strong>Questo Pontefice predica contro la povertà di massa</strong> e l&#8217; indigenza nel mondo ma, al tempo stesso, con la sua posizione in merito al controllo delle nascite e all&#8217; esplosione demografica, si è reso colpevole di questa indigenza.<br />
In occasione dei suoi numerosi viaggi e anche di fronte alla Conferenza delle Nazioni Unite su Popolazione e Sviluppo tenutasi al Cairo nel 1994, questo Papa ha preso posizione contro l&#8217; uso della pillola e del profilattico e, pertanto, potrebbe essere ritenuto responsabile più di qualsiasi uomo di Stato della crescita demografica incontrollata in alcuni Paesi e del dilagare dell&#8217; Aids in Africa.</p>
<p><!--more--></p>
<p><em>Quarta contraddizione.</em><br />
<strong>Karol Wojtyla propaganda una figura sacerdotale maschile</strong> caratterizzata dal celibato ed è, quindi, il principale responsabile della catastrofica carenza di sacerdoti, del collasso dell&#8217; assistenza spirituale in molti Paesi e dello scandalo della pedofilia nel clero, ormai venuto alla luce.<br />
Agli uomini che si sono dichiarati pronti al servizio sacerdotale nelle comunità viene proibito il matrimonio. Questo è solo un esempio di come anche questo Papa abbia ignorato la dottrina della Bibbia e la grande tradizione cattolica del primo Millennio in cui non vi era alcuna legge sul celibato per i sacerdoti. I quadri si sono ridotti, il reclutamento è fermo e fra poco, non solo nell&#8217; area di lingua tedesca, quasi due terzi delle parrocchie rimarranno senza sacerdote e la stessa celebrazione domenicale dell&#8217; eucarestia non potrà più essere assicurata, nemmeno con l&#8217; importazione di parroci e il raggruppamento delle parrocchie in «unità spirituali». Il clero fedele al celibato è dunque in crescente pericolo di estinzione. Gli scandali della pedofilia verificatisi dagli Stati Uniti all&#8217; Austria hanno inoltre gravemente danneggiato la sua credibilità, portando sull&#8217; orlo della bancarotta grandi diocesi negli Stati Uniti.</p>
<p><em>Quinta contraddizione.</em><br />
<strong>Il Papa polacco ha praticato un numero elavatissimo di canonizzazioni,</strong> ma al tempo stesso ha ignorato l&#8217; inquisizione attuata nei confronti di teologi, sacerdoti e membri di ordini malvisti dalla Chiesa.<br />
I devoti, strumentalizzati politicamente e commercialmente con spese ingenti e conseguenti profitti per la Curia, sono soprattutto pie suore, fondatori di ordini religiosi o Papi come l&#8217; antidemocratico, antisemita, autoritario Papa Pio IX (controbilanciati dalla canonizzazione di Giovanni XXIII). Devoti sono divenuti anche l&#8217; imperatore asburgico Carlo I e il ben poco pio fondatore dell&#8217; Opus Dei Josémaria Escrivá.<br />
Uomini e donne (anche donne appartenenti a ordini religiosi) che si sono distinti, per il loro pensiero critico e per la loro energica volontà di riforme, sono stati invece trattati con metodi da Inquisizione. Come Pio XII fece perseguitare i più importanti teologi del suo tempo, allo stesso modo si comportano Giovanni Paolo II e il suo Grande Inquisitore Ratzinger con Schillebeeckx, Balasuriya, Boff, Bulányi, Curran, Fox, Drewermann e anche il Vescovo di Evreux Gaillot e l&#8217; Arcivescono di Seattle Huntington. Nella vita pubblica mancano oggi intellettuali e teologi cattolici della levatura della generazione del Concilio. Questo è il risultato di un clima di sospetto, che circonda i pensatori critici di questo Pontificato. I vescovi si sentono governatori romani invece che servitori del popolo della Chiesa. E troppi teologi scrivono in modo conformista oppure tacciono.</p>
<p><em>Sesta contraddizione. </em><br />
<strong>Il Papa elogia spesso e volentieri gli ecumenici,</strong> ma al tempo stesso ha pesantemente compromesso i rapporti con le Chiese ortodosse e con quelle riformiste ed evita il riconoscimento dei suoi funzionari e dell&#8217; eucarestia.<br />
Il Papa avrebbe dovuto consentire , come suggerito in molti modi dalle commissioni di studio ecumeniche e come praticato direttamente da tanti parroci , le messe e l&#8217; eucarestia nelle Chiese non cattoliche e l&#8217; ospitalità eucaristica.Avrebbe anche dovuto ridurre l&#8217; eccessivo potere esercitato dalla Chiesa nei confronti delle Chiese dell&#8217; Est e delle Chiese riformiste e avrebbe dovuto rinunciare all&#8217; insediamento dei Vescovi romano- cattolici nelle zone delle Chiese russe- ortodosse. Avrebbe potuto, ma non ha mai voluto. Ha voluto invece mantenere e ampliare il sistema di potere romano. La politica di potere e di prestigio del Vaticano è stata mascherata da discorsi ecumenici pronunciati dalla finestra di Piazza San Pietro, da gesti vuoti e da una giovialità del Papa e dei suoi cardinali che cela in realtà il desiderio di «sottomissione» della Chiesa dell&#8217; Est sotto il primato romano e il «ritorno» dei protestanti alla casa paterna romano-cattolica.</p>
<p><em>Settima contraddizione. </em><br />
<strong>Come Vescovo suffraganeo e poi Arcivescovo di Cracovia,</strong> Karol Wojtyla ha preso parte al Concilio Vaticano II. Una volta diventato Papa, ha però disprezzato la collegialità del Pontefice con i Vescovi decretata proprio al Concilio.<br />
Questo Pontefice ha più volte dichiarato la sua fedeltà al Concilio, per poi tradirlo nei fatti attraverso la sua «politica interna». I termini conciliari come «aggiornamento, dialogo, collegialità e apertura ecumenica» sono stati sostituiti da parole quali «restaurazione, magistero, obbedienza, ri-romanizzazione ». Il criterio per la nomina dei Vescovi non è affatto lo spirito del Vangelo e l&#8217; apertura mentale pastorale, bensì la fedeltà assoluta verso la condotta romana. I sostenitori del Papa tra i vescovi di lingua tedesca come Meisner, Dyba, Haas, Groer e Krenn sono solo gli sbagli più eclatanti di questa politica pastorale devastante, la quale fa pericolosamente scivolare in basso il livello morale e intellettuale dell&#8217; episcopato. Un episcopato reso ancor più mediocre, rigido, conservatore e servile, è forse l&#8217; ipoteca più pesante di questo lunghissimo Pontificato.</p>
<p><em>Ottava contraddizione. </em><br />
<strong>Questo Papa ha cercato il dialogo con le religioni del mondo,</strong> ma contemporaneamente ha disprezzato le religioni non cristiane definendole «forme deficitarie di fede».<br />
In occasione dei suoi viaggi o «preghiere di pace», il Papa ha radunato con piacere attorno a sé dignitari di altre chiese e religioni. Non vi erano tuttavia molte tracce reali della sua preghiera teologica. Anzi, il Papa si è presentato in sostanza come un «missionario » di vecchio stampo.</p>
<p><em>Nona contraddizione. </em><br />
<strong>Il Papa polacco ha assunto la funzione di rappresentante</strong> della fede in un&#8217; Europa cristiana, ma il suo ingresso trionfale e la sua politica reazionaria hanno involontariamente favorito l&#8217; inimicizia nei confronti della Chiesa, se non addirittura l&#8217; avversione contro il Cristianesimo stesso.<br />
La campagna di evangelizzazione del Papa, il cui punto centrale è rappresentato da una morale sessuale ben poco adeguata ai tempi, ha discriminato soprattutto le donne: quelle che in questioni controverse, quali la contraccezione, l&#8217; aborto, il divorzio, l&#8217; inseminazione artificiale hanno dimostrato di avere opinioni diverse da quelle della Chiesa, sono state definite portatrici di una «cultura della morte». Attraverso interventi politici, come è accaduto in Germania contro il Parlamento e l&#8217; episcopato nel caso del conflitto sul tema della gravidanza , , la Curia romana ha dato l&#8217; impressione di rispettare poco la separazione giuridica tra Stato e Chiesa. Il Vaticano cerca (attraverso il gruppo parlamentare del Partito Popolare europeo) di esercitare delle pressioni anche sul Parlamento Europeo, incentivando l&#8217; ingaggio di osservatori particolarmente vicini alle idee di Roma per questioni relative alla legislazione sull&#8217; aborto. Invece di farsi ovunque fautrice di soluzioni ragionevoli che consentano la mediazione, la Curia romana con i suoi proclami acutizza di fatto a livello mondiale la polarizzazione tra oppositori e sostenitori dell&#8217; aborto, moralisti e libertini.</p>
<p><em>Decima contraddizione. </em><br />
<strong>Come carismatico comunicatore e «star» mediatica, </strong>questo Papa fino alla sua veneranda età ha fatto presa in particolare sui giovani, ma si è appoggiato soprattutto ai «nuovi movimenti» di origine italiana, all&#8217; Opus Dei di casa in Spagna e a un pubblico acritico e fedele del Pontefice. Tutto ciò è sintomatico del rapporto del Papa con la laicità e della sua incapacità di dialogare con un pubblico critico.<br />
I grandi raduni mondiali dei giovani sostenuti a livello regionale e internazionale, sotto la sorveglianza della gerarchia dei nuovi movimenti laici (Focolare, Comunione e Liberazione, St. Egidio, Legionari di Cristo, Regnum Christi, etc.), hanno attirato e attirano centinaia di migliaia di giovani. Molti di essi volonterosi, troppi del tutto acritici. Il carisma personale di Wojtyla è quasi più importante dei contenuti da lui trasmessi. Le domande che i giovani avevano posto al Papa e che, in occasione del suo primo viaggio in Germania, lo avevano messo in serio imbarazzo, in seguito non sono state più consentite. Le associazioni cattoliche di giovani, che non si trovano sulla linea del Vaticano, vengono disciplinate e messe alla fame dall&#8217; ordine romano attraverso il ritiro di finanziamenti da parte dei vescovi locali. Inoltre viene messa in discussione la fiducia un tempo accordata all&#8217; ordine dei gesuiti: prediletti dai Papi precedenti, ora vengono percepiti come sabbia negli ingranaggi della politica di restaurazione del Papa a causa delle loro qualità intellettuali, dei loro teologi critici e delle opzioni teologiche di liberazione. Invece Karol Wojtyla, già ai tempi in cui era ancora arcivescovo di Cracovia, concesse la piena fiducia all&#8217; associazione segreta Opus Dei, potente sia dal punto di vista finanziario che in termini di influenze, ma antidemocratica e in passato compromessa con regimi fascisti.</p>
<p><em>Undicesima contraddizione. </em><br />
<strong>Giovanni Paolo II ha offerto nel 2000 una pubblica confessione</strong> dei peccati per gli errori della Chiesa nel passato, senza però trarne alcuna conseguenza pratica.<br />
La confessione dei peccati ampollosa e barocca inscenata a San Pietro per gli errori della Chiesa è rimasta vaga e ambigua. Il Papa ha chiesto perdono solo per gli errori dei «figli e delle figlie della Chiesa» ma non per quelle del «Santo Padre», per quelle della Chiesa stessa e dei gerarchi presenti. Il Papa non ha mai preso posizione in merito agli intrighi delle varie sedi della Curia in affari mafiosi e ha contribuito più all&#8217; occultamento che alla rivelazione di scandali e crimini (Banca Vaticana, il «suicidio» di Guido Calvi, l&#8217; omicidio avvenuto nell&#8217; ambiente del corpo delle guardie svizzere&#8230;). Anche con la rivelazione degli scandali della pedofilia dei clericali, il Vaticano è stato straordinariamente titubante. Nonostante alcune richieste, il Papa non ha mai dato udienza ad alcuna vittima. Anzi, ha riempito di elogi un insigne criminale nel corso di una fastosa cerimonia al Vaticano: il messicano Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo (500 sacerdoti e 2.000 seminaristi) e del movimento laico Regnum Christi, diventato ormai concorrente ancora più conservatore dell&#8217; Opus Dei.</p>
<p><em>Conclusioni.</em><br />
<strong>Per la Chiesa cattolica questo Pontificato si rivela,</strong> nonostante i suoi aspetti positivi, una grande speranza delusa, in fin dei conti un disastro, perché Karol Wojtyla, con le sue contraddizioni, ha profondamente polarizzato la Chiesa, allontanando i suoi innumerevoli uomini e gettandoli in una crisi epocale.<br />
Contro tutte le intenzioni del Concilio Vaticano II, il sistema romano medioevale , un apparato di potere caratterizzato da tratti totalitari , è stato restaurato grazie a una politica personale e dottrinale tanto astuta quanto spietata: i vescovi sono stati uniformati, i padri spirituali sovraccaricati, i teologi dotati di museruola, i laici privati dei diritti, le donne discriminate, le iniziative popolari dei sinodi nazionali e delle chiese ignorati. E poi ancora scandali sessuali, divieti di discussione, dominio liturgico, divieto di predica per i teologi laici, esortazione alla denuncia, impedimento dell&#8217; eucarestia. Di tutto questo è forse colpevole «il mondo»?</p>
