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	<title>zabaione &amp;laquo; WordPress.com Tag Feed</title>
	<link>http://en.wordpress.com/tag/zabaione/</link>
	<description>Feed of posts on WordPress.com tagged "zabaione"</description>
	<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 00:31:19 +0000</pubDate>

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<title><![CDATA[Obama chiama]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/11/27/obama-chiama/</link>
<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 11:48:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Obama, che la Sinistra ama, ha tenuto un Consiglio di Guerra. Obama, Principe della Pace, che riceve]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="" width="115" height="111" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Obama, che la Sinistra ama, ha tenuto un Consiglio di Guerra.<br />
Obama, Principe della Pace, che riceverà il Nobel per la Pace, manderà 30.000 uomini in Afghanistan, a fare una guerra per la Pace.<br />
Obama telefona a Berlusconi e gli chiede soldati. Berlusconi, che la Sinistra non ama, dice sì.<br />
Per la pace, che l&#8217;Italia ama, in Afghanistan andranno nostre truppe in assetto di guerra in Missione di Pace. Quelli che torneranno morti saranno morti per la Pace, e perché la Patria chiama. Tutti amano Obama. Io che non l&#8217;amo sono un talebano?</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Nugelle]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/11/25/nugelle/</link>
<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:26:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Tre considerazioni distanti tra loro (forse), ma che dicono lo stato di irrimediabile putrefazione d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="" width="115" height="111" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Tre considerazioni distanti tra loro (forse), ma che dicono lo stato di irrimediabile putrefazione dell&#8217;Italia di oggi.<br />
1. In provincia di Treviso lavorano 1600 avvocati. Tutti devono mangiare, ecc.<br />
2. Attualmente la coppia più famosa e presente nei media è quella costituita dal losco Corona e dalla femmina Belen. Agli Italiani sono simpatici.<br />
3. Le uniche riforme della giustizia che passano in parlamento sono quelle escogitate per salvare  Berlusconi. Alla maggioranza degli Italiani la cosa piace.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
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<title><![CDATA[Rileggo Simone Weil 71]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/11/23/rileggo-simone-weil-71/</link>
<pubDate>Mon, 23 Nov 2009 09:07:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Ci siamo separati da Dio per il desiderio di partecipare alla divinità mediante la potenza e non med]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://brotture.wordpress.com/files/2009/08/weilquaderni.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2312" title="weilquaderni" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/08/weilquaderni.jpg?w=96" alt="" width="96" height="150" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Ci siamo separati da Dio per il desiderio di partecipare alla divinità mediante la potenza e non mediante l&#8217;amore, mediante l&#8217;essere e non mediante il non essere. (III, 250)</p>
<p style="text-align:justify;">Bisogna intendere ciò che significa &#8220;potenza&#8221;, altrimenti l&#8217;espressione &#8220;potenza dell&#8217;amore&#8221; diviene un ossimoro insostenibile. Perché se l&#8217;amore è causa di qualcosa esso è una potenza, che è il contrario dell&#8217;impotenza. E bisogna intendere cosa sia la <em>divinità</em>, altrimenti si porrebbe la questione dell&#8217; <em>a che cosa</em> dovremmo partecipare. <!--more-->Perché vi sia partecipazione occorre che vi siano un partecipato e un partecipante. Se il partecipante è nulla, non vi può essere partecipazione. Qui non si può invocare la <em>kenosis</em> divina, perché essa in verità non è annullamento, ma abbassamento (incarnazione). Dunque una partecipazione al&#8217;essere divino mediante il farsi non essere dell&#8217;umano è un non senso. Ma io intravedo qui una oscura origine sacrificale, una vittimizzazione introiettata e che si fa auto-vittimizzazione. Che è cosa ben differente dal sacrificio di sé perché<em> l&#8217;altro sia</em>, e non già perché non sia, che è il senso della croce cristiana. La quale è indisgiungibile dall&#8217;amore per creature, creato e Creazione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Quadrate legioni]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/11/21/quadrate-legioni/</link>
<pubDate>Sat, 21 Nov 2009 17:47:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Il gruppo che diventa una sola cosa. Il gruppo che combatte come se fosse un individuo. La differenz]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><a href="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="" width="115" height="111" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Il gruppo che diventa una sola cosa. Il gruppo che combatte come se fosse un individuo. La differenziazione abolita all&#8217;interno per essere ricostituita perfettamente all&#8217;esterno. Il violento e l&#8217;estetico si fondono originariamente in ciò che nel corso della cultura produce la falange, e poi la quadrata legione. Il branco-orda si trasforma in cerchio, le lance volte verso il centro in cui sta la preda/vittima. Ma le lance possono essere volte verso l&#8217;esterno a difesa, sono i due movimenti del cerchio umano. E il cerchio si quadra nel momento in cui l&#8217;orda diviene ordinamento. La geometria è una creazione dell&#8217;umano maschio e guerriero.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">La massima espressione della geometria militare è nell&#8217;esercito cinese contemporaneo, dove la meccanizzazione estetica dell&#8217;uomo combattente raggiunge il vertice supremo. Vedasi la marcia con le baionette innestate protese verso la fila di pochi centimetri precedente.</p>