<p><strong>La grande credibilità della Chiesa Cattolica,</strong> cioè quella ottenuta da Giovanni XXIII e dal Concilio Vaticano II, ha lasciato il posto a una vera e propria crisi della speranza. Questo è il risultato della profonda tragicità personale di questo Papa: la sua idea cattolica di stampo polacco (medioevale, controriformista e antimoderna), in qualità di Pontefice Karol Wojtyla l&#8217; ha voluta portare anche nel resto del mondo cattolico. Si è però verificato il contrario di ciò che egli sperava: la Polonia stessa è stata travolta dal moderno sviluppo secolare e, dopo la sostituzione dell&#8217; alleanza elettorale in carica fino al 2001, Solidarnosch, si appoggia sempre meno alle idee di fede e di morale promosse dal Pontefice.</p>
<p><strong>Quando verrà il momento,</strong> il nuovo Papa dovrà decidere di affrontare un cambio di rotta e dare alla Chiesa il coraggio di nuove spaccature, recuperando lo spirito di Giovanni XXIII e l&#8217; impulso riformistico del Concilio Vaticano II. «Videant consules», i consoli vogliano fare in modo che la Repubblica non subisca danni, si diceva nell&#8217; antica Roma. «Videant cardinales», i cardinali vogliano fare in modo, si dovrebbe dire nella Roma di oggi, che la Chiesa non subisca danni.</p>
<p>(Traduzione del Gruppo Logos)</p>
<p>Hans Küng (teologo cattolico &#8220;dissidente&#8221;)</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Chavez a Venezia: l’Italia continua a dare scandalo.   ]]></title>
<link>http://latinoamericana.wordpress.com/2009/09/09/chavez-a-venezia-l%e2%80%99italia-continua-a-dare-scandalo/</link>
<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 21:35:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>latinoamericana</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ho letto i periodici on-line e ho visto le immagini della sfilata del presidente Hugo Chavez e del r]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Ho letto i periodici on-line e ho visto le immagini della sfilata del presidente Hugo Chavez e del regista americano Oliver Stone al festival del cinema di Venezia. Un senso di indignazione mi ha soffocato, fino a togliermi il respiro dalla rabbia. Cerco quindi di vomitare in maniera composta, tutto il disprezzo per quella sceneggiata sul tappeto rosso, che poteva avere come sfondo solo il paesaggio italiano. D&#8217;altronde è ben nota la nostra propensione ad adorare i gorilla sudamericani, da Karol Józef Wojtyła, o per i più superstiziosi Giovanni Paolo II, capo di Stato e forse la più importante e influente figura spirituale del secolo scorso, che , nel 1993, stringeva calorosamente la mano insanguinata di Augusto Pinochet, il dittatore del Cile, e scriveva senza pudore <em>«Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa, Signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione delle loro nozze d&#8217;oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine, con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipoti, una benedizione apostolica speciale. Giovanni Paolo II.»</em> ricordando la visita pastorale organizzata da Sodano nel ‘78 a Santiago del Cile <em>«il compito di far pervenire a Sua Eccellenza e alla sua distinta sposa l&#8217;autografo pontificio qui accluso, come espressione di particolare benevolenza. Sua Santità conserva il commosso ricordo del suo incontro con i membri della sua famiglia in occasione della sua straordinaria visita pastorale in Cile, l&#8217;espressione della mia più alta e distinta considerazione»</em>; citiamo anche il sodalizio che unisce Silvio Berlusconi, il nostro pluricondannato corrotto premier italiano, con i criminali di guerra Vladimir Putin e George W. Bush jr.; il riconoscimento a Cavaliere di Gran Croce decorato di Gran Cordone Ordine al Merito della Repubblica Italiana che il democristiano Giuseppe Pella nel 1953 conferisce all’allora dittatore del Venezuela Marcos Pérez Jimenez; la loggia massonica italiana P2 che manovrò il golpe in Argentina del 1976, nell’ambito dei terribili misfatti della <em>Guerra sucia</em> (la guerra sporca), come è meglio nota da quelle parti, con 30 mila <em>desaparecidos</em> che vennero imprigionati, torturati e barbaramente uccisi. Per finire si dovrebbe menzionare che il nuovo pupazzo americano alla presidenza, forzata, dell’Honduras, Roberto Micheletti, ha il suo bel passaporto italiano. Se le cose andassero male, là nel centro America, certamente noi saremo pronti ad accoglierlo.</p>
<p>Ma l’Italia si sa, è un paese dalla memoria corta, dove la delinquenza, la corruzione, l’immoralità, l’ingiustizia, l’iniquità, la scorrettezza, la slealtà, la dissolutezza, la doppiezza, la falsità, la frode, l’illegalità, la malafede, la perdizione, la prevaricazione, il vizio, la criminalità,  l’inganno, il tradimento, la depravazione, il peccato, l’illecito, la malversazione, il malcostume, sono tutti sinonimi di “italianità”. Non ci ricordiamo di essere un paese democratico, finché non perdiamo la possibilità di votare, e i fasti che il genio della nostra terra ha donato al mondo non ci appartengono più ormai. La progenie dei Romani, del rinascimento, dei grandi pensatori del meridione, dei santi e dei navigatori non vive neanche di quella luce riflessa. L’Italia di oggi si agita in una baraonda che è solo un brutto riflesso di quei tempi andati. Questo paese che è in coma, è già pronto al lutto, e lo si vede ad esempio in queste occasioni, nella fastosa e gioiosa accoglienza che ha abbracciato il dittatore del Venezuela Hugo Chavez. Lì sul tappeto rosso, nell’incontro con un’altra divertente figura retorica, il comunista americano Oliver Stone, ci siamo dimenticati che i dittatori di qualsiasi bandiera non si possono e non si debbono mistificare. I periodici italiani, con mia somma delusione e sorpresa, non si sono neanche sprecati a chiedersi da dove spuntassero quelle festanti bandiere rosse di benvenuto, visto che l’aria in Italia ora è ben diversa, e tira da tutt’altro fronte, ma la cosa più scandalosa è che non hanno neanche accennato alla marcia mondiale del 4 settembre conto Chavez e alla schiavitù della fame che soffoca il popolo venezuelano. Perché Chavez è un dittatore?</p>
<p>Il presidente del Venezuela, sta cambiando a suo favore la costituzione, ha un parlamento con un unico partito rappresentato, il PSUV; ha nazionalizzato tutte le imprese e su tutti specialmente quelle petrolifere, cosa che ha portato lo Stato a non avere più entrate dalle imposte, e a sobbarcarsi l’enorme spesa sociale, quindi per dirla breve l’inflazione è alle stelle, fare la spesa è impossibile, perché la moneta non ha potere d’acquisto, di conseguenza vivere è un’ardua sfida. Perché Oliver Stone non apre un bel conto corrente presso una qualsiasi banca nazionalizzata in Venezuela? Penso perché sa bene che non ci troverebbe più un soldo in quei buchi neri.</p>
<p>Anche il vero spirito del socialismo, cioè il riscatto dei più deboli e dei più poveri, è stato totalmente tradito da una politica che favorisce il fenomeno delle<em> invasiones </em>(invasioni): le famiglie con scarse risorse e senza reddito, che necessitano una abitazione, per avere una terra dove stabilirsi ed erigere una edificazione che funga da dimora, con regolarità, invadono terreni. Per esercitare questa azione si raggruppano, d’altronde questo è l’espediente che di fronte alle avversità, i poveri adottano per cercare di alleviare le proprie penurie. Il governo alimenta questo fenomeno e i <em>barrios</em> (quartieri più poveri) crescono a dismisura ai margini delle città, oltre il 40% della popolazione venezuelana e sudamericana in generale vive in queste condizioni di estremo disagio.</p>
<p>Per questo Chavez è un dittatore. Ho molto altro materiale sul quale il signor Oliver Stone potrebbe documentarsi, o forse questo è sufficiente?</p>
<p><em>autore: Latinoamericana</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[]]></title>
<link>http://annateatralska.wordpress.com/2009/09/04/76/</link>
<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 22:23:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>AnnaTeatralska</dc:creator>
<guid>http://annateatralska.wordpress.com/2009/09/04/76/</guid>
<description><![CDATA[Tylko dla wtajemniczonych (Tryptyk Stanisławowy). Ciekawe miejsce, ciekawy temat, ciekawe ilu osobom]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><strong>Tylko dla wtajemniczonych (</strong><strong>Tryptyk Stanisławowy).</strong></p>
<p>Ciekawe miejsce, ciekawy temat, ciekawe ilu osobom się podobało&#8230;</p>
<p>W każdym razie Duchowieństwo (Dziwisz, Macharski) biło brawo na stojąco, a reszta wstała raczej z gombrowiczowskiego musu (oni wstają, to jak tu nie wstać), bez większego entuzjazmu.</p>
<p>W Katedrze Wawelskiej obok grobu św. Stanisława przywołana została historia o zabiciu biskupa Stanisława przez Bolesława Śmiałego. Jak napisano w tytule, było to misterium słowa-czyli tajemnica, rzecz dla wtajemniczonych. Tym mniej obeznanym z historią i literaturą pozostało wsłuchiwać się w piękno języka i skrzypieć niewygodną ławką. Mało się tu grało (jeśli już to stacjonarnie, przy pulpicie), a dużo czytało.</p>
<p>Niezły był Jerzy Trela jako Król-Duch Słowackiego kuszony przez piękną mieszczankę (Dorota Segda) i rewelacyjny – opętany koniecznością zabicia biskupa Grzegorz Mielczarek jako Bolesław Śmiały z rapsodu Wyspiańskiego. To była najlepsza chwila podczas tego widowiska – poruszająca i pozwalająca zrozumieć pobudki i stan Śmiałego. Reszta – to jest aktorzy dyskutujący nad racjami w sporze między królem i biskupem, chór, biskup i  aktor interpretujący dramat Wojtyły – mało poruszała i mało wyjaśniała. Słowa miały rzecz jasna swoją moc, ale brakowało formy. Jak ja nienawidzę jak aktorzy nie grają, patetycznie czytają ubrani w garnitury (jakby ktoś pytał – kostiumy Marek Braun. Ale kostium to miała na sobie tylko Segda, reszta &#8211; garniaki:P ). Czy kostiumy, rekwizyty i ruch nie pasują do kościoła czy do tekstów? Czyżby rozbiło się o uszanowanie miejsca, czyżby to było grane pod srebrną trumnę Stanisława? Pod koniec troszkę mi się przysło, słuchając głosu zabitego biskupa (koleżanka przestała skrzypieć, bo omdlała ze znudzenia).</p>
<p>Generalnie wywnioskowałam jednak, że w kwestii „na glebę naszej wolności pada miecz i krew. Co przeważy?”, dotyczącej moralnej przewagi jednej ze stron, zwycieża Stanisław, który na sądzie ostatecznym spotka i przeżegna Śmiałego.   Ale mam wrażenie, że puenta mogła mi umknąć. Jakby ktoś mógł podrzucić to jest szansa jeszcze jutro. Bilety są po 20 zł ulgowe, a normalne po 30zł. Ale i tak lepiej kupić wejściówkę za 10zł. Polecane dla tych, którzy chcieliby sobie posiedzieć w Katedrze Wawelskiej podczas gdy siedzący obok Jerzy Trela czytałby im fragmenty wymienionych w tytule.  I tych, którzy chcą uczcić 200. rocznicę urodzin Słowackiego.</p>
<p>Więcej na http://www.sezony.teatralne.krakow.pl/Textpage/festival-page/idElement/118</p>
<p><strong>Tryptyk Stanisławowy Słowacki-Wyspiański-Wojtyła Misterium słowa</strong></p>
<p><strong>Scenariusz: Tadeusz Malak, Jacek Popiel Reż. Tadeusz Malak,</strong></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Wojtyla, maestro di montagna ]]></title>
<link>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/08/12/wojtyla-maestro-di-montagna/</link>
<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 16:38:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>sottoosservazione</dc:creator>
<guid>http://sottoosservazione.wordpress.com/2009/08/12/wojtyla-maestro-di-montagna/</guid>
<description><![CDATA[Infaticabile camminatore. Pronto a cogliere le bellezze della natura in ogni loro sfumatura, dal fas]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><div><span id="_ctl0_MasterContent_Contenuto"><img class="alignleft size-full wp-image-4543" title="A2F26UBCAYK6Y6JCARABMQQCAFVEBF9CAFDKQVFCAG509K6CAYMASI8CAONM036CA2BDQG4CAUJQWULCAA75UC8CAYL5R9YCAD140CPCA23WOKDCAFFEIJBCAR8CJ6UCABLDHGACA6U2YXLCAOBAZEM" src="http://sottoosservazione.wordpress.com/files/2009/08/a2f26ubcayk6y6jcarabmqqcafvebf9cafdkqvfcag509k6caymasi8caonm036ca2bdqg4caujqwulcaa75uc8cayl5r9ycad140cpca23wokdcaffeijbcar8cj6ucabldhgaca6u2yxlcaobazem.jpg" alt="A2F26UBCAYK6Y6JCARABMQQCAFVEBF9CAFDKQVFCAG509K6CAYMASI8CAONM036CA2BDQG4CAUJQWULCAA75UC8CAYL5R9YCAD140CPCA23WOKDCAFFEIJBCAR8CJ6UCABLDHGACA6U2YXLCAOBAZEM" width="131" height="106" />Infaticabile camminatore. Pronto a cogliere le bellezze della natura in ogni loro sfumatura, dal fascino di un ghiacciaio al rumore di un ruscello fino al profumo dei prati. Con lo sguardo proteso verso l’alto e la mente immersa nella contemplazione del Mistero che si manifesta nella realtà. Chi camminava con lui faceva esperienza concreta di quanto la montagna sia maestra di vita. Così viene descritto Giovanni Paolo II da uno che ha camminato al suo fianco in molte occasioni durante le vacanze trascorse in Valle d’Aosta. Alberto Maria Careggio, che dal 2004 è vescovo di Ventimiglia-Sanremo, all’epoca era il sacerdote incaricato di curare l’organizzazione dei soggiorni papali nella regione. Un’esperienza che è rimasta indelebilmente impressa nella sua memoria di uomo e di appassionato di montagna.<!--more--><br />
  <br />
Partenza di buon mattino, silenzio assoluto per almeno mezz’ora, dedicato alla preghiera e alla meditazione, col Papa che sgranava la corona del rosario tra le mani. E poi su, sempre più su, senza soste, fino alla meta: un rifugio, una cima, un punto panoramico. «Papa Wojtyla era una sintesi vivente di azione e contemplazione – ricorda monsignor Careggio –. La fatica non lo impensieriva, abbiamo fatto gite che sono durate anche dieci ore. Anzi, più di una volta ci chiese di prolungare l’itinerario che era stato programmato per raggiungere un luogo che l’aveva colpito durante l’ascensione: ’Possiamo salire fin lassù?’. Quando s’incontrava qualcosa di affascinante non usava espressioni banali (’che bello…’): ti fissava negli occhi con quel suo sguardo profondo e luminoso, poi ti invitava a guardare insieme a lui. Camminando al suo fianco c’era sempre molto da imparare: era un maestro della montagna».</p>
<p>Il rapporto di Wojtyla con le terre alte risale agli anni della sua giovinezza quando, appena ordinato sacerdote, in Polonia accompagnava gli studenti universitari sui Tatra. È nota la sua passione per lo sci e per l’esercizio fisico, che ne aveva fatto il simbolo di una &#8220;corporeità&#8221; senza precedenti ai vertici della Chiesa. E sull’argomento è intervenuto più volte, con parole da cui trapelava la sua grande passione. Dopo avere recitato l’Angelus l’11 luglio 1999, in occasione del suo settimo soggiorno nella Vallée, Giovanni Paolo II pronunciò alcune frasi che dovrebbero sempre accompagnare i turisti che trascorrono le vacanze in quota, perché suggeriscono in maniera semplice e profonda lo &#8220;sguardo&#8221; da avere quando si ha la fortuna di gustare le bellezze della natura: «Ogni volta che ho la possibilità di recarmi in montagna e di contemplare questi paesaggi, ringrazio Dio per la maestosa bellezza del creato. Lo ringrazio per la sua stessa Bellezza, di cui il cosmo è come un riflesso, capace di affascinare gli uomini e attirarli alla grandezza del Creatore. La montagna, in particolare, non solo costituisce un magnifico scenario da contemplare, ma quasi una scuola di vita. In essa si impara a faticare per raggiungere una meta, ad aiutarsi a vicenda nei momenti di difficoltà, a gustare insieme il silenzio, a riconoscere la propria piccolezza in un ambiente maestoso».</p>
<p>Preghiera, contemplazione, silenzio, fatica. Ma anche il piacere della musica e del canto, commenta Careggio, che anni fa ha fissato i suoi ricordi nel libro &#8220;L’uomo delle alte vette&#8221;: «Un giorno, dopo avere mangiato in una radura sulla via del ritorno da un’escursione, il Santo Padre andò a riposare sotto una tenda che era stata preparata per lui. Insieme agli uomini della vigilanza pontificia abbiamo intonato alcuni canti di montagna. Si avvicina Camillo Cibin, responsabile della vigilanza, e ci chiede di abbassare il tono della voce ’perché Sua Santità deve riposare’. Noi, per rispetto, ci siamo zittiti del tutto. Dopo un po’ arriva il Papa e ci chiede, sorridendo: ’Ma perché avete smesso di cantare?’. Amava molto le canzoni di montagna: quando si era sulla via del ritorno di qualche gita don Stanislao, il segretario, faceva ascoltare dei cd con brani eseguiti da qualche coro».</p>
<p>La montagna rimane nel suo cuore anche quando il fisico vacilla. Nell’aprile del 1994 Wojtyla cade di notte nel suo appartamento in Vaticano e si rompe il femore destro. Resterà claudicante e comincerà ad appoggiarsi al bastone. «Quell’anno il soggiorno valdostano venne posticipato ad agosto – ricorda Careggio – e in quell’occasione ho potuto ammirare la sua tenacia. La prima passeggiata, se così si può dire, non fu più lunga di cento metri, ma quando si rese conto che poteva di nuovo mettere i piedi su terreni sconnessi e non solo su un pavimento di casa, fu come se si riconciliasse con una parte di sé, quella del ’montanaro’. Mi guardò e disse:’Don Alberto, hai un Papa zoppo’. E io gli risposi: ’Santità, è vero, il Papa è zoppo, ma fa camminare la Chiesa’».</span></div>
<div><span><a href="http://www.avvenire.it/Cultura/wojtyla+montagna_200908121052115130000_200908121052324670000.htm">http://www.avvenire.it/Cultura/wojtyla+montagna_200908121052115130000_200908121052324670000.htm</a></span></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Skupienie dojrzałe]]></title>
<link>http://madzialena.wordpress.com/2009/08/10/skupienie-dojrzale/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 11:46:25 +0000</pubDate>
<dc:creator>Madzialena</dc:creator>
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<description><![CDATA[Są takie chwile u matek, gdy tajemnicę człowieka odsłania im w źrenicach pierwszy głęboki błysk jakb]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Są takie chwile u matek,<br />
gdy tajemnicę człowieka odsłania im w źrenicach pierwszy głęboki błysk<br />
jakby dotknięcie serca za cienką falą wzroku -<br />
pamiętam błyski takie,<br />
które minęły bez echa,<br />
a we mnie miejsca starczyło na prostą zaledwie myśl<br />
Synu mój trudny i wielki,<br />
Synu mój prosty,<br />
przywykłeś we mnie na pewno do myśli wszystkich ludzi<br />
w cieniu tych myśli czekasz głębokiej chwili serca,<br />
która się w każdym człowieku inaczej zaczyna -<br />
a we mnie jest pełna matki -<br />
i pełnią tą nigdy się nie utrudzi.<br />
Ty zaś taką chwilą objęty już nie zaznajesz zmian<br />
i w taką wciągasz prostotę to wszystko,<br />
co we mnie zostało,<br />
że jeśli matki w oczach swych dzieci błysk serca rozpoznają,<br />
to ja w Twej Tajemnicy cala skupiona trwam.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Niewidomi]]></title>
<link>http://madzialena.wordpress.com/2009/08/10/niewidomi/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 11:44:24 +0000</pubDate>
<dc:creator>Madzialena</dc:creator>
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<description><![CDATA[Stukając białymi laskami w bruk stwarzamy dystans nieodzowny. Kosztuje każdy krok. W pustych źrenica]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Stukając białymi laskami w bruk stwarzamy dystans nieodzowny.<br />
Kosztuje każdy krok.<br />
W pustych źrenicach wciąż umiera świat do siebie samego niepodobny:<br />
świat złożony nie z barw,<br />
lecz z łoskotów (kontury,linie szmerów)<br />
Pomyśl,z jakim trudem dojrzewa sie do całości,<br />
gdy zawsze tylko część zostaje<br />
i tę częśc musimy wybierać.<br />
O jakże chętnie każdy z nas wziąłby cały ciężar człowieka,<br />
który bez laski białej obejmuje od razu przestrzeń!<br />
Czy zdołasz nas nauczyć,że są krzywdy inne prócz naszej ?<br />
Czy potrafisz przekonać,że w ślepocie może być szczęście <em>?</em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Dzieci]]></title>
<link>http://madzialena.wordpress.com/2009/08/10/dzieci/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 11:43:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>Madzialena</dc:creator>
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<description><![CDATA[Dorastają znienacka przez miłość, i potem tak nagle dorośli Trzymając się za ręce wędrują w wielkim ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Dorastają znienacka przez miłość, i potem tak nagle dorośli<br />
Trzymając się za ręce wędrują w wielkim tłumie -<br />
(serca schwytane jak ptaki, profile wzrastają w półmrok).<br />
Wiem, że w ich sercach bije tętno całej ludzkości.</p>
<p>Trzymając się za ręce usiedli cicho nad brzegiem.<br />
Pień drzewa i ziemia w księżycu: niedoszeptany tli trójkąt.<br />
Mgły nie dźwignęły się jeszcze. Serca dzieci wyrastają nad rzekę.<br />
Czy zawsze tak będzie &#8211; pytam &#8211; gdy wstaną stąd i pójdą?</p>
<p>Albo też jeszcze inaczej: kielich światła nachylony wśród roślin<br />
Odsłania w każdej z nich jakieś przedtem nie znane dno,<br />
Tego, co w was się zaczęło, czy potraficie nie popsuć,<br />
Czy będziecie zawsze oddzielać dobro od zła?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Co mi mówisz?]]></title>
<link>http://madzialena.wordpress.com/2009/08/10/co-mi-mowisz/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 11:42:35 +0000</pubDate>
<dc:creator>Madzialena</dc:creator>
<guid>http://madzialena.wordpress.com/2009/08/10/co-mi-mowisz/</guid>
<description><![CDATA[Co mi mówisz górski strumieniu? W którym miejscu ze mną się spotkasz? Ze mną, który także przemijam?]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Co mi mówisz górski strumieniu?<br />
W którym miejscu ze mną się spotkasz?<br />
Ze mną, który także przemijam?&#8230;</p>
<p>Zatrzymaj się<br />
- to przemijanie ma sens!</p>
<p>Potok się nie zdumiewa,<br />
lecz zdumiewa się człowiek!</p>
<p>Kiedyś temu zdumieniu<br />
nadano imię &#8220;Adam&#8221;.</p>
<p>Zatrzymaj się&#8230;<br />
&#8230;we mnie jest miejsce spotkania<br />
&#8221; z Przedwiecznym Słowem&#8221;</p>
<p>Jeśli chcesz znaleźć źródło<br />
musisz iść do góry, pod prąd.</p>
<p>Gdzie jesteś źródło?<br />
Cisza.<br />
Dlaczego milczysz?<br />
Jakże starannie ukryłeś<br />
tajemnicę twego początku.</p>
<p>Pozwól mi wargi umoczyć<br />
w źródlanej wodzie,<br />
odczuć świeżość.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mysterium Meum Mihi]]></title>
<link>http://madzialena.wordpress.com/2009/08/10/mysterium-meum-mihi/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 11:35:44 +0000</pubDate>
<dc:creator>Madzialena</dc:creator>
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<description><![CDATA[Pan, gdy się w sercu przyjmie, jest jak kwiat, Spragniony ciepła słonecznego. Więc przypłyń, o świat]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><tt>Pan, gdy się w sercu przyjmie, jest jak kwiat,<br />
Spragniony ciepła słonecznego.<br />
Więc przypłyń, o światło z głębin niepojętego dnia<br />
I oprzyj się na mym brzegu.</p>
<p>Płoń nie za blisko nieba<br />
I nie za daleko<br />
Zapamiętaj, serce, to spojrzenie.<br />
W którym wieczność cała ciebie czeka.</p>
<p>Schyl się, serce, schyl się, słońce przybrzeżne,<br />
Zamglone w głębinach ócz,<br />
Nad kwiatem niedosiężnym,<br />
nad jedną z róż.</p>
<p>Aż dotąd doszedł Bóg i zatrzymał się krok od nicości,<br />
Tak blisko naszych oczu.<br />
Zdawało się sercom otwartym, zdawało się sercom prostym,<br />
Że zniknął w cieniu kłosów.</p>
<p>A kiedy uczniowie łaknący łuskali ziarna pszenicy,<br />
Jeszcze głębiej zanurzył się w łan.<br />
- uczcie się , proszę, najmilsi, ode mnie tego ukrycia.<br />
Ja, gdzie ukryłem się , trwam.</p>
<p>Powiedzcie, kłosy wyniosłe, czy wy nie wiecie,<br />
Gdzie się zataił ?<br />
Gdzie Go szukać - kłosy, powiedzcie,<br />
Gdzie go szukać w tym urodzaju ?<br />
</tt></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[***]]></title>
<link>http://madzialena.wordpress.com/2009/08/10/uwielbiam-cie/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 11:34:13 +0000</pubDate>
<dc:creator>Madzialena</dc:creator>
<guid>http://madzialena.wordpress.com/2009/08/10/uwielbiam-cie/</guid>
<description><![CDATA[Uwielbiam cię, siano wonne, bo nie znajduję w tobie dumy dojrzałych kłosów. Uwielbiam cię, siano won]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><pre><tt>Uwielbiam cię, siano wonne, bo nie znajduję w tobie
dumy dojrzałych kłosów.