<p><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/ru-xQac_sWw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/ru-xQac_sWw&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span><a href="http://www.youtube.com/watch?v=ru-xQac_sWw"></a></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Sant'Uberto]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/11/20/santuberto/</link>
<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 17:00:47 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
<guid>http://brotture.wordpress.com/2009/11/20/santuberto/</guid>
<description><![CDATA[Questo l&#8217;ho scritto anni fa, nel 2002, quando ancora insegnavo. Ma l&#8217;ho riletto con gust]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="" width="115" height="111" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Questo l&#8217;ho scritto anni fa, nel 2002, quando ancora insegnavo. Ma l&#8217;ho riletto con gusto.<strong>  </strong> </p>
<p style="text-align:justify;">Ogni domenica e ogni mercoledì, da metà settembre alla fine di dicembre, e cioè per tutta la durata del primo quadrimestre, vado a caccia. Camminare nel bosco dalle prime luci dell&#8217;alba, annusando l&#8217;aria come un animale, riempiendosi dei profumi, dei silenzi, e dei lievi rumori &#8211; canto del pettirosso, scricchiolio di foglie, castagne che cadono, galoppo del cane &#8211; fa vedere le cose in un&#8217;ottica differente. Oggi, domenica 3 novembre 2002 accanto a me cammina Sant&#8217;Uberto, che gli altri non vedono perché è un santo del Paradiso, ma che per grazia divina è amico mio e di pochi altri, e qualche volta mi accompagna. A dire la verità, lui preferisce la caccia ai quadrupedi, ma non sdegna il fagiano. Non è un uomo di molte parole, e poi nella sfera artemisia prevale il silenzio, ma quando il cane non dà segno della presenza di selvatici si può anche scambiare qualche battuta. Del resto, io qui sono il solo a udire le parole di Uberto, che anche cammina senza far rumore. Io sussurro, per non rovinare il silenzio del bosco e per non essere preso per pazzo da qualche raccoglitore di funghi &#8211; ma dovrei star tranquillo perché nell&#8217;epoca dei telefonini il rischio è inesistente.<!--more--><span id="_marker"> </span><strong> </strong></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">- Vedi, Fabio, &#8211; mi dice Uberto quando, stanco, mi siedo a riposare un poco seduto su di un tronco abbattuto, &#8211; anche in Paradiso ci sono i campi di caccia. Non sono come questi, e neanche lo spazio lì è come lo spazio dell&#8217;Universo fisico, però ci sono. E lì la caccia è veramente un&#8217;altra cosa. Non posso spiegartelo, non capiresti.</p>
<p style="text-align:justify;">- E non mi dirai che anche in Paradiso ci sono le scuole … &#8211; dico io, allarmato.</p>
<p style="text-align:justify;">- Non nel senso terreno, ma ricordati che nulla di quello che è umano va perduto: nella parte buona, s&#8217;intende. La scuola come la vivi tu è solo una frazione minima dell&#8217;esperienza e del tempo della storia umana, che sta tutta davanti ai miei occhi, che la vedono in Dio.</p>
<p style="text-align:justify;">- E di cui non mi puoi dire nulla, lo so &#8211; dico ad Uberto, che sorride. &#8211; Ma mi puoi spiegare, almeno, perché la maggioranza degli insegnanti italiani è così infelice? Perché non gode del suo bel mestiere?</p>
<p style="text-align:justify;">- E&#8217; infelice perché sente che quello che fa non ha molto senso. Il senso delle operazioni umane lo decreta la società nel suo insieme. Solo i forti di spirito, che sono pochissimi, possono trovare sensato e bello ciò che i più trovano insensato e brutto. Questo lo sente ogni insegnante, alcuni ne sono consapevoli, pochi lo pensano veramente. Pensare è difficile.</p>
<p style="text-align:justify;">- Ma non è proprio questo, il pensare, &#8211; borbotto io, &#8211; che dovrebbe essere insegnato?</p>
<p style="text-align:justify;">Uberto ride di gusto. E&#8217; un temperamento sanguigno e la sua santità non lo ha cambiato. &#8211; Ritieni che una scuola di massa come la vostra possa insegnare a pensare? Un insegnante umanista potrà riuscirci con un allievo ogni trecento, ammesso che lui sappia davvero pensare. Il pensiero è contagioso, ma ne vengono colpiti solo i predisposti, e sono pochi. In Paradiso è diverso. Pensa a Piccarda Donati, che nella vita non capiva niente.</p>
<p style="text-align:justify;">Mi alzo, perché il tronco non è liscio, e sono indolenzito. La cagna, a due passi da me è in ferma. Alzo i cani della mia vecchia doppietta e mi tengo pronto.</p>
<p>- E&#8217; un fagiano, &#8211; dice Uberto.</p>
<p style="text-align:justify;">- Quando penso a certi ministri dell&#8217;istruzione, mi vengono in mente i fagiani, non so perché, &#8211; gli ribatto. &#8211; Ma in verità nella scuola di oggi i fagiani sono moltissimi, e tutti di allevamento, allevati come polli in batteria.</p>
<p>- Sarà, ma questo è selvatico,- tuona Uberto. &#8211; Spara!</p>
<p style="text-align:justify;">Il fagiano vola, io sparo, cade lasciando in aria qualche piuma. Domani torno a scuola.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rileggo Simone Weil 70]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/11/16/rileggo-simone-weil-70/</link>
<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:01:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
<guid>http://brotture.wordpress.com/2009/11/16/rileggo-simone-weil-70/</guid>
<description><![CDATA[L&#8217;agnello di Dio, sgozzato sin dall&#8217;inizio del mondo. Dio si mostra sotto l&#8217;aspett]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2312" title="weilquaderni" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/08/weilquaderni.jpg?w=96" alt="weilquaderni" width="96" height="150" /></p>
<p>L&#8217;agnello di Dio, sgozzato sin dall&#8217;inizio del mondo.</p>