Uwielbiam cię, siano wonne, któreś tuliło w sobie
Dziecinę bosą.
Uwielbiam cię, drzewo surowe, bo nie znajduję skargi
w twoich opadłych liściach.
Uwielbiam cię, drzewo surowe, boś kryło Jego barki
w krwawych okiściach. 

Uwielbiam cię, blade światło pszennego chleba,
w którym wieczność na chwilę zamieszka,
podpływając do naszego brzegu
tajemną ścieżką.</tt></pre>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[***]]></title>
<link>http://madzialena.wordpress.com/2009/08/10/to-przyjaciel/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 11:26:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Madzialena</dc:creator>
<guid>http://madzialena.wordpress.com/2009/08/10/to-przyjaciel/</guid>
<description><![CDATA[To Przyjaciel. Ciągle wracasz pamięcią do tego poranka zimą. Tyle lat już wierzyłeś, wiedziałeś na p]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><pre><tt>To Przyjaciel. Ciągle wracasz pamięcią
do tego poranka zimą.
Tyle lat już wierzyłeś, wiedziałeś na pewno,
a jednak nie możesz wyjść z podziwu.
Pochylony nad lampą, w snopie światła wysoko związanym,
nie podnosząc swej twarzy, bo po co -
- i już nie wiesz, czy tam, tam daleko widziany,
czy tu w głębi zamkniętych oczu - 

Jest tam. A tutaj nie ma nic prócz drżenia,
oprócz słów odszukanych z nicości -
ach, zostaje ci jeszcze cząstka tego zdziwienia,
które będzie całą treścią wieczności.
</tt></pre>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Pieśń o Bogu ukrytym]]></title>
<link>http://madzialena.wordpress.com/2009/08/10/milosc-mi-wszystko-wyjasnila/</link>
<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 11:21:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Madzialena</dc:creator>
<guid>http://madzialena.wordpress.com/2009/08/10/milosc-mi-wszystko-wyjasnila/</guid>
<description><![CDATA[Miłość mi wszystko wyjaśniła, Miłość wszystko rozwiązała - dlatego uwielbiam tę Miłość, gdziekolwiek]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><pre><tt>Miłość mi wszystko wyjaśniła,
Miłość wszystko rozwiązała -
dlatego uwielbiam tę Miłość,
gdziekolwiek by przebywała.
A że się stałem równiną dla cichego otwartą przepływu,
w którym nie ma nic z fali huczącej, nie opartej o tęczowe pnie,
ale wiele jest z fali kojącej, która światło w głębinach odkrywa
i tą światłością po liściach nie osrebrzonych tchnie. 

Więc w tej ciszy ukryty ja - liść,
oswobodzony od wiatru,
już się nie troskam o żaden z upadających dni,
gdy wiem, że wszystkie upadną.</tt></pre>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Non c'è memoria perché manca la provocazione del futuro. La strage fascista di Bologna e i fischi a Sandro Bondi - 03/08/'09]]></title>
<link>http://polisethoslogos.wordpress.com/2009/08/03/non-ce-memoria-perche-manca-la-provocazione-del-futuro-la-strage-fascista-di-bologna-e-i-fischi-a-bondi-030809/</link>
<pubDate>Mon, 03 Aug 2009 23:04:39 +0000</pubDate>
<dc:creator>Gigi Cortesi</dc:creator>
<guid>http://polisethoslogos.wordpress.com/2009/08/03/non-ce-memoria-perche-manca-la-provocazione-del-futuro-la-strage-fascista-di-bologna-e-i-fischi-a-bondi-030809/</guid>
<description><![CDATA[Non c&#8217;è memoria perché manca la provocazione del futuro. La strage fascista di Bologna e i fis]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="margin-bottom:0;"><strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:x-large;">Non c&#8217;è memoria perché manca la provocazione del futuro. La strage fascista di Bologna e i fischi a Sandro Bondi </span></span></strong><span style="color:#ff0000;"><span style="font-size:x-large;">- 03/08/&#8217;09</span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>29 anni, il 2 agosto 1980, fa alla stazione di Bologna il terrorismo fascista uccise 85 persone, ne ferì 200. Molti giovani, interrogati su quanto accadde, hanno mostrato di sapere ben poco di quel terribile fatto, hanno confuso fascismo e BR, nulla o quasi sapevano degli eventi di quegli anni.</strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.95cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Molte “giornate della memoria”, pochissima memoria. Molte commemorazioni, pochissima anima. E, con la loro solita superficialità, i nostri politici, ben supportati dalla stampa, prima o poi scaricheranno il problema sulla scuola. Diranno che bisogna rivedere i programmi, dedicare più “ore” alla storia del Novecento, preparare meglio gli insegnanti.</strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Il problema non è la scuola. Né la scuola può o deve prestarsi al ruolo di capro espiatorio di ogni problema.</strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Il problema vero è la mancanza di futuro. Se il futuro non interroga più, non provoca più, non chiede più, il passato muore per la seconda definitiva volta. Se il futuro muore, i giovani muoiono di alcool e noia, di angoscia e di vuoto, di follia e sorda disperazione.</strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>È il futuro il motore della storia. Sono la sua imprevedibile incombenza, la sua illeggibile urgenza, la sua indefinita vitalità, il suo incomprensibile impatto a dire all&#8217;uomo e alla sua coscienza di guardare indietro, per trovare proprio lì, nel passato, i sentieri della previsione, della lettura, della definizione, della comprensione. La storia è maestra di vita, quando e soltanto quando il futuro ci spinge a interrogarla. Se non la interroga e provoca il futuro, la storia non ha senso, né prende vita, né interessa e vivifica il cuore e l&#8217;anima.</strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>I giovani sono il futuro. Non a caso i greci li chiamavano “i nuovi”. Se non vivono e non respirano l&#8217;interrogazione del futuro che essi sono, è perché qualcuno, uccidendo il futuro, ha scippato e ucciso la loro anima. Ieri come oggi. Prima della democrazia le bombe fascista uccidono il futuro. Ecco perché scoppiano soprattutto nei momenti in cui il futuro cerca di emergere, mostrando le catene e rivelando i sotterranei di ogni sua negazione.</strong></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;"><strong>La strage di Bologna porta a compimento un periodo nefasto, che va dal &#8216;68 alla strage di piazza Fontana, a quella di piazza della Loggia, all&#8217;omicidio Moro, periodo nel quale un&#8217;Italia nuova cercava di affermarsi e una democrazia nuova di costituirsi. L&#8217;Italia nel giro di una quindicina d&#8217;anni passa da società contadina, con assoluta prevalenza di occupazione nell&#8217;agricoltura, a società industriale (dato ISTAT del 1971) e poi a società del terziario (dato ISTAT del 1981). La mobilità sociale, paralizzata da millenni, improvvisamente esplode, si mette vorticosamente in moto. Accedono all&#8217;università </strong></span></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><em><strong>homines novi</strong></em></span></span><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;"><strong>, ragazzi con genitori analfabeti, contadini, operai. Un mondo stupendo e più partecipato e condiviso pare aprirsi. Tutti possono sperare di esprimersi al meglio, di studiare, amare, costruire, affermarsi in piena identità, partecipando alla costruzione di un mondo più bello e condiviso. </strong></span></span></span></p>
<p style="text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;"><strong>Se quel mondo stupendo fosse sbocciato, il diritto al futuro sarebbe stato garantito per generazioni. </strong></span></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>E invece c&#8217;è il fascismo. Bianco, rosso o nero che sia, sotto sotto il fascismo è sempre fascismo, perché sempre uccide il futuro, la sua urgenza, la sua provocazione. Forse proprio per questo alcuni giovani interrogati sui fatti di Bologna si sono confusi, dicendo che a eseguire la strage erano state le BR. Forse nella loro ignoranza una cosa intuivano: chi agiva uccideva il futuro. I giovani spesso vivono le semplificazioni anche brutali, ma altrettanto spesso intuiscono le equazioni più micidiali, come quella che identifica e confonde tra loro la violenza onnipotente e omicida del fascista e l&#8217;isteria impotente ma altrettanto omicida del brigatista. In un caso e nell&#8217;altro è ucciso il futuro; Ogni omicidio, sempre e comunque, uccide la parola del futuro, nega la sua stessa possibilità. Questo i giovani lo intuiscono. Magari confusamente, ma lo intuiscono. Se non ci fosse in loro questa intuizione, non ci sarebbe in loro tanta angoscia disperata. </strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>In quel quindicennio in Italia si era consolidato il patto tra la mafia italo-americana e la P2, dopo che lo sbarco in Sicilia degli americani nella fase finale della seconda guerra mondiale aveva ricucito in modo indissolubile il legame tra vecchia e nuova mafia, costruendo un asse transoceanico formidabile, alimentato dapprima dai soldi del piano Marshall e poi da quelli della ricostruzione e della rinascita economica d&#8217;Italia, con il boom industriale e il prodigioso avviarsi di un terziario molto aggressivo, in grado di imporre il made in Italy nel mondo intero. Proprio questo enorme formarsi di capitali portò al confluire degli interessi di mafia e P2, che trovarono nel pontificato di Paolo VI la loro consacrazione. Fu proprio Montini a fare conoscere tra loro a Milano Sindona e Calvi e poi a portarli con sé a Roma. Paradossalmente quello stesso papa che portò a compimento il Concilio diede anche di fatto inizio al potere perverso delle mafie e della P2. </strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.87cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>La prossima possibile entrata del PCI nell&#8217;area di governo proprio grazie a Moro e a Berlinguer, l&#8217;impossibilità di tenere nascosti i nomi, la presenza e le trame della P2, il conseguente rischio della mafia di trovarsi allo scoperto fecero precipitare gli eventi. Di qui l&#8217;uccisione di Moro, mai chiarita nelle sue vere dinamiche; quanto di estraneo alle BR ci fu?, che parte ebbero i servizi segreti?, che ruolo ebbero Andreotti, Cossiga (Ministro degli Interni alla morte di Moro e Presidente del Consiglio alla strage di Bologna), la parte piduista del Vaticano e dei partiti?, quanto di P2 e di mafia ci fu in gioco nel delitto Moro?.</strong></span></span></p>
<p style="text-indent:.93cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;"><strong>La contemporanea ascesa al Pontificato dapprima di papa Luciani con la sua precocissima e per molti versi misteriosa morte, poi di papa Wojtyla mischiarono non poco le carte di mafia, P2 e forze politiche loro collegate. Di qui il loro timore di perdere quella ancora nuova prodigiosa (per loro) cerniera politica e finanziaria garantita dalla copertura del Vaticano e dalle infinite e non indagabili possibilità di riciclaggio dello IOR. Né certo, collegati a tutto questo, vanno dimenticati fatti gravissimi: l&#8217;uccisione di Giorgio Ambrosoli, il 12 luglio del &#8216;79, per mano di un killer inviato dalla mafia americana; l&#8217;inizio della troppo poco ricordata inchiesta a Trento, nel febbraio 1980, sul traffico d&#8217;armi, droga e riciclaggio connessi con Roberto Calvi e il Banco Ambrosiano. </strong></span></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.93cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Né credo sia un caso che, neppure un anno dopo la strage di Bologna, ci sia l&#8217;attentato a Giovanni Paolo II il 13 maggio del 1981. Neppure di certo è un caso che, subito dopo l&#8217;attentato al Papa, proprio Marcinkus (indubbia cerniera tra il capitale della mafia americana e l&#8217;Italia) sia oltre che Presidente dello IOR anche Pro-Presidente della Commissione Pontificia per lo Stato della Città del Vaticano, divenendo di fatto il plenipotenziario della finanza e della politica vaticane. È forse il prezzo che Wojtyla paga per l&#8217;aiuto, che, proprio grazie ai soldi dello IOR, può inviare in Polonia a Solidarnosc. </strong></span></span></p>
<p style="font-style:normal;text-indent:.93cm;margin-bottom:0;"><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><strong>Mi piacerebbe che i fischi di Bologna ieri a Sandro Bondi non fossero soltanto manifestazione da stadio. Mi piacerebbe che anche uno soltanto di quei fischi esprimesse l&#8217;intuizione di quanto veramente c&#8217;è in gioco, l&#8217;intuizione che la “cosa” Berlusconi oggettivamente ha fatto e continua in grande parte a fare il gioco delle mafie, della P2, delle parti del Vaticano e dello Stato colluse con il riciclaggio, la guerra, la droga, cioè il gioco di quelle stesse forze che portarono alle stragi di quel quindicennnio e che ancora oggi detengono le trame del potere. Mi piacerebbe che anche uno soltanto di quei fischi, forte di questa intuizione, fosse l&#8217;urlo che reclama il diritto al futuro, la voglia di futuro, la bella gioia del futuro. </strong></span></span></p>
<p style="text-indent:.93cm;margin-bottom:0;"><a name="pages-2"></a><span style="font-family:Times New Roman, serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-style:normal;"><strong>So quanto oggi sia difficile sperare (vedi il mio ultimo post <a href="http://polisethoslogos.wordpress.com/attualita/20090731-–-preludio-complesso-alla-fine-di-berlusconi-con-attacchi-a-mafia-vaticano-s-p-a-e-compagnia/">2009/07/31 – C’è ancora democrazia in Italia? Preludio complesso alla fine di Berlusconi, con attacchi a mafia, Vaticano S.p.a. e compagnia</a>). So che oggi la liberazione dell&#8217;Italia è per certi versi impresa forse ancora più ardua e solitaria di quella che animò la Resistenza. So che non sono certamente né le armi, né il terrorismo la via della liberazione e della democrazia. Ci vuole intelligenza, sapienza del cuore e dell&#8217;anima, fiducia nell&#8217;uomo e nell&#8217;incontro tra le diversità umane. So che il cammino è molto lungo e che né io né la mia generazione molto probabilmente vedremo l&#8217;esito di questo cammino. Ma so anche che il futuro comincia già oggi: reclamandolo, volendolo, vivendolo il più possibile. So che i morti di Bologna, come tutti i morti uccisi da chi vuole uccidere il futuro, non possono né devono essere morti per nulla. A dirlo non è la commemorazione del passato. A dirlo è la volontà di futuro. </strong></span></span></span></p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
<p style="margin-bottom:0;"> </p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Wolny czy niewolnik?]]></title>
<link>http://papaboyspolska.wordpress.com/2009/07/13/wolny-czy-niewolnik/</link>
<pubDate>Mon, 13 Jul 2009 13:37:31 +0000</pubDate>
<dc:creator>immigratoamico</dc:creator>
<guid>http://papaboyspolska.wordpress.com/2009/07/13/wolny-czy-niewolnik/</guid>
<description><![CDATA[Fragment książki dr Wandy Półtawskiej &#8220;Samo życie&#8221; udostępniony dzięki uprzejmości wydaw]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><em>Fragment książki dr Wandy Półtawskiej &#8220;Samo życie&#8221; udostępniony dzięki uprzejmości wydawnictwa Edycja Świętego Pawła.</em></p>
<p>Matka, elegancko ubrana starsza pani, wyglądająca młodo jak na swój wiek, przyprowadziła dorosłego syna i powiedziała na wstępie z westchnieniem:</p>
<p>- Niestety, mój syn musi się ożenić!</p>
<p>- Dlaczego niestety? &#8211; spytałam.</p>
<p>- No, bo on taki młody i biedak musi się żenić.</p>
<p>&#8220;Biedak&#8221; był wysokim, świetnie zbudowanym, opalonym chłopakiem, z nieco za długimi, opadającymi na kark ciemnymi włosami, w dżinsowych spodniach i w dżinsowym wdzianku, w jasnoróżowej koszuli. Nic nie mówił. Zapytałam, ile ma lat.</p>
<p>- Skończyłem dziewiętnaście.</p>
<p>Matka zaczyna znowu:</p>
<p>- Taki młody i musi się żenić&#8230;</p>
<p>Przerywam jej:</p>
<p>- Nikt nie musi się żenić&#8230;</p>
<p>- Tak, ale on biedak musi, bo ta dziewczyna tak się uparła i jej</p>
<p>matka, tak go obie przymuszają!</p>
<p>Zwracam się do chłopca, nie patrzy na mnie, ale w okno z trochę cynicznym uśmieszkiem:</p>
<p>- Jak panu na imię?</p>
<p>Jacek.</p>
<p>- Panie Jacku, czy pan też tak uważa, że pan musi się żenić?</p>
<p>Wzrusza ramionami i milczy. Niecierpliwi mnie to, bo matka znowu zabiera za niego głos:</p>
<p>- Co on biedaczek może, jak te dwie kobiety napadają na niego!</p>
<p>To mnie złości i pytam złośliwie:</p>
<p>- A gdzie te dwie panie na pana napadły i dlaczego?</p>
<p>Znów matka:</p>
<p>- Bo dziewczyna jest w ciąży i one go zmuszają!</p>
<p>- Do czego zmusiły? Do współżycia z dziewczyną? Obie?</p>
<p>Chłopak na to parsknął śmiechem i mówi:</p>
<p>- Nie, nie byłem zgwałcony.</p>
<p>- Więc może pan nie musi się żenić&#8230;</p>
<p>Zawieszam głos i gdy nie odpowiada, pytam dalej:</p>
<p> - Może pan chce się żenić, skoro jest pan ojcem dziecka?</p>
<p>Znowu matka:</p>
<p>- Gdzieżby tam chciał, taki młody&#8230;</p>
<p>Mam dość matki i mówię spokojnie:</p>
<p> - Może pani mi tego biedaka na chwilę zostawi samego, to jednak jego sprawa, bardziej niż pani.</p>
<p>- Nie tylko jego, bo on jest na naszym utrzymaniu!&#8230;</p>
<p>- Wiem, wiem, ale proszę chwilę zaczekać.</p>
<p>Otwieram przed matką drzwi i jednoznacznym gestem pokazuję jej, że ma wyjść. Wychodzi z ociąganiem. Patrzę na chłopaka &#8211; pod tym moim spojrzeniem miesza się i spuszcza oczy. Mówię:</p>
<p>- Człowieku, jesteś wystarczająco dorosły, żeby rozumieć sytuację. Nikt cię nie może zmusić do ślubu, ale też nikt nie może zmienić faktu, że jesteś ojcem dziecka. Chcesz się żenić czy nie?</p>
<p>- No, nie wiem, moi rodzice nie chcą, a jej rodzice namawiają.</p>
<p>- Nie pytam o zdanie rodziców, z nimi sama porozmawiam, pytam, co ty chcesz?</p>
<p>Po dłuższej chwili mówi:</p>
<p>- Ja naprawdę nie wiem, co chcę.</p>
<p>- No, ale może wiedziałeś, co chcesz, jak stałeś się ojcem dziecka? Czy może też nie wiedziałeś?</p>
<p>- No, tak jakoś wyszło!</p>
<p>- Co, tak jakoś &#8211; niecierpliwię się. &#8211; Dziecko nie powstaje tak ja</p>
<p>koś, ale całkiem konkretnie i robiąc to, wiedziałeś, co czynisz!</p>
<p>- No, ale nie wiedziałem, że będzie zaraz dziecko!</p>
<p>Rozmawiałam potem z wszystkimi po kolei. Dziewczyna, płacząc, powiedziała:</p>
<p>- Ja go nie będę prosić!</p>
<p>Matka dziewczyny zdenerwowana, przejęta mówi: -Jak to, skrzywdził moje dziecko i teraz ją drań zostawia, musi się ożenić! Ojciec dziewczyny mówi stanowczo:</p>
<p>- Nie obchodzi mnie, czy chce się żenić, czy nie, ale musi dać</p>
<p>dziecku nazwisko i alimenty, dziecko musi z czegoś żyć i ja dziecka nie pozwolę skrzywdzić!</p>
<p>Ojciec chłopaka mówi spokojnie:</p>
<p>- Sam sobie nawarzył piwa, niech wypije. Dyskusja przeniesiona na forum zewnętrzne, już wszyscy wiedzą, że dziewczyna spodziewa się dziecka, dyskutują krewni, koledzy. Zmusić go do ślubu, bo jest ojcem? Nikt nie ma prawa go zmuszać.</p>
<p>Kiedyś podobna dyskusja miała miejsce także wśród słuchaczy Studium Teologii Rodziny. Obecny wtedy <strong>kardynał Karol Wojtyła</strong>, zajęty jakimś podpisywaniem, podniósł nagle głowę znad papierów:</p>
<p>- Kto go zmusił, żeby był ojcem? To nie jest przymus, ale <strong>podjęcie odpowiedzialności za swoje czyny</strong>!</p>
<p>Ileż razy się słyszy: &#8220;Musi się żenić&#8221;, a przecież tak naprawdę nikt nikogo nie zmusza do działania seksualnego (pomijam tu sprawę gwałtu). Ci młodzi sami się do siebie zbliżają pchani siłą, nad którą nie panują, bo nikt im nie powiedział, nie nauczył, że trzeba nad tą siłą w człowieku zapanować, po to, żeby nigdy nie było przymusu. Papież Paweł VI tak właśnie mówi o potrzebie szerzenia klimatu czystości po to, żeby &#8220;prawdziwa wolność zapanowała&#8221; (Humanae vitae, 22). Wolny jest prawdziwie w swoim działaniu tylko ten człowiek, który nie czuje i nie prowokuje przymusowej sytuacji, który swoje działanie seksualne planuje świadomie, podejmując skutki swego działania.</p>
<p>No ale ci już to uczynili, teraz nie da się tego cofnąć. Patrzę na tę rodzinę i mówię:</p>
<p>- Więc może wy wszyscy spróbujecie im pomóc. Pomóżcie tej młodej miłości wzrosnąć, rozwinąć się prawidłowo – zboczyli z drogi, ale przecież nie są sami, podobno wy wszyscy chcecie im pomóc?</p>
<p>Milczą &#8211; cały areopag rodzinny. Zwracam się do młodocianej pary:</p>
<p>- Macie jedno do zrobienia. &#8211; Patrzą na mnie wyczekująco.</p>
<p>- Idźcie razem do spowiedzi, a potem zdecydujecie, przecież nie chcieliście sobie robić krzywdy, przecież chcieliście sobie coś dać.</p>
<p>Spróbujcie ocalić to dobro, które w was przecież jest.</p>
<p>Pobrali się!</p>
<p>Ale to nie jest prawidłowy start do wspólnego życia.</p>
<p>Cudzołóstwo przedmałżeńskie nie pomaga w rozwoju prawdziwej miłości i trzeba młodych uczyć po prostu panowania nad sobą. Dziecko &#8211; jeśli już jest &#8211; ma prawo do rodziców i posiadania domu.</p>
<p><a href="http://www.codalej.pl">http://www.codalej.pl</a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Galileo e Chiesa - Scienza e Fede ]]></title>
<link>http://davelooper.wordpress.com/2009/07/04/galileo-e-chiesa-scienza-e-fede/</link>
<pubDate>Sat, 04 Jul 2009 08:49:46 +0000</pubDate>
<dc:creator>Simone Medas</dc:creator>
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<description><![CDATA[Mentre ancora una volta la Chiesa perde l&#8217;occasione per fare ammenda delle proprie colpe ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignleft" src="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/benedetto-xvi-35/archivio-galileo/este_02140313_03300.jpg" alt="" width="230" height="284" />Mentre ancora una volta la <strong>Chiesa</strong> perde l&#8217;occasione per fare ammenda delle proprie colpe &#8211; proprio come successe con <strong>Wojtyła</strong> &#8211; dicendo che il processo a Galileo fu solo un &#8220;malinteso&#8221; &#8211; ricordo che la Chiesa lo &#8220;obbligò&#8221;, non so a quale titolo, di &#8220;ritrattare&#8221; (abiura) le proprie idee, come fece con Lutero, con Gerolamo Savonarola, bruciato vivo, come migliaia di altri &#8220;eretici&#8221;).<br />
Oggi, dopo esser stata zittita, dice di non avere più &#8220;voce in capitolo&#8221; negli ambiti della Chiesa ma in realtà lo continua a fare quando si pronuncia su staminali, sui progressi della medicina (nemmeno 50 anni fa rineteva un errore il semplice <strong>trapianto di cuore</strong>) e della fisica (son ansioso di sapere cosa ne pensino i teologi della meccanica quantistica); ma anche quando si deve pronunciare in fatto di omosessualità, preservativi e famiglia.</p>
<p>Monsignor Sergio Pagano, prefetto dell&#8217;Archivio Segreto vaticano, alla presentazione della nuova edizione del volume intitolato &#8220;Documenti vaticani del processo di Galileo Galilei&#8221;, afferma:</p>
<p><em><strong>&#8220;E&#8217; necessaria molta prudenza e molta umiltà nell&#8217;avvicinarsi alle Scritture come alla scienza&#8221;, in quanto il rischio è che prevalgano oggi &#8220;gli stessi preconcetti che si avevano allora verso il sistema copernicano.<br />
Il caso Galileo insegna alla scienza a non presumere di fare da maestra alla Chiesa in materia di fede e di Sacra Scrittura e insegna alla Chiesa, contemporaneamente, ad accostarsi ai problemi scientifici &#8211; fossero anche quelli legati alla più moderna ricerca sulle staminali, per esempio &#8211; con molta umiltà e circospezione&#8221;</strong></em><br />
(<a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/benedetto-xvi-35/archivio-galileo/archivio-galileo.html">http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/benedetto-xvi-35/archivio-galileo/archivio-galileo.html</a>)</p>
<p>Ma perché, mi domando io, prendendo in prestito un po&#8217; di logica, i Teologi dovrebbero spingersi laddove gli scienziati non possono addentrarsi?<br />
Perché, per esser chiaro, il teologo più di un giardiniere, più di un infermiere o un banchiere sul limite del fallimento? <img src='http://s.wordpress.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> )</p>
<p>Immagino un discorso tra me e un teologo, che risponde:<br />
Perché i Teologi basano il loro &#8220;sapere&#8221; sulla Bibbia.</p>
<p>Io:<br />
Uhm&#8230; la Bibbia eh? Quel libro in cui è scritto che la terra è al centro dell&#8217;universo e milioni di altre inesattezze scientifiche? Certo che per esser il &#8220;Creatore dell&#8217;Universo&#8221;, questo Dio, è un po&#8217; smemorato.</p>