<p>Dio si mostra sotto l&#8217;aspetto di una vittima sacrificata e morta.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Una tribù di allevatori che immaginasse che gli animali si lasciano uccidere per nutrire il popolo, c&#8217;è modello più puro di dedizione? È esattamente quel che fa il Cristo per il nutrimento spirituale. A motivo di questa dedizione la vittima è santa, l&#8217;uccisione è un atto religioso compiuto in un luogo santo, davanti a un altare; e la vittima è offerta a Dio. La vittima stessa è un&#8217;immagine di Dio.<br />
Occorre o che non si mangi carne, non si uccidano animali. O che gli animali siano considerati alla stregua delle macchine come in Descartes. Ovvero che la loro morte sia circondata di simili immagini religiose Altrimenti, che cosa di più atto a togliere ai bambini ogni nozione morale?</p>
<p style="text-align:justify;">I sacrifici umani, se avvenivano realmente con il consenso della vittima, erano un esempio puro ed esaltante per tutto il popolo. (Ma non c&#8217;erano garanzie di libertà).<br />
Sacrificio, ciò che rende sacro, ciò che realizza la santità.<br />
Solo il consenso della vittima può fare del sacrificio una cosa veramente sacra e quindi veramente purificatrice, un sacramento. È ciò che accade nella messa. Nel passo sul giusto sofferente, Isaia si è limitato a recuperare il significato vero e primitivo del sacrificio.<br />
Bisognerebbe sapere se tra i popoli antropofagi vi sono tradizioni su uomini che si siano offerti liberamente come cibo.<br />
Ma in un simile atto, la libertà, il consenso, sono perfetti e del tutto irrefutabili solo se è Dio a compierlo. E quindi solo in questo caso l&#8217;uccisione può essere pura, perché « il mutuo consenso è la perfetta giustizia » (Simposio).</p>
<p style="text-align:justify;">Dio che discende in un agnello per essere sgozzato e mangiato, questo soltanto rende pura l&#8217;uccisione di un agnello e il cibo.<br />
Se Dio può essere realmente presente in un pezzo di pane, perché non sarebbe stato realmente presente, per coloro che avevano una simile fede, in un agnello?<br />
L&#8217;agnello poteva essere mangiato senza commettere un delitto se si consentiva a imitarlo. (III, 243-246)</p>
<p style="text-align:center;">*  *  *  *  *  *</p>
<p style="text-align:justify;">In alcune pagine dei <em>Quaderni</em> Simone Weil sfiora la piena comprensione della natura del sacrificio, ma non la raggiunge, perché vi è impedita dalla sua idealizzazione del mondo egizio e greco, e da un <em>eccesso di esoterismo</em>. La mancata distinzione tra <em>sacro</em> e <em>santo</em> si accompagna in lei allo stretto nesso istituito tra il giusto e il puro. Ma la dialettica puro/impuro precede la nascita della coscienza morale, e affonda le sue radici nella matrice oscura dell&#8217;umano. La colpa e l&#8217;impurità sono due realtà differenti: chi uccide un innocente non è impuro, ma colpevole. La rivelazione biblica e quella cristiana illuminano quella dialettica e i suoi presupposti sacrificali.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Uccidere]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/11/15/uccidere/</link>
<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 09:24:55 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
<guid>http://brotture.wordpress.com/2009/11/15/uccidere/</guid>
<description><![CDATA[&nbsp; Molti ritengono che gli umani si differenzino dagli animali anche per il fatto che  essi ucci]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="zab" width="115" height="111" />
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:justify;">Molti ritengono che gli umani si differenzino dagli animali anche per il fatto che  essi uccidono al di là delle necessità di sopravvivenza, intese strettamente come bisogno di cibo. Insomma, gli animali ucciderebbero solo per fame, mentre gli umani anche per molte altre ragioni. E soprattutto gli animali non ucciderebbero mai quelli della propria specie. Non è così.<!--more--> Spesso l&#8217;uccisione è determinata da competizione intraspecifica, in genere legata alla riproduzione. E&#8217; il caso dei leoni. In natura il leone ha come nemico principale l&#8217;altro leone, e quando uno o più leoni maschi spodestano i sovrani di un branco, per prima cosa ammazzano tutti i cuccioli, affinché le leonesse vadano in calore e si accoppino con loro e generino i <em>loro</em> figli.
<p>&#160;</p>
<p style="text-align:justify;"><span style='text-align:center; display: block;'><object width='425' height='350'><param name='movie' value='http://www.youtube.com/v/BmRFRyodiS8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' /><param name='allowfullscreen' value='true' /><param name='wmode' value='transparent' /><embed src='http://www.youtube.com/v/BmRFRyodiS8&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;hd=0' type='application/x-shockwave-flash' allowfullscreen='true' width='425' height='350' wmode='transparent'></embed></object></span>
<p>&#160;</p></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Zabaglione Custard]]></title>
<link>http://foodrecipecooking.wordpress.com/2009/11/12/zabaglione-custard/</link>
<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 03:04:48 +0000</pubDate>
<dc:creator>decent11</dc:creator>
<guid>http://foodrecipecooking.wordpress.com/2009/11/12/zabaglione-custard/</guid>
<description><![CDATA[Zabaglione Custard A Warm an Tasty Italian Dessert that has it’s Roots in Venice Italy. Zabaglione C]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><a href="http://notecook.com/desserts/zabaglione-custard/"><img style="width:329px;height:400px;cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CB1YieocCy4/Ss13yKHBYhI/AAAAAAAAAI8/p_C2U5rV-Yk/s400/Zabaglione+Custard.jpg" border="0" alt="" /></a></p>
<div><a href="http://notecook.com/desserts/zabaglione-custard/"><strong>Zabaglione Custard</strong></a></div>
<div>A Warm an Tasty Italian Dessert that has it’s Roots in Venice Italy. Zabaglione Custard has a Rich Light Flavorful Taste and is Tradionally Served with Fresh Figs. Zabaglione is Simple to Make an goes Great with Any Meal.</div>
<div><strong><a href="http://foodrecipescooking.blogspot.com/2009/10/zabaglione-custard.html" target="_blank">Food Recipes Cooking</a></strong></div>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rileggo Simone Weil 69]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/11/09/rileggo-simone-weil-69/</link>
<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 09:06:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
<guid>http://brotture.wordpress.com/2009/11/09/rileggo-simone-weil-69/</guid>
<description><![CDATA[Noi non possiamo mai, in nessun caso, fabbricare qualcosa che sia migliore di noi. (III, 238) Né più]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2312" title="weilquaderni" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/08/weilquaderni.jpg?w=96" alt="weilquaderni" width="96" height="150" /></p>
<p>Noi non possiamo mai, in nessun caso, fabbricare qualcosa che sia migliore di noi. (III, 238)</p>
<p style="text-align:justify;">Né più bello di noi. Né possiamo immaginare una creatura più bella di quelle che già esistono e che riconosciamo come belle. Nessun essere immaginario partorito dalla fantasia di un umano è 1) totalmente diverso da esseri esistenti su questa terra, 2) più bello senza che questo sia una semplice intensificazione della bellezza conosciuta sotto specie umana o animale. Così l&#8217;angelo non può essere raffigurato altrimenti che come un bellissimo giovinetto, nessun alieno della fantascienza è bello, e gli Elfi tolkieniani possono essere immaginati solo come umani superbelli (e superbuoni). Questo significa che la mente umana non è creatrice, ma solo capace di <em>invenzioni</em>, cioè di <em>ritrovamenti</em>. Possiamo solo riconoscere la bellezza dove esiste, non crearla dal nulla. Come ben argomenta Alessandro Manzoni nel suo <em>Dialogo dell&#8217;invenzione</em>.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Poesia della domenica]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/11/08/poesia-della-domenica-34/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 11:55:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
<guid>http://brotture.wordpress.com/2009/11/08/poesia-della-domenica-34/</guid>
<description><![CDATA[Initium Nuda la mano all&#8217;occhio dei leoni riflessa fece la creatura forte. Il sasso lavorato d]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="zab" width="115" height="111" /></p>
<p><strong>Initium</strong></p>
<p>Nuda la mano all&#8217;occhio dei leoni<br />
riflessa fece la creatura forte.<br />
Il sasso lavorato dagli eoni<br />
dalla sua mano l&#8217;ala della morte.<!--more--></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2557" title="lio" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/11/lio.jpg" alt="lio" width="477" height="383" /></p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Mostri]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/11/08/mostri/</link>
<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 11:41:10 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
<guid>http://brotture.wordpress.com/2009/11/08/mostri/</guid>
<description><![CDATA[Nel mostro è essenziale la doppia natura. La confusione delle nature, che poi è collegata all&#8217;]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="zab" width="115" height="111" /></p>
<p style="text-align:justify;">Nel <em>mostro</em> è essenziale la <em>doppia natura</em>. La confusione delle nature, che poi è collegata all&#8217;idea di impurità, e di caos. Intimamente connesso alla violenza, senza la quale non è pensabile, e di cui è insieme portatore e vittima, il mostro deve, per essere pienamente tale, avere pur sempre un qualche tratto umano, più o meno evidente.</p>
<p style="text-align:justify;"><!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-2554" title="wolfman1" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/11/wolfman11.jpg" alt="wolfman1" width="300" height="446" /></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Dunque, tanto più orrore suscita in noi un mostro quanto più è vicino a noi. Un uomo-lupo è infinitamente più orrido di una chimera. Così, in ambito religioso, si è soliti detestare maggiormente coloro che si avvertono come vicini non totalmente uguali. Un cattolico integralista detesterà il Protestantesimo più dell&#8217;Ebraismo, e l&#8217;Ebraismo più dell&#8217;Islam, e l&#8217;Islam più del paganesimo. Per questo le guerre sono tanto più feroci quanto più i nemici sono avvertiti come simili, e tanto maggiore sarà allora lo sforzo per conferire loro caratteri mostruosi, e impedire che la prossimità si trasformi in riconoscimento reciproco.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[A/H1N1]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/11/03/ah1n1/</link>
<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 09:03:28 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
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<description><![CDATA[  Ci viene detto che l&#8217;influenza nata dai maiali e che non si può più chiamare suina, sennò qu]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"> <img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="zab" width="115" height="111" /></p>
<p style="text-align:justify;">Ci viene detto che l&#8217;influenza nata dai maiali e che non si può più chiamare suina, sennò quelli si offendono &#8211; e perché &#8220;sono a letto con la suina&#8221; potrebbe dar luogo a fraintendimenti &#8211; , è causata da un virus poco aggressivo ma molto contagioso. &#8220;Il contagio si diffonde velocissimo&#8221;, si sente ripetere. Sono perplesso. Vorrei tanto sapere come la cosa è andata in Messico, visto che la cosa è nata lì. Se il contagio è velocissimo, ragiono da profano, l&#8217;influenza se la saranno presa in milioni. Leggo in un&#8217;ANSA del 28 ottobre queste sconcertanti parole:  &#8220;(ANSA) &#8211; CITTA&#8217; DEL MESSICO, 28 OTT &#8211; Il Messico ha registrato 47 nuovi casi mortali dell&#8217;influenza A/H1N1 nel corso dell&#8217;ultima settimana. Il totale aggiornato sale a 318 decessi e 50.234 casi di contagio dalla comparsa del virus nella primavera scorsa. Lo ha annunciato ieri (martedi&#8217;) il ministero della sanità. Il Messico è stato in aprile e maggio il focolaio mondiale della diffusione del virus A/H1N1, che ha fatto almeno 4.108 morti nel mondo, secondo l&#8217;ultimo bilancio dell&#8217;Oms.&#8221;<!--more--> <br />