<p>Teologo:<br />
Beh, la Bibbia è un libro ispirato da Dio ma scritto da mano umana, è per questo che contiene inesattezze.</p>
<p>Bene! Allora riformulo da domanda:<br />
&#8220;Perché un teologo dovrebbe saperne più di un bambino in questioni che riguardano Dio e il Sovranaturale, se questo basa le sue conoscenze su un libro che egli stesso ritiene essere manomesso da altri uomini?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[LA VOCE DI CAIRANO]]></title>
<link>http://cairano.wordpress.com/2009/07/03/la-voce-di-cairano/</link>
<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 04:55:22 +0000</pubDate>
<dc:creator>cairanonelcuore</dc:creator>
<guid>http://cairano.wordpress.com/2009/07/03/la-voce-di-cairano/</guid>
<description><![CDATA[È terminato da poche ore l’evento culturale Cairano7x. moltissimi letterati, artisti hanno trovato o]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><a href="http://cairano.wordpress.com/files/2009/07/voci-sulla-rupe.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1349" style="border:1px solid yellow;" title="voci sulla rupe" src="http://cairano.wordpress.com/files/2009/07/voci-sulla-rupe.jpg" alt="voci sulla rupe" width="300" height="200" /></a></p>
<p>È terminato da poche ore l’evento culturale Cairano7x. moltissimi letterati, artisti hanno trovato ospitalità, in tutti i fabbricati, particolari, ampi, di buona veduta e ordinati fra loro di Cairano. Il suo abitato piuttosto ampio in proporzione al numero degli abitanti, e le stradine di Cairano, sono stati invasi da spettatori e partecipanti <!--more-->che con le loro voci hanno rallegrato la splendida cittadina di Cairano. Cairano si è circondata di una corte di poeti, di musicisti, di pittori, di scultori e viandanti, facendola così diventare un grande centro letterario e artistico al quale molti paesi guardano ammirati. È strano come a volte cambino le cose e soprattutto le persone. Fino a poco tempo fa nessuno parlava di Cairano, adesso, tutti avrebbero voluto fare come nel muro di Gerusalemme (dove papa Wojtyla depositò una pergamena) oppure come a Hollywood la possibilità di lasciare l’impronta delle mani in un muro o nel pavimento. Nessuno però prova anche ciò che di buono ha da offrire Cairano! Nessuno cerca di scoprire quali sono i profumi del vento, cosa vuol dire vivere qui, essere ancorati, esiliati in un altro mondo, ai confini del regno di Dio, dove l’aria ha un profumo particolare, il cielo, un’altra chiarezza, la vita, un’altra voce. Una voce che ricordereste tra mille. La voce di Cairano può cambiarti la vita! Ha mille colori: del paesaggio, del tempo, della neve, del sole della pioggia, delle stagioni, dell’arcobaleno, degli uomini. È una voce di libertà, un’aspirazione che l’uomo ha sempre avuto e che raramente è riuscito a realizzare. Mille parole espresse non riescono a darti, molti si sono innamorati della voce di Cairano, una voce che ricordereste tra mille.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[MOLFETTA - ARRIVA IL MUSICAL "CIAO CAPO SENTINELLA"]]></title>
<link>http://papaboys.wordpress.com/2009/07/02/molfetta-arriva-il-musical-ciao-capo-sentinella/</link>
<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 10:57:56 +0000</pubDate>
<dc:creator>papaboys</dc:creator>
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<description><![CDATA[MUSICAL &#8211; Molfetta- &#8220;Ciao Capo Sentinella&#8221; é uno dei tanti messaggi lasciati in pi]]></description>
<content:encoded><![CDATA[MUSICAL &#8211; Molfetta- &#8220;Ciao Capo Sentinella&#8221; é uno dei tanti messaggi lasciati in pi]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Quel giorno con Lech Walesa]]></title>
<link>http://mezzogiornocritico.wordpress.com/2009/06/06/quel-giorno-con-lech-walesa/</link>
<pubDate>Sat, 06 Jun 2009 14:40:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>alafolix</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sono passati trent’anni da quando Karol Wojtyla compie il suo primo viaggio in Polonia, nel giugno d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Sono passati trent’anni da quando Karol Wojtyla compie il suo primo viaggio in Polonia, nel giugno d]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[O bohaterach i grobach]]></title>
<link>http://oddalenie.com/2009/06/05/o-bohaterach-i-grobach/</link>
<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 12:44:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>hlb</dc:creator>
<guid>http://oddalenie.com/2009/06/05/o-bohaterach-i-grobach/</guid>
<description><![CDATA[&#8230;czyli: Jak obalałem komunę. Część druga. Z Gazety (mam na myśli portal) dowiedziałem się o In]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>&#8230;czyli: <em>Jak obalałem komunę. Część druga.</em></p>
<p><!--more--></p>
<p>Z Gazety (mam na myśli portal) dowiedziałem się o Inicjatywie Razem &#8216;89&#8242;09. Na stronie Inicjatywy <a href="http://www.razem89.pl/dziekujemy/" target="_blank">można się dopisać</a> z okolicznościowymi podziękowaniami. Każdy sam może zdecydować komu dziękuje. Świetny pomysł. Bo z końca PRLu powinni cieszyć się wszyscy, bez względu jak sobie tamte zdarzenia interpertują.</p>
<p>Ale żeby ta moja rocznicowa łyżka miodu miała smaczek bardziej zbalansowany, oto dzisiejsza beczka dziegciu.</p>
<p>Przeglądam te podziękowania i nie umiem się powstrzymać od cichego rechotu. Te wszystkie<em> dziękujemy ci Janie Pawle Drugi, tatusiu święty, ojczulku narodu</em>. I znowu ta przesłodzona kremówka, ten pozłacany posąg przytroczony do szyi polskiego inteligenta!</p>
<p>Jakie to jest w istocie peerelowskie, jakie radzieckie, to zapotrzebowanie na mądrego ojca spracowanego ludu miast i wsi. I jeszcze to fałszywe przekonanie, że Karol Wojtyła <em>wpłynął i obalił</em> w 1989. A czy ktoś zna może odpowiedź, jak on to robił?</p>
<p>Gdyby Jan Paweł II <em>wpłynął i obalił,</em> to obaliłby w 1980. A już na pewno w 1982, kiedy Jaruzelski ganiał ludzi po ulicach z polewaczkami. Gdyby wtedy dał znak i ludzie ruszyliby, a on dałby drugi znak i Ruskie zamarłyby ze zgrozy od tego znaku &#8211; to ja bym powiedział, że Wojtyła <em>wpłynął i obalił</em>.</p>
<p>Ja też siedzę w wygodnym oddaleniu i pouczam was od czasu do czasu. Wpływam na waszą sytuacje jak cholera, dając wam znaki co macie robić, co macie myśleć i jak się nosić. Nie ma mnie tam z wami, ale wpływam i obalam! Raz na jakiś czas przyjeżdżam, obwoże się po waszej okolicy białym mercedesem i mówię: tego nie gaście, tamtego nie gaście. Tylko ziemi nie całuje, bo brzydliwy jestem z natury.</p>
<p>Tak i on wpływał&#8230;</p>
<p>No przykro mi, ale raczej wypada powiedzieć: przy aktywnym udziale naszej własnej zbiorowej woli i przy sprzyjających okolicznościach komuna wzięła i w końcu wywróciła się.</p>
<p>I może modernizowałby się ten kraj szybciej, może szybciej przypominałby resztę Europy, gdyby opozycja antykomunistyczna nie kuśtykała w tym półzgięciu, w tym zabobonnym strachu przed białym plemiennym bożkiem.</p>
<p>Myślę sobie, że może w następnej notce przyjdzie mi wyłuszczyć po kolei kto wtedy był bohaterem, dlaczeo i jak się to bohaterstwo objawiało. Bo lata lecą, sam mogę w końcu zapomnieć.</p>
<p>A póki co, najcelniejsze podziękowania jakie znalazłem na stronie Inicjatywy Razem &#8216;89&#8242;09 widnieją pod numerem 2740:</p>
<blockquote><p><em>Autor: Łukasz<br />
2009-06-04 14:43:20<br />
Komu dziękuje: Mamie<br />
Dziękuje za: Za to że podjechała mi kupić simsy 3<br />
</em></p></blockquote>
<p>Bo może i pamięć już nie taka sama. Ale jeszcze sobie przypominam, że o to właśnie wszystkim nam wtedy się rozchodziło.</p>
<p>/hlb/</p>
<p>*</p>
<p>PS. Tytuł dzisiejszej notki pożyczyłem od Ernesto Sabato. Jeśli będziecie mieli trochę czasu, to przeczytajcie tę książke. A nuż się wam spodoba, nigdy nie wiadomo&#8230;</p>
<a name="pd_a_1680530"></a><div class="PDS_Poll" id="PDI_container1680530" style="display:inline-block;"></div><script type="text/javascript" language="javascript" charset="utf-8" src="http://static.polldaddy.com/p/1680530.js"></script>
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</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Secrets of the Vatican ]]></title>
<link>http://lecourrierdesetatsunis.com/2009/05/25/secrets-of-the-vatican/</link>
<pubDate>Mon, 25 May 2009 15:23:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Pierre F. de Ravel d'Esclapon</dc:creator>
<guid>http://lecourrierdesetatsunis.com/2009/05/25/secrets-of-the-vatican/</guid>
<description><![CDATA[Bernard Lecomte,former journalist with the influential catholic daily newspaper La Croix, author of ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>Bernard Lecomte,former journalist with the influential catholic daily newspaper La Croix, author of a well regarded biography of Pope Jean-Paul II has just published an interesting book :&#8221;Les secrets du Vatican&#8221;(Perrin 2009).Lecomte is a fine connoisseur of Vatican intrigue and whispered secrets.</p>
<p>Starting with Pope Benedict XV&#8217;s desire to have the papacy regain a role in international affairs and ending with Pope Benedict XVI,the former Panzerkardinal, the author highlights &#8220;secrets&#8221; from the reigns of each of these eight popes. Conspiracy buffs will delight in reading why the Holy See has no interest in proving the authenticity of the Shroud of Turin but will be disappointed by the revelation of the Third Secret of Fatima, by Lecomte&#8217;s explanation of Pope John Paul I&#8217;s death ,by his views on the Roberto Calvi affair ( Msgr Marcinkus was not dishonest, merely stupefyingly incompetent in financial matters  and Calvi was likely in the clutches of the Cosa Nostra) and by his belief that the Bulgarian connection in the case of Ali Agça&#8217;s attempted assassination of John Paul II is a figment of conspiracy theorists&#8217; imagination.</p>
<p>Students of parliamentary procedure will appreciate how John XXIII and the Congregation for the Doctrine of the Faith battled for control of the committees (and their agendas!) for the preparation of Vatican II, how in the discussions within the all-important Theology Committee the high prelates pushing for the adoption of dogmatic-legalistic view of the Doctrine tried to thwart the biblico-pastoral views of the majority and how ,in fine,the Pope’s discovery of his terminal illness decided him to boldly go where no Pope had gone before in his famous opening speech <em>Gaudet mater ecclesia</em>.</p>
<p>Students of politics will delight in the description of the relationship between Mussolini and Pius XI that resulted in the Lateran Accords granting the independent legal status to Vatican City, in how John Paul II&#8217; s political skills ( and accurate intelligence) allowed him to box in Jaruleski  in the matter of Walesa&#8217;s Solidarnórsć having correctly anticipated Gorbatchev&#8217;s reactions and will truly appreciate the beauty of John Paul II&#8217;s move to neutralize the Opus Dei by canonizing its founder José Maria Escriva de Balaguer in 2002.</p>
<p>That being said what struck me most is what the stories told by the author showed without expressly making the point: how at various critical junctures in history one finds men on the front lines of history and one finds those same men later ascending to the throne of Saint Peter.</p>
<p>For Benedict XV the Russian revolution presented an opportunity. For him, the elimination of the tsars, historical supporters of the Orthodox Church meant that there was an opening to help the Russian Catholics. To help him accomplish his goals of helping Russian Catholics and of restoring the papacy&#8217;s role in international affairs, Benedict XV relied on two nuncios Achille Ratti ( Pius XI) in Poland and Eugenio Pacelli (Pius XII) in Berlin. The new Soviet regime was anxious to gain recognition and Benedict XV hoped to dangle the recognition card to secure the future of Catholics in the new Soviet State.</p>