50.234 contagiati in tutti questi mesi. Là dove la pandemia è nata. O è vero o è falso. Se è vero, che razza di <em>pandemia</em> è? Lo dovrebbero spiegare. Il comune cittadino non ci capisce più nulla. Ma del Messico non si trova alcuna notizia nei giornali. Intanto leggo che nelle dosi di vaccino in distribuzione da noi c&#8217;è la metà dell&#8217;antigene che si trova nelle dosi americane, e molto più <em>adiuvante</em>. Anche questa differenza andrebbe spiegata. Ma anche nel mondo dell&#8217;ipercomunicazione la verità fatica. Ci sono molte verità in conflitto, ma non sono verità di ragione, piuttosto verità d&#8217;interesse, e ognuno sceglie quella per cui sente una più forte simpatia.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rileggo Simone Weil 68]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/11/02/rileggo-simone-weil-68/</link>
<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 09:20:06 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Adorazione della croce in epoca precristiana. Perché l&#8217;uso della croce come strumento di suppl]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2312" title="weilquaderni" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/08/weilquaderni.jpg?w=96" alt="weilquaderni" width="96" height="150" /></p>
<p style="text-align:justify;">Adorazione della croce in epoca precristiana. Perché l&#8217;uso della croce come strumento di supplizio non potrebbe derivare dal suo carattere sacro? E&#8217; naturale desiderare che lo strumento di supplizio abbia un carattere sacro che purifica la violenza compiuta. Così la virtù purificatrice del fuoco aveva certo la sua parte nella scelta del rogo come supplizio per gli eretici del Medioevo. (III, 220)<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Simone Weil si avvicina al punto cruciale. Ma non comprende che il carattere originariamente sacro della croce è fondato sulla violenza stessa. La croce in quanto sacra non è il rimedio <em>altro</em> alla violenza, ma la cura violenta della violenza. Così è del fuoco: purificare e distruggere sono una sola azione.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Cimici]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/10/31/cimici/</link>
<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 15:09:38 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Quando ero molto giovane, provavo scarso interesse per gli insetti appartenenti agli ordini dei ditt]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="zab" width="115" height="111" /></p>
<p style="text-align:justify;">Quando ero molto giovane, provavo scarso interesse per gli insetti appartenenti agli ordini dei ditteri e degli emitteri. Mi piaceva occuparmi, nell&#8217;ordine, di coleotteri, imenotteri e lepidotteri. Gli ortotteri mi erano anche simpatici, perché riempivano di vita i prati di montagna, ma non mi interessavano un gran che. Grilli e cavallette, peraltro, li catturavo per usarli come esca per pescare i diffidenti cavedani del fiume.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-2542" title="cimice04" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/10/cimice04.jpg" alt="cimice04" width="400" height="356" /></p>
<p style="text-align:justify;">In questi ultimi anni, gli emitteri con cui ho un frequente contatto sono le cimici delle piante. In autunno, entrano nelle case alla ricerca di luoghi ove sopravvivere al freddo. Soprattutto se vicino alle abitazioni vi sono campi di soia, l&#8217;invasione può essere massiccia. Non a tutti sono simpatiche, sia per il forte ronzio del loro volo, sia soprattutto per l&#8217;odore sgradevole del liquido che secernono per difendersi. Se una finisce nell&#8217;aspirapolvere, diffonde la puzza nell&#8217;aria. Ma sono creature inoffensive. Io mi diverto a prenderle in mano e lanciarle dalla finestra senza scatenare reazioni chimiche: ci vuole molta delicatezza. E&#8217; una sfida. La mia vecchia setter gordon le amava alla follia: le cercava, le prendeva in bocca, le gustava come gamberetti, vive, croccanti e saporite. Una leccornia. Ma lei aveva i suoi gusti molto personali, ed era appassionata anche di altre schifezze, la cara vecchia Sendi (sic).</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Il caso Marrazzo]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/10/25/il-caso-marrazzo/</link>
<pubDate>Sun, 25 Oct 2009 11:44:59 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
<guid>http://brotture.wordpress.com/2009/10/25/il-caso-marrazzo/</guid>
<description><![CDATA[Il caso Marrazzo può significare molte cose, e può essere letto a vari livelli, e con ottiche differ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="zab" width="115" height="111" /></p>
<p style="text-align:justify;">Il caso Marrazzo può significare molte cose, e può essere letto a vari livelli, e con ottiche differenziate. Ma almeno due punti a me paiono molto significativi.<br />
C&#8217;è anzitutto un evidente conflitto tra le ragioni sempre invocate della <em>privacy</em> e quelle del rapporto tra il cittadino comune e i cittadini che sono stati eletti per governare e fare le leggi. Infatti, le leggi che tutelano la mia <em>privacy</em>, ovvero la sfera personale inviolabile, e che ne determinano i confini, sono opera dei legislatori, ovvero degli appartenenti al ceto politico. <!--more-->Questi hanno l&#8217;evidente obbligo di dare l&#8217;esempio del rispetto delle leggi che essi stessi hanno formulato, approvato e rese operative, anche in materia di<em> privacy</em>. Se un ceto politico dismette completamente l&#8217;idea che i suoi membri debbano costituire degli esempi di buona condotta per i cittadini comuni, quel ceto politico è privo di giustificazione per la sua stessa esistenza. Qui sta la radice della questione morale di cui un tempo si parlava. Perciò un presidente di regione che cede ad un ricatto su questioni private non può governare più nulla. Questo è certo. Anche perché ha evidentemente ceduto per paura, e la paura, come ben diceva Platone, è il peggiore dei vizi, inammissibile in chi governa.</p>
<p style="text-align:justify;">Il secondo punto, che trovo antropologicamente rilevante, è la questione dei transessuali. Sembra che vadano molto di moda, come la coca, tra le classi alte (ricordo qualcosa di un giovane Agnelli, qualche anno fa). Il rapporto sessuale con un essere che sta in mezzo tra l&#8217;uomo e la donna, un essere che non è né l&#8217;una né l&#8217;altro, una entità indeterminata, che è entrambi i sessi e nessuno dei due, perché la sua identità di genere è appunto il <em>trans</em>, e sta nel passaggio tra i due (che solitamente e non per caso è tra uomo e donna), questo rapporto sessuale è una cifra dell&#8217;indeterminatezza culturale generale della nostra epoca. La violenza che si abbatte spesso sui<em> trans</em>, la cosiddetta <em>transfobia</em>, è qualche cosa di ben spiegabile, e a nulla valgono i tentativi di esorcizzarla. Nel profondo di ogni comunità umana sta il terrore dell&#8217;indifferenziato, del proteiforme, dell&#8217;indeterminato. E il<em> trans</em> evoca il caos. Proprio perché il caotico è anche affascinante, e significa distruzione, molti ne sono affascinati. Anche sessualmente.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[GNTM: Lena Meier für Zabaione]]></title>
<link>http://isinesunshinetopmodel.wordpress.com/2009/10/22/gntm-lena-meier-fur-zabaione/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 20:36:51 +0000</pubDate>
<dc:creator>isinesunshine</dc:creator>
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<description><![CDATA[Die fünftplatzierte der ersten Staffel Germany&#8217;s next Topmodel by Heidi Klum, Lena Meier, präs]]></description>
<content:encoded><![CDATA[Die fünftplatzierte der ersten Staffel Germany&#8217;s next Topmodel by Heidi Klum, Lena Meier, präs]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Le ciùnghe di Calatrava]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/10/22/le-ciunghe-di-calatrava/</link>
<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 13:41:17 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
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<description><![CDATA[Sigaretta e gomma da masticare hanno una cosa in comune: producono un residuo sgradevole e antiestet]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="zab" width="115" height="111" /></p>
<p style="text-align:justify;">Sigaretta e gomma da masticare hanno una cosa in comune: producono un residuo sgradevole e antiestetico. Mozziconi e <em>ciùnghe</em> masticate si trovano ovunque, e non si consumano facilmente. Questo anzitutto significa che i consumatori di ciò che non si consuma mai del tutto si sbarazzano del residuo con un gesto immediato e totalmente noncurante delle sue conseguenze.<!--more--> Davvero è sgradevole calpestare una <em>ciùnga</em>: fa schifo, e toglierla dalla suola è un problema. E le strade tappezzate di mozziconi sono brutte a vedersi. Ma il fumatore e il masticatore non se ne curano. Il piacere immediato per loro è la cosa importante, alla conseguenza non pensano. Quasi tutti i fumatori e i masticatori sono così: irresponsabili.</p>
<p style="text-align:justify;">Il Ponte di Calatrava, a Venezia, sembra ormai una pelle di leopardo a chi lo percorra guardandone la superficie (gesto necessario a causa della differente dimensione dei gradini e della loro natura vetrosa, soprattutto in caso di pioggia). Poiché le gomme spiaccicate diventano col tempo piccole ombre nere. Orribile visione. Chissà se l&#8217;augusto architetto aveva previsto anche questo, e se intendeva che proprio così dovesse apparire la sua formidabile creatura.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rileggo Simone Weil 67]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/10/21/rileggo-simone-weil-67/</link>
<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 10:55:23 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
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<description><![CDATA[La cristianità è diventata totalitaria, conquistatrice, sterminatrice, perché non ha sviluppato la n]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2312" title="weilquaderni" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/08/weilquaderni.jpg?w=96" alt="weilquaderni" width="96" height="150" /></p>
<p style="text-align:justify;">La cristianità è diventata totalitaria, conquistatrice, sterminatrice, perché non ha sviluppato la nozione dell&#8217;assenza e della non-azione di Dio quaggiù. Si è attaccata a Yahweh così come al Cristo, ha concepito la Provvidenza alla maniera dell&#8217;Antico Testamento. Solo Israele poteva resistere a Roma, perché le rassomigliava, e così il cristianesimo nascente portava la macchia romana ancor prima di diventare la religione ufficiale dell&#8217;Impero. Il male fatto da Roma non è mai stato realmente riparato. (III, 205)<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">Sono numerosi i passi dell&#8217;opera weiliana in cui si denuncia l&#8217;apparentamento della Chiesa di Roma con l&#8217;antica Roma. La romanità come totalitarismo sradicatore dell&#8217;altro da sé, come spirito di questo mondo. Ma in questo passo è evidente che ciò che in profondità Simone Weil respinge è la presenza di Dio nel mondo. Esattamente quello che ci dice l&#8217;Antico Testamento, quello che per Isreale è il fulcro della Rivelazione, la partecipazione di Dio alla storia degli umani. Alla luce del rifiuto weiliano dell&#8217;azione di Dio quaggiù, anche l&#8217;azione di Gesù quaggiù, che la Chiesa ha letto sempre come in continuità con l&#8217;azione del Padre, di cui peraltro è Gesù Cristo è appunto il Figlio, appare una non-azione. Il Cristo della Weil è totalmente disincarnato.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[gniiiiiiiiiii]]></title>
<link>http://bananasrepublik.wordpress.com/2009/10/19/gniiiiiiiiiii/</link>
<pubDate>Mon, 19 Oct 2009 00:00:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Presidente di Bananas Republik</dc:creator>
<guid>http://bananasrepublik.wordpress.com/2009/10/19/gniiiiiiiiiii/</guid>