<p>Benedict XV died and on February 6, 1922 Achille Ratti is elected as his successor taking the name Pius XI.In 1924, Pius XI continues the strategy of Benedict XV and sends Nuncio Pacelli, the future Pius XII, to negotiate secretly with Lenin and in 1925 Pius XI secretly reestablishes a catholic hierarchy in the USSR asking Nuncio Pacelli  to secretly ordain 46-year old Jesuit Michel d&#8217;Herbigny as a bishop for all the USSR at a secret ceremony in Berlin.</p>
<p>Of all the recent popes none has been more controversial than the erstwhile nuncio to Berlin, Eugenio Pacelli elected in 1939 as Pius XII,following Pius XI &#8220;who could see clearly and far&#8221; .Pius XI  had the courage to promulgate  encyclicals  condemning the &#8220;Action française&#8221; (1926),fascism (&#8220;<em>Non abbiamo bisogno</em>&#8220;1931 ) ,Nazism (&#8220;<em>Mit brennender Sorge</em>&#8221; 1937),and communism ( &#8220;<em>Divini Redemptoris</em>&#8221; 1937).</p>
<p>Pius XII came from a long line of people close to the Holy See: his grandfather founded the Osservatore Romano and his father as dean of the Holy See lawyers negotiated the Lateran Accords. Pius XII was himself an experienced negotiator of concordats (Serbia 1914, Baveria 1924, Prussia 1929, Baden 1929) who after 12 years as nuncio to Berlin thought he could get to some form of concordat with Hitler.</p>
<p>The legalistic training of Pius XII is, according to Lecomte, the reason underlying Pius XII&#8217;s silence on the death camps.Lecomte recounts how UK ambassador Osborne gave a complete dossier on the death camps to Msgr Tardini on December 18, 1942 with the message that the UK and US governments suggest the Pope should use it for his Christmas message to the world. Pius XII refused to take sides not wanting to provoke Hitler any further and believed that he, like a judge, had a duty of reserve. Yet, he was not afraid to use the Church&#8217;s buildings throughout Rome to shelter the some 5000 Roman Jews threatened by the Nazis.</p>
<p>The infamous Finaly affair-Jewish child baptized as toddler to protect against Nazi extermination kidnapped by nuns to prevent return to natural Jewish parents and relapse into Judaism- saw the nuncio to Paris Angelo Roncalli ,the future John XXIII siding with the errant nuns while the Pope&#8217;s assistant Montini ,the future Paul VI tried to find a negotiated solution.</p>
<p>Similarly, the influence of those titans of the Church can be discerned in the experiment with worker-priests in France. None other than Karol Wojtyla, the future John Paul II, visits Marseille in 1947 to study the experiment of Father Loew: to regain traction with the proletariat more and more taken by the Marxist gospel, priests were sent to work as ordinary factory workers without cassock and collar. The future Paul VI approves the publication of an Italian translation of father Loew&#8217;s book on the worker-priests experiment.</p>
<p>The very same Paul VI wrestled in 1968 with the problem of contraceptive pills for Catholics. In 1930, Pius XI had authorized the natural Ogino method in <em>Casti Connubii</em>.The issue was whether a chemical method should be approved by the Church. Paul VI appointed a blue-ribbon panel of experts,theologians,medical researchers and –innovation-two catholic couples .The panel recommended the approval of the Pill, no doubt in part influenced by the Canadian wife, Colette Poitvin, who asked the panel&#8217;s theologians whether they thought God was more likely to ask a woman &#8220;did you love&#8221; or &#8220;did you take your temperature&#8221; ?Yet Paul VI hesitated and was finally swayed by the up-and-coming bishop of Kracow he quickly promoted to cardinal, Karol Wojtyla who had written a book “Love and Responsibility” on the meaning of Christian love. And so Paul VI went against his experts&#8217; advice and issued <em>Humanae vitae</em> condemning the Pill.</p>
<p>Scandalmongers will no doubt be disappointed by Lecomte&#8217;s book but historians will be grateful for his lifting the veil of secrecy over many temporal/spiritual issues that confronted those eight most recent Popes.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Online IL FAUSTINO]]></title>
<link>http://hospitaliers.wordpress.com/2009/05/16/online-il-faustino-2/</link>
<pubDate>Sat, 16 May 2009 13:21:58 +0000</pubDate>
<dc:creator>hospitaliers</dc:creator>
<guid>http://hospitaliers.wordpress.com/2009/05/16/online-il-faustino-2/</guid>
<description><![CDATA[]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p align="center"><a href="http://www.tonyassante.com/baglioni/2004/fausta2/ilfaustino/indice.htm"><img src="http://www.doremifasol.org/public/images/160509faust.jpg" border="0" alt="" hspace="0" align="baseline" /></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Independence day in salsa Vaticana]]></title>
<link>http://dylandave.wordpress.com/2009/05/15/indipendence-day-in-salsa-vaticana/</link>
<pubDate>Fri, 15 May 2009 08:45:42 +0000</pubDate>
<dc:creator>dylandave</dc:creator>
<guid>http://dylandave.wordpress.com/2009/05/15/indipendence-day-in-salsa-vaticana/</guid>
<description><![CDATA[- Angeli e Demoni &#8211; 2009 &#8211; ♥ e 1\2 - di Ron Howard Quando un film è così pubblicizzato c]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Locandina Angeli e Demoni" src="http://www.mymovies.it/filmclub/2008/10/022/locandina.jpg" alt="" width="294" height="420" /></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#333300;">- Angeli e Demoni &#8211; 2009 &#8211; ♥ e 1\2 -</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#333300;">di</span></strong></p>
<p style="text-align:center;"><strong><span style="color:#333300;">Ron Howard</span></strong></p>
<p style="text-align:left;">Quando un film è così pubblicizzato come il nuovo film  di <em>Ron Howard</em>, sequel de <em>Il Codice da Vinci </em>(ma prequel dell&#8217; omonimo romanzo), non si esita di certo ad immaginare  che possa diventare nel giro di anche solo una settimana un sicuro campione d&#8217; incassi. Ma spesso mi chiedo dopo aver visto un film così spudoratamente colmo di elementi inverosimili , eroistici e decisamente &#8220;americani&#8221; cosa possa spingere un pubblico intelligente ad apprezzare questo film. Forse il fatto di essere bersagliato da scetticismi , sconfessato dalla Chiesa Vaticana o ritenuto blasfemo diventa paradossalmente proprio quello che ne decreta  il suo successo?  Oppure ciò che lo spettatore si aspetta è semplicemente ritrovare un prototipo di eroe standard (un pò Miss Marple e un pò McGyver) che risolve enigmi e misteri come fossero bazzecole e sopravvive inverosimilmente in barba a addestrati poliziotti o carabinieri italiani che vengono beffati e uccisi come pivellini da un solo uomo-killer improvvisatosi all&#8217; occasione uno 007. Perchè se si toglie l&#8217;affascinante location Romana che fa da sfondo al film o alcune interpretazioni come quella di <em>Pierfrancesco Favino</em> , che fa disonore però a se stesso interpretando un personaggio praticamente anonimo, si ha l&#8217;impressione di vedere un film costruito a puntino per colpire l&#8217;occhio dello spettatore e tenerlo con il fiato sospeso fino alla fine ma con alle fondamenta ben poco di quel cinema che spesso è soprannominato la settima arte. <strong>Angeli e Demoni</strong> piacerà sicuramente a chi ha gradito <em>il Codice da Vinci</em> (forse anche in maniera maggiore) anche perchè si respira più aria di casa Italia e perchè vedere correre <em>Tom Hanks</em> da una parte all&#8217;altra di Roma a bordo sempre della sponsorizzatissima Lancia Delta gode sicuramente di un bel vedere. Ma dietro tutta questa sagra spendacciona del bell&#8217; apparire cosa c&#8217;è? C&#8217;è un Vaticano che piange la morte del suo papa rivoluzionario e progressista, che sembra una fedele ricostruzione dei tempi della morte di Wojtyla, e un camerlengo (<em>Ewan McGregor</em>) che deve affrontare il rapimento e le uccisioni dei quattro cardinali &#8220;papabili papi&#8221;. E insieme a tutto questo ci sono anche ricostruzioni storiche e letterarie che sono tipicamente grossolane e &#8220;americane&#8221; ma che colpiscono dritto al centro chi la storia sui banchi di scuola non la ha mai amata e preferisce leggerla riadattata e &#8220;ribestemmiata&#8221; nei bestsellers di Dan Brown. E solo per fortuna manca di quell&#8217;elemento sdolcinatamente romantico che c&#8217;era ne <em>Il codice Davi</em><em>nci</em>,forse perchè <em>Howard </em>era già impegnato a tenere incalzante il ritmo delle azioni e mantenersi fedele alle location di Roma senza stravolgerle con movimenti troppo irreali. Si perchè in <strong>Angeli e demoni </strong>di certo il ritmo da thriller regge e fino al finale non ci si aspetta quel colpo  di scena che tanto piace allo spettatore medio. Ma per il resto rimane quel vago senso di &#8220;sboronaggine&#8221; americana alla <em>Independence Day</em> che porta un camerlengo a diventare quasi supereroe ( forse soltanto per la gioia delle fans di<em> Ewan McGregor</em>) , a lanciarsi da un paracadute sbattendo nel &#8220;cuppolone&#8221; (detto alla romana) di S. Pietro più volte e sopravvivendo quasi &#8220;misticamente&#8221; .<strong> Angeli e Demoni</strong> è prodotto &#8221; a puntino&#8221; per &#8220;cuocere&#8221; facilmente le menti &#8220;deboli&#8221; degli spettatori. Sconsigliato a chi non ama le alte temperature dei &#8220;forni visivi lobotomizzanti&#8221;.<br />
Le note alle foto sono liberamente ispirate &#8220;fedelmente&#8221; a commenti in sala di alcuni miei vicini di poltrona.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" title="Pierfrancesco Favino" src="http://images.movieplayer.it/2009/05/04/pierfrancesco-favino-in-un-immagine-del-film-angeli-e-demoni-115342.jpg" alt="" width="337" height="504" /></p>
<pre style="text-align:center;"><em>( Amore ma c'è lui...come si chiama...mmm...quello di Padre Pio)</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em><img class="aligncenter" title="Ewan Mcgregor" src="http://images.movieplayer.it/2009/04/28/il-camerlengo-carlo-ventresca-ewan-mcgregor-in-una-sequenza-di-angeli-e-demoni-114543.jpg" alt="" width="530" height="354" />
</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em>( Però è proprio belloccio questo Camerlengo!)</em></pre>
<pre style="text-align:center;"><em>
</em></pre>
<p style="text-align:center;"><em>Pubblicato su <a href="http://cineocchio.altervista.org/wordpress/2009/05/14/angeli-e-demoni-2009-di-ron-howard/" target="_blank"><span style="color:#003300;"><strong>Cineocchio</strong></span></a></em></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Filme sobre João Paulo II, testemunho baseado no livro do cardeal Stanislaw Dziwisz]]></title>
<link>http://vidadejoaopauloii.wordpress.com/2009/05/03/filme-sobre-joao-paulo-ii-testemunho-baseado-no-livro-do-cardeal-stanislaw-dziwisz/</link>
<pubDate>Sun, 03 May 2009 18:05:29 +0000</pubDate>
<dc:creator>André Luiz</dc:creator>
<guid>http://vidadejoaopauloii.wordpress.com/2009/05/03/filme-sobre-joao-paulo-ii-testemunho-baseado-no-livro-do-cardeal-stanislaw-dziwisz/</guid>
<description><![CDATA[16.10.2008 &#8211; CIDADE DO VATICANO - Ao comemorar-se os 30 anos da eleição de João Paulo II, a Sa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>16.10.2008 &#8211; CIDADE DO VATICANO</p>
<table border="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone size-full wp-image-4" title="testemunho" src="http://testemunhodocardeal.wordpress.com/files/2009/05/m5810919.jpg" alt="testemunho" width="163" height="168" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>- Ao comemorar-se os 30 anos da eleição de João Paulo II, a Santa Sé, em associação com a Livraria Editora<br />
Vaticana, lançou nesta quinta-feira o filme «Testemunho», baseado no livro do <strong>cardeal Stanislaw Dziwisz</strong>,<br />
arcebispo de Cracóvia e amigo pessoal de <strong>João Paulo II</strong>, «Uma vida com Karol»,publicado em 2007 e traduzido<br />
em várias línguas, já vendeu mais de um milhão de exemplares na Polônia.</p>
<p>A narração do cardeal <strong>Dziwisz </strong>se intercala com documentários e fotos inéditas provenientes especialmente dos<br />
arquivos vaticanos e de coleções privadas. Por esta razão, o filme apresenta detalhes que o livro não tem.</p>