<description><![CDATA[&quot;...perenne amare i sensi e non pentirsi...&quot; gniiiiiiii questo frullatore a immersione ha ]]></description>
<content:encoded><![CDATA[&quot;...perenne amare i sensi e non pentirsi...&quot; gniiiiiiii questo frullatore a immersione ha ]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Poesia della domenica]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/10/18/poesia-della-domenica-33/</link>
<pubDate>Sun, 18 Oct 2009 10:52:52 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
<guid>http://brotture.wordpress.com/2009/10/18/poesia-della-domenica-33/</guid>
<description><![CDATA[Svanire C&#8217;era un uomo. Adesso la sua ombra. Nell&#8217;ombra molti lemuri bisbigliano. Le loro]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="zab" width="115" height="111" /></p>
<p><strong>Svanire</strong></p>
<p>C&#8217;era un uomo. Adesso la sua ombra.<br />
Nell&#8217;ombra molti lemuri bisbigliano.<br />
Le loro voci tessono quell&#8217;ombra.<br />
Nell&#8217;ombra sognano un perduto sole.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[psychobelievers]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/10/15/psychobelievers/</link>
<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 09:47:09 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
<guid>http://brotture.wordpress.com/2009/10/15/psychobelievers/</guid>
<description><![CDATA[Ho avuto una illuminazione sulla natura della psicoanalisi nel 1979, quando sono entrato in contatto]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="zab" width="115" height="111" /></p>
<p style="text-align:justify;">Ho avuto una illuminazione sulla natura della psicoanalisi nel 1979, quando sono entrato in contatto diretto con ambienti intellettuali parigini. Nel 1979 (bei tempi) avevo un&#8217;amica francese, di Parigi. Così ebbi l&#8217;occasione di passare 10 giorni nella grande città, suo ospite. E potei conoscere i circoli intellettuali che lei frequentava, artisti, goscisti, psicoanalisti. Mi resi conto allora che la psicoanalisi è anzitutto una religione, coi suoi testi sacri, i suoi eretici e i suoi devoti. Ha anche una funzione sociale analoga a quella della religione: produrre legami sociali, un discorso comune, una visione del mondo con ricadute nei piccoli fatti della vita quotidiana. E i suoi fondamenti non sono importanti, bisogna crederci.<!--more--> E&#8217; un po&#8217; come negli oroscopi: socialmente più rilevante una previsione azzeccata che 99 errate. In Francia allora era chiarissimo, come da noi, del resto, che dei Francesi siamo i cugini di camppagna: le stesse persone che avevano un culto della psicoanalisi e un vocabolario comune di origine psicoanalitica, un gergo che le univa, erano anche interessatissime agli oroscopi, credevano nei segni zodiacali, ecc. ecc.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Rileggo Simone Weil 66]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/10/14/rileggo-simone-weil-66/</link>
<pubDate>Wed, 14 Oct 2009 07:43:36 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
<guid>http://brotture.wordpress.com/2009/10/14/rileggo-simone-weil-66/</guid>
<description><![CDATA[Bisogna accettare completamente la morte come annientamento. La credenza nell&#8217;immortalità dell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2312" title="weilquaderni" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/08/weilquaderni.jpg?w=96" alt="weilquaderni" width="96" height="150" /></p>
<p style="text-align:justify;">Bisogna accettare completamente la morte come annientamento.<br />
La credenza nell&#8217;immortalità dell&#8217;anima è nociva perché non è in nostro potere rappresentarci l&#8217;anima come veramente incorporea. Così questa credenza è di fatto credenza nel prolungamento della vita, e nega l&#8217;uso della morte. (III, 189)<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;">La necessità è l&#8217;essenza della realtà delle cose di quaggiù. In altri termini la loro essenza è condizionale. La loro essenza è di non essere dei fini. La loro stessa realtà è che non sono dei beni.<br />
Poiché Dio è un bene che non è altro che un bene, la materia non è altro che un non-bene. (III, 193)</p>
<p style="text-align:center;">*  *  *  *  *  *  *</p>
<p style="text-align:justify;">Pochi passi dei Quaderni condensano come questi due la posizione di Simone Weil sulla realtà e su Dio. Qui si coglie chiaramente come la piena accettazione del cattolicesimo fosse per S. Weil del tutto impossibile. Non tanto per la pretesa cattolica di costituire l&#8217;unica via di salvezza, come sembra da una lettura cursoria della <em>Lettera a un religioso</em> e nella vulgata comune, per cui a molti parrebbe quasi che oggi, con le braccia della cattolicità più aperte, S.W. sarebbe accolta senza problemi. Quanto per la idea weiliana della realtà della Creazione e dell&#8217;Incarnazione, cioè del rapporto tra Dio, il reale e l&#8217;umano. In fondo, è anche l&#8217;eredità ebraica, la concretezza dei corpi, l&#8217;essere l&#8217;umano una<em> carne</em>, che lei consapevolmente e coerentemente rifiuta. Sempre ritorna il dualismo cataro.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[Nobel]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/10/10/nobel/</link>
<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 10:41:32 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
<guid>http://brotture.wordpress.com/2009/10/10/nobel/</guid>
<description><![CDATA[Il Nobel per la Pace ad Obama, un presidente americano all&#8217;inizio del suo mandato, è una folli]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="alignnone size-full wp-image-2441" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="zab" width="115" height="111" /></p>
<p style="text-align:justify;">Il Nobel per la Pace ad Obama, un presidente americano all&#8217;inizio del suo mandato, è una follia. Ma è una follia che riflette in pieno i caratteri fondamentali della nostra epoca, che anzitutto è un&#8217;epoca dell&#8217;impazienza, della precipitazione, e della scommessa sul futuro. Se sono razionali i <em>futures</em> sul prezzo del petrolio, allora è razionale anche assegnare il Nobel ad un presidente che potrebbe ordinare da un giorno all&#8217;altro un attacco militare su grande scala.</p>