<p>«Era meu dever escrever este livro porque o Papa me suportou durante 39 anos», disse entre brincadeiras o cardeal <strong>Dziwisz </strong>nesta quarta-feira, em um encontro com os jornalistas na Sala de Imprensa da Santa Sé, acompanhado pelo ator Michael York e o produtor Przemyslaw Hauser.</p>
<p>«Para mim era uma obrigação escrevê-lo, porque as pessoas querem aprofundar mais em sua história», acrescentou o prelado, que<br />
confessou que sempre teve uma relação filial com o Papa.<br />
<strong>Dziwisz</strong> foi ordenado pelo então bispo <strong>Karol Wojtyla</strong> em Wawel, a catedral de Cracóvia. Desde<br />
então, converteu-se em um de seus colaboradores mais próximos, sendo depois seu secretário, quando Wojtyla foi nomeado cardeal.</p>
<p>Em 1978, o<strong> Papa João Paulo II</strong> o nomeou seu secretário pessoal, cargo no qual permaneceu até 2005, quando<br />
faleceu o pontífice que lhe havia escolhido também para o ministério arcebispal.<br />
<table border="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone size-medium wp-image-8" title="pope" src="http://testemunhodocardeal.wordpress.com/files/2009/05/pope-ii.jpg?w=300" alt="pope" width="210" height="216" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Manter a lembrança</p>
<p>O filme «<strong>Testemunho</strong>» não pretende ser um calendário cronológico, nem um documentário religioso só para<br />
católicos. «O objetivo deste filme de nível internacional é encher de conteúdo a lembrança esquemática de <strong>João Paulo<br />
II</strong> que permaneceu no Ocidente», diz o produtor Przemyslaw Hauser.«Trata-se de um retrato e de uma análise dedicados a todos: espectadores e atores da história do fim do milênio, e também aos que<br />
virão», disse Pawel Pietra, co-autor de «Testemunho».</p>
<p> A realização do filme durou quase um ano e os cenários são principalmente a cidade do Vaticano, Cracóvia e Wadowice. Nele<br />
aparecem também relíquias de ornamentos religiosos que <strong>João Paulo II</strong> utilizava quando era bispo de Cracóvia.</p>
<p>Os compositores da trilha sonora são Vangelis, prêmio Oscar por melhor música em 1981 com o filme Chariots of Fire, e Robert Janson.</p>
<p>«<strong>Testemunho</strong>» mostra a época da segunda metade do século XX, a história da Polônia, da Europa e do mundo. Mostra também a passagem ao novo milênio.</p>
<p>As imagens deixam ver momentos desconhecidos da vida privada do Papa, também de sua época juvenil. O filme está feito de duas<br />
formas: um material documentário e outro de reconstrução narrativa. Ambos os formatos são unidos pelo narrador inglês Michael York, que fez o papel de João Batista no filme «Jesus de Nazaré».</p>
<p>«Quando conhecemos sua história, percebemos a coerência de sua biografia com sua profunda humanidade. Eu não cresci em um<br />
país comunista, mas li muito sobre os temas. Se colocarmos o personagem de <strong>João Paulo II</strong> na realidade na qual<br />
nasceu e cresceu, veremos de maneira ainda mais evidente seu incrível heroísmo e sua determinação», disse o ator.«A idéia nasceu antes da publicação do livro. Quando mostrei o primeiro projeto a meus amigos, entendi imediatamente que se tratava de um livro belíssimo. O cardeal falava de muitas coisas importantes que até agora não sabíamos, pareciam superstições.<br />
<table border="0" align="right">
<tr>
<td><img class="alignnone size-medium wp-image-9" title="john_paul_ii" src="http://testemunhodocardeal.wordpress.com/files/2009/05/john_paul_ii.jpg?w=300" alt="john_paul_ii" width="300" height="276" /></td>
</tr>
</table>
<p>Até esse momento não eram informações de primeira mão, das quais se poderia dizer ‘Sim, eu vi, foi assim’», disse Przemyslaw Hauser, produtor do filme. «Durante quarenta anos, todos os dias, o cardeal Dziwisz escreveu uma página em seu diário. certamente encontraremos bastante matéria interessante para poder fazer uma segunda parte», concluiu.</p>
<p>Os Atentados.</p>
<p>O <strong>Cardeal Stanislaw</strong> revela um fato que se manteve em segredo durante 26 anos, que <strong>João Paulo II </strong>foi ferido de arma branca pelo sacerdote integrista espanhol Juan Fernández Krohn no santuário de Fátima em <strong>12 de maio de 1982</strong>. O Papa tinha ido à Fátima para agradecer à Virgem que o tivesse salvado do atentado da praça de São Pedro de <strong>13 de maio de 1981</strong>, quando foi atingido pelos tiros do turco Ali Agca.</p>
<p>A nota explica que &#8220;o padre espanhol, conforme se manteve até agora, foi detido antes de obter seu objetivo. <strong>O Cardeal Dziwisz </strong>conta no filme que o Papa, entretanto, foi atingido, já que quando chegaram a uma habitação do santuário de Fátima havia sangue em sua batina. <strong>João Paulo II</strong> continuou sua viagem a Fátima, sem dar importância ao caso, Krohn foi detido e após vários anos na prisão foi expulso de Portugal&#8221;.</p>
<p>Outro fato mostrado no filme vem do cardeal <strong>Zdzislaw Krol</strong>, chanceler da Cúria Metropolitana Varsóvia, revelou que o sumo pontífice enfrentou vários complôs contra sua vida inclusive durante suas peregrinações de 1983 e 1987 para a <strong>Polónia</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.zenit.org">www.zenit.org</a></strong>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Testemunho do Cardeal Stanislao Dziwisz]]></title>
<link>http://stanislaodziwisz.wordpress.com/2009/05/03/testemunho-do-cardeal-stanislao-dziwisz/</link>
<pubDate>Sun, 03 May 2009 17:50:53 +0000</pubDate>
<dc:creator>André Luiz</dc:creator>
<guid>http://stanislaodziwisz.wordpress.com/2009/05/03/testemunho-do-cardeal-stanislao-dziwisz/</guid>
<description><![CDATA[16.10.2008 &#8211; CIDADE DO VATICANO - Ao comemorar-se os 30 anos da eleição de João Paulo II, a Sa]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p>16.10.2008 &#8211; CIDADE DO VATICANO</p>
<table border="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone size-full wp-image-4" title="testemunho" src="http://testemunhodocardeal.wordpress.com/files/2009/05/m5810919.jpg" alt="testemunho" width="163" height="168" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>- Ao comemorar-se os 30 anos da eleição de João Paulo II, a Santa Sé, em associação com a Livraria Editora Vaticana, lançou nesta quinta-feira o filme «Testemunho», baseado no livro do <strong>cardeal Stanislaw Dziwisz</strong>, arcebispo de Cracóvia e amigo pessoal de <strong>João Paulo II</strong>, «Uma vida com Karol»,publicado em 2007 e traduzido em várias línguas, já vendeu mais de um milhão de exemplares na Polônia.  A narração do cardeal <strong>Dziwisz </strong>se intercala com documentários e fotos inéditas provenientes especialmente dos arquivos vaticanos e de coleções privadas. Por esta razão, o filme apresenta detalhes que o livro não tem.  «Era meu dever escrever este livro porque o Papa me suportou durante 39 anos», disse entre brincadeiras o cardeal <strong>Dziwisz </strong>nesta quarta-feira, em um encontro com os jornalistas na Sala de Imprensa da Santa Sé, acompanhado pelo ator Michael York e o produtor Przemyslaw Hauser.  «Para mim era uma obrigação escrevê-lo, porque as pessoas querem aprofundar mais em sua história», acrescentou o prelado, que confessou que sempre teve uma relação filial com o Papa.  <strong>Dziwisz</strong> foi ordenado pelo então bispo <strong>Karol Wojtyla</strong> em Wawel, a catedral de Cracóvia. Desde então, converteu-se em um de seus colaboradores mais próximos, sendo depois seu secretário, quando Wojtyla foi nomeado cardeal.  Em 1978, o<strong> Papa João Paulo II</strong> o nomeou seu secretário pessoal, cargo no qual permaneceu até 2005, quando faleceu o pontífice que lhe havia escolhido também para o ministério arcebispal.</p>
<table border="0" align="left">
<tbody>
<tr>
<td><img class="alignnone size-medium wp-image-8" title="pope" src="http://testemunhodocardeal.wordpress.com/files/2009/05/pope-ii.jpg?w=300" alt="pope" width="210" height="216" /></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Manter a lembrança</p>
<p>O filme «<strong>Testemunho</strong>» não pretende ser um calendário cronológico, nem um documentário religioso só para católicos. «O objetivo deste filme de nível internacional é encher de conteúdo a lembrança esquemática de <strong>João Paulo II</strong> que permaneceu no Ocidente», diz o produtor Przemyslaw Hauser.  «Trata-se de um retrato e de uma análise dedicados a todos: espectadores e atores da história do fim do milênio, e também aos que virão», disse Pawel Pietra, co-autor de «Testemunho».  A realização do filme durou quase um ano e os cenários são principalmente a cidade do Vaticano, Cracóvia e Wadowice. Nele aparecem também relíquias de ornamentos religiosos que <strong>João Paulo II</strong> utilizava quando era bispo de Cracóvia.  Os compositores da trilha sonora são Vangelis, prêmio Oscar por melhor música em 1981 com o filme Chariots of Fire, e Robert Janson.  «<strong>Testemunho</strong>» mostra a época da segunda metade do século XX, a história da Polônia, da Europa e do mundo. Mostra também a passagem ao novo milênio.  As imagens deixam ver momentos desconhecidos da vida privada do Papa, também de sua época juvenil. O filme está feito de duas formas: um material documentário e outro de reconstrução narrativa. Ambos os formatos são unidos pelo narrador inglês Michael York, que fez o papel de João Batista no filme «Jesus de Nazaré».  «Quando conhecemos sua história, percebemos a coerência de sua biografia com sua profunda humanidade. Eu não cresci em um país comunista, mas li muito sobre os temas. Se colocarmos o personagem de <strong>João Paulo II</strong> na realidade na qual nasceu e cresceu, veremos de maneira ainda mais evidente seu incrível heroísmo e sua determinação», disse o ator.  «A idéia nasceu antes da publicação do livro. Quando mostrei o primeiro projeto a meus amigos, entendi imediatamente que se tratava de um livro belíssimo. O cardeal falava de muitas coisas importantes que até agora não sabíamos, pareciam superstições.</p>
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<td><img class="alignnone size-medium wp-image-9" title="john_paul_ii" src="http://testemunhodocardeal.wordpress.com/files/2009/05/john_paul_ii.jpg?w=300" alt="john_paul_ii" width="300" height="276" /></td>
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<p>Até esse momento não eram informações de primeira mão, das quais se poderia dizer ‘Sim, eu vi, foi assim’», disse Przemyslaw Hauser, produtor do filme. «Durante quarenta anos, todos os dias, o cardeal Dziwisz escreveu uma página em seu diário. certamente encontraremos bastante matéria interessante para poder fazer uma segunda parte», concluiu.</p>
<p>Os Atentados</p>
<p>O <strong>Cardeal Stanislaw</strong> revela um fato que se manteve em segredo durante 26 anos, que <strong>João Paulo II </strong>foi ferido de arma branca pelo sacerdote integrista espanhol Juan Fernández Krohn no santuário de Fátima em <strong>12 de maio de 1982</strong>. O Papa tinha ido à Fátima para agradecer à Virgem que o tivesse salvado do atentado da praça de São Pedro de <strong>13 de maio de 1981</strong>, quando foi atingido pelos tiros do turco Ali Agca.  A nota explica que &#8220;o padre espanhol, conforme se manteve até agora, foi detido antes de obter seu objetivo. <strong>O Cardeal Dziwisz </strong>conta no filme que o Papa, entretanto, foi atingido, já que quando chegaram a uma habitação do santuário de Fátima havia sangue em sua batina. <strong>João Paulo II</strong> continuou sua viagem a Fátima, sem dar importância ao caso, Krohn foi detido e após vários anos na prisão foi expulso de Portugal&#8221;.  Outro fato mostrado no filme vem do cardeal <strong>Zdzislaw Krol</strong>, chanceler da Cúria Metropolitana Varsóvia, revelou que o sumo pontífice enfrentou vários complôs contra sua vida inclusive durante suas peregrinações de 1983 e 1987 para a <strong>Polónia</strong>.</p>
<p>Fonte: <strong><a href="http://www.zenit.org">www.zenit.org</a></strong></p>
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