</div>]]></content:encoded>
</item>
<item>
<title><![CDATA[La vecchia e i fiori]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/10/07/la-vecchia-e-i-fiori/</link>
<pubDate>Wed, 07 Oct 2009 08:52:43 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
<guid>http://brotture.wordpress.com/2009/10/07/la-vecchia-e-i-fiori/</guid>
<description><![CDATA[        Nel corso della mia vita raramente ho visto compiere dei gesti per gratuito amore della bell]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p><img class="size-full wp-image-2441 alignleft" title="zab" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/09/zab.jpg" alt="zab" width="115" height="111" /></p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;"> </p>
<p style="text-align:justify;">Nel corso della mia vita raramente ho visto compiere dei gesti per gratuito amore della bellezza. Solitamente, quando la gente, e in particolare la gente italiana, cura la bellezza, lo fa perché si tratta della bellezza delle cose proprie, a cominciare dalla propria persona per finire al giardino, all&#8217;auto, alla casa, ecc&#8230; La cura della bellezza è sempre legata ad un <em>interesse proprio</em>, e anche la bellezza pubblica, di cui si dovrebbe occupare chi amministra città e regioni, viene curata in relazione allo &#8220;sviluppo&#8221;, e mai per se stessa. Per questo, vedere qualcuno che opera per puro amore della bellezza di cose non sue mi riempie di stupore e di gioia.<!--more--></p>
<p style="text-align:justify;"><img class="alignnone size-full wp-image-2470" title="marghe" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/10/marghe1.jpg" alt="marghe" width="481" height="324" /></p>
<p style="text-align:justify;">A poche centinaia di metri da casa mia c&#8217;è un parco pubblico, fusione di quelli di due antiche ville, Villa Manfrin e Villa Margherita. Sono solito portarvi il mio figlioletto autistico, che se la passa andando in altalena e guardando le macchine e le moto che scorrono sulla statale Pontebbana. Mentre lui così passa il tempo io osservo l&#8217;ambiente intorno a me, che è sempre lo stesso, ma ogni volta presenta qualche particolare interessante, magari un coleottero o due vanesse che si inseguono nell&#8217;aria, o un airone grigio che fa la posta ai pesci sulla riva del laghetto. Mi capita spesso di vedere, curva sull&#8217;erba, una vecchia signora, più che ottantenne e coi capelli candidi (virtù rara che me la rende simpatica di primo acchito). Ha sempre con sé zappette varie, e sacchetti con fiori e piante. I giardini e parchi pubblici italiani, si sa, sono quasi sempre poco curati dai pubblici servizi, e così è anche nella ricca Treviso. I prati del parco sarebbero squallidi tra gli alberi secolari, se questa gentile creatura non ripristinasse le aiuole, piantando fiori e togliendo erbacce. Ha sempre con sé un giovane indiano, cui insegna la nostra lingua mentre lo istruisce nel giardinaggio. Mi ricorda, in piccolo, l&#8217;uomo che piantava alberi di Jean Giono. Si prende cura della bellezza del mondo. Gratis.</p>
</div>]]></content:encoded>
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<title><![CDATA[Rileggo Simone Weil 65]]></title>
<link>http://brotture.wordpress.com/2009/10/05/rileggo-simone-weil-65/</link>
<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 14:01:41 +0000</pubDate>
<dc:creator>Fabio Brotto</dc:creator>
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<description><![CDATA[La sofferenza come koan. Dio è il maestro che fornisce questo koan, lo colloca nell&#8217;anima come]]></description>
<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><p style="text-align:center;"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2312" title="weilquaderni" src="http://brotture.wordpress.com/files/2009/08/weilquaderni.jpg?w=96" alt="weilquaderni" width="96" height="150" /></p>
<p style="text-align:justify;">La sofferenza come koan. Dio è il maestro che fornisce questo koan, lo colloca nell&#8217;anima come una cosa irriducibile, un corpo estraneo non assimilabile, e costringe a pensarci. Il pensiero della sofferenza non è discorsivo. Il pensiero urta contro il dolore fisico, contro la sventura, come la mosca contro il vetro, senza poter progredire in alcun modo né scoprirvi nulla di nuovo, e senza potersi impedire di tornarvi. Così si esercita e si sviluppa la facoltà intuitiva. Eschilo: &#8220;Mediante la sofferenza la conoscenza&#8221;.<br />
Fare della sofferenza un&#8217;offerta è una consolazione, e quindi un velo gettato sulla realtà della sofferenza. Ma lo è anche considerare la sofferenza come una punizione. La sofferenza non ha significato. E&#8217; questa l&#8217;essenza stessa della sua realtà. Occorre amarla nella sua realtà, che è assenza di significato. Altrimenti non si ama Dio. (III, 179)<!--more--></p>
<p style="text-align:center;">*  *  *  *  *  *  *</p>
<p style="text-align:justify;">Se la sofferenza è collocata nell&#8217;anima da un&#8217;azione di Dio, essa non può essere priva di significato. Per essere priva di significato essa deve essere indipendente da qualsiasi volontà divina,  ed espressione del puro caso, come in Epicuro. Se io amo la sofferenza che mi colpisce considerandola allo stesso tempo insensata, io colloco tutto il senso dalla parte mia, e mi costituisco superbamente come datore di senso alle cose, comprese le realtà insensate in se stesse. Ed è il pericolo che corre lo spiritualismo weiliano.</p>
<p style="text-align:justify;">La sofferenza in sé, tuttavia, non è né sensata né insensata, ma acquista senso o non senso solo entro una relazione. E non appare dal nulla, ma ha cause e conseguenze. Per un cristiano, la sofferenza per antonomasia è quella di Gesù nella Passione. Il calice che chiedeva al Padre di risparmiargli era tremendo, ma non insensato.</p>
</div>]]></content:encoded>
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